Palermo, studenti mostrano video che equipara leggi razziali al dl sicurezza di Salvini: prof sospesa – Il Fatto Quotidiano

Il fatto ha pubblicato questa notizia “Palermo, studenti mostrano video che equipara leggi razziali al dl sicurezza di Salvini: prof sospesa – Il Fatto Quotidiano“, notizia riportata anche da altre testate.

Devo dire che sono perplesso, la vicenda, per come è raccontata, ha abbastanza punti oscuri. Gli studenti hanno fatto “motu proprio” o con autorizzazione o meno del docente?  Se il “docente” è stato lo sponsor del filmato, perché allora parlare di omessa vigilanza e non della manchevolezza precisa?

Come dire: Tizio viene accusato di aver minacciato Caio con un coltello e per questo motivo Tizio si è beccato una multa per divieto di sosta; no, non quadra.

A margine: io penso che la politica e l’attualità debbano stare fuori dalle aule, nel caso gli studenti pongano domande è anche giusto che il docente risponda ma è sempre meglio che il docente non esprima le sue idee politiche in classe o, cosa molto più grave, usi le lezioni come pretesto per l’indottrinamento. Da considerare che talvolta più si cerca di spingere gli studenti in una direzione più loro vanno nell’altra. Parlo per esperienza diretta.

Da notare anche che la libertà di insegnamento non è mai stata e non è la libertà di fare il cazzo che si vuole1 in classe, che che ne dicano alcuni docenti sindacalizzati per i quali l’assunzione in ruolo è una vittoria di serie B a “turista per sempre”. La libertà di insegnamento riguarda due cose: la prima è la libertà di decidere le strategie migliori per insegnare la materia e compiere il lavoro per il quale si viene pagati. O in alternativa di poter insegnare, nel proprio tempo libero, quello che si vuole a chi ha l’interesse ad ascoltarlo senza dover chiedere alcunché a nessuno, non è il diritto a poter tenere comizi politici in classe.

La notizia ovviamente è presentata come una rappresaglia del fascistissimo Salveeny contro la povera “docente di libertà” che ha osato contestare il cosplayer, storiella funzionale per promuovere il film, innovativo, “il ritorno del fascismo LXXVIII”.

Un ultima cosa: spingere sull’equivalenza Salvini = Hitler significa, visto che i paragoni funzionano sempre nei due versi, far credere che Hitler era un pagliaccio, che gli oppositori politici venivano puniti, da Hitler, con tweet di fuoco, che gli ebrei nei lager stessero male tanto quanto i poveri migranti nei CIE. E con queste premesse portare avanti idee negazioniste sulle camere a gas e sulla shoa diventa molto, molto facile. Avete visto camere a gas nei CIE? Ecco.


  1. scusate la licenza poetica. 
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salone del libro e altafonte

Stavo leggendo le polemiche sul salone del libro e la casa editrice, di simpatie neofasciste altafonte.

Imho fornisce materiale utilissimo per una saga sull’autolesionismo e sul fatto che gli “antifascisti” spesso facciano più danno che altro trasformandosi nel miglior puntello per coloro che, a parole, dicono di voler contrastare.

Primo errore: il pretendere che venga sciolto un contratto già stipulato perché non si condividono le idee del boss della casa editrice è un classico comportamento fascista. Perché o le azioni della società sono illegali o violano il contratto, ed allora è giusto che venga cacciata, o non lo sono ed allora il cacciarla, adesso, diventa un abuso. Ottimo materiale per permettergli di spararsi pose da martire.

Secondo errore: il precedente. La morale della storia è che è giusto cacciare chi esprime pensieri che non si gradiscono, ed è un precedente, precedente che poi può essere invocato quando quello da allontanare è una qualche società LGBTQIαβγℵ friendly.

Terzo errore: si avvicinano le elezioni e, invece di parlare di cosa fare in europa, di programmi, di idee, si tira fuori il solito antifascismo di facciata. Votateci perché siamo antifascisti (anche se ci si comporta al loro stesso modo). Ottima strategia che permise al PD di stravincere le ultime elezioni politiche ed a LeU e PaP di superare di gran carriera il 10%…

Quarto errore: l’effetto Streisand; la casa editrice aveva partecipato, in silenzio e senza che nessuno la considerasse, ai saloni precedenti. Adesso ha avuto una enorme pubblicità gratuita, tutti ne parlano e si è fatta conoscere a tutti. Proprio l’effetto opposto a quello che si sarebbe voluto ottenere cacciandola dal salone. Cioè non paga per stare al salone, incassa il risarcimento per la rescissione unilaterale del contratto, e ha tantissima pubblicità.
Chi è sceso in lotta contro Altafonte deve aver utilizzato queste “tecniche segrete di lotta antifascista“.

