Invece concita, il posto delle vostre storie – Che paura la crudeltà dei vostri commenti

Una lettera pubblicata nel sito della “de gregorio”. Interessante perché si accusa gli altri di crudeltà e di odio invece di guardare i propri sbagli.

Sorgente: Invece concita, il posto delle vostre storie – Che paura la crudeltà dei vostri commenti

Grazie a I., 30 anni

“Ho compiuto i 30 e sono disoccupata. Da quando mi sono laureata, l’impiego più stabile che ho trovato è stato come colf. Ho tentato tutto: stage, fabbrica, raccoglitrice nei campi, negozi, pulizie. Ormai quando un’agenzia interinale mi chiama (molto di rado) mi dimentico perfino di chiedere il tipo di contratto offerto, o gli orari, e accetto il colloquio. Sono angosciata, perché ora che ho superato i 29 anni (la maggior parte degli annunci pone questa soglia) sento che per il mercato del lavoro sono da rottamare. Una specie di semi-nuovo avviato verso il deserto di latta di uno sfasciacarrozze”.

“Ho sviluppato una specie di fobia rispetto all’attività stessa di cercare un lavoro. Tutte le volte che leggo “non idoneo”, che aspetto invano una risposta; “le faremo sapere” ai colloqui, accordi disattesi degli impiegati delle risorse umane di turno. Dopo tante porte chiuse arrivi a sospettare di non valere nulla. Di essere tu in difetto. Davvero non valgo nulla?”.

Sono domande che è giusto porsi; se io aprissi un negozio e vedo che non riesco a battere chiodo la domanda: “perché la gente non compra i miei prodotti”? me la dovrei porre e così anche la domanda “perché non riesco a trovare lavoro”? Non a caso si parla del mercato del lavoro; ed un mercato è fatto da chi vende e da chi acquista. E se chi vende, vende cose che non interessano a chi acquista, venderà poche cose. La domanda da porsi non è: “ma io non valgo nulla?” ma bensì: che esigenze dell’acquirente posso soddisfare? perché dovrebbe assumere proprio me?

La mentalità “io valgo ergo mi devono assumere” è una mentalità che porta a valutazioni sbagliate come la mentalità “io apro un negozio ergo la gente deve venire a comprare da me”. E se c’è un concorrente che fa prezzi migliori? E se la gente preferisce prodotti diversi da quelli che vendo? Cultura significa capire la realtà ed il mondo cui si vive, non limitarsi ad essere guru del proprio ombelico.

“Mi sono laureata con voti più che buoni e mi sto preparando per il concorso del dottorato. Una volta ho fatto un colloquio per un contratto di un paio di mesi per coprire un picco stagionale; il titolare mi ha detto: ‘E’ un lavoro che chiunque, a meno che non abbia problemi di cervello, in un paio di giorni ha imparato’. Non mi ha richiamata. Come si deve sentire una persona che viene respinta? Sono ben consapevole di non essere l’unica in questa situazione. Leggevo la testimonianza di Annarita, qualche giorno fa. Sai cosa davvero mi colpisce? La crudeltà di chi commenta. Perché non basta essere bistrattati, non avere soldi, dipendere dagli altri. Bisogna anche subire il disprezzo di chi ti dice che non lavori perché sei schizzinoso, o che ti meriti di essere disoccupato perché hai una laurea umanistica (è tutta la vita che lo sento)”.

Come si deve sentire una persona che puntualmente vince “la medaglia di legno”? O si rende conto di non essere portato per quello sport e cerca di cambiare, possibilmente il prima possibile, o continua ad allenarsi sperando di vincere. Oppure frigna che il governo deve dare a tutti una medaglia d’oro. In italia spesso si è scelta la terza, quando le vacche erano grasse. Adesso che ci son pochi soldi al più si può avere una medaglia di cartone.

La questione non è laurea umanistica/laurea scientifica. Semplicemente è più facile trovare lavoro in una nave come marinaio che come speleologo. Hai la passione per la speleologia? benissimo, studiarla è una tua scelta. Ma poi non lamentarti se in marina assumono prevalentemente marinai e “snobbano” gli speleologi.

“La colpa è tua. E’ questa crudeltà a lasciarmi senza fiato, più delle porte chiuse. La cattiveria della gente che per ignoranza e insensibilità mi dice che di non potermi costruire una famiglia me lo merito, che se mi offrono un contratto di un’ora e mezza a settimana (mi è stato offerto) lo dovrei accettare, altrimenti non è vero che ho bisogno di lavorare. La superficialità di chi pensa che con la cultura non si mangia e deride chi ci si dedica, senza pensare che l’assurdità, al limite, è il fatto che in Italia non si possa mangiare con la cultura”.

Se si vuole dimostrare che con la cultura si mangia basta portare casi “virtuosi” di gente che riesce a mangiare con la cultura. Casi virtuosi dove si mostra come un centro culturale è diventato un attrattore economico. Ma forse in italia molti confondono cultura con il termine “cul thurah”, antico termine sumero-babilonese che significa “scrivania con stipendio garantito il 27 del mese”.

Crederò che in italia si possa mangiare con la cultura quando vedrò un colto con la pancia piena e non tanti affamati livorosi che si arrabbiano quando viene ricordato loro che non stanno mangiando.

