Creare razzismo how to /14 – Judith ha lanciato una nuova moda?

Stavo cercando notizie sulla situazione meteo in sardegna, al sud si è in allerta rossa, quando ho visto questo articolo: “Non piaci ai clienti”: a Tempio rifiutata l’assunzione a un giovane africano.

Mi è venuto da pensare subito al “caso” di venezia. Noto che le cause di indignazione vanno “a moda”; adesso è di moda il datore di lavoro razzista e leghista che nega il lavoro al bovero immigrado per razzismo. Prima erano le persone di colore che erano tanto amate da sentirsi come attori in un porno interracial che di punto in bianco, dalla vittoria della lega, si son sentite come nell’alabama degli anni 50.

Devo dire che questo modo di agire lo trovo alquanto stupido: un datore di lavoro è libero di assumere chi vuole e non deve motivare in nessun caso il suo diniego. È liberissimo di dire che Tizio non l’ha convinto, che magari vuol fare altri colloqui, che ha trovato uno migliore. Far passare l’idea che il diniego sia sempre e solo dovuto al razzismo, classico modus operandi di molti SJW, significa fare continui spot pro salvini.

La notizia ha tutte le caratteristiche della fake news ed inoltre mostra molta della plateale idiozia di tanti antirazzisti che, convinti di agire a fin di bene finiscono a far disastri peggio di quelli che credono di voler evitare.

“Non piaci ai clienti”: a Tempio rifiutata l’assunzione a un giovane africano

Un gruppo di cittadini ha denunciato l’episodio sul web. I titolari della pizzeria si giustificano: dispiace ma qui il lavoro è a rischio

TEMPIO. La denuncia, sotto forma di lettera, sta facendo il giro del web. Gli autori si firmano come un gruppo di cittadini e l’intento che li ha spinti a scriverla è quello di rendere pubblico un fatto accaduto a Tempio che farà sicuramente discutere: a un giovane africano è stato rifiutato di lavorare in una pizzeria in modo da prevenire le possibili proteste dei clienti.

I titolari del locale non smentiscono l’accaduto. Tengono, anzi, a spiegare ciò che li ha spinti ad agire così, precisando che in passato (e si tratta di un fatto accertato) avevano assunto personale di diverse nazionalità

Dagli autori della lettera viene fuori una proposta-sfida e che potrebbe piacere a quella parte di clienti e consumatori che badano più alla qualità del servizio e del prodotto che alla nazionalità del lavoratore. «…Potrebbe accadere di scoprire che scegliere di giustificare le discriminazioni non paghi, perché i cittadini che si indignano per le ingiustizie sono più numerosi di quelli che le praticano».
Il servizio completo sul giornale in edicola e nella versione digitale

Le cose che non mi convincono:

a un giovane africano è stato rifiutato di lavorare in una pizzeria in modo da prevenire le possibili proteste dei clienti.
La stessa cosa che è capitata a Judith; peccato che la notizia sia stata data con i piedi e che ci siano fortissimi dubbi che sia falsa. Sarei curioso di sapere come ha fatto il comitato dei cittadini a sapere l’esatto motivo per il quale il ragazzo non è stato scelto. Il candidato datore di lavoro l’ha ammesso candidamente? dubito sia così idiota. E se anche fosse, un datore di lavoro ha tutto il diritto di assumere o non assumere chi gli pare senza doversi giustificare con nessuno così come chiunque è libero di andare nei ristoranti di suo gusto.

I titolari del locale non smentiscono l’accaduto. Tengono, anzi, a spiegare ciò che li ha spinti ad agire così, precisando che in passato (e si tratta di un fatto accertato) avevano assunto personale di diverse nazionalità
E lo ammettono così candidamente dicendo che in passato avevano assunto personale di diverse nazionalità? mah mi sembra un comportamento da imbecilli. Sarebbe bastato un secco “no comment”.

Dagli autori della lettera viene fuori una proposta-sfida e che potrebbe piacere a quella parte di clienti e consumatori che badano più alla qualità del servizio e del prodotto che alla nazionalità del lavoratore. «…Potrebbe accadere di scoprire che scegliere di giustificare le discriminazioni non paghi, perché i cittadini che si indignano per le ingiustizie sono più numerosi di quelli che le praticano».
Campagna virale per un locale “concorrente” più politically correct? vabbè che il commercio è una jungla ma l’abusare di accuse di razzismo per carpire qualche cliente in più spesso si traduce in un boomerang. Come avevo scritto anche nell’altro articolo: cosa penserà un “bianco” che si vede scartato? che al negretto basta piangere un poco di discriminazione per trovare lavoro?

Scegliere un negro perché negro è razzismo così come scegliere un bianco perché bianco. A furia di inventarsi casi di razzismo immaginari B->A si rischia di rinforzare il razzismo “reale” A->B. Poi quando le simpatie verso certe parti politiche crescono enormemente, forse sarebbe il caso di fare un poco di autocritica invece di raccontarsi tante balle autoassolutorie per la propria idiozia.

Io non ho visto la lettera, non son riuscito a reperirla su FB e non sono abbonato a “la nuova” per vedere l’articolo completo; ma ho il sospetto che sia un caso simile al caso di judith, la storia mi sembra troppo artefatta e troppo simile a quella di venezia per essere genuina.

Storie come queste sono tanti, ma tanti, voti per gli xenofobi… sinceramente:

Ma brutte teste di cavolo non vi rendete conto che inventare simili balle significa fare un’ottima campagna elettorale a Salvini, che per un voto di anticontroboicottaro che guadagnate ne portate dieci a Salvini? Volete che salvini perda voti? Buttate il cellulare, eliminatevi dai social e ritiratevi in un eremo nella foresta amazzonica, grazie. E non provate a giustificare le tremende batoste con favolette tipo che gli italiani stanno diventando tutti razzofascisti xenofobi.

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Creare razzismo how to /13

Se benzina a piene mani spargi, lamentarsi dell’incendio stupido è. (maestro Yoda)

A quanto pare la notizia della ragazza respinta al colloquio di lavoro si è rivelato essere una bufala; qui Butac e qui Puente, che non son di certo diffamatori prezzolati al soldo di Salvini e Di Maio.

