Apologia di fascismo, facciamo un poco di chiarezza

L’italia è il paese dove molti confondono il codice penale con il fantadiritto basato sulle castronerie scritte dai giornali. Ad esempio il celebre reato commesso da Berlusconi con Ruby: “sesso con minorenne”. Peccato che tale reato non esista in italia, esiste il reato di violenza sessuale, violenza che viene sempre presunta se un partner ha meno dell’età del consenso, ed esiste il reato di prostituzione minorile. Con una sedicenne consenziente un novantenne invece può, in maniera del tutto lecita e legittima, farci tutto il kamasutra acrobatico1.

Idem per l’apologia di fascismo, nazicomunismo eccetera.

La costituzione (XII disposizione provvisoria e finale) è chiara

È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.

Vieta la riorganizzazione del partito fascista sotto qualsiasi forma.

Quella disposizione venne recepita dalla così detta legge Scelba che è molto chiara su cosa sia da intendersi come “riorganizzazione del partito fascista” (qui il testo vigente della legge); gli articoli interessanti sono l’articolo 1, 4 e 5 (grassetti miei).

Art. 1
((Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalita’ antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle liberta’ garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attivita’ alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista)).

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Art. 4.
(Apologia del fascismo) Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalita’ indicate nell’articolo 1 e’ punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire duecentomila a lire cinquecentomila.
((Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalita’ antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena e’ della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni)).
La pena e’ della reclusione da due a cinque anni e della multa da cinquecentomila a due milioni di lire se alcuno dei fatti previsti nei commi precedenti e’ commesso con il mezzo della stampa. La condanna comporta la privazione dei diritti previsti nell’articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale, per un periodo di cinque anni.

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Art. 5.
(Manifestazioni fasciste) ((Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste e’ punito con la pena della reclusione sino a tre anni e con la multa da duecentomila a cinquecentomila lire. Il giudice, nel pronunciare la condanna, puo’ disporre la privazione dei diritti previsti nell’articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale per un periodo di cinque anni)).

Da notare alcune cose: la legge, all’articolo 1, da attuazione alla costituzione vietando la creazione di un partito che persegue finalità antidemocratiche analoghe a quelle perseguite dal partito fascista usando i metodi descritti nell’articolo.

L’articolo 4 e 5 invece vietano l’esaltazione del fascismo e la sua apologia e le sue manifestazioni; per capire cosa si intenda per apologia è interessante leggere due sentenze della corte costituzionale (sentenza 1/1957 e  sentenza 74/1958)

(…) L’art. 4 va esaminato in rapporto al primo comma della XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione, che statuisce: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.

Come risulta dal contesto stesso della legge 1952 (le cui norme, ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 10, cesseranno di avere vigore appena saranno state rivedute le disposizioni relative alla stessa materia del Codice penale), l’apologia del fascismo, per assumere carattere di reato, deve consistere non in una difesa elogiativa, ma in una esaltazione tale da potere condurre alla riorganizzazione del partito fascista. Ciò significa che deve essere considerata non già in sé e per sé, ma in rapporto a quella riorganizzazione, che è vietata dalla XII disposizione.

Trattasi non di una istigazione diretta, perché questa è configurata nell’art. 2 della legge 1952, bensì di una istigazione indiretta a commettere un fatto rivolto alla detta riorganizzazione e a tal fine idoneo ed efficiente.

La riprova che l’apologia, in realtà, consista in una istigazione indiretta si desume dall’art. 414 del Codice penale (che non trovasi modificato nel progetto preliminare per la riforma del detto codice, redatto dall’ultima Commissione ministeriale), articolo il quale – sotto l’intestazione “Istigazione a delinquere” – nell’ultimo comma prevede precisamente l’apologia di uno o più delitti. Appunto per ciò la dottrina ha ritenuto che il reato di apologia costituisca una forma di istigazione indiretta.

Consegue che non può istituirsi il raffronto, che è stato dedotto, tra l’art. 4 della legge n. 645 del 1952 e l’art. 21 primo comma della Costituzione.

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(…) Chi esamini il testo dell’art. 5 della legge isolatamente dalle altre disposizioni, e si limiti a darne una interpretazione letterale, può essere indotto, come è accaduto alle autorità giudiziarie che hanno proposto la questione di legittimità costituzionale, a supporre che la norma denunziata preveda come fatto punibile qualunque parola o gesto, anche il più innocuo, che ricordi comunque il regime fascista e gli uomini che lo impersonarono ed esprima semplicemente il pensiero o il sentimento, eventualmente occasionale o transeunte, di un individuo, il quale indossi una camicia nera o intoni un canto o lanci un grido. Ma una simile interpretazione della norma non si può ritenere conforme alla intenzione del legislatore, il quale, dichiarando espressamente di voler impedire la riorganizzazione del disciolto partito fascista, ha inteso vietare e punire non già una qualunque manifestazione del pensiero, tutelata dall’art. 21 della Costituzione, bensì quelle manifestazioni usuali del disciolto partito che, come si è detto prima, possono determinare il pericolo che si è voluto evitare.

La denominazione di “manifestazioni fasciste” adottata dalla legge del 1952 e l’uso dell’avverbio “pubblicamente” fanno chiaramente intendere che, seppure il fatto può essere commesso da una sola persona, esso deve trovare nel momento e nell’ambiente in cui è compiuto circostanze tali, da renderlo idoneo a provocare adesioni e consensi ed a concorrere alla diffusione di concezioni favorevoli alla ricostituzione di organizzazioni fasciste.

La ratio della norma non è concepibile altrimenti, nel sistema di una legge dichiaratamente diretta ad attuare la disposizione XII della Costituzione. Il legislatore ha compreso che la riorganizzazione del partito fascista può anche essere stimolata da manifestazioni pubbliche capaci di impressionare le folle; ed ha voluto colpire le manifestazioni stesse, precisamente in quanto idonee a costituire il pericolo di tale ricostituzione.

