la fonte di ogni nequizia

Allora Rizzo è stato espulso dal partito comunista e Luxuria in un tweet poi cancellato ha commentato con: “troverà chi è come lui: omofobo, filoputiniano, antiquato, destrorso e misogino”.

Devo dire che il messaggio di luxuria l’ho trovato interessante perché mostra come chi si sposta da A a B è praticamente il gemello cattivo del sauron di turno mentre chi si sposta da B ad A, come la neosposina, ex fidanzata di Silvio, invece è un santo dell’empireo appena disceso dal cielo cui vengono perdonate tutte le colpe passate presenti e future. Se continua la narrazione finirà che lei era una povera verginella fatta rapire dai cattivoni, resa prigioniera e stuprata per un sacco di tempo dal porco, come capitato per la povera oceania platino.

Non apprezzo molto Rizzo, anzi spesso le mie idee sono antitetiche alle sue, ma ho difficoltà a credere che “di botto” sia diventato omofobo, filoputiniano, destrorso e misogino. Antiquato lo era e lo rimane come molto ciarpame ex comunista. Imho la colpa di Rizzo è di non condividere la narrazione che adesso il novello Hitler pro tempore sia Putin e che chiunque sia contro la santa alleanza di tutti i popoli liberi della terra di mezzo sotto le bandiere di Gondor minimo minimo sia un Nazgul, Ok, ci può stare, ma le altre accuse come omofobia o misoginia, perché? Sembra che non si accetti che una persona possa essere di opinioni opposte solo su qualche idea e condividerne altre; no, se non accetta una sola idea allora significa che le rigetta tutte. Cosa che io trovo essere decisamente infantile e sciocca, il voler dividere il mondo in buoni buonissimi e cattivi cattivissimi. Comportamento che poi porta a madornali errori di valutazione.

Da notare comunque anche un’altra zappa sui piedi; dare dell’omofobo a Rizzo solo perché non è d’accordo con luxuria mostra impietosamente come l’accusa di omofobia abbia affiancato l’accusa di fascismo come sistema dialetico per vincere i dibattiti stroncando la persona. Invece di entrare nel merito è meglio tirar fuori l’accusa di omofobia per zittire. Bene, bello, peccato che questo modo di comportarsi poi possa far dire a ragione che il ddl zan per “punire l’omofobia” intende in realtà “punire il non essere d’accordo con la narrazione dei buoni”, cioè voler usare il codice penale per chiudere il becco a chi ha idee diverse bollandole come omofobe.

Alla fine son messaggi e comportamenti come questo a “demolire” il ddl, molto, ma molto di più che le pittoresche chiassate di Pillon. Dovrebbero ringraziare Pillon di esistere perché senza capro espiatorio cui scaricare le colpe dei fiaschi avrebbero dovuto spiegare la decisione del “muro contro muro” e di voler andare alla conta quando non si avevano i numeri…

I media e la guerra

Una cosa buffa da fare è prendere i giornali di sei mesi fa, all’inizio dell’operazione speciale guerra fra russi e ucraini e leggere i titoli.  L’effetto è più o meno lo stesso che si prova leggendo la prima pagina del corriere del 7 giugno 1943

ha vinto la germania e noncielodikono

I primi tempi si pensava che gli ucraini, grazie al tifo degli USA e dell’europa, con Ursula a fare da ragazza pon pon, potesse vincere facilmente l’orso russo e arrivare a mosca in un fiat. Oggi la realtà ha smentito tante delle veline fantasiose pubblicate per arruffianarsi i padroni del potere; ennesima prova che oramai sui media non vanno le notizie oggettive e le serie analisi ma racconti epici o tragici, dipende da cosa gradisce di più chi mette il soldi e che colpisce di più il pubblico, vagamente ispirati alla realtà.

Oggi la “narrazione” sembra quella italiana nel 1943, una serie impressionante di vittorie che respingono gli alleati sempre più vicini a roma e berlino.

Questo ovviamente porta a due effetti principali: il primo è considerare i media affidabili tanto quanto “mio cuggino”, Il secondo è che almeno mio cuggino le bufale le scrive gratis sui social e non devo pagare per leggerle, e quindi perché dare soldi ai giornali?

