Gran Sasso: così il “metodo Iene” mina le istituzioni scientifiche – Il Foglio

Magistrale articolo del foglio sulla vicenda. La conclusione

L’Italia è, tra i paesi occidentali, uno di quelli che hanno il più basso livello di fiducia nelle istituzioni e nella democrazia. Le campagne mediatiche e politiche che insistono nel prendere a picconate, usando il sospetto e la menzogna, anche quel poco che è rimasto di parzialmente sano, come le istituzioni scientifiche, stanno perseguendo malvagiamente l’obiettivo di trascinare il paese in una nuova barbarie civile.

Per quanto sconfortante possa essere è purtroppo vera.

Sorgente: Gran Sasso: così il “metodo Iene” mina le istituzioni scientifiche – Il Foglio

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Sulla risoluzione SOX della commissione attività produttive dell’abruzzo

Fonte: https://www.consiglio.regione.abruzzo.it/acra/esperimento-soxapprovata-risoluzione-del-m5s

22/11/2017 – 17:25)

(ACRA) – Approvata all’unanimità in Commissione Attività produttive la risoluzione del M5S che chiede il blocco immediato e definitivo dell’esperimento radioattivo SOX nei laboratori INFN del Gran Sasso. “Siamo soddisfatti” – spiega il Consigliere Riccardo Mercante – “Questa risoluzione approvata da tutta la maggioranza e da tutti i gruppi di opposizione impegna il presidente e la giunta tutta della Regione Abruzzo a mettere in campo tutte le azioni necessarie per interrompere e bloccare in modo definitivo, senza se e senza ma, l’esperimento. Della sua pericolosità abbiamo già argomentato precedentemente, così come dell’assoluto silenzio della Regione relativo all’autorizzazione rilasciata già due anni fa. Abbiamo messo in campo ogni azione possibile dentro e fuori dal palazzo per bloccare questa pericolosa operazione. Alle nostre numerose battaglie si aggiungono anche le dichiarazioni rilasciate dal direttore dei laboratori dell’INFN alla trasmissione le Iene: “Siamo noi nel posto sbagliato se li c’è la captazione dell’acqua”…ed ancora “Come direttore di laboratorio se potessi decidere di non erogarla sarebbe un grande sollievo per me”. Questo Governo Regionale non può continuare ad operare in questa direzione mettendo a rischio un patrimonio acquifero immenso e la salute di 800.000 cittadini. L’esperimento radioattivo deve essere immediatamente bloccato revocando qualunque tipo di autorizzazione data in precedenza. Colgo l’occasione per porgere a nome della Regione Abruzzo come istituzione e di tutti i suoi residenti le più sentite scuse alla giornalista Nadia Toffa per l’ atteggiamento del Presidente D’Alfonso nei suoi confronti”. (com/m.f.)

Dell’idiozia di tale risoluzione, dal punto di vista dei motivi scientifici e di merito, hanno già parlato tanti altri molto più titolati di me. Io invece vorrei far notare un altro fatto: che in Italia si ha difficoltà ad accettare che un procedimento amministrativo si concluda con una decisione “sgradita” e si cerca in tutti i modi di ostacolarne l’attuazione con tecniche di guerriglia e dilatorie.

In nome della certezza del diritto, se si è giunti ad una decisione definitiva nella quale non si può più entrare nel merito, tale decisione dovrebbe diventare effettiva. Altrimenti, se fosse possibile rimangiarsi dall’oggi al domani qualsiasi decisione, anche sulla base di argomentazioni vaghe e fumose, chi investirebbe in italia? Quale costruttore si azzarderebbe a costruire se scoprisse che, dall’oggi al domani solo perché a qualche politico son girate le scatole, le autorizzazioni sono carta straccia? Quale azienda investirebbe per aprire un impianto per poi vederselo bloccare perché nonna Pina pensa che emani karma negativo che ostacola la fioritura dei suoi gerani?

L’effetto di questa mentalità nelle opere pubbliche è dannato: consideriamo una azienda, la ACME, che vince una gara d’appalto. E prima di iniziare viene bloccata da mille cavilli e manifestazioni di protesta. Quei ritardi nell’avvio causano ovviamente dei costi extra all’azienda, costi della quale lei non è direttamente responsabile e che quindi può ricaricare sulla stazione appaltante. E chi paga quei costi extra? L’ente che vede lievitare il costo dell’opera dall’X inizialmente previsto a X+cifrone. Ecco un motivo della lievitazione dei costi della TAV, o del TAP, tanto per avere esempi reali.

Il fatto è che una volta giunti ad una decisione, a meno che tale decisione non sia stata presa in maniera fraudolenta, quella è e conviene mettersi il cuore in pace. Invece molti vogliono fare i paladini della gggente facendo colossali danni. Danni che però si guardano bene dal pagare e dal prendersene la paternità.

Se si blocca l’esperimento, chi paga i danni? ovviamente se l’esperimento si blocca per scelta unilaterale del governo dell’abruzzo chi risarcisce l’INFN dei danni dovuti alla perdita dei finanziamenti? alle penali per la rottura di contratti di fornitura? alla perdita di lavori dell’indotto? Non si sta parlando di bruscolini. Mi chiedo quanti che adesso si stanno spellando ad applaudire continueranno gli applausi entusiasti quando i soldi di quei risarcimenti dovranno essere trovati nel bilancio della regione.