Quindi:

1- l’apologia del fascismo finalizzata alla ricostituzione del partito fascista è già presente nella legge Scelba, attualmente in vigore.

2 -Come precisato dalla corte costituzionale, a meno che non sia finalizzato alla ricostituzione del partito fascista o la creazione di un partito che persegue la presa del potere mediante lotta armata ed altri sistemi fascisti, l’esaltazione di mussolini, l’indossare una camicia nera o fare il saluto romano rientra nelle manifestazioni di libertà di pensiero.

3 – Alla luce delle sentenze della corte costituzionale la norma Fiano, che mira a vietare l’esposizione di simboli fascisti o qualunque parola o gesto che ricordi il regime fascista, rischia di essere considerata “incostituzionale” in quanto in contrasto con l’articolo 21. Terra terra: finché io non prendo le armi contro lo stato o miro a riorganizzare il partito fascista posso raccontare che mussolini sia stato lo statista più grandissimo del mondo, vestirmi da balilla e cantare a squarciagola faccetta nera2.

4 – Ripeto il legislatore ha inteso “punire” chi mira a ricostituire il partito fascista, non chi ha causato più di X morti. Le polemiche su chi abbia fatto più merda fra comunismo, nazismo, fascismo o turbocapitalismo liberista c’entrano con le disposizioni della costituzione come i cavoli a merenda.

5 – Paradossalmente se io fondassi il Partito Rivoluzionario del Popolo del grande Pdor (figlio di Kmer) che mira a prendere il possesso dello stato con le armi e trasformarlo nella teocrazia di Pdor ove governeranno solo gli eletti di Pdor e gli altri, gli uomini della terra dei fichi d’india, verranno condannati a lavorare con il sudore della fronte e partorire con dolore, sarei condannabile per la legge Scelba.


  1. un bel modo per morire. 
  2.  guardacaso canzone non gradita al regime fascista proprio perché parlava di integrazione “faccetta nera sarai Romana…” e di rapporti paritetici con gli abitanti delle colonie.
    Ma queste persone sanno che Benito Mussolini odiava Faccetta nera? Aveva addirittura tentato di farla bandire. Per lui era troppo meticcia: inneggiava all’unione tra “razze” e questo non era concepibile nella sua Italia imperiale, che presto avrebbe varato le leggi razziali che toglievano diritti e vita a ebrei e africani. Oggi però, ed è qui il paradosso, il regime fascista è ricordato proprio attraverso questa canzone che detestava.
    fonte: https://www.internazionale.it/opinione/igiaba-scego/2015/08/06/faccetta-nera-razzismo 

non non è in accordo è un nazipedosatanista…

Un articolo del corsera che non mi trova d’accordo; capisco che in certi casi il dialogo sia inutile e si debba “metter mano al bastone”, come ad esempio nel caso degli antivax fanatici che rifiutano qualsiasi confronto e qualsiasi dialogo che non sia il riconoscere acriticamente le loro ragioni, però considero parimenti sbagliato nazistificare sempre e comunque chiunque non sia d’accordo.

Quello che ho visto nei social sia con la legge Fiano che con la legge sul falso ius soli è stato il considerare chiunque dissentisse un nostalgico fascista mosso da vili e turpi motivi. Mi spiace ma questo modus operandi alla fine fa più danni che altro e paradossalmente sdogana il fascismo molto più che quattro folkloristiche cavolate. Siccome i paragoni funzionano nei due versi dire che chi pone qualche, sensato, dubbio alla leggi e lo pone in maniera corretta e motivata è fascista significa anche dire che i fascisti erano quelli che ponevano obiezioni corrette e motivate. Una bella zappa sui piedi.

Sorgente: Corriere della Sera

L’apologia di fascismo è un problema attuale

Colpiscono le polemiche suscitate dalla proposta di legge, presentata da Emanuele Fiano, che intende punire chi propaganda immagini o contenuti del fascismo e del nazismo. In queste polemiche aspre e brutali, che in taluni casi hanno finito per trascendere nell’offesa personale e nello scherno antisemita, si deve leggere l’indizio di una tensione profonda, di un disagio evidente. Affrontare il tema del fascismo nello spazio pubblico sembra, in questo paese, un’impresa impossibile. Tutto (o quasi) funziona, finché si indaga il fenomeno storico proiettandolo nel passato, finché si celebrano riti e cerimonie nelle ricorrenze previste. E forse, chissà, i tanti discorsi ufficiali, a lungo andare, hanno perfino nuociuto.

Per me quello che ha nuociuto è stato il non consegnare il fascismo alla storia ma tirarlo fuori come jolly dialettico per vincere qualsiasi dibattito. E a furia di dare del fascista a tutto e tutti la parola “fascista” ha perso il significato drammatico che aveva per diventare un banale insulto come dare dello “stronzo”.

Altrimenti vanno le cose quando si discute del fascismo nelle sue manifestazioni attuali, che non hanno nulla né di nostalgico né di folkloristico. Basta fare un giro nel web. Parliamo, dunque, del presente e del futuro. L’Italia ha conservato i suoi fantasmi, che tornano ad aggirarsi con vecchi simboli e rinnovati contenuti. Si dirà che sono solo spettri. Ma lo spettro è uno spirito — e lo spirito del fascismo non è né morto né, tanto meno, sepolto. Neppure quello del nazismo. Un esempio? Anziché essere aperta e cosmopolita, come quella di altri paesi occidentali, la nostra cittadinanza si basa sul sangue, in parte sul suolo. Come se sangue e suolo fossero criteri ovvi — anziché la cultura, la lingua, l’appartenenza civica. Non si tratta di argomenti remoti, bensì di questioni urgenti, che ci riguardano da vicino.

