Riguardo all’intercettazione di Renzi

Stavo leggendo le vicende sull’intercettazione di Renzi; devo dire che l’aver divulgato intercettazioni, contenenti fatti non penalmente rilevanti, e pertanto coperte da segreto istruttorio e non utilizzabili nel processo, insieme all’affare consip sia stato un tremendo autogol da parte di chi alimenta la macchina del fango e apprezza molto i processi mediatici che anticipano di anni, e, talvolta, contraddicono il risultato del processo giudiziario.

Primo fatto: oramai lo sputtanare intercettazioni di politici a tutto spiano ha fatto capire anche ai sassi che le comunicazioni telefoniche non son sicure, che l’intercettazione è sempre dietro la porta quindi le parole dette al telefono son più pesate di quelle utilizzate nei comizi politici.

Seconda cosa: l’annuncio in pompa magna di una inchiesta, le indiscrezioni passate ai giornalisti amici non spostano più un voto che uno. Già con Berlusconi questi giochetti avevano dimostrato la propria inefficacia, con renzi alla fine chi sta finendo sul banco degli imputati è la magistratura inquirente stessa; se fosse vero quanto emerso cioè che un PM ha richiesto di “aggiustare” intercettazioni, in pratica fabbricando prove false, sarebbe un atto gravissimo che giustificherebbe un “deciso” intervento legislativo. Intervento cui ci saranno molte convergenze bipartisan. Non servono scintille basterebbe: le intercettazioni “scappate” dai cassetti del PM diventano ipso facto inutilizzabili e il PM passa le carte ad un collega. Le procure, in tal caso, diventeranno molto più silenziose. Aggiungiamo che, a differenza dell’era berlusconi, non ci sono i pasdaran delle procure a piantare casino e fare girotondi sdegnati, oramai le procure hanno perso tutto il potere politico che avevano guadagnato con Mani Pulite. La vicenda Minzolini è stata emblematica.

Forse è la volta buona che si riuscirà ad avere una giustizia “europea” e non un comitato di salute pubblica stile rivoluzione francese.

 

Ong, magistratura e migranti 2

Alcune riflessioni sparse sulla vicenda ONG, magistratura e migranti.

I colpevoli malintesi sulle indagini.

Il rapporto del frontex di cui parlava Zuccaro esiste ed ivi, a quanto riporta la stampa, vengono riportati alcuni comportamenti “ambigui” relativamente alle operazioni di salvataggio. Per il momento nulla che possa giustificare l’inappellabile condanna già emessa da alcuni verso le ONG ma abbastanza per giustificare l’apertura di una inchiesta per appurare se son stati commessi dei reati. Se l’apertura di una indagine, ovvero una procedura ove si cerca di capire se, come e quando son stati commessi dei reati, si potesse fare solo quando ci son granitiche certezze di colpevolezza a che pro allora far celebrare poi il processo? In realtà è naturale che possano esistere prove ed indizi sufficienti a giustificare l’apertura di una indagine che però non son sufficienti, da soli, per giustificare una condanna.
Questa vicenda ha comunque evidenziato due cose: la prima è che molti, dopo anni ed anni in cui le inchieste son state usate come un maglio e si è urlato che indagato significava sicuramente colpevole hanno spiacevolmente scoperto che l’essere indagati significa essere considerati ipso facto certamente colpevoli. E’, e rimane, una barbarie però non si può negare che sia la logica conseguenza dell’uso delle inchieste come arma impropria. Da notare come certe difese riportate dalla stampa, nel caso si parlasse della trattativa Stato – Mafia, farebbero urlare: “ci si difende nel processo e non dal processo”.  Piaccia o no il pattern è sempre il solito, l’unica cosa che è cambiata è chi stavolta si trova al centro del mirino.

Dura lex sed lex.

La Sardegna è stata una terra colpita dalla piaga dei sequestri di persona a scopo di estorsione. Per contrastare la piaga dei sequestri è stata approvata una legge per impedire il pagamento del riscatto. I beni della famiglia del rapito vengono bloccati. Perché è stata fatta una legge così dura? Anche per disincentivare i rapitori; un rapimento andato a buon fine con un riscatto è uno spot che attira altri a tentarsi lo stesso “lavoro” e quindi aumenta i rischi per tutti di diventare vittime di rapimento. La ratio della legge è quella. Poi si può discutere di quanto valore dare alla vita del rapito rispetto alla difesa della società; è una questione aperta cui si dibatte e si dibatterà in eterno. Questo per dire che talvolta ci possono essere dei motivi, che ognuno è libero di giudicare più o meno validi, per la durezza delle norme.

