una chiosa sul libro della murgia

Alla fine, approfittando della sala lettura della biblioteca, me lo son letto. Il succo del libro è che la murgia prende le idee che non le vanno a genio e cerca, imho in maniera sgangherata, di dimostrare che sono fasciste. Cadendo in tante e tali contraddizioni da far esclamare: “meglio allora il fascismo.

Prendiamo ad esempio il primo capitolo, quello dove parla del leader; la conclusione è:

La differenza tra lo smidollato democratico e il capo è tutta lí: il capo non è in discussione, perché se dovesse perdere tempo a discutere con chi la pensa diversamente in un paese dove tutti si credono allenatori della nazionale, quando mai prenderebbe le decisioni che servono?

E paradossalmente evidenzia un problema, grosso, della democrazia italiana: si può e si deve discutere, fino ad un certo punto, poi dopo che si è discussa e si è presa, democraticamente, una decisione la si dovrebbe rispettare. L’alternativa è una anarchia dove ognuno fa sempre il cazzo che gli pare chiamando tale azione dissenso democratico. A margine: sarei curioso di sapere se, secondo la murgia, gli antivax hanno il diritto di contestare e non rispettare la norma dell’obbligo vaccinale o se è fascista imporre i vaccini. In realtà in democrazia ci dovrebbe essere un momento in cui si discute, un momento in cui viene presa una decisione ed un momento nel quale la decisione deve essere rispettata. Poi si può continuare a discutere della decisione, e nel caso farla cambiare, ma va in ogni caso rispettata. La filosofia “rispetto solo quello che mi piace” è deleteria e fa più danni del fascismo stesso.

Fa riflettere anche la storia del “farsi un nemico esterno”; si applica benissimo alla legge fiano ed alla guerra contro il fascismo; molte caratteristiche che ha presentato del fascismo: con il nemico non si tratta, lo si spersonalizza, i nomignoli fanno anche parte del comportamento della sinistra: la demonizzazione ad oltranza1, “il popolo dei parcheggiatori in doppia fila”, “lo psiconano”…

Insomma si è tutti fascisti. E allora fra un partito fascista DOCG e la sua pallida copia venata di rosa perché scegliere la copia?

La verità è che la realtà è complessa e la semplificazione eccessiva di attaccare un paio di adesivi “fascista” a caso è, proprio come scrive anche la M., un comportamento tipicamente fascista.

Alla fine son testi simili che favoriscono il fascismo più delle stupidaggini di casa pound; ti convincono di essere un fascista fatto e finito, e non una persona con dubbi o con idee diverse. Come nel caso di Miss Helsinki, l’attribuire qualsiasi critica al “razzismo” alla fine porta a far pensare che il KKK sia solo un gruppo di mattacchioni che preferisce la bellezza nordica a quella mediterranea.

Ottima zappa sui piedi. Imho il giorno che i vari intellettuali di riferimento della unica vera sinistra antifascista DOCGP (diffidate dalle imitazioni)2 terranno il becco chiuso, quel giorno Salvini avrà un crollo di consenso.


  1. Che poi ricordano le demonizzazioni di Cossiga, Scelba, Craxi, Andreotti, Berlusconi ed anche Renzi durante il periodo caldo della campagna elettorale per il referendum si dovrebbe notare, prese per buone le tesi della Murgia, che anche a sinistra son tutti fascisti. E allora gli antifascisti dove sono? son solo una categoria metafisica dell’essere? 
  2. La Murgia si aggiunge al gruppo che comprende M. Lucano, Balotelli, Saviano, la Argento… basta che respiri che sia contro Salvini. 
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il fascistometro…

il fascistometro by michela murgia” spiega benissimo la crisi che sta vivendo l’espresso; test infantili a livello 10 domande per sapere se tuo figlio diventerà astrofisico od operatore ecologico, urla al babau invece di analisi e approfondimenti. Romanzi horror invece della cronaca.