E quest’ultimo errore dovrebbe far capire quanto sia deleterio appoggiarsi ad antifascisti da operetta, gente pronta ad accusare di fascismo qualsiasi cosa non condivida o non gli vada a genio, gente che adotta comportamenti fascisti per contrastare un fascismo che oramai esiste solo nella loro testa. Per un voto di fanatico che ti porta te ne fa perdere cinque di chi vorrebbe ascoltare programmi, idee e proposte e non vedere gente convinta di essere ancora al 26 aprile 1945.
Sinceramente, con nemici simili quello che dovrebbe essere strano è che il governo GialloVerde non abbia il sostegno della maggior parte delle persone, o meglio è puntellato da TINA perché viene giudicato il male minore.

Libertà, rispettare la tua non significa che puoi essere omofobo o razzista. Tantomeno fascista

Un articolo del fatto che ho trovato molto interessante perché mostra abbastanza bene il “fascismo antifascista”, ovvero il condannare il fascismo perché imponeva di pensare tutti allo stesso modo, gradito a lui, e contemporaneamente tenere lo stesso comportamento che si condanna, ovvero chiunque non la pensi come me è un fascista, razzista omofobo.

Sorgente: Libertà, rispettare la tua non significa che puoi essere omofobo o razzista. Tantomeno fascista – Il Fatto Quotidiano

Una delle cose che mi sono sempre sentita ripetere dagli adulti ogni volta che litigavo con mio fratello (più o meno ogni 20 secondi) era: “la propria libertà finisce dove comincia quella degli altri”. Un sano principio frutto della saggezza popolare e, mi sono resa conto ieri, di un tempo in cui il rispetto della libertà non era così scontato. La Giornata della Liberazione dunque, che nulla ha a che vedere con i diritti di tutti gli unicorni glitterati come me. O forse sì.

La Liberazione è stato l’apice della lotta per far sì che la propria libertà fosse rispettata come limite alla libertà degli altri, mentre in una società fascista ognuno è libero solo nella misura in cui si conforma a un modello imposto, sia questo religioso, politico, etnico, sessuale o qualsiasi altra cosa vi possa venire in mente. Una realtà senza differenze e senza eccezioni, in cui tutti sono uguali non perché hanno uguali diritti, ma perché sono tutti schiavi allo stesso modo. (…)

In realtà non è un problema di stupidità, ma di debolezza al sofismo. Uno dei diritti conquistati dalla Liberazione è il classico: “io ho la libertà di dire quello che penso”. Sacrosanto. Il problema è che quando quello che uno pensa è fascista/razzista/omofobo/transfobico/ecc. sembra ci si imbatta in un circolo vizioso, in un loop etico e filosofico senza uscita, se non fosse per quella benedetta saggezza contadina a cui non importa niente del sofismo e che quindi lo ara col buon senso. La tua libertà finisce dove comincia la mia. Puoi dire quello che pensi, ma nel momento in cui quello che pensi lede la mia libertà di fede, di amare chi mi pare, di vivere in quanto donna, disabile o persona di colore, allora devi tacere. E non vale dire “io ho la libertà di non voler vedere due uomini che si baciano” perché quella libertà tu ce l’hai già: sei libero di guardare dall’altra parte. Due uomini che si baciano non ti toglie la libertà di baciare una persona del sesso opposto, ma il tuo rendere la loro vita un inferno toglie loro la libertà di baciarsi.

Questo è il punto focale dell’articolo: prima considerazione in che modo il dire qualcosa di fascista etc. etc. lede la libertà altrui? Se io dico la frase: “per me Mussolini è stato il miglior politico italiano”, in che modo, dicendo tale frase, comprimo le liberà altrui? Se io dico: “io odio X”, in che modo comprimo la libertà di Tizio di essere X?