I fini umanitari.

Una delle linee di difesa delle ONG è “ma se gli scafisti stanno per buttare a mare un poveraccio; io cosa devo fare, rimanere a guardare o intervenire?” La domanda è interessante perché porta, come nel caso di sopra, l’attenzione su quanto possa essere moralmente accettabile il violare una legge ingiusta. La domanda che io mi pongo invece è un’altra: se è moralmente accettabile violare le acque territoriali libiche per salvare i migranti dai barconi quanto potrebbe essere moralmente accettabile invece mandare persone con un mitra (leggi soldati) a rendere sicura la libia per evitare che i migranti vengano aggrediti, rapinati e stuprati? Se la loro “sicurezza” giustifica il rendere sicuro l’ultimo trasbordo perché non dovrebbe giustificare il rendere sicuro anche i trasbordi precedenti? Mandare qualcuno a controllare le frontiere di terra della libia? O siccome non si è vista la foto di qualcheduno morto di sete nel deserto, la frontiera, di terra, libica è tutto OK?

Se si nota le motivazioni addotte a giustificazione della violazione di un paio di norme son le stesse con le quali, dietro scontata benedizione ONU, si interviene in missioni “di pace”.  Interessante come il rispetto dell’ONU, delle sue decisioni per molti dipendano da chi finisce nel bersaglio; se il bersagli è Tizio allora devi rispettare pedissequamente le decisioni ONU, faro delle genti, se è caio invece le decisioni sono arbitrii e l’ONU altro non è lo scagnozzo del GGG (il Grande Gombloddo Globale).

Ong e stazione centrale

Sembra che le polemiche sulle ONG si stiano sgonfiando; il rapporto in cui si parlava di contatti fra scafisti e ONG, stando a quanto dichiarato in commissione difesa e dal COPASIR non esiste, quindi, allo stato attuale, quelle su le ONG son state solo insinuazioni senza prove.

Devo però dire che la difesa delle ONG non mi è comunque piaciuta; invece di dire chiaramente che “i processi si fanno con le prove e non con i teoremi”, invitando a tirar fuori le prove, si è scaduti troppo nell’agiografico, nel “lei non sa chi sono io”. Capisco che parlare di prove invece di teoremi possa disturbare chi fino ad ieri sosteneva sperticatamente i teoremi giudiziari. La trattativa stato – mafia oppure le calunnie contro la Carfagna sono esempi di insinuazioni che hanno infangato senza che esistessero prove “reali” a prova di tribunale. Eppure molti scandalizzati per le insinuazioni verso le ONG erano anche quelli pronti a sostenere chi sparava tali insinuazioni. Sarebbe stata una prova di maturità e, perché no, anche educativa per chi pensava solo in termini di bianco o nero. Invece si è preferito battere sull’agiografia, troppo sul “solo noi siamo i buoni1 (e chi non è completamente con di noi è solo un nazileghista grillino in malafede)” e sul “lei non sa chi sono io”. Arrivando anche ad articoli che io ho trovato ridicoli; se il SMM di Unicef è eroico perché risponde a quattro leoni da tastiera su twitter e facebook che si divertono a vomitare odio, allora domani si dovrebbe dare una medaglia d’oro al valor militare a Caterina SimonsenSalvo di Grazia, oggetto di ripetuti lanci di cosa marrone da parte di antisperimentazione e antivax. E ovviamente chi va realmente per mare santo subito. Quindi cerchiamo di tenere bene il senso delle proporzioni.

Ho manifestato le mie perplessità su twitter e puntualmente mi son beccato del fascio-grillo-leghista. Purtroppo molti, troppi, pensano ancora in bianco e nero e considerano “contro di loro” chiunque non sia al 100% con loro. Il problema è che se cominci a considerare qualsiasi critica come un attacco, reagendo di conseguenza, l’unico effetto che si ottiene è di radicalizzare lo scontro e spingere chi non è d’accordo al 100% con te ma solo al 90% verso l’altra parte.

