Quando morì il 25 aprile.

Stavo sentendo le, oramai, puntuali polemiche sul 25 aprile e festività annesse. Quando è morta la festa del 25 aprile? quando è passata da festa nazionale della liberazione a “bile party”? Ho fatto un poco di mente locale ed alla fine l’ho capito; la festa morì quando passò dall’essere la celebrazione della liberazione alla festa contro berlusconi. Nel 1994 la gioiosa macchina da guerra prese una sventola non da poco. Mani pulite e forcaiolismo annesso avevano fatto, letteralmente, piazza pulita del pentapartito e di tutti i suoi uomini di punta. Nonostante i sogni bagnati di tanti orfani dell’URSS le seconde linee del pentapartito (Casini, Mastella e compagnia cantante), insieme alla destra finiana e alla lega, dettero una sberla non da poco alla gioiosa macchina da guerra ed a tutti gli accultuVati fiancheggiatoVi.

Il 25 aprile del 1995 divenne la festa contro berlusconi; i paragoni Berlusconi = Mussolini, ripresero forza, invece di pensare all’unione si urlò che solo la sinistra era l’unica vera erede dei partigiani (e di riflesso che solo i partigiani rossi rossi erano gli unici degni partigiani, per gli altri: i bianchi, i monarchici, i liberali, o si taceva con un imbarazzato silenzio oppure si parlava di “venduti agli americani”. E la mitologia del partigiano rosso che con il suo mitra libera l’italia per poi essere a sua volta invaso dagli americani, prese forza. Si cercò di modificare la storia: dimenticare che l’italia venne liberata soprattutto grazie ai carri armati degli alleati, la tragedia della shoa venne banalizzata trasformando qualsiasi cosa in shoa e, cosa peggiore, le vittime di ieri vennero nominate carnefici di oggi. Pur di dar contro al berlusco, visto che si era incapaci di dare risposte politiche, ci si appoggiò da una parte agli intellettuali di partito e dall’altra ai ragazzini che giocavano a fare gli anarcorivoluzionari.

Il risultato alla fine è stato che la festa da festa di unione è diventata la celebrazione religiosa di una resistenza mitizzata e divinizzata contro chiunque non si riconosca in tale mitizzazione. C’è una casta religiosa, come l’ANPI, che si arroga il diritto di parlare per la divinità e di concedere patenti di moralità, la discussione storica sulla resistenza viene occultata; tutto quello che contrasta con il mito deve essere per forza falso, e ultima cosa la “mitica resistenza” viene presa come esempio e giustificazione per azioni di basso teppismo.

Errori gravissimi. Prima cosa: il creare un mito religioso significa poi trovarsi a fare i conti le contraddizioni e le incongruenze della storia. Un nome che “rompe” per la storiella partigiani buoni buonissimi contro fascisti tutti cattivissimi e assassini: Giorgio Perlasca1 persona di destra che è anche stata fascista convinta. Oppure la storia della brigata Osoppo e l’eccidio di Porzus. E invece di ammettere luci ed ombre di un fenomeno complesso si reagisce con rabbia e con persecuzioni verso gli eretici. Altro errore dell’attualizzare tutto è che se tutto è fascista allora nulla è fascista. Se qualunque tragedia, vera o presunta, viene paragonata alla shoa allora si perde proprio il senso e l’enormità della tragedia.

L’aver “attualizzato” la festa spiega bene come mai sia diventata la festa sbroc dove i partigiani “mitizzati” divennero i raddrizzatore di banane equosolidali e le loro azioni “mitiche” giustificano quelle dei loro autonominatisi eredi, e simpatizzanti. Questo spiega bene questione ANPI – Brigata Ebraica. Anche la questione della Brigata Ebraica rompe la figura dell’eroico raddrizzatore di banane equosolidali e la lettura buoni buonissimi contro cattivi cattivissimi come perlasca o l’eccidio di porzus. E come la storia insegna spesso i fedeli fanatici sono i primi a reagire “male” contro tutto quello che contrasta con la loro fede religiosa2. Buffo comunque che, comportandosi come i peggiori oscuratisti, si richiamino a valori come la libertà di parola o di dissenso. Come dire: molti erano antifascisti solo perché non piaceva il colore della camicia, tutto il resto era OK3.