Non so quanto possa essere proficuo accostare al fascismo chi si oppone alla legge sul falso ius soli1. Che ci siano anche imbecilli fanatici di LVI è pacifico ed innegabile, ma parimenti il bollare chiunque si opponga alla legge o abbia dubbi su di essa come nazifascista è una zappa sui piedi niente male. Tranne, per ovvi motivi storici, alcuni paesi, nati dal colonialismo, come USA o Canada lo ius soli nell’accezione di chiunque nasca nel suolo della nazione X è cittadino della nazione X non vige da nessuna parte nel mondo.

Senza considerare un’altra cosa: suolo e sangue puoi provarli “oggettivamente”; come puoi provare oggettivamente la cultura oppure l’appartenenza civica? Imho la cittadinanza deve essere una scelta consapevole; per questo preferirei che la scelta la faccia la persona quando ha la piena capacità giuridica di farlo e non altri per lui. Questa mia obiezione alla legge mi qualifica come “fascista”? Pazienza, però poi non ci si lamenti se gli “antifascisti” vengono considerati solo dei poveri pazzi esaltati.

Forse più delle polemiche sconcertano le confusioni, casuali o volute. Non è mancato chi ha tirato fuori l’«islamofascismo», etichetta per la notte in cui tutte le vacche sono nere. Ma c’è soprattutto chi, in questi giorni, ha parlato di «fascismo dell’antifascismo», chi con giravolte e capriole vorrebbe far passare per alternativi pensieri stantii e reazionari. Molto ci sarebbe da dire sui due totalitarismi, una tesi che non regge più. La corruzione di un progetto non è il progetto: il comunismo era un umanismo di giustizia sociale. Il totalitarismo nazifascista è stato la perversione innalzata a progetto — in gran parte compiuto. I gulag non sono equiparabili ai campi di sterminio — per via delle camere a gas.

i nazisti son cattivi perché cattivi, i comunisti buoni che sbagliano. No, è questo fare da sommelier di merda che alla fine sputtana. Le camere a gas son state la soluzione finale quando dovevi, in tempi rapidi, far fuori tante persone. Ma se escludiamo le camere a gas non è che nei gulag gli internati venissero trattati meglio, il tasso di mortalità era altissimo. Son pecche; mi spiace ma il LVI ha fatto peggio non serve ad assolvere le colpe di altri. I sei milioni di morti causati, direttamente od indirettamente, da Hitler assolverebbero Totò Riina da quelli causati, direttamente od indirettamente da lui? Io direi di no.

È una differenza qualitativa e decisiva. Certo, Mussolini non era Hitler. Ma dalle stazioni ferroviarie italiane sono partiti i treni per i lager. Basta sollevarsi da ogni responsabilità! Il fascismo, quello che faceva eliminare gli oppositori, quello delle leggi razziste, della guerra in Etiopia, dello stato assoluto, ha colpe enormi. È triste e allarmante che in una spiaggia italiana possa essere esposto, a mo’ di sberleffo, un cartello che ridicolizza le camere a gas. Non si può accogliere nel dialogo democratico chi quel dialogo vuole cancellarlo.

Il dialogo democratico lo si cancella anche quando si accusa in maniera apodittica, chi non condivide, di essere fascista. Ciò che rende fascisti è il comportamento, il modus operandi, non il colore della camicia.

Il limite è sottile — e il problema è condiviso da altri paesi europei. Ma le leggi vanno aggiornate anche qui. Occorre fra l’altro tenere conto del web. Parlare è agire. Parole, simboli, contenuti del fascismo e dell’hitlerismo non devono circolare liberamente davanti a spettatori noncuranti.

Perché? qual’è il pericolo? che torni il fascismo solo perché si vede una spiaggia che scimmiotta il regime? mah. Parlare, dire cazzate non è agire. I “leoni da tastiera” possono dar fastidio ma la merda che gira nei forum e nei blog non è pericolosa come le bastonate o l’olio di ricino. Le leggi già esistono: se un fesso vuole rifondare il partito fascista ovvero un partito che usa la violenza per prendere e mantenere il potere, il coportamento del predetto fesso ricade pienamente nella fattispecie di reato previsto dalla legge Scelba. Se il fesso si limita a scimmiottare comportamenti del ventennio fascista o a sparare cazzate che danni reali produce?
E poi che dire dei bambini “con la stella gialla”2 per protestare contro il decreto vaccini? anche quello è uno scimmiottamento del periodo e, cosa molto più grave, fa apparire “buoni” i nazisti e cattivi gli ebrei. Ci rendiamo conto della gravità di simili comportamenti? Eppure, tranne qualche sparuta protesta ho visto poche vesti stracciate per quella pagliacciata.

In in questo revival dell’antifascismo vedo un ansia ed un desiderio di avere un nemico “assoluto” contro il quale lottare senza quartiere. Come capitò ad esempio contro il cavaliere nero. Il nemicissimo è utile perché unisce le truppe, truppe che attualemente si stanno dividendo in una cinquantina di  “unica vera autentica sinistra DOCG – diffidate dalle imitazioni” la cui passione è sputare veleno contro le altre quarantanove “unica vera autentica sinistra DOCG – diffidate dalle imitazioni”, accusarle di, guardacaso, fascismo3 e tentare di epurarle.

Per evitare un vero ritorno del fascismo forse sarebbe più proficuo smettere con l’accusare di fascismo chiunque non sia d’accordo al 111% (centoundici percento) con le nostre idee e di usare l’accusa di fascismo come jolly dialettico, sia il dibattito che la memoria storica ne trarranno giovamento.


