Lucifero alto e luminoso nel cielo

Aiya Eärendil Elenion Ancalima!
[Tolkien]

Stamattina mi è toccato uscire prima dell’alba per andare ad un trekking con amici. Devo dire che vedere Lucifero1 alto e luminoso nel cielo è stato un bellissimo spettacolo


  1. o stella dell’alba, uno dei due nomi del pianeta Venere, l’altro è Vespero la stella della sera. 
Annunci

bella ciao ed il crocifisso

Il discorso con mauro mi ha fatto pensare agli oggetti che spesso vengono “adottati” come simbolo da un partito o da un movimento e questa acquisizione fa perdere il significato originario del simbolo che viene sostituito da un nuovo significato.

Prendiamo ad esempio il crocefisso; si tratta di un simbolo della religione cristiana che, per chi vi crede, ha un significato religioso preciso; e da cristiano sono il primo a dire che deve essere trattato seriamente e non come il gagliardetto del Jesus Crist Football Club. Per questo io sono favorevole che venga eliminato da tutti gli edifici pubblici italiani. Lo stato, civile, deve essere aconfessionale ed areligioso; negli edifici pubblici ci devono essere solo simboli “dello stato”. Questo per ribadire due cose: che lo stato deve essere “neutrale” e che lo stato è presente.

Per questo condivido le richieste di chi vuole che venga eliminato il crocefisso, la sua esposizione nei luoghi “dello stato” è una conseguenza dei patti lateranensi e della “pace” stipulata in seguito ad essa con il vaticano. Il crocefisso esposto è stato snaturalizzato dal suo significato religioso ed è stato ridotto a gagliardetto di partito. Quindi è giusto che venga eliminato in nome della neutralità dell’istituzione.

“Bella Ciao” ha seguito un percorso simile: da simbolo di unione è diventato l’inno di una precisa fazione politica; dal 1994 e dalla batosta elettorale la sinistra ha adottato e mitizzato la “resistenza italiana” come un simbolo di resistenza contro il fascismo prossimo venturo di berlusconi, fini e bossi. Dipingendo scenari apocalittici quasi che si stesse tornando al 1943 ed alla guerra civile. E come tutti i paragoni ha funzionato in entrambe le direzioni: se ti presenti tu come identico ai partigiani per prenderne i meriti fai sì che le tue colpe vengano attribuite a loro. Tanto per dirne il fatto che il fascismo venga percepito come “blando” e ci siano molti nostalgici è una diretta conseguenza del vizio di tirarlo fuori a sproposito quando non c’entra niente, solo per ammantarsi di virtù.

E come il crocefisso, la resistenza siccome è stato reso un simbolo politico poi, che finisca inzaccherato quando i politici, che lo adottano come simbolo, vanno a fare la lotta nel fango, è solo una ovvia e logica conseguenza.

PS

riguardo al presepe: è una tradizione ed un modo per fare qualcosa tutti assieme. Se venisse eliminato, in nome della laicità delle scuole non avrei nulla da eccepire. Purché sia in nome della laicità e non si cerchi il pretesto di non offendere le credenze di Tizio o Caio. “il non voler offendere le credenze altrui” son buone intenzioni che portano dritto dritto al disastro.

oh bella ciao, sarai romana e per bandiera tu avrai quella italiana…

Stavo leggendo la notizia sulle le polemiche per aver cantato bella ciao alla recita delle elementari (Fonte Repubblica)

Che dire? spiace ma oramai “bella ciao” dalla cantata idiota di Santoro contro il demonio di Arcore non è più un canto super partes che ricorda la resistenza e i partigiani che liberarono l’italia dal nazifascismo ma è diventato un canto “politico” ed un inno di una precisa parte politica e il cantarlo, spiace dirlo, ha un preciso significato politico.

