Mimmo Lucano: se si violano le leggi per aiutare un migrante, lo si può fare anche per respingerlo – Il Fatto Quotidiano

Un ottimo articolo del fatto quotidiano; la riflessione che pone è giusta e dovrebbe far riflettere molto (grassetti miei)

(…) Per il mio amico le manette di Riace stringono un fine chiaramente politico di una magistratura nettamente schierata. Un concetto che, tornando un po’ indietro e con le logiche differenze, somiglia allo stesso che Berlusconi per anni ha sostenuto e l’amico deriso. Adesso il suo punto di vista si capovolge: la “fiducia nella giustizia” diventa “giustizia a orologeria”, le toghe rosse si tingono di nero. Ma come. Magari ha ragione, però a me sembra un ragionamento fatto per “tifo”. L’Italia dai tanti problemi ha pochi minimi comuni denominatori e tra questi c’è la tendenza arzigogolata a curvare la realtà sempre dalla propria soggettiva ragione. Accade nel calcio come nella politica, coi pareri anche importanti che paiono opinioni del lunedì.

Alla manifestazione per Lucano di metà ottobre, per esempio, l’ex sindaco di Messina Renato Accorinti ha parlato di “una strategia di Salvini molto chiara” sebbene le indagini su Riace siano partite quando ancora la Lega era vassallo preelettorale del centrodestra; Alessia Stelitano, di Potere al popolo, ha detto chiaro e tondo che dietro l’arresto ci sarebbe l’interesse a “rimettere nelle mani delle mafie la gestione di milioni di euro”, come a sottintendere una magistratura subordinata alla criminalità per il tramite della politica. Questo Paese vive un continuo riciclo delle opinioni: per partito preso, si accetta ciò che prima si contrastava e si contrasta ciò che prima si accettava. C’è un terribile vuoto di coerenza, un bisogno gigante di oggettività. (…)

Io spero – e lo dico con profonda sincerità – che Mimmo Lucano sia scagionato da ogni accusa; (…) Lo spero per lui, persona che apprezzo a ogni intervista; lo spero perché Riace è modello di integrazione solo se è modello di legalità. (…)

Ingiuste, contorte o “balorde” (…) le leggi sono leggi. Possono essere democraticamente cambiate, ma mai aggirate. Nessuno ha il diritto di violarle in nome di un principio, pur quanto giusto e condivisibile, altrimenti lo stesso diritto a trasgredirle spetterebbe anche a chi crede con convinzione nei principi opposti. Se tu violi le regole per aiutare un migrante, io posso violarle per respingerlo: la fine.

No amico mio, il problema della Calabria non è Mimmo Lucano; ma il fatto che ci siano problemi maggiori non vuol dire che si debba chiudere un occhio per tutto il resto. Allora fiducia, anche stavolta, nella magistratura. O no?

Cosa aggiungere? direi che la vicenda Lucano ha mostrato che in molti casi la legalità era solo “facciata”; siccome i giudici andavano nella nostra stessa direzione allora “viva la magistratura, unica, santa, al di sopra di ogni critica e di ogni sospetto”, chiudendo occhi ed orecchie quando andava molto oltre le righe. Quando vanno in direzione opposta allora la magistratura torna ad essere il braccio armato del potere, nemici da abbattere.

Peccato che queste giravolte abbiano, come prima conseguenza, lo spingere la credibilità sotto i tacchi. Io concordo con l’autore dell’articolo che se il metodo “lucano” fosse stato adottato da qualche sindaco del profondo nord “per tenere i soldi nel comune” ed evitare che andassero a cooperative extracomunali, gli stessi che oggi beatificano il sindaco di riace sarebbero i primi a chiedere la testa dell’altro sindaco. Stesso cambio di casacca per chi invece oggi accusa.

L’articolo, nell’ultima domanda, mostra anche un altro modo di pensare molto italiano: siccome c’è gente che fa peggio allora io, confronto a loro, sono “quasi innocente”. Purtroppo no, le colpe altrui non assolvono mai dalle proprie così come le proprie non possono giustificare quelle degli altri. Altrimenti si arriva al solito Hitler (o Stalin a seconda delle simpatie politiche) salva tutti.

 

 

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Strade – La particella elementare della sinistra

Ottimo articolo divulgativo di fisica teorica politica che spiega bene il nuovo modello teorico delle interazioni della sinistra. Roba da far sembrare le teorie sulle stringhe di Kaluza Klein in spazi a 26 dimensioni complicate tanto quanto la tabellina del 7. (hat tip Barbara)

Sorgente: Strade – La particella elementare della sinistra

Potere al Popolo si scinde, dicono che non trovano l’accordo per lo statuto, lo statuto si chiamava “statuto per tutte e per tutti”, ti so dire se no, insomma non si sono messi d’accordo e si scindono. E tu leggi la notizia, e pensi. Pensi a Guzzanti che fa Bertinotti. Pensi al Fronte popolare di Giudea. Poi pensi alla fisica subnucleare, perché questi continuano a scindersi, a scindersi sempre di più, ogni volta pensi che sia l’ultima e invece no, c’è sempre un livello successivo. Arriveranno a trovare la particella elementare della sinistra, pensi. Sono cose per cui devi avvertire l’INFN, non la commissione elettorale. (…)

Dunque, si pensi a una nuova particella elementare. Nuova ma anche antica, perché la storia del popolo eccetera.