Ho notato che l’articolo che avevo citato nel post creare razzismo how to 12 è stato modificato; onor del vero va detto che è stato scritto in coda all’articolo che lo stesso è stato aggiornato due giorni dopo la pubblicazione.

Interessante un confronto fra la vecchia recuperata grazie a web archive e la nuova versione

la vecchia :

Venezia, respinta al colloquio di lavoro: «Non vogliono persone di colore». Brugnaro: «Un cretino»

La denuncia su Facebook di una ragazza di origini haitiane: «Quando il titolare del ristorante ha visto che ero nera se n’è andato lasciandomi basita. Io sono italiana». Brugnaro: «Le chiedo scusa a nome della città»

VENEZIA «Mi ha detto “Scusa, non è cattiveria, ma non voglio persone di colore nel mio ristorante perché potrebbe fare schifo ai miei clienti” e poi se n’è andato». Judith Romanello ha vent’anni e un inconfondibile accento veneto ma è nata ad Haiti. Qui i suoi genitori adottivi sono andati a prenderla quando era ancora una bambina. È appassionata di pallacanestro e vive a Spinea.
Qualche giorno fa si è recata a Venezia per un colloquio di lavoro come cameriera in un ristorante ma il titolare non le ha neanche chiesto il curriculum. Le ha spiegato che il colore della sua pelle era un problema per lui e poi se n’è andato senza nemmeno stringerle la mano. «Ho letto un annuncio su Subito.it e ho contattato questo ristoratore per chiedergli se potevamo vederci. Lui ha acconsentito e ci siamo dati appuntamento», racconta Judith in un video che ha postato su Facebook per denunciare l’episodio. «Quando sono arrivata mi ha guardata e mi ha detto “non voglio persone di colore perché ai miei clienti potrebbe far schifo che tu tocchi i loro piatti e non va tanto neanche a me”. Poi se n’è andato. Io sono rimasta basita».

e la nuova:

Judith a colloquio con La Mantia, ma il web non crede al suo racconto. Lei: «Non ho inventato nulla»

La denuncia su Facebook della ragazza di origini haitiane criticata dal web: «Denuncia generica, è in cerca di visibilità». E lei, intanto, incontra il famoso chef

VENEZIA Un racconto che per tanti inizia a «scricchiolare» e una seconda chance al lavoro. Sono giornate intense quelle che sta vivendo Judith Romanello che sul web, giusto tre giorni fa, aveva denunciato un grave episodio di razzismo. « Qualche giorno fa Judith racconta di essersi recata a Venezia per un colloquio di lavoro come cameriera in un ristorante «ma il titolare non le ha neanche chiesto il curriculum». Le ha spiegato che il colore della sua pelle era un problema per lui e poi se n’è andato senza nemmeno stringerle la mano. «Ho letto un annuncio su Subito.it e ho contattato questo ristoratore per chiedergli se potevamo vederci. Lui ha acconsentito e ci siamo dati appuntamento», racconta Judith in un video che ha postato su Facebook per denunciare l’episodio. «Quando sono arrivata mi ha guardata e mi ha detto “non voglio persone di colore perché ai miei clienti potrebbe far schifo che tu tocchi i loro piatti e non va tanto neanche a me”. Poi se n’è andato. Io sono rimasta basita».

Confrontando le due versioni cosa si nota?

  • Son spariti i suoi riferimenti all’essere di origini haitiane, di esser stata adottata e che le piaccia la pallacanestro.
  • Il nuovo titolo è in forma dubitativa ed apra con il colloquio della ragazza con il famoso chef, quasi che l’apertura del titolo sminuisca il seguito “il web non crede al suo racconto”.
  • Da notare nel titolo anche il gioco del “sandwitch”: Notizia positiva per lei: a colloquio con La Mantia, notizia negativa: “il web non crede”, notizia positiva: “io non ho inventato nulla”
  • Sono spariti, nel titolo, anche i riferimenti alle dichiarazioni del sindaco di Venezia, son riportate solo nel corpo dell’articolo, perché?

Cosa si può dedurre dai cambiamenti? che non è stata scelta la via dell’articolo “smentita”; un ci siamo sbagliati a pubblicare una storia non verificata ma si è cercato di mettere una pezza cambiando, in maniera sostanziale, l’articolo. Mi sembra un comportamento poco professionale. Alla fine le fake news tutti le fanno e tutti se le rinfacciano vicendevolmente,

Interessante anche il paragrafo aggiunto alla fine della nuova versione dell’articolo

Gli attacchi del web e la difesa
Ma ora la vicenda, per tanti, inizia a «puzzare»: dal popolo del web piovono le critiche e si diffonde il sospetto che la bella ragazza sia in cerca di popolarità. Fra i primi a prendere posizione la giornalista e blogger Selvaggia Lucarelli che punta il dito sul racconto nebuloso di Judith. «Dice di aver perso tutti i contatti telefonici, di non ricordare il nome di chi le ha fatto il colloquio – sbotta su Facebook – ma nessuno le ha chiesto nulla prima di farla diventare un caso nazionale?». Ma la stessa Judith rimanda al mittente ogni accusa: «Non mi sono inventata nulla, è tutto vero». Nel frattempo, per lei, proprio ieri, si è aperta una nuova occasione lavorativa: lo chef Filippo La Mantia, che ha aperto un nuovo ristorante, l’ha incontrata nel pomeriggio per un colloquio.

Vabbe’ che la Lucarelli è una garanzia di webtrollata mentre citare Butac (Michelangelo Coltelli) o qualche altro sbufalatore con un minimo di autorevolezza in più di Selvaggia non avrebbe deposto a favore della tesi “storia vera”.

Mi ha dato da pensare anche la notizia del colloquio: perché? Posso dire che l’impressione che ne ricava uno che ha dubitato della vicenda è che basti frignare via web di qualche discriminazione, possibilmente spendibile politicamente per attaccare la parte politica avversa, per avere da subito tante opportunità. Cosa andrebbe a pensare una ragazza che cerca anche lei lavoro come cameriera e vede questa vicenda? Penserà felice: “che bello, c’è ancora un Italia che non discrimina…” o penserà incazzata: “a quella sparaballe l’hanno assunta solo perché negra…”.

