Il tavernullo, il primo vino omeopatico


Da un commento di Enrico a questo articolo di M. Butta.

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Usa, per i farmaci omeopatici dicitura obbligatoria: “non ci sono prove di efficacia”

Negli Usa chi produce farmaci omeopatici per affermare che sono efficaci contro una certa malattia dovrà provarlo con dei veri e propri test scientifici, come succede per gli altri, o scrivere chiaramente sulle confezioni che non ci sono prove di efficacia. Lo prevede una decisione della Federal Trade Commission statunitense.”Per la maggior parte dei farmaci omeopatici – scrive l’ente regolatorio sul proprio sito – le prove di efficacia si basano solo su teorie tradizionali, e non ci sono studi validi che utilizzino il metodo scientifico tradizionale. Pertanto le affermazioni per questi prodotti spesso possono confondere”.La nuova normativa prevede una ‘scappatoia’ per chi non vuole effettuare i test. “L’Ftc ha da tempo riconosciuto che le affermazioni di marketing possono contenere informazioni aggiuntive. Una affermazione su un farmaco omeopatico potrebbe non essere fuorviante se comunica che non ci sono evidenze scientifiche che il prodotto funziona e che le affermazioni sull’efficacia si basano solo su teorie del 1700 che non sono state accettate dalla maggior parte degli esperti moderni”.

Sorgente: Usa, per i farmaci omeopatici dicitura obbligatoria: “non ci sono prove di efficacia” – Repubblica.it

Devo dire che la notizia mi trova soddisfatto. Credo sia giusto separare la medicina, dalla fuffa pseudomedicale. Meglio che si espliciti realmente che l’omeopatia non ha alcuna provata evidenza scientifica di efficacia. Solo prove anedottiche stile “Mi ha detto mio cuggino che da bambino una volta e’ morto. (cit.)” Poi se qualcuno si intestardisce a curarsi con l’omeopatia, chi sono io per ostacolare il lavoro di Darwin.

 

Non si può dimostrare che l’omeopatia non funziona

Stavo discutendo riguardo all’omeopatia e un seguace della teoria della montagna di merda continuava a chiedermi di dimostrare che l’omeopatia non funziona.

Allora è impossibile, enti matematici esclusi(1), dimostrare in maniera inconfutabile che qualcosa non esiste o non funziona. Non si può dimostrare che non esiste il prodigioso mostro volante di spaghetti, che non esistono gli unicorni rosa invisibili e che la pozione polisucco non funziona.
E questo fatto viene preso da molti come prova che il qualcosa esista o funzioni. In realtà sta a chi afferma l’esistenza del qualcosa portare le prove scientifiche della sua esistenza; non a chi confuta.

Cosa fare quindi se qualcuno continua a chiedere prove di non esistenza o di non funzionamento? Come prima cosa evitare nel modo più assoluto di enunciare prove che l’invisibile unicorno rosa non esiste o che la pozione polisucco non funziona. In quel caso si userà la montagna di merda e per ogni confutazione sensata verranno create tre contestazioni campate per aria.
Conviene: o iniziare a chiedere prove circostanziate e definite, non il solito: “c’è un filmato su youtube…”. E nel caso la risposta sia proprio “vedi il filmato X su YT” rispondere “su youtube c’è anche il filmato Y ove l’omeopatia viene spernacchiata in tutti i modi…”.
Oppure usare la tecnica dei mille perculamenti di Hokuto: “l’omeopatia non può funzionare se disturbata dalle vibrazioni theta del corno degli unicorni rosa invisibili. E noi siamo circondati da unicorni rosa invisibili, escono anche dai fottuti muri…” e alle proteste del tizio ricorrere alla tecnica dell’ombra riflettente della montagna di merda: dimostrami inoppugnabilmente che gli unicorni rosa invisibili non esistono…


(1) ad esempio si può dimostrare che, nel piano euclideo, non esistono triangoli i cui lati misurano 1,2,3 o che non esiste alcun numero intero che moltiplicato per 2 dia come risultato un numero dispari.

(2) Prendiamo i promessi sposi; la pagina che contiene il brano cui don Abbondio pronuncia la frase: “Carneade, chi era costui?” è chimicamente indistinguibile da qualsiasi altra pagina del romanzo. Però ogni pagina contiene “informazioni” diverse e noi le possiamo distinguere sulla base di tali informazioni.