Bisogna tener distinto quello che si dice, che a meno che non sia qualcosa previsto come reato è sempre lecito, dalle azioni. Io ho tutto il diritto di non apprezzare X, non ho il diritto di impedire X. Io son libero di considerare il gay pride una penosa carnevalata fuori stagione o di considerare il family day la festa del bigottismo, e ho il diritto di esprimere la mia idea, il diritto che non ho è di impedire agli altri di esprimere le loro.

Cercare di vietare le opinioni che non si condividono a colpi di “opinione fascista”, non hai il diritto di esprimerla è una zappa sui piedi tremenda, sia perché si usa un fascismo vero per contrastarne uno presunto, sia perché sdogana alla grande il fascismo “storico”.

Riprendo il passaggio clou

puoi dire quello che pensi, ma nel momento in cui quello che pensi lede la mia libertà di fede, di amare chi mi pare, di vivere in quanto donna, disabile o persona di colore, allora devi tacere.

La domanda è semplice; come la mera espressione del pensiero lede la tua libertà di fede, di amare etc. etc.? Non sentire opinioni contrarie alle proprie è un diritto, ma tale diritto lo si attua mettendosi i tappi per le orecchie non imponendo agli altri di non dire cose che non trovano d’accordo.

La Liberazione ha portato libertà e la vera libertà crea ancora più libertà, perché questa non discrimina, abbraccia tutti. Il Fascismo si maschera da libertà di essere razzista, omofobo, transfobico, antisemita, islamofobico, sessista, per toglierla, pezzetto per pezzetto, a tutti. Il Fascismo vuole solo per se stesso la libertà di urlare ciò che annienta la libertà di tutti gli altri. No cari amici, non avete la libertà di urlarmi contro frasi omofobe o razziste o discriminatorie o di apologia fascista. L’unica libertà che avete è il silenzio. Una libertà che vi è stata concessa, per altro, da persone come nonna Femia e nonno Gastone che hanno vissuto sui monti quella giovinezza che voi passate riempiendovi la bocca di veleno e piatti regionali.

Riscriviamola leggermente diversa:

vuole solo per se stesso la libertà di urlare ciò che annienta la libertà di tutti gli altri. No cari amici, non avete la libertà di urlarmi contro frasi anticattoliche o razziste verso gli italiani o discriminatorie o di apologia di reato quale l’acquisto di infanti o la schiavitù dell’utero in affitto. L’unica libertà che avete è il silenzio.

Così suona molto fascista vero? E quindi il fascismo da cosa dipende: dal modo di comportarsi oppure solo dalla stronzata detta? “X di merda” è giustissimo mentre “Y di merda” no? Fascismo è un modo di comportarsi e di agire, non si può ridurre solo ad una preferenza verso il colore della camicia.

 

una chiosa sul libro della murgia

Alla fine, approfittando della sala lettura della biblioteca, me lo son letto. Il succo del libro è che la murgia prende le idee che non le vanno a genio e cerca, imho in maniera sgangherata, di dimostrare che sono fasciste. Cadendo in tante e tali contraddizioni da far esclamare: “meglio allora il fascismo.

Prendiamo ad esempio il primo capitolo, quello dove parla del leader; la conclusione è:

La differenza tra lo smidollato democratico e il capo è tutta lí: il capo non è in discussione, perché se dovesse perdere tempo a discutere con chi la pensa diversamente in un paese dove tutti si credono allenatori della nazionale, quando mai prenderebbe le decisioni che servono?

E paradossalmente evidenzia un problema, grosso, della democrazia italiana: si può e si deve discutere, fino ad un certo punto, poi dopo che si è discussa e si è presa, democraticamente, una decisione la si dovrebbe rispettare. L’alternativa è una anarchia dove ognuno fa sempre il cazzo che gli pare chiamando tale azione dissenso democratico. A margine: sarei curioso di sapere se, secondo la murgia, gli antivax hanno il diritto di contestare e non rispettare la norma dell’obbligo vaccinale o se è fascista imporre i vaccini. In realtà in democrazia ci dovrebbe essere un momento in cui si discute, un momento in cui viene presa una decisione ed un momento nel quale la decisione deve essere rispettata. Poi si può continuare a discutere della decisione, e nel caso farla cambiare, ma va in ogni caso rispettata. La filosofia “rispetto solo quello che mi piace” è deleteria e fa più danni del fascismo stesso.

