Insulti e sostegno

Stavo leggendo la vicenda di Fresu, insultato per il suo sciopero della fame a staffetta1, che ha pubblicato una collezione di insulti ricevuti e lanciato un “contest” per scegliere il migliore. Tanto di cappello all’ottima mossa pubblicitaria. Mossa che dimostra che per avere supporto per la tua tesi è sempre meglio confrontarsi contro trogloditi sgrammaticati capaci solo di insultare che avere a che fare con gente che, cortesemente e correttamente, avanza qualche dubbio come: “quali sono i diritti che un minore straniero, i cui genitori hanno il permesso di soggiorno, non avrebbe in italia?”. “ha senso che un minore abbia una cittadinanza diversa da quella di entrambi i suoi genitori/tutori?”. “se il minore è italiano e i genitori sono stranieri, che diritto di famiglia deve essere applicato?”.

Dubbi legittimi che non mi sembra siano offensivi o denigratori. Però per averli espressi mi son beccato la mia solita dose di insulti.  principalmente variazioni sul tema del fascioleghista o accuse di ignoranza e di provocazione. Ad esempio “dici questo solo perché sei razzista”, “”fascista/leghista/grillino/” e l’evergreen “ki ti paka?”. Il migliore che avevo ricevuto era: “sono messaggi come il tuo che mi fanno vergognare di essere italiano2“.

A quanto pare chiedere, a chi afferma che i minori senza ius soli non hanno diritti, quali siano i diritti che non hanno è provocazione. Però a quanto pare ci sono insulti inaccettabili (generalmente quelli da A verso B) che causano veementi campagne di sdegno sui media e insulti sacrosanti e giustificatissimi (quelli da B verso A) che si cerca di nascondere con un imbarazzato silenzio. Nulla da eccepire, ognuno tifi per la squadra del cuore ma almeno la smetta con l’ipocrisia di voler essere contemporaneamente “in partes” e “super partes”.

Ad esempio prendiamo il caso della Argento; tutti a stigmatizzare gli insulti che la “povera vittima” ha ricevuto ma nessuna, neppure lei, che si sia scusata per gli insulti che la Argento fece alla Meloni. O il caso Carfagna – Guzzanti. Mara Carfagna venne diffamata dalla Guzzanti con insinuazioni di aver fatto carriera grazie al fatto di “essere stata carina” con Berlusconi.  Trovo divertente che molte che adesso difendono la Argento erano fra le prime a spellarsi le mani per applaudire la Guz e a difenderla contro la Carfagna3.


  1. sarei curioso di sapere se i tanti entusiasti per lo sciopero della fame di Fresu sanno come funziona uno sciopero della fame a staffetta e quanti, allo scoprirlo, si sentiranno un poco presi per il culo. 
  2. Una cosa che mi chiedo è come mai quelli (e quelle) che si vergognano della barbarie italiana e si vergognano di essere italiani siano ancora qui invece di migrare in qualche paese più vero e più illuminato. 
  3. Se è bella e ha fatto carriera non è perché era brava ma perché è stata troia. La solita accusa, che diventa verità di fede o becera diffamazione, a seconda della vittima scelta. 
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“Pull a pig”, a caccia della “più brutta”: ecco il gioco che umilia le donne

Stavo leggendo le notizie sull’ennesimo “caso” montato dai media.

“Pull a pig”, di queste scommesse, imbecilli, ne ho sentito parlare e son servite come trama per un sacco di filmetti. E si tratta di “scherzi” fatti da persone di entrambi i sessi. Ho visto anche un sacco di ragazze provare a flirtare per vedere se erano seducenti e poi, verificato il loro appeal, sfanculare di brutto la vittima.

Sarei stato curioso di vedere, se il respinto dalla principessa si inventava un gioco cretino “kiss a frog” e la sputtanava su internet cosa sarebbe successo. Imho la stessa shitstorm ma a parti inverse.

Giocare con i sentimenti delle persone è pericoloso, molto. In certi casi possono scatenare reazioni abbastanza violente. Son cose che colpiscono nel profondo, sapere che si è giocati. Ciò vale per entrambi i sessi, i maschietti magari in forma più esplicita, le femminucce in forma subdola.  Quando insegnavo vedevo, dall’esterno, simili “scazzi” fra studenti. Di entrambi i sessi.

