Post preventivo sul femminicidio

Il signor distruggere ha pubblicato, nelle sue pagine FB, il seguente screenshoot.

Non è ancora successo nulla quindi non accusatemi di victim blaming. Il comportamento di lui è inqualificabile; non è giustificato considerare una persona come una propria proprietà e, se ci son fondati sospetti che lei voglia mettere le corna, allora meglio farsi qualche domanda su quanto ci si fida di lei e, nel caso, troncare da subito il rapporto. Pericoloso anche che lui non riesca a contenere e controllare la rabbia.

Lei invece, spiace dirlo, è una completa idiota, la “vittima” ideale in un film  horror o un thriller. Cosa cavolo vuol dire “chiedere il permesso” ed essere controllata via cellulare? A me è capitato di trasmettere “in tempo reale” la posizione via GPS ma quando facevo dei trekking oppure quando ero in viaggio e bisognava coordinarsi per il pranzo.  Non di certo per rassicurare il partner sulla posizione quando uscivo con gli amici. L’usare il cellulare per “tracciare” gli spostamenti del partner mi sembra una grave mancanza di fiducia; e se non c’è fiducia in un rapporto, per me, c’è “grossa crisi” nel rapporto.

La reazione della tizia alla sfuriata mi ha stupito: lui ti fa una scenata, ti rompe il cellulare e tu ci rimani ancora assieme, anzi chiedi consiglio su come scusarti? Ma sei scema a rimanerci assieme? Perché simili indizi di possibile degenerazione violenta del rapporto non vengono colti? Lui potrebbe diventare un potenziale carnefice ma ciò avviene anche grazie a lei che si avvia a diventare una vittima perfetta.

Perché rimanerci? perché non lo molla? perché l’aveva scelto? Queste, che che ne dicano le isteriche che blaterano sempre e comunque di victim blaming, son domande che è lecito porsi, così come la domanda cruciale: “perché non insegnare alle donne a riconoscere i potenziali violenti e sfancularli da subito invece di avviarci un rapporto?” Spesso le esplosioni di violenza non son raptus momentanei ma sono il risultato di una lenta degenerazione del rapporto. Rapporti malati che prima si troncano meglio è.

Perché si parla tanto di dover educare gli uomini a non essere violenti e non si parla di educare le donne a riconoscere e sfanculare i violenti e chiedere aiuto il prima possibile, soprattutto prima che la situazione degeneri in maniera pessima? Imho sarebbe opportuna anche e soprattutto l’educazione femminile; se sei educata a sfanculare il violento poi non ti trovi in situazioni dove sei costretta a sperare che “lui” sia stato educato a non essere violenta. Questo però suona come una bestemmia per le femministe sia perché responsabilizza le donne e le loro scelte: se scegli di stare con un toro in overdose di testosterone allora stai con un toro in overdose di testosterone, e ci stai perché tu l’hai scelto rischiando che lui poi, se non trova altri sfoghi, si sfoghi con te. Banale logica.

Una cosa che viene insegnata ai maschietti, sarà per colpa della maledetta cultura patriarcale, è che devi essere tu il primo a prenderti cura del tuo culo cercando di evitare di fartelo rompere e quindi tenere comportamenti appropriati ed evitare di correre rischi inutili ed evitabili. Questo può suonare come una costrizione alla libertà ma ahimè il mondo cui viviamo è questo, non è il villaggio dei puffi.

Certo la storia della povera “martire” uccisa dal mostro di turno vende di sicuro meglio della storia della tizia che sceglie di stare con un toro in overdose di testosterone per il suo essere un toro in overdose di testosterone. E che a causa della sua scelta finisce incornata, dal toro che lei stessa ha scelto. Con la martire invece puoi fare tante belle sfilate con le scarpette rosse così chic e fare tanto vittimismo.

Quindi prima di provare a pensare ad educare i tori in overdose di testosterone a comportarsi come placidi agnellini forse sarebbe molto più opportuno educare qualche donna a riconoscere da subito le situazioni di pericolo ed evitarle o scappare il prima possibile.

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Femminicidio, dove son le fonti?