  1. non è uno ius soli vero e proprio ma una legge che modifica le procedure per l’acquisizione della cittadinanza. Non basta il semplice fatto di essere nati in italia per diventare cittadini italiani. 
  2. Burioni in alcuni commenti deliranti sui social è stato paragonato a Mengele per le sue attività pro vaccini. Qualcuno che conosce le scienze più della storia potrebbe anche pensare che Mengele invece di essere un mostro fosse solo un bravo medico un poco scontroso e che le atrocità da lui, Mengele, commesse nei lager fossero gravi tanto quanto una puntura di esavalente. 
  3. basta ricordare il referendum: fascista Renzi che voleva modificare la costituzione, fascista l’ANPI che espelleva chiunque non fosse appiattito sulle sue linee… tutti fascisti ergo nessun fascista. 

Nello scontro fra neofascisti e clandestini chi perde è lo stato

Il “giustiziere della notte” era un bel film con charles bronson. Racconta la storia di un ingegnere Paul Kersey al quale un gruppo di balordi uccide la moglie e violenta la figlia. Vedendo che la polizia è impotente contro la microcriminalità decide di farsi giustizia da solo. La fine del film è emblematica; finalmente la polizia lo scopre ma l’indagine viene insabbiata sia perché Kersey, soprannominato il giustiziere della notte, è un eroe per la popolazione, già iniziavano a spuntare degli emuli, sia perché il suo arresto avrebbe causato maggiore sfiducia nella polizia. Quindi Kersey invece di venire incriminato venne semplicemente convinto a smettere e trasferirsi a Chicago.

Ad Ostia sta capitando qualcosa di simile; molti sono infastiditi da venditori abusivi insistenti, parcheggiatori abusivi e microcriminalità; spesso la soluzione proposta al problema è il negare il problema: dici che sei infastidito solo perché sei un fasciorazzista e tonnellate di retorica su accoglienza, fratellanza e ammore. Che poi pensando ad esempio ai fatti di Capalbio, ci si rende conto che tali trombonate son solo tentativi di fare tanto i froci con il culo degli altri.

Questo è quanto capitato ad Ostia

fonte:http://www.corriere.it/video-articoli/2017/07/10/ronde-casapound-spiaggia-ostia-cacciati-venditori-ambulanti/082ad9d4-6553-11e7-a5ea-ffe2be8246f0.shtml?refresh_ce-cp

Un blitz anti ambulanti i sulla spiaggia di Ostia con tanto di pettorine con la scritta CasaPound. È accaduto ieri sul litorale romano, dove la scena è stata ripresa da un video. «I venditori abusivi – sostiene nel filmato Luca Marsella, responsabile locale di Cpi – oltre a cianfrusaglie di dubbia provenienza, vendono anche bibite facendo concorrenza sleale ai legittimi concessionari delle strutture che invece sono sovente tartassati da controlli di vigili». I militanti di CasaPound erano circa una quindicina.

(…)

A promettere che il blitz sarebbe stato segnalato alla polizia era stato Domenico Vulpiani, commissario di Ostia: «Sono atti di forza che non possono essere tollerati», aveva sottolineato il prefetto definendo l’iniziativa di CasaPound «strumentale». Anche perché sull’abusivismo commerciale c’è un «piano di controlli della polizia locale d’intesa con la capitaneria di porto» che riguarda i 18 chilometri circa del litorale. E infatti il Comando generale della municipale ricorda che i controlli vengono effettuati «dall’inizio di giugno ogni fine settimana» e che «finora sono centinaia i sequestri di migliaia di articoli illegali e merce alimentare non tracciabile».

Io vedo molti paralleli con il “giustiziere della notte”: la polizia non è percepita come funzionante ed efficace si aprono praterie per i “giustizieri” pronti a carpire simpatie ed a presentarsi come i buoni contro i cattivi ed uno stato connivente con i cattivi1. In pratica lo stato non viene percepito come utile od efficace ma solo un nemico da abbattere. Questo è quello che è realmente capitato in italia negli anni ’20. Un governo debole ed inconcludente incapace di accontentare la richiesta di sicurezza della piazza, azioni confuse e sconclusionate. Logico che all’anarchia ed al caos molti preferirono i pagliacci in camicia nera pensando, erroneamente, che era solo una cura passeggera per eliminare il pericolo “rosso” e calmare i “bianchi”. Tragico errore che si pagò con conto salatissimo.

La colpa di Ostia è dello stato assente; se non ti attivi per risolvere il problema o peggio, fai finta di non vederlo per motivi politici, evitare accuse di razzismo e fascismo gratuite2, poi qualcuno lo risolve, male, ma si prende il merito della risoluzione. La situazione è grave e merita un intervento un poco più coordinato di una semplice incriminazione di casa pound. Occorre sia far capire che il “monopolio della forza” lo ha solo lo stato ed occorre però anche far vedere che lo stato lo usa contro tutti quelli che evadono le leggi, siano essi wannabe punisher o venditori abusivi, è l’unico modo per disinnescare la situazione. L’alternativa è il trovarsi tanti emuli del Giustiziere in giro con uno stato che alza le braccia e si arrende. Ironico: per evitare accuse “pretestruose” di fascismo3 si lascia la piazza ai fascisti veri.


  1. piaccia o no New York è stata riportata in carreggiata grazie alla “cura Giuliani” non di certo grazie a tonnellate di ipocrisia fintobuonista sulla comprensione e l’accoglienza. 
  2. alla fine “fascista” nel linguaggio dei “compagni” ha perso qualsiasi riferimento al fatto storico ed è diventato sono un sinonimo di: “idea che non mi trova d’accordo”.
    “per me il cioccolato fondente è migliore di quello al latte”; “Fascistaaa!!!!”. 
  3. non ci si può dire “per la legalità” e poi pretendere che le leggi vengano applicate “con intelligenza”, ovvero chiudendo tutti e due gli occhi, a seconda della simpatia verso l’inquisito. Se il commercio abusivo è vietato dalla legge va represso, se il divieto di commercio abusivo è troppo gravoso allora si abbiano le palle di chiedere l’abolizione di tale legge. Avere una legge ed applicarla ad arbitrio a seconda di come girano è la cosa peggiore possibile. 

i miei due centesimi sulla legge contro l’apologia di fascismo.

