la bufala della moneta scritturale

Ovvero alcuni pazzi pretendono di battere loro la moneta e di usarla per pagare le obbligazioni.

Due note a margine:

-> Nessuno è obbligato ad accettare, in pagamento, valuta che non sia la valuta avente corso legale nello stato. Io posso rifiutare i pagamenti in dollari, in bitcoin od in patate. Sono obbligato ad accettare invece i pagamenti in euro.

La Banca d’Italia qui spiega bene cosa sia la moneta scritturale “vera” e cosa si rischi a giocare alla piccola “zecca di stato”. Terra terra: la moneta scritturale creata al di fuori del sistema bancario europeo è solo carta straccia e non vale la carta cui è stampata.  Tentarsi la carta della “moneta scritturale” significa peggiorare, e di molto, la propria situazione finanziaria.

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Perché quando parliamo di “tornare alla lira” dimentichiamo la storia – Altreconomia

Molto, molto interessante. Molti che paventano il ritorno alla lira hanno una memoria selettiva; dimenticano l’inflazione alta e il dover pagare la benzina, in proporzione allo stipendio medio, un botto.

Vero anche che prendere un master in economia alla youtube university è oramai alla portata di tutti…

Perché quando parliamo di “tornare alla lira” dimentichiamo la storia

Sorgente: Perché quando parliamo di “tornare alla lira” dimentichiamo la storia – Altreconomia

Se questo è un cittadino portavoce…

fonte: http://www.ilpost.it/2016/09/19/carlo-sibilia-moneta/

 

Carlo Sibilia, deputato e membro del direttorio del Movimento 5 Stelle, ha pubblicato un post su Facebook a proposito di quella che secondo lui è una fregatura che è stata raccontata agli italiani.

Esiste una crisi idrica, quando c’è scarsità d’acqua.
Esiste una crisi geologica, quando c’è scarsità di suolo.
Esiste una crisi d’aria, quando è troppo inquinata.
Non può esistere una crisi monetaria perché manca la moneta.
Infatti acqua, terra e aria sono risorse naturali e pertanto sono finite. La moneta è un’unità di misura e può essere creata in qualsiasi momento.
Dire che esiste una crisi monetaria è come dire che non c’è la lunghezza perché mancano i metri.
NON FACCIAMOCI FREGARE!

“Crisi monetaria”, in genere, è un’espressione usata per indicare il rapido crollo del valore di una moneta. Sibilia costruisce un parallelo in cui sostiene che le “crisi” sono in genere determinate da una mancanza di qualcosa e così, quindi, deve essere anche per le crisi monetarie. Il problema, continua, è che la moneta è soltanto un’unità di misura del valore, quindi non può mai mancare. In caso di “mancanza di moneta”, quindi, è sufficiente stampare nuova moneta per risolvere la situazione. Le crisi monetarie, secondo il deputato, sono una “fregatura”.

A prescindere dal fatto che Sibilia forse allude più alla crisi economica che a una crisi monetaria, gli esempi che utilizza per dimostrare la sua tesi sono un po’ sballati. Il fatto che il metro sia un’unità di misura non implica che esista una quantità infinita di metri: e come un appartamento ha una precisa dimensione in metri, così è finita la dimensione di un’economia. L’Italia, per esempio, ha un PIL di circa 1.500 miliardi, se misurato in euro. Se la produzione di beni e servizi nel nostro paese rimane costante, raddoppiare la quantità di euro in circolazione non produce effetti positivi (anzi), così come non si può variare la dimensione un appartamento semplicemente raddoppiando o dimezzando l’unità di misura con cui se ne misura la superficie.

Il problema che Sibilia non sembra considerare, in sostanza, è l’inflazione. Se la moneta in circolazione aumenta in maniera sostanziale senza che ci sia un aumento nella produzione di beni e servizi, il risultato sarà una perdita di valore della moneta stessa: quello che ieri compravo con dieci, oggi ne costa quindici. È un concetto facile da comprendere se immaginiamo che domattina tutti gli italiani si trovino depositati sul conto corrente tre milioni di euro. Arrivati alla sera, quanto pensate che vi costerà convincere qualcuno che è appena diventato milionario a consegnarvi una pizza sotto la pioggia?