Quando ci si lamenta dell’aumento “monstre” dei costi delle opere pubbliche in italia o del perché molte aziende non vengano qui ad investire ma preferiscano delocalizzare, forse una qualche riflessione sui comportamenti descritti sopra sarebbe opportuno farla invece di limitarsi a frignare: politici corrotti, aziende farabutte, tutti ladri contro la gggente onesta e studiata.

 

l’incidente di Goiània

L‘incidente nucleare avvenuto nella città di Goiània, Brasile è stato di uno dei più gravi incidenti nucleari capitati nel mondo. E’ stato classificato con un valore di 5 nella scala ines dell’agenzia ONU per l’energia atomica AIEA. Per intenderci gli unici incidenti più gravi di questo sono stati solo tre: chernobyl, fukushima, che son stati classificati di grado sette, e l’incidente di Kyštym, Unione Sovietica, classificato di grado sei.

Di grado cinque oltre goiània ci son stati, solo, l’incidente di Windscale, Regno Unito e l’incidente di Three Mile Island, Stati Uniti.

Brevemente cosa è successo? Che due persone hanno rubato, da un ex ospedale in dismissione, un apparato per la radioterapia, e per venderlo come “rottami” lo hanno smontato fino ad estrarre le capsule di “cesio 137” contenute al suo interno ed utilizzate per generare le radiazioni utilizzate per la radioterapia. La capsula ha poi viaggiato, insieme ai resti dell’apparato, fra diversi depositi di rottami.

Ciò causò una serie di contaminazioni radioattive e di vittime: circa 130.000 persone invasero gli ospedali. In circa 250 persone furono trovati, grazie all’uso di contatori Geiger, residui radioattivi sulla pelle. Alla fine, 20 persone mostrarono segni di sindrome acuta da avvelenamento da radiazioni rendendo necessario il trattamento richiesto. I decessi diretti furono 4.

Perché non se ne parla molto e perché non se ne è parlato per il SOX visto che si tratta di un incidente con caratteristiche molto, molto simili, a quello che teoricamente (ma molto molto molto teoricamente1) potrebbe capitare alla sorgente radioattiva usata per l’esperimento SOX?

Perché si tratta di un incidente “anomalo” riguardo agli altri elencati. Perché non riguarda una centrale nucleare od un sito di predisposizione del combustibile nucleare ma riguarda un uso civile ospedaliero del nucleare o meglio di una sorgente radioattiva utilizzata in ambito civile ospedaliero.

Causare fobie ingiustificate, per lucrarci sopra, riguardo ad  esperimenti che avvengono in laboratori la cui struttura ed il funzionamento interno è poco conosciuto è molti più facile, e redditivo, che causare fobie ingiustificate verso, ad esempio, i vaccini2 o gli ospedali.  Vedere una folla che chiede la chiusura del laboratorio del gran sasso in nome dell’assenza di rischio nucleare è molto più probabile di vedere una folla, che per lo stesso motivo, chiede la chiusura del reparto di radiologia e medicina nucleare dell’ospedale vicino a casa.

 


  1. un cilindro di lega di tungsteno, nichel e ferro con le pareti spesse 19 cm e dal peso di 2,5 tonnellate è un poco difficile da rubare nascondendoselo in tasca… 
  2. con molti medici antivax, l’ordine dei medici ci è andato con mano “pesante” arrivando anche all’espulsione. Espulsione che causa un danno economico evidente. 

Intervista di Marco Pallavicini sul SOX

Start Magazine pubblica una interessante intervista a Marco Pallavicini, vicedirettore dell’esperimento SOX. Devo dire che mi è piaciuta molto, soprattutto la conclusione.

L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare sta lavorando (da anni) ad un complesso esperimento sulla fisica dei neutrini, volta in particolare a stabilire se esista un tipo di neutrino fino ad ora sconosciuto, il cui nome è SOX.

Per SOX è necessaria una fonte di particelle sub-atomiche, ovvero una fonte radioattiva, e a questo scopo è previsto da qui a diversi mesi l’arrivo di Cerio 144 presso il Laboratorio Nazionale del Gran Sasso, in Abruzzo.

La notizia dell’arrivo di questo radioisotopo presso i laboratori del Gran Sasso ha messo in agitazione movimenti ambientalisti e popolazione locale, e in un crescendo di allarmismi e notizie incontrollate, di SOX e del Cerio144 ha parlato, nei giorni scorsi, la trasmissione televisiva “Le Iene” (che ha già un curriculum di servizi antiscientifici poco inviadiabili, a partire dal caso Stamina). In un servizio di Nadia Toffa si evocano scenari apocalittici di inquinamento da radiazione e incidenti nucleari.
Non a caso il servizio si apre con le sinistre immagini dell’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, in Giappone, incidente che durante il servizio la Toffa richiama più volte, con paralleli scientificamente azzardati.

Ne abbiamo parlato con Marco Pallavicini, vicedirettore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova, coordinatore del progetto SOX.