Fa riflettere anche la storia del “farsi un nemico esterno”; si applica benissimo alla legge fiano ed alla guerra contro il fascismo; molte caratteristiche che ha presentato del fascismo: con il nemico non si tratta, lo si spersonalizza, i nomignoli fanno anche parte del comportamento della sinistra: la demonizzazione ad oltranza1, “il popolo dei parcheggiatori in doppia fila”, “lo psiconano”…

Insomma si è tutti fascisti. E allora fra un partito fascista DOCG e la sua pallida copia venata di rosa perché scegliere la copia?

La verità è che la realtà è complessa e la semplificazione eccessiva di attaccare un paio di adesivi “fascista” a caso è, proprio come scrive anche la M., un comportamento tipicamente fascista.

Alla fine son testi simili che favoriscono il fascismo più delle stupidaggini di casa pound; ti convincono di essere un fascista fatto e finito, e non una persona con dubbi o con idee diverse. Come nel caso di Miss Helsinki, l’attribuire qualsiasi critica al “razzismo” alla fine porta a far pensare che il KKK sia solo un gruppo di mattacchioni che preferisce la bellezza nordica a quella mediterranea.

Ottima zappa sui piedi. Imho il giorno che i vari intellettuali di riferimento della unica vera sinistra antifascista DOCGP (diffidate dalle imitazioni)2 terranno il becco chiuso, quel giorno Salvini avrà un crollo di consenso.


  1. Che poi ricordano le demonizzazioni di Cossiga, Scelba, Craxi, Andreotti, Berlusconi ed anche Renzi durante il periodo caldo della campagna elettorale per il referendum si dovrebbe notare, prese per buone le tesi della Murgia, che anche a sinistra son tutti fascisti. E allora gli antifascisti dove sono? son solo una categoria metafisica dell’essere? 
  2. La Murgia si aggiunge al gruppo che comprende M. Lucano, Balotelli, Saviano, la Argento… basta che respiri che sia contro Salvini. 

il fascistometro…

il fascistometro by michela murgia” spiega benissimo la crisi che sta vivendo l’espresso; test infantili a livello 10 domande per sapere se tuo figlio diventerà astrofisico od operatore ecologico, urla al babau invece di analisi e approfondimenti. Romanzi horror invece della cronaca.

Il test non è altro che una raccolta di slogan, molti dei gialloverdi; slogano che sono abbastanza opinabili e poco adatti ad una risposta secca “sì/no”. Ad esempio la domanda #2 Non abbiamo il dovere morale di accoglierli tutti. Per evidenziarle l’idiozia faccio notare che tutti significa “tutti” e che quindi dovremo accogliere anche gente, condannata per reati violenti nel suo paese o che sostiene che le donne non infibulate siano tutte puttane. Rigiriamola così: Tizio, giunto in italia con i barconi, è stato condannato nel suo paese per aver ucciso, a calci, la figlia che non voleva sposare un suo cugino cinquantenne; abbiamo il dovere morale di accogliere anche Tizio1Vedo poca analisi della complessità e spiegazioni di un fenomeno, vedo semplificazioni a livello di bambino di 3 anni: accoglienza indiscriminata senza se e senza ma buona, altrimenti fascista.

Il test comunque è interessante per due motivi; il primo è che leggendo le domande e volgendole al negativo si capisce cosa “non sia fascista”, ovvero per “non essere fascisti” bisogna raggiungere livelli di ingenuità e idiozia clamorosi… E poi ci si stupisce di come la gente sembri migrare verso il fascismo.

E il secondo, buffo, è che anche se si risponde no a tutte le domande si è comunque fascisti (aspirante fascista). Dovrebbe far pensare, invece credo sia una tremenda zappa sui piedi: se tutti son fascisti allora nessuno è fascista. Il fascismo è solo un babau tirato fuori per darsi un tono. E questo facilita di più il ritorno il reale ritorno dei totalitarismi che le chiassate di casa pound e dell’estrema destra.

PS

Questo il mio risultato:

Sei in uno stadio molto avanzato dell’acquisizione conscia del fascismo e già leggi la realtà attraverso i suoi strumenti. Sei un naturale difensore del metodo e dei suoi sviluppi e agisci apertamente contro i suoi nemici dichiarati. Ti poni senza mediazione contro chiunque cerchi di smentirti e se portare il conflitto sul personale è già una tecnica che conosci, le parole non sono più il tuo solo materiale di militanza. Se serve, sai tirare fuori le mani dalle tasche e agire, invocando la legittima difesa, il concorso delle circostanze o la ragazzata occasionale.
Dovresti già sapere che ogni volta che agisci in questo modo si allarga la forbice della percezione tra quello che in democrazia si può fare e quello che invece andrebbe fatto. Non fermarti: ogni volta che infrangi un limite lo sposti più in là. Forse pagherai personalmente adesso, ma dopo di te quel valico lo oltrepasseranno in 10, in 100, in 100mila. Non indietreggiare: dietro di te c’è un popolo intero.