Errore che sto vedendo nella discussione riguardo alla retata alla stazione centrale di milano; su twitter è pieno di messaggi che evocano i rastrellamenti nazisti ed il ritorno del fascismo. Messaggi che portano tanti voti a Salvini, molti di più di quanti ne riesca a perdere lui con le sue inutili chiassate. Perché se ti dicono che non volere lo spacciatore per strada è fascista, il non voler tornare a casa con la paura di aggressione e senza dover attraversare zone di guerra, il non volere il degrado è fascista alla fine ti convinci che non è sbagliato essere fascista e del fascismo vedi solo le stazioni pulite e i treni in orario e non le immense porcate che ha fatto. Perché il problema del degrado di certi quartieri non colpisce di certo i soci del cineforum “la corazzata kotionkin” di Capalbio ma i poveracci che devono prendere il treno per tornare a lavoro. E magari soci del cineforum stanno ad urlare “bVutti Vazzisti, non capite il valoVe delle VisoVse? Fascisti.”, e il poveraccio cosa capisce? Vuoi poter tornare a casa tranquillo? vuoi un controllo del territorio che blocchi o riduca la microdelinquenza? Vota Fascista. (oppure come capitato in certe zone dove lo stato ha abdicato, si è ritirato, ha perso, sostieni don Vito2).

In pratica l’effetto opposto a quello che si voleva ottenere. Forse prima di lamentarsi dei poteri sovrumani di Salvini e di come riesca ad avere seguito nonostante le sue “chiassate” forse sarebbe meglio fermarsi a riflettere sui propri, mostruosamente immensi, errori di comunicazione.


  1. La difesa “noi siamo i buoni, tutti i buoni” è rischiosa anche per un altro motivo; se domani, non si voglia, ma si scoprisse una mela marcia c’è il rischio che si “sputtani” tutto il frutteto. Basta vedere cosa è capitato alle prime indagini che hanno avuto come bersaglio il “partito degli onesti”. 
  2. Non è un caso che “il padrino”, romanzo di mario puzo si apra con la scena di don Vito visto, dai suoi sostenitori, come uno che raddrizza torti meglio dello Stato.

    Il boss mafioso italiano Vito Corleone, in occasione del matrimonio della figlia Connie, riceve nel proprio studio molti italiani emigrati negli Stati Uniti che invocano il suo aiuto.[2] Essi richiedono il suo intervento in situazioni drammatiche, domandando per esempio una vendetta contro gli stupratori delle figlie (che la giustizia ordinaria ha lasciato sostanzialmente impuniti), di richiedere ai politici della sua rete di concedere la cittadinanza americana a giovani italiani prigionieri di guerra altrimenti condannati al rimpatrio lasciando le figlie senza marito, o chiedendo prestiti per aprire negozi. Don Corleone, formalmente conosciuto come il più potente importatore di olio d’oliva italiano in America, accetta tutte queste richieste di aiuto, ricordando a tutti che essi sono da questo momento suoi debitori, e che lui potrà rivolgersi a loro in qualunque momento.
    [da wikipedia]

    Spiace dirlo ma se lo stato abdica chi prenderà il suo posto sarà visto come il Don Vito della situazione. 

Ong, magistratura e migranti

C’è qualcosa di kafkiano nella questione fra le ONG che si occupano dell’assistenza in mare ai migranti e la procura di catania.  La vicenda mi sembra tanto una di quelle commedie degli equivoci dove buoni e cattivi si scambiano i ruoli ed alla fine nessuno riesce più a capirci nulla.

La prima constatazione da fare è che il procuratore di catania ha parlato di indagini in corso, indagini per le quali non c’è ancora, che io sappia, alcun indagato cui è stato inviato un avviso di garanzia. Questo è un comportamento alquanto scorretto. Renzi quando dice che i magistrati dovrebbero parlare con gli atti e non con le interviste, nelle quali si stuzzica l’opinione pubblica per avere una condanna “morale” che supporti poi la richiesta di condanna “giuridica”, ha ragione da vendere. Ma questa regola deve comunque valere sempre, sia che il presunto indagato siano le ONG sia che il presunto indagato sia Silvio Berlusconi. Difendere a spada tratta i magistrati che parlano, e straparlano, della gente antipatica e contemporaneamente chiedere che vengano messi a tacere quelli che invece parlano di chi ci è simpatico, non è garantismo ma pura e semplice paraculagine. La legge è uguale e deve essere uguale per tutti, chiedere che per qualcuno sia più uguale significa renderla diseguale, che che ne pensino i tanti sacerdoti della legalità.