(…)

Il servizio inizia evocando l’incidente di Fukushima, un reattore nucleare per la produzione di energia. Cos’hanno in comune un esperimento che utilizza un radioisotopo e una centrale nucleare?
“Assolutamente nulla se non il fatto che c’è di mezzo la radioattività, ma è un legame molto labile.
Se sposassimo questa tesi dovremmo dire che anche le sorgenti al cobalto che si utilizzano in ospedale per la radioterapia, o le sorgenti radioattive utilizzate da tutti i rivelatori di fumo presenti nelle case dovrebbero essere considerati pericolosi.

Se i rivelatori di fumo utilizzano quantità minime di fonti radioattive, le sorgenti al cobalto che si usano negli ospedali non sono affatto quantità minime, sono quantità molto importanti che, però – come nel caso di SOX – sono utilizzate in modo assolutamente sicuro, perché la tecnologia per farlo esiste.

La ragione di fondo per cui il paragone con una centrale nucleare e con l’incidente di Fukushima è veramente una truffa, è che una sorgente radioattiva non è un reattore. Una sorgente radioattiva non è un dispositivo in cui avviene una reazione nucleare di fissione, che per essere gestita dev’essere controllata come accade nei reattori. In una sorgente radioattiva, anche in presenza di un quantitativo importante di radiazioni, come nel caso di SOX, non c’è nessuna reazione.

Si tratta di decadimenti naturali, che per nessuna ragione possono essere accelerati o rallentati o cambiati e una volta che uno ha – come nel caso di SOX – sigillato completamente la fonte radioattiva e schermato con del materiale passivo, che quindi non si può guastare, non si può rompere, non si può aprire in nessun caso, non esiste alcun pericolo.

Quella con Fukushima è veramente un’associazione di idee truffaldina, non è neanche un errore, a mio giudizio c’è dientro la volontà precisa di spaventare la popolazione, facendo un paragone scientificamente inconsistente, tra un disastro planetario come quello di Fukushima e un progetto assolutamente sicuro e innocuo come SOX”.

Quindi la fonte radioattiva è più simile alle fonti radioattive che contengono gli ospedali piuttosto che a quelle delle centrali nucleari?
“Assolutamente sì. Nella maggior parte dei casi, negli ospedali si tratta di una sorgente a Cobalto 60, e in quel caso c’è un’emissione di radiazioni gamma che viene utilizzata per la radioterapia.

Nel caso di SOX, il quantitativo di Cerio144 è significativamente maggiore, ma il concetto è lo stesso. Tanto è vero che il nostro contenitore pesa 2,5 tonnellate, proprio perché non abbiamo una sorgente che pesa pochi kg come nel caso delle sorgenti ospedaliere. In questo modo la schermatura che noi abbiamo costruito è totalmente sicura”.

(…)

Risponde a requisiti di sicurezza superiori rispetto a quelli delle centrali nucleari?

“Il paragone non conta: la centrale nucleare è un’altra cosa. I requisiti di una centrale nucleare sono altri, ma stiamo veramente parlando di cose non confrontabili.

Il contenitore del Cerio144 per SOX risponde a requisiti che hanno a che fare con la scrematura della radiazione. Tanto per dareun valore, la radiazione residua che esce dal tungsteno è tale per cui gli operatori che misureranno la sorgente – quindi quelli che ci vanno più vicino, che faranno la calibrazione, che installeranno gli apparati, isomma quelli che ci staranno attaccati – prenderanno una dose confrontabile con un paio di radiografie dentistiche o molto meno di una ordinaria radiografia che uno si fa quando si fa male al polso. Meno di 100 micro sievert.

Una normale radiografia viaggia sui 300/400 microsievert e si va verso i 1000 sievert per una normale radiografia. Se facciamo una TAC si va addirittura a 500-100 volte di più. Un viaggio in aereo andata e ritorno a New York, porta un’esposizione alle radiazioni molto maggiori rispetto alla SOX per gli operatori che ci stanno in contatto. Tutti gli operatori che non vi entrano in contatto, il personale del laboratorio non coinvolto in SOX, non prenderanno alcuna dose, zero”.

(…)

Come vivete il clamore intorno a questa vicenda?
“Male, perché io in questo momento non so se riuscirò a fare mai l’esperimento. Può ben capire che disastro sarebbe se non dovessimo farcela, dopo aver lavorato circa 6-7 anni, aver anche coinvolto una decina di giovani ragazzi brillanti, il cui futuro nella ricerca in Italia di fatto al momento dipende da SOX. Se l’esperimento non si fa è veramente una catastrofe per loro, per l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, per il laboratorio Gran Sasso ma – mi faccia dire – è una catastrofe per l’Abruzzo perché se si fa così, poi prima o poi il laboratorio del Gran Sasso chiude e chi ha da rimetterci sono in primis i cittadini abruzzesi, che perderebbero un centro di eccellenza mondiale”.

Non solo loro: quanto rischia di perdere la ricerca in Italia?
“La ricerca italiana rischia moltissimo. Basti pensare a cosa significa arrivare a chiudere un laboratorio perché si prendono delle decisioni deliranti, basate su posizioni antiscientifiche che rasentano in molti casi il ridicolo – se non fosse che non c’è niente da ridere.
Quello che noi diciamo è che, facendo le cose bene, esistono i modi – e lo facciamo – di tenere tutti al sicuro”.

Insomma, non c’è il rischio di un incidente nucleare
“Quello è fantascienza. Non sparpagliamo terrore dicendo falsità assolute o paventando pericoli che davvero non esistono”.

