Fake nius

Ennesima fake news; esce una bufala e giornalisti e politici ci cascano con entrambi i piedi, scatenando le solite shitstom e le solite vagonate di indignazione sui social1

Il comune Codroipo non vieta i bambolotti di pelle scura in asilo

Sorgente: Il comune Codroipo non vieta i bambolotti di pelle scura in asilo – Il Blog di David Puente

Che dire? un minimo di autocritica da parte dei giornalisti per aver sparato notizie senza verifica ma solo perché “facevano il botto” sarebbe gradita. Sinceramente se devo leggere “la storia che indigna il uebbe’” vado gratis sui social mica pago un giornale.

Da notare anche il solito vizietto di non ammettere di aver detto/fatto una stronzata ma tentare di cambiare le carte in tavola; sempre dal blog di puente:

Da segnalare Repubblica che dal titolo “Udine, il regolamento mette al bando i bambolotti con la pelle scura dall’asilo nido” è passato ad un più morbido “Udine, il Comune cancella dagli asili i riferimenti “a culture diverse”: al bando anche i bambolotti con la pelle scura“

L’indignazione vende bene ma se da giornalista si passa a venditore di indignazione a 3€/kg, poi non ci si scandalizzi se, quando si preferisce indignazione di un’altra marca, gli affari calano.

Più che cani da guardia del potere mi sembrano fessi pronti ad abboccare ad ogni “bocconcino” che sembra appetibile. Chi è causa del suo mal.

PS
Questa è la lista completa degli allocchi, sempre secondo il blog di puente

Ecco altri titoli di altre testate e siti di informazione che hanno riportato erroneamente la storia:

“Udine, il comune di Codroipo mette al bando le bambole con la pelle scura dall’asilo nido” (Fanpage)
“Assurdo, bambole dalla pelle nera bandite al nido di Codroipo” (Wired)
“A Codroipo (Udine) il comune mette al bando i bambolotti con la pelle nera negli asili” (Il Fatto)
“Codroipo, Comune vieta bambolotti di colore all’asilo” (Vvox)
“Codroipo, bambolotti con la pelle scura vietati all’asilo” (Gazzettino)
“Negli asili di Codroipo vietati bambolotti di colore: cancellati riferimenti a culture diverse” (Dire)
“Codroipo, bambolotti con la pelle scura vietati all’asilo” (Leggo)
“Udine, il comune di Codroipo dice no ai bambolotti di pelle scura negli asili” (Affaritaliani)
“Udine, Comune del centrodestra mette al bando dallʼasilo i bambolotti con la pelle nera” (TGCom24)

 


  1. Mi sa che il buon zio Albert dovrà aggiornare la sua lista delle cose infinite con un altra sicuramente infinita. 
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Se è nel bicchiere di una betoniera non è stupro

Se è nel bicchiere di una betoniera non è stupro.
La cassazione assolve Pierguidalberto dall’accusa di aver stuprato Pamelindanna perché fare sesso nel bicchiere di una betoniera non è stupro.

Stavo leggendo la storia di quanto capitato in irlanda riguardo ad un accusato di stupro assolto perché la presunta vittima indossava un perizoma sexi.

Devo dire che già di prima battuta la notizia mi è sembrata una notizia demenziale sulla falsariga delle sentenze “pro stupro” della cassazione generate da colossali, in buona o mala fede, fraintendimenti. Qui un esempio. Dubbi venuti anche a Butac. Come giustamente scrive, per fugare i dubbi l’unico è leggere la sentenza; fare analisi su titoli dei giornali e su reazioni indignate, è fuorviante al massimo.

Oramai il pattern della notizia per scatenare scandalo a comando è semplice:

  1. X è inquisito per stupro
  2. viene scritto che X viene assolto per il motivo Y, con Y comportamento “innocente” della presunta vittima. [Quando in realtà magari il motivo è Z che poco c’entra con Y]
  3. Un sacco di indignat* protestano contro la decisione dei giudici, magari tirando fuori tutto il piagnisteo pseudofemminista, dalle quote rosa alla cultura patriarcale passando per il femminicidio.

