Lezione di logica aristotelica

Sorgente: La sentenza della Murgia: siete tutti razzisti – ilGiornale.it

La scrittrice usa ancora il suicidio di Seid, che col razzismo non c’entra nulla. Non tutti i bianchi sono razzisti? “È una frase che nega la realtà”

Quanto ha detto è, dal punto di vista logico, perfettamente equivalente a “tutti i bianchi sono razzisti”, e non essendo lei di colore, sta affermando di essere razzista. E io dovrei stimare una razzista?

Sospeso da Facebook per una battuta: così la policy social diventa censura – Il Fatto Quotidiano

Un articolo interessante, visto che viene anche pubblicato da un giornale che raramente si becca accuse di X-fobia ad ogni piè sospinto come altri collocati nell’area di destra.

Sorgente: Sospeso da Facebook per una battuta: così la policy social diventa censura – Il Fatto Quotidiano

Sospeso da Facebook per una battuta: così la policy social diventa censura
A chi non è capitato di scherzare con gli amici?
Fin dalla più tenera età, fin dalle elementari o dalle medie, io e i miei amici ce ne siamo dette e fatte di tutti i colori. Non ricordo neanche più quanti furono gli scherzi sul mio naso o quelli sulla pancia di Giorgio oppure quelli sui capelli crespi di Daniela.

Oggi però siamo nel 2021 e ci pensa Facebook a rimettere le cose al giusto posto!
Nella ridicola scia del politically correct applicato a qualsiasi branca dello scibile umano, dalla geografia alla storia, anche un’innocente presa per il culo (sì, per il culo, senza nessuna lettera cancellata) diventa il pretesto per alzare il ditino, non il pollice stavolta, ma proprio l’indice della maestrina online che ti dice cosa si può fare e cosa non si può fare.

Il fatto è che FB non è un luogo privato o semiprivato. Facendo i fessi in piazzetta o in classe vi poteva vedere solo chi passava di lì o la maestra. Su FB è come essere in una sorta di diretta televisiva, chiunque vi può vedere. E come spesso capita uno scherzo che magari viene capito dalla maestra può non venire capito da un perfetto estraneo che anzi fraintende.

Nella fattispecie, un mio caro amico un giorno fa ha pubblicato una propria foto dove appariva con delle enormi orecchie disegnate sul muro retrostante. La mia battuta immediata, quella che gli avrei fatto anche di persona, subito, in quella situazione, è stata scrivergli ‘ricchione’. Così, semplicemente.

La potete considerare volgare, maleducata, quello che volete, ma sono sicuro che lui invece ci ha riso online come avrebbe fatto di persona. E’ ovvio che è uno scherzo tra due amici intimi che nulla ha a che vedere con l’odio di genere o altre similari stronzate (sì, stronzate). Ebbene, Facebook, senza interpellare né ‘l’offeso’ né ‘l’offensore’ ha deciso unilateralmente di sospendere il mio account per un mese.

Perché FB accontenta la massa dei clienti “più rumorosi”. Oramai quel sito è una raccolta di frignate contro l’X-fobia oltre a chiedere di censurare chiunque esprima idee poco gradite. Aggiungiamo anche il fatto che spesso i sistemi automatici sono dei perfetti imbecilli (if N-word then “BAN!”) e abbiamo il risultato. Un posto dove si può discutere dell’aria fritta e di argomenti ultraneutrali.

Un mese senza Facebook si può tranquillamente vivere. Quello in cui non si può vivere è un mondo in cui lo scudo del politically correct non sia più adoperato per difendere da abusi reali ma diventi il pretesto per crearne quando questi vengono solo supposti da una autorità che in nessun modo si rapporta con la realtà dei fatti e delle situazioni specifiche ma vede solo la regola assoluta e la applica come un robot idiota a tutte le frasi che comprendono parole come cacca, culo, frocio, cazzo, etc.

La scoperta dell’acqua calda. La questione è che a FB conviene questo sistema di moderazione “a cazzo” visto che è il più economico e i guadagni, poche denunce, giustificano la perdita di qualche “cliente”.