 

Se salta l’esperimento i primi a pagare sarebbero le brillanti menti che stanno lavorando nei laboratori INFN, un centro di eccellenza mondiale. Centro che genera il suo indotto nel territorio, basti pensare che chi vi lavora mangia, beve, vuol divertirsi ed andare a dormire. Perdere il centro avrà colossali ricadute sul territorio. Immagino succederà un altro caso “la maddalena”. Un sacco di gente che urlava “yankee go home” e quando gli americani hanno, realmente, abbandonato la base di santo stefano gli stessi son scesi in piazza ad urlare contro l’impoverimento del territorio. Posso capire che una base di supporto per sottomarini nucleari possa non piacere, ma i laboratori del gran sasso sono laboratori civili.

Strano che adesso che è stata dichiarata la santa crociata contro le fake news nessuno di chi la mena con le fake news ogni tre per due, abbia osato dire qualcosa contro queste, plateali, fake news. Paragonare il SOX a fukushima sarebbe come paragonare una autocisterna alla exxon valdez. Se proprio si volevano fare paragoni azzeccati si sarebbe potuto parlare dell’incidente di Goiàna; perché non l’hanno fatto? Dire che i fisici sono brutti e cattivi e che vogliono distruggere il mondo con il nucleare, è una panzana che molti, ignoranti, potrebbero bere. Dire che negli ospedali ci son bombe atomiche, pur essendo una panzana di pari livello, verrebbe creduta di meno.

Purtroppo un pseudo ambientalismo che basa le decisioni solo sugli occhi dolci dei cuccioli di foca e su una colossale, mastodontica, ignoranza scientifica ha molto seguito in italia e condiziona pesantemente le politiche. Spero che qualche procura non decida di indagare sulla base di ipotesi fantascientifiche con indagini che avranno come unico risultato quello di distruggere completamente la ricerca scientifica in italia. Purtroppo pochi si son resi conto dei danni colossali che hanno prodotto, alla scienza italiana, i casi di Ilaria Capua e della Xylella.

risposta dell’INFN su facebook ai dubbi instillati dalle iene sull’esperimento SOX

L’esperimento SOX, un esperimento dell’INFN che verrà svolto nei laboratori del Gran Sasso. Le iene1 si son buttate sulla notizia e stanno sfruttando la fobia del nucleare per fare un, imho penoso, spettacolo contrabbandato da giornalismo.

Pessimo perché non è di certo con la fobia irrazionale verso la scienza e tutto quello che è scientifico che si aiuta il progresso; magari con quella riesci a fare un poco di audience in più ma poi lasci a terra innumerevoli cocci. Stamina docet.

Questa è la risposta scritta dall’INFN nella sua pagina istituzionale su FB; risposta che condivido pienamente

fonte, una discussione nei commenti all’articolo:  https://www.facebook.com/IstitutoFisicaNucleare/posts/10155878929227579:0

Carola XXX Sono una cittadina abruzzese con 3 figli! Cosa c’è di vero in quello denunciato alle IENE ieri sera sul Gran Sasso?

INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Cara Carola,
grazie per la domanda. Il servizio delle Iene andato in onda ieri sera contiene numerose falsità e poche verità presentate in modo parziale e fazioso. Cercheremo quindi di fare chiarezza su alcuni punti che destano preoccupazione in lei come in molte altre persone che abitano il territorio.
I Laboratori Nazionali Del Gran Sasso – INFN hanno a cuore la sicurezza dell’acqua del Gran Sasso. La sicurezza dell’acqua in particolare, e dell’ambiente in generale, è una condizione necessaria ai Laboratori per svolgere le proprie attività di ricerca. Soprattutto perché i nostri Laboratori sono parte del territorio abruzzese: molti nostri ricercatori e molte delle persone che vi lavorano sono abruzzesi, vivono nel territorio e bevono l’acqua che esce dai loro rubinetti. E l’INFN pone la massima attenzione al rispetto della legge: tutto è fatto nel rispetto delle norme e con le autorizzazioni necessarie. Quindi anche nel caso del nuovo esperimento SOX si è seguito rigorosamente l’iter di legge. L’autorizzazione all’impiego è stata ottenuta da Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero della Salute, Ministero dell’Ambiente, Ministero del Lavoro, Ministero dell’Interno (Protezione Civile) e di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
SOX non è un esperimento nucleare che prevede la manipolazione di atomi, come accade per esempio in una centrale nucleare, ma un esperimento scientifico che usa una sorgente radioattiva sigillata, come quelle che vengono usate, sia pure con una diversa potenza e differenti finalità, negli ospedali delle nostre città per eseguire esami diagnostici e terapie. SOX è infatti un esperimento per lo studio dei neutrini che utilizza 40 grammi di polvere di Cerio 144. Il Cerio 144 produce decadimenti radioattivi spontanei, non reazioni nucleari di fissione. SOX quindi non ha niente a che vedere con un reattore nucleare, non può esplodere, neppure a seguito di azioni deliberate, errori umani o calamità naturali. (Per saperne di più: https://www.lngs.infn.it/it/borexino)
Per garantire lo svolgimento in assoluta sicurezza dell’esperimento, senza nessun rischio per le persone e per l’ambiente, il Cerio 144, è isolato e totalmente schermato. La polvere di Cerio è chiusa e sigillata in una doppia capsula di acciaio, che a sua volta viene poi chiusa all’interno di un contenitore di tungsteno dello spessore di 19 centimetri, del peso di 2,4 tonnellate, realizzato appositamente per SOX con requisiti più alti rispetto agli standard di sicurezza richiesti, e in grado di resistere fino a 1700 °C. La sorgente rimarrà chiusa sotto chiave nel suo alloggiamento inaccessibile, per l’intera durata dell’esperimento, cioè 18 mesi. Il contenitore di tungsteno è indistruttibile: è resistente a impatto, incendio, allagamento e terremoto, secondo studi rigorosi che sono stati svolti come previsto dalla legge e verificati dalle autorità competenti. Quindi, tutti i rischi citati durante la trasmissione, dal terremoto all’atto terroristico, non sono realistici.
SOX, dunque, non rappresenta in alcun modo un rischio, né per la popolazione né per l’ambiente: non implica nessuna dose radioattiva per nessuno, e naturalmente neanche per le persone che lavorano nei laboratori, la dispersione del Cerio è impossibile anche in caso di incidente, la sorgente sarà sempre sorvegliata 24h/24 dal personale che di norma svolge l’attività di sorveglianza nei Laboratori.

