Diritto di parlare di antivaccinismo.

In parlamento è stata organizzata una conferenza stampa, a cura del parlamentare1  Adriano Zaccagnini, il cui argomento è:  ‘Libertà di scelta per vaccinarsi in sicurezza’; le solite questioni di lana caprina sollevate a suo tempo dagli “antivaccinisti” ovvero che i vaccini sono utili però bisogna fare analisi approfondite prima di somministrarli perché yabba yabba dibba dibba2. Affermazioni già smentite e confutate3.

La questione di cui vorrei parlare è: deve essere permesso ad un parlamentare di parlare di argomenti “antiscientifici” o fantasiosi quali gli invisibili unicorni rosa petomani o il fatto che la terra sia piatta? Per me sì, è meglio per la democrazia che un parlamentare sia libero di dire ciò che vuole, fossero anche stronzate clamorose senza che nessuno debba chiudergli la bocca. Ovviamente il fatto che eventualmente dica stronzate qualifica sia la persona che il partito cui afferisce. Partito che per inciso si è repentinamente dissociato bollando come “iniziativa personale” la conferenza stampa.

Ovviamente la libertà di dire ciò che si vuole implica anche la libertà di dire che le argomentazioni sono antiscientifiche, che le prove di nocività dei vaccini son farlocche e presentate in maniera maliziosa. Imho la polemica da fare, più che appellarsi alla boldrini perché chiuda la bocca al parlamentare, cosa che ritengo sbagliata, dovrebbe essere affinché la conferenza stampa non sia solo un autoincensamento ma ci sia un serio dibattito con domande, anche cattive (6 casi di possibile autismo in 10 anni su 14 milioni di somministrazioni, non son pochi per parlare di emergenza?), e risposte. La cosa migliore è la tecnica CICAP: #chiedileprove, non l’invocare la censura.


  1. scusate ma non riesco a chiamarlo onorevole. 
  2. affermazioni che mi ricordano un tentativo di salvataggio in angolo
  3. fate una ricerca su google (cit.). 

se ci fosse stata la giuria popolare antibufale…

Un mix di effetti delle decisioni della giuria popolare, con i giurati ovviamente scelti fra la gggente e non nella ka$ta dei professoroni…

  1. I terremoti si possono prevedere (Giampaolo G.  è in grado di anticipare di 6-24 ore il manifestarsi di un terremoto. La sua ricerca sui precursori sismici ha salvato la vita a quanti, nel 2009 in Abruzzo e in questi giorni in Emilia Romagna, hanno dato ascolto ai suoi allarmi.  Sacro Blog).
  2. La magnitudo del terremoto è stata abbassata dall’INGV (Terremoto, senatrice: “Magnitudo declassata per interessi economici di governo”.)
  3. La vivisezione (intesa come sperimentazione animale NdR) è inutile e crudele (Sacro Blog, via wired)
  4. La cura stamina funziona (Movimento 5 Stelle – Nel maggio del 2013, il capogruppo Andrea Cecconi del M5S alla Commissione Affari Sociali della Camera su Stamina disse che “il Movimento ritiene che il metodo sia efficace”, chiedendo al Parlamento di autorizzare la sperimentazione stessa condotta da Vannoni. fonte: il post)
  5. I vaccini non servono (fonte: wired)
  6. I jalisse meritavano la vittoria di sanremo
  7. Pupo e S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia meritavano il secondo posto a Sanremo (fonte wiki)
  8. Esiste la free energy
  9. Esistono le scie chimiche e il grande gombloddo globale del NWO e vari gombloddi assortiti (fonte l’espresso)
  10. Non siamo mai andati sulla luna, anzi la luna non esiste proprio, è solo un ologramma piazzato in cielo dagli alieni per nascondere Nibiru.

e ovviamente la grande verità che nessuno vi ha mai detto e che la malvagia lobby dei detersivi in combutta con quella delle lavatrici e con capitan findus non vi hanno mai detto ed hanno sempre tentato di occultare

la biowashball lava più bianco!!!!!!1111111UNOUNOUNO

 

giuria popolare antibufale…

Talvolta la sorte ha uno strano senso dell’ironia e, dopo che spendi tempo ed energie per sostenere una tesi, ti costringe a rimangiartela e fare pubblica sconfessione di quanto sostenevi fino al momento prima. Nello specifico mi riferisco alla “democraticità della scienza”. Faccio autocritica e ammetto che il dott. Burioni ha sbagliato, non per scarsa diplomazia nel suo messaggio ma per eccesso di diplomazia. Avrebbe dovuto andar giù di insulti.