Sul diritto alla propria opinione e sulla telespazzatura.

Ripropongo stralci di un contenuto alquanto interessante pubblicato inizialmente nel sito “in difesa della sperimentazione animale“, stralci che penso si adattino alquanto all’attuale situazione televisiva italiana. Grassetti e note sono mie.

Oggi, con l’autorizzazione dell’autore e della redazione di The Conversation pubblichiamo la traduzione di uno scritto di Patrick Stokes, lettore di filosofia presso la Deakin University di Melbourne, Australia. L’articolo originale si intitola “No, you’re not entitled to your opinion” ed è leggibile integralmente in lingua originale qui.

Buona lettura e, soprattutto, buona riflessione.

[DrP]

No, non hai diritto alla tua opinione
di Patrick Stokes

(…)

Secondariamente, affermo qualcosa di questo tipo: “Sono sicuro che avrete sentito l’espressione ‘ognuno ha diritto alla propria opinione’. Forse l’avrete detta voi stessi, magari per bloccare una discussione o per portarla a conclusione. Bene, non appena entrate in questa stanza, questo non è più valido. Non avrete più diritto alla vostra opinione. Avrete diritto solo a ciò che potrete provare.”(1)

Un po’ rude? Forse, ma gli insegnanti di filosofia devono insegnare ai loro studenti come strutturare e difendere un ragionamento – e a riconoscere quando una convinzione è divenuta indifendibile.(2)

Il problema con l’assunto “ho diritto di avere la mia opinione” è che, sin troppo spesso, è utilizzata per difendere convinzioni che avrebbero dovuto essere abbandonate. Diventa un’abbreviazione per “io posso dire o pensare quello che voglio” – e, per esteso, continuare a contrastare è in qualche maniera irriverente. E questa attitudine porta, io sostengo, alla falsa equivalenza tra esperti e non esperti (3), che è una crescente e perniciosa caratteristica del nostro discorso pubblico.

(…)
Meryl Dorey è la leader dell’”Australian Vaccination Network”, che, nonostante il nome, è completamente contrario ai vaccini. La Sig.ra Dorey non ha nessuna qualifica medica, ma sostiene che se Bob Brown (politico australiano) ha il diritto di commentare sull’energia nucleare nonostante non sia un fisico, lei dovrebbe avere il permesso di commentare sulle vaccinazioni. Ma nessuno ritiene che il Dr. Brown sia un’autorità sulla fisica delle fissioni nucleari; il suo compito è commentare sulle risposte politiche alla scienza, non sulla scienza in sé.

Quindi, cosa vuol dire avere “diritto” alla propria opinione?

Se “Tutti hanno diritto ad avere la propria opinione” significa esclusivamente che nessuno ha il diritto di vietare alla gente di pensare e di dire quello che vogliono, allora la frase è vera, seppure abbastanza banale. Nessuno può vietarti di dire che i vaccini causano l’autismo, indipendentemente da quante volte questa supposizione sia stata smentita.

Ma se “diritto ad un’opinione” significa “avere il diritto che i propri punti di vista siano trattati come seri candidati per la verità” allora la frase è chiaramente falsa. E anche questa è una distinzione che tende a essere confusa.

Un lunedì, il programma della rete ABC Mediawatch ha portato ad esempio il programma di WIN-TV Wollongong per un servizio su un’epidemia di morbillo che conteneva commenti di – lo avrete indovinato – Meryl Dorey. In risposta alle lamentele di uno spettatore, WIN ha risposto che la storia era “accurata, onesta e bilanciata e che presentava i punti di vista dei medici e dei gruppi di scelta”. Ma questo implica un uguale diritto ad essere ascoltati su una materia nella quale solo una delle due parti ha un’esperienza di rilievo. Ancora una volta, se si parlasse di risposte politiche alla scienza, questo potrebbe essere ragionevole. Ma il cosiddetto “dibattito” in questione è sulla scienza in sé, e i “gruppi di scelta”, semplicemente, non hanno diritto ad andare in onda, se quello è il punto dove si è in disaccordo.

