bobolo probo e politici ladri.

 soltanto un illuso (e ce ne sono molti, e Beppe Grillo è il più illuso di tutti) può pensare che un popolo probo e laborioso produca da decenni, e per coincidenza astrale, una classe dirigente viziosa. [Mattia Feltri]

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Campagna promozionale museo egizio di torino, dov’è lo scandalo?

Stavo leggendo le polemiche riguardo al museo egizio di torino e la campagna promozionale: sconti per i cittadini di lingua araba. Siccome in italia, come al solito, ci si divide in tifoserie: chi crede che qualunque cosa dica la Meloni sia sbagliata a prescindere e chi invece crede che chiunque attacchi la Meloni sia in malafede.

fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/10/torino-meloni-contesta-sconti-agli-arabi-del-museo-egizio-ma-il-direttore-la-rimprovera-strumentazione-politica/4150462/

Botta e risposta tra la leader di FdI, Giorgia Meloni, e il direttore del Museo Egizio Christian Greco sulla promozione lanciata nelle scorse settimane dal museo che prevede sconti sul biglietto d’ingresso per i cittadini di lingua araba. La leader di FdI nel capoluogo piemontese per una serie di iniziative elettorali, davanti al museo, durante una conferenza stampa, ha sottolineato che l’iniziativa “racconta di un razzismo che c’è ed è a danno degli italiani poiché un certo buonismo ipocrita sta trasformando gli italiani in ospiti a casa loro”. Al termine dell’incontro stampa si è presentato a Meloni il direttore del museo che dopo averle consegnato un volume sulla storia del museo e un biglietto d’ingresso ha spiegato: “Siamo il primo museo archeologico d’Italia, dialoghiamo con tutti e facciamo attività pubblica di inclusione per avvicinare il più possibile il pubblico al museo. Accogliamo senza tetto, andiamo negli ospedali e nelle carceri e con questa promozione cerchiamo di avvicinare quelle persone che in Egitto non si sono avvicinate al loro patrimonio. Per quanto ci riguarda, il nostro museo è di tutti e non siamo d’accordo che si prenda una delle tante promozioni che facciamo e la si demonizzi a uso politico”.

l’articolo è scritto male; sarebbe stato più chiaro scrivere “cittadini dei paesi di lingua araba”. La prima domanda che mi pongo è: e se invece dei paesi di lingua araba gli sconti fossero stati rivolti solo ai paesi del commonwealth oppure solo ai paesi il cui nome, in italiano, inizia per G oppure i paesi che adottano, come lingua ufficiale, il francese?

La domanda può sembrare stupida e captziosa ma cos’hanno i paesi arabi in più o in meno dei paesi del commonweath o di quelli che parlano francese? Come sarebbe stata accolta dall’opinione pubblica una promozione riservata ai cittadini dei paesi che parlano francese1?

Penso che molte anime belle che adesso si precipitano ad urlare contro la Meloni sarebbero scese in piazza a chiedere la testa del direttore del museo.

E quindi mi chiedo: dov’è lo scandalo? lo scandalo è qualcuno abbia protestato perché vengono fatte promozioni per cittadini di alcuni paesi rispetto ad altri oppure lo scandalo è che chi si è lamentata è stata la Meloni?

Comunque trovo buffo che i noglobal “siamo tutti uguali” no racism no discrimination no colesterolo e no alpitour esaltino un plateale caso di discriminazione sulla base della cittadinanza posseduta. Perché un cittadino del marocco sì mentre un congolese, un pakistano od un liberiano no?

 


  1.  Francia, Canada ma anche Marocco, Senegal, e tanti altri paesi africani  https://it.wikipedia.org/wiki/Africa_francofona

fascisti anti/2

Alla fine molti, anche ammettendo che abbiano tutta la buona fede del mondo, finiscono per comportarsi peggio dei fascisti che, a parole, dicono di voler combattere.

Stavo leggendo la vicenda di Pontedera e della piazza negata a Fratelli d’italia.

Il Comune di Pontedera ha negato l’autorizzazione del suolo pubblico a Fratelli d’Italia perché il partito ha sì presentato la richiesta sull’apposito modello, ma “‘sbianchettando’ la parte di una dichiarazione in cui si richiama il rispetto di norme nazionali in vigore che vietano sia la ricostituzione del partito fascista che la propaganda di istigazione all’odio razziale”, rendendo la richiesta “irricevibile”. Lo ha scritto in un post su Facebook il sindaco Simone Millozzi, in risposta alle proteste della leader di FdI Giorgia Meloni.

