Ma il fare i froci con il culo degli altri è un valore di sinistra?

Su cagliari pad è comparso un articolo delirante con le proteste per i nuovi parcometri installati a cagliari. In questi nuovi modelli si deve inserire anche il numero di targa dell’auto; scelta fatta per evitare che i parcheggiatori “abusivi” scambiassero i tagliandini fra le auto.

In pratica il parcheggiatore chiedeva, a chi se ne andava, il tagliando della sosta e lo “rivendeva” a chi arrivava. Logico che venendo a conoscenza di tale “gioco” la società che aveva in gestione i parcheggi ha cercato di porre un rimedio. Adesso il tagliando è legato, grazie al numero di targa, alla macchina. Ma qualcuno non è d’accordo… (grassetti miei)

Sorgente: Nuovi parcometri a Cagliari, Psd’Az: “Complicati per gli anziani. Penalizzati i parcheggiatori extracomunitari”

I nuovi parcometri? “Hanno una procedura complicata, devi inserire il numero della targa. E questo penalizza anche i parcheggiatori”. È la protesta di Gianni Chessa, segretario cittadino Psd’Az, portavoce, spiega, di lamentele diffuse in città sull’utilizzo dei nuovi parcometri.

“Per il ticket devi fare un procedura che somiglia a quella del bancomat che ti costringe anche a ricordarti il numero di targa”, spiega Chessa, “questo crea complicazioni e disagi e genera code per i pagamenti. La gente è incavolata e sono soprattutto i più anziani ad essere in difficoltà”.

E infine la polemica sui parcheggiatori. “Hanno pensato bene di farlo perché così i parcheggiatori”, aggiunge il segretario cittadino sardista, “ tra i quali tanti extracomunitari, non possono scambiare i biglietti da una macchina all’altra come facevano prima. Alla faccia della solidarietà, per quanto ci sia qualcuno che crea disturbo, ma la solidarietà non era della sinistra?”, domanda Chessa, “ricordo al sindaco Zedda che la povertà non si racconta ma si vive in mezzo alla gente”. (…)

Io l’unica spiegazione che posso darmi della dichiarazione è che prima di si sia, per scommessa, bevuto una damigiana di cannonau tutto d’un fiato oppure sta cercando, facendosi passare per fake di sinistra, di tirare la volata a salvini.

Secondo il tizio, che a rigor di logica dovrebbe essere di destra visto che il psd’az (aka fasciomori1) è alleato con la lega, la sinistra è quella che aiuta l’integrazione chiudendo un occhio sui parcheggiatori abusivi perché “poverini ne hanno bisogno”.

Da notare come si sviluppa il ragionamento:

-> ci si fa scudo di alti ideali per interessi di bassa bottega; il problema sono i nonnetti che non ricordano il numero di targa; non che i parcheggiatori “abusivi” non possono più fare il gioco del tagliandino.

-> si fa tanto i “froci” con il culo degli altri; cioè devo pagare il parcheggio ed in più pagare la sopratassa sull’antirazzismo2 ai parcheggiatori “abusivi”? Ovviamente chi ha problemi con i “parcheggiatori” non son quelli che possono farsi scarrozzare in taxi od in auto di servizio oppure possono parcheggiare lontano ed andare a piedi. Non i ricchi ricchi ma chi sta un poco meno peggio rispetto ai parcheggiatori.

-> la legalità è un valore assoluto se e solo se può essere usato come una clava contro i nemici, altrimenti, caso riace docet, la legalità svanisce di fronte ad alti ideali come l’antirazzismo e l’aiutare il prossimo. “Alla faccia della solidarietà, per quanto ci sia qualcuno che crea disturbo, ma la solidarietà non era della sinistra?“.

Peccato che quando venga presentata questa “sinistra” e questa “solidarietà” poi molti diventano convinti elettori della lega nord (ma solo perché ignoranti ed egoisti).

 


  1. Nel 2008 il psd’az si spaccò in due, una parte che voleva andare con il cdx,  che mantenne il nome e venne soprannominata “fasciomori” e una parte che voleva rimanere a sinistra, i “rossomori”. 
  2. se non dai un euro al parcheggiatore abusivo è solo perché sei razzista, e voti salvini, e magari picchi anche i bambini ciechi… 
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il razzismo spiega la crisi dei media

A quanto pare le notizie su quanto siano razzisti gli italiani vanno per mode; in estate, a seguito del grave comportamento di Traini, andavano di moda le aggressioni poi, dopo che quella al bancomat a Sassari e l’uovo in faccia, si son rivelate la prima una bufala e la seconda una “goliardata”, le polemiche si son sgonfiate e molti indignati hanno taciuto imbarazzati.

Stessa cosa per le cameriere rifiutate, prima a venezia poi a tempio pausania. Vicende accantonate per le incongruenze del racconto nel primo caso e l’alluvione in Sardegna nel secondo.

Adesso la nuova moda è il cambio di posto nel bus, prima un caso a trento, anche esso poi rivelatosi una bufala e ora questo racconto,. Per amor di cronaca ci sarebbe anche quanto capitato nel volo ryanair ma  non si tratta di cittadini italiani.

Da notare che negli ultimi casi le fonti dei racconti sono stati post su facebook; post che, almeno in due casi, venezia e trento, si son rivelati essere bufale, e anche sull’ultimo racconto ho qualche dubbio.

