Diritto di parlare di antivaccinismo.

In parlamento è stata organizzata una conferenza stampa, a cura del parlamentare1  Adriano Zaccagnini, il cui argomento è:  ‘Libertà di scelta per vaccinarsi in sicurezza’; le solite questioni di lana caprina sollevate a suo tempo dagli “antivaccinisti” ovvero che i vaccini sono utili però bisogna fare analisi approfondite prima di somministrarli perché yabba yabba dibba dibba2. Affermazioni già smentite e confutate3.

La questione di cui vorrei parlare è: deve essere permesso ad un parlamentare di parlare di argomenti “antiscientifici” o fantasiosi quali gli invisibili unicorni rosa petomani o il fatto che la terra sia piatta? Per me sì, è meglio per la democrazia che un parlamentare sia libero di dire ciò che vuole, fossero anche stronzate clamorose senza che nessuno debba chiudergli la bocca. Ovviamente il fatto che eventualmente dica stronzate qualifica sia la persona che il partito cui afferisce. Partito che per inciso si è repentinamente dissociato bollando come “iniziativa personale” la conferenza stampa.

Ovviamente la libertà di dire ciò che si vuole implica anche la libertà di dire che le argomentazioni sono antiscientifiche, che le prove di nocività dei vaccini son farlocche e presentate in maniera maliziosa. Imho la polemica da fare, più che appellarsi alla boldrini perché chiuda la bocca al parlamentare, cosa che ritengo sbagliata, dovrebbe essere affinché la conferenza stampa non sia solo un autoincensamento ma ci sia un serio dibattito con domande, anche cattive (6 casi di possibile autismo in 10 anni su 14 milioni di somministrazioni, non son pochi per parlare di emergenza?), e risposte. La cosa migliore è la tecnica CICAP: #chiedileprove, non l’invocare la censura.


  1. scusate ma non riesco a chiamarlo onorevole. 
  2. affermazioni che mi ricordano un tentativo di salvataggio in angolo
  3. fate una ricerca su google (cit.). 

Sette votazioni per il motore a gatto imburrato

I parlamentari 5 stelle hanno illustrato il primo capitolo del piano di governo, frutto di sette votazioni in rete. A sorpresa, durante la conferenza stampa alla Camera, si è collegato anche Beppe Grillo che ha parlato dell’esigenza di tassare le energie fossili per investire sulle rinnovabili

Sorgente: M5s presenta programma energia: “Stop fossili entro il 2050”. Fico: “Trump anti-storico, ma in Italia truffatori” – Il Fatto Quotidiano

Articolo molto interessante che dimostra platealmente come la “democrazia diretta del bobolo” sia una cagata pazzesca.

Il piano, l’ho letto, presentato è solo un insieme di desideri e pie intenzioni di difficile attuazione e scelte che, all’atto pratico, si rivelano essere più onerose ed inquinanti. Prendiamo ad esempio i sistemi di accumulazione domestica; le batterie più son grosse più son da trattare con “attenzione”, poi non hanno cicli di carica e scarica eterni. Che fare con le batterie esauste?

Quella è la prima domanda che mi è venuta. Sorvoliamo poi sul fatto che non puoi avere una rete di trasporto “di potenza” appoggiandoti solo a fonti ad output discontinuo quali il solare e l’eolico.

Insomma, avessero proposto il motore a gatto imburrato (o qualche sua variante come il motore di schietti, le macchine magnetiche del moto perpetuo o l’antenna di tesla) forse sarebbero stati più credibili.

Comunque non voglio parlare delle tante cavolate scritte quanto di come venga trionfalmente presentato “dopo sette votazioni”. Beh di votazioni on line se ne possono fare anche settanta volte sette ogni giorno che tanto i principi della termodinamica rimangono e il motore a gatto imburrato resta solo una battuta. Se qualcuno è convinto che basti votare per l’esistenza di babbo natale per far sì che babbo natale cominci ad esistere, beh sarei più contento se potesse votare solo per l’esistenza di babbo natale (o nei reality sciò). La democrazia del bobolo: incompetenti che pretendono di mettere la bocca, a sproposito, su tutto ed avere anche ragione. Ma per fortuna “eppur si muove”.