laurea_youtube_italiana

Ho letto che, nella vicenda bufale sì/bufale no, il buon beppe ha fatto una sparata di quelle clamorose. Sparata che altro non è che il solito: ma anche pierfiliberto  lo fa. Sì, giornali e tv spesso dicono e scrivono solenni cazzate, si veda il caso Iene-stamina1 ad esempio, però, come ho detto in tanti altri casi, le colpe altrui non servono ad assolversi dalle proprie.

Sorgente: Beppe Grillo: “Serve giuria popolare contro balle stampa e tv” – Politica – ANSA.it

L’attacco di Grillo alla stampa e alla tv – “Tutti contro Internet. Prima Renzi, Gentiloni, Napolitano e Pitruzzella, poi il ministro della Giustizia Orlando e infine il Presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno. Tutti puntano il dito sulle balle che girano sul web, sull’esigenza di ristabilire la verità tramite il nuovo tribunale dell’inquisizione proposto dal presidente dell’Antitrust. Così il governo decide cosa è vero e cosa è falso su internet”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo Blog.

“Propongo, non un tribunale governativo, ma una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media”. E’ quanto scrive Beppe Grillo chiedendo che a formare questa giuria siano “cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali. Se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo” con le norme relative ai casi di coinvolgimento in vicende giudiziarie. (…)

Sparata subito stigmatizzata dai giornalisti e dalla FNSI (federazione nazionale stampa italiana), e per una volta sono d’accordo anche io con loro. Quella di grillo è una pessima sparata buona solo a stuzzicare l’ego di tanti laureati di youtube che in nome di una malintesa “democrazia” son convinti che il parere della nonna arteriosclerotica sulla fisica dei quanti valga tanto quanto quello dell’insigne docente universitario di fisica delle particelle.

Il decidere se una cosa è una bufala o no dovrebbe essere lasciato ai fatti ed alle prove fattuali, non alle opinioni di una qualsiasi giuria popolare, giuria che non è detto abbia le capacità e le competenze per decidere, e senza neppure sapere sulla base di cosa dovrebbe decidere. Cosa garantisce che la giuria popolare abbia le competenze e le capacità per capire la questione e decidere se è fondata o meno? Una notizia come “la biowashball non funziona” come verrebbe valutata dalla giuria? Cosa sarebbe successo se, in certe situazioni critiche del passato riguardo alla scienza, fosse intervenuta la giuria popolare “di Grillo”?

  1. I terremoti si possono prevedere, ergastolo a vita a tutti i vulcanologi e i geologi della protezione civile.
  2. Il metodo stamina funziona, onta eterna invece ai prezzolati di big pharma che sostengono il contrario.
  3. I vaccini sono inutili e servono solo ad ingrassare big pharma.
  4. esiste la free energy che che ne dica la malvagia lobby dei seguaci di Clausius e Sadi Carnot.
  5. la biowashball lava più bianco a sfregio della lobby dei detersivi.

Tutte affermazioni difese fino alla morte da tanti seguaci e poi rivelatesi essere delle solenni stronzate. Però a vicenda in corso sicuramente le “stronzate” sarebbero state quelle degli scienziati. Sì il tempo è galantuomo ma non vedo tanto l’opportunità, per soddisfare l’ego ipertrofico di qualche caprone convinto di essere un nobel, di incasinare dei poveracci la cui unica colpa è di avere, riguardo ad un determinato argomento, qualche competenza in più rispetto al caprone (phd in youtube) di cui sopra.

Alla fine il moVimento si sta rivelando essere un moVimento di cazzari il cui unico scopo politico è il pretendere, irrealisticamente, di trasformare la cazzata in verità scientifica, l’opinione del phd in youtube nella “lectio magistralis” del premio nobel.  Un movimento il cui scopo è stuzzicare e monetizzare l’illusione di competenza di tanti ignoranti convinti di essere dei bravissimi dottori e offesi con il mondo, e soprattutto con la lobby degli scienziati, perché la loro bravura non viene riconosciuta. Mi basta quanto sopra per sostenere che il votare M5S dovrebbe essere ipso facto causa di nullità del voto per manifesta e plateale incapacità dell’elettore2.