Il nome. Per il nome bisognerà mettere ai voti. Le compagne e i compagni della sezione Gran Sasso propongono Sinistrone, in omaggio alla tradizione della sinistra italiana. Abbiamo la mozione internazionalista della sezione di Frascati per Leftone. La sezione di Legnaro propone Gauchino, per il Maggio francese. (…)

Secondo le nostre previsioni teoriche la particella sarà qualcosa di simile a un fermione, in quanto evidentemente soggetta al principio di esclusione di Pauli, non essendo fisicamente possibile per due particelle di sinistra elementare coesistere nel medesimo stato quantico, ma anche in due vicini si guarderanno storto. (…)

Nazifemminismo

Ottimo articolo di the vision che spiega benissimo il nazifeminismo ed il suo modo di pensare: le donne sono sempre vittime e quindi hanno “ipso facto” sempre ragione…

Sorgente: Le false accuse di stupro sono il 2%. Per questo bisogna credere alle donne.

LE FALSE ACCUSE DI STUPRO SONO IL 2%. PER QUESTO BISOGNA CREDERE ALLE DONNE.
DI JENNIFER GUERRA 18 OTTOBRE 2018

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Quando esco la sera, tengo le chiavi strette in mano a mo’ di tirapugni. Se sul marciapiede vedo un uomo con un’aria poco rassicurante, attraverso la strada. Mi guardo in continuazione alle spalle. (…) che altro il fatto che siamo nel 2018 e una donna non può ancora sentirsi libera di tornare a casa di notte da sola per paura di essere aggredita. Ma forse mi sbaglio io.

Da uomo anche io avrei paura di attraversare certi quartieri di notte; siamo nel 2018 e non viviamo nel villaggio dei puffi, ma guarda un po’. Colpa del patriarcato ovviamente.

Invece, a quanto pare, sono i maschi quelli che non si sentono al sicuro, specialmente dopo che l’ennesima accusa di violenza sessuale – quella di Christine Blasey Ford al candidato repubblicano per la Corte Suprema Brett Kavanaugh – non ha avuto alcuna conseguenza. Eppure, la testimonianza tardiva, seppur credibile, di Blasey Ford, che è una docente di psicologia all’Università di Palo Alto, ha generato negli Stati Uniti la psicosi delle false accuse di stupro: a quanto pare gli uomini ora sono terrorizzati all’idea che, fra venti o trent’anni, qualche donna li possa accusare di stupro, con l’obiettivo di volerli rovinare economicamente o di distruggere la loro reputazione per vendicarsi di qualche torto subito in passato. (…)

Paragrafo che si capisce benissimo con il titolo dell’articolo: la donna se accusa di stupro ha sempre ragione e quindi chi teme di essere accusato di stupro lo è perché ha una colossale coda di paglia. Per fortuna la civiltà è andata avanti e, per condannare una persona, occorrono prove, un racconto verosimile ma non supportato da prove non basta. Blasey Ford che prove “prove” ha tirato fuori? Nessuna e senza prove non si dovrebbe condannare1.

Poi sull’essere terrorizzati dalle accuse “non provate” basta vedere la vicenda Brizzi in italia; trascinato nel fango e poi, ma molto dopo la condanna a morte tramite social, il tribunale l’ha assolto perché “il fatto non sussiste”. Oppure per tornare in america si può parlare della vicenda di Judith Grossman convinta che la donna che accusa avesse sempre ragione. Quando l’accusato è stato il figlio si è ricreduta. Parliamo anche della paladina italiana del #metoo? Quando ha assaggiato una cucchiaiata della sua stessa minestra, cioè accuse non dimostrate, si è resa conto che non era poi così tanto saporita…

A un anno dal #MeToo, ci siamo già dovute abituare a rispondere garbatamente che no, non c’è nessuna caccia alle streghe e nessuna deriva forcaiola. Se vi affacciate dalla finestra, noterete che non ci sono ancora teste di uomini impalati per strada solo per aver palpeggiato una donna in metropolitana. Ma soprattutto, consultando la lista di Vox delle oltre 250 persone, uomini e donne, accusati di comportamenti sessuali inappropriati, che vanno dai commenti volgari alla violenza vera e propria, ho rilevato che solo 37 hanno subito o stanno subendo un processo.

Faccio notare l’ampiezza delle accuse “dai commenti volgari alla violenza vera e propria”. Capisco che un commento volgare possa essere fastidioso ma da qui a renderlo equiparabile ad uno stupro c’è ne passa. Qui si sta facendo lo stesso giochetto del “femminicidio”; per aumentare i casi di femminicidio compendi non solo gli omicidi “passionali” ma anche quelli “non passionali”, come la tizia uccisa dal genero e dalla figlia per motivi di eredità, e le violenze “generiche”.