Questo innesca una spirale perversa perché ci son sempre meno copie vendute, i giornali son sempre più dipendenti dai finanziamenti pubblici, se qualcuno chiede di scrivere che il presidente del consiglio muta l’acqua in vino, cammina sulle acque o che Ursula ha insegnato a giocare a pallavolo a mimmì e a mila lo scrivono senza vergogna. Con il risultato di innescare la spirale perversa che porta a perdere ulteriori lettori e vendite.

Poi hai voglia di lamentarti della perdita di credibilità; penso che i “troll pakati da putin” siano un ottimo pretesto per non dover ammettere di aver scritto vagonate di cavolate. Vedi ad esempio il missile nel lavello.

la battaglia degli uomini di paglia

Penso che la prossima campagna elettorale sarà una campagna basata soprattutto su uomini di paglia. La fallacia dell’uomo di paglia è una fallacia logica che consiste nel confutare un argomento proponendone una rappresentazione errata o distorta. Ad esempio l’argomento usato dalla Litizzetto per sostenere il ddl Zan:

Questo Ddl dice semplicemente che se tu insulti o picchi una persona per via del suo orientamento sessuale o per il suo genere o per la sua disabilità, devi subire una condanna pecuniaria o penale. Tutto qui. Non vedo cosa ci sia di strano. (…) Anzi mi sembra strano che non esista già un decreto così. Ma scusa. Abbiamo abolito la segregazione razziale, la pena di morte, abbiamo messo fuori legge il delitto d’onore, abbiamo imparato a costruire le fogne e a non buttare la merda dalle finestre, e siamo ancora qui a discutere se sia lecito insultare o picchiare gli omosessuali?

L’argomento fantoccio in questo caso è: “chi è contrario al ddl Zan in realtà vuole picchiare impunemente gli omosessuali. Cosa completamente campata per aria.  Generalmente l’argomento fantoccio si usa per evitare di discutere nel merito dei punti veramente critici come l’articolo 4 e la libertà di parola oppure il pasticcio dell’articolo 1 dove parla di tutelare cose che non son precisamente definite e non chiarisce come tale tutela impatti sul resto del codice. Uno su tutti, se Stan, che si sente Loretta, chiede una borsa di studio STEM riservata alle donne, ha diritto di averla visto che “Loretta” ha l’identità di genere femminile? non ha diritto visto che ha il pisello? Provare a discutere di quello scatenava reazioni simili ad un esorcismo del demone Pazuzu.

Stessa cosa per lo ius scholae, nei social si fa un gran parlare, e criticare, chi si oppone in nome di una non meglio precisata appartenenza alla “razza italiana” e si evita alla grande di parlare invece dei reali punti critici che avrebbe tale legge, che poi son gli stessi dello ius soli. Brevemente: il problema di avere un minore con una nazionalità e i tutori con un’altra, e che, siccome il minore non può firmare la domanda la decisione rimane del tutore non sua. Ultima cosa il rischio di “grimandello”. Tizietto, sverveggese, diventa cittadino italiano e Tizione, rimasto cittadino sverveggese, diventa un indesiderato causa gravi violazioni del codice penale; che fare? Rispedire anche Tizietto in svervegia? Separare Tizietto da Tizione? Tenere, in galera e anche dopo Tizione almeno fino alla maggiore età di Tizietto? Meglio inventarsi una figura mitica, il fascista con il mito dell’italianità, e attaccare lui invece di entrare, realmente, nei punti critici.

Idem per l’energia; in quel caso la mitologia è estrema, chi è per il nucleare e chi pensa che correre dietro solo a sole e vento sia una stronzata, come del resto il caso Germania mostra impietosamente, sia un ecoterrorista che guida suv a carbonella e che pensa che le energie rinnovabili siano inutili. Da notare anche come le energie rinnovabili comprendano molte fonti compreso idroelettrico e geotermico ma a seconda della convenienza significhino solo sole e vento oppure tutto il gruppo.

Prepariamoci ad una escalation dello squallore…

Interessanti disquisizioni sul sesso degli angeli

Devo dire che il dibattito politico è abbastanza deprimente, si discute con veemenza del sesso degli angeli per evitare di affrontare questioni più serie e che possono mettere in imbarazzo tutti. Meglio parlare di ius scolae e del, defunto, ddl zan; non ci sono i tempi e i voti per approvarli prima della fine della legislatura ma aiutano a dare l’impressione di fare “qualcosa”.