Io penso che la politica debba stare fuori dalla scuola, soprattutto dalla scuola dell’infanzia ed elementare; non è il caso che i docenti portino a scuola le loro pippe mentali. I bambini devono crescere e poi si faranno loro le loro idee politiche senza bisogno di indottrinamento1.

Napoli, bimba canta ‘Bella ciao’ alla recita delle elementari, papà leghista si ribellaNapoli, bimba canta ‘Bella ciao’ alla recita delle elementari, papà leghista si ribella
Il genitore su Facebook: “Canzone di vigliacchi, fuori la politica dalla scuola”. Rabbia e indignazione in rete: “I partigiani liberarono l’Italia”

La sua intenzione era “solo di proteggere i bambini” da quello che egli stesso ha definito “un indottrinamento politico”. Prova a spiegare la propria posizione Paolo Santanelli, il papà di una piccola alunna della scuola elementare De Amicis di Napoli che, da lui ‘sorpresa’ a canticchiare Bella Ciao, ha criticato sui social la scelta di introdurre la canzone partigiana all’interno di una recita scolastica di Natale con conseguenti polemiche.

Santanelli, come riportato da alcuni organi di stampa, ha chiesto alla bambina come mai conoscesse quella canzone, e la piccola ha risposto che faceva parte dei testi della recita di Natale che, quest’anno, avrebbe avuto come tema la storia della Costituzione.

Recita di natale che ha come tema la storia della costituzione? Alle elementari? No, non ci sono intenzioni politiche dietro. Chi pensa questo sbaglia allo stesso modo di chi pensa che si guardino i film porno per le cose zozze. In realtà è per apprezzare la profondità della fig trama e inoltre per, diciamo, l’intreccio fra i personaggi nel dipanarsi della storia.

La scuola imho l’ha fatta fuori, e di tanto, dal vasino.

Una spiegazione che non è andata giù al genitore: “Non vorrei che questa decisione altro non fosse che una scelta ad hoc fatta per non turbare la sensibilità delle famiglie di religione musulmana che hanno i loro figli in quella stessa scuola – ha scritto in un primo post di ‘denuncia’ -.

E come al solito i musulmani (e i bambini) vengono tirati dentro come pretesto per verniciare di alti ideali le basse pippe mentali degli adulti. Solo un appunto; se arruoli il saracino, anche se a sua insaputa, sotto le tue bandiere non stupirti se dall’altra parte trovi tanti devoti di Santiago Matamoros e del Cid Campeador.

I post del dirigente della Lega hanno fatto esplodere rabbia e indignazione in rete. “I bambini e la libera determinazione della loro coscienza sono le ultime roccoforti che gli uomini di “buona volontà” hanno l’obbligo di difendere a spada tratta” scrive un utente su Facebook.

arruolandoli a loro insaputa? meglio lasciare che i bambini facciano i bambini e che gli scazzi politici dei grandi se li risolvano da soli i grandi.

“L’imbecillità e l’ignoranza porta a far credere che Bella Ciao sia una canzone politica….

Solo un titolo di giornale, uno dei tanti… Salvini, sulla navetta in Aeroporto cantano «Bella ciao» – La Gazzetta del Mezzogiorno.

La ‘strumentalizzazione’ del suo sfogo, come lo stesso Santanelli e alcuni suoi contatti sul social network l’hanno definita, ha poi spinto lo stesso Santanelli a un ulteriore post, sempre su Facebook. “Io desidero che a Natale mia figlia canti la natività di Gesù bambino in tutto quel magico mondo che appartiene alla sua età e non intoni una canzone di guerra che richiama morte, odio e violenza – ha scritto -. I dirigenti e gli insegnanti, se proprio vogliono fare politica, si occupassero di migliorare mense, bagni e strutture, assumendosi la responsabilità di denunciarne le precarietà, soprattutto in un momento in cui circa l’80% degli edifici scolastici a Napoli risulta non essere a norma”.

spiace dirlo ma ha ragione, per quanto possa essere leghista e possa avere le sue idee sui partigiani. Fra noi penso che i veri partigiani, quelli che combatterono realmente il fascismo, se tornassero a vivere difficilmente apprezzerebbero simili pagliacciate come quella fatta dalla scuola.