Riporto l’ottimo articolo del post che spiega la cavolata galattica del cittadino portavoce. Adesso io non pretendo che i parlamentari siano tuttologi assoluti ma avere o le basi per non dire troppe cavolate o tenere il becco chiuso quando si parla di argomenti che non si capiscono sarebbe un comportamento accorto.

Perché l’ignorante più pericoloso è quello convinto di sapere tutto e di avere tutta la scienza in testa.

C’è da dire che comunque l’ala dura dei sostenitori del moVimento conta molte persone che seguivano Grillo da quando il suo blog era il sancta sanctorum della fuffa nell’internet italiana e che prendevano per oro colato qualunque cosa venisse scritta nel blog.

Se il peso elettorale del movimento si ridimensiona chi riuscirà a rimanere sulla cresta dell’onda sarà chi riuscirà a carpire il voto dello zoccolo duro gombloddista, uno che ovviamente sostiene le loro tesi. Quindi mi rimane un dubbio; siamo davanti ad un clamoroso caso di ignoranza, roba da far sembrare Mary Star del Tunnel una novella Gianotti o ad un cinico calcolo politico per carpire il voto e il sostegno dell’ala sbroctronica del moVimento?

E’ giusto pagare due euro per farsi installare una app? Sì.

Stavo leggendo la vicenda di Selvaggia Lucarelli e di Mediaworld.

Questo il messaggio della lucarelli su FB

A MediaWorld hanno deciso di fare cassa coi vecchietti. Io ora se mia mamma mi chiede di installarle whatsapp le chiedo 10 euro.

foto di Selvaggia Lucarelli.

Che dire? trovo l’accusa della lucarelli gratuita e infamante. Piaccia o no il tempo è denaro e, un addetto che sta dietro al vostro cellulare per configurarvelo, non sta servendo un cliente che vorrebbe magari supporto per comprare qualcosa, e che magari, infastidito dall’attesa, alla fine esce senza comprare niente.

Che mediaworld sia grande o piccola, se vuole rimanere a galla deve fare utili non beneficenza. D’altronde anche la lucarelli va a gratis a fare l’opinionista nelle varie trasmissioni di gossip? Credo di no.

Lavorando da informatico mi è capitato, come a moltissimi altri colleghi, di ricevere chiamate per risistemare computer, stampanti e qualsiasi altro dispositivo elettronico. E spesso, i pseudoamici, quelli che si ricordano solo quando servi, pretendevano che gli risistemassi i pasticci che loro avevano fatto, magari perdendoci tutta una sera, salvo poi pretendere il servizio gratis perché: è facile, lo sai fare.
Ci siamo passati quasi tutti e, alla fine si diventa cinici e bastardi, anche perché io dell’informatica ci vivevo. I discorsi erano di questo tipo; i pensieri tra parentesi.

Shevathas: Sì, pronto?

PseudoAmico: Ciao, come stai, il mio computer è incasinato non riesco più a navigare in internet cos’ha?

S: (e chi sono, mago Ciro?) Non ne ho idea.

PA: Ma puoi fare qualcosa?

S: (vuoi vedere che ha dimenticato di attaccare qualcosa.) hai controllato i cavi, il modem funziona, le luci sono accese?.

PA: eh ma io non ci capisco nulla, non è che puoi passare a dare un’occhiata

S: (due coglioni, ho altro da fare che rimettere a posto, a gratis, PC incriccati) sto lavorando, non posso.

PA: ma è un lavoro da cinque minuti

S: (sì, non capisci nulla però sai che son 5 minuti…) son 50 sacchi di chiamata e poi vediamo quanto ci impiego. Se mi porti il PC a casa ti faccio pagare solo l’intervento

PA: per un lavoro di cinque minuti facile e veloce?

S: ma se è un lavoro di cinque minuti facile e veloce perché non te lo fai da solo?

PA: Tanalla(1). Click!

