Blue bufala…

Puntualmente spunta l’appello contro i nazipedoterrosatanisti che se la prendono con i pampini e i media ci cascano con tutti e due i piedi.
L’ultimo in ordine di tempo è il blue whale, un caso da manuale di bufala che dimostra molto bene quanto si badi più a “strillare” la notizia che dare notizie valide.

Da notare come molti, dopo il tam tam dei media, abbiano abboccato alla bufala e alcuni pistoleri da tastiera abbiano già iniziato a sparare le loro stronzate contro chi c’entrava poco come ristoranti o app che mostrano innocui documentari sulle balene.

Non so se disprezzare di più i boccaloni che si son bevuti tutto o i giornalisti gli imbrattacarta che per qualche copia in più spargono bufale a piene mani. Il diritto/dovere all’informazione non credo coincida con il diritto a spacciare per verità assoldata qualsiasi stronzata venga sparata su un social network.

PS

Comunque c’è una buona notizia; alcuni hanno capito la bufala ed hanno posto in giro “meme” divertenti su di essa. Alla fine sarà l’ironia a salvare il web.

Riguardo all’intercettazione di Renzi

Stavo leggendo le vicende sull’intercettazione di Renzi; devo dire che l’aver divulgato intercettazioni, contenenti fatti non penalmente rilevanti, e pertanto coperte da segreto istruttorio e non utilizzabili nel processo, insieme all’affare consip sia stato un tremendo autogol da parte di chi alimenta la macchina del fango e apprezza molto i processi mediatici che anticipano di anni, e, talvolta, contraddicono il risultato del processo giudiziario.

Primo fatto: oramai lo sputtanare intercettazioni di politici a tutto spiano ha fatto capire anche ai sassi che le comunicazioni telefoniche non son sicure, che l’intercettazione è sempre dietro la porta quindi le parole dette al telefono son più pesate di quelle utilizzate nei comizi politici.

Seconda cosa: l’annuncio in pompa magna di una inchiesta, le indiscrezioni passate ai giornalisti amici non spostano più un voto che uno. Già con Berlusconi questi giochetti avevano dimostrato la propria inefficacia, con renzi alla fine chi sta finendo sul banco degli imputati è la magistratura inquirente stessa; se fosse vero quanto emerso cioè che un PM ha richiesto di “aggiustare” intercettazioni, in pratica fabbricando prove false, sarebbe un atto gravissimo che giustificherebbe un “deciso” intervento legislativo. Intervento cui ci saranno molte convergenze bipartisan. Non servono scintille basterebbe: le intercettazioni “scappate” dai cassetti del PM diventano ipso facto inutilizzabili e il PM passa le carte ad un collega. Le procure, in tal caso, diventeranno molto più silenziose. Aggiungiamo che, a differenza dell’era berlusconi, non ci sono i pasdaran delle procure a piantare casino e fare girotondi sdegnati, oramai le procure hanno perso tutto il potere politico che avevano guadagnato con Mani Pulite. La vicenda Minzolini è stata emblematica.

Forse è la volta buona che si riuscirà ad avere una giustizia “europea” e non un comitato di salute pubblica stile rivoluzione francese.

 

Centocelle, la Serracchiani e il razzismo

Premessa: quella capitata a centocelle è una tragedia indipendentemente dalla nazionalità delle vittime e dei carnefici. Quello che non mi è piaciuto della vicenda son stati gli sciacalli pronti a polemizzare ed accusare immediatamente la controparte di essere la mandante morale della tragedia prima ancora che ci fosse qualche ipotesi, attendibile, sull’autore e sul movente. E già questo dovrebbe insegnare a diffidare tanto della giustizia dei pistoleri da tastiera. Comunque per par condicio anche dall’altra parte c’è stata la fiera dell’idiozia con tanti subumani che esultavano per la tragedia. Comportamento estremamente riprovevole anche se non grave come quello di chi ha lanciato direttamente la molotov. Eppure, una volta che si è saputo che la pista principale era la vendetta interna alla comunità, su twitter sembrava che esultare per la tragedia fosse più grave dell’averla causata.

E veniamo alla Serracchiani, un’altra presa di mira dai social allo stesso modo degli imbecilli che esultavano. Cosa ha dichiarato di tanto scandaloso?

“La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza”.