Citazioni che è utile tenere a mente, sempre

  • A volte anche gli esperti sbagliano.
  • Gli esperti sbagliano meno dei laureati all’università della strada.
  • L’opinione di un esperto vale più di quella del giardiniere di Codroipo con la terza elementare. Questo è un dato di fatto, non un’offesa al suddetto giardiniere.
  • In una discussione, devi avere almeno le basi dell’argomento di cui si parla, altrimenti il tuo commento sarà aria fritta.
  • Avere un’opinione o avere studiato all’università di Youtube NON valgono come base. Le basi sono studio o esperienza pratica.
  • Democrazia significa che il tuo voto vale quanto il mio, non che il tuo parere valga quanto il mio.
  • Se ti sembra che ciò non ti riguardi, ricorda che gli ignoranti a volte VOTANO, e che i politici in generale seguono la volontà dei votanti.

Sorgente: La democrazia di Youtube – Emigrante e Bestemmiante

zingari in gabbia e tanta idiozia…

Fatto: In un supermercato tre dipendenti hanno sorpreso due nomadi a rubare all’esterno del supermercato in un “gabbiotto” che conteneva i prodotti da mandare indietro al magazzino. Hanno chiuso il gabbiotto, le hanno filmate e hanno divulgato il filmato su youtube. E puntualmente son partite le polemiche sia da parte dei paladini dei diritti dei rom che chiedevano l’esecuzione in piazza dei tre imbecilli, sia di dementi alla “quando c’era LVI” pronti ad esaltare i catturatori.

Prima considerazione: il far west è la logica conseguenza di quando la legge viene percepita “non funzionante” e inefficace; spesso i furti e la micro delinquenza vengono perseguite poco sia per la lievità del reato sia perché spesso la priorità viene data alle vicende “mediatiche” che al piccolo balordo. Questo genera sia un senso di impunità da parte degli autori sia un senso di sfiducia nelle vittime. E ciò ha come logica conseguenza il “farsi giustizia da soli”.

Seconda considerazione: la solenne stronzata che hanno fatto i tre è stato il filmarle per sputtanarle. Il bloccare chi, in flagranza, compie un reato o un furto è lecito; se così non fosse io teoricamente potrei andare al supermercato, prendere un cellulare, uscire senza pagare senza che la security o i commessi mi possano bloccare o per farmi rendere il cellulare o per farmelo pagare. Il reato non è il sequestro di persona, come tanti giuristi di youtube sostengono, quanto lo sputtanamento e la pubblicazione del video.Le avessero bloccate e chiamato immediatamente le forze dell’ordine non ci sarebbe stato alcun reato da parte loro.

Terza considerazione: Salvini ovviamente s’è buttato a pesce, magari anche per far dimenticare il falso stupro, ma il fatto che Salvini faccia lo sciacallo non significa che tutti i rom siano inequivocabilmente onesti e che i tre siano solo dei wannabe SS. Il “se Salvini dice X allora X è sbagliato”, è un ragionamento fallace e fallato; e chi adesso prende il pretesto per frignare alla discriminazione e far partire il piagnisteo per cui le colpe son di tutto il mondo tranne che dei rom sta comportandosi da sciacallo allo stesso modo di Salvini.

Ultima, e forse più importante, considerazione: le colpe altrui non assolvono dalle proprie; gli idioti hanno sbagliato a filmare e diffondere ma le zingare non erano capitate dentro il gabbiotto per caso oppure son state rapite per essere rinchiuse; erano lì per rubare. E quanti frignano “italiani razzisti” dovrebbero fare attenzione visto che le loro fregnacce rischiano di fare più danno che altro, infatti spingono a rispondere: “e zingari ladri”, oltre a far pensare che si attacchi sempre per partito preso. E si finisce al solito derby Guelfi contro Ghibellini, dove ogni parte si sente santa e l’altra invece è fonte di ogni nequizia.

 

 

 

L’allevamento di un baby teppista…

Stavo leggendo questa notizia; imho le reazioni della madre intervistata spiegano benissimo sia la perdita di educazione degli studenti, sia le tante future frustrazioni che incontreranno quei bambini.

Sorgente: Bambini costretti a pulire i bagni nell’Istituto Comprensivo di Elmas Monsignor Saba. L’episodio è accaduto oggi nella scuola media del paese alle porte di Cagliari – Vistanet il quotidiano sardo di informazione online a Cagliari

Bambini costretti a pulire i bagni nell’Istituto Comprensivo di Elmas Monsignor Saba.
L’episodio è accaduto oggi nella scuola media del paese alle porte di Cagliari.