Comunque se si volesse cantare una canzone che invita alla fratellanza fra i popoli ed è apprezzata anche a destra si potrebbe cantare “facetta nera”; parla in maniera positiva di ius soli: “faccetta nera, sarai romana e per bandiera tu c’avrai quella italiana”2; perché non farlo?


  1. senza considerare che, come capitato al sottoscritto, i tentativi di indottrinamento poi possono ottenere l’effetto opposto. Penso che molti miei compagni di scuola andarono a destra perché videro dall’altra parte pessimi esempi. 
  2.   guardacaso canzone non gradita al regime fascista proprio perché parlava di integrazione “faccetta nera sarai Romana…” e di rapporti paritetici con gli abitanti delle colonie.
    Ma queste persone sanno che Benito Mussolini odiava Faccetta nera? Aveva addirittura tentato di farla bandire. Per lui era troppo meticcia: inneggiava all’unione tra “razze” e questo non era concepibile nella sua Italia imperiale, che presto avrebbe varato le leggi razziali che toglievano diritti e vita a ebrei e africani. Oggi però, ed è qui il paradosso, il regime fascista è ricordato proprio attraverso questa canzone che detestava. fonte: https://www.internazionale.it/opinione/igiaba-scego/2015/08/06/faccetta-nera-razzismo Quindi perché non cantarla tutti assieme? 

Padova, si laurea con 109 e fa causa all’Università: «Meritavo 110» 

Devo dire che la notizia è strana; nella mia facoltà l’algoritmo per il calcolo del voto di laurea, arrotondamenti compresi, era “ufficiosamente” noto a tutti. Quello che mi chiedo è se in questa vicenda l’arrotondamento “per difetto” era prassi, ed in tal caso la studentessa ha torto, oppure è stata una eccezione per scazzi interni alla commissione.

Positivo comunque che il tar abbia ammesso che il voto deve essere deciso dalla commissione e non dai calcoli dello studente.

Per quanto poi riguarda il 109, sarà che nelle lauree STEM un voto superiore al 100 è considerato “alto”, sarà che man mano che si va avanti nel mondo del lavoro il voto di laurea conta sempre di meno rispetto alle esperienze che si possono mettere nel CV, ma non lo vedo così catastrofico. Suona un poco di beffa ma pazienza; come dice mina l’importante è finire…

Sorgente: Corriere del Veneto

Padova, si laurea con 109 e fa causa all’Università: «Meritavo 110»

PADOVA Si è laureata con il punteggio di 109 su 110. Un voto altissimo, il sogno della maggioranza degli universitari. Ma non per una studentessa di Lingue che si è sentita beffata perché convinta di meritare anche quell’ultimo punticino in più che le avrebbe consentito di conquistare l’agognato titolo con il massimo dei voti: 110. E per questo, ha trascinato l’Università di Padova fino in tribunale.  (…)

Con una media d’esame di 28,5, s’è ritrovata di fronte alla commissione con un punteggio di partenza di 104,58. Ed è proprio su quel mezzo punto, che si è scatenata la querelle portata fino in tribunale. Perché dopo aver discusso (in portoghese) la sua tesi, prima che i commissari potessero iniziare la discussione di merito che avrebbe portato poi a decidere il punteggio finale, la presidente della commissione «ha dichiarato pubblicamente che il voto andava arrotondato al ribasso», si legge nella sentenza del Tar. Per la studentessa, quindi, il punteggio di partenza doveva essere di 104 e non 105. La questione aveva subito innescato una polemica tra professori. «Si misero perfino a litigare – ricorda la ragazza – ma la presidente rifiutò di tornare sui suoi passi. Per un attimo ho avuto la sensazione che quel mezzo punto fosse solo il pretesto per un regolamento di conti interno alla commissione». Nel fascicolo al vaglio del tribunale amministrativo, in effetti è stata allegata la lettera di una professoressa (la relatrice della tesi) nella quale spiega le ragioni per le quali dissente dal criterio di arrotondamento deciso dalla presidente. (…)