Invece degli accordi con Erdogan contro Putin se ne parla poco e con imbarazzo, anche perché mandano a ramengo tutta la retorica dei diritti all’autodeterminazione dei popoli, vedi il popolo curdo, che la retorica del “dagli al tiranno”; Erdogan è un liberale “alla Putin” quindi non si capisce come mai quello che è un crimine contro l’umanità in Russia sia un “peccattuccio trascurabile in Turchia”.

Ci sarebbe anche il rognoso problema della crisi energetica invernale se non si sblocca la situazione rigassificatori/gas russo, invece si continua con il piccolo cabotaggio ragionando come se avessimo davanti la vorace bestia bugblatta di traal: siccome pensa che se noi non vediamo lei allora lei non può vedere noi allora avvogliamoci un asciugamano davanti alla faccia…

i curdi e gli ucraini

A quanto pare Svezia e Finlandia hanno deciso di abbandonare i curdi per far sì che Erdogan tolga il veto per il loro ingresso nella NATO.

fonte: https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/chi-sono-i-45-curdi-che-finlandia-e-svezia-dovranno-consegnare-a-erdogan_51953984-202202k.shtml

Chi sono i 45 curdi che Finlandia e Svezia dovranno consegnare a Erdogan
L’accordo prevede l’estradizione di quelli che Istanbul ritiene terroristi. Ma molti in realtà sono giornalisti, insegnanti e ricercatori

tre ministri degli Affari Esteri hanno firmato l’accordo in dieci punti che cede alle richieste del premier turco. Istanbul ha anche imposto a Svezia e Finlandia il divieto di sostenere il popolo curdo in ogni sua forma.

(…)

CHI SONO – Il quotidiano turco Hurriyet ha pubblicato la lista completa dei nomi. Sono 12 le persone attualmente in Finlandia e, secondo Erdogan, sei appartengono al PKK e quattro al FETO (movimento di Fethullah Gülen, ex alleato del presidente turco e oggi considerato dissidente). Sarebbero 33 invece i curdi residenti in Svezia che Istanbul vuole estradare. Però tra i nomi figurano anche giornalisti, insegnanti, ricercatori, che hanno paura di tornare in Turchia ed essere condannati.

Ad esempio l’unica colpa di Bülent Kenes, Levent Kenez e Hamza Yalçın è l’aver pubblicato articoli critici nei confronti di Erdogan. Anche Bülent Keneş, direttore Today’s Zaman, è da tempo nel mirino del presidente turco.

Devo dire che questa notizia spazza via completamente tutta la retorica sull’autodeterminazione dei popoli (abitanti delle isole Salomone esclusi) con la quale stavano rompendo le scatole per giustificare il sostegno incondizionato all’ucraina.

La questione è semplice: un popolo, una nazione può sbattersene dei diritti di un altro popolo per avere dei vantaggi geopolitici come una “coperta militare” più grossa? Se la risposta è sì automaticamente si sta ammettendo che Italia. Germania possono sbattersene degli ucraini per evitare grossi problemi interni legati all’approvigionamento energetico così come gli svedesi hanno barattato i curdi per il favore della Turchia. Se la risposta è no mi aspetterei una dura condanna del comportamento della turchia, e di svezia e finlandia verso i curdi, dura tanto quanto le accuse a italia e germania di essere filoputiniane e di voler sacrificare gli ucraini alla loro politca energetica. Invece sto leggendo i soliti tripli salti mortali per giustificare sia il comportamento della svezia sia per condannare quello dell’italia, contraddizione abbastanza evidente.

Sinceramente, dopo che usi i sensi di colpa: se accendi il condizionatore allora sei contro l’ucraina, come verranno presi queste capriole? Mi aspetto un aumento del partito filoputin (o antiamericano che dir si voglia).

PS

Dopo averli usati contro la siria di assad e contro l’isis i curdi vengono abbandonati; fossi un ucraino o un cittadino di qualche altro paese mi farei due domande su quanto possa essere affidabile il sostegno americano ed occidentale… E poi si stupiscono se molti vogliono mollare l’ombrello USA a favore di quello cinese…

le giustificazioni e il caso pietoso

La lettera dell’ecografista dell’Alabama, smontata da Butac, è un caso interessante di come si cerchi il caso pietoso e sporadico come giustificazione per altri casi, più frequenti molto meno pietosi. Perché è facile empatizzare con chi è in problemi seri, un poco meno con chi invece sembra non avere tanti problemi e volersi invece togliere uno sfizio.