Sophie attacca, Jessie si difende con gli stessi toni. Lei è una ragazza inglese di 24 anni, lui un olandese di 21. Si sono conosciuti a Barcellona, e questa è l’unico punto in comune nella versione dei fatti dei due ragazzi. Il resto è controverso.

L’accusa di lei. Sophie ha percorso oltre 600 chilometri per rincontrare un ragazzo, Jessie, conosciuto in vacanza a Barcellona. Era stato lui ad avvicinarsi a lei, a conquistarla. Hanno trascorso una notte insieme e qualche tempo dopo la 24enne inglese si è diretta ad Amsterdam per rivederlo. Giunta in albergo ha scritto al ragazzo, ma il messaggio di risposta non è stato quello aspettato: lui l’ha derisa, dicendo che si trattava di uno scherzo, che era vittima del Pull a Pig.

“Era stato lui ad avvicinarsi a lei, a conquistarla”. E lei? passiva passiva oppure ha scelto di farsi conquistare. Perché certe cose si fanno in due, non da solo. Lei poteva sfancularlo da subito.

“You were pigged”, ha scritto Jessie, aggiungendo due emoticon con la testa di maiale, “Era tutto uno scherzo”. “Come hai potuto essere così crudele'”, ha risposto lei, prima di venire bloccata da lui su WhatsApp.

I hope his mother reads this, what a wanker! Sophie Stevenson, you’re gorgeous and he’s an utter arsehole. https://t.co/oOoiS3ZG3z

— Lauren (@laurenella_) 9 ottobre 2017
“Pull A Pig è un gioco in cui un ragazzo cerca di abbordare una ragazza grassa e brutta. Mi sono sentita male”, ha raccontato Sophie al Sun, “Ero così turbata che ho cambiato il mio volo e sono tornata subito a casa la mattina successiva”.

Mi sembra un poco romanzato; cioè conosci un ragazzo per una notte, e parti subito per andare a trovarlo prima di conoscersi bene? Mah. Lui potrebbe essere anche stato coglione ma lei è sicuramente così ingenua da farsi interdire.  Cose che succedono e succederanno sine die. Però prima che qualcuno inventasse un nome fantasioso e si mettesse a piangere su internet si risolvevano con alzate di spalle.  Da notare comunque il bipensiero femminista: ovvero le ragazze a seconda della convenienza son fortissime capaci di superare qualsiasi ostacolo oppure, se invece è più vantaggioso, son di cristallo ed un nonnulla manda il loro cuore in pezzi. Certo che poi sfogare la delusione d’amore con uno sputtanamento “mondiale” sul Sun…

La versione di lui. “Sono io la vera vittima”, ha detto Jessie in un’intervista al Mail Online. “Ci siamo conosciuti a Barcellona, sì, ma non c’è stato nulla – ha raccontato il giovane olandese, aggiungendo di aver contattato un avvocato per difendersi – Siamo stati in albergo ma non abbiamo dormito insieme e, soprattutto, non le ho mai scritto quel messaggio. Quello che sta girando o se lo è inventato lei o se lo sono inventati i giornali. È tutto inventato e mi sta rovinando la vita”.

In un’altra intervista alla versione olandese di Metro, Jessie ha aggiunto che dopo questa storia la sua famiglia è stata minacciata e ha ribadito: “È tutto falso”.

I soliti giustizieri del ueb che appena vedono una buona causa per vomitare livore e sentirsi buoni perché lottano dalla parte secondo loro giusta. Anche qui noto il bipensiero: quando la merda viene versata sul tipo è santissima, quando, ad esempio, viene versata su qualcun’altra, come la tizia perseguitata per aver pubblicato dei suoi filmati osè, invece è un comportamento abietto. Io considero le shitstorm sempre sbagliate. Non conosco la situazione e non posso dire se sia stato chi sia stato stronzo sia stato lui o lei o cinquanta cinquanta. L’unica cosa che posso dire è che lo sputtanamento “mondiale” lo considero un colpo decisamente basso ed una vendetta sproporzionata.

Il pull a pig. Secondo il sito Urban Dictionary, il termine Pull a pig si riferisce a una pratica che coinvolge un gruppo di amici, che escono per cercare di conquistare e portare a letto la donna meno attraente. Vince chi riesce a uscire con la “più brutta”. Essere “pigged” significa essere stata la vittima dello scherzo.