Da notare come i fatti gravi di razzismo si stiano via via annacquando; una aggressione è un fatto grave, che qualcuno non voglia sedersi vicino a te in treno invece lo vedo, rispetto ad una aggressione, come un fatto molto meno grave.

Quindi mi chiedo quale sia l’utilità di far da gran cassa a tante storielle su FB solo perché aiutano a sostenere la propria tesi: “italia 2018 = germania 1935”, far sì che a furia di gridare “al lupo”, nessuno creda più ai lupi?

Beh signori se state tirando in maniera forsennata la volata a Salvini poi non scandalizzatevi se arriva primo al traguardo…

PS

A margine, io mi pongo una domanda: perché devo pagare il giornale per leggere cose che posso, legittimamente, trovare gratis su FB? Qual’è il valore aggiunto che fornisce il giornale alla storiella che gira su FB? Non è che più di “italiani zoticoni” il motivo della crisi è “giornali inutili”?

 

 

 

Malleus razzistificarum

Quanto alla questione razzismo, una volta mi è capitato di essere abbordata per strada da un negro. Preciso che non sono sempre stata vecchia brutta e grassa, e sono stata instancabilmente abbordata per strada e in ogni altro luogo più o meno dai tredici ai cinquant’anni; naturalmente non mi sono mai sognata di rispondere a un abbordaggio. Però quella volta lì il motivo per cui non gliel’ho data seduta stante è che sono razzista.
[da un commento al blog]

Qualcuno ha preso talmente tanto a cuore la questione Salvini = Razzismo da specializzarsi, come già i cacciatori di streghe nel medioevo, nel trovare ogni minimo segno di razzismo e denunciarlo, con altissime grida di sdegno, al mondo.

Mi riferisco in particolare alle polemiche per l’immagine pubblicitaria dell’acqua uliveto; la uliveto ha pubblicato una immagine, per celebrare le pallavoliste della nazionale ove non compaiono le atlete di colore; due mancano perché hanno usato una foto di repertorio e una è stata coperta dalla bottiglia, bottiglia che copre anche una giocatrice bianca.

Una pubblicità “poco accurata” che è stata interpretata dai SJW come un tentativo di pubblicizzare l'”acqua” ariana e non disturbare i razzisti italiani con l’immagine di atlete di colore che indossano la maglia azzurra. Messa in giro la voce, naturalmente nei social i SJW si son scatenati con messaggi di indignazione ove urlavano lo sdegno, parlavano di boicottaggi1 e di pubblicità razzista fatta per carpire le simpatie dei leghisti. I messaggi su twitter erano una sequenza, oserei dire patologica, di processi alle intenzioni, dietrologia e non sequitur.

Addirittura qualcheduno, di sinistra talvolta anche area LeU – PaP, che, con molto buon senso, scriveva che tali polemiche erano un bellissimo assist per Salvini, per poter dare dei “paranoici” e degli “invasati” a chi lo criticava, veniva zittito e attaccato neanche fosse il presidente del “mario borghezio fans club”.

Il bello è che dei molti casi di razzismo denunciati ultimamente nei giornali poi, alla verifica dei fatti, si son rivelati non esser fondati:

  • Nel caso della aspirante cameriera rifiutata veneziana “perché negra”, ci son fortissimi dubbi sull’attendibilità del racconto.
  • Nel caso del flexibus di trento, il caso razzismo si è sgonfiato allo stesso modo dell’aggressione al bancomat di sassari; le telecamere hanno mostrato la verità
  • Nel caso di Riace stanno iniziando a venir fuori un paio di “ombre” e la narrazione: supergombloddo di Salvini sta iniziando a scricchiolare.

E qual’è l’effetto di tante accuse infondate? Le conseguenze principali sono due: la prima è che molti possono sostenere “in italia c’è una tale emergenza razzismo che i casi di razzismo bisogna inventarseli di sana pianta”, e la seconda è che magari un caso “vero” di razzismo potrà facilmente essere bollato come “le solite esagerazioni/cosa ci si è inventati stavolta”.

Purtroppo molti son talmente convinti della narrazione “ritorno del nazismo” da cercare qualsiasi cosa possa far sembrare che abbiano ragione; aspettiamoci settimane di polemiche basate sul niente con argomenti pretestuosi al massimo2, polemiche che paradossalmente favoriranno i veri razzisti visto che potranno facilmente sostenere: “le solite esagerazioni” anche nei casi reali e fondati. Più o meno lo stesso delirio capitato con il metoo che da movimento che carpiva simpatie è passato a gruppo di fanatiche invasate che vedono il patriarcato in ogni dove.

E Salvini ringrazia per il tanto marketing gratuito.

 


  1. A me hanno fatto pensare ad un astemio che annuncia, in pompa magna, il boicottaggio del cannonau e del vermentino. 
  2. Negli scacchi i bianchi muovono sempre per primi, se non è razzismo questo… 

Creare razzismo how to /14 – Judith ha lanciato una nuova moda?

Stavo cercando notizie sulla situazione meteo in sardegna, al sud si è in allerta rossa, quando ho visto questo articolo: “Non piaci ai clienti”: a Tempio rifiutata l’assunzione a un giovane africano.

Mi è venuto da pensare subito al “caso” di venezia. Noto che le cause di indignazione vanno “a moda”; adesso è di moda il datore di lavoro razzista e leghista che nega il lavoro al bovero immigrado per razzismo. Prima erano le persone di colore che erano tanto amate da sentirsi come attori in un porno interracial che di punto in bianco, dalla vittoria della lega, si son sentite come nell’alabama degli anni 50.

