[segnalazione] – Presidenta, il popolo protesta perché non ha le pensioni! Date loro sostantivi al femminile.

Un magistrale articolo di Mattia Butta che spiega, meglio di millemila supercazzole patasociologiche, la ragione di un certo odio verso la politica. Articolo del quale quoto tutto, virgole e spazi compresi. Di seguito la parte che ho trovato più succulenta.

Presidenta, il popolo protesta perché non ha le pensioni! Date loro sostantivi al femminile.

Come sapete non sono un gran ammiratore di repubblica, ma devo ammettere che questa intervista a una donna che aveva insultato la boldrinova è un ottimo pezzo. (…)

Secondo: la signora (quella che aveva insultato la Boldrini) raggiunge il giornalista provenendo dai campi; non si capisce se fa la contadina a tempo pieno o parzialmente, ma insomma è una donna di 61 anni che lavora la terra. Una donna – racconta lei – a cui è stata negata la pensione di invalidità nonostante tre interventi alla schiena. Quindi a 61 anni con la schiena danneggiata continua a lavorare la terra. Dall’altra parte la boldrinova, una che ha fatto una carriera da dirigente dell’UNHCR con stipendio di oltre 121 mila dollari all’anno. Una signora che nel suo ufficio dorato lancia battaglie di una vita sulla lingua italiana con parole tipo ingegnera, ministra o sindaca(…)

Avete idea di cosa possa pensare una contadina con la schiena rotta che non riesce ad andare in pensione quando vede una donna privilegiata in TV il cui problema più grande sembra essere che le donne non vengono chiamate “ingegnera”? Un vaffanculo stampato su di un manifesto 6m per 3m forse non rende bene l’idea. (…)

Sorgente: Presidenta, il popolo protesta perché non ha le pensioni! Date loro sostantivi al femminile.

È la tua minestra darling, gustatela tutta fino in fondo.

Non sono un forcaiolo e ritengo che chiunque: la Di Vita, e gli altri stellini indagati, come Napolitano e tanti altri abbiano diritto ad un equo processo ed al rispetto delle regole processuali, regole fra le quali ci sono il segreto istruttorio e la presunzione di innocenza. Però non posso fare a meno di rilevare che, se ci si iscrive al partito degli amanti della ghigliottina, sia un poco ipocrita lagnarsi che si è finiti  scapitozzati.

La situazione è la solita, squallida, festa dell’ipocrisia: verso i nemici si urla alla trasparenza, al diritto del popolo di sapere, si stupra l’articolo 15 della Costituzione1, quando è il proprio turno di finire nel tritacarne mediatico ci si scopre di botto garantisti. Mi spiace per loro ma non posso fare a meno di notare che spesso chi adesso gli sta attaccando, dall’interno, lo sta facendo urlando gli stessi slogan che loro stessi, fino a cinque minuti prima, urlavano; applaudendo gli stessi comportamenti, la divulgazione di intercettazioni coperte da segreto istruttorio, che loro stessi applaudivano.

È la tua minestra darling, gustatela tutta fino in fondo.

(grassetti miei)

Di Vita spiega così la decisione di non  rispondere ai magistrati: “Nonostante il contenuto dell’interrogatorio sia coperto da segreto istruttorio pare che invece sia tutto di pubblico dominio, e quindi sì, anche io come i colleghi Nuti e Mannino mi sono avvalsa della facoltà di non rispondere, diritto sancito dal codice di procedura penale, e non ho rilasciato il saggio grafico.
(…)
“Chi si è autosospeso, a quanto pare, è chi si è autoaccusato o ha confermato le accuse. Mi sembra un passaggio sacrosanto a cui fare seguire quanto prima le dovute dimissioni, proprio per questo l’autosospensione di chi è stato accusato ingiustamente non sta né in cielo né in terra, questo ovviamente è il mio personale pensiero e il motivo per cui non ho proceduto ad autosospendermi nonostante i tanti distinguo del fuoco amico”.

