Neolingua orwelliana

l’inizio della saggezza è chiamare le cose con il loro nome
[proverbio cinese]

Alla fine il politically correct altro non è che la neolingua descritta da Orwell nel romanzo distopico 1984.  Questo è stato quello che ho pensato leggendo la notizia sotto riportata:

Olanda, via ‘negro’ dai titoli dei quadri: se il politamente corretto diventa una penitenza

La notizia ha scatenato polemiche internazionali: il Rijksmuseum di Amsterdam, un’istituzione prestigiosa (che vanta Rembrandt e Van Gogh) e non un piccolo periferico raccoglitore di quadretti di un Comune con la giunta di sinistra, ha deciso di cambiare il titolo a quelle opere che contengano le parole olandesi neger e kaffer (i neger del Sudafrica), mongooltje (mongoloide), dwerg (nano) e, via via, preso da un sacro fuoco di politicamente corretto, anche hottentot (ottentotto), la cui lontana etimologia ha a che fare con  “balbuziente”, bosjesman (boscimane), eskimo (Inuit, abitante della Groenlandia), indiaan (nativo americano) e via di questo passo. Insomma tutti i termini oggi ritenuti, giustamente, offensivi, ma che, ai tempi il cui il dipinto venne realizzato erano di uso comune. Ci si chiede dunque: non si tratta diun’operazione antistorica che, se prendesse piede, potrebbe trasformare, che so, il Nano Morgante del Bronzino (XVI secolo), ritratto del più noto “nano” alla corte di Cosimo I de’ Medici, oggi custodito agli Uffizi, in qualcosa tipo “Morgante, una persona di bassa statura”, definizione oggettivamente ridicola? (…)

Personalmente, ritengo che non sia quella olandese la strada da seguire per ridare dignità a chi è stato relegato per secoli in un ghetto di (ritenuti) minus habens. E che non si debba operare in ragione di annosi sensi di colpa (il colonialismo olandese ne scatena parecchi), ma attraverso un’opera di educazione e attraverso lo studio della storia: è sbagliato esorcizzare il passato apponendo una targhetta nuova sotto un quadro e tradendo, per altro, il contesto storico di riferimento. Quel passato non può essere rimosso, ma va osservato, pur  attraverso il «vetro impolverato» della storia, per citare Won Kar Vai nel cartiglio finale diIn the mood for love. Anzi, il passato va ricordato proprio per non commettere gli stessi errori. Se è pur vero che, spesso, non sono stati gli artisti a dare il titolo alla propria opera, è altrettanto vero che lo hanno fatto mercanti d’arte, direttori di musei, collezionisti, tutti calati in un preciso momento storico,inalienabile. (…)

E l’arte prodotta in un preciso periodo non può essere piegata ai valori della contemporaneità. (…)

Credo, in definitiva, che un eccesso di politicamente corretto sia persino umiliante (pensate se, in The Hateful Eight di Tarantino, non fosse stata usata la parola “negro”, inserita nel contesto di metà Ottocento (e anche in modo provocatorio) quanto ridicoli sarebbero stati i dialoghi. (“Ehi tu, uomo di colore…”, rivolti a Samuel L. Jackson). Consentitemi una frasetta a effetto, un po’ baci perugina: «Il rispetto viene dal cuore non dalla bocca». Ha ragione il filosofo francese Pascal Bruckner quando parla (consiglio vivamente il suo La tirannia della penitenza, Guanda, 2007) di ideologia balbuziente, sete di punizione, vanto dell’odio di sé, pentimenti, tardive conversioni alla virtù, pacificazione con il passato, vittimismo come carriera, da parte di questa vecchia, malata società occidentale.

Solo una riflessione a margine: a quanto pare non è solo l’italia che pensa di risolvere le situazioni cambiando le parole, e la lotta contro le parole difficilmente serve a risolvere i problemi, si limita a mascherarli e confonderli.

Canzoni politically correct/6 – Fatti mandare dal genitore 2 a prendere il latte (di soia)

Una canzone misogina, violenta e è la canzone “fatti mandare dalla mamma” di Gianni Morandi.  Incentiva il consumo di latte, parla di violenza e di considerare la donna come una propria proprietà personale. Ma con pochi cambi può diventare il nuovo inno dell’amore vegan (LGBTQI compatible).

