Lo strafalcione di Alfonso Bonafede in diretta tv, l’ordine degli avvocati: «Si dimetta subito»

Conferma indiretta dei tanti allarmi OCSE PISA sulla situazione italiana, senza notare che questi attaccavano la fedeli ed altri per le loro competenze e, da titolati competenti fanno gli stessi, se non più gravi, strafalcioni.

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Lo strafalcione di Alfonso Bonafede in diretta tv, l’ordine degli avvocati: «Si dimetta subito»
di GAIA MELLONE | 13/12/2019

Alfonso Bonafede ospite di Porta a Porta commette una gaffe clamorosa

Il ministro della giustizia, a sostegno della riforma della prescrizione, ha parlato di dolo e colpa (…)

Le differenze tra dolo e colpa
Colpa e dolo sono i cosiddetti elementi soggettivi del reato, gli elementi psicologici.

Si parla di colpa quando chi commette il reato, pur agendo con volontà, non ha preso coscienza delle conseguenze del suo gesto: l’evento quindi si verifica per negligenza o imprudenza, o in generale per inosservanza delle norme di riferimento. Ne esistono forme graduate, dalla colpa cosciente fino a quella incosciente.

Il dolo sussiste invece laddove l’autore del reato agisca con volontà e sia cosciente delle conseguenze della sua azione. Ne esistono di diverso “livello”: il più grave è quello con premeditazione, e si arriva fino al dolo eventuale.

Quindi, qual è la differenza tra colpa e dolo? sta nella convinzione legata alle conseguenze dell’azione. Nel caso del dolo, chi commette il reato ha previsto le conseguenze del suo gesto, mentre con la colpa le conseguenze del reato non sono previste.

Un chiarimento necessario per chi non è familiare con il linguaggio giuridico, ma non per il Ministro della Giustizia. Alfonso Bonafede infatti sembrerebbe non aver chiara la differenza tra dolo e colpa che è forse l’ABC del diritto. Il ministro ha infatti detto che «quando per il reato non si riesce a dimostrare il dolo e quindi diventa un reato colposo ha termini di prescrizione molto più bassi». Una frase che ha fatto rizzare i capelli a tutti gli avvocati in ascolto e scatenato l’Ordine degli avvocati di Palermo che in una nota hanno chiesto le dimissioni di Bonafede. (…)

«L’avvocatura nutre il fondato timore – viene scritto dagli avvocati siciliani nella nota – che le riforme delle regole processuali e sostanziali, in ambito civile e penale, attualmente in discussione, siano quindi basate sulla errata percezione e conoscenza degli istituti giuridici». Le parole pronunciate da Bonafede infatti «sono del tutto errate dal punto di vista tecnico-giuridico» si afferma nella nota. A ben vedere, l’errore della frase pronunciata da Bonafede durante la trasmissione risiede soprattutto nel dare per scontato che un reato diventi colposo laddove non venga ravvisato il dolo. Questa derubricazione infatti spetta al giudice, che deve riscontrare precise circostanze e decidere in tal senso.

L’Ordine nella nota diffusa però evidenzia un altro campanello di allarme: le affermazioni errate sono state pronunciate a difesa della riforma sulla prescrizione, ingenerando «pericolosa confusione nell’opinione pubblica».

E hanno ragione, già adesso sembra che in italia viga il codice penale deciso dai social, codice vagamente ispirato dalle leggi, quello per cui dire “mussolini ha fatto cose buone” è da fucilazione immediata senza processo, per cui dire alla Bellanova che ha avuto poco gusto nel vestirsi è un reato da ergastolo mentre dire corna e peste della meloni è “normale dialettica politica”.

Oltre al voler usare la magistratura e le inchieste, sempre e comunque, quando non si riesce a rispondere politicamente ad avversari politici.

Il pericolo della “identity politics”: se alla battaglia delle idee si sostituisce lo scontro delle identità la politica si balcanizza – Atlantico Quotidiano, Atlantico Quotidiano

Sorgente: Il pericolo della “identity politics”: se alla battaglia delle idee si sostituisce lo scontro delle identità la politica si balcanizza – Atlantico Quotidiano, Atlantico Quotidiano

Giovanissima, donna, ma soprattutto figlia di due lesbiche. Sono queste le caratteristiche che hanno portato all’onore delle cronache Sanna Marin, la nuova premier della Finlandia. Certo, l’essere una donna in un governo composto per la maggioranza da donne ha destato un interesse non secondario, ma l’orientamento sessuale delle madri è sembrato fin da subito il tema dirimente. Tanto da aver occupato buona parte dei notiziari. Ma è davvero una notizia? È davvero importante conoscere l’orientamento sessuale delle genitrici della Marin? A mio avviso non lo è. E non dovrebbe nemmeno esserlo, perché quello che dovrebbe contare sono le sue scelte politiche. Le sue capacità, le sue competenze e le sue idee. Temi strettamente politici che trasformano semplici uomini e donne in uomini e donne di stato. In statisti.

