Matematica razzista?

accusare di razzismo la realtà dei fatti è idiota e, alla lunga, controproducente.
Eugenio M.

Un articolo di pallequadre che, sinceramente, mi ha sconvolto.

Passi che gombloddisti e cazzari assortiti preferiscano urlare che vedere i freddi numeri (che spesso smentiscono le loro sparate come nel caso dei vaccini o nel caso del femminicidio)

Passi che spesso i gombloddisti e i social justice warrior non riescono ad andare oltre le tabelline.

Passi che spesso vedano discriminazioni dove non esistano

Ma che si voglia modificare la matematica per renderla uno strumento di giustizia sociale trasformandola in una patafilosofia, proprio no.

 

fonte: http://www.pallequadre.com/2017/05/matematica-razzista-meglio-social-justice.html

La matematica è razzista, meglio insegnare la social justice

I Social Justice Warrior sono dei coglioni conclamati, e fin qui pensavo fosse abbastanza palese per tutti. Evidentemente non lo è, visto che Teach for America stan preparando “corsi di aggiornamento per insegnare la matematica Social Justice”. Insomma, la matematica è razzista e va rivista!

Premessa: qualche tempo fa alcuni filmmaker indipendenti pubblicarono su youtube questo video intitolato “Modern Educayshun”:

Nel video, che consiglio caldamente di vedere, si vede un ragazzo normale finire in una classe di social justice warrior, che invece di fare matematica fanno puttanate. E’ da guardare assolutamente. Il video è di due anni fa, e a guardarlo ho pensato “si, sono veramente fuori di testa, speriamo non accada veramente/non arriveranno a tanto”.
E’ follia pura, è pazzia, è incredibile…

E INVECE NO! LO HANNO FATTO VERAMENTE!

Leggiamo che tipo di “lezioni” impartiscono:

Accesso e opportunità.
Accesso e opportunità si concentra nelle differenza nella qualità del programma matematico e nelle opportunità che esistono basandosi su genere, razza, classe, lingue ecc
“.

Con scappellamento a destra o a sinistra? No è importante per capire le due cose come vicesindaco…
No sul serio, non ha senso, specialmente se si parla di matematica.

Identità matematica.
L’identità matematica solleva il problema che mentre pensiamo a rinomati matematici, molti di noi si riferiscono a uomini studiosi bianchi occidentali. Questo risconosce la verità che, quando si chiede di pensare ad un grande matematico, immediatamente consideriamo solo quelli capaci di fare velocemente calcoli algoritmici completi. Individui che sono arrivati a comprendere la matematica in un modo molto diverso hanno meno possibilità di essere riconosciuti come eccezionali nel campo:

COSA CAZZO HO LETTO!?
Sapete perché se si pensa a grandi matematici si pensa a maschi bianchi occidentali etero patriarcali neoliberisti interiorizzati? PERCHE’ SONO LA MAGGIOR PARTE, PUNTO. Che vogliono fare adesso, riscrivere la storia? Dire che Fibonacci non era italiano ma era congolese?
Ah no, vogliono riconoscere “matematici diversi che ci arrivano diversamente”, che non significa un cazzo di niente. La matematica è una SCIENZA ESATTA, che non si è inventato nessuno ma segue le sue regole naturali, a partire da uno stelo d’erba e concludendo con l’universo intero. Non esiste una “matematica diversa”. Cioè sul serio, questi vogliono mandare i sunshine alle convention di matematici, proprio come nel video! Ma ci rendiamo conto? Idiocracy social justice warrior edition.
E questo è niente, puttana eva interiorizzata, questo è ancora nulla…

(…)
Uno strumento di oppressione… ormai questi coglioni invasati non sanno più che cazzo inventarsi per piangere “oppressione” e se lo inventano, trovando razzismo e oppressione perfino nella scienza.
E c’è gente che li ascolta! Invece di prenderli a sberle a due a due finché non diventano dispari gli danno ascolto, tanto che l’università dell’Iowa STA APRENDO UN CORSO DI LAUREA IN SOCIAL JUSTICE!Non bastavano i gender studies che sfornano “professionisti” che dicono che la medicina è maschilista misogina perché le “scariche vaginali” fanno pensare male e brutto. No, adesso abbiamo corsi di laurea che insegnano a trovare razzismo perfino nel latte, perché è bianco. E no, non sto esagerando.

Fonte.

 

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il formulario di matematica all’esame; perché no?

Ho sentito la proposta dei cinque stelle di permettere l’uso del formulario di matematica alla maturità e stavo leggendo le reazioni scomposte di chi ha preso questa proposta come pretesto per un carica a testa bassa.