Il test non è altro che una raccolta di slogan, molti dei gialloverdi; slogano che sono abbastanza opinabili e poco adatti ad una risposta secca “sì/no”. Ad esempio la domanda #2 Non abbiamo il dovere morale di accoglierli tutti. Per evidenziarle l’idiozia faccio notare che tutti significa “tutti” e che quindi dovremo accogliere anche gente, condannata per reati violenti nel suo paese o che sostiene che le donne non infibulate siano tutte puttane. Rigiriamola così: Tizio, giunto in italia con i barconi, è stato condannato nel suo paese per aver ucciso, a calci, la figlia che non voleva sposare un suo cugino cinquantenne; abbiamo il dovere morale di accogliere anche Tizio1Vedo poca analisi della complessità e spiegazioni di un fenomeno, vedo semplificazioni a livello di bambino di 3 anni: accoglienza indiscriminata senza se e senza ma buona, altrimenti fascista.

Il test comunque è interessante per due motivi; il primo è che leggendo le domande e volgendole al negativo si capisce cosa “non sia fascista”, ovvero per “non essere fascisti” bisogna raggiungere livelli di ingenuità e idiozia clamorosi… E poi ci si stupisce di come la gente sembri migrare verso il fascismo.

E il secondo, buffo, è che anche se si risponde no a tutte le domande si è comunque fascisti (aspirante fascista). Dovrebbe far pensare, invece credo sia una tremenda zappa sui piedi: se tutti son fascisti allora nessuno è fascista. Il fascismo è solo un babau tirato fuori per darsi un tono. E questo facilita di più il ritorno il reale ritorno dei totalitarismi che le chiassate di casa pound e dell’estrema destra.

PS

Questo il mio risultato:

Sei in uno stadio molto avanzato dell’acquisizione conscia del fascismo e già leggi la realtà attraverso i suoi strumenti. Sei un naturale difensore del metodo e dei suoi sviluppi e agisci apertamente contro i suoi nemici dichiarati. Ti poni senza mediazione contro chiunque cerchi di smentirti e se portare il conflitto sul personale è già una tecnica che conosci, le parole non sono più il tuo solo materiale di militanza. Se serve, sai tirare fuori le mani dalle tasche e agire, invocando la legittima difesa, il concorso delle circostanze o la ragazzata occasionale.
Dovresti già sapere che ogni volta che agisci in questo modo si allarga la forbice della percezione tra quello che in democrazia si può fare e quello che invece andrebbe fatto. Non fermarti: ogni volta che infrangi un limite lo sposti più in là. Forse pagherai personalmente adesso, ma dopo di te quel valico lo oltrepasseranno in 10, in 100, in 100mila. Non indietreggiare: dietro di te c’è un popolo intero.

D’altronde se questo è un blog “moralmente inferiore”, un motivo, fondato, c’è.


  1. Tale domanda è emblematica comunque di come molti intendano i migranti: poveri zio tom che vivono nelle capanne e che devono essere accolti dalla “civiltà”, il negro è sempre buono e se non è buono, vedi ad esempio alcuni casi di cronaca nera, è solo e sicuramente colpa dell’uomo bianco patriarcale. 

la controproducente religione laica dell’antifascismo.

Su twitter sembra tornata in voga la religione dell’antifascismo; una religione laica che ha qualche contatto con quanto avvenne in italia negli anni ’40 del secolo scorso. Molti pubblicano inviti a dichiararsi antifascisti e a ripudiare il fascismo. Peccato non si rendano conto che così facendo stanno propiziando proprio la rinascita del vero “fascismo” e non le buffe chiassate fatte da quattro pagliacci1.

Perché un comportamento simile è sciocco e controproducente?

Il primo motivo è che ho notato che chi fa grandi prediche sull’antifascismo spesso è il primo a tenere comportamenti fascisti; il fascismo è qualcosa che va oltre il mero indossare la camicia nera e passeggiare con il passo dell’oca. Ad esempio uno dei metodi del fascismo era lo sputtanare ad oltranza diffondendo calunnie sulle persone, calunnie magari costruite montando ad arte pezzi di lettere scritte dalla vittima. Uno che si ritiene antifascista dovrebbe aborrire un comportamento simile eppure moltissimi sono andati in piazza ad urlare a favore di tale comportamento in nome di un diritto, il diritto del popolo a sapere, che non esiste nella costituzione, anzi nella costituzione reale c’è scritto esattamente il contrario. Come anche la presunzione di innocenza; per quei farlocchi “antifascisti” non deve valere sempre ma se, e solo se, chi viene colpito è un galantuomo (ovvero qualcuno simpatico e dalla mia parte) altrimenti si scarica repentinamente Beccaria per passare a Torquemada.
Alla fine l’impressione che si coglie è che “antifascista” sia solo una spilletta da mettere al bavero per nobilitare quelli che in realtà son solo bassi interessi di bottega2.  Giustificare “i metodi fascisti3” purché usati “a fin di bene” significa affermare, con i fatti, che lo sbaglio del fascismo non erano i comportamenti quanto il colore della camicia.

