Bari, a scuola in limousine: la festa di compleanno di una bambina di 8 anni scatena le proteste – Repubblica.it

Notizia particolare che mostra bene quale sia la mentalità da fiocco di neve; invece di accettare che le differenze, anche di possibilità economiche, esistano e che si debbano accettare: c’è chi ha di più e si può permettere di fare questo e quello e chi no, si chiede di vietare le ostentazioni.

Uno può essere “cafonal-tamarro” quanto si vuole ma fino a quando si limita a violare le leggi del buon gusto e solo quelle, ha tutti i diritti di comportarsi come gli pare.

Sorgente: Bari, a scuola in limousine: la festa di compleanno di una bambina di 8 anni scatena le proteste – Repubblica.it

Bari, a scuola in limousine: la festa di compleanno di una bambina di 8 anni scatena le proteste
Una mamma si rivolge alla preside: “Non mi piace una scuola dove si esibisca sfarzo inopportuno per età e vacuo, si semini discriminazione sociale”. Ma la dirigente scolastica non commenta

“Cara preside, oggi un limousine lunga cinque metri attendeva una bimba di otto anni e solo alcuni dei suoi compagni di classe all’uscita dalla sua scuola pubblica, accanto al pulmino pubblico pagato dal Comune”. Comincia così lo sfogo di una madre su Facebook: davanti alla scuola primaria di Parchitello, quartiere di villette fra Bari e Noicattaro, i bambini si sarebbero trovati davanti a un limousine che attendeva una di loro per festeggiare il compleanno.

La donna si rivolge direttamente alla dirigente: “Questo modo di fare scuola non mi rappresenta e non avrà il mio consenso. Una scuola dove un dirigente accetta che a un metro di distanza e a un minuto dal tempo e luogo dell’educazione si predichi apparenza, si esibisca sfarzo inopportuno per età e vacuo, si semini discriminazione sociale. Abbiamo appena finito la celebrazione della Giornata della memoria, poi quella nazionale contro il bullismo, ma alimentiamo le differenze, l’esibizione, il valore delle cose materiali”.

Tante alte parole per nascondere il pensiero: “quell’ostentazione io non me la posso permettere, mi fa rosicare e chiedo, facendomi scudo dei bambini e di tante belle parole, che venga vietata.

Comportamento che io vedo, dal punto di vista educativo, pessimo. Purtroppo le differenze di possibilità economiche esistono, bisogna accettarlo ed insegnare ai bambini ad accettare il fatto. Ad accettare che non si è tutti perfettamente e completamente uguali e che come c’è chi è più alto e chi è più basso, chi è più bravo a calcio e chi meno bravo, chi è più bravo in matematica e chi è meno bravo, chi ha più soldi e chi meno. L’alternativa è convincere i bambini di vivere in un mondo dove vige un egualitarismo di facciata e fare i capricci quando vengono considerati “meno uguali” degli altri, magari perché l’amico va in campo e lui resta in panchina o perché il compagno prende 8 e lui 4.

Molti problemi adesso ci sono perché ne i genitori e, di conseguenza i figli, accettano queste differenze anzi le vedono come un attacco personale. Come in questo caso.

Questa è la radice che poi porta a Gino, il CT della nazionale del bar sport, che pretende di insegnare la virologia a Burioni etc. etc. Siamo tutti uguali quindi le mie idee, su qualsiasi argomento, virologia compresa, valgono tanto quanto quelle di Burioni.

Da notare come chiami in intervento la scuola quando la scuola non c’entra proprio niente; della vita al di fuori di essa non deve interessarsi, a meno che non ci siano gravi motivi. Cioè capisco l’allertare i servizi sociali e segnalare a chi di dovere se, ad esempio, uno studente ha segni di violenza o si sospettano maltrattamenti in famiglia. Ma la tamarreide familiare non è un valido motivo per ingerire.

La richiesta della madre mi sembra una frignata per far rimproverare, per un torto immaginario ricevuto, la scuola. Scuola che non ha alcuna responsabilità ed alcun potere di intervenire, cosa c’entra e cosa può, legalmente fare la dirigente?

Comunque scommetto che se al piccolo, chiamiamolo Pierino, venisse tolta qualcosa perché c’è un compagno che ha di meno e che non può averla, la madre che non accetta che “si semini discriminazione sociale” sarebbe la prima a far fuoco e fiamme perché “viene punito il figlio per un suo giusto diritto”.

Purtroppo per certe teste bacate una cosa che non mi posso permettere è una “discriminazione sociale”, una cosa che invece mi posso permettere, ma che altri non possono, è invece un “giusto diritto”.

E la mia opinione sul chiamare “diritti” i capricci è sempre la stessa: occhio che a furia di chiamare “diritti” i “capricci” qualcuno inizierà a chiamare “capricci” i “diritti”.

Una situazione, quella denunciata dalla madre, che ricorda la storia della bambina di Altamura accompagnata in carrozza in chiesa per la prima comunione. E se la preside, interpellata, preferisce non commentare l’accaduto e l’accanimento del genitore, ci pensano altri utenti Facebook a rispondere alla donna: “Condivido lo sconcerto nel vedere una limousine fuori dalla scuola del proprio figlio – dice un’altra donna – Tuttavia a noleggiarla non sono stati gli insegnanti, tanto meno la preside e la scuola in generale. E neppure si può intervenire, giudicare o vietare la sosta di un veicolo fuori dalla scuola a meno che non si tratti di un mezzo oggettivamente pericoloso come un carro armato pronto a sparare. E anche in quel caso a vigilare dovrebbero essere le forze dell’ordine e non un preside”.

