Studenti sardi scarsi in matematica e italiano

fonte: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/11/16/scuola_nell_isola_dispersione_record_studenti_sardi_bocciati_in_i-68-547921.html

Partiamo dai numeri: in Sardegna 24 ragazzi su cento non arrivano al diploma, uno su tre capisce poco o nulla della matematica, uno su quattro zoppica vistosamente in italiano.
Dispersione scolastica da record (record negativo in Italia) e alta difficoltà di apprendimento, spiegano gli esperti, che spingono l’Isola ben lontana dalle medie europee e rischiano di gravarla di una zavorra destinata a durare per anni. (…)
Secondo i test Pisa, che misurano le capacità degli studenti, i quindicenni sardi che non raggiungono le competenze minime in italiano sono 27 su cento (la media nazionale è al 20). Va anche peggio in matematica dove si tocca il 33% (il 25% in Italia).

Articolo crudo ma realistico; in sardegna si stanno vedendo gli effetti cui porta la spirale perversa del “abbassare” l’asticella per permettere a più persone di saltarla. E questo spinge anche l’abbandono scolastico. Perché io devo investire tempo e risorse per conquistare un titolo che non vale la carta cui è stampato? Che “premio” ricevo se mi impegno a scuola?

Formare diplomati di “bassa qualità”, è sbagliato. I diplomati di bassa qualità molto probabilmente finiranno a svolgere lavori di “bassa qualità”, anche se vengono illusi di essere competenti. Se non si inverte la tendenza si arriverà alla situazione in cui chi può, chi sa scappa e rimangono persone scarse che diventeranno ancora più scarse, impoverendo ancora di più il territorio.

L’analfabetismo funzionale è una piaga, e la soluzione non è di certo stampare altra carta e dare pomposi diplomi. Purtroppo in molti casi il mondo della scuola, invece di prendere atto dell’esistenza del problema e di iniziare a cercare soluzioni, soluzioni che implicano anche il mettersi in gioco e iniziare a riflettere anche sulla didattica e non solo sulle risorse, si preferisce bestemmiare contro i test pisa ed invalsi. Come quelli che danno la colpa dell’obesità non all’ingozzarsi ma alla lobby dei fabbricanti di bilance in combutta con quella del cibo dietetico.

donne che non votano le donne ovvero poche donne elette in sardegna.

Passate le elezioni impazza, in sardegna, la polemica perché al consiglio sono state elette poche donne, solo 4 in questa legislatura, e come al solito si urla alla legge antidemocratica e femminicida (1). Polemica, a mio avviso, strumentale per chiedere qualche “poltrona non elettorale”.

Perché penso che la polemica sia strumentale per estorcere posti di governo e sottogoverno per persone il cui unico merito è indossare una gonnella?

In primo luogo la legge elettorale regionale ammette le preferenze quindi l’elettore del partito podda(2) può scegliere liberamente se dare la preferenza a mariedda bellu pillittu(3) o a tonteddu conch’e linna(4), non ci sono liste bloccate come nella legge nazionale italiana. Quindi se mariedda prende più preferenze rispetto a tonteddu viene eletta lei anche se tonteddu è davanti in lista.

Secondariamente questa è la distribuzione per sesso degli elettori regionali in sardegna rilevata al 31/12/2012(5):

Elettori:  Uomini: 731.603 (~49%)  Donne: 761.537 (~51%)  Totale 1.493.140

E questo è il risultato delle elezioni regionali(6)

Circoscrizione Elettori Votanti uomini Votanti donne Tot. % Votanti
Regionale 1.480.332 388.149 386.790 774.939 52,34

da notare due cose: c’è stata una grossa astensione e soprattutto l’astensione femminile è stata maggiore di quella maschile.

Quindi in Sardegna le donne non hanno votato le donne, possiamo discutere sulla farraginosità del metodo di votazione, possiamo discutere della disaffezione dalla politica ma resta il fatto principale che

le donne non hanno votato le donne.