Tutto fa brodo per gridare all’emergenza. Da notare anche un’altra cosa: accusato non significa colpevole e, nel caso USA, accuse “deboli”, difficili da provare, difficilmente portano all’avvio di un processo. Vedi il caso di DSK, quando la credibilità dell’accusatrice è finita nel cesso, il processo è morto all’istante, ciò nonostante venne bruciato per il fondo monetario internazionale.

Per ora, le persone giudicate colpevoli sono solo due: un membro del congresso texano, Blake Farenthold, che ha usato anche soldi pubblici per pagare un patteggiamento, e Larry Nassar, un medico sportivo che ha abusato di più di 160 atlete, di cui molte minorenni, e che è stato condannato, secondo il sistema penale americano, a un minimo di 40 e un massimo di 175 anni di prigione. Nessuno è stato dichiarato innocente. (…)

Nessuno dei due è stato dichiarato innocente. Con il numero la frase sembra cambiare un poco di senso. Comunque che senso ha una statistica fatta su due casi? Sarei curioso quel 2% del titolo allora da dove salta fuori. Credo che la fonte sia questa.

La vicenda più simile a una falsa accusa è quella capitata ad alcuni sindacalisti i cui nomi erano stati inseriti in articoli apparsi su Buzzfeed e altre testate: Mark Raleigh e Caleb Jennings sono stati licenziati pur essendo risultati entrambi innocenti dopo un’indagine interna al sindacato. In ogni caso, parlare di deriva forcaiola o di caccia alle streghe come causa diretta del #MeToo è estremamente sbagliato: nessuna accusa di quelle che hanno seguito il caso Weinstein, finora, è risultata falsa per la giustizia americana.

Ma neanche vera visto che il processo è ancora in corso. E stanno iniziando a saltar fuori comportamenti “ambigui” dalle accusatrici. Il tizio ci tenta in ufficio e poi ti invita in albergo e tu, invece di sfancularlo, ci vai; o sei una ingenua da far interdire oppure sapevi bene cosa intendeva. Parliamo dell’italiana, lui ti stupra, tu ci stai per 5 anni e quando scoppia il casino ti accorgi di essere stata violentata. Serve un colosseo seminuovo?

Certamente, si potrebbe obiettare che se solo 37 persone su 252 stanno subendo un processo, significa che le restanti 215 accuse siano false. Ma i motivi per cui non si procede possono essere svariati: le testimonianze possono essere ritenute inconsistenti, il reato può essere caduto in prescrizione, le presunte vittime possono decidere di non essere pronte a sostenere un processo, oppure le persone coinvolte possono optare per il patteggiamento o per un accordo privato. Il fatto che la giustizia decida di non procedere non significa assolutamente che le accuse siano false, né che siano vere. E infatti in questi casi, come è giusto che sia in uno Stato di diritto, agli accusati non è successo niente.

Faccio notare il gioco dialettico: non significa che le accuse siano false, però il titolo dice che solo il 2% è falso quindi è probabile che siano colpevoli. Non funziona così nel sistema moderno si è colpevoli se viene dimostrata, in tribunale, la colpevolezza, altrimenti non si è colpevoli. Per 215 persone ci sono accuse “non provate” ergo ci son 215 persone accusate che sicuramente non saranno riconosciute colpevoli più quelli, dei 37 a processo, che non verranno riconosciute colpevoli.  Se quei 37 venissero condannati i colpevoli sarebbero al più il 15% non il 98%. Il resto son solo volteggi artistici di frittata.

Non c’è niente di cui avere paura, se non degli abusi sessuali. E soprattutto, non c’è nessun complotto femminista a danno dei maschi. Anzi, quello che sfugge a chi parla di deriva forcaiola è il fatto che per molte donne un’accusa di stupro non garantisce solo ricchi premi e cotillon in termini di fama e di denaro.

Beh certo è stata chiamata giudice a X-factor dopo esser finita nel dimenticatoio solo per le competenze musicali, chiamata dalla presidenta della camera come alfiera solo per le capacità politiche. Parliamo anche delle tante tornate a frequentare la d’urso? solo rimpatriate fra vecchie amiche…

Ad esempio, Rose McGowan è stata pedinata da ex-agenti del Mossad che sarebbero stati assoldati da Harvey Weinstein dopo che lei l’aveva accusato di stupro; le donne delle accuse di molestia a Trump sono state derise in diretta nazionale dal Presidente degli Stati Uniti durante la campagna elettorale; Christine Blasey Ford, la donna che ha testimoniato contro Brett Kavanaugh, ha ricevuto “incessanti minacce di morte” e non può tornare a casa in California dopo aver deciso di parlare pubblicamente dell’accaduto; Laurie Penny, autrice e giornalista femminista, ha ricevuto minacce di stupro e un tweet in cui ignoti annunciavano che le avrebbero fatto esplodere la casa dopo aver denunciato le molestie online di cui era vittima.

