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l’antiscienza ed il signor Gino, il tuttologo del bar sport.

Adesso si sta tornando a parlare di antiscienza e di come il pensiero antiscientifico prenda. Adesso è tutto un lamentarsi di come ignoranti pretendano di mettere il becco riguardo a vaccini e tanti altri argomenti e se ne parla come se ciò fosse colpa dei grillini. Per onestà intellettuale devo dire che il caso dei grillini è solo l’ultimo in ordine di tempo ma non è una cosa originale. Il vizio di elevare la chiacchiera da bar ad argomento scientifico e rendere pari, in una falsa equivalenza, l’opinione del luminare e di Gino del bar sport, per carpire le simpatie del signor Gino, è vecchio, molto molto vecchio, i grillini magari son riusciti a perfezionarlo ma non son stati loro ad inventarlo.

Torniamo indietro di un paio di anni al 1987; dopo la tragedia di chernobyl il nucleare viene messo in discussione quasi ovunque e i radicali propongono un referendum “sul nucleare”. Nel dibattito del periodo vengono invitati a discutere del nucleare filosofi, uomini di spettacolo, politici, “gggente comune”, portata in piazza soprattutto dai partiti ecologisti che in quel periodo stavano muovendo i primi passi.

Oggi il pensiero che eleonora brigliadori o una “mamma informata” si metta a discutere “da pari a pari” con docenti universitari di virologia riguardo ai vaccini stupisce e fa arrabbiare, all’epoca era normale che parlassero tutti sul nucleare tranne fisici delle particelle ed ingegneri nucleari.

L’argomento “no nuke” venne cavalcato cinicamente da chi voleva specularci politicamente; molti son riusciti a farsi un grosso seguito mostrandosi pronti a lottare strenuamente contro il nucleare. Un remake di ciò si è visto anche quando in italia si è parlato di far ripartire il nucleare ed è capitato l’incidente di fukushima; un orgia di fake news, notizie tendenziose ed un sacco di gente che dall’oggi a domani si atteggiava ad esperta di ingegneria nucleare da bar sport

Il nimby è un sistema veloce per avere rapidamente consenso; il problema inizia a sorgere quando dopo aver convinto il Gino, del bar sport, che i suoi sproloqui sul nucleare hanno lo stesso valore di quelli dell’ingegnere nucleare o del fisico delle particelle, diventa complicato cercare di fargli capire che invece quelli sui vaccini non hanno lo stesso valore di quelli di Burioni.

Un altro esempio: il terremoto dell’aquila; per motivi politici pochi si sono opposti al processo “farlocco” verso la CGR. Quel processo serviva “politicamente” per nascondere le colossali responsabilità della politica e cinicamente si è scelto di sacrificare la scienza per salvare la politica. Giuliani era la punta dell’iceberg ma oltre a lui e grillo c’erano altri a cui conveniva che non si parlasse troppo delle colpe degli enti locali come comune e provincia. Aggiungiamo il voler colpire la protezione civile per colpire il Caimano ed abbiamo il quadro completo.

Lo stesso pattern si è ripetuto anche per la Xylella, compresa indagine assurda verso gli scienziati, la TAV, il galsi… tutte le volte che si aveva interesse politico si è montata la gggente contro i professoroni.

Adesso è arrivato il conto; dopo aver convinto il signor Gino che è un esperto di ingegneria nucleare, di ingegneria energetica, di botanica e di tutti i campi dello scibile umano hai voglia di fargli capire che non è un esperto di virologia e di vaccini e che  dovrebbe stare zitto.

 

 

Attentato alla libertà del capo dello stato?

Stavo leggendo questo articolo del  Corriere della Sera

L’attacco via Twitter contro il presidente Sergio Mattarella serviva a esercitare pressioni affinché facesse marcia indietro sul nome di Paolo Savona e accettasse la sua nomina a ministro dell’Economia. È questa l’ipotesi seguita dai magistrati della Procura di Roma che infatti ipotizzano l’«attentato alla libertà del capo dello Stato, e l’offesa al suo onore». La scelta di procedere per reati tanto gravi serve anche ad effettuare una serie di accertamenti tecnici — anche attraverso rogatorie all’estero — per individuare l’origine di quelle migliaia di messaggi che la notte tra il 27 e il 28 maggio ne chiedevano le dimissioni. E nell’elenco viene inserita anche la «sostituzione di persona», visto che i primi accertamenti effettuati dalla polizia postale hanno dimostrato che tutti i profili utilizzati erano falsi e servivano a schermare l’autore dell’assalto. E hanno escluso la responsabilità di troll russi.