Temo che la risposta sarà la due, e, cosa peggiore che la rabbia che prova è anche, a mio avviso, giustificata. Un’altra persona che, magari era pro accoglienza e contro il razzismo ma che, diventando vittima del razzismo B->A non nasconderà simpatie verso il razzismo A->B.

Ecco spiegato con un esempio concreto il perché i partiti “xenofobi” e “razzisti” hanno successo, non son altro che la reazione a partiti che, a parole, si dicono antirazzisti e antixenofobi ma che in realtà sono altrettanto razzisti e xenofobi, ma B->A invece che A->B.

Una cosa che molti non capiscono, soprattutto nei media, è che i razzismi si sommano in valore assoluto, non algebricamente, tirar fuori razzismo B->A per curare quello A->B, non solo non funziona ma anzi innesca una spirale perversa che porta all’aumento di entrambi i razzismi.

Creare razzismo how to /12

Stavo leggendo la notizia della ragazza respinta al colloquio di lavoro perché nera. Devo dire che la vicenda mi è puzzata alquanto, ha tutte le caratteristiche della fake news e i giornali, visto che è funzionare alla storiella “italiani razzisti, migranti buoni” ci son cascati con entrambi i piedi. Non so se sia per malafede o semplice e banale dabbenaggine.

Quello che a me ha dato da pensare, sentendo il  titolo, è stata la plateale idiozia di chi ha fatto il colloquio di lavoro; ad un colloquio non è un obbligo far seguire una assunzione e non è un obbligo dover motivare perché la persona è stata scartata. Quella frase sarebbe solo idiozia gratuita, e dubito che il gestore di un ristorante sia così platealmente imbecille.

Leggiamo comunque criticamente la notizia (grassetti miei).

VENEZIA «Mi ha detto “Scusa, non è cattiveria, ma non voglio persone di colore nel mio ristorante perché potrebbe fare schifo ai miei clienti” e poi se n’è andato». Judith Romanello ha vent’anni e un inconfondibile accento veneto ma è nata ad Haiti. Qui i suoi genitori adottivi sono andati a prenderla quando era ancora una bambina. È appassionata di pallacanestro e vive a Spinea.

E cosa c’entra? l’attacco sembra scritto per carpire la simpatia e portarla verso la ragazza.

Qualche giorno fa si è recata a Venezia per un colloquio di lavoro come cameriera in un ristorante ma il titolare non le ha neanche chiesto il curriculum. Le ha spiegato che il colore della sua pelle era un problema per lui e poi se n’è andato senza nemmeno stringerle la mano. «Ho letto un annuncio su Subito.it e ho contattato questo ristoratore per chiedergli se potevamo vederci. Lui ha acconsentito e ci siamo dati appuntamento», racconta Judith in un video che ha postato su Facebook per denunciare l’episodio. «Quando sono arrivata mi ha guardata e mi ha detto “non voglio persone di colore perché ai miei clienti potrebbe far schifo che tu tocchi i loro piatti e non va tanto neanche a me”. Poi se n’è andato. Io sono rimasta basita».

Discriminazioni
Nonostante non sia la prima volta che Judith, come molti altri, viene discriminata per il colore della sua pelle, l’amarezza è stata tanta. «Io sono italiana e so che non tutti gli italiani sono così. Mi chiedo: 2018 c’è ancora questa lotta tra neri e bianchi? È una cosa che fa schifo – dice -. Io non voglio fare la vittima con questo video ma solo far riflettere, stiamo tornando indietro». Judith non ha fatto nemmeno in tempo a conoscere il nome del ristorante perché l’incontro è avvenuto in un luogo pubblico, nella zona del ponte delle Guglie. «C’è poco da commentare, è un episodio spiacevole – dice Ernesto Pancin, segretario dell’Aepe di Venezia -. È una vicenda strana, non è questo il modo di assumere il personale. A questa ragazza mi sento di dire di stare tranquilla che un buon lavoro presso i ristoranti di Venezia lo troverà sicuramente perché l’importante è sorridere, essere professionali e cortesi. Per il resto, si cresce insieme al locale. Esperienze come questa non devono portare a una delusione ma a far capire ancora meglio come selezionare un buon locale in cui lavorare».

L’ira di Brugnaro
In serata è arrivata anche la presa di posizione del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro: «Ho appreso adesso questa sconcertante vicenda! — ha scritto su Twitter il primo cittadino —. Comportamento assurdo, discriminatorio e soprattutto STUPIDO! Cara Judith ti chiedo ufficialmente scusa a nome della Città per questo episodio vergognoso! Farò di tutto per tentare di rintracciare questo cretino patentato».

Ci sono un sacco di cose che non tornano:

Ho letto un annuncio su Subito.it e ho contattato questo ristoratore per chiedergli se potevamo vederci. Lui ha acconsentito e ci siamo dati appuntamento (…) non ha fatto nemmeno in tempo a conoscere il nome del ristorante perché l’incontro è avvenuto in un luogo pubblico, nella zona del ponte delle Guglie

la ragazza legge un annuncio in cui si cerca personale e non chiede il nome del locale, o se lo chiede non le viene detto. Molto strano. Non sarebbe la prima volta che si usa un “annuncio civetta” per attrarre ragazze. Qui una banale ricerchina su google. Un locale serio non si comporta in questo modo. Ho una amica che sta cercando personale nella ristorazione. La prassi che segue è: contatto telefonico, invio via email del CV, con foto del potenziale candidato e, nel caso, colloquio presso il ristorante o l’ufficio del commercialista. Non colloqui alla “cieca” in strada.
Il tizio non le chiede il CV via email, fissa subito un appuntamento, non nel locale ma in un luogo pubblico. Sarò malfidente ma la questione avrebbe dovuto far scattare qualche “allarme” sulla serietà della persona contattata nella testolina della tizia. Per fortuna il tizio si è limitato ad insultarla; poteva finire peggio.