Seconda cosa: se “arruoli” la resistenza nelle tue fila non stupirti se il tuo avversario poi cercherà di attaccarti anche sulla resistenza, soprattutto se la “resistenza” non è quella reale con luci ed ombre che ha combattuto la guerra ma un fumettone4 vagamente ispirato alle vicende storiche. Trasformare la storia in buoni buonissimi contro cattivi cattivissimi è il modo migliore per far dimenticare la sua lezione; la gente che la sente raccontata in questo modo pensa più ad un fumetto che a storie reali, ad errori ed orrori veri. Chi ha paura del ritorno di lex luthor?

Terza cosa: usare il fascismo ed il pericolo del suo ritorno come unico collante di una coalizione che, levato quello, non ha alcun altro punto di contatto politico, significa svilire l’antifascismo. “Ok siete antifascisti, e poi? cosa farete in economia, giustizia, scuola etc. etc.?” Il modo migliore per far diventare “antifascista” un sinonimo di cazzaro.

Ultima, ma non meno grave, l’arrogarsi di essere “i buoni” e di essere gli unici “a dare patenti di antifascista DOC” porta, come si è visto al referendum, ad una guerra fratricida dove tutti si accusavano allegramente di fascismo. Salvo poi serrare le truppe e proporre leggi demenziali in nome di una lotta che esiste solo nella loro testa. Il fallimento del referendum è nato lì.


  1. alla conta dei voti le formazioni che si rifanno apertamente al fascismo “storico” hanno ottenuto risultati da prefisso telefonico. 
  2. coalizzare le truppe, trovare un punto di contatto che giustifichi una traballantissima alleanza elettorale, menarla con la storia dei buoni contro i malvagi… 
  3.  certo la guerriglia urbana per fermare i fascistissimi bancomat ed opporsi alle vetrine SS è il massimo dell’antifascismo. 
  4. altrimenti come si potrebbe giustificare lo sfilare alla festa della liberazione con i simpatizzanti di questo qui rifiutando le bandiere della brigata ebraica e mal tollerando le bandiere inglesi e americane, cioè i tizi che cacciarono realmente i nazifascisti dallo stivale.  Non celebrano la liberazione reale ma fanno la festa del fumettone che hanno in testa. 

fascisti anti/2

Alla fine molti, anche ammettendo che abbiano tutta la buona fede del mondo, finiscono per comportarsi peggio dei fascisti che, a parole, dicono di voler combattere.

Stavo leggendo la vicenda di Pontedera e della piazza negata a Fratelli d’italia.

Il Comune di Pontedera ha negato l’autorizzazione del suolo pubblico a Fratelli d’Italia perché il partito ha sì presentato la richiesta sull’apposito modello, ma “‘sbianchettando’ la parte di una dichiarazione in cui si richiama il rispetto di norme nazionali in vigore che vietano sia la ricostituzione del partito fascista che la propaganda di istigazione all’odio razziale”, rendendo la richiesta “irricevibile”. Lo ha scritto in un post su Facebook il sindaco Simone Millozzi, in risposta alle proteste della leader di FdI Giorgia Meloni.

Due riflessioni: la prima è che mi chiedo a cosa serva inserire quella dichiarazione nel modulo; dovrebbe essere implicito che durante le manifestazioni si debbano rispettare, in ogni caso, le leggi dello stato. A che pro ricordare proprio quelle norme e non quelle riguardo al danneggiamento di proprietà altrui ed all’imbrattamento e distruzione del decoro cittadino?

“Non è il Comune, ma la Questura che autorizza o nega una manifestazione politica – afferma Millozzi – nel caso di specie la manifestazione politica si è svolta regolarmente. Se oltre la manifestazione viene richiesta l’installazione di palchi, gazebo o pedane sul suolo pubblico è il Comune tenuto a rilasciarne l’autorizzazione”. Ed è a quel punto che gli uffici del Comune, ha spiegato il sindaco, “informano Fratelli d’Italia che la richiesta così artefatta è irricevibile”.