Non capisco l’attentato alla libertà del capo dello stato; in che modo dei profili fake avrebbero impedito al capo dello stato di agire liberamente? è così schiavo delle opinioni del web che se 4 gatti scrivono “mattarella dimettiti” lui convoca d’urgenza il parlamento per dare le dimissioni?

Penso che la notizia sia stata data, come al solito, male e che forse ci sia qualcosa d’altro dietro.

i 400 troll

stavo leggendo le notizie degli Acheri russi contro mattarella; imho si sta mostrando uno dei soliti vizi italiani, ovvero il non saper accettare la sconfitta e cercare gombloddi per giustificarla.

Questo è un  pezzo che scrissi riguardo al referendum sulla fecondazione eterologa.

Cosa già vista tante altre volte; ad esempio nel dopo referendum sulla procreazione assistita e la fecondazione eterologa, Perché tale referendum fallì? per gli stessi errori che sto vedendo adesso: invece di argomentare, si tirava fuori il caso strappalacrime del bambino nato talassemico e contemporaneamente si dava del baciapile a chiunque non condividesse in pieno ed integralmente le idee del movimento pro referendum, veniva lasciata la piazza a pazzoidi, come il ginecologo che prometteva alle donne di 60 e passa anni di partorire o i decerebrati che parlavano tranquillamente di eugenetica dell’embrione. Non c’era dibattito fra le due fazioni, o meglio una alle, fondate, proteste e obiezioni dell’altra non faceva altro che urlare al “baciapile”. Il risultato è stata una sconfitta, sconfitta attribuita ai poteri sovrumani di Camillo Ruini per evitare di dover ammettere di aver fatto una cazzata dietro l’altra nella comunicazione.

Adesso la vicenda mi sembra simile; il PD, e tutta la sinistra, è allo sbando incapace di contrastare politicamente un pessimo governo. Come giustificare quindi che non si è capaci di contrastare un branco di farlocchi che fanno un bel po’ di cazzate in economia, lavoro, sanità? La spiegazione brutale è che il PD sia peggio dei 5S e della lega riguardo a casini interni e chiarezza sull’azione politica. In effetti se, escluso il “dagli al fascista” provano a dire qualcosa il partito si spacca all’istante. Prendiamo ad esempio le questioni “calde”: Migranti, son con Minniti o con la Bonino? “Voucher”, rimanere fedeli alla CGIL o volerli restaurare? Precariato? con la sinistra sinistra ferma agli anni 70 o la flexcurity ? Ilva, grandi opere, con Emiliano o con Calenda?
Insomma se domani Salvini venisse rapito dagli alieni, il PD senza avversario che costringe a rimanere coeso (o a far finta di esserlo) imploderebbe all’istante.

Capisco che l’ammettere che se il Di Maio è un farlocco, all’atto pratico Martina lo è di più, possa non essere una cosa piacevole. Invece se ci si inventa la storia dei 400 profili falsi creati dagli acheri russi si giustifica tutto in una maniera splendida. Era una vittoria annunciata ma è stata scippata a causa del gomloddone degli acheri russi1

Ergo la vittoria degli altri è stata ottenuta barando e quindi hanno tutto il diritto di sentirsi “vincitori morali” e comportarsi in tal modo.


  1. come capitato anche per l’intervento della CIA nel 48, per le manovre di Andreotti negli anni 70/80, per le televisioni di berlusconi nel 94 (e nel 2001, nel 2006, nel 2008 e nel 2013)… 

QUANDO UN ONESTO CITTADINO

nel filone delle fak news trovo queste riflessioni di Barbara molto interessanti. Si è visto come spesso i giornali ricamino sopra e a furia di ricamare la “realtà” e la “narrazione” si separino e prendano due strade separate.
L’unica protezione contro le fake news è il senso critico o, nel caso non si conosca abbastanza sulla materia per poter avere un pensiero critico autonomo, sospendere il giudizio.

