a chi conviene il ritorno del fascismo?

A seguito della vicenda del carabiniere e della bandiera della marina tedesca della prima guerra mondiale hanno ripreso tanto fiato le sirene di un ritorno del fascismo.

A chi conviene tutto questo allarme su un ritorno del fascismo? Non penso ci siano dietro sofisticati complotti ma bensì semplici, e bassi, interessi di bottega.

Guardiamo a sinistra: un partito il PD che viene da una parte dove si è sempre fatto vanto di essere antifascisti e di voler lottare contro il fascismo sempre e comunque senza se e senza ma. Dove il patentino di antifascista DOC era essenziale per accreditarsi. Una parte che, tramontato il sole dell’avvenire sulle macerie del muro di berlino, era rimasto solo l’antifascismo e lo ha elevato a religione laica. Dove l’accusa peggiore era quella di essere fascisti. Umoristico che solo un anno fa fra PD/Renzi  e ANPI, per il referendum costituzionale, ci si scambiasse allegramente e reciprocamente accuse di fascismo.

Adesso: che situazione c’è a sinistra? Tanti partitini ognuno dei quali è unica vera sinistra DOCGP (diffidate dalle imitazioni) che, antifascismo escluso, non son d’accordo quasi su niente. E quale forza può spingere ad unirsi con quelle che vengono considerate imitazioni?  come giustificare agli elettori che la fascista ANPI va adesso a braccetto con il fascista PD, unione benedetta dal fascista1 Dalema?

L’antifascismo, così come nel 2006 il collante di una armata brancaleone che andava da Mastella a Bertinotti (passando per Dini, Kossutta, Rutelli, Parisi, Di Pietro…) era l’imperativo categorico  di opporsi al cavaliere nero senza se e senza ma… Il risultato è noto: un governo, tenuto in vita solo dalla distribuzione di poltrone, che faceva una berlusconata dietro l’altra, penultimatum a nastro. Punito pesantemente dai suoi elettori due anni dopo.

Adesso invece il supremo motivo morale che spinge ad unirsi è il salvare la santa madre russia, l’italia dal nazifascismo. Quindi occorre rendere edotta la popolazione del pericolo e convincere che una lucertolina2 sia un terribile drago sputafuoco. Ecco perché adesso sembra che domani ci sarà la marcia su roma e dopodomani dichiareremo guerra alla Grecia. Anche per evitare domande imbarazzanti tipo: “se vincete cosa intendete fare e come?”.

Piccola nota storica; il fascismo, come il nazismo, venne favorito nel prendere il potere anche grazie a governi deboli ed incapaci di agire con decisione, bloccati da giochetti di bassa politichetta pieni di gente, che pensava a brevissimo termine,  pronta a pugnalarsi nella schiena per una poltrona in più.


  1. A causa dell’appoggio dato al suo governo all’intervento americano in Kossovo, il buon Massimo venne definito così da Rifondazione Comunista. Buffo che per avere una maggioranza di supporto si ebbe bisogno dei giochi di palazzo e della campagna acquisti di Kossiga e Mastella. Come dire: Jessica Rizzo che da della svergognata a Selen. 
  2. Parliamo di Ostia; casapound si è affermata per il disgusto verso la vecchia politica e, quantitativamente ha preso pochi voti. L’astensionismo ha pesato molto. 
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Di bandiere, fascismo, carabinieri e stato di diritto

Stavo leggendo la vicenda della bandiera “nazista” esposta dal carabiniere in camerata. Devo dire che c’è molto nazifascismo moltissimo e non a causa del carabiniere ma di tanti “fascisti” in camicia hawaiana che non si fanno scrupolo di utilizzare metodi e comportamenti di quel periodo storico.

Prima considerazione: secondo la costituzione “antifascista” italiana:

  • art. 25, comma 2°  “Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso”.
  • art. 14 comma 1° Il domicilio è inviolabile.
  • art. 14 comma 2° Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale.

Prima considerazione: la bandiera non era esposta in un ufficio o luogo aperto al pubblico ma in camerata. La camerata può essere considerato tranquillamente uno spazio privato. Era una finestra, a vedere l’articolo, al secondo o terzo piano della caserma. Infatti per fare il pezzo è stato utilizzato uno zoom abbastanza potente. Non era esposta al pubblico. Si accetterebbe che qualcheduno, senza alcun mandato della magistratura, entri a casa vostra, senza mandato, per verificare che non abbiate a casa simboli fascisti? Chi ha denunciato il tutto ha commesso una violazione di domicilio allo stesso modo di chi si mette a sbirciare dalle finestre del vicino dentro casa.

L’ispezionare ad arbitrio e lo “sputtanare” in pubblico, giustificando il tutto dal dover salvaguardare la morale pubblica, era un comportamento tipicamente fascista.

Seconda considerazione: siccome non c’è nessuna legge che vieti il possesso di quella bandiera, anche se tale bandiera è usata da gruppi neonazi, possedere tale bandiera è perfettamente lecito e legale. Ed in uno stato di diritto ciò che è lecito e legale è permesso. Chi chiede “punizioni” per il carabiniere guardacaso evita di spiegare chiaramente sulla base di quale legge dovrebbe essere punito. Nullum crimen, nulla poena sine praevia lege poenali è il principio ripreso dall’articolo 25 della Costituzione.

Faccio umilmente notare che il dare punizioni “ad arbitrio” a seconda di come girava al capetto di turno era un tipico comportamento tipicamente fascista.

Terza considerazione, l’articolo parla anche di un poster umoristico di Salvini. E qui la situazione è anche più grave della bandiera. E’ vietato da qualche legge o regolamento avere, in uno spazio privato, i poster, umoristici, di salvini? No. E allora perché se ne parla? Non vedo quale “interesse pubblico” possa giustificare quell’informazione.

Sinceramente articoli simili fanno sembrare dei premi pulitzer le paparazzate sulla divetta di turno che mostra un seno e si sbacciucchia il cantante del giorno.

Da notare da una parte la canea urlante dei social che urla “sangue”, “sangue”, e segue come un gregge di pecore chi promette, in spregio a leggi e costituzione, di accontentarla. Dall’altra chi ha compiti istituzionali e preferisce accodarsi invece di ribadire che prima viene il rispetto della legge e poi il resto.  Mi riferisco alle infelici dichiarazioni della Pinotti; quella non è una bandiera fascista, magari forse sarebbe stato meglio approfondire la vicenda prima di promettere punizioni. Il tizio ha violato il regolamento mettendo in camerata cose che non poteva tenere? si punisca a norma di regolamento. Non ha violato alcuna legge od alcun regolamento? Mi spiace ma allora il punirlo è un abuso bello e buono.

Terza considerazione: le leggi mancino e scelba non vietano l’esibizione in privato di bandiere e simboli fascisti. Io a casa mia posso, legittimamente, tenere la bandiera di guerra delle waffen SS e girare vestito da SS. Squallido? certo. Ributtante? non lo nego. Da testa di cavolo? scontato. Ma non è illegale.