Sorgente: Di Vita: “Siamo innocenti Gli autosospesi si dimettano” – Live Sicilia


(Pietro Senaldi che intervista Luigi di Maio) Allora è vero che è un giustizialista…
(Di Maio) «Non sono a favore della presunzione d’ innocenza per i politici. Se uno è indagato, deve lasciare, lo chiedono gli elettori».

Sorgente: Luigi Di Maio: “Avevano una banca, Renzi e Boschi dite la verità” – Libero Quotidiano


Roma – «Gli italiani hanno il diritto di sapere cosa si sono detti un indagato e il presidente della Repubblica (anche se discorrevano di bocce). Napolitano ha il dovere di far pubblicare le intercettazioni. (…)
Questo via vai di telefonate ha alimentato nell’opinione pubblica italiana un certo sospetto che è diventato gigantesco da quando Napolitano ha iniziato a battersi come il Berlusconi dei tempi d’oro per distruggere i nastri delle conversazioni quirinalesche. I giudici hanno già dichiarato che non c’è nulla di penalmente rilevante e, allora, perché non renderle pubbliche? » (la norma prevede che le intercettazioni non penalmente rilevanti debbano essere distrutte, sia che riguardino il presidente della repubblica, sia che riguardino invece un anonimo Tizio. NdA).«Pronto chi parla? Sono Grillo, signor presidente – ironizza Grillo – avrei una multa per sosta vietata, può aiutarmi?».

Sorgente: Grillo: «Napolitano ha il dovere di far pubblicare le intercettazioni» | italia | Il Secolo XIX

 


  1.  La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
    La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge. 

Corso di gombloddologia teorica per giornalisti !!!!UNOUNOUNOUNDICIUNO

Stavo leggendo questo articolo del fatto quotidiano: Corsi de il Fatto Quotidiano, il giornalismo scientifico non deve dar voce solo agli addetti ai lavori e devo dire che mi ha divertito, divertito per non piangere perché l’autore dimostra platealmente di non aver capito cosa sia il giornalismo scientifico. Proprio vero che in italia chi sa fa, chi non sa fare insegna come farlo.

Corsi de il Fatto Quotidiano, il giornalismo scientifico non deve dar voce solo agli addetti ai lavori – Il Fatto Quotidiano

ArticoliIl giornalismo scientifico, soprattutto di marca italiana, sembra sposare un atteggiamento “militante-scientista” e cioè fa propria la missione di dar voce alla “Scienza”, invece di sintonizzarsi sull’interesse pubblico.

E già l’attacco è una cavolata; si deve parlare di scienza o si deve parlare dell’interesse pubblico? Son due cose distinte: da una parte il fatto, la scoperta, la teoria scientifica e dall’altra le conseguenze e l’impatto di quest’ultima sulla collettività. A cosa serve mescolarle? Imho solo il poter avere a disposizione tante “fallacie logiche” e “fallacie argomentative” da usare per confutare un fatto scientifico. Perché un fatto scientifico può essere confutato solo da un altro fatto scientifico, non dalle opinioni di sora Cesira o del tronista di turno di Uomini e Donne. Molto pessimo pseudogiornalismo scientifico in italia, si veda il caso stamina, nasce proprio dal voler mettere sullo stesso piano lo scienziato che parla dei risultati “sperimentali” nella sua materia e la vippetta svaporata che invece porta come argomenti quello che pensa la gggente. Come far confrontare durante la moviola calcistica un esperto di calcio e un esperto di cricket che giudica secondo le regole del cricket. Chi dovrebbe essere più attendibile riguardo al fuorigioco?

Spesso i giornalisti invece di fornire ai lettori gli strumenti per un giudizio critico, e di contribuire a porre in un contesto le notizie che provengono dal mondo della scienza, diventano portavoce degli scienziati.

Sarei curioso di sapere quali siano questi mirabolanti strumenti per un giudizio critico; dubito fortemente che si tratti della conoscenza di base del calcolo delle probabilità, di come si debba leggere correttamente una statistica. Il capire che anedotto non significa esperimento o il capire che un caso singolo non può, mai, confutare una media.

