il corazziere nero; chi sono i veri razzisti?

Ieri di servizio al quirinale c’era un corazziere di colore e alcuni giornali hanno titolato sul corazziere nero che ha accolto salvini. La notizia è stata poi ripresa dai criceti di satana per esaltare Mattarella che ha voluto perculare salvini.

Da quello che vedo si son creati un “uomo di paglia” ovvero che Salvini, e di conseguenza la lega, odino i negri e tutti gli extracomunitari e che siano una versione “burletta” dei nazisti dell’illinois del film “the blue brothers”.

Riferendomi sempre a quel film, molti mi sembrano convinti di essere “in missione per conto di Dio” nella santa crociata contro salvini.

Peccato comunque che le notizie sul corazziere nero siano una colossale sequenza di zappe sui piedi niente male.

Prima zappa: sostenendo che Mattarella l’ha scelto per fare uno sfregio a salvini si sta sostenendo che è stato scelto solo per il colore della pelle; e scegliere una persona solo per il colore della pelle non è razzismo? Non importa che sia capace o meno, che per arrivare lì abbia vinto signori concorsi, che i turni di vigilanza dei corazzieri non li decida Mattarella, siccome secondo loro salvini odia i negri hanno scelto il corazziere negro.  Rispondere al razzismo di A->B con il razzismo B->A è sostituire ad un razzismo un altro, non è fare antirazzismo. E temo arriverà puntualmente il boomerang: “l’hanno scelto perché negro”; e allora le anime belle cosa risponderanno, visto che stanno dicendo la stessa cosa? Stessa cosa già capitata con le atlete dalla staffetta o con la nazionale di pallavolo; molti esaltavano le capacità della Egonu solo in sfregio a Salvini, cioè non ci fosse stato lui forse le avrebbero dedicato un trafiletto. Il dubbio sorge spontaneo: chi strumentalizza chi?

Sul corazziere di colore che al Quirinale ha accolto il Ministro degli Interni: “Non ho seguito bene la vicenda, non ne ho cognizione diretta, ma se un corazziere italiano è nero non importa niente a nessuno, dov’è il problema? I veri razzisti sono quelli che usano questo corazziere per fare ironia nei confronti di Salvini. C’è un razzismo ribaltato che diventa quasi paradossale”. [Vittorio Feltri]

Seconda zappa: se il presidente della repubblica da arbitro “super partes” viene trasformato in attore “in partes” perde tutta l’autorevolezza e il diritto ad essere arbitro; piaccia o no la moglie di cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto. Mostrarsi troppo “in partes” o il dire che è “in partes” permette di lamentarsi, dando anche l’impressione di avere ragione, che l’arbitro ha fischiato solo per favorire l’altra squadra. Se chiami Mattarella a fare la lotta nel fango poi non stupirti se anche lui ne esce inzaccherato. Giusto chiedere che arbitri applicando, a tutti, le regole, sbagliato chiedere che le interpreti per sfavorire o favorire questo o quel giocatore.

Terza zappa: Tony Iwobi è un senatore italiano di colore eletto nelle liste della lega. Cioè un partito fasciorazzistaxenofobo elegge un negro? E infatti Iwobi era stato attaccato, anche con veemenza, chiamandolo “zio tom”1 e considerandolo un negro venduto ai padroni bianchi. Cioè il negro è sacro ed intoccabile solo se appartiene alla propria fazione. Fulminante una battuta su twitter rivolta ai SJW: “lo considerate troppo leghista per essere negro”.

Quarta zappa: il tirar fuori il razzismo a sproposito: lotti contro gli sbarchi perché sei razzista, lotti contro la microcriminalità “importata” perché sei razzista, a lungo andare finirà per convincere chi si sente infastidito dal non poter andare al supermercato od al parcheggio senza essere assaltato da parcheggiatori o da venditori ambulanti, chi non tollera il degrado di certi quartieri, di essere un fasciorazzista irrecuperabile del KKK. E cosa vota un ” fasciorazzista irrecuperabile del KKK”, non di certo il partito comunista multiculturalista equosolidale no ogm. Questa è una lettera pubblicata nel 2007 da repubblica. Fa riflettere perché spiega benissimo come l’uso, e l’abuso, dell’ipocrisia per risolvere i problemi a lungo andare porti le persone a considerarsi di destra. La riporto integralmente (grassetti miei)