In passato ne aveva parlato l’Independent, citando anche un altro “gioco” simile, “Fat girls rodeo”, il rodeo delle ragazze grasse. In entrambi i casi le donne vengono paragonate ad animali da catturare, una forma di umiliante bullismo, di cui esiste persino un merchandising su internet. La giornalista aveva provato a indagare sulla pratica e questo è stato uno dei commenti ottenuti: “Ma è solo per farsi una risata. Sarai sicuramente una femminista. Loro lo amano, sono felici di ricevere attenzioni”.

“Loro lo amano, sono felici di ricevere attenzioni” è una scusa cretina che non giustifica alcunché. Però essere “mature” significa anche imparare a riconoscere gli stronzi (e le stronze).  Buffo poi scandalizzarsi di simili giochi e poi guardare spazzatura tipo uomini e donne, o temptation island o tanti altri reality cretini.

 

Hate speech, facebook, la censura e gli autobus

In germania è stata approvata una legge che punisce con pesanti sanzioni i social network che non cancellano i “messaggi di odio”.

Sorgente: Germania, ecco la “legge Facebook”: multe fino a 50 milioni ai giganti del web – Cronaca – L’Unione Sarda.it

L’hanno già ribattezzata “legge Facebook” ed è un unicum al mondo, il nuovo codice approvato in Germania contro lo hate speech, ovvero il linguaggio dell’odio che sempre più spesso spopola su Internet e in particolare sui social network. (…)

I social network con oltre due milioni di iscritti che non cancellano offese e contenuti diffamatori dovranno pagare una multa molto salata, che può arrivare fino a 50 milioni di euro.

Il contenuto “manifestamente criminale” va cancellato o bloccato entro 24 ore dalla denuncia, nei casi un po’ più controversi c’è una settimana di tempo.

Inutile dire che a temere la legge sono soprattutto Facebook e Twitter, che hanno tre mesi di tempo per abituarsi al nuovo codice: dal 1 gennaio 2018 pagine offensive, contenuti con insulti, minacce, bullismo, fake news, vanno rimossi obbligatoriamente.

A controllare il rispetto delle norme sono 50 dipendenti del ministero della Giustizia.

Devo dire che non condivido questa legge; principalmente perché ho paura che il pretesto dell’ “hate speech” verrà utilizzato come una mannaia per censurare contenuti che non si condividono.  In primo luogo vorrei avere una definizione precisa di “hate speech”; i reati di “parola” come diffamazione, calunnia, apologia di reato, sono normati in maniera precisa ed è un giudice, in tribunale con il contraddittorio fra le parti, che decide se il reato è stato commesso. I social invece dovrebbero diventare contemporaneamente giudici e giustizieri. Non mi sembra corretto.

Seconda cosa: molti purtroppo considerano “hate speech” il semplice non condividere le loro idee e appena qualcuno commenta con un “no ma…” alle loro affermazioni fanno partire le accuse di *-fobia, anche se i commenti sono espressi in maniera corretta e non ingiuriosa. Questa frase dell’onorevole Scalfarotto è emblematica: “Ivan Scalfarotto definisce “inaccettabile una manifestazione come quella contro le unioni civili che si tiene oggi a Roma“, che è “contro i diritti dei propri concittadini dà l’idea di quanto la battaglia per i diritti lgbt nel nostro Paese sia molto complessa”.  Come avevo già scritto, io sarei anche stato d’accordo se avesse definito inaccettabili le richieste della manifestazione, ma non la manifestazione in sé. Nelle polemiche per il figlio avuto dal compagno di vendola grazie all'”utero in affitto”, l’argomentazione principale a chiunque obiettasse era: “critichi perché sei omofobo”.

Il rischio di avere una censura tremenda, in nome del politically correct, è altissimo. Perché il politically correct con il suo vittimismo e il suo frignare “non sei d’accordo con me perché sei un *-fobo” tende a voler usare lo strumento dialettico della censura per costringere l’altro al silenzio e vincere per abbandono.

Sto vedendo le polemiche sul “bus antigender“, imho una pubblicità cretina che però ha causato tante accuse di LGBTXYZαβγ – fobia. Mi ricordano le polemiche che a suo tempo ci furono quando l’UAAR si pubblicizzò con dei manifesti sui bus. Buffo che le polemiche siano esattamente le stesse, solo che chi allora protestava ora è un paladino della libertà e viceversa i credentofobi hanno sposato Voltaire.

E’ “discorso d’odio” l’uno? lo è stato l’altro? lo sono entrambi? chi lo sa; so solo che le polemiche, se si astrae un poco, sono esattamente le stesse. E sinceramente preferisco la libertà di parola anche a costo di vedere qualche pubblicità cretina che dover parlare, o scrivere, solo se autorizzato da un comitato di paladini della rete.

