Dibattito sulle onde elettromagnetiche

Una discussione sul fatto cui ho preso parte (grassetti miei e cognomi censurati per riservatezza).

Andrea [***] • 3 giorni fa
I router Wi-Fi trasmettono informazioni utilizzando radiazioni non ionizzanti, che non interagiscono a livello molecolare, quindi non pericolose per la salute. La notizia vera, che purtroppo però non è una novità, è che anche un caprone ignorante può diventare sindaco.

Thinkabout Andrea [***] • 3 giorni fa
Ci sono studi fatti da caproni coltissimi che dimostrano una stretta correlazione tra esposizione quotidiana e prolungata a onde elettromagnetiche ad alta frequenza e tumori alla testa.

Shevathas Thinkabout • 3 giorni fa
la banale luce solare e la radiazione infrarossa hanno entrambe frequenza maggiore di quella del wi-fi, come si può verificare in qualsiasi sito che tratti di onde elettromagnetiche. Quindi tutti a bagno al buio nell’elio liquido ? (-270° gradi){1}

zioJay Shevathas • 2 giorni fa
nonsense.
la luce solare espone le forme di vita su questo pianeta da oltre 100 milioni di anni. le onde wifi le abbiamo introdotte di recente. non mi sembra un paragone accettabile, dato che abbiamo avuto tutto il tempo per adattarci alla luce solare (pelle nera).

l’assioma che piu energia = piu nocività non regge. le frequenze basse possono anche avere degli effetti su determinati elementi. basti pensare come diversi componenti edilizi hanno diverse reazioni a diverse frequenze sonore. qualcosa vibrerà in alta frequenza, qualcos’altro in bassa.
quindi non significa niente.
tant’è che il nostro campo magnetico corporeo è a bassissima frequenza. problema? se per caso ci aggiungiamo qualcosa che confligge con la nostra ‘fisiologia magnetica’?

come esercizio il lettore trovi le affermazioni errate o improprie dal punto di vista della fisica.

laurea_youtube_italiana

{1}  Qualunque corpo per il semplice fatto di trovarsi ad una temperatura superiore allo zero assoluto irradia onde elettromagnetiche (radiazione di corpo nero)

 

energia pulita illimitata e gratuita

L’omeostasi, cioè l’equilibrio energetico della nostra alchimia cosmo-tellurica sottile alterata, secondo l’autrice (l’autore dell’articolo sta recensendo entusiasticamente un libro new age NdR)si riconquisterebbe grazie ad una pietra del Protozoico presente solo nella zona della Carelia, vicino il Lago di Onega. Ricca di fullereni naturali di carbonio, la Shungite avrebbe un effetto protettivo per gli esseri viventi: neutralizzerebbe l’impatto negativo di radiazioni non ionizzanti di telefonini, computer e Wi-Fi. “L’effetto di trasformazione della Shungite si manifesta essenzialmente a livello del campo bionergetico. Non interrompe il funzionamento delle apparecchiature, non arresta le onde pulsanti di un Wi-Fi, di un telefono cordless o di un cellulare, ma ne trasforma le emanazioni nocive”
da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/26/elettrosmog-come-rispondere-allinquinamento-con-i-magneti/1040686/

E l’energia pulita, illimitata etc. etc. ? Basta collegare una turbina alla salma di James Clerk Maxwell

a noi che plank ci fa un baffo…

da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/05/malattie-ambientali-la-spagna-riconosce-la-sensibilita-chimica/1144226/#comment-1621832977

 

screenshoot

 

mi spiace ma ti sbagli, il corpo nero, oltre a non centrare niente, non irradia men che meno. infatti il corpo nero è un corpo IDEALE che assorbe tutte le radiazioni. ε=A=1.

ok stiamo parlando di una cosa che non esiste, che non c’entra nulla e la stai pure mettendo giù sbagliata. direi che discussione chiusa. buona sera.