Quella che chiami cattiveria è solo un modo, sgarbato, di ricordare la verità. Ma che venga detta in modo sgarbato non rende la verità meno vera.

“Per non parlare di chi ti fa i conti in tasca, del tipo “stai scrivendo da un pc, se fossi povero non lo avresti”, dimenticando il fatto che sto anche mangiando, se è per questo, e senza uno stipendio non posso prendermi neanche il pane. Ma il computer come il pane non li ho comprati io; non perché non abbia voluto, ma perché non ho potuto. Penso tutti i giorni a Michele, il ragazzo di Udine che non molto tempo fa si è ucciso a causa della disoccupazione”.

“Ho stampato la sua lettera di addio e la tengo appesa in camera. Ringrazio il mio ragazzo, è grazie a lui se non sono ancora arrivata a ripetere lo stesso gesto. Che società siamo? Che cosa stiamo lasciando a chi verrà dopo di noi? Invece che condannare un sistema che provoca la tragedia, condanniamo le vittime della tragedia”.

Un saggio detto tibetano dice: accendere una candela è più saggio che maledire l’oscurità. Qui vedo tanto frignismo; una persona che non capisce il gioco della domanda e dell’offerta, che pensa che il lavoro sia un diritto e non una possibilità. E’ una cosa che ho imparato nel mondo del lavoro; gli altri, aziende e persone hanno i loro interessi e “vendi”, “lavori” se offri qualcosa che a loro serve o di cui hanno interesse, altrimenti non interessa e prendono altro. Si chiama realtà.

 

 

Annunci

a chi conviene il ritorno del fascismo?

A seguito della vicenda del carabiniere e della bandiera della marina tedesca della prima guerra mondiale hanno ripreso tanto fiato le sirene di un ritorno del fascismo.

A chi conviene tutto questo allarme su un ritorno del fascismo? Non penso ci siano dietro sofisticati complotti ma bensì semplici, e bassi, interessi di bottega.

Guardiamo a sinistra: un partito il PD che viene da una parte dove si è sempre fatto vanto di essere antifascisti e di voler lottare contro il fascismo sempre e comunque senza se e senza ma. Dove il patentino di antifascista DOC era essenziale per accreditarsi. Una parte che, tramontato il sole dell’avvenire sulle macerie del muro di berlino, era rimasto solo l’antifascismo e lo ha elevato a religione laica. Dove l’accusa peggiore era quella di essere fascisti. Umoristico che solo un anno fa fra PD/Renzi  e ANPI, per il referendum costituzionale, ci si scambiasse allegramente e reciprocamente accuse di fascismo.

Adesso: che situazione c’è a sinistra? Tanti partitini ognuno dei quali è unica vera sinistra DOCGP (diffidate dalle imitazioni) che, antifascismo escluso, non son d’accordo quasi su niente. E quale forza può spingere ad unirsi con quelle che vengono considerate imitazioni?  come giustificare agli elettori che la fascista ANPI va adesso a braccetto con il fascista PD, unione benedetta dal fascista1 Dalema?

L’antifascismo, così come nel 2006 il collante di una armata brancaleone che andava da Mastella a Bertinotti (passando per Dini, Kossutta, Rutelli, Parisi, Di Pietro…) era l’imperativo categorico  di opporsi al cavaliere nero senza se e senza ma… Il risultato è noto: un governo, tenuto in vita solo dalla distribuzione di poltrone, che faceva una berlusconata dietro l’altra, penultimatum a nastro. Punito pesantemente dai suoi elettori due anni dopo.

Adesso invece il supremo motivo morale che spinge ad unirsi è il salvare la santa madre russia, l’italia dal nazifascismo. Quindi occorre rendere edotta la popolazione del pericolo e convincere che una lucertolina2 sia un terribile drago sputafuoco. Ecco perché adesso sembra che domani ci sarà la marcia su roma e dopodomani dichiareremo guerra alla Grecia. Anche per evitare domande imbarazzanti tipo: “se vincete cosa intendete fare e come?”.

Piccola nota storica; il fascismo, come il nazismo, venne favorito nel prendere il potere anche grazie a governi deboli ed incapaci di agire con decisione, bloccati da giochetti di bassa politichetta pieni di gente, che pensava a brevissimo termine,  pronta a pugnalarsi nella schiena per una poltrona in più.


  1. A causa dell’appoggio dato al suo governo all’intervento americano in Kossovo, il buon Massimo venne definito così da Rifondazione Comunista. Buffo che per avere una maggioranza di supporto si ebbe bisogno dei giochi di palazzo e della campagna acquisti di Kossiga e Mastella. Come dire: Jessica Rizzo che da della svergognata a Selen. 
  2. Parliamo di Ostia; casapound si è affermata per il disgusto verso la vecchia politica e, quantitativamente ha preso pochi voti. L’astensionismo ha pesato molto. 

Di bandiere, fascismo, carabinieri e stato di diritto

Stavo leggendo la vicenda della bandiera “nazista” esposta dal carabiniere in camerata. Devo dire che c’è molto nazifascismo moltissimo e non a causa del carabiniere ma di tanti “fascisti” in camicia hawaiana che non si fanno scrupolo di utilizzare metodi e comportamenti di quel periodo storico.

