I cavalieri dello zodiaco ed il politically correct

I cavalieri dello zodiaco sono una serie animata dei primi anni ’90 che ha avuto successo ed ha generato una marea di spin-off. I combattimenti erano abbastanza coreografici, le armature e la storia, pur non essendo nulla di eccezionale, ha preso e conquistato una generazione.

Anche se alla fine la trama era solo un canovaccio per mostrare la nuova collezione autunno-inverno di armature vagamente ispirate a figure mitologiche1. Di tanti e tanti spin-off anche netflix decide di crearne uno in CG basandosi sulla prima serie dei cavalieri, l’assalto alle 12 case. Modificando leggermente il gruppo e trasformando in donna il cavaliere della costellazione di andromeda. Ovviamente la scelta, giustamente avversata dai fans della serie, è stata giustificata da vagonate di politically correct. Come scrive lo sceneggiatore della serie:

“La responsabilità è mia. Quando abbiamo iniziato a sviluppare questa nuova versione, volevamo cambiare molto poco. I punti cardine di Saint Seiya fanno sì che sia così amato, e sono forti. La maggior parte regge bene anche dopo trent’anni. Però una cosa mi preoccupava: i Cavalieri di bronzo al fianco di Seiya Pegasus sono tutti maschi. La serie ha sempre avuto dei personaggi femminili fantastici, forti e dinamici, e ciò si riflette nell’enorme numero di donne appassionate al manga e all’anime di Saint Seiya. Ma trent’anni fa non era un grosso problema che in un gruppo di ragazzi intenti a salvare il mondo non ci fossero ragazze. Oggi il mondo è diverso. È normale che ragazzi e ragazze lavorino fianco a fianco. Giusto o sbagliato, il pubblico avrebbe visto un gruppo di soli uomini come una dichiarazione di intenti.”

E ancora:

“Non volevo creare un nuovo personaggio femminile che risaltasse perché innaturale, specie se la sua personalità fosse stata quella di ‘essere la ragazza’. Poi abbiamo discusso di Andromeda. Siamo tutti d’accordo – è un personaggio grandioso. Quindi, se l’originale era ‘Andromeda Shun’, perché non interpretarlo come ‘Andromeda Shaun’?”

Puro marketing; avere il bollino “prodotto politically correct” aiuta a vendere. Basta ammetterlo chiaramente invece di cercare pretesti. Concordo comunque con l’articolo di wired: rendere andromeda una donna snatura la storia. Castalia e Tisifone, cavalieri donna, sono obbligate ad indossare maschere perché, per il grande tempio, una donna che decide di diventare guerriero deve rinunciare alla propria femminilità2.

Oggi cinque ragazzi che salvano il mondo è un problema? Conta la storia o conta il bilancino politically correct dei personaggi? Qualunque opera se non c’è almeno un rappresentante di ogni razza/sesso/orientamento sessuale/stato fisico/pianeta della federazione/ viene inappellabilmente bocciata e perseguita dai SJW?

Facciamo il remake di rambo inserendo anche ramba?3.

Temo che la serie si ridurrà ad una parodia dei cavalieri, l’ennesima, in CG e una storia snaturata creata solo per vendere i nuovi modellini4. E poi ci si chiede come mai a molti il politically correct all’eccesso stia alquanto sulle balle.

[spoiler]


  1. Nzomma Athena più che la dea della giustizia doveva essere la dea dell’antipatia visto che qualsiasi divinità o aspirante tale si presenti la rapisce, e i cinque pirloni devono liberarla prima del tempo limite scambiando mazzate con i pirloni seguaci del dio che si contrappone ad  athena. Pegasus (Seiya) è quello che inizia a prendere mazzate salvo poi svegliarsi, indossare vestiti fighi e menare a sua volta. Sirio viene accecato e deve fare lo strip tease prima di menare il suo avversario. Cristal (Hyoga) invece deve frignare tanto che è un povero orfanello prima di surgelare il nemico di turno. Andromeda cerca di fare da pacificatore e ha due ruoli principali; il primo di farsi menare talmente forte al punto di far arrivare il fratellone (Ikki) che mena tutti e poi risparisce, e il secondo è di fare il personaggio del team con un QI a doppia cifra. 
  2.  Una parte della diatriba fra Tisifone e Pegasus è legata proprio a questo, pegasus l’aveva vista senza maschera e questo è stato preso da lei come una grossa offesa. 
  3. pornodiva italiana degli anni ’80 
  4. Almeno Soul of Gold era una serie “nuova” e anche abbastanza carina, non era il solito canovaccio fatto solo per vendere qualche pupazzetto in più. 
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Macron macron