Due riflessioni: la prima è che mi chiedo a cosa serva inserire quella dichiarazione nel modulo; dovrebbe essere implicito che durante le manifestazioni si debbano rispettare, in ogni caso, le leggi dello stato. A che pro ricordare proprio quelle norme e non quelle riguardo al danneggiamento di proprietà altrui ed all’imbrattamento e distruzione del decoro cittadino?

“Non è il Comune, ma la Questura che autorizza o nega una manifestazione politica – afferma Millozzi – nel caso di specie la manifestazione politica si è svolta regolarmente. Se oltre la manifestazione viene richiesta l’installazione di palchi, gazebo o pedane sul suolo pubblico è il Comune tenuto a rilasciarne l’autorizzazione”. Ed è a quel punto che gli uffici del Comune, ha spiegato il sindaco, “informano Fratelli d’Italia che la richiesta così artefatta è irricevibile”.

Non sono un esperto di diritto amministrativo ma ho l’impressione che quello del comune sia un abuso. Che io sappia per la concessione di uso del suolo non è richiesta una dichiarazione di “rispetto delle leggi” ma solo di aver svolto gli adempimenti richiesti dalle norme. Tanto per intenderci se volete aprire un locale da ballo il comune ha tutto il diritto di chiedervi di mostrare il nulla osta dei vigili del fuoco relativo al rispetto delle norme di sicurezza, non ha alcun diritto invece di chiedervi una dichiarazione che nel locale non si spaccerà droga o che non avverranno molestie. Ergo se consegnate tutta la documentazione richiesta dalla legge tranne la dichiarazione di “non spaccio” il comune deve accettare la pratica e non può rigettarla.

Chiudendo la parentesi da azzeccagarbugli, faccio notare che una delle caratteristiche del fascismo è che il caporione di turno, od il potestà, avevano il potere di sostituirsi alla magistratura ed a dare punizioni a loro completo arbitrio. Per tale motivo la costituzione italiana, quella che, chi si spara pose da antifascista eroico partigiano, dice di amare svisceratamente recita:

Art. 25. Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.

Chi deve giudicare se ci sia stata una violazione della legge può essere solo “il giudice naturale precostituito per legge”. Il sindaco (o gli uffici) se volevano fare le cose pulite avrebbero dovuto denunciare “fratelli d’italia” per violazione delle leggi mancino e scelba ed aspettare la decisione della magistratura, non sostituirsi ad essa nel pronunciare sentenze.

Alla fine quello che sdogana di più il fascismo son proprio i comportamenti da fascista di chi fa gran vanto di essere antifascista e di voler combattere il fascismo. Ma non son antifascisti, come credono di essere, son solo fascisti anti.

Di maio vuole il ministero della meritocrazia…

Sorgente: Di Maio, serve ministero “Meritocrazia”. Scuola è massacrata – Elezioni 2018 – ANSA.it

“Servono gli Stati Generali della scuola non nuove riforme”

Luigi Di Maio intervenendo in streaming a Skuola.net ha rivelato di non aver votato nelk 2008. “Avevo 22 anni e non ho votato perché non mi sentivo rappresentato: ma da quel giorno mi sono ripromesso di iniziare un percorso di partecipazione. La vera sfida non è solo il voto ma la partecipazione. Mettersi in gioco e provare a cambiare le cose.

“Stiamo pensando a un ministero della meritocrazia che finalmente dia la possibilità al governo di fare politiche che permettano ai giovani e ai meno giovani meritevoli di raggiungere gli obbiettivi della loro vita. Il tema della meritocrazia non esiste in Italia. Gli onesti spesso sono ritenuti fessi”.

La scuola – ha detto ancora il candidato premier M5S – è stata massacrata dalle riforme. Servono gli Stati Generali della scuola non nuove riforme. Sono state fatte per la scuola quattro riforme in pochi anni ma ora, prima di tutto, la scuola vorrei rifinanziarla. Per assicurarci che non caschino tetti sulla testa degli studenti, che non cambino insegnanti ogni sei mesi e venga assicurata la continuità didattica e che non ci siano 30 alunni per classe. Io – ripete Di Maio – non sono dell’idea di mettere mano ad un’altra riforma”.