Ricorso respinto
Il problema è nelle conseguenze che quel mezzo punto in meno avrebbe provocato, dal momento che la commissione ha stabilito all’unanimità di assegnare alla tesi cinque punti, che sommati ai 104 di partenza ha portato Chiara a laurearsi con 109. (…)
«Un punteggio di 109 suona come una beffa – dice – e quindi può sollevare degli interrogativi: chi seleziona il personale potrebbe chiedersi cosa abbia spinto la commissione a punirmi in quel modo». Purtroppo però dovrà continuare a fare i conti proprio con quel risultato. Il Tar ha infatti respinto il suo ricorso: se ciò che conta è l’esito finale – è la tesi dei giudici – allora non importa granché l’arrotondamento del punteggio di partenza. Perché, per quanto se ne sa, la commissione potrebbe aver rivisto all’insù quei cinque punti attribuiti alla tesi, trasformando un 108,5 in un 109. «Il giudizio della commissione di laurea è espressione di discrezionalità tecnica – si legge nella sentenza – e la commissione è l’unica autorità abilitata a esprimere il voto a seguito della discussione orale della tesi, senza poter essere in ciò condizionata dalla media dei voti riportata dal candidato nei singoli esami».

 

I cavalieri dello zodiaco ed il politically correct

I cavalieri dello zodiaco sono una serie animata dei primi anni ’90 che ha avuto successo ed ha generato una marea di spin-off. I combattimenti erano abbastanza coreografici, le armature e la storia, pur non essendo nulla di eccezionale, ha preso e conquistato una generazione.

Anche se alla fine la trama era solo un canovaccio per mostrare la nuova collezione autunno-inverno di armature vagamente ispirate a figure mitologiche1. Di tanti e tanti spin-off anche netflix decide di crearne uno in CG basandosi sulla prima serie dei cavalieri, l’assalto alle 12 case. Modificando leggermente il gruppo e trasformando in donna il cavaliere della costellazione di andromeda. Ovviamente la scelta, giustamente avversata dai fans della serie, è stata giustificata da vagonate di politically correct. Come scrive lo sceneggiatore della serie:

“La responsabilità è mia. Quando abbiamo iniziato a sviluppare questa nuova versione, volevamo cambiare molto poco. I punti cardine di Saint Seiya fanno sì che sia così amato, e sono forti. La maggior parte regge bene anche dopo trent’anni. Però una cosa mi preoccupava: i Cavalieri di bronzo al fianco di Seiya Pegasus sono tutti maschi. La serie ha sempre avuto dei personaggi femminili fantastici, forti e dinamici, e ciò si riflette nell’enorme numero di donne appassionate al manga e all’anime di Saint Seiya. Ma trent’anni fa non era un grosso problema che in un gruppo di ragazzi intenti a salvare il mondo non ci fossero ragazze. Oggi il mondo è diverso. È normale che ragazzi e ragazze lavorino fianco a fianco. Giusto o sbagliato, il pubblico avrebbe visto un gruppo di soli uomini come una dichiarazione di intenti.”

E ancora:

“Non volevo creare un nuovo personaggio femminile che risaltasse perché innaturale, specie se la sua personalità fosse stata quella di ‘essere la ragazza’. Poi abbiamo discusso di Andromeda. Siamo tutti d’accordo – è un personaggio grandioso. Quindi, se l’originale era ‘Andromeda Shun’, perché non interpretarlo come ‘Andromeda Shaun’?”