Sconfortante vedere quanti cervelli da criceto puntualmente ci cascano, buffo notare che spesso chi ci casca con entrambi i piedi è il primo a protestare contro le “fache nius”.


A margine:

Spiace dirlo ma, terra terra, un processo per stupro è un processo ove una corte deve decidere a posteriori se è più plausibile la tesi uno

il rapporto era consenziente

oppure la tesi due

il rapporto non era consenziente

E per farlo bisogna indagare sui comportamenti dei due per capire quale delle due tesi sia più plausibile; l’avvocato dell’uno deve trovare le prove a favore della tesi 1 quello dell’altro a favore della tesi 2. E non è raro che vengano “esposte le mutande in piazza”. Ma questo molti cervelli da criceto non lo capiscono; pensano che il non credere ciecamente alla presunta vittima, anche quando la testimonianza fa acqua da tutte le parti, sia victim blaming.

Sciacalli e puttane

Sembra che l’ordine dei giornalisti si sia “risentito” per le accuse di essere sciacalli e puttane partite dal governo e che stia sollevando alte grida in difesa della libertà di stampa.

Che dire? invocando il principio dell’orologio rotto penso che giggino stavolta abbia azzeccato; in italia c’è pochissimo giornalismo “vero” e tantissimo gossip; prima di lamentarsi delle accuse forse un poco di autocritica sarebbe stata gradita. Basta vedere questo esempio: viene data una notizia la cui fonte è FaceBook, non viene fatta alcuna verifica e quando i fatti, per come son stati narrati, vengono messi in dubbio con dubbi decisamente ragionevoli e fondati, si cerca di abbozzare e cambiare le carte in tavola. Se vogliamo anche altri esempi si può considerare anche questo caso un articolo costruito più per “indignare” e far condividere che per spiegare con obiettività. Per non parlare poi di quanti son diventati ricchi diventando il “novella2000” delle procure con la macchina del fango sempre attiva. Come nel caso di Ilaria Capua ad esempio.

Questo non è giornalismo; è un costruire una “narrazione” finalizzata a supportare le simpatie politiche vagamente ispirata ai fatti.

I giornali italiani vendono molte “narrazioni” e poche analisi fondate; e questo marginalmente spiega anche la crisi che stanno vivendo; perché pagare per leggere le stesse cose, indignanti, che si diffondono gratis su faccialibro o sugli altri social? Vorrei leggere analisi fondate ed opinioni autorevoli, per le chiacchiere di paese prendo direttamente qualche giornaletto scandalistico (che almeno pubblica qualche tetta in più).

Che dire in conclusione? Chi è causa del suo mal pianga sé stesso.

il fascistometro…

il fascistometro by michela murgia” spiega benissimo la crisi che sta vivendo l’espresso; test infantili a livello 10 domande per sapere se tuo figlio diventerà astrofisico od operatore ecologico, urla al babau invece di analisi e approfondimenti. Romanzi horror invece della cronaca.

Il test non è altro che una raccolta di slogan, molti dei gialloverdi; slogano che sono abbastanza opinabili e poco adatti ad una risposta secca “sì/no”. Ad esempio la domanda #2 Non abbiamo il dovere morale di accoglierli tutti. Per evidenziarle l’idiozia faccio notare che tutti significa “tutti” e che quindi dovremo accogliere anche gente, condannata per reati violenti nel suo paese o che sostiene che le donne non infibulate siano tutte puttane. Rigiriamola così: Tizio, giunto in italia con i barconi, è stato condannato nel suo paese per aver ucciso, a calci, la figlia che non voleva sposare un suo cugino cinquantenne; abbiamo il dovere morale di accogliere anche Tizio1Vedo poca analisi della complessità e spiegazioni di un fenomeno, vedo semplificazioni a livello di bambino di 3 anni: accoglienza indiscriminata senza se e senza ma buona, altrimenti fascista.