Stavo leggendo le polemiche sulla legge Fiano, la legge che, come erroneamente riportato dai media, dovrebbe punire l’apologia di fascismo.

Personalmente lo ritengo un grave errore per un sacco di motivi:

Prima considerazione; esiste già una legge che vieta l’apologia di fascismo: la legge Scelba; per come è stata annunciata nei media la legge Fiano sembra essere un doppione della legge Scelba. Sarebbe stato interessante sapere come mai la legge Scelba venga considerata oramai inadatta e occorra correggerla. Annunciare una legge per vietare l’apologia del Fascismo senza spiegare è annunciare un doppione.

Seconda considerazione: “blindare” una legge accusando chi non la condivide di essere pro fascisti (o pro omofobi o pro femminicidio…) è il modo migliore di sputtanare tale legge. Dividere il mondo in buoni buonissimi contro cattivi cattivissimi, ragionare “chi non è con noi al 100% allora è contro di noi”, chi non condivide la legge è un “omofobo femminicida fascista pedofilo nazista satanista che parcheggia il SUV in tripla fila e crede alla nipote di Mubarak” è il modo migliore per convincere i moderati, dell’una e dell’altra parte, che tale legge è solo il sogno morboso di un gruppo di folli esaltati, comportamento che poi porta a far fallire l’approvazione della legge perché i moderati pian piano si ritirano.

Terzo: ho come l’impressione che il PD stia usando il babau del fascismo per far coagulare tutte le sinistre a far quadrato contro il fascismo, idea sciocca e demenziale. Tutte le volte che il collante della sinistra è stato il mero antiqualcosa o è finita in una disfatta come nel 2001 oppure, come nel 2006, si è vinto, non si è riusciti a convincere e si è implosi perché appena il pericolo nero si occultava poco poco cominciava la solita, demenziale, gara a chi era il più puro che doveva epurare tutti. Votare una coalizione solo perché antifascista oramai viene percepito come una stupidaggine. Trovare insieme gente che fino al giorno prima si dava vicendevolmente ed allegramente del fascista (Renzi Vs ANPI). Quanto tempo riusciranno a stare assieme1 ?

Quarto una legge non può impedire alle persone di essere idiote, una legge può solo impedire, e sanzionare, i comportamenti da idiota. Non sarà una legge ad impedire ad un testa di cavolo di segarsi davanti ad un busto di mussolini o a non fargli credere che i gay facciano schifo o che il “pater familias” ha diritto di vita e di morte su tutti. Però puoi, e devi, bacchettarlo quando tenta di attuare i suoi deliri.

Quinto: quella legge è scritta male e ha più controindicazioni che benefici; fonte: http://www.ilpost.it/2017/07/10/m5s-legge-apologia-fascismo/

La proposta di legge di Fiano si chiama “Introduzione dell’articolo 293-bis del codice penale, concernente il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista”. La proposta ha un unico articolo e dice:

«Nel capo II del titolo I del libro secondo del codice penale, dopo l’articolo 293 è aggiunto il seguente:

Art. 293-bis. – (Propaganda del regime fascista e nazifascista). – Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici».

La proposta vuole dunque introdurre nel codice penale una nuova fattispecie relativa al reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. Sono già in vigore delle leggi in materia, la numero 645 del 20 giugno 1952 (la cosiddetta legge Scelba) e la numero 205 del 25 giugno 1993 (la cosiddetta legge Mancino). L’obiettivo della proposta vuole però delineare una nuova fattispecie che consenta di colpire solo alcune condotte che considerate individualmente non rientrano nelle normative già esistenti.

è una legge facilmente aggirabile, non esalto mussolini esalto la “romanità” e l’impero romano. (mi vietano il busto di giulio cesare?). Compro in stati esteri “per motivi di collezionismo”, sparo stronzate su siti esteri o in darknet. Siamo seri chi si imbarcherebbe in una rogatoria internazionale per trovare l’idiota che ha scritto “W il duce” in un sito/forum estero?
Poi come distinguere la propaganda “per esaltazione” dalla divulgazione “per storia”? Si entra in un ginepraio dal quale è difficile uscire. Meglio punire, solennemente, chi viola la legge scelba e chiudere un occhio sulle trollatine di bassa tacca.

Sesto: è stupido trasformare il fascismo in un tremendo babau; in primo luogo dimostri che ne hai ancora paura e quindi implicitamente riconosci il suo potere. E questo può spingere qualcuno a scegliere di sostenere Satana. E poi perché avere paura del fascismo e non del comunismo, della mafia o del terrorismo internazionale? Rendi il fascismo speciale e paradossalmente lo rendi accattivante per alcuni. Mentre dire: “idioti che credono a finte storie su una ideologia oramai morta, siamo in democrazia possono adorare chi gli pare, il duce, riina, lex luthor o il pinguino, finché rimangono nei binari della legge. Chi scrisse la legge Scelba fu furbo a voler sanzionare solo i tentativi di eversione ovvero la riscostituzione del partito fascista o di partiti che si richiamassero esplicitamente ai suoi sistemi per prendere il potere e a lasciar perdere le chiassate. Anzi poter dire “è grazie alla democrazia che voi potete dimostrare la vostra idiozia” rimane uno smacco per molti.

