quando la pezza è peggio del buco

Licenziata prof delle frasi razziste su migranti. Su Facebook: “Bruciateli vivi”. Farà ricorso al Tar
Il ministero ha deciso che il comportamento di F. P. non era compatibile con l’insegnamento. In precedenza la stessa insegnante era stata sospesa due mesi per aver insultato un meridionale

Sorgente: Licenziata prof delle frasi razziste su migranti. Su Facebook: “Bruciateli vivi”. Farà ricorso al Tar – Repubblica.it

Penso che la “pezza” messa dal ministero sia peggiore del buco. Non condivido gli insulti razzisti e penso che il lancio della merda dalla propria pagina di facebook, firmandosi con nome e cognome, sia una delle attività più imbecilli.

Purtroppo però la “plateale imbecillità” non è un giustificato motivo od una giusta causa per il licenziamento. Sarei curioso di sapere sulla base di cosa il ministero ha deciso per il licenziamento disciplinare. La normativa prevede

D Legs 16 aprile 1994, n. 297
Art. 498 – Destituzione

1. La destituzione, che consiste nella cessazione dal rapporto d’impiego, è inflitta:
a) per atti che siano in grave contrasto con i doveri inerenti alla funzione;
b) per attività dolosa che abbia portato grave pregiudizio alla scuola, alla pubblica amministrazione, agli alunni, alle famiglie;
c) per illecito uso o distrazione dei beni della scuola o di somme amministrate o tenute in deposito, o per concorso negli stessi fatti o per tolleranza di tali atti commessi da altri operatori della medesima scuola o ufficio, sui quali, in relazione alla funzione, si abbiano compiti di vigilanza;
d) per gravi atti di inottemperanza a disposizioni legittime commessi pubblicamente nell’esercizio delle funzioni, o per concorso negli stessi;
e) per richieste o accettazione di compensi o benefici in relazione ad affari trattati per ragioni di servizio;
f) per gravi abusi di autorità.

Tecnicamente l’appiglio ci sarebbe però mi chiedo quanto sia robusto tale appiglio. Se il licenziamento dovesse rivelarsi illegittimo la docente avrebbe diritto, oltre ad un risarcimento, anche al reintegro ed agli arretrati.

Le cose che mi danno da pensare sono due; la prima cosa riguarda invece il rapporto vita privata/vita pubblica e come rapportarsi nei social. Quanto le “idiozie”  politiche o sindacali espresse su FB possono riflettersi nella vita di tutti i giorni ed essere giusta causa per un licenziamento? Si rischia di toccare tasti molto delicati come la libertà di espressione o l’usare i social per controllo sociale “casereccio”.

La seconda, più grave è che la docente tecnicamente non ha commesso alcun reato, l'”hate speek1” non è, per fortuna, ancora reato in italia e quindi le stupidaggini pubblicate su FB per quanto atroci e demenziali possano essere state non son reato. Diverso il caso se la predetta fosse stata condannata, dalla magistratura e non dalla suprema corte dei like su FB, per violazione della legge Mancino o altro. Sinceramente preferisco leggere simili cojonate sui social che avere un ministero che decide “mentula canis” licenziamenti sulla base di quante coglionate uno pubblica su FB. Quindi per quanto possa apparire condivisibile l’atto commesso da ministero a me sembra essere stato un abuso. Giova ricordare che due torti non fanno mai una ragione e che lo “scavalco” delle leggi in nome di un non meglio precisato bene comune è la caratteristica delle dittature non degli stati di diritto moderni.  Il ministero che si muove in questo modo dopo la shitstom2 e proprio a causa di essa ha messo una pezza peggio del buco. I processi si fanno in tribunale e le condanne son decise dalla legge, non su facebook e le condanne non devono essere decise dal numero di “like”. I processi in piazza con annesso linciaggio, anche se svolto in versione digitale, son retaggi medioevali non roba post illiminista, e sinceramente al medioevo digitale preferisco l’illuminismo analogico.

Un ultima cosa: il giusto processo ed il ricorrere alla magistratura contro atti amministrativi è un diritto irrevocabile; trovo malizioso il metterlo nel titolo quasi che si voglia far apparire il TAR, che dovrebbe decidere solo sulla base delle norme e non a causa della pressione di una opinione pubblica aizzata, come complice e avallatore di tali idiozie.