Ne parleremo sabato 3 dicembre al corso “Scienza, media e propaganda”, prendendo le mossa da racconto del caso del processo aquilano “Grandi Rischi”, per analizzare le criticità dell’informazione scientifica. Ancora più in dettaglio si mostrerà, in concreto, come certe distorsioni abbiano reso possibile raccontare sul piano mediatico un processo altro – il cosiddetto “Processo alla scienza” -, slegato da quello che effettivamente si stava svolgendo nelle aule di Tribunale.

Parliamone, parliamo di un processo fatto agli scienziati non per quello che avevano detto alla riunione, giudicato da tribunale d’appello come lo stato dell’arte delle conoscenze al momento, ma per quello che aveva capito, da notizie di seconda o terza mano, sora Cesira. Parliamo di tante supercazzole tirate fuori per coprire il fatto che si volevano processare ma non c’erano accuse sensate da fare. Una buona conoscenza della logica avrebbe fatto capire che l’affermazione “aver previsto il non svolgimento del terremoto” è perfettamente equivalente dal punto di vista logico all’affermazione “non aver previsto il terremoto”. Infatti i capi di imputazione erano talmente sgangherati e le motivazioni della condanna talmente inconsistenti che la sentenza di primo grado non è stata riformata ma completamente ribaltata in appello. La sentenza di appello poi è stata confermata in cassazione.

Nella seconda parte della lezione si indagheranno i rapporti tra medicina e mafie, con un focus sulla simulazione della follia per ottenere benefici di giustizia: chi sono i professionisti della salute che si prestano a “insegnare” ai boss di mafia le tecniche più evolute del disagio mentale e come funziona il sistema delle “carte dei pazzi”.

Mah, quello sarebbe da insegnare ai giudici ed ai periti del tribunale come scoprire i simulatori più che ad un Tizio che non ha accesso a tutta la documentazione clinica e che il “paziente” bene o male lo vede per cinque minuti alla televisione. Quindi cosa c’entra quella roba con il corso di giornalismo scientifico? Più che giornalismo scientifico mi fa venire in mente il caso di tanti esperti di “medicina di youtube” pronti a giurare sull’efficacia del caso stamina perché avevano visto, alla televisione, tanti miglioramenti. O il caso della parlamentare che si era messa a confutare le misure sulla potenza del sisma perché lei sentiva che non poteva essere solo del sesto grado.

Ecco perché penso che quello sia un corso di gombloddismo teorico per giornalisti; le stronzate in salsa pseudoscientifica fanno vendere anche se fanno danni.

Buoni motivi per scegliere l’europa…

Il fatto quotidiano ha pubblicato una buona notizia; finalmente l’europa sta iniziando a fare qualcosa di giusto, almeno dal punto di vista dell’energia

 

Energia rinnovabile, Ue verso stop alla priorità di immissione nella rete. Le aziende: “Così si uccide un intero settore”

La Commissione, nel pacchetto di riforma del mercato elettrico previsto per fine anno, intende fissare paletti rigidi alla possibilità di concedere una corsia preferenziale alle fonti green. Gli impianti che già ne usufruiscono la perderanno in caso di rifacimenti o potenziamenti. Per l’Associazione nazionale dell’energia eolica questo “renderebbe vani tutti gli sforzi per la lotta al cambiamento climatico”di Elena Veronelli

 