Sinceramente Di Maio che propone il ministero della meritocrazia è comico tanto quanto Berlusconi che proponga il ministero per la castità o la Boldrini quello per l’umiltà. Detto questo, noto che, come al solito, si parla di meritocrazia ma non si entra nel merito della vicenda. Per parlare di meritocrazia, con proprietà, occorrono due cose:

  1. definire bene cosa sia “il merito”
  2. specificare come tale merito possa essere misurato; misurato nella maniera più oggettiva possibile

Mancando le due cose,  il termine meritocrazia è solo un termine vacuo che serve a mascherare con belle parole il concetto: “non son io una capra ignorante ma è colpa dell’assenza di meritocrazia”.  E spesso gli stessi che stra parlano di meritocrazia sono i primi a lagnarsi quando si parla realmente di meritocrazia. Ricordo il caso di un maestro, all’epoca precario, che si lamentava dell’assenza di meritocrazia nella selezione dei maestri. Lo stesso che si lagnò alquanto quando non riuscì a passare il test di preselezione (test di preselezione pre) si lamentò alquanto che il MIUR pretendeva capacità di ragionamento logico matematico e capacità di comprensione del testo e non didattica innovativa come l’ascolto di De Andrè invece di insegnare il flauto…

Anche gli studenti; quanti pro “meritocrazia” sarebbero anche pro “test invalsi” e “esami di ammissione”? credo pochi, molto molto pochi.  Meglio la meritocrazia nella quale il merito è la capacità di antanizzazione supercazzolante prematurata postdatata.

Pattern…

 

Fatto di cronaca nera che colpisce.

 Situazione:

Politicamente conveniente

Politicamente imbarazzante

Autore: Terrorista. Squilibrato
Responsabilità “morale”: È del gruppo cui l’autore simpatizzava. È del singolo, non del gruppo.
Politico di riferimento: Enfatizza. Minimizza.
Strumentalizzazione: Giusta. Scorretta.
Giustificazioni: Ingiustificabile. Concorso di colpa di altri.
Situazione simile ricordata dall’altra parte: Mille distinguo. Mille distinguo.
Commenti su twitter: Sdegno a piene mani, leggi speciali. Minimizza, trova anche i torti dell’altra parte.

gratta via il nome dei protagonisti e i nomi delle fazioni in gioco e trovi sempre il solito, noioso, pattern.

Ma ha fatto anche cose buone…

Uno dei leit motiv della campagna elettorale è il tradizionale scontro sul fascismo1. In particolare si dibatte se il fascismo abbia fatto o meno cose buone.

Io penso che ridurre la storia ad un fumettone buoni buonissimi contro cattivi cattivissimi sia il modo migliore per dimenticare gli insegnamenti, spesso impartiti in maniera drammatica, della storia. I cattivi dei fumetti, per contratto, devono fare i cattivi e devono fare solo cose cattive, e nei fumetti meno stereotipati se fanno qualcosa di buono è solo perché hanno il secondo fine di fare qualcosa poi di molto più cattivo. Quindi lex luthor o joker sono cattivi e fanno cose cattive. Ma chi ha paura di lex luthor e joker? Uno che urlasse in piazza che servono leggi speciali contro lex luthor verrebbe preso per pazzo.

Ecco perché penso che trasformare hitler e mussolini in una sorta di lex luthor e di joker non sia una mossa molto accorta; perdi tutta la drammaticità della storia. Nella fumettizzazione della storia si innesta anche il dibattito, surreale a mio avviso, se Hitler o Mussolini abbiano o no fatto qualcosa di buono. Per me la risposta è sì; si sta parlando di fenomeni complessi durati molto tempo quindi è statisticamente certo che qualcosa di buono: una strada, una bonifica l’abbiano fatta. Fermo restando che il bilancio complessivo bene – male pende decisamente verso il “male”, l’aver scatenato la II guerra mondiale, la follia degli stermini, la shoa con annessi e connessi son colpe enormi, immense ed innegabili, colpe che non possono esser mondate dall’aver fatto bonificare una palude o risistemare una strada.

