L’Inquisizione svedese

Quello che i tanti paladini della multiculturalità non vogliono capire è che il cercare di risolvere i problemi con il vittimismo, le accuse di razzismo e quintali di ipocrisia, in pratica negando le domande e condannando chi le pone, significa spianare la strada al primo che prova a dare risposte, anche se sballate, a quelle domande.
Giova ricordare che quello che ha lanciato i vari fascismi del XX secolo spesso è stata l’ignavia e il “tiriamo a campare” dei governi precedenti.

Buseca ن!

I miei quattro lettori ben sanno come mi sia invisa la censura e l’evanescenza della rete.

Ritengo pertanto mio ineluttabile dovere morale ricopiare1 nella sua interezza «Non ci saremmo mai aspettati una sorta di Inquisizione svedese» pezzo di L’orizzonte degli eventi che mi han proposto via faccialibro.

Due cantanti si son trovati a filmare scontri tra immigrati islamici e per il solo fatto di aver pubblicato la cosa son stati licenziati con infamia.

Il frutto marcio della deficenza del modello svedese, di quello di Pippi calzelunghe.

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Rimedi

attenzione: la logica interferisce con l’omeopatia fino ad annullarne l’efficacia. 😀

Ilfinegiustificailme

Per rimediare a un improvviso bisogno d’attenzione, oggi o lasciato un commento a uno dei blog de Il Giornale.it, la cui titolare – se non ho capito male – è una sostenitrice di metodi di cura alternativi, tra cui l’omeopatia. Proprio a proposito di questa pratica, nello spazio in calce a un proprio articolo, la suddetta titolare invita i propri lettori a sottoscrivere una petizione pro omeopatia, per ragioni che qui sarebbe irrilevante descrivere.
Ed è qui che il sottoscritto, in preda all’impellente necessità, interviene così:

Non andate a sottoscrivere in molti, perché meno firme ci sono, più la petizione è efficace.

Dopo più di due ore, il commento non è ancora stato approvato, e io mi sento già meglio.

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io ciò il diritto a seguire i miei sogni

il fatto che io abbia diritto di credermi quello che mi pare (d’altronde chi può vietarlo o impedirlo) per molti si traduce nel dovere di tutti di riconoscere quello che io credo di essere. Un pseudodiritto analogo è il diritto a seguire i propri sogni, diritto che molti intendono come dovere per lo stato di farteli realizzare.

Questo messaggio comparso nei forum del fatto su una discussione riguardo all’alternanza scuola lavoro.

Quindi meglio pulire i cessi, almeno ti rendi conto da subito che nel mondo reale l’investimento che hai fatto tu (e chi ti ha insegnato) per anni e anni non serve a un tubo?
Non posso credere che lei la pensi così.
Oppure forse vale la pena dirlo prima, tipo: “hai 18 anni e non sei raccomandato? non proseguire gli studi e vai subito a pulire i cessi, meglio prima che buttar via altri 5 anni”

Primo errore “nel mondo reale l’investimento che hai fatto tu (e chi ti ha insegnato) per anni e anni non serve a un tubo?” la risposta è: potrebbe essere vero. Non è scritto da nessuna parte che un investimento fatto renda, esistono anche gli investimenti fallimentari e i fiaschi. Capisco che per certi docenti parlare dei fiaschi a scuola sia tabù, che spiegare realmente come gira il mondo fuori dalla scuola invece di illudere gli studenti che basti conoscere chi era Socrate per avere la poltrona di amministratore delegato da qualche parte possa essere controproducente. Il rischio è che lo studente si faccia due conti in tasca e valuti se continuare con Platone o mollare ed imparare come si monta un rubinetto. Per intenderci molta della crisi di certi indirizzi è proprio dovuta al fatto che vengano percepiti come “inutili” e inadatti al mondo del lavoro. Messaggi come quello non fanno altro che rafforzare tale impressione, che la scuola sia un sistema chiuso completamente alieno al  resto del mondo e che gli studenti siano a scuola non per imparare qualcosa, e qui ci sta veramente, di utile per loro, qualcosa che gli dia una cultura e della conoscenza ovvero la capacità di interpretare e di interagire con il mondo, fosse anche la conoscenza del pensiero socratico, ma solo per fornire un pretesto per mantenere i docenti ed il personale scolastico.

Da notare anche il riferimento alla raccomandazione; il piangere che vanno avanti sempre e solo i raccomandati mentre i bravi ed esperti finiscono al call center o a pulire i cessi è il classico piagnisteo scusante che assolve dalle proprie colpe e dai propri errori, permette di non ammettere le proprie manchevolezze. Non sono un illuso e sono consapevole che in italia ci siano sacche di malaffare e posti che vanno ad accozzati. Ma tutti quelli assunti per concorso che lavorano in una PA sono accozzati? in qualsiasi concorso passa solo l’accozzato? sempre, sempre, sempre? Mi sembra poco plausibile per il semplice motivo dei numeri in gioco. Per non parlare di tanti controesempi come questo; il figlio del medico personale di Berlusconi non riesce ad entrare perché scavalcato da Pierino, figlio accozzato del consigliere circoscrizionale di roccafritta di sotto? Se la risposta è sì, per favore, smettetela di menarla con la storia della nipote di Mubarak, grazie.

il montare il caso pietoso per aggirare le norme

Stavo leggendo la vicenda della studentessa marocchina premiata come studentessa modello a roma alla quale è stato impedito, in quanto non cittadina comunitaria, di assistere ai lavori della camera. Caso che è stato preso a cuore dalla presidente boldrini per chiedere una modifica, senza specificare quale, alla legge per la concessione della cittadinanza.

