Quando morì il 25 aprile.

Stavo sentendo le, oramai, puntuali polemiche sul 25 aprile e festività annesse. Quando è morta la festa del 25 aprile? quando è passata da festa nazionale della liberazione a “bile party”? Ho fatto un poco di mente locale ed alla fine l’ho capito; la festa morì quando passò dall’essere la celebrazione della liberazione alla festa contro berlusconi. Nel 1994 la gioiosa macchina da guerra prese una sventola non da poco. Mani pulite e forcaiolismo annesso avevano fatto, letteralmente, piazza pulita del pentapartito e di tutti i suoi uomini di punta. Nonostante i sogni bagnati di tanti orfani dell’URSS le seconde linee del pentapartito (Casini, Mastella e compagnia cantante), insieme alla destra finiana e alla lega, dettero una sberla non da poco alla gioiosa macchina da guerra ed a tutti gli accultuVati fiancheggiatoVi.

Il 25 aprile del 1995 divenne la festa contro berlusconi; i paragoni Berlusconi = Mussolini, ripresero forza, invece di pensare all’unione si urlò che solo la sinistra era l’unica vera erede dei partigiani (e di riflesso che solo i partigiani rossi rossi erano gli unici degni partigiani, per gli altri: i bianchi, i monarchici, i liberali, o si taceva con un imbarazzato silenzio oppure si parlava di “venduti agli americani”. E la mitologia del partigiano rosso che con il suo mitra libera l’italia per poi essere a sua volta invaso dagli americani, prese forza. Si cercò di modificare la storia: dimenticare che l’italia venne liberata soprattutto grazie ai carri armati degli alleati, la tragedia della shoa venne banalizzata trasformando qualsiasi cosa in shoa e, cosa peggiore, le vittime di ieri vennero nominate carnefici di oggi. Pur di dar contro al berlusco, visto che si era incapaci di dare risposte politiche, ci si appoggiò da una parte agli intellettuali di partito e dall’altra ai ragazzini che giocavano a fare gli anarcorivoluzionari.

Il risultato alla fine è stato che la festa da festa di unione è diventata la celebrazione religiosa di una resistenza mitizzata e divinizzata contro chiunque non si riconosca in tale mitizzazione. C’è una casta religiosa, come l’ANPI, che si arroga il diritto di parlare per la divinità e di concedere patenti di moralità, la discussione storica sulla resistenza viene occultata; tutto quello che contrasta con il mito deve essere per forza falso, e ultima cosa la “mitica resistenza” viene presa come esempio e giustificazione per azioni di basso teppismo.

Errori gravissimi. Prima cosa: il creare un mito religioso significa poi trovarsi a fare i conti le contraddizioni e le incongruenze della storia. Un nome che “rompe” per la storiella partigiani buoni buonissimi contro fascisti tutti cattivissimi e assassini: Giorgio Perlasca1 persona di destra che è anche stata fascista convinta. Oppure la storia della brigata Osoppo e l’eccidio di Porzus. E invece di ammettere luci ed ombre di un fenomeno complesso si reagisce con rabbia e con persecuzioni verso gli eretici. Altro errore dell’attualizzare tutto è che se tutto è fascista allora nulla è fascista. Se qualunque tragedia, vera o presunta, viene paragonata alla shoa allora si perde proprio il senso e l’enormità della tragedia.

L’aver “attualizzato” la festa spiega bene come mai sia diventata la festa sbroc dove i partigiani “mitizzati” divennero i raddrizzatore di banane equosolidali e le loro azioni “mitiche” giustificano quelle dei loro autonominatisi eredi, e simpatizzanti. Questo spiega bene questione ANPI – Brigata Ebraica. Anche la questione della Brigata Ebraica rompe la figura dell’eroico raddrizzatore di banane equosolidali e la lettura buoni buonissimi contro cattivi cattivissimi come perlasca o l’eccidio di porzus. E come la storia insegna spesso i fedeli fanatici sono i primi a reagire “male” contro tutto quello che contrasta con la loro fede religiosa2. Buffo comunque che, comportandosi come i peggiori oscuratisti, si richiamino a valori come la libertà di parola o di dissenso. Come dire: molti erano antifascisti solo perché non piaceva il colore della camicia, tutto il resto era OK3.