La seconda è che è sbagliato usare la legge come strumento di lotta politica e trasformare i magistrati nei paladini della propria fazione; è un comportamento pericoloso e scorretto. Inoltre se arruoli qualcuno nelle tue bandiere prima o poi ti tocca pagargli il dazio. Preferisco vivere in uno stato dove i tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario, si limitano a vicenda che vivere in uno stato dove uno dei tre cerca di dominare in ogni modo gli altri due.

Terza, ma non meno importante, se stuzzichi le persone a pensare che indagato equivalga a colpa accertata con certezza e che la condanna, in giudicato, sia solo una inutile pastoia burocratica, poi non stupirti che se diventi tu l’oggetto dell’indagine poi molti pensino che sei sicuramente colpevole. Adesso è troppo tardi per tentare di spiegare che mentre per Tizio valeva il: “se Tizio è indagato allora è sicuramente colpevole”, per Caio, adesso indagato o di cui si sussurra verrà indagato, invece debba valere l’articolo 27 della Costituzione Italiana.

Quarta constatazione: dalle reazioni scomposte che vedo, penso che comunque sia stato toccato un nervo scoperto e molto doloroso. Il facilitare l’arrivo in italia in ogni caso è un buono spot per convincere i disperati a tentarsela, il pattern sta in ogni caso diventando: “uscire dalle acque territoriali libiche e lanciare immediatamente l’SOS”. I salvataggi riusciti in ogni caso mostrano come il rapporto rischi/benefici del tentarsi la traversata secondo la rotta libica sia vantaggioso.

Ultima considerazione: moltissimi migranti non fuggono da zone di guerra come la siria o l’afghanistan ma son migranti per motivi economici. Il tentare di spacciarli per profughi provenienti da zone di guerra, persone giustamente tutelate dal diritto internazionale, serve solo ad aumentare la confusione e magari a far credere che anche i profughi di guerra siano migranti economici. E questo alla lunga causa proprio il razzismo che a parole si dice di voler combattere.

Credo che l’errore sia nel modo cui si sta indagando e non per chi viene indagato; per questo io non sto con il magistrato; imho un magistrato deve parlare con gli atti e non rilasciare interviste ed insinuazioni ma neppure credo che esista una patente di “bontà” che ti ponga al di sopra delle leggi dello stato. Il sottoporre la legge dello stato a “superiori esigenze morali” è il primo passo verso la dittatura1. Se si riconosce una legge come non adatta è sempre meglio cambiarla che ignorarla.


  1. La legge stessa stabilisce eccezioni in caso di pericolo di vita o per altri validi motivi. Una ambulanza in emergenza può ignorare le regole del codice della strada, proprio perché è il codice della strada stesso a stabilirlo, una nave, secondo la legge italiana, può aiutare migranti in pericolo di vita senza passare per scafista proprio perché è un caso di eccezione previsto dalla legge

Migranti…

Cosa è successo: il dima parlando della questione dei migranti ha parlato di taxi del mediterraneo, e puntualmente le truppe cammellate dei benpensanti si son scatenate a vomitare tonnellate di indignazione e storie pietose.

Che dire? Il dima ha ragione1; il soccorso per molti è diventato un businnes e i disperati che fuggono dalle guerre o che cercano un posto “economicamente” migliore2; per questo abbisognano di “carne fresca”. Far credere ai disperati che basti partire dalla libia per arrivare nel paese del bengodi è un comportamento abbastanza cinico, comportamento che incentiva le persone a prendere i rischi invece di disincentivarli. Poi ci son altre domande che generalmente vengono evitate a colpi di storielle strappalacrime ed accuse di razzismo:

  1. il codice della navigazione prevede che il naufrago debba soccorrerlo ed accompagnarlo nel porto più vicino: come mai vengono scelti i porti italiani quando i porti tunisini e maltesi sono più vicini?
  2. Come vengono spesi i fondi per l’accoglienza e come vengono rendicontati? è vero che ci son stati casi di “gestione opaca” delle risorse per l’assistenza ai migranti da parte di cooperative ed onlus?
  3. Se accoglienza è bello e le “risorse” sono utili, come mai Capalbio ed altri posti per vips non hanno voluto accogliere?