Puro marketing; avere il bollino “prodotto politically correct” aiuta a vendere. Basta ammetterlo chiaramente invece di cercare pretesti. Concordo comunque con l’articolo di wired: rendere andromeda una donna snatura la storia. Castalia e Tisifone, cavalieri donna, sono obbligate ad indossare maschere perché, per il grande tempio, una donna che decide di diventare guerriero deve rinunciare alla propria femminilità2.

Oggi cinque ragazzi che salvano il mondo è un problema? Conta la storia o conta il bilancino politically correct dei personaggi? Qualunque opera se non c’è almeno un rappresentante di ogni razza/sesso/orientamento sessuale/stato fisico/pianeta della federazione/ viene inappellabilmente bocciata e perseguita dai SJW?

Facciamo il remake di rambo inserendo anche ramba?3.

Temo che la serie si ridurrà ad una parodia dei cavalieri, l’ennesima, in CG e una storia snaturata creata solo per vendere i nuovi modellini4. E poi ci si chiede come mai a molti il politically correct all’eccesso stia alquanto sulle balle.

[spoiler]


  1. Nzomma Athena più che la dea della giustizia doveva essere la dea dell’antipatia visto che qualsiasi divinità o aspirante tale si presenti la rapisce, e i cinque pirloni devono liberarla prima del tempo limite scambiando mazzate con i pirloni seguaci del dio che si contrappone ad  athena. Pegasus (Seiya) è quello che inizia a prendere mazzate salvo poi svegliarsi, indossare vestiti fighi e menare a sua volta. Sirio viene accecato e deve fare lo strip tease prima di menare il suo avversario. Cristal (Hyoga) invece deve frignare tanto che è un povero orfanello prima di surgelare il nemico di turno. Andromeda cerca di fare da pacificatore e ha due ruoli principali; il primo di farsi menare talmente forte al punto di far arrivare il fratellone (Ikki) che mena tutti e poi risparisce, e il secondo è di fare il personaggio del team con un QI a doppia cifra. 
  2.  Una parte della diatriba fra Tisifone e Pegasus è legata proprio a questo, pegasus l’aveva vista senza maschera e questo è stato preso da lei come una grossa offesa. 
  3. pornodiva italiana degli anni ’80 
  4. Almeno Soul of Gold era una serie “nuova” e anche abbastanza carina, non era il solito canovaccio fatto solo per vendere qualche pupazzetto in più. 

Macron macron

Meno male che c’ è Carla Bruni/Siamo fatti così Sarko-no Sarko-si
[Simone Cristicchi]

Stavo vedendo quanto sta capitando in quel di francia; devo dire che trovo umoristico che prima la francia bacchetti l’italia per un suo comportamento per poi ripeterlo paro paro. Era già capitato con la questione dei migranti. Quando era l’italia a non voler accogliere facendo da “ultimo miglio” degli scafisti e per Macron il comportamento dell’italia era “vomitevole”; e i tanti cervello da criceto italiani applaudivano macron1 salvo poi trovarsi “leggermente” in imbarazzo quando il comportamento “vomitevole” venne fatto dai cugini francesi.

Adesso con i gilet gialli si è ripetuto lo stesso copione: i fanatici dell’europa senza se e senza ma vedevano in macron il nuovo campione dell’ulivo mondiale 2.0 contro le destre… adesso che si è dovuto calare le brache si è alla ricerca di un leader “estero” cui fare riferimento. Poverini, Putin è già preso, Trump non è disponibile2 e anche lo spagnolo ha i suoi bravi casini in casa…

Questo dovrebbe far capire alcune lezioni:

1 – il leader estero pensa in primis al bene del suo paese e poi al resto del mondo, come d’altronde è giusto che sia. Si può usare come esempio, certo, ma non puoi aspettarti che venga a toglierti le castagne dal fuoco, o meglio come insegna la storia italiana dai comuni in poi, che venga a farlo gratis. Se l’italia è stata fatta a pezzetti è anche perché le signorie di firenze e milano, per farsi la guerra andavano a frignare chi dal re di francia chi dall’imperatore di germania.

