La prova lampante del fallimento della scuola

Penso che la scuola debba formare e non indottrinare; se sei formato, se sei colto dovresti avere tutti gli strumenti per leggere la realtà e capirla. Dire che la scuola debba levare ore allo svolgimento dei programmi scolastici per “insegnarti a capire la realtà” significa dire che i programmi scolastici, per come sono fatti, non ti consentono di farlo, con tanti saluti alle storielle che “la scuola ti da la cultura sbroc sbroc”. Qui stanno ammettendo che la scuola non fornisce tali strumenti, visto che servono “lezioni extra” per comprendere la realtà.

Un poco come quando si sosteneva che la legge Fiano sarebbe servita per far rispettare la legge Scelba, chi ne parlava non si rendeva conto della evidente idiozia del dire che serve una legge per far rispettare un’altra legge già in vigore.

Sorgente: Bologna, 60 prof del liceo Copernico: “Faremo lezione per spiegare cosa accade sui migranti” – Repubblica.it

Bologna, 60 prof del liceo Copernico: “Faremo lezione per spiegare cosa accade sui migranti”Bologna, 
L’appello degli insegnanti e del preside: “Fatelo anche in altre scuole”

BOLOGNA – “In queste settimane assistiamo a episodi che ci sconcertano, chiamando direttamente in causa il senso e il modo in cui stiamo svolgendo il nostro compito di insegnanti ed educatori. Tenere per giorni e giorni al largo delle nostre coste donne, uomini e bambini migranti non solo viola le regole internazionali ma sfida anche il senso di umanità e la coscienza civile della comunità nazionale”. Comincia così l’appello con cui più 60 insegnanti del liceo scientifico Copernico di Bologna annunciano che dedicheranno alcune ore della prossima settimana per spiegare agli studenti cosa sta succedendo nel Paese sul tema dell’accoglienza dei migranti – vedi il caso Sea Watch – e sulle morti nel Mediterraneo. Un appello rivolto ai colleghi anche di altre scuole: “Fate altrettanto”.

Sarei curioso di leggere la scaletta degli interventi. Parleranno di politica internazionale? di convenzioni e norme che regolano i flussi? Delle diverse problematiche che pone l’immigrazione come il gestire quelle persone evitando che diventino o farabutti o preda di farabutti, vedi quelle poveracce spedite a prostituirsi o i vari parcheggiatori abusivi? O sarà la solita sceneggiata dove il bovero negro viene obbresso dal gattivo buana bianco Salveeny?

“Ogni giorno la comunicazione mediatica ci bombarda di proclami che forzano i principi della nostra Costituzione, come quello inderogabile alla solidarietà sancito dall’articolo 2 – continua la lettera aperta – La sfida continua alla magistratura da parte del potere politico confligge con quello che spieghiamo alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi riguardo alla divisione dei poteri come base dello Stato di diritto. La contrapposizione frontale fra gli italiani di sangue e le altre persone presenti sul territorio nazionale, la gran parte a pieno titolo, contrasta con l’impegno quotidiano di costruire una scuola plurale e inclusiva e spesso confligge con la stessa realtà delle nostre classi”.

Le lezioni, spiega Gabriella Fenocchio, docente di Lettere, saranno sulla Costituzione: “La leggeremo, insieme ai giornali, e poi discuteremo coi ragazzi. la sensazione è che non sappiamo nulla, o poco, di quello che sta succedendo e la scuola ha il dovere di informarli, non possiamo essere un’isola separata da quanto accade fuori, non possiamo girarci dall’altra parte. L’integrazione e l’inclusione sono parte fondante del nostro insegnamento”. La lettera è firmata anche dal preside Roberto Fiorini.

Non son d’accordo: la scuola dovrebbe già insegnarti la lettura critica dei giornali e il darti gli strumenti per farti autonomamente le tue idee ed interpretare la realtà. Se la scuola, con i programmi standard, non riesce a farlo allora, per me è una evidente prova che la scuola sta fallendo e che occorre porre dei correttivi.

Da notare anche che il compito del docente dovrebbe essere quello di insegnare, a tutti i suoi studenti, la sua materia, non il costruire una scuola “plurale ed inclusiva”. Per il resto la lettera è zeppa di stantia ideologia. Riprendo il pezzo “forte”

Le lezioni, spiega Gabriella Fenocchio, docente di Lettere, saranno sulla Costituzione: “La leggeremo, insieme ai giornali, e poi discuteremo coi ragazzi. la sensazione è che non sappiamo nulla, o poco, di quello che sta succedendo e la scuola ha il dovere di informarli, non possiamo essere un’isola separata da quanto accade fuori, non possiamo girarci dall’altra parte. L’integrazione e l’inclusione sono parte fondante del nostro insegnamento”. 

La costituzione si dovrebbe studiare in “educazione civica” ed in “diritto”; materie già previste in molti ordinamenti. E poi cosa c’entra la costituzione con l’attualità; credo che sia indottrinamento dove una lettura “maliziosa” della costituzione venga utilizzata come giustificativo di tesi preimpostate. Roba che ho già vissuto a scuola, e il risultato non è stato quello che i docenti si aspettavano.

Seconda cosa: la scuola ha il dovere di formare e di fornire gli strumenti affinché gli studenti siano in grado di informarsi e farsi, autonomamente, una loro idea. Non deve formare, non è un organo di informazione, non è un giornale. Soprattutto la conclusione della frase è emblematica “non possiamo essere un’isola separata da quanto accade fuori, non possiamo girarci dall’altra parte. L’integrazione e l’inclusione sono parte fondante del nostro insegnamento“, che mi fa propendere per indottrinamento mascherato da formazione. Scomettiamo che se qualche studente in quelle ore tirerà fuori la storia di Pamela verrà additato come neonazista?

E ancora, si legge nell’appello: “La considerazione che il Mediterraneo sia tornato a essere una barriera fra civiltà e sia diventato il grande cimitero di chi è senza speranza costringe a ripensare i temi e i motivi della nostra stessa storia. Siamo convinti che in questo contesto non sia possibile per noi docenti far finta di niente e continuare a ignorare nella nostra attività didattica i fatti che si muovono intorno a noi, perché una scuola che non riesce a facilitare la comprensione e la rielaborazione di quello che accade al di fuori non svolge la propria funzione”.

Ecco appunto, una scuola che non fa quello non funziona. E parlare di attualità senza fornire gli strumenti “culturali” per capirla è solo un’inutile perdita di tempo.

“L’appello nasce da un senso di disagio profondo per lo smarrimento dei valori comuni di fronte all’arrivo di poche decine di migranti, che il nostro paese lascia in mare a soffrire – dice Sergio lo Giudice, docente del Copernico ed ex senatore Pd – Tu entri in classe come sempre a commentare gli articoli della Costituzione, a leggere Primo Levi o a spiegare Hannah Arendt e intanto fuori da qui succedono fatti che vanno nella direzione opposta da quella che la scuola sta indicando . Così ai ragazzi arrivano segnali ambigui: per questo è necessario fermarsi un attimo per provare ad elaborare insieme cosa sta succedendo”.

