io non sto con saviano

e spiego il perché.

Stavo seguendo la vicenda Salvini, Saviano ed il codazzo di polemiche.

Premessa: a parole si diceva di lottare contro le fake news ma quando la fake news è utile allora non è più una balla ma diventa una verità alternativa. Mi riferisco a quanto scrive Mattia riguardo alla vicenda della scorta; vengono messe in bocca a Salvini parole non detto e si usano tali parole, messe in bocca a salvini, per attaccarlo.

Detto questo sto vedendo che adesso una sinistra allo sbando che vorrebbe unirsi ma che riesce ad essere d’accordo solo riguardo a chi “è il nemico da contrastare” ma non a come contrastarlo o che controproposte portare, sta ripetendo gli stessi errori che fece nel 2001 con Berlusconi e che lo cementò al potere.

Gli errori furono sostanzialmente tre:

Il primo errore fu il non costruire una controproposta: “berlusconi propone A noi proporremo B invece” ma il cercare di unire con alchimie elettorali chiunque fosse contro il Cavaliere. Ciò portò alla costituzione nel 2006, con la benedizione di tanti intellettuali impegnati, dell’ulivo. Ulivo che partorì un formidabile programma di 243 pagine piene di niente visto che mettevano d’accordo la Binetti con Bertinotti, Di Pietro con Mastella. Un fritto misto che venne poi abbandonato da molti elettori disgustati.

Conseguenza del primo, il secondo fu la demonizzazione all’eccesso della persona; demonizzazione all’eccesso della persona che si rifletteva anche nella demonizzazione dei suoi elettori. Questo porta due svantaggi: quando sei costretto a trattare con tale persona puntualmente trovi qualcuno per pur di essere il più puro (ed epurarti) ti accusa di alto tradimento. Seconda cosa, che chiami qualcuno ladro, evasore, feccia, ignorante, colui_che_parcheggia_il_suv_in_doppia_fila, questa persona poi voti per te; magari se disgustato dagli altri o disperde il voto votando qualche partitino di protesta o resta a casa. Ma non voterà per te.

Il terzo errore fu l’abdicazione della politica a favore di giudici ed intellettuali; una sinistra bloccata dalle sue contraddizioni ed incapace di parlare chiaramente e di preparare risposte politiche abdicò a intellettuali e magistratura il compito di contrastare politicamente Berlusconi e supportarla nell’attacco alla persona. Il risultato di tale macelleria fu una magistratura in delirio di onnipotenza che invece di pensare di essere il potere preposto a giudicare torti e ragioni si sentì investita dalla missione divina di estirpare il male dal mondo. I risultati son sotto gli occhi di tutti: molti son convinti che inquisito significhi colpevole certo non ancora condannato, che la privacy, degli altri, serva solo a coprire i delinquenti.

Anche gli intellettuali venivano idolatriati quando si presentavano come i campioni del bene contro il Sauron di Arcore. Investiti del sacro dovere di essere l’unico baluardo culturale contro il popolo_che_parcheggia_in_doppia fila Peccato che fossero stati bravissimi a dire cosa non andasse bene ma che, all’atto pratico, non siano stati capaci di tirar fuori dal cilindro una proposta che una, attuabile e da presentare agli elettori.
Il dibattito politico era monopolizzato da loro che dicevano quanto fosse cattivo mr B. quanto fosse brutto etc. etc. Alla fine la scelta, visto anche il dibattito politico in corso, era fra Berlusconi e qualunque cosa non Berlusconi, si parlava solo di berlusconi, bene o male ma si parlava solo di lui, e non si parlava di altro. Avevano messo Berlusconi al centro, e questo era utile perché molti campavano di rendita per il semplice fatto di essere antiberlusconiani1.

Adesso sto vedendo ripetere paro paro questi errori con salvini; viene demonizzato qualsiasi cosa dica ma questo paradossalmente lo favorisce perché mostra come sia lui a gestire l’agenda del governo. Si parla di unioni ma non si parla di proposte politiche e di idee, solo federazioni di simboli, federazioni che senza idee chiare su cosa fare o no restano solo cartelli elettorali che possono anche vincere ma che difficilmente riescono a convincere.