Su twitter ho avuto una discussione interessante sul femminicidio

Paola ***
Se è stato coniato il termine femminicidio c’è un motivo ben preciso, ma te lo cerchi su internet eh

Shevathas‏
Creare un babau a tavolino per scroccare fondi e benefit.

Paola ***
ma fondi de che, ma le leggete le cronache e quanti uomini ammazzano mogli, fidanzate ecc. solo perché non vogliono piu stare con loro?

Shevathas‏ @shevathas 57 min57 minuti fa
se si analizzano i freddi numeri invece dei titoloni ad effetto, la realtà appare sotto una luce differente.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/11/femminicidio-numeri-sono-tutti-sbagliati/

antonella *** 54 min54 minuti fa
Un pezzo di 4 anni fa…aggiorni e svegli il suo cervello con fonti migliori

Shevathas‏ @shevathas 50 min50 minuti fa
le citi pure; numeri però non titoloni ad effetto.

antonella *** 49 min49 minuti fa
I numeri se li cerca da solo. E vada a far polemica su BALLE altrove.

Shevathas‏ @shevathas 48 min48 minuti fa
Risposta interessante. Non viene smentita la mia affermazione e contemporaneamente mi si accusa di dire balle.

antonella *** 45 min45 minuti fa
Continua a perder tempo provocando: pratica stupida. Si cerchi i numeri. Lei ha tw pezzo 2014 = balle.

Shevathas‏ @shevathas 42 min42 minuti fa
1/2 i numeri del 2016, fonte mininterno, danno 46 omicidi per causa passionale. (1)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/20/omicidi-in-italia-se-ne-commettono-sempre-meno-ma-non-tutte-le-regioni-sono-virtuose/3591930/

2/2 invece leggendo l’espresso si vede che il tasso di “femminicidi” è costante nel tempo almeno negli ultimi 5 anni (2)
http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/06/19/news/femminicidi-1.304466

antonella *** 40 min40 minuti fa
Vedo che continua a ciurlare nel manico. Stia bene. E se ci riesce, tolga il prosciutto quotidiano dagli occhi, e si abbeveri ad altre fonti

Shevathas‏ @shevathas 38 min38 minuti fa
Che fonti; può essere cortese da indicarle?

antonella *** 48 min48 minuti fa
SE LE CERCHI DA SOLO

Che posso dire sulla discussione? a quanto pare fa rabbia che venga messo in discussione il dogma: “il femminicidio è un tremendo problema”, soprattutto se i messaggi che avanzano dubbi citano fonti abbastanza attendibili, il fatto e l’espresso non sono fonti che puoi stroncare facilmente bollandole come fasciorazziste come ad esempio libero o il giornale, e non i miei messaggi non mi sembrano essere messaggi scritti da trogloditi con evidenti difficoltà grammaticali e capaci solo di insultare; i messaggi migliori per spararsi pose da povera martire perseguitata.
Ho chiesto, non mi sembra in maniera volgare, che mi venissero indicate le fonti “corrette”. La risposta son stati insulti e “cercatele”, ma non risposte precise come: guarda la tabella riportata da questo articolo.

Il rasoio di occam farebbe pensare che queste “mirabolanti” fonti non esistano oppure siano numeri ancora più gonfiati rispetto a quelli dell’espresso. Il classico giochetto di estendere il femminicidio da “omicidi” a generici atti di violenza, in maniera da far crescere esponenzialmente il numero di casi di femminicidio.

In pratica, le reazioni scomposte alla richiesta dei dati alla fine non son diventate altre che una ulteriore prova che il femminicidio altro non sia che un babau costruito a tavolino.

(1) l’articolo originale citato dal fatto è questo: http://www.lavoce.info/archives/46798/linarrestabile-declino-degli-omicidi/, articolo di due docenti universitari di sociologia e basato sui dati del ministero dell’interno.  Il classico articolo che è difficile da confutare con “miocuggino mi ha detto che la signora pina le ha riferito…”

(2) Interessante comunque nell’articolo dell’espresso i tentativi di allungare il brodo; ad esempio prima vengono presentati i numeri degli omicidi cui le vittime son donne e poi dopo si scrive che il femminicidio è causa di circa l’82% di tali omicidi.