Ci sarebbe da chiedersi il perché, perché una donna giudichi come migliore politico un uomo rispetto ad un’altra donna. Ma queste sono scelte politiche e le motivazioni sicuramente faranno a pezzi tutta le storie pseudofemministoidi di donne vessate e marginalizzate per colpa degli uomini.

Quindi è politicamente più conveniente frignare e sperare di avere una poltrona, per il mero motivo di indossare una gonnella, che fare un poco di autocritica e di capire perché la tanto, tanto, tanto decantata solidarietà femminile ha fatto cilecca.

(1) Kelledda Accabbadora ha preso il 10% e le liste di supporto il 6,5% nonostante i sondaggi la dessero al 20%. E con il 6,5% totale delle liste è fuori dal consiglio visto che per le coalizioni lo sbarramento è al 10%. Femminicidio!!!!!1111!!!!111

(2) Partito podda: formazione storica di cagliari, celebre per il suo slogan; Partito Podda, pappa [mangia] buffa [bevi] e codda [fai sesso]

(3) Pillittu: cognome sardo che in alto casteddaio significa organo genitale femminile.

(4) Testa di legno

(5) http://amministratori.interno.it/public_html/semestrale/html/archivio.htm

(6) http://www.regione.sardegna.it/index.php?xsl=2187&s=1&v=9&c=11993&t=1&tb=11625&st=20&opt=votanti&t=1&tb=11625&st=20

Chi ha paura di mommotti ? (le armi chimiche siriane)

Nella tradizione sarda il mommotti (noto anche come bobbotti) rappresenta una figura immaginaria utilizzata per spaurire i bambini. Talvolta viene associato all’uomo nero o oscuro, oppure ad un orco cattivo e il suo compito è quello di portare via i bambini che non si comportano bene.

Il nome “mommotti” ha origini diverse a seconda dalla zona della Sardegna; tra queste citiamo l’origine più accreditata riguardante la zona della città di Cagliari, dove le influenze arabe e gli attacchi dei pirati erano in antichità molto frequenti. Narra la leggenda di un certo “Mohammed”, feroce arabo dalla pelle nera, che depredava i villaggi durante la notte. Probabilmente “Mommotti” è una storpiatura del suo nome.

Altra probabile provenienza del nome risale alla famiglia Marotta che nella vicina Corsica in epoca napoleonica fu colpevole di diversi rapimenti politici.
[fonte wikipedia]

Allora, le armi chimiche di Assad, il dittatore della siria, raccolte dall’ONU devono essere distrutte. E per far ciò è probabile che facciano scalo in un porto italiano, cagliari o gioia tauro. Qui in Sardegna stanno rompendo perché c’è il rischio che le armi chimiche passino o per Cagliari oppure che vengano stoccate temporaneamente nella base di Santo Stefano a La Maddalena.

E nei commenti dei giornali sto vedendo: da una parte le reazioni sconclusionate di chi crede che il trasporto di un arma chimica equivalga ad usarla o che teme che un arma chimica, di punto in bianco, possa attivarsi e esplodere. Le stesse paure irrazionali legate ad esempio all’armamento nucleare o ai sottomarini nucleari. E dall’altra al tentativo di molti politici di accreditarsi lottando contro mommotti cattivo, che fa tanta paura ai bambini.  Ennesima prova che un popolo ignorante e credulone (e sotto elezioni, fra un poco ci son le regionali in Sardegna) lo manovri facilmente con la paura dovuta all’ignoranza.  Ignoranza pompata da solenni bufale come il mirabolante fosforo bianco di falluja che brucia la carne ma lascia intatti i vestiti.