Io non ci vedo nulla di razzistico e nulla di scandaloso; volendo fare il colto farei notare che Dante Aligheri nel fondo dell’inferno mise i traditori e nel fondo del fondo, la Giudecca, mise i traditori dei benefettori. Che che ne pensino tante animelle belle la Serracchiani ha ragione; tradire la fiducia di chi accoglie è un comportamento abietto, non mi sembra ci sia nulla di scandaloso in ciò. Peccato che ciò strida con la vulgata che vuole “i migranti” degli angeli torturati dalle brutture del mondo e che chi “accolga” sia un benefattore al di sopra delle leggi.

Le anime belle non si accorgono che reagire in maniera così scomposta: lanciando immediatamente la merda contro il ventilatore o scatenando shitstorm contro chiunque non sostenga l’autoevidente santità di chi viene accolto alla fine causa fastidio e ribrezzo nelle persone. Chi esulta per una tragedia è un verme, è pacifico, ma cosa dire di chi stigmatizza i vermi che esultano e contemporaneamente evita di parlare di chi ha realmente causato la tragedia? Lo stesso di chi accusa, a sproposito, la Serracchiani di razzismo; il messaggio che si percepisce è che lo status di migrante dia diritto ad una sorta di immunità diplomatica; ottimo spot per chi sostiene il “ributtateli a mare”.
Quante simpatie hanno portato queste due vicende ai partiti “simpatizzanti” verso le posizioni xenofobe? Purtroppo molte animelle candide non si renderanno conto dei loro errori ma continueranno a lagnarsi di italiani razzisti e chiedersi, scandalizzate, come sia possibile votare Salvini incapaci di capire che esiste qualcosa di peggio di Salvini: loro.

 

Ong, magistratura e migranti 2

Alcune riflessioni sparse sulla vicenda ONG, magistratura e migranti.

I colpevoli malintesi sulle indagini.

Il rapporto del frontex di cui parlava Zuccaro esiste ed ivi, a quanto riporta la stampa, vengono riportati alcuni comportamenti “ambigui” relativamente alle operazioni di salvataggio. Per il momento nulla che possa giustificare l’inappellabile condanna già emessa da alcuni verso le ONG ma abbastanza per giustificare l’apertura di una inchiesta per appurare se son stati commessi dei reati. Se l’apertura di una indagine, ovvero una procedura ove si cerca di capire se, come e quando son stati commessi dei reati, si potesse fare solo quando ci son granitiche certezze di colpevolezza a che pro allora far celebrare poi il processo? In realtà è naturale che possano esistere prove ed indizi sufficienti a giustificare l’apertura di una indagine che però non son sufficienti, da soli, per giustificare una condanna.
Questa vicenda ha comunque evidenziato due cose: la prima è che molti, dopo anni ed anni in cui le inchieste son state usate come un maglio e si è urlato che indagato significava sicuramente colpevole hanno spiacevolmente scoperto che l’essere indagati significa essere considerati ipso facto certamente colpevoli. E’, e rimane, una barbarie però non si può negare che sia la logica conseguenza dell’uso delle inchieste come arma impropria. Da notare come certe difese riportate dalla stampa, nel caso si parlasse della trattativa Stato – Mafia, farebbero urlare: “ci si difende nel processo e non dal processo”.  Piaccia o no il pattern è sempre il solito, l’unica cosa che è cambiata è chi stavolta si trova al centro del mirino.

Dura lex sed lex.

La Sardegna è stata una terra colpita dalla piaga dei sequestri di persona a scopo di estorsione. Per contrastare la piaga dei sequestri è stata approvata una legge per impedire il pagamento del riscatto. I beni della famiglia del rapito vengono bloccati. Perché è stata fatta una legge così dura? Anche per disincentivare i rapitori; un rapimento andato a buon fine con un riscatto è uno spot che attira altri a tentarsi lo stesso “lavoro” e quindi aumenta i rischi per tutti di diventare vittime di rapimento. La ratio della legge è quella. Poi si può discutere di quanto valore dare alla vita del rapito rispetto alla difesa della società; è una questione aperta cui si dibatte e si dibatterà in eterno. Questo per dire che talvolta ci possono essere dei motivi, che ognuno è libero di giudicare più o meno validi, per la durezza delle norme.

I fini umanitari.