PS sarei curioso di sapere se l’aggressione è stata denunciata anche alle forze di pubblica sicurezza e, nel caso, sentire anche la loro di campana.

ilblogdibarbara

Uno vicino ai sentinelli. Perché le sentinelle, per quanto coraggiosamente in piedi, sono cattolicume da donnette, clericalicume da femminucce, robetta insomma, ma i sentinelli no! Loro sono fieramente maschi! Loro sono orgogliosamente virili! (ma non c’era quella storia che i generi non esistono, che il sesso è un’opinione, che il DNA è una balla, che sono tutti pregiudizi cattoborghesi, che… No vabbè, lasciamo stare che se no complichiamo troppo le cose). Dunque questo tizio, questo onesto cittadino, un bel giorno convoca i carabinieri (“ne sono arrivati tanti”), convoca l’ambulanza, convoca gli Stati Generali, pare che qualcuno abbia proposto addirittura di spostarsi nella Sala della Pallacorda ma purtroppo non è stato possibile, come capirete fra poco, cose grosse, insomma. Precisando che questo tizio non è un tizio qualsiasi come posso essere io, come puoi essere tu che mi stai leggendo, come può essere tuo cugino, chirurgo di fama ma insomma…

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perché la tav costa tanto

Semplicemente:

  • Il dover militarizzare i cantieri contro le azioni dei noTAV;
  • I millemila ricorsi giudiziari contro l’opera e i tempi, geologici, della giustizia in italia;
  • il pasticcio delle competenze di comuni, regioni, stato;
  • l’attggiamento ondivago dei governi, regioni via via succedutesi;

basta saper fare 2+2 senza ercare megagombloddi a destra e a manca.

Brizzi: archiviato perché il fatto non sussiste.

Alcune riflessioni a margine:

  1. il silenzio di chi lo dava come colpevole certo con sentenza passata in giudicato.
  2. il silenzio, sui social, delle suffraggette del neofemminismo italiano e del #metoo: la presidenta, silver woman e claque associata.
  3. il solito invocare il gombloddo del patriarcato per “insabbiare” anche questo caso e i morti di figa che lo sposano pateticamente e  acriticamente.
  4. le supercazzole per dare la colpa alla prescrizione, alla legge che chiede di denunciare entro sei mesi, allo stato psichico delle vittime ed ai giudici cattivi che non credono sulla parola alle vittime.
  5. Il fatto quotidiano che scrive, come nel caso della sentenza della corte di cassazione sull’aggravante per ubriachezza, un articolo equilibrato O_O.
  6. L’aver condiviso il commento di Adinolfi sulla vicenda O_O.

Creare razzismo how to/9

quando avevo scritto il primo articolo di questa serie, il mio intento era di mostrare come i giornali e i media spesso, denunciando un razzismo in pratica inesistente, non facessero altro che diffondere il vero razzismo.

Devo dire che adesso, sposando acriticamente l’idea “lega razzista, razzismo italiano colpa di salvini” stanno creando un sacco di casi di razzismo inesistente; e questo mi fa paura.

Paura per due motivi: se un qualunque fatto coinvolge un “negro” o viene svolto in maniera favorevolissima per lui oppure scatta in automatico l’accusa di razzismo. Cioè si avrà un occhio di riguardo per i negri e i “non negri”che si fottano. Ma questo non è antirazzismo; son fatti che portano a giustificare, paradossalmente, il razzismo opposto.

E il secondo può essere riassunto con: “la maledizione del mentitore è di non essere creduto quando dice il vero”. Ossia se capita un caso reale di “razzismo” molti penseranno “la solita sparata” come nei mille casi precedenti.

Ennesima prova che sostenere una causa, anche giusta, in maniera idiota ed acritica è il modo migliore per demolirla.