 

la giornata contro la violenza verso le donne e la lagna della boldrini

Oggi, 25 novembre, a quanto pare è la giornata contro la violenza verso le donne. Imho una delle solite “feste laiche” inutili e fatte tanto per carpire qualche finanziamento pubblico.  Visto che nelle notizie dei giorni precedenti ho visto che si parlava del femminicidio cercando di offuscare che quest’anno c’è stato un calo di delitti rispetto all’anno scorso e, come al solito, nella lista delle vittime ci finiscono le vittime di omicidio di sesso femminile anche se i motivi non sono quelli di violenza all’interno di una coppia. I soliti trucchetti per creare un babau a tavolino1.

Per celebrare la giornata il presidente2 della Camera dei Deputati ha pubblicato nel suo profilo istituzionale di facebook un mix di vari insulti ricevuti

Nella giornata contro la violenza sulle donne vorrei sottoporre alla vostra attenzione un fenomeno sempre più frequente e inaccettabile: l’utilizzo nei social network di volgarità, di espressioni violente e di minacce, nella quasi totalità a sfondo sessuale.

Ho selezionato e vi mostro solo alcuni messaggi tra quelli insultanti ricevuti nell’ultimo mese.

Ho deciso di farlo anche a nome di quante vivono la stessa realtà ma non si sentono di renderla pubblica e la subiscono in silenzio. Ho deciso di farlo perché troppe donne rinunciano ai social pur di non sottostare a tanta violenza. Ho deciso di farlo perché chi si esprime in modo così squallido e sconcio deve essere noto e deve assumersene la responsabilità.

Leggete questi commenti e ditemi: questa si può definire libertà di espressione?

screenshoot con i nomi oscurati per evitare problemi legati alla privacy
screenshoot con i nomi oscurati per evitare problemi legati alla privacy

 

my two cents sulla vicenda:

  1. Quella non è libertà di espressione, son volgari calunnie da imbecilli da tastiera, calunnie ed ingiurie già sanzionate dal codice penale.
  2. “Aprire il cervello e pisciare nella calotta cranica” non mi sembra un insulto molto sessista.
  3. Si nota che ci sono insultatori ed insultatrici, gli insulti non vengono soltanto da portatori di pisello naturalmente orientati verso la patatina.
  4. Insulti simili ne ho visto per tutti i politici di entrambi i sessi dell’arco parlamentare da Giorgia Meloni a Fausto Bertinotti, passando per Di Maio, Berlusconi, Renzi, la Boschi, la Lorenzin e tanti, tanti altri. Quindi la domanda sorge spontanea: ma la Boldrini viene insultata in quanto donna o in quanto politico?
  5. Collegato alla domanda precedente: l’insulto è grave perché rivolto ad una donna o perché rivolto ad un politico? Stiamo parlando di un politico o di un tenero panda da proteggere? Ha tutti i diritti di dire che lei è un tenero panda da proteggere ma allora non si offenda se le viene rinfacciato di essere un tenero panda da proteggere e non un politico.
  6. Il solito artifizio retorico che l’attacco ad una è un attacco a tutte le donne. Peccato che tale voce sdegnata sia stata zitta quando il bersaglio era la Meloni oppure la Boschi.
  7. La libertà di espressione non è la libertà di insultare ma il non essere d’accordo e dirlo, argomentando non è detto che sia per forza un insulto od una calunnia.

 


  1. Non è solo un trucchetto usato da Salvini verso le risorse che sbarcano in Italia. 
  2. Fanculo la neolingua; in italiano il maschile ha assorbito il genere neutro; a seconda del contesto può rappresentare persone di entrambi i sessi. 

Femminicidio, un babau costruito a tavolino.