 

Vaccini, i miei messaggi censurati

Talvolta commentando mi capita che messaggi vengano censurati; non è mia abitudine mettermi a piangere sul moderatore anche perché in casa d’altri si fa quello che vuole il padrone di casa.

Se i miei messaggi non son graditi, non son tenuti a pubblicarli.
Però siccome io li ritengo interessanti li posto comunque in questo messaggio.

Discussion on Il Fatto Quotidiano 390 comments
Decreto vaccini, non permetterò che sforacchino il braccio di mia figlia

Shevathas -> Antonio_X75 2 hours ago
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la confutazione è semplice: perché invece di fare un discorso “statistico” rischi/benefici della scelta “vaccino” contro rischi/benefici della scelta “non vaccino”, ragionamento che mi aspetterei da uno statistico, si parla del sistema usato per imporre i vaccini?

Shevathas -> Roberto Ga****i 2 hours ago
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in effetti no; ma per questo serve la statistica: quale è il rischio, inteso come eventi gravemente avversi a causa del vaccino e qual’è il rischio di complicanze del morbillo?
Il primo è circa 1 su 1.000.000, l’altro 1 su 10.000.
Quale dei due rischi converrebbe correre?

Shevathas -> DDL 3 hours ago
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Che poi con le statistiche è anche facile mentire
https://it.wikipedia.org/wiki/Mentire_con_le_statistiche

Discussion on Il Fatto Quotidiano 457 comments
Vaccini, obbligare è fascismo sanitario

Shevathas -> Facebook User Stefano F*** 2 hours ago
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il vaccino è essenzialmente prevenzione. Vaccinare quando c’è in corso una epidemia è inutile, un poco come il pretendere di collegare il salvavita all’impianto elettrico quando c’è qualcuno che sta già friggendo attaccato ai fili.
Il vaccino non serve per curare l’emergenza, serve per evitarla.
E la costituzione parla solo di non violazione dei limiti della dignità, paragrafo poi pensato più per i TSO psichiatrici che per i vaccini, non distingue fra trattamento di prevenzione e trattamento medico di cura.

Shevathas -> MarcoRMonti 3 hours ago
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siamo in due.
Btw questi “intellettuali illuminati” non si rendono conto che chiamare “fascista” qualsiasi cosa non vada a genio è il modo migliore per sdoganare il fascismo, altro che le pagliacciate di Casa Pound o similari.

 

Blue bufala…

Puntualmente spunta l’appello contro i nazipedoterrosatanisti che se la prendono con i pampini e i media ci cascano con tutti e due i piedi.
L’ultimo in ordine di tempo è il blue whale, un caso da manuale di bufala che dimostra molto bene quanto si badi più a “strillare” la notizia che dare notizie valide.

Da notare come molti, dopo il tam tam dei media, abbiano abboccato alla bufala e alcuni pistoleri da tastiera abbiano già iniziato a sparare le loro stronzate contro chi c’entrava poco come ristoranti o app che mostrano innocui documentari sulle balene.

Non so se disprezzare di più i boccaloni che si son bevuti tutto o i giornalisti gli imbrattacarta che per qualche copia in più spargono bufale a piene mani. Il diritto/dovere all’informazione non credo coincida con il diritto a spacciare per verità assoldata qualsiasi stronzata venga sparata su un social network.

PS

Comunque c’è una buona notizia; alcuni hanno capito la bufala ed hanno posto in giro “meme” divertenti su di essa. Alla fine sarà l’ironia a salvare il web.

Pastorizia ed una selvaggia shitstorm

Stavo leggendo la vicenda di “sesso droga e pastorizia” vs uebbè-moralizzatrice; sinceramente a me è sembrata una gara di squallore nella quale non saprei a chi assegnare la palma del vincitore.
Da una parte posso capire che certe pagine siano squallide e che possano dare fastidio; però se non c’è nulla di proibito dalla legge son permesse, anzi è giusto che ci siano. Perché considero meglio una pagina squallida e pesante protetta però dalla legge che regolamenta la libertà di parola che avere un comitato di “moralizzatori”, spesso autonominatisi, che giudica sulla base dei propri gusti cosa è morale e cosa no.
Non son d’accordo quindi sugli inviti ai propri amici o follower di segnalare in massa delle pagine per farle buttar fuori da FB; in certi casi mi sembra un comportamento da bullo prepotente. Secondariamente c’è sempre il rischio della rappresaglia; se vieni “buttato fuori” perché ti segnalano in massa poi non frignare a FB fascista ed alla perdita di libertà di parola.