Laurea in complottologia

 

 

Pericolose avvertenze sui prodotti…

io mi chiedo chi sarebbe così folle da comprare od usare prodotti con queste caratteristiche…

  1. Questo prodotto distorce lo spazio ed il tempo nelle proprie vicinanze.
  2. Questo prodotto attrae ogni altro pezzo di materia nell’universo, ivi compresi i prodotti di altre aziende, con una forza proporzionale al prodotto delle masse ed inversamente proporzionale al quadrato della distanza tra i relativi centri di gravità.
  3. La massa di questo prodotto contiene l’energia equivalente di 30 milioni di tonnellate di TNT per grammo di peso.
  4. MANEGGIARE CON PRUDENZA: Questo prodotto contiene piccole particelle elettricamente cariche che si spostano con velocita’ dell’ordine di 1 miliardo di km/s.
  5. NOTIZIA PER IL CONSUMATORE: Sara’ impossibile per il consumatore conoscere con precisione, in un dato istante e contemporaneamente, posizione e velocita’ del prodotto.
  6. Esiste una piccolissima ma non nulla probabilita’ che questo prodotto scompaia dal posto dove lo avete lasciato per ricomparire in qualunque altro luogo dell’universo, ivi compreso il garage del vicino di casa. Il produttore declina ogni responsabilita’ relativa a danneggiamenti che ne potrebbero risultare.
  7. Secondo alcune recenti versioni delle teorie grand’unificate, le particelle di cui questo prodotto e’ composto potrebbero decadere e scomparire nei prossimi 400 milioni di anni.
  8. Questo prodotto e’ interamente costituito da materia. Nella remota eventualita’ che il prodotto venga a contatto con antimateria di qualsiasi forma, ne risulterebbe una esplosione catastrofica.
  9. Il consumatore e’ avvisato che l’uso di questo prodotto implica un aumento dell’entropia totale dell’universo. Benche’ cio’ non comporti responsabilita’ oggettiva, il consumatore e’avvertito che cio’ concorrera’, in definitiva, alla morte termica dell’universo.
  10. Le particelle fondamentali costituenti questo prodotto sono tenute insieme da una forza collante di cui poco si sa e il cui potere adesivo non puo’ quindi essere indefinitamente garantito.
  11. Il consumatore e’ avvertito che questo prodotto consiste, per il 99.9999999999%, di spazio vuoto.
  12. Il consumatore e’ avvertito del fatto che, nel momento in cui il prodotto non si trovi sotto diretta osservazione, esso puo’ cessare di esistere o continuare ad esistere solo in un vago stato non determinabile.
  13. Le particelle che compongono questo prodotto sono esattamente le stesse che compongono ogni prodotto di ogni altro produttore.
  14. L’intero universo fisico, e di conseguenza questo prodotto, potrebbero un giorno collassare in uno spazio infinitamente piccolo. Qualora da tale processo dovesse in seguito riemergere un altro universo, l’esistenza di questo prodotto nel nuovo universo non potra’ essere garantita.
  15. Contiene Bosoni e Fermioni.
  16. Contiene Barioni e Leptoni.
  17. Reagisce violentemente a contatto con l’antimateria.
  18. Il prodotto irradia black-body radiation.
  19. Non è possibile conoscere esattamente e contemporaneamente la posizione e la velocità delle componenti del prodotto
  20. Il prodotto interagisce con i campi elettromagnetici.

higgs ha teorizzato il bosone.

Stavo controllando il televideo per vedere se il nobel per la fisica di quest’anno è stato assegnato secondo i pronostici, e così è stato: premio a Higgs e Englert.

Comico comunque come il televideo rai ha scritto la notizia

Pagina 161 – sottopagina 01
Rai NOBEL FISICA A HIGGS
E ENGLERT PER BOSONE

(,,,)
Il premio è andato a Peter Higgs, che nel 1964 ha teorizzato l’esistenza di  una particella che chiamò “bosone”,e al belga François Englert, arrivato autonomamente alla stessa conclusione. Nel  2012 è stato il Cern a dimostrare l’esistenza della “particella di Dio”, con l’apporto dell’Istituto nazionale italiano di fisica nucleare, dove l’annuncio è stato accolto con entusiasmo ed emozione. Italiani molti dei ricercatori e i due capi esperimento, Fabiola Gianotti e Guido Tonelli.