PS

La mia opinione sulla libertà di parola era, e rimane, questa:

Io comunque rimango della mia vecchia opinione: si è per la libertà di parola solo se, in suo nome, si è disposti a sentire anche cose, non previste dalla legge come reato, che non vanno a genio, altrimenti non si è per la libertà di parola, si è solo per il proprio culo.


  1. letteralmente il parlare d’odio, l’ennesima legge americana “sciocca” fatta al solo scopo di soddisfare il dio del politicamente corretto. 
  2. letteralmente tempesta di merda; quando arrivano cascate di insulti e proteste contro una persona. 

I sistemi automatici e le tette su facebook

AlphaGo è un software sviluppato per simulare un giocatore di Go, un gioco simile agli scacchi ma con un numero di potenziali partite molto più elevato rispetto a quello già elevatissimo degli scacchi, per intenderci si parla di 2, seguito da centosettanta zeri di possibili configurazioni.
AlphaGo è stato il primo software capace di battere un maestro umano di Go.
https://it.wikipedia.org/wiki/AlphaGo

Ogni tanto si apre una piccola polemica perché su Facebook è stata censurata questa o quella foto oppure il profilo di tizio è stato segato, apparentemente senza motivo. La risposta non è il solito “gombloddo” ma semplicemente la “stupidità” dei sistemi automatici di controllo. Per un banale motivo di volumi di traffico(1), per facebook non è possibile avere sistemi manuali di moderazione, ovvero sistemi ove una persona umana guarda l’immagine e decide se sia ammissibile o meno.
La gran parte della moderazione è affidata a sistemi automatici, sistemi automatici che non hanno le capacità e la sofisticazione di AlphaGo quindi funzionano in maniera abbastanza rozza e diretta. Ad esempio sono incapaci di distinguere fra un seno messo in mostra da una donna che allatta e un seno mostrato dalla solita “amica di ammore” per raccattare gonzi.  Se il sistema automatico nota un capezzolo fa cadere automaticamente la mannaia, sia che si tratti di una foto degna di youporn, sia che si tratti di una foto artistica come quella Anastasia Chernyavsky; il software vede solo “una donna nuda” non riesce ad interpretare la foto. Non c’è alcun intervento umano diretto e, da tecnico, capisco che sviluppare un software di riconoscimento di immagini in modalità “ultrabacchettona” è molto più facile e veloce che svilupparne uno capace di distinguere fra una donna che allatta e una che invece fa esibizionismo.

Un altro sistema che usano i social è un sistema di censura semiautomatica dove un sistema automatico (spesso chiamato ‘bot’ da robot) censura al verificarsi di certe condizioni come potrebbe essere un certo numero di segnalazioni “genuine(2)”. Questo permette di intervenire rapidamente nel caso qualche utente posti immagini offensive/razziste/oscene etc. etc. ed è stato fatto anche allo scopo di evitare il più possibile rogne. Il difetto di tale sistema è che mettendosi in accordo in gruppo e segnalando in massa qualsiasi immagine questa verrà messa automaticamente in moderazione, anche se è un’immagine relativamente innocente. Ecco spiegato quanto è avvenuto a Luca Bizzarri.

Quello che a me stupisce non è che su FB vengano fatti giochetti simili, analoghi ad esempio al google bombing, quanto che molta gente non capisca come funzioni e sia convinta invece che ci sia un tizio che controlla immagine per immagine e mette i bollini allo stesso modo della commissione censura dei film. Non è così, dietro ci son solo stupidi bot e qualche supervisore che interviene quando il patatrac fatto dal bot diventa piuttosto grosso, altrimenti, FB si fida ciecamente del bot. Sì, può capitare qualche falso positivo (foto immagine che viene classificata come inadatta pur non essendolo) ma più che indagare i falsi positivi preferisce tollerarne un certo numero in cambio dell’economicità e del funzionamento abbastanza efficace del sistema automatico di moderazione. FB ragiona di numeri e di volumi e non tiene particolarmente al profilo di scosciandra.