” fatti che vanno nella direzione opposta da quella che la scuola sta indicando .” Cosa deve indicare la scuola, scusate?  La scuola non deve indicare niente, deve formare ed educare non deve indicare o meglio NON DEVE INDOTTRINARE. Il voler usare la scuola come centro di indottrinamento, il coccolare i docenti convinti che la loro missione non sia insegnare ma portare il verbo del loro partito al mondo è una delle cose che ha sputtanato alla grande la scuola. Triste che non se ne rendano conto.

PS

Il sottoscritto ritiene che sia giusto che un docente abbia le proprie idee e che possa fare attivamente politica ma non a scuola con i suoi studenti: quello è un comportamento poco professionale e decisamente improprio. Poi se uno vuole fare l’attivista 24/24 molla la scuola e fa solo quello, non sfrutta la scuola come “palcoscenico” privilegiato per fare propaganda.

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attenzione ai paragoni…

Nel giorno della memoria, uno dei temi più gettonati era il paragone “ebrei durante la shoa, migranti oggi”. C’è da notare una cosa quando si fanno i paragoni; questi funzionano nei due versi; cioè se A è come B allora anche B è come A. Come avevo già osservato in questo articolo che abusare di accuse di fascismo alla fine annacqua il fenomeno storico e porta a pensare che anche Mussolini sia stato un dittatore come lo è stato Berlusconi. E quanti “oppositori politici” ha mandato al confino, o fatto assassinare, Berlusconi?

Stessa cosa nella vicenda dei migranti; equiparare la sea watch 3 e il divieto di sbarco alla detenzione nei lager alla fine porta, chi non conosce bene la storia, a pensare che nei lager il problema fosse la mancanza di connessione wifi, che la gente assaltasse i treni per andare volontariamente in germania… Tutte cose drammaticamente false; durante la seconda guerra mondiale venivi costretto, armi in pugno, a salire sui treni. Nei campi di concentramento venivi schiavizzato e potevi essere ucciso per un non nulla. Ivi veniva svolto un programma scientifico di sterminio.

Quanti migranti sono stati costretti, armi in pugno da truppe italiane, ad imbarcarsi? Quanti son stati portati, dai loro paesi d’origine, nei lager libici da truppe italiane? Quanti son stati fucilati sulle navi dalla nostra marina? Bastano queste domande per capire che la vicenda, pur essendo in certi casi drammatica, non è lo stesso dramma della II guerra mondiale.

Una cosa che molti sembrano non tenere conto è che i paragoni funzionano sempre nei due versi. A furia di scrivere che Burioni è Mengele, qualcuno finirà a sostenere che Mengele fosse solo un bravo medico solo un poco scorbutico con le persone meno competenti di lui, e che anche con Mengele si era esagerato come oggi si sta esagerando con Burioni.

Allo stesso modo sostenere che i migranti di oggi son trattati allo stesso modo degli ebrei durante la shoa aiuta tanto chi vuole sostenere che gli ebrei durante la shoa erano trattati male come i migranti di oggi e che la shoa è una immensa mistificazione.

Alla fine il vizio di volersi nobilitare chiamando fascismo o nazismo tutto quello che non va a genio, finisce solo per favorire chi vuole riportare in auge il nazismo stesso.

 

Salvini e gli esperti di giustizia di internet

Un mio contatto ha condiviso su FB questo testo, testo che spiega quali siano le terribili colpe di salvini. Testo che analizzato con un poco di attenzione mostra tutti gli uomini di paglia usati.

Prima considerazione: il soccorso significa soccorso non permettere alle persone di andare liberamente dove e come gli pare. Le persone non identificate possono, e devono, essere tenute in zone “controllate” in attesa dell’identificazione. Altrimenti come potresti sapere se chi dichiara di essere Yosef il poveraccio non sia in realtà Ahmed il macellaio, pluricondannato nel paese di origine?

Interessante comunque perché mostra la “narrazione” che vuole che i “migranti” siano tutti poveri perseguitati che scappano dalle guerre, cosa che in realtà non è.

“Rischio da 3 a 15 anni di carcere per aver bloccato gli sbarchi dei clandestini”. “Continuerò a difendere i confini della patria e la sicurezza degli italiani”.

PRIMO:
I naufraghi della Diciotti non erano clandestini, né indagati sottoposti dalla magistratura ad alcuna forma di custodia cautelare (non essendoci a loro carico notizie di reato), ma naufraghi legalmente liberi col diritto di avanzare all’Italia richiesta di asilo e protezione.

nessuno lo nega, ma il diritto di presentare richiesta non significa ipso facto il diritto che tale richiesta venga accolta. Che senso avrebbe altrimenti l’indagine? presentano domanda, un timbro e via.

Diritto previsto e tutelato dalla Costituzione italiana. Chiunque faccia richiesta di asilo o protezione, pur se privo dei documenti, è da quel momento un richiedente asilo e non un clandestino.
E resta libero e regolare fino a che le apposite commissioni non vagliano la sua richiesta.

Quindi se Ahmed il macellaio, pluricercato nel pese di origine sbarca in aeroporto, con il modulo di richiesta asilo già compilato a nome di yosef il . Lo consegna alla guardia di frontiera e se ne può andare libero come gli pare visto che è un richiedente asilo libero e regolare. I migranti son degli imbecilli; potrebbero arrivare in aereo e vanno ad ingrassare i terroristi libici. Ma fare qualche campagna di informazione in paese, e dare i prestampati no?

Purtroppo non funziona così, chi richiede asilo non può essere espulso nel frattempo che la domanda viene analizzata ma non è un cittadino, non è “libero”, lo stato è regolare ma non è di piena cittadinanza. Infatti i richiedenti asilo son tenuti a permanere in determinate strutture e non possono, o meglio non potrebbero, gironzolare liberamente per il territorio nazionale.

SECONDO:
I naufraghi della Diciotti non erano un esercito invasore. Non disponevano di armi, di esplosivi, non avevano dichiarato guerra all’Italia, non minacciavano la sicurezza degli italiani né più né meno di qualunque altro essere umano regolare o irregolare presente in Italia.
Né il ministro era al corrente del loro casellario giudiziario, né a disposizione di alcuna prova tangibile della loro presunta pericolosità.
E’ per questo motivo che la limitazione della libertà personale è prerogativa della magistratura e delle forze dell’ordine, ed è subordinata alla sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, sempre vagliati dalla magistratura.

Quindi chi arriva in aeroporto senza documenti deve andare libero fino a che non ha una condanna emessa da un magistrato? Sarei curioso di sapere se anche nelle altre nazioni funziona come narrano: arrivi senza documenti e finché non vieni condannato, perché magari sei un pluriomicida ricercato in patria, sei libero di andare dove ti pare.

TERZO:
il reato di “blocco degli sbarchi” non esiste nel codice penale italiano. Esiste solo nella fervida immaginazione leghista.
Quindi non rischi da 3 a 15 anni per aver “bloccato gli sbarchi”. Li rischi invece per aver privato delle persone (minori inclusi) della loro libertà.

E cioè per “sequestro di persona aggravato”.
E cioè per aver commesso il reato previsto nero su bianco dall’art. 605 del codice penale italiano.

Strano che alle guardie di frontiera che “bloccano” negli aeroporti non sia mai stato contestato tale reato. Ma forse chi sbarca dagli aerei è sempre un fesso che sbarca senza il prestampato per la domanda di asilo già compilato.