Meno male che c’ è Carla Bruni/Siamo fatti così Sarko-no Sarko-si
[Simone Cristicchi]

Stavo vedendo quanto sta capitando in quel di francia; devo dire che trovo umoristico che prima la francia bacchetti l’italia per un suo comportamento per poi ripeterlo paro paro. Era già capitato con la questione dei migranti. Quando era l’italia a non voler accogliere facendo da “ultimo miglio” degli scafisti e per Macron il comportamento dell’italia era “vomitevole”; e i tanti cervello da criceto italiani applaudivano macron1 salvo poi trovarsi “leggermente” in imbarazzo quando il comportamento “vomitevole” venne fatto dai cugini francesi.

Adesso con i gilet gialli si è ripetuto lo stesso copione: i fanatici dell’europa senza se e senza ma vedevano in macron il nuovo campione dell’ulivo mondiale 2.0 contro le destre… adesso che si è dovuto calare le brache si è alla ricerca di un leader “estero” cui fare riferimento. Poverini, Putin è già preso, Trump non è disponibile2 e anche lo spagnolo ha i suoi bravi casini in casa…

Questo dovrebbe far capire alcune lezioni:

1 – il leader estero pensa in primis al bene del suo paese e poi al resto del mondo, come d’altronde è giusto che sia. Si può usare come esempio, certo, ma non puoi aspettarti che venga a toglierti le castagne dal fuoco, o meglio come insegna la storia italiana dai comuni in poi, che venga a farlo gratis. Se l’italia è stata fatta a pezzetti è anche perché le signorie di firenze e milano, per farsi la guerra andavano a frignare chi dal re di francia chi dall’imperatore di germania.

2 – Se ti accodi al leader estero poi, se per un motivo o per un altro deve fare retromarcia, poi ti trovi travolto. Salvini può chiamare a giustificazione della sua gestione dell’immigrazione la francia e la spagna. E chi fino ad ieri le esaltava cosa può dire?

3 – Che l’accodarsi ad un leader estero significa denunciare una grossa mancanza di idee politiche. E fra qualcosa ed il niente si sceglie, anche se obtorto collo, il qualcosa.


  1.  http://www.ilgiornale.it/news/mondo/francia-chiude-aquarius-non-era-vomitevole-farlo-1580419.html 
  2. anche se credo che se il Trump sfanculasse di brutto salveeny, da figlio di satana per qualche progressista diventerebbe un obama bianco… 

alcuni articoli della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo

Alcuni, importanti articoli della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che molti afficionados di tale dichiarazione sembrano dimenticare o, peggio, applicare selettivamente a seconda che la persona sia simpatica o antipatica.

L’articolo 11 è utile ricordarlo quando si chiede la “condanna preventiva”; ad esempio quando un uomo viene accusato da una donna allora l’uomo è ipso facto colpevole.

Articolo 11
1 Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.

Questo invece vorrei sapere come si coniuga con il tanto millantato, quanto inesistente, diritto a sapere, diritto chiamato pretestuosamente a giustificare l’usum sputtanandum delle intercettazioni.

Articolo 12
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Parliamo delle migrazioni; la dichiarazione parla dei confini di ogni stato; parla di diritto di lasciare qualsiasi paese e di tornare nel proprio, non di andare dove vuole, magari in spregio alle leggi del paese di destinazione.

Articolo 13
Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.
Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

interessante anche l’articolo 30 che “blocca” i tentativi di leggere maliziosamente la dichiarazione piegandola alla convenienza del momento.

Articolo 30
Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati.

 

 

Polemiche chiesa – salvini

TRE MOTIVI PER DIRE CHE GESU’ ERA CALIFORNIANO:
Non si tagliava mai i capelli.
Era sempre scalzo.
Ha inventato una nuova religione

Stavo leggendo le polemiche sul fare o non fare il presepe in polemica contro Salvini. Devo dire sinceramente che io, da laico, sarei per avere chiesa e stato separati; “libera chiesa in libero stato” come diceva quel tale. E per questo motivo sarei per invitare gentilmente il santo padre, e i religiosi ad occuparsi di religione ricordano loro che se mischiano politica e religione poi la religione diventa argomento di discussione politica. E’ giusto che la religione parli alle coscienze e consigli le persone di agire secondo coscienza; è sbagliato pretendere che il potere “civile” si debba piegare ai dogmi religiosi.