Sostenere Salvini facendo finta di dargli contro

Stavo leggendo questo articolo: Arci Lecce contro la circolare Salvini: “Tutela legale gratuita per gli ambulanti” riguardo all’ennesima genialata per dar contro a Salvini ma dar contro in maniera talmente goffa da diventare più che un piede di porco per scardinare un robusto puntello per tenerlo su.

Come aveva scritto giustamente qualcuno, non della lega, su twitter: “Cari compagni, se siamo arrivati al punto di tifare per trafficanti e scafisti pur di dare contro a , allora forse meritiamo veramente di sparire dalla politica.“, il sostenere qualsiasi cosa purché sia contro Salvini finisce poi a far fare la figura dei farabutti e a portare sostegno a Salvini anche da parte di chi sarebbe felice di votare una qualsiasi alternativa, sensata, a lui.

Il comportamento dell’Arci Lecce è una solenne zappa sui piedi. Altro che il ministro della malavita; qui pur di dargli contro son pronti a sostenere il racket dei migranti e dei prodotti contraffatti, e il buffo è che sono la parte che, insieme agli stellini, la mena con l’honestà in ogni dove.

Con tanti saluti a chi, onesto, si è procurato una licenza e vende prodotti, magari sotto sotto marche, ma non contraffatti e acquistati alla luce del sole. E un domani Tizio, che si è messo in regola e lavora onestamente chi voterà? chi sostiene i suoi concorrenti in nero?

Mi chiedo se all’Arci si rendano conto che comportandosi così i primi ad essere danneggiati son quelli che si son messi in regola e che devono subire una concorrenza da parte di chi invece lavora in nero. Scommetto che se la lega avrà un altro exploit poi piangeranno che gli italiani sono stupidi, creduloni e razzisti invece di pensare alle colossali stronzate fatte da loro; stronzate che si rivelano essere solenni zappe sui piedi.

Vediamo l’articolo:

Arci Lecce contro la circolare Salvini: “Tutela legale gratuita per gli ambulanti”L’associazione denuncia la strumentalità del provvedimento contro l’abusivismo sulle spiagge e garantisce assistenza dopo eventuali sanzioni

LECCE – Arci è pronta a offrire tutela legale a tutti gli ambulanti che incorreranno negli effetti della circolare Salvini diramata per “liberare” le spiagge italiane dall’abusivismo commerciale.

(…)

Intanto però Arci annuncia il suo impegno, nella convinzione che il vero obiettivo siano i cittadini di origine straniera che cerano di sbarcare il lunario: “Condanniamo con fermezza la scelta del Viminale, che nel nome della sicurezza ha lanciato l’ennesima demonizzazione dei migranti, dimenticandosi dei problemi reali delle coste, come i rifiuti, la cementificazione, gli scarichi fognari a mare. Non si può continuare a buttare fumo negli occhi degli italiani per distoglierli dai problemi reali e farli concentrare solo sulla provenienza geografica di chi ci sta intorno”.

Ma guarda le solite tre tattiche che vengono usate quando qualcuno vuole affrontare un problema:

  • il vittimismo: lo fai solo perché razzista.
  • il benaltrismo: i rifiuti, la cementificazione, gli scarichi fognari a mare.
  • la minimizzazione, più avanti: in fondo: chi non ha mai comprato una collanina, un anello, un pareo o un materassino a mare

Peccato che quando vedo quelle tattiche penso a pagliacci incapaci di affrontare il problema che cercano di svicolare, e come me penso molti altri. Fra chi da risposte “demenziali” ad un problema esistente e chi nega il problema si finisce sempre, obtorto collo, a scegliere il primo.

Comunque sarei curioso di sapere se offriranno tutela anche a chi, italiano, vende abusivamente. Se no spiace dirlo ma si stanno comportando in maniera razzista.

Secondo Anna Caputo, presidente provinciale di Arci, è sbagliata l’impostazione: “La sicurezza del territorio – e l’aumento del personale tra polizia locale e forze dell’ordine impegnato nei controlli – non passa attraverso tali azioni, ma tramite controlli capillari sulle interconnessioni criminali che danno lavoro nero, alimentano la prostituzione, gestiscono il mercato delle droghe pesanti, in particolar modo d’estate nelle zone di grande attrazione per i giovani”.