«Quando sono arrivata mi ha guardata e mi ha detto “non voglio persone di colore perché ai miei clienti potrebbe far schifo che tu tocchi i loro piatti e non va tanto neanche a me”. Poi se n’è andato. Io sono rimasta basita».

Arriva, si presenta e il tizio la insulta e scappa. Il rasoio di Occam direbbe uno scherzo di pessimo gusto, spiacevole ma è una cosa che capita abbastanza spesso anche a ragazze bianche. Perché in questo caso, e solo in questo caso parte l’indignazione a mille e negli altri casi neppure se ne parla nella cronaca locale?

«C’è poco da commentare, è un episodio spiacevole – dice Ernesto Pancin, segretario dell’Aepe di Venezia -. È una vicenda strana, non è questo il modo di assumere il personale. (…) Esperienze come questa non devono portare a una delusione ma a far capire ancora meglio come selezionare un buon locale in cui lavorare».

Puro, purissimo buon senso. Ha dovuto fare il diplomatico però ha fornito un parere sensato e corretto.

L’ira di Brugnaro
In serata è arrivata anche la presa di posizione del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro: «Ho appreso adesso questa sconcertante vicenda! — ha scritto su Twitter il primo cittadino —. Comportamento assurdo, discriminatorio e soprattutto STUPIDO! Cara Judith ti chiedo ufficialmente scusa a nome della Città per questo episodio vergognoso! Farò di tutto per tentare di rintracciare questo cretino patentato».

Pezza molto, ma molto, peggio del buco. Dubito che il sindaco si sdegni così tanto per qualche altra inc*ata tirata dai suoi concittadini. Perché in questo caso paga politicamente lo spararsi pose antirazziste. Perché per judith dichiarazioni roboanti e per filomena no?

Per questi motivi penso che la notizia, se vera, sia stata data male o sia una fake news; non c’è modo di risalire al colpevole, se vero c’è solo un annuncio ed un numero di telefono privato su subito, se falso la ragazza rischia grosso se lancia accuse indimostrabili. i SJW su twitter chiedevano il nome del ristorante per invocare la vendetta divina sul proprietario; se malauguratamente parte una accusa “non dimostrabile” si rischia di trovarsi a pagare colossali risarcimenti per “calunnia”.

Strano che questi dubbi non siano venuti al giornalista. Quello che mi fa ridere è che da una parte i giornalisti si pongono come i paladini della verità contro le fake news che impestano il web e dall’altra parte rilanciano acriticamente qualsiasi storiella possa colpire i potenziali lettori senza fermarsi cinque minuti a rifletterci sopra o magari cercare qualche altro riscontro.

Fare i paladini della verità spacciando fake news non è che sia l’ideale per dimostrare credibilità e professionalità.

 

 

 

Creare razzismo how to /11

Una delle cose che mi diverte di più degli antirazzisti è che spesso presi dal furore “antirazzista” tirano fuori perle razziste che neppure quelli del KKK.

In particolare dipingono i paesi “esteri” come dei paesi arretrati e poco civilizzati, cose che se fossero state dette da salvini avrebbero scatenato vagonate di indignazione.

Il messaggio che gira su faccialibro è questo

’apartheid esiste ancora.
Ma oggi non sta più in Sud Africa, bensì a Lodi, in Lombardia, e vale solo per i bambini.

Per una scelta della sindaca leghista Sara Casanova, infatti, gli extracomunitari che abitano a Lodi, per accedere alle tariffe agevolate di mensa scolastica, pulmino e pre scuola, devono produrre tutta una serie di documenti che, nel 99% dei casi, non possono ottenere in nessun modo (come, ad esempio, una certificazione dei beni a loro intestati fornita dalle autorità dei paesi di origine, tradotta in italiano).

In alcuni paesi di provenienza non esiste neanche un registro informatico che si occupi di fornire questi documenti, quindi, semplicemente, i figli di quelle persone non possono andare a scuola con il pullman della scuola o mangiare nella mensa assieme agli altri bambini.

Per loro basta e avanza un panino portato da casa e mangiato in classe, assieme agli altri bambini neri, lontano da quelli bianchi.

Nel frattempo, tutti i genitori stranieri che non sono riusciti a produrre la documentazione richiesta, si sono visti recapitare a casa una retta di 700€ che, ovviamente, non possono pagare.

Questo accade oggi, in Italia.
Tra gli applausi dei leghisti, felicissimi delle vessazioni a cui il nostro paese sottopone dei bambini piccoli e i loro genitori.

“Quando la proverbiale mancanza di elasticità del burocrate si combina con la meschinità del razzismo il risultato può fare vacillare la mente.”

Lo disse Nelson Mandela.
Che non viveva a Lodi, ma oggi sembra proprio così.


Lo riprendo vediamolo in dettaglio

L’apartheid esiste ancora.
Ma oggi non sta più in Sud Africa, bensì a Lodi, in Lombardia, e vale solo per i bambini.

il solito attacco polemico che mira a far interpretare in una certa maniera quanto segue. Da notare il richiamo ai “pampini”.

Per una scelta della sindaca leghista Sara Casanova, infatti, gli extracomunitari che abitano a Lodi, per accedere alle tariffe agevolate di mensa scolastica, pulmino e pre scuola, devono produrre tutta una serie di documenti che, nel 99% dei casi, non possono ottenere in nessun modo (come, ad esempio, una certificazione dei beni a loro intestati fornita dalle autorità dei paesi di origine, tradotta in italiano).

Qui mi farei due domande; la prima è: ma non è che implicitamente si sta affermando che, lato pubblica amministrazione, i paesi di origine degli extracomunitari son più arretrati? che molti siano convinti che in africa si vive ancora nelle capanne come riportavano i libri del 1800? Cosa che ritengo plausibile visto che c’è gente, in ottima fede, convinta che Gaza, temperatura a parte, sia identica a Stalingrado nel febbraio 1943.