Tutto corretto tranne la perla che Higgs teorizzò una particella che chiamò bosone; per i non fisici Higgs aveva teorizzato una particella, con le caratteristiche di un bosone, che spiegava la massa delle particelle. Non ha teorizzato i bosoni.

L’articolo comunque è emblematico di come certi giornalisti scrivano la loro interpretazione della notizia ottenendo l’effetto: tunnel neutrinico.

Trollata sul gatto di Schrödinger ovvero la stoltezza di informarsi sul web leggendo senza avere basi o controllare le fonti

So che non ci si dovrebbe autocitare però questa è troppo clamorosa per lasciarla all’oblio. In un dibattito su un articolo di V. Brocca contro la sperimentazione animale, articolo dove l’autrice parla, a sproposito, della fisica dei quanti e teoria del caos,  ho scritto un messaggio contro i fisici che usano i gatti per sperimentare. E un utente animalista c’è cascato alla grande non cogliendo il riferimento al celebre esperimento di schrodinger.(1) Il tread che ne è seguito è spassosissimo fra battute sui motori a gatto imburrato, teoria del caos e richieste sugli autostati vibrazionali della coda del  gatto. Dimostrando un ennesima volta che i ricercatori hanno molto senso dell’umorismo, senso che a molti animalari manca completamente.  Menzione speciale per l’ottimo commento dell’utente uva63, citato nel titolo di questo articolo.

la sparata del sottoscritto:

Shevathas • un’ora fa
interessante comunque il collegamento fra SA e fisica, a quando una veemente
protesta contro i fisici delle particelle che si divertono a chiudere gatti dentro a scatole
ermetiche e poi speculare se siano vivi o morti?

la risposta del “pollo”

Daniele M Shevathas • un’ora fa
dovrebbero proibirlo

una selezione delle migliori risposte al pollo

hotinthewing Daniele M • 44 minuti fa
Ho passato tutto il terzo anno così, sai? Prendevamo ‘sto gatto e lolasciavamo nelle scatole con le polpette avvelenate per un po’. Poiaprivamo la scatola dopo aver scommesso se fosse vivo o morto.Vincevi solo se dicevi entrambe.

La Setta Sabottiglia shotinthewing • 36 minuti fa
Anche tu? Ma allora siamo colleghi! Hai fatto anche l’esperimento
con la perturbazione? Quello in cui tiravi la coda al gatto con un
filetto e osservavi la frequenza con cui oscillava tra l’autosatato
vivo e quello morto

Franc es c o Bruc e Maz z oc c hi La Setta Sabottiglia • 20 minuti fa
a me hanno fatto fare il motore a gatto imburrato…et voilaT, ilmoto perpetuo per tutti.1

Babbo Ors o La Setta Sabottiglia • 27 minuti fa
Chiedo lumi. Nel corso dell’interessante ricerca siete giunti ad
alcuna conclusione scientifica che verificasse il motivo per cui:
“Il gatto si morde la coda e non sa che la coda é sua”?.

s hotinthewing La Setta Sabottiglia • 35 minuti fa
Avoja. Il problema era giusto porta’ via i cadaveri a fine giornata. Si
faceva a turno.

Un utente chiede al tizio se ha colto il sarcarsmo del messaggio iniziale.