La vendita abusiva è un lavoro nero gestito dalla malavita, la prostituzione idem, e viene alimentata proprio dall’immigrazione clandestina, come spiegavano anche alcuni articoli dell’espresso, idem per le droghe. In pratica si sta chiedendo di fare una frittata senza rompere il guscio dell’uovo.

“Riteniamo caratteristico e pittoresco il passaggio dei venditori sulla spiaggia, tutt’altro che irregolari visto che la stragrande maggioranza di essi possiede apposita licenza per vendere e godono di un regime forfettario come tanti altri venditori ambulanti. Sono ormai un pezzo della nostra identità territoriale e in fondo: chi non ha mai comprato una collanina, un anello, un pareo o un materassino a mare”?

Ma se non sono irregolari perché dovrebbero venire multati? Si rende conto di quello che dice? Come dire: la stragrande maggioranza delle persone parcheggia bene ma se qualcuno piazza il SUV in doppia fila alle strisce pedonali è un caso sporadico e comunque se li fanno la multa è perché son razzisti nei confronti dei proprietari di SUV.

Cioè sinceramente se è questa l’opposizione che si vuol fare contro salvini, a meno che non si suicidi politicamente lui da solo sarà difficilissimo scalzarlo

Valentina, aspirante docente: “Credo nella scuola dei concorsi, non dei ricorsi” – Cronaca – L’Unione Sarda.it

Una buona intervista; ha ragione quando dice che chi è entrato, con ricorsi capziosi nelle GAE, ha perso un sacco di treni in attesa dell’ennesima regolarizzazione “salva tutti” come era triste prassi scolastica.
E la costituzione va applicata tutta, non ci si può fermare ai primi dodici articoli, esiste anche l’articolo 97.

Piccola parentesi per spiegare cosa sono i ricorsisti: fino al 2001 il diploma di scuola magistrale era un diploma valido per accedere (ovvero tentare) il concorso per l’insegnamento. Dal 2002 in poi per poter sostenere il concorso era richiesta la laurea. Alcuni diplomati pre 2001 avevano fatto ricorso sostenendo che il loro titolo desse la possibilità di essere iscritti alle graduatorie ad esaurimento, le graduatorie per il ruolo, senza dover sostenere alcun concorso.

Ci son stati pronunciamenti ondivaghi dei vari TAR fino a quando il consiglio di stato ha ribadito, con forza e definitivamente, che il titolo di diploma magistrale è valido per l’accesso ai concorsi e non per avere il ruolo “senza concorso“, ergo l’assunzione in ruolo fatta in forza della sentenza del tar non ha più valore, e i docenti devono tornare a fare i supplenti dietro a chi ha superato il concorso.

Per entrare in ruolo devono sostenere un concorso e vincerlo altrimenti, come è giusto che sia, nisba.

(sottolineature mie)

Sorgente: Valentina, aspirante docente: “Credo nella scuola dei concorsi, non dei ricorsi” – Cronaca – L’Unione Sarda.it

(…) Valentina ha 23 anni, è di Oristano e studia Scienze della formazione primaria all’università del Capoluogo. È al quarto anno, quasi al termine dunque del corso di laurea quinquennale che fra pochi mesi dovrebbe proiettarla nel mondo che ama, quello dell’insegnamento.

Dovrebbe, perché al di fuori dall’universo dorato che è un ateneo, con le sue centinaia di ore di insegnamento, trenta esami e 22 laboratori a obbligo di frequenza, la aspetta una vera e propria battaglia, a colpi di sentenze, di ricorsi, di rivendicazioni.

si blatera tanto di meritocrazia e poi l’unico merito è “la coda”; è inutile piangere che le lauree e i titoli superiori non son riconosciuti e non sono apprezzati se poi è lo stato il primo a non riconoscerli come meritano. Mi fa ridere che i sindacati della scuola che sono i primi a piangere che ai docenti non è riconosciuto questo e quello lottino perché ai docenti non vengano riconosciuto questo e quello. Ipocriti.