Son domande legittime, urlare “ai Vrutti Vazzisti…” imho più che stroncare le polemiche serve solo a buttare benzina sul fuoco.

 


  1. il principio dell’orologio fermo si applica anche ai pentastellati. 
  2. In Sri Lanka non c’è alcuna guerra come in senegal, algeria, tunisia, marocco. Son pochi i migranti che arrivano da paesi riconosciuti in guerra dall’onu. 

lei è troppo qualificata per questo lavoro

Stavo leggendo questo articolo del fatto quotidiano

Ricevere risposte spiazzanti, dal mondo italiano, come “sei troppo qualificata”, oppure “il tuo curriculum è impressionante ma al momento non abbiamo posizioni adeguate”.

Con annesso piagnisteo che le aziende cercano schiavi e non persone qualificate. Polemiche che dimostrano come molti pensino che il possesso di un titolo di studio implichi l’obbligo per qualcuno, spesso lo stato, di assumerti e di pagarti per quel titolo di studio.

La questione del “troppo qualificata” esiste e perché? le aziende quando assumono hanno in testa un profilo professionale ben preciso con determinate mansioni e, logicamente pagano, sulla base delle mansioni che la persona dovrebbe svolgere. Se il lavoro è acquisizione dati profilo  junior magari cercherò qualche ragazzo sveglio per ribattere i  dati al PC e nel caso farlo crescere in azienda, non cercherò un PhD in informatica teorica e, nel caso mi capiti di assumerlo per quel profilo, verrà pagato per il lavoro di acquisizione dati, il lavoro per il quale è stato assunto.

Se pensate che non sia giusto e che un PhD debba essere pagato da PhD qualunque lavoro esso svolga; chi sarebbe disposto a pagare 30 euro un MacBurger solo perché a prepararlo c’è qualche chef di grido? Penso nessuno, il piatto accetti di pagarlo molto quando vai al ristorante “tre stelle michelin” con qualche chefstar ai fornelli, non di certo in un fastfood.
Se vai al fast food a prenderti un hamburger vuoi spendere per un hamburger e accetti la qualità di un hamburger. A servono le competenze di uno chef di grido per prepare MacBurger? No, per niente. Serve assumere uno chef di grido, e ovviamente pagarlo da chef di grido, per preparare MacBurger? No, sarebbe un suicidio economico.
Se sei Carlo Cracco e mandi il CV al macdonald o vieni assunto, e pagato, come qualsiasi altro cuoco oppure la risposta sarà ovviamente: lei è troppo qualificato per un lavoro da cuoco, non abbiamo posizioni da chefstar nel fastfood.

Il mondo del lavoro è così: se a me servono, bastano, le competenze di un ragazzino per acquisire dati, cercherò ragazzini per acquisire dati e verranno pagati per il lavoro che dovranno svolgere; i PhD in informatica teorica tenderò ad evitarli per due motivi: il primo è che una persona sovraqualificata per un lavoro generalmente molla appena trova qualcosa di più adatto alle sue capacità, la seconda è che potrebbe piantare storie sostenendo che, in quanto dotato di PhD debba essere pagata più e meglio di un semplice diplomato, anche se fa lo stesso lavoro del diplomato.

Essere adatti al mondo del lavoro significa anche capire quali sono le sue esigenze e le sue logiche; molti rimangono disoccupati perché magari si intestardiscono a voler vendere ghiaccioli al limone in groenlandia e magari si offendono se la gente non compra i loro prodotti o i loro servizi.

I commenti all’articolo sono illuminanti: molti ritengono che andrebbero pagati non sulla base del lavoro che viene richiesto di svolgere ma sulla base dei loro titoli, o delle competenze che “credono” di avere1, con annesso codazzo degli sfigati che: “in italia si assumono solo accozzati, colpa dei politici…” .