Un piccolo inciso: anche la svizzera è un paese extracomunitario come ad esempio gli stati uniti o la russia.  Una eventuale esenzione riguarderà anche loro? lo stilista Gervasoni, noto milionario sfizzero, potrà dichiararsi nullatenente visto che non ha proprietà in Italia?

La seconda è più tecnica: su cosa si basa tale richiesta da parte del comune? È stata una scelta “motu proprio” del comune oppure tale richiesta nasce da una precisa disposizione di legge?

Per curiosità mi son scaricato il regolamento del comune di lodi sulle prestazioni agevolate; non si fa riferimento al documento sopra citato, e neppure nella pagina del comune di lodi che tratta della mensa scolastica.  Non parla di tale certificazione ma della “dichiarazione sostitutiva unica (DSU)” ex isee, come condizione per accedere alle agevolazioni.

Non capisco quindi da dove nasca la richiesta di tali documenti. Se è un “arbitrio” del comune basta un avvocato con una denuncia per abuso in atti d’ufficio e si risolve tutto all’istante.

Se invece sorge da una precisa disposizione nazionale per ottenere la DSU, come penso vista anche la norma per la analoga dichiarazione per studenti universitari, allora si abbia il coraggio di chiedere una modifica della norma “nazionale” esonerando gli stranieri dal presentare la certificazione degli immobili in possesso.

Chiedere che un sindaco violi una precisa norma nazionale motivandola con l’antirazzismo è la cosa più sbagliata da fare; è un ottimo spot per i “razzisti”, così come invocare l’apartheid a sproposito per attaccare un sindaco.

Per loro basta e avanza un panino portato da casa e mangiato in classe, assieme agli altri bambini neri, lontano da quelli bianchi.

Nel frattempo, tutti i genitori stranieri che non sono riusciti a produrre la documentazione richiesta, si sono visti recapitare a casa una retta di 700€ che, ovviamente, non possono pagare.

Questo accade oggi, in Italia.
Tra gli applausi dei leghisti, felicissimi delle vessazioni a cui il nostro paese sottopone dei bambini piccoli e i loro genitori.

Queste solite scenette strappalacrime son quelle che mi hanno fatto sentire puzza di bruciato. Se il sindaco ha commesso un abuso si denuncia, a cosa serve la scena del bovero pampino negretto che mangia solo nell’angolo il suo pane nero lontano dai ricchi bianchi, se non a fare un poco “la capanna dello zio tom” e far apparire il cattivo ancora più cattivo?

“Quando la proverbiale mancanza di elasticità del burocrate si combina con la meschinità del razzismo il risultato può fare vacillare la mente.”

Lo disse Nelson Mandela.
Che non viveva a Lodi, ma oggi sembra proprio così.

Quello che mi fa ridere è che son per la legalità; infatti smerigliano i testicoli con i 46 milioni di euro della lega ma poi vogliono, a seconda della convenienza, la legge “plastilina” da piegare a piacimento.

Occhio che alla fine a furia di chiamare “becero razzista” chi, altro non fa che applicare una norma nazionale, si finisce a sdoganare i “beceri razzisti”. A voler la legge “plastilina” da piegare a piacimento poi, a lamentarsi che lo fanno anche gli altri si fa la figura degli ipocriti.

Tante, tante zappe sui piedi mascherate da buone intenzioni. Poi quando la lega vince, e peggio convince, si finisce puntualmente per dare la colpa all’ignoranza ed alla grettezza degli italiani invece che alla propria stupidità ed incapacità di comunicazione. Oltre all’autosputtanamento; se oggi sei per le leggi draconiane domani, chiedendo leggi a geometria variabile, ti stai praticamente smentendo.

Creare razzismo how to/10

In sardegna è successo un pestaggio contro un migrante a Sassari e ovviamente le reazioni del mondo politico non si son fatte attendere.

Fonte: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2018/09/11/migrante-aggredito-a-sassari-pigliaru-i-sardi-non-sono-questo-68-769714.html

Sassari, migrante pestato a sangue

“Se gesti brutali come questo vanno condannati sempre, la motivazione razziale ne aumenta la gravità, offendendo ogni senso di civiltà, di pacifica convivenza e di umanità.”

Il presidente della Regione Francesco Pigliaru commenta aspramente l’aggressione di cui è rimasto vittima a Sassari un ragazzo di 22 anni originario della Nuova Guinea, ospite del progetto Sprar. (taglio le solite dichiarazioni di deplorazione e antirazzismo condite da qualche “ha stato salveeeny”)

Che dire? certi interventi mi sembrano preventivi ed inoltre vorrei capire come mai adesso c’è stato tanto sdegno e reazioni da parte della politica mentre per queste “normali risse” non c’è stato un tale movimento? Son tutte capitate nel 2018.

Perché se la rissa è monocolore non si fa tutto questo can can ma si tirano fuori le solite frasi fatte sulla violenza e il degrado e si passa all’altra notizia?

Non voglio sminuire la gravità di quanto accaduto ma sto vedendo tanto opportunismo politico e tanta voglia di strumentalizzare una vicenda ancora poco chiara sui moventi e sui motivi. Se capitasse un caso Osakue 2.0 ci sarebbe da ridere. D’altronde anche l’altra grave aggressione “razzista” a Sassari poi era finita in una bolla di sapone (qui).

Occhio che a furia di dire alle persone che son razziste perché non sposano incondizionatamente l’idea dell’accoglienza senza se e senza ma, perché hanno qualche dubbio, perché si sentono infastiditi da chi chiede continuamente soldi in maniera molesta, perché vorrebbero parcheggiare senza dover pagar dazio a parcheggiatori abusivi, quelli si convincono di esserlo realmente e finiranno per agire di conseguenza.

Alla fine è questo doppio standard che porta voti alla destra.

Un palese caso di razzismo

Vi invito a leggere attentamente questa, squallida, notizia.