L’episodio, evidentemente, diventa più una questione morale: “La dirigente non è di certo la proprietaria della strada per vietare a una qualsiasi macchina di parcheggiare nelle immediate vicinanze della scuola – scrive qualcun altro – la colpa è solo e soltanto dei genitori, non nascondiamoci dietro a un dito”.

Puro buon senso, una vera boccata di aria fresca.

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A furia di essere più realisti del re

“Passerotto non andare via è un invito ai migranti a restare, è stato lui a fargli venire l’idea. E l’ha detto trent’anni fa. E’ lui che li ha sobbillati, loro non ci pensavano nemmeno stavano belli lì paciarotti, con il pentolone, a cantare hakuna matata”. Molti non hanno colto l’ironia del testo e forse quel passaggio non è così felice.

Sorgente: “Con il pentolone a cantare hakuna matata”: il monologo di Claudio Bisio  – Repubblica.it

Che dire? io personalmente non vedo nulla di strano nella battuta di Bisio in sè; l’umorismo è anche far ridere di certi stereotipi.

Peccato che dopo che si fa la lotta contro gli stereotipi perché razzisti, contro le foto di minatori sporchi di carbone perché razzisti (qui), contro chi non usa il linguaggio politicamente corretto sempre e comunque perché *-ista, poi non puoi aspettarti che non ti venga chiesto conto se si violano i santi dogmi del politicamente corretto.

PS: per fortuna che il festival è già stato classificato come “migrant friendly” altrimenti penso che non pochi avrebbero chiesto la pubblica esecuzione di bisio…

pillon pillon /1

Penso che la proposta di legge del senatore Pillon abbia toccato più di un nervo scoperto, viste anche le reazioni isteriche alla proposta.

Stavo leggendo le varie mistificazioni; sui social è tutto un lagnarsi dell’aggressione alle donne che manifestavano contro. Peccato che quella sia una vera fake news;  Confrontiamo la stessa notizia in due siti:

fonte: https://www.ultimavoce.it/blitz-di-non-una-di-meno/
Insulti e spintoni per le donne che hanno partecipato al blitz di Non una di meno, organizzato giovedì 31 gennaio 2019 per contestare il senatore Pillon e la proposta di legge che porta il suo nome. Oltre a Non una di meno hanno preso parte alla protesta anche la rete DI.RE, Differenza Donna e Casa Internazionale.

La contestazione, cominciata fuori dalla mura della sala consiliare, si è trasformata in una vera e propria incursione quando le donne presenti al presidio sono riuscite ad entrare all’interno del I Municipio di Roma. Una di loro, armata della sua voce e di un cartello con su scritto “giù le mani dalle donne”, è stata insultata e strattonata da uno degli invitati alla tavola rotonda della Lega. “Ma nun me rompe er c***o” poi lo spintone. Immediato l’intervento di una giovane attivista che si è subito frapposta tra i due, ricevendo a sua volta uno spintone.  L’uomo anziché essere allontanato è tornato a sedersi indifferente al coro “vergogna ! vergogna!”  che ha animato la sala. Le immagini della violenza sono state riprese dalle telecamere dell’agenzia di stampa nazionale DI.RE


fonte https://www.lapresse.it/cronaca/ddl_pillon_alta_tensione_durante_la_manifestazione_di_non_una_di_meno-1099487/video/2019-01-31/
Quarantacinque minuti di protesta delle donne di Nonunadimeno contro il senatore leghista Simone Pillon, all’interno dell’aula del I consiglio municipale di Roma. “Giù le mani dalle donne. Nessuna mediazione”, hanno gridato le manifestanti, che si oppongono al disegno di legge sull’affidamento condiviso che porta la firma del leghista bresciano. Alta tensione tra le donne che stavano protestando con striscioni e cori e un partecipante al convegno: una di loro viene violentemente spinta e strattonata dall’uomo scatenando ulteriori proteste da parte delle manifestanti.

Cosa si nota dal confronto? la seconda notizia omette di dire che era in svolgimento un convegno e che le manifestanti hanno fatto irruzione per interromperlo ed inscenare le loro proteste. A leggere la seconda notizia sembra che ci sia stata una pacifica manifestazione e le manifestanti abbiano aggredito. Invece lo strappare il cartello è stata una reazione all’irruzione ed al tentativo di interrompere, con la violenza, il convegno.

Che dire? sto vedendo le stesse reazioni alle sentinelle in piedi; è giusto non condividere e confutare le idee delle sentinelle, è giusto considerarle retrograde, non è giusto vietare loro di manifestare pacificamente le loro idee, il farlo, imho, porta immediatamente dalla parte del torto. Per una sana democrazia è giusto che chiunque, sempre che rispetti le norme, possa manifestare liberamente per le sue idee, perché se inizi a discernere fra manifestazioni da permettere perché “moralmente accettabili” e manifestazioni da vietare perché “moralmente inaccettabili” apri la porta al totalitarismo; poi farlo virare dal “vietiamo le manifestazioni omofobe” al “vietiamo le manifestazioni antinazionali italiane” è un attimo.

 

il corazziere nero; chi sono i veri razzisti?