Devo dire che questo modo di agire lo trovo alquanto stupido: un datore di lavoro è libero di assumere chi vuole e non deve motivare in nessun caso il suo diniego. È liberissimo di dire che Tizio non l’ha convinto, che magari vuol fare altri colloqui, che ha trovato uno migliore. Far passare l’idea che il diniego sia sempre e solo dovuto al razzismo, classico modus operandi di molti SJW, significa fare continui spot pro salvini.

La notizia ha tutte le caratteristiche della fake news ed inoltre mostra molta della plateale idiozia di tanti antirazzisti che, convinti di agire a fin di bene finiscono a far disastri peggio di quelli che credono di voler evitare.

“Non piaci ai clienti”: a Tempio rifiutata l’assunzione a un giovane africano

Un gruppo di cittadini ha denunciato l’episodio sul web. I titolari della pizzeria si giustificano: dispiace ma qui il lavoro è a rischio

TEMPIO. La denuncia, sotto forma di lettera, sta facendo il giro del web. Gli autori si firmano come un gruppo di cittadini e l’intento che li ha spinti a scriverla è quello di rendere pubblico un fatto accaduto a Tempio che farà sicuramente discutere: a un giovane africano è stato rifiutato di lavorare in una pizzeria in modo da prevenire le possibili proteste dei clienti.

I titolari del locale non smentiscono l’accaduto. Tengono, anzi, a spiegare ciò che li ha spinti ad agire così, precisando che in passato (e si tratta di un fatto accertato) avevano assunto personale di diverse nazionalità

Dagli autori della lettera viene fuori una proposta-sfida e che potrebbe piacere a quella parte di clienti e consumatori che badano più alla qualità del servizio e del prodotto che alla nazionalità del lavoratore. «…Potrebbe accadere di scoprire che scegliere di giustificare le discriminazioni non paghi, perché i cittadini che si indignano per le ingiustizie sono più numerosi di quelli che le praticano».
Il servizio completo sul giornale in edicola e nella versione digitale

Le cose che non mi convincono:

a un giovane africano è stato rifiutato di lavorare in una pizzeria in modo da prevenire le possibili proteste dei clienti.
La stessa cosa che è capitata a Judith; peccato che la notizia sia stata data con i piedi e che ci siano fortissimi dubbi che sia falsa. Sarei curioso di sapere come ha fatto il comitato dei cittadini a sapere l’esatto motivo per il quale il ragazzo non è stato scelto. Il candidato datore di lavoro l’ha ammesso candidamente? dubito sia così idiota. E se anche fosse, un datore di lavoro ha tutto il diritto di assumere o non assumere chi gli pare senza doversi giustificare con nessuno così come chiunque è libero di andare nei ristoranti di suo gusto.

I titolari del locale non smentiscono l’accaduto. Tengono, anzi, a spiegare ciò che li ha spinti ad agire così, precisando che in passato (e si tratta di un fatto accertato) avevano assunto personale di diverse nazionalità
E lo ammettono così candidamente dicendo che in passato avevano assunto personale di diverse nazionalità? mah mi sembra un comportamento da imbecilli. Sarebbe bastato un secco “no comment”.

Dagli autori della lettera viene fuori una proposta-sfida e che potrebbe piacere a quella parte di clienti e consumatori che badano più alla qualità del servizio e del prodotto che alla nazionalità del lavoratore. «…Potrebbe accadere di scoprire che scegliere di giustificare le discriminazioni non paghi, perché i cittadini che si indignano per le ingiustizie sono più numerosi di quelli che le praticano».
Campagna virale per un locale “concorrente” più politically correct? vabbè che il commercio è una jungla ma l’abusare di accuse di razzismo per carpire qualche cliente in più spesso si traduce in un boomerang. Come avevo scritto anche nell’altro articolo: cosa penserà un “bianco” che si vede scartato? che al negretto basta piangere un poco di discriminazione per trovare lavoro?

Scegliere un negro perché negro è razzismo così come scegliere un bianco perché bianco. A furia di inventarsi casi di razzismo immaginari B->A si rischia di rinforzare il razzismo “reale” A->B. Poi quando le simpatie verso certe parti politiche crescono enormemente, forse sarebbe il caso di fare un poco di autocritica invece di raccontarsi tante balle autoassolutorie per la propria idiozia.

Io non ho visto la lettera, non son riuscito a reperirla su FB e non sono abbonato a “la nuova” per vedere l’articolo completo; ma ho il sospetto che sia un caso simile al caso di judith, la storia mi sembra troppo artefatta e troppo simile a quella di venezia per essere genuina.

Storie come queste sono tanti, ma tanti, voti per gli xenofobi… sinceramente:

Ma brutte teste di cavolo non vi rendete conto che inventare simili balle significa fare un’ottima campagna elettorale a Salvini, che per un voto di anticontroboicottaro che guadagnate ne portate dieci a Salvini? Volete che salvini perda voti? Buttate il cellulare, eliminatevi dai social e ritiratevi in un eremo nella foresta amazzonica, grazie. E non provate a giustificare le tremende batoste con favolette tipo che gli italiani stanno diventando tutti razzofascisti xenofobi.

Creare razzismo how to /13

Se benzina a piene mani spargi, lamentarsi dell’incendio stupido è. (maestro Yoda)

A quanto pare la notizia della ragazza respinta al colloquio di lavoro si è rivelato essere una bufala; qui Butac e qui Puente, che non son di certo diffamatori prezzolati al soldo di Salvini e Di Maio.