  1. Ricordo le polemiche per il film su Perlasca perché un “fascista” faceva la parte del buono. Se c’è una cosa che manda in tilt i cervellini semplici è vedere lex luthor in aiuto a superman. 
  2. Puntualmente si ripetono gli stessi comportamenti che, a parole, si dice di deplorare. 
  3. Spesso i più fanatici antifascisti furono proprio i campioni olimpionici di cambio della casacca in corsa. 

Aboliamo il 25 aprile (e le conseguenti patenti di superiorità morale)

Visto che oramai la festa della liberazione del 25 aprile è completamente snaturalizzata penso sia meglio abolirla del tutto. Oramai è solo la festa degli autonominatisi eredi dei partigiani che si arrogano il diritto di decidere cosa sia o non sia fascismo e di dare patenti di superiorità morale anche in spregio alla storia.

Piaccia o no l’italia è stata liberata dalle truppe angloamericane, non dai partigiani. I partigiani hanno aiutato, vero, hanno partecipato ed hanno combattuto anche loro, verissimo, però non ci sarebbero riusciti con le loro sole forze; bisogna avere l’onestà intellettuale di ammettere che il nazismo finì a causa delle sconfitte militari inferte dagli alleati e non solo grazie alla resistenza delle popolazioni.

Invece molti pensano che la liberazione sia stata grazie ai partigiani, oramai trasformati in supereroi. Supereroi che hanno passato ai loro autonominatisi eredi il compito di andare a raddrizzare tutti i torti contro i presunti “oppressi” del mondo.  Ed in nome di questa missione spuntano fuori le puntuali polemiche contro gli americani, la brigata ebraica etc. etc. perché disturbano la loro ingenua visione di “buoni contro cattivi”, perché ricordano che il nazismo venne sconfitto al prezzo di tanto sangue, bombe e carri armati e non da quattro persone con un mitra e due granate.

Cosa si dovrebbe festeggiare quindi il 25 aprile? Chi si sacrificò per liberare l’Italia dal nazifascismo oppure è la festa new age della solidarietà ai “boboli obbressi”? Beh se è la festa dei “boboli obbressi” sinceramente preferirei che venisse abolita o trasformata nella festa di primavera. Sia per mantenere intatta la memoria storica del dramma che fu la II guerra mondiale ed evitare che venga trasformata in un fumettone buoni vs cattivi1, dove la cattiveria dei cattivi giustifica qualsiasi azione dei buoni (e di riflesso dei loro autonominatisi eredi morali). Sia per evitare che i partigiani vengano “arruolati” e “strumentalizzati” da chi ha interesse a speculare sul loro sacrificio per bassi interessi di politichetta attuale. E soprattutto per far finire il vizio di molti di dare o revocare, in nome della resistenza,  patenti di superiorità morale che permettono da subito di capire se sei fra i buoni o fra i cattivi. Il dare patenti di superiorità morale, patenti che giustificavano tutto, era un vizio dei totalitarismi che i partigiani combattevano. Quando si parla dell’ironia della storia.


  1. luci ed ombre ci furono da tutte le parti, porcate ne fecero anche gli alleati. Però bisogna avere la maturità di capire il periodo ed il momento; misurare le azioni di allora con il metro di oggi è sbagliato. 

Perché quando parliamo di “tornare alla lira” dimentichiamo la storia – Altreconomia

Molto, molto interessante. Molti che paventano il ritorno alla lira hanno una memoria selettiva; dimenticano l’inflazione alta e il dover pagare la benzina, in proporzione allo stipendio medio, un botto.