E siccome una differenza sostanziale fra uno stato fascista ed un moderno stato di diritto è che nel primo i nemici del popolo venivano linciati sulla pubblica piazza “per la salute dello stato” nel secondo invece si dovrebbe essere condannati solo se il comportamento per il quale si viene condannati è previsto come reato da una legge dello stato, io personalmente preferisco avere una bandiera “cretina” in più che assistere ad un remake del fascismo dove i fascisti indossano la camicia hawaiana invece che quella nera, ma hanno lo stesso modus operandi.

Il fascismo è un opinione non un crimine

Alla camera hanno approvato la, a mio avviso pessima, legge fiano sulla propaganda ed uno degli slogan di supporto è stato: “il fascismo non è un’opinione, è un crimine”.

Slogan infelice e fuorviante; come ho già scritto altre volte la legge deve sanzionare i comportamenti non le idee; l’essere fascista, il ritenere Mussolini il più santo degli uomini non è e non deve essere un reato, a meno di non voler reiniziare  con i “fascisti” reati d’opinione. Quello che la legge deve sanzionare, anche giustamente, sono invece i comportamenti fascisti: l’uso della violenza e della prevaricazione, il voler usare la violenza per sovvertire le istituzioni democratiche. Cosa che già le leggi vigenti fanno; la ricostruzione del partito fascista e comportamenti finalizzati a ciò son già sanzionate dalle leggi mancino e scelba.

Il voler rendere reato un opinione, la trovo una scelta alquanto infelice: sia perché una volta che rendi reato un opinione basta poco a rendere reato tante altre opinioni; bastano piccole correzioni alla legge Fiano: “… o di un qualsiasi altro regime totalitario avente come scopo l’oppressione del popolo”, per rendere illegali anche pugno chiuso, falce e martello e il compagno Lenin, l’amico Fidel o l’eroico Maduro, sia perché il tentativo di combattere un idea a colpi di codice penale che sanziona l’idea in sé e non i comportamenti indotti da essa è una idiozia bella e buona.

Basta vedere come sono andati a finire tutti i tentativi di usare la resistenza e l’antifascismo come strumenti di lotta politica contro Berlusconi, il tentativo di rendere “illegale” l’opposizione con motivi pretestuosi, guardacaso un tipico comportamento dei regimi totalitari,  per rendersi conto che la legge Fiano finirà solo ad essere uno spot per tutte le formazioni non di “unica  vera autentica sinistra DOCG, diffidate dalle imitazioni” trasformando dei pagliacci in martiri e portando loro voti.

Le opinioni le contrasti con l’educazione, con la riflessione e lo studio e colpendo chi sgarra, agendo male o tentando di farlo, non vietando per legge di credere questo o quello. Ma per far ciò sarebbe meglio far funzionare il vigente codice penale che inventarsi altre 123.456 nuovi reati, imho anche di dubbia costituzionalità.

Come dire: instaurare un nuovo fascismo per impedire il ritorno del vecchio; non mi sembra un comportamento alquanto azzeccato.

chiedere l’esonero dei docenti per le loro idee è fascismo.

Rispondo qui ad un commento di Barbara a questo articolo, perché penso che le questioni interessanti ed anche giuste che pone meritino una riflessione decisamente approfondita ed una risposta molto più articolata.

OK, lascialo insegnare. Però io se avessi un figlio in una sua classe lo toglierei di lì immediatamente.

Sarebbe un tuo diritto ed una tua libera decisione; io non me la sentirei di sindacarla in alcun modo.

PS: dire che la cocaina fa bene e qualche buco ogni tanto non è la fine del mondo è un’opinione personale? Tu lo faresti insegnare uno che esprimesse in classe opinioni personali di questo genere? Se fosse l’insegnante di tuo figlio dormiresti sonni tranquilli?

Un docente da solo può far poco se non trova “brodo di coltura” adatto, anzi spesso a spingere troppo verso una direzione succede che per reazione il ragazzo va in quella opposta. Chi deve vigilare che il docente a lezione faccia lezione e non comizi “pro coca party” però non sono i pistoleri del web quanto i colleghi del consiglio di classe, il preside, soprattutto, ed a scalare il resto della catena di comando.  Sinceramente mi fa più paura che passi l’idea che basti una shitstorm per rimuovere un docente che il rischio di avere un docente “cocainomane”. E se domani la vittima fosse un semplice antiproibizionista? una sentinella in piedi od un partecipante al gay pride?
La shitstorm è come usare la mitragliatrice su un gruppo di persone: ammazzi il cattivo ma lasci anche tanti altri buoni stecchiti.

PPS: tu sai, ti sei informato, hai nozioni precise del tipo di discorsi e insegnamenti che questo signore, che ci tiene tanto a presentarsi non semplicemente come fascista, ma dalla parte di quelli che hanno fatto deportare gli ebrei, che si sono associati alle stragi naziste eccetera eccetera, propone ai suoi alunni?

Chi deve vigilare che il tipo non faccia in classe comizi politici invece di spiegare matematica è il preside. Chi deve verificare e nel caso condannare il tipo per apologia di fascismo è la magistratura. In nessun caso sono i pistoleri del web. Se invece di spiegare matematica si mette a fare comizi o lezioni di storia è da allontanare dall’insegnamento. Ma perché fa  lezioni di storia e comizi, non per il contenuto dei medesimi.

PPPS: e il famigerato professor Damiani, che con fior di “documenti” insegna che l’olocausto è una balla inventata dagli ebrei, va lasciato al suo posto in nome della libertà di opinione? Sinceramente, certe volte mi fai paura.

Il problema è che in italia non abbiamo la cultura del: “chiedi le prove” ma quella del “ha ragione chi urla di più”.  Fosse diffusa la cultura del “chiedi le prove”, cultura che richiede pensiero critico e capacità di comprensione, i negazionisti avrebbero vita breve in quanto le loro chiamiamole “prove” son deboli e facilmente smentibili. Il problema è che in italia sembra avere ragione invece chi urla più forte e, capisco, che la tentazione di usare la legge per “chiudere il becco” sia fortissima. Però è sbagliata e molto pericolosa. Ho l’esempio dell’omofobia. Adesso io non sostengo che gli omosessuali debbano andare al rogo o che debbano venire discriminati riespetto agli etero. Sono favorevole al “matrimonio omosessuale e son contrario però all’utero in affitto, indipendentemente che il committente sia una coppia etero, una coppia omo od una singola persona. Ho trovato patetico il piagnisteo: “critichi l’utero in affitto solo perché sei omofobo.”, piagnisteo sentito spessissimo, ad esempio, nelle discussioni sul “figlio” di vendola.  Se l'”omofobia” fosse reato, sarebbe ancora legale manifestare contrarietà alla pratica dell’utero in affitto?

Sinceramente preferisco correre il rischio di dover sentire uno sciroccato che sostiene che hitler non sia mai esistito e la seconda guerra mondiale sia stato solo un complotto della CIA e del Mossad per giustificare i cappellini della Regina Elisabetta  che dover sottostare alla dittatura del politically correct ove chi decide se “una opinione” sia o meno reato non è la magistratura secondo la legge ma i SJW a colpi di urla e shitstorm nei social.

Questo è uno dei casi in cui la scelta non la vedo fra male e bene ma fra un male minore (dover sentire qualche demente) ed un male maggiore (la legge dei pistoleri del ueb).