Una tegola sta per arrivare dall’Europa sul settore delle energie rinnovabili, proprio all’indomani dell’entrata in vigore dell’accordo Cop21 di Parigi per limitare il riscaldamento globale. La Commissione Ue starebbe per abolire, nel pacchetto di riforma del mercato elettrico previsto per fine anno, la priorità di dispacciamento per l’energia rinnovabile. Questo vuol dire che le fonti green non avranno più la possibilità di essere immesse per prime nella rete elettrica, come avviene ora.  (…)
La priorità di dispacciamento era infatti un volàno per le energie green: primo perché garantisce una certa redditività a chi investe in questo settore, poi perché, al contrario delle fonti fossili, quelle rinnovabili non sono programmabili e quindi hanno maggior bisogno di aiuti per renderle adattabili ai consumi.
“L’eliminazione della priorità del dispacciamento sarebbe un ulteriore colpo al settore delle rinnovabili e renderebbe vani tutti gli sforzi passati e presenti per la lotta al cambiamento climatico, mettendo in seria difficoltà il settore delle energie rinnovabili, che sulla base di questa norma ha modulato i propri investimenti”, commenta Anev, l’Associazione nazionale dell’energia eolica. Che fa anche notare come una mossa simile sarebbe in totale contraddizione con tutte le recenti politiche e dichiarazioni dell’Unione Europea contro i cambiamenti climatici: dalla Cop21 di Parigi alle dichiarazioni del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker che dice di volere l’Europa come leader mondiale nella lotta al riscaldamento terrestre.

Sorgente: Energia rinnovabile, Ue verso stop alla priorità di immissione nella rete. Le aziende: “Così si uccide un intero settore” – Il Fatto Quotidiano

Che il problema di eolico e solare fosse la non predicibilità puntuale della potenza disponibile era noto; per dare la priorità a tali fonti in ogni caso occorreva avere a disposizione un backup tradizionale: ergo le centrali “classiche” producevano e non immettevano in rete. Inquinamento uguale e costi superiori.

Anche l’accumulo è poco efficiente; in ufficio mi è capitato di vedere il gruppo di continuità per gli ascensori: occupavano uno stanzino e richiedevano un bel po’ di manutenzione annuale. Quello mi aveva fatto capire come l’idea di avere “grossi” sistemi di accumulazione domestici; per intenderci un “pacco batterie” per alimentare la lavatrice, fosse una stupidaggine. Sistemi di batterie così grossi richiedono ingressi il più possibile regolari oltre a richiedere una manutenzione accurata. I costi per una utenza domestica sarebbero difficilmente sostenibili. L’energia green si è sviluppata scaricando i costi alla società intera, e in tempi di magra occorre risparmiare.

Da notare infatti come i motivi contro tale decisione non siano motivi tecnici ma richiami all’ecologia, senza ovviamente i numeri reali dell’impatto ecologico delle due soluzioni (priorità rinnovabili non predicibili1 nel dispacciamento vs priorità fonti predicibili).

Un ultima cosa sull’immagine che il fatto ha scelto per accompagnare l’articolo: la “democrazia energetica”, che cacchio è la democrazia energetica? far decidere al laureato medio di youtube, che magari confonde ancora kilowatt e kilowattora, su politiche energetiche che per essere affrontate richiedono un sacco di competenze che spaziano dalla fisica all’ingegneria, dall’economia alla geopolitica? Che che ne sia convinto l’uomo della strada purtroppo, anche se si facesse un plebiscito con percentuali bulgare, non è possibile abrogare le leggi della termodinamica.

 

 


  1. l’idroelettrico e il geotermico sono rinnovabili e predicibili, per loro la norma non cambia nulla. 

Il filosofo cane e lo scienziato gufo

Ottima fiaba davvero.

fallischaung

Splendida favola di Luca Sadhaka, da leggere assolutamente !!!