Il conduttore di Mediawatch Jonathan Holmes è stato ancora più diretto: ” ci sono le prove e ci sono le cavolate” e nessuna parte del lavoro del giornalista consiste nel dare uguale tempo alle cavolate come all’esperienza.(4)

La risposta degli anti-vaccinisti è stata prevedibile. Sul sito di Mediawatch, la Sig.ra Dorey ha accusato ABC di “richiedere apertamente la censura su un dibattito scientifico”. Questa risposta confonde il fatto che la propria opinione non venga presa seriamente con il non aver diritto di avere o di esprimere quelle opinioni o, per prendere in prestito una frase di Andrew Brown, “confonde il perdere una discussione con il perdere il diritto di discutere”. Ancora una volta, due significati di “diritto” ad avere un’opinione sono confusi qua.(…)

(1) Dovrebbe essere lo slogan di ogni trasmissione che voglia dirsi scientifica. La scienza non valuta le opinioni, valuta le prove. E no, mio cuggino che da bambino una volta è morto, non è una prova.

(2) Quello è uno dei nobili scopi della filosofia oltre ad essere una validissima motivazione per il suo insegnamento. Peccato che molti intendano invece come insegnamento della filosofia il ripetere paroloni e discorsi senza senso detti da questo o da quel filosofo. (Hegel era un fesso, è bene ricordarlo. cit.).

(3) Fallacia che spesso nuoce alquanto. Il presentare due persone come un DJ o una ex attrice come equivalenti di un docente universitario di virologia fa credere che chiunque, soprattutto se in possesso di laurea e PhD rilasciati dalla rinomatissima Youtube University, possa mettere il becco su qualunque argomento con la stessa autorevolezza di chi invece la laurea o il dottorato l’ha preso in una università tradizionale.

(4) Altra frase da marchiare a fuoco sulla pelle di certi “giornalisti”. La D’Urso è stata denunciata per esercizio abusivo della professione del giornalista, e si è arrivati a giornalisti che fanno intrattenimento e trash televisivo in programmi il cui spessore culturale non ha nulla da invidiare al grande fratello o a reality similari.

L’omeopatia funziona più meglio del viagra…

… per far rizzare gli ascolti.
Recentemente si è avuta una prova, valida, di come l’omeopatia (et simili) funzionino ottimamente per alzare l’audience di trasmissioni e/o giornali agonizzanti.  La sorprendente scoperta pare sia dovuta ad un quotidiano che, nato come quotidiano dei colti paladini della legalità, sia oramai diventato ufficiosamente la gazzetta degli adoratori del sacro blog, madre di tutti gli sbroccati stellati. Adoratori cui fornisce forti dosi di articoli pseudoscientifici e antivaccinisti. Da ricordare le sue campagne contro la sensibilità chimica multipla e l’elettosensibilità e contro i vaccini.

Anche trasmissioni televisive quindi hanno deciso di utilizzare le stesse cure per sollevare gli ascolti. Hanno usato la solita tecnica delle polemichette strumentali però stavolta rivolgendosi non ai soliti e noiosi scandaletti sessuali e simili, non alla pornografia del dolore in salsa vespista ma alle pseudoscienze e a quell’ampia galassia di “alternativi” alla scienza, sperimentale vera e reale.

Brutta cosa comunque che, in nome dell’odiens, si sdogani e si dia legittimità a teorie minimo inutili se non pericolose. Sì, la medicina ha sbagliato, i medici sono esseri umani e possono sbagliare, e qualcuno ci può rimanere per i loro errori ma le pseudoscienze hanno un bel po’ di casi di morti, in certi casi evitabili, dovuti a loro; ad esempio i casi di Clara Palomba, la piccola Giulia morta di morbillo, e tanti altri casi.

Per questo ritengo sia sbagliato far intendere che omeopatia e medicina “vera” siano due modi, simili, più o meno equivalenti, per curare le malattie. Che sia sbagliato far credere che un dj o una attrice abbiano la stessa autorevolezza di un virologo riguardo a questioni inerenti la virologia.