Spero di aver chiarito.

chiedere l’esonero dei docenti per le loro idee è fascismo.

Stavo leggendo la vicenda del docente che ha pubblicato una foto sulla vetta del Sagro ove sventola la bandiera della repubblica di Salò;

Fonte: La bandiera di Salò sulla vetta del Sagro: bufera su un docente – Cronaca – Il Tirreno (grassetti miei)

La bandiera di Salò sulla vetta del Sagro: bufera su un docente

La provocazione a pochi giorni dalla ricorrenza della strage di Vinca in cui i nazifascisti uccisero 173 civili tra cui donne e bambini. L’insegnante e politico: “Ho espresso la mia opinione”.  Lenzoni e l’Anpi: “Non può insegnare, via dalla scuola”di Cinzia Chiappini

CARRARA. A pochi giorni dalla ricorrenza della strage di Vinca, un insegnante carrarese si fa ritrarre sulla vetta del Sagro con la bandiera della Repubblica di Salò e nella città decorata con la medaglia d’oro al merito civile, scoppia la polemica. Sconcerto e indignazione. Condanna e sgomento. Richieste di intervento delle autorità e segnalazioni ai gestori del social network. Ai carraresi non è proprio andata giù quella foto postata su Facebook da Manfredo Bianchi, ingegnere e insegnante dell’Istituto Zaccagna, dove viene ritratto mentre festeggia la conquista della vetta del Sagro con in mano la bandiera della Repubblica di Salò.
(…)
Bianchi: diritto di opinione. Per molti un gesto di disprezzo e di sfida, di più: un reato. Bianchi, interpellato sulla vicenda, centellina le parole, tiene i toni bassi e si difende: «Penso di avere esercitato il diritto di opinione e non credo di aver commesso alcun reato» ha dichiarato al Tirreno.
(…)
Lenzoni: un affronto ai morti di Vinca. Completamente diversa l’opinione dei tanti che hanno condannato il gesto: tra i primi a farlo, Marco Lenzoni dei Carc che ha sollecitato il comune di Fivizzano a denunciare Bianchi per l’affronto ai 173 morti di Vinca e l’Istituto Zaccagna a prendere provvedimenti contro l’insegnante. «Issare la bandiera della Repubblica di Salò in pubblico è un reato a tutti gli effetti, averlo fatto di fronte al paese di Vinca è un oltraggio vergognoso e indicibile che grida vendetta. Chiedo a nome del partito dei Carc e della città di Carrara tutta che gli studenti dello Zaccagna vengano portati alla prossima commemorazione della strage di Vinca. La scuola deve rimediare al velenoso odio propagandato non solo su Facebook da questo “signore” cultore del nazi fascismo» aggiunge Lenzoni, che annuncia che alla riapertura della scuola i Carc saranno presenti all’ingresso dello Zaccagna con un presidio per mostrare agli alunni le foto delle stragi nazifasciste e per chiedere l’allontanamento dalla attività didattica del «moderno nazista».

Conti (Anpi): è un reato. D’accordo con la valutazione del gesto di Bianchi anche Alessandro Conti, presidente di Anpi Carrara: «Avere esposto la bandiera dei repubblichini e avere decantato il fascismo è un reato. Il prefetto e chi di dovere prendano i provvedimenti del caso. Il fatto che sia un insegnante è un’aggravante e Bianchi dovrebbe essere allontanato dalla scuola». Altrettanto dura Claudia Bienaimè di CarraraBeneComune/Lista Dema che si dice allibita: «Il Sagro è il monte di tutti, si affaccia su Vinca e l’idea di sventolare una bandiera fascista è un’offesa e una provocazione a tutta la provincia. Ci aspettiamo che le istituzioni intervengano».

La difesa del centrodestra. In difesa di Bianchi intervengono i militanti del centro destra. Secondo Maurizio Lorenzoni, ex candidato sindaco oggi consigliere comunale, «queste manifestazioni ti possono mettere nei guai, la foto non doveva andare su Facebook ma la Costituzione va rivista, perché si devono condannare tutti i regimi totalitari, non solo il fascismo. Quanto a Manfredo, posso dire che se tutti i fascisti e gli antifascisti fossero stati come lui, allora l’Italia sarebbe un posto migliore». Gianni Musetti, della Lista Trump in Forza Italia parla di «un assurdo linciaggio contro Manfredo Bianchi che è una brava persona e un rispettabile professionista e ha il diritto sacrosanto di andare dove vuole con le bandiere che meglio preferisce». Ancora più schierato Lorenzo Baruzzo, di Fratelli D’Italia che se la prende con chi ha attaccato Bianchi.

Personalmente penso che il tizio abbia fatto una solenne trollata e si sia lasciato andare a provocazioni gratuite. Che il comportamento sia riprovevole e che sia giusto evidenziarlo. Che la risposta di commemorare la strage di Vinca a scuola e di parlare di quella tragedia sia un’ottima risposta. Quello che invece non mi trova d’accordo e mi fa pensare che lo scontro non sia fra fascisti e antifasciti ma fra fascisti pro e fascisti anti son i richiami all’esonero del docente.

Il principio per il quale si chiede l’allontanamento del docente dall’insegnamento è perfettamente fascista: osa propugnare idee non allineate ergo deve essere allontanato perché il docente oltre che formare deve anche indottrinare. Si tratta di un comportamento abbastanza grave. Se il docente venisse condannato e la condanna sarebbe tale da renderlo incompatibile con l’insegnamento è giusto che decada però: deve decadere dopo e non prima della condanna e la colpevolezza deve essere riconosciuta da una sentenza della magistratura, altrimenti è solo un abuso fatto per soddisfare la canea urlante di FB. Abuso che poi rischia di rivelarsi un tremendo boomberang;

Perché il fatto che Tizio pensi che il comportamento di Caio sia un reato è una opinione, non è un fatto. A norma di Costituzione, quella che i fascisti anti dicono di amare svisceratamente ma che applicano solo le parti che fanno comodo quando fanno comodo1, una persona è colpevole solo dopo sentenza passata in giudicato. Una persona, finché non commette reato, ha pieno diritto alla libertà di opinione, per quanto le sue opinioni possano essere abiette.
Riguardo poi alla questione dell’esibizione di simboli fascisti ci sarebbe da dire che la norma Fiano non è ancora legge dello Stato e che la corte costituzionale, come avevo scritto qui ha dichiarato in due sentenze “storiche” che l’apologia del fascismo o l’esibizione di simboli fascisti è reato solo se tale apologia o tale esibizione son finalizzate alla ricostituzione del disciolto partito fascista.

Perché se passa l’idea che la canea urlante che chiede la testa di un docente per qualche idea “non allineata” ha ragione; oggi è il caso del fascista e domani se a chiedere la testa di un docente trans sono i bigotti? O se i poveri obbressi del bobolo Mbingo chiedono la testa del docente Inuit, perché gli Inuit tra la penultima e l’ultima glaciazione avevano oppresso il bobolo Mbingo?