Penso che stavolta i cinque stelle non abbiano tutti i torti e che molte delle critiche siano infondate per non dire completamente fatte fuori dal vaso. Prima cosa: cosa significa conoscere la matematica. Di certo non ricordarsi a memoria mille formule e poi essere completamente incapaci di applicarle. Potrei dire che conoscere la matematica, a livello liceale, significa conoscere le formule, nel senso di sapere quale è il loro ruolo, ed essere capaci di utilizzarle per risolvere il problema o gli esercizi proposti.

Come diceva il mio docente delle superiori, che permetteva di utilizzare tranquillamente il libro ai compiti in classe: se conosci la formula e la sai usare il libro è utile se hai un dubbio su un segno od un esponente, se non sei capaci di usarla averla davanti al naso è inutile. Idea che condivido. Parlo per esperienza personale: io le formule di trigonometria per esprimere una funzione trigonometrica mediante le altre funzioni o  le formule di prostaferesi non me le ricordo, non son mai riuscito a ricordarmele anche perché le ho utilizzate poco. E se mi capita un problema per risolvere il quale ho bisogno di tali formule o guardo sul manuale oppure mi tocca ricavarmele partendo dalle formule di addizione e sottrazione. Oppure la formula per il calcolo della superficie della sfera io, per la mia preparazione o trovo un prontuario con la formula oppure devo calcolarlo usando un integrale doppio1.

Magari lo studente riesce ad impostare il problema, descrivere bene e correttamente tutti i passi per arrivare alla risoluzione e magari si blocca perché non ricorda una formula, usata raramente.

Lo scopo della matematica non è ricordare a memoria il formulario quanto il saper utilizzare la matematica, il conoscere gli strumenti e i loro ambiti di applicazione. Ecco perché penso che il concentrarsi sulla memorizzazione sia stupido e fuorviante.

Prendiamo ad esempio Gramellini

. Si può vivere senza sapere a memoria in che anno è nato Napoleone? Sì, se non fosse che così si rischia di non sapere se sia nato prima lui o Carlo Magno. E se non si sa questo, si finisce per non sapere niente di storia e poco di tutto il resto.

Serve sapere l’anno preciso di nascita di Napoleone per sapere se è anteriore o posteriore a Carlo Magno? non mi sembra. E poi perché l’anno, quando può bastare il secolo? Il conoscere a memoria l’anno di nascita di Napoleone, senza però sapere perché è importante Napoleone o riuscire a capire come Napoleone ha influenzato la Francia e gli altri paesi europei è proprio un esempio di sterile ed inutile nozionismo. L’evitare di far avere tante nozioni ma non essere capaci di inferirle, incrociarle od utilizzarle per estrarre ulteriori informazioni ma tenerle come monadi fini a sé stesse, dovrebbe essere uno degli scopi principali della scuola. O, tornando a parlare di matematica,  conoscere perfettamente la formula (c^2=a^2+b^2) il quadrato costruito sull’ipotenusa è uguale alla somma di quelli costruiti sui cateti, ed essere incapaci di calcolare il perimetro e l’area di un triangolo rettangolo nota l’ipotenusa e un cateto, è peggio del non ricordarsi un dettaglio della formula.

 


  1. le formule di prostaferesi non me le son mai ricordate, idem la formula ridotta per la soluzione dell’equazione di II grado quando il termine lineare è pari, le formule per la superficie della sfera, gli sviluppi dei determinanti di ordine tre, son tutte formule che non son mai riuscito a ricordare. Conosco cosa sono e in quali casi si devono applicare però se non ho il manuale sotto mano devo passare un po’ di tempo a ricavarmele. 

Perché insegnare matematica?

insegnamento_matematica

Uomo: Insegnare matematica a scuola è sbagliato.

Donna: se insegniamo le equazioni gli studenti non faranno investimenti idioti. Con la teoria delle probabilità non si faranno fregare dalle previsioni.Con la logica matematica non si faranno fregare dai truffatori.

U: E’ proprio quello che dicevo io. Insegnali le equazioni e non faranno mai acquisti a credito. Insegnali le probabilità e non giocheranno d’azzardo. Insegnali la logica e non compreranno mai cose inutili. In pratica insegna la matematica e buona parte dell’economia moderna andrà a rotoli.

D: MINCHIA. Non avrei mai pensato che l’economia si basasse sull’ignoranza.

U: Prova a spiegare la società moderna in qualunque altro modo.