Dars h Daniele M • un’ora fa
La prego, mi dica che è un commento sarcastico.

la risposta è la seguente

Daniele M Darsh • un’ora fa
divertirsi chiudendo i gatti nelle scatole ermetiche? no, credo che
dovrebbero proibirlo.
Ma se è un metodo che ritieni utile possiamo chiuderci te. Così
non serve speculare. Se sei vivo bussa.

segue un’ottima riflessione di uva63

uva63 Daniele M • 39 minuti fa
Ok, non era sarcasmo. In compenso è la dimostrazione di comesia pericoloso pensare di informarsi leggendo quà e là sul web,senza avere le basi, o senza controllare le fonti.

in un altro ramo del tread si trovano interessanti riflessioni sulla teoria del caos

Damiano Bortolato shotinthewing • 5 minuti fa
Per molti la teoria del caos è quella cosa che si deve tirare in ballo
quando non si capisce una f a v a.
Ecco perché l’autrice ne parla.

sonato shotinthewing • 16 minuti fa
Te lo spiego io. E’ tutta colpa di Lorenz.
Se un battito d’ali di una farfalla a Rio de Janeiro puo’ scatenare un
tornado in Arkansas allora… ammazziamo tutte le farfalle alla faccia
dall’animalisti!!!

HerbertNEW shotinthewing • un’ora fa
Il nesso è evidente: credono che “teoria del caos” significhi che è tutto un
casino e che quindi si possa mettere in discussione qualunque teoria
scientifica anche solo per capriccio. 😉

Qui il dump di tutto lo spassosissimo tread

(1) Onde evitare polemiche quello del gatto è un esperimento immaginario, nessun felino è deceduto a causa di tale esperimento. In compenso però su internet ci sono tonnellate di immagini umoristiche ispirate a tale esperimento.

Storia di una teoria fisica: la luce.

Nature and nature’s laws lay hid in night;
God said “Let Newton be” and all was light.
[Alexander Pope]

It could not last; the Devil shouting “Ho!
Let Einstein be!” restored the status quo.
[John Squire]

La natura e le sue leggi giacevano nascoste nella notte
Dio disse: “sia Newton” e luce fu.

Ma non finì in quel modo.
Il Diavolo urlando: “Ho! sia Einstein”, riportò tutto allo status quo

Dopo aver visto precedentemente, cosa sia un’osservazione, una ipotesi, l’esperimento e una teoria, vediamo come funzionano prendendo come esempio la teoria fisica sulla luce(1); Da sempre i filosofi naturali si chiedevano quale fosse la natura della luce. Alcuni congetturarono che fosse composta da atomi di luce (Democrito) altri che fosse invece una sorta di fluido evanescente: l’etere (Aristotele).

Saltiamo avanti di qualche anno e arriviamo al 1675 circa, gli scienziati discutevano della natura della luce se essa fosse formata da corpuscoli o da onde. Erano state fatte alcune osservazioni sperimentali grazie alla campana di Torricelli, una campana di vetro in cui era possibile fare il vuoto, ovvero se noi mettiamo una campanella sotto la campana di vetro e, all’interno della campana di vetro facciamo il vuoto, anche se agitiamo la campanella non sentiamo il suono ma continuiamo a vedere la campanella. Quindi le onde sonore si propagano attraverso l’aria e/o i mezzi materiali(2), ma le onde luminose attraverso quale mezzo materiale si propagano ? A quell’epoca i fisici non credevano possibile che delle onde si potessero propagare nel vuoto.

Il maestro Jedi (che la forza sia con te) Isaac Newton sostenne, sulla base di quegli esperimenti, che la luce era formata da particelle, la così detta teoria corpuscolare della luce. Quella teoria spiegava bene i fenomeni come la riflessione, la rifrazione o la scomposizione della luce in un prisma. La riflessione era spiegata in termini, matematici, di urto elastico, per dare un idea lo stesso che avviene quando una palla da biliardo ideale colpisce una sponda del biliardo. La scomposizione della luce invece viene spiegata dalla differente velocità delle particelle di luce attraverso il prisma.

L’astronomo Christiaan Huygens invece sosteneva l’ipotesi ondulatoria della luce, ovvero che la luce fosse un onda ma tale teoria non riusciva, all’epoca, a giustificare come mai le onde si propagassero nel vuoto, quindi tale ipotesi non veniva accettata dai fisici dell’epoca

Quindi grazie alla statura di Newton si afferma la teoria corpuscolare, teoria che spiega bene (nel senso del formalismo matematico) i fenomeni osservati.