Il fatto, descritto nel gruppo Facebook “Sei di Elmas se” dalla mamma di uno degli studenti coinvolti, è di quelli destinati a far discutere. Dove inizia il compito educativo degli insegnanti? E fin dove arriva? Sembra che la punizione sia scattata in seguito a un atto di vandalismo avvenuto qualche giorno fa nella scuola, quando son stati trovati degli escrementi nei pavimenti dei bagni riservati agli studenti. La decisione, punitiva o educativa a seconda delle sensibilità, è stata netta. Tutti gli alunni, a turno, sono perciò stati costretti ad armarsi di stracci e secchi per pulire. Il tutto, dopo il suono della campanella. La cosa ha fatto infuriare non poco i genitori dei ragazzi coinvolti, che hanno ricevuto la comunicazione dell’accaduto a decisione già presa e lo sfogo sui social è stato immediato.

Spiace dirlo ma la scuola ha ragione; la scuola ti dovrebbe insegnare anche che per le “cazzate” di uno rischiano di passarci tutti, che essere omertosi significa essere complici così come il coprire o l’esaltare le azioni del baby teppista. Certo magari può servire per spararsi pose da “figo” l’aver sporcato i bagni però, se quando te le spari vedi le occhiate assassine dei compagni, costretti anche loro a pulire la tua bravata, l’ego da baby teppista ha un repentino calo.

La punizione “a turno” imho è giusta proprio perché è meglio che tutti capiscano il fatto che nonostante la responsabilità “penale”, penale e non civile, è personale per le cazzate di uno rischiano di pagare tutti. Cazzate che non son solo la cacca nel bagno ma magari una “guida allegra” o una spiritosata con i botti di capodanno.

Sembra non si tratti del primo episodio del genere avvenuto nella scuola media di Elmas. La denuncia di S. M., mamma di una bambina di dodici anni che frequenta la seconda media dell’istituto, è simile a quanto avvenuto questa mattina: «Anche a mia figlia, qualche tempo fa, è stato imposto di pulire l’aula come punizione per averla sporcata con della carta. La professoressa si è presentata con la scopa in mano minacciando mia figlia di trattenerla a scuola oltre l’orario se non avesse pulito in terra. Il tentativo di mia figlia di chiamare i carabinieri è stato fermato dai docenti che le hanno strappato il telefono di mano».

Chiamare i carabinieri perché i docenti impongono di pulire dove si è sporcato? Prendersi cura delle “cose di tutti” è la base dell’educazione. Se domani sporchi su una aiuola perché “non è di nessuno” dopodomani poi non lamentarti se vivi in un immondezzaio e nessuno è venuto a pulire.
Fossi la madre invece di offendermi verso la scuola tirerei un grosso sospiro di sollievo; cosa sarebbe capitato se la ragazza avesse chiamato il 112? Minimo si sarebbe beccata un rimprovero per un procurato allarme e per aver fatto quello ritenuto uno scherzo cretino, e se proprio andava male sarebbero intervenuti i servizi sociali per capire “il disagio” della minore. E la prima a passarci, in quella situazione, è la famiglia. La scuola viene in seconda battuta.

Una politica disciplinare decisamente discutibile per S.M.: «Si tratta di bullismo alla rovescia. I professori, per quanto abbiano un compito educativo nei confronti dei ragazzi, devono astenersi da questi metodi fascisti e mettersi nella testa anche di ragazzini irrequieti cercando di utilizzare maniere diverse per farsi rispettare».

Il solito: l’idea è buona ma i metodi son sbagliati, ci son altri metodi ma ci si guarda bene dal dire quali essi siano. Peccato che il giornalista non abbia posto alla madre una semplice domanda: “lei signora come avrebbe agito in quella situazione?”. Criticare è facile, proporre un poco meno.

Da notare anche il “metodi fascisti”. Se è fascista il pretendere che le persone abbiano cura delle cose di tutti, che siano educate e che trasformino il luogo in un immondezzaio poi non ci si stupisca se molti sognano uno sdoganamento del fascismo.