GENTILE Augias, ho 49 anni, vivo a Roma, lavoro al Quirinale, ho studiato, leggo buoni libri (credo e spero), mi interesso di politica, leggo ogni giorno 2 quotidiani, guardo in tv Ballarò e Matrix e voto a sinistra, sono stato candidato municipale per la Lista Roma per Veltroni. Cerco di insegnare alle mie figlie i valori della tolleranza e della nonviolenza, dell’importanza dell’istruzione, delle buone letture e dello studio, l’etica del lavoro e del sacrificio per ottenere qualcosa di duraturo e vero nella vita.
Lotto ogni giorno, al loro fianco, contro la cultura del nulla e dell’apparire, contro i Tronisti e le Veline e i Grandi Fratelli.

Ma questo è un altro discorso e quindi torno subito a me ed alla mia richiesta di aiuto.
A 49 anni sto diventando un grandissimo razzista e non riesco a sopportarlo.

Non c’è stata una molla scatenante, un atto di violenza compiuto verso di me o la mia famiglia o amici, ma un continuo stillicidio di fatti letti, di violenza vista, di sicumera da impunità, di moralità calpestata, di identità violata e violentata, di fatti raccontati da persone sconosciute su un tram o una metropolitana.
Ad una signora anziana che ha tossito (forte e ripetutamente) sul tram la giovane ragazza slava seduta davanti a lei ha detto: “Se sei malata devi scendere, vecchia!!”. Alle mie rimostranze sia la ragazza che il suo accompagnatore hanno semplicemente risposto: “Tu che c.. o vuoi, fatti i c.. i tua”, proprio così tua, alla romana.

Altro giro sul tram, affollato. Sale una vecchietta, si avvicina ad una ragazza di colore, la più vicina all’entrata e seduta tra altre 2 persone anziane e, gentilmente, le chiede il posto: prima non risponde e poi, all’insistenza dell’anziana biascica un “vaffanc.. vecchia puttana”. Il vecchietto seduto si alza per darle il posto: io intervengo per dire che non è giusto, lei è giovane e può benissimo alzarsi per una vecchietta. Quella si alza, mi guarda, dice qualcosa e poi mi sputa la gomma americana che ciancicava: l’ho presa per il colletto e l’ho sbattuta fuori dal tram, alla fermata. Tutti ad applaudire ma io mi sono vergognato come un ladro per la mia reazione ed alla fermata successiva sono sceso.

Lavorando al Quirinale ogni tanto vado a comprare un panino in piazza Fontana di Trevi: ho sventato 2 borseggi da parte delle zingarelle. Ad un turista di Palermo ho fatto recuperare tutto il bottino che gli era stato trafugato e, appena mi accorgo della loro presenza di branco in caccia, avverto la polizia che staziona alla fontana: nessuno si muove perché devono stare vicino alle moto o alle macchine.
Ed allora capisco che Fontana di Trevi è terra di nessuno, tra decine di venditori di pistolette che fanno le bolle di sapone e di quegli aggeggi rumorosissimi che si lanciano in aria e fanno il verso dei grilli mentre le bande imperversano.

Di fronte agli stupri che avvengono, troppo frequentemente, in varie città italiane, mi chiedo: e se io stuprassi una giovane araba alla Mecca o a Casablanca, se venissi preso dalla locale polizia a cosa andrei incontro? E se a Bucarest, in metropolitana, avessi accoltellato un giovane rumeno per una spinta ricevuta, che mi avrebbero fatto le locali autorità? Perché devo essere sempre buono ed accogliente con i nomadi, ahi tasto dolentissimo e pericolosissimo, quando questi rubano, si ubriacano, violano la mia casa e la mia intimità, quando rovistano nei cassonetti e buttano tutto fuori, quando mendicano con cattiveria e violenza, quando bastonano le immigrate che non vogliono prostituirsi, quando sbattono i bambini in strada o mandano i figli a scuola con i pidocchi?