 

Introduzione Borexino è un esperimento di fisica delle particelle situato nella Sala C dei…

nulla da aggiungere all’ottima risposta dell’INFN. Quello che mi fa stizza è che tali informazioni sono pubbliche e liberamente disponibili sulla rete. Mi aspetterei che chi vuol fare “informazione” si informi e poi vada a fare le domande, non che costruisca, a tavolino, una sua verità e poi forzi, in malafede, per tentare di dimostrarla, ignorando o facendo finta di ignorare, i danni che stanno facendo. A quanto pare il caso stamina non ha insegnato niente sulla validità dell'”intrattenimento” spacciato per “informazione”.


  1. nomen omen, stavolta ci sta tutto. 

atomofobia

Quella che segue è una notizia che trovo sconvolgente anche se non mi stupisce più di tanto. Vi vedo la logica conseguenza di tanti vizi italiani di questi ultimi anni; vizi dovuti sia all’ignoranza della gente sia al cinico specularci sopra.

fonte: http://www.ilcentro.it/teramo/esperimento-nucleare-i-sindaci-chiedono-lo-stop-1.1752131

Esperimento nucleare, i sindaci chiedono lo stop
In 29 sollecitano la sospensione delle attività e la rimozione di materiale radioattivo: “Risposte entro un mese, poi passiamo alla via giudiziale”

08 novembre 2017
ESPERIMENTO GRAN SASSO
TERAMO. Chiedono la sospensione delle attività e degli esperimenti, come il Sox, che comportano il ricorso all’uso di sorgenti radioattive, la rimozione delle sostanze radioattive attualmente stoccate e non immediatamente utilizzabili all’interno del Laboratorio di Fisica nucleare, i 29 sindaci dell’Assemblea presenti alla riunione indetta dal presidente della Provincia di Teramo, Renzo Di Sabatino, per discutere della «sicurezza del sistema acquifero del Gran Sasso». Un incontro organizzato in vista dell’annunciato esperimento SOX, in programma per la prossima primavera nel Laboratorio dell’Infn, che suscita le preoccupazioni di cittadini, associazioni ambientaliste e enti locali perché prevede l’utilizzo di fonti radioattive.

Il progetto SOX è descritto qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Borexino; Temo che la frase “utilizzo di fonti radioattive” abbia causato ingiustificate fobie, fobie stimolate da chi ha interesse a speculare presentandosi come un paladino della natura contro il nucleare brutto e cattivo. Se è nucleare allora è sempre brutto e cattivo.  Prendersela contro il nucleare è un ottimo sistema, spiace dirlo, per accreditarsi rapidamente come paladini della gggente.

I primi cittadini hanno approvato una delibera in cui richiedono al Governo le risorse economiche necessarie per la messa in sicurezza del sistema acquifero del Gran Sasso da ogni possibile contaminazione; alla Regione Abruzzo, l’avvio delle attività di studio e progettazione per la realizzazione degli interventi strutturali idonei ad azzerare il rischio di interferenze tra il sistema di captazione delle acque e di tutte le condutture con Laboratorio e Traforo del Gran Sasso, ma soprattutto di avere potere quantomeno consultivo, con procedure di controllo e verifica per l’avvio di nuovi esperimenti presso i laboratori dell’Istituto di Fisica Nucleare.

Ta daaan  soldi e poteri di vero, ovvero la possibilità di barattare il veto contro finanziamenti. Uno dei problemi dell’italia è il nimby, il non voler nulla che possa essere percepito come pericoloso o semplicemente fastidioso. Esempi se ne possono fare a bizzeffe: le trivelle, i gasdotti, le gallerie ferroviarie della TAV… Ad un potere di veto corrisponde un analogo potere di “batter cassa” per eliminare il fastidio.