Ieri di servizio al quirinale c’era un corazziere di colore e alcuni giornali hanno titolato sul corazziere nero che ha accolto salvini. La notizia è stata poi ripresa dai criceti di satana per esaltare Mattarella che ha voluto perculare salvini.

Da quello che vedo si son creati un “uomo di paglia” ovvero che Salvini, e di conseguenza la lega, odino i negri e tutti gli extracomunitari e che siano una versione “burletta” dei nazisti dell’illinois del film “the blue brothers”.

Riferendomi sempre a quel film, molti mi sembrano convinti di essere “in missione per conto di Dio” nella santa crociata contro salvini.

Peccato comunque che le notizie sul corazziere nero siano una colossale sequenza di zappe sui piedi niente male.

Prima zappa: sostenendo che Mattarella l’ha scelto per fare uno sfregio a salvini si sta sostenendo che è stato scelto solo per il colore della pelle; e scegliere una persona solo per il colore della pelle non è razzismo? Non importa che sia capace o meno, che per arrivare lì abbia vinto signori concorsi, che i turni di vigilanza dei corazzieri non li decida Mattarella, siccome secondo loro salvini odia i negri hanno scelto il corazziere negro.  Rispondere al razzismo di A->B con il razzismo B->A è sostituire ad un razzismo un altro, non è fare antirazzismo. E temo arriverà puntualmente il boomerang: “l’hanno scelto perché negro”; e allora le anime belle cosa risponderanno, visto che stanno dicendo la stessa cosa? Stessa cosa già capitata con le atlete dalla staffetta o con la nazionale di pallavolo; molti esaltavano le capacità della Egonu solo in sfregio a Salvini, cioè non ci fosse stato lui forse le avrebbero dedicato un trafiletto. Il dubbio sorge spontaneo: chi strumentalizza chi?

Sul corazziere di colore che al Quirinale ha accolto il Ministro degli Interni: “Non ho seguito bene la vicenda, non ne ho cognizione diretta, ma se un corazziere italiano è nero non importa niente a nessuno, dov’è il problema? I veri razzisti sono quelli che usano questo corazziere per fare ironia nei confronti di Salvini. C’è un razzismo ribaltato che diventa quasi paradossale”. [Vittorio Feltri]

Seconda zappa: se il presidente della repubblica da arbitro “super partes” viene trasformato in attore “in partes” perde tutta l’autorevolezza e il diritto ad essere arbitro; piaccia o no la moglie di cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto. Mostrarsi troppo “in partes” o il dire che è “in partes” permette di lamentarsi, dando anche l’impressione di avere ragione, che l’arbitro ha fischiato solo per favorire l’altra squadra. Se chiami Mattarella a fare la lotta nel fango poi non stupirti se anche lui ne esce inzaccherato. Giusto chiedere che arbitri applicando, a tutti, le regole, sbagliato chiedere che le interpreti per sfavorire o favorire questo o quel giocatore.

Terza zappa: Tony Iwobi è un senatore italiano di colore eletto nelle liste della lega. Cioè un partito fasciorazzistaxenofobo elegge un negro? E infatti Iwobi era stato attaccato, anche con veemenza, chiamandolo “zio tom”1 e considerandolo un negro venduto ai padroni bianchi. Cioè il negro è sacro ed intoccabile solo se appartiene alla propria fazione. Fulminante una battuta su twitter rivolta ai SJW: “lo considerate troppo leghista per essere negro”.

Quarta zappa: il tirar fuori il razzismo a sproposito: lotti contro gli sbarchi perché sei razzista, lotti contro la microcriminalità “importata” perché sei razzista, a lungo andare finirà per convincere chi si sente infastidito dal non poter andare al supermercato od al parcheggio senza essere assaltato da parcheggiatori o da venditori ambulanti, chi non tollera il degrado di certi quartieri, di essere un fasciorazzista irrecuperabile del KKK. E cosa vota un ” fasciorazzista irrecuperabile del KKK”, non di certo il partito comunista multiculturalista equosolidale no ogm. Questa è una lettera pubblicata nel 2007 da repubblica. Fa riflettere perché spiega benissimo come l’uso, e l’abuso, dell’ipocrisia per risolvere i problemi a lungo andare porti le persone a considerarsi di destra. La riporto integralmente (grassetti miei)

GENTILE Augias, ho 49 anni, vivo a Roma, lavoro al Quirinale, ho studiato, leggo buoni libri (credo e spero), mi interesso di politica, leggo ogni giorno 2 quotidiani, guardo in tv Ballarò e Matrix e voto a sinistra, sono stato candidato municipale per la Lista Roma per Veltroni. Cerco di insegnare alle mie figlie i valori della tolleranza e della nonviolenza, dell’importanza dell’istruzione, delle buone letture e dello studio, l’etica del lavoro e del sacrificio per ottenere qualcosa di duraturo e vero nella vita.
Lotto ogni giorno, al loro fianco, contro la cultura del nulla e dell’apparire, contro i Tronisti e le Veline e i Grandi Fratelli.

Ma questo è un altro discorso e quindi torno subito a me ed alla mia richiesta di aiuto.
A 49 anni sto diventando un grandissimo razzista e non riesco a sopportarlo.