Il test comunque è interessante per due motivi; il primo è che leggendo le domande e volgendole al negativo si capisce cosa “non sia fascista”, ovvero per “non essere fascisti” bisogna raggiungere livelli di ingenuità e idiozia clamorosi… E poi ci si stupisce di come la gente sembri migrare verso il fascismo.

E il secondo, buffo, è che anche se si risponde no a tutte le domande si è comunque fascisti (aspirante fascista). Dovrebbe far pensare, invece credo sia una tremenda zappa sui piedi: se tutti son fascisti allora nessuno è fascista. Il fascismo è solo un babau tirato fuori per darsi un tono. E questo facilita di più il ritorno il reale ritorno dei totalitarismi che le chiassate di casa pound e dell’estrema destra.

PS

Questo il mio risultato:

Sei in uno stadio molto avanzato dell’acquisizione conscia del fascismo e già leggi la realtà attraverso i suoi strumenti. Sei un naturale difensore del metodo e dei suoi sviluppi e agisci apertamente contro i suoi nemici dichiarati. Ti poni senza mediazione contro chiunque cerchi di smentirti e se portare il conflitto sul personale è già una tecnica che conosci, le parole non sono più il tuo solo materiale di militanza. Se serve, sai tirare fuori le mani dalle tasche e agire, invocando la legittima difesa, il concorso delle circostanze o la ragazzata occasionale.
Dovresti già sapere che ogni volta che agisci in questo modo si allarga la forbice della percezione tra quello che in democrazia si può fare e quello che invece andrebbe fatto. Non fermarti: ogni volta che infrangi un limite lo sposti più in là. Forse pagherai personalmente adesso, ma dopo di te quel valico lo oltrepasseranno in 10, in 100, in 100mila. Non indietreggiare: dietro di te c’è un popolo intero.

D’altronde se questo è un blog “moralmente inferiore”, un motivo, fondato, c’è.


  1. Tale domanda è emblematica comunque di come molti intendano i migranti: poveri zio tom che vivono nelle capanne e che devono essere accolti dalla “civiltà”, il negro è sempre buono e se non è buono, vedi ad esempio alcuni casi di cronaca nera, è solo e sicuramente colpa dell’uomo bianco patriarcale. 

prenderesti un migrante a casa tua?

Era una domanda che nei giorni caldi dell’acquarius ha fatto girare alquanto molti “di sinistra”; perché svelava una ipocrisia di fondo ovvero che a parole fossero per l’accoglienza ma in realtà quello cui miravano era fare le anime belle lasciando che gli altri si beccassero le rogne.

Questo articolo citato da Barbara mostra platealmente come la domanda “perché non li porti a casa tua?” ha toccato un nervo scoperto. (grassetti corsivi miei)

Ipocrisie

‍‍24/07/2018

Nella destra sempre a caccia di legittimazione culturale, e persino morale, si va definendo un nuovo genere letterario: sull’ipocrisia della sinistra. Si tratta ancora di un’operazione di nicchia, ma poggia su solide basi di diffidenza diffusa e popolare. Gli ingredienti sono: un finto profugo/profuga, una località di villeggiatura preferibilmente trendy, un personaggio noto dal conto in banca abbastanza pingue. Il provocatore – di questi tempi si direbbe: l’agente provocatore, che fa più sbirro – chiama o contatta il personaggio suddetto, e mentre quello si sta facendo lo shampoo, o parcheggia la macchina, oppure accompagna la moglie alla stazione e risponde al direttore oppure alla zia malata d’Alzheimer, a bruciapelo gli domanda: te lo prendi un migrante a casa tua? Se il malcapitato è sufficientemente reattivo e paraculo, a tono replica: ma certo, ho già preparato il letto in attesa della tua telefonata, se mi dai un attimo segno l’indirizzo e lo vengo a prendere. Fammi sapere se serve anche una seconda stanza che caccio mia moglie. Ma se invece esita – che ne so, magari non ha una stanza libera oppure ha un cane che in vecchiaia è diventato scontroso – allora è fregato.