C’è un aspetto, infine, che è emerso dall’assemblea dei sindaci: si pone un termine, un mese, entro il quale ricevere risposte a quanto richiesto. In caso contrario è stata deliberata sin da ora la possibilità di procedere in via giudiziale, sull’esempio dei ricorsi anti-trivelle. I primi cittadini hanno infine deciso di aderire alla manifestazio nella manifestazione promossa dall’Osservatorio indipendente delle acque del Gran Sasso (in programma per sabato 11 con partenza alle ore 15 in viale Mazzini a Teramo) che riunisce 11 associazioni ambientaliste proprio sul tema della trasparenza su quanto accade sotto al Gran Sasso.

Non so se ridere o piangere: “Osservatorio indipendente delle acque del Gran Sasso” non è un ente istituzionale ma un insieme di associazioni ambientaliste, associazioni che, pretestuosamente, chiedono trasparenza. Esperimenti come il SOX son studiati e descritti nei minimi particolari prima di essere svolti. Il problema è che tali descrizioni si trovano nella documentazione scientifica e son scritti, giustamente, in linguaggio tecnico. Che trasparenza vogliono?

Anche se mi spiace dirlo son contento che il CERN si trovi a ginevra dove è arduo trovare giudici pronti a dar retta ad istanze di sospensione perché “si potrebbe creare un buco nero (qui)”.  In italia visto il lavoro di certe procure non sarei stato sicuro che istanze simili sarebbero state respinte immediatamente1.

Un’altra triste questione da evidenziare: ci si lamenta tanto che in italia non ci son lavori di alta professionalità e non si investe nella ricerca, soprattutto ci son scarsi investimenti da parte dei privati. Ma chi, soprattutto privato, investirebbe in un paese dove c’è il rischio che tutto venga mandato all’aria sulla base di motivi pretestuosi che non hanno nulla di scientifico, come nel caso della Xylella?

Peccato perché l’INFS è un centro di eccellenza mondiale e porta il suo indotto al territorio. Magari lo fai scappare, e allora poi non lamentarti se rimangono solo cocci.

PS

I centri di radiologia e gli ospedali utilizzano sorgenti radioattive, e spesso son trattate con molta meno cautela di quelle scientifiche, qui un esempio. Per coerenza dovrebbero bandire anche loro.

 

 


  1. Xylella, vaccini, terremoto dell’aquila, il caso di Ilaria Capua… troppi esempi di antiscienza per considerare le richieste riguardo al SOX e la minaccia di addurre alla magistratura solo una pagliacciata. 

Cortocircuiti…

Quando avevo letto questa notizia: Censimento inglese niente sesso maschio o femmina per non urtare trans – Corriere.it, avevo pensato ad una bufala; invece è vera.  Quello che mi diverte è che abbiamo sotto gli occhi un esempio di cortocircuito logico. Da una parte la galassia contro il cattivo maschio bianco oppressore, cioè femministe, casinisti con la scusa dei diritti capricci civili, associazioni LGBTQIXYZαβγ, anticontroboicottari assortiti, che lotta perché chi si crede un gatto transex dotato di corna e rumine non venga considerato un caso “bizzarro” ma venga assecondato nelle sue idee. Chi siamo noi per imporgli una cultura patriarcale che vieta agli uomini alle persone di considerarsi gatti con corna e rumine?

Di contro invece l’omettere l’informazione sul sesso biologico fa perdere informazioni e, come hanno detto giustamente le femministe:

Ma la proposta ha suscitato la protesta delle femministe, che vi hanno visto un tentativo di eliminare la presenza femminile. La scrittrice Germaine Greer ha argomentato: «Sono stanca e nauseata da tutto questo. Continuiamo a sostenere che le donne hanno conquistato tutto quello che c’era da conquistare. Ma non hanno conquistato neppure il diritto a esistere». E l’attivista Stephanie Davies-Arai ha aggiunto: «Il sesso biologico delle donne viene cancellato e questo mi spaventa. Una volta che smetti di raccogliere informazioni, tutto si distorce per le donne».

Se non hai le informazioni sul sesso come puoi sostenere che le donne guadagnano il 99.99999% in meno degli uomini? Non lo puoi più fare. E quindi, siccome non conviene, il distinguere il sesso fra maschile e femminile non è più una azione oppressiva e patriarcale. Strana anche l’assenza di chi aveva invece aveva piantato casini perché Trump aveva abolito la legge Obama che permetteva ai transgender di usare il bagno del sesso percepito invece di quello biologico (qui). E di chi sosteniene che il genere è solo un costrutto sociale scollegato dal sesso biologico.

Mi sa che da ora in poi, cortocircuiti simili ne capiteranno a bizzeffe. Io mi attrezzo con i patriarcali birro1 e pop-corn per godermi lo spettacolo.


  1. al maschile ovviamente per sostenere il mio culturo patriarcale e misogino. 

Se le tue idee non reggono ad un contraddittorio…

… allora sono idee che non valgono un cazzo.

Stavo leggendo questo articolo di Mattia: http://www.butta.org/?p=20517.

Oppure, prendete questo caso. Ben Shapiro (non proprio un tizio incendiario, eh) va a parlare all’università (?!?) di Berkely, e l’università cosa fa? Ti scrive sul proprio sito cose di questo tipo:

Support and counseling services for students, staff and faculty

We are deeply concerned about the impact some speakers may have on individuals’ sense of safety and belonging. No one should be made to feel threatened or harassed simply because of who they are or for what they believe. For that reason, the following support services are being offered and encouraged:

Student support services
Employee (faculty and staff) support services

Tradotto: siccome nell’università ci sono delle povere stelline che si mettono a frignare se sentono qualcuno dire cose tipo… la verità (quando la verità si scontra con le loro ideologiche masturbazioni mentali) allora l’università ti offre un servizio di assistenza con uno psicologo che ti aiuta a superare il trauma.