Non sono un esperto di diritto amministrativo ma ho l’impressione che quello del comune sia un abuso. Che io sappia per la concessione di uso del suolo non è richiesta una dichiarazione di “rispetto delle leggi” ma solo di aver svolto gli adempimenti richiesti dalle norme. Tanto per intenderci se volete aprire un locale da ballo il comune ha tutto il diritto di chiedervi di mostrare il nulla osta dei vigili del fuoco relativo al rispetto delle norme di sicurezza, non ha alcun diritto invece di chiedervi una dichiarazione che nel locale non si spaccerà droga o che non avverranno molestie. Ergo se consegnate tutta la documentazione richiesta dalla legge tranne la dichiarazione di “non spaccio” il comune deve accettare la pratica e non può rigettarla.

Chiudendo la parentesi da azzeccagarbugli, faccio notare che una delle caratteristiche del fascismo è che il caporione di turno, od il potestà, avevano il potere di sostituirsi alla magistratura ed a dare punizioni a loro completo arbitrio. Per tale motivo la costituzione italiana, quella che, chi si spara pose da antifascista eroico partigiano, dice di amare svisceratamente recita:

Art. 25. Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.

Chi deve giudicare se ci sia stata una violazione della legge può essere solo “il giudice naturale precostituito per legge”. Il sindaco (o gli uffici) se volevano fare le cose pulite avrebbero dovuto denunciare “fratelli d’italia” per violazione delle leggi mancino e scelba ed aspettare la decisione della magistratura, non sostituirsi ad essa nel pronunciare sentenze.

Alla fine quello che sdogana di più il fascismo son proprio i comportamenti da fascista di chi fa gran vanto di essere antifascista e di voler combattere il fascismo. Ma non son antifascisti, come credono di essere, son solo fascisti anti.

Ma ha fatto anche cose buone…

Uno dei leit motiv della campagna elettorale è il tradizionale scontro sul fascismo1. In particolare si dibatte se il fascismo abbia fatto o meno cose buone.

Io penso che ridurre la storia ad un fumettone buoni buonissimi contro cattivi cattivissimi sia il modo migliore per dimenticare gli insegnamenti, spesso impartiti in maniera drammatica, della storia. I cattivi dei fumetti, per contratto, devono fare i cattivi e devono fare solo cose cattive, e nei fumetti meno stereotipati se fanno qualcosa di buono è solo perché hanno il secondo fine di fare qualcosa poi di molto più cattivo. Quindi lex luthor o joker sono cattivi e fanno cose cattive. Ma chi ha paura di lex luthor e joker? Uno che urlasse in piazza che servono leggi speciali contro lex luthor verrebbe preso per pazzo.

Ecco perché penso che trasformare hitler e mussolini in una sorta di lex luthor e di joker non sia una mossa molto accorta; perdi tutta la drammaticità della storia. Nella fumettizzazione della storia si innesta anche il dibattito, surreale a mio avviso, se Hitler o Mussolini abbiano o no fatto qualcosa di buono. Per me la risposta è sì; si sta parlando di fenomeni complessi durati molto tempo quindi è statisticamente certo che qualcosa di buono: una strada, una bonifica l’abbiano fatta. Fermo restando che il bilancio complessivo bene – male pende decisamente verso il “male”, l’aver scatenato la II guerra mondiale, la follia degli stermini, la shoa con annessi e connessi son colpe enormi, immense ed innegabili, colpe che non possono esser mondate dall’aver fatto bonificare una palude o risistemare una strada.

Però l’usare tali colpe per negare che qualcosa di “buono” possano aver fatto è infantile e stupido. Se i buoni fanno solo cose buonissime, visto che i cattivi fanno solo cose cattivissime, come si può giustificare, in questo schema, il bombardamento di Dresda, i gulag o le rappresaglie verso la popolazione civile tedesca alla fine della seconda guerra mondiale? Se fai un bilancio luci ed ombre ammettendo onestamente che c’è stata qualche flebile luce anche dalla parte che aveva moltissime ombre e qualche ombra nella parte luminosa te la cavi facilmente. Se ragioni in binario alla fine si arriva alla notte in cui tutte le vacche sono nere, che Dresda o Hiroshima sono la stessa cosa delle devastazioni naziste, e che l’unica colpa di Mussolini è di esser stato lo sconfitto e quindi quello che si è preso tutte le colpe. In pratica lo si trasforma da farabutto a martire.