  1. Ricordo le polemiche per il film su Perlasca perché un “fascista” faceva la parte del buono. Se c’è una cosa che manda in tilt i cervellini semplici è vedere lex luthor in aiuto a superman. 
  2. Puntualmente si ripetono gli stessi comportamenti che, a parole, si dice di deplorare. 
  3. Spesso i più fanatici antifascisti furono proprio i campioni olimpionici di cambio della casacca in corsa. 

Associazione nazionale partigiani fascisti italiani…

In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti
[Ennio Flaiano]

Stavo leggendo dell‘espulsione della Puppato dall’ANPI, imho una zappa sui piedi solenne che sputtana l’associazione e la spinge verso l’irrilevanza politica facendole perdere il suo status, per quanto farlocco, di associazione moralmente superiore.

L’argomento del contendere è, guarda caso, la riforma della costituzione. Riforma per la quale l’anpi, come associazione, ha sposato la causa del no.

Anpi-Puppato, bufera sul referendum
Espulsa, anzi no. «Ma ci rispetti»
Il presidente trevigiano Lorenzoni rifiuta l’iscrizione a Montebelluna: «Non siamo il Pd che ognuno fa quello che vuole»

«Il suo è stato un gesto poco corretto, perché chiedere la tessera in una sezione periferica dopo che la tua sezione te l’ha rifiutata?», dice il presidente provinciale dei partigiani citando tutti gli organismi direttivi dell’Anpi che hanno votato quasi all’unanimità la contrarietà a questa riforma. «L’Anpi si è schierato per il “no” perché ha il dovere di difendere la nostra costituzione. Ognuno ovviamente vota come vuole nel segreto dell’urna, ma non accettiamo soci che fanno propaganda attiva contro la nostra associazione e i suoi principi. Per questo quando mi arriverà il tesserino di Puppato glielo rispedirò indietro coi soldi che ha versato. Noi non siamo il Pd dove ognuno fa quello che vuole, le decisioni dell’Anpi si rispettano».

Fascismo puro: dove è scritto, nello statuto dell’ANPI, che gli iscritti devono rispettare le direttive politiche decise dal direttivo? In una associazione per farne parte basta “condividere” gli scopi dell’associazione, non c’è scritto “credere obbedire e combattere” per il direttivo. L’anpi non ha nello statuto l’opposizione a qualsiasi riforma della costituzione. Il direttivo può votare per la messa al bando della birra da parte degli iscritti, ma sta compiendo un abuso bello e buono visto che lo statuto, la costituzione della società, non consegna loro tale potere.

L’ANPI ha sbagliato a prender parte nella contesa politica sulla costituzione, ha sbagliato perché se diventi “in partes” perdi lo status di super partes e non puoi lamentarti se l’altera partes tira schiaffoni. Senza considerare che questa espulsione, con le sue motivazioni, fa a cazzotti con lo spirito della costituzione, costituzione che dicono di voler difendere.

Puppato ha accolto con amarezza le parole di Lorenzoni. «Difendo questa riforma costituzionale, alla quale ho lavorato a lungo», dice. «Penso che essere partigiani oggi sia dare a tutti la libertà di manifestare il proprio pensiero. Queste sono scelte scellerate, quasi leniniste: a sentirle, qualche partigiano si rivolterebbe nella tomba. (…) Il clima che si respira oggi in Anpi è molto triste».

Leninisti… ROTFL…

Nel pomeriggio di giovedì, nel mezzo della bufera, il mezzo dietrofront dell’Anpi. «Nessuno espelle nessuno, i nostri iscritti sono liberi di votare sì ma non facciano la campagna elettorale contro il no» ha precisato il presidente dell’Anpi di Treviso, Umberto Lorenzoni.

Perché gli iscritti non possono esercitare i loro diritti politici come prevede la costituzione? L’ANPI è una associazione apolitica o è un partito? Se è un partito allora lo dica chiaramente ma poi non cerchi di ammantare di “super partes” la sua azione politica.

Fasciofobia

Stavo leggendo i vari commenti sull’idea del fertility day da parte del ministero della sanità. Imho se si vuole avere una ripresa “demografica” sarebbe opportuno investire in strumenti di supporto per le famiglie (asili, doposcuola etc. etc.) e garanzie per i lavoratori che in inutili campagne informative.