Vero anche che prendere un master in economia alla youtube university è oramai alla portata di tutti…

Perché quando parliamo di “tornare alla lira” dimentichiamo la storia

Sorgente: Perché quando parliamo di “tornare alla lira” dimentichiamo la storia – Altreconomia

La grande abbuffata degli anni ’70: l’italia e le pensioni

Facciamo un esempio: entrate in un ristorante e ordinate da mangiare. I prezzi sono alti, ma non solo non li leggete, ma quando qualcuno, tra un pasto e l’altro, si chiede “ma poi come paghiamo”, gli rispondete “non fare il comunista, qui c’e’ abbondanza per tutti”. Poi arriva il conto, e tutto quello che fate e’ protestare: “il padrone del ristorante e’ un bastardo, non paghiamo”.
Domanda: siete credibili?
[Uriel Fanelli] Sorgente: Babababauli. Indignamoci con Bauli. | Niente stronzate ©

Nei commenti di un articolo precedente si è parlato di pensioni e di lavoro; colgo dunque l’occasione di parlare della situazione della previdenza sociale in Italia. Siccome l’argomento è abbastanza vasto e merita una corretta trattazione penso di spaccarlo in una serie di articoli cui cercherò di spiegare quali sono, secondo me, le cause della situazione attuale. In questo articolo tratteggerò una storia delle storture del sistema previdenziale italiano; storture che hanno portato alla dolorosa “cura Fornero”.

Le pensioni come reddito di cittadinanza incondizionato (e incontrollabile)

Negli anni a cavallo del 1970 l’italia era un paese percorso da grosse tensioni sociali avute a seguito delle varie proteste; molti avevano intravisto il benessere e chiedevano, non avendo tutti i torti, di poter bagnare anche loro il becco. Per “sgonfiare” la protesta la politica quindi decise di agire gonfiando le pance; uno con la pancia piena magari frignerà forte ma non farà azioni troppo “eclatanti”.

Per far ciò vennero usati, come un colossale ammortizzatore sociale, le pensioni, il pubblico impiego e il  parastato (poste, ferrovie1 etc. etc.).
In particolare per accelerare il turnover nella pubblica amministrazione si usò il nel decreto del Presidente della Repubblica 1092/73 noto come legge Rumor che istituiva le baby pensioni. La norma permetteva ai dipendenti pubblici di poter andare in pensione con 14 anni, sei mesi e un giorno di attività lavorativa se donne con prole; 19 anni, sei mesi e un giorno per gli uomini; 24 anni, sei mesi e un giorno per i dipendenti degli enti locali. Una legge insostenibile economicamente nel lungo periodo.

Ma non è stata solo la legge Rumor a dissestare le casse della previdenza sociale; c’è un altra legge, la legge Mosca  (n. 252/1974), una leggina che permetteva a partiti e sindacati2 di far emergere dal nero e regolarizzare a bassissimo costo i loro dipendenti.

Il problema della legge Rumor non era tanto il permettere a Maria o a Giuseppe di andare in pensione quanto il sistema di calcolo della pensione; prima della riforma Amato del 1992 la pensione veniva calcolata con il sistema retributivo, cioè era calcolata non sulla base di quanto versato ma sulla base della retribuzione  media degli ultimi anni di lavoro.  Inizialmente dell’ultimo anno di lavoro, poi degli ultimi cinque e infine degli ultimi dieci. Questo permetteva molte storture: persone che venivano inquadrate in bassi livelli, e pagate in parte in nero, per pagare meno contributi obbligatori, di botto quando entravano nel periodo di “calcolo della pensione” dichiaravano tutto e lo stipendio cresceva di botto. Capitava soprattutto nel privato “piccolo” quando il periodo di osservazione era di un anno. E capita ancora oggi nella Corte Costituzionale; oramai è prassi che venga eletto presidente il consigliere più prossimo alla pensione; in maniera tale da farlo andare in pensione con i benefit di presidente emerito, benefit fra i quali c’è una pensione più alta.
Se ci fosse stato il metodo di calcolo “contributivo”, Maria aveva versato 100 e prendeva una pensione basata sui 100 versati. e non una pensione per avere la quale se calcolata con il metodo contributivo avrebbe dovuto aver versato almeno 10.000.