Che così recita: “Chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione da sei mesi a otto anni. La pena è della reclusione da uno a dieci anni, se il fatto è commesso: 1) in danno di un ascendente, di un discendente, o del coniuge; 2) da un pubblico ufficiale, con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni.

Se il fatto di cui al primo comma è commesso in danno di un minore, si applica la pena della reclusione da tre a dodici anni. Se il fatto è commesso in presenza di taluna delle circostanze di cui al secondo comma, ovvero in danno di minore di anni quattordici o se il minore sequestrato è condotto o trattenuto all’estero, si applica la pena della reclusione da tre a quindici anni.

Inoltre, secondo quanto contestano i giudici, “il Senatore Matteo Salvini, nella sua qualità di Ministro, violando le Convenzioni internazionali in materia di soccorso in mare e le correlate norme di attuazione nazionali (Convenzione SAR, RisoluzioneMSC167-78, Direttiva SOP009/15), non consentendo senza giustificato motivo al competente Dipartimento per le Libertà Civili per l’Immigrazione – costituente articolazione del Ministero dell’Interno- di esitare tempestivamente la richiesta di POS (place of safety) presentata formalmente da IMRCC (Italian Maritime Rescue Coordination Center), bloccava la procedura di sbarco dei migranti, così determinando consapevolmente l’illegittima privazione della libertà personale di questi ultimi, costretti a rimanere in condizioni psico-fisiche critiche a bordo della nave ‘U.Diciotti’.

Cioè gente sopravvisuta a lager libici, non hotel a 5 stelle lusso, che ha attraversato il deserto, che ha vissuto orrori inenarrabili ha subito gravi disagi a restare in una struttura ove avevano generi di conforto e assistenza medica. Capisco che per godere a pieno di una narrazione occorra “sospendere l’incredulità”, ma qui si sta tentando di prendere gli italiani per fessi. Vedi anche il caso della nave sbarcata

Fatto aggravato dall’essere stato commesso da un pubblico ufficiale e con abuso dei poteri inerenti alle funzioni esercitate, nonché per essere stato commesso anche in danno di soggetti minori di età“.

Questo lo dovrà decidere la magistratura. Temo finirà in una bolla di sapone come le altre indagini. E il consenso verso salvini cresce. Cresce perché si sta cercando di risolvere un problema con tonnelate di ipocrisia, e questo equivale a voler cercare di spegnere un incendio con la benzina.

Una piccola nota a margine: la magistratura quando indaga a salvini è santa e benedetta e la notizia dell’indagine è ipso facto prova della certezza della futura condanna. Perché per Lucano non funziona allo stesso modo, anzi si parla di magistratura asservita al ministero dell’interno?

il corazziere nero; chi sono i veri razzisti?

Ieri di servizio al quirinale c’era un corazziere di colore e alcuni giornali hanno titolato sul corazziere nero che ha accolto salvini. La notizia è stata poi ripresa dai criceti di satana per esaltare Mattarella che ha voluto perculare salvini.

Da quello che vedo si son creati un “uomo di paglia” ovvero che Salvini, e di conseguenza la lega, odino i negri e tutti gli extracomunitari e che siano una versione “burletta” dei nazisti dell’illinois del film “the blue brothers”.

Riferendomi sempre a quel film, molti mi sembrano convinti di essere “in missione per conto di Dio” nella santa crociata contro salvini.

Peccato comunque che le notizie sul corazziere nero siano una colossale sequenza di zappe sui piedi niente male.

Prima zappa: sostenendo che Mattarella l’ha scelto per fare uno sfregio a salvini si sta sostenendo che è stato scelto solo per il colore della pelle; e scegliere una persona solo per il colore della pelle non è razzismo? Non importa che sia capace o meno, che per arrivare lì abbia vinto signori concorsi, che i turni di vigilanza dei corazzieri non li decida Mattarella, siccome secondo loro salvini odia i negri hanno scelto il corazziere negro.  Rispondere al razzismo di A->B con il razzismo B->A è sostituire ad un razzismo un altro, non è fare antirazzismo. E temo arriverà puntualmente il boomerang: “l’hanno scelto perché negro”; e allora le anime belle cosa risponderanno, visto che stanno dicendo la stessa cosa? Stessa cosa già capitata con le atlete dalla staffetta o con la nazionale di pallavolo; molti esaltavano le capacità della Egonu solo in sfregio a Salvini, cioè non ci fosse stato lui forse le avrebbero dedicato un trafiletto. Il dubbio sorge spontaneo: chi strumentalizza chi?

Sul corazziere di colore che al Quirinale ha accolto il Ministro degli Interni: “Non ho seguito bene la vicenda, non ne ho cognizione diretta, ma se un corazziere italiano è nero non importa niente a nessuno, dov’è il problema? I veri razzisti sono quelli che usano questo corazziere per fare ironia nei confronti di Salvini. C’è un razzismo ribaltato che diventa quasi paradossale”. [Vittorio Feltri]

Seconda zappa: se il presidente della repubblica da arbitro “super partes” viene trasformato in attore “in partes” perde tutta l’autorevolezza e il diritto ad essere arbitro; piaccia o no la moglie di cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto. Mostrarsi troppo “in partes” o il dire che è “in partes” permette di lamentarsi, dando anche l’impressione di avere ragione, che l’arbitro ha fischiato solo per favorire l’altra squadra. Se chiami Mattarella a fare la lotta nel fango poi non stupirti se anche lui ne esce inzaccherato. Giusto chiedere che arbitri applicando, a tutti, le regole, sbagliato chiedere che le interpreti per sfavorire o favorire questo o quel giocatore.

Terza zappa: Tony Iwobi è un senatore italiano di colore eletto nelle liste della lega. Cioè un partito fasciorazzistaxenofobo elegge un negro? E infatti Iwobi era stato attaccato, anche con veemenza, chiamandolo “zio tom”1 e considerandolo un negro venduto ai padroni bianchi. Cioè il negro è sacro ed intoccabile solo se appartiene alla propria fazione. Fulminante una battuta su twitter rivolta ai SJW: “lo considerate troppo leghista per essere negro”.

Quarta zappa: il tirar fuori il razzismo a sproposito: lotti contro gli sbarchi perché sei razzista, lotti contro la microcriminalità “importata” perché sei razzista, a lungo andare finirà per convincere chi si sente infastidito dal non poter andare al supermercato od al parcheggio senza essere assaltato da parcheggiatori o da venditori ambulanti, chi non tollera il degrado di certi quartieri, di essere un fasciorazzista irrecuperabile del KKK. E cosa vota un ” fasciorazzista irrecuperabile del KKK”, non di certo il partito comunista multiculturalista equosolidale no ogm. Questa è una lettera pubblicata nel 2007 da repubblica. Fa riflettere perché spiega benissimo come l’uso, e l’abuso, dell’ipocrisia per risolvere i problemi a lungo andare porti le persone a considerarsi di destra. La riporto integralmente (grassetti miei)

GENTILE Augias, ho 49 anni, vivo a Roma, lavoro al Quirinale, ho studiato, leggo buoni libri (credo e spero), mi interesso di politica, leggo ogni giorno 2 quotidiani, guardo in tv Ballarò e Matrix e voto a sinistra, sono stato candidato municipale per la Lista Roma per Veltroni. Cerco di insegnare alle mie figlie i valori della tolleranza e della nonviolenza, dell’importanza dell’istruzione, delle buone letture e dello studio, l’etica del lavoro e del sacrificio per ottenere qualcosa di duraturo e vero nella vita.
Lotto ogni giorno, al loro fianco, contro la cultura del nulla e dell’apparire, contro i Tronisti e le Veline e i Grandi Fratelli.

