la dura legge dei pistoleri del ueb

Per rendersi conto di quale era il modus operandi del fascismo basta leggere, con attenzione, la Costituzione Italiana; infatti essendo nata dopo il fascismo ed anche con l’obiettivo di evitare il ripetersi di tale esperienza è piena di obblighi e divieti per evitare che vengano utilizzati di nuovo alcuni metodi fascisti.

Ad esempio l’articolo 25:

Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.
Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del
fatto commesso.
Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge.

ovvero: niente tribunali speciali, niente leggi speciali retroattive e nessun arbitrio nel decidere misure restrittive della libertà.

Oppure l’articolo 27:

La responsabilità penale è personale.
L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte.

Che limita fortemente la responsabilità penale: nessuna responsabilità penale di gruppo, per le azioni di un singolo. Che la colpevolezza deve essere decisa da un magistrato a seguito di un regolare processo, e soprattutto, che la pena non deve essere solo una volgare vendetta contro il reo. In particolare: nel caso il reo venga riconosciuto colpevole la pena viene decisa dal giudice e, una volta decisa la pena, tale pena non viene più modificata “in peggio”. Son anche proibite pene degradanti ed umilianti come la gogna, l’obbligo di pubblica autocondanna; un condannato ha tutto il diritto di ritenersi innocente e vittima di un errore giudiziario, l’obbligo per i familiari di ripudiare il reo.

Queste sono le differenze fra uno stato di diritto ed uno stato medievale dove l’inquisito viene condannato sulla base delle urla della folla, dove oltre alla pena prevista dalla legge ci son pene accessorie decise dalla pancia del bobolo, pene la cui severità e durata viene lasciata agli umori della folla, come, ad esempio, nel caso di Scattone o di Doina Matei.

Questa è la costituzione italiana, costituzione che tanti dicono di amare ma poi poco conoscono ed ancor meno gradirebbero venisse realmente applicata.

Tutto questo per dire che la giustizia dei pistoleri del ueb è tutto tranne che una “giustizia” nel senso inteso da uno stato di diritto:

  1. Esiste il tribunale speciale dei like su faccialibro che giudica non in base alla legge ma solo a colpi di like.
  2. Se oggi si decide che un comportamento è “reato” per il tribunale del ueb allora puoi essere condannato per un post scritto otto anni fa.
  3. Il tribunale dei ueb non è preciso per niente, un sospetto, una insinuazione infondata diventano certezza e la certezza fa partire immediatamente la shitstorm come capitato ad un docente universitario che ha avuto la sfortuna di somigliare ad un suprematista bianco (qui). Come nel romanzo “il nome della rosa”, non serve il colpevole, basta avere “una strega da arrostire al rogo” per soddisfare la canea urlante.
  4. Le pene non son fissate da un giudice dopo una sentenza ma dipendono dalla suscettibilità della folla ed includono il licenziamento, la pubblica gogna, le aggressioni virtuali che talvolta diventano anche fisiche.
  5. Le aggressioni virtuali fanno sembrare la legge del taglione una legge bonaria e illuminata, il guano che si riversa sull’uno è molto ma molto superiore al guano che lui ha lasciato verso altri.

Insomma la negazione di un qualsiasi stato di diritto ed un ritorno allo stato di natura tanto aborrito dai filosofi teorici del “contratto sociale” come Hobbes e Locke. Guardacaso i filosofi che hanno gettato le basi del moderno pensiero liberale.

Per questo considero un gravissimo errore, una negazione dello stato di diritto, lo stuzzicare tale giustizia ed il considerarla “lecita” invece di condannarla subito senza se e senza ma. Posso capirlo, anche se non lo accetto, da qualche divetta che si atteggia a moralizzatrice, soprattutto per rifarsi una verginità e continuare a far parlare di lei. Non lo capisco e non lo ammetto da chi ha ruoli istituzionali visto che, per il suo ruolo, dovrebbe condividere e sostenere la Costituzione Italiana nello spirito, nella forma e nella sostanza. Sputtanare la costituzione significa sputtanare il suo ruolo facendo crollare a zero sia la propria autorevolezza, sia la propria credibilità.

 

Gogna mediatica.

Questa è una storia molto interessante di un docente universitario che viene scambiato dai detective di internet per uno dei partecipanti alla marcia di charlotesville e viene ricoperto da tonnellate di guano nonostante lui si sprechi a dire di non essere mai stato a charlottesville e di non essere la persona fotografata alla manifestazione.  Buffo che all’università siano arrivate lettere chiedendo di licenziarlo e di ostracizzarlo.