Quindi scrivere ‘una cosa fatta a cazzo di cane’ vi può fare interdire per qualche giorno per volgarità gratuita, mentre ‘fare il frocio col culo degli altri’ rischia di farvi cancellare dai social network di tutta la galassia per incitamento all’odio di genere!

Beh anche in italia stiamo cercando di importare la paranoia verso la “N-word”, anche se la predetta parola, “negro” in italiano non ha mai avuto un significato spregiativo. Risultato: pubblicare il testo de “i watussi” di Vianello o parlare de “il negro bianco”, album di Fausto Leali, pone a rischio censura.

Il prezzo da pagare per aver voluto accontentare tanti frignoni ultrasensibili che si sentono offesi da tale termine.

A proposito di genere, la stessa Facebook potrebbe finalmente spiegare perché i capezzoli umani femminili vengono banditi dal network mentre quelli maschili no? Non è sessismo questo?

Sarebbe bello vedere una donna a petto nudo che protesta contro la censura perché lei si sente uomo. Qualcuno andrà in cortocircuito…

Si scrive politically correct, si legge ottusità.
Oppure Facebook, se preferite.

Però quando si stigmatizzavano le idiozie del politically correct spinto all’eccesso ci si beccava del nazifascista…

 

Dove siete femministe?

Un silenzio assordante…

Buseca ن!

Saman attirata in una trappola dalla famiglia. La procura: “L’omicidio era premeditato”

‘Saman è stata strangolata’. Indagati genitori e 3 parenti

È in una testimonianza del fratello minorenne la possibile modalità dell’uccisione della 18enne pachistana

Sembra che l’abbiano davvero ammazzata.

Ammazzata dal padre. È davvero un culto satanico e malvagio quello che porta un padre ad ammazzare una figlia nel fiore degli anni.

C’è

Dove siete femministe? Ipocrite!

Mi son detto “certo non sento le eco delle femministe, non sono tra i contatti che frequento”. E allora mi son messo a chiedere alla papera (DuckDuckGo) che promette di non tracciare e di non “personalizzare” le ricerche. Ho trovato quasi solo riferimenti affini al mio pensiero, articoli di giornali polemici verso le femministe, tipo:

Allora ho cercato su Twitter, pensando di trovarne una tempesta di cinquettii.

Cinque twitter. Non cinquemila, cinque.

Ah, ma Twitter…

View original post 100 altre parole

Creare razzismo how to 42

Vorrei parlare di due situazioni, tristi, e abbastanza simili. 
La prima riguarda quel ragazzo che si è suicidato e che in un suo post, di due anni fa, parlava del razzismo e di come si sentisse giudicato per il colore della sua pelle.
Notizia molto ghiotta per gli sciacalli pronti ad accusare chi non sposa le loro tesi immigrazioniste di “aver creato il clima” e dar loro la colpa morale di quanto successo.
Peccato che, a stretto giro di posta, siano uscite le precisazioni della famiglia adottiva del ragazzo, si sia scoperto che quel post risaliva a circa due anni fa, e che quindi tirare dentro il razzismo e il clima era abbastanza forzato.
Da notare come molti poi scoperti hanno cercato di rigirare la frittata, arrivando, una influencer italiana e di colore, a sostenere la solita storiella che i bianchi, come i genitori adottivi, non dovevano permettersi di parlare dei sentimenti dei neri. 

Penso che la descrizione migliore della vicenda sia stata scritta in questo post su twitter

Se hai la pelle nera, per la sinistra hai SOLO la pelle nera. Non puoi soffrire per amore, per lavoro, per depressione. E se ti uccidi può essere solo per il razzismo. Sei solo un portatore sano di pelle nera. Tu sei il tuo colore. Lo dicono gli antirazzisti.