Vivere a scrocco è bello, e fare i generosi con i soldi degli altri fa tanto, ma tanto, fico. Peccato che la realtà sia diversa. Lavorando come libero professionista ti rendi conto che i “clienti” con il braccino cortissimo che pretendono e non pagano è meglio perderli da subito che tenerli.
I più rompiballe era la gente pretende da te lo stesso servizio che riceveva da meganipote, supercuggino o ipercognato.

Queste figure mitologiche, conosciutissime da chi lavora nell’informatica, sono ultraesperti con 37 master in informatica al MIT e al CALTEC, che ti chiedi come mai Google, Oracle o Microsoft non abbiano fatto la lotta nel fango per assumerli, capaci di risolvere qualsiasi problema in cinque minuti, fare portali web immensi, contenuti e grafica compresa, in mezza giornata, e lo facevano gratis, anzi a momenti pagavano per l’onore di risistemare un PC incasinato.

Al secondo caso, la risposta era solo una: ma perché allora non ti rivolgi a loro?

Una cosa che alcuni scrocconi viziati non capiscono è che l’amicizia è una cosa ma i rapporti professionali sono altro, se vuoi una consulenza professionale la paghi, altrimenti la ricevi come e quando, e soprattutto, se piace a me.
Se vai al ristorante e paghi per l’aragosta hai tutti i diritti del mondo di incazzarti se non ti portano l’aragosta, se vieni a pranzo da me è maleducato offenderti se non ti servo l’aragosta che desideri. Ciò che si paga si può e si deve pretendere(2), i regali invece sono insindacabili.

Concludendo, se la lucarelli ha tanto a cuore i vecchietti che non sanno installarsi what’s app perché non apre lei una onlus dove volontari, o dipendenti da lei pagati, forniranno gratuitamente l’assistenza richiesta?

Temo che la stella di selvaggia si stia appannando e quindi stia cercando di trollare a più non posso per rimanere sulla cresta dell’onda. Vedo un isola degli ex famosi all’orizzonte.

PS segnalo anche questo commento che condivido a pieno

fonte: https://www.linkedin.com/pulse/non-capisco-lo-scandalo-generato-da-questa-foto-chi-rudy-bandiera

Selvaggia Lucarelli è entrata a un Mediaworld, ha fatto la foto al cartellone che vedete in copertina e più in basso, e poi ha commentato come segue:

A MediaWorld hanno deciso di fare cassa coi vecchietti. Io ora se mia mamma mi chiede di installarle whatsapp le chiedo 10 euro.

Lei è furba, provocatrice. La sua frase è controversa e può essere interpretata in mille modi diversi: come una battuta, come una critica, con sarcasmo.
In effetti a mia nonna non chiedo i soldi per sistemare il telefono perchè è mia nonna ma a tutti quelli che si sono incazzati dicendo a MW cose tipo “sciacalli” oppure “rubate i soldi ai più deboli” io chiedo: voi lavorate gratis?

5 euro per la prima accensione vi sembrano davvero così tanti? Se si allora non l’avete fatta a molte persone: l’ultima volta che ne ho fatta una io a qualcuno, questo qualcuno non sapeva la password, ha dovuto fare 16 telefonate, provare con 5 password diverse, non sapeva cosa voleva e via dicendo.

Il tempo è un valore, non è sciacallaggio, è lavoro. Se qualcuno ti trasferisce la rubrica ti sta facendo un servizio. Se non ti va bene pagarlo chiama tuo nipote, fallo da solo o chiama la nonna della Lucarelli che ormai credo sappia fare.

(1) Tirchio in vernacolo Cagliaritano.

(2) Che poi è il motivo per il quale le aziende preferiscono stringere contratti con altre aziende che appoggiarsi a volontari come i LUG. Se io pago un contratto di assistenza 7/24, e chiamo il 14 di agosto alle 23:00, pretendo che qualcuno mi risponda e mi fornisca il servizio che pago. Se invece mi appoggio a volontari non posso pretendere che vengano immediatamente a levarmi le castagne dal fuoco.