Una delle linee di difesa delle ONG è “ma se gli scafisti stanno per buttare a mare un poveraccio; io cosa devo fare, rimanere a guardare o intervenire?” La domanda è interessante perché porta, come nel caso di sopra, l’attenzione su quanto possa essere moralmente accettabile il violare una legge ingiusta. La domanda che io mi pongo invece è un’altra: se è moralmente accettabile violare le acque territoriali libiche per salvare i migranti dai barconi quanto potrebbe essere moralmente accettabile invece mandare persone con un mitra (leggi soldati) a rendere sicura la libia per evitare che i migranti vengano aggrediti, rapinati e stuprati? Se la loro “sicurezza” giustifica il rendere sicuro l’ultimo trasbordo perché non dovrebbe giustificare il rendere sicuro anche i trasbordi precedenti? Mandare qualcuno a controllare le frontiere di terra della libia? O siccome non si è vista la foto di qualcheduno morto di sete nel deserto, la frontiera, di terra, libica è tutto OK?

Se si nota le motivazioni addotte a giustificazione della violazione di un paio di norme son le stesse con le quali, dietro scontata benedizione ONU, si interviene in missioni “di pace”.  Interessante come il rispetto dell’ONU, delle sue decisioni per molti dipendano da chi finisce nel bersaglio; se il bersagli è Tizio allora devi rispettare pedissequamente le decisioni ONU, faro delle genti, se è caio invece le decisioni sono arbitrii e l’ONU altro non è lo scagnozzo del GGG (il Grande Gombloddo Globale).

Ong e stazione centrale

Sembra che le polemiche sulle ONG si stiano sgonfiando; il rapporto in cui si parlava di contatti fra scafisti e ONG, stando a quanto dichiarato in commissione difesa e dal COPASIR non esiste, quindi, allo stato attuale, quelle su le ONG son state solo insinuazioni senza prove.

Devo però dire che la difesa delle ONG non mi è comunque piaciuta; invece di dire chiaramente che “i processi si fanno con le prove e non con i teoremi”, invitando a tirar fuori le prove, si è scaduti troppo nell’agiografico, nel “lei non sa chi sono io”. Capisco che parlare di prove invece di teoremi possa disturbare chi fino ad ieri sosteneva sperticatamente i teoremi giudiziari. La trattativa stato – mafia oppure le calunnie contro la Carfagna sono esempi di insinuazioni che hanno infangato senza che esistessero prove “reali” a prova di tribunale. Eppure molti scandalizzati per le insinuazioni verso le ONG erano anche quelli pronti a sostenere chi sparava tali insinuazioni. Sarebbe stata una prova di maturità e, perché no, anche educativa per chi pensava solo in termini di bianco o nero. Invece si è preferito battere sull’agiografia, troppo sul “solo noi siamo i buoni1 (e chi non è completamente con di noi è solo un nazileghista grillino in malafede)” e sul “lei non sa chi sono io”. Arrivando anche ad articoli che io ho trovato ridicoli; se il SMM di Unicef è eroico perché risponde a quattro leoni da tastiera su twitter e facebook che si divertono a vomitare odio, allora domani si dovrebbe dare una medaglia d’oro al valor militare a Caterina SimonsenSalvo di Grazia, oggetto di ripetuti lanci di cosa marrone da parte di antisperimentazione e antivax. E ovviamente chi va realmente per mare santo subito. Quindi cerchiamo di tenere bene il senso delle proporzioni.

Ho manifestato le mie perplessità su twitter e puntualmente mi son beccato del fascio-grillo-leghista. Purtroppo molti, troppi, pensano ancora in bianco e nero e considerano “contro di loro” chiunque non sia al 100% con loro. Il problema è che se cominci a considerare qualsiasi critica come un attacco, reagendo di conseguenza, l’unico effetto che si ottiene è di radicalizzare lo scontro e spingere chi non è d’accordo al 100% con te ma solo al 90% verso l’altra parte.

Errore che sto vedendo nella discussione riguardo alla retata alla stazione centrale di milano; su twitter è pieno di messaggi che evocano i rastrellamenti nazisti ed il ritorno del fascismo. Messaggi che portano tanti voti a Salvini, molti di più di quanti ne riesca a perdere lui con le sue inutili chiassate. Perché se ti dicono che non volere lo spacciatore per strada è fascista, il non voler tornare a casa con la paura di aggressione e senza dover attraversare zone di guerra, il non volere il degrado è fascista alla fine ti convinci che non è sbagliato essere fascista e del fascismo vedi solo le stazioni pulite e i treni in orario e non le immense porcate che ha fatto. Perché il problema del degrado di certi quartieri non colpisce di certo i soci del cineforum “la corazzata kotionkin” di Capalbio ma i poveracci che devono prendere il treno per tornare a lavoro. E magari soci del cineforum stanno ad urlare “bVutti Vazzisti, non capite il valoVe delle VisoVse? Fascisti.”, e il poveraccio cosa capisce? Vuoi poter tornare a casa tranquillo? vuoi un controllo del territorio che blocchi o riduca la microdelinquenza? Vota Fascista. (oppure come capitato in certe zone dove lo stato ha abdicato, si è ritirato, ha perso, sostieni don Vito2).

