Magistratopoli

Stavo leggendo dell’intreccio fra magistratura e politica, l’ultimo scandalo in ordine di tempo.
Cosa posso dire: quello altro non è che il frutto di 20 e passa anni passati a giustificare le peggiori porcherie della magistratura in nome del “bene supremo”, ovvero l’abbattere l’avversario politico in ogni modo e con tutti i mezzi.

Si è fatto carne di porco di tutte le garanzie a difesa dell’imputato in nome del diritto di sapere, anche cose che per loro natura non interessavano e che, secondo costituzione, dovevano rimanere riservate, si è voluta la giustistia gossip e si son voluti i processi “in piazza”, processi basati su stralci di intercettazioni accuratamente selezionate. Questo perché il bobolo era buono ed aveva diritto a sapere, Come è capitato alla argento, con il caso Bennett, anche loro stanno gustando la zuppa da loro cucinata con tanto ammmore…

Una caratteristica del fesso che si crede furbo è il pensare che nessun altro usi i suoi stessi trucchi, azione che poi lo porta a cascare come un pollo quando gli avversari lo imitano. Se notiamo il giochino “impresentabile/inquisito” alla fine sta devastando chi ha iniziato ad usarlo per primo facendo girotondi e urlando honestà, honestà.

Non so come andrà a finire ma alcuni indizi: il fatto che oramai le inchieste spettacolo spostino meno voti di una comparsata al grande fratello, che la gente è più interessata a politici capaci di dar risposta alle loro domande e non a chi è così bianco che più bianco non si può, che forse sarò la volta buona che si riequilibra il rapporto fra politica e magistratura togliendo la prima dalla tutela della seconda.

Vediamo.

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Voto e cultura

Stavo leggendo le polemiche legate alle dichiazioni di Cuperlo sui risultati elettorali

Sorgente: Storia di una cosa che Gianni Cuperlo non ha mai detto – Il Post

Storia di una cosa che Gianni Cuperlo non ha mai detto
Il parlamentare del PD è stato criticato e insultato sui social perché alcuni giornali hanno riportato male una sua frase sul risultato della Lega in Sardegna

(…) La frase in questione arriva dalla puntata di lunedì L’Aria che tira, il programma mattutino condotto da Myrta Melino. Commentando i risultati delle europee, Cuperlo ha detto:

A me colpisce che oggi la Lega sia il primo partito in Sardegna. In Sardegna, il 33% dei ragazzi tra 14 e 18 anni che frequenta la secondaria, non completerà il corso di studi. E questo governo, cui la Lega è azionista di riferimento, non ha fatto alcunché sulle politiche del diritto allo studio. O noi riusciamo a ricollegare la nostra offerta, la nostra iniziativa politica, la nostra proposta alle condizioni materiali di vita di quelle persone oppure continueremo a fare dei ragionamenti molto vaghi.

La riflessione di Cuperlo, quindi, era sull’ottimo risultato della Lega in una regione in cui, secondo lui, il partito di Matteo Salvini non ha fatto nulla per risolvere un problema molto grave e centrale, come quello dell’abbandono scolastico. Ascoltando il suo intervento, è piuttosto evidente che non volesse fare un collegamento tra il basso grado di istruzione e gli elettori che hanno votato la Lega.

Alcune riflessioni.

La prima è che per attrarre servono i titoli clickbait, le pacate riflessioni attirano meno click di trollate più o meno volontarie. E se qualcuno ha interesse a fraintendere riesce a fraintendere l’impossibile. Vizio perfettamente trasversale agli orientamenti politici delle testate.

La seconda è che molti sul web stavano facendo la solita riflessione autoconsolatoria che la parte migliore (e minoritaria) ha votato il partito migliore, la maggioranza burina ha votato il partito burino.  E come al solito i voti “dei burini” fanno schifo solamente se non arrivano ai buoni, altrimenti valgono tanto quanto quelli degli “accultuVati”.