Le armi chimiche, che qualcuno crede siano una versione cattiva della bomba Tsar, innescata e pronta ad esplodere in un porto sardo, in realtà non solo altro che grosse cisterne pieni di sostanze chimiche che se rilasciate liberamente nell’ambiente causano asfissia, nausea, senso di debolezza, vertigini e morte. Nulla di diverso rispetto a mille altre sostanze chimiche frequentemente trasportate, lavorate e usate nella vita civile di tutti i giorni.  Non vedo quindi che pericoli superiori dovrebbero avere rispetto ai normali pericoli di sostanze come ad esempio insetticidi, pesticidi o veleni per topi.  Anzi il fatto che siano armi chimiche e non banali pesticidi paradossalmente rende il loro trasporto più sicuro e controllato.

Eppure c’è tanta paura irrazionale delle armi chimiche, paura che porta a reazioni irrazionali di paura e proteste contro le armi, proteste che vengono viste dai soliti casinisti come occasione per scatenarsi.  L’assurdo più totale è che l’operazione di trasporto e distruzione è svolta sotto l’egida ONU, che i suddetti casinisti invocano continuamente,  e controllata da ispettori internazionali, idem come sopra, (perdere una testata è una cosa che rende “leggermente” nervosi qualche decina di servizi segreti del pianeta) che verificheranno con pignoleria estrema ogni passo. Massima sicurezza possibile e massime garanzie, eppure rimane una paura irrazionale.

È proprio vero che un popolo ignorante lo manovri facilmente con la paura.

***

Addendum

A quanto pare le armi faranno scalo a gioia tauro e non in sardegna. Tutte le polemiche scatenate contro il transito delle armi e lo stoccaggio a S. Stefano (arriva mommotti, arriva mommotti…), in una base attrezzata per gestire sottomarini con testate nucleari(1) alla fine a cosa son servite? A rendere Cappellacci un eroico uccisore di Mommotti.

(1) Gli americani saranno pazzi ma non son coglioni. Son consapevoli che se fa boom una testata i primi ad avere il culo flambè sarebbero quelli che lavorano nella base, quindi credo che abbiano fatto le cose a modo con la sicurezza.

ovvove, ovvove un tentato femminicidio…

fonte: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/12/11/murgia_derisa_da_forzisti_ubriachi_la_replica_di_cherchi_era_una_tisana-6-345217.html#foto1

Violento attacco di Michela Murgia sul suo profilo Facebook [contro l’assessore Oscar Cherchi NdA]. Immediata la replica dell’assessore Oscar Cherchi.

(…) IL POST DI MICHELA MURGIA [pubblicato sul suo profilo di FB NdA] – “Ieri sera all’una di notte sono entrata a bere qualcosa con degli amici in un noto caffè storico cagliaritano. Era tardi, la città era quasi deserta, ma mentre ci avvicinavamo al bar abbiamo notato che nella veranda del locale c’era una dozzina di persone che reagiva al nostro arrivo, curiosando oltre i vetri. Quando ho aperto la porta e li ho visti in faccia ho capito perché. A capotavola c’era Oscar Cherchi, assessore regionale all’agricoltura indagato per peculato, circondato da un gruppo di uomini del PDL sghignazzanti e alticci. Il più vicino alla porta mi ha salutata giulivo biascicando qualcosa come: “Noi facciamo il tifo per lei”. Gli altri hanno riso sguaiati ammiccando l’un l’altro e cercando vistosamente l’approvazione del politico a capotavola. Li ho guardati solo un istante e poi sono andata oltre, ma quell’immagine mi è rimasta dentro come uno scatto fotografico in bianco e nero. In quel tavolo di maschi di mezz’età aggressivi e alterati dall’alcool ho visto il profilo della razza padrona, il potere affarista, corrotto e sicuro di sé che mostra i denti marci al nuovo con l’arroganza di chi pensa di restare in piedi a dispetto di qualunque vento. (…)

Mah c’è da dire che gli sfottò sono normali in politica, forse la signora era troppo impegnata a spazzare nuraghi per accorgersi di come gira il mondo. Poi che dire: lo sfottò non mi sembra eccessivamente volgare e gli uomini con Cherchi si son messi a ridere, nessuna  altra reazione o azione contro la signora. Sarei curioso di sapere comunque come mai la signora facesse a sapere il partito cui erano iscritti e il loro tasso alcoolemico. Trovo gratuito anche il richiamo al fatto che Cherchi sia inquisito, non lo fosse stato sarebbe cambiato qualcosa? Personalmente alla lettura del post ho pensato all’inicipit di un romanzo ove viene descritto il cattivo, il personaggio negativo contro cui il buono viene chiamato a lottare.