Soprattutto Saviano sta rubando la scena a sx; si parla solo di saviano e salvini, ma saviano ovviamente non dice cosa fare di alternativo alle proposte di salvini. Si limita a denunciarle. E una sinistra allo sbando si nasconde, pavidamente, dietro alle parole di Saviano. Se domani puf, sparisce Salvini, che si fa per i migranti? per i campi rom? Si continua con il piano Minniti? si aumenta l’accoglienza? si spara a vista?

Boh tante lamentele ma nessuna proposta. Se l’alternativa politica alle sbroccate di Salvini son le sbroccate2 uguali e contrarie di Saviano allora si sta semplicemente cementando Salvini nel suo ruolo. Se ti nascondi dietro gli intellettuali poi finisci completamente eclissato da loro. La cattiva politica si contrasta con la buona politica non con “intellettuali” con il ditino alzato che fanno la lezioncina ad uso e consumo dei criceti cicisbei affinché si sentano buoni e “studiati”.


  1. Quanto fatturava l’antiberlusconismo? 
  2. Anche il vate spara non poche perle e si lascia andare a ragionamenti sconclusionati pur di dar contro a Salvini. 
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Domande di asilo, diamo un paio di numeri

Visto che adesso è tutto un fiorire di numeri sull’immigrazione indico un paio di fonti dove trovare numeri certi e certificati.

Vediamo un poco di numeri sull’immigrazione:

Esiti 2016 % 2017 %
rifugiati 4.808 5% 6.827 8%
sussidiaria 12.873 14% 6.880 8%
umanitaria 18.979 21% 20.166 25%
diniego* 54.254 60% 46.992 58%
altri esiti** 188 0% 662 1%
Totale esaminati* 91.102 100% 81.527 100%

fonte: ministero dell’interno, http://www.interno.gov.it/it/sala-stampa/dati-e-statistiche/i-numeri-dellasilo (dati 2016, 2017)

riguardo all’esito: domanda accolta per motivi umanitari c’è da notare che gli status di rifugiato e di protezione sussidiaria sono definiti dal diritto dell’UE mentre i motivi umanitari sono specifici delle legislazioni nazionali e non sono applicabili in alcuni Stati membri dell’UE. (fonte).

Da notare come la maggior parte delle domande siano state accolte per “motivi umanitari”, motivi specifici della legislazione italiana e che i rifugiati “rifugiati” siano stati, nel 2017, solo l’8% delle domande, il 16% se si aggiungono anche chi gode di protezione sussidiaria.

Quindi si nota che fra il 2016 e il 2017 si son rivelate circa 100.000 persone che non hanno alcun diritto di permanere in italia e che, a rigor di logica, dovrebbero essere reimpatriate.

Nel 2017 quindi in italia sono arrivate 100.000 persone che per la maggior parte o finiranno preda di farabutti o diventeranno farabutti anch’essi. E si tratta di un problema reale, problema al quale bisogna rispondere.

Nazifobia

Su G+ hanno segnalato questo articolo: http://www.ilgiornale.it/news/mondo/ununiversit-ha-usato-frase-rommel-motivare-studenti-1543233.html?mobile_detect=false

Un’università ha usato una frase di Rommel per motivare gli studenti
L’Università inglese di Exeter è stata costretta a scusarsi pubblicamente dopo l’accaduto, dichiarando che nessun membro dello staff aveva idea di chi fosse Erwin Rommel

Jacopo Bongini – Mer, 20/06/2018 – 21:04

È polemica in Gran Bretagna dopo che Il generale nazista Erwin Rommel, uno dei protagonisti della seconda guerra mondiale, è accidentalmente diventato per qualche ora una figura ispirazionale al pari del Mahatma Gandhi o di Albert Einstein.

La prestigiosa Università di Exeter, nell’Inghilterra meridionale, ha infatti utilizzato una citazione del generale tedesco come frase motivazionale, inserendola all’interno di una mail del Career advisory service – il servizio di assistenza post laurea – destinata al personale e agli studenti dell’ateneo. La frase di Rommel usata nella mail era: “Non ci si può permettere di perdere opportunità uniche per amore delle sciocchezze” , che difatti ben si adatta al personaggio soprannominato “La volpe del deserto” e conosciuto per la sua grande abilità strategica dimostrata al comando delle truppe tedesche in nordafrica.