E’ un’ora che aspetto
davanti al portone;
su, trova una scusa
per uscire di casa

Fatti mandare dal genitore due
a prendere il latte (di soia)
devo dirti qualche cosa
che riguarda noi due

T’ho vista uscire dalla scuola
insieme ad un altr*
con la mano
nella mano
passeggiava con te

Tu digli a quel* cos*
che non sono geloso
che se l* rivedo
gli offrirò il tofu

Fatti mandare dal genitore due
a prendere il latte (di soia)
Presto scendi,
scendi amore,
ho bisogno di te
ho bisogno di te
dai scendi vieni giù..

T’ho vista uscire dalla scuola
insieme ad un altr*
con la mano
nella mano
passeggiava con te

Tu digli a quel* cos*
che non sono geloso
che se l* rivedo
gli offrirò il tofu

Fatti mandare dal genitore due
a prendere il latte (di soia)
Presto scendi,
scendi amore,
ho bisogno di te
ho bisogno di te
hey scendi, vieni giù!

 

Canzoni politically correct/5 – Se io fossi un essere soprannaturale…

La canzone “se io fossi un angelo” di lucio dalla è piena di riferimenti alle religioni abramitiche ed in particolare a quella cristiana. Ciò oltre che a disturbare gli atei può essere offensivo per i seguaci di altre religioni, animisti, buddisti, shintoisti. Perché un angelo e non un kami o un devas? e poi gli stereotipi sulla bellezza: “alto e biondo” perché perché non basso nero e grasso? e i comportamenti poco salutari come il fumare. Diseducativa al massimo…

Se io fossi un essere soprannaturale (cui l’esistenza non è scientificamente dimostrata)
chissà cosa farei
alto, biondo, invisibile
che bello che sarei
e che coraggio avrei
sfruttandomi al massimo
è chiaro che volerei
zingaro libero
tutto il mondo girerei
andrei in Afganistan
e più giù in Sudafrica
a parlare con l’America
e se non mi abbattono
anche coi russi parlerei
essere soprannaturale (cui l’esistenza non è scientificamente dimostrata) se io fossi un essere soprannaturale (cui l’esistenza non è scientificamente dimostrata)
con lo sguardo cinico li fisserei
vi do due ore, due ore al massimo
poi sulla testa vi piscerei
sui vostri traffici, sui vostri dollari, sulle vostre belle fabbriche
di missili, di missili
se io fossi un essere soprannaturale (cui l’esistenza non è scientificamente dimostrata), non starei mai nelle manifestazioni
nelle scatole dei pupazzetti
starei seduto parlando di lavoro
al dolce fresco delle siepi
sarei un buon essere soprannaturale (cui l’esistenza non è scientificamente dimostrata), parlerei con un essere soprannaturale (cui l’esistenza non è scientificamente dimostrata) di livello superiore
gli ubbidirei amandolo a modo mio
gli parlerei a modo mio e gli direi
“Cosa vuoi da me tu”
“I potenti che mascalzoni e tu cosa fai li perdoni”
ma allora sbagli anche tu
ma poi non parlerei più
un essere soprannaturale (cui l’esistenza non è scientificamente dimostrata) non sarei più un essere soprannaturale (cui l’esistenza non è scientificamente dimostrata)
se con un calcio mi buttano giù
al massimo sarei un essere soprannaturale (cui l’esistenza non è scientificamente dimostrata) generalmente associato a comportamenti negativi
e francamente questo non mi va
ma poi luogo dell’oltretomba generalmente associato al male ed alla punizione dei malvagi cos’è
a parte il caldo che fa
non è poi diverso da qui
perché io sento che, son sicuro che
io so che gli esseri soprannaturali (cui l’esistenza non è scientificamente dimostrata) sono milioni di milioni
e non li vedi nei cieli ma tra gli uomini
sono i più poveri e i più soli
quelli presi tra le reti
e se tra gli uomini nascesse ancora essere soprannaturale (cui l’esistenza non è scientificamente dimostrata) di livello superiore
gli ubbidirei amandolo a modo mio
a modo mio…

Canzoni politically correct/4 – sistema di riferimento inerziale

Se c’è una canzone che è un inno al conservatorismo è la canzone centro di gravità permanente. Già il centro evoca ricordi della democrazia cristiana e poi quel permanente richiama i punti fissi, i valori di una volta da mulino bianco… non cambiare le idee e le figure stereotipate come i contrabbandieri macedoni o i gesuiti euclidei…

E poi la fisica l’ha insegnato, i centri di gravità permanente non esistono, esistono solo i sistemi di riferimento inerziali ed essi son fra di loro perfettamente equivalenti (no discriminazione). Urge riscrittura.