Ma non voglio parlare di quello quanto delle polemiche fatte tirando fuori, guardacaso, di nuovo il fascismo. Sì, durante il fascismo venivano incentivate le nascite e l’avere le famiglie numerose. Però questo non significa che il tutelare le famiglie numerose e mirare ad un incremento demografico sia una caratteristica peculiare del fascismo.

Paradossalmente l’aver reso il fascismo da fatto storico oramai da consegnare alla storia a Satana contro il quale il fedele deve lottare ha avuto la lieve controindicazione di far ritenere “male” qualsiasi cosa sia stata fatta dal governo durante il periodo, anche se potrebbe essere utile, anche se è necessaria.

Svantaggi evidenti della demonizzazione ad oltranza.

 

Fascisti a Bologna

Il solito; gli antifascisti (o meglio i fascisti anti) usano i classici sistemi delle squadracce fasciste.

fonte
Bologna vieta una piazza “calda” a Salvini. L’ira del leader: “Vergogna”Bologna vieta una piazza “calda” a Salvini. L’ira del leader: “Vergogna”

Il 2 giugno niente accesso in Piazza Verdi, storica “casa” degli universitari, per motivi di ordine pubblico. La rabbia dei vertici del Carroccio: “Ma giovedì saremo lo stesso in città”. Merola: “Rispettino decisione delle autorità”

Che dire? salvini non mi piace, lo considero una terza linea promossa perché chi aveva davanti è stato fatto fuori però fra un suo spettacolo e dei fascisti che usano gli stessi democratici sistemi di confronto usati dalle camice nere. Che poi il “martirizzare” salvini, è un modo per fargli tanta, ma tanta pubblicità gratuita oltre che portargli le simpatie di chi non sopporta le frange più estremiste degli “opliti del bene”. Se la lega avrà un exploit a bologna sappiamo chi ringraziare.

 

I buoni son sempre buoni…

… anche quando hanno comportamenti da cattivi.

Una prova della partigianeria di certe persone che impedisce loro di vedere la realtà per come è ma che la deforma con le lenti dell’ideologia è emersa da alcune notizie recenti come:

Svezia, pugno alzato davanti al corteo di estrema destra: Tess Asplund sfida 300 neonazisti

Braccio alzato e pugno chiuso: questo il gesto di Tess Asplund che ha fatto il giro del mondo. Lei, una donna 42enne di colore, che ha sfidato 300 neonazisti in uniforme durante il corteo del Movimento di resistenza nordica

oppure questa:

Blitz in libreria, Salvini contestato: il collettivo Hobo strappa i suoi libri

Dopo le contestazioni a Matteo Salvini alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna, il collettivo Hobo ha concluso la propria protesta nella libreria Feltrinelli, sotto le due torri, dove hanno distrutto il libro Secondo Matteo, dello stesso leader della Lega. Lo hanno rivendicato gli stessi attivisti, che hanno diffuso anche le foto e un video. «Abbiamo raccolto – hanno detto in una nota – l’invito di Salvini a `svuotare le librerie´, abbiamo ripulito il negozio dal suo libro Secondo Matteo, ridotto in brandelli e affidato all’unico luogo che lo può ospitare, cioè la pattumiera della storia». Il collettivo ha anche accusato il rettore Francesco Ubertini, che ha incontrato Salvini, di «aprire le porte della nostra università a un leader razzista e xenofobo».

Sinceramente: rimedi molto peggiori del male rappresentato dal movimento norvegese oppure da Matteo Salvini. Se si guarda attentamente il filmato la signora è stata solo toccata e spostata in maniera abbastanza cortese, mentre alcuni cameraman spostano, in maniera molto più decisa, una persona che ostacolava le riprese. Ha corso rischi per la sua incolumità fisica? no, non sembra. E’ stata bersagliata da uova, pietre, sputi o altro? neppure.  E quindi dov’è l’eroismo della tizia, cosa ha fatto di tanto eclatante ed eroico da venire esaltata? Poi se è legittimo ed eroico contestare una manifestazione che non si approva stando fermi a pugno chiuso, come mai invece contestarla leggendo fermi un libro è un comportamento riprovevole?  O come molti hanno notato il versare la cocacola sul fumetto LVI da parte di persone appartenenti a casa pound, è stata giustamente considerata una azione riprovevole e fascista, per quale motivo invece l’entrare in libreria e strappare libri (che imho sarebbero finiti in ogni caso al macero visto che i politici non vendono molto) è invece una azione eroica antifascista.
La risposta che molti son tentati di dare è che nel primo caso si contestava una manifestazione, presunta neonazista, e nel secondo si strappavano pagine di un libro di una persona xenofoba e fascista. Ma questo mostra solo faziosità e incapacità di astrarre e capire che le leggi devono essere generali e che in ogni caso si dovrebbero rispettare.