Quando studi un bilancio devi guardare, onestamente, tutto attività e passività. Ed anche se il bilancio è in “profondo rosso” qualche cifra nera, piccola, la trovi. Il fatto che ci siano non nega il “profondo rosso” del bilancio, ma il negare che ci siano significa che del bilancio si sta guardando solo la parte che interessa oltre che falsificare il bilancio.

Ecco perché quando qualcuno tira fuori il “ma ha fatto anche cose buone” sarebbe meglio rispondere: “ma di certo non son sufficienti a cancellare le sue immense colpe” più che negare, mentendo, l’esistenza di cose buone.


  1. puntualmente quando a sx non sanno più cosa dire tirano fuori l’antifascismo. Vedi campagne elettorale del 1994, del 2001 e del 2008. 

Errori di comunicazione

Stavo leggendo della stupidaggine sparata da Gene Gnocchi a di martedì. La sua, squallida, battuta è stata: “E’ un maiale femmina. Si chiama Claretta Petacci”(fonte)

Pochi messaggi fa scrivevo di come spesso la sinistra tenda a trasformare i suoi nemici vincenti in creature con poteri mitologici perché l’essere sconfitti da un dio, dio che per di più gioca sporco, è molto più consolante ed autoassolutorio che dover ammettere di aver fatto qualche cazzata di troppo.

Gene Gnocchi ha fatto un errore madornale di comunicazione; a che pro rinvangare il fascismo e lanciarsi in quello che il manzoni definì “codardo oltraggio?” Gli effetti della battuta saranno:

  • di far compattare l’estrema destra fornendogli in un piatto d’argento buoni motivi per fare un poco di vittimismo e puntare il dito contro chi fino a ieri faceva fuoco e fiamme contro gli haters e adesso tiene un imbarazzato silenzio.
  • disgustare un poco chi conosce la storia per quella che è e non il fumettone a base di buoni buonissimi contro cattivi cattivissimi vagamente ispirato alle vicende storiche che si sta cercando di narrare.
  • dare l’impressione di essere un vigliacco che fa pessimo umorismo sui morti.

E questo si traduce in voti che escono dalla fazione Gnocchi per prendere altre strade.

Purtroppo quello che unisce il csx è solo l’antifascismo di facciata ergo nessuno dirà a Gene: “guarda che hai detto una stronzata colossale” e quindi si prenderanno la nomea di coloro che son solo capaci di fare umorismo sui morti.

PS

La petacci era l’amante di mussolini. Sulle colpe di mussolini si è detto tanto e nessuno le nega. La petacci ha pagato il suo essere l’amante di mussolini; è morta e, imho, un sobrio silenzio sarebbe più opportuno di un pessimo umorismo. Il modo migliore per far tornare il fascismo è proprio il non volerlo consegnare alla storia ma trasformarlo in un satana contro il quale far coalizzare tutti i fedeli.

 

a chi conviene il ritorno del fascismo?

A seguito della vicenda del carabiniere e della bandiera della marina tedesca della prima guerra mondiale hanno ripreso tanto fiato le sirene di un ritorno del fascismo.

A chi conviene tutto questo allarme su un ritorno del fascismo? Non penso ci siano dietro sofisticati complotti ma bensì semplici, e bassi, interessi di bottega.

Guardiamo a sinistra: un partito il PD che viene da una parte dove si è sempre fatto vanto di essere antifascisti e di voler lottare contro il fascismo sempre e comunque senza se e senza ma. Dove il patentino di antifascista DOC era essenziale per accreditarsi. Una parte che, tramontato il sole dell’avvenire sulle macerie del muro di berlino, era rimasto solo l’antifascismo e lo ha elevato a religione laica. Dove l’accusa peggiore era quella di essere fascisti. Umoristico che solo un anno fa fra PD/Renzi  e ANPI, per il referendum costituzionale, ci si scambiasse allegramente e reciprocamente accuse di fascismo.

Adesso: che situazione c’è a sinistra? Tanti partitini ognuno dei quali è unica vera sinistra DOCGP (diffidate dalle imitazioni) che, antifascismo escluso, non son d’accordo quasi su niente. E quale forza può spingere ad unirsi con quelle che vengono considerate imitazioni?  come giustificare agli elettori che la fascista ANPI va adesso a braccetto con il fascista PD, unione benedetta dal fascista1 Dalema?