L’altro caso riguarda il medico dell’inps aggredito. Anche in questo caso si è battuto solo sul tasto che il medico fosse di colore quasi che minacce e aggressioni verso medici bianchi non capitino.  Per me il problema serio è l’aggressione al medico e le minacce per fargli dichiarare il falso, che sia nero, verde o lillà è solo un fatto accidentale, il grave è l’aggressione ripeto. Picchiare sul tasto “aggredito un nero” serve solo a fare danno. Da l’impressione che se viene aggredito un medico fiscale bianco l’aggressione non sia un comportamento grave, sia da derubricare a “goliardata”; fai il goliardo con i bianchi ma guai se te la prendi contro i diversamente pigmentati, allora è uno scandalo.

E cosa penseranno i colleghi che magari hanno vissuto situazioni analoghe quando si sentiranno dire di non dar peso a simili goliardate? Un’ottima benzina per il razzismo è il far intendere che il colore della pelle dia diritto a privilegi ingiustificati o a trattamenti differenti. Aggredito medico fiscale bianco => goliardata, aggredito medico fiscale nero => scandalo. Il discrimine non è il ruolo o l’azione, cioè il minacciare un medico fiscale che compie il suo dovere, ma il colore della pelle.

Sarò un becero razzista ma per me lo scandalo è l’aggressione ad un medico fiscale, non l’aggressione ad un negro. Vedere il contrario significa solo che non si sta vedendo il ruolo della persona ma solo il suo colore della pelle. E questo sarebbe antirazzismo?

Temo che come al solito molti confondano l’antirazzismo, ovvero il trattare le situazioni indipendentemente dal colore della pelle, con il “razzismo anti”, ovvero se il razzismo principale è A->B allora l’antirazzismo è il razzismo B->A.

Chiedere scusa per Dresda e Amburgo?

https://twitter.com/PierluigiBattis/status/1400708345095507969?s=09

Interessante provocazione di Pigi Battista, visto che oggi va di moda scusarsi per tutto, sia colpe remote reali sia colpe completamente inventate, si chiede se sia giusto da parte degli alleati scusarsi per i bombardamenti di Dresda e Amburgo.

Sorgente: I civili morti di Dresda e Amburgo furono necessari per battere Hitler? | L’HuffPost

Visto che siamo in pieno clima di scuse occidentali dalla Francia al Canada per i crimini commessi, e di ripensamenti dolorosi sulle pagine più buie della nostra storia, forse sarebbe l’ora anche di affrontare anche il tabù più doloroso: quello dei nostri orrori commessi, come si dice, a fin di bene.

E’ da poco uscito, da Utet, il libro di Keith Lowe “Prigionieri della storia” dove si affronta il tema dell’imbarazzo britannico a proposito dei bombardamenti della Royal Air Force sulle città tedesche che procurarono la morte di oltre seicentomila civili, tra cui un numero incalcolabile di bambini. Una devastazione senza pari che fu il frutto della esplicita e brutale decisione di Londra di estendere i raid aerei nel cuore delle città, per distruggere tutto, non solo le infrastrutture, le fabbriche, i collegamenti ferroviari, e piegare in questo modo il morale della popolazione tedesca, anche a costo di immani perdite umane nella popolazione civile.

Era la seconda guerra mondiale, l’imperativo era mettere ko definitivamente il nemico cercando di risparmiare più vite possibili dalla propria parte. E la popolazione civile si è trovata in mezzo. A giudicare con il metro e la sensibilità di oggi, soprattutto quella di chi è convinto che i nazifascisti siano stati sconfitti solamente da partigiani armati solo di scatole di pastelli colorati, tutti i vincitori della seconda guerra mondiale sarebbero da condannare allo stesso modo degli sconfitti.

Una ricostruzione che conferma quella contenuta in un libro straordinario come “Storia naturale della distruzione” (Adelphi) di W.G. Sebald, dove si sottolineava, sulla base di una massa copiosa di documenti, che l’opera di annientamento, anche umano, delle città tedesche fu il frutto della scelta strategica (che peraltro aveva visto l’iniziale contrarietà persino di Churchill) di incrementare il numero dei morti civili per accelerare la resa dei tedeschi. I civili morti di Dresda e Amburgo furono dunque necessari per battere Hitler?