Piaccia o no, la realtà non è democratica e se ne sbatte altamente delle opinioni; la realtà è reale, sic et simpliciter. E la realtà vince qualsiasi opinione.


  1. E indovina la maggior parte degli stellini da quale parte stava, penso per il semplice motivo che il ministro Lorenzin era, giustamente, dalla parte opposta. 
  2. ironico, ma anche no. 

ma la scienza è democratica?

Sul webbe si sta discutendo della decisione del dott. Roberto Burioni di cancellare dalla sua pagina FB alcuni commenti. Nella pagina parlava della meningite e smentiva la voce che l’aumento dei casi di meningite fosse dovuto all’immigrazione. Per spiegare la sua decisione di censurare ha scritto, nella pagina in oggetto, il seguente testo (via huffington post, grassetti miei) :

“Preciso che questa pagina non è un luogo dove della gente che non sa nulla può avere un “civile dibattito” per discutere alla pari con me. E’ una pagina dove io, che studio questi argomenti da trentacinque anni, tento di spiegare in maniera accessibile come stanno le cose impiegando a questo scopo in maniera gratuita il mio tempo che in generale viene retribuito in quantità estremamente generosa”, ha scritto il medico milanese.

“Il rendere accessibili i concetti richiede semplificazione: ma tutto quello che scrivo è corretto e, inserendo io immancabilmente le fonti, chi vuole può controllare di persona la veridicità di quanto riportato. Però non può mettersi a discutere con me. Spero di avere chiarito la questione: qui ha diritto di parola solo chi ha studiato, e non il cittadino comune. La scienza non è democratica“, ha concluso.

Devo dire che la decisione mi lascia un sapore dolceamaro; da una parte sono perfettamente d’accordo con lui; il primo motivo è che “la selezione all’ingresso aumenta il tuo divertimento (cit.)” e che leggere un articolo e commenti interessanti senza dover faticare a filtrare la “montagna di merda” mi piace molto.  E il secondo motivo è che in casa d’altri si fa quello che vuole il padrone di casa. Per portare avanti la teoria che i vaccini causino autismo, ciclismo e pedonismo per colpa del signoraggio nelle scie chimiche, ci son tantissimi bei posti su internet, sia su FB che fuori da FB; non vedo l’esigenza di dover andare a scrivere le proprie teorie bislacche nelle bacheche o nei blog altrui. La libertà di esprimere il mio pensiero non implica che gli altri debbano obbligatoriamente, e gratuitamente, mettermi a disposizione gli strumenti per farlo o che debbano per forza ascoltare o condividere quanto io dica. Son liberissimi, ed è giusto che così sia, di giudicare stronzate quello che dico e di censurarlo, di non volerlo ascoltare, di cancellarlo dai loro siti e dalle loro bacheche.

Cos’è che mi ha dato fastidio di quel messaggio, se in fin dei conti lo condivido a pieno? forse la frase che ho evidenziato, che mi sembra un voler usare il titolo per chiudere la bocca alle persone, ed è una cosa che personalmente non mi piace. Mi sembra dia una impressione di spocchia e di snobbismo. Il rischio di far apparire gli scienziati una ka$ta che si parla addosso, guardacaso proprio una delle accuse preferite dai gombloddisti.

Interessante confrontarlo con il commiato di Dario Bressanini dal fatto quotidiano:

Se in altri campi dell’umano sapere è accettabile e anche auspicabile “far sentire tutte le campane”, in campo scientifico è del tutto inaccettabile accostare due opinioni contrastanti indipendentemente dalla loro dignità scientifica. Le opinioni nella scienza non valgono nulla se non sono supportate da dati solidi. Un biologo serio si rifiuta di parlare ad un convegno di creazionisti e un astronomo non legittima scientificamente con la sua presenta una riunione di astrologi. No grazie.

Mi sembra che, pur dicendo le stesse cose, sia molto più diplomatico ed esplicativo: nella scienza contano i fatti e i dati sperimentali e i dati possono venire confutati solo da altri dati.