Quello che, in maniera bastarda non ho remore ad ammetterlo, hanno fatto è stato semplicemente chiedere ai tanti sostenitori dell’accogliamoli tutti se in quel “tutti” si comprendevano anche loro o se quel “tutti” riguardava solo i vozzi pvoletavi che non amano il cinema esistenzialista cecoslovacco del 1950.

D’altronde che a sx fossero omofili finché il culo era quello degli altri si era visto anche nel caso di Capalbio o nel caso di Parigi. Ovviamente lo facevano per l’ecologia e questo mette in un piano moralmente superiore rispetto a chi protesta per altri motivi, come il non trovarsi ladri in casa o piazze trasformate in terra di nessuno.

Per la cronaca è lo stesso giochetto fatto con i grillini e i rimborsi. Hanno fatto grandi proclami in piazza sulla restituzione dei soldi e poi, quando si è andato a vedere quanto avevano mantenuto, hanno fatto un bel po’ di figure di palta.

Il giorno dopo si scoprirà protagonista di un articolo su un giornaletto di destra, in calo di copie e che paga stipendi da fame ad aspiranti giornalisti d’assalto della nouvelle droite, con tanto di foto; se è sfigato, potrebbe addirittura finire sulla pagina Facebook di Salvini o di qualche altro capopopolo dei nostri tempi. Foto e video assicurati. Se poi lo beccano con l’orologio della laurea, quel Rolex comprato dalla nonna e poi indossato senza pensarci (una revisione in vent’anni, il Rolex, che io non possiedo, funziona molto bene), la frittata è completa. Il nostro uomo è assurto automaticamente a simbolo dell’ipocrisia della sinistra.

Reietto del nostro tempo, non può più parlare, a meno di non appoggiare apertamente l’affondamento in mare dei barconi della speranza.
Intendiamoci: la sinistra e soprattutto i suoi dirigenti sono parsi, spesso giustamente, ipocriti e moralisti. Hanno ignorato le paure delle persone e hanno puntato il dito senza mettersi nei panni di chi sta peggio. E si sono fatti gli affari propri mentre la sconfitta franava inesorabile e meritata su un’intera tradizione politica. Ma se questo è il livello del dibattito le cose non possono che andare peggio, molto peggio. Con o senza Rolex, con o senza Capalbio.

Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas, su Pagine ebraiche, ‍‍24/07/2018

La parte in grassetto è emblematica: la sinistra e i suoi dirigenti son parsi, spesso giustamente, ipocriti e moralisti. Però l’evidenziarlo ed il farlo notare è un comportamento da fascisti. Linea difensiva che si traduce in colossali zappe sui piedi:

  • Primo, fa apparire i fascisti come quelli che dicono la verità senza “abbellirla” con dosi da elefante di politically correct. E poi hai voglia di lagnarti delle fake news di destra quando sei il primo ad ammettere che “abbellisci” la realtà per non farla apparire brutale.
  • Secondo: i dirigenti della sinistra non son all’altezza ma ci si lamenta di chi dice che il re è nudo invece di andare a cercare nuovi vestiti. Si autodistruggono la credibilità e poi si lagnano di esser considerati meno credibili di altri pagliacci della fazione opposta.
  • Terzo: cercando di mettere in cattiva luce lo scherzetto in realtà stai evidenziando il problema di coerenza. Immaginiamo per un attimo Berlusconi che si scagli contro il sesso fuori dal matrimonio in modo da far sembrare il papa uno sfrenato libertino. Ecco chi parla della ricchezza come colpa, chi urla che i ricchi padroni son solo ladri e farabutti che vogliono maltrattare i proletari e poi si fa beccare con il rolex sortisce più o meno lo stesso effetto.