Da laico son d’accordo che la chiesa parli di etica e di cosa sia giusto o sbagliato per i credenti, sbagliato che diventi “partito politico” e vada a fare azioni politiche; io ritengo che i sacerdoti che usano la religione come strumento di lotta politica sbaglino, sbagliano perché il piegare il messaggio religioso alle tue convenienze significa poi far sì che  anche gli altri lo pieghino alle loro; e quello che si sta facendo è far nascere tenti personal jesus1 e corrispondente personal pope.

Il non fare il presepe per protestare contro la gestione dei migranti lo vedo come un voler entrare a gamba tesa usando la religione come strumento di lotta politica. Poi però non ci si stupisca se entra la politica nelle questioni religiose. Cosa si penserebbe di una legge “antidiscriminazione” che imponga al sacerdote di celebrare i sacramenti a tutti? Che obblighi di celebrare matrimoni gay, che richieda che le preghiere siano rese “gender free” 2 o che permetta ad un ateo strozzapreti dichiarato di fare da padrino di battesimo? E alle, giuste. proteste cosa ci vuole a rispondere: ma voi non siete contro le discriminazioni?

E anche chi esalta tale azione di resistenza imho sbaglia; quando si tornerà a parlare di omosessualità o di aborto con che faccia inviteranno i sacerdoti a non ingerire? Se arruoli il santo padre sotto le tue bandiere non stupirti poi di dover pagare l’obolo a S. Pietro. Imho chi è veramente per la laicità sostiene il “santità si faccia i BIP! propri e non ingerisca” sempre non a seconda della convenienza del momento.


  1.  Il “personal Jesus” e’ la tendenza a mutilare una credenza religiosa delle parti che si ritengono imbarazzanti, allo scopo di avere piu’ fedeli, oppure se avviene dalla parte del fedele, consiste in un espediente personale che ha lo scopo di dirsi “cattolico”, “islamico”, “qualsiasicosa”, senza per questo seguire al 100% i precetti religiosi, ma solo alcune qualita’ estetiche degli stessi. [Uriel] 
  2. Cos* nostr* che sei nei cieli (ma anche negli inferi)…. fa la sua sporca figura… 

Far west italia…

Sorgente: La denuncia choc di una giornalista: “Rom picchiata in metrò, e io insultata per averla difesa” – Cronaca, Italia – L’Unione Sarda.it

Un racconto agghiacciante che arriva da Roma, e che parla di violenza feroce, di disumanità, di quell’Italia di cui non vorremmo mai leggere né tantomeno scrivere.

A riportarlo il Corriere della Sera, che ripercorre la vicenda raccontata anche su Facebook, ma poi cancellata per paura e dopo ripetuti insulti e minacce, dalla giornalista 39enne Giorgia Rombolà.

Alla fermata San Giovanni della metropolitana linea A della Capitale, Giorgia mercoledì sera assiste ad una scena terribile: una donna rom viene fermata dai vigilantes perché accusata di furto.

La denuncia poi non sarà mai presentata, ma l’uomo che la ritiene responsabile di questo gesto, definito da Giorgia “alto e corpulento”, non è soddisfatto del “lavoro” dei vigilantes e picchia violentemente la donna, anche in testa, davanti alle urla e agli sguardi terrorizzati della sua bimba di tre o quattro anni, che nella concitazione del momento “cade a terra, sbattendo sul vagone”.

“Ci sono già vigilantes a immobilizzare la giovane (e non in modo tenero) – scrive la giornalista nel post poi rimosso – ma a quest’uomo alto mezzo metro più di lei non basta. Vuole punirla. La picchia violentemente, cerca di strapparla ai vigilantes strappandola per i capelli. La strattona fino a sbatterla contro il muro, due, tre, quattro volte”.

A questo punto Giorgia si fa coraggio e scende dal vagone provando a fermare l’uomo, ma rientrata sul treno viene affrontata e presa a male parole dagli altri passeggeri.

“Un tizio – prosegue la 39enne su Facebook – mi insulta dandomi anche della p…, diche che l’uomo ha fatto bene, che così quella s… impara. Due donne (tra cui una straniera) dicono che così bisogna fare, che evidentemente a me non hanno mai rubato nulla”. “Nessuno mi ha difesa – prosegue – tanti hanno fatto finta di niente. Questa indifferenza mi ha scioccata”.