Che dire? mi sembra una polemica un poco pretestuosa; Rommel sarà anche stato un militare tedesco che ha combattuto, e talvolta sconfitto, gli inglesi nella II guerra mondiale ma la frase citata non mi sembra contenga slogan di tipo razzista o che sia offensiva verso qualcuno. Posso capire il non voler neppure dare l’impressione di essere “pro nazismo1” ma qui si sta condannando una frase, imho anche giusta, anche efficace, solo perché pronunciata da una persona “non gradita”.

Una osservazione che avevo sentito diceva: “onestà intellettuale è ammettere, quando un nazista dice che piove ed effettivamente sta piovendo, che il nazista ha ragione”. Faccio notare che l’ammettere che il nazista abbia ragione in una situazione specifica e precisa,  ovvero dice che piove e sta piovendo, non significa ammettere che il nazista debba per forza avere ragione sempre, comunque e dovunque.

Anzi questo modo di pensare “se tizio è nazista allora tizio dice solo cose sbagliate” è il classico modo di pensare che ti fa apparire come pazzo fanatico peggio di tizio, visto che poi rischi di trovarti costretto a sostenere posizioni assurde pur di non ammettere che in quella specifica situazione tizio aveva ragione.

Se finisci a pensare solo per stereotipi, quando uno stereotipo risulta essere falso, tutta la costruzione casca come un castello di carte. Per rendersene conto basta pensare alla vicenda di Giorgio Perlasca. Perlasca è stato un fascista convinto, ha partecipato alla guerra di spagna dal lato dei neri e durante la II guerra mondiale, spacciandosi per il console di spagna, ha salvato qualche ebreo. Luci ed ombre. Logico che causi imbarazzo per chi è abituato a pensare solo bianco o solo nero e chi considera nero profondo sia il nero al 99.99% che il nero al 0.01%.

Infatti all’epoca della prima messa in onda dello sceneggiato interpretato da Zingaretti ed ispirato alla figura di Perlasca ci furono proteste perché secondo alcuni “si esaltava un fascista”.

Seconda cosa: è sbagliato invocare la “damnatio memoriae” sul nazismo, dimenticarlo e volerlo trasformare in un fumettone buoni buonissimi contro cattivi cattivissimi; è il modo migliore per obliare anche le cause e le dinamiche che portarono alla sua ascesa e, cosa più grave, non riconoscere certe situazioni quando si ripresentano.

A seguito del polverone causato dalla notizia, un portavoce dell’università ha cercato di chiarire la questione scusandosi pubblicamente: “Si è trattato di un errore in buona fede e in nessun modo intenzionale. Tuttavia ci scusiamo senza riserve se qualcuno dovesse essersi sentito offeso, ci siamo già attivati per evitare che episodi come questo possano accadere di nuovo in futuro”, aggiungendo come i membri dello staff che hanno selezionato la frase l’abbiano semplicemente trovata su internet e che non avessero la minima idea di chi fosse Erwin Rommel. Una brutta gaffe per l’Università di Exeter, che nel 2013 ottenne dal Sunday Times il titolo di università dell’anno e che ogni anno è costantemente classificata come uno dei dieci migliori atenei del Regno Unito.

La pezza è peggio del buco. Cioè se uno si sente offeso da quella frase solo perché l’aveva pronunciata Rommel, imho è lui che ha qualche problema e che dovrebbe farsi qualche domanda (e darsi una risposta). Capisco la delicatezza ed il rispetto ma se non ci si mette un limite si finisce a dover dar retta alle pippe mentali di chiunque che per qualsiasi, pretestuoso, motivo si sente offeso2.  Con risultati che vanno dal tragico all’umoristico. Cioè se si scoprisse domani che Sir Isaac Newton era stato un misogino che menava la moglie, imho, pretenderebbero che si torni immediatamente alla fisica aristotelica (visto che aristotele era buono, multiculturalista e very politically correct ed inoltre compatibile con tutte le credenze religiose).

 


  1. Che poi Rommel era un militare che aveva anche partecipato al complotto per far fuori Hitler quando ci si accorse che oramai la guerra era persa. Non era di certo il classico nazista fanatico fedele fino alla morte al nazismo. Errata: come ha detto mauro Rommel venne sospettato di aver coperto i complottisti e per quello convinto a “suicidarsi”, ma non partecipò direttamente al complotto. 
  2. Attendo con ansia il primo che parli di nazishaming (nazistofobia) e inizi a piagnucolare: mi critichi solo perché sei nazifobico; fra i SJW e i criceti cicisbei questo causerà, come capitato ad esempio per il “vomitevole” di Macron, più di un cortocircuito. 

l’alternativa, ovvero un discorso su salvini e gli zingari.