Settimo, e ultimo. questa legge così come le leggi sull’omofobia, il femminicidio ed altre simili sono realmente liberticide e possono essere usate maliziosamente per “chiudere la bocca a chi non è d’accordo”. Ricordo che vendola, a seguito delle polemiche riguardo al figlio che il suo compagno ha avuto grazie all’utero in affitto, rispondeva dando dell’omofobo a chiunque lo criticasse. Qualsiasi critica alla Kyenge, anche se corretta e validamente motivata, era a causa del razzismo, qualsiasi critica alla Boldrini, anche se corretta e validamente motivata, un attacco a tutte le donne.
Ci vuol poco a bollare come “fascista” e razzista chiunque non sia d’accordo all’accoglienza totale ed incondizionata di chiunque raggiunga in un modo o nell’altro il suolo italico o chiunque avanzi qualche dubbio sulla legge per lo ius soli.  Il solito sogno di vincere per squalifica dell’avversario. Si son visti i danni che tale tecnica ha creato quando è stata usata per eliminare politicamente mr. B.


  1. Semplice, il tempo di coesione è un tempo tale da essere contenuto all’interno del limite di indeterminazione di Heisenberg. 

Quando morì il 25 aprile.

Stavo sentendo le, oramai, puntuali polemiche sul 25 aprile e festività annesse. Quando è morta la festa del 25 aprile? quando è passata da festa nazionale della liberazione a “bile party”? Ho fatto un poco di mente locale ed alla fine l’ho capito; la festa morì quando passò dall’essere la celebrazione della liberazione alla festa contro berlusconi. Nel 1994 la gioiosa macchina da guerra prese una sventola non da poco. Mani pulite e forcaiolismo annesso avevano fatto, letteralmente, piazza pulita del pentapartito e di tutti i suoi uomini di punta. Nonostante i sogni bagnati di tanti orfani dell’URSS le seconde linee del pentapartito (Casini, Mastella e compagnia cantante), insieme alla destra finiana e alla lega, dettero una sberla non da poco alla gioiosa macchina da guerra ed a tutti gli accultuVati fiancheggiatoVi.

Il 25 aprile del 1995 divenne la festa contro berlusconi; i paragoni Berlusconi = Mussolini, ripresero forza, invece di pensare all’unione si urlò che solo la sinistra era l’unica vera erede dei partigiani (e di riflesso che solo i partigiani rossi rossi erano gli unici degni partigiani, per gli altri: i bianchi, i monarchici, i liberali, o si taceva con un imbarazzato silenzio oppure si parlava di “venduti agli americani”. E la mitologia del partigiano rosso che con il suo mitra libera l’italia per poi essere a sua volta invaso dagli americani, prese forza. Si cercò di modificare la storia: dimenticare che l’italia venne liberata soprattutto grazie ai carri armati degli alleati, la tragedia della shoa venne banalizzata trasformando qualsiasi cosa in shoa e, cosa peggiore, le vittime di ieri vennero nominate carnefici di oggi. Pur di dar contro al berlusco, visto che si era incapaci di dare risposte politiche, ci si appoggiò da una parte agli intellettuali di partito e dall’altra ai ragazzini che giocavano a fare gli anarcorivoluzionari.

Il risultato alla fine è stato che la festa da festa di unione è diventata la celebrazione religiosa di una resistenza mitizzata e divinizzata contro chiunque non si riconosca in tale mitizzazione. C’è una casta religiosa, come l’ANPI, che si arroga il diritto di parlare per la divinità e di concedere patenti di moralità, la discussione storica sulla resistenza viene occultata; tutto quello che contrasta con il mito deve essere per forza falso, e ultima cosa la “mitica resistenza” viene presa come esempio e giustificazione per azioni di basso teppismo.

Errori gravissimi. Prima cosa: il creare un mito religioso significa poi trovarsi a fare i conti le contraddizioni e le incongruenze della storia. Un nome che “rompe” per la storiella partigiani buoni buonissimi contro fascisti tutti cattivissimi e assassini: Giorgio Perlasca1 persona di destra che è anche stata fascista convinta. Oppure la storia della brigata Osoppo e l’eccidio di Porzus. E invece di ammettere luci ed ombre di un fenomeno complesso si reagisce con rabbia e con persecuzioni verso gli eretici. Altro errore dell’attualizzare tutto è che se tutto è fascista allora nulla è fascista. Se qualunque tragedia, vera o presunta, viene paragonata alla shoa allora si perde proprio il senso e l’enormità della tragedia.

L’aver “attualizzato” la festa spiega bene come mai sia diventata la festa sbroc dove i partigiani “mitizzati” divennero i raddrizzatore di banane equosolidali e le loro azioni “mitiche” giustificano quelle dei loro autonominatisi eredi, e simpatizzanti. Questo spiega bene questione ANPI – Brigata Ebraica. Anche la questione della Brigata Ebraica rompe la figura dell’eroico raddrizzatore di banane equosolidali e la lettura buoni buonissimi contro cattivi cattivissimi come perlasca o l’eccidio di porzus. E come la storia insegna spesso i fedeli fanatici sono i primi a reagire “male” contro tutto quello che contrasta con la loro fede religiosa2. Buffo comunque che, comportandosi come i peggiori oscuratisti, si richiamino a valori come la libertà di parola o di dissenso. Come dire: molti erano antifascisti solo perché non piaceva il colore della camicia, tutto il resto era OK3.


  1. Ricordo le polemiche per il film su Perlasca perché un “fascista” faceva la parte del buono. Se c’è una cosa che manda in tilt i cervellini semplici è vedere lex luthor in aiuto a superman. 
  2. Puntualmente si ripetono gli stessi comportamenti che, a parole, si dice di deplorare. 
  3. Spesso i più fanatici antifascisti furono proprio i campioni olimpionici di cambio della casacca in corsa. 

Associazione nazionale partigiani fascisti italiani…

In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti
[Ennio Flaiano]

Stavo leggendo dell‘espulsione della Puppato dall’ANPI, imho una zappa sui piedi solenne che sputtana l’associazione e la spinge verso l’irrilevanza politica facendole perdere il suo status, per quanto farlocco, di associazione moralmente superiore.

L’argomento del contendere è, guarda caso, la riforma della costituzione. Riforma per la quale l’anpi, come associazione, ha sposato la causa del no.

