Il ragazzino che ha scoperto un nuovo criterio di divisibilità per 7

Su FB gira questa notizia:

Sorgente: Il ragazzino che ha scoperto un nuovo criterio di divisibilità per 7

Chika Ofili è un ragazzino nigeriano di 12 anni che frequenta la Westminster Under School di Londra. Durante l’estate scorsa, come compito per le vacanze, si è mantenuto in allenamento risolvendo i problemi proposti nel libro “First Steps for Problem Solvers”. Il testo riportava, tra l’altro, vari criteri di divisibilità, tutti abbastanza semplici.

Il criterio mancante
Ma Chika si accorge che ne manca uno, quello di divisibilità per 7. O meglio, esiste ma non è immediato come quello per 2, 3, 5 o 9, per esempio. Decide di colmare la lacuna. E così tra una bevanda fresca e l’altra, indispensabili per sconfiggere la sete e la calura estiva, Chika scopre un test di divisibilità per 7 sorprendentemente semplice, così semplice che ci si chiede come mai nessuno prima di lui lo abbia scoperto.

(…)

Il numero che si ottiene da n, applicando il procedimento descritto, viene indicato con C e non casualmente: si tratta del numero di Chika.

peccato sia una semibufala; il ragazzino può aver tranquillamente riscoperto un criterio di divisibilità per 7, equivalente al criterio riportato da wikipedia almeno dal 2010 cioè:

Qualsiasi numero è divisibile per 7 se la differenza di quel numero escludendo la cifra delle unità e il doppio della cifra delle unità è 0, 7 o un multiplo di 7 (in qualche caso, come 14 o 119, il risultato potrebbe essere negativo). La procedura può essere reiterata.

Esempio: 455 è divisibile per 7 perché 45 – 5×2 = 35 che è divisibile per 7.

Esempio: 68089; calcoliamo 6808 – 9×2 = 6790; non sapendo se 6790 sia divisibile per 7 basta ripetere la procedura. 679 – 0×2 = 679. Anche qui si ripete la procedura: 67 – 9×2 = 49, cioè 7×7. Pertanto 68089 è multiplo di 7.

Nell’aritmetica modulo 7 moltiplicare per +5 o per -2 o per +19 è esattamente la stessa cosa;  si può sempre sostituire ad un moltiplicatore un altro numero purché il nuovo numero stia nella stessa classe di resto modulo 7; scegliere se usare 2 e sottrarre o usare 5 e sommare è arbitraria; generalmente si preferisce usare 2 e sottrarre solo per praticità.

Chiusa la parentesi matematica mi chiedo però se sia una “notizia”, studiando matematica capita spesso di “riscoprire” teoremi, soprattutto quelli elementari. E’ un segno di intelligenza e capacità nella materia ma non vedo nulla di eccezionale.

A margine però mi chiedo: che conoscenza della materia hanno quelli che urlano alla grande scoperta matematica; mi sembra un remake di quella del ragazzino che aveva scoperto una formula per il calcolo dei numeri primi, e quanto questo sensazionalismo possa essere utile alla scienza.

PS

io ho appena scoperto che la misura dell’area del semicirconferenza costruita sull’ipotenusa è pari alla somma delle aree delle semicirconferenze costruite nei cateti… voglio che il mio teorema venga citato nei libri di testo vicino a quello di pitagora.

la palla più grossa è quella pentadimensionale

A quanto pare fra tutte le possibili ipersfere, generalizzazioni a n-dimensioni della sfera, quella che a parità di raggio racchiude l’ipervolume maggiore è quella a cinque dimensioni;

Devo dire che son sorpreso, pensavo che l’ipervolume aumentasse all’aumentare del numero di dimensioni.

fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Ipersfera, https://en.wikipedia.org/wiki/N-sphere

 

Disclamer

Qualunque riferimento a fatti, persone, partiti o movimenti politici esistenti è non voluto e puramente casuale.

 

 

Iene e matematica 2

A quanto pare l’unione matematica italiana ha accolto la sfida di Rubens e vuole vederci chiaro.

I Matematici accettano la sfida di Rubens (che svela il suo gioco) | VIDEO – Le Iene

Son curioso di sapere quali saranno i risultati dell’incontro.

Una piccola nota sul dialogo:

l’intervistatrice: “Adesso organizzeremo l’incontro; ma se poi la formula fosse sbagliata”

Rubens: “io son convintissimo che sia corretta, mi devono dimostrare a loro volta che è sbagliata”.

Nelle scienze, ed anche in matematica, non funziona in questo modo: è chi chi afferma che deve dimostrare, non chi non crede a dover “smontare”.

Spero non vogliano fare disinformazione sulla matematica come è stata fatta per l’esperimento del gran sasso dipingendo gli scienziati come degli ottusi incapaci di riconoscere il vero talento.