Se una manifestazione è stata autorizzata, l’impedirla o l’ostacolarla è reato. Nulla vieta di organizzare una contromanifestazione, attività di sensibilizzazione tutte cose lecite e giuste, e se proprio si ravvisano abusi e reati nell’autorizzazione alla manifestazione si può denunciare alla magistratura e chiedere che sia un terzo a valutare quanto le accuse siano fondate. Invece è un errore il pretendere di sostituirsi al giudice e in nome di non meglio precisati motivi etici, impedire od ostacolare.

Stessa cosa per Salvini; l’entrare in una proprietà privata per compiere danneggiamenti è un comportamento da teppisti, comportamento che paradossalmente porta molte simpatie a Salvini. Io personalmente, per quanto lo consideri una terza linea arrivato al comando solo perché chi c’era davanti a lui è stato fatto fuori, preferisco mille volte che lui tenga mille comizi all’avere un autonominato comitato degli ulema della costituzione che cercano di impedire, con la violenza, il comizio.

Paradossalmente si finisce a mostrare Salvini come un sincero democratico e i “neonazisti svedesi” come un movimento molto più corretto e cortese dei loro contestatori, cosa poi capitata in italia con le sentinelle in piedi. Molti alla fine hanno provato simpatia per loro a causa della antipatia che causavano le reazioni violente e scomposte alle loro manifestazioni. Eppure il modo corretto di contestarli esisteva, senza bisogno di ricorrere alla violenza od alla volgarità, senza usare sputi e uova. Senza compiere le stesse azioni che, se fatte da altri, essi stessi sono i primi a deplorare.

Questa è una riflessione che scrissi quando l’onorevole scalfarotto definì “manifestazione moralmente inaccettabile” una manifestazione delle sentinelle in piedi:

Essere per la libertà di espressione e di parola significa anche rendersi conto che gli altri possono andare in piazza a dire cose che non ci piacciono e, tollerare, in nome della libertà di parola, che lo facciano. Essere per la libertà di parola purché le manifestazioni non siano per questioni che non condivido significa essere per la libertà di parola tanto quanto lo erano i capibastone fascisti. Anche sotto il fascismo eri liberissimo di manifestare per lodare Mussolini. E sinceramente di un ritorno del fascismo, stavolta in camicia hawaiana invece che nera, ne farei volentieri a meno.

Una piccola nota a marginer: se sei convinto di essere in guerra e di essere l’eroico partigiano che lotta contro i demoplutonazisatanisti poi non stupirti se in guerra il nemico lotta contro di te. E, se più abile, cattivo o violento, vince. La realtà non è un fumetto dove i buoni devono, per esigenze di copione, vincere sempre.

 

anche i bancomat sostengono salvini

fonte: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/02/11/proteste_contro_matteo_salvini_viale_sant_avendrace_blindata-68-467542.html

Momenti di tensione durante la protesta contro Matteo Salvini a Cagliari. Alle 11,15 la polizia ha caricato i manifestanti dopo un lancio di uova e vernice.
Il leader della Lega è arrivato nell’isola per tra appuntamenti elettorali. In mattinata il primo incontro nel capluogo, dove è prevista l’inaugurazione della sede del movimento “Noi con Salvini”.
Questa mattina sono comparse scritte e cartelli contro il leader leghista. Qualcuno ha danneggiato anche uno sportello bancomat del Banco di Sardegna.

Sinceramente son convinto che imbecilli simili siano una benedizione dal cielo per Salvini e che portino a lui in dote tanti, ma tanti, voti di gente che, obtorto collo, preferisce lui alla teppaglia fascista-anti per la quale ogni pretesto è buono per lasciarsi andare ad atti di teppismo, sputtanando in primo luogo proprio la fazione che, a parole, si dice di voler sostenere.

