È la tua minestra darling, gustatela tutta fino in fondo.

Non sono un forcaiolo e ritengo che chiunque: la Di Vita, e gli altri stellini indagati, come Napolitano e tanti altri abbiano diritto ad un equo processo ed al rispetto delle regole processuali, regole fra le quali ci sono il segreto istruttorio e la presunzione di innocenza. Però non posso fare a meno di rilevare che, se ci si iscrive al partito degli amanti della ghigliottina, sia un poco ipocrita lagnarsi che si è finiti  scapitozzati.

La situazione è la solita, squallida, festa dell’ipocrisia: verso i nemici si urla alla trasparenza, al diritto del popolo di sapere, si stupra l’articolo 15 della Costituzione1, quando è il proprio turno di finire nel tritacarne mediatico ci si scopre di botto garantisti. Mi spiace per loro ma non posso fare a meno di notare che spesso chi adesso gli sta attaccando, dall’interno, lo sta facendo urlando gli stessi slogan che loro stessi, fino a cinque minuti prima, urlavano; applaudendo gli stessi comportamenti, la divulgazione di intercettazioni coperte da segreto istruttorio, che loro stessi applaudivano.

È la tua minestra darling, gustatela tutta fino in fondo.

(grassetti miei)

Di Vita spiega così la decisione di non  rispondere ai magistrati: “Nonostante il contenuto dell’interrogatorio sia coperto da segreto istruttorio pare che invece sia tutto di pubblico dominio, e quindi sì, anche io come i colleghi Nuti e Mannino mi sono avvalsa della facoltà di non rispondere, diritto sancito dal codice di procedura penale, e non ho rilasciato il saggio grafico.
(…)
“Chi si è autosospeso, a quanto pare, è chi si è autoaccusato o ha confermato le accuse. Mi sembra un passaggio sacrosanto a cui fare seguire quanto prima le dovute dimissioni, proprio per questo l’autosospensione di chi è stato accusato ingiustamente non sta né in cielo né in terra, questo ovviamente è il mio personale pensiero e il motivo per cui non ho proceduto ad autosospendermi nonostante i tanti distinguo del fuoco amico”.

Sorgente: Di Vita: “Siamo innocenti Gli autosospesi si dimettano” – Live Sicilia


(Pietro Senaldi che intervista Luigi di Maio) Allora è vero che è un giustizialista…
(Di Maio) «Non sono a favore della presunzione d’ innocenza per i politici. Se uno è indagato, deve lasciare, lo chiedono gli elettori».

Sorgente: Luigi Di Maio: “Avevano una banca, Renzi e Boschi dite la verità” – Libero Quotidiano


Roma – «Gli italiani hanno il diritto di sapere cosa si sono detti un indagato e il presidente della Repubblica (anche se discorrevano di bocce). Napolitano ha il dovere di far pubblicare le intercettazioni. (…)
Questo via vai di telefonate ha alimentato nell’opinione pubblica italiana un certo sospetto che è diventato gigantesco da quando Napolitano ha iniziato a battersi come il Berlusconi dei tempi d’oro per distruggere i nastri delle conversazioni quirinalesche. I giudici hanno già dichiarato che non c’è nulla di penalmente rilevante e, allora, perché non renderle pubbliche? » (la norma prevede che le intercettazioni non penalmente rilevanti debbano essere distrutte, sia che riguardino il presidente della repubblica, sia che riguardino invece un anonimo Tizio. NdA).«Pronto chi parla? Sono Grillo, signor presidente – ironizza Grillo – avrei una multa per sosta vietata, può aiutarmi?».

Sorgente: Grillo: «Napolitano ha il dovere di far pubblicare le intercettazioni» | italia | Il Secolo XIX

 


  1.  La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
    La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge. 
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My two cents sulla vicenda di Ilaria Capua.

Ilaria Capua (Roma, 21 aprile 1966) è una virologa e politica italiana, nota per i suoi studi sui virus influenzali e in particolare sull’influenza aviaria e, dal 2013, deputata per Scelta Civica.