Cosa per il resto abbastanza falsa: la storia della matematica è piena di “ragazzi prodigio” riconosciuti dalla comunità dei matematici.

PS

Ho visto la soluzione al suo problema; è corretta ma mi sembra alquanto complicata.  Da matematico direi poco elegante. Non c’è bisogno di scomodare la formula generale delle terne pitagoriche.

Adesso “le iene” passa alle bufale matematiche…

Son contento; finalmente anche la matematica, come la fisica o l’immunologia ha le sue brave bufale1.

Stavo leggendo questo articolo di “le iene” ed il buffalometro è partito a fondo scala.

Sorgente: Tredicenne scopre formula matematica per decriptare le password: “Vi sfido” | VIDEO – Le Iene

Il giovane Rubens potrebbe aver risolto un problema che impegna i matematici da tremila anni. E oggi sfida il pubblico de le iene con un gioco difficilissimo

La matematica per molti studenti è un incubo. Poi c’è Rubens Alessio Martino, che a soli tredici anni sostiene di aver scoperto una formula che potrebbe risolvere il grattacapo che impegna i matematici da più o meno tremila anni.

Rubens è di Reggio Calabria, fra pochi giorni frequenterà la seconda superiore del liceo scientifico Leonardo Da Vinci, ha gli occhi blu e i modi timidi di chi esterna poco ma si vede che dentro sé ha un fiume in piena di pensieri. Gli chiediamo di spiegarci la sua scoperta e lui risponde così: “è una formula in grado di calcolare tutti i numeri primi in successione”.

Formula o algoritmo? se è una formula è plausibile, invece se è un algoritmo devo dare una pessima notizia alle iene, gli algoritmi per trovare tutti i numeri primi esistono dai tempi di Eratostene.

Non possiamo divulgare la formula per due motivi. Rubens – e noi con lui – teme che qualcuno possa appropriarsene e prendersi i meriti di quella che potrebbe essere una scoperta grandiosa. Ed è infatti questo il motivo che ha spinto la mamma di Rubens a contattare la redazione de le Iene.

Le iene, nota rivista scientifica… Sarebbe bastato scrivere la formula in una busta chiusa sigillata, farsela timbrare alle poste o spedirsela come raccomandata et voilà si ha in mano un documento che prova inequivocabilmente la paternità della formula.

Poi se la formula fosse vera e funzionante le università farebbero la lotta nel fango per accaparrarsi l’autore.

Inoltre, e questo è il secondo motivo, se la formula funzionasse potrebbe essere usata per rinforzare le password dei nostri account virtuali, quelle bancarie per esempio.

“se la formula funzionasse”; ma la formula funziona o non funziona? Già questo fa capire la qualità e l’accuratezza delle verifiche fatte prima di dare la notizia. Credo che la probabilità di ottenere, anche in questo caso, figure di palta sia un valore presente in qualsiasi intorno del punto 1, dove 1 viene visto come elemento del piano complesso dotato della topologia indotta dalla norma.

Ma ogni medaglia ha due facce. Gli chiediamo se la formula può essere usata anche al contrario, cioè per decriptare le password bancarie, e lui risponde di sì. Alla domanda se la considera una scoperta pericolosa lui non risponde, ma fa una faccia che vale più di mille parole. Guardare il video per credere.

Oggi Rubens è in attesa di discutere la sua scoperta con qualche matematico per verificarne la bontà. Non è una richiesta banale, ma noi proveremo a dargli una mano, per esempio chiedendo un intervento da parte dell’unione matematici italiani o facendogli incontrare Alessio Figalli, l’italiano che quest’anno ha vinto la medaglia Fields, considerata da molti il Nobel per la matematica.

Ragazzi, il rischio che si faccia ridere in faccia è molto, molto alto. Imho basta un docente delle superiori per smontarla.

Una cosa che “le iene” sembrano non considerare è che fatti eccezionali richiedono prove eccezionali, vedi dimostrazione dell’ultimo teorema di Fermat o la scoperta del bosone di Higgs.

Ultima cosa. Vista l’occasione di avere a che fare con un ragazzo che la matematica la conosce molto bene, abbiamo pensato di farci aiutare da Rubens per proporvi un piccolo gioco difficilissimo. Alla fine del video contenuto in questo articolo Rubens vi sfida con un problema di matematica. Noi de le iene vi invitiamo a risolverlo.

Mi sa che le iene conoscono la matematica (e la fisica e la virologia e…) come io conosco la grammatica sumero babilonese….

La domanda è: “il seno di una terna pitagorica è 0,5376, calcolare la terna sapendo che è data da una terna primitiva moltiplicata per 37”; la mia domanda è: cos’è il seno di una terna pitagorica? la funzione seno accetta un solo argomento, non è definito. La domanda è completamente senza senso. E lì sarebbe bastato solo un docente di matematica per far “cassare” l’articolo2.