Però l’usare tali colpe per negare che qualcosa di “buono” possano aver fatto è infantile e stupido. Se i buoni fanno solo cose buonissime, visto che i cattivi fanno solo cose cattivissime, come si può giustificare, in questo schema, il bombardamento di Dresda, i gulag o le rappresaglie verso la popolazione civile tedesca alla fine della seconda guerra mondiale? Se fai un bilancio luci ed ombre ammettendo onestamente che c’è stata qualche flebile luce anche dalla parte che aveva moltissime ombre e qualche ombra nella parte luminosa te la cavi facilmente. Se ragioni in binario alla fine si arriva alla notte in cui tutte le vacche sono nere, che Dresda o Hiroshima sono la stessa cosa delle devastazioni naziste, e che l’unica colpa di Mussolini è di esser stato lo sconfitto e quindi quello che si è preso tutte le colpe. In pratica lo si trasforma da farabutto a martire.

Quando studi un bilancio devi guardare, onestamente, tutto attività e passività. Ed anche se il bilancio è in “profondo rosso” qualche cifra nera, piccola, la trovi. Il fatto che ci siano non nega il “profondo rosso” del bilancio, ma il negare che ci siano significa che del bilancio si sta guardando solo la parte che interessa oltre che falsificare il bilancio.

Ecco perché quando qualcuno tira fuori il “ma ha fatto anche cose buone” sarebbe meglio rispondere: “ma di certo non son sufficienti a cancellare le sue immense colpe” più che negare, mentendo, l’esistenza di cose buone.


  1. puntualmente quando a sx non sanno più cosa dire tirano fuori l’antifascismo. Vedi campagne elettorale del 1994, del 2001 e del 2008. 

Il rogo del re del carnevale e le fake news.

Una antica tradizione del carnevale, arrivata immutata da tempi pre cristiani, è il rogo del “re del carnevale” che chiude i festeggiamenti.

Durante il carnevale viene portato in città un fantoccio che viene eletto “re del carnevale”, con tanto di corte, feste e balli in piazza. Ed alla fine del carnevale viene ritualmente processato e bruciato in piazza.

Questo capita, ad esempio, in sardegna nel carnevale tempiese dove l’ultimo giorno del carnevale il “re del carnevale”, chiamato re Giorgio, viene processato, condannato e bruciato.

Il rito del bruciare il re del carnevale si innesta su antichi riti legati all’anno contadino; a gennaio e febbraio infatti si celebrano i fuochi di S. Antonio e di S. Sebastiano, ove in onore dei santi vengono accesi grandi falò sulla pubblica piazza con benedizioni balli e canti. Quella dei fuochi era una antica tradizione pagana poi cristianizzata.

In Sardegna la leggenda vuole che sia stato S. Antonio, detto Sant’Antoni de su fogu, a portare il fuoco agli uomini. La “cristianizzazione” del mito pagano è evidente.

Tutto questo per dire che è il bruciare fantocci in segno di buon auspicio è una antica, risalente all’antichità pre cristiana, tradizione del periodo carnevalesco, il periodo che va dall’epifania alla quaresima.

Nel periodo odierno non è raro che il fantoccio che impersona il re del carnevale e che verrà bruciato abbia le fattezze di qualche uomo politico o vip. Nei vari carnevali sardi con carri allegorici mi è capitato di vedere varie volte Berlusconi, o altri personaggi politici come Renzi, Renato Soru. Tanto per fare un esempio, qui il “Re Giorgio” del 2017 a tempio pausania; Re Giorgio con le fattezze di Trump.

Tutta questa premessa per parlare di un esempio concreto di come sia possibile, partendo da un fatto vero e dicendo solo cose vere, semplicemente enfatizzando  o minimizzando alcuni particolari, portare la gente a pensare alcune cose invece che altre.

Consideriamo la seguente notizia:

No, il fantoccio della Boldrini bruciato in piazza non è solo “goliardia giovanile”
A Busto Arsizio con la scusa di una festa locale le fiamme hanno avvolto un manichino della presidente della Camera
pira

Immaginate per un attimo se fosse accaduto nella piazza sotto casa vostra. A pochi passi dal vostro portone, dove giocano i bambini e passeggiano gli anziani. Un fantoccio raffigurante la presidente della Camera Laura Boldrini, che termina il mandato con eroica resistenza contro ogni genere di orrore che le è stato rovesciato addosso, viene bruciato in pubblico. Una pira come se ne vedono solo ai telegiornali, nei posti martoriati ai quattro angoli del pianeta, nelle manifestazioni di rabbia e violenza contro questo o quel leader mondiale, questo o quel Paese, questa o quella bandiera.