Via Rettiliano Verace.

Neanche i professori sanno risolvere il compito? allora c’è grossa grisi ma grossa…

Stavo leggendo i commenti alla prova di matematica dell’esame di stato; uno dei messaggi più gettonati è stato: “neppure il mio docente è stato in grado di risolvere il compito”.  Spero sia una sparata da studenti per giustificarsi di un fallimento. La matematica è tutta concatenata e, se non conosci l’algebra e le equazioni di primo grado scordati di riuscire a combinare qualcosa in analisi. E spesso alle superiori le classi partono con grosse lacune dovute a quanto non fatto alle elementari e alle medie. Che il compito di matematica sia “rognoso” non è una sorpresa; quello che invece mi fa pensare: è se fosse vero che molti docenti non siano stati in grado di svolgerlo?

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Cioè se fosse vero che i docenti non son capaci di risolverlo mi porrei qualche serio dubbio sulla preparazione nella, loro, materia dei docenti. Cioè se non sei capace di risolvere un compito, non impossibile, di maturità come puoi essere in grado di preparare i tuoi studenti per risolverlo? E soprattutto, se insegni male o non insegni direttamente significa che stai rovinando gli studenti, che chi vorrà andare poi in qualche corso di laurea ad accesso programmato partirà con un grosso handicapp e dovrà sudare per colmarlo.  Per avere una buona scuola occorre avere docenti che

  1. Conoscono la materia che devono insegnare.
  2. Hanno la capacità di insegnarla.

e che che se ne dica se manca il punto [1] non ha senso indagare sul punto [2]. Magari un controllino sulla preparazione dei docenti, sulla loro materia non sulla supercazzolizzazione antanica del  tapiro tapioca prematurato, lo farei se fossi il ministro della pubblica istruzione.

Per quanto invece riguarda nello specifico il compito; quello che può spiazzare del compito è che sembri un compito di ingegneria più che di matematica ma nel primo esercizio si tratta di applicare quanto studiato in analisi, cavolo, alla fine l’analisi che serve è solo sapere cosa sia, geometricamente, la derivata in un punto e come si calcola, nulla di esoterico rispetto al programma di matematica del V anno dello scientifico. Comunque interessante che, il primo quesito, invece di essere un quesito di analisi pura richiede di applicare al caso concreto quanto studiato in analisi. E’ utile anche se può incasinare chi è abituato a dare un tagli puramente teorico alla materia: “la derivata è blablabla…”

Il secondo esercizio invece è più “matematico”; il dedurre le caratteristiche degli enti matematici ragionando solo sulle loro proprietà senza dover fare dei conti espliciti, sarebbe piaciuto un sacco a molti miei docenti universitari(1).

La barzelletta era:

Domanda: quanto fa 2+2?

Ingegnere: approssimativamente 4.
Fisico: 4 più o meno l’errore sperimentale.
Informatico 4 in aritmetica intera.
Matematico: la serie converge.

 

storia dei sistemi di numerazione

Stavo discutendo con Ysingrinus delle particolarità di suddivisione del tempo. Come mai invece di avere ore di 10 (o 100) minuti e minuti di 10 (o 100) secondi usiamo il sistema sessagesimale? Perché le ore del giorno sono 24 e le uova si comprano, di base, a dozzine?

La risposta, che è una delle parti più interessanti della storia della matematica e della storia, è: perché l’uso di basi di numerazione diverse da 10 rende più facile lavorare con le frazioni.

Facciamo un piccolo excursus storico: la notazione posizionale e lo zero giunsero, grazie agli arabi, in europa nel medioevo. Prima si utilizzava una notazione additiva (i numeri romani). E con la notazione additiva è abbastanza difficile lavorare con le frazioni e con i resti non interi. Ecco perché se si dovevano utilizzare frequentemente le frazioni dell’unità conveniviva usare come unità di base un numero che fosse divisibile, senza resto, per molti numeri piccoli.

Ad esempio il numero 12 è divisibile per 2, 3, 4, e 6. Quindi si può facilmente calcolare quanto sia una mezza dozzina di uova o un terzo di dozzina. Molto più rognoso calcolarlo per una decina invece.

Idem per le ore del giorno. con la durata di 24 ore è facile calcolare quanto debba durare un terzo o un quarto di giornata.