Aggiungiamo al calderone anche l’equivalente della legge Rumor per il privato ovvero l’abuso dei prepensionamenti in caso di aziende in crisi. Aziende che spesso venivano fatte nascere in un territorio solo allo scopo di distribuire buste paga e che duravano solo fin quando duravano gli incentivi statali3. E appena gli incentivi finivano molti lavoratori finivano in lunghe casse integrazione e venivano portati alla pensione.

Un altro effetto deleterio di quel sistema è stato che molti “pensionati” capaci di lavorare iniziavano un secondo lavoro spesso “in nero” per “integrare” la pensione. Risultato: tante, tante uscite e poche entrate.

In un sistema previdenziale sano i soldi versati da chi lavora dovrebbero essere investiti affinché, quando qualcuno smette di lavorare, gli si possa pagare una pensione. E per sostenersi ci dovrebbe essere, mediamente, almeno un rapporto 1:1 fra quanto versato e quanto incassato. Ovviamente se si versa poco e si incassa tanto, si sta creando un colossale schema di Ponzi, che puntualmente esplode e quando esplode fa male, molto molto male.

Di questo il popolo non se ne è reso conto subito perché all’epoca si faceva debito per coprire le perdite, inoltre il numero di pensionati (baby) era basso rispetto al numero di lavoratori. Oggi invece è arrivato l’acconto del conto del ristorante: “la riforma Fornero”, che ha completato la riforma Amato del 1992.

Quello che a me ha fatto riflettere è stato che le colpe della riforma fornero sono state date alle “pensioni d’oro” ed alle pensioni dei parlamentari e non alle tante pensioni date a Maria, Giuseppe ai quaranta anni, in media, di età. Ai tanti trucchetti fatti per “gabbare” l’inps. Ma si sa; è più facile lamentarsi e incolpare il politico lontano e mangione che la vicina di pianerottolo.

PS
Se riesco a trovare un poco di tempo, nel prossimo articolo parlerò dell’assalto alla diligenza ovvero come la gggente cercava in tutti i modi di gabbare e depredare l’INPS.


  1.  Infatti il manuale Cencelli dava molto peso ai ministeri delle poste e telecomunicazioni, ed al ministero dei trasporti. Erano due dei ministeri che rendevano facili le assunzioni clientelari. Venivano creati mille modi diversi per entrare, senza concorso, nella pubblica amministrazione come cooperative che lavoravano per il comune i cui dipendenti, delle cooperative, poi venivano passati in ruolo, assunzioni “opache” da liste nell’ufficio di collocamento, contratti a termine prorogati più di due volte e quindi gli assunti “a termine” diventavano “di ruolo”. 
  2. Un’altra cosa che a me fa ridere è che per i dipendenti dei partiti e sindacati l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori non vale. Se proprio quell’articolo è il simbolo per antonomasia della libertà del lavoratore perché non adottarlo “in casa”? 
  3. Certe fabbriche, fiat e non solo, non erano state create per produrre quanto per distribuire buste paga. Infatti molti dei contributi “incassati” servivano per essere rigirati. Da notare che le assunzioni spesso erano anche lottizzate e spartite fra partiti e sindacati. Questo è un articolo del 1984: PREPENSIONAMENTO A 50 ANNI PER I CASSINTEGRATI FIAT

Studiare la storia

Una delle tragiche conseguenze del voler “spettacolarizzare” la scuola e del gettare la croce sui docenti se Pierino non studia, è stato il far sentire i docenti obbligati a rendere le materie interessanti.

Se Pierino non le studia non è colpa sua ma del professore che è noioso. Ciò può essere parzialmente vero, ci son modi più interessanti e modi meno interessanti di presentare una materia ma con due punti fissi: il primo è che la materia non deve essere snaturalizzata ed il secondo è che è responsabilità dello studente studiare anche le cose “noiose”.

C’è da dire però se una materia non interessa o non piace è quasi impossibile, parlo per esperienza di studente, fargli cambiare idea. Siamo tutti diversi, c’è chi ama le scienze e chi si svena per la corazzata kotionkin.

Riguardo al secondo punto mi è capitato di dover studiare lottando contro il sonno e a furia di sbadigli ma se si vuole meritare il titolo bisogna farlo. Capirlo è prova di maturità.