D’altronde se questo è un blog “moralmente inferiore”, un motivo, fondato, c’è.


  1. Tale domanda è emblematica comunque di come molti intendano i migranti: poveri zio tom che vivono nelle capanne e che devono essere accolti dalla “civiltà”, il negro è sempre buono e se non è buono, vedi ad esempio alcuni casi di cronaca nera, è solo e sicuramente colpa dell’uomo bianco patriarcale. 

la controproducente religione laica dell’antifascismo.

Su twitter sembra tornata in voga la religione dell’antifascismo; una religione laica che ha qualche contatto con quanto avvenne in italia negli anni ’40 del secolo scorso. Molti pubblicano inviti a dichiararsi antifascisti e a ripudiare il fascismo. Peccato non si rendano conto che così facendo stanno propiziando proprio la rinascita del vero “fascismo” e non le buffe chiassate fatte da quattro pagliacci1.

Perché un comportamento simile è sciocco e controproducente?

Il primo motivo è che ho notato che chi fa grandi prediche sull’antifascismo spesso è il primo a tenere comportamenti fascisti; il fascismo è qualcosa che va oltre il mero indossare la camicia nera e passeggiare con il passo dell’oca. Ad esempio uno dei metodi del fascismo era lo sputtanare ad oltranza diffondendo calunnie sulle persone, calunnie magari costruite montando ad arte pezzi di lettere scritte dalla vittima. Uno che si ritiene antifascista dovrebbe aborrire un comportamento simile eppure moltissimi sono andati in piazza ad urlare a favore di tale comportamento in nome di un diritto, il diritto del popolo a sapere, che non esiste nella costituzione, anzi nella costituzione reale c’è scritto esattamente il contrario. Come anche la presunzione di innocenza; per quei farlocchi “antifascisti” non deve valere sempre ma se, e solo se, chi viene colpito è un galantuomo (ovvero qualcuno simpatico e dalla mia parte) altrimenti si scarica repentinamente Beccaria per passare a Torquemada.
Alla fine l’impressione che si coglie è che “antifascista” sia solo una spilletta da mettere al bavero per nobilitare quelli che in realtà son solo bassi interessi di bottega2.  Giustificare “i metodi fascisti3” purché usati “a fin di bene” significa affermare, con i fatti, che lo sbaglio del fascismo non erano i comportamenti quanto il colore della camicia.

Seconda cosa: se “arruoli” la resistenza nelle tue fila non stupirti se il tuo avversario poi cercherà di attaccarti anche sulla resistenza, soprattutto se la “resistenza” non è quella reale con luci ed ombre che ha combattuto la guerra ma un fumettone4 vagamente ispirato alle vicende storiche. Trasformare la storia in buoni buonissimi contro cattivi cattivissimi è il modo migliore per far dimenticare la sua lezione; la gente che la sente raccontata in questo modo pensa più ad un fumetto che a storie reali, ad errori ed orrori veri. Chi ha paura del ritorno di lex luthor?

Terza cosa: usare il fascismo ed il pericolo del suo ritorno come unico collante di una coalizione che, levato quello, non ha alcun altro punto di contatto politico, significa svilire l’antifascismo. “Ok siete antifascisti, e poi? cosa farete in economia, giustizia, scuola etc. etc.?” Il modo migliore per far diventare “antifascista” un sinonimo di cazzaro.

Ultima, ma non meno grave, l’arrogarsi di essere “i buoni” e di essere gli unici “a dare patenti di antifascista DOC” porta, come si è visto al referendum, ad una guerra fratricida dove tutti si accusavano allegramente di fascismo. Salvo poi serrare le truppe e proporre leggi demenziali in nome di una lotta che esiste solo nella loro testa. Il fallimento del referendum è nato lì.