Prima considerazione: secondo la costituzione “antifascista” italiana:

  • art. 25, comma 2°  “Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso”.
  • art. 14 comma 1° Il domicilio è inviolabile.
  • art. 14 comma 2° Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale.

Prima considerazione: la bandiera non era esposta in un ufficio o luogo aperto al pubblico ma in camerata. La camerata può essere considerato tranquillamente uno spazio privato. Era una finestra, a vedere l’articolo, al secondo o terzo piano della caserma. Infatti per fare il pezzo è stato utilizzato uno zoom abbastanza potente. Non era esposta al pubblico. Si accetterebbe che qualcheduno, senza alcun mandato della magistratura, entri a casa vostra, senza mandato, per verificare che non abbiate a casa simboli fascisti? Chi ha denunciato il tutto ha commesso una violazione di domicilio allo stesso modo di chi si mette a sbirciare dalle finestre del vicino dentro casa.

L’ispezionare ad arbitrio e lo “sputtanare” in pubblico, giustificando il tutto dal dover salvaguardare la morale pubblica, era un comportamento tipicamente fascista.

Seconda considerazione: siccome non c’è nessuna legge che vieti il possesso di quella bandiera, anche se tale bandiera è usata da gruppi neonazi, possedere tale bandiera è perfettamente lecito e legale. Ed in uno stato di diritto ciò che è lecito e legale è permesso. Chi chiede “punizioni” per il carabiniere guardacaso evita di spiegare chiaramente sulla base di quale legge dovrebbe essere punito. Nullum crimen, nulla poena sine praevia lege poenali è il principio ripreso dall’articolo 25 della Costituzione.

Faccio umilmente notare che il dare punizioni “ad arbitrio” a seconda di come girava al capetto di turno era un tipico comportamento tipicamente fascista.

Terza considerazione, l’articolo parla anche di un poster umoristico di Salvini. E qui la situazione è anche più grave della bandiera. E’ vietato da qualche legge o regolamento avere, in uno spazio privato, i poster, umoristici, di salvini? No. E allora perché se ne parla? Non vedo quale “interesse pubblico” possa giustificare quell’informazione.

Sinceramente articoli simili fanno sembrare dei premi pulitzer le paparazzate sulla divetta di turno che mostra un seno e si sbacciucchia il cantante del giorno.

Da notare da una parte la canea urlante dei social che urla “sangue”, “sangue”, e segue come un gregge di pecore chi promette, in spregio a leggi e costituzione, di accontentarla. Dall’altra chi ha compiti istituzionali e preferisce accodarsi invece di ribadire che prima viene il rispetto della legge e poi il resto.  Mi riferisco alle infelici dichiarazioni della Pinotti; quella non è una bandiera fascista, magari forse sarebbe stato meglio approfondire la vicenda prima di promettere punizioni. Il tizio ha violato il regolamento mettendo in camerata cose che non poteva tenere? si punisca a norma di regolamento. Non ha violato alcuna legge od alcun regolamento? Mi spiace ma allora il punirlo è un abuso bello e buono.

Terza considerazione: le leggi mancino e scelba non vietano l’esibizione in privato di bandiere e simboli fascisti. Io a casa mia posso, legittimamente, tenere la bandiera di guerra delle waffen SS e girare vestito da SS. Squallido? certo. Ributtante? non lo nego. Da testa di cavolo? scontato. Ma non è illegale.

E siccome una differenza sostanziale fra uno stato fascista ed un moderno stato di diritto è che nel primo i nemici del popolo venivano linciati sulla pubblica piazza “per la salute dello stato” nel secondo invece si dovrebbe essere condannati solo se il comportamento per il quale si viene condannati è previsto come reato da una legge dello stato, io personalmente preferisco avere una bandiera “cretina” in più che assistere ad un remake del fascismo dove i fascisti indossano la camicia hawaiana invece che quella nera, ma hanno lo stesso modus operandi.

Fake news

È impossibile ottenere una condanna per sodomia da una giuria inglese.
Metà dei giudici non crede che possa essere fisicamente compiuta, e l’altra metà la sta facendo.
W. Churchill

 

Prima Regola del Mago: Le persone credono a tutto ciò a cui vogliono credere o a quello che temono di credere.

«Le persone sono stupide: date loro una motivazione appropriata e quasi tutti crederanno a quasi tutto ciò che direte loro. Proprio perché le persone sono stupide, esse crederanno ad una menzogna perché lo vogliono, o perché hanno paura che possa essere vera. La testa delle persone è piena di fatti, notizie e credenze che nella maggior parte dei casi sono false, tuttavia continuano a crederci. Le persone sono stupide: raramente riescono a distinguere tra il vero ed il falso, tuttavia hanno tanta fiducia in loro stessi che credono di poterlo fare sempre, ecco perché è così facile ingannarle.»
[Terry Goodkind]

Le due citazioni in apertura mostrano quello che penso delle fake news; in italia non si agirà mai contro le fake news perché metà dei giornalisti son talmente stupidi da non distinguere una verità da una falsità e l’altra metà è pronto ad inventarsi le peggiori cazzate “pro domo sua”.

