Strade – La particella elementare della sinistra

Ottimo articolo divulgativo di fisica teorica politica che spiega bene il nuovo modello teorico delle interazioni della sinistra. Roba da far sembrare le teorie sulle stringhe di Kaluza Klein in spazi a 26 dimensioni complicate tanto quanto la tabellina del 7. (hat tip Barbara)

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Potere al Popolo si scinde, dicono che non trovano l’accordo per lo statuto, lo statuto si chiamava “statuto per tutte e per tutti”, ti so dire se no, insomma non si sono messi d’accordo e si scindono. E tu leggi la notizia, e pensi. Pensi a Guzzanti che fa Bertinotti. Pensi al Fronte popolare di Giudea. Poi pensi alla fisica subnucleare, perché questi continuano a scindersi, a scindersi sempre di più, ogni volta pensi che sia l’ultima e invece no, c’è sempre un livello successivo. Arriveranno a trovare la particella elementare della sinistra, pensi. Sono cose per cui devi avvertire l’INFN, non la commissione elettorale. (…)

Dunque, si pensi a una nuova particella elementare. Nuova ma anche antica, perché la storia del popolo eccetera.

Il nome. Per il nome bisognerà mettere ai voti. Le compagne e i compagni della sezione Gran Sasso propongono Sinistrone, in omaggio alla tradizione della sinistra italiana. Abbiamo la mozione internazionalista della sezione di Frascati per Leftone. La sezione di Legnaro propone Gauchino, per il Maggio francese. (…)

Secondo le nostre previsioni teoriche la particella sarà qualcosa di simile a un fermione, in quanto evidentemente soggetta al principio di esclusione di Pauli, non essendo fisicamente possibile per due particelle di sinistra elementare coesistere nel medesimo stato quantico, ma anche in due vicini si guarderanno storto. (…)

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Riace, il documento del Viminale — BUTAC – Bufale un tanto al chilo

Un buon articolo di BUTAC che fa chiarezza sulla vicenda; da notare:

A – La vicenda non è un gombloddone di Salvini; lo si può accusare di cinismo e di opportunismo, volendo anche di sciacallaggio ma le azioni poste in essere dalla magistratura e dal ministero non son sua opera diretta.

B – Nel caso Riace ci son sia peccattucci di poco conto, l’aggiornamento delle banche dati, sia azioni decisamente gravi come si può vedere nel documento del ministero pubblicato da ADN Kronos alla pagina 21. Non si tratta solo, come alcuni sostengono, di qualche timbro omesso o di un ritardo di alcuni giorni nel caricamento dei dati nelle banche dati strumentalmente utilizzato per revocare i contributi.

C – L’atto è stato predisposto, e firmato, dalla struttura amministrativa del ministero, non dal ministro, e riguarda comportamenti già segnalati come anomali nelle ispezioni del 2016 e del 2017.

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(…)

Le irregolarità

Sono evidenziati tutti i punti in cui, a seguito di due viste di controllo, le attività sono risultate non conformi alle normative vigenti. I punti che sono stati trovati irregolari sono molti, ognuno con tutte le sue spiegazioni. Sono tante le irregolarità rilevate nelle due visite effettuate durante l’ultimo anno. Non parliamo di quelle a cui si è fatto riferimento sui giornali quando è stato posto ai domiciliari il sindaco di Riace, quelle per cui qualcun’altro si è permesso di modificare i testi delle intercettazioni, creando un falso che è stato molto virale. No, sono altre irregolarità quelle a cui si fa riferimento. L’elenco è lungo. Ve le cito in ordine di apparizione:

  • Sovrapposizioni di strutture e di operatori tra SPRAR e CAS
  • Corrispondenze tra banca dati e case date in utilizzo
  • Prolungata permanenza nel programma di accoglienza di situazioni vulnerabili
  • Mancata o tardiva registrazione dei contratti
  • Rispetto degli standard abitativi, condizione e igiene nelle abitazioni
  • Appartamenti non conformi agli standrad SPRAR ubicati in località Riace
  • Modalità distinte di erogazione del “pocket money” dei “bonus”
  • Utilizzo dei bonus
  • Affidamento dei servizi agli enti gestori
  • Proroghe delle convenzioni con gli enti gestori e bando
  • Coinvolgimento dell’associazione Welcome
  • Redazione dei progetti individualizzati per i beneficiari
  • Orientamento legale
  • Corsi di italiano
  • Formazione e qualificazione professionale e attività di accompagnamento
  • Mediazione linguistica culturale
  • Adeguata professionalità degli operatori SPRAR
  • Revisore contabile