Una matura(1) bretone
con un cappello e un ombrello di carta di riso e canna di bambù.
Capitani coraggiosi
onesti commercianti(2) macedoni.
membri di un ordine religioso che si richiama ad una tradizione religiosa giudaico cristiana(3) euclidei
vestiti come dei membri di un altro ordine religioso orientale(3) per entrare a corte degli imperatori
della dinastia dei Ming.

Cerco sistema di riferimento inerziale(4)
che non mi faccia osservare diverse idee(5) sulle cose sulla gente
avrei bisogno di…

Cerco un sistema ecc.

Over and over again.
Per le strade di Pechino erano giorni di maggio
tra noi si scherzava a raccogliere ortiche.
Non sopporto i cori russi(6)
odo(7) la musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese.
e anche(7) la nera africana.

Cerco un sistema ecc.

avrei bisogno di…

Cerco un sistema ecc.

Over and over again
you are a person(8) in love baby come into my life
baby i need your love
i want your love
over and over again

(1) vecchia è offensivo.

(2) niente stereotipi discriminatori.

(3) riferimenti religiosi discriminatori per le altre religioni e per gli atei

(4) I centri di gravità non esistono, esistono solo i sistemi di riferimento inerziali.

(5) Non mi faccia mai cambiare idea è puro conservatorismo

(6) Putin è omofobo quindi il verso rimane

(7) Il resto è discriminatorio, soprattutto “e anche la nera africana”, urge modifica del senso

(8) via i riferimenti sessisti

Canzoni politically correct/3 – Io e Mariu

“Io e Maria” è una canzone, scritta da Luca Carboni e cantata da Paola Turci, a tematica lesbo. Lei e l’amica, di nome Maria, vengono piantate dai loro uomini e decidono di mettersi assieme. Apparentemente sarebbe da censurare in blocco in quanto offensiva verso le famiglie tradizionali e le coppie omosessuali maschili, invece usando il trucco di usare la desinenza neutra “u” invece di quelle di genere “a/e” od “o/i” si trasforma in una canzone perfettamente adattabile sia a situazioni LGBT maschili o femminili oppure anche al caso tradizionale eterosessuale accontentando tutti. E pazienza se sembra una sorta di vernacolo pseudosardo…

Io e Mariu

Io e Mariu siamo statu lasciatu e
adesso siamo solu
I nostri partner vivono altre storie
vivono alti amori
Io e Mariu dentro al bar a parlare un
po’ noi
E intanto fuori il sole butta ombre
lunghe lunghe lungo la strada
Mariu sospira dai tiriamoci su non vedi
è primavera
Guarda quel vestito lì costa molto ma
mi piace si
Vieni dentro insieme a me dimmi
come mi sta
Ma come sei bellu Mariu
Mentre ti spogli butti via
Un po’ di malinconia
Ma come sei bellu Mariu
Se ti guardo con gli occhi di un altru
Sento forte la gelosia
Ma come sei sexy Mariu
Ti guardo e ho gli occhi del mio ex partner
Che è appena andatu via
Io e Mariu tra l’inverno e l’estate tra il
pianto e il sorriso
Mariu si specchia e all’improvviso mi
sembra che sia quasi felice
Poi mi guarda e dice no non devi
essere così
Un nuovo grande amore si per me e
per te
Ma come sei bravu Mariu
Con un vestito butti via
Un po’ di malinconia
Ma come sei bellu Mariu
Se ti guardo con gli occhi di un altru
Sento forte la gelosia
Ma come sei sexy Mariu
Ti guardo e ho gli occhi del mio ex partner
Che è appena andatu via
Ma come sei bravu Mariu…………

Canzoni politically correct/2 – Viva il tutore

Se c’è una canzone che è l’apologia del patriarcato e del sessismo è la canzone “viva la mamma” di edoardo bennato, canzone dove vengono celebrati obsoleti modelli patriarcali di famiglia, modelli offensivi nei confronti di tutte le famiglie diverse dalla famiglia tradizionale patriarcale.

Pertanto urge una ripulitura del testo

Viva il tutore(1)

C’è folla tutte le sere
nei cinema di Bagnoli
un sogno che è in bianco e nero
tra poco sarà a colori
l’estate che passa in fretta
l’estate che torna ancora
e i giochi messi da parte
per una chitarra nuova

Viva il tutore(1)
affezionato a quel vestito(2) un po lungo
così elegantemente anni cinquanta
sempre così sincero

Viva il tutore(1)
viva le persone(3) con i piedi per terra
le sorridenti miss(4) del dopoguerra
pettinate come lui!