In pratica l’effetto opposto a quello che si voleva ottenere. Forse prima di lamentarsi dei poteri sovrumani di Salvini e di come riesca ad avere seguito nonostante le sue “chiassate” forse sarebbe meglio fermarsi a riflettere sui propri, mostruosamente immensi, errori di comunicazione.


  1. La difesa “noi siamo i buoni, tutti i buoni” è rischiosa anche per un altro motivo; se domani, non si voglia, ma si scoprisse una mela marcia c’è il rischio che si “sputtani” tutto il frutteto. Basta vedere cosa è capitato alle prime indagini che hanno avuto come bersaglio il “partito degli onesti”. 
  2. Non è un caso che “il padrino”, romanzo di mario puzo si apra con la scena di don Vito visto, dai suoi sostenitori, come uno che raddrizza torti meglio dello Stato.

    Il boss mafioso italiano Vito Corleone, in occasione del matrimonio della figlia Connie, riceve nel proprio studio molti italiani emigrati negli Stati Uniti che invocano il suo aiuto.[2] Essi richiedono il suo intervento in situazioni drammatiche, domandando per esempio una vendetta contro gli stupratori delle figlie (che la giustizia ordinaria ha lasciato sostanzialmente impuniti), di richiedere ai politici della sua rete di concedere la cittadinanza americana a giovani italiani prigionieri di guerra altrimenti condannati al rimpatrio lasciando le figlie senza marito, o chiedendo prestiti per aprire negozi. Don Corleone, formalmente conosciuto come il più potente importatore di olio d’oliva italiano in America, accetta tutte queste richieste di aiuto, ricordando a tutti che essi sono da questo momento suoi debitori, e che lui potrà rivolgersi a loro in qualunque momento.
    [da wikipedia]

    Spiace dirlo ma se lo stato abdica chi prenderà il suo posto sarà visto come il Don Vito della situazione. 

Ong, magistratura e migranti

C’è qualcosa di kafkiano nella questione fra le ONG che si occupano dell’assistenza in mare ai migranti e la procura di catania.  La vicenda mi sembra tanto una di quelle commedie degli equivoci dove buoni e cattivi si scambiano i ruoli ed alla fine nessuno riesce più a capirci nulla.

La prima constatazione da fare è che il procuratore di catania ha parlato di indagini in corso, indagini per le quali non c’è ancora, che io sappia, alcun indagato cui è stato inviato un avviso di garanzia. Questo è un comportamento alquanto scorretto. Renzi quando dice che i magistrati dovrebbero parlare con gli atti e non con le interviste, nelle quali si stuzzica l’opinione pubblica per avere una condanna “morale” che supporti poi la richiesta di condanna “giuridica”, ha ragione da vendere. Ma questa regola deve comunque valere sempre, sia che il presunto indagato siano le ONG sia che il presunto indagato sia Silvio Berlusconi. Difendere a spada tratta i magistrati che parlano, e straparlano, della gente antipatica e contemporaneamente chiedere che vengano messi a tacere quelli che invece parlano di chi ci è simpatico, non è garantismo ma pura e semplice paraculagine. La legge è uguale e deve essere uguale per tutti, chiedere che per qualcuno sia più uguale significa renderla diseguale, che che ne pensino i tanti sacerdoti della legalità.

La seconda è che è sbagliato usare la legge come strumento di lotta politica e trasformare i magistrati nei paladini della propria fazione; è un comportamento pericoloso e scorretto. Inoltre se arruoli qualcuno nelle tue bandiere prima o poi ti tocca pagargli il dazio. Preferisco vivere in uno stato dove i tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario, si limitano a vicenda che vivere in uno stato dove uno dei tre cerca di dominare in ogni modo gli altri due.