Concludo con una frase di Minkia Mouse, frase che considero epica:

“Il coglione è quello che crede di cambiare il mondo cambiando il colore dei muri” 

 

fascisti anti

Salvini è andato a “provocare” a bologna e i soliti “fascisti anti” ci son cascati con entrambi i piedi mostrando platealmente e per l’ennesima volta di non essere “antifascisti” ovvero persone che si richiamano agli ideali repubblicani e costituzionali ma semplicemente “fascisti anti”, fascisti con una maglia di diverso colore. Infatti riproducono paro paro i modus operandi dei fascisti: l’uso della violenza di piazza per “chiudere il becco” all’avversario, il mettersi a dare patenti di moralità, l’identificare l’avversario politico non come una persona portatrice di altre idee ma come il male assoluto da combattere senza esclusione di colpi. Tante cose viste e riviste nel ventennio.

E le loro azioni, da gnomi, paradossalmente son funzionali a rendere Salvini un gigante. Le persone normali poste davanti all’alternativa fra un Salvini ed un altro politico con idee diverse valutano e molto probabilmente sceglieranno altro. Poste invece davanti all’alternativa Salvini contro teppaglia che vandalizza la città per manifestare la propria antipolitica; tante parole contro Salvini ma poche su cosa fare al posto di quello che Salvini dice, sceglierà, turandosi il naso, Salvini. Fra uno che rispetta il gioco democratico e un fascista doc, anche se con la maglietta del che invece che la camicia nera d’ordinanza, che pensa di imporre con la violenza il suo punto di vista, si tende a preferire sempre il primo, per quanto farlocco o corrotto possa essere.

La verità, mostrata dalla storia è questa. Le rivolte in piazza e le azioni da black block che risultati politici hanno ottenuto? Nulla, nada, zero. E quanti voti hanno portato ai loro partiti di riferimento? qualche seggio per qualche fortunato e basta, niente che potesse incidere sulla politica nazionale o locale. Anzi simili azioni hanno accelerato la distruzione della sinistra intesa come parte politica ridotta a poche fazioni minoritarie e costantemente in lotta fra di loro in una stolta gara a chi è il più puro (ed ha il diritto morale di epurare).

La nuda e cruda verità è quella, casini come Genova 1960, o il G8 di Genova e le innumerevoli guerriglie urbane per un pretesto o per un altro raramente hanno portato simpatie politiche; spesso coagulavano il nocciolo duro dei fans e facevano scappare tutti gli altri, e li facevano scappare nel segreto dell’urna. Se domani vincerà Salvini sarà anche grazie a simili chiassate fatte da, come diceva giustamente minkia mouse rispondendo ad un post dei 99 posse, “coglioni che pensano di cambiare la società cambiando il colore dei muri”.

 

mussolini dittatore blando (l’errore di gridare troppo al lupo al lupo)

Leggendo la questione della “censura” a Fedez mi è venuto in mente questo vecchio articolo di Michele Serra:

Qualcuno riesce a immaginare un liceo tedesco che, nel 2012, esponga nella sua aula magna un quadro encomiastico raffigurante Adolf Hitler? Ovviamente no. E allora: perché un liceo di Ascoli ha pensato di esporre nella sua aula magna un ritratto di Benito Mussolini a cavallo? (E perché un sindaco del Lazio ha intitolato addirittura un mausoleo al maresciallo Graziani, genocida, gasatore di africani, tra i simboli più spregevoli del razzismoe del colonialismo?E perché, nelle sue varie forme, l’ apologia del fascismo prospera nel nostro paese, unico in Europa?). Ispiratore di Hitler e del nazismo, suo complice diretto nella deportazionee nel genocidio degli ebrei (degli italiani ebrei: traditore, dunque, del suo popolo), Mussolini gode negli ultimi anni di una sorta di inspiegabile franchigia. Per colpa di una destra ignorante e frustrata, diversa da tutte le destre di governo europeo, è passata l’ idea che il sedicente Duce fosse, a differenza del suo allievo tedesco, un dittatore blando, e uno statista vittima degli inciampi della storia. Il risultato è che un preside di scuola, funzionario pubblico, si stupisce e si rammarica delle reazioni suscitate dal ritratto equestre di colui che ci portò alla guerra razzista, e alla rovina della Patria.