Quello sotto riportato è un vecchio articolo del 2015 ove discutevo di una sparata della lega: “per i rifiuti di napoli confidiamo nel vesuvio” e di come spesso quello che capita in italia è che a furia di lottare contro domande, tutto sommato giuste, si finisce a lasciare enormi praterie al primo che fornisce risposte, fossero anche deliranti, a tali domande.

Qui si parla dei rifiuti a napoli ma per il problema Rom, imho, la situazione è abbastanza simile. Ci son sacche critiche soprattutto nei campi non autorizzati, ci son persone alle quali, vuoi per pavidità, vuoi per un malinteso senso di accoglienza, è stato permesso di fare ciò che vogliono indipendentemente da ciò che comandano le norme, ci son zone dove non c’è lo stato sic et simpliciter.

Il problema esiste, salvini ha tirato fuori una risposta con termini poco felici, ma ha tirato fuori una risposta. E tale risposta la contrasti tirando fuori una controproposta migliore non lottando “contro le domande”: “dici così perché sei razzista e poi perché i problemi son ben altri”. Oppure confidando nel miracolo di San Gennaro.

Ho avuto, su twitter, uno scambio di opinioni con voceidealista

VoceIdealista ha ritwittato

Frasi tipo: “per l’emergenza rifiuti a Napoli confidiamo nel Vesuvio”. Questa è la lega.

e la mia risposta è stata

il triste non è quello, é che l’alternativa è: speriamo in san Gennaro.

Vorrei espandere un poco il mio pensiero, visto che twitter incentiva la sinteticità ma questo talvolta porta a franintendimenti. Partiamo dal problema dei rifiuti a Napoli, spesso in Italia quando c’è un problema le tecniche risolutive  sono:

1 -> Benaltrismo: son bel altri i problemi: l’ecodisastro in zebrania citeriore, il femminicidio, l’omofobia, il festival di sanremo…

2 ->Minimizzazione o negazione del problema:  ma non è così grave, la terra è sana, la gente meravigliosa…

3 ->Vittimismo: parli dei rifiuti di Napoli perché sei uno spocchioso razzista e poi la monnezza a Napoli la porta il nord…

Raramente arriva l’opzione: “Affrontiamo il problema, studiamo e cerchiamo di trovare una soluzione consci che molto probabilmente sarà solo migliorativa ma non definitiva e che ovviamente non metterà tutti d’accordo”. La mancanza di quell’opzione apre praterie sterminate al Salvini di turno per fare battute poco felici ma efficaci perché alla base hanno un fondo di verità.  Il fondo di verità è, purtroppo, che per molti la soluzione ideale sarebbe un miracolo di San Gennaro. E la vicenda alla fine si riduce non a “imbecille contro persona con la testa” ma “imbecille tifoso del Vesuvio contro imbecille tifoso di San Gennaro”.

Purtroppo il non voler affrontare il problema ma il negarlo, minimizzarlo o scaricarlo sugli altri grazie al vittimismo porta molti voti a chi, per quanto imbecille, ammette l’esistenza del problema e propone una soluzione o da l’impressione di volerlo affrontare. Molti voti alla lega, e ai 5stelle, sono arrivati proprio per quel motivo, fra chi nega il problema e chi propone soluzioni “demenziali” si tende a scegliere chi propone soluzioni demenziali nella speranza che una soluzione demenziale si possa migliorare. Il negare il problema invece è un ostacolo alla sua risoluzione, anzi sdogana anche chi propone soluzioni demenziali.

Per smontare Salvini l’unico è tirar fuori una proposta decente e attuabile per affrontare e risolvere l’emergenza (Inceneritori, controllo del territorio, raccolta differenziata…); l’accusare il Salvini di razzismo e frignare “tutti mi odiano perché sono piccolo e nero…” invece significa fargli un ottima campagna elettorale.