Nel mese di aprile 2014, secondo quanto scritto dal settimanale l’Espresso il 4 aprile 2014, viene iscritta nel registro degli indagati per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, abuso di ufficio e traffico illecito di virus.  Indagine che coinvolgeva in tutto 38 persone compreso il marito della Capua.  Il settimanale l’Espresso riporta di una presunta cessione illecita di stipiti virali ad aziende farmaceutiche per la produzione di vaccini veterinari e sfruttamento illecito dei diritti del brevetto DIVA con la costituzione di un cartello di industrie farmaceutiche veterinarie per il controllo di epidemie H7 nel pollame negli anni 1999-2006. Accuse dalle quali è stata completamente prosciolta adesso, ai primi di luglio del 2016.

Che dire? in primo luogo nella pagina di wikipedia sulla dott.ssa Capua c’è scritto

Nel 2013 si è candidata alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio, come capolista di Scelta Civica nella circoscrizione Veneto 1, venendo eletta deputata per la XVII Legislatura.

Dal 7 maggio 2013 è Vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera ma non viene riconfermata il 21 luglio 2015 in quanto indagata.

Che mostra come un indagine, anche farlocca, possa diventare uno strumento di ostacolo all’azione politica dei parlamentari. Se i padri costituenti misero nella costituzione l’immunità parlamentare è perché ritennero la libertà del parlamentare, pur con tutti i rischi di abuso possibili, migliore rispetto al permettere a qualcuno di tenere sotto scacco i parlamentari ostacolandoli. Sinceramente fra la costituzione, e i connessi rischi di abuso di quest’ultima, e il santo tribunale del bobolo, preferisco senza alcuna ombra di dubbio la prima.

Seconda cosa: anche in questo caso c’è stato il solito giochetto dei media di celebrare il processo mediatico e giungere a sentenza mediatica prima ancora che venga svolta l’udienza preliminare.

Fonte: http://www.huffingtonpost.it/riccardo-luna/ilaria-capua-prosciolta_b_10818874.html

Via tutto il fango, resta la verità: Ilaria Capua è una scienziata, una grande scienziata italiana apprezzata in tutto il mondo, ingiustamente accusata di reati gravissimi (per uno di questi era previsto l’ergastolo); ma non c’è stato nemmeno bisogno di processarla per scoprire come stavano le cose.

Nell’udienza preliminare, quella che avrebbe dovuto rinviarla a giudizio chiudendo una inchiesta di undici anni, è stata prosciolta. (…)

Ho ripensato a un messaggio che mi era arrivato un paio di anni fa. Era allarmata, quel giorno, Ilaria. Aveva ricevuto una telefonata da un giornalista dell’Espresso che le chiedeva una dichiarazione a proposito di una inchiesta giudiziaria. Non era chiaro di cosa si trattasse, ma sembrava roba grave. Lo era. Due giorni dopo il settimanale aveva la storia in copertina: Trafficante di virus, era il titolo che dava in conto di una inchiesta partita in America tanto tempo prima e poi approdata in Italia, a Roma. C’erano state intercettazioni telefoniche che sembravano inchiodarla.

Ilaria Capua era un mostro ed era stata sbattuta in prima pagina. (…)

giochetto che spiega benissimo l’imbarbarimento della giustizia; il bobolo vuole la giustizia del telefilm dove il buono è il buono e dove il cattivo è il cattivo e il cattivo viene sempre punito nei 30′ canonici della puntata, non quella reale dove il giudice è un tizio che deve stabilire quanta ragione e quanto torto abbia Caio e quanto Sempronio. E i media stuzzicano e sobillano. Chiedono capri espiatori da dare al bobolo, come nel caso del processo per il terremoto dell’aquila, e urlano.  Come quegli inquisitori che sobillavano i popolani contro gli eretici e contro le streghe per poi, davanti alle accuse di barbarie, sostenere di non essere stati loro quelli che materialmente hanno spedito la poveraccia al rogo.

Come detto altre volte la giustizia del bobolo è sì rapida e veloce ma raramente precisa ed equa, e spesso finisce per ritorcersi contro chi di essa si fa paladino, la storia è piena di esempi: da masaniello a robespierre. E sinceramente vivere durante una riedizione del “terrore” non so quanto possa essere piacevole.