Per dire è stata quella comunicazione “il figlio come sfizio” che a suo tempo aveva demolito il referendum sulla procreazione assistita. Idioti che parlavano di far partorire donne a 60 anni e che si poteva scegliere il figlio biondo con gli occhi azzurri…

Sorgente: L’aborto in Alabama | Butac – Bufale Un Tanto Al Chilo

Un ecografista racconta:
“Ok, la questione è la seguente:
La legge anti-aborto approvata in Alabama è un fatto veramente preccupante. Ohio, Missouri, Georgia, Mississippi, Arkansas, Kentucky… Mi rivolgo anche a loro, ma per ora concentriamoci sull’Alabama.
Se fino ad ora avete vissuto sotto una pietra, lasciate che vi racconti: il governatore dell’Alabama, Kay Ivey, ha da poco reso legge il divieto totale all’aborto, in qualsiasi caso, per qualsiasi ragione e in qualsiasi fase della gravidanza. Ad oggi si tratta della legge sull’aborto più restrittiva di tutti gli Stati Uniti.

Che poi come Butac dimostra è una bufala, rimane sempre la possibilità nel caso la vita della madre sia in pericolo o il feto abbia malattie molto gravi che rendono inutile il proseguo della gravidanza.

Tutto ciò non va affatto bene, non è razionale e non è per niente accettabile.
Se non mi conosci, molto probabilmente non sai cosa faccio per vivere. Sono un tecnico ecografista. Io e i miei colleghi osserviamo bambini ogni giorno e in ogni fase ella gravidanza. Lavoro anche nell’unità di alto rischio, assistendo madri e feti in vari stati di salute, sia fisici che mentali. Se pensi che un divieto all’aborto sia una cosa positiva, io probabilmente sono la persona migliore per spiegarti perché ti sbagli.
Per cui, lascia che ti parli di…
Quelle donne che portano in grembo un feto senza cranio, il cui cervello fluttua semplicemente in giro, ma il battito cardiaco c’è ancora… Ebbene, loro non possono abortire.

e quante sono, in percentuale su quante vorrebbero abortire? la maggior parte degli aborti non avviene per casi “particolari” come quello ma perché la madre non vuole portare avanti una gravidanza. Quanti sono gli aborti di feti “malati” e quanti di feti sani? Dire che una donna non vuole un figlio perché ostacola la carriera susciterebbe altrettanta empatia? Senza considerare quanto cozzerebbe con la narrazione che le donne vorrebbero essere madri e che vengono penalizzate da una società che le costringe a non esserlo.

Quelle donne il cui feto ha una rara mutazione cromosomica chiamata T13: gli organi si sviluppano fuori dal corpo e c’è una palatoschisi così grave che il naso è praticamente assente… Neanche loro possono abortire.
Quelle donne la cui pressione sanguigna schizza a valori così alti che svengono e rischiano la morte prima del parto… Non possono abortire.
Quelle donne con una grave forma di emofilia per cui partorire sarebbe probabilmente fatale, per loro e per il bambino… Non possono abortire.

Falso, come riferisce butac se la salute della madre è a rischio la legislazione dell’alabama permette di abortire.

Seguono altri casi interessanti. Da notare la scala cui son stati posti, si inizia con casi gravi in cui l’aborto è certamente il male minore, feto con malattie che rendono impossibile la sua sopravvivenza e che mettono a rischio la vita della madre.

La ragazzina di 13 anni la cui scuola non è autorizzata ad insegnare Educazione sessuale e che quindi non sa come evitare una gravidanza o le malattie sessualmente trasmissibili. Una ragazzina, il cui corpo non è ancora sviluppato abbastanza da portare a termine la gravidanza senza venirne danneggiato irreparabilmente… Quella ragazzina non potrà accedere all’aborto

Vedi la questione sulla vita della madre. Per il resto a 13 anni una gravidanza od un aborto possono essere devastanti. In ogni caso occorre un serio supporto verso la bambina, non le si sta togliendo un foruncolo.

.Quella donna che è stata stuprata dall’amico che voleva solo “assicurarsi che arrivasse sana e salva a casa”… Non può abortire

Contraccettivo di emergenza somministrato direttamente in ospedale no? perché non inserire nei protocolli di soccorso alle donne vittime di violenza anche la possibilità di ricevere subito la pillola del giorno dopo?