La terza è che solo cinque anni fa il PD fece il pieno prendendo il 40% alle elezioni; la sardegna aveva problemi grossi allora (e una giunta di CSX) e ha ancora problemi, con una giunta di CDX entrata da circa tre mesi. Più che pensare alle manchevolezze della lega e di questa giunta ci sarebbe da riflettere su cosa non ha fatto, o non è riuscita a fare, la giunta precedente.

La quarta è che spesso ci si lamenta di cosa stia o non stia facendo chi si trova al governo ma non si dice invece in che modo si dovrebbe comportare. Dire: “così non va” è facile, dire, “invece va fatto così e cosà” è invece molto più arduo.

Bispensiero clericale

Per comprendere a fondo il concetto di bispensiero nel contesto e nell’accezione specifica dell’opus magnum orwelliana, un ottimo esempio è rappresentato dalle dinamiche che stanno alla base della guerra perenne tra gli stati. L’Oceania, all’inizio del racconto, è in guerra contro l’Eurasia ed alleata con l’Estasia: così è scritto su tutti i libri di storia, i giornali, i manifesti propagandistici affissi ai muri e dichiarato da tutti i dispacci diramati attraverso i teleschermi, mediante i quali vengono confermate continue conquiste sul fronte eurasiano. Ogni mese, alcuni prigionieri eurasiani vengono giustiziati in piazza. Tutti sanno e ricordano perfettamente che la situazione è questa e che lo è sempre stata.

Se il nemico era quello, e il nemico rappresentava il male assoluto, non si poteva mai essere stati alleati con esso. Eppure Winston Smith, il protagonista, ricordava che appena quattro anni prima la situazione era l’esatto opposto: il suo Paese era stato in guerra con l’Estasia e alleato con l’Eurasia; e ciò che lo spaventava enormemente era che lui sembrava essere l’unico a ricordare quella nozione. Quella, così come tante altre.

Sorgente: Bispensiero – Wikipedia

Sui social, dopo le ultime uscite di salvini e del cardinale elettricista (cit.), sto vedendo che molti stanno esercitandosi nel bipensiero. Prima la chiesa era il male, le ingerenze politiche della chiesa profondamente sbagliate, la chiesa copriva i preti pedofili, era omofoba, lottava contro il “diritto alla procreazione” era bigotta ed ipocrita. Le sentinelle in piedi erano la summa del bigottismo, per carità non parliamo del congresso di Verona.

Adesso invece di tutto quello non se ne parla più ed anche i miei contatti “cloro al clero” nei social invece condividono le frasi dette, o messe in bocca, a papa ciccio primo e lo esaltano come buono in opposizione al cattivo salveeny.

Che è successo? penso che fra chiesa partito e partito chiesa ci sia una alleanza temporanea contro il grande satana che osa toccare il businnes dell’accoglienza. Per rendersene conto basta vedere le tante proteste di questi giorni, la notizia che anche la caritas ha rinunciato a partecipare a bandi perché le spese per migrante son state ridotte da 35 a 21 €/giorno o gli annunci di esuberi nell’industria dell’assistenza.

Adesso, io capisco che le esigenze politiche possano spingere diavolo ed acqua santa ad unirsi, è capitato anche con “Renzusconi”, quello che mi fa ridere comunque è che non si ammetta di aver cambiato idea per convinzione ma, in pieno stile 1984, si sostenga di essere stati da sempre convintamente alleati.

Con i risultati delle europee ci sarà da divertirsi, soprattutto se si tenterà di fare un cambio in corsa lega-PD al governo… Ci sarà da ridere, per non piangere…

Se “bella ciao” diventa un inno di partito…

Trovo sia alquanto ipocrita scandalizzarsi se non viene considerata una canzone che unisce ma un inno di partito al livello di “meno male che silvio c’è” o “l’internazionale”

Piaccia o no questo strumentalizzare la memoria per questioni di bassa bottega è proprio la causa del fatto che la resistenza non venga ricordata come un momento di unione che dovrebbe unire tutti ma solo come un’ennesima battaglia di una guerra, fra (pseudo)fascisti e fascisti travestiti da antifascisti, che si trascina ancora oggi.