Patrimoniale

Uno dei cavalli di battaglia di una certa sinistra pauperistica è, puntualmente, la patrimoniale. Giochiamo ai piccoli robin hood e leviamo ai ricchi per dare ai poveri.
Peccato che questi sogni non reggano alla forza dei numeri, come dimostra questa perla pubblicata fra i commenti del fatto quotidiano.

fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/10/debito-pubblico-i-problemi-di-un-paese-che-non-ha-una-sinistra-che-fa-la-sinistra/2533132/#comment-2562699168

Andrej Vyšinskij
L’unica vera soluzione è quella che nessuno vuol prendere! Si chiama aumento di capitale del Paese, cioè una grande PATRIMONIALE, cioè (per essere ancora più chiaro) forte travaso del patrimonio dei RICCHI verso le casse dello stato!!! Solo questo ci potrà salvare!!!!!!!

Hobbes -> Andrej Vyšinskij
Bene, facciamo qualche conto. Secondo la rivista Forbes i dieci uomini più ricchi d’Italia possiedono un patrimonio di 100 miliardi di dollari. Facciamo una super patrimoniale, cioè portiamogli via tutto e diamolo ai 12 milioni di italiani che secondo l’Istat vivono in povertà. Fanno 8300 euro a testa: un modesto stipendio di 700 euro mensili per un anno. Uno solo, e poi basta.
Adesso invece pensiamo a quante persone lavorano, direttamente o indirettamente, per questi dieci super ricchi. Persone che ricevono uno stipendio mensile quasi sempre superiore a 700 euro a testa. Anno dopo anno.
E rendiamoci conto che la povertà si vince col lavoro, e il lavoro lo crea l’imprenditore, non lo stato. E pensiamo come spingere questi miliardari a investire di più su aziende che creano lavoro.

Che dire? una pietra tombale sui sogni di tanti robin hood con il master in economia conseguito alla prestigiosa Youtube University.

Sto par del bail-in

il bello degli economisti di internet phd in youtube è che non si rendono conto delle loro contraddizioni ma ogni occasione è buona per ripetere i loro mantra: “banche signoraggio male, BCE, euro cattivi”.

Adesso su faccialibro è pieno di proteste per due motivi: il primo è perché le banche son state salvate dai soldi pubblici e il secondo è a causa del bail-in, ovvero che in futuro le banche che fanno cazzate dovranno essere salvate da azionisti e creditori.

Cioè se una banca, a causa di sue azioni, si trova in fallimento non deve essere salvata ne dal pubblico e neppure dal privato. Visto il QI medio degli economisti di youtube, io penso che la metà di loro creda che la banca debba essere salvata dai rettiliani, l’altra metà che il salvataggio debba essere opera di Babbo Natale Genitore Uno di Festa del Solstizio d’Inverno (G.U.F.S.I.) (1) e la restante metà pensi invece che la banca si debba salvare da sola stampandosi in casa i soldi che le servono(2).

Seriamente, quale dovrebbe essere il lavoro di una banca? raccogliere i soldi delle persone ed investirli in maniera tale da poter girare un interesse a chi ha prestato temporaneamente i suoi soldi alla banca.  I soldi che la banca aveva usato per acquistare, ad esempio, i sirtaki bond erano i soldi di chi aveva depositato soldi in banca o sottoscritto piani di investimento con la banca. Non son “tutti” soldi del signor Banca o della Signora G. Giò(3). Gombloddisticamente parlando si può dire che la banca si mette a speculare conto terzi, dove i terzi son quelli che mettono i soldini in banca. E il bail-in altro non è che il principio che se la banca (che specula conto terzi) fa stupidaggini chi ci rimette son quei terzi e non la fiscalità generale(4).