Veniamo al primo punto; spesso per “divulgare” e “rendere interessanti” le materie queste vengono snaturalizzate e banalizzate. Prendiamo ad esempio il caso della storia; certo un “racconto” stile cinematografico può appassionare, i film di argomento storico possono far interessare le persone alla materia ma, cosa molto importante, i film storici non sono la materia.

Sia perché il film è intrattenimento quindi ha bisogno da una parte di semplificare e dall’altra di avere buoni in cui identificarsi da una parte e cattivi da sconfiggere dall’altra. Invece la storia è diversa; più che bianchi contro neri si dovrebbe parlare di grigio chiaro e grigio scuro; una lettura semplicistica come Hitler cattivo vs Churchill buono, da una parte maschera tutta la complessità sottostante e dall’altra impedisce di capire cause e di collegarle agli effetti. Il film per funzionare ha bisogno di semplificare e la spettacolarizzare. Il film è intrattenimento non è di certo però lo studio della materia scolastica storia. Oggi alcuni fatti storici vengono banalizzati come buoni vs cattivi, basti prendere come esempio le crociate o il nazismo.

Il nazismo è stato un fenomeno complesso, durato svariati anni e che ha influenzato tutto il mondo, non lo si può ridurre ad: “un anticristo caduto non si capisce come dal cielo che ha scatenato la II guerra mondiale”; rendere il nazismo un film di fantascienza è il modo migliore per impedire di riconoscere cause e situazioni analoghe a quelle che portarono Hitler a prendere il potere. Oppure le crociate, si parla di crociati imperialisti contro pacifici popoli e si parla dei massacri fatti dai crociati. Se si fosse studiata realmente la storia si saprebbe che il massacro era la “prassi militare” in quel periodo, massacri simili a quello di Gerusalemme del 1099 (https://it.wikipedia.org/wiki/Assedio_di_Gerusalemme_(1099)) son stati, ad esempio quello di Bagdad da parte dei mongoli (https://it.wikipedia.org/wiki/Presa_di_Baghdad) oppure la prassi di conquista del sud italia da parte dell’islam ove venivano passati a fil di spada gli adulti mentre le donne e i giovani venivano ridotti in schiavitù. Tanto per evitare la solita obiezione: “reazione alle crociate” sto parlando del periodo fra il 900 e il 1000 dopo cristo, prima delle crociate.

Anche la storia della schiavitù è interessante; chi fisicamente andava a catturare gli schiavi per le piantagioni dello zio Sam erano gli arabi, il mercato principale dove si commerciavano gli schiavi era quello di algeri. E le imprese dei corsari berberi che assaltavano le coste del mediterraneo per catturare schiavi durarono dall’anno 1000 fino agli inizi del 1800, quando alcune navi dello zio Sam andarono a scaricare un bel po’ di democrazia ad Algeri. (https://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_barbaresca).

Sfumature di grigio invece di un infantile “buoni da una parte e cattivi dall’altra”. Lo studio della storia permette sia di cogliere le sfumature di colore sia di capire che “la maledizione della storia è che chi non la conosce è destinato a ripeterla”.  Per questo sarebbe opportuno che si tornasse a studiarla realmente nelle scuole con i suoi lati chiari e lati oscuri invece di studiare un fumettone sostitutivo vagamente ispirato ad essa.

 

Fasciofobia

Stavo leggendo i vari commenti sull’idea del fertility day da parte del ministero della sanità. Imho se si vuole avere una ripresa “demografica” sarebbe opportuno investire in strumenti di supporto per le famiglie (asili, doposcuola etc. etc.) e garanzie per i lavoratori che in inutili campagne informative.

Ma non voglio parlare di quello quanto delle polemiche fatte tirando fuori, guardacaso, di nuovo il fascismo. Sì, durante il fascismo venivano incentivate le nascite e l’avere le famiglie numerose. Però questo non significa che il tutelare le famiglie numerose e mirare ad un incremento demografico sia una caratteristica peculiare del fascismo.