Son domande scottanti che vanno contestualizzate al momento storico. Come ad esempio la bomba di Hiroshima. Che prezzo avrebbe avuto l’aspettare la capitolazione del giappone grazie ad una guerra standard? Quanto sarebbe costato?

E nell’atroce dilemma morale cosa scegliere, la sopravvivenza di un regime sanguinario come quello nazista oppure l’uso di ogni mezzo, compreso la strage dei bambini “nemici”, per mettere fine a una guerra apocalittica? Gli orrori della nostra storia non sono solo la manifestazione di menti perverse, e il nostro passato dalla parte “giusta” non è solo il trionfo di un percorso angelico e senza colpe, ma un inferno in cui il bene e il male si intrecciano inestricabilmente. Una lezione per il manicheismo imperante oggi.

Il grigio è ovunque, e, imho, non c’è nulla che favorisca il ritorno del nazismo come il dipingere la storia come un fumettone con i buoni buonissimi, capitanati da capitan pastello, contro cattivi cattivissimi da macchietta. Chi ha, realmente, paura di Lex Luthor? 

Ecco.

ancora sul ddl zan

A quanto pare all’aumentare dei dubbi su quel decreto legge sembra che prenda più forza la “pressione mediatica” per farlo approvare; e sulla stampa cominciano ad apparire notizie del tipo

Sorgente: Coppia gay aggredita a Palermo da una baby gang – Sicilia – ANSA.it

Li hanno prima insultati e derisi perchè si tenevano per mano. Poi li hanno circondati e pestati.

Una aggressione selvaggia subita da una coppia di ragazzi gay di Torino in vacanza a Palermo. Teatro della vicenda Via Maqueda, nel centro di Palermo. Ma nonostante la strada, ieri sera, fosse piena di giovani tornati a uscire grazie all’allentamento delle misure anti covid, nessuno ha difeso le due vittime che sono state aiutate solo da una coppia di amici con loro in vacanza.

(seguono reazioni del mondo politico che parlano dell’urgenza di approvare il DDL.

Non voglio smentire la gravità di quanto avvenuto ma vorrei far notare come il problema delle baby gang fosse un problema già presente e ci siano articoli, come dimostra questa ricerca, che denunciano il loro comportamento.

Qualsiasi lingua 29 giu 2020 – 29 mar 2021 Tutti i risultatiCancella

A Palermo una baby gang terrorizza il centro città: pestaggi …https://palermolive.it › Cronaca
15 dic 2020 — La baby gang è composta da ragazzini tra i 9 e i 17 anni. L’appello del questore alle vittime ed alle famiglie dei bulli.

Palermo, 13enne picchiato da una baby gang in piazza …https://palermo.gds.it › Cronaca
29 mar 2021 — Palermo, 13enne picchiato da una baby gang in piazza Castelnuovo finisce in ospedale … Un ragazzino di 13 anni è stato medicato in ospedale per alcune …

Palermo, a piazza Castelnuovo è allarme baby-gang …https://palermo.repubblica.it › cronaca › 2020/12/15 › news
15 dic 2020 — Palermo, a piazza Castelnuovo è allarme baby-gang: “Pestaggi senza perché”. di Romina Marceca. La banda è composta da ragazzini tra i 9 e i 17 anni …

Baby gang in azione a Palermo, aggressioni senza alcun …https://www.tifosipalermo.it › 2020/12/15 › baby-gang-…
15 dic 2020 — Esiste un orario preciso in cui la baby-gang entra in azione: scatta l’ora X alle ore 17:00 del venerdì e del sabato. Si aggira tra piazza Politeama, piazzetta …

Ragazzino di 13 anni picchiato da una baby gang nei pressi …https://www.blogsicilia.it › palermo › ragazzino-di-13-a…
29 mar 2021 — Picchiato da una baby gang in piazza Castelbuono a Palermo. Un ragazzino di 13 anni è stato medicato in ospedale per alcune escoriazioni dopo essere stato …

Palermo, raid vandalici in via Maqueda: denunciata baby ganghttps://www.dire.it › 602141-palermo-raid-vandalici-in-…
9 feb 2021 — “Gratuite scorrerie notturne” nel corso delle quali giovani e giovanissimi danneggiavano gli arredi urbani di una delle strade più conosciute di Palermo.