  1. alla conta dei voti le formazioni che si rifanno apertamente al fascismo “storico” hanno ottenuto risultati da prefisso telefonico. 
  2. coalizzare le truppe, trovare un punto di contatto che giustifichi una traballantissima alleanza elettorale, menarla con la storia dei buoni contro i malvagi… 
  3.  certo la guerriglia urbana per fermare i fascistissimi bancomat ed opporsi alle vetrine SS è il massimo dell’antifascismo. 
  4. altrimenti come si potrebbe giustificare lo sfilare alla festa della liberazione con i simpatizzanti di questo qui rifiutando le bandiere della brigata ebraica e mal tollerando le bandiere inglesi e americane, cioè i tizi che cacciarono realmente i nazifascisti dallo stivale.  Non celebrano la liberazione reale ma fanno la festa del fumettone che hanno in testa. 

fascisti anti/2

Alla fine molti, anche ammettendo che abbiano tutta la buona fede del mondo, finiscono per comportarsi peggio dei fascisti che, a parole, dicono di voler combattere.

Stavo leggendo la vicenda di Pontedera e della piazza negata a Fratelli d’italia.

Il Comune di Pontedera ha negato l’autorizzazione del suolo pubblico a Fratelli d’Italia perché il partito ha sì presentato la richiesta sull’apposito modello, ma “‘sbianchettando’ la parte di una dichiarazione in cui si richiama il rispetto di norme nazionali in vigore che vietano sia la ricostituzione del partito fascista che la propaganda di istigazione all’odio razziale”, rendendo la richiesta “irricevibile”. Lo ha scritto in un post su Facebook il sindaco Simone Millozzi, in risposta alle proteste della leader di FdI Giorgia Meloni.

Due riflessioni: la prima è che mi chiedo a cosa serva inserire quella dichiarazione nel modulo; dovrebbe essere implicito che durante le manifestazioni si debbano rispettare, in ogni caso, le leggi dello stato. A che pro ricordare proprio quelle norme e non quelle riguardo al danneggiamento di proprietà altrui ed all’imbrattamento e distruzione del decoro cittadino?

“Non è il Comune, ma la Questura che autorizza o nega una manifestazione politica – afferma Millozzi – nel caso di specie la manifestazione politica si è svolta regolarmente. Se oltre la manifestazione viene richiesta l’installazione di palchi, gazebo o pedane sul suolo pubblico è il Comune tenuto a rilasciarne l’autorizzazione”. Ed è a quel punto che gli uffici del Comune, ha spiegato il sindaco, “informano Fratelli d’Italia che la richiesta così artefatta è irricevibile”.

Non sono un esperto di diritto amministrativo ma ho l’impressione che quello del comune sia un abuso. Che io sappia per la concessione di uso del suolo non è richiesta una dichiarazione di “rispetto delle leggi” ma solo di aver svolto gli adempimenti richiesti dalle norme. Tanto per intenderci se volete aprire un locale da ballo il comune ha tutto il diritto di chiedervi di mostrare il nulla osta dei vigili del fuoco relativo al rispetto delle norme di sicurezza, non ha alcun diritto invece di chiedervi una dichiarazione che nel locale non si spaccerà droga o che non avverranno molestie. Ergo se consegnate tutta la documentazione richiesta dalla legge tranne la dichiarazione di “non spaccio” il comune deve accettare la pratica e non può rigettarla.

Chiudendo la parentesi da azzeccagarbugli, faccio notare che una delle caratteristiche del fascismo è che il caporione di turno, od il potestà, avevano il potere di sostituirsi alla magistratura ed a dare punizioni a loro completo arbitrio. Per tale motivo la costituzione italiana, quella che, chi si spara pose da antifascista eroico partigiano, dice di amare svisceratamente recita:

Art. 25. Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.

Chi deve giudicare se ci sia stata una violazione della legge può essere solo “il giudice naturale precostituito per legge”. Il sindaco (o gli uffici) se volevano fare le cose pulite avrebbero dovuto denunciare “fratelli d’italia” per violazione delle leggi mancino e scelba ed aspettare la decisione della magistratura, non sostituirsi ad essa nel pronunciare sentenze.

Alla fine quello che sdogana di più il fascismo son proprio i comportamenti da fascista di chi fa gran vanto di essere antifascista e di voler combattere il fascismo. Ma non son antifascisti, come credono di essere, son solo fascisti anti.