“maschi di mezz’età aggressivi e alterati dall’alcool”, e che con una battuta commettono un femminicidio di una donna pacifica, corretta e sobria… come si dice a Cagliari: “Oh ma ti potzu toccai?”(1)

L’articolo riporta anche la replica, ottima, di Cherchi.

LA REPLICA DI OSCAR CHERCHI – “Signora Murgia, ero molto indeciso se risponderle o no, perché non avrei voluto concedere alle sue parole, oltremodo offensive, una visibilità immeritata. Devo anche dire che queste sue affermazioni da un lato mi hanno deluso, ma dall’altro mi hanno quasi sollevato. Deluso perché davvero credevo che lei fosse una persona ammodo, prudente, spiritosa, intelligente, riflessiva e saggia. Alcune di queste qualità gliele riconosco ancora, altre no. Scelga lei quali. D’altro canto mi sono invece sentito sollevato, perché prima di questo suo attacco la consideravo un avversario (noti bene, avversario, non nemico) politico temibile. Ora non più, perché non credo che siano in molti a condividere il suo modo di demonizzare gli avversari (che immagino lei consideri nemici, visto il livore delle sue affermazioni rivolte ad un intero gruppo politico). L’episodio è raccontato molto bene, lei è una scrittrice di chiara fama e non ci sono dubbi circa la sua abilità narrativa, peccato che il suo racconto non corrisponda al vero, o almeno, non del tutto. Certe sue considerazioni personali sembrano aggiunte solo per rendere la narrazione più appassionante, anche perché senza quelle non avrebbe certamente suscitato l’interesse di nessuno. Confermo solo la battuta ‘Noi facciamo il tifo per lei’ pronunciata da una delle persone che era con me, la quale forse si aspettava una sua risposta arguta che avrebbe chiuso l’episodio come capita fra persone civili. Magari con una stretta di mano in vista della competizione elettorale che ci aspetta, ognuno in difesa del proprio ideale non necessariamente condiviso dall’avversario (avversario, non nemico), quindi dura, aspra, ma corretta. Oltretutto, se lei avesse dimostrato immediatamente di non gradire neppure un’innocente frase come quella, sono sicuro che le sarebbero arrivate le immediate scuse. E sarebbe rimasta dalla parte della ragione. Invece ha scelto di passare dalla parte del torto con un attacco violento nei miei confronti, oltretutto entrando prepotentemente nella vita privata non solo mia, ma anche delle persone che erano con me fra le quali neppure una, e ripeto, neppure una, era ‘alterata dall’alcol’ come lei calunniosamente afferma. Io per esempio, come lei avrà notato, visto che ha ‘fotografato’ la scena, bevevo un’innocente tisana. Quindi di quella sera posso solo rimproverarmi di avere, per una volta, infranto la regola che mi sono imposto da tempo: quella di consumare, come suggerisco sempre a tutti, solo prodotti sardi. Oltretutto eravamo in sette e non dodici: che sia il primo caso in cui a veder quasi doppio non sia chi (secondo lei) beve, ma chi osserva? Qualcuno mi ha suggerito di sporgere querela ma non lo farò. Le voglio invece offrire l’opportunità di scusarsi. Se lo farà, vuol dire che avevo ragione di riconoscerle almeno qualcuna di quelle qualità che le dichiaravo in apertura. Se non lo farà avrà perso l’occasione di rendersi conto di persona che io non sono, come non lo sono neppure gli altri che erano con me, la personaccia che ha descritto nel suo post su facebook. Scelga lei liberamente, e si prenda il tempo che vuole per pensarci. A proposito di tempo, mi scuso per averle risposto solo ora, ma ho potuto farlo solo nella mezz’ora di pausa pranzo. Il resto della giornata lo passo impegnandomi, al massimo delle mie possibilità, nel tentativo di contribuire a risolvere i problemi dell’agricoltura sarda. Come lei ha potuto notare, riesco a scambiare due chiacchiere con gli amici solo a tardissima sera.