Pessima cronaca giudiziaria

Penso che per la situazione demenziale della giustizia in italia abbiano una buona parte di colpa anche i giornali che spesso “fraintendono” sentenze e norme allo scopo di “trollare” e vendere qualche copia i più creando indignazione ingiustificata.

Un esempio è questo articolo

Il titolo porta a pensare che i giudici non abbiano tutte le rotelle a posto:

Cassazione: stupro senza aggravante se la vittima si è ubriacata
La Suprema Corte rinvia con richiesta di modifica «al ribasso» la sentenza della corte d’Appello di Torino, che aveva condannato due 50enni a tre anni per stupro di gruppo Alessia Rotta (vicepresidente vicario dei deputati Pd): «Torniamo indietro di decenni»

In realtà la sentenza dice cose completamente diverse ed il resto son solo ricami fatti basandosi solo sul titolo dell’articolo.
Cosa ha detto la corte di cassazione? Terra terra che se la vittima si è ubriacata lei da sola allora non c’è l’aggravante di averla fatta ubriacare.

Una cosa che dovrebbe essere logica e scontata:

Costringo la vittima ad ubriacarsi -> c’è l’aggravante di averla ridotta in stato di inferiorità.
Non costringo la vittima ad ubriacarsi -> l’aggravante di averla ridotta in stato di inferiorità non c’è.

infatti nel corpo dell’articolo è scritto chiaramente:

La Cassazione (sentenza 32462 della terza sezione penale) ha invece sottolineato che la violenza c’è stata, «violenza sessuale di gruppo con abuso delle condizioni di inferiorità psichica o fisica» anche se la vittima ha assunto alcol volontariamente, visto che «in uno stato in infermità psichica», a prescindere da chi l’abbia determinato, mancano le condizioni per prestare un «valido consenso». Tuttavia, hanno poi aggiunto gli «ermellini», «l’assunzione volontaria di alcol esclude la sussistenza dell’aggravante», e il relativo aumento di pena, poiché «deve essere il soggetto attivo del reato» ad usare l’alcol per la violenza «somministrandola alla vittima». Di conseguenza, «l’uso volontario, incide sì sulla valutazione del valido consenso ma non anche sulla sussistenza aggravante».

Riassumendo la sentenza della corte di cassazione:

C’è stata violenza sessuale di gruppo -> Sì

C’è stata l’aggravante per violenza su vittima in condizioni di inferiorità psichica -> Sì, la vittima era ubriaca.

C’è stata l’aggravante per aver indotto la vittima ad ubriacarsi per ridurla in condizioni di inferiorità psichica -> No, la vittima si era ubriacata di suo.

Un altra cosa che non viene detta, per spiegare l’esiguità della pena, è che con la riforma del codice penale è sparito il reato di atti di libidine; una palpatina al seno, un bacio rubato vengono considerato non più atto di libidine ma violenza sessuale, anche se di minore gravità1.

Il resto dell’articolo son commenti di fuoco contro il titolo fatti tanto per confondere le idee e far partire un poco di piagnisteo, delle utili idiote, ottimo come cassa di risonanza.


  1.  https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xii/capo-iii/sezione-ii/art609bis.html 

Manipolazione delle notizie: panini televisivi e virgolettati ad arte

Un articolo molto interessante che spiega alcune tecniche per “manipolare le notizie”