Ho notato che l’articolo che avevo citato nel post creare razzismo how to 12 è stato modificato; onor del vero va detto che è stato scritto in coda all’articolo che lo stesso è stato aggiornato due giorni dopo la pubblicazione.

Interessante un confronto fra la vecchia recuperata grazie a web archive e la nuova versione

la vecchia :

Venezia, respinta al colloquio di lavoro: «Non vogliono persone di colore». Brugnaro: «Un cretino»

La denuncia su Facebook di una ragazza di origini haitiane: «Quando il titolare del ristorante ha visto che ero nera se n’è andato lasciandomi basita. Io sono italiana». Brugnaro: «Le chiedo scusa a nome della città»

VENEZIA «Mi ha detto “Scusa, non è cattiveria, ma non voglio persone di colore nel mio ristorante perché potrebbe fare schifo ai miei clienti” e poi se n’è andato». Judith Romanello ha vent’anni e un inconfondibile accento veneto ma è nata ad Haiti. Qui i suoi genitori adottivi sono andati a prenderla quando era ancora una bambina. È appassionata di pallacanestro e vive a Spinea.
Qualche giorno fa si è recata a Venezia per un colloquio di lavoro come cameriera in un ristorante ma il titolare non le ha neanche chiesto il curriculum. Le ha spiegato che il colore della sua pelle era un problema per lui e poi se n’è andato senza nemmeno stringerle la mano. «Ho letto un annuncio su Subito.it e ho contattato questo ristoratore per chiedergli se potevamo vederci. Lui ha acconsentito e ci siamo dati appuntamento», racconta Judith in un video che ha postato su Facebook per denunciare l’episodio. «Quando sono arrivata mi ha guardata e mi ha detto “non voglio persone di colore perché ai miei clienti potrebbe far schifo che tu tocchi i loro piatti e non va tanto neanche a me”. Poi se n’è andato. Io sono rimasta basita».

e la nuova:

Judith a colloquio con La Mantia, ma il web non crede al suo racconto. Lei: «Non ho inventato nulla»

La denuncia su Facebook della ragazza di origini haitiane criticata dal web: «Denuncia generica, è in cerca di visibilità». E lei, intanto, incontra il famoso chef

VENEZIA Un racconto che per tanti inizia a «scricchiolare» e una seconda chance al lavoro. Sono giornate intense quelle che sta vivendo Judith Romanello che sul web, giusto tre giorni fa, aveva denunciato un grave episodio di razzismo. « Qualche giorno fa Judith racconta di essersi recata a Venezia per un colloquio di lavoro come cameriera in un ristorante «ma il titolare non le ha neanche chiesto il curriculum». Le ha spiegato che il colore della sua pelle era un problema per lui e poi se n’è andato senza nemmeno stringerle la mano. «Ho letto un annuncio su Subito.it e ho contattato questo ristoratore per chiedergli se potevamo vederci. Lui ha acconsentito e ci siamo dati appuntamento», racconta Judith in un video che ha postato su Facebook per denunciare l’episodio. «Quando sono arrivata mi ha guardata e mi ha detto “non voglio persone di colore perché ai miei clienti potrebbe far schifo che tu tocchi i loro piatti e non va tanto neanche a me”. Poi se n’è andato. Io sono rimasta basita».

Confrontando le due versioni cosa si nota?

  • Son spariti i suoi riferimenti all’essere di origini haitiane, di esser stata adottata e che le piaccia la pallacanestro.
  • Il nuovo titolo è in forma dubitativa ed apra con il colloquio della ragazza con il famoso chef, quasi che l’apertura del titolo sminuisca il seguito “il web non crede al suo racconto”.
  • Da notare nel titolo anche il gioco del “sandwitch”: Notizia positiva per lei: a colloquio con La Mantia, notizia negativa: “il web non crede”, notizia positiva: “io non ho inventato nulla”
  • Sono spariti, nel titolo, anche i riferimenti alle dichiarazioni del sindaco di Venezia, son riportate solo nel corpo dell’articolo, perché?

Cosa si può dedurre dai cambiamenti? che non è stata scelta la via dell’articolo “smentita”; un ci siamo sbagliati a pubblicare una storia non verificata ma si è cercato di mettere una pezza cambiando, in maniera sostanziale, l’articolo. Mi sembra un comportamento poco professionale. Alla fine le fake news tutti le fanno e tutti se le rinfacciano vicendevolmente,

Interessante anche il paragrafo aggiunto alla fine della nuova versione dell’articolo

Gli attacchi del web e la difesa
Ma ora la vicenda, per tanti, inizia a «puzzare»: dal popolo del web piovono le critiche e si diffonde il sospetto che la bella ragazza sia in cerca di popolarità. Fra i primi a prendere posizione la giornalista e blogger Selvaggia Lucarelli che punta il dito sul racconto nebuloso di Judith. «Dice di aver perso tutti i contatti telefonici, di non ricordare il nome di chi le ha fatto il colloquio – sbotta su Facebook – ma nessuno le ha chiesto nulla prima di farla diventare un caso nazionale?». Ma la stessa Judith rimanda al mittente ogni accusa: «Non mi sono inventata nulla, è tutto vero». Nel frattempo, per lei, proprio ieri, si è aperta una nuova occasione lavorativa: lo chef Filippo La Mantia, che ha aperto un nuovo ristorante, l’ha incontrata nel pomeriggio per un colloquio.