Cordiali saluti,

Oscar Cherchi”.

Ottima risposta pacata e misurata. Che dire: credo che la murgia voglia diventare la grillo sarda, un mix di populismo pauperista e di “vaffa” contro il sistema per coprire un vuoto politico spinto. Peccato che in politica il primo ha successo, i secondi no; basta vedere le parabole dei cloni di berlusconi, ovvero persone extrapolitica che scendono in campo per salvare l’italia con un partito di persone adoranti (di pietro, dini, ingroia, montezemolo), nessuno è riuscito a bissare i successi del cavaliere. Già grillo ha un poco deluso, e i risultati delle elezioni locali lo dimostrano. Ci sarà spazio per un grillo sardo, forse in opposizione anche al grillone nazionale? Ai postumi, della sbornia elettorale, l’ardua sentenza.

(1) “Oh ma ti posso toccare ?”, frase che generalmente viene usata per sfottere chi “si crede” più importante di quanto è, è il tradizionale sfottò rivolto ai signori “lei non sa chi sono io…”. Non c’è nulla di sessista nella frase.

E cominzat sa passienzia / In su pobulu a mancare

E comincia la pazienza / a mancare al popolo.

Sono due versi della poesia Su patriottu sardu a sos feudatarios più noto come procurade ‘e moderare Inicipit che mi porta a parlare dell’ultimo scandalo che sta investendo il consiglio regionale sardo: lo scandalo dei fondi per i gruppi consiliari spesi “in allegria”.

Devo dire che tutta la vicenda non mi piace e sto vedendo troppe cose che non mi vanno. Premessa: penso che la vicenda si sgonfierà come un soufflè malriuscito, non esiste alcuna norma che indichi come quei fondi debbano essere spesi tranne un generico “azione politica”, frase che vuol dire tutto e niente. Anche una “cena elettorale” a base di aragosta e vermentino con dei supporters può essere considerata azione politica, tirandolo un poco di più per i capelli anche un ricevimento nuziale potrebbe facilmente esserlo contrabbandato. Per non parlare delle spese di immagine per supportare l’azione politica, chi crederebbe ad un politico che gira vestito di sacco? Quindi stando a quanto riporta l’unione e la nuova mi sembra un’indagine un poco campata per aria, sulla falsariga di quanto capitato a fiorito nel lazio o nelle altre regioni italiane.

Per il resto sto vedendo tanti che fino al giorno prima facevano anticamera dal politico di turno per chiedere “favori” precipitarsi in strada con il forcone a fare i giacobini più giacobini, cantare procurade ‘e moderare ed urlare che il politico X è colpevole di tutti i mali della Sardegna passati, presenti e futuri, tanto per lavarsi la coscienza; la solita balla del bobolo buono governato da cattivi politici. Con annesso codazzo di populisti con ricette magggiche  cummenti su grillu de nos’atrus per risistemare la Regione.

Finirà male perché manca una cosa importante, senza la quale domani andrà a finire come ieri, manca l’autocritica, l’ammettere che se certe persone sono arrivate in consiglio regionale non è stato perché son state catapultate lì dal re di spagna ma perché dei Sardi, molti dei quali fanno i novelli san pietro negando di averli votati, li hanno scelti per amministrare la Sardegna.  Senza una seria autocritica che ammetta di aver votato Tizio perché… e chiedere che il successore invece faccia questo e quell’altro finita la bufera si torna punto e a capo. Si ritorna con i politici che controllano i pacchetti di voti e disperati pronti a barattare voti contro cassa integrazione, contro un assistenzialismo sterile che ti permette di galleggiare ma non di uscire dalle sabbie mobili.