Son rimasto sconvolto ed ho pensato alla mia prof. di Filosofia. Qualsiasi bestialità tu dicessi, anche per provocare e per contestarla, ti chiedeva con fare disarmante: “perché? puoi argomentare la tua affermazione?” e spesso non riuscivi a rispondere e la finivi a contorcerti nel patetico “è così perché è così”.
Quella è stata una lezione molto preziosa; alla conoscenza si arriva mediante il dibattito ed il confronto, anche con chi ha idee diametralmente opposte alle tue.

Per sostenere le tue idee devi essere pronto ad affrontare un contraddittorio; se non ha il coraggio di sentire le idee diverse, se non hai il coraggio di argomentare le tue, di chiedere all’altro quali argomenti porta a supporto delle sue significa solo che le tue idee non valgono niente e che l’unico modo di sostenerle è dichiarare eretiche le idee diverse ed invocare la censura. La storia è piena di esempi. Trovo buffo che spesso chi si scandalizza per il rogo della biblioteca di Alessandria alla fine si comporti allo stesso modo di chi ha appiccato il fuoco. Fuoco appiccato perché si temeva quanto scritto in tali libri.

Invece il vivere in un giardino d’infanzia dove vieni abituato a sentire solo quello che vuoi sentire e giustificato se frigni che non vuoi sentire certe cose, significa essere destinato a finire a pezzi quando quelle cose sarai costretto a sentirle.  Da questo punto di vista il web con la sua possibilità di comunicare direttamente è stato devastante. Prima del web, se leggevi magari il giornale ti arrivava la realtà filtrata da tale giornale, le lettere dei lettori erano accuratamente scelte per supportare le tesi del giornale1 mostra la realtà vera e reale e non la versione filtrata dai giornali o dai media. Esistono gli imbecilli, esistono i bifolchi ignoranti convinti di essere grandi dottori. Tante cose che esistevano già ma delle quali vedevi solo pochi casi sporadici, troppo pochi per elevarli a regola generale.

Spingere il politically correct agli eccessi ovvero l’evitare di usare qualsiasi parola che possa evocare qualcosa di spiacevole per qualcun altro, come ad esempio il pronome “lui” per chi, dotato di pisello, si sente una donna oppure il festeggiare la festa della mamma in una classe dove un ragazzo ha la sfortuna di non aver, per un motivo o per un altro, la mamma, significa tentare di far vivere tutti in un immenso giardino d’infanzia dove senti solo quello che ti piace e vieni protetto dalla realtà brutta e cattiva. Peccato che così facendo non impari a confrontarti con la realtà e non impari a crescere, resti solo un bambino frignone che ha bisogno dello psicologo se ti dicono che babbo natale non esiste, perché tale rivelazione può mandare in crisi la tua fragile psiche.

E finisci “distrutto” semplicemente se vieni costretto a sentire qualcosa che non condividi.


  1. un poco come capita in certi forum dove fra i commenti di un articolo che sostiene una tesi T vengono fatti passare un 70% circa di messaggi pro T, un 20% contro e un 10% neutri. E fra i commenti contro passano solo quelli che sembrano scritti da trogloditi sgrammaticati mentre vengono censurati quelli scritti bene che in maniera corretta confutano T. Tanto per fare un esempio, in un articolo pro ius soli un commento come “no ai bingo bongo” verrà fatto passare mentre un commento come “son contrario perché considero poco accorto far sì che un minore abbia una cittadinanza diversa da quella dei suoi genitori/tutori” verrà cassato. 

idiozie pro omofobia

Se c’è una cosa che contribuisce a sostenere le idee idiote come l’omofobia è l’invocarla come scusante per coprire i propri capricci.

Stavo leggendo questa vicenda:

Ha partecipato al Gay pride in divisa e per questo il vigile del fuoco Costantino Saporito, dell’Usb, dovrà subire un procedimento disciplinare. Ne dà notizia lo stesso sindacato, spiegando che la contestazione è di aver sfilato con l’uniforme lo scorso 10 giugno, a Roma, «senza essere stato preventivamente autorizzato».

«Linguaggio borbonico»
«Così – commenta il coordinamento nazionale Usb vigili del fuoco – mentre l’Italia brucia c’è chi si diletta a perdere tempo prezioso per stilare rapporti e contestazioni in linguaggio borbonico. Ci sarebbe quasi da ridere, se non venisse da piangere». La contestazione, afferma il sindacato, «sottolinea che il “reato” addebitato a Saporito è l’aver esposto “l’uniforme d’istituto” al pubblico ludibrio. Perché tale viene evidentemente considerato l’esprimere pubblicamente le proprie idee facendosi riconoscere come vigile del fuoco. Si contesta cioè quel che in altri Paesi, sempre indicati come faro di democrazia e partecipazione, è lecito e consolidato. Vedi le partecipazioni ai Gay pride dei bobbies inglesi e dei soldati di sua maestà la regina o dei poliziotti e dei vigili del fuoco americani».