Ne consegue che la permanenza nello SPRAR, se eccessivamente protratta nel tempo e senza una chiara programmazione sull’uscita dall’assistenza denota l’incapacità del progetto a raggiungere gli scopi suoi propri trasformandosi in mero assistenzialismo. (dal documento in oggetto NdR)

In certi casi si tratta di omissioni burocratiche, in altre di casi (a quanto pare documentati da più visite) di irregolarità decisamente più gravi. Il documento è già una risposta alle osservazioni che sono state fatte dal Comune di Riace in difesa dalle accuse. Quindi si tratta già di un documento definitivo. (…)

Prefetto, non Ministro

I punti sopra riportati ovviamente non posso verificarli con voi, ma questo è un documento ufficiale del Governo, firmato non da un Ministro, ma dal Direttore Centrale dei Servizi civili per l’Immigrazione e l’Asilo. Il prefetto Daniela Parisi. Daniela Parisi è laureata in giurisprudenza ed è presente nell’elenco dei docenti della Scuola Nazionale di Amministrazione come esperta in materia di immigrazione. Lavora al Ministero dell’Interno dagli anni Novanta. Si occupa di immigrazione da circa vent’anni, è un prefetto, non un politico salito col nuovo governo. Non mi sento di contestare le sue valutazioni. Sono sufficienti a far saltare il Modello Riace? Non lo so, ma credo sia importante ricordare che le indagini e i controlli che hanno portato a questo evolversi della situazione sono partiti ben prima dell’insediamento dell’attuale governo. Non è un qualcosa di ideato da quest’amministrazione politica. Ma sicuramente sanno perfettamente come cavalcare la situazione. (…)

secondo giovanni: IL CASO SALVINI

Ottimo articolo che pone alcune riflessioni interessanti; da notare come anche per salvini si stia tentando il grimandello giudiziario per scardinarlo visto che l’opposizione è completamente incapace di qualsiasi azione politica di sorta.

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Dunque, il ministro dell’interno della repubblica italiana avrebbe commesso un crimine di enorme gravità, per il quale rischia fino a 30 anni di reclusione, non sono noccioline. Di fronte ad un fatto di tale gravità occorre porsi la domanda: l’accusa a Salvini ha un minimo di fondamento o si tratta solo di una volgare aggressione politica che con la legge e la sua applicazione non ha nulla a che vedere? (…)

Toscano Irriverente • Lo spasso: Travaglio sperimenta su di sé il metodo…

Lo spasso: Travaglio sperimenta su di sé il metodo Travaglio

Al direttore – Ho letto sul Fatto Quotidiano di mercoledì un editoriale di Marco Travaglio più spassoso di uno spettacolo di Beppe Grillo. Forse, caro direttore, lo avrà letto anche lei. Scrive Travaglio: “Siccome non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire né peggior cieco di chi non vuol vedere, Diego Bianchi in arte Zoro prende mezza frase dal mio articolo piuttosto lungo di ieri sui migranti per segnalarmi alla corte di rottweiler che popolano il suo profilo Twitter. I quali – senza aver letto una riga del mio pezzo – colgono l’occasione per riempirmi di insulti e dipingermi come servo di questo o quell’altro. Nessun problema: c’è chi pensa di fare informazione a colpi di show, magliette e tweet, e chi prova a farla documentandosi e studiando. Poi ciascuno sceglie quella che preferisce”. Caro Cerasa, mi viene un dubbio: Travaglio parlava del metodo Zoro o parlava del metodo Travaglio?