Il moVimento ha avuto un boom alle elezioni proprio perché si presentava come una alternativa “di rottura” rispetto ad un berlusconi politicamente in agonia e ad un bersani surrealista. Poi si è bruciato per incompetenza politica e opposizionismo patologico. La lega, a differenza del moVimento ha invece capacità politica, esperienza e radicamento nel territorio. E anche buone amministrazioni di quest’ultimo(1).

PS

La battuta sul vesuvio è stata fatta anche per un cinico calcolo politico, visto che al sud la lega, per la sua storia, avrà pochi voti; a Salvini conviene fidelizzare il suo zoccolo duro riciclando il materiale del bossi dei tempi d’oro de “la lega c’è l’ha duro…”. Così come ha fatto grillo incentivando, grazie alla nomina del direttorio, l’ala farlocchista-sbroccotronica del moVimento.

(1) Molti sindaci della lega sono stimati e vengono rieletti, sarebbe da capire come mai la rielezione di un sindaco di una parte politica è prova di collusioni mentre se il sindaco è della parte opposta è un riconoscimento delle sue capacità.

PRIMA DI TUTTO VENNERO A PRENDERE GLI ZINGARI

Siccome che sono pigro mi limito a rubare l’articolo di barbara, che condivido completamente.
Molto interessante anche questo link segnalato nell’archivio: http://ciri-giovanni.blogspot.com/2018/06/dieci-punti-sui-rom.html

ilblogdibarbara

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari…” Ed abbiamo detto tutto. Non c’è altro da aggiungere.

Questo è l’articolo di ieri di un signore molto dalla parte giusta, molto buono, molto attento al rispetto dei diritti umani… Uno di sinistra, insomma. Bene, ora che questo dotto signore ci ha ricordato la bellissima e intensa poesia-denuncia di Martin Niemöller, andiamo a leggerla per intero.

Zuerst holten sie die Kommunisten;
ich schwieg, denn ich war kein Kommunist.
Dann holten sie die Juden;
ich schwieg, denn ich war kein Jude.
Dann holten sie die Gewerkschaftsmitglieder unter den Arbeitern;
ich schwieg, denn ich war kein Gewerkschafter.
Danach holten sie die Katholiken;
ich schwieg, denn ich war Protestant.
Schließlich holten sie mich,
und da war keiner mehr, der für mich hätte sprechen können.

Tranquilli, ora ve la traduco.

Prima vennero a prendere i comunisti;
io tacqui, perché non ero un comunista.
Poi vennero a…

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Migranti, quello che gli “illuminati” non capiscono | Fondazione Luigi Einaudi Onlus

Magistrale articolo di Luca Ricolfi, una delle menti “di sinistra” più lucide e razionali. Magari se ci si fosse affidato a lui ed a gente come lui invece di correre dietro alle sirene dei pVeggiattissimi intellettuali con tutte le risposte come Roberto Saviano, Laura Boldrini o Mario Balottelli1.

Sorgente: Migranti, quello che gli “illuminati” non capiscono | Fondazione Luigi Einaudi Onlus

(…) Vogliamo fare un piccolo ripasso? Su 100 richiedenti asilo solo 7 hanno diritto alto status di rifugiato (in base alla convenzione di Ginevra). Dei restanti 93, una minoranza ottiene altre forme, più o meno temporanee, di protezione “sussidiaria” o “umanitaria”, ma tutti gli altri, circa il 60% dei richiedenti asilo, entrano in una sorta di terra di nessuno, senza doveri nè diritti. Nessun organismo riconosce loro il diritto di stare in Italia, ma nessuno organismo (salvo casi eccezionali), è in grado di fargli rispettare il dovere di lasciare l’Italia. É per questo che gli sbarchi creano tanta inquietudine: si sa che la maggior parte di quanti entrano in Italia non ne hanno il diritto, ma si sa altrettanto bene una volta entrati, nessuno (nemmeno Salvini) sarà, in grado di riportarli indietro.

Qualcuno può stupirsi se, con questo sistema, abbiamo accumulato circa mezzo milione (nessuno conosce la cifra esatta) di stranieri irregolari, che come un fiume carsico riemergono nelle due forme fondamentali del dramma migratorio: come manovalanza della criminalità organizzata (gli stranieri irregolari delinquono circa 30 volte di più degli italiani), e come forza lavoro iper-sfruttata, ai limiti della schiavitù, nelle campagne del Mezzogiorno?