Anpi-Puppato, bufera sul referendum
Espulsa, anzi no. «Ma ci rispetti»
Il presidente trevigiano Lorenzoni rifiuta l’iscrizione a Montebelluna: «Non siamo il Pd che ognuno fa quello che vuole»

«Il suo è stato un gesto poco corretto, perché chiedere la tessera in una sezione periferica dopo che la tua sezione te l’ha rifiutata?», dice il presidente provinciale dei partigiani citando tutti gli organismi direttivi dell’Anpi che hanno votato quasi all’unanimità la contrarietà a questa riforma. «L’Anpi si è schierato per il “no” perché ha il dovere di difendere la nostra costituzione. Ognuno ovviamente vota come vuole nel segreto dell’urna, ma non accettiamo soci che fanno propaganda attiva contro la nostra associazione e i suoi principi. Per questo quando mi arriverà il tesserino di Puppato glielo rispedirò indietro coi soldi che ha versato. Noi non siamo il Pd dove ognuno fa quello che vuole, le decisioni dell’Anpi si rispettano».

Fascismo puro: dove è scritto, nello statuto dell’ANPI, che gli iscritti devono rispettare le direttive politiche decise dal direttivo? In una associazione per farne parte basta “condividere” gli scopi dell’associazione, non c’è scritto “credere obbedire e combattere” per il direttivo. L’anpi non ha nello statuto l’opposizione a qualsiasi riforma della costituzione. Il direttivo può votare per la messa al bando della birra da parte degli iscritti, ma sta compiendo un abuso bello e buono visto che lo statuto, la costituzione della società, non consegna loro tale potere.

L’ANPI ha sbagliato a prender parte nella contesa politica sulla costituzione, ha sbagliato perché se diventi “in partes” perdi lo status di super partes e non puoi lamentarti se l’altera partes tira schiaffoni. Senza considerare che questa espulsione, con le sue motivazioni, fa a cazzotti con lo spirito della costituzione, costituzione che dicono di voler difendere.

Puppato ha accolto con amarezza le parole di Lorenzoni. «Difendo questa riforma costituzionale, alla quale ho lavorato a lungo», dice. «Penso che essere partigiani oggi sia dare a tutti la libertà di manifestare il proprio pensiero. Queste sono scelte scellerate, quasi leniniste: a sentirle, qualche partigiano si rivolterebbe nella tomba. (…) Il clima che si respira oggi in Anpi è molto triste».

Leninisti… ROTFL…

Nel pomeriggio di giovedì, nel mezzo della bufera, il mezzo dietrofront dell’Anpi. «Nessuno espelle nessuno, i nostri iscritti sono liberi di votare sì ma non facciano la campagna elettorale contro il no» ha precisato il presidente dell’Anpi di Treviso, Umberto Lorenzoni.

Perché gli iscritti non possono esercitare i loro diritti politici come prevede la costituzione? L’ANPI è una associazione apolitica o è un partito? Se è un partito allora lo dica chiaramente ma poi non cerchi di ammantare di “super partes” la sua azione politica.

Fasciofobia

Stavo leggendo i vari commenti sull’idea del fertility day da parte del ministero della sanità. Imho se si vuole avere una ripresa “demografica” sarebbe opportuno investire in strumenti di supporto per le famiglie (asili, doposcuola etc. etc.) e garanzie per i lavoratori che in inutili campagne informative.

Ma non voglio parlare di quello quanto delle polemiche fatte tirando fuori, guardacaso, di nuovo il fascismo. Sì, durante il fascismo venivano incentivate le nascite e l’avere le famiglie numerose. Però questo non significa che il tutelare le famiglie numerose e mirare ad un incremento demografico sia una caratteristica peculiare del fascismo.

Paradossalmente l’aver reso il fascismo da fatto storico oramai da consegnare alla storia a Satana contro il quale il fedele deve lottare ha avuto la lieve controindicazione di far ritenere “male” qualsiasi cosa sia stata fatta dal governo durante il periodo, anche se potrebbe essere utile, anche se è necessaria.

Svantaggi evidenti della demonizzazione ad oltranza.

 

Fascisti a Bologna

Il solito; gli antifascisti (o meglio i fascisti anti) usano i classici sistemi delle squadracce fasciste.

fonte
Bologna vieta una piazza “calda” a Salvini. L’ira del leader: “Vergogna”Bologna vieta una piazza “calda” a Salvini. L’ira del leader: “Vergogna”

Il 2 giugno niente accesso in Piazza Verdi, storica “casa” degli universitari, per motivi di ordine pubblico. La rabbia dei vertici del Carroccio: “Ma giovedì saremo lo stesso in città”. Merola: “Rispettino decisione delle autorità”

Che dire? salvini non mi piace, lo considero una terza linea promossa perché chi aveva davanti è stato fatto fuori però fra un suo spettacolo e dei fascisti che usano gli stessi democratici sistemi di confronto usati dalle camice nere. Che poi il “martirizzare” salvini, è un modo per fargli tanta, ma tanta pubblicità gratuita oltre che portargli le simpatie di chi non sopporta le frange più estremiste degli “opliti del bene”. Se la lega avrà un exploit a bologna sappiamo chi ringraziare.

 

I buoni son sempre buoni…

… anche quando hanno comportamenti da cattivi.