Mentre alle femministe viene chiesto conto di quanto capitato a Colonia e dei loro tripli salti carpiati per evitare di dover ammettere che “ci son state difficoltà di convivenza” fra i diversi tipi di oppressi dalla società patriarcale dell’uomo bianco, ovvero loro e i “boveri” migranti, sul fatto compare questo articolo “demenziale” per tornare a parlare di femminicidio e magari evitare domande imbarazzanti su Colonia. Una sbrodolata di trentasette di atti violenti compiuti nei confronti delle donne, compresi, nella lista sette, omicidi. Nell’elenco compaiono anche casi come il sequestro del cellulare:

04.01.16. Verona. Schiaffi e sequestro del cellulare.

Bellissima la conclusione, molto diplomatica:

Un consiglio agli uomini: fatevi curare.
E un consiglio alle donne: meritate uomini migliori! Ci sono.
Buon anno.

Già la conclusione: “un consiglio agli uomini: fatevi curare” illustra bene il senso dell’articolo: generalizzare dei casi particolari per dimostrare la teoria donne tutte sante e uomini tutti malati (e fra virgolette: soldi e vantaggi a noi per risolvere questa emergenza costruita a tavolino)

Ma c’è dell’altro; una commentatrice, che si firma “goccia”,  si è messa a fare un poco di fact checking sugli omicidi riportati in quella lista:

io, invece, ho controllato soltanto i 7 casi di donnicidio citati tra i quali:
– Roberta Pierini uccisa insieme al marito dal fidanzato della figlia con il concorso della stessa figlia per aver ostacolato la loro relazione
– – Maria Migliore è stata uccisa per “vendetta trasversale tra malavitosi legata a un commercio di droga” e gli accusati sono un uomo e sua figlia con il fidanzato
– Lia Cotronea, 88 anni, malata di demenza senile soffocata dal marito 90enne che non reggeva più la situazione e “non voleva cedere alla necessità che fosse portata in una struttura”
– Simona Simonini uccisa dal convivente (forse entrambi sotto sostanze psicotrope e alcol), coppia di un rapporto “malato” e reciprocamente violento tanto che in precedenza anche la donna era stata condannata per il tentato omicidio del compagno
– Annamaria Cenciarini uccisa dal figlio 21enne che sarà sottoposto a perizia psichiatrica in quanto, per esempio, “da due anni viveva chiuso dentro casa e usciva dalla finestra della sua stanza, mai dalla porta, raccontano perplessi i vicini, prigioniero dei suoi deliri d’onnipotenza”

E su alcuni femminicidi denunciati nel 2013

comunque, le cito altri casi conteggiati nel 2013 (ripeto, solo alcuni a scopo esemplificativo) :
Daniela Crispolti, e Margherita Peccati Uccise da un imprenditore per finanziamento negato ( http://www.vip.it/strage-di-pe… )
Daniela Saboting uccisa da un conoscente per ereditàhttp://www.unpost.it/2013/06/0…
Maria e Laura Isgrò disabili psichiche avvelenate dal fratello disperato che si uccide nello stesso modohttp://www.gazzettadelsud.it/n…
Agnese M. Coscia 62 uccisa dal figlio e amico sorpresi a rubare per la droga ( http://www.ilmattino.it/casert… )
Elena Monni madre e figlio hanno scritto l’ intenzione di uccidersi perché non sopportavano la loro «vita di stenti» (http://milano.corriere.it/mila… )
e scappo via causa ritardo personale… buona serata e a presto 🙂

Che dire? alla luce della conclusione dell’articolo, e dei commenti sugli omicidi ivi riportati, l’impressione che il femminicidio e tutto il codazzo di manifestazioni annesse come le scarpette rosse o le urla (con simultanee richieste di fondi e di benefit vari) non siano altro che fenomeni costruiti a tavolino e pompati dai media affinché alcune possano lucrarci alla grande.

E tutto questo starnazzare porterà sicuramente, come controindicazione, che i reali casi drammatici passeranno sotto silenzio perché mescolati con tanti casi gonfiati ad arte. Alla fine il più grande nemico delle donne son proprio le femministe.

pattern del piagnisteo

La vittima si riconosce dalle lacrime, il colpevole dal piagnisteo.
[Uriel Fanelli]

Cosa hanno in comune le polemiche sul razzismo sollevate dalla Kyenge, sul femminismo sollevate dalla Boldrini, sull’omofobia sollevate da Scalfarotto e quelle sollevate per la camicia di Matt Taylor ?