“Due ragazzi – aggiunge – ridono e fanno battute terribili, altri dicono frasi come ‘bisogna bruciarli tutti’, mi urlano anche dai vagoni vicini ‘comunista di m…’, ‘radical chic, perché non vai a guadagnarti i soldi buonista del c…'”.

Giorgia scende alla sua fermata, con la paura che il passeggero più inferocita possa addirittura seguirla come aveva minacciato. Trovandosi invece sola si affretta verso casa e in preda all’ansia e alla paura fra le lacrime.

“Non difendevo la ladra né la rom in quanto tale – conclude Giorgia – ma c’erano i vigilantes perché picchiarla? Abito in quartiere considerato ‘per bene’, e allora mi chiedo: i ragazzi indifferenti o quelli che ridevano, i miei vicini di casa, come sono diventati?”.

Che dire? è un triste imbarbarimento ma, sarebbe opportuno riflettere sul perché “il bruto” sia stato applaudito invece che contestato e perché la giornalista che ha denunciato sia stata insultata. Ci si potrebbe dare una spiegazione autoconsolatoria “ha stato Salveeny a far impazzire la gggente” oppure prendere coraggio ed ammettere alcune cose “scomode”.

Prima considerazione: la gente ha fiducia nella giustizia e nella magistratura nella misura in cui la vede funzionare e la vede funzionare bene. Se vedi che contro la microdelinquenza, scippatori, spacciatori, balordi, non si fa niente, che le forze dell’ordine sono impotenti e, cosa peggiore, ti dicono di rassegnarti perché è inutile chiedere interventi, quello che pensi è che la giustizia “ufficiale” non funzioni per niente. E in questi casi, se non sei “protetto” dallo stato devi proteggerti da te oppure appoggi un “protettore” che poi potrebbe anche essere un “padrino1“. Se non c’è lo stato c’è il far west, sic et simpliciter. Quando lo stato si ritira spuntano fuori i giustizieri della notte.

Quello che ha raccontato la giornalista è la classica trama di un western. Tucson city è vessata da Tom il cattivo. Lo sceriffo vuoi per pavidità, vuoi per ignavia non fa nulla. La gente è esasperata ed ha paura. Un bel giorno a Tucson city arriva il pistolero John che riempie di piombo Tom il cattivo. Finisce con la gente che applaude John e magari fischia anche lo sceriffo quanto prova ad arrestare per John perché magari non ha letto a Tom i diritti prima di riempirlo di piombo.

Se lo sceriffo avesse messo Tom fra le sbarre e protetto, lui, i cittadini, pochi si sarebbero sperticati ad applaudire John il pistolero. Spiace dirlo ma è questa la verità.

Bisogna avere il coraggio di ammettere che esiste un problema di microcriminalità, e che questo problema si scarica soprattutto verso le parti “basse” della popolazione, raramente riguarda le persone dei quartieri alti. Se io ho un autista che mi scarrozza di qua e di là difficilmente avrò problemi con parcheggiatori abusivi.

Invece il problema microcriminalità si è preferito nasconderlo sotto una cappa di ipocrisia politicamente corretta, ipocrisia per la quale anche il fermare un ladro diventa una azione riprovevole “Ci sono già vigilantes a immobilizzare la giovane (e non in modo tenero) – scrive la giornalista nel post poi rimosso” sarei curioso di sapere, da parte della giornalista, quale sia il modo migliore per fermare “in modo tenero” una scippatrice che tenta di scappare. Anche questo “e non in modo tenero” alla fine porta rancore. Più che portare solidarietà alla scippatrice porta a pensare: “beh scippano, son sempre qui, nessuno fa niente e si critica chi interviene?”. Ok abbiamo una altro che, domani, fischierà lo sceriffo ed applaudirà i pistoleri.

Purtroppo certe zone sono terre di frontiera; che aggressioni anche da parte di rom sono all’ordine del giorno fra l’impotenza delle forze dell’ordine, eppure quando si provava a sollevare il problema si veniva tacitati di essere razzisti, dici questo solo perché sei razzista.  E questa ipocrisia ha impedito di ammettere e cercare di risolvere il problema, poi dopo i tanti che lottano contro chi solleva il problema, arriva l’idiota che lo risolve a modo suo, e la colpa, imho, è anche di chi ha impedito che venisse risolto prima e meglio.