Bisogna anche chiarire cosa si intenda per “la scienza è democratica”, “la scienza non è democratica”; la democrazia, semplificando al massimo, è un sistema per prendere le decisioni. Decisioni che vengono prese sulla base della maggioranza dei voti, e il voto dell’insigne premio nobel vale tanto quanto quello del guru da bar sport. In quel senso la scienza non è democratica. Si può decidere, anche con una maggioranza bulgara, di abrogare le leggi della termodinamica ma, purtroppo, l’entropia continuerà ad aumentare ed il motore a gatto imburrato a non funzionare. “Eppur si muove (cit.)”.

Nella scienza le opinioni hanno peso diverso e solo quelle supportate da fatti e dati sperimentali possono entrare, con diritto di attenzione, nel dibattito. Le altre hanno lo stesso valore delle barzellette.

Se invece si intende “la scienza non è democratica” nel senso che la scienza sia elitaria e sia riservata solo ad una stretta casta di adepti, ammissione alla quale è proibita al volgo con tante barriere come quelle che c’erano fra plebe e nobiltà, beh è una stronzata colossale. Chiunque, purché ne abbia le capacità e la volontà, può fare scienza, non ci son vincoli di sangue o altro per essere ammessi in qualche facoltà scientifica. Basta studiare, acquisire capacità logiche, riuscire a studiarsi matematica, fisica etc. etc. materie interessanti ma che richiedono studio e applicazione, non basta vedere un filmatino su youtube. E chiunque, dati alla mano, può buttar giù vecchie teorie affermate1 o zittire il premio nobel2.

Sulla questione “scienza democratica o non democratica” forse è meglio evitare ambiguità; il messaggio iniziale è corretto e condivisibile, ma forse sarebbe stato meglio renderlo in una forma più “diplomatica”.


  1. Plank con i quanti e Eintein con la relatività; hanno distrutto le fondamenta della fisica classica, fondamenta costruite da autentici mostri sacri come Newton, Laplace, Lagrange. E ci son riusciti perché “i dati sperimentali” davano ragione a loro e non a Newton. 
  2. sì anche i premi nobel possono dire cazzate; vedi ad esempio i casi della memoria dell’acqua o il nobel per la letteratura che si mette a discettare di biologia e OGM. 

My two cents about fake news

Lo sforzo dell’anti-intellettualismo è stato una traccia costante che si è spinta nella nostra vita politica e culturale, alimentata dalla falsa nozione che la democrazia significhi che “la mia ignoranza è tanto giusta quanto la tua conoscenza”.
(Isaac Asimov)

Da liberale penso che il diritto alla libertà di espressione sia un diritto importante e che debba essere limitato solo dai, “giusti”, diritti delle altre persone; per questo ammetto che venga sanzionata la calunnia, la diffamazione  o il diffondere notizie false o tendenziose al solo scopo di allarmare la popolazione. Quelli non sono esercizio del diritto alla libera espressione quanto abusi. Per questo quando eco polemizzò con internet sostenendo che “Con i social parola a legioni di imbecilli” io non fui d’accordo con lui; per me anche l’esperto da bar ha lo stesso diritto di dire la sua come il prof. Eco. Ovviamente il valore dell’opinione dell’esperto da bar varrà molto, ma molto, meno di quella di Eco, soprattutto se l’opinione riguarda l’ambito cui Eco è specialista.