Arriviamo circa al 1800; Thomas YoungAugustin-Jean Fresnel realizzano delle esperienze sperimentali che mostrano che la luce ha, inequivocabilmente, una natura ondulatoria. Ovvero mostrano che la luce fatta passare attraverso fessure strette presenta fenomeni di diffrazione e, soprattutto usando l’esperimento dell’interferenza a doppia fenditura. Esperimento inspiegabile dalla teoria corpuscolare e spiegabilissimo invece se si considerava la luce come un onda. Quindi, per evidenza sperimentale, la teoria corpuscolare venne abbandonata e venne adottata la teoria ondulatoria.

Rimaneva però aperto il problema: “come si propagano le onde luminose”. Per risolverlo venne congetturata l’esistenza di una sostanza, l’etere luminifero, nella quale le onde luminose si propagassero. L’etere era una sostanza incredibile, non poteva essere eliminata dalle pompe a vuoto, permeava tutti i corpi, doveva avere una rigidità incredibile.

Nonostante questo buco nella teoria, la teoria ondulatoria veniva accettata ed utilizzata perché spiegava benissimo gli esperimenti.

Arriviamo al 1865, James Clerk Maxwell  rielabora i lavori precedenti sull’elettromagnetismo in modo da trattare la materia in maniera più organica, in particolare riporta quattro equazioni mediante le quali si riesce a descrivere, in termini matematici, molto bene i fenomeni elettrici e magnetici. Le soluzioni di tali equazioni infatti descrivevano il comportamento dei campi elettrico e magnetico.

Venne notato che esisteva una soluzione di tali equazioni che descriveva un campo elettrico ed un campo magnetico oscillanti nel vuoto, ovvero le onde elettromagnetiche poi scoperte da Heinrich Rudolf Hertz. Ed inoltre nelle equazioni che descrivevano il comportamento dei campi elettrico e magnetico nel vuoto compariva una costante che aveva le dimensioni fisiche di una velocità al quadrato.

Contemporaneamente continua la ricerca dell’etere; i fisici MichelsonMorley ideano e compiono un celebre esperimento per misurare la velocità dell’etere rispetto alla Terra, Terra che si muove nello spazio alla velocità di circa 30 Kilometri al secondo misurando le differenze di velocità della luce a seconda della direzione in cui viaggia il raggio luminoso. E fu un fiasco, non ci riuscirono, la luce sembrava avere la stessa velocità in qualunque direzione. Risultato, per la fisica dell’epoca, ancorata alla relatività galileiana inspiegabile.

Immaginiamo di avere due persone, una su un treno che viaggia di moto rettilineo a 360 Km/h (100 m/s e uno a terra.  Se quello sul treno lancia, in direzione opposta al moto del treno, un sasso con la fionda e tale sasso si muove alla velocità di 100 metri al secondo rispetto all’osservatore sul treno, l’osservatore a terra, secondo la relatività galileiana, vedrà il sasso praticamente fermo. Per la relatività galileiana infatti le velocità si sommano.

Adesso immaginiamo che il treno viaggi a 100.000 kilometri al secondo, se invece di un sasso l’osservatore sul treno lancia un impulso luminoso, lui lo vedrebbe muoversi a 300.000 Km/s mentre per l’osservatore a terra l’impulso dovrebbe viaggiare a 200.000 kilometri al secondo. In realtà la velocità misurata da entrambi gli osservatori è di 300.000 kilometri al secondo. La relatività galileiana, teoria testata e verificata sperimentalmente molte volte, non funziona più(3).

Ricapitoliamo: le equazioni di Maxwell descrivono, matematicamente, delle onde la cui velocità deve essere costante indipendentemente dalla velocità della sorgente, la luce sembrava avere la stessa velocità in qualsiasi direzione la si misurasse, anche questo in aperto contrasto con la relatività galileiana e newtoniana.