Ma questo è un altro discorso e quindi torno subito a me ed alla mia richiesta di aiuto.
A 49 anni sto diventando un grandissimo razzista e non riesco a sopportarlo.

Non c’è stata una molla scatenante, un atto di violenza compiuto verso di me o la mia famiglia o amici, ma un continuo stillicidio di fatti letti, di violenza vista, di sicumera da impunità, di moralità calpestata, di identità violata e violentata, di fatti raccontati da persone sconosciute su un tram o una metropolitana.
Ad una signora anziana che ha tossito (forte e ripetutamente) sul tram la giovane ragazza slava seduta davanti a lei ha detto: “Se sei malata devi scendere, vecchia!!”. Alle mie rimostranze sia la ragazza che il suo accompagnatore hanno semplicemente risposto: “Tu che c.. o vuoi, fatti i c.. i tua”, proprio così tua, alla romana.

Altro giro sul tram, affollato. Sale una vecchietta, si avvicina ad una ragazza di colore, la più vicina all’entrata e seduta tra altre 2 persone anziane e, gentilmente, le chiede il posto: prima non risponde e poi, all’insistenza dell’anziana biascica un “vaffanc.. vecchia puttana”. Il vecchietto seduto si alza per darle il posto: io intervengo per dire che non è giusto, lei è giovane e può benissimo alzarsi per una vecchietta. Quella si alza, mi guarda, dice qualcosa e poi mi sputa la gomma americana che ciancicava: l’ho presa per il colletto e l’ho sbattuta fuori dal tram, alla fermata. Tutti ad applaudire ma io mi sono vergognato come un ladro per la mia reazione ed alla fermata successiva sono sceso.

Lavorando al Quirinale ogni tanto vado a comprare un panino in piazza Fontana di Trevi: ho sventato 2 borseggi da parte delle zingarelle. Ad un turista di Palermo ho fatto recuperare tutto il bottino che gli era stato trafugato e, appena mi accorgo della loro presenza di branco in caccia, avverto la polizia che staziona alla fontana: nessuno si muove perché devono stare vicino alle moto o alle macchine.
Ed allora capisco che Fontana di Trevi è terra di nessuno, tra decine di venditori di pistolette che fanno le bolle di sapone e di quegli aggeggi rumorosissimi che si lanciano in aria e fanno il verso dei grilli mentre le bande imperversano.

Di fronte agli stupri che avvengono, troppo frequentemente, in varie città italiane, mi chiedo: e se io stuprassi una giovane araba alla Mecca o a Casablanca, se venissi preso dalla locale polizia a cosa andrei incontro? E se a Bucarest, in metropolitana, avessi accoltellato un giovane rumeno per una spinta ricevuta, che mi avrebbero fatto le locali autorità? Perché devo essere sempre buono ed accogliente con i nomadi, ahi tasto dolentissimo e pericolosissimo, quando questi rubano, si ubriacano, violano la mia casa e la mia intimità, quando rovistano nei cassonetti e buttano tutto fuori, quando mendicano con cattiveria e violenza, quando bastonano le immigrate che non vogliono prostituirsi, quando sbattono i bambini in strada o mandano i figli a scuola con i pidocchi?

Perché se chiedo l’espulsione immediata dei clandestini violenti e ladri e meretrici e protettori di meretrici vengo immediatamente accostato a Eichmann?
Perché lo schieramento politico che mi rappresenta, se io chiedo certezza delle pene e della detenzione, mi risponde con Mastella che nomina direttore generale del Ministero di Grazia e Giustizia quel Nuvoli Gianpaolo che, secoli fa ormai, ai tempi di Mani Pulite, ebbe a dire di Borrelli “se il procuratore fosse condotto alla forca sarei in prima fila per assistere all’esecuzione”?

Perché quando Fini, allora competitor di Rutelli a sindaco di Roma, propose di spostare i campi nomadi fuori dal Gra di Roma, tutti noi della sinistra (quindi me incluso ed in prima fila) gridammo “tutti i fascisti fuori dal raccordo” ed ora, a più di quindici anni di distanza, prevale l’idea del mio sindaco e del prefetto di compiere in tutta fretta questa operazione smentendo così, sostanzialmente, tutta la politica fin qui seguita dell’integrazione e dell’accoglienza solidale?

Perché devo sopportare lo strazio umano di vedere per le strade, di giorno e di notte, giovanissime prostitute schiave senza che a qualcuno, di destra prima e di sinistra ora, sia venuto in mente di vietare la prostituzione in strada cambiando semplicemente la legge in vigore? Però se i cittadini delle zone interessate scendono in strada e reclamano, con le ronde e con le fiaccole, un minimo di decenza ed anche di lotta alla schiavitù ecco subito le anime belle gridare al fascismo ed al ritorno delle camicie brune.

Sta crescendo ogni giorno di più l’intolleranza, sta montando l’odio per lo straniero e nessuno fa nulla per spegnere queste pericolosissime braci. Centinaia di persone come me, che hanno sempre litigato con tutti per difendere chi entra in questo Paese, che si sono battute come leoni contro l’intolleranza e la violenza xenofoba, sono stremate e ridotte, ormai, alla schizofrenia. Io voglio spegnere quelle braci prima che si trasformino in un incendio di rancori e violenza, non voglio lasciare più il monopolio della legalità alla destra e quindi non capisco, perché dare il voto locale agli immigrati, dopo 5 anni di permanenza nel nostro Paese, quando in nessun grande Paese dell’Europa Occidentale questo avviene.

So benissimo, come tutti gli italiani, che in Italia, ogni giorno, mille e più reati, anche odiosissimi, vengono compiuti da miei connazionali, nessuno crede veramente che la sicurezza venga messa a repentaglio solo dagli immigrati, non voglio e mi opporrò con tutte le mie forze al dagli allo straniero. Ma voglio legalità, voglio la cultura della legalità in questo benedetto Paese, voglio che chi sbaglia paghi.
Cxxxx Pxxxxx

Lettera che spiega benissimo il successo della lega e di Salvini, e che demolisce la narrazione che l’Italia sia una nazione razzista solo perché abitata da una maggioranza di trogloditi telelobotomizzati.


  1. Espressione spregiativa usata da Malcom X per indicare le persone di colore che non sposavano acriticamente la sua causa. 