Alle fake news poi abbocca solo chi ha già voglia di abboccare; sarebbe interessante vedere quanti, non politici, hanno preso per oro colato il servizio delle iene su SOX, quale sia la loro formazione e quali siano le loro idee sull’ambiente. Direi tendenzialmente: “verdi con scarse competenze in fisica e scienze”. Le fake news, atroce anglismo per dire balle colossali, attecchiscono dove c’è già un terreno fertile. Per eliminarle occorre rendere le persone capaci di pensare e valutare. Ma ciò ha una controindicazione: quando una persona valuta, valuta tutto, non rifiuta sdegnato le sirene di una parte e accetta incondizionatamente quelle dell’altra. Cosa più detestabile per tutti che l’avere qualcuno che segue adorante le sirene dell’altra fazione.

E quindi a cosa serve discutere di fake news? semplicemente ad avere qualche argomento “forte” che giustifichi il poter censurare quello che potrebbe essere scomodo, attaccando, con il solito ad personam, chi lo dice e non cercando di confutare quello che viene detto. Anche perché se si incarcerassero domani tutti i giornalisti che hanno scritto una qualche fake news, dopodomani i giornali pubblicherebbero solamente cruciverba e bollettini meteo.

Gran Sasso: così il “metodo Iene” mina le istituzioni scientifiche – Il Foglio

Magistrale articolo del foglio sulla vicenda. La conclusione

L’Italia è, tra i paesi occidentali, uno di quelli che hanno il più basso livello di fiducia nelle istituzioni e nella democrazia. Le campagne mediatiche e politiche che insistono nel prendere a picconate, usando il sospetto e la menzogna, anche quel poco che è rimasto di parzialmente sano, come le istituzioni scientifiche, stanno perseguendo malvagiamente l’obiettivo di trascinare il paese in una nuova barbarie civile.

Per quanto sconfortante possa essere è purtroppo vera.

Sorgente: Gran Sasso: così il “metodo Iene” mina le istituzioni scientifiche – Il Foglio

Roma, ragazzini vandalizzano la mostra “Scientopolis” a Guido Reni District: danni a 7 postazioni

Una notizia sconvolgente. Sconvolgente per svariati motivi, l’ultimo dei quali è la maleducazione dei ragazzi. Devo dire che la reazione dei genitori non mi ha stupito ma riempito di sconforto. Rappresenta la classica mentalità italiota secondo la quale io non sono mai responsabile delle mie azioni; al più è colpa degli altri che non mi hanno impedito di fare le cazzate.

Purtroppo per i ragazzi prima o poi il conto, salato, arriva.

Sorgente: Roma, ragazzini vandalizzano la mostra “Scientopolis” a Guido Reni District: danni a 7 postazioni

In meno di due ore di visita un gruppo di minori proveniente dalla zona dell’Infernetto ha vandalizzato il 14% delle postazioni interattive della mostra “Scientopolis”, http://www.scientopolis.it. L’entusiasmo incontrollato e la volontà di spingere oltre i limiti le attrezzature della mostra allestita al Guido Reni District, manifestati da una dozzina di ragazzini fra i 10 e i 13 anni, nel pomeriggio di ieri, ha mandato fuori uso 7 postazioni su 50 dedicate agli esperimenti di fisica, matematica, scienze, biologia, musica, anatomia, fenomeni naturali, energia solare, elettricità ed ottica. Corsa contro il tempo scattata da ieri per riparare i danni che saranno quantificati in settimana. La mostra domani mattina garantisce l’apertura al pubblico con le postazioni fuori uso transennate.

“Non potevamo immaginare che avrebbero scambiato la mostra scientifica per un Luna Park” commentano i responsabili della mostra che fanno capo alle società promoter Venice Exhibition srl e Time4Fun srl “diciamo solo che per gestire questa comitiva non sono stati sufficienti i tre addetti fissi normalmente presenti nelle sale della mostra a controllare l’utilizzo delle postazioni.

Per questo, su indicazione della security che aveva già ricevuto segnalazione dei primi due danneggiamenti, sono stati chiamati altri due steward in rinforzo, per tentare di tenere a bada i ragazzini scatenati, ma a poco è servito. Il gruppetto, che poi si è scoperto appartenere alla stessa comitiva, era completamente fuori controllo”.

Comportamento che danneggia tutti; chi va dopo alla mostra e si trova un paio di “attrazioni” fuori uso grazie alle azioni dei ragazzi.

I primi danni avevano allertato il personale della mostra poco dopo le 16.30: il primo alla bicicletta che pedalando replica la biomeccanica ossea, sulla quale avevano spinto talmente forte sui pedali che si era staccata una gamba dello scheletro dentro la vetrina; ed al simulatore del tornado, dentro il cui meccanismo qualcuno aveva gettato della sabbia ostruendo il sistema di ventilazione. “Ulteriori danni” continuano gli organizzatori “li abbiamo riscontrati sul tamburo che simula l’oscillazione sul quale si sono divertiti a battere con tale violenza che ne hanno lacerato la pelle.