A questo spettacolo, già desolante di per sè, all’opinione pubblica non di rado se ne parano davanti agli occhi altri due, non meno inquietanti: quello dei richiedenti asilo che bighellonano con i loro telefonini in attesa che l’iter burocratico dell’accoglienza faccia il suo corso, e quello degli immigrati, spesso giovani, che chiedono l’elemosina per canto dei loro padroni (un business che a Torino, secondo le forze dell’ordine, a gestito dalla mafia nigeriana). nocciolo del problema migratorio è tutto il sacrosanto diritto di emigrare di chi fugge da guerre e persecuzioni (il 7% degli arrivi), si scontra con la circostanza che, su quel medesimo diritto, altri e ben più numerosi soggetti si appoggiano per esercitare aspirazioni (quella di trasferirsi e lavorare in un paese straniero) che sono appunto aspirazioni, più che legittime aspirazioni, ma non diritti.

 


  1. Essendo stato preso di mira da forza nuova e criticato, ovviamente solo perché piccolo e nero, Mario è stato assunto nell’empireo degli intellettuali impegnati (visto che ha anche il requisito economico). 

Prof picchiato dal padre dell’alunno lo studente viene promosso L’insegnante: chiedo il trasferimento | Il Mattino

Sorgente: Prof picchiato dal padre dell’alunno lo studente viene promosso L’insegnante: chiedo il trasferimento | Il Mattino

L’alunno è stato promosso. Mentre il prof picchiato dal padre dello stesso ragazzo ha deciso di andarsene. Finisce così. Nel peggiore dei modi. Dopo l’aggressione subita il 23 dicembre dell’anno scorso nell’atrio della scuola media di Paese, Giuseppe Falsone, insegnante di matematica, si è sentito lasciato solo, abbandonato dai vertici dell’istituto comprensivo Casteller.

E nei giorni scorsi ha chiesto di essere trasferito in un’altra scuola. Impossibile per lui continuare lì. Dopo otto anni, ha preferito voltare pagina. E questo accade nel modo più traumatico possibile. «Ho chiesto il trasferimento perché la gestione della faccenda da parte della scuola è stata inopportuna. L’istituto ha preferito tutelare l’utenza piuttosto che gli insegnanti che lavorano seriamente mette in chiaro ho chiesto di andarmene perché l’ambiente in cui lavoro non mi ha dato assolutamente una mano. Il comportamento dell’istituto è stato vergognoso». Falsone ovviamente non se la prende con il 12enne.

faccio notare il tutelare l’utenza; alla fine l’istituto ha preferito sacrificare il docente per non perdere gli studenti. In realtà la perdita più grave è nascosta: chi poi vorrà andare in un istituto dove i teppisti possono fare il bello ed il cattivo tempo senza che ne abbiano conseguenze. Credo che non diventerà uno degli istituti più ambiti per futuri premi nobel.
Se riduci la scuola ad una discarica “sociale” poi non stupirti di trovarla piena di spazzatura “sociale”. E la colpa di ciò è in primo luogo della scuola stessa, poi si può parlare di eventuali comportamenti omissivi da parte di provveditorato e ministero, ma solo dopo.

L’ATTACCO
Quel che proprio non gli va giù è la sensazione di essere stato lasciato solo: «Non ce l’ho con il ragazzo, ci mancherebbe – specifica – resta il fatto che trovo sia stato altamente diseducativo il messaggio che è stato mandato con la sua promozione. Non solamente nei confronti di questo alunno, di cui in sostanza abbiamo avvallato il comportamento, a partire da quando mi ha detto che avrebbe chiamato i genitori per farmi picchiare. Ma anche nei confronti di tutti gli altri ragazzi dell’istituto, ai quali abbiamo fatto capire che possono fare quello che vogliono, tanto alla fine qualcuno ti promuove. Anche se, per fortuna, devo dire che ci sono diversi colleghi all’interno della scuola che a loro volta pensano che sia stato diseducativo promuovere il ragazzo».

Del ragazzo tanto quanto ma, per gli altri qual’è la lezione? che possono fare e disfare come vogliono che tanto vengono scusati e non ci son conseguenze. Peccato che la lezione sia fallace e che prima o poi il conto arriva. E magari quando arriva “il conto” sotto forma di legnata, reale o metaforica, di certo non si chiederà del suo impatto nello stato psicofisico di deve pagarlo.