C’è da dire che anche la Sarti, Di Maio o Toninelli sono gggiovani eppure non sembrano aver “spaccato” come Sanna Marin. C’è da dire che la finlandia è lontana e che si può vedere solo quello che si vuole vedere senza dover per forza dire tutti gli scazzi che ci sono.

E invece, l’attenzione mediatica si è rivolta al fatto che avesse due madri. Questa tendenza, improntata all’identity politics, propagata in modo apparentemente neutrale da molti mezzi di informazione, dovrebbe iniziare a preoccupare. Perché alla lotta tra visioni del mondo, idee e programmi si sta sostituendo la semplice identità. Alle idee, in altre parole, si stanno sostituendo caratteristiche come l’orientamento sessuale, il colore della pelle, la religione e le abitudini alimentari (si pensi al veganesimo di un’icona progressista come Carola Rackete). Il passaggio che porta dalla politica tradizionale all’identity politics, anche se taciuto e inserito surrettiziamente nel dibattito pubblico, risulta cruciale poiché riduce la politica alla lotta tra identità. Alla battaglia tra singoli gruppi che si fronteggiano su fratture identitarie. Con la conseguenza di spaccare la società in vari segmenti difficilmente ricomponibili. Soprattutto se una simile politica viene portata alle estreme conseguenze, per cui i bianchi possono o decidono di rivolgersi solo ai bianchi, i neri ai neri, la comunità gay ai gay e le donne alle donne. Il rischio, non calcolato o comunque non sufficientemente ponderato, è quello di dar vita ad una politica divisiva, fondata su uno scontro permanente che divide invece che unire. Che distrugge e non costruisce. L’esempio americano dovrebbe metterci in guardia. Eppure, sembra essere diventato un modello a cui ispirarsi. Purtroppo anche in Italia.

E c’ha ragione c’ha. C’è da dire anche che con le idee diverse un compromesso lo si può trovare, con le identità diverse invece è molto difficile. Senza considerare l’imbecillità di scegliere una persona non per le sue capacità ma solo per la sua identità, come nelle quote rosa. Alla fine si arriverà ad un moltiplicarsi delle quote; alla fine anche la formazione della nazionale dovrà essere fatta con il bilancino per accontentare tutte le etnie, gli orientamenti sessuali, i gusti alimentari, le squadre di provenienza invece di pescare quelli più in forma e che riescono efficacemente a giocare assieme.

La fine dello sport professionistico femminile

Alla fine a furia di voler essere inclusive e non discriminatorie, le gare femminili finiranno, per la maggior parte1, dominate da donne con, o che avevano, il pisello. Alla fine ai risultati “professionistici” ci arriveranno solo donne con il pisello, a meno che non si facciano quattro categorie: uomini con il pisello, uomini con la vagina, donne con il pisello e donne con la vagina…

fonte: https://www.gazzetta.it/Ciclismo/17-10-2018/ciclismo-la-prima-volta-donna-transgender-tetto-mondo-mckinnon-master-losangeles-300740312855.shtml

Per la prima volta una donna transgender è salita sul tetto del mondo. E’ successo sabato scorso quando la ciclista canadese Rachel McKinnon ha vinto il titolo iridato della pista ai mondiali Master in svolgimento a Los Angeles. Si tratta di una novità assoluta destinata ad entrare nella storia dello sport visto che in nessuna specialità sportiva si era mai registrato un risultato del genere. Una vittoria quella di Rachel che però ha scatenato le polemiche dei social e soprattutto quelle delle rivali al titolo. La prima è stata proprio la medaglia di bronzo, Jennifer Wagner-Assali che dopo la corsa ha così twittato: “Sono la ciclista giunta terza, ma è un risultato ingiusto”. Pronta la risposta della ciclista canadese che nella vita oltre alla bici ha la passione della filosofia (è professoressa assistente in un liceo della Carolina del Sud): “Mi alleno da 15 a 20 ore la settimana, due volte al giorno, cinque o sei giorni la settimana. Quello che ottengo, me lo conquisto con fatica. E voi che criticate siete solo dei bigotti transfobi”.

Da notare come mentre prima le donne con la vagina accusavano gli uomini con il pisello di misoginia adesso loro stesse vengono accusate di transfobia dalle donne con il pisello…


  1. rimarranno solo le attività, come la ginnastica artistica, dove l’avere maggiore scioltezza nelle articolazioni come le anche favorisce le donne con la vagina. 

Riunioni di lavoro

Regola aurea: quando i clienti non hanno la minima idea di cosa vogliono e sparano requisiti a caso e contraddittori, tu prendi il primo fondo di magazzino e trova un commerciale capace di convincerli che è proprio quello che desideravano, non cercare di capirli o diventi pazzo…

PS le linee rette a forma di gattino sono uno dei più notevoli risultati della matematica inclusiva… il teorema di Cat – Neko.