Son tutti comportamenti che seguono uno stesso pattern; dovendolo descrivere in termini informatici lo descriverei in questo modo:

  1. Scegli un grave problema del passato come il razzismo, la persecuzione degli omosessuali, la condizione femminile.
  2. Siccome la maggior parte del problema è stata risolta e rimangono solo aspetti marginali tralascia il lavoro fatto e concentrati sugli aspetti marginali; ad esempio oggi i contratti di lavoro non distinguono affatto per sesso, a parità di mansioni corrisponde una retribuzione eguale fra uomini e donne. Le differenze se esistono esistono perché le donne tendono a voler fare meno straordinari o trasferte di lavoro. Ma la base retributiva è identica.
  3. Lamentati e frigna che a causa di tali aspetti marginali il problema non è stato ancora risolto e rimane identico a prima. Siccome le donne guadagnano mediamente meno ciò significa che ancora oggi il pater familias ha diritto di vita e di morte sulla moglie…
  4. Usa i sensi di colpa indotti per estorcere visibilità, fondi od altre utilità.

Pattern che emerge chiaramente dalle azioni delle persone citate sopra; qualsiasi critica alla Kyenge, che un italiana naturalizzata nominata ministro della repubblica, era solo razzismo; qualsiasi critica alla Boldrini per quanto cortese e fondata è un attacco a tutte le donne, sorvoliamo per carità di patria sul fenomeno puramente mediatico e costruito a tavolino del femminicidio o sulle leggi liberticide di Scalfarotto e le reazioni violente contro le sentinelle in piedi giustificate in nome della lotta contro l’omofobia. E, ultimo caso, la camicia di Taylor; una accusa pretestruosissima.

Qual’è il problema di tale comportamento? Il primo è più o meno lo stesso che il gridare continuamente al lupo, alla fine la gente si stufa e bolla come fregnacce qualsiasi protesta anche se è fondata. E questo alla fine danneggia proprio le persone che si trovano in situazioni realmente gravi come in questo caso. Caso grave non solo perché un professore si permette di offendere uno studente ed alla reazione lo aggredisce. Se quanto riportato dai giornali fosse vero il docente sarebbe da licenziare in tronco ma non per l’omofobia, ma per l’inaccettabile comportamento tenuto ovvero l’insultare ed il colpire uno studente. L’insulto, in tal caso, è irrilevante poteva averlo insultato perché omosessuale, per la pettinatura, perché di colore o perché juventino, un docente che, in qualunque modo, si permette di insultare uno studente e poi lo aggredisce è da buttar fuori a calci dalla scuola sempre e in ogni caso, dire sì in questo caso perché l’insulto era omofobo e no in un altro caso perché l’insulto era per il sovrappeso è un comportamento poco coerente.

E il secondo è che invece di affrontare realmente i problemi residui si spostino risorse invece per far smettere di frignare chi invece urla più forte, costruire reti di rieducazione per potenziali stupratori o incentivare lo studio di teorie di genere sono false soluzioni al problema della scarsa sicurezza in strada, la soluzione è l’aumento del controllo del territorio, dissuadere balordi e imbecilli a tenere comportamenti poco consoni,  ma questo ovviamente danneggia chi spera di campare grazie a studi sull’aria fritta o guerre senza quartiere contro draghi invisibili.

(0) Un pattern in informatica è uno schema ripetuto.

donne che non votano le donne ovvero poche donne elette in sardegna.

Passate le elezioni impazza, in sardegna, la polemica perché al consiglio sono state elette poche donne, solo 4 in questa legislatura, e come al solito si urla alla legge antidemocratica e femminicida (1). Polemica, a mio avviso, strumentale per chiedere qualche “poltrona non elettorale”.

Perché penso che la polemica sia strumentale per estorcere posti di governo e sottogoverno per persone il cui unico merito è indossare una gonnella?

In primo luogo la legge elettorale regionale ammette le preferenze quindi l’elettore del partito podda(2) può scegliere liberamente se dare la preferenza a mariedda bellu pillittu(3) o a tonteddu conch’e linna(4), non ci sono liste bloccate come nella legge nazionale italiana. Quindi se mariedda prende più preferenze rispetto a tonteddu viene eletta lei anche se tonteddu è davanti in lista.