Per questo il voler punire le “fake news” temo possa diventare un modo subdolo per far passare l’idea di censura. Come avevo già scritto, il poter sentire stupidaggini, è una controindicazione ineliminabile della libertà di parola. E preferisco correre tale rischio rispetto al dover rispondere “preliminarmente” delle mie opinioni davanti ad un comitato degli ulema dello scientifically correct. Perché magari oggi sono, giustamente, le stronzate sui vaccini che causano autismo domani magari saranno le critiche, nota bene le critiche non gli insulti gratuiti, ben argomentate rivolte al politico Tizio. Basta vedere come la Boldrini cerchi di trasformare qualsiasi critica in un attacco contro di lei o meglio contro tutte le donne.  Per questo più che un controllo “ex ante” preferirei eventualmente un intervento “ex post”; le leggi ci sono già, esiste la norma che punisce chi fornisce “notizie false o tendenziose 1. E bisogna andarci anche con i piedi di piombo; il processo agli scienziati dell’Aquila è infatti nato su un colossale fraintendimento. Escluso il De Bernardinis, nessuno di loro aveva comunicato direttamente con il pubblico; perché allora chiamarli a rispondere di quello che aveva capito, fraintendendo, sora Cesira?  E se qualcuno volesse vedere, maliziosamente, in questo articolo di lercio: “Porta il figlio a fare il vaccino: diventa un rettiliano” un attacco contro i vaccini e chiedesse sanzioni per la testata? Come disse qualcuno: “io son responsabile di ciò che scrivo, non di quello che tu capisci”.

In un mondo ideale “la cultura”, quella vera, sarebbe un valido argine alle bufale, perché ti permette di riconoscerle facilmente e di riderci sopra. E contro la tecnica dei mille perculamenti pochi riescono a resistere. Purtroppo siamo nel mondo reale dove invece c’è tanta grassa ignoranza e tanti, drogati da un malinteso senso di uguaglianza, pensano che la loro opinione abbia lo stesso valore e la stessa qualità di quella dell’illustre scienziato.Le polemiche verso le fake news che sto leggendo mi sembra che non riguardino tanto la libertà di parola e la tutela di tale diritto ma il pretendere che la stronzata galattica detta dell’insigne laureato PhD MBA, PHP, KKK, di youtube debba avere, ope legis, lo stesso peso e lo stesso valore dell’opinione basata sui fatti, detta dall’esperto o dallo scienziato.  E quella pretesa è, invece, una pretesa completamente infondata basata su una forzata e maliziosa interpretazione dell’articolo 3 e dell’articolo 21 della costituzione, la libertà di esprimere il proprio pensiero non è il diritto che qualsiasi cazzata venga detta debba assurgersi a verità scientifica o sacro dogma di fede per tutti. Si deve essere liberi2 di dire stronzate e parimenti si deve essere liberi di dire che quelle son stronzate colossali.

Concludo con una immagine che riassume il mio pensiero:

You get to say the world is flat because we live in a country that guarantees free speech, but it’s not a country that guarantees that anything you say is correct

Potete dire che il mondo è piatto perché viviamo in un paese che garantisce la libertà di parola, ma non è un paese che garantisce che qualsiasi cosa diciate sia corretta.
[Neil deGrasse Tyson]

Bisogna salvaguardare la libertà di parola, sia da arbitrarie censure in nome di un malinteso bene superiore3 sia dalla pretesa di tanti imbecilli di voler rendere, ope legis, la loro opinione basata sul nulla equivalente all’opinione, basata sui fatti, di un esperto della materia. E no; in quel senso non avete alcun diritto alla vostra opinione, e non avete alcun diritto di non sentire che state dicendo solo stronzate.

PS
Da notare comunque come molti che adesso urlano come “vergini dai candidi manti, rotte dietro e sane davanti4” spesso siano stati i primi ad invocare censure e linciaggi contro tutto quello che non li trovava d’accordo. La solita coerenza di chi strumentalizza la costituzione per dare una giustificazione “morale” ai suoi porci comodi.

 

 


  1. Art. 656 codice penale; chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a trecentonove euro. 
  2. Sempre nei limiti del non abuso della libertà di parola. 
  3. ovviamente nessuno ha mai ammesso apertamente di voler censurare perché quanto detto gli stava sul culo. Si censurava invece per il bene superiore, per i bambini, nessuno pensa ai bambini
  4. Ifigonia in Culide, atto primo, coro delle vergini: “Noi siam le vergini dai candidi manti, siam rotte di dietro, ma sane davanti;” 

Usa, per i farmaci omeopatici dicitura obbligatoria: “non ci sono prove di efficacia”