Posso invece Jimmy Bennett , che ha accusato LEI (il bersaglio n° 1 del mossad), è stato portato sugli scudi e festeggiato in ogni dove, vero? Weinstein stesso è stato aggredito da un giustiziere da strapazzo…

Appellandosi al “garantismo” e alla “presunzione di innocenza”, spesso si parla a sproposito di “condanne senza processo”. Mi sembra evidente che, nonostante le femministe cattive, lo Stato di diritto sia ancora in vigore e che nessuno sia stato condannato senza passare dal tribunale dopo un’accusa di molestia. Se prendiamo, ad esempio, il caso di Fausto Brizzi, dopo l’accusa “mediatica” su Le Iene da parte di diverse aspiranti attrici e le denunce penali presentate da tre di esse, la procura ha chiesto l’archiviazione del caso perché il fatto non sussiste. Questo non prova che Brizzi sia innocente, né colpevole, ma è stato scagionato e intanto le riprese del suo nuovo film sono cominciate senza alcun problema.

E qui parte di default la bestemmia. “il fatto non sussiste” significa che quanto detto non è avvenuto, quindi di cosa potrebbe essere colpevole? Poi, adesso che è uscito il verdetto del tribunale è stato riabilitato ma prima non si son avute remore a lanciarlo nel fango. Senza prove non si può condannare.

Si potrebbe discutere di quanto sia opportuno denunciare un abuso in Tv o sui giornali prima ancora che alla polizia, ma non è giusto nemmeno dire che questi casi debbano essere taciuti dai media per tutelare la privacy o la reputazione degli accusati. Il diritto di cronaca esiste e va tutelato, e l’unico processo che viene fatto senza tribunale, per ora, è quello alla vittima: troppo promiscua, troppo poco vestita, troppo ubriaca, interessata alla carriera.

E di grazia chi pronuncia la sentenza? Brizzi è stato trattato allo stesso modo, Bennet lo stesso. Ho letto tantissimi messaggi di gente che difendeva Asia sostenendo che lui ci stesse, che se fosse capitato loro sarebbero stati felicissimi, che Bennet lo faceva per visibilità etc. etc. Ho visto la stessa merda che gira per le accusate di stupro, e l’ho vista rilanciare sia da pisellomuniti che da vaginamunite.

E pensare che non essere accusati di molestia, basterebbe trattare le donne con rispetto. Ma forse mi sbaglio io. Intanto, stasera, torno a casa con le chiavi in pugno.

Quindi Brizzi non è stato rispettoso? il bersaglio n° 1 del mossad è sempre stata rispettosa con Bennet2?

Articoli come questo mostrano impietosamente sia come tante siano convinte di avere sempre la verità in tasca e di come vogliano usare tale verità per “mangiarci sopra”. Imho articoli simili, excusatio non petita, sono il canto del cigno del #metoo.


  1. I teoremi, il “non poteva non sapere”, il siccome lo fanno tutti allora l’ha fatto anche lui son bestialità da epoca oscura. 
  2. Vabbè essendo un pisellomunito è stronzo di default e quindi può accusare falsamente. 

piccole differenze

Stavo leggendo questo articolo riguardo alla trasmissione sul rastrellamento del ghetto di Roma tenuta da Alberto Angela, articolo segnalatomi su FB da un mio contatto quando ho notato una cosa; il titolo che compare nell’articolo:

Alberto Angela convince con la sua puntata più politica. Sui social: “Stasera Ulisse è da guardare in silenzio”

è diverso dal titolo presentato su FB:

Anche l’Alberto Angela più ‘politico’ conquista i social: “Vi spiega cosa succede se continuate a odiare gli immigrati

screenshoot articolo su trasmissione di Alberto Angela

Devo dire che il titolo presentato su FB, e che compare se si preme il tasto condividi nel sito di Repubblica, mi aveva stupito: ad una prima distratta lettura la dichiarazione fra virgolette mi sembrava una dichiarazione di Alberto Angela e non avrei mai pensato che anche lui fosse un soldatino delle truppe che cercano di divulgare in ogni dove l’equazione lega=fascismo.

Il titolo della pagina web, forse cambiato successivamente, invece è molto più equilibrato ed onesto. Si capisce chiaramente che il virgolettato riguarda le reazioni dei social e non è una dichiarazione di Alberto Angela.

La dichiarazione di Alberto Angela, contenuta nell’articolo è molto equilibrata e neutrale, come d’altronde è giusto che sia, rispetto alla politica italiana:

“Dobbiamo parlare di queste cose – ha detto Angela – perché non vengano dimenticate. Dalla ex Yugoslavia al Ruanda i genocidi hanno continuato a esistere. Chi si occupa di Storia sa che con il passare delle generazioni i fatti si stemperano ma non deve succedere. Quel che è accaduto ai tempi dei nostri nonni, non lontanissimi, può accadere di nuovo. Ricordare è un vaccino, significa creare anticorpi affinché non accada mai più. Ed è importante che sia il servizio pubblico a fare questo passo”.

Non sta attualizzando e non ha parlato della situazione attuale come invece poteva apparire, ad una lettura distratta, il titolo dello snippet su facebook.