E se malauguratamente qualcuno poi dei pistoleri passasse a fare il pistolero nella vita reale?

Questo spiega quanto sia precisa la giustizia dei pistoleri del web e quanto possa essere pericoloso stuzzicarli. Se la Boldrini avesse denunciato chi insulta avrebbe fatto una cosa giusta. Pubblicare le foto evidenziando che son gli insultatori invece l’ha fatta passare dalla ragione al torto.

Siamo sicuri che alla foto di Tizio corrisponda proprio Tizio e che non sia uno scherzo di pessimo gusto sfuggito di mano a Caio?

Siamo sicuri che non capiterà mai che qualcuno se la prenda con Sempronio, colpevole solo di somigliare a Tizio ma completamente estraneo ad insulti et altro?

Un politico per la sua posizione e la sua visibilità dovrebbe pesare bene parole e azioni; piaccia o no i suoi comportamenti non hanno lo stesso impatto mediatico di quelli di un generico ed anonimo Tizio che sputa veleno al bar.

Femminicidio, dove son le fonti?

Su twitter ho avuto una discussione interessante sul femminicidio

Paola ***
Se è stato coniato il termine femminicidio c’è un motivo ben preciso, ma te lo cerchi su internet eh

Shevathas‏
Creare un babau a tavolino per scroccare fondi e benefit.

Paola ***
ma fondi de che, ma le leggete le cronache e quanti uomini ammazzano mogli, fidanzate ecc. solo perché non vogliono piu stare con loro?

Shevathas‏ @shevathas 57 min57 minuti fa
se si analizzano i freddi numeri invece dei titoloni ad effetto, la realtà appare sotto una luce differente.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/11/femminicidio-numeri-sono-tutti-sbagliati/

antonella *** 54 min54 minuti fa
Un pezzo di 4 anni fa…aggiorni e svegli il suo cervello con fonti migliori

Shevathas‏ @shevathas 50 min50 minuti fa
le citi pure; numeri però non titoloni ad effetto.

antonella *** 49 min49 minuti fa
I numeri se li cerca da solo. E vada a far polemica su BALLE altrove.

Shevathas‏ @shevathas 48 min48 minuti fa
Risposta interessante. Non viene smentita la mia affermazione e contemporaneamente mi si accusa di dire balle.

antonella *** 45 min45 minuti fa
Continua a perder tempo provocando: pratica stupida. Si cerchi i numeri. Lei ha tw pezzo 2014 = balle.

Shevathas‏ @shevathas 42 min42 minuti fa
1/2 i numeri del 2016, fonte mininterno, danno 46 omicidi per causa passionale. (1)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/20/omicidi-in-italia-se-ne-commettono-sempre-meno-ma-non-tutte-le-regioni-sono-virtuose/3591930/

2/2 invece leggendo l’espresso si vede che il tasso di “femminicidi” è costante nel tempo almeno negli ultimi 5 anni (2)
http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/06/19/news/femminicidi-1.304466

antonella *** 40 min40 minuti fa
Vedo che continua a ciurlare nel manico. Stia bene. E se ci riesce, tolga il prosciutto quotidiano dagli occhi, e si abbeveri ad altre fonti

Shevathas‏ @shevathas 38 min38 minuti fa
Che fonti; può essere cortese da indicarle?

antonella *** 48 min48 minuti fa
SE LE CERCHI DA SOLO

Che posso dire sulla discussione? a quanto pare fa rabbia che venga messo in discussione il dogma: “il femminicidio è un tremendo problema”, soprattutto se i messaggi che avanzano dubbi citano fonti abbastanza attendibili, il fatto e l’espresso non sono fonti che puoi stroncare facilmente bollandole come fasciorazziste come ad esempio libero o il giornale, e non i miei messaggi non mi sembrano essere messaggi scritti da trogloditi con evidenti difficoltà grammaticali e capaci solo di insultare; i messaggi migliori per spararsi pose da povera martire perseguitata.
Ho chiesto, non mi sembra in maniera volgare, che mi venissero indicate le fonti “corrette”. La risposta son stati insulti e “cercatele”, ma non risposte precise come: guarda la tabella riportata da questo articolo.