.Quella donna con Sindrome dell’Ovaio Policistico che ha le mestruazioni ogni 3-4 mesi e non riesce a trovare un anticoncezionale che funzioni per lei… Non può abortire.

Spirale, preservativo, sistemi se ne trovano.

Quella donna il cui “partner” ha tolto il profilattico durante il rapporto senza dirle nulla (questa pratica si chiama Stealthing e accade molto più spesso di quanto credi)… Neanche lei può abortire.
Quella donna con una gravidanza ectopica corneale, che probabilmente crescerà fino ad ucciderla… Non può abortire

Continuano le bufale citando casi in cui invece è permesso

Quella donna che ha già due bambini che a stento può nutrire, e il cui anticoncezionale ha raggiunto un prezzo troppo alto… Non può abortire.

L’aborto in america non è gratis. Tizia non ha 10$ per gli anticoncezionali però ha 500$ per un aborto?

Quella diciottenne che ha appena iniziato l’università, che la renderà la prima laureata in famiglia, se solo potesse continuare a frequentarla… Ella non potrà abortire.

Il figlio come ostacolo alla carriera femminile, il figlio come impiccio. Vista da questo punto l’empatia va a farsi benedire insieme a tutta la sacralità della maternità. Il figlio è un impiccio e me lo voglio levare. Interessante confrontarlo con il caso della studentessa 18-enne che per mantenersi agli studi affitta il suo utero o vende i suoi ovuli.

Quella donna la cui spirale intrauterina al rame si è spostata leggermente, magari perché posizionata male dal medico, e che ora mette a rischio sia lei che la gravidanza che avrebbe dovuto evitare… Anch’ella non potrà abortire.
Tutte le tante, tante, tantissime donne che semplicemente non vogliono sostenere una gravidanza per ragioni che appartengono loro, e a loro soltanto. Problemi di salute, relazioni tossiche, problemi finanziari, problemi sociali… Non potranno abortire.

ma guarda i casi più frequenti sono alla fine. Voglio abortire perché un figlio mi rompe le scatole, anche se perfettamente sano.

Alcuni di questi casi potrebbero magari sembrarti legittimi e sensati. E potresti aver ragione. Ma la questione è che nessuno dovrebbe decidere cosa fare del corpo di un’altra persona, neanche per salvare una vita.

Tolta dal constesto sarebbe un’ottimo slogan novax “nessuno dovrebbe decidere cosa fare del corpo di un’altra persona, neanche per salvare una vita.” Perché mi devo vaccinare con un siero sperimentale? mettiti tu la mascherina e tappati in casa se sei fragile.

E pensare che c’è bisogno di un permesso scritto dalla persona deceduta per poter prelevare gli organi che salvarebbero numerose vite. Non puoi costringere qualcuno a donare gli organi, a donare sangue, a donare il midollo, a prescindere dalla situazione. Allo stesso modo non puoi costringere una donna a fare del suo corpo ciò che vuoi tu. Fine della storia.

peccato che non riguardi solo il corpo della donna ma anche quello di un bambino che vi cresce all’interno. Puoi obbligare una donna ad allattare, fosse anche suo figlio? No ovviamente. Quindi una donna che rifiuta il seno e causa la morte di un neonato non può essere condannata?

Ma la storia non finisce qui, vero? Perché il peggio deve ancora venire: se l’aborto è considerato un omicidio, perché non considerare un aborto spontaneo come omicidio colposo? Si, è già realtà.
El Salvador, Ecuador, e ora USA… Una donna può andare in carcere per un aborto spontaneo o per un figlio nato morto, perché non si sa mai che proprio lei abbia fatto qualcosa per causarlo.

Come se non si potesse distinguere fra un aborto spontaneo e un aborto indotto.

Donne che hanno realmente avuto un aborto spontaneo non chiederanno aiuto ad un medico. Moriranno di sepsi o dissanguate sul pavimento del loro bagno.
Se si inizia a incarcerare donne e medici per aver preso decisioni riguardanti la salute, che non interessano nessuno se non loro stessi, allora bisogna aspettarsi che le donne smettano di rivolgersi ai medici per sottoporsi a procedure sicure e inizieranno invece a ordinare pillole online o ad usare qualsiasi strumento metallico esse riescano a trovare per porre fine autonomamente alla propria gravidanza.