Una baby gang dietro i raid vandalici in via Maqueda …https://www.palermotoday.it › cronaca › via-maqueda-…
9 feb 2021 — Le indagini sono state condotte dagli agenti del commissariato Oreto-stazione, allertati da ripetute segnalazioni di privati cittadini. I ragazzini hanno danneggiato​ …

Ragazzino di 13anni picchiato da baby gang a Palermo – QdShttps://qds.it › ragazzino-di-13anni-picchiato-da-baby-g…
29 mar 2021 — Ragazzino di 13anni picchiato da baby gang a Palermo … e preso a botte, alle 19 di sabato scorso, in piazza Castelnuovo a Palermo, da un gruppo di ragazzi.

Palermo: ragazzino di 13 anni picchiato da una baby gang nei …https://www.ilovepalermocalcio.com › palermo-ragazzi…
29 mar 2021 — Un ragazzino di 13 anni sarebbe stato picchiato da una baby gang in piazza Castelbuono a Palermo. Il tutto è avvenuto, secondo quanto riporta “Blogisicilia.it​”, …

Con mazze e bastoni seminano il terrore in via Maqueda …https://www.direttasicilia.it › 2021/02/09 › baby-gang-p…
9 feb 2021 — Una banda di giovani teppisti è stata individuata e fermata dai poliziotti del Commissariato Oreto-Stazione di Palermo. Si tratta di una baby gang diventata il​ …

 

Il modus operandi delle aggressioni è lo stesso solo che stavolta viene tirata dentro l’omofobia e apriti cielo, tutti ad urlare che serve il DDL Zan.

Lo stesso capitato, ad esempio, con Daisy Osakue; in quella zona c’era la macchina degli idioti lanciatori di uova però i goliardi son stati cercati, seriamente, e fermati solo quando hanno preso una diversamente pigmentata, altrimenti sarebbero state solo le “solite goliardate” passate in cavalleria.

Comportamento che alla fine diventa anche controproducente; cosa penseranno gli altri molestati ed aggrediti da quei teppisti? cosa penseranno le vittime dei bulli? Penso. “si muovo adesso solo a causa del clamore mediatico, se non avessero toccato qualche omosessuale sarebbe stata la solita alzata di spalle”. 

E io mi chiedo, questo non fa apparire gli omosessuali come “specie privilegiata”, come ad esempio anche nel caso Osakue, se non toccavano un frocio, un negro, spallucce? Mi spiace dirlo ma questo è il modo migliore per smontare la legge, mostra che serve solo a dare ingiustificati privilegi. Cioè ci si muove contro la baby gang solo se toccano una specie protetta. Se non sei una specie protetta, proteggiti da solo che lo stato ha cose più importanti cui pensare.

Un altra riflessione me la ha fatta venire questo articolo: https://nellenote.wordpress.com/2021/05/31/ddl-zan-perche-non-va/ nella presentazione di supporto ci sono i numeri delle aggressioni omofobe e transofobe. E sono numeri bassissimi.

Su 1513 segnalazioni raccolte dall’osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori del ministero dell’interno nell’intervallo di tempo dal 10/09/2010 al 31/12/2018 le aggressioni omofobe e transofobe sono 197+15 = 212.  Un numero abbastanza basso, circa il 15%, rispetto a tutte le aggressioni discriminatorie che poi sono, a loro volta, un numero basso rispetto al totale delle aggressioni.