Vabbe’ che la Lucarelli è una garanzia di webtrollata mentre citare Butac (Michelangelo Coltelli) o qualche altro sbufalatore con un minimo di autorevolezza in più di Selvaggia non avrebbe deposto a favore della tesi “storia vera”.

Mi ha dato da pensare anche la notizia del colloquio: perché? Posso dire che l’impressione che ne ricava uno che ha dubitato della vicenda è che basti frignare via web di qualche discriminazione, possibilmente spendibile politicamente per attaccare la parte politica avversa, per avere da subito tante opportunità. Cosa andrebbe a pensare una ragazza che cerca anche lei lavoro come cameriera e vede questa vicenda? Penserà felice: “che bello, c’è ancora un Italia che non discrimina…” o penserà incazzata: “a quella sparaballe l’hanno assunta solo perché negra…”.

Temo che la risposta sarà la due, e, cosa peggiore che la rabbia che prova è anche, a mio avviso, giustificata. Un’altra persona che, magari era pro accoglienza e contro il razzismo ma che, diventando vittima del razzismo B->A non nasconderà simpatie verso il razzismo A->B.

Ecco spiegato con un esempio concreto il perché i partiti “xenofobi” e “razzisti” hanno successo, non son altro che la reazione a partiti che, a parole, si dicono antirazzisti e antixenofobi ma che in realtà sono altrettanto razzisti e xenofobi, ma B->A invece che A->B.

Una cosa che molti non capiscono, soprattutto nei media, è che i razzismi si sommano in valore assoluto, non algebricamente, tirar fuori razzismo B->A per curare quello A->B, non solo non funziona ma anzi innesca una spirale perversa che porta all’aumento di entrambi i razzismi.

Creare razzismo how to /12

Stavo leggendo la notizia della ragazza respinta al colloquio di lavoro perché nera. Devo dire che la vicenda mi è puzzata alquanto, ha tutte le caratteristiche della fake news e i giornali, visto che è funzionare alla storiella “italiani razzisti, migranti buoni” ci son cascati con entrambi i piedi. Non so se sia per malafede o semplice e banale dabbenaggine.

Quello che a me ha dato da pensare, sentendo il  titolo, è stata la plateale idiozia di chi ha fatto il colloquio di lavoro; ad un colloquio non è un obbligo far seguire una assunzione e non è un obbligo dover motivare perché la persona è stata scartata. Quella frase sarebbe solo idiozia gratuita, e dubito che il gestore di un ristorante sia così platealmente imbecille.

Leggiamo comunque criticamente la notizia (grassetti miei).

VENEZIA «Mi ha detto “Scusa, non è cattiveria, ma non voglio persone di colore nel mio ristorante perché potrebbe fare schifo ai miei clienti” e poi se n’è andato». Judith Romanello ha vent’anni e un inconfondibile accento veneto ma è nata ad Haiti. Qui i suoi genitori adottivi sono andati a prenderla quando era ancora una bambina. È appassionata di pallacanestro e vive a Spinea.

E cosa c’entra? l’attacco sembra scritto per carpire la simpatia e portarla verso la ragazza.

Qualche giorno fa si è recata a Venezia per un colloquio di lavoro come cameriera in un ristorante ma il titolare non le ha neanche chiesto il curriculum. Le ha spiegato che il colore della sua pelle era un problema per lui e poi se n’è andato senza nemmeno stringerle la mano. «Ho letto un annuncio su Subito.it e ho contattato questo ristoratore per chiedergli se potevamo vederci. Lui ha acconsentito e ci siamo dati appuntamento», racconta Judith in un video che ha postato su Facebook per denunciare l’episodio. «Quando sono arrivata mi ha guardata e mi ha detto “non voglio persone di colore perché ai miei clienti potrebbe far schifo che tu tocchi i loro piatti e non va tanto neanche a me”. Poi se n’è andato. Io sono rimasta basita».

Discriminazioni
Nonostante non sia la prima volta che Judith, come molti altri, viene discriminata per il colore della sua pelle, l’amarezza è stata tanta. «Io sono italiana e so che non tutti gli italiani sono così. Mi chiedo: 2018 c’è ancora questa lotta tra neri e bianchi? È una cosa che fa schifo – dice -. Io non voglio fare la vittima con questo video ma solo far riflettere, stiamo tornando indietro». Judith non ha fatto nemmeno in tempo a conoscere il nome del ristorante perché l’incontro è avvenuto in un luogo pubblico, nella zona del ponte delle Guglie. «C’è poco da commentare, è un episodio spiacevole – dice Ernesto Pancin, segretario dell’Aepe di Venezia -. È una vicenda strana, non è questo il modo di assumere il personale. A questa ragazza mi sento di dire di stare tranquilla che un buon lavoro presso i ristoranti di Venezia lo troverà sicuramente perché l’importante è sorridere, essere professionali e cortesi. Per il resto, si cresce insieme al locale. Esperienze come questa non devono portare a una delusione ma a far capire ancora meglio come selezionare un buon locale in cui lavorare».

L’ira di Brugnaro
In serata è arrivata anche la presa di posizione del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro: «Ho appreso adesso questa sconcertante vicenda! — ha scritto su Twitter il primo cittadino —. Comportamento assurdo, discriminatorio e soprattutto STUPIDO! Cara Judith ti chiedo ufficialmente scusa a nome della Città per questo episodio vergognoso! Farò di tutto per tentare di rintracciare questo cretino patentato».