Tutto ciò non ha nulla a che vedere con la “sacralità della vita”. Non più. Si tratta solamente di controllare le donne. Null’altro.”
(Sena Garven)

Il richiamo femminista per chiudere in allegria.

in realtà l’articolo è una sequenza di falsità, che sia vietato l’aborto quando è a rischio la vita della madre, a rischio la vita e non il benessere psicofisico. Benessere psicofisico che può anche essere: non riesco a seguire le lezioni.

Mi fa ridere che spesso chi lotta strenuamente per l’autodeterminazione delle donne poi spesso sia il primo ad applaudire all’utero in affitto. Cioè se Maria rimane incinta di Giuseppe il corpo è di Maria e Giuseppe deve stare zittissimo. Se Maria si fa implementare l’embrione del figlio di Gianpiernaik invece quell’embrione, quella gravidanza la deve portare avanti ad ogni costo pena una “condanna a morte ecomomica” oppure se Gianpiernaik cambia idea deve abortire altrimenti son penali su penali.

il problema del “voglio fare il BIP! che mi pare sempre e comunque” è che se tu ti arroghi tale diritto poi tale diritto viene preteso anche da altri. E allora son dolori per tutti.

SPILLO/ La solidarietà energetica pronta a spaccare l’Europa

Articolo molto interessante; c’è un cambio di ruoli con le “cicale” di ieri che si son ritrovate ad essere, grazie al nucleare, le “formiche” di oggi e le “formichine” che sparavano a zero contro le cicale ad essere adesso loro nel ruolo di cicale grazie a politiche energetiche dissennate.

Sorgente: SPILLO/ La solidarietà energetica pronta a spaccare l’Europa

Ieri il ministro dell’Energia tedesco Habeck, a margine dell’incontro dei ministri dell’Energia europei a Bruxelles, ha fatto un appello alla solidarietà energetica europea: “Una crisi dell’offerta in un Paese porta a una crisi economica in un altro. Abbiamo bisogno di solidarietà”; “da mesi chiedo la firma di accordi di solidarietà più forti”. Ieri il Financial Times non si è potuto esimere da segnalare l’inversione dei ruoli perché fino a oggi erano stati gli altri Paesi europei a chiedere solidarietà finanziaria alla Germania. La quale è riuscita a sfruttare venti anni di globalizzazione e di contesto geopolitico favorevole, oltre all’euro, accumulando surplus commerciali e finanziari record. Oggi lo scenario è cambiato radicalmente e ci si chiede cosa rimanga di quel modello con la rottura delle catene di fornitura globale, la guerra in Europa e la mancanza di energia a basso prezzo che è una condizione necessaria per un Paese manifatturiero e quindi energivoro per definizione.

l’errore è stato voler uscire dal nucleare sfruttando l’effetto fukushima per arruffianarsi i verdi seguendo chimere ecologiche e finendo solo per legarsi alle forniture della russia. Russia che non avrà scrupoli ad usare tutte le armi, comprese quelle energetiche, in suo possesso. Come è ovvio che sia per chi conosce cosa significhi essere in guerra.

Il paragone con le tensioni finanziarie che si sono avute ciclicamente in Europa dalla crisi di Lehman è inevitabile. Non è per una rivendicazione fuori tempo rispetto a un supposto egoismo tedesco. Gli spread, le polemiche tra Paesi virtuosi e non, tra Paesi con tanto debito o poco all’interno dell’Europa sono state ciclicamente un motivo di preoccupazione per la tenuta dell’euro e dell’Europa. Nel 2011 si scommetteva sull’uscita di Grecia, Spagna o Italia dalla valuta comune. Gli spread si sono aperti durante i mesi del Covid e poi negli ultimi mesi, nonostante Draghi, per i timori di una stretta monetaria e poi di una recessione. Finora la costruzione è rimasta in piedi nonostante le tensioni finanziarie tra Paesi. È oggettivo che avere all’interno della stessa area monetaria, e non solo monetaria, Paesi con costi del debito e andamenti economici divergenti sia un fattore ciclico di stress che alla lunga non può continuare; la soluzione a questo problema può essere o la rottura o un’unione definitiva.