si nota subito la drammatica narrazione. Peccato che si parli non di un fantoccio portato, senza alcun motivo apparente in piazza ma di un fantoccio bruciato nelle feste carnevalesche dove spessissimo è presente il rito del rogo del re del carnevale, o della strega dell’inverno o di altre figure allegoriche. Figure che puntualmente hanno fattezze di politici o di vips. Quest’anno son stati bruciati, in quella festa tradizionale, fantocci con le effigi di Boldrini, Gentiloni e Trump. Ma stranamente lo scandalo grande è per la Boldrini, molto, ma molto, di meno per Gentiloni, nullo per Trump.

Impossibile fraintendere o soprassedere quanto è successo in piazza Einaudi di Busto Arsizio, in provincia di Varese: il manichino improvvisato ha il volto dell’ex portavoce dell’Unhcr per cinque anni a Montecitorio, ora candidata con Liberi e uguali. Non solo: intorno le è stata costruita una piccola e raccapricciante scenografia di cui ovviamente non daremo il minimo cenno. Basta limitarsi a spiegare che, al solito, prende di mira i migranti mescolando il tema alla tragedia della Costa Concordia.

Davvero il parto malato di un gruppo di nullafacenti che passano troppo tempo al bar.

A mettere a in scena il teatrino il Movimento Giovani Padani della Lega, che ha colto l’occasione – per così dire – della festa tradizionale della Giobia nella quale si brucerebbe un fantoccio in segno di buon auspicio. Un fantoccio che nel tempo ha assunto le sembianze di una strega e che quest’anno i nipotini di Matteo Salvini hanno pensato bene di sostituire col volto della presidente della Camera.

E che gli anni scorsi aveva fattezze di altri uomini politici come spiega bene questo tweet: (Ho letto l’articolo e non spiega esattamente che da anni i fantocci hanno le sembianze dei personaggi pubblici/potenti di turno che sono stati bruciati berlusconi salvini monti renzi pure il sindaco.. che è insomma una carnevalata che non meritava proprio di farci un articolo.. ) e quest’altro.

Sarà stato anche di pessimo gusto ma il pessimo gusto non è reato.

Nel corso della festa, tanto per non farsi mancare nulla (neanche un pizzico di contraddizione e nonsense), sono stati lanciati nel fuoco anche simulacri del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e di Donald Trump.

E già qui la vicenda comincia a puzzare; Boldrini e Trump, ok. Come mai lo scandalo è la boldrini mentre per Trump se ne parla di sfuggita? Non è che stiamo parlando di una carnevalata?

La Polizia ha avviato le indagini e identificherà, se non l’ha già fatto, i “creativi” del cretinismo leghista di provincia. Intanto, rimangono sul tavolo due questioni. La prima è la solita: la chiamerei sindrome da giustificazionismo. Sembra una leggerezza, è una strategia precisa per alzare l’asticella della tolleranza dell’opinione pubblica. Serve a fare in modo che sempre meno fatti di questo genere ci appaiano raccapriccianti come in effetti sono. Non è un caso che i vertici provinciali e cittadini del partito abbiano bollato il fatto come la solita “goliardia giovanile”. Alla pari, tanto per rispolverare lo stesso vocabolario, dell’invasione dei neofascisti di Como di qualche mese fa. “La goliardia giovanile non voleva mancare di rispetto all’ormai ex presidente della Camera” spiegano i dirigenti locali. Per fortuna il coordinamento federale del Movimento Giovani Padani di Milano si è dissociato “nella maniera più assoluta rispetto a quanto accaduto questa sera nella piazza di Busto Arsizio“.

Gombloddo…

L’altro elemento si riaggancia alla situazione concreta. Non risulta che nessuno abbia interrotto la violenta pagliacciata o abbia chiamato le forze dell’ordine in modo tempestivo. Ed è probabilmente questo l’aspetto più preoccupante, al netto degli sfortunati giovani padani. La mancanza di reazione, l’elettrocardiogramma piatto di cui parlavamo rispetto all’astensionismo che sembra scaricare i suoi effetti sulla cittadinanza attiva.