Ci sono dei servizi e dei prodotti bancari al sicuro dal bail-in, dall’articolo di repubblica:

“Sono escluse dall’applicazione del bail-in alcune categorie di passività, segnatamente quelle più rilevanti per la stabilità sistemica o quelle protette nell’ambito fallimentare, come i depositi di valore inferiore a 100.000 euro, le obbligazioni garantite da attivi della banca, i debiti a breve sul mercato interbancario. Altre categorie di passività potranno essere escluse dall’autorità di risoluzione, in casi particolari, sulla base di una valutazione specifica degli effetti sulla stabilità sistemica e del possibile contagio”, spiega la scheda di lettura che ha accompagnato il testo in Aula. “Nell’allocazione delle perdite dovrà essere rispettata la gerarchia prevista dalla direttiva, che in parte modifica quella concorsuale prevedendo, tra l’altro, che i depositi superiori a 100.000 euro detenuti dalle persone fisiche e dalle piccole e medie imprese siano colpiti dopo gli altri crediti chirografari (c.d. pecking order). In ogni caso, il trattamento riservato agli azionisti e ai creditori nell’ambito della risoluzione non potrà essere peggiore rispetto a quello che essi avrebbero subìto in caso di liquidazione coatta amministrativa”.
http://www.repubblica.it/economia/2015/07/02/news/approvata_la_legge_ue_le_banche_saranno_salvate_da_azionisti_e_creditori-118157432/

Per questo trovo buffe le proteste di chi parla della rapina di stato nei confronti dei conti correnti e degli investimenti dei cittadini quando, fino al giorno prima protestava perché lo stato era intervenuto per salvare le banche. Era ciò che chiedevano, son stati accontentati e protestano di nuovo per il motivo opposto. Credibili non c’è che dire…

(1) Questo blog è contro tutte le discriminazioni ed in particolare quelle basate sulla supremazia dell’uomo bianco e della tradizione cristiana.

(2) L’autore dell’articolo ha preso una laurea cum laude in matematica su youtube. >:-)

(3) Nell’NWO non c’è solo il Signor Aggio a tenere le fila dell’economia e delle banche.

(4)Si tratta di speculazione anche se avviene per interposta persona.

 

Crisi grecia in breve

Molti pensano che la Germania si sia comportata con la Grecia come il più classico degli strozzini da telefilm, persone che arrivano a minacciare di morte se non vengono resi tutti i loro soldi in tempi rapidi. Purtroppo le cose sono andate in una maniera leggermente più complessa di quella banale versione dal telefilm.

Brevemente:

  • La grecia aveva chiesto in prestito tanti soldini e se li è allegramente sputtanati.
  • Siccome l’euro era una moneta forte rispetto alla dracma, i contraccolpi dei bagordi (svalutazione della moneta e rialzo degli interessi sui titoli di debito pubblico) la grecia non li ha sentiti subito.
  • Adesso la grecia non può rendere i soldi e si trova ad un bivio: o chiede altri soldi e investe per diventare un paese più solvibile oppure rinuncia a chiedere soldi visto che nessuno vuol dare soldi a fondo perduto per farla continuare a gozzovigliare.
  • I greci hanno votato tsipippas sperando di poter ricevere altri soldi per continuare a gozzovigliare.
  • Tsipras e Varoufakis hanno tentato un bluff dicendo che se non davano altri soldi, senza chiedere di diventare più solvibile, saltava tutto, e per rinforzare il bluff hanno anche chiesto un referendum
  • Peccato che l’europa del 2015 non è quella del 2007 e della crisi valutaria, allora se saltava la grecia si sarebbe innescata la reazione a catena e saltava tutto, adesso invece salta solo lui.
  • La BCE al bluff ha urlato “vedo!” e buttato le carte in tavola costringendo Tsipras a portare agli estremi limiti il suo bluff e costringerlo a rivelare di non avere nulla in mano.

Quindi stringi stringi o la grecia diventa più solvibile oppure nessuno più presterà dei soldi a lei e, come capita a protestati o persone in fallimento, dovrà pagare tutto in contanti o, se farà debiti, avrà interessi folli e dovrà fornire garanzie colossali, una base militare russa molto ben carrozzata nel Pireo, qualche isola ceduta, come Honk Kong all’Inghilterra, alla Cina… Neanche il ritorno alla dracma, soluzione molto gettonata dagli esperti di economia “di youtube” è impraticabile; con che valuta pagheresti le importazioni? all’estero non sono obbligati ad accettarla e possono tranquillamente vendere solo in cambio di beni o di valuta pregiata. E le svalutazioni, come capitato in italia negli anni ’70 ti fanno vendere ma poi ti costringono a pagare prezzi folli per le materie prime e le importazioni. E il rischio di cambio chi se lo prende nel groppone?