Esseri soprannaturali cui non è stata dimostrata scientificamente l’esistenza(5) ballano il rock ora
tu non sei un sogno tu sei vero
Viva il tutore(1) perché
se ti parlo di lui, non sei gelosa

Viva il tutore(1)
affezionato a quel vestito(2) un po lungo
indaffarato sempre e sempre convinto
a volte un po’ severo
Viva il tutore(1)
viva la favola degli anni cinquanta
così lontana e pure così moderna
e così magica

Esseri soprannaturali cui non è stata dimostrata scientificamente l’esistenza(5) ballano il rock ora
non è un juke-box è un orchestra vera
Viva il tutore(1) perché se ti parlo di lui
non sei gelosa

Bang bang la sveglia che suona
bang bang devi andare a scuola
bang bang soltanto un momento
per sognare ancor

Viva il tutore(1)
viva le regole e le buone maniere
quelle che non ho mai saputo imparare
forse per colpa del rock

(1) Mamma è un termine sessista e discriminatorio verso le famiglie omogenitoriali e verso gli orfani. Pertanto il termine è stato sostituito con il più neutro termine tutore visto che anche gli orfani in orfanotrofio hanno un tutore che fa le veci dei genitori.

(2) la gonna è un indumento specificamente femminile, la mamma con la gonna è patriarcalismo puro; quindi per evitare discriminazioni si è sostituito con il termine vestito.

(3) riferimento sessista e pertanto sostituito.

(4) riferimento sessista e pertanto eliminato.

(5) Angeli? a parte che gli angeli riguardano solo le religioni abramitiche e nello specifico quelle cristiane, possono risultare offensivi sia per persone che seguono religioni diverse da quelle abramitiche che per gli atei. Pertanto la parola è stata sostituita.

Canzoni politically correct

Troppe canzoni sono oramai politicamente scorrette perché contengono termini offensivi, in questa sezione verranno inviati i testi debitamente purgati corretti. Cominciamo con “i watussi di E. Vianello”

Nel continente nero,
alle falde del Kilimangiaro,
ci sta un popolo di persone di colore
che ha inventato tanti balli
il più famoso è l’hully gully, hully gully hully guuu…

Siamo i Watussi, siamo i Watussi,
le altissime persone di colore,
ogni tre passi, ogni tre passi,
facciamo sei metri.

Noi siamo quelli che nell’Equatore
vediamo per primi la luce del sole
siamo i Watussi.

Siamo i Watussi, siamo i Watussi,
le altissime persone di colore,
quello più basso, quello più basso,
è alto due metri.

Qui ci scambiamo l’amore profondo
dandoci i baci più alti del mondo
siamo i Watussi.

Alle giraffe guardiamo negli occhi,
agli elefanti parliamo negli orecchi,
se non credete venite quaggiù,
venite venite quaggiù…

Siamo i Watussi, siamo i Watussi,
le altissime persone di colore,
ogni tre passi, ogni tre passi,
facciamo sei metri.

Ogni capanna del nostro villaggio
ha perlomeno tre metri di raggio
siamo i Watussi.

Nel continente nero,
alle falde del Kilimangiaro,
ci sta un popolo di persone di colore
che ha inventato tanti balli
il più famoso è l’hully gully, hully gully hully guuu…

ORCH.

Siamo i Watussi, siamo i Watussi,
le altissime persone di colore,
quello più basso, quello più basso,
è alto due metri.

Quando il partner stringiamo sul cuore
noi con le stelle parliamo d’amore
siamo i Watussi.
Qui ci scambiamo L’amore profondo
dandoci i baci più alti del mondo
siamo i Watussi.
Noi siamo quelli che nell’Equatore
vediamo per primi la luce del sole
siamo i Watussi.

Nel continente nero ecc…

cortocircuiti

Stavo discutendo con Raphael riguardo alla questione islamica e sostenevo che prima o poi si sarebbe arrivati al cortocircuito fra i presunti obbressi dall’uomo (maschio) bianco come le carampane femministe e i fanatici islamici.

La vicenda è abbastanza triste e merita serie riflessioni, riflessioni possibilmente non distorte dalle lenti dell’ideologia.