Paradossalmente l’aver reso il fascismo da fatto storico oramai da consegnare alla storia a Satana contro il quale il fedele deve lottare ha avuto la lieve controindicazione di far ritenere “male” qualsiasi cosa sia stata fatta dal governo durante il periodo, anche se potrebbe essere utile, anche se è necessaria.

Svantaggi evidenti della demonizzazione ad oltranza.

 

Ma il politico si elegge da solo?

Una delle cose che più mi fanno girare nei social son le polemiche gratuite verso i politici, quasi che denunciare le turpi colpe dei politici serva a lavarsi la coscienza delle proprie piccole miserie.

Lo sto vedendo adesso, ad esempio, nella vicenda Alcoa: è tutto un piagnisteo contro la politica che ha affondato il territorio, la politica che non ha permesso lo sviluppo, la politica che non interviene, con pesanti incentivi ovviamente, per evitare la chiusura dell’alcoa. Sinceramente un par de balle; il prendersela contro la politica è solo un facile modo per lavarsi la coscienza per chi ha approfittato della situazione preferendo continuare a campare di cassa integrazione e incentivi che chiedendo che si investisse nel territorio. Da quelle parti lì son quaranta e passa anni che vengono eletti sempre gli stessi politici. Sarà anche gente capace di tenere corsi di malvagità a satanasso ma non si sono eletti da soli; da quelle parti c’è una maggioranza di elettori che li ha “democraticamente” eletti.  E adesso che se li goda. Posso accettare le proteste di Caio che lui quelli non li ha votati ma quando vengono eletti con percentuali pari al 60% significa che la maggioranza in quel comune, in quella provincia li ha scelti. E adesso paghi il fio della sua scelta e si prenda le colpe di averli eletti, magari iniziando anche a votare qualcuno di diverso. Altrimenti si è conniventi e si fa solo la figura dei giuda pronti a rinnegare quanto fatto fino alla sera prima per rifarsi la verginità. I soliti 40 milioni di fascisti che il 9 di settembre si son scoperti essere partigiani antifascisti da sempre.

In democrazia l’elettore è re, ma questo significa anche le la responsabilità della scelta dell’eletto è della maggioranza degli elettori, se la maggioranza elegge un incompetente arraffone poi ci si trova un incompetente arraffone ad amministrare. Può capitare di eleggere un incompetente, un arraffone, un imbecille. Non c’è nulla di vergognoso a farlo, capita di sbagliarsi nel giudicare come si comporterà una persona. Quello che è invece è sbagliato è continuare a votare la persona e contemporaneamente lagnarsi del suo comportamento. Se Tizio è stato eletto la prima volta ed ha fatto disastri può essere plausibile che la maggioranza degli elettori di Tizio abbia fatto un errore. Se Tizio viene rieletto a larga maggioranza, come alcuni satrapi locali, allora la colpa del comportamento di Tizio è di chi l’ha votato in maniera da farlo rieleggere, ovvero di una larga fetta di elettori nel comune, provincia, regione. Ed è ipocrita pensare di mondarsi dalla colpa scaricando tutte le colpe presenti passate e future su Tizio. Siete stati i suoi clientes quindi evitare di fare gli infantili o le neotenie politiche e iniziate ad ammettere che Tizio altro non è che la conseguenza dei vostri comportamenti e dei vostri desideri segreti. Se non si inizia a capire che il problema non è il politico arraffone ma i suoi affezionati elettori che lo voteranno e rivoteranno sempre, non si andrà avanti.

Bandiere

Stavo guardando su videolina i servizi sulle celebrazioni del 25 aprile a cagliari. Il filmato è questo:  http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/04/25/la_sardegna_celebra_l_anniversario_della_liberazione_corteo_per_l-68-491190.html

Cosa si nota? Dietro al sindaco con la fascia tricolore e il gonfalone del comune, due bandiere italiane e poi tante bandiere palestinesi, di partito: rossomori e bandiere rosse, bandiere di SEL, alcune dei socialisti e una, sparuta, bandiera ebraica, credo in ricordo della brigata ebraica. Ma se è giusto ricordare la brigata ebraica e il suo ruolo nella guerra di liberazione, imho, sarebbe anche giusto mostrare le bandiere statunitense e britannica, visto che son stati loro a cacciar i tedeschi. I partigiani hanno avuto un ruolo di fiancheggiatori degli alleati, da soli non erano in grado di opporsi alle truppe naziste e repubblichine.