La mamma in questione contesta anche un’altra decisione della scuola, avvenuta anch’essa stamattina: «All’ingresso delle classi sono state apposte delle cassette all’interno delle quali i nostri figli sono stati costretti a lasciare i cellulari, pena il divieto all’ingresso nella scuola». La decisione di S.M., scandalizzata dai provvedimenti dell’istituto, è categorica: «Ritirerò mia figlia da quella scuola. Se una ragazzina di dodici anni subisce queste vessazioni non dai compagni, ma addirittura dagli insegnanti, non ci si deve stupire dal tasso di abbandono una volta terminato il ciclo scolastico obbligatorio».

Vessazioni il non poter usare il cellulare in classe? Naturalmente la signora non avrà nulla da protestare se parcheggio la macchina attaccata alla sua porta di casa, e spero che mi difenda dalle “vessazioni” dei vigili urbani. Se abitui una ragazzina che le regole son vessazioni… stai preparando una baby teppista incapace di rispettare le regole. Puoi scegliere di non rispettare le regole ma, in tal caso poi non si pianga quando arriva il conto da pagare.

Dalla parte della scuola e del suo dirigente scolastico Annalisa Flaviani, si schiera invece l’ex docente dell’Istituto Saba, Emanuele Garau: «Molte persone non hanno idea dei comportamenti scorretti e della totale mancanza di civiltà che si vive nelle aule di molte scuole. La Flaviani non fa altro che indirizzare i nostri alunni e figli a diventare cittadini del domani che sappiano rispettare le regole del vivere civile».

Quest’ultima frase sarebbe da stampare ed incidere a lettere dorate all’ingresso della scuola.

viva la libertà (con i soldi altrui).

Fatto: google ha rescisso il contratto “AdSense” per la raccolta pubblicitaria con il blog byoblu di Claudio Messora.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/29/google-messora-disattivata-raccolta-pubblicitaria-su-mio-blog-caccia-alle-fake-news-per-spegnere-la-rete/3348762/

“Ieri, dopo essere tornato da Roma per dibattere insieme a centinaia di giornalisti (ironia della sorte) proprio di “fake news”, trovo una email di Google che mi informa di avere disattivato la monetizzazione del mio blog decennale (i banner pubblicitari), con la motivazione che inganno i miei lettori fingendomi una testata giornalistica (una “news organization”)”. Lo racconta Claudio Messora, ex responsabile della comunicazione del M5s al Parlamento Europeo, sul suo blog Byoblu e in un post sul blog di Beppe Grillo. (…)

“Questo provvedimento, che mina seriamente la capacità di produrre informazione libera fuori dal tempio del giornalismo “autorizzato” aggredendone il modello di sostentamento economico – è la denuncia del blogger -, mostra quali siano gli obiettivi reali della campagna scatenata contro le fake-news: spegnere qualunque voce indipendente che possa restituire al termine “democrazia” un significato autenticamente spendibile, nel tentativo disperato di invertire il corso della storia e mantenere saldamente il controllo nelle mani di chi, politicamente, ha una fottuta paura di perderlo”.

Questa ingenuità mi ha fatto ridere; come disse il presidente Mao: la rivoluzione non è un pranzo di gala, e sinceramente chi vuole giocare, con i soldi del sistema all’eroico partigiano in lotta contro il sistema, lo trovo decisamente patetico. Perché non prova altri canali di finanziamento? crowdufunding, contenuti a pagamento? Se i suoi lettori hanno il braccino corto corto o giudicano il suo sito e i suoi contenuti non abbastanza interessanti da metter mano al portafoglio per pagarli che colpa ne ha Google? La libertà è bella ma non è gratis se vuoi essere libero allora metti mano al tuo portafoglio.

Questo è un caso da manuale dove gli alti ideali vengono utilizzati per verniciare basse questioni di bottega: gli è stato impedito di comunicare? il suo sito è stato chiuso d’imperio? No, semplicemente viene costretto a trovare altre fonti di finanziamento diverse da AdSense.  Se non ci si riesce, allora si chiude e si fa altro. Se invece si vuol fare il partigiano rivoluzionario allora si ricordi sempre la richiamata regola di Mao: la rivoluzione non è un pranzo di gala, e si eviti di frignare che, nella rivoluzione di ieri notte, non ci son state le tartine al caviale fra gli antipasti, altrimenti la figura che si fa è quella, patetica, del rivoluzionario da salotto.