  1. All’inizio del romanzo “il padrino” di mario puzo, don vito corleone viene presentato, non a caso, come un “raddrizza torti”. 

una altra intellettuala impegnata…

… assunta insieme ad Asia, Laura e Michela (Kelledda) nell’empireo delle intellettualesse impegnate antifasciste.

Sorgente: Pamela Anderson attacca Salvini

Pamela Anderson attacca Salvini
Una raffica di tweet, indirizzati contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini e corredati da una serie di riflessioni sulla politica e la società europea. A firmarli è Pamela Anderson che va all’attacco del vicepremier e leader della Lega, criticando duramente il clima che si respira in Italia, che l’ex bagnina di ‘Baywatch’ accosta agli anni Trenta e al fascismo.” L’Italia è un Paese meraviglioso, che amo tanto, dal cibo alla moda, dalla storia all’arte, ma sono molto preoccupata dalla tendenza attuale, che mi ricorda quella degli anni ’30”, scrive Anderson nel primo tweet intitolato “Pensieri dall’Italia”, sottolineando cosa la preoccupa di più: “La paura e l’insicurezza in tutti i segmenti della società, gli attacchi quotidiani contro i rifugiati e i migranti, la gravità della crisi economica…”.

A margine:

-> i colti e le colte che prima disprezzavano la “telespazzatura amerrigana” e che adesso si accodano dietro alla bagnina di baywatch assurgendola nell’empireo antifa, solo perché se la prende contro Salvini… E per carità di patria matria taccio su cosa dicono le femministe…

-> farsi le pippe su baywatch non sarà più un comportamento patriarcale sprezzante verso la donna oggetto ma un eroico atto di resistenza antifascista…

-> Fare da intellettuale impegnato è una strategia di marketing che, a breve, paga ma poi diventa “tossica” per la parte cui l’intellettuale impegnato fa parte. Citofonare N. Moretti e girotondisti per informazioni.

-> Da notare anche le gli intellettuali e le intelletualesse spargono sdegno a piene mani ma si guardano bene dal dire cosa fare in alternativa…

 

postverità e 1984

Riguardo alla vicenda di Codroipo c’è anche un’altra considerazione da fare; repbbulica aveva scritto la cavolata e, come ha notato puente, poi ha cercato di mettere una pezza cambiando l’articolo di giornale invece di pubblicare una smentita. Questo giochetto era stato fatto anche per la vicenda della aspirante cameriera di Venezia che avrebbe ricevuto insulti razzisti in un colloquio di lavoro, storiella poi rivelatasi essere una bufala (qui).

Che dire? credo che una bella fetta di responsabilità riguardo alla postverità l’abbiano i media che giocano a fare i piccoli Winston Smith1 correggendo continuamente il passato invece di ammettere di aver preso una cantonata. Di fatto si stanno sputtanando da soli mostrando di essere pasticcioni inaffidabili ed incapaci di ammettere gli errori e questo favorisce proprio chi ha interesse a dare “il colpo di grazia” alla credibilità dei giornali mostrando impietosamente come questi ultimi non parlino della “realtà” quanto la usino come pretesto per raccontare storie che prendono i lettori. Porgendo però il fianco a chi accusa loro non di scrivere notizie ma romanzi e favolette.

Spiace dirlo ma i “cani da guardia del potere” stanno facendo tanto la figura degli allocchi e degli sparaballe. E la condanna per gli sparaballe è di non essere creduti quando dicono il vero.


  1. il protagonista del romanzo “1984“; il suo compito è di “correggere” i libri e gli articoli di giornale già pubblicati, modificandoli in modo da rendere riscontrabili e veritiere le previsioni fatte dal Partito. 

l’ignoranza e le favolette sulla natività.

Una delle prove dell’ignoranza è che al posto della storia vengono raccontate favolette e che molti bevono tali castronerie senza colpo ferire e senza accorgersene. Buffo che spesso chi ci crede sia convinto di essere più colto degli altri.

Puntualmente a natale saltano fuori le storielle che vogliono Giuseppe e Maria essere dei clandestini scacciati. Peccato sia un errore come questo articolo di raphael dimostra.

A questo giro, leggiamoci il Vangelo secondo Luca, 2,1-7:

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.

Te capì pistola?

Giuseppe, Maria e Gesù NON erano stranieri a Betlemme
Giuseppe, Maria e Gesù NON erano senza casa,
Giuseppe e Maria erano regolarmente sposati,
Giuseppe, Maria e Gesù NON erano abusivi, NON erano immigrati, tanto meno clandestini.
Maria e Giuseppe erano cittadini onesti – ebrei, per inciso! – ed andavano ad adempiere un obbligo burocratico imposto dal dominatore romano.