Non c’è stata una molla scatenante, un atto di violenza compiuto verso di me o la mia famiglia o amici, ma un continuo stillicidio di fatti letti, di violenza vista, di sicumera da impunità, di moralità calpestata, di identità violata e violentata, di fatti raccontati da persone sconosciute su un tram o una metropolitana.
Ad una signora anziana che ha tossito (forte e ripetutamente) sul tram la giovane ragazza slava seduta davanti a lei ha detto: “Se sei malata devi scendere, vecchia!!”. Alle mie rimostranze sia la ragazza che il suo accompagnatore hanno semplicemente risposto: “Tu che c.. o vuoi, fatti i c.. i tua”, proprio così tua, alla romana.

Altro giro sul tram, affollato. Sale una vecchietta, si avvicina ad una ragazza di colore, la più vicina all’entrata e seduta tra altre 2 persone anziane e, gentilmente, le chiede il posto: prima non risponde e poi, all’insistenza dell’anziana biascica un “vaffanc.. vecchia puttana”. Il vecchietto seduto si alza per darle il posto: io intervengo per dire che non è giusto, lei è giovane e può benissimo alzarsi per una vecchietta. Quella si alza, mi guarda, dice qualcosa e poi mi sputa la gomma americana che ciancicava: l’ho presa per il colletto e l’ho sbattuta fuori dal tram, alla fermata. Tutti ad applaudire ma io mi sono vergognato come un ladro per la mia reazione ed alla fermata successiva sono sceso.

Lavorando al Quirinale ogni tanto vado a comprare un panino in piazza Fontana di Trevi: ho sventato 2 borseggi da parte delle zingarelle. Ad un turista di Palermo ho fatto recuperare tutto il bottino che gli era stato trafugato e, appena mi accorgo della loro presenza di branco in caccia, avverto la polizia che staziona alla fontana: nessuno si muove perché devono stare vicino alle moto o alle macchine.
Ed allora capisco che Fontana di Trevi è terra di nessuno, tra decine di venditori di pistolette che fanno le bolle di sapone e di quegli aggeggi rumorosissimi che si lanciano in aria e fanno il verso dei grilli mentre le bande imperversano.

Di fronte agli stupri che avvengono, troppo frequentemente, in varie città italiane, mi chiedo: e se io stuprassi una giovane araba alla Mecca o a Casablanca, se venissi preso dalla locale polizia a cosa andrei incontro? E se a Bucarest, in metropolitana, avessi accoltellato un giovane rumeno per una spinta ricevuta, che mi avrebbero fatto le locali autorità? Perché devo essere sempre buono ed accogliente con i nomadi, ahi tasto dolentissimo e pericolosissimo, quando questi rubano, si ubriacano, violano la mia casa e la mia intimità, quando rovistano nei cassonetti e buttano tutto fuori, quando mendicano con cattiveria e violenza, quando bastonano le immigrate che non vogliono prostituirsi, quando sbattono i bambini in strada o mandano i figli a scuola con i pidocchi?

Perché se chiedo l’espulsione immediata dei clandestini violenti e ladri e meretrici e protettori di meretrici vengo immediatamente accostato a Eichmann?
Perché lo schieramento politico che mi rappresenta, se io chiedo certezza delle pene e della detenzione, mi risponde con Mastella che nomina direttore generale del Ministero di Grazia e Giustizia quel Nuvoli Gianpaolo che, secoli fa ormai, ai tempi di Mani Pulite, ebbe a dire di Borrelli “se il procuratore fosse condotto alla forca sarei in prima fila per assistere all’esecuzione”?

Perché quando Fini, allora competitor di Rutelli a sindaco di Roma, propose di spostare i campi nomadi fuori dal Gra di Roma, tutti noi della sinistra (quindi me incluso ed in prima fila) gridammo “tutti i fascisti fuori dal raccordo” ed ora, a più di quindici anni di distanza, prevale l’idea del mio sindaco e del prefetto di compiere in tutta fretta questa operazione smentendo così, sostanzialmente, tutta la politica fin qui seguita dell’integrazione e dell’accoglienza solidale?

Perché devo sopportare lo strazio umano di vedere per le strade, di giorno e di notte, giovanissime prostitute schiave senza che a qualcuno, di destra prima e di sinistra ora, sia venuto in mente di vietare la prostituzione in strada cambiando semplicemente la legge in vigore? Però se i cittadini delle zone interessate scendono in strada e reclamano, con le ronde e con le fiaccole, un minimo di decenza ed anche di lotta alla schiavitù ecco subito le anime belle gridare al fascismo ed al ritorno delle camicie brune.

Sta crescendo ogni giorno di più l’intolleranza, sta montando l’odio per lo straniero e nessuno fa nulla per spegnere queste pericolosissime braci. Centinaia di persone come me, che hanno sempre litigato con tutti per difendere chi entra in questo Paese, che si sono battute come leoni contro l’intolleranza e la violenza xenofoba, sono stremate e ridotte, ormai, alla schizofrenia. Io voglio spegnere quelle braci prima che si trasformino in un incendio di rancori e violenza, non voglio lasciare più il monopolio della legalità alla destra e quindi non capisco, perché dare il voto locale agli immigrati, dopo 5 anni di permanenza nel nostro Paese, quando in nessun grande Paese dell’Europa Occidentale questo avviene.