In democrazia, un pessimo popolo genera pessimi politici.

buon senso in consiglio regionale sardo

La Regione boccia ancora le donne
Voto segreto: stop a doppia preferenza
La Regione boccia ancora le donne Voto segreto: stop a doppia preferenza
Il Consiglio regionale boccia ancora una volta le donne. Con 21 voti a favore e 45 contrari l’Assemblea – a scrutinio segreto – respinge la modifica al titolo, che parla solo di abrogazione dell’articolo sull’incandidabilità per il presidente dimissionario al successivo turno elettorale, senza la quale sono quindi decaduti tutti gli emendamenti sulla doppia preferenza di genere. Scoppiano le polemiche.

Ma che senso ha inserire una doppia preferenza a patto che le preferenze riguardino due persone di sesso differente, a parte permettere a qualche donna mediocre di superare, grazie a questo giochetto qualche politico uomo che riesce a ricevere maggiori preferenze?

questi sono i dati sui votanti alle elezioni regionali sarde del 2009 (fonte: sito Regione Sardegna):

Circoscrizione Elettori Votanti uomini Votanti donne Tot. % Votanti
Regionale 1.473.180 495.025 500.473 995.498 67,57

Nel 2009 hanno votato 5.000 donne in più rispetto agli uomini.

Inoltre in Sardegna, all’ultima revisione delle liste elettorali, ci sono circa 73K elettori uomini e 76K donne (fonte: dati ministero interno).

Quindi se le donne non vengono elette è anche perché le donne stesse non le votano, dando la loro preferenza ad un uomo.

Per questi motivi, la storia della doppia preferenza di genere la vedo come una scorciatoia per scavalcare colleghi e non come un atto di giustizia.

Uccidete l’alcoa… è meglio

Sui giornali si parla della lotta degli operai dell’alcoa contro la chiusura dell0 stabilimento con codazzo di sindacalisti e politici pronti a cavalcare la loro protesta.

Imho è inutile prolungare l’agonia di un azienda che si trova più o meno nelle stesse condizioni di Eluana, è tenuta in vita artificialmente da incentivi e sovvenzioni.  Che si stacchi finalmente la spina e si liberino le risorse per far nascere qualcos’altro nel sulcis invece di continuare a sprecare incentivi utili solo a far galleggiare i padri e mandare a fondo i figli. Se il problema non si risolve fra sei mesi quanto visto adesso si ripeterà pari pari.

Produrre in Sardegna è antieconomico sia per una pessima logistica di supporto, sia per l’elevato costo dell’energia elettrica che serve per far funzionare gli impianti. E chi ha come scopo principale il far del bene al prossimo generalmente indossa un saio e sta in un monastero invece che nel CDA di una impresa.

Lo Stato dovrebbe intervenire per far creare qualcosa di nuovo che possa sostenersi da solo e far ripartire l’economia del sulcis. Idee valide come il parco geominerario e lo sfruttamento ai fini turistici dell’archeologia industriale ci sono, bisogna avere il coraggio di voler investire nel nuovo. E ovviamente risolvere i problemi logistici collegati. Senza strade e collegamenti efficienti con porti e aeroporti, senza alberghi e strutture ricettive è difficile far partire il turismo. Capire che se si vuole avere i turisti bisogna rassegnarsi alla presenza di alberghi e strutture ricettive.

Politici e sindacalisti dovrebbero spingere per la creazione del nuovo non per continuare a galleggiare, entrambi peccano di poca lungimiranza e cinismo nel voler sacrificare il futuro per qualche clientela elettorale adesso.

 

Due parole sulla crisi in Sardegna.