L’antifascismo, così come nel 2006 il collante di una armata brancaleone che andava da Mastella a Bertinotti (passando per Dini, Kossutta, Rutelli, Parisi, Di Pietro…) era l’imperativo categorico  di opporsi al cavaliere nero senza se e senza ma… Il risultato è noto: un governo, tenuto in vita solo dalla distribuzione di poltrone, che faceva una berlusconata dietro l’altra, penultimatum a nastro. Punito pesantemente dai suoi elettori due anni dopo.

Adesso invece il supremo motivo morale che spinge ad unirsi è il salvare la santa madre russia, l’italia dal nazifascismo. Quindi occorre rendere edotta la popolazione del pericolo e convincere che una lucertolina2 sia un terribile drago sputafuoco. Ecco perché adesso sembra che domani ci sarà la marcia su roma e dopodomani dichiareremo guerra alla Grecia. Anche per evitare domande imbarazzanti tipo: “se vincete cosa intendete fare e come?”.

Piccola nota storica; il fascismo, come il nazismo, venne favorito nel prendere il potere anche grazie a governi deboli ed incapaci di agire con decisione, bloccati da giochetti di bassa politichetta pieni di gente, che pensava a brevissimo termine,  pronta a pugnalarsi nella schiena per una poltrona in più.


  1. A causa dell’appoggio dato al suo governo all’intervento americano in Kossovo, il buon Massimo venne definito così da Rifondazione Comunista. Buffo che per avere una maggioranza di supporto si ebbe bisogno dei giochi di palazzo e della campagna acquisti di Kossiga e Mastella. Come dire: Jessica Rizzo che da della svergognata a Selen. 
  2. Parliamo di Ostia; casapound si è affermata per il disgusto verso la vecchia politica e, quantitativamente ha preso pochi voti. L’astensionismo ha pesato molto. 

Di bandiere, fascismo, carabinieri e stato di diritto

Stavo leggendo la vicenda della bandiera “nazista” esposta dal carabiniere in camerata. Devo dire che c’è molto nazifascismo moltissimo e non a causa del carabiniere ma di tanti “fascisti” in camicia hawaiana che non si fanno scrupolo di utilizzare metodi e comportamenti di quel periodo storico.

Prima considerazione: secondo la costituzione “antifascista” italiana:

  • art. 25, comma 2°  “Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso”.
  • art. 14 comma 1° Il domicilio è inviolabile.
  • art. 14 comma 2° Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale.

Prima considerazione: la bandiera non era esposta in un ufficio o luogo aperto al pubblico ma in camerata. La camerata può essere considerato tranquillamente uno spazio privato. Era una finestra, a vedere l’articolo, al secondo o terzo piano della caserma. Infatti per fare il pezzo è stato utilizzato uno zoom abbastanza potente. Non era esposta al pubblico. Si accetterebbe che qualcheduno, senza alcun mandato della magistratura, entri a casa vostra, senza mandato, per verificare che non abbiate a casa simboli fascisti? Chi ha denunciato il tutto ha commesso una violazione di domicilio allo stesso modo di chi si mette a sbirciare dalle finestre del vicino dentro casa.

L’ispezionare ad arbitrio e lo “sputtanare” in pubblico, giustificando il tutto dal dover salvaguardare la morale pubblica, era un comportamento tipicamente fascista.

Seconda considerazione: siccome non c’è nessuna legge che vieti il possesso di quella bandiera, anche se tale bandiera è usata da gruppi neonazi, possedere tale bandiera è perfettamente lecito e legale. Ed in uno stato di diritto ciò che è lecito e legale è permesso. Chi chiede “punizioni” per il carabiniere guardacaso evita di spiegare chiaramente sulla base di quale legge dovrebbe essere punito. Nullum crimen, nulla poena sine praevia lege poenali è il principio ripreso dall’articolo 25 della Costituzione.

Faccio umilmente notare che il dare punizioni “ad arbitrio” a seconda di come girava al capetto di turno era un tipico comportamento tipicamente fascista.

Terza considerazione, l’articolo parla anche di un poster umoristico di Salvini. E qui la situazione è anche più grave della bandiera. E’ vietato da qualche legge o regolamento avere, in uno spazio privato, i poster, umoristici, di salvini? No. E allora perché se ne parla? Non vedo quale “interesse pubblico” possa giustificare quell’informazione.