So benissimo, come tutti gli italiani, che in Italia, ogni giorno, mille e più reati, anche odiosissimi, vengono compiuti da miei connazionali, nessuno crede veramente che la sicurezza venga messa a repentaglio solo dagli immigrati, non voglio e mi opporrò con tutte le mie forze al dagli allo straniero. Ma voglio legalità, voglio la cultura della legalità in questo benedetto Paese, voglio che chi sbaglia paghi.
Cxxxx Pxxxxx

Lettera che spiega benissimo il successo della lega e di Salvini, e che demolisce la narrazione che l’Italia sia una nazione razzista solo perché abitata da una maggioranza di trogloditi telelobotomizzati.


  1. Espressione spregiativa usata da Malcom X per indicare le persone di colore che non sposavano acriticamente la sua causa. 

Kinder accusata di razzismo | Gente con le PalleQuadre

Sconvolgente; oramai fare l’indignato e cercare disperatamente qualsiasi motivo per andare in piazza (meglio virtuale) ed urlare il proprio sdegno per molti è diventata una patologia.

Alla fine, imho, si arriverà all’assurdo del: “se non si trovano prove di razzismo è perché i razzisti si vogliono nascondere…”. Sconfortante.

Sorgente: Kinder accusata di razzismo | Gente con le PalleQuadre

Kinder accusata di razzismo

E che avrà mai fatto una compagnia di dolciumi e cioccolati vari per essere accusata di razzismo?
Di concreto nulla, già sappiamo che il mondo è impestato da dei rincogliosi individui che rispondono al nome di SJW, a triggerarli è stata una sorpresa degli ovetti kinder.

Per celebrare la sorpresa o qualche cazzo di cosa la Kinder ha ben pensato di creare un ovetto kinder che tiene tre palloncini. Ma non hanno tenuto conto del ritardo mentale e la lesione cerebrale dei SJW che in questo:

Un maskio bianko biondo (etero?) che “ricorda Trump” e che tiene tre palloncini con la K quindi inneggia al ku klux klan, uno undici centoundici a perdere.

Ora mi devono spiegare una cosa: che problemi gli crea che sia bianco? Che forse i caucasici sono bianchi candidi? Se ci vedono così significa che probabilmente hanno seri problemi di cromia, o come cazzo si dice, con gli occhi. (…)

PS come al solito il detto “la malizia è nell’occhio di chi guarda” mostra impietosamente la sua validità.

Perché vince e convince

Se mi chiedessero perché nonostante tutto la destra pasticciona insieme al movimento dei girotondi duepuntozero ancora non è imploso segnalerei questo articolo:

Sorgente: È un popolo ‘povero e ignorante’ quello che fa il baciamano a Salvini – Il Fatto Quotidiano

“Salvini non mi ha dato niente. Ho detto solo ‘Salvini dammi il reddito di cittadinanza‘. Ho fatto un gesto d’amore perché non ho visto mai un presidente così, per me è bravo. Siamo migliaia di disoccupati e per me ha fatto una cosa buona. Ho votato pure Pina Castiello (Noi con Salvini, ndr) perché il padre sta qua e ha detto non preoccuparti ti danno da mangiare con il reddito di cittadinanza”.

Sono le parole di Francesco, l’uomo che ha fatto ad Afragola il baciamano a Salvini. Senza vergogna ma con fiera disperazione le ha pronunciate davanti alle telecamere di Fanpage.it. Parole che contano più di quel baciamano. Francesco è un ambulante. Fa questo mestiere da 30 anni. Ha fatto anche il carpentiere in nero. “Ora vendo solo due calzini – aggiunge Francesco a chi lo intervista – e basta. Salvini è un bravo governatore e che Dio lo benedica e che ci dia i soldi per il reddito di cittadinanza”.

Gente che ha fame e che non sa come sbarcare il lunario; a rigor di logica dovrebbe essere la gente di cui la sinistra si dovrebbe prendere cura, per elevarla e farla uscire dal fango. Proposte per farlo? Se uno sta morendo di fame benedice la mano che lo sfama. Stefano Disegni aveva descritto magistralmente la situazione in questa strip; ha capito cose che invece a sinistra non capiscono per niente: servono proposte e non solo mere proteste.

Le parole di quest’uomo riassumono alla perfezione il problema di questo Paese: a votare Salvini è un popolo di poveri e/o ignoranti. Lo scrivo con rispetto ma va detto. Francesco fa parte di quei 5 milioni e 58 mila individui che vivono in povertà assoluta. Sono i disperati del Sud e del Nord: quelli che non arrivano a fine mese; coloro che non hanno certo i soldi da spendere per comprarsi un quotidiano; quelli che sperano in un salvatore chiunque esso sia; quelli che se la prendono con i migranti, senza capire che sono poveri, non certo perché arrivano in Italia dei disperati come loro. Ho vissuto in un quartiere difficile della Sicilia e ho visto con i miei occhi politici che portavano pacchi di pasta nei quartieri più poveri. Salvini non porta pacchi ma insieme ai Cinque Stelle porta il “pacco” del reddito di cittadinanza. E a Francesco interessa solo quello. Di ciò che viene fatto per il nostro Paese a Francesco e agli altri come lui non interessa. Sono, purtroppo, “egoisti”.