Precisiamo da subito una cosa: se ci son reati in una pagina web quello da fare è denunciare immediatamente alle FF.OO. o alla polizia postale e poi lasciare che sia chi di dovere, polizia e magistratura, ad indagare ed a prendere le decisioni del caso. Mai, mai, mai sostituirsi ne come investigatore e, cosa peggiore, come giudice ed emettere sentenze e condanne.

Detto questo trovo scorretto il sostituirsi al giudice e scatenare shitstorm per condannare le pagine, scorretto sia perché spesso chi amministra non è un vip e non ha le spalle coperte come invece le potrebbe avere una persona di spettacolo od un altro “personaggio pubblico”, siamo al grosso che se la prende con il piccolo perché può fare il bullo senza rischiare rappresaglie, sia perché queste battaglie farlocche il problema in realtà non lo risolvono. Chiudono la pagina da FB? si riapre in fretta da qualche altra parte; anzi spesso la chiusura annunciata urbi et orbi è una campagna pubblicitaria niente male per la nuova pagina web.

Senza considerare che il comportarsi allo stesso modo, cioè sputtanare sul uebbe’ nomi reali, delle persone che si stanno attaccando è un comportamento profondamente ipocrita. La domanda che viene spontanea è: ma è sbagliato il comportamento, l’additare al pubblico ludibrio, in sé oppure è sbagliato a seconda di quanto stia sulle palle la persona sputtanata?

Citazioni che è utile tenere a mente, sempre

  • A volte anche gli esperti sbagliano.
  • Gli esperti sbagliano meno dei laureati all’università della strada.
  • L’opinione di un esperto vale più di quella del giardiniere di Codroipo con la terza elementare. Questo è un dato di fatto, non un’offesa al suddetto giardiniere.
  • In una discussione, devi avere almeno le basi dell’argomento di cui si parla, altrimenti il tuo commento sarà aria fritta.
  • Avere un’opinione o avere studiato all’università di Youtube NON valgono come base. Le basi sono studio o esperienza pratica.
  • Democrazia significa che il tuo voto vale quanto il mio, non che il tuo parere valga quanto il mio.
  • Se ti sembra che ciò non ti riguardi, ricorda che gli ignoranti a volte VOTANO, e che i politici in generale seguono la volontà dei votanti.

Sorgente: La democrazia di Youtube – Emigrante e Bestemmiante

Buca l’iphone e troverai il jack

Sinceramente, sono contento della pseudo “bufala”, sono contento non tanto per odio verso i prodotti apple ma perché grazie a questa burla molti finalmente si renderanno conto di quanto sia pericoloso prendere come oro colato qualsiasi cazzata giri per la rete. Finché mio cuggino da bambino una volta è morto e poi si è curato con l’omeopatia e adesso è sano, hai difficoltà a renderti conto della stronzata, quando invece vedi 700 e passa euro in fumo per aver creduto ad un filmato youtube allora il tuo sfintere, che insieme al portafoglio è il muscolo che genera le emozioni più forti, ti avvisa della cazzata combinata.

Far pagare ai ricchi coglioni(1) i frutti delle loro coglionaggine è sacrosanto ed utile all’evoluzione della specie.

E forse capisci che il guru bevipiscio di youtube forse ha la stessa attendibilità dell’ingegnere elettronico con il trapano esperto in cellulari più che del tizio con laurea in medicina che ha passato l’esame per iscriversi all’ordine dei medici(2).

Beh curarsi con youtube è come modificare il cellulare con youtube per avere il jack delle cuffie…

(1) Sì certo, sei un povero proletario che vive di pane e cicoria e che spende 700 e passa euro per avere il top di gamma Apple appena uscito; credibile come rocco siffredi che non ha mai visto una figa…

(2) Sì, purtroppo esistono anche medici laureati ed iscritti all’ordine, alcuni anche poi radiati, che propugnano fuffa e pseudocure ma mediamente i medici non dicono troppe cazzate.