Sinceramente articoli simili fanno sembrare dei premi pulitzer le paparazzate sulla divetta di turno che mostra un seno e si sbacciucchia il cantante del giorno.

Da notare da una parte la canea urlante dei social che urla “sangue”, “sangue”, e segue come un gregge di pecore chi promette, in spregio a leggi e costituzione, di accontentarla. Dall’altra chi ha compiti istituzionali e preferisce accodarsi invece di ribadire che prima viene il rispetto della legge e poi il resto.  Mi riferisco alle infelici dichiarazioni della Pinotti; quella non è una bandiera fascista, magari forse sarebbe stato meglio approfondire la vicenda prima di promettere punizioni. Il tizio ha violato il regolamento mettendo in camerata cose che non poteva tenere? si punisca a norma di regolamento. Non ha violato alcuna legge od alcun regolamento? Mi spiace ma allora il punirlo è un abuso bello e buono.

Terza considerazione: le leggi mancino e scelba non vietano l’esibizione in privato di bandiere e simboli fascisti. Io a casa mia posso, legittimamente, tenere la bandiera di guerra delle waffen SS e girare vestito da SS. Squallido? certo. Ributtante? non lo nego. Da testa di cavolo? scontato. Ma non è illegale.

E siccome una differenza sostanziale fra uno stato fascista ed un moderno stato di diritto è che nel primo i nemici del popolo venivano linciati sulla pubblica piazza “per la salute dello stato” nel secondo invece si dovrebbe essere condannati solo se il comportamento per il quale si viene condannati è previsto come reato da una legge dello stato, io personalmente preferisco avere una bandiera “cretina” in più che assistere ad un remake del fascismo dove i fascisti indossano la camicia hawaiana invece che quella nera, ma hanno lo stesso modus operandi.

Il fascismo è un opinione non un crimine

Alla camera hanno approvato la, a mio avviso pessima, legge fiano sulla propaganda ed uno degli slogan di supporto è stato: “il fascismo non è un’opinione, è un crimine”.

Slogan infelice e fuorviante; come ho già scritto altre volte la legge deve sanzionare i comportamenti non le idee; l’essere fascista, il ritenere Mussolini il più santo degli uomini non è e non deve essere un reato, a meno di non voler reiniziare  con i “fascisti” reati d’opinione. Quello che la legge deve sanzionare, anche giustamente, sono invece i comportamenti fascisti: l’uso della violenza e della prevaricazione, il voler usare la violenza per sovvertire le istituzioni democratiche. Cosa che già le leggi vigenti fanno; la ricostruzione del partito fascista e comportamenti finalizzati a ciò son già sanzionate dalle leggi mancino e scelba.

Il voler rendere reato un opinione, la trovo una scelta alquanto infelice: sia perché una volta che rendi reato un opinione basta poco a rendere reato tante altre opinioni; bastano piccole correzioni alla legge Fiano: “… o di un qualsiasi altro regime totalitario avente come scopo l’oppressione del popolo”, per rendere illegali anche pugno chiuso, falce e martello e il compagno Lenin, l’amico Fidel o l’eroico Maduro, sia perché il tentativo di combattere un idea a colpi di codice penale che sanziona l’idea in sé e non i comportamenti indotti da essa è una idiozia bella e buona.

Basta vedere come sono andati a finire tutti i tentativi di usare la resistenza e l’antifascismo come strumenti di lotta politica contro Berlusconi, il tentativo di rendere “illegale” l’opposizione con motivi pretestuosi, guardacaso un tipico comportamento dei regimi totalitari,  per rendersi conto che la legge Fiano finirà solo ad essere uno spot per tutte le formazioni non di “unica  vera autentica sinistra DOCG, diffidate dalle imitazioni” trasformando dei pagliacci in martiri e portando loro voti.

Le opinioni le contrasti con l’educazione, con la riflessione e lo studio e colpendo chi sgarra, agendo male o tentando di farlo, non vietando per legge di credere questo o quello. Ma per far ciò sarebbe meglio far funzionare il vigente codice penale che inventarsi altre 123.456 nuovi reati, imho anche di dubbia costituzionalità.

Come dire: instaurare un nuovo fascismo per impedire il ritorno del vecchio; non mi sembra un comportamento alquanto azzeccato.

chiedere l’esonero dei docenti per le loro idee è fascismo.