 

Sorgente: Salone del Libro, i visitatori cantano “Bella ciao” di fronte all’autrice del libro di Salvini – Repubblica Tv – la Repubblica.it

salone del libro e altafonte

Stavo leggendo le polemiche sul salone del libro e la casa editrice, di simpatie neofasciste altafonte.

Imho fornisce materiale utilissimo per una saga sull’autolesionismo e sul fatto che gli “antifascisti” spesso facciano più danno che altro trasformandosi nel miglior puntello per coloro che, a parole, dicono di voler contrastare.

Primo errore: il pretendere che venga sciolto un contratto già stipulato perché non si condividono le idee del boss della casa editrice è un classico comportamento fascista. Perché o le azioni della società sono illegali o violano il contratto, ed allora è giusto che venga cacciata, o non lo sono ed allora il cacciarla, adesso, diventa un abuso. Ottimo materiale per permettergli di spararsi pose da martire.

Secondo errore: il precedente. La morale della storia è che è giusto cacciare chi esprime pensieri che non si gradiscono, ed è un precedente, precedente che poi può essere invocato quando quello da allontanare è una qualche società LGBTQIαβγℵ friendly.

Terzo errore: si avvicinano le elezioni e, invece di parlare di cosa fare in europa, di programmi, di idee, si tira fuori il solito antifascismo di facciata. Votateci perché siamo antifascisti (anche se ci si comporta al loro stesso modo). Ottima strategia che permise al PD di stravincere le ultime elezioni politiche ed a LeU e PaP di superare di gran carriera il 10%…

Quarto errore: l’effetto Streisand; la casa editrice aveva partecipato, in silenzio e senza che nessuno la considerasse, ai saloni precedenti. Adesso ha avuto una enorme pubblicità gratuita, tutti ne parlano e si è fatta conoscere a tutti. Proprio l’effetto opposto a quello che si sarebbe voluto ottenere cacciandola dal salone. Cioè non paga per stare al salone, incassa il risarcimento per la rescissione unilaterale del contratto, e ha tantissima pubblicità.
Chi è sceso in lotta contro Altafonte deve aver utilizzato queste “tecniche segrete di lotta antifascista“.

E quest’ultimo errore dovrebbe far capire quanto sia deleterio appoggiarsi ad antifascisti da operetta, gente pronta ad accusare di fascismo qualsiasi cosa non condivida o non gli vada a genio, gente che adotta comportamenti fascisti per contrastare un fascismo che oramai esiste solo nella loro testa. Per un voto di fanatico che ti porta te ne fa perdere cinque di chi vorrebbe ascoltare programmi, idee e proposte e non vedere gente convinta di essere ancora al 26 aprile 1945.
Sinceramente, con nemici simili quello che dovrebbe essere strano è che il governo GialloVerde non abbia il sostegno della maggior parte delle persone, o meglio è puntellato da TINA perché viene giudicato il male minore.

Telebuonismo…

Questo: Non toccateci Immigrant Song (di Rosalba Frangipane) (e soprattutto studiate l’inglese!!) | Scenarieconomici.it l’ho trovato decisamente interessate; ho l’ho trovato un articolo interessante. Ho visto anche io parte di quella puntata di the voice of italy e devo dire che ha pagato abbastanza tributi al politically correct e al culto dell’aMMMore…

Ricordo anche un’altra scenetta: una partecipante, prima di cantare, ha dedicato la sua canzone, inedita, a tutte le donne ed elettra lamborghini si è girata, il girarsi significa che il concorrente è stato scelto dal coach per proseguire, prima ancora di averla sentita cantare.