2 – Se ti accodi al leader estero poi, se per un motivo o per un altro deve fare retromarcia, poi ti trovi travolto. Salvini può chiamare a giustificazione della sua gestione dell’immigrazione la francia e la spagna. E chi fino ad ieri le esaltava cosa può dire?

3 – Che l’accodarsi ad un leader estero significa denunciare una grossa mancanza di idee politiche. E fra qualcosa ed il niente si sceglie, anche se obtorto collo, il qualcosa.


  1.  http://www.ilgiornale.it/news/mondo/francia-chiude-aquarius-non-era-vomitevole-farlo-1580419.html 
  2. anche se credo che se il Trump sfanculasse di brutto salveeny, da figlio di satana per qualche progressista diventerebbe un obama bianco… 

alcuni articoli della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo

Alcuni, importanti articoli della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che molti afficionados di tale dichiarazione sembrano dimenticare o, peggio, applicare selettivamente a seconda che la persona sia simpatica o antipatica.

L’articolo 11 è utile ricordarlo quando si chiede la “condanna preventiva”; ad esempio quando un uomo viene accusato da una donna allora l’uomo è ipso facto colpevole.

Articolo 11
1 Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.

Questo invece vorrei sapere come si coniuga con il tanto millantato, quanto inesistente, diritto a sapere, diritto chiamato pretestuosamente a giustificare l’usum sputtanandum delle intercettazioni.

Articolo 12
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Parliamo delle migrazioni; la dichiarazione parla dei confini di ogni stato; parla di diritto di lasciare qualsiasi paese e di tornare nel proprio, non di andare dove vuole, magari in spregio alle leggi del paese di destinazione.

Articolo 13
Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.
Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

interessante anche l’articolo 30 che “blocca” i tentativi di leggere maliziosamente la dichiarazione piegandola alla convenienza del momento.

Articolo 30
Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati.

 

 

Polemiche chiesa – salvini

TRE MOTIVI PER DIRE CHE GESU’ ERA CALIFORNIANO:
Non si tagliava mai i capelli.
Era sempre scalzo.
Ha inventato una nuova religione

Stavo leggendo le polemiche sul fare o non fare il presepe in polemica contro Salvini. Devo dire sinceramente che io, da laico, sarei per avere chiesa e stato separati; “libera chiesa in libero stato” come diceva quel tale. E per questo motivo sarei per invitare gentilmente il santo padre, e i religiosi ad occuparsi di religione ricordano loro che se mischiano politica e religione poi la religione diventa argomento di discussione politica. E’ giusto che la religione parli alle coscienze e consigli le persone di agire secondo coscienza; è sbagliato pretendere che il potere “civile” si debba piegare ai dogmi religiosi.

Da laico son d’accordo che la chiesa parli di etica e di cosa sia giusto o sbagliato per i credenti, sbagliato che diventi “partito politico” e vada a fare azioni politiche; io ritengo che i sacerdoti che usano la religione come strumento di lotta politica sbaglino, sbagliano perché il piegare il messaggio religioso alle tue convenienze significa poi far sì che  anche gli altri lo pieghino alle loro; e quello che si sta facendo è far nascere tenti personal jesus1 e corrispondente personal pope.

Il non fare il presepe per protestare contro la gestione dei migranti lo vedo come un voler entrare a gamba tesa usando la religione come strumento di lotta politica. Poi però non ci si stupisca se entra la politica nelle questioni religiose. Cosa si penserebbe di una legge “antidiscriminazione” che imponga al sacerdote di celebrare i sacramenti a tutti? Che obblighi di celebrare matrimoni gay, che richieda che le preghiere siano rese “gender free” 2 o che permetta ad un ateo strozzapreti dichiarato di fare da padrino di battesimo? E alle, giuste. proteste cosa ci vuole a rispondere: ma voi non siete contro le discriminazioni?