PS

Parlo ovviamente di pagare un PhD da diplomato perché si chiede al PhD di fare un lavoro da diplomato, chi pretende di pagare un PhD per fare lavori di altissimo profilo per un pugno di noccioline è in torto marcio e l’unica cosa che merita è di essere repentinamente mollato non appena si trova qualcosa di meglio. Una cosa che ho imparato è che il mercato del lavoro è un mercato anche lato aziende, che è giusto per l’azienda cercare il meglio spendendo meno è giusto anche per il dipendente cercare il meglio dove guadagna di più; la lealtà ed il rispetto devono essere reciproci.


  1. ho conosciuto “trafficoni” convinti di essere dei guru dell’informatica che si scandalizzavano se Steve (Jobs) o Bill (Gates) prendevano decisioni strategiche senza prima consultarsi con loro. Una gran parte del lavoro che, a suo tempo, veniva era per risolvere i loro pasticci. 

Giustizia e politica

Uno dei problemi dell’Italia dalla fine della I repubblica in poi è l’uso del potere giudiziario come surrogato e sostitutivo della politica. Cosa profondamente sbagliata; in uno stato moderno i tre poteri: Giudiziario, Legislativo ed Esecutivo devono limitarsi e controllarsi a vicenda, quando il governo si mette a legiferare, i giudici a governare ed il parlamento a celebrare processi succedono colossali porcate e pasticci. Purtroppo uno dei colossali errori italiani è stato proprio l’uso della “giustizia” come sostitutivo della politica; visto che a Berlusconi una sinistra e un csx allo sbando e dilaniato da troppe contraddizioni interne non riusciva ad opporre una efficace azione politica ha abdicato e lasciato che fosse la magistratura, o meglio certi magistrati politicizzati, a fare opposizione.

E adesso, con la vicenda CONSIP, penso sia arrivato il conto delle tante porcherie volute dalla politica e fatte da certi magistrati convinti di essere dei giustizieri alla giudice Dredd invece che dei tizi che devono dimostrare o decidere di ragioni e torti. Se fino ad adesso non si è intervenuti per fermare l’andazzo è perché alcune parti politiche, sopratutto quelle che la menavano con la storia inquisito uguale colpevole, erano pronte a prostrarsi in nome de “il nemico del mio nemico (politico) è mio amico”.

Peccato che dopo venti e passa anni di onestà, inchieste roboanti finite nel nulla, processi in cui il verdetto mediatico di condanna lanciato dai media immediatamente dopo l’emissione dell’avviso di garanzia è stato smentito dal verdetto “reale” della magistratura, oramai l’inchiesta scandalo si sta rivelando essere un arma sempre più spuntata e sempre più incapace di spostare un voto che uno. Forse è la volta buona che la politica riprenda la sua posizione e risolva il problema, politico, dello stato della giustizia in italia.

Qaunto successo con il consip è grave; ci vorrebbe una commissione di inchiesta parlamentare, commissione che ha gli stessi poteri dell’autorità giudiziaria, per indagare, come prevede la costituzione. Imho se ne vedranno delle belle.

Sette votazioni per il motore a gatto imburrato

I parlamentari 5 stelle hanno illustrato il primo capitolo del piano di governo, frutto di sette votazioni in rete. A sorpresa, durante la conferenza stampa alla Camera, si è collegato anche Beppe Grillo che ha parlato dell’esigenza di tassare le energie fossili per investire sulle rinnovabili

Sorgente: M5s presenta programma energia: “Stop fossili entro il 2050”. Fico: “Trump anti-storico, ma in Italia truffatori” – Il Fatto Quotidiano

Articolo molto interessante che dimostra platealmente come la “democrazia diretta del bobolo” sia una cagata pazzesca.

Il piano, l’ho letto, presentato è solo un insieme di desideri e pie intenzioni di difficile attuazione e scelte che, all’atto pratico, si rivelano essere più onerose ed inquinanti. Prendiamo ad esempio i sistemi di accumulazione domestica; le batterie più son grosse più son da trattare con “attenzione”, poi non hanno cicli di carica e scarica eterni. Che fare con le batterie esauste?