«Ricostruzione priva di fondamento»
Per il dipartimento dei vigili del fuoco quella dell’Usb è una ricostruzione «del tutto priva di fondamento, che tende ad accreditare una visione omofoba ben lungi dai valori di tolleranza e democrazia sempre testimoniati dal Corpo nazionale» dei pompieri. Alla base del procedimento disciplinare, si spiega in una nota, il fatto che «secondo le norme di servizio l’uniforme può essere utilizzata solo in operatività». Altrimenti occorre il «preventivo consenso». «Del resto – conclude il comunicato – Saporito trascura di dire che analoga contestazione gli è stata rivolta per la precedente partecipazione, anche in quel caso in uniforme e senza autorizzazione, a una nota trasmissione televisiva pomeridiana».

Alcune considerazioni a margine: un datore di lavoro ha tutto il diritto di vietare l’uso non autorizzato della divisa aziendale al di fuori dell’ambito lavorativo. E questo divieto non lede affatto alcun diritto del lavoratore in quanto può sempre andare a qualunque manifestazione voglia purché non in divisa da lavoro.

Per i corpi civili e militari dello stato vale la stessa cosa: senza preventiva autorizzazione è vietato utilizzare la divisa al di fuori dell’ambito lavorativo. I motivi sono semplici ed anche facili da comprendere:

  • il primo è il poter distinguere immediatamente nella manifestazione chi partecipa “per lavoro” occupandosi della sicurezza e del controllo da chi partecipa “in via personale”.
  • il secondo, parimenti importante, è il non voler associare il corpo o l’azienda alla manifestazione. Non è sbagliato che una azienda, ed ancor di più un corpo dello stato, tenga ad apparire neutrale e a non voler essere associato ad una fazione o ad un altra. Piaccia o no quando hai una divisa non rappresenti solo te stesso ma rappresenti, un poco, anche il corpo di cui fai parte. Quello che dici è l’opinione personale di mario rossi o l’opinione ufficiale del corpo dei vigili del fuoco?

Che sia successo al gay pride è puramente accidentale, poteva essere anche il raduno dei nostalgici, la marcia degli anarchici, la lettura delle sentinelle in piedi o la sagra della bistecca fiorentina vegan; se non sei autorizzato ad andare in divisa, partecipi in abiti borghesi. La contestazione disciplinare al tipo, per quanto sia in linguaggio borbonico, è giusta. Frignare “mi puniscono solo per omofobia” lo vedo come una zappa sui piedi per la causa omosessuale.

In primo luogo si pretende, come al solito in italia, che la nobiltà della causa giustifichi qualsiasi violazione di norme e contratti1. In seconda battuta l’impressione che molti avranno è che i gay son solo capricciosi che piangono di omofobia solo per avere ragione e usino l’omofobia come copertura dei loro capricci. E questo significa dare l’impressione di essere “checche isteriche” pronte a frignare a morte se vengono poco poco contraddette o riprese nei loro capricci. Non so quanto possa essere proficuo far intendere che i gay, in quanto gay, vogliano privilegi speciali.

Da notare anche il sindacato che, come spesso capita, sostiene acriticamente il lavoratore anche quando il medesimo è chiaramente dalla parte del torto.

Sarei comunque curioso di sapere quanti che si sbracciano in difesa del vigile al gay pride si sarebbero sbracciati allo stesso modo se il vigile invece avesse fatto, in divisa, la sentinella in piedi. Se è diritto della persona partecipare in divisa alle manifestazioni che gli stanno a cuore allora ha diritto sia che si tratti del gay pride sia che si tratti delle sentinelle in piedi, altrimenti (ad una sì perché la causa è giusta, l’altra no perché la causa è sbagliata) è solo faziosità.


  1. il divieto di utilizzo della divisa al di fuori dell’ambito lavorativo e delle occasioni autorizzate è scritto chiaramente nel regolamento. 

Un caso di tetano a Oristano: si tratta di un bambino non vaccinato.

Dedicato a chi diceva che la vaccinazione antitetanica era inutile perché il tetano non è una malattia contagiosa (grassetti miei).

Sorgente: Un caso di tetano a Oristano: si tratta di un bambino non vaccinato – Cronaca – L’Unione Sarda.it

Un caso di tetano all’ospedale San Martino di Oristano.

Si tratta di un bambino di 10 anni, in vacanza in Sardegna con la famiglia, a cui nel reparto di pediatria è stato diagnosticato il tetano, una malattia infettiva acuta non contagiosa causata dal batterio Clostridium tetani per la quale esiste un vaccino a cui però il piccolo non era stato sottoposto.

E si riapre, così, la querelle sulla necessità o meno delle vaccinazioni.

All’origine dell’infezione c’è una caduta dalla bicicletta, che ha causato al bambino una ferita da taglio sulla fronte, (…)

è un attimo ferirsi e c’è da considerare che le il batterio del tetano è ovunque.

“È un caso di assoluta rarità”, ha spiegato il primario di Pediatria Giovanni Zanda. “Il tetano è una malattia, peraltro non contagiosa, che si può considerare sostanzialmente scomparsa in Italia fra i bambini grazie alla vaccinazione antitetanica”.

Dedicato a chi blaterava di malattie eliminate solo grazie all’igiene. Perché far rischiare ad un bambino una seria infezione per paura dei rischi, enormemente inferiori, legati al vaccino?