Sinceramente, io trovo che questi trucchetti per portare ascolti a trasmissioni agonizzanti e mostrare che sono ancora vive, siano un validissimo motivo per chiuderle all’istante. Perché hai dimostrato platealmente di voler sacrificare la verità e la correttezza professionale all’altare dell’audience. E quindi per ogni notizia, ogni approfondimento mi chiedei: “ma è vero o è solo una pagliacciata montata ad arte?” L’uso di “carrambate ad arte” lo ammetto nei reality o in trasmissioni di mero intrattenimento, non lo ammetto nel caso di trasmissioni di informazione e approfondimento, trasmissioni il cui valore aggiunto è la loro autorevolezza. Senza quella, spiace dirlo, sono indistinguibili dall’isola del grande fratello. Anzi almeno nei reality sai benissimo che tipo di telespazzatura stai guardando.

*l’errore nel titolo è voluto.

l’importanza del campione di controllo

Stavo commentando nell‘articolo di Gava sui vaccini pubblicato dal fatto quotidiano e, come spesso capita visto che il predetto è omeopata, si è finito a parlare dell’omeopatia. Fra i tanti commenti è comparsa questa perla:

Anche le piante reagiscono all´omeopatia http://libri_su_omeopatia
Dallo stesso libro si impara che canfora dinamizzata fa andare via le formiche. So può fare lo stesso esperimento con lachesis dinamizzato. Sarà che le formiche non sono informate che l´omeopatia è troppo diluita per farle paura?

Perla che mostra come, nei corsi di scienze a scuola, spesso viene trascurata l’importanza del campione di controllo. Molto spesso viene raccontato l’esperienza o l’esperimento in questo modo: “se fai X, Y e Z allora succede così”. Non viene però detto: “invece se fai solo Y e Z allora la qual cosa non succede, e questo dimostra che una causa è proprio X”.

Che le formiche scappino dalla canfora dinamizzata è vero, però per dimostrare che sia proprio la dinamizzazione a far scappare le formiche dobbiamo provare, non solo che le formiche scappano dalla canfora dinamizzata ma che non scappano da quella non dinamizzata (campione di controllo). Se ciò avviene possiamo ragionevolmente sospettare che la dinamizzazione modifichi in qualche modo la canfora. Se invece le formiche scappano da entrambe allo stesso modo allora la dinamizzazione è ininfluente.

La canfora viene venduta al supermercato e in drogheria come rimedio per allontanare le formiche quindi scappano dalla canfora in ogni caso.  L’ignoranza del concetto di “campione di controllo” ti fa bere come acqua fresca la panzana che sia la “dinamizzazione” della canfora e non la canfora in sé a far allontanare le formiche.

Per vedere una proprietà mirabolante di un qualcosa devi confrontare due situazioni identiche la cui unica differenza è che nel primo caso la sostanza c’è e nel secondo caso è assente. Se i risultati coincidono (in senso statistico) allora la proprietà mirabolante non esiste.

L’omeopatia, nei confronti verso i campioni di controllo (placebo), è sempre uscita soccombente.

PS

Il confronto con il campione di controllo è stato anche il sistema usato per smontare la mirabolanti palle-detersivo, in ambiente controllato si è dimostrato che la pallina “lava” con lo stesso potere pulente dell’acqua senza pallina e senza detersivo.

 

 

cetriolanesimo

Salve, sono il dottor Vanni Sbrocucci, PhD in filosofia quantistica bioenergizzata oltre che l’inventore del metodo anal fisting(r). Vorrei condividere la mia ultima scoperta. Come sapete ci son dibattiti riguardo al cibo, c’è chi sostiene che l’uomo sia onnivoro, c’è chi invece sostiene che sia vegano e alcuni parlano anche di fruttarianesimo crudista o di alimentazione pranica. Sbagliano, la verità è che l’uomo è naturalmente cetrioliano. Il cetriolianesimo è il sistema di nutrizione perfetto.

Avevo parlato di questa scoperta in una intervista per un importante quotidiano italiano ma a quanto pare l’intervista è stata censurata dopo l’arrivo di una lettera inviata, per conto di una grossa azienda farmaceutica, da un rinomato studio legale. Però, per fortuna ho salvato una copia dell’intervista che posso riportare sotto.