Negli Usa chi produce farmaci omeopatici per affermare che sono efficaci contro una certa malattia dovrà provarlo con dei veri e propri test scientifici, come succede per gli altri, o scrivere chiaramente sulle confezioni che non ci sono prove di efficacia. Lo prevede una decisione della Federal Trade Commission statunitense.”Per la maggior parte dei farmaci omeopatici – scrive l’ente regolatorio sul proprio sito – le prove di efficacia si basano solo su teorie tradizionali, e non ci sono studi validi che utilizzino il metodo scientifico tradizionale. Pertanto le affermazioni per questi prodotti spesso possono confondere”.La nuova normativa prevede una ‘scappatoia’ per chi non vuole effettuare i test. “L’Ftc ha da tempo riconosciuto che le affermazioni di marketing possono contenere informazioni aggiuntive. Una affermazione su un farmaco omeopatico potrebbe non essere fuorviante se comunica che non ci sono evidenze scientifiche che il prodotto funziona e che le affermazioni sull’efficacia si basano solo su teorie del 1700 che non sono state accettate dalla maggior parte degli esperti moderni”.

Sorgente: Usa, per i farmaci omeopatici dicitura obbligatoria: “non ci sono prove di efficacia” – Repubblica.it

Devo dire che la notizia mi trova soddisfatto. Credo sia giusto separare la medicina, dalla fuffa pseudomedicale. Meglio che si espliciti realmente che l’omeopatia non ha alcuna provata evidenza scientifica di efficacia. Solo prove anedottiche stile “Mi ha detto mio cuggino che da bambino una volta e’ morto. (cit.)” Poi se qualcuno si intestardisce a curarsi con l’omeopatia, chi sono io per ostacolare il lavoro di Darwin.

 

Trani, altra assoluzione per i vaccini.

Vaccini, procura di Trani: “Nessuna correlazione tra trivalente e autismo. Linee guida dell’Oms inadeguate”

Si appresta ad essere archiviata l’indagine contro ignoti sulle presunte lesioni gravissime avviata dopo la denuncia di una coppia di genitori pugliesi. Pareri discordanti tra i consulenti dei magistrati e quello di parte. “Prima di vaccinarsi eseguire alcuni esami ematochimici nei soggetti a rischio”.

Bene, son contento, un’altra assoluzione per i vaccini che dimostra, ulteriormente, come la storia vaccini e autismo sia solo una bufala. Umoristico che “il fatto quotidiano”, giornale ove hanno il blog anche alcuni antivax, cerchi di edulcorare una sacrosanta mazzata. La mazzata è una richiesta di archiviazione che, da una parte, sconfessa un indagine che non sarebbe dovuta nascere e che, dall’altra, smentisce uno dei cavalli di battaglia degli antivax ovvero la correlazione fra vaccini e autismo.

Il sottotitolo con la frase “Linee guida dell’Oms inadeguate” e la dotta disquisizione dell’articolo sulla presunta inadeguatezza delle linee guida Oms riguardo a indagini che forse sarebbe opportuno fare prima di vaccinare e che non son previste ne dall’Oms e neppure dal ministero della salute italiano io lo vedo come un patetico tentativo di salvarsi in corner. E magari salvare un poco la faccia davanti ai lettori “gombloddisti”.

Mi chiedo, comunque, come sia possibile che in Italia si possa aprire una indagine su una bufala conclamata e sprecare tempo e denaro per scoprire cose già note e presenti in tutte le pubblicazioni scientifiche serie. Forse sarebbe opportuno subordinare l’apertura dell’indagine ad un “parere di fattibilità” scientifico, cioè se l’indagine si basa su una bufala conclamata oppure su uno svarione scientifico colossale, l’indagine sarebbe da uccidere nella culla: “archiviata perché il fatto non sussiste” così da risparmiare tempo e denaro. Forse più che discettare sulle linee guida dell’OMS riguardo ai vaccini, sarebbe meglio interessarsi al codice di procedura penale, seguendo magari, per quanto riguarda i processi “scientifici”, questi consigli.

Sul diritto alla propria opinione e sulla telespazzatura.

Ripropongo stralci di un contenuto alquanto interessante pubblicato inizialmente nel sito “in difesa della sperimentazione animale“, stralci che penso si adattino alquanto all’attuale situazione televisiva italiana. Grassetti e note sono mie.

Oggi, con l’autorizzazione dell’autore e della redazione di The Conversation pubblichiamo la traduzione di uno scritto di Patrick Stokes, lettore di filosofia presso la Deakin University di Melbourne, Australia. L’articolo originale si intitola “No, you’re not entitled to your opinion” ed è leggibile integralmente in lingua originale qui.