Sorgente: Parma, 21enne violentata per 5 ore: il presunto stupratore è un noto imprenditore. Sequestrati strumenti di tortura

Parma, 21enne violentata per 5 ore: il presunto stupratore è un noto imprenditore. Sequestrati strumenti di tortura

«Uno come me in galera?». Federico P***, assai conosciuto commerciante di abbigliamento di Parma, 46 anni, ha reagito così quando i poliziotti della squadra mobile lo hanno portato dai loro uffici al carcere, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare che ha raggiunto anche il nigeriano Wilson Ndu A***, accusato di essere pusher e suo presunto complice: i due sono accusati di aver violentato per ore e picchiato una giovane di 21 anni, nell’attico di Pesci, il 18 luglio.

La 21enne – secondo gli inquirenti e i medici – è stata segregata e violentata per cinque ore, anche usando utensili e fruste. Pesci è molto conosciuto in città: proprietario di una catena di negozi di abbigliamento sulla via Emilia Est, è anche un assiduo frequentatore dei locali della movida, nonché appassionato di motociclette e fidanzato. P*** ha agito con l’aiuto di un 53enne nigeriano, Wilson Ndu A***. Entrambi sono stati arrestati dalla Squadra Mobile di Parma.

La vicenda è squallida, è giusto che la polizia indaghi e che si faccia luce. Ma non voglio parlare di quello squallore quanto del fatto che, quando un caso di cronaca nera riguarda, non come vittima, uno straniero puntualmente qualcuno salta su e comincia ad urlare ai “titoli razzisti” che stuzzicano gli xenofobi.

In questa squallida notizia ci son due arrestati, un italiano ed un nigeriano. Perché nel titolo si parla solo dell’italiano? A colori invertiti credo che ci sarebbe stato un enorme codazzo di polemiche: “due tizi, uno bianco ed uno nero, fanno qualcosa di grave e il titolo strilla solo del negro.”? Apriti cielo.

Eppure riguardo a questo plateale caso di razzismo non sto sentendo proteste per il titolo. Occhio che al prossimo “titolo scandalo” che riguarda un diversamente pigmentato qualcuno potrebbe tirar fuori questo titolo e chiedere come mai non si è protestato per un “titolo scandalo” riservato solo al viso pallido.

Creare razzismo how to/9

quando avevo scritto il primo articolo di questa serie, il mio intento era di mostrare come i giornali e i media spesso, denunciando un razzismo in pratica inesistente, non facessero altro che diffondere il vero razzismo.

Devo dire che adesso, sposando acriticamente l’idea “lega razzista, razzismo italiano colpa di salvini” stanno creando un sacco di casi di razzismo inesistente; e questo mi fa paura.

Paura per due motivi: se un qualunque fatto coinvolge un “negro” o viene svolto in maniera favorevolissima per lui oppure scatta in automatico l’accusa di razzismo. Cioè si avrà un occhio di riguardo per i negri e i “non negri”che si fottano. Ma questo non è antirazzismo; son fatti che portano a giustificare, paradossalmente, il razzismo opposto.

E il secondo può essere riassunto con: “la maledizione del mentitore è di non essere creduto quando dice il vero”. Ossia se capita un caso reale di “razzismo” molti penseranno “la solita sparata” come nei mille casi precedenti.

Ennesima prova che sostenere una causa, anche giusta, in maniera idiota ed acritica è il modo migliore per demolirla.

Creare razzismo how to /8

Sinceramente penso che questo articolo sia una zappa sui piedi niente male e che dimostri, inequivocabilmente, che le buone intenzioni siano ottime per lastricare la strada verso l’inferno

Sorgente: Spataro: “Nuove direttive contro l’odio razziale” – La Stampa

«Se un barcone di immigrati attraccasse ai Murazzi, nessuno potrebbe vietare alle persone a bordo di scendere. Non si può respingere in mare gli immigrati e non vagliare la loro richiesta di status di rifugiato politico. Se accadesse il contrario, tale comportamento sarebbe oggetto di una nostra indagine» parla così il procuratore capo di Torino, Armando Spataro,

Il governo ha negato l’approdo. Si abbia allora il coraggio di aprire un’indagine od di presentare una denuncia motivata e di indagare, altrimenti si sta discutendo solo di aria fritta.

a margine della presentazione delle nuove direttive «per un più efficace contrasto dei reati motivati da ragione di odio razziale e discriminazione etnico-religiosa, nonché per una più rapida trattazione degli affari dell’immigrazione, tra cui le procedure per il riconoscimento di protezione internazionale e altre forme di tutela umanitaria, nel rispetto dei diritti fondamentali delle persone».

Mi sembra una invasione di campo dove la procura si mette a fare il lavoro del governo e del parlamento. Occhio però che se la magistratura si mette a fare il lavoro del governo poi non ci si stupisca se il parlamento ed il governo si mettono a istituire processi e pronunciare sentenze [1] (commissioni di indagine parlamentare)

Evitare, per quanto possibile, l’archiviazione di fascicoli aperti su episodi di violenza, anche soltanto verbale, a sfondo razziale, nei confronti di cittadini stranieri. Anche quando le vittime non abbiano riportato gravi conseguenze dalle stesse aggressioni.

Cioè se Tizio, bianco, da dello “stronzo” a Ahmed, nero, l’indagine deve andare avanti mentre se Tizio bianco da dello “stronzo” a Caio bianco si archivia tutto e morto lì?
E l’articolo 3 della costituzione?

Questa è una cosa pericolosissima; si sta mettendo nero su bianco che ci sono persone più uguali di altre. Si sta demolendo l’articolo 3 della costituzione. E se l’articolo 3 non vale per Ahmed nel bene (la causa contro Tizio) perché dovrebbe tornare in vigore nel male?

Cosa si risponderà a Caio che non si sente protetto dalla legge per le vessazioni di Tizio e contemporaneamente vede che Ahmed è coccolatissimo dalla legge?

Mi sembra un comportamento alquanto grave.

Creare razzismo how to /7

Terra terra cos’è il razzismo: è il sostenere che certe razze sono diverse ed inferiori rispetto ad altre.

Faccio notare che si richiede siano diverse ed inferiori. Ed il difficile spesso è dimostrare il “diverso1“; fatto ciò mostrare, che il diverso è inferiore è facile.