Danni anche alla macchina magnetica dalla quale sono sparite 18 sfere d’acciaio, alla marcia di un simulatore d’auto che evidenzia le difficoltà alla guida in varie situazioni atmosferiche. Infine è stato frantumato il ripiano di marmo della macchina ad aria che simula la forza del vento”. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato però il ribaltamento della postazione del simulatore del terremoto che ha provocato un temporaneo black out facendo scattare il salvavita. Progettato per essere utilizzato singolarmente, il macchinario, che riproduce le scosse sismiche ondulatorie e sussultorie, è stato invece preso d’assalto da 4-5 ragazzi alla volta, fino a rovesciarlo mettendone fuori uso il sistema elettronico e danneggiarne la struttura portante.

“A quel punto la security ha individuato gli adolescenti fuori controllo” concludono gli organizzatori “e li ha trattenuti all’uscita per rintracciare i rispettivi genitori. Il personale di vigilanza non voleva criminalizzare nessuno, ci mancherebbe, tanto meno la vivacità dei ragazzi, normale alla loro età, solo riconoscere le eventuali responsabilità”. “Ci ha invece lasciato esterrefatti la reazione dei genitori” continuano dal Guido Reni District, “che, mentre i figli erano dentro a scambiare la mostra per un’arena da gladiatori, se ne stavano tranquillamente nell’area ristorazione e bar accanto all’ingresso della mostra. Chiamati più volte dagli steward per venire a controllare i figli, rispondevano che ‘i ragazzi sono vivaci’ e ‘che se le macchine si rompono e perché sono fragili’. Praticamente con fare a tratti minaccioso hanno scaricato tutta la responsabilità dei danneggiamenti sull’organizzazione, lamentando tra l’altro ‘che deve essere la mostra a dotarsi di personale sufficiente per tenere a bada gli animi dei visitatori”.

Sconvolgente. In pratica la colpa è di tutto il resto dell’universo tranne che dei pargoli e dei genitori. Quando insegnavo avevo conosciuto genitori simili: convinti che i figli fossero i più meglio dell’universo e pronti ad attaccare chiunque osasse solo porre in discussione cotale evidentissima verità.
Peccato che questo sia il modo migliore per creare futuri adulti incapaci di fare qualsiasi cosa che non sia frignare del grande gombloddo globale contro di loro per impedirgli di essere il primo centravanti della nazionale con 16 lauree e 42 nobel.

Tanto che alla security, per evitare il degenerare della situazione, non è rimasto che accompagnare il gruppo di visitatori dell’Infernetto fuori dal complesso di mostre. “Adesso rimane la conta dei danni” concludono gli organizzatori “con le postazioni temporaneamente transennate, per consentire le riparazioni sperando che lo staff tecnico riesca a risolvere tutti i problemi in tempi rapidi. Avevamo messo in preventivo che qualche postazione potesse subire guasti per l’usura, ma non ci aspettavamo che qualcuno arrivasse a romperle di proposito, stiamo valutando con i promotori locali come intervenire nelle sedi opportune”.

Spero che l’intervento non sia il chiudere tutto. Spiace dirlo ma in certi casi una punizione è utile: sia per far capire ai “ragazzi” che certe cose non si fanno, sia come esempio per gli altri. Altrimenti la situazione va in vacca. E ci perdono tutti.

“È già il secondo danneggiamento dopo il fatto capitato alla riproduzione del Titanic della mostra Brikmania” dichiarano amareggiati “questa volta ci siamo scontrati con un senso di impunità dei genitori manifestato dai loro figli con lo spregio della proprietà altrui”.
Lunedì 27 Novembre 2017 –

Il frutto non cade mai troppo lontano dall’albero…

Sulla risoluzione SOX della commissione attività produttive dell’abruzzo

Fonte: https://www.consiglio.regione.abruzzo.it/acra/esperimento-soxapprovata-risoluzione-del-m5s

22/11/2017 – 17:25)

(ACRA) – Approvata all’unanimità in Commissione Attività produttive la risoluzione del M5S che chiede il blocco immediato e definitivo dell’esperimento radioattivo SOX nei laboratori INFN del Gran Sasso. “Siamo soddisfatti” – spiega il Consigliere Riccardo Mercante – “Questa risoluzione approvata da tutta la maggioranza e da tutti i gruppi di opposizione impegna il presidente e la giunta tutta della Regione Abruzzo a mettere in campo tutte le azioni necessarie per interrompere e bloccare in modo definitivo, senza se e senza ma, l’esperimento. Della sua pericolosità abbiamo già argomentato precedentemente, così come dell’assoluto silenzio della Regione relativo all’autorizzazione rilasciata già due anni fa. Abbiamo messo in campo ogni azione possibile dentro e fuori dal palazzo per bloccare questa pericolosa operazione. Alle nostre numerose battaglie si aggiungono anche le dichiarazioni rilasciate dal direttore dei laboratori dell’INFN alla trasmissione le Iene: “Siamo noi nel posto sbagliato se li c’è la captazione dell’acqua”…ed ancora “Come direttore di laboratorio se potessi decidere di non erogarla sarebbe un grande sollievo per me”. Questo Governo Regionale non può continuare ad operare in questa direzione mettendo a rischio un patrimonio acquifero immenso e la salute di 800.000 cittadini. L’esperimento radioattivo deve essere immediatamente bloccato revocando qualunque tipo di autorizzazione data in precedenza. Colgo l’occasione per porgere a nome della Regione Abruzzo come istituzione e di tutti i suoi residenti le più sentite scuse alla giornalista Nadia Toffa per l’ atteggiamento del Presidente D’Alfonso nei suoi confronti”. (com/m.f.)