Poi che il ragazzo dica con tanta sicurezza una simile stupidaggine mi fa dubitare alquanto della validità della formula “nascosta”.

Imho il ragazzo avrà un futuro come consulente scientifico di “le iene”.

Chi dovesse trovare la soluzione può scriverci a redazioneiene@mediaset.it. Chi riuscirà a vincere contro il genietto di 13 anni?

La soluzione esiste nel boschetto della mia fantasia; la conosce il vitello dai piedi di balsa…


  1. Sì, ci sarebbe la numerologia ma quella è aritmetica elementare; cioè calcola che calcola al più si trova pi greco o il rapporto aureo; nessuno invece ha tirato fuori il numero di nepero o qualche altra bella costante matematica interessante… 
  2. se per seno intende il rapporto fra un ipotenusa ed un cateto, in qualsiasi triangolo rettangolo il rapporto fra l’ipotenusa ed un cateto è uguale al valore del seno dell’angolo opposto al cateto,  abbiamo che se l’ipotenusa valesse 10.000 il cateto misurerebbe 5376, semplificando la frazione otteniamo i valori 336 e 625; uso pitagora e calcolo il terzo lato, poi moltiplico tutto per 37. 

sistema automatico per individuare fake news? impossibile.

Un sistema automatico per l’individuazione di fake news non può esistere; e lo si può dimostrare matematicamente1

Supponiamo comunque per assurdo che esista un mitico sistema informatico capace di riconoscere immediatamente la verità o la falsità di qualsiasi affermazione. E tanto per rassicurare che sia capace di riconoscere affermazioni contraddittorie od autoreferenziali e rigettarle automaticamente2.

Il sistema in ogni caso non funzionerebbe lo stesso per due motivi:

  1. il sistema di identificazione di fake news non può riuscire a rivelare informazioni omesse.
  2. il valore di una informazione dipende dal contesto, è il contesto, la cornice che spinge l’interpretazione in un verso od in un altro.
Nazisti dell’Illinois

Vediamo un esempio del primo caso:

“Emergenza democratica: i nazisti dell’illinois hanno centuplicato i loro voti passando da 10 voti a 1.000 in tutta italia“. Nessun algoritmo di fake news può rivelare la parte cancellata, parte che ridimensiona alquanto la centuplicazione dei voti.

Ed un esempio del secondo caso; supponiamo che il partito dei nazista dell’illinois abbia avuto un boom elettorale passando dallo 0,001% dei voti allo 0,1% voti; entrambe le notizie seguenti sono vere:

  • la destra estrema avanza: i nazisti dell’illinois hanno centuplicato i loro voti, bisogna votare la legge Fiano per fermarli.
  • I nazisti dell’illinois arrivano a malapena allo 0,1% dei voti. Ha senso votare una legge liberticida per fermare un partito da prefisso telefonico?

le notizie sono entrambe vere ma l’interpretazione della prima “i nazisti dell’illinois stanno diventando un pericolo” è diametralmente opposta alla seconda “i nazisti dell’illinois non stanno diventando un pericolo” Da notare che le premesse di entrambe le frasi sono affermazioni vere, non sono false e di come, giocando un poco, si possano far dedurre due conclusioni opposte dalla stessa premessa semplicemente presentandola in due modi diversi.

Ma esempi di come si possa mutare profondamente una notizia semplicemente omettendo informazioni importanti o aggiungendo informazioni vere ma ininfluenti se ne possono fare a iosa.

Un altro esempio

  • Tizio è morto sotto i ferri del dottor Caio. Il dottor Caio anche precedentemente era stato inquisito per malasanità.
  • Tizio è morto sotto i ferri del dottor Caio. Tizio era arrivato in condizioni disperate in ospedale a causa di un incidente stradale.

Supponiamo vere tutte e tre le affermazioni; nel primo caso si viene portati a pensare che il dott. Caio sia un pasticcione. Da notare anche che inquisito non significa condannato, ma per molti invece vale l’equivalenza “inquisito = colpevole”

Nel secondo caso invece si pensa più ad una tragica fatalità; l’arrivare in condizioni disperate all’ospedale fa pensare ad una fatalità più che all’incompetenza del medico.

Il programma come si comporterebbe con quelle due notizie? Nessuna delle due è più vera dell’altra.

Purtroppo l’unico sistema contro le fake news rimane la cultura ed il senso critico. Tutte cose che chi ha lanciato la grande crociata contro le fake news (intendendo in realtà le notizie “scomode” pro domo sua) vede come fumo negli occhi.