Ci sono un sacco di cose che non tornano:

Ho letto un annuncio su Subito.it e ho contattato questo ristoratore per chiedergli se potevamo vederci. Lui ha acconsentito e ci siamo dati appuntamento (…) non ha fatto nemmeno in tempo a conoscere il nome del ristorante perché l’incontro è avvenuto in un luogo pubblico, nella zona del ponte delle Guglie

la ragazza legge un annuncio in cui si cerca personale e non chiede il nome del locale, o se lo chiede non le viene detto. Molto strano. Non sarebbe la prima volta che si usa un “annuncio civetta” per attrarre ragazze. Qui una banale ricerchina su google. Un locale serio non si comporta in questo modo. Ho una amica che sta cercando personale nella ristorazione. La prassi che segue è: contatto telefonico, invio via email del CV, con foto del potenziale candidato e, nel caso, colloquio presso il ristorante o l’ufficio del commercialista. Non colloqui alla “cieca” in strada.
Il tizio non le chiede il CV via email, fissa subito un appuntamento, non nel locale ma in un luogo pubblico. Sarò malfidente ma la questione avrebbe dovuto far scattare qualche “allarme” sulla serietà della persona contattata nella testolina della tizia. Per fortuna il tizio si è limitato ad insultarla; poteva finire peggio.

«Quando sono arrivata mi ha guardata e mi ha detto “non voglio persone di colore perché ai miei clienti potrebbe far schifo che tu tocchi i loro piatti e non va tanto neanche a me”. Poi se n’è andato. Io sono rimasta basita».

Arriva, si presenta e il tizio la insulta e scappa. Il rasoio di Occam direbbe uno scherzo di pessimo gusto, spiacevole ma è una cosa che capita abbastanza spesso anche a ragazze bianche. Perché in questo caso, e solo in questo caso parte l’indignazione a mille e negli altri casi neppure se ne parla nella cronaca locale?

«C’è poco da commentare, è un episodio spiacevole – dice Ernesto Pancin, segretario dell’Aepe di Venezia -. È una vicenda strana, non è questo il modo di assumere il personale. (…) Esperienze come questa non devono portare a una delusione ma a far capire ancora meglio come selezionare un buon locale in cui lavorare».

Puro, purissimo buon senso. Ha dovuto fare il diplomatico però ha fornito un parere sensato e corretto.

L’ira di Brugnaro
In serata è arrivata anche la presa di posizione del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro: «Ho appreso adesso questa sconcertante vicenda! — ha scritto su Twitter il primo cittadino —. Comportamento assurdo, discriminatorio e soprattutto STUPIDO! Cara Judith ti chiedo ufficialmente scusa a nome della Città per questo episodio vergognoso! Farò di tutto per tentare di rintracciare questo cretino patentato».

Pezza molto, ma molto, peggio del buco. Dubito che il sindaco si sdegni così tanto per qualche altra inc*ata tirata dai suoi concittadini. Perché in questo caso paga politicamente lo spararsi pose antirazziste. Perché per judith dichiarazioni roboanti e per filomena no?

Per questi motivi penso che la notizia, se vera, sia stata data male o sia una fake news; non c’è modo di risalire al colpevole, se vero c’è solo un annuncio ed un numero di telefono privato su subito, se falso la ragazza rischia grosso se lancia accuse indimostrabili. i SJW su twitter chiedevano il nome del ristorante per invocare la vendetta divina sul proprietario; se malauguratamente parte una accusa “non dimostrabile” si rischia di trovarsi a pagare colossali risarcimenti per “calunnia”.

Strano che questi dubbi non siano venuti al giornalista. Quello che mi fa ridere è che da una parte i giornalisti si pongono come i paladini della verità contro le fake news che impestano il web e dall’altra parte rilanciano acriticamente qualsiasi storiella possa colpire i potenziali lettori senza fermarsi cinque minuti a rifletterci sopra o magari cercare qualche altro riscontro.

Fare i paladini della verità spacciando fake news non è che sia l’ideale per dimostrare credibilità e professionalità.

 

 

 

Creare razzismo how to /11

Una delle cose che mi diverte di più degli antirazzisti è che spesso presi dal furore “antirazzista” tirano fuori perle razziste che neppure quelli del KKK.

In particolare dipingono i paesi “esteri” come dei paesi arretrati e poco civilizzati, cose che se fossero state dette da salvini avrebbero scatenato vagonate di indignazione.

Il messaggio che gira su faccialibro è questo

’apartheid esiste ancora.
Ma oggi non sta più in Sud Africa, bensì a Lodi, in Lombardia, e vale solo per i bambini.

Per una scelta della sindaca leghista Sara Casanova, infatti, gli extracomunitari che abitano a Lodi, per accedere alle tariffe agevolate di mensa scolastica, pulmino e pre scuola, devono produrre tutta una serie di documenti che, nel 99% dei casi, non possono ottenere in nessun modo (come, ad esempio, una certificazione dei beni a loro intestati fornita dalle autorità dei paesi di origine, tradotta in italiano).

In alcuni paesi di provenienza non esiste neanche un registro informatico che si occupi di fornire questi documenti, quindi, semplicemente, i figli di quelle persone non possono andare a scuola con il pullman della scuola o mangiare nella mensa assieme agli altri bambini.

Per loro basta e avanza un panino portato da casa e mangiato in classe, assieme agli altri bambini neri, lontano da quelli bianchi.

Nel frattempo, tutti i genitori stranieri che non sono riusciti a produrre la documentazione richiesta, si sono visti recapitare a casa una retta di 700€ che, ovviamente, non possono pagare.