Dell’idiozia di tale risoluzione, dal punto di vista dei motivi scientifici e di merito, hanno già parlato tanti altri molto più titolati di me. Io invece vorrei far notare un altro fatto: che in Italia si ha difficoltà ad accettare che un procedimento amministrativo si concluda con una decisione “sgradita” e si cerca in tutti i modi di ostacolarne l’attuazione con tecniche di guerriglia e dilatorie.

In nome della certezza del diritto, se si è giunti ad una decisione definitiva nella quale non si può più entrare nel merito, tale decisione dovrebbe diventare effettiva. Altrimenti, se fosse possibile rimangiarsi dall’oggi al domani qualsiasi decisione, anche sulla base di argomentazioni vaghe e fumose, chi investirebbe in italia? Quale costruttore si azzarderebbe a costruire se scoprisse che, dall’oggi al domani solo perché a qualche politico son girate le scatole, le autorizzazioni sono carta straccia? Quale azienda investirebbe per aprire un impianto per poi vederselo bloccare perché nonna Pina pensa che emani karma negativo che ostacola la fioritura dei suoi gerani?

L’effetto di questa mentalità nelle opere pubbliche è dannato: consideriamo una azienda, la ACME, che vince una gara d’appalto. E prima di iniziare viene bloccata da mille cavilli e manifestazioni di protesta. Quei ritardi nell’avvio causano ovviamente dei costi extra all’azienda, costi della quale lei non è direttamente responsabile e che quindi può ricaricare sulla stazione appaltante. E chi paga quei costi extra? L’ente che vede lievitare il costo dell’opera dall’X inizialmente previsto a X+cifrone. Ecco un motivo della lievitazione dei costi della TAV, o del TAP, tanto per avere esempi reali.

Il fatto è che una volta giunti ad una decisione, a meno che tale decisione non sia stata presa in maniera fraudolenta, quella è e conviene mettersi il cuore in pace. Invece molti vogliono fare i paladini della gggente facendo colossali danni. Danni che però si guardano bene dal pagare e dal prendersene la paternità.

Se si blocca l’esperimento, chi paga i danni? ovviamente se l’esperimento si blocca per scelta unilaterale del governo dell’abruzzo chi risarcisce l’INFN dei danni dovuti alla perdita dei finanziamenti? alle penali per la rottura di contratti di fornitura? alla perdita di lavori dell’indotto? Non si sta parlando di bruscolini. Mi chiedo quanti che adesso si stanno spellando ad applaudire continueranno gli applausi entusiasti quando i soldi di quei risarcimenti dovranno essere trovati nel bilancio della regione.

Quando ci si lamenta dell’aumento “monstre” dei costi delle opere pubbliche in italia o del perché molte aziende non vengano qui ad investire ma preferiscano delocalizzare, forse una qualche riflessione sui comportamenti descritti sopra sarebbe opportuno farla invece di limitarsi a frignare: politici corrotti, aziende farabutte, tutti ladri contro la gggente onesta e studiata.

 

viva l’inghilterra

Viva l’inghilterra era una canzoncina orecchiabile di claudio baglioni, publicata nel 1973. La canzone parla di un ragazzo che tenta un approccio con una turista inglese che fa l’autostop. Se venisse pubblicata oggi penso che i social si riempiranno di segno contro canzoni “patriarcali” che diffondono la cultura dello stupro e, all’autore, sarebbe attribuita l’origine di tutti i mali del mondo. Tanto per rendersi conto del livello di idiozia cui si è arrivati.

Testo W L’Inghilterra

prego sali sali pure …
no non mastico l’inglese
I don’t speack … so solo qualche frase …
è carina da morire!
quanta roba porcaloca
la “camilla” … yes my car ….
qui mi si sbarca
ride pure
se non ha capito niente
le lenticchie …
sul nasino un po’ all’insù …
i capelli un po’ arruffati
senza trucco senza inganno …
sacco a pelo
scatolette
gira il mondo tutto l’anno …
e poi “cià” un’abbronzatura
che ti frega anche un bagnino
io al contrario
sembro proprio un latticino …
do you smoke? vuoi sigaretta?
che ti ridi? vuoi fumare? …
mi fa gola …
non capisce … ma è un amore …
cosa pensi dell’Italia?
do you like?
come si dice?
come nome le starebbe bene Alice
poi sorride
ride
e poi sorride ancora
penso che mi ha preso proprio in simpatia …
faccio un po’ di “manomorta”
lascio un po’ …
le cose al caso …
l’avvicino dolcemente
senza darci un grande peso …
sotto un sole da deserto …
sull’asfalto arroventato …
il mio viaggio
è cominciato … insieme a lei
viva viva
viva l’Inghilterra
pace
donne
amore
e libertà
viva viva
viva l’Inghilterra
ma perché non sono nato là …
mah chissà
grazie della collanina
thank you!
grazie grazie tante
please
mi reggi un attimino tu il volante?
“let it be … let it be …”
scusa tanto la pronuncia …
con la “scusa”
le do un bacio sulla guancia …
la mia mano
sotto la sua camicetta
lei mi guarda …
poi non mi sorride più
mi fa gesto di fermare
prende tutte le sue cose
quindi un gesto …
come dire
“vacci solo a quel paese”
ho sbagliato qualche cosa?
boh!
forse un pelo di etichetta
ma non era la regina Elisabetta
viva viva
viva l’Inghilterra
pace
donne
amore
e libertà
viva viva
viva l’Inghilterra
ma perché non sono nato là …
mah chissà

L’inversione dell’onere della prova.