Ennesima prova che alcuni titoli possono essere fuorvianti e far fraintendere il contenuto dell’articolo. E il brutto è che molti invece criticano solo basandosi sul titolo; su twitter molti di una parte politica davano contro ad Angela pensando fosse un ennesimo giornalista “venduto” ed altri gioivano perché era stato arruolato, a sua insaputa, sotto le bandiere dei giusti. Quanto successo è un esempio plateale delle reazioni che può causare un’informazione poco curata.

 

Zappe sui piedi contro la discriminazione

Per la serie: “zappe sui piedi contro la discriminazione” segnalo questo articolo del fatto quotidiano; articolo che ho trovato alquanto penoso:

Sorgente: Pisa, il rettore della Normale denuncia: “Impossibile promuovere donne. Contro di loro calunnie e insulti diffusi ad arte” – Il Fatto Quotidiano

Pisa, il rettore della Normale denuncia: “Impossibile promuovere donne. Contro di loro calunnie e insulti diffusi ad arte”

“Preparazione, merito e competenze”, spiega Vincenzo Barone, “dovrebbero essere i soli criteri per valutare un accademico” e invece arrivano messaggi “offensivi, con espliciti riferimenti sessuali, volgari e diffamatori”

“Ogni volta che si tratta di valutare o proporre il nome di una donna per un posto da docente, si scatena il finimondo“. La denuncia arriva dal rettore dell’Università Normale di Pisa Vincenzo Barone che, in un’intervista a Il Giorno, racconta come sia difficile promuovere le donne nello storico ateneo. “Preparazione, merito e competenze“, spiega Barone, “dovrebbero essere i soli criteri per valutare un accademico” e invece arrivano “calunnie belle e buone, con l’aggiunta, come accaduto in anni recenti, di lettere anonime e notizie false diffuse ad arte“.

E una commissione si fa influenzare da queste cose? Cioè stiamo ammettendo che una commissione universitaria, che dovrebbe tener conto solo del merito, se riceve una lettera anonima che magnifica le capacità “di letto” della candidata X la esclude? Stiamo parlando di docenti di zappatura e concimazione?

Messaggi “offensivi, con espliciti riferimenti sessuali, volgari e diffamatori. Anche se missive anonime sono state utilizzate per colpire pure candidati uomini”, aggiunge il Rettore. “Non mi stupirei – continua Barone – visto il clima, di vedere prima o poi anche attacchi magari sulle tendenze omosessuali di qualcuno”. “Noi dobbiamo uscire, aprirci, essere innovativi e vincere, come stiamo facendo, la scommessa del futuro – sottolinea – Qui contano merito, studio, competenza. Il resto sono pettegolezzi“.

E quindi? le donne non vengono chiamate solo per quello? Cioè per le donne contano le missive anonime mentre per gli uomini son solo rumore di fondo. Si sta forse affermando che le donne son di cristallo mentre gli uomini hanno “le palle” per vivere in ambienti estremamente competitivi (e dove si gioca sporco)?

“Sono stato anche tacciato di voler assumere delle incompetenti – dice ancora Barone – Ma il problema dobbiamo porcelo: non è possibile che non ci sia nessuna docente donna brava, preparata e meritevole di un posto alla Normale”. Ma nonostante tutti gli impedimenti, il Rettore è riuscito comunque ad assumere una donna: “Evviva – dice – È appena arrivata a Pisa la professoressa Annalisa Pastore. Un record assoluto in 208 anni di vita della Scuola: è il primo ordinario della classe di Scienze”.

Non è la prima volta che il rettore Barone pone l’attenzione sulla disparità di trattamento tra uomini e donne alla Normale: già nel 2016 infatti, aveva denunciato come “nella sede di Pisa abbiamo 35 professori e solo tre sono donne: è una situazione imbarazzante, completamente sbilanciata in favore degli uomini, non si può andare avanti così”.

Aspetta: “è appena arrivata per la prima volta… nella sede di Pisa abbiamo solo tre donne”? il magnifico ha problemi con i numeri?

Per ovviare al problema, aveva lanciato così una proposta che fece molto discutere: “Quando facciamo un concorso, a parità di risultati tra concorrenti, scegliamo la concorrente donna. Questo non snatura il nostro metodo di selezione, che è interamente basato sul merito“.

Se si Dovrebbe valutare solo il merito la soluzione più equa, per l’arrivo a pari punti dovrebbe essere il sorteggio; quello che si ha in mezzo alle gambe non è un merito. Alla fine a furia di voler essere più realisti del re e più politically correct di un SJW si finisce ad autosputtanarsi ed a far passare messaggi opposti a quelli che si vorrebbe far passare.

Alla fine aveva ragione l’amico scemo del dima: se proprio devi assumere una donna, perché, per accontentare i SJW che rompono con la discriminazione, serve qualcuna che abbia le tette tanto vale allora chiamare quella che le ha più grandi, belle e sode…

 

Lodi: per aiutare i pampini o per andar contro salvini?