Un ultima cosa, sempre dall’articolo citato sopra:

Dagli Stati Uniti, però, dove l’inchiesta madre era partita e si era chiusa nel giro di poco più di un anno

Come mai negli Stati Uniti quando l’accusa si accorge di non avere nulla in mano, o che si è infilata in un vicolo cieco, smette e non si intestardisce a far svolgere un processo che è sicura di perdere? Perché? Perché invece in italia si è indagato per 10 anni per poi arrivare al GIP che assolve in quanto “il fatto non sussiste”?

 

sulle intercettazioni e sulla loro divulgazione

attenzione, post ad altissimo livello polemico.

Stavo leggendo su FB i commenti a questa notizia:

http://urbanpost.it/malasanita-medici-in-arresto-dopo-intercettazioni-le-abbiamo-sfondato-la-vagina

Con le accuse sono arrivate anche quelle intercettazioni pubblicate dal quotidiano Il Dispaccio; un vero e proprio circo verbale degli orrori che ha svelato i crimini dei medici: primo fra tutti il primario (…) che durante una telefonata racconta di essere scappato dall’ospedale con una scusa e di aver spento il cellulare quando al primario è morto un neonato, questo per paura di essere richiamato in reparto. Oppure, durante una telefonata (…)  parla dei problemi di una paziente e di come le abbia sfondato la vagina. E ancora, in un’altra intercettazione (…) racconta di come, durante un intervento molto delicato per un carcinoma dell’endometrio, sia rimasto con l’utero della paziente in mano. Tutte queste frasi ed espressioni erano accompagnate da risate e prese in giro sui pazienti.

Ed era tutto un fiorire di richieste di roghi e di linciaggi sulla pubblica piazza. Che dire? Sinceramente una volta che hai i riscontri oggettivi alla scarsa professionalità dei medici le intercettazioni non servono a nulla, hai le prove che inchiodano e che son sufficienti per condannare, a cosa servono le parole al vento? Perché quindi far uscire tali intercettazioni? A cosa servono?

Servono a dimostrare che gli indagati son “persone di merda”, come avevano commentato alcuni miei contatti su FB? Beh, sarò controcorrente ma l’essere “persone di merda” non è un reato ed è assurdo e aberrante pertanto l’essere condannati per quel motivo, mentre è giusto invece l’essere condannato per lesioni colpose, corruzione, falsificazione di cartelle cliniche. Che al telefono si sia disperato o che l’abbia presa a ridere non sposta, o meglio non dovrebbe spostare, di un millimetro la situazione in cui si trova l’indagato.

Sarò un gombloddista ma ho l’impressione che quelle intercettazioni siano uscite per “dimostrare” l’utilità delle intercettazioni, per far sapere al bobolo con che “persone di merda (cit.) ha a che fare” e che quindi le intercettazioni siano utilissime per condannare tali persone di merda. Un modo, non tanto mascherato, per dire: vedete cosa vogliono fare togliendoci le intercettazioni? Vogliono lasciare impunite simili “persone di merda”.

Mi dispiace ma non son d’accordo; Preciso meglio il mio pensiero

E’ giusto che le intercettazioni siano utilizzate come indizio, come strumento di ricerca delle prove ma, se non vengono trovati riscontri oggettivi, e in questo caso almeno a leggere i giornali di riscontri oggettivi, prove, ne esistono a bizzeffe, devono essere considerate solo parole al vento e quindi neppure citate.

Non è giusto che le intercettazioni vengano utilizzate per avere svolgere processi mediatici ed avere una “condanna morale” prima della condanna giudiziaria. Chi deve pronunciare la sentenza è il giudice e la deve pronunciare basandosi sugli atti, tutti, del processo. Non il bobolo basandosi su quelli accuratamente selezionati e montati ad arte dai media. Una cosa che molti dimenticano è che due torti non fanno una ragione. E che il piegare la legge per fare da “vigilantes” è, pur con tutte le buone intenzioni del mondo, un comportamento aberrante.

Un ultima cosa: è in situazioni come questa che si distinguono i garantisti dai paraculi; essere garantista significa chiedere che le leggi a garanzia dell’imputato o del condannato siano applicate sempre e comunque, anche se il condannato è una persona deliziosa come Breivik*. Fare i garantisti con gli SMS della Falchi è facile, un poco meno in situazioni come queste. Pertanto, tanto di cappello ai giudici norvegesi.