ERRORI CONTINUI
Per Falsone è stato tutto sbagliato fin dal principio. Pochi giorni prima dell’aggressione, il prof aveva detto al 12enne di uscire durante la ricreazione, come prevede il regolamento scolastico e come avevano già fatto tutti i suoi compagni. Lui non voleva, diceva di avere freddo a causa dei jeans strappati. A quel punto l’insegnante gli ha messo una mano sulla spalla per invitarlo a uscire comunque. È stata la scintilla. Una volta a casa, il giovane ha raccontato tutto ai genitori di etnia Rom. E il 23 dicembre il padre si è presentato a scuola, accompagnato da un figlio più grande, di 16 anni, e ha preso l’insegnante a spintoni e ceffoni. A fronte di tutto ciò, dopo l’aggressione l’istituto ha aperto un procedimento disciplinare a carico del docente, archiviato nel giro di alcune settimane. Mentre non ha preso alcun provvedimento verso il ragazzo.

Preso per buono quanto riporta l’articolo, sinceramente mi sembra assurdo che la scuola si sia comportata così, abbiamo che un ragazzo che minaccia e fa picchiare un docente dai genitori, non viene neppure rimproverato e non viene preso nei suoi confronti alcun provvedimento, neppure una segnalazione ai servizi sociali per denunciare la situazione?
Questa è la classica situazione dove l’ignavia di chi dovrebbe agire per mantenere regole e disciplina causa la nascita di tanti  Paul Kersey. E una volta arrivato il  Paul Kersey della situazione a voglia di piangere perché la gente sostiene e tifa per i giustizieri.

L’IMBARAZZO
«Da insegnante, una decisione di questo tipo mi mette in una difficoltà enorme nel riuscire a valutare tutti gli altri ragazzi sottolinea Falsone perché nel momento in cui saltano determinati capisaldi sul fronte del comportamento, non ci sono più parametri con cui valutare tutti gli altri alunni. Poi, per questione di privacy, non posso dire nulla sul rendimento del ragazzo in questione, né sulla sua frequenza a scuola. Ma ho seri, seri dubbi che questa promozione sia stata educativa per lui».

La lezione: fai quello che vuoi che tanto verrai scusato, finquando non troverai un bastone che se ne sbatte dell’armoniosità del tuo sviluppo psicofisico.

I DIRIGENTI
Accuse pesantissime. Davanti alle quali la scuola di Paese preferisce trincerarsi dietro al silenzio. Non capita spesso che un prof decida di chiedere il trasferimento perché si è sentito abbandonato dai vertici dell’istituto: «Su questa cosa non sono informata – taglia corto la preside Paola Rizzo – e non ho nulla da dire». Stessa musica per quanto riguarda i dubbi sulla promozione del 12enne sollevati da Falsone sotto il profilo educativo. «Non è compito mio fare alcuna dichiarazione in merito».

Comportamento un poco strano; se il ragazzo è stato promosso è stato per una decisione del consiglio di classe, consiglio presieduto dal preside. Almeno spieghi perché si è agito così invece  che cosà invece di trincerarsi dietro un “su questa cosa non sono informata”. Anche perché se è stato avviato un procedimento contro il docente, è il preside quello che lo deve avviare. Ignavia o omertà?

Conclusione: imho questo è uno dei casi da manuale dove la scuola non forma e non educa, si limita a fare intrattenimento e baby sitting spacciandolo per inclusione attiva.

Migranti, l’arrivo della Aquarius a Valencia. La Spagna: “Nessun regalo, restano ferme le regole d’asilo” – Repubblica.it

Faccio notare la narrazione in questo articolo e come si cerchi di nascondere le informazioni scomode.

Sorgente: Migranti, l’arrivo della Aquarius a Valencia. La Spagna: “Nessun regalo, restano ferme le regole d’asilo” – Repubblica.it

VALENCIA – Infine, è arrivata, in una mattinata splendente e ancora piena di bei sogni, con un canto di gioia che ha emozionato molti, balli e molti sorrisi e pure lacrime, e una bambina che ha imparato a dire “Hola!”, e non smette di dirlo e gridarlo a tutti.