E anche chi esalta tale azione di resistenza imho sbaglia; quando si tornerà a parlare di omosessualità o di aborto con che faccia inviteranno i sacerdoti a non ingerire? Se arruoli il santo padre sotto le tue bandiere non stupirti poi di dover pagare l’obolo a S. Pietro. Imho chi è veramente per la laicità sostiene il “santità si faccia i BIP! propri e non ingerisca” sempre non a seconda della convenienza del momento.


  1.  Il “personal Jesus” e’ la tendenza a mutilare una credenza religiosa delle parti che si ritengono imbarazzanti, allo scopo di avere piu’ fedeli, oppure se avviene dalla parte del fedele, consiste in un espediente personale che ha lo scopo di dirsi “cattolico”, “islamico”, “qualsiasicosa”, senza per questo seguire al 100% i precetti religiosi, ma solo alcune qualita’ estetiche degli stessi. [Uriel] 
  2. Cos* nostr* che sei nei cieli (ma anche negli inferi)…. fa la sua sporca figura… 

Far west italia…

Sorgente: La denuncia choc di una giornalista: “Rom picchiata in metrò, e io insultata per averla difesa” – Cronaca, Italia – L’Unione Sarda.it

Un racconto agghiacciante che arriva da Roma, e che parla di violenza feroce, di disumanità, di quell’Italia di cui non vorremmo mai leggere né tantomeno scrivere.

A riportarlo il Corriere della Sera, che ripercorre la vicenda raccontata anche su Facebook, ma poi cancellata per paura e dopo ripetuti insulti e minacce, dalla giornalista 39enne Giorgia Rombolà.

Alla fermata San Giovanni della metropolitana linea A della Capitale, Giorgia mercoledì sera assiste ad una scena terribile: una donna rom viene fermata dai vigilantes perché accusata di furto.

La denuncia poi non sarà mai presentata, ma l’uomo che la ritiene responsabile di questo gesto, definito da Giorgia “alto e corpulento”, non è soddisfatto del “lavoro” dei vigilantes e picchia violentemente la donna, anche in testa, davanti alle urla e agli sguardi terrorizzati della sua bimba di tre o quattro anni, che nella concitazione del momento “cade a terra, sbattendo sul vagone”.

“Ci sono già vigilantes a immobilizzare la giovane (e non in modo tenero) – scrive la giornalista nel post poi rimosso – ma a quest’uomo alto mezzo metro più di lei non basta. Vuole punirla. La picchia violentemente, cerca di strapparla ai vigilantes strappandola per i capelli. La strattona fino a sbatterla contro il muro, due, tre, quattro volte”.

A questo punto Giorgia si fa coraggio e scende dal vagone provando a fermare l’uomo, ma rientrata sul treno viene affrontata e presa a male parole dagli altri passeggeri.

“Un tizio – prosegue la 39enne su Facebook – mi insulta dandomi anche della p…, diche che l’uomo ha fatto bene, che così quella s… impara. Due donne (tra cui una straniera) dicono che così bisogna fare, che evidentemente a me non hanno mai rubato nulla”. “Nessuno mi ha difesa – prosegue – tanti hanno fatto finta di niente. Questa indifferenza mi ha scioccata”.

“Due ragazzi – aggiunge – ridono e fanno battute terribili, altri dicono frasi come ‘bisogna bruciarli tutti’, mi urlano anche dai vagoni vicini ‘comunista di m…’, ‘radical chic, perché non vai a guadagnarti i soldi buonista del c…'”.

Giorgia scende alla sua fermata, con la paura che il passeggero più inferocita possa addirittura seguirla come aveva minacciato. Trovandosi invece sola si affretta verso casa e in preda all’ansia e alla paura fra le lacrime.