Perché il perseguitare le persone per le loro idee è un comportamento prettamente fascista2; il risultato di tutto sto casino sarà, imho, il far passare il troll per martire, rivelare che anche chi si crede antifascista è in realtà un fascista anti e il trasformare la memoria di tali tragedie, che dovrebbe essere condivisa, nelle discussioni sul goal annulato a muntari.

Perché proprio questi comportamenti da cazzoni sono un ottimo sistema per aprire le porte ad un ritorno in pompa magna del fascismo3.


  1. la solita lettura selettiva della costituzione; però se la esalti il lunedì mattina e ci pisci sopra il mercoledì sera non sei molto credibile. 
  2. La differenza con i medici antivax radiati è questa: un medico, come un ingegnere come un altro professionista è tenuto, nella sua professione, ad applicare le norme ed esercitarla secondo lo stato dell’arte. Io, ingegnere, posso pensare che le norme antisismiche siano esagerate e che le case di tre piani in “merda e cazzo di orango (cit.)” siano sicurissime ed a prova di sisma, posso anche sostenerlo e portare prove a favore della mia tesi. Però a lavoro se la norma dice che si deve usare il cemento armato fatto così e cosà io devo applicare la norma. Se non applico la norma l’ordine, perché tale potere è stato conferitoli dalla legge, può impedirmi di esercitare la professione. Ma la sanzione non è perché credo o dico che le case fatte in “merda e cazzo di orango” siano sicure, è perché non applico la norma che impone l’uso del cemento. 
  3. alcuni non erano fascisti solo perché non piaceva il colore della camicia. 

Apologia di fascismo, facciamo un poco di chiarezza

L’italia è il paese dove molti confondono il codice penale con il fantadiritto basato sulle castronerie scritte dai giornali. Ad esempio il celebre reato commesso da Berlusconi con Ruby: “sesso con minorenne”. Peccato che tale reato non esista in italia, esiste il reato di violenza sessuale, violenza che viene sempre presunta se un partner ha meno dell’età del consenso, ed esiste il reato di prostituzione minorile. Con una sedicenne consenziente un novantenne invece può, in maniera del tutto lecita e legittima, farci tutto il kamasutra acrobatico1.

Idem per l’apologia di fascismo, nazicomunismo eccetera.

La costituzione (XII disposizione provvisoria e finale) è chiara

È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.

Vieta la riorganizzazione del partito fascista sotto qualsiasi forma.

Quella disposizione venne recepita dalla così detta legge Scelba che è molto chiara su cosa sia da intendersi come “riorganizzazione del partito fascista” (qui il testo vigente della legge); gli articoli interessanti sono l’articolo 1, 4 e 5 (grassetti miei).

Art. 1
((Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalita’ antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle liberta’ garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attivita’ alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista)).

***

Art. 4.
(Apologia del fascismo) Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalita’ indicate nell’articolo 1 e’ punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire duecentomila a lire cinquecentomila.
((Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalita’ antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena e’ della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni)).
La pena e’ della reclusione da due a cinque anni e della multa da cinquecentomila a due milioni di lire se alcuno dei fatti previsti nei commi precedenti e’ commesso con il mezzo della stampa. La condanna comporta la privazione dei diritti previsti nell’articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale, per un periodo di cinque anni.

***

Art. 5.
(Manifestazioni fasciste) ((Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste e’ punito con la pena della reclusione sino a tre anni e con la multa da duecentomila a cinquecentomila lire. Il giudice, nel pronunciare la condanna, puo’ disporre la privazione dei diritti previsti nell’articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale per un periodo di cinque anni)).

Da notare alcune cose: la legge, all’articolo 1, da attuazione alla costituzione vietando la creazione di un partito che persegue finalità antidemocratiche analoghe a quelle perseguite dal partito fascista usando i metodi descritti nell’articolo.

L’articolo 4 e 5 invece vietano l’esaltazione del fascismo e la sua apologia e le sue manifestazioni; per capire cosa si intenda per apologia è interessante leggere due sentenze della corte costituzionale (sentenza 1/1957 e  sentenza 74/1958)

(…) L’art. 4 va esaminato in rapporto al primo comma della XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione, che statuisce: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.

Come risulta dal contesto stesso della legge 1952 (le cui norme, ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 10, cesseranno di avere vigore appena saranno state rivedute le disposizioni relative alla stessa materia del Codice penale), l’apologia del fascismo, per assumere carattere di reato, deve consistere non in una difesa elogiativa, ma in una esaltazione tale da potere condurre alla riorganizzazione del partito fascista. Ciò significa che deve essere considerata non già in sé e per sé, ma in rapporto a quella riorganizzazione, che è vietata dalla XII disposizione.

Trattasi non di una istigazione diretta, perché questa è configurata nell’art. 2 della legge 1952, bensì di una istigazione indiretta a commettere un fatto rivolto alla detta riorganizzazione e a tal fine idoneo ed efficiente.

La riprova che l’apologia, in realtà, consista in una istigazione indiretta si desume dall’art. 414 del Codice penale (che non trovasi modificato nel progetto preliminare per la riforma del detto codice, redatto dall’ultima Commissione ministeriale), articolo il quale – sotto l’intestazione “Istigazione a delinquere” – nell’ultimo comma prevede precisamente l’apologia di uno o più delitti. Appunto per ciò la dottrina ha ritenuto che il reato di apologia costituisca una forma di istigazione indiretta.

Consegue che non può istituirsi il raffronto, che è stato dedotto, tra l’art. 4 della legge n. 645 del 1952 e l’art. 21 primo comma della Costituzione.

***

(…) Chi esamini il testo dell’art. 5 della legge isolatamente dalle altre disposizioni, e si limiti a darne una interpretazione letterale, può essere indotto, come è accaduto alle autorità giudiziarie che hanno proposto la questione di legittimità costituzionale, a supporre che la norma denunziata preveda come fatto punibile qualunque parola o gesto, anche il più innocuo, che ricordi comunque il regime fascista e gli uomini che lo impersonarono ed esprima semplicemente il pensiero o il sentimento, eventualmente occasionale o transeunte, di un individuo, il quale indossi una camicia nera o intoni un canto o lanci un grido. Ma una simile interpretazione della norma non si può ritenere conforme alla intenzione del legislatore, il quale, dichiarando espressamente di voler impedire la riorganizzazione del disciolto partito fascista, ha inteso vietare e punire non già una qualunque manifestazione del pensiero, tutelata dall’art. 21 della Costituzione, bensì quelle manifestazioni usuali del disciolto partito che, come si è detto prima, possono determinare il pericolo che si è voluto evitare.

La denominazione di “manifestazioni fasciste” adottata dalla legge del 1952 e l’uso dell’avverbio “pubblicamente” fanno chiaramente intendere che, seppure il fatto può essere commesso da una sola persona, esso deve trovare nel momento e nell’ambiente in cui è compiuto circostanze tali, da renderlo idoneo a provocare adesioni e consensi ed a concorrere alla diffusione di concezioni favorevoli alla ricostituzione di organizzazioni fasciste.

La ratio della norma non è concepibile altrimenti, nel sistema di una legge dichiaratamente diretta ad attuare la disposizione XII della Costituzione. Il legislatore ha compreso che la riorganizzazione del partito fascista può anche essere stimolata da manifestazioni pubbliche capaci di impressionare le folle; ed ha voluto colpire le manifestazioni stesse, precisamente in quanto idonee a costituire il pericolo di tale ricostituzione.