Mi è sembrato strano, quasi che invece della voce e della capacità canora si volessero premiare le buone intenzioni.

Ma alla fine è questo buonismo ipocrita imposto che, come naturale reazione, genera abbastanza cattiveria.

Sorgente: Non toccateci Immigrant Song (di Rosalba Frangipane) (e soprattutto studiate l’inglese!!) | Scenarieconomici.it

(…) Nella seconda puntata del programma The Voice of Italy, in onda su Rai 2 due sere fa, la conduttrice Simona Ventura, durante l’ esibizione di uno dei concorrenti che si presentava in gara con il brano “Immigrant Song” dei mitici Led Zeppelin, ha pronunciato una frase diretta al ministro Matteo Salvini ed evidentemente anche alle politiche messe in atto dal governo italiano per fronteggiare l’immigrazione.

La scena è la seguente: il concorrente sta cantando (un po’ a fatica) tutti ballano e ondeggiano sorridenti e inebriati al ritmo frenetico della musica ma ad un certo punto la Ventura, circondata dagli amici del concorrente, e presa dal ritmo incalzante se ne esce fuori con la frase: “E’ la canzone di Salvini questa..”. L’esibizione finisce e il concorrente viene ahimè bocciato senza appello dai giudici. A questo punto lei, che nel frattempo ci è rimasta malissimo, (i conduttori vorrebbero che tutti i concorrenti vincessero?) prosegue sul tema immigrazione molto convinta e insistente (per lei il riferimento esplicito: è nel titolo inglese “Immigrant Song…”) aggiungendo al male il peggio dice:

“….Io l’avrei fatta passare solo per il testo”

– o “per il pezzo” – ma il significato cambia poco a questo punto. Così poco dopo sui social giustamente scoppia la bufera, perché quel brano con il ministro Matteo Salvini e con la questione immigrazione dei giorni nostri “non c’entra una mazza”.

Alla fine gli antisalviniani sono ossessionati e piazzano matteo salvini in ogni dove, spesso per giocare ai paladini e spararsi pose da buoni buonissimi buonissimissimissimi. Peccato che ciò abbia due conseguenze alquanto nefaste: la prima è tanta pubblicità gratuita per Salvini, cosa d’altra parte già vista con berlusconi quando in qualunque trasmissione televisiva si parlava, bene o male, di lui. E la regola aurea della pubblicità è: che se ne parli, bene o male se ne deve parlare.

La seconda è che se presenti Salvini come la nemesi degli immigrati, quando ti trovi ad avere qualche problema con la risorsa parcheggiatrice abusiva o fastidio con chi ti chiede nei parcheggi del supermercato di aiutarlo ad aiutare l’inps ti viene naturale pensare a Salvini come alla soluzione. Come dire: gli tirano una volata colossale e poi si stupiscono che vinca di gran carriera.

Da notare anche che far “promuovere” solo per le buone intenzioni è abbastanza diseducativo; perché in una gara canora devi premiare chi canta bene e chi sa colpire il pubblico, non chi è stato più buono.

La prima domanda che ci siamo posti è se la scelta del celebre brano Immigrant Song sia stata una scelta personale del concorrente o dello staff di produzione. Ebbene non lo sapremo mai. (…)

Qualche riflessione l’abbiamo fatta se non fosse perché, a dirla tutta, presentarsi con una canzone simile che praticamente solo Robert Plant poteva cantare, perché naturalmente dotato di quella sua particolarissima tonalità di voce, in pratica vuol dire andare a sfracellarsi senza airbag.