Erano Israeliti che andavano da un villaggio ad un altro villaggio dello stesso “stato”: andavano da Nazareth a Betlemme, che è come dire che lui era nativo di Monza ma viveva a Brescia e per il censimento doveva tornare a Monza a farsi registrare.

Erano un normalissimo sudditi Israelita/Israeliano regolare che andavano a farsi registrare per pagare le tasse a Roma. TANTE tasse.

Tra Nazareth e Betlemme ci sono – a piedi – 163 km, stando a Google mappa e facendo una bella deviazione. Occhiocroce la distanza tra Monza e Verona. A piedi son 5-6 giorni di cammino, tenendo conto che Maria che era al nono mese cavalcava un asinello.

Non attraversavano alcun confine, rimanevano dentro ai confini di Israele. Da Monza a Verona.

Giuseppe era benestante. Anzi, Giuseppe era di nobili origini. Era della stirpe di Davide. Era di stirpe reale. E faceva il costruttore edile. E a quel tempo fare il carpentiere, ovvero il costruttore era uno dei mestieri migliori, quello che ti faceva guadagnare di più.

Soldi alla mano sono andati in albergo.

E poi, ma quale abusivo d’Egitto!

Da notare comunque come spesso gli appelli più strappalacrime ed i richiami al cristianesimo vengano da gente che, quando il santo padre o qualcun’altro parla di cose sgradite, non si fa scrupolo di urlare cloro al clero e atteggiarsi a strozzapreti. Coerenti, non c’è che dire.

Fake nius

Ennesima fake news; esce una bufala e giornalisti e politici ci cascano con entrambi i piedi, scatenando le solite shitstom e le solite vagonate di indignazione sui social1

Il comune Codroipo non vieta i bambolotti di pelle scura in asilo

Sorgente: Il comune Codroipo non vieta i bambolotti di pelle scura in asilo – Il Blog di David Puente

Che dire? un minimo di autocritica da parte dei giornalisti per aver sparato notizie senza verifica ma solo perché “facevano il botto” sarebbe gradita. Sinceramente se devo leggere “la storia che indigna il uebbe’” vado gratis sui social mica pago un giornale.

Da notare anche il solito vizietto di non ammettere di aver detto/fatto una stronzata ma tentare di cambiare le carte in tavola; sempre dal blog di puente:

Da segnalare Repubblica che dal titolo “Udine, il regolamento mette al bando i bambolotti con la pelle scura dall’asilo nido” è passato ad un più morbido “Udine, il Comune cancella dagli asili i riferimenti “a culture diverse”: al bando anche i bambolotti con la pelle scura“

L’indignazione vende bene ma se da giornalista si passa a venditore di indignazione a 3€/kg, poi non ci si scandalizzi se, quando si preferisce indignazione di un’altra marca, gli affari calano.

Più che cani da guardia del potere mi sembrano fessi pronti ad abboccare ad ogni “bocconcino” che sembra appetibile. Chi è causa del suo mal.

PS
Questa è la lista completa degli allocchi, sempre secondo il blog di puente

Ecco altri titoli di altre testate e siti di informazione che hanno riportato erroneamente la storia:

“Udine, il comune di Codroipo mette al bando le bambole con la pelle scura dall’asilo nido” (Fanpage)
“Assurdo, bambole dalla pelle nera bandite al nido di Codroipo” (Wired)
“A Codroipo (Udine) il comune mette al bando i bambolotti con la pelle nera negli asili” (Il Fatto)
“Codroipo, Comune vieta bambolotti di colore all’asilo” (Vvox)
“Codroipo, bambolotti con la pelle scura vietati all’asilo” (Gazzettino)
“Negli asili di Codroipo vietati bambolotti di colore: cancellati riferimenti a culture diverse” (Dire)
“Codroipo, bambolotti con la pelle scura vietati all’asilo” (Leggo)
“Udine, il comune di Codroipo dice no ai bambolotti di pelle scura negli asili” (Affaritaliani)
“Udine, Comune del centrodestra mette al bando dallʼasilo i bambolotti con la pelle nera” (TGCom24)

 


  1. Mi sa che il buon zio Albert dovrà aggiornare la sua lista delle cose infinite con un altra sicuramente infinita.