Terza, ma non meno importante, se stuzzichi le persone a pensare che indagato equivalga a colpa accertata con certezza e che la condanna, in giudicato, sia solo una inutile pastoia burocratica, poi non stupirti che se diventi tu l’oggetto dell’indagine poi molti pensino che sei sicuramente colpevole. Adesso è troppo tardi per tentare di spiegare che mentre per Tizio valeva il: “se Tizio è indagato allora è sicuramente colpevole”, per Caio, adesso indagato o di cui si sussurra verrà indagato, invece debba valere l’articolo 27 della Costituzione Italiana.

Quarta constatazione: dalle reazioni scomposte che vedo, penso che comunque sia stato toccato un nervo scoperto e molto doloroso. Il facilitare l’arrivo in italia in ogni caso è un buono spot per convincere i disperati a tentarsela, il pattern sta in ogni caso diventando: “uscire dalle acque territoriali libiche e lanciare immediatamente l’SOS”. I salvataggi riusciti in ogni caso mostrano come il rapporto rischi/benefici del tentarsi la traversata secondo la rotta libica sia vantaggioso.

Ultima considerazione: moltissimi migranti non fuggono da zone di guerra come la siria o l’afghanistan ma son migranti per motivi economici. Il tentare di spacciarli per profughi provenienti da zone di guerra, persone giustamente tutelate dal diritto internazionale, serve solo ad aumentare la confusione e magari a far credere che anche i profughi di guerra siano migranti economici. E questo alla lunga causa proprio il razzismo che a parole si dice di voler combattere.

Credo che l’errore sia nel modo cui si sta indagando e non per chi viene indagato; per questo io non sto con il magistrato; imho un magistrato deve parlare con gli atti e non rilasciare interviste ed insinuazioni ma neppure credo che esista una patente di “bontà” che ti ponga al di sopra delle leggi dello stato. Il sottoporre la legge dello stato a “superiori esigenze morali” è il primo passo verso la dittatura1. Se si riconosce una legge come non adatta è sempre meglio cambiarla che ignorarla.


  1. La legge stessa stabilisce eccezioni in caso di pericolo di vita o per altri validi motivi. Una ambulanza in emergenza può ignorare le regole del codice della strada, proprio perché è il codice della strada stesso a stabilirlo, una nave, secondo la legge italiana, può aiutare migranti in pericolo di vita senza passare per scafista proprio perché è un caso di eccezione previsto dalla legge

il formulario di matematica all’esame; perché no?

Ho sentito la proposta dei cinque stelle di permettere l’uso del formulario di matematica alla maturità e stavo leggendo le reazioni scomposte di chi ha preso questa proposta come pretesto per un carica a testa bassa.

Penso che stavolta i cinque stelle non abbiano tutti i torti e che molte delle critiche siano infondate per non dire completamente fatte fuori dal vaso. Prima cosa: cosa significa conoscere la matematica. Di certo non ricordarsi a memoria mille formule e poi essere completamente incapaci di applicarle. Potrei dire che conoscere la matematica, a livello liceale, significa conoscere le formule, nel senso di sapere quale è il loro ruolo, ed essere capaci di utilizzarle per risolvere il problema o gli esercizi proposti.

Come diceva il mio docente delle superiori, che permetteva di utilizzare tranquillamente il libro ai compiti in classe: se conosci la formula e la sai usare il libro è utile se hai un dubbio su un segno od un esponente, se non sei capaci di usarla averla davanti al naso è inutile. Idea che condivido. Parlo per esperienza personale: io le formule di trigonometria per esprimere una funzione trigonometrica mediante le altre funzioni o  le formule di prostaferesi non me le ricordo, non son mai riuscito a ricordarmele anche perché le ho utilizzate poco. E se mi capita un problema per risolvere il quale ho bisogno di tali formule o guardo sul manuale oppure mi tocca ricavarmele partendo dalle formule di addizione e sottrazione. Oppure la formula per il calcolo della superficie della sfera io, per la mia preparazione o trovo un prontuario con la formula oppure devo calcolarlo usando un integrale doppio1.

Magari lo studente riesce ad impostare il problema, descrivere bene e correttamente tutti i passi per arrivare alla risoluzione e magari si blocca perché non ricorda una formula, usata raramente.

Lo scopo della matematica non è ricordare a memoria il formulario quanto il saper utilizzare la matematica, il conoscere gli strumenti e i loro ambiti di applicazione. Ecco perché penso che il concentrarsi sulla memorizzazione sia stupido e fuorviante.