Il rasoio di occam farebbe pensare che queste “mirabolanti” fonti non esistano oppure siano numeri ancora più gonfiati rispetto a quelli dell’espresso. Il classico giochetto di estendere il femminicidio da “omicidi” a generici atti di violenza, in maniera da far crescere esponenzialmente il numero di casi di femminicidio.

In pratica, le reazioni scomposte alla richiesta dei dati alla fine non son diventate altre che una ulteriore prova che il femminicidio altro non sia che un babau costruito a tavolino.

(1) l’articolo originale citato dal fatto è questo: http://www.lavoce.info/archives/46798/linarrestabile-declino-degli-omicidi/, articolo di due docenti universitari di sociologia e basato sui dati del ministero dell’interno.  Il classico articolo che è difficile da confutare con “miocuggino mi ha detto che la signora pina le ha riferito…”

(2) Interessante comunque nell’articolo dell’espresso i tentativi di allungare il brodo; ad esempio prima vengono presentati i numeri degli omicidi cui le vittime son donne e poi dopo si scrive che il femminicidio è causa di circa l’82% di tali omicidi.

 

L’annuncio di Laura Boldrini: “Da oggi denuncio chi mi insulta online”

L’annuncio di Laura Boldrini: “Da oggi denuncio chi mi insulta online”

Laura Boldrini ha fatto sapere che da oggi darà il via ad azioni legali coloro che la insultano su Facebook.

Sorgente: L’annuncio di Laura Boldrini: “Da oggi denuncio chi mi insulta online” – Cronaca – L’Unione Sarda.it

Chissà perché mi è venuta in mente questa vignetta di zerocalcare.

fonte: http://www.zerocalcare.it/2014/09/08/i-litigi-su-internet/

venti secondi per valutare un curriculum /2

Un paio di settima fa mi è capitato di andare cena in un ristorante tenuto da amici e il discorso si è spostato sulla “selezione del personale”; mi hanno raccontato le loro vicissitudini per trovare personale di sala e di cucina da impiegare nel ristorante.

Dopo i loro racconti la vicenda della disoccupazione si vede da un punto di vista alquanto diverso. Il loro annunci di lavoro son stati presi di mira da molti CV, d’altronde in una zona come la sardegna dove le opportunità di lavoro son poche è ovvio che cerchi qualsiasi opportunità di lavoro, ed hanno dovuto sfrondare in fretta molti CV; la loro quantità presupponeva ovviamente di dover trovare in massimo 20” i CV da spedire nel cestino della carta straccia.

Queste sono state alcune loro linee guida per far fuori i CV:

1: Foto non appropriata: c’è stata gente che ha mandato nel CV non la classica foto tessera da carta di identità ma la stessa foto in costume da bagno del profilo FB, e qualcuna addirittura foto cui tagliava la fronte per mettere in evidenza la scollatura1. Tutti quei CV son finiti immediatamente nel cestino. E ci son finiti giustamente perché con foto simili non stai dicendo che sei professionale e vorresti lavorare ma che sei bello e vorresti essere pagato per farti guardare. La professionalità di un cameriere non si limita ai pettorali o a quello che ci sta davanti.

2: CV scritti in pessima ortografia, scritti come sms; posso capire che qualche errore di ortografia o di battitura possa scappare però leggere obbrobri del tipo: kome, xkè, ki, ke, hanno fatto scartare immediatamente il CV. Perché visto che i camerieri non dovrebbero andare a servire all’accademia della crusca? Per il banale motivo che le comande vanno scritte bene e devi essere capace sia di leggere (e capire) le istruzioni sia di scriverne per i colleghi.

3: CV pasticciati o dispersivi; cinque pagine di CV per un neodiplomato son semplicemente assurde; significa che hai messo in mezzo tanta fuffa per allungare il brodo. CV con tante esperienze di 1 giorno di lavoro oppure con sparate colossali senza referenze.  Ma sugli orrori dei CV ci sarebbe da scrivere moltissimo.

4: Pessimi profili FB associati al curriculum; piaccia o no oggi nella valutazione di un candidato si getta uno sguardo al suo profilo FB; hobby pericolosi, gruppi strani, comportamenti “discutibili”, vengono tenuti in conto. Sì, secondo alcune interpretazioni, per lo statuto dei lavoratori non si dovrebbe poter indagare sul profilo FB del dipendente visto che la legge vieta indagini preventive sul dipendente2, ma all’atto pratico come puoi dimostrare che sei stato scartato per quello che tu hai scritto nel tuo profilo “pubblico” su facebook3?  Sarebbe interessante anche discutere se la visione di un profilo FB “pubblico” sia o no indagine.