Quindi:

1- l’apologia del fascismo finalizzata alla ricostituzione del partito fascista è già presente nella legge Scelba, attualmente in vigore.

2 -Come precisato dalla corte costituzionale, a meno che non sia finalizzato alla ricostituzione del partito fascista o la creazione di un partito che persegue la presa del potere mediante lotta armata ed altri sistemi fascisti, l’esaltazione di mussolini, l’indossare una camicia nera o fare il saluto romano rientra nelle manifestazioni di libertà di pensiero.

3 – Alla luce delle sentenze della corte costituzionale la norma Fiano, che mira a vietare l’esposizione di simboli fascisti o qualunque parola o gesto che ricordi il regime fascista, rischia di essere considerata “incostituzionale” in quanto in contrasto con l’articolo 21. Terra terra: finché io non prendo le armi contro lo stato o miro a riorganizzare il partito fascista posso raccontare che mussolini sia stato lo statista più grandissimo del mondo, vestirmi da balilla e cantare a squarciagola faccetta nera2.

4 – Ripeto il legislatore ha inteso “punire” chi mira a ricostituire il partito fascista, non chi ha causato più di X morti. Le polemiche su chi abbia fatto più merda fra comunismo, nazismo, fascismo o turbocapitalismo liberista c’entrano con le disposizioni della costituzione come i cavoli a merenda.

5 – Paradossalmente se io fondassi il Partito Rivoluzionario del Popolo del grande Pdor (figlio di Kmer) che mira a prendere il possesso dello stato con le armi e trasformarlo nella teocrazia di Pdor ove governeranno solo gli eletti di Pdor e gli altri, gli uomini della terra dei fichi d’india, verranno condannati a lavorare con il sudore della fronte e partorire con dolore, sarei condannabile per la legge Scelba.


  1. un bel modo per morire. 
  2.  guardacaso canzone non gradita al regime fascista proprio perché parlava di integrazione “faccetta nera sarai Romana…” e di rapporti paritetici con gli abitanti delle colonie.
    Ma queste persone sanno che Benito Mussolini odiava Faccetta nera? Aveva addirittura tentato di farla bandire. Per lui era troppo meticcia: inneggiava all’unione tra “razze” e questo non era concepibile nella sua Italia imperiale, che presto avrebbe varato le leggi razziali che toglievano diritti e vita a ebrei e africani. Oggi però, ed è qui il paradosso, il regime fascista è ricordato proprio attraverso questa canzone che detestava.
    fonte: https://www.internazionale.it/opinione/igiaba-scego/2015/08/06/faccetta-nera-razzismo 

non non è in accordo è un nazipedosatanista…

Un articolo del corsera che non mi trova d’accordo; capisco che in certi casi il dialogo sia inutile e si debba “metter mano al bastone”, come ad esempio nel caso degli antivax fanatici che rifiutano qualsiasi confronto e qualsiasi dialogo che non sia il riconoscere acriticamente le loro ragioni, però considero parimenti sbagliato nazistificare sempre e comunque chiunque non sia d’accordo.

Quello che ho visto nei social sia con la legge Fiano che con la legge sul falso ius soli è stato il considerare chiunque dissentisse un nostalgico fascista mosso da vili e turpi motivi. Mi spiace ma questo modus operandi alla fine fa più danni che altro e paradossalmente sdogana il fascismo molto più che quattro folkloristiche cavolate. Siccome i paragoni funzionano nei due versi dire che chi pone qualche, sensato, dubbio alla leggi e lo pone in maniera corretta e motivata è fascista significa anche dire che i fascisti erano quelli che ponevano obiezioni corrette e motivate. Una bella zappa sui piedi.

Sorgente: Corriere della Sera

L’apologia di fascismo è un problema attuale

Colpiscono le polemiche suscitate dalla proposta di legge, presentata da Emanuele Fiano, che intende punire chi propaganda immagini o contenuti del fascismo e del nazismo. In queste polemiche aspre e brutali, che in taluni casi hanno finito per trascendere nell’offesa personale e nello scherno antisemita, si deve leggere l’indizio di una tensione profonda, di un disagio evidente. Affrontare il tema del fascismo nello spazio pubblico sembra, in questo paese, un’impresa impossibile. Tutto (o quasi) funziona, finché si indaga il fenomeno storico proiettandolo nel passato, finché si celebrano riti e cerimonie nelle ricorrenze previste. E forse, chissà, i tanti discorsi ufficiali, a lungo andare, hanno perfino nuociuto.

Per me quello che ha nuociuto è stato il non consegnare il fascismo alla storia ma tirarlo fuori come jolly dialettico per vincere qualsiasi dibattito. E a furia di dare del fascista a tutto e tutti la parola “fascista” ha perso il significato drammatico che aveva per diventare un banale insulto come dare dello “stronzo”.

Altrimenti vanno le cose quando si discute del fascismo nelle sue manifestazioni attuali, che non hanno nulla né di nostalgico né di folkloristico. Basta fare un giro nel web. Parliamo, dunque, del presente e del futuro. L’Italia ha conservato i suoi fantasmi, che tornano ad aggirarsi con vecchi simboli e rinnovati contenuti. Si dirà che sono solo spettri. Ma lo spettro è uno spirito — e lo spirito del fascismo non è né morto né, tanto meno, sepolto. Neppure quello del nazismo. Un esempio? Anziché essere aperta e cosmopolita, come quella di altri paesi occidentali, la nostra cittadinanza si basa sul sangue, in parte sul suolo. Come se sangue e suolo fossero criteri ovvi — anziché la cultura, la lingua, l’appartenenza civica. Non si tratta di argomenti remoti, bensì di questioni urgenti, che ci riguardano da vicino.

Non so quanto possa essere proficuo accostare al fascismo chi si oppone alla legge sul falso ius soli1. Che ci siano anche imbecilli fanatici di LVI è pacifico ed innegabile, ma parimenti il bollare chiunque si opponga alla legge o abbia dubbi su di essa come nazifascista è una zappa sui piedi niente male. Tranne, per ovvi motivi storici, alcuni paesi, nati dal colonialismo, come USA o Canada lo ius soli nell’accezione di chiunque nasca nel suolo della nazione X è cittadino della nazione X non vige da nessuna parte nel mondo.

Senza considerare un’altra cosa: suolo e sangue puoi provarli “oggettivamente”; come puoi provare oggettivamente la cultura oppure l’appartenenza civica? Imho la cittadinanza deve essere una scelta consapevole; per questo preferirei che la scelta la faccia la persona quando ha la piena capacità giuridica di farlo e non altri per lui. Questa mia obiezione alla legge mi qualifica come “fascista”? Pazienza, però poi non ci si lamenti se gli “antifascisti” vengono considerati solo dei poveri pazzi esaltati.