Devo anche ammettere, sinceramente, che son contento che si lotti contro il clikbaiting e lo sparare cazzate al solo fine di attrarre click da monetizzare. Preferivo la vecchia rete non commerciale. C’erano pochi contenuti amatoriali ma questi venivano scritti solo da chi aveva il piacere di farlo. Infatti la netiquette nei newsgroup considerava molto scorretto il sollecitare risposte o il pretendere che il proprio messaggio fosse considerato “interessante”. A molti che pretendevano risposte si rispondeva: chiedere è lecito, rispondere è cortesia, leggere prima le faq ed i messaggi precedenti molto gradito. Se non vuoi che commentino i tuoi messaggi, allora non scriverli. Se i messaggi non ti interessano allora non leggerli ma non rompere le OO che le discussioni qui non ti piacciono. Pazzi furiosi, mitomani, antivax etc. etc. c’erano già allora, ma almeno non ci piazzavano businnes con le bufale. Non era più pulita, ma forse un poco più genuina.

Messora inquadra l’episodio nell’ambito del recente annuncio di Scott Spencer, il dirigente Google a capo della piattaforma Adsense, quella che gestisce appunto il servizio di pubblicazione di banner pubblicitari sui siti web, di avere “già rivisto oltre 550 siti web e di avere preso provvedimenti contro 340 di loro, colpevoli di ‘dare una falsa rappresentazione di se stessi e di ingannare i propri lettori fingendosi testate giornalistiche’”. In pratica, sintetizza, “è la morte della rete per come Gianroberto Casaleggio ce l’aveva fatta amare”. Secondo il blogger, infatti “questa è la linea del Piave dell’informazione libera: va tenuta ad ogni costo. Google deve rispondere. Non bisogna arretrare di un centimentro. In gioco non c’è la mia modesta persona (come avrebbe detto Biagi), ma la rete come l’abbiamo conosciuta e amata e che, se lasciamo passare cose come queste, da oggi potrebbe diventare un cimelio da museo”.

La rete di gianroby era la rete ove qualunque caprone ignorante era convinto di poter discutere, da pari a pari, con l’insigne luminare di argomenti pertinenti la materia del luminare1. Geometri che disquisiscono di fisica dell’atmosfera e di normative sul trasporto aereo, laureati in lettere che spacciano mirabolanti cure con le staminali, inventori di motore a gatto imburrato, signoraggisti etc. etc. La rete di gianroby era la rete che legittimava simile feccia e faceva creder loro, per numero e democrazia, di poter mettere la bocca su qualunque argomento e che delle loro argomentazioni si dovesse tener conto allo stesso modo delle argomentazioni dell’insigne medico o del fisico delle particelle. Mi spiace, l’avere il, giusto, diritto di dire una stronzata non significa che la stronzata diventi una verità. Rimane una stronzata. Il sacro blog era una raccolta di bufale e stronzate, monetizzato poi nel partito politico della gggente contro i professoroni.  La rete delle biowashball e dei motori a gatto imburrato, la rete dove aveva più visibilità chi la sparava più grossa, la rete dove gli antisistema più bravi a spararsi pose da alternativi guadagnavano un sacco dalla pubblicità.

Vuoi lottare per la rete alla gianroby? fatti mantenere dai suoi eredi morali, con i quali condividi gli obiettivi. Ma, cinicamente, penso che molti siano pronti a condividere gli obiettivi, pochi a condividere invece gli euro…


  1. precisiamo meglio: se discuto con il luminare di Fisica della partita di calcio o se sia meglio la pizza ai funghi rispetto alla caprese la mia opinione vale la sua. Se mi metto a discutere della sua materia, la mia opinione, soprattutto se non supportata da fatti scientifici, vale un cazzo. 

sciacallaggi…

Da faccialibro; il commento di una teleopinionista alla vicenda dell’immigrato suicida a venezia

Un ventiduenne del Gambia si è lanciato in acqua, a Venezia, perché gli era stato negato il permesso di soggiorno per ragioni umanitarie.
Non voleva più vivere. O forse non voleva morire dove lo avrebbero rispedito.
E’ annegato tra chi lo guardava immobile, chi gridava Africa e chi diceva “Fallo morire ‘sto coglione!”. Si sente perfino mezza risatina.
Gli era stato lanciato un salvagente, certo. Ma nessuno si è buttato.
E’ inutile girarci intorno. Per una donna, un bambino, un uomo bianco, qualcuno si sarebbe buttato. Ci sarebbe stata la folla in acqua.
Ma era solo un profugo. L’avete guadato andare a fondo. E l’avete fatto morire, ‘sto coglione.
Che pena. Per voi, ancora più che per lui.