Repentina redenzione di una multinazionale cattiva.

A volte ritornano: adesso è il turno della nutella.
E gli zuccheri e l’olio di palma son, repentinamente, diventati un toccasana…

Cavolate in libertà

C’era una volta una multinazionale ammerrigana i cui “affari principali” erano la vendita di bevande gassate piene di zuccheri…

Non aveva sempre comportamenti cristallini e quindi il boicottarla era considerata, dalle persone acculturate, buone, belle ed intelligenti una azione giusta e meritoria.
https://www.google.it/search?q=boicottare+coca+cola&spell=1&sa=X&ved=0ahUKEwif7b2ZqYDcAhUkuaQKHXQQCsIQBQglKAA&biw=1920&bih=1018

Ma un bel giorno il Sauron di pontida, polemizzò con tale multinazionale per una sua sponsorizzazione.

Da quel giorno tale multinazionale divenne bella buona e santa e i suoi prodotti divennero repentinamente bevande dolci e dissetanti e tutti quelli che fino al giorno prima manifestavano per boicottarla iniziarono a dire quanto buoni fossero i suoi prodotti. E chi boicotta è solo perché è un gretto bifolco e razzista.


Io mi chiedo, seriamente, cosa potrebbe succedere se il Sauron di pontida dovesse, pubblicamente accusare il Sauron di Arcore ovvero dire che il fascismo era una vera merda…

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Matematica razzista/2 ?

There’s a new reason for skipping math. According to the Seattle Public Schools Schools Ethnic Studies Advisory Committee (ESAC) math is racist,

Sorgente: Oh My! Now Math Is Racist | The Jewish Press – JewishPress.com | Jeff Dunetz | 30 Tishri 5780 – October 29, 2019 | JewishPress.com

According to the Seattle Public Schools Schools Ethnic Studies Advisory Committee (ESAC)  math is racist, and they’ve  empowered a committee to review the district’s math curriculum with an eye toward taking the “racism” out of math, and the committee is suggesting a new “framework” that tries to eliminate the idea that western math is the “only legitimate expression” of math.

But math isn’t all western. Algebra was created by the Arabs. The very name algebra comes from the title of a book by Muhammad ibn Musa al-Khwarizm in the ninth century.  Al-Khwarizm lived in Bagdad, which makes me wonder when he was writing about algebra was he riding his camel all around the city trying to find X?

The new Seattle Schools framework is broken into four different themes: “Origins, Identity, and Agency,” “Power and Oppression,” “History of Resistance and Liberation,” and “Reflection and Action.

Where do they fit in math knowledge like 2 x 2= 4?

According to KTTH in Seattle:

The framework believes math is manipulated to allow inequality and oppression to persist. They ask, “Who is doing the oppressing?” I think the answer is supposed to be the white, cis-gendered, heterosexual Christian man.

They ask, “How has math been used to resist and liberate people and communities of color from oppression?”

Ironically, if you subscribe to this social justice world view of math, and teach anyone that there’s no such thing as correct answers, you will be doing immeasurable and, yes, oppressive, harm to students.

TV Channel King 5 adds:

“The goal is to disrupt the status quo and do something different,” said Tracy Castro-Gill, the ethnic studies program manager at Seattle Public Schools.

Castro-Gill says their research shows a disparity in the district between white students and students of color. Graduation rates and tests scores are lower among students of color compared to their white counterparts.

“The data is clear. We were not serving our district students of color,” she said.

So the committee says math is a racist study used to oppress students — if you correct a student’s faulty math logic, you’re racist. (…)

L’unico commento che mi verrebbe da fare lo devo rubare a Barbara, sperando non si offenda

QUEI FAMOSI 11MILA SCIENZIATI GRETINI

ilblogdibarbara

Sorpresa sorpresa!

Gli 11 mila scienziati gretini non esistono

di Franco Battaglia

Lo scorso 5 novembre La Repubblica dava la seguente notizia: «Allarme di 11.000 scienziati: è emergenza climatica». Orpo, mi son detto, bene o male sono scienziato anche io: com’è che non mi sono accorto di codesta emergenza? Ah, già: non sono climatologo. Ma andiamo più a fondo su questa notizia. A quanto pare vi sarebbe una “Alleanza degli Scienziati del Mondo” (bum!) che avrebbe lanciato il preoccupante proclama firmato dalle 11 mila teste d’uovo. Ma se s’indaga cosa caspita sia codesta Alleanza, si scopre ch’essa altro non è che… un blog da una pagina appena: https://scientistswarning.forestry.oregonstate.edu/

Avete capito bene. Se uno qualunque di noi attiva un blog, lo chiama, che so, “Unione degli uomini più intelligenti del pianeta”, e poi invita i visitatori del blog a sottoscrivere una frase a caso tipo, che so, «Dio non esiste!» e…

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