Ecco l’identikit di chi vota il ministro dell’Interno che mostra al popolino la divisa: povero, senza cultura, semi- analfabeta, ignorante, cattolico. Lo dico senza puzza sotto il naso. Quel “Dio lo benedica” si sposa alla perfezione con il Salvini che mostra il rosario e il Vangelo. E poi tra la folla c’è chi urla “Togli la scorta a Saviano” senza mai aver letto il suo Gomorra, magari. Al Sud sono questi a inneggiare al “Matteo nazionale” e al Nord sono un popolo di piccoli e medi imprenditori ignoranti. Gente che sul comodino non ha un libro, gente che lavora otto-dieci ore al giorno; sono quelli che hanno la fabbrichetta e la domenica vanno a Messa con il vestito della festa; sono quelli che hanno la badante peruviana, la domestica filippina ma non vogliono i migranti.

Ecco la summa degli errori della sinistra: il classismo, “votano poveri e/o ignoranti”, accuse di egoismo invece che riconoscere che esiste un problema, mettere insieme il pranzo con la cena, tanto autocompiacimento di essere la parte migliore. Cioè se hai fame hai poco tempo per disquisire sui massimi sistemi, e l’accusarlo di non aver riflettuto abbastanza sulla monade hegeliana perché pensava a cosa mettere nel piatto è il modo migliore per far sì che non ti voti.

L’essere solo placcati cultura, ignoranti che si presentano come colti ma appena scavi un poco salta fuori l’ignoranza, tanta ignoranza. Invito a leggere questo articolo e questo insieme ai commenti. La domanda: con che faccia parla di cultura, come direbbe lubrano, sorge spontanea.

L’autocompiacersi troppo per tirar fuori qualche proposta concreta da opporre a quelle di Salvini. Se hai due proposte puoi decidere, se ne hai solo una perché dall’altra parte sono incapaci di tirarne fuori una che una, per forza o per piacere devi scegliere l’unica proposta presente.

Come qualche persona, di sinistra come Luca Ricolfi, ha notato che presentarsi come i colti buoni contro i buzzurri cattivi ed insultare non solo i politici avversari, ordinaria amministrazione, ma anche gli elettori degli altri partiti è il modo migliore per convincerli a non votarti mai. Al più astenersi schifati.

Padre Maurizio Patricello, parroco che vive vicino ad Afragola sull’Avvenire ha scritto: “Questa gente, dunque, ha accolto con entusiasmo Salvini. Tra loro c’era chi condivide la sua visione politica e chi – ed era la maggioranza – invece, ha visto in lui il ‘liberatore’. Avete letto bene, ho scritto proprio ‘liberatore‘, colui, cioè, che viene a liberarti dalla paura delle bombe, da questa maledetta camorra che non vuol morire, che s’impegna a riportare alla normalità la tua città. In un paese dove lo Stato è rimasto assente per tanti anni, dove il clan egemone controllava tutto, dove non si muoveva foglia che il clan non voleva, la visita del ministro dell’Interno è più importante di quanto si possa credere. E se tra la folla, un uomo qualsiasi sente l’impulso di baciargli la mano, pur non condividendo il gesto, lo capisco”. Peccato che non sarà Salvini a liberare questa gente dalla povertà, dalla camorra e dall’ignoranza.

E chi sarà e come? I migranti sui barconi? il professor guidobaldo maria ricciardelli con la corazzata kotionkin? papa Ciccio primo?

Alla lista di sopra aggiungerei anche: il demolire quanto fanno gli altri perché è sbagliato senza però proporre una cosa che una di giusta da fare in alternativa.

Certo parlare di popolo buono opposto ai Vozzi buzzuVVi pVoletaVi che non amano la coVazzata Kotionkin aiuta a sentirsi migliori, ma porta inappellabilmente alla batosta elettorale; cosa che mi spiace perché senza una buona opposizione non può esistere un buon governo.

Speriamo che a sinistra qualcuno si svegli e si accorga che si stanno ripetendo, paro paro, gli stessi errori che hanno cementato alla cadrega Berlusconi.

ma esser buono vuol dire esser fesso?

Uno dei motivi per il quale i paladini erano fra le classi odiate in D&D era che molti master pretendevano che fossero dei boccaloni ingenui sempre pronti a farsi gabbare. Classico esempio il nemico che fingeva di essere disarmato1 (e il paladino non poteva attaccare una persona inerme) o la “pulzella” da salvare che ti portava diritto diritto all’agguato.

Credo che molti che parlano di bontà siano come quei master; per loro l’esser buono implica l’esser fesso; ad esempio credendo a qualsiasi storia “strappalacrime” senza alcun controllo preliminare, storie che poi all’atto pratico si son rivelate essere solenni bufale come la cameriera insultata perché di colore o la ragazza aggredita al bancomat o “verità arricchite” come nel caso dell’uovo di daisy osakue.

E molti ragioneranno con: se l’esser buono significa esser fesso allora evviva la cattiveria. Poi hai voglia di scandalizzarti che la gente diventa cinica e cattiva. Roba vista in D&D, se per interpretare un personaggio “buono” dovevi fare il fesso della situazione si finiva ad avere party zeppi di caotici neutrali e malvagi con l’unico obiettivo di distruggere qualsiasi cosa a tiro.

Molta della cattiveria che adesso vedo credo sia dovuta al fatto che spesso la bontà è stata usata come pretesto per “imbrogliare” le persone.  E la colpa della cattiveria più che alle persone la darei a chi ha iniziato ad imbrogliare.

Una riflessione interessante di Eugenio che spiega benissimo cosa intendo.

