Hater

Vorrei fare qualche riflessione sparsa sulla vicenda del corazziere nero insultato dagli haters.

Sorgente: “Sembra un Ferrero Rocher”, haters insultano il Corazziere nero

Pubblicato il: 23/08/2019 17:36

“Sembra un Ferrero Rocher”. “Ci rubano il lavoro”. “E io che sono disoccupato?”. Le immagini del Corazziere nero, presente al Quirinale durante le consultazioni, si sono trasformate in un assist per insulti e considerazioni insensate, nella migliore delle ipotesi, che hanno ‘impreziosito’ le discussioni e il dibattito sui social. Nel mirino di haters assortiti è finito un giovane Corazziere – di origini brasiliane e nato in Italia – che è nel reparto dal 2015 e ha esordito nel servizio d’onore al Quirinale in occasione della visita di papa Francesco a giugno 2017. Tra un ”non se pò vedè” e un “pensavo fosse un Ferrero Rocher in omaggio ai capigruppo convocati”, spiccano affermazioni che rievocano luoghi comuni arcinoti: “E io che sono disoccupato…”, commenta un utente.

Gli haters, o meglio gli imbecilli che usano i social per vomitare bile, non hanno nessuna giustificazione, punto. Però non posso evitare di pensare che se il tizio sia diventato bersaglio sia stato a causa del fatto che le sue foto in servizio venivano fatte girare nei social con la didascalia: “il corazziere nero che offende Salvini”. Didascalia dovuta alla “narrazione”, inventata di sana pianta dai “buoni”, che Salvini desse di matto non appena vedesse chiunque non appartenesse alla pura razza padana (qui).

Da notare comunque, come capitato anche nel caso di miss Helsinki, che si applichi il bollino “hater” a chiunque non sposi completamente ed acriticamente la narrazione corrente che vuole i negri tutti buoni buonissimi e che chiunque osi criticare tale narrazione sia esso un idiota che vomita insulti a getto continuo sia un tizio che fa una battuta poco divertente sulla vicenda sia un fanatico della “razza pura” che avrebbe reso fiero Himmler. Un minestrone che alla fine porta a pensare che magari qualche “hater” può avere la testa bacata ma che chiunque partecipi alla santa crociata contro gli hater abbia seri problemi di delirio paranoide ossessivo.

Come nel caso degli immigranti, fare nelle notizie un minestrone che confonde regolari, irregolari, richiedenti asilo e profughi riconosciuti, alla fine ha portato molti a pensare che gli immigrati siano solo o tizi schiavizzati per la raccolta dei pomodori o tizi che fanno la questua davanti ai supermercati ed ai parcheggi, questo minestrone porterà a pensare che gli hater altro non sono che tizi che non sposano completamente ed acriticamente la narrazione politically correct. Il modo migliore per portare simpatie anche agli stronzoni capaci solo di vomitare bile sui social. Anche perché l’impressione che si ha è che vengano notate e stigmatizzate le stronzate A->B mentre si glissi alla grande riguardo a quelle B->A.

Alla fine sto vedendo gli stessi errori, le stesse azioni goffe fatte nella santa crociata contro il razzismo, e temo che andrà a finire allo stesso modo…

2 pensieri su “Hater

  1. La negazione del concetto di preferenza è una delle manifestazioni più lampanti del fascismo attuale.

    Il fascismo in senso lato nega l’espressione di ogni preferenza. Tutti sappiamo cosa è stato il fascismo da noi e il nazismo in Germania. Durante la colonizzazione sovietica della Lituania era impossibile parlare pubblicamente in Lituano, scrivere in Lituano, pubblicare scritti in Lituano, esporre la bandiera e altri simboli lituani, professare una qualunque fede religiosa.

    Oggi io posso dire che non mi piacciono i calamari fritti e il gelato al limone, ma non posso dire – ad esempio – che non mi piacciono i Napoletani o che non mi piacciono i/le trans. Posso dire che mi piace Sephora Ikalaba, ma non posso dire che non mi piace. Perché se dico che non mi piace non sto esprimendo una preferenza (che è sempre legittima), sto esprimendo un pensiero razzista. Per lo stesso motivo posso schierarmi in favore dell’indipendenza della Catalogna, ma non in favore dell’indipendenza di Lombardia e Veneto.

    Come diceva Renzo Arbore in una quasi paleolitica pubblicità di una birra: meditate gente, meditate.

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