Al netto dello schieramento politico, infatti, e a maggior ragione nel contesto di una mezza tradizione locale, ci sono soglie che dovrebbero innescare una qualche reazione, un segno di vita e di disgusto, un po’ di dignità. E invece tutto tace e in piazza si bruciano, metaforicamente ma non troppo, le istituzioni della repubblica.

E qui stiamo allo sdegno a palate.

Faccio notare la struttura dell’articolo: apertura drammatica che da l’impressione che il rogo sia stato organizzato senza un motivo preciso che non l’odio verso la Boldrini, ovviamente santificata, viene minimizzato che si trattava di una tradizionale festa carnevalesca e viene omesso, o quasi, che i fantocci bruciati hanno avuto da sempre fattezze di politici, come i due tweet dimostrano e come ricordo personalmente dai carnevali tempiesi che ho visto. Ricordo di aver visto, a Tempio, in svariati carnevali, bruciato “Re Soru”, “Re Cappellacci”, “Re Berlusconi”, il sindaco, il vicesindaco, e nessuno che si sia mai scandalizzato.

Faccio notare che se il titolo dell’articolo fosse stato: “nella festa di busto arstizio bruciati fantocci rappresentanti Boldrini, Gentiloni e Trump”, molti avrebbero pensato alla solita carnevalata e si sarebbe persa un sacco di drammaticità.

Io mi chiedo quindi dove sia lo scandalo:

  1. Che venga bruciato un fantoccio in una festa carnevalesca?
  2. Che venga bruciato un fantoccio che somigli ad un politico in una festa carnevalesca?
  3. Che venga bruciato un fantoccio che somigli ad un politico italiano in una festa carnevalesca?
  4. Che venga bruciato un fantoccio che somigli ad un politico italiano di rilevanza nazionale in una festa carnevalesca?
  5. Che venga bruciato un fantoccio che somigli alla boldrini in una festa carnevalesca? (come dire)

Temo che la risposta sia la 5; la solita coerenza (con annesso kilometro di coda di paglia) di chi è charlie quando charlie ha nel mirino qualcuno che stia sulle balle altrimenti diventa uno degli sfegatati del Torquemada fans club.

PS

Tanto per par condicio queste “goliardate” stranamente non hanno sollevato la stessa indignazione Torino, i fantocci di Renzi, Salvini e Fassino appesi a testa in giù: “A piazzale Loreto c’è ancora posto”.

PPS

I giovani padani hanno fatto una stronzata dando un pretesto a tanti di piangere al ritorno del neofascismo, al vittimismo ed ad andare in piazza a stracciarsi le vesti (e chissà se tali vesti verranno stracciate anche per tanti altri carri allegorici carnevaleschi).

 

Alcuni sono antieuropei perché l’europa non permette di fare le cose all’italiana

Il titolo è quello che penso quando vedo certe manifestazioni “no euro” o manifestazioni dove la merkel viene trasformata in belzebù e vengono attribuiti a lei le colpe di tutto… Purtroppo l’europa non permette di fare tanti giochetti all’italiana con i fondi strutturali. Son fondi vincolati quindi devi spenderli nei modi, per gli scopi e nei tempi stabiliti dalla UE, altrimenti son persi1.

La sicilia, regione ricchissima con un PIL da far schiattare d’invidia il sultanato del Baunei, ha definitivamente perso 380 Milioni di euro di fondi europei. Perché?

fonte: http://palermo.repubblica.it/politica/2018/01/25/news/troppe_irregolarita_sui_fondi_di_agenda_2000_l_europa_si_riprende_380_milioni_dalla_sicilia-187243565/

Troppe irregolarità sui fondi di Agenda 2000: l’Europa si riprende 380 milioni dalla Sicilia
Il tribunale del Lussemburgo respinge il ricorso dell’Italia: “Troppe falle nei controlli”. Contestate violazioni sugli appalti, spese inutili e progetti presentati troppo tardi

di CLAUDIO REALE

Un duro schiaffo alla gestione dei fondi europei negli anni di Totò Cuffaro. E un’accusa pesantissima: “Ci sono troppe falle nella gestione e nei controlli”. (…) I fatti si riferiscono alla programmazione 2000-2006, la cosiddetta “Agenda 2000”: alla fine del 2015 gli ispettori comunitari avevano constatato che in Sicilia alcuni progetti erano stati presentati dopo la scadenza del termine, alcune spese per il personale non erano correlate al tempo effettivamente impiegato e giustificativi di spesa insufficienti. Ma non solo: secondo gli “arbitri” comunitari nei progetti erano finiti consulenti esterni privi delle qualifiche richieste e spese non pertinenti, ma erano anche state violate le procedure di appalto e per la selezione di docenti, esperti e fornitori.