Londra, 1.400 bimbi stuprati a Rotherham. Bufera sulle autorità: “Sapevano dal 2010″
Le cronache raccontano di bambini costretti a rapporti sessuali; percosse, rapimenti di una notte, minori costretti a situazioni degradanti. Secondo la stampa, il dipartimento di contrasto al crimine della cittadina dello Yorkshire era al corrente dei fatti, ma li ha tenuti sotto silenzio per paura di scatenare un putiferio a sfondo razziale: gran parte degli stupratori, identificati con nome e cognome, provengono dalla comunità pachistana

La cittadina degli orrori, Rotherham, è nelle campagne dello Yorkshire del sud, nel nord dell’Inghilterra. Ed è quei che fra il 1997 e il 2013 si sono registrati quei 1.400 casi di abusi sessuali su minori che ora un rapporto, pubblicato dal Comune del centro urbano, ha portato alla ribalta. Un’indagine assolutamente pubblica, che ha mostrato alla società britannica tutti gli orrori di una comunità che si credeva essere tranquilla e pacifica: bambini cosparsi di benzina e costretti, dietro la minaccia di un fiammifero, a rapporti sessuali; percosse, rapimenti di una notte, minori costretti a situazioni degradanti. E ragazzine stuprate più di una volta e che ora, cresciute, cominciano timidamente a reagire e a fare causa alle istituzioni. Perché, ed è quello che sta emergendo, le autorità di Rotherham sapevano, almeno dal 2010, ma hanno fallito nel denunciare e nell’agire. Soprattutto – questa è l’ipotesi portata avanti nelle ultime ore dai tabloid del Regno Unito ma anche dalla posata e neutrale Bbc – per paura di scatenare un putiferio a sfondo razziale. Gran parte degli stupratori, identificati nella maggior parte dei casi con nome e cognome, provengono dalla comunità pachistana. E il timore di passare per “razzisti”, scrive ora anche il sito Internet della televisione pubblica britannica, ha prevalso sulla necessità di una chiara denuncia dei fatti. (…)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/28/londra-1-400-bimbi-stuprati-a-rotheram-bufera-sulle-autorita-sapevano-dal-2010/1101435/

Ecco il frutto avvelenato del relativismo un tanto al kilo e del pensiero debole che si trasforma in pensiero nullo. Le autorità sapevano ma non avevano agito per evitare tensioni razziali e scontri con la comunità pakistana. Un comportamento da pavidi che si fanno scudo di parole come accoglienza, riconoscimento della diversità, riconoscimento delle tradizioni e tutto l’armamentario del buonista terzomondista 2.0. Non è essere grandi profeti per riconoscere che adesso nel regno unito sta per scoppiare un casino di dimensioni immani. Notizie come questa son benzina sul fuoco di tanti decelebrati con il mito del giustiziere_fai_da_te che ringrazieranno tanto, ma tanto, il pretesto per potersi scatenare e sfogare la loro rabbia contro il primo povero cristo pakistano che passa e sentire il sostegno popolare.

Mi son tornate a mente le parole che Churchill aveva, amaramente, detto quando Chamberlain era tornato in inghilterra dicendo di avere salvato la pace: ” Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra”.

Questa triste vicenda scopre tanti altarini:

Gli apostoli del self hate, terzo e quartomondisti scriteriati vissuti nel mito del buon selvaggio contrapposto al corrotto occidente, son le loro tradizioni ed è loro diritto rispettarle. Adesso perché non scendete in piazza al fianco loro in nome del loro diritto a comportarsi allo stesso modo cui, forse, si sarebbero comportati in patria.

I relativisti senza se e senza ma che tutte le idee sono uguali e tutte meritano rispetto; quando arriveranno i nazistoidi, attratti come mosche da vicende come questa, per coerenza dovreste difendere le loro idee di supremazia bianca e caccia allo straniero. Non è tutto relativo e tutto merita rispetto?

Le autorità: quando uno stato non funziona e si ritira, vedi ad esempio certe zone dell’italia, quello che ottieni è l’anarchia e il formarsi di poteri che sostituiscono lo stato ed ad esso sono antagonisti. Se la giustizia non funziona si torna alla giustizia fai da te, ma la giustizia_fai_da_te difficilmente perde tempo con questioni in punta di diritto. Se l’appartenere all’etnia X rende immune dalla giustizia dello stato la tentazione di ricorrere alla giustizia del “don Corleone” di turno è forte, molto forte.