La storiella della nuova dracma con rapporto di cambio 1:1 con l’euro è una barzelletta, la durata di quel valore di rapporto nei mercati durerà alcuni femtosecondi, la grecia non ha una economia così forte da essere significativamente paragonata alla UE-{Grecia}. La svalutazione è matematica.

 

Azzardo, prestiti e tassi di interesse…

Una regola “pratica” del gioco d’azzardo è che il valore del premio che si può vincere è inversamente proporzionale alla probabilità di vincerlo. Ovvero più è facile vincere più è basso il premio che eventualmente si vincerà. Prendiamo ad esempio la roulette francese; se punto 1€ sul rosso e, se vinco (probabilità di vincita 18/37), incasso un altro euro. Se invece punto sul 7 e vinco (probabilità di vincita 1/37), incasso altri 35€.

I prestiti di denaro possono essere visti come una  specie di scommessa, io presto il denaro “scommettendo” che tu me lo renderai e la mia vincita (l’interesse) è inversamente proporzionale alla tua solvibilità (la probabilità che tu onorerai il tuo debito). Ecco perché i prestiti dati con forti garanzie come i mutui ipotecari hanno, attualmente, tassi verso il 3% mentre i prestiti “ad alto rischio” come quello delle carte revolving per prestiti sotto i 5.000€ hanno tassi verso il 16%.

E se una persona fosse disoccupata, protestata e sotto pignoramento?

In tal caso nessuno presta lui del denaro, costringendolo a dover pagare tutto in contanti oppure se gli viene prestato del denaro, il prestito ha tassi di interesse “folli” e/o dietro fornitura di “robustissime” garanzie.(1)

Per gli stati è lo stesso; la “solvibilità” di uno stato è dato dalla forza della sua economia e della sua moneta(2). Se uno stato non ha forza economica deve pagare tutto in contanti e se non ha contanti deve svendere i pezzi pregiati sperando di trovare un compratore.

Prima di cercare “gombloddi” e piangere contro le banche cattive forse sarebbe meglio un ripasso dei fondamenti di calcolo delle probabilità e di economia.

 

(1) In Italia esiste una normativa anti usura che fissa un tasso massimo, tasso che dipende dalla tipologia di prestito, qui ci sono i decreti del Ministero delle Finanze riguardo ai tassi medi e tassi soglia per l’usura. Ergo se il rischio del prestito richiede un tasso oltre soglia semplicemente la banca, o la finanziaria, rifiuta.

(2) Il valore di una moneta non può deciderlo lo stato che la emette, o meglio lo stato può decidere il valore nominale ma non ha alcun potere riguardo al valore reale riconosciuto dagli altri stati, e spesso anche dai cittadini dello stato che batte moneta come aveva dimostrato la crisi in russia o nella ex jugoslavia ove, la moneta reale era il marco tedesco. L’euro, impedendo i giochetti di svalutazioni etc. etc. ha anche impedito giochetti come quello che ha portato alla svalutazione della lira nel 1992.

[repost] la crisi degli asini

Ripropongo un vecchio articolo cui parlavo della crisi e delle sue cause. La storiella sulla “crisi degli asini” non so con quanta consapevolezza dell’autore, mostra proprio le cause reali e come, per evitare di ammettere le proprie colpe, le banche vengano considerate il capro espiatorio.

Chiariamoci, le banche  sono imprese il cui scopo è far profitto, non son succursali dell’opera di san francesco. Credere che le banche esistano per fare beneficenza è, a voler essere buoni, alquanto ingenuo. E non serve neppure riunirsi in famiglia per cambiare lo stato di fatto, anche se la famiglia del ragionier Brambilla vota compatta, compresa la nonna arteriosclerotica e il piccolo gianpiernaik di 7 anni, la banca rimane banca.

***

In internet gira questa storiella per spiegare la crisi, storiella, non so con quanta consapevolezza da parte dell’autore, che spiega realmente quali siano gli “asini” a cui si deve realmente la crisi. E non è di certo il mercato.