Forse più delle polemiche sconcertano le confusioni, casuali o volute. Non è mancato chi ha tirato fuori l’«islamofascismo», etichetta per la notte in cui tutte le vacche sono nere. Ma c’è soprattutto chi, in questi giorni, ha parlato di «fascismo dell’antifascismo», chi con giravolte e capriole vorrebbe far passare per alternativi pensieri stantii e reazionari. Molto ci sarebbe da dire sui due totalitarismi, una tesi che non regge più. La corruzione di un progetto non è il progetto: il comunismo era un umanismo di giustizia sociale. Il totalitarismo nazifascista è stato la perversione innalzata a progetto — in gran parte compiuto. I gulag non sono equiparabili ai campi di sterminio — per via delle camere a gas.

i nazisti son cattivi perché cattivi, i comunisti buoni che sbagliano. No, è questo fare da sommelier di merda che alla fine sputtana. Le camere a gas son state la soluzione finale quando dovevi, in tempi rapidi, far fuori tante persone. Ma se escludiamo le camere a gas non è che nei gulag gli internati venissero trattati meglio, il tasso di mortalità era altissimo. Son pecche; mi spiace ma il LVI ha fatto peggio non serve ad assolvere le colpe di altri. I sei milioni di morti causati, direttamente od indirettamente, da Hitler assolverebbero Totò Riina da quelli causati, direttamente od indirettamente da lui? Io direi di no.

È una differenza qualitativa e decisiva. Certo, Mussolini non era Hitler. Ma dalle stazioni ferroviarie italiane sono partiti i treni per i lager. Basta sollevarsi da ogni responsabilità! Il fascismo, quello che faceva eliminare gli oppositori, quello delle leggi razziste, della guerra in Etiopia, dello stato assoluto, ha colpe enormi. È triste e allarmante che in una spiaggia italiana possa essere esposto, a mo’ di sberleffo, un cartello che ridicolizza le camere a gas. Non si può accogliere nel dialogo democratico chi quel dialogo vuole cancellarlo.

Il dialogo democratico lo si cancella anche quando si accusa in maniera apodittica, chi non condivide, di essere fascista. Ciò che rende fascisti è il comportamento, il modus operandi, non il colore della camicia.

Il limite è sottile — e il problema è condiviso da altri paesi europei. Ma le leggi vanno aggiornate anche qui. Occorre fra l’altro tenere conto del web. Parlare è agire. Parole, simboli, contenuti del fascismo e dell’hitlerismo non devono circolare liberamente davanti a spettatori noncuranti.

Perché? qual’è il pericolo? che torni il fascismo solo perché si vede una spiaggia che scimmiotta il regime? mah. Parlare, dire cazzate non è agire. I “leoni da tastiera” possono dar fastidio ma la merda che gira nei forum e nei blog non è pericolosa come le bastonate o l’olio di ricino. Le leggi già esistono: se un fesso vuole rifondare il partito fascista ovvero un partito che usa la violenza per prendere e mantenere il potere, il coportamento del predetto fesso ricade pienamente nella fattispecie di reato previsto dalla legge Scelba. Se il fesso si limita a scimmiottare comportamenti del ventennio fascista o a sparare cazzate che danni reali produce?
E poi che dire dei bambini “con la stella gialla”2 per protestare contro il decreto vaccini? anche quello è uno scimmiottamento del periodo e, cosa molto più grave, fa apparire “buoni” i nazisti e cattivi gli ebrei. Ci rendiamo conto della gravità di simili comportamenti? Eppure, tranne qualche sparuta protesta ho visto poche vesti stracciate per quella pagliacciata.

In in questo revival dell’antifascismo vedo un ansia ed un desiderio di avere un nemico “assoluto” contro il quale lottare senza quartiere. Come capitò ad esempio contro il cavaliere nero. Il nemicissimo è utile perché unisce le truppe, truppe che attualemente si stanno dividendo in una cinquantina di  “unica vera autentica sinistra DOCG – diffidate dalle imitazioni” la cui passione è sputare veleno contro le altre quarantanove “unica vera autentica sinistra DOCG – diffidate dalle imitazioni”, accusarle di, guardacaso, fascismo3 e tentare di epurarle.

Per evitare un vero ritorno del fascismo forse sarebbe più proficuo smettere con l’accusare di fascismo chiunque non sia d’accordo al 111% (centoundici percento) con le nostre idee e di usare l’accusa di fascismo come jolly dialettico, sia il dibattito che la memoria storica ne trarranno giovamento.


  1. non è uno ius soli vero e proprio ma una legge che modifica le procedure per l’acquisizione della cittadinanza. Non basta il semplice fatto di essere nati in italia per diventare cittadini italiani. 
  2. Burioni in alcuni commenti deliranti sui social è stato paragonato a Mengele per le sue attività pro vaccini. Qualcuno che conosce le scienze più della storia potrebbe anche pensare che Mengele invece di essere un mostro fosse solo un bravo medico un poco scontroso e che le atrocità da lui, Mengele, commesse nei lager fossero gravi tanto quanto una puntura di esavalente. 
  3. basta ricordare il referendum: fascista Renzi che voleva modificare la costituzione, fascista l’ANPI che espelleva chiunque non fosse appiattito sulle sue linee… tutti fascisti ergo nessun fascista. 

Nello scontro fra neofascisti e clandestini chi perde è lo stato

Il “giustiziere della notte” era un bel film con charles bronson. Racconta la storia di un ingegnere Paul Kersey al quale un gruppo di balordi uccide la moglie e violenta la figlia. Vedendo che la polizia è impotente contro la microcriminalità decide di farsi giustizia da solo. La fine del film è emblematica; finalmente la polizia lo scopre ma l’indagine viene insabbiata sia perché Kersey, soprannominato il giustiziere della notte, è un eroe per la popolazione, già iniziavano a spuntare degli emuli, sia perché il suo arresto avrebbe causato maggiore sfiducia nella polizia. Quindi Kersey invece di venire incriminato venne semplicemente convinto a smettere e trasferirsi a Chicago.

Ad Ostia sta capitando qualcosa di simile; molti sono infastiditi da venditori abusivi insistenti, parcheggiatori abusivi e microcriminalità; spesso la soluzione proposta al problema è il negare il problema: dici che sei infastidito solo perché sei un fasciorazzista e tonnellate di retorica su accoglienza, fratellanza e ammore. Che poi pensando ad esempio ai fatti di Capalbio, ci si rende conto che tali trombonate son solo tentativi di fare tanto i froci con il culo degli altri.

Questo è quanto capitato ad Ostia

fonte:http://www.corriere.it/video-articoli/2017/07/10/ronde-casapound-spiaggia-ostia-cacciati-venditori-ambulanti/082ad9d4-6553-11e7-a5ea-ffe2be8246f0.shtml?refresh_ce-cp

Un blitz anti ambulanti i sulla spiaggia di Ostia con tanto di pettorine con la scritta CasaPound. È accaduto ieri sul litorale romano, dove la scena è stata ripresa da un video. «I venditori abusivi – sostiene nel filmato Luca Marsella, responsabile locale di Cpi – oltre a cianfrusaglie di dubbia provenienza, vendono anche bibite facendo concorrenza sleale ai legittimi concessionari delle strutture che invece sono sovente tartassati da controlli di vigili». I militanti di CasaPound erano circa una quindicina.