Quella è la prima domanda che mi è venuta. Sorvoliamo poi sul fatto che non puoi avere una rete di trasporto “di potenza” appoggiandoti solo a fonti ad output discontinuo quali il solare e l’eolico.

Insomma, avessero proposto il motore a gatto imburrato (o qualche sua variante come il motore di schietti, le macchine magnetiche del moto perpetuo o l’antenna di tesla) forse sarebbero stati più credibili.

Comunque non voglio parlare delle tante cavolate scritte quanto di come venga trionfalmente presentato “dopo sette votazioni”. Beh di votazioni on line se ne possono fare anche settanta volte sette ogni giorno che tanto i principi della termodinamica rimangono e il motore a gatto imburrato resta solo una battuta. Se qualcuno è convinto che basti votare per l’esistenza di babbo natale per far sì che babbo natale cominci ad esistere, beh sarei più contento se potesse votare solo per l’esistenza di babbo natale (o nei reality sciò). La democrazia del bobolo: incompetenti che pretendono di mettere la bocca, a sproposito, su tutto ed avere anche ragione. Ma per fortuna “eppur si muove”.

il montare il caso pietoso per aggirare le norme

Stavo leggendo la vicenda della studentessa marocchina premiata come studentessa modello a roma alla quale è stato impedito, in quanto non cittadina comunitaria, di assistere ai lavori della camera. Caso che è stato preso a cuore dalla presidente boldrini per chiedere una modifica, senza specificare quale, alla legge per la concessione della cittadinanza.

Alcune riflessioni sparse; la parte che accusa salvini di parlare alla pancia del paese poi si fa beccare con le mani nella marmellata quando invece alla pancia parla lei. La differenza è che salvini sfrutta le paure invece la boldri le carrambate che sorpresa; con l’aggravante che mentre salvini è il presidente della lega e quindi ha tutto il diritto di far campagna per il suo partito la Boldrini essendo presidente della camera ha un ruolo istituzionale di garanzia.  Può fare politica però non può essere contemporaneamente in partes e super partes. O l’uno o l’altro. Però se scegli “in partes” poi non opporre agli attacchi dell’altera partes il tuo ruolo di garanzia. La pulce del caso montato ad arte è avvenuta grazie ad un commento di un utente del FQ che ha notato come, nel filmato divulgato su twitter dalla boldrini, la ragazza sullo sfondo indossa una maglietta con sopra scritto “italiani senza cittadinanza”. Chissà come mai ha scelto tale maglietta per accompagnare la studentessa nella visita.

 

Emblematiche son state anche le dichiarazioni riportate dai giornali;  questa è la dichiarazione riportata da sardiniapost, dichiarazione che, per me, fa pendere la bilancia per “piagnisteo alla carramba che sorpresa”

Per quanto mi riguarda, è stata una delle tante ingiustizie e assurdità del nostro Paese, che non ci riconosce come cittadini, è la prova che la legge va approvata al più presto. Sono arrivata in Sardegna dal Marocco quando avevo due anni, mi sono laureata a Sassari, amo l’isola dove vivo con la mia famiglia. Credo in un’Italia migliore e sogno di rappresentarla. Non sopporto più che la mia vita e quella di tanti come me dipendano dalla decisione di una classe politica che inspiegabilmente vuole ignorarci”.

Sarei curioso di sapere quali son le altre ingiustizie e assurdità di un paese che non riconosce come cittadino chi non è cittadino. Se io andassi in marocco, ma anche in francia, svezia, inghilterra etc. etc. avrei subito e automaticamente i diritti (e i doveri) dei cittadini, o dovrei almeno far lo sforzo di presentare una domanda? E qui e mi ricollego a Mattia, sarei curioso di sapere perché non ha la cittadinanza italiana pur avendo i requisiti “temporali” per poterla richiedere; ha presentato domanda? Se ha presentato domanda, la domanda è stata rigettata? e per quale motivo? Se invece non ha presentato domanda cosa pretende?

Poi, quali son le altre discriminazioni e assurdità che hai subito? Ti hanno impedito di frequentare le scuole e l’università? Negato le cure sanitarie?  Domande che qualche giornalista serio magari avrebbe potuto porre invece di rilanciare acriticamente questo spot pubblicitario.