Qui si stava parlando di Lodi; concordo a pieno con Mattia

In realtà il motivo perché questi SJW si sono scatenati è che il caso Lodi offre loro l’opportunità di attaccare salvini e la sua brigata, mentre lo stesso provvedimenti verso gli italiani all’estero no.
Il caso di Lodi consente loro di scandalizzarsi, di urlare “fasssisti”, di stapparsi i peli dello scroto in segno di protesta, di scrivere sul tuitter “vergona! dove andremo a finire! Le leggi razziali!“…
Parliamo di gente che à bisogno di un nemico contro cui combattere perché altrimenti nella vita non avrebbero nient’altro da fare. Avere un nemico contro cui gridare dà un senso alla loro vita. Quindi scelgono una parte e iniziano a gridare come ossessi a chi sta dalla parte opposta perché questo li fa sentire eroi.

Per curiosità ho cercato un pochettino sul sito del comune di lodi; il mio solito vizio di cercare le fonti e guarda cosa ho trovato: la domanda per gli asili nido che richiama le stesse norme per l’accesso alla mensa: http://www.comune.lodi.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/4%252Ff%252Fa%252FD.cc45d35f5a89721ab3a6/P/BLOB%3AID%3D8469/E/pdf

del certificato si parla nell’ultima pagina

Documenti da allegare:
1. Attestazione ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente);

2. i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea devono produrre – anche in caso di
assenza di redditi o beni immobili o mobili registrati – la certificazione rilasciata dalla
competente autorità dello Stato esterno – corredata di traduzione in italiano legalizzata
dall’Autorità consolare italiana che ne attesti la conformità – resa in conformità a quanto
disposto dall’art. 3 del DPR n. 445/2000 e dall’art. 2 del DPR n. 394/1999 e successive
modifiche in integrazioni nel tempo vigenti.

Quanto stabilito non trova applicazione nei confronti:
– di cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea aventi lo status di rifugiato
politico;
– qualora convenzioni internazionali dispongano diversamente;
– di cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea nei cui Paesi di appartenenza è
oggettivamente impossibile acquisire le certificazioni indicate (come risultante
dall’elenco che sarà predisposto dal Comune entro il 31.12.2017)
come disposto da Delibera di C.C. n. 28 del 04.10.2017 “modifica artt. 8 e 17 del vigente
regolamento per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate”.
3. Per i genitori non lavoratori: fotocopia del tesserino di disoccupazione e/o certificato di
frequenza corso di studi.
4. Documentazione inerente le spese (inserimenti in RSA, minori, disabili…ecc)
5. Modello CUD.

Il regolamento già prevede l’esonero per i rifugiati e per i residenti in paesi cui è impossibile acquisire tale certificazione. E già questo dovrebbe far capire quanto “nazista” sia in realtà il regolamento del comune di lodi. Delle due una: o tutti i paesi extraUE sono paesi disastrati “tipo somalia” e solo l’UE è l’unico faro di civiltà dotato di catasto e registri dei beni registrati oppure qualcuno sta usando il pretesto del razzismo per avere un trattamento di favore: “se non chiudi un occhio è perché sei razzista”.  Giochetto che se scoperto poi finisce a generare molto più razzismo di quello che intendeva prevenire.

Altra dichiarazione a margine: la certificazione oltre che per la mensa è richiesta anche per l’asilo nido; eppure non ho visto proteste per i pampini esclusi dal nido; come mai? Non è discriminatorio scandalizzarsi perché i pampini extracomunitari non possono mangiare insieme ai pampini ariani mentre se i pampini extracomunitari non possono andare al nido come i pampini ariani è tutto ok?

Delle due una: o quel regolamento è illegale, e quindi il TAR legna, oppure è legale e gli attacchi sono pretestruosi solo per urlare alla nazistificazione dell’italia.  In questo secondo caso poi non mi stupirei se alla fine del giro i migranti finiscano a fare la figura dei “furboni” e, ovviamente, il consenso verso Salvini aumenti.

Un ultima cosa sull’autocertificazione: in italia, ai sensi del DPR n. 445/2000, puoi autocertificare “fatti” che l’ente pubblico può verificare chiedendo ad un altro ente pubblico italiano (ovvero ad enti esteri per i quali esistono convenzioni), altrimenti non puoi autocertificare. La ratio della legge è quella. Anche la traduzione “ufficiale” dei documenti esteri è richiesta dalle norme amministrative italiane.

PS

Sarei curioso di sapere come si dovrebbe comportare il comune se qualche “padano” D.O.C.G. dimentica di versare il contributo; continui lo stesso ad erogare il servizio per non discriminare il pampino o, come capitato da altre parti, come Adro per esempio,  interrompere?

Titty Astarita è fuori dall’Afronapoli perché si è candidata con Salvini

L’AFRONAPOLI RINUNCIA AL SUO CAPITANO: «SI È CANDIDATA CON SALVINI»Tra qualche giorno, il 21 ottobre per la precisione, a Marano si vota per il rinnovo del consiglio comunale. In una lista che supporta il candidato sindaco della Lega, Rosario Pezzella, c’è anche Titty Astarita, capitano della squadra femminile dell’AfroNapoli. La ragazza viene messa fuori squadra dal suo presidente perché la società si ispira a principi antirazzisti e ritiene incompatibile la candidatura del suo capitano con una lista vicina a Matteo Salvini. (…)

Sorgente: Titty Astarita è fuori dall’Afronapoli perché si è candidata con Salvini

Che dire? mi sembra che la storia della guerra totale contro Salvini stia prendendo un po’ troppo la mano. Immaginiamo poco poco cosa sarebbe successo a parti invertite. Sarebbe venuto giù il mondo.