Su twitter hanno segnalato questo articolo di next quotidiano; articolo che considero emblematico della nuova caccia alle streghe e di quella barbarie che è l’inversione dell’onere della prova.

Non bisogna dimenticare però che Brizzi, come tutti, ha diritto come tutti ad essere considerato innocente fino a prova contraria. Ma in questo caso non c’è nessuna indagine in corso e nessun processo quindi non ha molto senso invocare il garantismo. È quindi inutile lanciarsi, come stanno facendo molti, in processi improvvisati sui social network o sui giornali. Ma fatto salvo il diritto alla difesa di Brizzi – che potrebbe al momento limitarsi a spiegare come mai una decina di persone si sarebbe “inventata” accuse nei suoi confronti – in questa vicenda c’è qualcosa di peggio: i soliti attacchi contro quelle donne che hanno trovato la forza di denunciare quanto accaduto.

Tesi interessante: fino a quando non c’è una indagine in corso della magistratura non ha senso invocare il garantismo. E poi si usa l’inversione dell’onere della prova: “potrebbe al momento limitarsi a spiegare come mai una decina di persone si sarebbe “inventata” accuse nei suoi confronti”.

Non funziona così: è chi accusa che deve portare prove a favore delle sue accuse e dimostrare che l’accusato è colpevole. Non è l’accusato a dover dimostrare che è innocente. E questo è un principio di civiltà e di buon senso prima che un diritto scritto nella costituzione.  Brizzi non deve spiegare niente a nessuno, deve essere chi denuncia a dimostrare, in tribunale non alle iene, la verità delle sue accuse. In quel caso, e solo in quel caso, è giusto che venga chiamato a rispondere. Ma a rispondere al giudice non al primo telecronista.

Faccio notare anche un’altra cosa: il rovescio ulteriore dell’onere della prova è quasi immediato; come possono, le iene, dimostrare che questa recita, le intervistate son tutte attrici d’altronde, non è stata organizzata per creare una macchina del fango verso il tizio? Ci vuole molto a predisporre un copione e trovare dieci comparse per farglielo leggere?
Visto come è facile passare dal banco dell’accusa a quello degli imputati?

Da notare anche un’altra cosa: “i soliti attacchi contro quelle donne”; farei notare anche i soliti attacchi contro la Lucarelli, Luxuria o Rossella Brescia colpevoli di aver messo in dubbio le affermazioni di Asia Argento1.

Ma perché lo fanno in televisione, alle Iene, e non sono andate dai Carabinieri o in Procura? Non sappiamo quando sono accaduti i fatti, possiamo ipotizzare che risalgano a diverso tempo fa, forse ad alcuni anni fa. In Italia il Codice Penale (Art. 609-bis) stabilisce che la violenza sessuale è uno di quei reati per cui si procede in seguito a querela. Non è un reato per cui – salvo in casi particolarmente gravi come la violenza sessuale di gruppo o se sono coinvolti minorenni – si proceda d’ufficio. Le vittime hanno 180 giorni di tempo (sei mesi) per sporgere querela. Trascorso quel lasso di tempo non è più possibile farlo. Ed è per questo che Brizzi non risulta al momento essere sotto inchiesta. Ma oltre a questo particolare tecnico sono subentrate nelle vittime la vergogna, la paura di doverlo raccontare ai propri familiari, la sofferenza psicologica e il senso di impotenza comune a tutte le vittime di violenza sessuale

C’è una ratio per quel limite di tempo: passato tanto tempo come puoi dimostrare che c’è stata violenza? Piaccia o no in questo caso, come nel caso Weistein e come in molti altri casi analoghi, vedi Takei ad esempio, abbiamo racconti ma non abbiamo prove. E che si fa? la testimonianza di una presunta vittima diventa ipso facto prova valida per condannare? si usa il tribunale del bobolo internettiano per giudicare condannare e giustiziare, come quei bellissimi linciaggi che fanno tanto streghe di Salem?

Io vedo il rischio che per fermare una barbarie poi alla fine si arrivi ad una barbarie enormemente più grande. Voglio solo far notare una cosa a chiunque adesso sta andando in piazza ad urlare lo sdegno e chiedere “leggi speciali”; che anche robespierre a furia di epurare finì a sua volta epurato. Che venga colpito un marito, un figlio o anche una donna, esistono le molestie da lei a lei, non è un pericolo remoto, come le storie di Allison Mack e di Judith Grossman.