Cosa ovvia, o ci si unisce e si decidono politiche unitarie oppure ognuno per sè, il w l’europa se mi conviene, sovranismo altrimenti è deleterio. E questo giochetto non lo fanno solo “i sovranisti”; giova ricordare le azioni dell’italia verso la legge sulla sperimentazione animale e il suo recepimento.

Oggi lo stress, le fratture all’interno dell’Europa rischiano di essere molto più vitali di quelle finanziarie. Si avvicina uno scenario in cui i francesi, gli spagnoli e altri saranno in grado di far funzionare le proprie imprese e di scaldare le case mentre i cittadini di altri Paesi, come Germania e Italia, non potranno scaldarsi o dovranno chiudere le imprese. Non è chiaro come possano coesistere Paesi con caratteristiche così diverse all’interno di una stessa unione monetaria che impone regole burocratiche o finanziarie a tutti. La solidarietà europea vorrebbe dire che per garantire qualche grado in più o qualche impresa aperta in più in Germania i francesi, che potrebbero non rinunciare a niente, dovrebbero patire un po’ di freddo o far salire un po’ la disoccupazione. È uno scenario di stress interno molto più radicale e minaccioso di qualsiasi crisi finanziaria; una divaricazione di questo tipo sarebbe impossibile da gestire con l’attuale struttura europea.

sopratutto se l’amico Fritz dopo averti rotto le scatole con “ma perché io devo rinunciare a X per aiutare la cicala Michel” chiede  a Michel di fare lui le rinuncie per aiutarlo.

I tentativi del Governo italiano di ottenere un tetto del prezzo del gas in sede europea sono falliti e la discussione è stata rimandata a ottobre quando l’inverno sarà alle porte. Nell’attuale struttura europea non c’è una soluzione europea; la politica energetica non si improvvisa in sei mesi. Gli appelli alla solidarietà europea implicano una condivisione molto superiore a qualsiasi cosa si sia vista dopo la crisi dei debiti sovrani o dopo il Covid; la Bce non può stampare elettricità o gas. Le politiche energetiche sono nazionali e i problemi si potrebbero e dovrebbero affrontare senza l’Europa, ritagliandosi spazi di autonomia che tutti si sono sostanzialmente presi. Gli accordi sul gas in Qatar o in Algeria sono nazionali non “europei”. Sarebbe meglio non caricare l’Europa di aspettative impossibili da rispettare sperando che faccia quello che non può fare.

Chi carica son gli europeisti per interesse convinti che bruxelles sia un baluardo per fermare gli antipatici. Un flop dell’europa sarà attribuito a loro.

La crisi energetica, se e quando ci sarà, sarà un elemento di tensione all’interno dell’Europa almeno importante come quella finanziaria. Se gli europei hanno fatica così tanta fatica a digerire la solidarietà finanziaria non è chiaro come potrebbero comportarsi di fronte alle richieste di solidarietà energetica con tutto quello che questo comporta in termini di tensioni sociali.

un vantaggio è che virtuosi e cicale si stanno scambiando di posto quindi o ci si unisce e gli ex virtuosi la smettono di voler fare sempre i primi della classe o si sfascia tutto e inizia la campagna acquisti.

conseguenze indesiderate dello spot gay friendly

Mi è capitato di vedere uno spot dove la nonna, rompico***ni, chiede puntualmente al nipote “e tu quando ti trovi la fidanzata?”, poi il nipote confessa di essere gay passa a chiedere “e tu quando ti trovi il fidanzato” e poi a fidanzato trovato chiede quando vi sposate?

Che dire, lo scopo di far parlare di sé, e in parallelo dell’azienda promossa, è stato raggiunto a pieno. Qualche riflessione ci sarebbe da fare invece sul gay pride e sulle discriminazioni. Immaginiamo per un attimo che a dicembre sia pieno, come capita, di spot sul buon natale e celebrazioni tradizionali del natale. Portare avanti la protesta che vogliono “abolire” il natale apparirebbe forzato e campato per aria, paranoie da fissati. Ecco, lo spot ha quel piccolo effetto collaterale; l’essere omosessuali viene presentato, negli spot, come normale e accettato. Ma questo cozza con la narrazione “tutti mi discriminano, tutti mi odiano, omofibi fassisti…” Così come uno spot che ripete ossessivamente “buon natale” cozza con la narrazione “vogliono abolire il natale…”. Si possono far passare quegli fissati con l’abolizione del natale come una minoranza di fissati e chi pensa ossessivamente a loro come dei paranoici fissati a loro volta.