Quello che mi chiedo è: cosa ci stanno a fare alla sfilata le bandiere dei partiti o di altri stati non coinvolti nei casini italiani della seconda guerra mondiale? il 25 aprile è una festa “italiana” oppure è una festa di partito? Cosa c’entra la palestina con la liberazione italiana dal nazifascismo? e i rossomori? un partito orgogliosamente indipendentista che partecipa alle celebrazioni della liberazione di uno stato dal quale vuole staccarsi?

Hanno trasformato la festa della liberazione in una festa di partito dove la resistenza viene “arruolata” da una precisa fazione politica e poi si incazzano che l’aura di neutralità e sacralità della resistenza viene messa in discussione perché “faziosa” per una specifica parte politica.

E questo, l’arruolarla a forza da una parte e rivendicare come festa di parte una festa che dovrebbe essere di tutti, riconoscendo onestamente chi ha combattuto e da quale parte, è il modo migliore per far dimenticare gli eventi drammatici legati al 25 aprile e trasformarlo nel derby “rossi di beppe baffone” vs “neri di mascellone e baffino”. Poi non incazzatevi se interessa tanto quanto una partita di calcio.

La libertà che guida i popoli

Eugène_Delacroix_-_La_liberté_guidant_le_peuple

Per dimostrare solidarietà ai francesi ho scelto quel quadro “la libertà che guida il popolo”, perché? Perché ritengo che quel quadro spieghi benissimo cosa sia l’aspirazione alla libertà, il modo per conseguirla ed il prezzo da pagare.

L’europa “pacifica” moderna nasce da innumerevoli bagni di sangue, interni e con i nostri vicini, nasce dalla rivoluzione francese e dalle guerre napoleoniche che ne diffusero gli ideali,  nasce da quel mattatoio che è stata la II guerra mondiale con il suo carico di morte e di distruzione, nasce dalle tante cazzate fatte da vari {nazi|fasci|comun|clerical|*}ismi. Bisogna avere il coraggio di ammettere le cazzate che l’europa, nella sua storia, ha fatto. Ma bisogna anche avere l’onestà intellettuale di ammettere che non siamo stati i soli a fare cazzate, che non siamo stati migliori o peggiori dei popoli coevi ma solo un poco più sviluppati tecnologicamente, e che il mito del buon selvaggio è un mito non la realtà(1).

Il quadro cosa comunica quindi: l’ideale che guida, la necessaria lotta per giungervi ed il prezzo da pagare, morti e devastazioni. La libertà non è gratis e deve essere difesa da tutti. Non è una generosa concessione del sovrano o un regalo di babbo natale. E la libertà richiede impegno e responsabilità, se qualcun’altro fa le mie scelte io, di tali scelte, non ne ho colpa. Se invece scelgo io, io sono il responsabile, nel bene o nel male, di quello che io ho scelto.

I romani sostenevano: “si vis pacem para bellum” perché capivano il significato della deterrenza: io sono pronto a combattere e non combatto perché voglio la pace. Piaccia o no l’europa e l’occidente sono stati in pace dalla fine della II guerra mondiale al crollo del muro proprio per l’equilibrio del terrore, la mutua auto distruzione nel caso fosse iniziata una guerra nucleare. Sembra assurdo ma è storia, la storia, cinica crudele e dissennata, non la versione edulcorata da fumettone che molti propugnano.

E la storia insegna anche cosa sia una pace senza essere pronti alla guerra, alla conferenza di monaco del 1938 Chamberlain e Daladier annunciarono di aver salvato la pace. E sulla vicenda Churchill fu un buon profeta: Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra. Con il disonore o la vigliaccheria non c’è mai stata una pace duratura.