Perché vince e convince

Se mi chiedessero perché nonostante tutto la destra pasticciona insieme al movimento dei girotondi duepuntozero ancora non è imploso segnalerei questo articolo:

Sorgente: È un popolo ‘povero e ignorante’ quello che fa il baciamano a Salvini – Il Fatto Quotidiano

“Salvini non mi ha dato niente. Ho detto solo ‘Salvini dammi il reddito di cittadinanza‘. Ho fatto un gesto d’amore perché non ho visto mai un presidente così, per me è bravo. Siamo migliaia di disoccupati e per me ha fatto una cosa buona. Ho votato pure Pina Castiello (Noi con Salvini, ndr) perché il padre sta qua e ha detto non preoccuparti ti danno da mangiare con il reddito di cittadinanza”.

Sono le parole di Francesco, l’uomo che ha fatto ad Afragola il baciamano a Salvini. Senza vergogna ma con fiera disperazione le ha pronunciate davanti alle telecamere di Fanpage.it. Parole che contano più di quel baciamano. Francesco è un ambulante. Fa questo mestiere da 30 anni. Ha fatto anche il carpentiere in nero. “Ora vendo solo due calzini – aggiunge Francesco a chi lo intervista – e basta. Salvini è un bravo governatore e che Dio lo benedica e che ci dia i soldi per il reddito di cittadinanza”.

Gente che ha fame e che non sa come sbarcare il lunario; a rigor di logica dovrebbe essere la gente di cui la sinistra si dovrebbe prendere cura, per elevarla e farla uscire dal fango. Proposte per farlo? Se uno sta morendo di fame benedice la mano che lo sfama. Stefano Disegni aveva descritto magistralmente la situazione in questa strip; ha capito cose che invece a sinistra non capiscono per niente: servono proposte e non solo mere proteste.

Le parole di quest’uomo riassumono alla perfezione il problema di questo Paese: a votare Salvini è un popolo di poveri e/o ignoranti. Lo scrivo con rispetto ma va detto. Francesco fa parte di quei 5 milioni e 58 mila individui che vivono in povertà assoluta. Sono i disperati del Sud e del Nord: quelli che non arrivano a fine mese; coloro che non hanno certo i soldi da spendere per comprarsi un quotidiano; quelli che sperano in un salvatore chiunque esso sia; quelli che se la prendono con i migranti, senza capire che sono poveri, non certo perché arrivano in Italia dei disperati come loro. Ho vissuto in un quartiere difficile della Sicilia e ho visto con i miei occhi politici che portavano pacchi di pasta nei quartieri più poveri. Salvini non porta pacchi ma insieme ai Cinque Stelle porta il “pacco” del reddito di cittadinanza. E a Francesco interessa solo quello. Di ciò che viene fatto per il nostro Paese a Francesco e agli altri come lui non interessa. Sono, purtroppo, “egoisti”.

Ecco l’identikit di chi vota il ministro dell’Interno che mostra al popolino la divisa: povero, senza cultura, semi- analfabeta, ignorante, cattolico. Lo dico senza puzza sotto il naso. Quel “Dio lo benedica” si sposa alla perfezione con il Salvini che mostra il rosario e il Vangelo. E poi tra la folla c’è chi urla “Togli la scorta a Saviano” senza mai aver letto il suo Gomorra, magari. Al Sud sono questi a inneggiare al “Matteo nazionale” e al Nord sono un popolo di piccoli e medi imprenditori ignoranti. Gente che sul comodino non ha un libro, gente che lavora otto-dieci ore al giorno; sono quelli che hanno la fabbrichetta e la domenica vanno a Messa con il vestito della festa; sono quelli che hanno la badante peruviana, la domestica filippina ma non vogliono i migranti.

Ecco la summa degli errori della sinistra: il classismo, “votano poveri e/o ignoranti”, accuse di egoismo invece che riconoscere che esiste un problema, mettere insieme il pranzo con la cena, tanto autocompiacimento di essere la parte migliore. Cioè se hai fame hai poco tempo per disquisire sui massimi sistemi, e l’accusarlo di non aver riflettuto abbastanza sulla monade hegeliana perché pensava a cosa mettere nel piatto è il modo migliore per far sì che non ti voti.

L’essere solo placcati cultura, ignoranti che si presentano come colti ma appena scavi un poco salta fuori l’ignoranza, tanta ignoranza. Invito a leggere questo articolo e questo insieme ai commenti. La domanda: con che faccia parla di cultura, come direbbe lubrano, sorge spontanea.

L’autocompiacersi troppo per tirar fuori qualche proposta concreta da opporre a quelle di Salvini. Se hai due proposte puoi decidere, se ne hai solo una perché dall’altra parte sono incapaci di tirarne fuori una che una, per forza o per piacere devi scegliere l’unica proposta presente.

Come qualche persona, di sinistra come Luca Ricolfi, ha notato che presentarsi come i colti buoni contro i buzzurri cattivi ed insultare non solo i politici avversari, ordinaria amministrazione, ma anche gli elettori degli altri partiti è il modo migliore per convincerli a non votarti mai. Al più astenersi schifati.

Padre Maurizio Patricello, parroco che vive vicino ad Afragola sull’Avvenire ha scritto: “Questa gente, dunque, ha accolto con entusiasmo Salvini. Tra loro c’era chi condivide la sua visione politica e chi – ed era la maggioranza – invece, ha visto in lui il ‘liberatore’. Avete letto bene, ho scritto proprio ‘liberatore‘, colui, cioè, che viene a liberarti dalla paura delle bombe, da questa maledetta camorra che non vuol morire, che s’impegna a riportare alla normalità la tua città. In un paese dove lo Stato è rimasto assente per tanti anni, dove il clan egemone controllava tutto, dove non si muoveva foglia che il clan non voleva, la visita del ministro dell’Interno è più importante di quanto si possa credere. E se tra la folla, un uomo qualsiasi sente l’impulso di baciargli la mano, pur non condividendo il gesto, lo capisco”. Peccato che non sarà Salvini a liberare questa gente dalla povertà, dalla camorra e dall’ignoranza.

E chi sarà e come? I migranti sui barconi? il professor guidobaldo maria ricciardelli con la corazzata kotionkin? papa Ciccio primo?

Alla lista di sopra aggiungerei anche: il demolire quanto fanno gli altri perché è sbagliato senza però proporre una cosa che una di giusta da fare in alternativa.

Certo parlare di popolo buono opposto ai Vozzi buzzuVVi pVoletaVi che non amano la coVazzata Kotionkin aiuta a sentirsi migliori, ma porta inappellabilmente alla batosta elettorale; cosa che mi spiace perché senza una buona opposizione non può esistere un buon governo.

Speriamo che a sinistra qualcuno si svegli e si accorga che si stanno ripetendo, paro paro, gli stessi errori che hanno cementato alla cadrega Berlusconi.

Masochismo ultra spinto

Penso che il doversi opporre al malvagio Salvini stia mandando in pappa il cervello di tante persone. Come capitato contro Berlusconi caricare di tutto e di più purché contro il nemicissimissimissimo ha avuto come effetto quello di autodistruggere quel poco che rimaneva della sinistra.

Cioè la sinistra si è trovata ad avere Mastella ministro della giustizia, Di Pietro, un garantista di ferro, al governo, dedicare un’aula di montecitorio ad un premio darwin il cui unico merito è stato prendersi una pallottola in testa mentre assaltava con un arma impropria una camionetta dei carabinieri. E il risultato è stata una clamorosa vittoria del caimano due anni dopo oltre alla distruzione di tutto quello che era alla sx del PD.