E, l’ottima, risposta di un utente su FB; risposta alla quale la teleopinionista non ha ribadito.

Domenica ero a Venezia e ho assistito all’accaduto: posso assicurarvi che all’inizio nessuno aveva capito le reali intenzioni del ragazzo. Accade che persone facciano il bagno in canale, turisti sconsiderati o gente che ha alzato troppo il gomito: nessuno si sarebbe mai immaginato che il ragazzo volesse morire, anche perché sapeva nuotare benissimo. Con l’arrivo imminente del vaporetto, gli sono stati gettati 4 salvagenti e degli uomini a bordo hanno cercato di tirarlo in salvo afferrandolo per le braccia, ma lui ha opposto resistenza ed è sparito sotto l’imbarcazione. Poco dopo sono arrivati i soccorsi, ma neppure loro si sono tuffati, in quanto non è fattibile riuscire a vedere sotto quell’acqua. Purtroppo è sempre facile parlare a fatto compiuto e con tutta questa finta indignazione. Quindi, prima di giudicare e di chiederci perché nessuno si è lanciato in quelle acque putride, rischiando di prendersi la leptospirosi o di essere trascinato sott’acqua insieme a quel povero ragazzo, domandiamoci perchè nel nostro Paese ci sono ancora persone che vogliono morire a 22 anni.
Tutt’altra storia invece per gli insulti sollevati contro di lui: sono parole degne di persone che non si possono neppure definire tali.

Mio commento sulla vicenda: quel suicidio ha scatenato una indegna gazzarra che ha generato uno sciacallaggio del piagnisteo che non ha nulla da invidiare a quello cui è son stati accusati Salvini e la Meloni. Purtroppo son questi deliri a convincere gli italioti di essere espertissimi di tutto. Adesso anche esperti di salvataggio in acqua; d’altronde bastava vedere due o tre puntate di baywatch per diventarlo. Tanto di cappello alla utente che ha risposto per le rime alla farneticazione Selvaggia del primo messaggio.

Senza considerare che il “lancio della merda” contro il ventilatore, l’attribuire a tutti le colpe di qualche imbecille che ha avuto un comportamento inqualificabile, serva solo ad esacerbare gli animi così come le accuse di vigliaccheria e razzismo.

[repost] – petizione per l’abolizione delle leggi sulla termodinamica

Ripropongo un vecchio post perché, come ha detto beppe è giusto che la scienza sia democratica e che sia il popolo a decidere. Ed è ora che il popolo dica la sua anche sulla fisica. Non lasciamo la fisica ai professoroni e ai troll del NWO. Scienza democratica subito. 


Io condivido pienamente questa petizione su change.org proposta da Ipotesi Con Brodo italia.

Perché non possiamo rimanere vincolati da leggi del 1800 formulate da tedeschi (Rudolf Clausius), inglesi (lord Kelvin) e francesi (Sadi Carnot) [coincidenza? io non credo]

Per la memoria di Tesla,  di Ighina, Schietti e tanti altri benefattori dell’umanità derisi e vilipesi dalla lobby del petrolio.

Per un mondo più pulito senza petrolio, plastica e qualsiasi tipo di sostanza chimica.

Per dire un NO! forte alla malvagia lobby degli scienziati prezzolati dalle multinazionali.

Per dire NO! a renzi, monti, berlusconi, craxi, andreotti, mussolini e vittorio emanuele II di savoia.

Per l’ambiente, la natura, le sirene e peppecrillo.