*amaramente ironico per chi non l’avesse capito.

 

Sollecito commentatore, ecchissene…

Raffaele Sollecito verrà chiamato a commentare casi di cronaca nera per una trasmissione mediaset. E come al solito si scatenano le polemiche.

Due questioni: la prima è che il signor Sollecito essendo stato assolto, è un libero cittadino e, pertanto, può fare tutto quello che gli pare come qualunque altro libero cittadino, dal commentatore di cronaca nera alla velina, senza che nessuno possa o debba metterci il becco. Non ha alcuna limitazione alla sua libertà se non quelle comuni a tutti i cittadini. Ragionamenti del tipo: è stato inquisito per avere ucciso quindi non può, non stanno ne in cielo e neppure in terra. Per me son da classificare come deliri di giustizialisti da strapazzo o da sfigati che sfruttano la notizia per avere un poco di visibilità magari piazzando qualche polemica gratuita. Come capitato in certi giornali che trattano di fatti quotidiani nei loro “magazine” associati. Se  è squallido chiamare solo per stuzzicare la morbosità, il polemizzare solo per sfruttare di riflesso tale morbosità lo trovo doppiamente squallido.

La seconda invece riguarda proprio il motivo per cui è stato scelto: il persistere di una attenzione morbosa verso certi fatti di cronaca, come quello che lo ha coinvolto. Questa attenzione morbosa genera “odiens” e porta la gente a guardare la sua trasmissione; trasmissione che verrà guardata perché c’è lui che commenta. Il fatto che tratti di cronaca nera è marginale, serve solo a spingere di più la morbosità; le polemiche e i commenti che si sentono ci sarebbero stati anche se la trasmissione fosse stata una televendita di pentole.

Purtroppo i processi non terminano, come già visto nel caso Scattone, con la sentenza, l’eventuale condanna e la sua espiazione, ma devono continuare all’infinito, ancor di più se il verdetto ultimo del tribunale è diverso dal verdetto del tribunale del bobolo. Popolo che, pur avendo informazioni parziali e una visione facilmente manipolabile, pretende di sostituirsi ai giudici e, cosa peggiore, anela a solenni porcate in nome di una farlocca moralità superiore.

Un ultima cosa: se Tizio è colpevole, oltre ogni ragionevole dubbio, e però viene assolto allora o da parte degli inquirenti o da parte dei giudici ci deve essere sicuramente stata scarsa professionalità o malafede. Ma in tal caso sarebbe coerente chiedere, oltre alla condanna di Tizio da parte del tribunale del popolo, quarto grado di giudizio posteriore alla corte di cassazione, anche che vengano presi provvedimenti verso chi, con la sua scarsa professionalità o malafede, ha cagionato tale assoluzione. Eppure di quest’ultima richiesta, anche nei più sfegatati gazzettini dei forcaioli, non c’è traccia.

PS

il modo migliore per boicottare la trasmissione sarebbe non guardarla e non parlarne. Polemizzare è solo tanta pubblicità gratuita.

Scattone a scuola, ecchissene…

Stavo leggendo le polemiche perché Scattone, condannato a 5 anni per l’omicidio colposo di marta russo è stato, in quanto vincitore di regolare concorso, assunto a scuola in ruolo.

Ho provato disgusto, non per la vicenda, ma per la mentalità forcaiola e vendicativa di molti commentatori. Il tipo è stato condannato ed ha espiato la pena, non è stato riconosciuto più pericoloso per la società e quindi può legittimamente reinserirsi. Non è stato interdetto dai pubblici uffici quindi per la legislazione vigente nulla osta che prenda servizio. Anzi il chiedere che, nonostante la fine della pena questa continui ad avere effetti sine die, mi sembra alquanto ipocrita. Allora si abbia il coraggio di chiedere che, in caso di omicidio anche colposo, che all’assassino venga tagliata direttamente la testa. Sarebbe più onesto intellettualmente e più pietoso rispetto a una condanna ad un ergastolo di fatto.