Mi sembra che anche in questo caso si stia usando la tecnica, rinfacciata spesso alla destra, di “pompare” pochi casi, ad esempio nel caso della destra i casi di aggressioni da parte di risorse, per far percepire una emergenza inesistente. 

LA SCIAGURA DI NASCERE DONNE

Una delle storture più evidenti in america che, in italia, si cerca di replicare grazie alla legge Zan.

ilblogdibarbara

al tempo del progressismo (e qualcuno etichetta l’atteggiamento di chi non è d’accordo come “ostinato conservatorismo”).

Deve gareggiare con maschi che si dicono femmine. Protesta, ma viene censurata

Caterina Giojelli29 maggio 2021Esteri

L’incredibile caso di Chelsea Mitchell. La ragazza più veloce del Connecticut denuncia l’ingiustizia con una tribuna su Usa Today, che le cambia il testo sostituendo a “maschi” la parola “transgender”

Zitta, femmina cisgender. È il senso della sforbiciata sprezzante dei redattori di Usa Today alla tribuna firmata da una atleta del Connecticut, pubblicamente redarguita per avere osato utilizzare un «linguaggio offensivo» sulle colonne del celebre quotidiano americano.E cosa ha scritto di così offensivo da richiedere un intervento a gamba tesa della redazione? Ha usato la parola “maschio”.

Usa Today censura Mitchell

Riassunto:Chelsea Mitchell era la ragazza più veloce del Connecticut, finché, come molte altre atlete,è stata costretta a gareggiare contro due…

View original post 748 altre parole

Fedez si censura per soldi: per contratto “non può criticare banche e assicurazioni” – L’Espresso

Ma guarda, sembra che la chiassata al concertone fosse solo finalizzata a promuovere il prodotto: “Fedez il rapper alternativo antisistema”. Tecnicamente parlando stava sacrificando una attività marginale per spingere il prodotto principale.

Si tratta di un suo diritto ma, da quello che pubblica l’espresso, sembra più per convenienza che per convinzione.

Sorgente: Fedez si censura per soldi: per contratto “non può criticare banche e assicurazioni” – L’Espresso

Fedez si censura per soldi: per contratto “non può criticare banche e assicurazioni”
di Vittorio Malagutti e Carlo Tecce
27 MAGGIO 2021

Si erge ogni giorno a paladino della libertà di espressione, in realtà Fedez si censura da solo. Per soldi. Come ha scoperto l’Espresso visionando documenti che pubblica in esclusiva, Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, per i suoi affari ha accettato volentieri la censura: il gruppo Be, suoi azionisti e finanziatori in Doom amministrata dalla mamma Annamaria Berrinzaghi, gli ha imposto di non “rilasciare dichiarazioni inerenti al settore bancario e assicurativo che cagionino un danno alla società”. (…)

E’ una clausola standard presente nei contratti; chi paga ovviamente non vuole essere messo in imbarazzo dal pagato. Strano che non sia uscito un video dove un federico, finto incazzato, lotta per la sua libertà di espressione.

LEGGI – L’INCHIESTA INTEGRALE CON I DOCUMENTI ESCLUSIVI

Pena l’interruzione di un’alleanza che soltanto nel 2021 dovrebbe fruttare 15 milioni di euro di ricavi. (…)  Alla festa dei lavoratori del Primo Maggio, quando ha denunciato il bavaglio della Rai, di certo non poteva criticare le politiche sindacali e fiscali di Amazon poiché ne incarna i valori essendo suo “ambasciatore” per 800.000 euro.

Come ho già detto: i soldi grossi non li prende dalla rai, ha sacrificato una marginalità per spingere il “core businnes” il prodotto principale, e per ammantarsi del manto del paladino ed evitare richieste scomode tipo: ok i lavoratori dello spettacolo, ma quelli della logistica e di amazon?

Uomini e donne

Stavo leggendo l’idea dell’università di Bari di incentivare l’iscrizione alle lauree STEM abbassando le tasse universitarie per loro e quello che ha ribattutto Pillon.