Perché se chiedo l’espulsione immediata dei clandestini violenti e ladri e meretrici e protettori di meretrici vengo immediatamente accostato a Eichmann?
Perché lo schieramento politico che mi rappresenta, se io chiedo certezza delle pene e della detenzione, mi risponde con Mastella che nomina direttore generale del Ministero di Grazia e Giustizia quel Nuvoli Gianpaolo che, secoli fa ormai, ai tempi di Mani Pulite, ebbe a dire di Borrelli “se il procuratore fosse condotto alla forca sarei in prima fila per assistere all’esecuzione”?

Perché quando Fini, allora competitor di Rutelli a sindaco di Roma, propose di spostare i campi nomadi fuori dal Gra di Roma, tutti noi della sinistra (quindi me incluso ed in prima fila) gridammo “tutti i fascisti fuori dal raccordo” ed ora, a più di quindici anni di distanza, prevale l’idea del mio sindaco e del prefetto di compiere in tutta fretta questa operazione smentendo così, sostanzialmente, tutta la politica fin qui seguita dell’integrazione e dell’accoglienza solidale?

Perché devo sopportare lo strazio umano di vedere per le strade, di giorno e di notte, giovanissime prostitute schiave senza che a qualcuno, di destra prima e di sinistra ora, sia venuto in mente di vietare la prostituzione in strada cambiando semplicemente la legge in vigore? Però se i cittadini delle zone interessate scendono in strada e reclamano, con le ronde e con le fiaccole, un minimo di decenza ed anche di lotta alla schiavitù ecco subito le anime belle gridare al fascismo ed al ritorno delle camicie brune.

Sta crescendo ogni giorno di più l’intolleranza, sta montando l’odio per lo straniero e nessuno fa nulla per spegnere queste pericolosissime braci. Centinaia di persone come me, che hanno sempre litigato con tutti per difendere chi entra in questo Paese, che si sono battute come leoni contro l’intolleranza e la violenza xenofoba, sono stremate e ridotte, ormai, alla schizofrenia. Io voglio spegnere quelle braci prima che si trasformino in un incendio di rancori e violenza, non voglio lasciare più il monopolio della legalità alla destra e quindi non capisco, perché dare il voto locale agli immigrati, dopo 5 anni di permanenza nel nostro Paese, quando in nessun grande Paese dell’Europa Occidentale questo avviene.

So benissimo, come tutti gli italiani, che in Italia, ogni giorno, mille e più reati, anche odiosissimi, vengono compiuti da miei connazionali, nessuno crede veramente che la sicurezza venga messa a repentaglio solo dagli immigrati, non voglio e mi opporrò con tutte le mie forze al dagli allo straniero. Ma voglio legalità, voglio la cultura della legalità in questo benedetto Paese, voglio che chi sbaglia paghi.
Cxxxx Pxxxxx

Lettera che spiega benissimo il successo della lega e di Salvini, e che demolisce la narrazione che l’Italia sia una nazione razzista solo perché abitata da una maggioranza di trogloditi telelobotomizzati.


  1. Espressione spregiativa usata da Malcom X per indicare le persone di colore che non sposavano acriticamente la sua causa. 

7 pensieri su “il corazziere nero; chi sono i veri razzisti?

  1. Una nota su Salvini: a chi è di Milano e girava sui vent’anni circa dieci anni fa poteva capitare di vederlo, al venerdì sera, in qualche discoteca di corso Como; spesso in compagnia di signorine diversamente pigmentate. Poi, certo, questo non significa che non possa promuovere politiche razziste, solo che se pensano che esploda come Dracula di fronte a un crocifisso mettendolo nella stessa stanza con un nero hanno sbagliato registro.

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  2. […] Gli haters, o meglio gli imbecilli che usano i social per vomitare bile, non hanno nessuna giustificazione, punto. Però non posso evitare di pensare che se il tizio sia diventato bersaglio sia stato a causa del fatto che le sue foto in servizio venivano fatte girare nei social con la didascalia: “il corazziere nero che offende Salvini”. Didascalia dovuta alla “narrazione”, inventata di sana pianta dai “buoni”, che Salvini desse di matto non appena vedesse chiunque non appartenesse alla pura razza padana (qui). […]

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