“IL FILOSOFO CANE E LO SCIENZIATO GUFO”.
C’era uno volta un filosofo cane che, fra una rosicchiata ad un osso ed una pennichella, passava il giorno a non fare nulla oppure lavorando in uno di quei luoghi tristi ed angusti chiamati “Call Center” (una sorta di Ade dove le anime in pena vagano nella speranza di racimolare una ciotola di croccantini).
Forse per noia, forse perchè era un gran giocherellone, forse per frustrazione dato che il Call Center non lo sfamava abbastanza, un giorno il filosofo cane decise di andare a dar fastidio ad un saggio e scientifico gufo.
Eccolo li sull’albero, pieno di piume ed occhialuto, ricurvo che scriveva numeri e parole e guardava manuali di anatomia. Come un alchimista armeggiava con piastre petri, palloni, centrifughe, pcr e pipette. Sembrava uno stregone o un sacerdote, ed il tutto era…

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la giornata contro la violenza verso le donne e la lagna della boldrini

Oggi, 25 novembre, a quanto pare è la giornata contro la violenza verso le donne. Imho una delle solite “feste laiche” inutili e fatte tanto per carpire qualche finanziamento pubblico.  Visto che nelle notizie dei giorni precedenti ho visto che si parlava del femminicidio cercando di offuscare che quest’anno c’è stato un calo di delitti rispetto all’anno scorso e, come al solito, nella lista delle vittime ci finiscono le vittime di omicidio di sesso femminile anche se i motivi non sono quelli di violenza all’interno di una coppia. I soliti trucchetti per creare un babau a tavolino1.

Per celebrare la giornata il presidente2 della Camera dei Deputati ha pubblicato nel suo profilo istituzionale di facebook un mix di vari insulti ricevuti

Nella giornata contro la violenza sulle donne vorrei sottoporre alla vostra attenzione un fenomeno sempre più frequente e inaccettabile: l’utilizzo nei social network di volgarità, di espressioni violente e di minacce, nella quasi totalità a sfondo sessuale.

Ho selezionato e vi mostro solo alcuni messaggi tra quelli insultanti ricevuti nell’ultimo mese.

Ho deciso di farlo anche a nome di quante vivono la stessa realtà ma non si sentono di renderla pubblica e la subiscono in silenzio. Ho deciso di farlo perché troppe donne rinunciano ai social pur di non sottostare a tanta violenza. Ho deciso di farlo perché chi si esprime in modo così squallido e sconcio deve essere noto e deve assumersene la responsabilità.

Leggete questi commenti e ditemi: questa si può definire libertà di espressione?

screenshoot con i nomi oscurati per evitare problemi legati alla privacy
screenshoot con i nomi oscurati per evitare problemi legati alla privacy

 

my two cents sulla vicenda:

  1. Quella non è libertà di espressione, son volgari calunnie da imbecilli da tastiera, calunnie ed ingiurie già sanzionate dal codice penale.
  2. “Aprire il cervello e pisciare nella calotta cranica” non mi sembra un insulto molto sessista.
  3. Si nota che ci sono insultatori ed insultatrici, gli insulti non vengono soltanto da portatori di pisello naturalmente orientati verso la patatina.
  4. Insulti simili ne ho visto per tutti i politici di entrambi i sessi dell’arco parlamentare da Giorgia Meloni a Fausto Bertinotti, passando per Di Maio, Berlusconi, Renzi, la Boschi, la Lorenzin e tanti, tanti altri. Quindi la domanda sorge spontanea: ma la Boldrini viene insultata in quanto donna o in quanto politico?
  5. Collegato alla domanda precedente: l’insulto è grave perché rivolto ad una donna o perché rivolto ad un politico? Stiamo parlando di un politico o di un tenero panda da proteggere? Ha tutti i diritti di dire che lei è un tenero panda da proteggere ma allora non si offenda se le viene rinfacciato di essere un tenero panda da proteggere e non un politico.
  6. Il solito artifizio retorico che l’attacco ad una è un attacco a tutte le donne. Peccato che tale voce sdegnata sia stata zitta quando il bersaglio era la Meloni oppure la Boschi.
  7. La libertà di espressione non è la libertà di insultare ma il non essere d’accordo e dirlo, argomentando non è detto che sia per forza un insulto od una calunnia.

 


  1. Non è solo un trucchetto usato da Salvini verso le risorse che sbarcano in Italia. 
  2. Fanculo la neolingua; in italiano il maschile ha assorbito il genere neutro; a seconda del contesto può rappresentare persone di entrambi i sessi.