Buona lettura e, soprattutto, buona riflessione.

[DrP]

No, non hai diritto alla tua opinione
di Patrick Stokes

(…)

Secondariamente, affermo qualcosa di questo tipo: “Sono sicuro che avrete sentito l’espressione ‘ognuno ha diritto alla propria opinione’. Forse l’avrete detta voi stessi, magari per bloccare una discussione o per portarla a conclusione. Bene, non appena entrate in questa stanza, questo non è più valido. Non avrete più diritto alla vostra opinione. Avrete diritto solo a ciò che potrete provare.”(1)

Un po’ rude? Forse, ma gli insegnanti di filosofia devono insegnare ai loro studenti come strutturare e difendere un ragionamento – e a riconoscere quando una convinzione è divenuta indifendibile.(2)

Il problema con l’assunto “ho diritto di avere la mia opinione” è che, sin troppo spesso, è utilizzata per difendere convinzioni che avrebbero dovuto essere abbandonate. Diventa un’abbreviazione per “io posso dire o pensare quello che voglio” – e, per esteso, continuare a contrastare è in qualche maniera irriverente. E questa attitudine porta, io sostengo, alla falsa equivalenza tra esperti e non esperti (3), che è una crescente e perniciosa caratteristica del nostro discorso pubblico.

(…)
Meryl Dorey è la leader dell’”Australian Vaccination Network”, che, nonostante il nome, è completamente contrario ai vaccini. La Sig.ra Dorey non ha nessuna qualifica medica, ma sostiene che se Bob Brown (politico australiano) ha il diritto di commentare sull’energia nucleare nonostante non sia un fisico, lei dovrebbe avere il permesso di commentare sulle vaccinazioni. Ma nessuno ritiene che il Dr. Brown sia un’autorità sulla fisica delle fissioni nucleari; il suo compito è commentare sulle risposte politiche alla scienza, non sulla scienza in sé.

Quindi, cosa vuol dire avere “diritto” alla propria opinione?

Se “Tutti hanno diritto ad avere la propria opinione” significa esclusivamente che nessuno ha il diritto di vietare alla gente di pensare e di dire quello che vogliono, allora la frase è vera, seppure abbastanza banale. Nessuno può vietarti di dire che i vaccini causano l’autismo, indipendentemente da quante volte questa supposizione sia stata smentita.

Ma se “diritto ad un’opinione” significa “avere il diritto che i propri punti di vista siano trattati come seri candidati per la verità” allora la frase è chiaramente falsa. E anche questa è una distinzione che tende a essere confusa.

Un lunedì, il programma della rete ABC Mediawatch ha portato ad esempio il programma di WIN-TV Wollongong per un servizio su un’epidemia di morbillo che conteneva commenti di – lo avrete indovinato – Meryl Dorey. In risposta alle lamentele di uno spettatore, WIN ha risposto che la storia era “accurata, onesta e bilanciata e che presentava i punti di vista dei medici e dei gruppi di scelta”. Ma questo implica un uguale diritto ad essere ascoltati su una materia nella quale solo una delle due parti ha un’esperienza di rilievo. Ancora una volta, se si parlasse di risposte politiche alla scienza, questo potrebbe essere ragionevole. Ma il cosiddetto “dibattito” in questione è sulla scienza in sé, e i “gruppi di scelta”, semplicemente, non hanno diritto ad andare in onda, se quello è il punto dove si è in disaccordo.

Il conduttore di Mediawatch Jonathan Holmes è stato ancora più diretto: ” ci sono le prove e ci sono le cavolate” e nessuna parte del lavoro del giornalista consiste nel dare uguale tempo alle cavolate come all’esperienza.(4)

La risposta degli anti-vaccinisti è stata prevedibile. Sul sito di Mediawatch, la Sig.ra Dorey ha accusato ABC di “richiedere apertamente la censura su un dibattito scientifico”. Questa risposta confonde il fatto che la propria opinione non venga presa seriamente con il non aver diritto di avere o di esprimere quelle opinioni o, per prendere in prestito una frase di Andrew Brown, “confonde il perdere una discussione con il perdere il diritto di discutere”. Ancora una volta, due significati di “diritto” ad avere un’opinione sono confusi qua.(…)

(1) Dovrebbe essere lo slogan di ogni trasmissione che voglia dirsi scientifica. La scienza non valuta le opinioni, valuta le prove. E no, mio cuggino che da bambino una volta è morto, non è una prova.