(1) fonte: https://www.wolframalpha.com/input/?i=daily+visitor+of+facebook.com

Input interpretation:
facebook.com | daily visitors

Result:
510 million visits/day (visits per day) (based on Alexa estimates, as of 30/03/2016)

Unit conversions:
5903 visits/s (visits per second)

354167 visits/min (visits per minute)

(2) Generalmente eliminano le segnalazioni se provengono tutte da uno stesso indirizzo internet oppure le considerano duplicazioni e tengono conto solo della prima

Pornografia del dolore

Una delle cose che odio dei giornali è la “pornografia del dolore” che talvolta viene fatta a seguito di fatti “dolorosi”. Per pornografia del dolore intendo il mostrare persone piangenti e sofferenti, le interviste cretine ai parenti con domande inappropriate “ma lo perdona l’autore…” che, imho, giustificherebbero il linciaggio dell’intervistatore…

Domenica mattina è capitato, nella provinciale per Villasimius, strada in questo periodo dell’anno molto trafficata, uno scontro frontale con due vittime. La particolarità è che la convivente di una delle vittime ha appreso via facebook (credo da un gruppo ove si parla della situazione traffico di cagliari e zone limitrofe) da un testimone oculare che una delle auto coinvolte era quella del convivente.

Fin qui la notizia, nulla da aggiungere. Un giornale locale non si è limitato a dare la notizia secca ma ha anche mostrato gli screenshoot dei messaggi con i quali la donna chiedeva informazioni sull’incidente ad un testimone e le immagini del profilo della donna su FB. Mi chiedo a cosa sia servito ciò se non a stuzzicare curiosità morbose. Cioè qual’è il valore informativo di quello che lei ha scritto su faccialibro? che informazioni utili può dare? Non sarebbe il caso di essere discreti e rispettare il dolore altrui senza sputtanare, via facebook, la vita delle persone?

Purtroppo c’è da dire che il “guardonismo” paga e il gossip attira lettori…

Sto par del bail-in

il bello degli economisti di internet phd in youtube è che non si rendono conto delle loro contraddizioni ma ogni occasione è buona per ripetere i loro mantra: “banche signoraggio male, BCE, euro cattivi”.

Adesso su faccialibro è pieno di proteste per due motivi: il primo è perché le banche son state salvate dai soldi pubblici e il secondo è a causa del bail-in, ovvero che in futuro le banche che fanno cazzate dovranno essere salvate da azionisti e creditori.

Cioè se una banca, a causa di sue azioni, si trova in fallimento non deve essere salvata ne dal pubblico e neppure dal privato. Visto il QI medio degli economisti di youtube, io penso che la metà di loro creda che la banca debba essere salvata dai rettiliani, l’altra metà che il salvataggio debba essere opera di Babbo Natale Genitore Uno di Festa del Solstizio d’Inverno (G.U.F.S.I.) (1) e la restante metà pensi invece che la banca si debba salvare da sola stampandosi in casa i soldi che le servono(2).

Seriamente, quale dovrebbe essere il lavoro di una banca? raccogliere i soldi delle persone ed investirli in maniera tale da poter girare un interesse a chi ha prestato temporaneamente i suoi soldi alla banca.  I soldi che la banca aveva usato per acquistare, ad esempio, i sirtaki bond erano i soldi di chi aveva depositato soldi in banca o sottoscritto piani di investimento con la banca. Non son “tutti” soldi del signor Banca o della Signora G. Giò(3). Gombloddisticamente parlando si può dire che la banca si mette a speculare conto terzi, dove i terzi son quelli che mettono i soldini in banca. E il bail-in altro non è che il principio che se la banca (che specula conto terzi) fa stupidaggini chi ci rimette son quei terzi e non la fiscalità generale(4).

Ci sono dei servizi e dei prodotti bancari al sicuro dal bail-in, dall’articolo di repubblica:

“Sono escluse dall’applicazione del bail-in alcune categorie di passività, segnatamente quelle più rilevanti per la stabilità sistemica o quelle protette nell’ambito fallimentare, come i depositi di valore inferiore a 100.000 euro, le obbligazioni garantite da attivi della banca, i debiti a breve sul mercato interbancario. Altre categorie di passività potranno essere escluse dall’autorità di risoluzione, in casi particolari, sulla base di una valutazione specifica degli effetti sulla stabilità sistemica e del possibile contagio”, spiega la scheda di lettura che ha accompagnato il testo in Aula. “Nell’allocazione delle perdite dovrà essere rispettata la gerarchia prevista dalla direttiva, che in parte modifica quella concorsuale prevedendo, tra l’altro, che i depositi superiori a 100.000 euro detenuti dalle persone fisiche e dalle piccole e medie imprese siano colpiti dopo gli altri crediti chirografari (c.d. pecking order). In ogni caso, il trattamento riservato agli azionisti e ai creditori nell’ambito della risoluzione non potrà essere peggiore rispetto a quello che essi avrebbero subìto in caso di liquidazione coatta amministrativa”.
http://www.repubblica.it/economia/2015/07/02/news/approvata_la_legge_ue_le_banche_saranno_salvate_da_azionisti_e_creditori-118157432/