Marco Lippi

Caro Lippi, ricorderà anche lei la scena spassosa che sicuramente avrà avuto modo di vedere qualche tempo fa di fronte a Montecitorio, quando Alessandro Di Battista, uno zoro vero senza maiuscola, si ritrovò ad arringare una folla di indignati di fronte al Parlamento. Erano i tempi della riforma della legge elettorale, del Rosatellum, una legge elettorale che secondo i canoni del grillismo era incostituzionale, e che essendo incostituzionale immaginiamo verrà cambiata entro Ferragosto dal governo del cambiamento, e mentre arringava la folla Di Battista, dopo aver ringraziato chi aveva organizzato quella manifestazione, si accorge che quella piazza non era la sua piazza, e se ne accorge perché la folla lo insulta. Ladro, disonesto, e così via. A guidare il popolo dei forconi, c’era il generale Pappalardo, protagonista poi se non ricordiamo male di un simpatico scambio dialettico con il padre di Dibba (ci fu quasi una rissa), ma quel che conta è il principio. Che vale per Dibba, oggi collaboratore di Travaglio, e vale anche per Travaglio. Dibba ha scoperto che la regola del puro epurato dal più puro vale anche per i finti puri, ed è scappato da quella piazza. Travaglio, di fronte a Zoro, ha scoperto che il metodo Travaglio, ovvero un metodo fatto di frasi tagliate inserite senza contesto in un articolo costruito volontariamente per denigrare il prossimo e per eccitare contro qualcuno le cavallette della gogna digitale, è un metodo che fa orrore. Non sarà il metodo Travaglio applicato da Zoro a disinnescare il metodo Travaglio ma accorgersi cosa significa essere ricoperti di insulti per frasi decontestualizzate usate solo per eccitare i manganellatori digitali chissà che non faccia riflettere chi si accorge dell’effetto del manganello solo quando lo riceve, e non quando lo usa. I professionisti della forca sulla propria strada prima o poi incontrano sempre un generale Pappalardo.

In Terris Inferos – MenteCritica

La terza è che non capisco perché l’intellighenzia italiana insista sulla valenza e sulla continuità del soccorso in mare. Se, come viene affermato, la migrazione è un fenomeno indotto da guerra, carestia, condizioni di estrema indigenza, la posizione da sostenere dovrebbe essere che queste persone andrebbero prelevate direttamente in loco e trasferite con un ponte aereo navale in Europa in tutta sicurezza. Non capisco perché un migrante, per essere degno della considerazione dei nostri intellettuali, debba sottoporsi al percorso penitenziale che comporta la traversata del deserto, la prigionia, la tortura, l’imbarco e la successiva salvazione.
Quella del ponte umanitario sicuro sarebbe una posizione politica magari non popolare, ma perfettamente lecita. Si abbia il coraggio di assumerla e la si sostenga negli ambienti giusti piuttosto che discettare di corpi, indossare il mantello da samaritano e scrivere articolesse sui quotidiani.

Sorgente: In Terris Inferos – MenteCritica

come aiutare il ragazzo che chiede l’euro del carrello

Ricordarsi che al povero ragazzo del carrello di quell’euro restano forse un paio di centesimi, perché il resto va al racket che ne mette uno ad ogni uscita di supermarket. Io ai “ragazzi del carrello” porto fuori bottiglie d’acqua fresca d’estate, e qualcosa da mangiare d’inverno. Almeno quello va proprio a loro, non a chi li sta sfruttando.

fonte: commento a questo articolo.

 

Manipolazione delle notizie: panini televisivi e virgolettati ad arte

Un articolo molto interessante che spiega alcune tecniche per “manipolare le notizie”

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Il “panino televisivo” viene quasi sempre servito nei telegiornali o nei servizi a corredo dei talk show, (…)
Il concetto è semplice: le due fette di pane spettano al Governo, la farcitura all’opposizione.
In occasione di una notizia “calda” per la politica, la prima fetta di pane (un’intervista ampia, solitamente) spetta a un rappresentante del Governo, la farcitura spetta all’opposizione (un’altra intervista del capo dell’opposizione oppure una carrellata di mini-interviste da 5 secondi a vari esponenti della stessa). Chiude il servizio l’altra fetta di pane, ossia un’ampio intervento di un altro esponente del Governo (o meglio ancora, del Presidente del Consiglio). L’effetto sul pubblico è assicurato: ci si ricorda solo delle prime e delle ultime parole pronunciate. La tesi dell’opposizione sparisce nel pastone della notizia. (…)

Ovviamente per equidistanza e obiettività il giornalista riporterà due virgolettati che esprimano opinioni diverse. Ed è qui che avviene la “magia”. La prima opinione sarà generica e, anche se articolata, priva di veri contenuti significativi. La seconda sarà invece molto circostanziata e densa di contenuti in modo che il lettore si identifichi proprio con questa, ma illudendosi di aver fatto una scelta consapevole e libera tra le due.