La Aquarius, con i suoi 630 migranti raccolti in mare ormai nove giorni fa, ha attraccato nel porto di Valencia dopo un lungo e anche pericoloso pellegrinaggio nel mediterraneo, qualche ora dopo la Dattilo, nave della Guardia costiera italiana che si era caricata una parte delle persone assieme alla Orion della Marina militare italiana, che chiude il convoglio.

viaggio lungo ed anche pericoloso. Sinceramente sarei curioso di sapere quali sono stati i pericoli che ha corso una nave attrezzata scortata e supportata da altre due navi della marina italiana.

Ad aspettare il convoglio sul molo, un imponente spiegamento spagnolo, 2.300 persone tra cui mille volontari della Cruz Roja, 400 della Policia Nacional, cento della Guardia civil, 400 traduttori, cose mai viste nella storia dei soccorsi ai migranti. La Spagna ha voluto fare le cose in grande, organizzando un evento che nelle intenzioni vuole essere epocale, e mostrare al mondo il nuovo corso del governo Sanchez sul tema immigrazione, e non solo.

Facciata infatti come si scoprirà in seguito, faccio notare 500 poliziotti nel molo. Per lo sbarco fanno gli accoglienti, poi…

 

Dopo la chiusura dei porti italiani decisa da Matteo Salvini, ora la politica spagnola mostra massima apertura nell’accoglienza, un segnale che è stato immediatamente recepito dalla enorme massa di africani che preme alla frontiera sud del Paese: nuovi sbarchi sempre più frequenti sulle coste andaluse, e anche nuovi morti annegati, in questi ultimi giorni.

e anche per quei morti “ha stato salvini?”

Ma la Spagna ha già chiarito che restano ferme le regole dell’asilo, ragion per cui le pratiche legali che già si stanno imbastendo in queste ore su ciascun migrante dovranno chiarire a breve se ciascuno ha diritto o meno alle varie forme di protezione previste. In caso contrario, alcuni verranno respinti al Paese d’origine, e quindi fine dei sogni di una nuova vita in Europa.

Se le stesse cose le avesse dette salvini in italia si sarebbe pieni di gente che protesta nelle strade contro il neofascismo e per una accoglienza indiscriminata (e scriteriata). Ma siccome le dicono gli spagnoli che son tanto buoni e politically correct va bene tutto.

E poi si stupiscono di come cresca la popolarità di Salvini.

Gli intellettuali di sinistra

E quello che la gente non capisce e che per gli intellettuali di sinistra avere un governo populista e fascista è una manna dal cielo, perchè potranno tornare a fare soldi come con l’anti-berlsuconismo. Per loro è cominciata la pacchia.04:35 – 17 giu 2018

Che dire? ha perfettamente ragione. Però faccio umilmente notare come si parli di “intellettuali di sinistra”. Adesso gli “intellettuali di sinistra” non vengono nominati da Casaleggio o scelti da Berlusconi; si diventa intellettuali di sinistra perché un sacco di gente di sinistra pende dalle loro labbra e li considera il non plus ultra dell’intellighenzia. Giusto criticarli perché si comportano da paraculi idioti ma darei anche un poco di responsabilità ai quanti “di sinistra”, invece di trattarli come si meritano per i loro comportamenti continuano cocciutamente a reggergli il bordone e, cosa peggiore, considerarli gli unici capaci di contrastare la destra. Grave errore visto che loro sono i primi a trovarsi meglio all’opposizione quando si può pontificare senza doversi trovare costretti a sporcarsi le mani, come capitato a Minniti o Renzi.
Se non si capisce questo lega e m5s continueranno a vincere, non per merito loro ma per abbandono dell’avversario.

la pessima copertina dell’espresso

Penso che con questa copertina l’espresso l’abbia fatta fuori e di molto.

Il motivo per il quale ho trovato la sua copertina sbagliata è lo stesso motivo per il quale trovo sbagliata anche questa immagine(1), esattamente per lo stesso motivo(2).

 

(1) il volto l’ho cancellato perché imho non è importante chi “non venga considerato uomo”, se l’altro protagonista della copertina od un altra persona. Basta che si immagini sia una persona che si stima.
(2) basta variare di poco il punto di vista e la situazione si capovolge; vedi anche, ad esempio, i forcaioli giacobini quando l’indagato è dell’altra parte che diventano repentinamente ultragarantisti beccariani quando invece si indaga in casa loro e, da garantista mi spiace molto dirlo, viceversa.