Questo accade oggi, in Italia.
Tra gli applausi dei leghisti, felicissimi delle vessazioni a cui il nostro paese sottopone dei bambini piccoli e i loro genitori.

“Quando la proverbiale mancanza di elasticità del burocrate si combina con la meschinità del razzismo il risultato può fare vacillare la mente.”

Lo disse Nelson Mandela.
Che non viveva a Lodi, ma oggi sembra proprio così.


Lo riprendo vediamolo in dettaglio

L’apartheid esiste ancora.
Ma oggi non sta più in Sud Africa, bensì a Lodi, in Lombardia, e vale solo per i bambini.

il solito attacco polemico che mira a far interpretare in una certa maniera quanto segue. Da notare il richiamo ai “pampini”.

Per una scelta della sindaca leghista Sara Casanova, infatti, gli extracomunitari che abitano a Lodi, per accedere alle tariffe agevolate di mensa scolastica, pulmino e pre scuola, devono produrre tutta una serie di documenti che, nel 99% dei casi, non possono ottenere in nessun modo (come, ad esempio, una certificazione dei beni a loro intestati fornita dalle autorità dei paesi di origine, tradotta in italiano).

Qui mi farei due domande; la prima è: ma non è che implicitamente si sta affermando che, lato pubblica amministrazione, i paesi di origine degli extracomunitari son più arretrati? che molti siano convinti che in africa si vive ancora nelle capanne come riportavano i libri del 1800? Cosa che ritengo plausibile visto che c’è gente, in ottima fede, convinta che Gaza, temperatura a parte, sia identica a Stalingrado nel febbraio 1943.

Un piccolo inciso: anche la svizzera è un paese extracomunitario come ad esempio gli stati uniti o la russia.  Una eventuale esenzione riguarderà anche loro? lo stilista Gervasoni, noto milionario sfizzero, potrà dichiararsi nullatenente visto che non ha proprietà in Italia?

La seconda è più tecnica: su cosa si basa tale richiesta da parte del comune? È stata una scelta “motu proprio” del comune oppure tale richiesta nasce da una precisa disposizione di legge?

Per curiosità mi son scaricato il regolamento del comune di lodi sulle prestazioni agevolate; non si fa riferimento al documento sopra citato, e neppure nella pagina del comune di lodi che tratta della mensa scolastica.  Non parla di tale certificazione ma della “dichiarazione sostitutiva unica (DSU)” ex isee, come condizione per accedere alle agevolazioni.

Non capisco quindi da dove nasca la richiesta di tali documenti. Se è un “arbitrio” del comune basta un avvocato con una denuncia per abuso in atti d’ufficio e si risolve tutto all’istante.

Se invece sorge da una precisa disposizione nazionale per ottenere la DSU, come penso vista anche la norma per la analoga dichiarazione per studenti universitari, allora si abbia il coraggio di chiedere una modifica della norma “nazionale” esonerando gli stranieri dal presentare la certificazione degli immobili in possesso.

Chiedere che un sindaco violi una precisa norma nazionale motivandola con l’antirazzismo è la cosa più sbagliata da fare; è un ottimo spot per i “razzisti”, così come invocare l’apartheid a sproposito per attaccare un sindaco.

Per loro basta e avanza un panino portato da casa e mangiato in classe, assieme agli altri bambini neri, lontano da quelli bianchi.

Nel frattempo, tutti i genitori stranieri che non sono riusciti a produrre la documentazione richiesta, si sono visti recapitare a casa una retta di 700€ che, ovviamente, non possono pagare.

Questo accade oggi, in Italia.
Tra gli applausi dei leghisti, felicissimi delle vessazioni a cui il nostro paese sottopone dei bambini piccoli e i loro genitori.

Queste solite scenette strappalacrime son quelle che mi hanno fatto sentire puzza di bruciato. Se il sindaco ha commesso un abuso si denuncia, a cosa serve la scena del bovero pampino negretto che mangia solo nell’angolo il suo pane nero lontano dai ricchi bianchi, se non a fare un poco “la capanna dello zio tom” e far apparire il cattivo ancora più cattivo?

“Quando la proverbiale mancanza di elasticità del burocrate si combina con la meschinità del razzismo il risultato può fare vacillare la mente.”

Lo disse Nelson Mandela.
Che non viveva a Lodi, ma oggi sembra proprio così.

Quello che mi fa ridere è che son per la legalità; infatti smerigliano i testicoli con i 46 milioni di euro della lega ma poi vogliono, a seconda della convenienza, la legge “plastilina” da piegare a piacimento.

Occhio che alla fine a furia di chiamare “becero razzista” chi, altro non fa che applicare una norma nazionale, si finisce a sdoganare i “beceri razzisti”. A voler la legge “plastilina” da piegare a piacimento poi, a lamentarsi che lo fanno anche gli altri si fa la figura degli ipocriti.

Tante, tante zappe sui piedi mascherate da buone intenzioni. Poi quando la lega vince, e peggio convince, si finisce puntualmente per dare la colpa all’ignoranza ed alla grettezza degli italiani invece che alla propria stupidità ed incapacità di comunicazione. Oltre all’autosputtanamento; se oggi sei per le leggi draconiane domani, chiedendo leggi a geometria variabile, ti stai praticamente smentendo.

Creare razzismo how to/10

In sardegna è successo un pestaggio contro un migrante a Sassari e ovviamente le reazioni del mondo politico non si son fatte attendere.

