Creare razzismo how to /17

Un articolo del corriere che denuncia l’ennesimo caso di razzismo in italia; devo dire che non mi ha convinto troppo e mi lascia qualche perplessità. La storia è verosimile ma non è detto che la crudeltà dimostrata sia causata dal razzismo di chi si crede superiore, potrebbe essere stata causata anche dall’esasperazione di dover sopportare qualche alcool party di troppo.

Interessante comunque notare gli elementi della “narrazione”, dettagli irrilevanti ai fini della notizia che però vengono inseriti per “guidare” il lettore ad una interpretazione dell’articolo

fonte: Corriere della Sera
RAZZISMO
Milano, «Io quasi linciata per aver soccorso uno straniero, mi gridavano: lascialo morire»
Un’avvocata milanese si è preoccupata per il ragazzo a terra in un parco, a faccia in giù: era un giovane ecuadoriano ubriaco. «Ho cercato di aiutarlo, mi hanno insultato, non volevano che chiamassi l’ambulanza»

Questa storia si conclude con una donna seduta su una panchina del parco Forlanini. Con un filo di forza tiene i suoi due cani al guinzaglio. Piange. E non è soltanto l’agitazione per quanto appena accaduto o l’umiliazione per gli insulti ricevuti. C’è il disagio, l’amarezza, l’indignazione. La colpa è solo quella di aver soccorso un uomo. «Un negro, l’hanno chiamato. Uno straniero. Uno che doveva affogare sul barcone», strillavano, invocando la presunta panacea a tutti i mali dell’oggi. Le lacrime scorrono, senza filtro. «Dov’è finita l’umanità delle persone? Come siamo arrivati a tanto?».

notate l’introduzione romanzata del white hat1, la soccorritrice piange sulla panchina per tutte le brutture del mondo. Questo attacco non mi ha convinto molto; un problema del giornalismo italiano è che spesso cerca di contrabbandare le opinioni per fatti e viceversa. Qui si fornisce una chiave di lettura forzata per i fatti esposti di seguito nell’articolo

È domenica mattina, sono da poco passate le 11, quando l’avvocato B. B. esce dalla sua abitazione in viale Corsica per portare i cani, due «incantevoli trovatelli», a fare una passeggiata nel verde. Il sole inizia a battere forte sul pratone della via Taverna, vicino al fiume Lambro, alle spalle della concessionaria Ford. (…)

altri dettagli inutili che però rinforzano la presentazione dl white hat come buono; c’entra qualcosa la razza del cane, fossero stati di razza o se la notizia sulla razza del cane fosse stata omessa sarebbe cambiato qualcosa nei fatti di seguito esposti? Per me nulla, quindi perché dare dettagli apparentemente inutili?  A me ha fatto pensare più all’attacco di un romanzo, ove si descrive il buono, che ad un pezzo di giornale che esprime sinteticamente i fatti. BB è uscita verso le 11 per portare a spasso i cani nel parco XYZ e lì ha visto un ragazzo a terra…

A dieci metri di distanza, c’è un gruppetto di persone. Le voci si levano al cielo, tra i ragazzi che giocano a calcio e gli anziani del quartiere a passeggio. Qualcuno inizia ad «avvertirla» con tono violento e minaccioso. «Brutta tr.., lascialo lì». L’avvocato non se ne cura, uno dei due cani inizia a leccare in volto l’uomo a terra, un giovane ecuadoriano di nemmeno 30 anni che inizia a muoversi lentamente e in modo disarticolato. «Era solo molto ubriaco, ma aveva evidente bisogno di soccorsi».

La donna cerca di spostare il ragazzo e di prendere il telefono per chiamare un’ambulanza. Nessuno interviene per aiutarla. Un’altra voce, dal gruppetto, le s’infila nell’orecchio come una lama. «Se osi chiamare l’ambulanza ti meniamo maledetta tr…, bisogna lasciarli morire questi immigrati di m… ricordati che i soccorsi li paghiamo noi contribuenti mica questi negri». Beatrice finge ancora di non sentire. Urlano: «Lavati le mani che ti prendi le malattie». Tra le persone, anche una signora di 70 anni. Invoca la giustizia divina. «Spero che Dio ascolti le mie preghiere e che affondi tutti i barconi!».

Domanda stupida, cosa ne sapevano che stava chiamando l’ambulanza? vedi un uomo a terra prendi i cellulare e il gruppo, ultra sagace capisce al volo che chiami il 118. Mah, non lo so, non mi convince.

Una volta trascinato il ragazzo all’ombra, B fa dietrofront e si dirige verso il gruppetto. Uomini e donne, dai 40 anni su, più due giovani addetti dell’Amsa. «Siete impazziti? — dice l’avvocato —. Guardate che esiste l’omissione di soccorso!». Apriti cielo. «Ho avuto paura che mi picchiassero». I due addetti dell’Amsa sono rabbiosi: «Nessuno vuole venire a lavorare qua, sporcano tutto e poi tocca a noi pulire», riferendosi alle feste sudamericane. «Me ne sono andata tremando. Poi ho fermato due vigili a cui ho spiegato i fatti. Risposta: “Ce ne sono tanti…”. Torno per portare dell’acqua al ragazzo, ma un amico lo stava accompagnando via. Al che mi sono seduta. E ho iniziato a piangere. Nessuno mi farà diventare una non-persona. Voglio denunciare questi comportamenti, non resto in silenzio».