Prendiamo ad esempio Gramellini

. Si può vivere senza sapere a memoria in che anno è nato Napoleone? Sì, se non fosse che così si rischia di non sapere se sia nato prima lui o Carlo Magno. E se non si sa questo, si finisce per non sapere niente di storia e poco di tutto il resto.

Serve sapere l’anno preciso di nascita di Napoleone per sapere se è anteriore o posteriore a Carlo Magno? non mi sembra. E poi perché l’anno, quando può bastare il secolo? Il conoscere a memoria l’anno di nascita di Napoleone, senza però sapere perché è importante Napoleone o riuscire a capire come Napoleone ha influenzato la Francia e gli altri paesi europei è proprio un esempio di sterile ed inutile nozionismo. L’evitare di far avere tante nozioni ma non essere capaci di inferirle, incrociarle od utilizzarle per estrarre ulteriori informazioni ma tenerle come monadi fini a sé stesse, dovrebbe essere uno degli scopi principali della scuola. O, tornando a parlare di matematica,  conoscere perfettamente la formula (c^2=a^2+b^2) il quadrato costruito sull’ipotenusa è uguale alla somma di quelli costruiti sui cateti, ed essere incapaci di calcolare il perimetro e l’area di un triangolo rettangolo nota l’ipotenusa e un cateto, è peggio del non ricordarsi un dettaglio della formula.

 


  1. le formule di prostaferesi non me le son mai ricordate, idem la formula ridotta per la soluzione dell’equazione di II grado quando il termine lineare è pari, le formule per la superficie della sfera, gli sviluppi dei determinanti di ordine tre, son tutte formule che non son mai riuscito a ricordare. Conosco cosa sono e in quali casi si devono applicare però se non ho il manuale sotto mano devo passare un po’ di tempo a ricavarmele. 

Il prof dei voti bassi? Aveva ragione – Corriere.it

Su twitter Mauro mi aveva segnalato questo articolo, che sinceramente ho trovato agghiacciante. (grassetti miei)

Sorgente: Il prof dei voti bassi? Aveva ragione – Corriere.it

LA STORIA
Il prof dei voti bassi? Aveva ragione
Sospeso per i criteri di valutazione: dopo 5 anni il giudice lo riabilita. «Non sono severo, ma alle superiori sbagliavano test da IV elementare» di Valentina Santarpia

A distanza di cinque anni, ha avuto ragione: una sentenza del giudice del lavoro di Lecce ha annullato la sanzione disciplinare che l’allora preside dell’istituto tecnico commerciale di Casarano, Prof. Bruno Contini, aveva inflitto al professore che dava voti troppo bassi. Il giudice ha anche condannato la scuola a pagare le spese legali, con conseguente danno erariale per l’Amministrazione Pubblica. Eppure lui, un cinquantenne salentino, che preferisce non far pubblicare nome e faccia per evitare un nuovo clamore sul suo caso, non è «soddisfatto», anzi: la sua voce ha il suono amaro della rassegnazione. «È vero, dopo molti anni ho capito che non si possono valutare davvero i ragazzi per quello che valgono, e quindi spingerli a lavorare e studiare di più. Se tutti gli studenti avessero i voti che meritano, non verrebbe promosso più del 20%». (…)

Quando sono entrato per la prima volta nell’istituto di Casarano, quello dove è scoppiato il caso, ho sottoposto i ragazzi di prima superiore ad un test matematico che viene proposto dal Miur per bambini di IV e V elementare, volevo valutare le loro condizioni di partenza. E per evitare polemiche ho usato quesiti riconosciuti, non inventati da me. Ma i risultati sono stati imbarazzanti, i ragazzi non erano in grado di rispondere a domande semplicissime: così ho messo loro voti bassi, come meritavano».

Apriti cielo: «In questo modo si creava una situazione di panico nelle classi che sfociava nelle proteste degli studenti e le preoccupazioni che le famiglie manifestavano al dirigente- racconta il preside nella memoria difensiva presentata in tribunale- al fine di sedare gli animi e far rientrare la situazione nella normalità, veniva convocato il docente, ma nonostante le sollecitazioni ad un dialogo costruttivo con gli studenti non si riscontrava alcuna collaborazione da parte del prof». (…) Eppure la decisione del giudice, che «riabilita» il professore all’epoca criticato per i suoi metodi didattici, rilancia il dibattito su un sistema scolastico contraddittorio, che assiste impotente alla debacle degli studenti pugliesi nelle valutazioni Ocse-Pisa e poi premia quegli stessi studenti con il record di lodi all’esame di maturità.