(…) rimane il fatto che confondersi fra la popolazione, utilizzare strutture civili come depositi di armi, istruire i propri combattenti a non indossare un’uniforme e a nascondere le proprie armi, costituisce ai sensi della Convenzione di Ginevra un crimine di guerra – punibile, se la memoria non mi inganna, con la fucilazione senza processo.

I protocolli di Ginevra nascono dalla necessità di proteggere la popolazione civile dai peggiori orrori della guerra, e di conseguenza di imporre una distinzione netta fra combattenti e civili e nel trattamento ad essi riservato. Gli estensori delle convenzioni di Ginevra sapevano fin troppo bene che un soldato è, alla fine, un essere umano, e che se non gli si dà modo di distinguere fra un civile ed un soldato nemico, questi potrebbe cominciare a considerare come nemici, reali o potenziali, tutti coloro che non indossano la sua uniforme. In altre parole, se i soldati sanno che di quei civili almeno uno, probabilmente, nasconde un’arma con cui sta per sparare loro addosso, che di quelle dieci scuole o moschee o ospedali almeno una/uno contiene una postazione di artiglieria o un deposito di munizioni che stanno per essere usate contro di loro, prima o poi cominceranno a considerare tutt’e dieci come ostili: perchè l’impulso a salvarsi la pelle e a non farsi sparare addosso è difficile da soffocare in qualsiasi essere umano.

(…) Per questo motivo sparare ai civili senza provocazione è un crimine di guerra, ma sparare di mezzo ai civili è un crimine di guerra ben peggiore, perchè provoca e giustifica decine di crimini in risposta; sparare sulla croce rossa è un crimine, e sparare dalla croce rossa è peggio; e così via.


  1. “il tizio dice di essere disarmato e pentito del male compiuto”. “Non mi fido: individuazione del male”. “Ma come non ti fidi”, “Non mi fido”. “Non è una azione buona, perderesti lo status di paladino”. “Fottesega attacco.” “Affettalo, affettalo… perquisisci cadavere, trova pugnale +2 del veleno”, l’inizio di una brillante carriera di ladro truffatore (17 in carisma…). 

Duck typing legale

Sul blog di Mattia si parlava della proposta di legge sull’agricoltura biologica e di come quella norma equiparasse l’agricoltura biodinamica a quella biologica. Per curiosità sono andato a vedere la norma:

Art. 1.

(Oggetto e finalità)

1.  (…)

2.  (…)

3. Ai fini della presente legge, il metodo di agricoltura biodinamica, che prevede l’uso di preparati biodinamici e specifici disciplinari, applicato nel rispetto delle disposizioni dei regolamenti dell’Unione europea in materia di agricoltura biologica, è equiparato al metodo di agricoltura biologica.

A quanto pare la polemica riguarda l’equiparazione dell’agricoltura biodinamica, agricoltura basata sulla pseudoscienza, all’agricoltura biologica; sentendo la polemica mi sembrava che il parlamento volesse legiferare un qualcosa di analogo al voler stabilire per legge la validità dell’omeopatia, una gran puttanata. In realtà si tratta solo di un “duck typing” legale.

Il termine “duck typing” prende il nome da una tecnica della programmazione ad oggetti, che terra terra è l’applicazione del duck test inventato dal poeta J. W. Riley : “Se sembra un’anatra, nuota come un’anatra e starnazza come un’anatra, allora probabilmente è un’anatra.

La norma infatti dice: se la produzione di “agricoltura biodinamica” rispetta le norme e i regolamenti in materia di agricoltura biologica allora è agricoltura biologica. Cosa banale e scontata ma che consente di vendere ai gonzi che credono ai mirabolanti poteri dell’agricoltura biodinamica un riconoscimento “scontato” che in realtà non esiste.

Si può discutere se usare le leggi per far credere che l'”agricoltura biodinamica” funzioni e sia riconosciuta sia opportuno o no però quella legge non equipara in toto l’agricoltura biodinamica con quella “tradizionale biologica”, è solo uno specchietto per allodole per chi è convinto che invocare il grande Cthulhu mentre si semina porti ad un raccolto “da sogno”.

 

Giustizia spettacolo e karma

Stavo leggendo le polemiche verso il ministro Bonafede ed il suo video per “celebrare” la cattura di Battisti. Devo dire che da garantista tutto questo mi da il voltastomaco: la giustizia dovrebbe essere applicata in maniera sobria e asettica, applausi e linciaggi in piazza sono medioevo e terrore giacobino non sono affatto modernità ed illuminismo.

Però, per onestà intellettuale, devo anche far notare che la “giustizia spettacolo” non è una invenzione gialloverde anche se da tale parte provengono alcuni magistrali interpreti. Ricordo Di Pietro ed il tintinnare di manette durante mani pulite, gli avvisi di garanzia consegnati a mezzo stampa  (e l’equazione inquisito = colpevole), la “costituzione a geometria variabile” che, a seconda delle convenienze diventa santa, intoccabile ed inconfutabile o viene “interpretata”. L’esempio classico è l’articolo sulla segretezza della corrispondenza: articolo oramai puntualmente disatteso da tutti, con intercettazioni che escono in ogni dove, e secondo molti limitato dal “diritto di sapere”. Diritto che non è mai stato scritto nella costituzione.