Adesso si sta ripetendo lo stesso copione, tantissimi errori di comunicazione che sì, aumentano il chiacchiericcio sui social ma poi svuotano le urne1.

Sorgente: Valentina Nappi, la provocazione choc su Instagram: “Sono stata stuprata da Salvini” – Il Fatto Quotidiano

Una sua foto e la scritta “sono stata stuprata da Salvini”: così la pornostar Valentina Nappi in un post su Instagram che ha colto tutti di sorpresa. “Sono stata ‘stuprata’ da Salvini perché al di là di aspetti anche condivisibili (che pure ci sono) delle sue scelte concrete – ha spiegato la Nappi nella didascalia del post volutamente provocatorio – , e al di là del fatto che molte responsabilità non sono solo sue, Salvini ha riabilitato la peggiore cultura identitaria nazionalista, quella rappresentata dalla triade Dio-Patria-Famiglia”. Una denuncia che in poche ore ha fatto il giro del web, unendosi al coro “anti-Salvini”.

Primo errore: lo stupro dovrebbe essere una questione grave; banalizzare la parola facendo lo stesso errore che è stato fatto con i termini “olocausto” oppure “fascismo”, chiamare “fascista” chi ha idee leggermente diverse dalle tue ha portato a far considerare i fascisti persone che magari avevano idee leggermente diverse ma tutto sommato buone. I paragoni piaccia o no funzionano sempre nei due versi. Se urli che Berlusconi era un dittatore alla Mussolini, poi qualcuno inizierà a pensare che Mussolini era un dittatore tanto quanto lo è stato Berlusconi. E quanta gente ha mandato al confino Berlusconi? quanta ne ha fatto uccidere? Ecco.

Questo “urlare” usando termini forti a sproposito poi fa passare sotto silenzio le questioni quando i termini forti invece sono appropriati, qui lo spiegano benissimo N. Ferretti e Barbara.

Vediamo il delirio

Sono stata ‘stuprata’ da Salvini. Sono stata ‘stuprata’ da Salvini perché al di là di aspetti anche condivisibili (che pure ci sono) delle sue scelte concrete, e al di là del fatto che molte responsabilità non sono solo sue, Salvini ha riabilitato la peggiore cultura identitaria nazionalista, quella rappresentata dalla triade Dio-Patria-Famiglia. Babbo Natale, la Befana, niente Ramadan, sì al panettone rigorosamente a Natale, la colomba a Pasqua, la cucina tradizionale, i gay sì ma la famiglia solo quella tradizionale, i crocifissi rigorosamente nelle aule, Dio nei discorsi degli esponenti politici e tutta la plebe unita comunitariamente dai vecchi ‘sani’ valori identitari nazionali tradizionali. Non so voi, ma questa io la chiamo cultura di sapore fascista.

Una sbroccata di dimensioni epiche piena di uomini di paglia: c’è qualche norma che obbliga a consumare il panettone a Natale? che vieta di festeggiare la fine del Ramadan, o il ritorno di Cthulhu? Chi o cosa mi vieta di noleggiare un locale con amici e festeggiare il complenno di Nyarlathotep? Certo se volessi bruciare qualche pupo in onore di Yog Sothoth avrei qualche difficoltà ma più che a causa di salvini, a causa delle fascistissime leggi contro l’inquinamento e lo scarico dei fumi…

Ed è uno stupro culturale di proporzioni immani. La questione dell’immigrazione, al di là dei complessi aspetti pratici su cui non intendo dilungarmi (la mia opinione è che una gestione razionale dei flussi migratori è — e soprattutto sarà — necessaria), è una questione culturale.

Faccio notare la classica uscita di tutti i pataintellettuali: “la vicenda si sta gestendo male ma mi guardo bene dal dire come dovrebbe essere gestita ‘in maniera corretta’” ovvero lancio il sasso e nascondo la mano. Parole vuote. Come avevo scritto anche altre volte: Salvini da risposte magari sbagliate a domande giuste, la sicurezza, il problema del degrado dovuto alla microcriminalità di importazione, il mangia mangia sulla pelle dei migranti… Gli altri invece lottano contro le domande a colpi di “dici questo solo perché sei razzista” e ipocrisia a nastro. E fra uno che da risposte e gente che lotta contro le domande facendo finta di non vedere il problema, si sceglie sempre obtorto collo il primo.

Io non voglio vivere in un paese con una cultura ufficiale unica, cattolica di destra, nazionalpopolare. Io voglio vivere in un paese ateo, multietnico, con un’identità culturale che affondi le proprie radici nell’Illuminismo e nel marxismo più illuminato, e che sviluppi queste ultime all’altezza della modernità contemporanea. Il linguaggio grezzo, i modi spicci e i toni al limite del violento, invece, ci riportano a una cultura tribale che produce una violenza contro il diverso (come abbiamo potuto vedere) simile a quella che si dà in molte specie di primati non umani. Rispetto a tutto ciò, il genocidio è qualcosa di differente solo per grado. #salvini #immigrazione #lega #leganord #matteosalvini

Bene: nulla ti vieta di creare il tuo partito e di presentarti alle elezioni; l’avevano fatto anche moana e cicciolina, perché non lo farlo? Faccio notare anche che la tizia vorrebbe vivere in una dittatura giacobina, che è una dittatura anche se si chiama marxismo illuminato. Conclude con parole a casaccio come genocidio, “primati non umani”. Un blob buono solo per accredditarsi nel gruppo degli intellettuali di riferimento antisalveeeny come Saviano, Balotelli, Asia Argento, la Murgia, Chef Rubio… Sarebbe interessante chiamarli per una tavola rotonda e porre loro una domanda, solo una, alla quale non possano rispondere con “salvini cacca pupù” ne uscirà qualcosa confronto al quale il wrestling sembrerà una noiosa partita di scacchi…

 


  1. Nenni disse: “piazze piene, urne vuote” quando a vedere le manifestazioni si annunciava una vittoria della sinistra mentre ci fu una grande vittoria della DC. Bisogna capire che spesso molti in piazza mostrano o non mostrano simpatie politiche verso una parte per quieto vivere, ma poi votano come vogliono non come dicono. Come capitato con trump. I social erano tutti pro Hilary, visto che chiunque osasse metterla in dubbio veniva segnalato ed allontanato. E i libtards basavano le loro analisi su quello che vedevano nei social. Beh anche in questo caso l’italia è stata all’avanguardia

Creare razzismo how to /15

Stavo leggendo questo articolo, l’ennesimo sul quanto siano razzisti e cattivi gli italiani che non vogliono affittare ai boveri negri i loro appartamenti.

sinceramente penso che articoli simili siano un chiaro esempio di come, a furia di voler vedere e denunciare razzismo quando c’è solo puro e semplice buon senso; affittare una casa è un rischio abbastanza grande e, come è scontato che sia, chi affitta vuole minimizzare il rischio.