A quel punto l’Avvocatura dello Stato da un lato e la Regione dall’altro avevano deciso di presentare ricorso. (…) Non è così per il tribunale del Lussemburgo: secondo i giudici, infatti, l’Italia non ha dimostrato l’erroneità della decisione della Commissione. Di più: per il tribunale è innegabile l’esistenza di errori sistemici, imputabili a insufficienze nei sistemi di gestione e di controllo. Quei soldi, insomma, sono destinati a tornare indietro.

Faccio notale le motivazioni; sono le solite: opacità nella spesa, manovre per favorire gli amici degli amici, il prendere le cose “all’italiana” ignorando scadenze, vincoli e altro, l’articolo lo spiega benissimo. Da notare anche il “troppe falle nei controlli”. I controlli son compiti della regione che riceve i fondi, quindi la colpa delle falle è chiaramente colpa dell’amministrazione.

Sui fondi europei l’europa è molto rigida: son fondi di scopo quindi devi spenderli nei tempi e nei modi che Bruxelles richiede. C’è anche da dire che mentre la Sicilia pesa, per il numero di abitanti, molto nel parlamento nazionale, in europa pesa molto, ma molto, di meno. E quindi ci son meno remore a tirare schiaffoni quando meritati.

Stavo leggendo le reazioni su twitter e, come al solito, è partito il piagnisteo: da quelli che danno le colpe al passato, dai Savoia fino al romano Marco Claudio Marcello (~ 212 a. C.), a quelli che urlano al gombloddone antisiciliano razzista di  bruxelles con annessi coretti dei No Euro, No Europa cattiva…
Direi che migliore campagna per la permanenza dell’Italia nell’europa e nell’euro non poteva esser fatta.

Perché fra le rigide regole (anche se talvolta a cazzo) di Bruxelles e i giochetti giustificati con la flessibilità ed il buon senso all’italiana preferisco il “dura lex sed lex”.

PS

Sarei curioso di sapere se, l’anno prossimo, i dirigenti responsabili prenderanno il massimo dei voti e tutto il premio di produttività. Visto che tale decisione viene presa dai politici è un buon modo per valutare la serietà anche della parte politica.

 


  1. Un esempio di giochetto all’italiana? Lo stato assegna alla provincia X i fondi per ristrutturare le scuole. La provincia non li spende e l’anno successivo, grazie a giochi di bilancio, li dirotta verso altri lidi. 

Buongiorno femminismo…

La candidatura di Giulia Buongiorno con la lega ha fatto prepotentemente emergere un fatto che si tendeva a tacere ed a negare: “il femminismo è di sinistra” e gli appelli alla “sorellanza” al fronte comune sono appelli che implicano l’adesione incondizionata ai valori, tutti, della sinistra, soprattutto quella estrema. Soprattutto quella estrema perché spiazzata dal crollo del comunismo sta cercando disperatamente qualche *ismo da sposare incondizionatamente e qualche altro *ismo contro il quale lottare strenuamente1.

Che l’appartenenza politica fosse un discrimine per distinguere fra “donne” e “portatrici di vagina” l’avevo già sospettato ai tempi delle crociate della Boldrini e degli attacchi a lei tutte le donne. Tante parole contro gli hater e contro le stronzate sui social e neppure una parola sulle minacce, gravi, ricevute da Beatrice Lorenzin per la vicenda dei vaccini.

Perché? Imho la Lorenzin aveva alcuni gravi difetti: era un ministro competente e apparteneva al centro destra. E questo negava la narrazione che voleva le donne di centro destra solo oche olgettine2.  Quindi la Lorenzin aveva sì una vagina ma non era una donna.

Emblematico il messaggio su twitter di Asia Argento3:

“L’avvocato Bongiorno aveva difeso il mafioso #Andreotti (“Assolto! Assolto! Assolto!”) ma si è rifiutata di tutelare alcune vittime di violenza sessuale nell’industria cinematografica… #DoppiaDifesa? Dissociazione totale”.