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio.
In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto.
I contadini erano effettivamente un po’ sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua.
L’uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali.
Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio.
Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio.

cioè ha fatto semplicemente delle promesse, e i contadini, gonzi, gli hanno creduto senza chiedere qualcosa come garanzia.  Pur essendo degli “asini” hanno voluto giocare ai piccoli speculatori e ci son rimasti fregati. Di riprovevole c’è la promessa del tizio, ma se non ha lasciato niente di scritto sul suo impegno ma solo parole non c’è neppure niente di penalmente rilevante.

Il giorno dopo, affidò al suo socio il gregge che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l’ordine di vendere le bestie 400 € l’una.
Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca.

il compito della banca è prestare soldi, non sindacare su come te li vuoi sputtanare, se vuoi giocare al piccolo speculatore devi mettere in conto che puoi anche perdere i soldi.  I contadini sono stati obbligati a comprare gli asini a 400 euro ? hanno in mano qualche promessa, scritta, di acquisto di asini per 500 euro ? Speculatore fai da te ?  no alpitour, ahi ahi ahi…

Come era prevedibile, i due uomini d’affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il costo dell’asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere.

un idiota e i suoi soldi fanno presto a lasciarsi.

Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune.
Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore).

Anche qui siamo alla mistificazione, la banca non può senza validi motivi, legati alla persona, chiamare un suo debitore e chiedergli di rendere immediatamente i soldi. Se Tizio non riesce a pagare le rate del mutuo la banca non può chiamare Caio e chiedere di rientrare immediatamente.
Secondariamente il sindaco da chi è stato eletto ? dal suo amico in banca o dai contadini ?  Beh se eleggi un idiota/mafioso/incompetente poi sarai governato da  un idiota/mafioso/incompetente.

Eppure quest’ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti.
Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l’aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia.
Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità… Venne innalzata l’età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini.

Il che sarebbe come chiedere di creare dei casinò dove chiunque possa giocare d’azzardo e debba obbligatoriamente vincere.

Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente.
Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio.

Visto il loro livello intellettivo medio credo che abbiano contattato immediatamente il maestro do nascimento per una macumba propiziatoria per far piovere soldi dal cielo. Ed inoltre siano in trattativa per l’acquisto di una o due vecchie fontane romane.

E voi, cosa fareste al posto loro? Questa storia vi ricorda qualcosa?

Semplicemente se non conosci le regole del gioco d’azzardo conviene non giocare e accontentarsi di quello che già si possiede.

fonte:http://www.scribd.com/fullscreen/68663666?access_key=key-3o5cbkbzek5x4e7ovqu

Spagna: educazione finanziaria al posto della filosofia

fonte: Spagna, riforma della scuola: “Educazione finanziaria al posto della filosofia”

E’ quanto prevede il provvedimento elaborato dal ministro José Ignacio Wert. Nei testi preparati dalla Consob iberica e dal Banco de España per gli alunni le spese come la rata del mutuo, l’affitto, l’assicurazione obbligatoria e le tasse sono classificate non rinviabili, a differenza di quelle per cibo e riscaldamento. Così i banchieri entrano in classe

Sinceramente sono d’accordo. Ho visto troppa gente rovinatasi con le proprie mani perché era incapace di gestire le proprie finanze e si faceva abbindolare da offerte ammiccanti, soprattutto riguardo al credito al consumo o ai mutui. Il sapere come funziona un mutuo, un piano di ammortamento di un prestito, cosa sia un investimento e soprattutto le leggi base del gioco:

  • Legge della domanda e dell’offerta: (all’aumentare della domanda il prezzo sale ed all’aumentare dell’offerta scende)
  • Legge del rischio e del rendimento: (più una speculazione è redditizia maggiori sono i rischi di perdita del capitale)

serve, è essenziale oggi e lo sarà domani. Altrimenti capiteranno tanti altri casi di gonzi che si fanno infinocchiare e che si fanno infinocchiare a norma di legge(1) e poi piangono contro le banche cattive.