Com’è possibile? «Perché è molto più semplice accettare il sistema- sostiene il prof- che prevede poche regole chiare e non scritte. Non si possono bocciare più di 6-7 ragazzi all’anno altrimenti non si formano le classi successive: un tempo accadeva e nessuno si scandalizzava, oggi sarebbe impensabile- racconta il prof- Le scuole devono avere un nome solido per potersi permettere di bocciare, altrimenti si fanno terra bruciata intorno. E la stessa cosa vale per i professori: quelli che mettono voti reali, come me, vengono guardati male e costretti a giustificare ogni virgola, per cui quasi tutti si adattano mettendo sufficienze anche a chi non se lo merita. Ed è praticamente impossibile per le famiglie o per la scuola mandare via un docente che non insegna bene: i punteggi in graduatoria dipendono in gran parte dall’anzianità piu’ che dalla capacità di un professore e dalla sua preparazione».

Che dire? oramai si è scambiato il diritto allo studio per il diritto al conseguimento del titolo di studio. La scuola non è più formazione ma un campionato dove magari retrocedono (bocciati) solo le ultime tre e le altre possono vivacchiare, basta che non si avvicinino alla zona retrocessione. La vicenda del professore spiega benissimo anche la guerra ai test invalsi, test di ammissione all’università ed a tutto ciò che “rompa” il quieto vivere della scuola ove si evita di bocciare e di mettere i ragazzi davanti alla loro ignoranza ed impreparazione. Certo il quieto vivere viene ammantato, come al solito, di altissimi ideali: il non lasciare nessuno indietro, la scuola dell’inclusione, i ragazzi in fase di crescita.

Peccato che ciò significhi solo ritardare il momento in cui si dovrà realmente dimostrare di essere capaci e preparati e se non lo si è arriverà la bocciatura. E in quel momento saranno dolori, perché se l’essere bocciato, il non passare una selezione può irritare, lo scoprire di non essere così capace e preparato come ci si credeva di essere può essere devastante. Molta della rabbia dei gggiovani si spiega benissimo con il: hanno scoperto di essere capre e non dei novelli Einstein come li avevano illusi a scuola.

Cambiare il sistema? sarà certamente doloroso; oggi purtroppo non corri solo nella tua città o nella tua provincia ma la gara oramai è europea e mondiale1. Puoi cullarti nell’illusione e frignare cercando di contrabbandare il diritto al titolo di studio come diritto allo studio. Il risveglio, salvo che per pochi fortunati, sarà però tragico.


  1. Due parole sui cervelli in fuga: un caso singolo non può confutare una media. Il fatto che l’1% dei migliori studenti italiani ha successo all’estero non confuta il livello medio del restante 99%. In termini più chiari: il fatto che la Juventus sia arrivata in semifinale di Champions non confuta la, bassa, qualità del corrente campionato di serie A e non confuta certe figuracce fatte, in europa, da squadre italiane. 

ANCORA SU REPORT

Grazie a Barbara per il suo lavoro di raccolta degli articoli.
(sono pigro lo ammetto 😉 )

ilblogdibarbara

e sui vaccini anti HPV.

Di Roberto Burioni

Partiamo dalla fine di Report: da quella signora che vi ha detto che i vaccini sono contaminati. Questa affermazione è priva di basi scientifiche. Vediamo perché.
L’agenzia francese per la sicurezza dei medicinali ha condotto uno studio approfondito con l’ausilio di apparecchiature molto sofisticate nel quale sono stati analizzati numerosi vaccini. Parlando di questo studio è importante una precisazione: così come quando pesate una cassetta di frutta dovete sottrarre al peso misurato dalla bilancia quello della cassetta che contiene le mele, così negli esperimenti scientifici bisogna sempre includere una misurazione del “rumore di fondo”, che dovrà essere considerato lo zero. Da quello si parte per misurare, e si chiama “controllo negativo”.
Correttamente, i ricercatori francesi hanno scelto come “controllo negativo” un farmaco iniettabile contro l’ipertensione che non ha nulla da fare con i vaccini (il Tenormin) e della soluzione fisiologica iniettabile, sarebbe…

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