(…)

A promettere che il blitz sarebbe stato segnalato alla polizia era stato Domenico Vulpiani, commissario di Ostia: «Sono atti di forza che non possono essere tollerati», aveva sottolineato il prefetto definendo l’iniziativa di CasaPound «strumentale». Anche perché sull’abusivismo commerciale c’è un «piano di controlli della polizia locale d’intesa con la capitaneria di porto» che riguarda i 18 chilometri circa del litorale. E infatti il Comando generale della municipale ricorda che i controlli vengono effettuati «dall’inizio di giugno ogni fine settimana» e che «finora sono centinaia i sequestri di migliaia di articoli illegali e merce alimentare non tracciabile».

Io vedo molti paralleli con il “giustiziere della notte”: la polizia non è percepita come funzionante ed efficace si aprono praterie per i “giustizieri” pronti a carpire simpatie ed a presentarsi come i buoni contro i cattivi ed uno stato connivente con i cattivi1. In pratica lo stato non viene percepito come utile od efficace ma solo un nemico da abbattere. Questo è quello che è realmente capitato in italia negli anni ’20. Un governo debole ed inconcludente incapace di accontentare la richiesta di sicurezza della piazza, azioni confuse e sconclusionate. Logico che all’anarchia ed al caos molti preferirono i pagliacci in camicia nera pensando, erroneamente, che era solo una cura passeggera per eliminare il pericolo “rosso” e calmare i “bianchi”. Tragico errore che si pagò con conto salatissimo.

La colpa di Ostia è dello stato assente; se non ti attivi per risolvere il problema o peggio, fai finta di non vederlo per motivi politici, evitare accuse di razzismo e fascismo gratuite2, poi qualcuno lo risolve, male, ma si prende il merito della risoluzione. La situazione è grave e merita un intervento un poco più coordinato di una semplice incriminazione di casa pound. Occorre sia far capire che il “monopolio della forza” lo ha solo lo stato ed occorre però anche far vedere che lo stato lo usa contro tutti quelli che evadono le leggi, siano essi wannabe punisher o venditori abusivi, è l’unico modo per disinnescare la situazione. L’alternativa è il trovarsi tanti emuli del Giustiziere in giro con uno stato che alza le braccia e si arrende. Ironico: per evitare accuse “pretestruose” di fascismo3 si lascia la piazza ai fascisti veri.


  1. piaccia o no New York è stata riportata in carreggiata grazie alla “cura Giuliani” non di certo grazie a tonnellate di ipocrisia fintobuonista sulla comprensione e l’accoglienza. 
  2. alla fine “fascista” nel linguaggio dei “compagni” ha perso qualsiasi riferimento al fatto storico ed è diventato sono un sinonimo di: “idea che non mi trova d’accordo”.
    “per me il cioccolato fondente è migliore di quello al latte”; “Fascistaaa!!!!”. 
  3. non ci si può dire “per la legalità” e poi pretendere che le leggi vengano applicate “con intelligenza”, ovvero chiudendo tutti e due gli occhi, a seconda della simpatia verso l’inquisito. Se il commercio abusivo è vietato dalla legge va represso, se il divieto di commercio abusivo è troppo gravoso allora si abbiano le palle di chiedere l’abolizione di tale legge. Avere una legge ed applicarla ad arbitrio a seconda di come girano è la cosa peggiore possibile. 

i miei due centesimi sulla legge contro l’apologia di fascismo.

Stavo leggendo le polemiche sulla legge Fiano, la legge che, come erroneamente riportato dai media, dovrebbe punire l’apologia di fascismo.

Personalmente lo ritengo un grave errore per un sacco di motivi:

Prima considerazione; esiste già una legge che vieta l’apologia di fascismo: la legge Scelba; per come è stata annunciata nei media la legge Fiano sembra essere un doppione della legge Scelba. Sarebbe stato interessante sapere come mai la legge Scelba venga considerata oramai inadatta e occorra correggerla. Annunciare una legge per vietare l’apologia del Fascismo senza spiegare è annunciare un doppione.

Seconda considerazione: “blindare” una legge accusando chi non la condivide di essere pro fascisti (o pro omofobi o pro femminicidio…) è il modo migliore di sputtanare tale legge. Dividere il mondo in buoni buonissimi contro cattivi cattivissimi, ragionare “chi non è con noi al 100% allora è contro di noi”, chi non condivide la legge è un “omofobo femminicida fascista pedofilo nazista satanista che parcheggia il SUV in tripla fila e crede alla nipote di Mubarak” è il modo migliore per convincere i moderati, dell’una e dell’altra parte, che tale legge è solo il sogno morboso di un gruppo di folli esaltati, comportamento che poi porta a far fallire l’approvazione della legge perché i moderati pian piano si ritirano.

Terzo: ho come l’impressione che il PD stia usando il babau del fascismo per far coagulare tutte le sinistre a far quadrato contro il fascismo, idea sciocca e demenziale. Tutte le volte che il collante della sinistra è stato il mero antiqualcosa o è finita in una disfatta come nel 2001 oppure, come nel 2006, si è vinto, non si è riusciti a convincere e si è implosi perché appena il pericolo nero si occultava poco poco cominciava la solita, demenziale, gara a chi era il più puro che doveva epurare tutti. Votare una coalizione solo perché antifascista oramai viene percepito come una stupidaggine. Trovare insieme gente che fino al giorno prima si dava vicendevolmente ed allegramente del fascista (Renzi Vs ANPI). Quanto tempo riusciranno a stare assieme1 ?

Quarto una legge non può impedire alle persone di essere idiote, una legge può solo impedire, e sanzionare, i comportamenti da idiota. Non sarà una legge ad impedire ad un testa di cavolo di segarsi davanti ad un busto di mussolini o a non fargli credere che i gay facciano schifo o che il “pater familias” ha diritto di vita e di morte su tutti. Però puoi, e devi, bacchettarlo quando tenta di attuare i suoi deliri.

Quinto: quella legge è scritta male e ha più controindicazioni che benefici; fonte: http://www.ilpost.it/2017/07/10/m5s-legge-apologia-fascismo/

La proposta di legge di Fiano si chiama “Introduzione dell’articolo 293-bis del codice penale, concernente il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista”. La proposta ha un unico articolo e dice:

«Nel capo II del titolo I del libro secondo del codice penale, dopo l’articolo 293 è aggiunto il seguente:

Art. 293-bis. – (Propaganda del regime fascista e nazifascista). – Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici».

La proposta vuole dunque introdurre nel codice penale una nuova fattispecie relativa al reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. Sono già in vigore delle leggi in materia, la numero 645 del 20 giugno 1952 (la cosiddetta legge Scelba) e la numero 205 del 25 giugno 1993 (la cosiddetta legge Mancino). L’obiettivo della proposta vuole però delineare una nuova fattispecie che consenta di colpire solo alcune condotte che considerate individualmente non rientrano nelle normative già esistenti.