5: il caso più triste, persone senza specifiche professionalità cercate, non puoi inventarti cameriere di sala o cuoco, dall’oggi al domani. Capisco che se sei disoccupato qualsiasi opportunità sia da cogliere ma tentare senza avere i titoli richiesti significa candidarsi ad un sacco di porte in faccia.

Alla luce di quanto raccontato di come sia difficile trovare in mezzo a tanta cartaccia solo le persone da chiamare per un successivo colloquio, comincio a capire molti motivi della disoccupazione: persone che hanno poca cura nella ricerca del lavoro, che non hanno chiaro in testa cosa voglio fare, che non capiscono che il CV è un biglietto da visita ma contano anche le referenze, che son solo capaci di frignare.
Forse un poco di autocritica invece di raccontarsi le solite storielle autoassolutorie: “lavorano solo gli accozzati”, “tutti i datori di lavoro cercano solo schiavi da sfruttare a morte” sarebbero opportune.


  1. il buffo è che molti di quei CV li ha scremati una “lei”, eterosessuale. E con una donna eterosessuale l’argomento “tette” difficilmente è efficace anzi diventa alquanto controproducente. 
  2.  Statuto dei lavoratori Art. 8. – Divieto di indagini sulle opinioni.
    È fatto divieto al datore di lavoro, ai fini dell’assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore. 
  3. In questo caso il tizio ha scritto esplicitamente: ti scarto perché nel profilo ho visto che hai un fidanzato nero. Non avesse detto niente ed avesse scartato in silenzio il CV, non sei obbligato a fornire nessuna spiegazione del diniego di assunzione, sarebbe stato inattaccabile. 

LETTERA APERTA ALLA RESPONSABILE ESTERI DELL’UNIONE EUROPEA, SIGNORA FEDERICA MOGHERINI

duro ma vero.

ilblogdibarbara

Gentilissima signora Federica Mogherini
Per lo show di insediamento, e la vergognosa storia dei suoi selfi con gli autori della repressione e del terrorismo internazionale, il regime degli ayattollah aveva momentaneamente sospeso le esecuzioni riprendendo subito dopo. Ieri abbiamo ricevuto la triste notizia delle esecuzioni di massa incluso un giovanissimo ragazzo che all’epoca dei fatti aveva soli 15 anni. ( alireza Tajik. Shiraz).
Signora Mogherini il suo viaggio in Iran non solo [non] ha prodotto vantaggi a favore dei diritti umani bensi ha prolungato la sofferenza di 35 detenuti, condannati a morte, che hanno dovuto sopportare 5 giorni di isolamento in attesa dell’esecuzione.
In poche parolea se lei non ci fosse andato avrebbe risparmiato loro 5 giorni interminabili di sogni, incubi, sofferenze e qualcos’altro. [che cosa sia il “qualcos’altro” che tutti i prigionieri devono subire nelle prigioni iraniane, lo sappiamo fin troppo bene. Soprattutto le donne ancora vergini…

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accoglienza alla belga ovvero schiavitù legalizzata…

Proposta per l’accoglienza degli immigrati:

  1. Visita medica alla partenza ed all’arrivo per verificare l’idoneità al lavoro; a chi non è idoneo è vietato partire o viene immediatamente rispedito indietro.
  2. Età massimo 35 anni
  3. Obbligo di svolgere per cinque anni il lavoro per il quale son stati assunti, nessun altro lavoro.
  4. Nel caso di perdita di lavoro o di incapacità a svolgere il lavoro, reimpatrio immediato.
  5. I migranti potranno risiedere solo nelle zone loro riservate guardati a vista per evitare fughe.
  6. A parità di lavoro, le paghe degli immigrati sono più basse di quelle degli autoctoni.
  7. Le misure di sicurezza per gli immigrati sono “più flessibili” rispetto a quelle obbligatorie sugli autoctoni.

Magari leggendola avete pensato ad un sogno bagnato di un leghista o alle regole dei negrieri della capanna dello zio Tom.