  1. è buona prassi non spostare la persona in caso di problemi ma aspettare l’arrivo dei soccorsi e lasciar fare a loro.
  2. già le persone stavano ad insultare, avvicinarsi per “discutere” non è la cosa più intelligente del mondo, non si sa mai come possano reagire; nel caso chiamare il 112 e lasciare che ci pensino loro.
  3. le parole degli addetti mostrano un poco di esasperazione, a nessuno piace dover lavorare extra per pulire una discarica creata dall’inciviltà delle persone.
  4. ma poi il 118 è arrivato o no, e se è arrivato come si è rivolta la questione, l’ubriaco è stato soccorso  o si è rivelata essere una chiamata a vuoto?
  5. gli “amici” non potevano intervenire prima per soccorrere il tizio

Conclusione, a me l’articolo ha fatto pensare alla persona che arriva di botto, non sa cosa è successo prima, magari il tizio infastidiva tutti prima di crollare a terra ubriaco, Anche perché fra le righe è scritto che alle 11 del mattino c’è un tizio ubriaco fradicio crollato a terra, non un tizio che ha avuto un malore, un tizio che si è ubriacato. Però sa che la colpa è del razzismo degli italiani e della crudeltà della gente. Mah, non so quanto “narrazioni” simili possano essere utili alla causa dell’antirazzismo.  Perché curare il razzismo con l’ipocrisia e con “narrazioni” romanzate di denuncia significa cercare di spegnere un fuoco di paglia con la benzina…


  1. nei film western il “buono” indossa il cappello bianco (white hat) e si oppone al cattivo con il cappello nero (black hat). 

5 pensieri su “Creare razzismo how to /17

  1. Si classifica come bufala solo dal titolo. Io capisco il titolo sensazionalistico (o come si dice negli ambienti bene: acchiappa-click) ma se si dice “quasi linciato” e poi nel testo leggi che nemmeno c’è stato contatto fisico si tratta di una stronzata.

    Piace a 1 persona

  2. Carina anche quella che prima prende il cellulare per chiamare l’ambulanza, e loro le dicono non ti azzardare, poi lo trascina all’ombra e a questo punto, invece di chiamare l’ambulanza cosa fa? Lascia lì il quasi moribondo e torna dal gruppo per discutere. Sarebbe interessante scoprire se fra tutte le cose raccontate ce ne sia UNA di vera.
    Ah, i due deliziosi trovatelli. Lì il discorso è chiaro: se sono trovatelli vuol dire che sono bastardi e i bastardi sono deliziosi, le razze pure no. Col dettaglio che quando si parla di razze pure ci si riferisce sempre unicamente ai bianchi, come se un negro non potesse essere di razza pura, come per esempio nelle zone centrali dell’Africa, dove non ci sono mai stati insediamenti e scambi commerciali con altre popolazioni. O gli zingari, per i quali un matrimonio misto è semplicemente inconcepibile, per cui credo che siano in assoluto la razza più pura del pianeta.

    Piace a 1 persona

  3. Mi sono letto una decina di articoli di Giacomo Vantolini, giusto per farmi un’idea della serietà del giornalista (categoria di cui ho notoriamente un’opinione pessima). Nei suoi pezzi ho notato due cose: se ci eccettua questo articolo, gli altri (specie quelli in cui parla di design e architettura, evidentemente gli ambiti in cui ha maggiore interesse e dimestichezza) mostrano un buon equilibri di fondo; per contro, mi ha sorpreso vedere una totale mancanza di stile proprio; cioè è come se di volta in volta venisse usato un registro diverso, che va da Beppe Severgnini al tipico scribacchino de l’Espresso. Perché dico ciò? Perché leggendo il pezzo linkato ho avuto l’idea che la sera prima Vantolini stesse leggendo un thriller di Jo Nesbø (o di qualche altro giallista scandinavo) e abbia poi mantenuto lo stesso stile nell’articolo di cronaca qui riportato. Sembra decisamente più un romanzo che un pezzo di cronaca. Non ci vedo però una vera e propria intenzionalità nello spingere sull’acceleratore del razzismo (che non mi pare si adatti alla situazione descritta); più che altro mi sembra che il giornalista non abbia capito bene come trattare la materia; materia che richiede la maggior oggettività ed equidistanza possibili; mentre qui sembra che Vantolini si sia lasciato prendere la mano, quasi fantasticando e scrivendo come il romanziere che forse un giorno vorrebbe essere.

    "Mi piace"

    • io quando leggo “romanzi” spacciati per articoli di giornale diffido sempre, forse perché mi viene più da pensare ad un racconto di fantasia contrabbandato da fatto di cronaca che ad un fatto di cronaca descritto in maniera “pittoresca”.

      "Mi piace"

      • Non so come funzioni nel mondo del giornalismo, ma in passato quando un mio collaboratore scriveva mail aziendali a colleghi del mio livello o sopra e usava un linguaggio o uno stile inappropriato veniva ripreso. E stiamo parlando del mondo delle telecomunicazioni, dove non frega quasi a nessuno di certi aspetti stilistici. Il pezzo di Vantolini è del tutto inadatto; se vuoi è istruttivo nel senso che lo si può indicare come un esempio di come “non” si scrive un articolo di cronaca.

        C’è anche l’episodio della signora di settantanni. Come cavolo fai a dire che ha settant’anni? Le hai chiesto i documenti? Stai vago, oppure ometti informazioni irrilevanti.
        Immagino l’articolo non lo abbia letto nessuno prima di andare in stampa.

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.