Perciò invito i miei centomila miliardi di lettori(1) a votare per questa petizione.

https://www.change.org/p/sadi-carnot-referendum-populista-per-eliminare-le-leggi-della-termodinamica?utm_source=share_petition&utm_medium=copylink

Diretta a Nicolas Léonard Sadi Carnot e a(d) 4 altri
Referendum populista per eliminare le leggi della termodinamica

ipotesi ConBrodo Italia

Queste tre leggi sono state introdotte per favorire le lobby dell’energia, in particolare vietano:

a) le macchine a moto perpetuo

b) il riscaldamento ed in condizionamento senza consumo di energia,

c) la produzione di energia dal nulla

Queste leggi sono state volute dai poteri forti per costringerci così a ricorrere a elettricità e combustibili per le nostre esigenze, quando avremmo potuto semplicemente ricavare energia dal nulla

Tutte queste formule complicate e non sono accessibili alla gente, nemmeno YouTube ne parla bene, i consumatori così sono distratti e disinformati.

Noi scegliamo la Tesla free Energy!

Condividiamo ed usiamo questi Hashtags!

#LiberaEnergiaInLiberoStato ‪#‎notermodinamica‬ ‪#‎cambiaresipuò‬
Questa petizione sarà consegnata a:
Nicolas Léonard Sadi Carnot
Lord Kelvin
Joule
William Thomson
William Gibbs

Riporto, per completezza, anche la lettera associata:

LETTERA A
Nicolas Léonard Sadi Carnot
Lord Kelvin
Joule
William Thomson
William Gibbs

Cari signori, anche per me queste tre leggi sono state introdotte per favorire le lobby dell’energia, in particolare vietano:

a) le macchine a moto perpetuo

b) il riscaldamento ed in condizionamento senza consumo di energia,

c) la produzione di energia dal nulla

Queste leggi sono state volute dai poteri forti per costringerci così a ricorrere a elettricità e combustibili per le nostre esigenze, quando avremmo potuto semplicemente ricavare energia dal nulla, inoltre il terzo principio impedisce al Cavaliere del Cigno di concludere il suo scontro con il Cavaliere dell’Acquario e quindi acquisire il sesto senso, chiaro segno che la legge in questione è stata creata allo scopo di favorire Gemini ed eliminare la dea Athena.

Per questi motivi vi chiederemmo, di prendere carta e penna e modificare queste leggi, non più attuali, con leggi che si sposino con i mutati fabbisogni energetici contemporanei.

Noi siamo per la Tesla free energy e le spirali di Ighina!

Uniti, possiamo fare la differenza!

(1) Purtroppo il mio unico difetto è l’eccessiva umiltà.

se ci fosse stata la giuria popolare antibufale…

Un mix di effetti delle decisioni della giuria popolare, con i giurati ovviamente scelti fra la gggente e non nella ka$ta dei professoroni…

  1. I terremoti si possono prevedere (Giampaolo G.  è in grado di anticipare di 6-24 ore il manifestarsi di un terremoto. La sua ricerca sui precursori sismici ha salvato la vita a quanti, nel 2009 in Abruzzo e in questi giorni in Emilia Romagna, hanno dato ascolto ai suoi allarmi.  Sacro Blog).
  2. La magnitudo del terremoto è stata abbassata dall’INGV (Terremoto, senatrice: “Magnitudo declassata per interessi economici di governo”.)
  3. La vivisezione (intesa come sperimentazione animale NdR) è inutile e crudele (Sacro Blog, via wired)
  4. La cura stamina funziona (Movimento 5 Stelle – Nel maggio del 2013, il capogruppo Andrea Cecconi del M5S alla Commissione Affari Sociali della Camera su Stamina disse che “il Movimento ritiene che il metodo sia efficace”, chiedendo al Parlamento di autorizzare la sperimentazione stessa condotta da Vannoni. fonte: il post)
  5. I vaccini non servono (fonte: wired)
  6. I jalisse meritavano la vittoria di sanremo
  7. Pupo e S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia meritavano il secondo posto a Sanremo (fonte wiki)
  8. Esiste la free energy
  9. Esistono le scie chimiche e il grande gombloddo globale del NWO e vari gombloddi assortiti (fonte l’espresso)
  10. Non siamo mai andati sulla luna, anzi la luna non esiste proprio, è solo un ologramma piazzato in cielo dagli alieni per nascondere Nibiru.

e ovviamente la grande verità che nessuno vi ha mai detto e che la malvagia lobby dei detersivi in combutta con quella delle lavatrici e con capitan findus non vi hanno mai detto ed hanno sempre tentato di occultare

la biowashball lava più bianco!!!!!!1111111UNOUNOUNO