Riguardo a Pillon ho poco da aggiungere se non altro che adesso lo stanno perculando per aver sostenuto quello che molte donne sostengono ad esempio durante le battaglie per l’affidamento dei figli. Ma è noto che le battaglie per la parità si fanno solo perché conviene; non ricordo grandi proteste femminili per articoli quello che cito qui. Riporto la parte più succosa e il mio commento.

Alla vicenda, intanto, si sono interessati sia il comune di Fiumicino che la Regione Lazio, con la consigliera alle pari opportunità e con l’assessore al lavoro che hanno chiesto alla Venchi degli incontri, fa sapere l’Usb. La battaglia delle lavoratrici però non si fermerà “finché i trasferimenti non saranno revocati”. “Emotivamente è difficile – conclude Alessandra – Non pensavamo mai di trovarci in questa situazione. La pandemia? Psicologicamente anche quello non aiuta, trasferirsi con i figli e i genitori anziani sarebbe già difficile. In piena epidemia è impossibile”.

Leggendo dalle righe cosa emerge? che le donne non le puoi trasferire perché devono fare da mamme e da infermiere. Il dire che le donne devono fare da mamme ed infermiere normalmente avrebbe scatenato shitstorm epiche, se però serve per evitare un trasferimento rognoso allora non diventa più umiliante. Lavorare fuori e sbattersi per le trasferte è ok se sei un uomo, letale se sei una donna? Come al solito se conviene viva la parità altrimenti, se conviene per le donne essere madri ed infermiere allora viva l’esser madri ed infermiere.

E veniamo al punto dolente: è giusto far pagare tasse differenziate sulla base del sesso del candidato? è il modo giusto per incentivare le ragazze ad iscriversi alle lauree stem così da soddisfare le cultiste del 50%? A me sembra sinceramente una cazzata. Il problema delle lauree STEM non è economico ma concatenato ad una serie di fattori: il primo è che le lauree sono durette e richiedono impegno, difficilmente te la puoi cavare supercazzolando e basta come capita con altre lauree fuffa. E questo scoraggia molti e molte. Va solo chi è realmente appassionato di quelle materie, o meglio ci andava, poi quando è arrivato il soldo son diventate interessanti anche per altri.

Ricordo quando ero adolescente quando l’informatica era il C64 e il provare e riprovare, il nerd non era il simpatico alla sheldon o alla leonard ma era uno sfigato, praticamente invisibile per le ragazze.  Ho avuto colleghe all’università che schifavano l’informatica salvo poi convertirsi di botto quanto hanno visto che quelle graduatorie per l’insegnamento erano praticamente vuote. Poscia l’interesse potè il soldo come direbbe qualcuno.

Parliamo anche della mentalità che “la matematica non è per le donne”; ma a queste idee cretine può tranquillamente porre rimedio la scuola; difficilmente oggi ci son le famiglie arretrate, una figlia che invece di scienze della fuffa teoretica va in qualche facoltà “con ottimi sbocchi” è grasso che cola. Seconda cosa: le superiori che dovrebbero anche fare orientamento e indirizzo verso gli studenti, fanno il loro lavoro? Ricordo che la maggior parte del corpo docente italiano è di sesso femminile, e una scuola a maggioranza femminile che si rivela essere maschilista nell’orientamento è solo o una barzelletta o una plateale prova di incompetenza totale delle donne.

Quindi non penso sia la leva economica quello che blocca le donne dall’iscriversi nelle lauree STEM, e allora perché favorirle economicamente? Quello che temo è che poi ci sarà un altro motivo per considerarle non pari ma ingiustificatamente privilegiate con tutto quello che consegue. Infatti la prima conseguenza delle quote è sempre: ma hai avuto successo perché sei brava o solo perché serviva una con le tette (vere o siliconate) per soddisfare il dio cinquantapercento?

PS Ma se venisse approvato il DdL Zan e io dichiarassi di sentirmi di genere femminile potrei poi avere uno sconticino sulle tasse? son disposto anche ad andare qualche volta in gonna in facoltà…