Ma se la concorrente è stata eliminata è per colpa dei fasciorazzisti e degli hater su internette, non del fatto che ha tentato una canzone fuori dalla sua portata…

La seconda domanda che ci siamo posti è questa: se almeno due nozioni, due, di inglese (anche perché il testo del brano è semplice) (…)

Non ci è voluto molto e sul web si è scatenato di tutto. Infatti occorre maneggiare con cura certi argomenti come la musica rock e hard rock degli anni 70 perché chi la conosce da tempo e la ascolta appassionatamente è di solito molto preparato, molto preciso e non lo puoi mica fregare. E Immigrant song non c’entra assolutamente nulla con il significato che gli si è voluto attribuire forzandone un contenuto che non c’è.

Quel brano non ha nulla a che vedere con l’immigrazione che stiamo vivendo oggi, con le centinaia di migliaia di poveri, di disperati che dall’Africa, e non solo da lì, vogliono venire in occidente e in Europa. (….)

Insomma giudicata la canzone dal titolo e basta. Come direbbe, giustamente Sgarbi: capre, capre, CAPRE!!!

pedalare per produrre energia?

Stavo leggendo gli articoli sulla manifestazione del venerdì, mi spiace dire che in molti articoli ho trovato uno strafalcione abbastanza grave. Per intenderci è uno di quegli errori che causa l’immediata cessazione dell’esame di fisica 1 e conseguente moto parabolico del libretto, moto dovuto dal combinato dell’impulso del docente e del campo gravitazionale terrestre. (lancio del libretto)

Ovvero la confusione fra la potenza, che si misura in watt, e l’energia che si dovrebbe misurare in joule ma che spesso si misura in watt per ora o watt-ora. Il rapporto fra potenza ed energia è simile a quello fra lunghezza e velocità; la velocità è la lunghezza percorsa nel tempo, un rapporto fra spazio e tempo, allo stesso modo la potenza è l’energia prodotta nel tempo, un rapporto fra energia e tempo. Parlare di una energia di 12 KW è quindi come parlare di una lunghezza di 50 Km/h, una cosa fisicamente senza senso. E il fatto che ci sia uno strafalcione simile fa porre serissimi dubbi sull’attendibilità scientifica e tecnica dell’articolo.

A margine fare notare come certe idee vengono spacciate per “innovazioni ecologiche” quando in realtà sono specchietti per allodole; un impianto microfonico consuma, relativamente, poco. il grosso dell’inquinamento generato da una manifestazione è dato dalla movimentazione del materiale, dal montaggio e dallo smontaggio e dalla pulizia finale. Le impalcature non penso siano state trasportate a dorso di mulo e sollevate “a spalla”. A voler esser buoni abbiamo ridotto pochissimo l’inquinamento altro che impatto zero. Sarebbe stato più ecologico non fare la manifestazione :-).

Questo però fa notare una cosa abbastanza importante: molti son convinti di fare grandi azioni per l’ambiente solo perché illusi da specchietti per allodole; la politica energetica è qualcosa di molto più complesso di quanto si pensi, servono numeri e analisi serie non slogan.

Poi sul quanto sia efficiente produrre energia con le dinamo lascio la parola a Mattia, https://www.butta.org/2015/10/18/lidiozia-del-giorno/

PS

Se 128 persone a pedalare per un’ora producono 12 KWh e possono tenere in piedi, a voler essere particolarmente ottimisti, una ventina di case, ciò significa che per tenere in piedi, per un’ora, una cittadina di 1.500 abitanti e 500 case servirebbero 3.200 persone, più del doppio dei residenti.

sul gretismo /2

Per curiosità ho letto il discorso di greta al parlamento europeo

fonte: http://www.ilcambiamento.it/articoli/greta-thunberg-il-tempo-sta-per-scadere-non-fallite-vogliamo-un-futuro

Mi ha divertito individuare gli artifizi retorici nei suoi appelli. Il succo di fondo non mi trova d’accordo; non basta fare appelli ai politici per chiedere un cambiamento se contemporaneamente non fai capire alle persone che anche loro devono cambiare. Un politico potrebbe imporre il cambiamento contro una popolazione che non lo vuole? Sì purché agisca stile corea del nord altrimenti, purtroppo, in democrazia decide la maggioranza delle persone. E se la maggioranza vota una massa di idioti che credono basti mandare una letterina a babbo natale per avere tanti doni, ti trovi al governo una massa di idioti che pensano di risolvere i problemi scrivendo a babbo natale.