Capisco che per il fatto quotidiano, che vuole arruffianarsi gli sbroc del signoraggio &Co, le banche siano il nemico pubblico numero uno e l’economia sia seconda solo alla demonologia come materia. Però come si ripete ad libitum “un popolo ignorante è facile da imbrogliare”, quindi un popolo ignorante in economia è facilmente imbrogliabile, un popolo che conosce l’economia difficilmente si fa imbrogliare da annunci ammiccanti: “per te una cifra pronta da spendere e che puoi rendere con comodità”. Eppure, se si parla di rendere colto il popolo, parte una incomprensibile levata di scudi(2).

Qui le rilevazioni dei tassi medi per prodotto finanziario da parte del Ministero delle Finanze, la convenienza di certi prodotti come le carte revolving balza immediatamente agli occhi.

Concludo con due citazioni dall’articolo:

Il ministro José Ignacio Wert (Partito Popolare) ha difeso il provvedimento: “È necessario che i nostri figli, ovvero i consumatori del futuro, acquisiscano in ambito finanziario un livello più alto di quello dei rispettivi padri. La crisi ha evidenziato una carenza di competenze, molte volte dannose per la singola economia familiare”.(…)

Spiace dirlo ma ha ragione. Molte delle situazioni incasinate si sarebbero potute evitare con una migliore pianificazione delle spese. Posso capire un intervento dal dentista, posso capire l’esigenza di ricomprare un frigorifero ma, far rate con tasso al 8% per l’inutilephone 25 solo per fare gli sboroni con gli amici…

La conclusione dell’articolo è emblematica

Gli studenti – ovvero ragazzi tra i 10 e i 13 anni – devono distinguere e classificare le spese non rinviabili da quellemodificabili. Le prime erano classificate come di Serie A: rata del mutuo, pagamento dell’affitto, assicurazione obbligatoria,tasse. Le altre di serie B: cibo o riscaldamento. Il conto è presto fatto: i consumatori del futuro devono ricordarsi di pagare con tempestività le rate della banca prima che riempire il frigorifero, così da evitare di ritrovarsi insolventi e vedersi pignorato il tetto sotto il quale dormono.
(…)
Pablo Gasós, il Direttore dello studio di statistica del CNMV, ha detto che l’obiettivo non è quello di trasmettere un’ideologia ma ha riconosciuto che molti termini con i quali sono stati redatti i manuali potrebbero essere rivisti. Se ne discuterà in futuro. Per ora quello che è certo è la drastica riduzione delle ore di filosofia. La finanza non guarda in faccia a nessuno, nemmeno ad Aristotele o Hegel.

Hegel era un idiota (cit.) e l’autore dell’articolo, imho, s’è fatto prendere troppo dal sacro sdegno per riflettere e magari chiedere a qualcuno che conosce un minimo di economia. Le spese non rinviabili son quelle che devi pagare entro il termine altrimenti hai conseguenze  (pignoramento casa, more etc. etc.) quindi nella pianificazione devi far conto che quei soldi, in quella data, ce li devi avere. Con le spese di tipo B invece hai maggior margine, non hai scadenze fisse, puoi giocarci di più. Magari invece di fare la spesa del mese fai la spesa prima per 15 gg e poi per altri 15.

Ma questo è troppo difficile da capire, meglio demonizzare l’economia, e urlare i soliti slogan triti e ritriti: no alle banche, a morte il signoraggio, vogliamo un altra economia(3)… E poi si stupiscono perché il popolo rimane ignorante…

Vorrei sapere dove è scritto che bisogna evitare di mangiare per pagare le tasse? Magari pianificando bene le spese riesci a fare l’uno e l’altro.

(1) Le banche ti danno tutto per iscritto, anche solo per dirti che il cesso è in fondo a destra, ti fanno firmare 5 liberatorie (l’acqua della tazza non è potabile, per pisciare bisogna tirarlo fuori, l’interrutore della luce è esterno, il sapone non è commestibile, non farla per terra). Quindi se non leggi, o per pigrizia o per incapacità è colpa tua.

(2) Rendere colto il popolo a discapito delle ore di filosofia? Sacrilegio…

(3) Così come gli sciroccati che vogliono un altra fisica, magari senza il secondo principio della termodinamica…