Per questo trovo buffe le proteste di chi parla della rapina di stato nei confronti dei conti correnti e degli investimenti dei cittadini quando, fino al giorno prima protestava perché lo stato era intervenuto per salvare le banche. Era ciò che chiedevano, son stati accontentati e protestano di nuovo per il motivo opposto. Credibili non c’è che dire…

(1) Questo blog è contro tutte le discriminazioni ed in particolare quelle basate sulla supremazia dell’uomo bianco e della tradizione cristiana.

(2) L’autore dell’articolo ha preso una laurea cum laude in matematica su youtube. >:-)

(3) Nell’NWO non c’è solo il Signor Aggio a tenere le fila dell’economia e delle banche.

(4)Si tratta di speculazione anche se avviene per interposta persona.

 

2 minuti d’odio contro Emmanuel Goldstein…

Su FB una mia amica ha condiviso la seguente foto dei 99posse,

immagine condivisa dai 99posse
immagine condivisa dai 99posse

immagine che ha generato un codazzo di commenti sdegnati di tanti boccaloni che abboccano a qualsiasi stupidaggine venga propugnata pur di scatenarsi nei 2” d’odio.

Riflettiamo poco poco, ha senso schierare sette (sette!!!) carabinieri per proteggere una bandiera? è una cosa che non ha alcun senso logico. Semplicemente sono in servizio e casualmente si son fermati sotto una pubblicità dell’expo contenente una bandiera israeliana, bandiera che avrebbe potuto stuzzicare atti di vandalismo, come prassi nelle pacifiche manifestazioni non violente. Se si guarda la foto sulla destra si nota un altra bandiera dell’expo e un altra bandiera tagliata dall’inquadratura.

Debunkata la foto ed evidenziata la malafede di chi mira a fidelizzarsi gli anticontroboicottari ci sarebbe da riflettere su quanti si son bevuti la panzana e si son lanciati nei 2” d’odio senza fermarsi a riflettere un attimo sulla foto e sull’informazione. Anzi bevendosi come acqua fresca la didascalia e scrivendo i soliti commenti triti e ritriti, immutati dai tempi di san carlo dall’estintore (premio darwin 2002).

Il buffo è che si credono loro gli intelligenti non manipolabili colti e furbi…

(0) Emanuel Goldstein è un personaggio del romanzo 1984 di George Orwell, è la persona cui vengono indirizzati i due minuti d’odio giornalieri. http://it.wikipedia.org/wiki/Emmanuel_Goldstein

effetto sciame, ovvero 100 “mi piace” su faccialibro non sono 100 voti nell’urna

Quante api ci sono in uno sciame? difficile contarle visto che si muovono continuamente e spesso si tende a sovrastimarne il numero. Allo stesso modo in internet il fatto che sia facile creare molte identità fittizie per commentare le pagine altrui e che ci sia un continuo scambio di “likes” è facile far sovrastimare il quantitativo di persone realmente partecipanti o interessate ad una idea.

Prendiamo un gruppo di 10 persone che condividono un idea: possono creare 10 pagine su FB molto simili per dire la stessa cosa e ognuno esprime un like alle idee degli altri, totale 90 likes sull’idea, ma il numero di voti reali, quelli che alla fine si contano, rimane 10. E rimane 10 anche se si creano un sacco di identità fittizie per dare l’impressione che molte altre persone condividano quelle idee.

Un tentativo di marketing che fa leva sul gregge(1), il far credere che tutti facciano/credano qualcosa e quindi debba farla anche tu per non rimanere escluso. Purtroppo questo giochetto pubblicitario viene messo in difficoltà e si trasforma in un boomberang tutte le volte che il numero di likes viene convertito in numero di persone (ergo numero di voti) e contato nella vita reale.