In Sardegna c’è una lunga serie di proteste in difesa del proprio posto di lavoro: l’Alcoa, i minatori di Nuraxi Figus, Porto Torres, le imprese di Ottana. Ferma restando la solidarietà per chi rischia di perdere il lavoro, cosa che in questi tempi di crisi non è una prospettiva incoraggiante, bisogna però avere l’onestà intellettuale di ammettere che ci si è comportati da stupidi e una delle cause di questa situazione è stata la stupidità dei lavoratori e dei sindacati unita con la miopia e la voglia di clientelismi della politica.

Stupidità da parte di lavoratori e sindacati perché non hanno voluto ammettere che quelle realtà citate sopra si mantengono in vita solo grazie a sterili incentivi(1) ed invece di lottare per far nascere qualcosa di nuovo capace di rianimare il territorio come potrebbe essere il parco geominerario o una conversione verso altre filiere produttive ci si è incaponiti a voler tenere in piedi tutta la baracca a colpi di incentivi. Non considerando, per colpa o per dolo, che la situazione prima o poi sarebbe diventata insostenibile. E miopia e voglia di clientelismo da parte dei politici; neanche loro hanno fatto considerazioni sulla sostenibilità a lungo termine della situazione, spesso preferendo continuare con gli incentivi e usarli anche per fare clientelismo.
Oramai il botto è inevitabile, serve tirare fuori dal cilindro buone idee e tirarle fuori in fretta. Procrastinare servirà solo a rendere il botto peggiore in seguito, anche perché visti i chiari di luna credo che il governo, non con tutti i torti, risponderà a muso duro alla richiesta di ulteriori incentivi.

 

(1) Il carbone sardo, a detta degli esperti, è un carbone troppo ricco di zolfo per poter essere usato efficacemente negli impianti moderni. E il trattamento di desolforazione lo rende antieconomico rispetto al carbone russo e cinese.

Forconi e fuochi di paglia…

fonte: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo.aspx?id=250680&paging=2

In Sardegna si annuncia la protesta dei “forconi”, protesta nata in sicilia, scimmiottando quella del movimento pastori sardi e riscimmiottata adesso in Sardegna. Le premesse per un ennesimo, inutile, fuoco di paglia ci sono tutte. Dalle poche idee ma confuse sul modo di lottare agli obiettivi condivisi della lotta:

“Abbiamo intenzione – ha detto Alessandro Scanu, uno dei rappresentanti del movimento – di andare avanti con atti dimostrativi come impedire l’accesso e l’uscita di merci e altre azioni eclatanti. Ma sempre nella legalità e nel rispetto di chi vuole circolare liberamente. Sappiamo che dalla prossima settimana si muoveranno anche gli studenti con occupazioni e manifestazioni”. Anche gli autotrasportatori sono sul piede di guerra: da lunedì faranno delle azioni a sorpresa, bloccando porti e strade.

Vorrei sapere come si può impedire l’accesso e l’uscita delle merci da un negozio o da una raffineria, compiendo quantomeno il reato di violenza privata, con il rispetto della legalità e di chi vuole circolare liberamente. Secondariamente sarei curioso di sapere cosa chiedono tutte quelle categorie di persone, cosa accomuna studenti con gli autotrasportatori ? i dipendenti pubblici con i piccoli negozianti ?

L’intervista, non so se a causa dell’intervistato e dell’intervistatore è semplicemente penosa; poche frasi, tante descrizioni del casino che si vorrebbe fare e nessuna richiesta che la politica dovrebbe soddisfare. In pratica una versione 2.0 delle proteste al liceo quando la motivazione del far casino era il voler far casino.

Viste le premesse temo che, a parte una settimana di disagi, il movimento finirà in un fuocherello di paglia e si spegnerà spontaneamente facendo per l’ennesima volta fiasco, come già capitato con le eclatanti proteste della IIIC. Magari ci sarà contentino, tanto per dire di “aver vinto”, ma stringi stringi dubito si riesca ad ottenere qualcosa di concreto.