Secondariamente questa è la distribuzione per sesso degli elettori regionali in sardegna rilevata al 31/12/2012(5):

Elettori:  Uomini: 731.603 (~49%)  Donne: 761.537 (~51%)  Totale 1.493.140

E questo è il risultato delle elezioni regionali(6)

Circoscrizione Elettori Votanti uomini Votanti donne Tot. % Votanti
Regionale 1.480.332 388.149 386.790 774.939 52,34

da notare due cose: c’è stata una grossa astensione e soprattutto l’astensione femminile è stata maggiore di quella maschile.

Quindi in Sardegna le donne non hanno votato le donne, possiamo discutere sulla farraginosità del metodo di votazione, possiamo discutere della disaffezione dalla politica ma resta il fatto principale che

le donne non hanno votato le donne.

Ci sarebbe da chiedersi il perché, perché una donna giudichi come migliore politico un uomo rispetto ad un’altra donna. Ma queste sono scelte politiche e le motivazioni sicuramente faranno a pezzi tutta le storie pseudofemministoidi di donne vessate e marginalizzate per colpa degli uomini.

Quindi è politicamente più conveniente frignare e sperare di avere una poltrona, per il mero motivo di indossare una gonnella, che fare un poco di autocritica e di capire perché la tanto, tanto, tanto decantata solidarietà femminile ha fatto cilecca.

(1) Kelledda Accabbadora ha preso il 10% e le liste di supporto il 6,5% nonostante i sondaggi la dessero al 20%. E con il 6,5% totale delle liste è fuori dal consiglio visto che per le coalizioni lo sbarramento è al 10%. Femminicidio!!!!!1111!!!!111

(2) Partito podda: formazione storica di cagliari, celebre per il suo slogan; Partito Podda, pappa [mangia] buffa [bevi] e codda [fai sesso]

(3) Pillittu: cognome sardo che in alto casteddaio significa organo genitale femminile.

(4) Testa di legno

(5) http://amministratori.interno.it/public_html/semestrale/html/archivio.htm

(6) http://www.regione.sardegna.it/index.php?xsl=2187&s=1&v=9&c=11993&t=1&tb=11625&st=20&opt=votanti&t=1&tb=11625&st=20

femmiuominicidio ?

da: http://www.unionesarda.it/articolo/notizie_mondo/2013/09/18/francia_rissa_dopo_le_nozze_e_gay_marito_picchia_il_marito_arrestato-3-330134.html

Francia, rissa dopo le nozze gay
Marito picchia il marito: arrestato

Dopo essersi detti sì, due novelli sposi sono venuti alle mani al culmine di una discussione sulle rispettive madri. Il più violento dei due è finito in cella.

Finisce nel peggiore dei modi la festa di nozze di una coppia gay francese. Uno dei due sposi, infatti, un giovane di 22 anni, è stato condannato a 18 mesi di prigione per violenze coniugali dopo aver picchiato il marito la sera stessa del matrimonio, celebrato al comune di Alencon sabato scorso. Lo ha deciso oggi il tribunale della città nel nord-ovest della Francia, dove dallo scorso aprile è stato legalizzato il “mariage pour tous”.
I due sposi avevano bevuto molto dopo le nozze e si sono messi a discutere sulle rispettive madri. La lite è però degenerata. Il marito violento, già noto ai servizi di polizia, ha dunque colpito il compagno, prima lo ha fatto cadere a terra con una testata, poi ha continuato a picchiarlo. Dovrà scontare un anno e mezzo dietro le sbarre più sei mesi con la condizionale.
A nulla sono valse le suppliche del marito-vittima che chiedeva al tribunale di essere clemente e lasciare allo sposo per quanto violento “un’altra chance”.

Corsivi miei.

Che dire? fosse successo fra un lui e una lei sarebbero partiti gli articoli di fuoco contro gli uomini maneschi e violenti e le donne che, poverine, rimangono con loro per pressione sociale e tutto il resto della solfa sul femminicidio…

Quella di sopra è l’ennesima prova che l’idiozia è una delle cose più equamente suddivise nel mondo.