“Non difendevo la ladra né la rom in quanto tale – conclude Giorgia – ma c’erano i vigilantes perché picchiarla? Abito in quartiere considerato ‘per bene’, e allora mi chiedo: i ragazzi indifferenti o quelli che ridevano, i miei vicini di casa, come sono diventati?”.

Che dire? è un triste imbarbarimento ma, sarebbe opportuno riflettere sul perché “il bruto” sia stato applaudito invece che contestato e perché la giornalista che ha denunciato sia stata insultata. Ci si potrebbe dare una spiegazione autoconsolatoria “ha stato Salveeny a far impazzire la gggente” oppure prendere coraggio ed ammettere alcune cose “scomode”.

Prima considerazione: la gente ha fiducia nella giustizia e nella magistratura nella misura in cui la vede funzionare e la vede funzionare bene. Se vedi che contro la microdelinquenza, scippatori, spacciatori, balordi, non si fa niente, che le forze dell’ordine sono impotenti e, cosa peggiore, ti dicono di rassegnarti perché è inutile chiedere interventi, quello che pensi è che la giustizia “ufficiale” non funzioni per niente. E in questi casi, se non sei “protetto” dallo stato devi proteggerti da te oppure appoggi un “protettore” che poi potrebbe anche essere un “padrino1“. Se non c’è lo stato c’è il far west, sic et simpliciter. Quando lo stato si ritira spuntano fuori i giustizieri della notte.

Quello che ha raccontato la giornalista è la classica trama di un western. Tucson city è vessata da Tom il cattivo. Lo sceriffo vuoi per pavidità, vuoi per ignavia non fa nulla. La gente è esasperata ed ha paura. Un bel giorno a Tucson city arriva il pistolero John che riempie di piombo Tom il cattivo. Finisce con la gente che applaude John e magari fischia anche lo sceriffo quanto prova ad arrestare per John perché magari non ha letto a Tom i diritti prima di riempirlo di piombo.

Se lo sceriffo avesse messo Tom fra le sbarre e protetto, lui, i cittadini, pochi si sarebbero sperticati ad applaudire John il pistolero. Spiace dirlo ma è questa la verità.

Bisogna avere il coraggio di ammettere che esiste un problema di microcriminalità, e che questo problema si scarica soprattutto verso le parti “basse” della popolazione, raramente riguarda le persone dei quartieri alti. Se io ho un autista che mi scarrozza di qua e di là difficilmente avrò problemi con parcheggiatori abusivi.

Invece il problema microcriminalità si è preferito nasconderlo sotto una cappa di ipocrisia politicamente corretta, ipocrisia per la quale anche il fermare un ladro diventa una azione riprovevole “Ci sono già vigilantes a immobilizzare la giovane (e non in modo tenero) – scrive la giornalista nel post poi rimosso” sarei curioso di sapere, da parte della giornalista, quale sia il modo migliore per fermare “in modo tenero” una scippatrice che tenta di scappare. Anche questo “e non in modo tenero” alla fine porta rancore. Più che portare solidarietà alla scippatrice porta a pensare: “beh scippano, son sempre qui, nessuno fa niente e si critica chi interviene?”. Ok abbiamo una altro che, domani, fischierà lo sceriffo ed applaudirà i pistoleri.

Purtroppo certe zone sono terre di frontiera; che aggressioni anche da parte di rom sono all’ordine del giorno fra l’impotenza delle forze dell’ordine, eppure quando si provava a sollevare il problema si veniva tacitati di essere razzisti, dici questo solo perché sei razzista.  E questa ipocrisia ha impedito di ammettere e cercare di risolvere il problema, poi dopo i tanti che lottano contro chi solleva il problema, arriva l’idiota che lo risolve a modo suo, e la colpa, imho, è anche di chi ha impedito che venisse risolto prima e meglio.


  1. All’inizio del romanzo “il padrino” di mario puzo, don vito corleone viene presentato, non a caso, come un “raddrizza torti”.