Ma ha fatto anche cose buone…

Uno dei leit motiv della campagna elettorale è il tradizionale scontro sul fascismo1. In particolare si dibatte se il fascismo abbia fatto o meno cose buone.

Io penso che ridurre la storia ad un fumettone buoni buonissimi contro cattivi cattivissimi sia il modo migliore per dimenticare gli insegnamenti, spesso impartiti in maniera drammatica, della storia. I cattivi dei fumetti, per contratto, devono fare i cattivi e devono fare solo cose cattive, e nei fumetti meno stereotipati se fanno qualcosa di buono è solo perché hanno il secondo fine di fare qualcosa poi di molto più cattivo. Quindi lex luthor o joker sono cattivi e fanno cose cattive. Ma chi ha paura di lex luthor e joker? Uno che urlasse in piazza che servono leggi speciali contro lex luthor verrebbe preso per pazzo.

Ecco perché penso che trasformare hitler e mussolini in una sorta di lex luthor e di joker non sia una mossa molto accorta; perdi tutta la drammaticità della storia. Nella fumettizzazione della storia si innesta anche il dibattito, surreale a mio avviso, se Hitler o Mussolini abbiano o no fatto qualcosa di buono. Per me la risposta è sì; si sta parlando di fenomeni complessi durati molto tempo quindi è statisticamente certo che qualcosa di buono: una strada, una bonifica l’abbiano fatta. Fermo restando che il bilancio complessivo bene – male pende decisamente verso il “male”, l’aver scatenato la II guerra mondiale, la follia degli stermini, la shoa con annessi e connessi son colpe enormi, immense ed innegabili, colpe che non possono esser mondate dall’aver fatto bonificare una palude o risistemare una strada.

Però l’usare tali colpe per negare che qualcosa di “buono” possano aver fatto è infantile e stupido. Se i buoni fanno solo cose buonissime, visto che i cattivi fanno solo cose cattivissime, come si può giustificare, in questo schema, il bombardamento di Dresda, i gulag o le rappresaglie verso la popolazione civile tedesca alla fine della seconda guerra mondiale? Se fai un bilancio luci ed ombre ammettendo onestamente che c’è stata qualche flebile luce anche dalla parte che aveva moltissime ombre e qualche ombra nella parte luminosa te la cavi facilmente. Se ragioni in binario alla fine si arriva alla notte in cui tutte le vacche sono nere, che Dresda o Hiroshima sono la stessa cosa delle devastazioni naziste, e che l’unica colpa di Mussolini è di esser stato lo sconfitto e quindi quello che si è preso tutte le colpe. In pratica lo si trasforma da farabutto a martire.

Quando studi un bilancio devi guardare, onestamente, tutto attività e passività. Ed anche se il bilancio è in “profondo rosso” qualche cifra nera, piccola, la trovi. Il fatto che ci siano non nega il “profondo rosso” del bilancio, ma il negare che ci siano significa che del bilancio si sta guardando solo la parte che interessa oltre che falsificare il bilancio.

Ecco perché quando qualcuno tira fuori il “ma ha fatto anche cose buone” sarebbe meglio rispondere: “ma di certo non son sufficienti a cancellare le sue immense colpe” più che negare, mentendo, l’esistenza di cose buone.


  1. puntualmente quando a sx non sanno più cosa dire tirano fuori l’antifascismo. Vedi campagne elettorale del 1994, del 2001 e del 2008. 

Errori di comunicazione

Stavo leggendo della stupidaggine sparata da Gene Gnocchi a di martedì. La sua, squallida, battuta è stata: “E’ un maiale femmina. Si chiama Claretta Petacci”(fonte)

Pochi messaggi fa scrivevo di come spesso la sinistra tenda a trasformare i suoi nemici vincenti in creature con poteri mitologici perché l’essere sconfitti da un dio, dio che per di più gioca sporco, è molto più consolante ed autoassolutorio che dover ammettere di aver fatto qualche cazzata di troppo.

Gene Gnocchi ha fatto un errore madornale di comunicazione; a che pro rinvangare il fascismo e lanciarsi in quello che il manzoni definì “codardo oltraggio?” Gli effetti della battuta saranno:

  • di far compattare l’estrema destra fornendogli in un piatto d’argento buoni motivi per fare un poco di vittimismo e puntare il dito contro chi fino a ieri faceva fuoco e fiamme contro gli haters e adesso tiene un imbarazzato silenzio.
  • disgustare un poco chi conosce la storia per quella che è e non il fumettone a base di buoni buonissimi contro cattivi cattivissimi vagamente ispirato alle vicende storiche che si sta cercando di narrare.
  • dare l’impressione di essere un vigliacco che fa pessimo umorismo sui morti.