C’era anche un altro esperimento che le teorie fisiche del momento non riuscivano a spiegare: l’effetto fotoelettrico: se lanciamo contro una lastra metallica onde elettromagnetiche abbiamo che vengono emessi, dalla lamina, alcuni elettroni. La giustificazione del fenomeno per la fisica classica era: il campo elettromagnetico fa oscillare l’elettrone e se lo fa oscillare troppo lo strappa all’atomo in maniera simile alla fiamma di un fornello che porta pian piano l’acqua all’ebollizione.

Peccato che ci fossero alcuni fatti che quella spiegazione non riusciva a giustificare: innanzitutto affinché avvenisse il fenomeno la radiazione elettromagnetica doveva avere una frequenza superiore ad un certo valore di soglia. Come dire: se il fornello brucia a 200 gradi l’acqua bolle, se brucia a 150 non succede nulla. Secondo: se aumentavamo l’intensità delle onde incidenti aumentava il numero di elettroni strappati ma non la loro velocità e terzo la velocità degli elettroni strappati dipendeva solo dalla frequenza dell’onda incidente.

Conclusione: le teorie fisiche, che poi vennero dette classiche, non riuscivano a spiegare quei fenomeni, era un fiorire di ipotesi che cercavano di spiegarli, ad esempio Lorentz congetturò, per salvare la meccanica classica, che le distanze venissero contratte e i tempi dilatati nel verso di propagazione del raggio di luce per giustificare la costanza della velocità della luce, analogamente fiorivano ipotesi per spiegare i risultati ottenuti da Plank.

Uno studente del dottorato di ricerca in fisica al politecnico di Zurigo, temporaneamente impiegato all’ufficio brevetti di Berna(4), pubblica alcuni articoli sulle riviste scientifiche in cui, sviluppando la teoria sui quanti messa a punto da Max Plank, fornisce una spiegazione matematica dell’effetto fotoelettrico. Ipotizza che la luce sia formata da particelle (i quanti di luce) e che l’energia fra il quanto di luce e l’elettrone venga trasmessa di botto come avviene nel caso di un urto secco fra due palle da biliardo e non gradualmente come avviene con l’ebollizione.

Se il quanto ha poca energia si limita a rimbalzare come capita ad esempio ad un pallone lanciato contro un muro. Se invece ha abbastanza energia fa saltare un elettrone causando l’effetto fotoelettrico.

Dopo 100 anni ritorna in auge la teoria corpuscolare della luce. Oggi è noto che la luce si comporta sia come onda che come particella così come, ad esempio, gli elettroni. E per trovare una interpretazione di quei fenomeni ci son stati dibattiti all’interno della comunità dei Fisici, caspita se ce n’è son stati.

Riguardo poi alla costanza della velocità della luce, l’impiegato dell’ufficio brevetti elaborò le idee di Lorentz e le descrisse in maniera matematicamente organica in un suo celebre articolo che portò alla relatività ristretta.

Le idee di Einstein, come le ipotesi dei fisici precedentemente citati vennero accettate dal resto della comunità scientifica grazie agli esperimenti. Grazie al fatto che tali teorie spiegavano meglio ed in maniera più efficace osservazioni sperimentali e che, come capita nelle migliori teorie, consentivano di prevedere nuovi fenomeni che vennero realmente osservati.

Da notare anche che, a differenza della vulgata fuffista che vuole Einstein un incompetente a scuola che tira fuori, non si capisce da dove, idee innovative e, prima viene coperto di ridicolo e poi si copre di gloria, la realtà è che Einstein è stato un ottimo fisico, che ha elaborato e dato organicità a molti lavori e idee di grandi fisici precedenti(5) e che ha lavorato secondo i crismi della comunità scientifica portando a supporto delle sue ipotesi un sacco di esperimenti che venivano spiegati benissimo da quelle. Ed inoltre erano descritte in termini matematici rigorosi(6) a differenza di molti fuffari che si paragonano ad Einstein ma le cui ipotesi fanno acqua da tutte le parti e non son mai state verificate sperimentalmente.