Piaccia o no la legge ipertutela l’inquilino e tutela poco  o niente il proprietario; per questo vengono chieste garanzie, buste paga e fidejussioni. E siccome il tempo è denaro, si cerca anche di ottimizzarlo scartando all’avvio quelli che non sembrano fornire tutte le garanzie desiderate. Io quando cercavo casa, la prima cosa che chiedevo era il prezzo e se quello era troppo alto rispetto alla disponibilità non andavo per niente a vederla. Che senso aveva vedere una casa che non avrei potuto acquistare?

Anche il cartello “non si affitta a meridionali” degli anni 70 aveva quel senso; nel periodo fra equo canone, blocchi degli sfratti e il dover pagare le tasse anche se l’inquilino smetteva di pagare il fitto e il fatto che molti “ne approfittavano” spingevano i proprietari a fare “nero” o a rivolgersi ad “agenzie” per la repentina liberazione delle case affittate. Chi aveva difficoltà a trovare affitti era Gennarino senza busta paga o con una busta paga risicatissima, non di certo il signor Calogero, direttore di banca, con un bello stipendio “aggredibile” e che per il suo ruolo “pubblico” non poteva permettersi troppo di passare per “furbone”1.

Comunque mi son piaciuti due commenti all’articolo; uno lancia una semplice proposta: fare da garanti. Se c’è un garante che garantisce con una bella fidejussione molte difficoltà si risolvono; quindi perché non farlo?

voi buonisti, che affittereste ad occhi chiusi ad un “nero” (se hanno difficoltà non sarà anche per colpa loro? pagassero regolarmente e tenessero bene il locale tutti affitterebbero a costoro senza problemi…io so,purtroppo,di molte storie reali che fanno pensare piuttosto diversamente) perchè non fate da garanti? siete sicurissimi di quelle persone, aiutatele…siate disposti ad ANTICIPARE l’affitto voi al locatore,tanto lo sapete,i soldi ve li ridanno….orsù dunque…passate dalle parole ai fatti…GARANTITE. e il fenomeno rimarcato sparirà. il “nero” avrà la sua casa e sarà contento, voi sarete contenti di averlo aiutato e di dimostrare il vostro senso di umanità, il proprietario sarà contento del suo affitto che riceverà puntualmente…voi i soldi li riavrete,perchè ve lo garantisce…il vostro cuore…e allora? dov’è il problema?

e quest’altro che enuncia una evidentissima verità: i soldi non sono bianchi o neri, son soldi e basta.

Negli USA si dice “when it’s about money, I only see one color: green”, che tradotto suona tipo “quando si parla di soldi, l’unico colore che conta è il verde” (colore delle banconote, dollari).
Chi affitta lo fa per denaro, non per dimostrare quanto è chiuso o aperto sul tema razzismo.
Se al proprietario di casa si presenta un calciatore togolese di Serie A, vedrete che razzista o non razzista gli lascia l’appartamento senza battere ciglio.
In soldoni, sempre per rimanere in tema: dimostrami che puoi pagare la cifra pattuita a lungo termine e ti lascio le chiavi.


  1. se nel tuo piccolo il vantarti di “averla messa nel culo al polentone” non era infamante ma invece era motivo di vanto sociale, avevi degli incentivi a farlo. Se invece il non onorare le promesse era motivo di stigma e di imbarazzo anche a livello lavorativo, un direttore che si vanta di fare il furbone e di non onorare i debiti non era visto di buon occhio, c’erano molte più remore. 

bella ciao ed il crocifisso

Il discorso con mauro mi ha fatto pensare agli oggetti che spesso vengono “adottati” come simbolo da un partito o da un movimento e questa acquisizione fa perdere il significato originario del simbolo che viene sostituito da un nuovo significato.

Prendiamo ad esempio il crocefisso; si tratta di un simbolo della religione cristiana che, per chi vi crede, ha un significato religioso preciso; e da cristiano sono il primo a dire che deve essere trattato seriamente e non come il gagliardetto del Jesus Crist Football Club. Per questo io sono favorevole che venga eliminato da tutti gli edifici pubblici italiani. Lo stato, civile, deve essere aconfessionale ed areligioso; negli edifici pubblici ci devono essere solo simboli “dello stato”. Questo per ribadire due cose: che lo stato deve essere “neutrale” e che lo stato è presente.

Per questo condivido le richieste di chi vuole che venga eliminato il crocefisso, la sua esposizione nei luoghi “dello stato” è una conseguenza dei patti lateranensi e della “pace” stipulata in seguito ad essa con il vaticano. Il crocefisso esposto è stato snaturalizzato dal suo significato religioso ed è stato ridotto a gagliardetto di partito. Quindi è giusto che venga eliminato in nome della neutralità dell’istituzione.

“Bella Ciao” ha seguito un percorso simile: da simbolo di unione è diventato l’inno di una precisa fazione politica; dal 1994 e dalla batosta elettorale la sinistra ha adottato e mitizzato la “resistenza italiana” come un simbolo di resistenza contro il fascismo prossimo venturo di berlusconi, fini e bossi. Dipingendo scenari apocalittici quasi che si stesse tornando al 1943 ed alla guerra civile. E come tutti i paragoni ha funzionato in entrambe le direzioni: se ti presenti tu come identico ai partigiani per prenderne i meriti fai sì che le tue colpe vengano attribuite a loro. Tanto per dirne il fatto che il fascismo venga percepito come “blando” e ci siano molti nostalgici è una diretta conseguenza del vizio di tirarlo fuori a sproposito quando non c’entra niente, solo per ammantarsi di virtù.

E come il crocefisso, la resistenza siccome è stato reso un simbolo politico poi, che finisca inzaccherato quando i politici, che lo adottano come simbolo, vanno a fare la lotta nel fango, è solo una ovvia e logica conseguenza.

PS

riguardo al presepe: è una tradizione ed un modo per fare qualcosa tutti assieme. Se venisse eliminato, in nome della laicità delle scuole non avrei nulla da eccepire. Purché sia in nome della laicità e non si cerchi il pretesto di non offendere le credenze di Tizio o Caio. “il non voler offendere le credenze altrui” son buone intenzioni che portano dritto dritto al disastro.

oh bella ciao, sarai romana e per bandiera tu avrai quella italiana…

Stavo leggendo la notizia sulle le polemiche per aver cantato bella ciao alla recita delle elementari (Fonte Repubblica)

Che dire? spiace ma oramai “bella ciao” dalla cantata idiota di Santoro contro il demonio di Arcore non è più un canto super partes che ricorda la resistenza e i partigiani che liberarono l’italia dal nazifascismo ma è diventato un canto “politico” ed un inno di una precisa parte politica e il cantarlo, spiace dirlo, ha un preciso significato politico.

Io penso che la politica debba stare fuori dalla scuola, soprattutto dalla scuola dell’infanzia ed elementare; non è il caso che i docenti portino a scuola le loro pippe mentali. I bambini devono crescere e poi si faranno loro le loro idee politiche senza bisogno di indottrinamento1.

Napoli, bimba canta ‘Bella ciao’ alla recita delle elementari, papà leghista si ribellaNapoli, bimba canta ‘Bella ciao’ alla recita delle elementari, papà leghista si ribella
Il genitore su Facebook: “Canzone di vigliacchi, fuori la politica dalla scuola”. Rabbia e indignazione in rete: “I partigiani liberarono l’Italia”

La sua intenzione era “solo di proteggere i bambini” da quello che egli stesso ha definito “un indottrinamento politico”. Prova a spiegare la propria posizione Paolo Santanelli, il papà di una piccola alunna della scuola elementare De Amicis di Napoli che, da lui ‘sorpresa’ a canticchiare Bella Ciao, ha criticato sui social la scelta di introdurre la canzone partigiana all’interno di una recita scolastica di Natale con conseguenti polemiche.