Veniamo al calendario. Il nostro calendario ha origini sumere babilonesi; furono i babilonesi fra i primi popoli a stabilire che l’anno dura 365 giorni solari e a calcolare i calendari solari e lunari. è per questo motivo che gli angoli, se li misuriamo in gradi, li misuriamo usando il sistema babilonese che suddivideva l’angolo giro in 360 (un valore che approssima 365) parti, e ogni parte veniva a sua volta suddivisa in parti di 60. Perché proprio 60? 60 ha resti interi se diviso per 2,3,4,5,6,10,12,15,30. In particolare è divisibile per 2,3,4,5,6, 10 e 12 rendendo facile il calcolo delle frazioni che hanno tali numeri a denominatore.

Ecco giustificate le basi numeriche strane, diverse dalla nostra usuale base 10, usate dai popoli del passato. Fare in modo che fosse facile lavorare con le frazioni, visto che la notazione usata per i numeri e l’aritmetica rendeva ostico operare con numeri “decimali”.

Si tratta di un argomento interessante che fornisce indizi su quanto fossero portati o per la tecnica o per il commercio certi popoli, se hai interessi in questi due campi cerchi di sistemare le cose in maniera tale da poter lavorare facilmente con i numeri.

Veganismo e statistica

da questa discussione

marpillo • 6 ore fa
“Noi facciamo quelli che alcuni chiamano blitz, ma sono in realtà delle attività di documentazione”. Del tipo liberare visoni degli allevamenti in mezzo alla campagna così che muoiano di stenti? O gli ippopotami dei circhi così che devastino qualche auto di passaggio compreso il conducente?

Marta Gxxxxxxx –> marpillo • 4 ore fa
I circensi perdono una tigre on 2 giorni (l’ultima a Napoli 6 mesi fa), e tu veramente credi alla storia dell’ippopotamo liberato dagli animalisti? Sara’ che sto giro c’erano dei danni da pagare?

Dopo quella perla di statistica (se in media perdono una tigre ogni due giorni come mai l’ultima perdita risale a sei mesi fa?) io dovrei credere alle altre statistiche che citano?  (e sorvoliamo sul solito gombloddo per mettere in cattiva luce…)

[segnalazione] La matematica degli sciachimisti 2: la vendetta

Un articolo molto scorrevole e, per chi ha un minimo di conoscenza della trigonometria, fornisce una ulteriore dimostrazione di come il gombloddo degli sciikimici sia una farloccata buona solo per acchiappare i soldi di quattro boccaloni

Le grandi dimostrazioni matematiche degli sciachimisti (e come invece misurare realmente la quota di un aereo in volo).

Questo articolo è il prosieguo naturale di un altro articolo (leggi qui) nel quale gli sciachimisti davano ampio sfoggio delle loro profonde competenze matematiche, grazie alle quali riescono a portare inoppugnabili continue prove alla tesi delle chemtrails. La pubblicazione a dispense di queste imperdibili dimostrazioni, rifiutata perfino dalle Edizioni Hobby&Work a favore dei rosari da collezione, avviene clandestinamente su un sito web molto popolare fra i sostenitori del complotto, interamente dedicato al nobile proposito di svelare al mondo questa trama segretissima. Leggo infatti dal sito di riferimento degli sciachimisti italiani l’articolo intitolato: “il calcolo della velocità relativo agli aerei chimici“, e siccome il titolo mi ricorda vagamente “Sull’elettrodinamica dei corpi in movimento”, il lavoro di Einstein che segnò l’inizio della Teoria della Relatività, mi incuriosisco: cavolo, di nuovo la matematica, il loro pezzo forte! E quindi mi catapulto nella lettura.

segue qui: http://smarcell1961.blogspot.it/2015/01/la-matematica-degli-sciachimisti-2-la.html

[citazione] usi creativi della matematica

Uno dei metodi che molti usano [per il cunnilingus] (perche’ l’hanno letto in qualche articolo che riguardava quest’argomento) e’ quello di fare movimenti con la lingua in modo da mimare la scrittura di lettere dell’alfabeto. Cio’ puo’ essere finanche divertente e puo’ creare delle situazioni davvero interessanti, tipo: “Indovina che cosa sto scrivendo?” Ma alla fine il giochetto stanca, e dopo il cinquantesimo partner che glielo propone, una donna potrebbe anche trovarlo banale. Percio’, se colei con la quale avete a che fare non e’ una giovane ragazza con poca esperienza, desiderosa di farvi da allieva, evitate di riproporle il gioco delle letterine. Al limite, se proprio volete stupirla, cambiate un attimo e buttatela sul matematico, scrivendo delle equazioni di terzo grado, e lasciando che sia lei a dare la soluzione.

da: http://chiara-di-notte.blogspot.com/#ixzz3Jaj0wfEq