E che la comunità scientifica non ha difficoltà ad accettare le novità purché fornite di robuste ed inequivocabili prove sperimentali, non è quel blocco monolitico di conservatori che si oppongono, per partito preso, a qualsiasi novità o spiegazione, come la teoria dei quanti di Plank, in aperta contraddizione con le teorie precedenti. L’importante è che:

  1. La teoria sia descritta matematicamente e che tale descrizione sia consistente.
  2. Le evidenze sperimentali portate a supporto della teoria siano state confermate da terze parti
  3. Gli eventi previsti dalla teoria effettivamente vengano misurati.

(1) È un articolo divulgativo quindi non crocifiggetemi per qualche semplificazione azzardata.

(2) Più è denso il mezzo e più viaggiano veloci, giova ricordare i western dove puntualmente l’indiano appoggiando l’orecchio al binario sentiva l’arrivo del treno molto prima di vederlo.

(3) In realtà per velocità “basse” ovvero molto inferiori rispetto alla velocità della luce, masse e distanze “piccole”, i risultati ottenuti usando la relatività galileiana differiscono da quelli ottenuti usando la relatività di Einstein di un valore di molti ordini di grandezza inferiori rispetto alla precisione degli strumenti di misura usuali. Come dire che nel disegnare la piantina di casa vostra il geometra può ignorare la curvatura terrestre e far finta che la terra sia piatta.

(4) Sì, Eintein quando elaborò le sue teorie era studente di dottorato di ricerca in Fisica.

(5) Ad esempio Michelson, Lorentz e Plank erano vincitori del premio Nobel per la Fisica.

(6) Per strutturare matematicamente la teoria della relatività Einstein chiese aiuto perché si trovò nella necessità di dover utilizzare l’ “absolute differential calculus  (quella che costituirà la base dell’analisi matematica tensoriale)”, una branca della matematica messa a punto in quegli anni da G. Ricci Cubastro e T. Levi Civita

velocità neutrinica

Quello che rimarrà della vicenda dei neutrini più veloci della luce, a parte la castroneria del tunnel della Gelmini, è la difficoltà da parte dei giornali di divulgare correttamente la scienza.

Quando i ricercatori hanno chiesto aiuto per comprendere come mai le misure di velocità presentavano anomalie, la stampa si è precipitata a dare Einstein per spacciato. Adesso che forse si è compresa la causa dell’anomalia, errori di misura, è tutto un fiorire di titoli del tipo

Il neutrino non è più veloce della luce «Riabilitata» la teoria di Einstein (Corriere della Sera)

oppure

Neutrini, smentita la scoperta c’era un’anomalia negli strumenti (Repubblica)

Il titolo del Corsera è fuorviante, un esperimento con risultati inattesi non spedisce, almeno da 400 anni a questa parte, una teoria nella spazzatura, al più vengono definiti meglio i limiti della teoria precedente. Come capitato, ad esempio, con la teoria della gravitazione Newtoniana e la teoria della Relatività.  In ambito “newtoniano”: basse velocità e piccole masse, le due teorie coincidono. La teoria di Newton diventa inaffidabile nel caso di velocità comparabili con quelle della luce e masse grosse, molto grosse.

Più equilibrato quello di Repubblica, anche se, per amor di precisione, c’è da dire che non era stata annunciata alcuna scoperta ma semplicemente una anomalia nelle misurazioni.

Non so quanto possa essere utile alla scienza, comunque questa spettacolarizzazione, la fisica non è una partita di calcio.

tunnel neutrinico e miracoli gelminiani.

Ho letto il famoso comunicato stampa della gelmini; non è altro che un lavoro di copiaincolla alla bell’e meglio delle varie cavolate sparate dai giornali riguardo all’esperimento sui neutrini fatto da qualche addetto stampa integralmente a digiuno della materia.
Però almeno un vantaggio l’ha avuto: persone che fino al giorno prima schifavano la scienza in nome del classico snobbismo italiota per le materie umanistiche sono diventate di botto fans della fisica.