Il difficile non è dimostrare l’inferiorità quanto dimostrare la diversità antropologica. Se riesci a dimostrare la diversità poi volgerla dal “bene” al “male” è un attimo.

Ecco perché il celebrare tanto le ragazze solo perché negre, esempio da manuale di “utile idiozia” pro salvini, alla fine fa proprio il gioco di chi sostiene: “i negri son diversi e son trattati meglio proprio perché negri”. E una volta fatto questo il razzistello di turno ha ottimo gioco a lamentarsene e farsi tanto seguito.

Dare la possibilità di accusarti di essere “razzista” nei confronti degli italiani bianchi è dare al tuo avversario una pistola carica; per amor di patria vorrei sorvolare su tutte le supercazzole, basate su uomini di paglia, che ho sentito per giustificare lo svarione di celebrare le ragazze scure e ignorare tutti gli altri atleti vincenti.

Come capitato anche altre volte, ad esempio nel referendum sulla procreazione assistita, spesso viene meglio parlare dei poteri satanici dell’avversario che ammettere le colossali stronzate fatte dalla propria parte.

Zappe sui piedi simili, esaltare la diversità per poi vedersela “convertita” al male, ne ho visto anche alle manifestazioni femministe o quelle per gli omosessuali; chiedere leggi speciali contro il “femminicidio” o contro l'”omofobia” significa, soprattutto nel secondo caso, esaltare la propria diversità. Una obiezione che a suo tempo posi quando si discuteva della legge sull’omofobia era: “ma vessare un gay perché gay è più o meno grave di vessare un negro perché negro o un obeso perché obeso”?

Il fatto è che molti sostengono e sognano un mondo dove tutti gli animali “sono uguali” ma qualcuno è più uguale; ignorando che i “più uguali” erano proprio i maiali2.


  1. Di per sé diverso è un termine neutro; non significa migliore o peggiore ma solo diverso. In molti casi poi due cose possono essere diverse ed incomparabili quindi il discorso migliore o peggiore non ha alcun significato. Dire “un trattore è diverso da una banana quindi un trattore è meglio di una banana” è solo un dire stupidaggini. 
  2. George Orwell, la fattoria degli animali. 

Creare razzismo how to /6

Attenzione: post decisamente polemico.

Premessa: considero Salvini un pagliaccio penoso, soprattutto dopo la stronzata di giurare sul vangelo.

Pagliacciata che ho trovato alquanto sbagliata e fuori luogo per diversi motivi:

  • L’italia è uno stato laico, non religioso.
  • Non è con simili pagliacciate che si difendono le nostre tradizioni (a meno che non intendesse celebrare, in ritardo per giunta, il carnevale)
  • Per chi ci crede il vangelo è un testo religioso, non il gagliardetto del “Gesù Cristo Football Club”, rispetto per le tradizioni è anche capire ciò.

Detto questo vorrei parlare della lettera che sta girando su FB ove una donna incolpa Salvini delle paure dei suoi figli adottivi. L’ho letta e mi è piaciuta poco. Però spiega benissimo come mai Salvini, nonostante sia soprattutto un pagliaccio, stia avendo tanto seguito. Seguito portato anche dai demeriti e dagli errori di comunicazione degli altri.

La lettera è il classico mix di colpevolizzazione, autocompiacimento di avere la verità in tasca, e vanto di essere buoni e “dagli al nemicissimo colpevole di tutto” che a me è risultata abbastanza fastidiosa, e penso anche a molti altri.

Ricolfi nel suo trattato: “Perché siamo antipatici? la sinistra e il complesso dei migliori” aveva individuato proprio nei:

  • Vanto di superiorità morale e non (noi siamo i buoni belli colti voi i buzzurri rozzi ignoranti)
  • Demonizzazione dell’avversario politico e scenari apocalittici di lotta “bene contro male”.
  • Abuso di schemi secondari e grandi gombloddi globali per giustificare le sconfitte (quando vince “il male”).

i motivi per i quali la sinistra difficilmente  vince e quando riesce a vincere non riesce a convincere a pieno. Questa lettera è proprio un esempio di quello che intendeva Ricolfi.

Sorgente: La lettera della mamma di due bimbi a Salvini – neXt Quotidiano

Caro Salvini
Sono una mamma adottiva di due splendidi bambini africani. Volevo ringraziarla perché sta regalando ai miei figli dei momenti di terrore davvero fuori dal comune. Mia figlia di 7 anni prima di andare a letto mi chiede : “ma se vince quello che parla male di noi mi rimandano in Africa?“. E piange disperata. Mio figlio invece , prende l’autobus per andare agli allenamenti di calcio quasi tutti i giorni e da circa un paio di mesi mi racconta di insulti che è costretto a subire da suoi gentili simpatizzanti.

Analizziamo bene la narrazione “sono una mamma adottiva di due splendidi bambini africani vorrei ringraziarla” si da la colpa del clima “pesante” che adesso c’è a Salvini. L’attacco è il tradizionale “i pampini, i pampini, nessuno pensa ai pampini.” E la colpa del disagio dei “pampini” è colpa di Salvini, solo colpa sua? Io penso di no, al clima attuale ci si è arrivati per una sequenza di errori, anche gravi, nel gestire le problematiche legate all’immigrazione. Problematiche che sarebbe meglio analizzare evitando recriminazioni ed accuse, perché altrimenti non si arriva a niente.

Da notare anche un altra cosa “gli insulti che è costretto a subire dai suoi gentili simpatizzanti” come mai la donna è così certa che si tratti di leghisti? il figlio ha chiesto la tessera di partito a tutti? SE è un buzzurro allora è sicuramente leghista, tanto per parlare di pregiudizi?  Anche io ho vissuto episodi di bullismo e posso dire tranquillamente che gli idioti esistono da tutte le parti e di tutti i colori.

Un ultima cosa; la responsabilità è personale chi dovrebbe pagare sono, in primo luogo, chi si comporta da imbecille. E per punire chi si comporta da imbecille ci son già forze dell’ordine e magistratura. Perché scrivere a Salvini e non anche denunciare Pino, Gino e Filiberto che fanno gli imbecilli? Forse perché prendersela direttamente con Pino, Gino e Filiberto significa litigare con persone vicine, prendersela con Salvini invece, che rappresaglie vuoi che faccia?