Niente di tutto ciò: erano le condizioni “standard” dell’accordo “lavoro – carbone” fra italia e belgio. Quello che portò poi alla tragedia di marcinelle. Leggere le storie di migrazione e comparandole con le condizioni di oggi trovo che molti richiami all’accoglienza svolti sfruttando l’occasione della commemorazione di Marcinelle stridano come gesso sulla lavagna. E soprattutto fanno capire come, che che ne dicano Saviano, ONG ed altri abitanti del villaggio dei puffi.

l’Italia non si sta comportando male con l’accoglienza; sta cercando di fare il possibile compatibilmente con le risorse a disposizione, fanno capire anche come molti che fino a ieri avevano pontificato su diritti umani e accoglienza hanno scheletri negli armadi1 che in confronto nell’armadio italiano c’è solo un ossicino di pollo.

E qui veniamo al punto dolente, il punto che tutti i fanatici dell’accoglienza senza se e senza ma, quelli che sbraitavano: siamo stati migranti quindi dobbiamo accogliere, schivano: come trattare chi viene accolto?

Affidarli al welfare italiano? I conti son quelli, fragili e rischiano di saltare a causa di politiche dissennate dei decenni scorsi. E’ economicamente impossibile, si affonda tutti.

Stesse condizioni degli italiani? e di grazia se hanno un contratto di lavoro (reddito) perché non fare le cose in chiaro? perché non aprire una “camera di commercio” per favorire l’incontro fra domanda ed offerta e far partire le persone, in sicurezza, con l’aereo invece che tentare un viaggio molto più pericoloso?

Legalizzare la schiavitù o ufficialmente od ufficiosamente? siccome la tangenziale è meno pericolosa della libia conviene far finta di non vedere il racket che prende i migranti anche minorenni, li rapisce dai CIE e li spedisce a prostituirsi. Magari accordandosi “per motivi umanitari” con loro. Ipocrisia a livello iper Saiyan di settimo grado…

 


  1. Si legga la storia del congo belga per rendersene conto: http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2009/4/25/COLONIALISMO-Il-Belgio-un-pulpito-poco-adatto-per-far-prediche-al-Papa-sull-Africa/18148/ 

immigrazione e marcinelle

Adesso va di moda parlare di quando noi eravamo i migranti, per “giustificare” i migranti economici che arrivano in italia.

Beh quando noi eravamo i migranti in belgio:

-> Appena si arrivava alla frontiera visita medica, chi non era adatto al lavoro in miniera tornava di filato in italia

-> Se perdevi per un motivo o per un altro il lavoro: venivi rispedito immediatamente in italia.

-> Le società minerarie non erano tenute a rispettare, per i minatori non belgi, le norme di sicurezza obbligatorie per i minatori belgi

-> A parità di lavoro la paga di un italiano era minore di quella di un belga.

Viste le premesse era ovvio l’astio verso gli italiani: rubavano il lavoro alle parti basse della popolazione (perché pagare un minatore belga quando un italiano è più economico), erano ricattabili, venivano sfruttati come bestie; non venivano curati, rinfocillati e ospitati in attesa di identificazione. Il fatto che siamo stati trattati come bestie più che un “vergognati” rivolto a noi lo vedo come un “vergognati” da chi pretende di fare la morale evitando però di sporcarsi le mani.

Non penso che chi ha accostato Marcinelle ai migranti l’abbia fatto per favorire l’adozione delle “regole belghe” sull’accoglienza dei minatori.

le pari opportunità ed il culto del 50%

Stavo leggendo le polemiche riguardo all’ingegnere di Google licenziato per aver criticato l’idea della società di mirare al 50% di presenza di sessi in tutti i settori dell’azienda.

Vicenda emblematica di un modo fascista di intendere il politically correct e le pari opportunità. Cosa aveva detto di tanto scandaloso? Che, in proporzione, poche donne lavorano come sviluppatrici ed ingegnere del software e quindi cercare di avere il 50% di entrambi i sessi nei gruppi di sviluppo si traduce in un handicapp; che è fisiologico che in certi ambiti lavorativi ci sia la prevalenza di un sesso rispetto all’altro1.

Apriti cielo viene messo in discussione il sacro dogma2 per il quale tutti indistintamente da sesso, origini geografiche, fenotipo, siamo egualmente intelligenti, abbiamo in media le stesse capacità intellettuali. E puntualmente si scatena la shitstorm.