Qui si sta parlando di diritti politici fondamentali; strano che chi cita la costituzione ogni tre per due sia rimasto zitto davanti ad un comportamento abbastanza grave.

Sfasciare tutte le regole per far un dispetto a Salvini significa solo spararsi nei testicoli; come puoi dire di essere per il pluralismo se l’unico pluralismo che ammetti è il pluralismo nel darti ragione?

Occhio che se si sposa la storia della guerra totale contro “il nemico” anche il nemico ti farà la guerra totale.

Chi giustifica questo comportamento parla di comportamento “contrario” ai valori della squadra. Ma è una squadra di calcio od un partito politico? E per giustificare l’esclusione si son messe in bocca a Salvini un sacco di cose che non ha detto; alla fine a furia di voler essere i democratici più democratici finiscono a fare i fascisti, visto che certi ragionamenti son più da stato totalitario che da democratici.

Riace, il documento del Viminale — BUTAC – Bufale un tanto al chilo

Un buon articolo di BUTAC che fa chiarezza sulla vicenda; da notare:

A – La vicenda non è un gombloddone di Salvini; lo si può accusare di cinismo e di opportunismo, volendo anche di sciacallaggio ma le azioni poste in essere dalla magistratura e dal ministero non son sua opera diretta.

B – Nel caso Riace ci son sia peccattucci di poco conto, l’aggiornamento delle banche dati, sia azioni decisamente gravi come si può vedere nel documento del ministero pubblicato da ADN Kronos alla pagina 21. Non si tratta solo, come alcuni sostengono, di qualche timbro omesso o di un ritardo di alcuni giorni nel caricamento dei dati nelle banche dati strumentalmente utilizzato per revocare i contributi.

C – L’atto è stato predisposto, e firmato, dalla struttura amministrativa del ministero, non dal ministro, e riguarda comportamenti già segnalati come anomali nelle ispezioni del 2016 e del 2017.

Sorgente: Riace, il documento del Viminale — BUTAC – Bufale un tanto al chilo

(…)

Le irregolarità

Sono evidenziati tutti i punti in cui, a seguito di due viste di controllo, le attività sono risultate non conformi alle normative vigenti. I punti che sono stati trovati irregolari sono molti, ognuno con tutte le sue spiegazioni. Sono tante le irregolarità rilevate nelle due visite effettuate durante l’ultimo anno. Non parliamo di quelle a cui si è fatto riferimento sui giornali quando è stato posto ai domiciliari il sindaco di Riace, quelle per cui qualcun’altro si è permesso di modificare i testi delle intercettazioni, creando un falso che è stato molto virale. No, sono altre irregolarità quelle a cui si fa riferimento. L’elenco è lungo. Ve le cito in ordine di apparizione:

  • Sovrapposizioni di strutture e di operatori tra SPRAR e CAS
  • Corrispondenze tra banca dati e case date in utilizzo
  • Prolungata permanenza nel programma di accoglienza di situazioni vulnerabili
  • Mancata o tardiva registrazione dei contratti
  • Rispetto degli standard abitativi, condizione e igiene nelle abitazioni
  • Appartamenti non conformi agli standrad SPRAR ubicati in località Riace
  • Modalità distinte di erogazione del “pocket money” dei “bonus”
  • Utilizzo dei bonus
  • Affidamento dei servizi agli enti gestori
  • Proroghe delle convenzioni con gli enti gestori e bando
  • Coinvolgimento dell’associazione Welcome
  • Redazione dei progetti individualizzati per i beneficiari
  • Orientamento legale
  • Corsi di italiano
  • Formazione e qualificazione professionale e attività di accompagnamento
  • Mediazione linguistica culturale
  • Adeguata professionalità degli operatori SPRAR
  • Revisore contabile

Ne consegue che la permanenza nello SPRAR, se eccessivamente protratta nel tempo e senza una chiara programmazione sull’uscita dall’assistenza denota l’incapacità del progetto a raggiungere gli scopi suoi propri trasformandosi in mero assistenzialismo. (dal documento in oggetto NdR)

In certi casi si tratta di omissioni burocratiche, in altre di casi (a quanto pare documentati da più visite) di irregolarità decisamente più gravi. Il documento è già una risposta alle osservazioni che sono state fatte dal Comune di Riace in difesa dalle accuse. Quindi si tratta già di un documento definitivo. (…)