 


  1. Supponiamo esista tale meraviglioso algoritmo. In tal caso sarebbe capace di riconoscere la verità di tale affermazione: “La macchina di Turing T con il programma P si arresta”.  Peccato che Alan Turing abbia dimostrato l’impossibilità dell’esistenza di un algoritmo capace di riconoscere se una generica macchina di Turing si arresti o no su un dato input. Vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Problema_della_terminazione
  2. in pratica rigetta affermazioni come “questa affermazione è falsa” o, in maniera più sofisticata: “l’affermazione seguente è vera”, “l’affermazione precedente è falsa”. 

Matematica razzista?

accusare di razzismo la realtà dei fatti è idiota e, alla lunga, controproducente.
Eugenio M.

Un articolo di pallequadre che, sinceramente, mi ha sconvolto.

Passi che gombloddisti e cazzari assortiti preferiscano urlare che vedere i freddi numeri (che spesso smentiscono le loro sparate come nel caso dei vaccini o nel caso del femminicidio)

Passi che spesso i gombloddisti e i social justice warrior non riescono ad andare oltre le tabelline.

Passi che spesso vedano discriminazioni dove non esistano

Ma che si voglia modificare la matematica per renderla uno strumento di giustizia sociale trasformandola in una patafilosofia, proprio no.

 

fonte: http://www.pallequadre.com/2017/05/matematica-razzista-meglio-social-justice.html

La matematica è razzista, meglio insegnare la social justice

I Social Justice Warrior sono dei coglioni conclamati, e fin qui pensavo fosse abbastanza palese per tutti. Evidentemente non lo è, visto che Teach for America stan preparando “corsi di aggiornamento per insegnare la matematica Social Justice”. Insomma, la matematica è razzista e va rivista!

Premessa: qualche tempo fa alcuni filmmaker indipendenti pubblicarono su youtube questo video intitolato “Modern Educayshun”:

Nel video, che consiglio caldamente di vedere, si vede un ragazzo normale finire in una classe di social justice warrior, che invece di fare matematica fanno puttanate. E’ da guardare assolutamente. Il video è di due anni fa, e a guardarlo ho pensato “si, sono veramente fuori di testa, speriamo non accada veramente/non arriveranno a tanto”.
E’ follia pura, è pazzia, è incredibile…

E INVECE NO! LO HANNO FATTO VERAMENTE!

Leggiamo che tipo di “lezioni” impartiscono:

Accesso e opportunità.
Accesso e opportunità si concentra nelle differenza nella qualità del programma matematico e nelle opportunità che esistono basandosi su genere, razza, classe, lingue ecc
“.

Con scappellamento a destra o a sinistra? No è importante per capire le due cose come vicesindaco…
No sul serio, non ha senso, specialmente se si parla di matematica.

Identità matematica.
L’identità matematica solleva il problema che mentre pensiamo a rinomati matematici, molti di noi si riferiscono a uomini studiosi bianchi occidentali. Questo risconosce la verità che, quando si chiede di pensare ad un grande matematico, immediatamente consideriamo solo quelli capaci di fare velocemente calcoli algoritmici completi. Individui che sono arrivati a comprendere la matematica in un modo molto diverso hanno meno possibilità di essere riconosciuti come eccezionali nel campo:

COSA CAZZO HO LETTO!?
Sapete perché se si pensa a grandi matematici si pensa a maschi bianchi occidentali etero patriarcali neoliberisti interiorizzati? PERCHE’ SONO LA MAGGIOR PARTE, PUNTO. Che vogliono fare adesso, riscrivere la storia? Dire che Fibonacci non era italiano ma era congolese?
Ah no, vogliono riconoscere “matematici diversi che ci arrivano diversamente”, che non significa un cazzo di niente. La matematica è una SCIENZA ESATTA, che non si è inventato nessuno ma segue le sue regole naturali, a partire da uno stelo d’erba e concludendo con l’universo intero. Non esiste una “matematica diversa”. Cioè sul serio, questi vogliono mandare i sunshine alle convention di matematici, proprio come nel video! Ma ci rendiamo conto? Idiocracy social justice warrior edition.
E questo è niente, puttana eva interiorizzata, questo è ancora nulla…

(…)
Uno strumento di oppressione… ormai questi coglioni invasati non sanno più che cazzo inventarsi per piangere “oppressione” e se lo inventano, trovando razzismo e oppressione perfino nella scienza.
E c’è gente che li ascolta! Invece di prenderli a sberle a due a due finché non diventano dispari gli danno ascolto, tanto che l’università dell’Iowa STA APRENDO UN CORSO DI LAUREA IN SOCIAL JUSTICE!Non bastavano i gender studies che sfornano “professionisti” che dicono che la medicina è maschilista misogina perché le “scariche vaginali” fanno pensare male e brutto. No, adesso abbiamo corsi di laurea che insegnano a trovare razzismo perfino nel latte, perché è bianco. E no, non sto esagerando.

Fonte.