D. Dottor Sbroccucci, mi parli della sua intuizione

R. Stavo riflettendo, da bravo filosofo,  sul problema dell’alimentazione. Per alcuni siamo onnivori ma altri sostengono che siamo naturalmente vegani. Poi ci sono frange che si spingono a sostenere l’alimentazione fruttariana crudista e qualcuno addirittura parla di alimentazione pranica. Qual’è la verità? Mi ponevo queste domande mentre cercavo, nella mia fornitissima videoteca, qualche opera del cinema uzbeko crepuscolare degli anni ’50. Mi capita una DVD intitolato big cucumber porn fest che in lingua uzbeka significa: profonda opera sull’agricoltura nelle steppe della russia centrale,  e durante la visione del film ho notato che gli attori, di entrambi i sessi, si infilavano allegramente enormi cucumis sativus nel retto. Attori che erano ben arzilli ed in salute.  La domanda che mi son posto è perché? Che il cucumis sativus c’entrasse qualcosa? Poi ho pensato ai chakra e mi è venuta l’illuminazione.

D. i chakra? cosa sono?

R. Secondo la filosofia indiana i chakra sono i punti nodali del nostro corpo ove viene custodita la nostra energia pranica e, in prossimità del retto, c’è il primo chakra, la porta di ingresso per la nostro corpo spirituale. Noi siamo mente corpo e anima e dobbiamo collegare il nostro corpo spirituale al mondo per assorbire le energie praniche positive.

D. E cosa c’entrano i chackra con il cucumis sativus?

R. Questa è stata la mia grande intuizione, non è che il cucumis sativus riesca a stimolare il primo chakra e congiungerlo, come un raccordo, con il prana universale?  Mi son posto questa domanda e ho trovato conferma, effettivamente il cucumis sativus convoglia e concentra il prana universale e lo collega al nostro primo chakra  allo stesso modo in cui la pistola della benzina collega il combustibile al serbatoio della macchina.

D. Sorprendente, è una scoperta sconvolgente, può dirci quali sono le prove a favore ?

R. Certo, io sono uno scienziato, non uno dei prezzolati di big pharma, e quindi ho affrontato in maniera scientifica la questione; formulata l’ipotesi ho sperimentato, con amici e amiche, diversi frutti e verdure, dalle ciliegie citrullus lanatus a quello dell’arachis hypogaea, dalla brassica oleracea all’allium sativum. Con alcuni non c’è stata alcuna reazione mentre con altro, come l’allium, la reazione è stata eccessivamente intensa. Ho trovato alla fine che la reazione migliore si ha con il curcumis sativus, buone reazioni anche con il cucurbita pepo e il frutto del musa acuminata. Tali vegetali raccolgono dall’ambiente il karma positivo e lo convogliano verso il primo chakra permettendoci di sfruttarlo per l’alimentazione pranica del nostro corpo.
Inoltre ho anche trovato, nella letteratura medica, riscontri alla mia ipotesi. In questo articolo l’esimio collega prof. Massimo della Serietà, rivela le proprietà positive del cucumis applicato alle problematiche femminili.

D. E il prana positivo carpito in tale modo, oltre ad essere energia di guarigione ha anche altre proprietà?

R. Si, facilita l’alimentazione pranica. Come sapete il corpo umano è naturalmente alcalino però il cibo che ingeriamo con la bocca viene contaminato e distrutto, acidificato per essere precisi, dai succhi gastrici.  Però se noi inseriamo direttamente nell’intestino il cucumis sativus senza passare dall’acido stomaco questo può esprimere tutto il suo potere positivo bioalcalinizzante grazie alle  energie orgoniche psicoattive che convogliando le energie karmike universali nei nostri chakra favoriscono l’omeostasi ovvero il ripristino dell’equilibrio energetico della nostra alchimia cosmo-tellurica sottile alterata. Venendo assorbito per un processo di osmosi inversa provvede a potenziare ed energizzare il nostro corpo sottile.

D. Fantastico. Vuole dire qualcosa per concludere?

R. Sì, nessuno vi parlerà di questi usi del cucumber sativus, putroppo la lobby di big pharma impedisce a noi ricercatori indipendenti di divulgare queste verità. Preferisce imbottire la gente di pillole e medicine per causare le malattie.

 

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DISCLAMER: questo non è un articolo medico o nutrizionista ma si tratta semplicemente di satira. Tutto quanto sopra è da prendere come burla e non da prendere sul serio. Ogni riferimento a fatti e/o persone esistenti non è voluto ed è puramente casuale.