Santanelli, come riportato da alcuni organi di stampa, ha chiesto alla bambina come mai conoscesse quella canzone, e la piccola ha risposto che faceva parte dei testi della recita di Natale che, quest’anno, avrebbe avuto come tema la storia della Costituzione.

Recita di natale che ha come tema la storia della costituzione? Alle elementari? No, non ci sono intenzioni politiche dietro. Chi pensa questo sbaglia allo stesso modo di chi pensa che si guardino i film porno per le cose zozze. In realtà è per apprezzare la profondità della fig trama e inoltre per, diciamo, l’intreccio fra i personaggi nel dipanarsi della storia.

La scuola imho l’ha fatta fuori, e di tanto, dal vasino.

Una spiegazione che non è andata giù al genitore: “Non vorrei che questa decisione altro non fosse che una scelta ad hoc fatta per non turbare la sensibilità delle famiglie di religione musulmana che hanno i loro figli in quella stessa scuola – ha scritto in un primo post di ‘denuncia’ -.

E come al solito i musulmani (e i bambini) vengono tirati dentro come pretesto per verniciare di alti ideali le basse pippe mentali degli adulti. Solo un appunto; se arruoli il saracino, anche se a sua insaputa, sotto le tue bandiere non stupirti se dall’altra parte trovi tanti devoti di Santiago Matamoros e del Cid Campeador.

I post del dirigente della Lega hanno fatto esplodere rabbia e indignazione in rete. “I bambini e la libera determinazione della loro coscienza sono le ultime roccoforti che gli uomini di “buona volontà” hanno l’obbligo di difendere a spada tratta” scrive un utente su Facebook.

arruolandoli a loro insaputa? meglio lasciare che i bambini facciano i bambini e che gli scazzi politici dei grandi se li risolvano da soli i grandi.

“L’imbecillità e l’ignoranza porta a far credere che Bella Ciao sia una canzone politica….

Solo un titolo di giornale, uno dei tanti… Salvini, sulla navetta in Aeroporto cantano «Bella ciao» – La Gazzetta del Mezzogiorno.

La ‘strumentalizzazione’ del suo sfogo, come lo stesso Santanelli e alcuni suoi contatti sul social network l’hanno definita, ha poi spinto lo stesso Santanelli a un ulteriore post, sempre su Facebook. “Io desidero che a Natale mia figlia canti la natività di Gesù bambino in tutto quel magico mondo che appartiene alla sua età e non intoni una canzone di guerra che richiama morte, odio e violenza – ha scritto -. I dirigenti e gli insegnanti, se proprio vogliono fare politica, si occupassero di migliorare mense, bagni e strutture, assumendosi la responsabilità di denunciarne le precarietà, soprattutto in un momento in cui circa l’80% degli edifici scolastici a Napoli risulta non essere a norma”.

spiace dirlo ma ha ragione, per quanto possa essere leghista e possa avere le sue idee sui partigiani. Fra noi penso che i veri partigiani, quelli che combatterono realmente il fascismo, se tornassero a vivere difficilmente apprezzerebbero simili pagliacciate come quella fatta dalla scuola.

Comunque se si volesse cantare una canzone che invita alla fratellanza fra i popoli ed è apprezzata anche a destra si potrebbe cantare “facetta nera”; parla in maniera positiva di ius soli: “faccetta nera, sarai romana e per bandiera tu c’avrai quella italiana”2; perché non farlo?


  1. senza considerare che, come capitato al sottoscritto, i tentativi di indottrinamento poi possono ottenere l’effetto opposto. Penso che molti miei compagni di scuola andarono a destra perché videro dall’altra parte pessimi esempi. 
  2.   guardacaso canzone non gradita al regime fascista proprio perché parlava di integrazione “faccetta nera sarai Romana…” e di rapporti paritetici con gli abitanti delle colonie.
    Ma queste persone sanno che Benito Mussolini odiava Faccetta nera? Aveva addirittura tentato di farla bandire. Per lui era troppo meticcia: inneggiava all’unione tra “razze” e questo non era concepibile nella sua Italia imperiale, che presto avrebbe varato le leggi razziali che toglievano diritti e vita a ebrei e africani. Oggi però, ed è qui il paradosso, il regime fascista è ricordato proprio attraverso questa canzone che detestava. fonte: https://www.internazionale.it/opinione/igiaba-scego/2015/08/06/faccetta-nera-razzismo Quindi perché non cantarla tutti assieme? 

Macron macron

Meno male che c’ è Carla Bruni/Siamo fatti così Sarko-no Sarko-si
[Simone Cristicchi]

Stavo vedendo quanto sta capitando in quel di francia; devo dire che trovo umoristico che prima la francia bacchetti l’italia per un suo comportamento per poi ripeterlo paro paro. Era già capitato con la questione dei migranti. Quando era l’italia a non voler accogliere facendo da “ultimo miglio” degli scafisti e per Macron il comportamento dell’italia era “vomitevole”; e i tanti cervello da criceto italiani applaudivano macron1 salvo poi trovarsi “leggermente” in imbarazzo quando il comportamento “vomitevole” venne fatto dai cugini francesi.

Adesso con i gilet gialli si è ripetuto lo stesso copione: i fanatici dell’europa senza se e senza ma vedevano in macron il nuovo campione dell’ulivo mondiale 2.0 contro le destre… adesso che si è dovuto calare le brache si è alla ricerca di un leader “estero” cui fare riferimento. Poverini, Putin è già preso, Trump non è disponibile2 e anche lo spagnolo ha i suoi bravi casini in casa…

Questo dovrebbe far capire alcune lezioni:

1 – il leader estero pensa in primis al bene del suo paese e poi al resto del mondo, come d’altronde è giusto che sia. Si può usare come esempio, certo, ma non puoi aspettarti che venga a toglierti le castagne dal fuoco, o meglio come insegna la storia italiana dai comuni in poi, che venga a farlo gratis. Se l’italia è stata fatta a pezzetti è anche perché le signorie di firenze e milano, per farsi la guerra andavano a frignare chi dal re di francia chi dall’imperatore di germania.

2 – Se ti accodi al leader estero poi, se per un motivo o per un altro deve fare retromarcia, poi ti trovi travolto. Salvini può chiamare a giustificazione della sua gestione dell’immigrazione la francia e la spagna. E chi fino ad ieri le esaltava cosa può dire?

3 – Che l’accodarsi ad un leader estero significa denunciare una grossa mancanza di idee politiche. E fra qualcosa ed il niente si sceglie, anche se obtorto collo, il qualcosa.


  1.  http://www.ilgiornale.it/news/mondo/francia-chiude-aquarius-non-era-vomitevole-farlo-1580419.html 
  2. anche se credo che se il Trump sfanculasse di brutto salveeny, da figlio di satana per qualche progressista diventerebbe un obama bianco…