L’unico modo per evitare un nuovo incendio è che le autorità intervengano rapidamente ed efficacemente rischiando anche le tensioni razziali ma dimostrando che uno stato è una legge. Altrimenti si finirà tipo la ex jugoslavia…

 

l’omofobia, le leggi, gli utili idioti e la nuova chiesa…

Stavo seguendo su FB il dibattito che si è generato, dopo la morte del ragazzo di 14 anni di Roma, riguardo alla richiesta di una legge contro l’omofobia.
E l’impressione che ho avuto è che gli omosessuali vengono, di nuovo, cinicamente usati come carne da cannone nello scontro fra due “chiese”. Da una parte la chiesa cattolica e dall’altra la santa chiesa del politically correct, con quest’ultima che specula su notizie simili per chiedere interventi legislativi a supporto della sua santa dottrina, come già capitato con la pessima legge sul femminicidio.

Secondo la santa chiesa del politically correct l’omofobia è causata anche dall’insegnamento della dottrina cattolica. È vero che la chiesa considera peccato qualsiasi forma di sesso al di fuori del matrimonio, ma se fosse vero che l’omofobia è colpa degli insegnamenti riguardo al sesso della chiesa cattolica mi chiedo come mai non abbiamo anche la scambistofobia, l’orgiofobia, la meretriciofobia(1) la conviventofobia.  Lo scambio di coppia, il sesso se non si è sposati, le orge, l’andare a prostitute son tutte azioni considerate, dalla chiesa peccati gravi allo stesso modo di avere rapporti omosessuali; perché i rapporti omosessuali generano l’omofobia e i rapporti fuori dal matrimonio non generano la concubinofobia?

Quindi perché usare gli omosessuali come terreno di scontro con la chiesa cattolica? Perché la nuova chiesa del politically correct vuole compiere la classica azione di tutte le chiese: diffondersi imponendo la sua visione del mondo e la sua morale, e per far questo ha bisogno di sostituirsi alla vecchia chiesa ed alla vecchia morale, ecco perché ogni pretesto è buono per polemizzare con la vecchia chiesa, per accusarla di essere retrograda e voler discriminare e contemporaneamente mostrarsi come una nuova chiesa più ecumenica e, apparentemente, più tollerante(2), e gli omosessuali sono una categoria apparentemente discriminata(3) che si presta tanto a fare da testimonial per la nuova chiesa. Cinicamente vengono usati e poi, come capita con la carne da cannone, abbandonati quando non sono più funzionali alla causa.

E la causa reale è avere una legge, sulla falsariga delle leggi Mancino e Scelba, da usare per chiudere la bocca a tutte le voci scomode(4) fuori dal coro, nel caso capitato a roma una legge sull’omofobia è inutile, una volta ottenuto l’obiettivo desiderato delle esigenze della carne da cannone non se ne terrà più conto.

Roba già vista con il matrimonio omosessuale, alla richiesta iniziale si son accodate tante e tali richieste: e i diritti delle coppie di fatto? e i diritti degli animali? e i diritti dei migranti, e i bambini di gaza etc. etc. che non s’è più capito cosa si stesse chiedendo di attuare. E infatti non s’è fatto niente.(5)

(1) Anzi quando un noto politico italiano è stato bacchettato per essersi intrattenuto, a pagamento. con signorine ricordo che si son alzate poche voci a ricordare, ai prelati che bacchettavano, che, a meno che non ci siano violenze in camera da letto due (o più) persone adulte e vaccinate possono fare quello che vogliono.

(2) Potere dare del maiale a Tizio e del verme a Caio, soprattutto se di qualche specifica parte politica, ma non azzardatevi a dare dell’orango ad qualcheduno/a diversamente pigmentato/a.

(3)A parte il poter stipulare un contratto matrimoniale c’è qualcosa che è vietato, dalla legge, a due persone dello stesso sesso e permessa a due persone di sesso opposto?

(4)In un forum che frequento i commenti che puntualmente vengono cassati sono quelli, corretti, in tema e ben argomentati ma che contrastano con le idee dell’autore del blog. I post di sostegno e i post contro che contengono solo insulti o sembrano scritti da trogloditi sgrammaticati restano. Un gioco manipolativo per far vedere che chi è contro è capace solo di scrivere insulti sgrammaticati.

(5) Un caso da manuale dell’applicazione della tecnica “Abbraccia Estendi Estingui”.