PS

Il sottoscritto considera formentato dagli yankiee in Libia o in Siria cazzate colossali, la guerra è la prosecuzione della politica, vero, parimenti vero che politiche miopi e stupide, come quelle americane post iraq, portano a guerre inutili e stupide.

(1) Buffo che molti fans del “buon selvaggio” invece di prendere armi e bagagli e partire per qualche amena foresta a vivere di caccia e  raccolta stiano ad impestare con le loro teorie i social network.

mussolini dittatore blando (l’errore di gridare troppo al lupo al lupo)

Leggendo la questione della “censura” a Fedez mi è venuto in mente questo vecchio articolo di Michele Serra:

Qualcuno riesce a immaginare un liceo tedesco che, nel 2012, esponga nella sua aula magna un quadro encomiastico raffigurante Adolf Hitler? Ovviamente no. E allora: perché un liceo di Ascoli ha pensato di esporre nella sua aula magna un ritratto di Benito Mussolini a cavallo? (E perché un sindaco del Lazio ha intitolato addirittura un mausoleo al maresciallo Graziani, genocida, gasatore di africani, tra i simboli più spregevoli del razzismoe del colonialismo?E perché, nelle sue varie forme, l’ apologia del fascismo prospera nel nostro paese, unico in Europa?). Ispiratore di Hitler e del nazismo, suo complice diretto nella deportazionee nel genocidio degli ebrei (degli italiani ebrei: traditore, dunque, del suo popolo), Mussolini gode negli ultimi anni di una sorta di inspiegabile franchigia. Per colpa di una destra ignorante e frustrata, diversa da tutte le destre di governo europeo, è passata l’ idea che il sedicente Duce fosse, a differenza del suo allievo tedesco, un dittatore blando, e uno statista vittima degli inciampi della storia. Il risultato è che un preside di scuola, funzionario pubblico, si stupisce e si rammarica delle reazioni suscitate dal ritratto equestre di colui che ci portò alla guerra razzista, e alla rovina della Patria.

MICHELE SERRA

 
Il problema sollevato da michele serra esiste ma, e qui dissento da lui, ha sbagliato completamente la causa prima dello sdoganamento e dell’annacquamento della tragedia del fascismo. La causa reale di ciò è l’abuso di “antifascismo” e di accuse di fascismo.

Consideriamo l’ultimo caso in ordine di tempo: Fedez e la presunta “censura”, censura che non esiste e che non è mai esistita, però uno che non conosce bene la storia a cosa penserà quando sentirà parlare della censura fascista? che i fascisti vietavano di registrare come marchio le copertine dei dischi? che gli artisti erano discriminati perché non gli permettevano di produrre T-shirt con il loro marchio? L’abuso di termini come censura e fascismo usati, a sproposito, e per enfantizzare alla fine toglie tutta la drammaticità legata ai termini ed al vissuto storico.  Se leggiamo i giornali l’avversario politico, per chiunque non sia di destra-destra, è sempre fascista. Fascista Grillo, fascista Renzi, fascista Berlusconi, Napolitano, Fini, Casini, Bertinotti (per essere andato alla festa dei giovani missini), Di Liberto (per aver votato si alle bombe americane sulla ex jugoslavia)… insomma se tutti son fascisti allora nessuno lo è. E, più grave, si pensa che mussolini sia stato un dittatore “alla berlusconi”. Al berlusco si possono dire molte cose ma quanti giornalisti, politici di partiti avversi, oppositori ha ucciso o esiliato?
Il “dittatore blando” è figlio dell’abuso di accuse di fascismo purtroppo, la censura blanda figlia di tanti piagnistei e capricci “alla fedez”.

Quello che ha sdoganato mussolini è stato il gridare talmente tanto a vuoto “al lupo, al lupo” che oramai nessuno crede più all’esistenza dei lupi. E su questo i distributori di patenti di “fascista” e “democratico” dovrebbero fare qualche riflessione. Forse più che ad una destra pasticciona la colpa è di quanti, per darsi un tono e coprire altre manchevolezze, cercano di spacciare lucertole per draghi.