Fossimo in oriente si parlerebbe di Karma, ma si tratta semplicemente di logiche conseguenze di un certo modo di agire: se fai giustizia spettacolo poi non dovresti stupirti se vieni imitato. Se presenti l’opinione di nonno Gino sul nucleare come equivalente a quella di un ingegnere che per lavoro progetta centrali poi non stupirti se anche zio Geppo ritiene la sua opinione sulla virologia equivalente a quella di Burioni.

Chi ha sdoganato il metodo travaglio non son stati i grillini; son stati quelli che, quando andava contro al Caimano, lo esaltavano come un eroe e pendevano dalle sue labbra, quelli che, quando applicava il suo famoso metodo, applaudivano. Poi quando il metodo è stato applicato ad altri stranamente ci si è lamentati che fosse un metodo “forcaiolo”. Se convinci la gente che ha diritto di sapere tutto di Berlusconi colonoscopie comprese perché il popolo ha diritto di sapere poi è scontato che saltino fuori i morbosi delle colonoscopie di Renzi pronti a giurare che nella costituzione esiste “i cittadini hanno il diritto di conoscere tutti i dettagli delle colonoscopie dei politici”.

Criticare Bonafede è giusto ma sarebbe opportuna anche un poco di autocritica; criticarlo non per il comportamento ma solo perché l’ha fatto lui, antipatico, verso un simpatico significa dire che non è sbagliato il comportamento ma l’autore e la vittima. E così facendo domani sicuramente trovi “peggio” o da parte dei simpatici verso gli antipatici o viceversa.

Karma.

Haters

Sinceramente penso che il fenomeno degli “haters” sia un fenomeno gonfiato all’eccesso, soprattutto da parte di piccoli fiocchi di neve che considerano frasi come “io la penso diversamente da te” un gravissimo crimine contro l’umanità degno di essere punito con la fucilazione immediata senza processo.

Ho letto questo “articolo di denuncia” contro gli haters; sinceramente un articolo che ondeggia fra il penoso e l’umoristico

Sorgente: Vanessa Incontrada senza trucco scatena gli haters: “Sei piena di macchie e rughe” | L’Huffington Post

Vanessa Incontrada senza trucco scatena gli haters: “Sei piena di macchie e rughe”
L’attrice e conduttrice di nuovo vittima degli haters per il suo aspetto fisico. Gli utenti la difendono: “Intelligenza, chiediamo solo quella”
By Huffington Post

Vanessa Incontrada di nuovo vittima degli haters per il suo aspetto fisico: questa volta al centro delle polemiche non ci sono le sue curve morbide, ma una foto senza trucco postata su Instagram.

Tra le critiche al primo piano postato dalla Incontrada e scattato alle Maldive, ne spicca uno: “Ma è piena di macchie, lentiggini, rughe”. Di fronte a queste parole, molti follower hanno provveduto a prendere le parti della conduttrice e attrice.

Non vedo cosa ci sia di offensivo nello scrivere “è piena di macchie, lentiggini, rughe” e cosa ci sia di denigratorio. Cioè i messaggi o son lodi sperticate oppure sono messaggi di odio? beh un minimo di attriti e di “discrepanze” nei rapporti umani sono ineliminabili, chi pensa al villaggio globale dei puffi è, per non dire peggio, solo un ingenuo illuso.

Seconda cosa; una delle prime regole dei newsgroup all’alba di internet era: “se non vuoi che venga commentato, allora non scriverlo”. Trovavo patetici quelli che scrivevano qualcosa e poi si incazzavano quando la qual cosa veniva commentata, o contestata, nel gruppo. Idem su instagram: quello che posti viene commentato, se non gradisci sia commentato non pubblicarlo.

Per me “haters” è chi insulta gratuitamente con insulti pesanti, non chi scrive che “ha le rughe”. Alla fine tutti haters, nessun hater. Ottimo risultato.

In molti hanno difeso la Incontrada, affermando: “Ma almeno tu sei tutta naturale forse una delle poche che non ha stravolto la propria persona, brava e bellissima; “Sei bellissima, con il tuo bel sorriso, la tua allegria, la tua spontaneità, chi critica è solo invidioso! Cambiate canale o non seguitela sui social se non vi piace quello che vedete”; “Credo non ci sia bellezza più autentica e semplice della tua”.

“chi critica è solo invidioso!”, anche questo mi sembra un messaggio di odio.

A giungere in supporto di Vanessa Incontrada anche l’attrice Jane Alexander: “Io, giuro, non vi capisco. Ma delle critiche sensate? Le rughe? Dove le vedi le rughe? Ma poi le lentiggini sono super cute (le ho anche io). Dai, basta…Intelligenza, chiediamo solo quella”.

Pezza peggiore del buco, le attrici vengono selezionate quindi per il numero di pubblicazioni ed il voto di dottorato. Non lo sapevo; io pensavo che venissero selezionate sia per la presenza fisica che per la capacità di recitare…

PS

Uno dei newsgroups più divertenti era it.discussioni.insulti ove si “discuteva” per insultarsi artisticamente a vicenda, talvolta capitava qualcuno che minacciava denunce per gli insulti che si prendeva (ma leggersi il manifesto del newsgroup no? un posto dove si parla di insulti gratuiti verso tutto e tutti cosa ci aspetti di trovare, il novello circolo lettario del dolce stil novo?)

Altro posto divertente era il forum dei troll di Punto Informatico, altro posto che, con la sensibilità di oggi, verrebbe considerato peggio di una squadraccia di SS…