E questo si traduce in voti che escono dalla fazione Gnocchi per prendere altre strade.

Purtroppo quello che unisce il csx è solo l’antifascismo di facciata ergo nessuno dirà a Gene: “guarda che hai detto una stronzata colossale” e quindi si prenderanno la nomea di coloro che son solo capaci di fare umorismo sui morti.

PS

La petacci era l’amante di mussolini. Sulle colpe di mussolini si è detto tanto e nessuno le nega. La petacci ha pagato il suo essere l’amante di mussolini; è morta e, imho, un sobrio silenzio sarebbe più opportuno di un pessimo umorismo. Il modo migliore per far tornare il fascismo è proprio il non volerlo consegnare alla storia ma trasformarlo in un satana contro il quale far coalizzare tutti i fedeli.

 

a chi conviene il ritorno del fascismo?

A seguito della vicenda del carabiniere e della bandiera della marina tedesca della prima guerra mondiale hanno ripreso tanto fiato le sirene di un ritorno del fascismo.

A chi conviene tutto questo allarme su un ritorno del fascismo? Non penso ci siano dietro sofisticati complotti ma bensì semplici, e bassi, interessi di bottega.

Guardiamo a sinistra: un partito il PD che viene da una parte dove si è sempre fatto vanto di essere antifascisti e di voler lottare contro il fascismo sempre e comunque senza se e senza ma. Dove il patentino di antifascista DOC era essenziale per accreditarsi. Una parte che, tramontato il sole dell’avvenire sulle macerie del muro di berlino, era rimasto solo l’antifascismo e lo ha elevato a religione laica. Dove l’accusa peggiore era quella di essere fascisti. Umoristico che solo un anno fa fra PD/Renzi  e ANPI, per il referendum costituzionale, ci si scambiasse allegramente e reciprocamente accuse di fascismo.

Adesso: che situazione c’è a sinistra? Tanti partitini ognuno dei quali è unica vera sinistra DOCGP (diffidate dalle imitazioni) che, antifascismo escluso, non son d’accordo quasi su niente. E quale forza può spingere ad unirsi con quelle che vengono considerate imitazioni?  come giustificare agli elettori che la fascista ANPI va adesso a braccetto con il fascista PD, unione benedetta dal fascista1 Dalema?

L’antifascismo, così come nel 2006 il collante di una armata brancaleone che andava da Mastella a Bertinotti (passando per Dini, Kossutta, Rutelli, Parisi, Di Pietro…) era l’imperativo categorico  di opporsi al cavaliere nero senza se e senza ma… Il risultato è noto: un governo, tenuto in vita solo dalla distribuzione di poltrone, che faceva una berlusconata dietro l’altra, penultimatum a nastro. Punito pesantemente dai suoi elettori due anni dopo.

Adesso invece il supremo motivo morale che spinge ad unirsi è il salvare la santa madre russia, l’italia dal nazifascismo. Quindi occorre rendere edotta la popolazione del pericolo e convincere che una lucertolina2 sia un terribile drago sputafuoco. Ecco perché adesso sembra che domani ci sarà la marcia su roma e dopodomani dichiareremo guerra alla Grecia. Anche per evitare domande imbarazzanti tipo: “se vincete cosa intendete fare e come?”.

Piccola nota storica; il fascismo, come il nazismo, venne favorito nel prendere il potere anche grazie a governi deboli ed incapaci di agire con decisione, bloccati da giochetti di bassa politichetta pieni di gente, che pensava a brevissimo termine,  pronta a pugnalarsi nella schiena per una poltrona in più.


  1. A causa dell’appoggio dato al suo governo all’intervento americano in Kossovo, il buon Massimo venne definito così da Rifondazione Comunista. Buffo che per avere una maggioranza di supporto si ebbe bisogno dei giochi di palazzo e della campagna acquisti di Kossiga e Mastella. Come dire: Jessica Rizzo che da della svergognata a Selen. 
  2. Parliamo di Ostia; casapound si è affermata per il disgusto verso la vecchia politica e, quantitativamente ha preso pochi voti. L’astensionismo ha pesato molto.