MICHELE SERRA

 
Il problema sollevato da michele serra esiste ma, e qui dissento da lui, ha sbagliato completamente la causa prima dello sdoganamento e dell’annacquamento della tragedia del fascismo. La causa reale di ciò è l’abuso di “antifascismo” e di accuse di fascismo.

Consideriamo l’ultimo caso in ordine di tempo: Fedez e la presunta “censura”, censura che non esiste e che non è mai esistita, però uno che non conosce bene la storia a cosa penserà quando sentirà parlare della censura fascista? che i fascisti vietavano di registrare come marchio le copertine dei dischi? che gli artisti erano discriminati perché non gli permettevano di produrre T-shirt con il loro marchio? L’abuso di termini come censura e fascismo usati, a sproposito, e per enfantizzare alla fine toglie tutta la drammaticità legata ai termini ed al vissuto storico.  Se leggiamo i giornali l’avversario politico, per chiunque non sia di destra-destra, è sempre fascista. Fascista Grillo, fascista Renzi, fascista Berlusconi, Napolitano, Fini, Casini, Bertinotti (per essere andato alla festa dei giovani missini), Di Liberto (per aver votato si alle bombe americane sulla ex jugoslavia)… insomma se tutti son fascisti allora nessuno lo è. E, più grave, si pensa che mussolini sia stato un dittatore “alla berlusconi”. Al berlusco si possono dire molte cose ma quanti giornalisti, politici di partiti avversi, oppositori ha ucciso o esiliato?
Il “dittatore blando” è figlio dell’abuso di accuse di fascismo purtroppo, la censura blanda figlia di tanti piagnistei e capricci “alla fedez”.

Quello che ha sdoganato mussolini è stato il gridare talmente tanto a vuoto “al lupo, al lupo” che oramai nessuno crede più all’esistenza dei lupi. E su questo i distributori di patenti di “fascista” e “democratico” dovrebbero fare qualche riflessione. Forse più che ad una destra pasticciona la colpa è di quanti, per darsi un tono e coprire altre manchevolezze, cercano di spacciare lucertole per draghi.

25 aprile…

Sinceramente le troppe tonnellate di retorica sparse a sproposito e i commuoventi appelli mi danno un leggero senso di nausea.
Da festa della fine della II guerra mondiale in italia, con tutto quello che significa è diventata la festa della “presunta” vittoria nel derby imbecilli rossi vs imbecilli neri.

Piaccia o no il fascismo in italia è stato cacciato a causa delle truppe dell’alleanza angloamericana e non a causa delle azioni dei partigiani. Son stati un aiuto, le loro azioni, pur con luce ed ombra, son state encomiabili ma non son stati loro a sconfiggere il fascismo. Anzi spesso le azioni dei partigiani, insieme a qualche interessato cambio di casacca(1), son servite a molti per rifarsi una verginità e spararsi pose da vestali più immacolate della Madonna.

Così come non sopporto i partigiani 2.0 che invece del fucile in montagna usano la tastiera su faccialibro, uno spettacolo fra il penoso e il patetico. Un disperato tentativo di far risorgere il fantasma di un drago morto 75 anni or sono solo per spararsi pose da novelli san giorgio. Dovrebbe essere un giorno di ricordo e di monito per evitare quello che è stato e non un pretesto per festeggiare la vittoria del derby e paragonare il presidente del consiglio in carica a Hitler e Mussolini.(2) La controindicazione della nazistificazione a iosa di qualsiasi cosa non vada a genio alla fine serve solo a facilitare il lavoro di chi vorrebbe far  credere che Hitler fosse stato ‘nu bravo guaglione la cui unica colpa è stata di costringere i tedeschi a guardare le trasmissioni di marien von philippus e di spedire ad auschwitz chi non le apprezzava. Cioè il contrario di ciò che si voleva ottenere con l’istituzione della festa della liberazione.

(1) Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti. [W. Churchill]

(2) Quante persone al confino o ai campi di sterminio hanno avviato Berlusconi o Renzi? Ecco.