Dire ad un bambino di 12 anni, che oltretutto veste la divisa dell’Inter : sporco n…. , n….. di merda , torna a casa tua , venite qui rubare e ammazzare le nostre donne …….credo che sia la palese dimostrazione di come questo paese, grazie a persone come lei , stia lentamente scivolando nel baratro. Nei suoi ipocriti slogan “ prima gli italiani “ c’è tutta l’ignoranza di colui che non ha ancora capito che l’italiano e’ colui che ama l’Italia non che ci e’ nato !
Come io sono mamma perché amo i miei figli e non perché li ho partoriti.

Devo dire che questa parte mi ha fatto pensare. Ho visto, vissuto e se ne è parlato da tanto di episodi di bullismo, ma a quanto pare c’è l’episodio che solleva il casino mediatico, soprattutto se a tale episodio si può attaccare una comoda etichetta “*-fobia” ed episodi che vengono risolti con una alzata di spalle o con un imbarazzato silenzio. A leggere la lettera sembra che prima di Salvini l’italia fosse il paese del bengodi con fiumi di latte e miele e casi di “attriti” non ne siano mai capitati.

Mi ha colpito anche “che oltrettutto veste la divisa dell’inter cosa c’entra? per essere italiano occorre indossare la divisa dell’inter (o di un altra squadra di calcio, juve per ovvi motivi esclusa). E se i “rompiscatole” invece che leghisti fossero semplicemente milanisti o juventini? Gente ispirata dalle odi stile “dolce stil novo” urlate dalle tifoserie.

E’ facile lavarsi la coscienza scaricando tutte le colpe a Salvini e sostenendo che chiunque non si riconosca nella narrazione “bene contro male” è un becero supporter della lega. Peccato che agire in questo modo alla lunga porti proprio tante simpatie al predetto. Perché se ti spaccano le balle che devi prenderti le colpe di tutti i tuoi antenati, se la colpa personale dell’idiota di macerata è di tutti gli italiani bianchi che non votano i partiti dell’aMMMore universale diventa naturale pensare che le colpe di qualche testa di cavolo diversamente pigmentato siano colpe di tutti i diversamente pigmentati (e di chi vota i partiti dell’aMMMore). Solo che così facendo si finisce nel solito, sterile, guelfi vs ghibellini.

I due bambini non hanno colpa di questo clima balordo causato da una somma di errori “bipartisan” però pensare di risolverlo con la caccia ad un capro espiatorio colpevole di tutto e di più è infantile e controproducente.

Faccia la guerra a coloro che ci hanno ridotto al collasso. Benpensanti italici che hanno impoverito di cultura e di valori questo bellissimo paese facendo guerre contro i poveri , gli immigrati , i gay , i rifugiati ….. tutto per una sola bieca motivazione. Distogliere l’attenzione dalle malefatte ( e non uso termini peggiori perché sono una Signora) che imperterriti continuate a perpetuare a chi in questo paese ci crede davvero. Le auguro di trovarsi un giorno in vacanza in Africa , di perdersi ….. e di essere costretto a dover chiedere aiuto ad un nero!!

Questa è la parte che mi è piaciuta di meno: la solita narrazione bene contro male, noi siamo i buonissimi contro i cattivissimi brutti vazzisti che parcheggiano il suv in doppia fila e che non amano il cinema esistenzialista cecoslovacco del 1950.  Insomma i superiori moralmente contro i trogloditi leghisti.

Faccio notare l’augurio della signora in chiusura è perfettamente equivalente a: “e se poi viene aggredita tua moglie o tua figlia?”

Messaggi come questo finiscono solo per spaccare e polarizzare ancora di più le opinioni. Chi è contro li utilizza come bandiera per piangere di accuse ingiuste, ed effettivamente l’attribuire ad un gruppo le colpe di qualche imbecille lo è. Ed è ipocrita attribuire a Salvini le colpe di qualche imbecille leghista e contemporaneamente sdegnarsi perché a qualche altro politico vengono attribuite le colpedi qualche imbecille simpatizzante per lui.

Emblematica anche la postilla

“Dopo 16.000 condivisioni, più di 10mila like e 1000 messaggi , qualcuno mi ha segnalata e hanno cancellato il mio post con la Lettera aperta a Salvini”, scrive la donna. “Ovviamente è stato del tutto eliminato, anche da quei profili che lo avevano condiviso. Hanno tacciato me di aver attaccato qualcuno per razza, etnia , nazionalità! Ecco la nostra democrazia”

Questa è il messaggio che mi ha fatto più pensare e che ha gettato una luce fosca sul resto del post. Se la si mena tanto che usare la n-word, come dicono gli americani o il termine “negro” come si dovrebbe dire in italiano, è prova di messaggio d’odio e quindi si chiede di censurare qualsiasi messaggio che contenga tale termine, i sistemi automatici, che sono stupidi alquanto, cancellano qualsiasi messaggio contenga tale parola. Anche se il contesto cui viene usata è tutto tranne che razzista e denigratorio. In america hanno deciso di censurare “il buio oltre la siepe” e “Huckleberry Finn ” perché contengono il termine negro (fonte).

Detto questo e sapendo che FB è un sito americano molto attento alla politically correctness, quale è la spiegazione più probabile per la censura:

  1. Solita censura “ad minchiam” di FB perché il termine conteneva al n-word.
  2. Salvini ha telefonato a Zucky chiedendo di censurare immediatamente la lettera.

Io direi (1). E quindi cosa c’entra la democrazia italiana?  FB è un sito americano che, nelle condizioni d’uso scrive chiaramente di poter censurare “ad minchiam”. Da notare come si presenti come fatto alquanto offensivo “Hanno tacciato me di aver attaccato qualcuno per razza, etnia , nazionalità!” che il messaggio sia stato censurato.  Sarò diffidente ma mi sembra una lettera poco genuina e troppo artefatta scritta più per propaganda elettorale che per manifestare un problema od un disagio reale.