Prefetto, non Ministro

I punti sopra riportati ovviamente non posso verificarli con voi, ma questo è un documento ufficiale del Governo, firmato non da un Ministro, ma dal Direttore Centrale dei Servizi civili per l’Immigrazione e l’Asilo. Il prefetto Daniela Parisi. Daniela Parisi è laureata in giurisprudenza ed è presente nell’elenco dei docenti della Scuola Nazionale di Amministrazione come esperta in materia di immigrazione. Lavora al Ministero dell’Interno dagli anni Novanta. Si occupa di immigrazione da circa vent’anni, è un prefetto, non un politico salito col nuovo governo. Non mi sento di contestare le sue valutazioni. Sono sufficienti a far saltare il Modello Riace? Non lo so, ma credo sia importante ricordare che le indagini e i controlli che hanno portato a questo evolversi della situazione sono partiti ben prima dell’insediamento dell’attuale governo. Non è un qualcosa di ideato da quest’amministrazione politica. Ma sicuramente sanno perfettamente come cavalcare la situazione. (…)

Nazistificazione…

Stavo leggendo le ultime notizie ed è tutto un fiorire di richiami al nazismo ed al fascismo. Per riace si parla di rastrellamenti e deportazioni, per lodi si parla di apartheid e di leggi razziali. Idiozia perfettamente bipartisan; basti pensare ai bambini antivax con la stella gialla.

Credo che questo modo di agire sia estremamente funzionale al ritorno di un vero fascismo; può piacere o no ma “criticità” su Riace son state riscontrate dal 2016, non “ha stato salvini” a far iniziare il tutto. Che che ne dicano tante anime belle, se la magistratura ha autorizzato le misure cautelari significa che qualcosa di fondato ci dovrebbe essere.

Urlare alla deportazione, al nazismo significa: da una parte travvisare completamente la storia; i rastrellamenti “nazisti” erano cose più drammatiche e gravi di quanto sta avvenendo a Riace con lo spostamento dei migranti. E dall’altra far pensare alla gente che Mussolini fosse un dittatore blando, che il fascismo non fosse quella cosa così grave che raccontano.

Perché si sta arrivando a questo? Temo che sia a causa di una opposizione “di sinistra” incapace di tirar fuori un idea che una visto come è bloccata dalle contraddizioni interne e quindi l’unica cosa capace di dire è “dagli al fascista”. Questo è un ottimo sistema per cementare Salvini e la sua maggioranza; son dei pasticcioni demagoghi e incompetenti, vero, ma qual’è l’alternativa?

Perché se cominci a dire che è fascista pretendere che anche i migranti presentino l’isee e la documentazione che serve per ottenerlo, è fascista pretendere che si rispettino le regole per l’accoglienza perché chi le ha violate “ha agito a fin di bene”; stai convincendo tante persone che non erano razziste a credere di esserlo ed in certi casi diventarlo veramente.

Spiace dirlo ma Salvini non ha vinto solo grazie alla sua capacità politica quanto per merito degli avversari che le stanno cercando tutte per farsi definitivamente fuori da soli.

PS
Passata la buridana sarei curioso di sapere cosa ne pensa il TAR della richiesta del comune di Lodi e cosa ne pensa la magistratura di Mimmo Lucano; il rischio di doversi rimangiare un bel po’ di cose non lo vedo molto remoto.

 

Bruciati i fantocci di salvini e di maio, cosa dichiareranno adesso?

Durante le tradizionali manifestazioni di inizio anno scolastico con le puntuali proteste studentesche contro il governo “pro tempore” a torino si son divertiti a bruciare due manichini con le fattezze di Salvini e Di Maio.

https://video.corriere.it/studenti-bruciano-fantocci-salvini-maio-prefettura-torino/cd6960de-ce17-11e8-b10d-ee18a19b48a0

Imho una azione di pessimo gusto, ma è noto che le tradizionali manifestazioni studentesche di inizio anno scolastico, raramente lo hanno avuto. Ricordo che durante il carnevale, dove è tradizione bruciare i fantocci, a Busto Arstizio venne bruciato fu un fantoccio con le fattezze della boldrini.

A seguito del rogo ci furono tante dichiarazioni sdegnate da parte di lei e di politici della sinistra come Fiano, Speranza, Grasso e altri.

Adesso son curioso di sapere se quanti avevano condannato il gesto con articoli e dichiarazioni piene di sdegno condanneranno anche il gesto degli studenti torinesi.

Se lo fanno, hanno la mia stima perché, pur non condividendo affatto le loro idee politiche, riconosco loro una correttezza nel non considerare la politica una “guerra totale”. Se invece, chiosano o cercano pretesti, mi spiace, ma hanno giustificato i giovani padani, in quanto il comportamento del bruciare un fantoccio con le fattezze di questo o quel politico non lo giudicano sbagliato in sé ma solo per la scelta del fantoccio da bruciare.

Il modo migliore per giustificare un comportamento è comportarti esattamente nello stesso modo che, a parole, dici di voler condannare. E cercare mille pretesti quando anche tu vieni preso con la mano nella stessa marmellata di quelli che accusavi di furto, è il modo migliore per apparire falsi e ipocriti.

Sinceramente, Salvini, politicamente, non è un gigante ma vince soprattutto per merito di avversari pasticcioni che non riescono ad azzeccarne una.

PS

Da notare comunque che, durante il carnevale, è tradizione bruciare fantocci con le fattezze di politici. Un poco di meno durante le manifestazioni studentesche.