Sorgente: Manipolazione delle notizie: panini televisivi e virgolettati ad arte

(…)
Il “panino televisivo” viene quasi sempre servito nei telegiornali o nei servizi a corredo dei talk show, (…)
Il concetto è semplice: le due fette di pane spettano al Governo, la farcitura all’opposizione.
In occasione di una notizia “calda” per la politica, la prima fetta di pane (un’intervista ampia, solitamente) spetta a un rappresentante del Governo, la farcitura spetta all’opposizione (un’altra intervista del capo dell’opposizione oppure una carrellata di mini-interviste da 5 secondi a vari esponenti della stessa). Chiude il servizio l’altra fetta di pane, ossia un’ampio intervento di un altro esponente del Governo (o meglio ancora, del Presidente del Consiglio). L’effetto sul pubblico è assicurato: ci si ricorda solo delle prime e delle ultime parole pronunciate. La tesi dell’opposizione sparisce nel pastone della notizia. (…)

Ovviamente per equidistanza e obiettività il giornalista riporterà due virgolettati che esprimano opinioni diverse. Ed è qui che avviene la “magia”. La prima opinione sarà generica e, anche se articolata, priva di veri contenuti significativi. La seconda sarà invece molto circostanziata e densa di contenuti in modo che il lettore si identifichi proprio con questa, ma illudendosi di aver fatto una scelta consapevole e libera tra le due.

la pessima copertina dell’espresso

Penso che con questa copertina l’espresso l’abbia fatta fuori e di molto.

Il motivo per il quale ho trovato la sua copertina sbagliata è lo stesso motivo per il quale trovo sbagliata anche questa immagine(1), esattamente per lo stesso motivo(2).

 

(1) il volto l’ho cancellato perché imho non è importante chi “non venga considerato uomo”, se l’altro protagonista della copertina od un altra persona. Basta che si immagini sia una persona che si stima.
(2) basta variare di poco il punto di vista e la situazione si capovolge; vedi anche, ad esempio, i forcaioli giacobini quando l’indagato è dell’altra parte che diventano repentinamente ultragarantisti beccariani quando invece si indaga in casa loro e, da garantista mi spiace molto dirlo, viceversa.

Giornale scritto da donne per donne

Stavo leggendo della polemica di Michela Murgia1 contro la stampa. La Murgia sta pubblicando su twitter i messaggi dove conta quanti editoriali ed articoli in prima pagina son pubblicati da persone dotate del cromosoma Y e quanti invece da persone che non ne son dotate.

Il tutto ovviamente condito con accuse di discriminazione nei confronti delle double-X2.

La domanda che mi son posto è stata: ma se è convinta che le donne siano discriminate nello scrivere di politica o editoriali dove commentano l’attualità perché non fondare un quotidiano con redattriced editorialiste e lanciarsi nel mercato? D’altronde anche molti artisti famosi, per essere liberi di esprimersi come meglio pareva e piaceva a loro, si son fondati la loro casa di produzione o la loro casa editrice; cosa ci vuole a raccogliere un gruppo di giornaliste “di punta”, trovare dei finanziatori ed andare sul mercato? Mica si sta parlando di gente senza ne arte e ne parte e facilmente ricattabile; se sei una giornalista di grido hai molto più potere contrattuale rispetto ad una cassiera od una donna delle pulizie.

Fare qualcosa di reale e di concreto è facile ed è possibile; perché invece di farlo si preferisce frignare: “uhè uhè non pubblicano i miei deliri articoli perché nessuno se li incula mi discriminano in quanto donna”.

Imho perché è molto più comodo frignare e strappare qualche beneficio inducendo sensi di colpa, che fare realmente sporcandosi le mani e rischiando in prima persona. Però questo comportamento alla lunga rimane controproducente. Rimane controproducente perché da una parte rafforza l’idea che “il frignare che mi discriminano” sia solo un piagnisteo per avere vantaggi extra. E questo danneggia soprattutto chi realmente piange la discriminazione, perché non verrà creduto.

Seconda cosa porta le persone a chiedersi: hanno pubblicato l’editoriale di Tizio perché è capace o solo perché oggi è il turno del “transgender tendente al cisgender da sinistra con una spruzzata di queer, due fettine di bisex e un’oliva (cit.)”.

Terza cosa: se l’unico bollino di qualità è l’essere un doppioX allora se la prescelta è doppioX allora è di qualità. Questo il ragionamento che ha portato la Casellati al senato.