Da attivista per i diritti delle donne la Buongiorno è stata ridotta a mero avvocato difensore di Andreotti4 e, grave colpa, si è rifiutata di tutelare alcune “presunte” vittime di violenza. Quali? non viene detto.

Come spiegare tutto questo? la bandiera femminista non è una bandiera autonoma ma esiste solo legata alla bandiera rossa. Se qualcuno sostiene tale causa ma non sposa la bandiera rossa è uno che sicuramente ha doppi fini e vuole traviare le masse. Che poi è il solito mantra del PCI quando qualche altro partito faceva qualcosa di buono oppure condivideva qualche obiettivo con loro. Chi ne fece le spese furono soprattutto i socialisti quando decisero di uscire dalla sinistra settaria per virare verso la sinistra socialdemocratica. Craxi divenne il nemicissimo, peggio dei fascisti.

Quindi per essere per essere “per tutte le donne” ed un attacco a te in quanto donna è un attacco a tutte devi essere una Boldrini altrimenti al più sei solo una attacabilissima portatrice di vagina. Ma ciò fa perdere al femminismo l’aura di “super partes”  e diventa un argomento politico “in partes”.

E cosa succederà se l’interesse politico della sinistra sarà divergente rispetto all’interesse politico del femminismo? La butto lì: misure a sostegno della famiglia e delle donne lavoratrici presentate dal CDX. Guerra totale oppure “stavolta condividiamo la vostra idea che è anche la nostra”?  Puntualmente è capitata la prima rispetto alla seconda. Sarebbe opportuno pensarci…

 

 


  1. Ecco spiegata la rinascita del “pericolo fascista”. Per fare il piccolo san giorgio serve un drago, poi se è di cartapesta è anche meglio, 
  2. Si veda il caso Mara Carfagna contro Sabina Guzzanti. La Guzzanti è stata condannata per diffamazione a seguito della sua affermazione sul fatto che la Carfagna sia stata scelta per meriti di “bunga bunga”. 
  3. Che viste le marchette con la Berlinguer a cartabianca e i siparietti con Luxuria penso stia per intraprendere la carriera di “ragazza immagine” per il partito di tutte le foglioline donne. 
  4. Che poi pensare che basti un buon avvocato per essere assolti, anche se colpevoli significa dire che i magistrati son degli incompetenti che si fanno facilmente abbindolare. 

Errori di comunicazione

Stavo leggendo della stupidaggine sparata da Gene Gnocchi a di martedì. La sua, squallida, battuta è stata: “E’ un maiale femmina. Si chiama Claretta Petacci”(fonte)

Pochi messaggi fa scrivevo di come spesso la sinistra tenda a trasformare i suoi nemici vincenti in creature con poteri mitologici perché l’essere sconfitti da un dio, dio che per di più gioca sporco, è molto più consolante ed autoassolutorio che dover ammettere di aver fatto qualche cazzata di troppo.

Gene Gnocchi ha fatto un errore madornale di comunicazione; a che pro rinvangare il fascismo e lanciarsi in quello che il manzoni definì “codardo oltraggio?” Gli effetti della battuta saranno:

  • di far compattare l’estrema destra fornendogli in un piatto d’argento buoni motivi per fare un poco di vittimismo e puntare il dito contro chi fino a ieri faceva fuoco e fiamme contro gli haters e adesso tiene un imbarazzato silenzio.
  • disgustare un poco chi conosce la storia per quella che è e non il fumettone a base di buoni buonissimi contro cattivi cattivissimi vagamente ispirato alle vicende storiche che si sta cercando di narrare.
  • dare l’impressione di essere un vigliacco che fa pessimo umorismo sui morti.

E questo si traduce in voti che escono dalla fazione Gnocchi per prendere altre strade.

Purtroppo quello che unisce il csx è solo l’antifascismo di facciata ergo nessuno dirà a Gene: “guarda che hai detto una stronzata colossale” e quindi si prenderanno la nomea di coloro che son solo capaci di fare umorismo sui morti.

PS

La petacci era l’amante di mussolini. Sulle colpe di mussolini si è detto tanto e nessuno le nega. La petacci ha pagato il suo essere l’amante di mussolini; è morta e, imho, un sobrio silenzio sarebbe più opportuno di un pessimo umorismo. Il modo migliore per far tornare il fascismo è proprio il non volerlo consegnare alla storia ma trasformarlo in un satana contro il quale far coalizzare tutti i fedeli.