Cinque Pezzi Facili – MenteCritica

Un articolo onesto sul problema dei migranti scevro sia della retorica “legaiola”, sia di quella dell’accoglienza sempre e comunque senza se e senza ma.

Facciamo qualche riflessione e facciamola basandoci sui fatti di cronaca e sui numeri piuttosto che sulle generiche affermazioni di principio alle quali, poi, spesso non segue altro che il compiacimento per averle espresse. (…)

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Un’altra sinistra è possibile? – non si sevizia un paperino

Ottimo articolo; senza una buona opposizione è difficile avere un buon governo visto che, se hai una opposizione pasticciona ed incapace, puoi fare le peggiori cazzate senza paura di pagar dazio.

Trovo utile che finalmente qualcuno inizi a rendersene conto, a capire che per contrastare salvini trasformarsi in una porta NOT collegata a cascata con un megafono è solamente inutile quando non controproducente.

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Peccato che mentre il Governo non faceva un cazzo nulla, la sinistra è riuscita – sfidando le leggi della fisica e piegando lo spazio-tempo – a fare ancora meno: un cazzo nulla meno sette fratto altri due cazzi, di cui almeno uno di dimensioni ragguardevoli.

È inutile criticare l’alleanza fra M5S e Lega quando il PD è stato alleato di Berlusconi e Alfano. È inutile puntare il dito sui litigi interni ai cinquestelle quando la sinistra sembra lo scheletro di un gatto dopo che ci si è seduto sopra Adinol un ippopotamo. È inutile attaccare sul fronte della coerenza quando si è stati coerenti a giorni alterni. Non si può andare a muso duro contro gli anti-europeisti dicendo che l’Europa non sbaglia mai, l’idea che l’Europa azzecchi ogni singola mossa è una cacata tale che a confronto Green Elephant è un film sull’igiene, oltre al fatto che l’unico effetto che si ottiene è quello di rafforzare l’idea di un’Italia sottomessa all’UE (anziché una sua parte attiva e autorevole), che non so se l’avete notato ma è una cosa che non piace quasi a nessuno. È inutile attaccare sul fronte dell’antirazzismo e del “restiamo umani” quando fino a ieri Minniti sposava una linea basata sulla repressione e contenimento (non solo col pugno duro sui rimpatri e l’estensione della rete dei centri di detenzione per i migranti irregolari, ma anche e soprattutto col piano di finanziamento ai campi per migranti in Libia, che non so voi ma a me ricordano tanto dei lager più soleggiati). Insomma, la sinistra deve smettere di inseguire la destra, perché sennò, come dice sempre un mio saggio amico, sono volatili per diabetici.

(…)

Se guardo alla sinistra degli ultimi anni vedo protagonismi, scissioni, divisioni, ma soprattutto vedo programmi confusi volti a lisciare il pelo contemporaneamente alla sinistra progressista e ai cattolici, che è come voler pulire il culo di una tigre usando un istrice: probabilmente si incazzeranno entrambi. Vedo un’assenza di concretezza e di coesione, di determinazione e di auto-determinazione, in un costante e fallimentare tentativo di inseguire quando non imitare la destra sul fronte del leaderismo, della semplificazione e del populismo, che per quanto mi riguarda sono proprio le cazzate che vorrei non facesse la gente che decido di votare.

La destra continua a giocare alla guerra fra poveri. I politici di sinistra potrebbero pensare a come disinnescare l’ordigno dell’intolleranza, (…) Ma non sembrano intenzionati a farlo, presi come sono dal cercare di capire come si chiamerà il loro prossimo partitino, sai, quello “a sinistra di Sinistra Attiva, ma anche a destra di Democrazia Elegante”, quello che non si sa se si alleerà o meno con il partitino a sinistra di Democrazia Elegante ma in diagonale rispetto a Rivoluzione Anafestica, anche perché loro si sono alleati con quello a destra (ma non troppo) di Rivolta Borghese collocandosi a fianco ma un po’ più in basso dei Comunisti Keynesiani (ma ruotato di 23 gradi in direzione di Poveri Pigiastronzoli) e questo è inaccettabile. (…)

Spero di sbagliarmi, lo faccio spesso, ma a questo giro sono davvero preoccupato, non tanto di quello che potrebbe fare la destra, quanto di quello che sembrerebbe incapace di fare la sinistra.