  1. Affermazioni che dopo quanto riferito dal padre e dal terrore di lei del mossad, perdono leggermente di credibilità. 

speculare sull’indignazione per far soldi

Stavo leggendo quest’ottimo articolo de linkiesta che spiega bene il perché della nuova caccia alle streghe scatenata nei media statunitensi. L l’indignazione fa vendere e vendere bene e più un gruppo è pronto all’indignazione più diventa appetibile. Adesso il gruppo che va per la maggiore è quello delle femministe oltraziste, quelle per le quali qualsiasi cosa non vada loro a genio è una molestia. Alle notizie sulle molestie cliccano, rilanciano e danno tanta visibilità. Logico che adesso vengano “coccolate” da chi, cinicamente, ha intenzione di speculare su di loro.

L’articolo de Linkiesta alla conclusione lo spiega benissimo:

(…)I puritani di Twitter, che hanno nell’HuffPost la loro personale Scientology, non hanno dubbi: forti di una concezione della donna come essere indifeso – questa si, discriminatoria –incapace di mandare affanculo il porco di turno o di rifiutare una avance senza uscirne traumatizzata a vita, esultano per quella che definiscono una “salutare purga” (“healthy purge”) senza nemmeno sapere di citare Stalin.
E ora, con le torce già accese, puntano dritti verso il cinghialone, quel Woody Allen che gli è sempre sfuggito e che, finalmente, si preparano a dare alle fiamme.

L’attuale caccia agli stregoni, quindi, non è che una grande operazione commerciale per cui Weinstein non è stato che un pretesto, operata dai media per far fruttare una delle bolle più numerose, e quindi più ricche di tutte: la bolla femminista(…)

Sono anni che i media – nell’accezione più estesa che oggi può avere il termine – spendono le loro maggiori risorse nel favoreggiamento sistematico di ogni possibile forma di indignazione, cercando di trasformare lo sdegno in views, likes, copie vendute
Di diritti e dignità femminile, di proposte concrete a favore dell’emancipazione delle donne reali, non importa nulla a nessuno, così come a nessuno importa della differenza tra molestia e avance sottolineata dalla Bellucci: quello che importa è che sempre più donne si indignino senza il beneficio del dubbio, e leggano in massa articoli zeppi di pubblicità di make-up o reggiseni dove le donne vengono usate come attaccapanni, su siti internet o giornali gestiti in larga parte da uomini, a loro volta controllati da gruppi finanziari diretti esclusivamente da uomini.

E questo causa due problemi: il primo è che parte una escalation dove per vendere di più devi indignare di più e questo porta ad abbassare l’asticella fino a spedirla sotto zero. Se prima era uno scandalo il “o me la dai o scendi” di Weintein adesso una chiamata “ciao, come stai?” viene ingigantita fino a diventare una questione di stato. Con la logica conseguenza che il rumore generato coprirà il segnale di chi è stata veramente molestata e può dimostrarlo in tribunale. Se tutte son state gravissimamente molestate allora nessuna è mai stata molestata.

La conclusione dell’articolo è chiara e sconfortante:

Abbattere carriere che hanno contribuito in maniera fondamentale al progresso culturale di una comunità sulla base di un’intervista anonima, di un ricordo inverificabile di 15 anni fa, pur di ottenere il retweet. Affogare in un oceano di indignazione i colpevoli acclarati con quelli che perlomeno avrebbero diritto a un processo per avere in cambio un cuoricino. Tutti colpevoli, che tra poco vorra’ dire nessun colpevole.
A chi si permette di avanzare un dubbio, rispondono che certo, forse nella lista di proscrizione ci sono anche innocenti, ma si tratta di un danno necessario per permettere ad altre donne di venire allo scoperto. Siamo alla fucilazione indiscriminata. Stalin, per l’appunto.
C’è da sperare che qualche filologo non scopra scandalose avance di Newton o Galileo all’indirizzo di una donna o uno studente: altrimenti, con l’aria che tira, sarebbero capace di bandire la legge di gravità o di vietare il sistema Copernicano. Benvenuti nel sedicesimo secolo.

Giova ricordare a tanti novelli robespierre che anche l’incorruttibile lasciò la sua testa nella ghigliottina1.

C’è anche un’altro problema, problema non trattato dall’articolo ma che ho notato capitare di frequente; i molti che campano di indignazione ed a parole lottano contro ciò che causa indignazione, nei fatti, si guardano bene dal risolvere effettivamente il problema. Per giocare ai piccoli san giorgio serve un drago (possibilmente di cartapesta e non pericoloso). Con il risultato di far sprecare tempo e risorse per andar dietro alle loro paturnie. E con il rischio che quando la gente si stufi dei loro capricci insieme all’acqua sporca finirà a volare fuori dalla finestra anche il bambino, ovvero le giuste richieste di partenza.

Un esempio è la politica italiana ed il fascismo. Oramai il neofascismo è un movimento marginale2, con percentuali risibili, perché l’urgenza della legge fiano? O l’ANPI che si spreca a chiamare fascista qualsiasi cosa non le vada a genio?

 


  1. e se qualcuna accusasse babbo di averci provato o qualcuno accusasse la figlia di aver procacciato per il porco? Da santa a puttana il passo è breve, molto molto breve. 
  2. chiariamoci: quelli che si dichiarano apertamente neofascisti e mirano a sovvertire lo stato con la violenza. Non tutti quelli che, da una qualche unica vera sinistra autentica DOC (diffidate dalle imitazioni), vengono chiamati fascisti. Altrimenti in italia il fascismo sarebbe già al 103,18% degli elettori.