Penso che quella narrazione, i gay tremendamente discriminati tanto da dover invocare leggi speciali per la tutele, tra un poco cozzerà contro la narrazione “gayfriendly” di cui le aziende, nel mese del pride, stanno abusando, e il risultato sarà di far apparire chi si lagna di omofobia come dei fifoni paranoici; è tutto pieno di bandiere arcobaleno in ogni dove, com’è che siete discriminati e odiati?

sulle povere donne usa che non possono abortire

fonte, un commento nell’articolo: https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2022/06/26/toh-anche-uriel-fanelli-si-e-rotto-i-coglioni/

Tu però non sai una cosa: negli USA non c’è mai stato il diritto d’aborto, non c’era un mese fa e nemmeno dieci anni fa. Non c’era con Roe vs Wade in vigore.
Non c’era alcun “diritto” all’aborto: c’era solo la garanzia di poter ACQUISTARE un aborto, ma dovevano PAGARSELO.
Dire che negli USA con Roe vs Wade le donne avevano diritto all’aborto è come dire che tu hai diritto ad avere casa ai Parioli: sei contento di avere diritto a questa casa? Bene sei a posto. Ora non ti resta che comprartela.

Ecco quindi che la storiella “donne povere” non esiste perché 5.000-10.000 $ non li potevano spendere nemmeno prima. E quella che invece li può spendere non ha certo problemi ad aggiungerne 100-200 per il biglietto aereo andata e ritorno in altro stato o in Canada.

Unione Europea. Presidente Putin muove e da scacco matto in due mosse. – SenzaNubi

Un punto di vista interessante. C’è da dire che rincorrere la “soluzione verde” dando retta alle sirene ecoimbecilli convinte che si potesse far girare il mondo solo con sole e vento è stato un legarsi mani e piedi verso i possessori di gas e petrolio. Lo stesso che capitò nella crisi del 1973 quella delle domeniche a piedi e dell’austerità.

Che che ne dicano il “ventre molle” dell’europa sono la germania e l’italia e, imho, il rischio è di legarsi maggiormente agli USA venditore usato per sostituire il gas russo oppure si ricorrerà agli ipocriti “Triangoli” acquistando a piene mani gas brasiliano, cinese, sud africano, indiano…

Sorgente: Unione Europea. Presidente Putin muove e da scacco matto in due mosse. – SenzaNubi

Unione Europea. Presidente Putin muove e da scacco matto in due mosse.
Pubblicato il 2022-06-27
Giuseppe Sandro Mela.

2022-06-27.

2022-06-21__ scacchi 001

I paesi del blocco europeo stanno mandando armamenti e munizioni alla Ukraina, che è in conflitto con la Russia.

Essi vogliono che la Ukraina sia ammessa nella Unione Europea e nella Nato. E questo è stato fatto in modo plateale, con i capi di stato confluiti di persona a Kiev. Di questi giorni hanno bloccato il corridoio che unisce Kalinigrad alla Madrepatria.

Infine hanno messo sanzioni sull’import del petrolio russo trasportato per via marittima.

Mr Putin non è tipo da porgere l’altra guancia.

La sua silenziosa azione si esplica in due tempi, ben ponderati.

Intanto ha quasi dimezzato il flusso di gas naturale verso il blocco europeo. Così facendo non blocca quegli stati, ma impedisce loro di ampliare le scorte strategiche, ed in molti casi anche ad attingere da esse. Lo scopo è quello di portarli agli inizi dell’inverno avendo quasi esaurito le riserve di gas naturale.

Raggiunto questo primo obiettivo, Mr Putin sospenderà del tutto l’erogazione del gas. Con riserve esigue e senza gas i paesi del blocco europeo vedrebbero azzerarsi la propria produzione di energia elettrica.

E l’inverno è lungo. Passato poi senza corrente elettrica, al buio, al gelo, con tutto il sistema economico, produttivo e sociale bloccato darà ampi spunti di ripensamenti.

Ma potrebbe anche essere verosimile una rottura dei sistemi di rifornimento dai grossisti ai dettaglianti, specie nel settore alimentare. Nel caso la fame sarebbe maieutica.

Sorella Fame viene sempre in compagnia della Comare Miseria, e queste due arrivano per rimanere ed anche a lungo.