Al centro della questione i diplomati magistrali, o meglio i “ricorsisti”. Un esercito, come spesso viene definito, di 50mila persone che, spiega Valentina a UnioneSarda.it, “dopo aver conseguito un diploma magistrale entro il 2001, sono riuscite ad accedere alla prima fascia e a insegnare, senza essere andate all’università né aver fatto il concorso. La loro posizione oggi è incerta, e la nostra ancora di più”.

In che senso incerta?

“I ricorsisti, grazie appunto a un meccanismo tortuoso che ha permesso loro di restare in prima fascia con un’abilitazione, quella appunto del diploma entro il 2001, ma senza il concorso, stanno protestando per mantenere la cattedra a tutti i costi. A dicembre 2017 una sentenza del Consiglio di Stato ha decretato la loro uscita definitiva dalle graduatorie ad esaurimento, proprio per il principio secondo cui il ‘diploma magistrale, se pur conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002, rimane titolo di studio idoneo a consentire la partecipazione ai concorsi ma di per sé non consente, e non ha mai consentito, l’accesso alle graduatorie permanenti, oggi ad esaurimento'”.

Quindi adesso lasceranno le loro cattedre?

“Probabilmente no, perché il Decreto Dignità appena varato dal governo, vista l’emergenza, ha congelato la situazione per 120 giorni per permettere il regolare svolgimento dell’anno scolastico 2018/2019. Ma per ogni posto occupato da un ricorsista, c’è un precario storico, laureato o diplomato, che ha superato il concorso nel 2012 o nel 2016 e ancora aspetta una cattedra”.

Ripeto, per evidenziarla, la frase Ma per ogni posto occupato da un ricorsista, c’è un precario storico, laureato o diplomato, che ha superato il concorso nel 2012 o nel 2016 e ancora aspetta una cattedra”. se al posto di uno capace di vincere un concorso metti uno che non ha mai sostenuto un concorso e che pensa, come si leggerà in seguito “Non ho studiato finora, dovrei mettermi a studiare adesso che ho una certa età?”, la qualità della scuola aumenta o diminuisce?

Dunque cosa proponete, un licenziamento collettivo?

“Assolutamente no, anzi, è ora che si smetta di far passare questo messaggio. Uscendo dalle Gae, le graduatorie ad esaurimento, i ricorsisti tornerebbero nelle graduatorie di istituto in seconda fascia. In sostanza, continuerebbero a lavorare, ma con le supplenze. Seguendo esattamente l’iter di tutti coloro che non hanno fatto o superato il concorso. Di occasioni ne hanno avute: potevano iscriversi all’università, hanno avuto a disposizione almeno sei cicli, o partecipare ai concorsi del 2012 o del 2016. Addirittura ora vorrebbero una sanatoria”.

Ossia?

“Una sorta di ‘condono’, che permetta la loro immissione in ruolo ufficiale, creando un intasamento che – in pratica – renderebbe necessario chiudere la mia facoltà. E non solo a Cagliari ma in tutta Italia, con tutti i suoi 40mila studenti. Sa cosa mi hanno risposto quando ho incontrato i ricorsisti? ‘Non ho studiato finora, dovrei mettermi a studiare adesso che ho una certa età?’. E tutte le colleghe più grandi di me, madri di famiglia, che ho in classe? Io credo che anche questo atteggiamento sia alla base della svalutazione del ruolo del docente”. (…)

E questi, che non vogliono mettersi a studiare, dovrebbero insegnare ad imparare ai bambini? penso che basti questa frase per far capire molto del dissesto dell’istruzione. Troppi vedono la scuola solo come un distributore di buste paga che come sistema di formazione.

Lei in che scuola crede?

“Io, e altre migliaia di studenti come me che fanno parte del coordinamento nazionale di Scienze della formazione primaria, credo in una scuola di qualità, popolata da docenti adeguatamente formati e aggiornati. Vogliamo che la sentenza del Consiglio di Stato, un organismo così importante, venga applicata ancora prima dei 120 giorni previsti dal Decreto Dignità, o cadrà in prescrizione. La meritocrazia deve vincere, è un nostro diritto. E dei nostri allievi”.

e c’ha ragione da vendere e rivendere.