Shitstorm/2, Trump e il politcally correct

Su G+ hanno segnalato questo articolo

Paige Shoemaker è una studentessa della Kansas State University, e ama i social. Così, una volta applicata sul viso una maschera scura, decide di postare una foto insieme ad un’amica con la didascalia:”Che bello finalmente essere nera” (“Feels good to finally be a nigga” in lingua originale NdA). Lo scatto, subito denunciato e stigmazzito da un utente di Twitter collega delle ragazze, Desmund Weathers, è diventato virale. L’accusa di Desmund è quella di razzismo: “Come posso sentirmi a mio agio nel Campus sapendo che c’è gente che si comporta così?”, scrive. La protesta è diventata pubblica, tanto da spingere l’Università a prendere una posizione netta: quella di espellere Paige. Lei, dal canto suo, si è scusata pubblicamente con un post su Facebook: “Vogliamo chiedere scusa, non si deve fare ironia su queste cose. Sappiamo di aver sbagliato”.

Sinceramente mi sembra una prova sia dell’estrema idiozia legata al politically correct senza se e senza ma, diventato una nuova religione civile negli States, sia della coda di paglia delle istituzioni che per evitare di essere toccate da shitstorm sui social prendono decisioni drastiche. La ragazza avrà anche sbagliato ma, anche se ha usato un termine “forte” come nigga che in molti casi è considerato un grave insulto, non mi sembra che il suo comportamento sia stato così grave da giustificare una espulsione ed un “atto da fe'” pubblico. Ha fatto una battuta cretina, magari lo evidenzi, accetti le sue scuse e morta lì.

Invece si preferisce scatenare, non so quanto coscientemente, una shitstorm. Capita di fare battute cretine magari senza nessuna intenzione “cattiva”, se ad ogni battuta cattiva arriva il cartellino rosso a breve i campus saranno affollati quanto l’antartide ad agosto. I problemi per me non li ha la ragazza quanto la persona che ha denunciato. Non puoi pretendere di vivere nel villaggio dei puffi; un minimo devi tollerare se vuoi essere tollerato. La tolleranza deve essere reciproca, altrimenti se ad ogni sbagli altrui fai scattare la ghigliottina poi non stupirti se la ghigliottina poi verrà usata anche contro di te.

C’è anche un’altra questione: capisco il dover rispettare il più possibile gli altri e le loro idee ma ciò deve essere fatto con un limite, non si può dar retta incondizionatamente a tutte le fissazioni di chiunque come il sacro politically correct (PC) pretende.  Statisticamente prima o poi troverai due fissazioni in conflitto, e allora cosa capita? Un assaggio si è visto a capodanno a Colonia dove la fissazione “donne tutte sante uomini tutti maiali” si è scontrata con la fissazione “immigrati tutti santi bianchi tutti colonialisti, razzisti e sfruttatori”. Ricordo una serie di articoli di denuncia dove a furia di capriole si cercava di dare la colpa agli uomini bianchi occidentali e assolvere sia le donne occidentali che gli immigrati extracomunitari(1).

Il politically correct porta a questi assurdi oltre ad essere draconiano ed inflessibile nei suoi giudizi, giudizi rapidi ma poco precisi. Logico che la gente desideri liberarsi da questo clima opprimente e che non voglia essere lapidata se racconta una barzelletta un poco “spinta”. Ciò si traduce nelle simpatie e nel voto verso chi sembra “rompere” quella cappa di ipocrisia del politically correct. Ecco spiegata una parte della simpatia e della popolarità di Trump in america o di Grillo in italia. Persone che “rompevano” la cappa di oppressione e conformismo, pagliacci arruffapopolo vero, ma da molti preferiti rispetto a chi frigna e usa il “dovete rispettare le mie idee” come un maglio per chiudere il becco a chi tali idee non le condivide.

La questione è molto semplice; la cultura del politically correct vuole imporre a tutti di vedere, amare ed adorare la corazzata kotionkin di turno e logicamente quando qualcuno dice quello che molti pensano ma che nessuno ha avuto prima il coraggio di dire avviene esattamente questo:

Ecco spiegato trump in poche parole, non servono profonde analisi sociologiche basta guardare la realtà, peccato che molti accultuVati non possano raccontarla liberamente per paura proprio delle shitstorm da loro tanto amate quando invece colpivano gli avversari.

(1) Sì vabbè poi ci sono le tesi più uguali delle altre; se ciò che è stato detto per le sentinelle in piedi o le perculate fatte ad adinolfi fossero state dette per il gay pride “manifestazione moralmente inaccettabile” si sarebbe scatenata una shitstorm colossale.