Alcuni passaggi che mi hanno colpito del discorso (grassetti miei)

«Il mio nome è Greta Thunberg, ho 16 anni, vengo dalla Svezia e voglia sapere che avete paura, vorrei vedervi reagire come se le fiamme stessero per incendiare la vostra casa.

(…) Nell’anno 2030, dieci anni, 259 giorni e 10 ore da questo momento, ci troveremo in una situazione in cui vedremo una irreversibile catena di reazioni che porterà alla fine della nostra civiltà, come l’abbiamo conosciuta. Questo è ciò che succederà, a meno che non vengano urgentemente e in permanenza implementate una serie di cambiamenti in tutti gli aspetti della nostra società, compresa una riduzione delle nostre emissioni di Co2, come minimo del 50%.

Da notare: queste previsioni dipendono da misure e dispositivi che non sono stati neppure ancora inventati. (…)

da tecnico noto una cosa: fa una previsione molto precisa e poi esce con una sparata “ridurre le emissioni di CO2 del 50%”, se viene fatta una previsione precisa mi aspetto che poi seguano dati precisi; l’impressione è come se avesse detto: “la distanza fra cagliari e sassari è di 221.346,84293 metri, kilometro in più, kilometro in meno.” Cioè una misura che sembra molto precisa ma in realtà non lo è affatto. E quindi quel conto alla rovescia è solo un artifizio retorico, non un dato scientifico fondato.

Infatti la precisione della previsione viene smentita dalla frase successiva, frase che afferma chiaramente che le sue previsioni son basate sul niente. Terra terra le previsioni di greta sono perfettamente equivalenti, dal punto di vista dell’autorevolezza, a quelle di mago Ciro o a quelle del tuttologo da bar o del solito catastrofista.

Da notare come tutti i media abbiano parlato della previsione apocalittica e non della stupidaggine detta immediatamente dopo.

Il discorso poi prosegue parlando degli scenari apocalittici.

(…) Ognuno e tutto quanto deve cambiare, ma più grande è il dibattito e maggiore diventa la responsabilità, più grande è la tua impronta ecologica e maggiore è il tuo dovere morale. Quando chiedo ai politici di agire al più presto, la loro prevedibile risposta è che non possono proporre alcuna drastica soluzione, perché sarebbe troppo impopolare tra i votanti. E naturalmente hanno ragione, perché la maggioranza non è neppure consapevole dei cambiamenti che sarebbero necessari. Ed ecco perché continuo a chiedervi di far sì che i contributi scientifici possano convergere, di portare la scenza nel cuore della polticia e della democrazia.  (…)

Chi può portare la scienza nel cuore della politica è chi, in democrazia, ha realmente il potere: il popolo, non i politici. In democrazia i politici sono i meri esegutori della volontà popolare e fanno quello che il popolo vuole realmente, non quello che dice di volere. Trovo patetico che tanti vadano in piazza a prendersela con i politici quando son loro i primi a non voler cambiare ma solo avere un capro espiatorio cui scaricare la colpa.

Il problema è la gente ed occorre sensibilizzare la gente. Nessuno che si è fermato a riflettere che la gggente sta chiedendo ai politici azioni impopolari che non piacciono alla gggente e che la gggente non vuole. Imho greta è amata perché indica un comodo capro espiatorio: i politici che impediscono la vendita di automobili a cinguettio di canarini e nascondono la free energy.