è una legge facilmente aggirabile, non esalto mussolini esalto la “romanità” e l’impero romano. (mi vietano il busto di giulio cesare?). Compro in stati esteri “per motivi di collezionismo”, sparo stronzate su siti esteri o in darknet. Siamo seri chi si imbarcherebbe in una rogatoria internazionale per trovare l’idiota che ha scritto “W il duce” in un sito/forum estero?
Poi come distinguere la propaganda “per esaltazione” dalla divulgazione “per storia”? Si entra in un ginepraio dal quale è difficile uscire. Meglio punire, solennemente, chi viola la legge scelba e chiudere un occhio sulle trollatine di bassa tacca.

Sesto: è stupido trasformare il fascismo in un tremendo babau; in primo luogo dimostri che ne hai ancora paura e quindi implicitamente riconosci il suo potere. E questo può spingere qualcuno a scegliere di sostenere Satana. E poi perché avere paura del fascismo e non del comunismo, della mafia o del terrorismo internazionale? Rendi il fascismo speciale e paradossalmente lo rendi accattivante per alcuni. Mentre dire: “idioti che credono a finte storie su una ideologia oramai morta, siamo in democrazia possono adorare chi gli pare, il duce, riina, lex luthor o il pinguino, finché rimangono nei binari della legge. Chi scrisse la legge Scelba fu furbo a voler sanzionare solo i tentativi di eversione ovvero la riscostituzione del partito fascista o di partiti che si richiamassero esplicitamente ai suoi sistemi per prendere il potere e a lasciar perdere le chiassate. Anzi poter dire “è grazie alla democrazia che voi potete dimostrare la vostra idiozia” rimane uno smacco per molti.

Settimo, e ultimo. questa legge così come le leggi sull’omofobia, il femminicidio ed altre simili sono realmente liberticide e possono essere usate maliziosamente per “chiudere la bocca a chi non è d’accordo”. Ricordo che vendola, a seguito delle polemiche riguardo al figlio che il suo compagno ha avuto grazie all’utero in affitto, rispondeva dando dell’omofobo a chiunque lo criticasse. Qualsiasi critica alla Kyenge, anche se corretta e validamente motivata, era a causa del razzismo, qualsiasi critica alla Boldrini, anche se corretta e validamente motivata, un attacco a tutte le donne.
Ci vuol poco a bollare come “fascista” e razzista chiunque non sia d’accordo all’accoglienza totale ed incondizionata di chiunque raggiunga in un modo o nell’altro il suolo italico o chiunque avanzi qualche dubbio sulla legge per lo ius soli.  Il solito sogno di vincere per squalifica dell’avversario. Si son visti i danni che tale tecnica ha creato quando è stata usata per eliminare politicamente mr. B.


  1. Semplice, il tempo di coesione è un tempo tale da essere contenuto all’interno del limite di indeterminazione di Heisenberg. 

Quando morì il 25 aprile.

Stavo sentendo le, oramai, puntuali polemiche sul 25 aprile e festività annesse. Quando è morta la festa del 25 aprile? quando è passata da festa nazionale della liberazione a “bile party”? Ho fatto un poco di mente locale ed alla fine l’ho capito; la festa morì quando passò dall’essere la celebrazione della liberazione alla festa contro berlusconi. Nel 1994 la gioiosa macchina da guerra prese una sventola non da poco. Mani pulite e forcaiolismo annesso avevano fatto, letteralmente, piazza pulita del pentapartito e di tutti i suoi uomini di punta. Nonostante i sogni bagnati di tanti orfani dell’URSS le seconde linee del pentapartito (Casini, Mastella e compagnia cantante), insieme alla destra finiana e alla lega, dettero una sberla non da poco alla gioiosa macchina da guerra ed a tutti gli accultuVati fiancheggiatoVi.

Il 25 aprile del 1995 divenne la festa contro berlusconi; i paragoni Berlusconi = Mussolini, ripresero forza, invece di pensare all’unione si urlò che solo la sinistra era l’unica vera erede dei partigiani (e di riflesso che solo i partigiani rossi rossi erano gli unici degni partigiani, per gli altri: i bianchi, i monarchici, i liberali, o si taceva con un imbarazzato silenzio oppure si parlava di “venduti agli americani”. E la mitologia del partigiano rosso che con il suo mitra libera l’italia per poi essere a sua volta invaso dagli americani, prese forza. Si cercò di modificare la storia: dimenticare che l’italia venne liberata soprattutto grazie ai carri armati degli alleati, la tragedia della shoa venne banalizzata trasformando qualsiasi cosa in shoa e, cosa peggiore, le vittime di ieri vennero nominate carnefici di oggi. Pur di dar contro al berlusco, visto che si era incapaci di dare risposte politiche, ci si appoggiò da una parte agli intellettuali di partito e dall’altra ai ragazzini che giocavano a fare gli anarcorivoluzionari.

Il risultato alla fine è stato che la festa da festa di unione è diventata la celebrazione religiosa di una resistenza mitizzata e divinizzata contro chiunque non si riconosca in tale mitizzazione. C’è una casta religiosa, come l’ANPI, che si arroga il diritto di parlare per la divinità e di concedere patenti di moralità, la discussione storica sulla resistenza viene occultata; tutto quello che contrasta con il mito deve essere per forza falso, e ultima cosa la “mitica resistenza” viene presa come esempio e giustificazione per azioni di basso teppismo.

Errori gravissimi. Prima cosa: il creare un mito religioso significa poi trovarsi a fare i conti le contraddizioni e le incongruenze della storia. Un nome che “rompe” per la storiella partigiani buoni buonissimi contro fascisti tutti cattivissimi e assassini: Giorgio Perlasca1 persona di destra che è anche stata fascista convinta. Oppure la storia della brigata Osoppo e l’eccidio di Porzus. E invece di ammettere luci ed ombre di un fenomeno complesso si reagisce con rabbia e con persecuzioni verso gli eretici. Altro errore dell’attualizzare tutto è che se tutto è fascista allora nulla è fascista. Se qualunque tragedia, vera o presunta, viene paragonata alla shoa allora si perde proprio il senso e l’enormità della tragedia.

L’aver “attualizzato” la festa spiega bene come mai sia diventata la festa sbroc dove i partigiani “mitizzati” divennero i raddrizzatore di banane equosolidali e le loro azioni “mitiche” giustificano quelle dei loro autonominatisi eredi, e simpatizzanti. Questo spiega bene questione ANPI – Brigata Ebraica. Anche la questione della Brigata Ebraica rompe la figura dell’eroico raddrizzatore di banane equosolidali e la lettura buoni buonissimi contro cattivi cattivissimi come perlasca o l’eccidio di porzus. E come la storia insegna spesso i fedeli fanatici sono i primi a reagire “male” contro tutto quello che contrasta con la loro fede religiosa2. Buffo comunque che, comportandosi come i peggiori oscuratisti, si richiamino a valori come la libertà di parola o di dissenso. Come dire: molti erano antifascisti solo perché non piaceva il colore della camicia, tutto il resto era OK3.


  1. Ricordo le polemiche per il film su Perlasca perché un “fascista” faceva la parte del buono. Se c’è una cosa che manda in tilt i cervellini semplici è vedere lex luthor in aiuto a superman. 
  2. Puntualmente si ripetono gli stessi comportamenti che, a parole, si dice di deplorare. 
  3. Spesso i più fanatici antifascisti furono proprio i campioni olimpionici di cambio della casacca in corsa.