Come ad esempio il flop della manifestazione animalara contro lo stabulario di modena tante chiacchiere su internet e poca gente in strada. Classico risultato di una sovrastima del numero di chi condivide una certa idea basandosi solo sul numero di likes senza scendere in profondità nell’analisi per capire quante persone reali e realmente convinte ci siano dietro a quei “likes”. E in democrazia conta il numero dei voti non quello dei “likes”. Una proposta che prende 9 voti e mille miliardi di likes verrà superata inappellabilmente da una che prende dieci voti anche se non ha ricevuto nessun like.

Ecco spiegata la parabola animalista, inizialmente le idee attirano e molti attivisti cominciano a scambiarsi commenti e like, questo porta a sovrastimare la loro forza politica reale e a ritenere che azioni eclatanti come lo stabulario di milano rinforzino ulteriormente la causa. Con il risultato invece di tirarsi una zappa sui piedi e di mostrare, in tutti i conteggi reali, quanto poche siano le persone che appoggino e condividano le loro idee e quanto debole politicamente sia il loro peso.

Anche la lettera dello scandalo cosa mostra? che le loro idee sono state sposate principalmente dal partito degli sbroccati su internet(2), che cerca di ricompattare lo zoccolo duro di elettori convinti(3), vista anche l’emorragia dei voti di protesta, voti per loro natura alquanto volatili.

(1) Perché per prodotti “di massa” come alcuni drink oppure i negozi di elettronica si vede, nella pubblicità, tanta folla che si precipita ad acquistare? Anche nel gioco d’azzardo la pubblicità mostrava un sacco di persone che festeggiavano perché avevano vinto…

(2) PD e PDL possono salvare la faccia sostenendo la firma del deputato è stata una azione personale e non la posizione ufficiale del partito. Questo è il classico trucco per lanciare il sasso e nel caso nascondere la mano; se la lettera avrebbe avuto seguito il partito avrebbe riconosciuto e si sarebbe accodato all’onorevole firmatario, altrimenti, si dice che è stata una iniziativa personale. Cosa che invece il m5s non può fare; troppi stellini hanno firmato quella lettera perché il partito possa dire di non saperne niente.

(3)il blog di grillo ha acquisito click e visibilità perché ha fornito una sponda ad una lunga sequenza di sciroccati di internet, complottisti, signoraggisti, seguaci delle pseudoscienze, sciachimisti, antivaccinisti, naturopati, fans dell’urinoterapia, geniali progettisti di motori a gatto imburrato etc. etc. Tutta gente che portava click e visite ma che, diversamente dall’impressione che da il blog, non sono una forte maggioranza degli elettori.

Paranoia su facebook

fonte:http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/287067

“Mai provato a sterminare vostri bimbi?”
Sbaglia consonante, panico tra mamme

Una 30enne di Villacidro è stata svegliata in piena notte dai carabinieri per una frase “postata” su un gruppo di Facebook. La donna aveva scritto “sterminare” anziché “sverminare”.

Cioè non bastano gli appelli contro il malcapitato di turno, accusato di essere un pedofilo o le sbroccate sulle scie chimiche ma adesso anche un errore di ortografia scatena la paranoia su facebook  ?

Mi sa che la teoria della stupidità di Einstein:

Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana. Della prima non sono sicuro.

sta ricevendo, grazie ai social network, continue verifiche sperimentali.

La bolla della niu economy non ha insegnato nulla

Più che prendersela con le banche e i finanzieri ci sarebbe da dire due paroline anche sui “poveri truffati”.
Cioè nonostante tutti i casini e le porcate capitate con gli scandali e le bolle economiche precedenti,  la gggente non ha ancora capito che la borsa è più simile ad un casinò che alla slitta di babbo natale.
Giocando in borsa si può anche perdere, anzi se non si conoscono bene i meccanismi di funzionamento e le regole del gioco la perdita è sicura. E se perdi i soldini principalmente è perché hai puntato sul cavallo sbagliato.
Sarebbe da ricordare a chi ha deciso di speculare investire in azioni di faccialibro sperando in una bolla della niu economy 2.0.

hint: http://punto-informatico.it/3525617/PI/News/facebook-denunciata-nasdaq.aspx