(2) Quello è uno dei nobili scopi della filosofia oltre ad essere una validissima motivazione per il suo insegnamento. Peccato che molti intendano invece come insegnamento della filosofia il ripetere paroloni e discorsi senza senso detti da questo o da quel filosofo. (Hegel era un fesso, è bene ricordarlo. cit.).

(3) Fallacia che spesso nuoce alquanto. Il presentare due persone come un DJ o una ex attrice come equivalenti di un docente universitario di virologia fa credere che chiunque, soprattutto se in possesso di laurea e PhD rilasciati dalla rinomatissima Youtube University, possa mettere il becco su qualunque argomento con la stessa autorevolezza di chi invece la laurea o il dottorato l’ha preso in una università tradizionale.

(4) Altra frase da marchiare a fuoco sulla pelle di certi “giornalisti”. La D’Urso è stata denunciata per esercizio abusivo della professione del giornalista, e si è arrivati a giornalisti che fanno intrattenimento e trash televisivo in programmi il cui spessore culturale non ha nulla da invidiare al grande fratello o a reality similari.

L’omeopatia funziona più meglio del viagra…

… per far rizzare gli ascolti.
Recentemente si è avuta una prova, valida, di come l’omeopatia (et simili) funzionino ottimamente per alzare l’audience di trasmissioni e/o giornali agonizzanti.  La sorprendente scoperta pare sia dovuta ad un quotidiano che, nato come quotidiano dei colti paladini della legalità, sia oramai diventato ufficiosamente la gazzetta degli adoratori del sacro blog, madre di tutti gli sbroccati stellati. Adoratori cui fornisce forti dosi di articoli pseudoscientifici e antivaccinisti. Da ricordare le sue campagne contro la sensibilità chimica multipla e l’elettosensibilità e contro i vaccini.

Anche trasmissioni televisive quindi hanno deciso di utilizzare le stesse cure per sollevare gli ascolti. Hanno usato la solita tecnica delle polemichette strumentali però stavolta rivolgendosi non ai soliti e noiosi scandaletti sessuali e simili, non alla pornografia del dolore in salsa vespista ma alle pseudoscienze e a quell’ampia galassia di “alternativi” alla scienza, sperimentale vera e reale.

Brutta cosa comunque che, in nome dell’odiens, si sdogani e si dia legittimità a teorie minimo inutili se non pericolose. Sì, la medicina ha sbagliato, i medici sono esseri umani e possono sbagliare, e qualcuno ci può rimanere per i loro errori ma le pseudoscienze hanno un bel po’ di casi di morti, in certi casi evitabili, dovuti a loro; ad esempio i casi di Clara Palomba, la piccola Giulia morta di morbillo, e tanti altri casi.

Per questo ritengo sia sbagliato far intendere che omeopatia e medicina “vera” siano due modi, simili, più o meno equivalenti, per curare le malattie. Che sia sbagliato far credere che un dj o una attrice abbiano la stessa autorevolezza di un virologo riguardo a questioni inerenti la virologia.

Sinceramente, io trovo che questi trucchetti per portare ascolti a trasmissioni agonizzanti e mostrare che sono ancora vive, siano un validissimo motivo per chiuderle all’istante. Perché hai dimostrato platealmente di voler sacrificare la verità e la correttezza professionale all’altare dell’audience. E quindi per ogni notizia, ogni approfondimento mi chiedei: “ma è vero o è solo una pagliacciata montata ad arte?” L’uso di “carrambate ad arte” lo ammetto nei reality o in trasmissioni di mero intrattenimento, non lo ammetto nel caso di trasmissioni di informazione e approfondimento, trasmissioni il cui valore aggiunto è la loro autorevolezza. Senza quella, spiace dirlo, sono indistinguibili dall’isola del grande fratello. Anzi almeno nei reality sai benissimo che tipo di telespazzatura stai guardando.

*l’errore nel titolo è voluto.