Occhio che indurre troppo senso di colpa è pericolosissimo, alla fine uno a furia di dover convivere con quelli ingiusti arriva al punto di sbattersene ed ignorare anche quelli giusti. Si è visto nei casi in cui, a problemi esistenti si rispondeva “dici questo solo perché sei razzista”; un boom del KKK et affini.

PS

Quanti non-doubleX ci sono come assessor* e ministr* alle pari opportunità? Ho visto poche battaglie per questa discriminazione; se 50% deve essere sempre allora 50% sempre, nel bene e nel male…

Anche perché quote + gender significherebbe dover garantire pari visibilità a qualunque dei 70 e passa tipi gender; i quotidiani andrebbero stampati in corpo 4 su fogli A0 e gli editoriali limitati a 140 caratteri.


  1. Diciamo che talvolta ha mostrato di essere poco diplomatica nelle sue esternazioni… 
  2. dunque se ci son da fare discriminazioni a favore, il gender viene immediatamente catalogato come “enorme mucchio di cazzate” e i benefici diventano riservati solo alle doppio-X certificate, gli Y fuori anche se hanno le tette e si sentono più donna di una doppio-X. 

Iacoboni e i grillini, stavolta hanno ragione loro

Riprendo un commento fatto nel blog di Fallischaung riguardo all’esclusione di Iacoboni dalla convention dei grillini;

Per me i grillini hanno ragione ; ad una mia convention io invito solo chi mi va a genio. Siccome non esiste alcuna legge che mi impone di far entrare qualsiasi giornalista voglia farlo, io posso, legittimamente, fare qualsiasi selezione all’ingresso. E questa selezione non è affatto un attentato alla libertà di stampa.

Iacoboni è ancora libero di scrivere quello che vuole? qualcuno ha impedito fisicamente o minacciato Iacoboni per impedirgli di esprimere le sue opinioni? Che io sappia no. Inoltre credo che il lavoro del giornalista vada un poco oltre la mera copia di veline ma comprenda anche il reperimento dell’informazione, soprattutto se tale informazione vuole essere, goffamente, tenuta nascosta.

Per questo trovo, che in questo caso, gli attacchi ai grillini colpiscano il bersaglio sbagliato; più che attaccarli per non aver accreditato Iacoboni blaterando di un inesistente attentato alla libertà di stampa, sarebbe da chiedere loro come mai “il partito della trasparenza” alle sue convention accredita solo “pennivendoli” allineati e coperti alle sue posizioni che si limitano a trascrivere le veline di partito. E le dirette? e lo streaming?

A me i grillini ricordano tanto il comunista di questa barzelletta

Due comunisti si ritrovano, come tutte le sere, alla
sezione del partito.
Il primo chiede all’altro:
«Se tu possedessi due palazzi nel centro storico,
che cosa ci faresti?».
Il secondo, prontamente:
«Ne donerei subito uno al partito!».
L’altro insiste:
«E se avessi due appartamenti?».
«Uno a me e uno al partito!».
«E se avessi due barche a vela?».
«Una a me e una al partito!».
«E se avessi due Ferrari?».
«Una a me e una al partito!».
«E se avessi due biciclette?».
«Ah, no, quelle ce le ho veramente…»

Fare solenne rinuncia di quello che non si possiede è facilissimo, il problema è rinunciare a quello che invece si possiede. I grillini hanno rinunciato a tutto quello che non possedevano, quando hanno iniziato ad avere hanno iniziato a rinunciare di meno…

Perché quindi non li si attacca sulla “trasparenza” più che su Iacoboni? Perché se si batte il tasto “trasparenza” scatterebbe automatica la risposta: “è allora gli altri?” che sarebbe, cosa grave, fondata. L’impressione sarebbe la stessa di sentire Valentina Nappi  dare della “svergognata” a Sasha Grey.