Alcune riflessioni sparse; la parte che accusa salvini di parlare alla pancia del paese poi si fa beccare con le mani nella marmellata quando invece alla pancia parla lei. La differenza è che salvini sfrutta le paure invece la boldri le carrambate che sorpresa; con l’aggravante che mentre salvini è il presidente della lega e quindi ha tutto il diritto di far campagna per il suo partito la Boldrini essendo presidente della camera ha un ruolo istituzionale di garanzia.  Può fare politica però non può essere contemporaneamente in partes e super partes. O l’uno o l’altro. Però se scegli “in partes” poi non opporre agli attacchi dell’altera partes il tuo ruolo di garanzia. La pulce del caso montato ad arte è avvenuta grazie ad un commento di un utente del FQ che ha notato come, nel filmato divulgato su twitter dalla boldrini, la ragazza sullo sfondo indossa una maglietta con sopra scritto “italiani senza cittadinanza”. Chissà come mai ha scelto tale maglietta per accompagnare la studentessa nella visita.

 

Emblematiche son state anche le dichiarazioni riportate dai giornali;  questa è la dichiarazione riportata da sardiniapost, dichiarazione che, per me, fa pendere la bilancia per “piagnisteo alla carramba che sorpresa”

Per quanto mi riguarda, è stata una delle tante ingiustizie e assurdità del nostro Paese, che non ci riconosce come cittadini, è la prova che la legge va approvata al più presto. Sono arrivata in Sardegna dal Marocco quando avevo due anni, mi sono laureata a Sassari, amo l’isola dove vivo con la mia famiglia. Credo in un’Italia migliore e sogno di rappresentarla. Non sopporto più che la mia vita e quella di tanti come me dipendano dalla decisione di una classe politica che inspiegabilmente vuole ignorarci”.

Sarei curioso di sapere quali son le altre ingiustizie e assurdità di un paese che non riconosce come cittadino chi non è cittadino. Se io andassi in marocco, ma anche in francia, svezia, inghilterra etc. etc. avrei subito e automaticamente i diritti (e i doveri) dei cittadini, o dovrei almeno far lo sforzo di presentare una domanda? E qui e mi ricollego a Mattia, sarei curioso di sapere perché non ha la cittadinanza italiana pur avendo i requisiti “temporali” per poterla richiedere; ha presentato domanda? Se ha presentato domanda, la domanda è stata rigettata? e per quale motivo? Se invece non ha presentato domanda cosa pretende?

Poi, quali son le altre discriminazioni e assurdità che hai subito? Ti hanno impedito di frequentare le scuole e l’università? Negato le cure sanitarie?  Domande che qualche giornalista serio magari avrebbe potuto porre invece di rilanciare acriticamente questo spot pubblicitario.

 

 

 

MARCHETTE FIRMATE

regola 34 di internet applicata alla realtà: se ci son nicchie per il businnes allora qualcuno sta già pensando a come occuparle.

ilblogdibarbara

Ecco la grande risposta dell’ Occidente allo hijab, il velo usato più comunemente dalle donne islamiche: la Nike ne produrrà uno, ovviamente iper-tecnico e traspirante, pronto a invadere i mercati del Medio Oriente. La Nike vuole diventarne il principale distributore e sta già aprendo dei punti vendita nei Paesi arabi, e già lo senti il progressista relativista: che c’ è di male? Molte donne musulmane lo scelgono consapevolmente ed esiste un’ azienda che incontra le loro esigenze anziché lasciarlo alla mediocre produzione locale, il mercato è un regolatore implacabile, occupa degli spazi e basta. E poi: non è che il mercato, da noi, vende i tanga o i bikini perché è favorevole all’ emancipazione. Giusto. A parte un dettaglio: nessuno, da noi, ti obbliga a metterti un tanga o un bikini, nessuno ti prende a frustate se non lo indossi, come avviene in molti Paesi islamici se non rispetti, pure…

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juventinofobia e legge mancino.

stavo leggendo questa notizia: Finisce sotto indagine la «dottoressa anti gay» Silvana De Mari è indagata a dalla Procura di Torino per istigazione all’odio razziale; beh devo segnalare un grave problema; visto che la legge mancino tutela gli omosessuali dall’odio razziale allora è giusto che tuteli anche i tifosi della juventus.  Cioè rendiamoci conto che se uno urla: gli zingari son tutti ladri viene perseguito ai sensi della legge mancini, perché allora può impunemente dare dei ladri agli juventini? la legge non è uguale per tutti?

Gli juventini sono un minoranza discriminata e calunniata quindi la magistratura si attivi e  cominci a perseguire chi lancia infondate accuse di furto o di complotto per istigazione all’odio razziale, grazie, basta con la juvefobia e basta con le discriminazioni.