Rispondo qui ad un commento di Barbara a questo articolo, perché penso che le questioni interessanti ed anche giuste che pone meritino una riflessione decisamente approfondita ed una risposta molto più articolata.

OK, lascialo insegnare. Però io se avessi un figlio in una sua classe lo toglierei di lì immediatamente.

Sarebbe un tuo diritto ed una tua libera decisione; io non me la sentirei di sindacarla in alcun modo.

PS: dire che la cocaina fa bene e qualche buco ogni tanto non è la fine del mondo è un’opinione personale? Tu lo faresti insegnare uno che esprimesse in classe opinioni personali di questo genere? Se fosse l’insegnante di tuo figlio dormiresti sonni tranquilli?

Un docente da solo può far poco se non trova “brodo di coltura” adatto, anzi spesso a spingere troppo verso una direzione succede che per reazione il ragazzo va in quella opposta. Chi deve vigilare che il docente a lezione faccia lezione e non comizi “pro coca party” però non sono i pistoleri del web quanto i colleghi del consiglio di classe, il preside, soprattutto, ed a scalare il resto della catena di comando.  Sinceramente mi fa più paura che passi l’idea che basti una shitstorm per rimuovere un docente che il rischio di avere un docente “cocainomane”. E se domani la vittima fosse un semplice antiproibizionista? una sentinella in piedi od un partecipante al gay pride?
La shitstorm è come usare la mitragliatrice su un gruppo di persone: ammazzi il cattivo ma lasci anche tanti altri buoni stecchiti.

PPS: tu sai, ti sei informato, hai nozioni precise del tipo di discorsi e insegnamenti che questo signore, che ci tiene tanto a presentarsi non semplicemente come fascista, ma dalla parte di quelli che hanno fatto deportare gli ebrei, che si sono associati alle stragi naziste eccetera eccetera, propone ai suoi alunni?

Chi deve vigilare che il tipo non faccia in classe comizi politici invece di spiegare matematica è il preside. Chi deve verificare e nel caso condannare il tipo per apologia di fascismo è la magistratura. In nessun caso sono i pistoleri del web. Se invece di spiegare matematica si mette a fare comizi o lezioni di storia è da allontanare dall’insegnamento. Ma perché fa  lezioni di storia e comizi, non per il contenuto dei medesimi.

PPPS: e il famigerato professor Damiani, che con fior di “documenti” insegna che l’olocausto è una balla inventata dagli ebrei, va lasciato al suo posto in nome della libertà di opinione? Sinceramente, certe volte mi fai paura.

Il problema è che in italia non abbiamo la cultura del: “chiedi le prove” ma quella del “ha ragione chi urla di più”.  Fosse diffusa la cultura del “chiedi le prove”, cultura che richiede pensiero critico e capacità di comprensione, i negazionisti avrebbero vita breve in quanto le loro chiamiamole “prove” son deboli e facilmente smentibili. Il problema è che in italia sembra avere ragione invece chi urla più forte e, capisco, che la tentazione di usare la legge per “chiudere il becco” sia fortissima. Però è sbagliata e molto pericolosa. Ho l’esempio dell’omofobia. Adesso io non sostengo che gli omosessuali debbano andare al rogo o che debbano venire discriminati riespetto agli etero. Sono favorevole al “matrimonio omosessuale e son contrario però all’utero in affitto, indipendentemente che il committente sia una coppia etero, una coppia omo od una singola persona. Ho trovato patetico il piagnisteo: “critichi l’utero in affitto solo perché sei omofobo.”, piagnisteo sentito spessissimo, ad esempio, nelle discussioni sul “figlio” di vendola.  Se l'”omofobia” fosse reato, sarebbe ancora legale manifestare contrarietà alla pratica dell’utero in affitto?

Sinceramente preferisco correre il rischio di dover sentire uno sciroccato che sostiene che hitler non sia mai esistito e la seconda guerra mondiale sia stato solo un complotto della CIA e del Mossad per giustificare i cappellini della Regina Elisabetta  che dover sottostare alla dittatura del politically correct ove chi decide se “una opinione” sia o meno reato non è la magistratura secondo la legge ma i SJW a colpi di urla e shitstorm nei social.

Questo è uno dei casi in cui la scelta non la vedo fra male e bene ma fra un male minore (dover sentire qualche demente) ed un male maggiore (la legge dei pistoleri del ueb).

Spero di aver chiarito.