Invece in internet è il solito fiorire di buuuu… da parte dei paladini da tastiera senza macchia e senza paura del ridicolo, qualche decerebrato attribuisce la colpa della sua assunzione alla legge “la buona scuola” e a Renzi, imho coprendosi solo di ridicolo visto che mostrano platealmente di cadere con entrambi i piedi nella fallacia “per hoc ergo propter hoc”(1).

Purtroppo il paladino da tastiera medio vive in un suo mondo dove non esiste la legge o meglio la legge deve essere il riflesso della sua morale. Quello che lui considera immorale deve essere illegale mentre quello che lui considera morale non deve essere sanzionato dalla legge. Purissima ipocrisia. Preferisco un paese in cui una persona riconosciuta colpevole di omicidio colposo possa, espiata la pena,  reinserirsi nella società ad una società dove la giustizia è amministrata a cazzo sulla base degli umori della plebe e delle urla di piazza. La “giustizia di pancia” non è giustizia, è barbarie medievale(2). Barbarie che speravo fosse terminata dopo Beccaria e l’illuminismo.

E la colpa di questo ritorno al medioevo è anche di giornalisti che, per qualche click in più, vanno a solleticare tale pancia e sparano titoli ad effetto come quello del fatto quotidiano: “Giovanni Scattone assunto con la Buona Scuola. Nel ’97 uccise Marta Russo”.

(1) L’assunzione in ruolo è a causa della vittoria nel concorso scolastico del 2012. La buona scuola non c’entra nulla.

(2) Parliamo del caso della “fortezza da basso”, se si fosse data retta alla pancia del paese, i sei assolti a seguito di 29 gravi menzogne dell’accusatrice ed all’assenza di riscontri alle accuse loro rivolte, sarebbero dovuti essere linciati sulla pubblica piazza. La giustizia di pancia non vuole torti e ragioni, vuole la strega o l’eretico da spedire al rogo.

Garantismo e perdonismo

Il garantismo e il perdonismo son due cose che apparentemente sembrano simili ma in realtà sono profondamente diverse. Il garantismo è il richiedere che le regole sull’amministrazione della giustizia vengano rispettate pedissequamente a tutela di tutti. Di tutti perché le cronache, Rignano Flaminio ad esempio, son piene di casi di persone accusate con accuse infamanti, con tanti pronti al linciaggio (la giustizia popolare è sì molto rapida ma raramente precisa) e poi assolte da tutte le accuse.

Il garantismo altro non è quindi che il chiedere che il dettato costituzionale e le norme vengano rispettate sempre ed in ogni caso; anche se Tizio è accusato di essere un pedofilo che stupra e uccide bambini, è giusto che abbia diritto alla difesa nel processo, è giusto che venga considerato colpevole solo dopo sentenza, è giusto che non venga linciato da una folla inferocita stile caccia alle streghe di Salem ed è sacrosanto che non venga linciato prima della sentenza di condanna. Il garantismo viene visto come fumo negli occhi da chi invece ama la rapida giustizia popolare: prendiamo la strega e facciamola alla brace senza tanti cavilli, tanto il bobolo ha sempre ragione e non sbaglia mai.

Il perdonismo o l’innocentismo invece è il sostenere che l’accusato sia innocente. E’ una opinione, legittima, nessuno mi vieta di pensare che Riina sia un santo finito in carcere per gombloddo della magistratura, ma è una opinione che si può condividere o meno. Molti invece confondono garantismo con innocentismo, se pensiamo che Tizio sia innocente allora è giusto applicare le tutele di legge, altrimenti che linciaggio sia.

E’ sbagliato. Le tutele, come la legge, son da applicare sempre, l’alternativa è l’anarchia e leggi applicate a discrezione di chi dovrebbe farle applicare. Un ritorno al medioevo con i suoi bei roghi.

my 2 cents about vendola

Volendo fare il cattivo avrei scritto: chi la fa l’aspetti; avete applaudito quando intercettazioni, senza nulla di penalmente rilevante, erano state pubblicate ad usum sputtanandum sostenendo il diritto del bobolo a sapere, in spregio all’articolo 15 della costituzione, adesso non offendetevi. Ma sarebbe un volersi tagliare le OO per far dispetto alla moglie; il pubblicare intercettazioni, non penalmente rilevanti, al solo scopo di mettere in cattiva luce Tizio o Caio era, e rimane, una barbarie fascista. Quali lezioni si possono imparare dalla vicenda:

  1. Qualunque arma tu usi potrà essere usata anche contro di te. Qualunque colpo basso tu tiri contro il tuo nemico, lui cercherà di restituirtelo possibilmente con gli interessi.
  2. Gesù aveva detto: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, ma il senza peccato vale solo per la prima, le successive le può scagliare chiunque. E se scagli la prima pietra cura di essere realmente senza peccato altrimenti un paio di sassi in testa li prendi pure tu.
  3. I processi oramai vengono celebrati mezzo stampa, di quello che succederà, in seguito, nelle aule del tribunale poco importa alla gente.
  4. La costituzione o si rispetta tutta ed integralmente oppure se ne fa carne di porco. Non ha senso santificarla il lunedì dalle 13 alle 17 e pisciarci sopra il giovedì dalle 9 alle 12.
  5. Sarebbe meglio separare la legge dalla morale, esistono comportamenti morali ed legali così come possono esistere comportamenti immorali ma non illegali o comportamenti illegali che però vengono percepiti come morali. La morale è personale, la legge dovrebbe invece essere impersonale e tutti dovrebbero essere uguali davanti ad essa.

Indignazione low cost

Adesso su facebook sta girando la campagna di protesta contro la sentenza della Corte di Cassazione.
Campagna rilanciata dai tanti ignoranti che confondono l’inquisito con il condannato.
Cosa ha detto di tanto scandaloso la Corte ?

l giudice non è più obbligato a ordinare la custodia cautelare in carcere per chi è accusato di violenza sessuale di gruppo, ma può optare per misure alternative.

Cioè niente automatismo accusa -> carcere. Una decisione pienamente condivisibile; il reato di stupro, e di stupro di gruppo, è un reato abietto ma, se ci si ferma un poco a pensare invece di soffiare nel fuoco della sacra indignazione il fatto che ci sia una accusa non significa affatto che l’accusato sia automaticamente colpevole.  Le cronache hanno riportato casi in cui alcuni sono stati indagati e poi le accuse, vuoi per scambio di persona, vuoi per il ritrattamento della presunta vittima sono cadute.  Mandare in carcere delle persone, magari a causa di accuse deboli e contradditorie, che fanno acqua da tutte le parti, per un automatismo io la considero una semplice barbarie medievale.

Quello che mi fa paura di più comunque; sono quelli che rilanciano la bufala acriticamente su faccialibro bevendosela come acqua fresca, senza pensare che gli automatismi nella giustizia sono pericolosi, molto pericolosi. E’ gente che se stuzzicata dalla causa azzeccata, per quanto farlocca possa essere, parte a caricare a testa bassa come un toro eccitato dal drappo, senza pensare bene a che causa stanno sposando e che danni stanno facendo.

schettino e la civiltà giuridica italiana

Tragedie come quella della costa concordia sembra che stuzzichino i peggiori istinti della “gggente”. E’ sacrosanto che il comandante e i responsabili della navigazione vengano inquisiti ma, quello che non trovo assolutamente giusto è che la sentenza venga eseguita prima della condanna.

Trovo pretestuose le polemiche sugli arresti domiciliali concessi a Schettino; la legge prevede chiaramente che l’arresto in carcere di un inquisito debba essere disposto solo se:

  1. c’è il pericolo di reiterazione del reato
  2. c’è il pericolo di inquinamento delle prove
  3. c’è il pericolo di fuga dell’inquisito

Nel nostro caso è impossibile che ci sia reiterazione o inquinamento delle prove e il giudice ha stabilito che non c’è il pericolo di fuga dell’inquisito, quindi è giusta la concessione dei domiciliari.

Quello che sarebbe da auspicare sarebbe che, vista l’evidenza del fatto, il processo si celebri in tempi rapidi ed in tempi rapidi si arrivi a sentenza, e non il cercare qualche cavillo per anticipare il gabbio al tipo. Purtroppo i giornali italiani invece preferiscono soffiare nel fuoco dell’indignazione ed istigare ad un processo in piazza con repentina ed inappellabile condanna in pieno stile medioevo.

La civiltà giuridica di un popolo si vede anche da come questo reagisce in queste situazioni.