Prendiamo l’esempio del nucleare; quanti scienziati da bar ci son stati che hanno spiegato i pericoli delle centrali nucleari e i vantaggi dei pannelli solari alla fermata dell’autobus? come è stato trattato umberto “cancronesi” quando dichiarò di apprezzare il nucleare, quanti son stati applauditi quando urlavano che facendo scoppiare un petardo vicino ad una centrale si poteva causare una nuova chernobyl? (in realtà le centrali europee degli anni ’70 erano dimensionate per reggere ad un attacco missilistico)

Torniamo a quanto detto sopra: si vogliono gli scienziati (spero scienziati scienziati e non venditori di olio di serpente e progettisti di motori a gatto imburrato) che parlino alla politica ma poi si vuole che la politica li ascolti1?

Da notare anche il self hate; i problemi ecologici maggiori son legati a cina, africa ed economie emergenti. Paesi che non hanno una attenzione all’ambiente uguale a quella degli europei o degli americani. “più grande è la tua impronta ecologica e maggiore è il tuo dovere morale.” perché il discorso e la sensibilizzazione non va a farla a cina, brasile e altre economie emergenti che inquinano enormemente di più dell’europa?

Conclusione: penso che sia tutta una montatura pubblicitaria, la narrazione è evidente: la bambina che vuole salvare il mondo, il comodo cattivo contro cui prendersela “i politici” gli scienziati che hanno la soluzione in tasca e che non viene applicata a causa dei politici, la gggente buona che sta con l’eroe. Ottimo per un film ma la realtà è, ahimé, differente.

 


  1. Prendiamo il caso stamina, almeno inizialmente si è dato retta ai venditori di olio di serpente e gli scienziati “scienziati” erano presi a fischi come “prezzolati di big pharma”. 

non mi turba

L’omosessualità in sé non mi turba affatto. Non mi chiedo nemmeno da che cosa dipenda. Mi dà fastidio, invece, quando (come il femminismo) si trasforma in ideologia. In categoria, in partito, in lobby economico-cultural-sessuale. E grazie a ciò diventa uno strumento politico, un’arma di ricatto, un abuso Sexually Correct.

O-fai-quello-che-voglio-io-o-ti-faccio-perdere-le-elezioni.

Pensi al massiccio voto con cui in America ricattarono Clinton e con cui in Spagna hanno ricattato Zapatero. Sicché il primo provvedimento che Clinton prese appena eletto fu quello di inserire gli omosessuali nell’esercito e uno dei primi presi da Zapatero è stato quello di rovesciare il concetto biologico di famiglia nonché autorizzare il matrimonio e l’adozione gay.

Un essere umano nasce da due individui di sesso diverso. Un pesce, un uccello, un elefante, un insetto, lo stesso. Per essere concepiti, ci vuole un ovulo e uno spermatozoo. Che ci piaccia o no, su questo pianeta la vita funziona così. Bè, alcuni esperti di biogenetica sostengono che in futuro si potrà fare a meno dello spermatozoo.

Ma dell’ovulo no. Sia che si tratti di mammiferi sia che si tratti di ovipari, l’ovulo ci vorrà sempre. L’ovulo, l’uovo, che nel caso degli esseri umani sta dentro un ventre di donna e che fecondato si trasforma in una stilla di Vita poi in un germoglio di Vita, e attraverso il meraviglioso viaggio della gravidanza diventa un’altra Vita. Un altro essere umano. Infatti sono assolutamente convinta che a guidare l’innamoramento o il trasporto dei sensi sia l’istinto di sopravvivenza cioè la necessità di continuare la specie. Vivere anche quando siamo morti, continuare attraverso chi viene e verrà dopo di noi. E sono ossessionata dal concetto di maternità. Oh, non mi fraintenda: capisco anche il concetto di paternità. Lo vedrà nel mio romanzo, se farò in tempo a finirlo. Lo capisco così bene che parteggio con tutta l’anima pei padri divorziati che reclamano la custodia del figlio. Condanno i giudici che quel figlio lo affidano all’ex-moglie e basta, e ritengo che nella nostra società oggi si trovino più buoni padri che buone madri. (Segua la cronaca. Quando un padre impazzito ammazza un figlio, ammazza anche sé stesso. Quando una madre impazzita ammazza un figlio, non si ammazza affatto e va dal parrucchiere). Ma essendo donna, e in più una donna ferita dalla sfortuna di non esser riuscita ad avere figli, capisco meglio il concetto di maternità………Ma qualcun altro me lo chiederà.