Shitstorm che mi conferma con forza un’impressione che già avevo: che le quote e i piagnistei sulla discriminazione in realtà sono modi subdoli per avere corsie preferenziali. Le neuroscienze hanno appurato che il cervello maschile è diverso da quello femminile (come le anche, il cuore, la struttura muscolare), che le donne hanno maggiore attitudine all’intelligenza di tipo emotivo relazionale rispetto a quella di tipo logico-spaziale, mentre per gli uomini vale l’opposto3.

Differenza4 che ovviamente si rifletterà anche nelle preferenze; se prendiamo per buono che in assenza di vincoli esterni come l’aspirare a professioni economicamente più convenienti, le persone scelgano quello per il quale si sentono particolarmente portate è ovvio che le donne, in media, preferiranno lavori nei quali l’aspetto relazionale è importante o prevalente rispetto a lavori ove sia importante la capacità di concentrarsi sul singolo problema e sulla singola attività tecnica. Questo spiega benissimo il così detto “paradosso norvegese”, ovvero che nei paesi dove è maggiore la parità fra i sessi uomini e donne abbiano preferenze diverse rispetto ai lavori desiderati e che molte donne preferiscano il lavoro part time per dedicarsi maggiormente all’allevamento dei figli. Gratta la civiltà e, guarda caso, sotto ci ritrovi la scimmia non il robot.

Logico che il voler perseguire a tutti i costi un eguaglianza del 50% si traduca, come giustamente riconosce l’ingegnere, in uno svantaggio competitivo per l’azienda in quanto porta a preferire una persona meno capace ma del sesso “giusto” rispetto ad una più capace ma di quello “sbagliato”. Il classico svantaggio delle quote: “Tizia è stata scelta perché persona più capace o perché donna più capace”?

PS

Comunque una curiosità mi rimane: perché praticamente non c’è mai un assessore od un ministro alle pari opportunità di sesso maschile? perché le commissioni per le pari opportunità son zeppe di donne? Eppure la religione del 50% dovrebbe valere anche lì.


  1. Se si nota si urla alla discriminazione solo quando le donne hanno interesse ad avere “corsie preferenziali” per accedere a posti di prestigio o di potere; nell’edilizia la presenza femminile è ridottissima e praticamente limitata alle attività amministrative di supporto. Eppure vedo poche battaglie perché ci siano più donne a tirar su muri o a comandare betoniere. 
  2. dogma che ovviamente non vale per lo sport; cosa succederebbe se il “dream team” di basket, la squadra di atletica, di judo o di hockey su ghiaccio USA dovesse essere costituito in parti uguali da bianchi, neri, rossi e gialli? 
  3. cosa abbastanza logica visto che per l’animale “homo sapiens” ai maschi spettava come compito principale la caccia per procacciare il cibo mentre alle donne spettava prevalentemente la cura della prole. Cosa che capita anche in altri animali organizzati in branchi. 
  4. Una cosa che molti SJW non capiscono è che dire: “le donne sono naturalmente più portate degli uomini allo sviluppo dell’intelligenza emotivo-relazionale rispetto a quella logico-spaziale” è perfettamente equivalente a dire: “le donne sono naturalmente meno portate degli uomini allo sviluppo dell’intelligenza logico-spaziale rispetto a quella emotivo-relazionale”. Eppure mentre la prima frase causa spesso tanti applausi, la seconda invece causa stizzite accuse di discriminazione e shitstorm. 

INVALSI 2017

Buseca ن!

http://www.truenumbers.it/risultati-sclastici-invalsi/

Come al solito tutti i dati oggettivi evidenziano che esistono almeno tre paesi inglobati nello stato italico

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La scuola spacca l’Italia: i bravi sono tutti al Nord

Posted 7 agosto 2017

In Politici

PROVE INVALSI: IN SECONDA LICEO NESSUNA REGIONE DEL SUD RAGGIUNGE LA MEDIA NAZIONALE

Le prove Invalsi svolte alle scuole superiori nel 2017 restituiscono l’immagine di un’Italia spaccata: le differenze tra Nord e Sud non potrebbero essere più sfacciatamente evidenti. Ed appare ancora più spaccata se prendiamo in considerazione gli studenti più grandi, della seconda superiore in particolare. In questo caso non conta se un ragazzo frequenta la suola paritaria o quella statale perché le prove sono state fatte in tutte le scuole a livello nazionale.

CHE COSA E’ L’INVALSI

Le prove svolte Invalsi, che servono per verificare le competenze degli studenti delle scuole italiane, sono state quelle di italiano e matematica e i risultati sono…

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