Fonte: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2018/09/11/migrante-aggredito-a-sassari-pigliaru-i-sardi-non-sono-questo-68-769714.html

Sassari, migrante pestato a sangue

“Se gesti brutali come questo vanno condannati sempre, la motivazione razziale ne aumenta la gravità, offendendo ogni senso di civiltà, di pacifica convivenza e di umanità.”

Il presidente della Regione Francesco Pigliaru commenta aspramente l’aggressione di cui è rimasto vittima a Sassari un ragazzo di 22 anni originario della Nuova Guinea, ospite del progetto Sprar. (taglio le solite dichiarazioni di deplorazione e antirazzismo condite da qualche “ha stato salveeeny”)

Che dire? certi interventi mi sembrano preventivi ed inoltre vorrei capire come mai adesso c’è stato tanto sdegno e reazioni da parte della politica mentre per queste “normali risse” non c’è stato un tale movimento? Son tutte capitate nel 2018.

Perché se la rissa è monocolore non si fa tutto questo can can ma si tirano fuori le solite frasi fatte sulla violenza e il degrado e si passa all’altra notizia?

Non voglio sminuire la gravità di quanto accaduto ma sto vedendo tanto opportunismo politico e tanta voglia di strumentalizzare una vicenda ancora poco chiara sui moventi e sui motivi. Se capitasse un caso Osakue 2.0 ci sarebbe da ridere. D’altronde anche l’altra grave aggressione “razzista” a Sassari poi era finita in una bolla di sapone (qui).

Occhio che a furia di dire alle persone che son razziste perché non sposano incondizionatamente l’idea dell’accoglienza senza se e senza ma, perché hanno qualche dubbio, perché si sentono infastiditi da chi chiede continuamente soldi in maniera molesta, perché vorrebbero parcheggiare senza dover pagar dazio a parcheggiatori abusivi, quelli si convincono di esserlo realmente e finiranno per agire di conseguenza.

Alla fine è questo doppio standard che porta voti alla destra.

Un palese caso di razzismo

Vi invito a leggere attentamente questa, squallida, notizia.

Sorgente: Parma, 21enne violentata per 5 ore: il presunto stupratore è un noto imprenditore. Sequestrati strumenti di tortura

Parma, 21enne violentata per 5 ore: il presunto stupratore è un noto imprenditore. Sequestrati strumenti di tortura

«Uno come me in galera?». Federico P***, assai conosciuto commerciante di abbigliamento di Parma, 46 anni, ha reagito così quando i poliziotti della squadra mobile lo hanno portato dai loro uffici al carcere, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare che ha raggiunto anche il nigeriano Wilson Ndu A***, accusato di essere pusher e suo presunto complice: i due sono accusati di aver violentato per ore e picchiato una giovane di 21 anni, nell’attico di Pesci, il 18 luglio.

La 21enne – secondo gli inquirenti e i medici – è stata segregata e violentata per cinque ore, anche usando utensili e fruste. Pesci è molto conosciuto in città: proprietario di una catena di negozi di abbigliamento sulla via Emilia Est, è anche un assiduo frequentatore dei locali della movida, nonché appassionato di motociclette e fidanzato. P*** ha agito con l’aiuto di un 53enne nigeriano, Wilson Ndu A***. Entrambi sono stati arrestati dalla Squadra Mobile di Parma.

La vicenda è squallida, è giusto che la polizia indaghi e che si faccia luce. Ma non voglio parlare di quello squallore quanto del fatto che, quando un caso di cronaca nera riguarda, non come vittima, uno straniero puntualmente qualcuno salta su e comincia ad urlare ai “titoli razzisti” che stuzzicano gli xenofobi.

In questa squallida notizia ci son due arrestati, un italiano ed un nigeriano. Perché nel titolo si parla solo dell’italiano? A colori invertiti credo che ci sarebbe stato un enorme codazzo di polemiche: “due tizi, uno bianco ed uno nero, fanno qualcosa di grave e il titolo strilla solo del negro.”? Apriti cielo.

Eppure riguardo a questo plateale caso di razzismo non sto sentendo proteste per il titolo. Occhio che al prossimo “titolo scandalo” che riguarda un diversamente pigmentato qualcuno potrebbe tirar fuori questo titolo e chiedere come mai non si è protestato per un “titolo scandalo” riservato solo al viso pallido.

Creare razzismo how to/9

quando avevo scritto il primo articolo di questa serie, il mio intento era di mostrare come i giornali e i media spesso, denunciando un razzismo in pratica inesistente, non facessero altro che diffondere il vero razzismo.

Devo dire che adesso, sposando acriticamente l’idea “lega razzista, razzismo italiano colpa di salvini” stanno creando un sacco di casi di razzismo inesistente; e questo mi fa paura.

Paura per due motivi: se un qualunque fatto coinvolge un “negro” o viene svolto in maniera favorevolissima per lui oppure scatta in automatico l’accusa di razzismo. Cioè si avrà un occhio di riguardo per i negri e i “non negri”che si fottano. Ma questo non è antirazzismo; son fatti che portano a giustificare, paradossalmente, il razzismo opposto.

E il secondo può essere riassunto con: “la maledizione del mentitore è di non essere creduto quando dice il vero”. Ossia se capita un caso reale di “razzismo” molti penseranno “la solita sparata” come nei mille casi precedenti.

Ennesima prova che sostenere una causa, anche giusta, in maniera idiota ed acritica è il modo migliore per demolirla.