Quindi ecco. Un omosessuale maschio l’ovulo non ce l’ha. Il ventre di donna, l’utero per trapiantarcelo, nemmeno. E non c’è biogenetica al mondo che possa risolvergli tale problema. Clonazione inclusa. L’omosessuale femmina, si, l’ovulo ce l’ha. Il ventre di donna necessario a fargli compiere il meraviglioso viaggio che porta una stilla di Vita a diventare un germoglio di Vita poi un’altra Vita, un altro essere umano, idem. Ma la sua partner non può fecondarla.

Sicché se non si unisce a un uomo o non chiede a un uomo per-favore-dammi-qualche-spermatozoo, si trova nelle stesse condizioni dell’omosessuale maschio. E a priori, non perché è sfortunata e i suoi bambini muoiono prima di nascere, non partecipa alla continuazione della sua specie. Al dovere di perpetuare la sua specie attraverso chi viene e verrà dopo di lei. Con quale diritto, dunque, una coppia di omosessuali (maschi o femmine) chiede d’adottare un bambino? Con quale diritto pretende d’allevare un bambino dentro una visione distorta della Vita cioè con due babbi o due mamme al posto del babbo o della mamma? E nel caso di due omosessuali maschi, con quale diritto la coppia si serve d’un ventre di donna per procurarsi un bambino e magari comprarselo come si compra un’automobile? Con quale diritto, insomma, ruba a una donna la pena e il miracolo della maternità? Il diritto che il signor Zapatero ha inventato per pagare il suo debito verso gli omosessuali che hanno votato per lui?!? Io quando parlano di adozione-gay mi sento derubata nel mio ventre di donna. Anche se non ho bambini mi sento usata, sfruttata, come una mucca che partorisce vitelli destinati al mattatoio. E nell’immagine di due uomini o di due donne che col neonato in mezzo recitano la commedia di Maria Vergine e San Giuseppe vedo qualcosa di mostruosamente sbagliato. Qualcosa che mi offende anzi mi umilia come donna, come mamma mancata, mamma sfortunata. E come cittadina. Sicché offesa e umiliata dico: mi indigna il silenzio, l’ipocrisia, la vigliaccheria, che circonda questa faccenda. Mi infuria la gente che tace, che ha paura di parlarne, di dire la verità. E la verità è che le leggi dello Stato non possono ignorare le leggi della Natura. Non possono falsare con l’ambiguità delle parole «genitori» e «coniugi» le Leggi della Vita.

Lo Stato non può consegnare un bambino, cioè una creatura indifesa e ignara, a genitori coi quali egli vivrà credendo che si nasce da due babbi o due mamme non da un babbo e una mamma. E a chi ricatta con la storia dei bambini senza cibo o senza casa (storia che oltretutto non regge in quanto la nostra società abbonda di coppie normali e pronte ad adottarli) rispondo: un bambino non è un cane o un gatto da nutrire e basta, alloggiare e basta. E’ un essere umano, un cittadino, con diritti inalienabili. Ben più inalienabili dei diritti o presunti diritti di due omosessuali con le smanie materne o paterne. E il primo di questi diritti è sapere come si nasce sul nostro pianeta, come funziona la Vita nella nostra specie. Cosa più che possibile con una madre senza marito. Del tutto impossibile con due «genitori» del medesimo sesso.

Oriana Fallaci

via: https://buseca.wordpress.com/2019/04/06/non-mi-turba