Una prova della partigianeria di certe persone che impedisce loro di vedere la realtà per come è ma che la deforma con le lenti dell’ideologia è emersa da alcune notizie recenti come:

Svezia, pugno alzato davanti al corteo di estrema destra: Tess Asplund sfida 300 neonazisti

Braccio alzato e pugno chiuso: questo il gesto di Tess Asplund che ha fatto il giro del mondo. Lei, una donna 42enne di colore, che ha sfidato 300 neonazisti in uniforme durante il corteo del Movimento di resistenza nordica

oppure questa:

Blitz in libreria, Salvini contestato: il collettivo Hobo strappa i suoi libri

Dopo le contestazioni a Matteo Salvini alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna, il collettivo Hobo ha concluso la propria protesta nella libreria Feltrinelli, sotto le due torri, dove hanno distrutto il libro Secondo Matteo, dello stesso leader della Lega. Lo hanno rivendicato gli stessi attivisti, che hanno diffuso anche le foto e un video. «Abbiamo raccolto – hanno detto in una nota – l’invito di Salvini a `svuotare le librerie´, abbiamo ripulito il negozio dal suo libro Secondo Matteo, ridotto in brandelli e affidato all’unico luogo che lo può ospitare, cioè la pattumiera della storia». Il collettivo ha anche accusato il rettore Francesco Ubertini, che ha incontrato Salvini, di «aprire le porte della nostra università a un leader razzista e xenofobo».

Sinceramente: rimedi molto peggiori del male rappresentato dal movimento norvegese oppure da Matteo Salvini. Se si guarda attentamente il filmato la signora è stata solo toccata e spostata in maniera abbastanza cortese, mentre alcuni cameraman spostano, in maniera molto più decisa, una persona che ostacolava le riprese. Ha corso rischi per la sua incolumità fisica? no, non sembra. E’ stata bersagliata da uova, pietre, sputi o altro? neppure.  E quindi dov’è l’eroismo della tizia, cosa ha fatto di tanto eclatante ed eroico da venire esaltata? Poi se è legittimo ed eroico contestare una manifestazione che non si approva stando fermi a pugno chiuso, come mai invece contestarla leggendo fermi un libro è un comportamento riprovevole?  O come molti hanno notato il versare la cocacola sul fumetto LVI da parte di persone appartenenti a casa pound, è stata giustamente considerata una azione riprovevole e fascista, per quale motivo invece l’entrare in libreria e strappare libri (che imho sarebbero finiti in ogni caso al macero visto che i politici non vendono molto) è invece una azione eroica antifascista.
La risposta che molti son tentati di dare è che nel primo caso si contestava una manifestazione, presunta neonazista, e nel secondo si strappavano pagine di un libro di una persona xenofoba e fascista. Ma questo mostra solo faziosità e incapacità di astrarre e capire che le leggi devono essere generali e che in ogni caso si dovrebbero rispettare.

Se una manifestazione è stata autorizzata, l’impedirla o l’ostacolarla è reato. Nulla vieta di organizzare una contromanifestazione, attività di sensibilizzazione tutte cose lecite e giuste, e se proprio si ravvisano abusi e reati nell’autorizzazione alla manifestazione si può denunciare alla magistratura e chiedere che sia un terzo a valutare quanto le accuse siano fondate. Invece è un errore il pretendere di sostituirsi al giudice e in nome di non meglio precisati motivi etici, impedire od ostacolare.

Stessa cosa per Salvini; l’entrare in una proprietà privata per compiere danneggiamenti è un comportamento da teppisti, comportamento che paradossalmente porta molte simpatie a Salvini. Io personalmente, per quanto lo consideri una terza linea arrivato al comando solo perché chi c’era davanti a lui è stato fatto fuori, preferisco mille volte che lui tenga mille comizi all’avere un autonominato comitato degli ulema della costituzione che cercano di impedire, con la violenza, il comizio.

Paradossalmente si finisce a mostrare Salvini come un sincero democratico e i “neonazisti svedesi” come un movimento molto più corretto e cortese dei loro contestatori, cosa poi capitata in italia con le sentinelle in piedi. Molti alla fine hanno provato simpatia per loro a causa della antipatia che causavano le reazioni violente e scomposte alle loro manifestazioni. Eppure il modo corretto di contestarli esisteva, senza bisogno di ricorrere alla violenza od alla volgarità, senza usare sputi e uova. Senza compiere le stesse azioni che, se fatte da altri, essi stessi sono i primi a deplorare.

Questa è una riflessione che scrissi quando l’onorevole scalfarotto definì “manifestazione moralmente inaccettabile” una manifestazione delle sentinelle in piedi:

Essere per la libertà di espressione e di parola significa anche rendersi conto che gli altri possono andare in piazza a dire cose che non ci piacciono e, tollerare, in nome della libertà di parola, che lo facciano. Essere per la libertà di parola purché le manifestazioni non siano per questioni che non condivido significa essere per la libertà di parola tanto quanto lo erano i capibastone fascisti. Anche sotto il fascismo eri liberissimo di manifestare per lodare Mussolini. E sinceramente di un ritorno del fascismo, stavolta in camicia hawaiana invece che nera, ne farei volentieri a meno.

Una piccola nota a marginer: se sei convinto di essere in guerra e di essere l’eroico partigiano che lotta contro i demoplutonazisatanisti poi non stupirti se in guerra il nemico lotta contro di te. E, se più abile, cattivo o violento, vince. La realtà non è un fumetto dove i buoni devono, per esigenze di copione, vincere sempre.

 

anche i bancomat sostengono salvini

fonte: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/02/11/proteste_contro_matteo_salvini_viale_sant_avendrace_blindata-68-467542.html

Momenti di tensione durante la protesta contro Matteo Salvini a Cagliari. Alle 11,15 la polizia ha caricato i manifestanti dopo un lancio di uova e vernice.
Il leader della Lega è arrivato nell’isola per tra appuntamenti elettorali. In mattinata il primo incontro nel capluogo, dove è prevista l’inaugurazione della sede del movimento “Noi con Salvini”.
Questa mattina sono comparse scritte e cartelli contro il leader leghista. Qualcuno ha danneggiato anche uno sportello bancomat del Banco di Sardegna.

Sinceramente son convinto che imbecilli simili siano una benedizione dal cielo per Salvini e che portino a lui in dote tanti, ma tanti, voti di gente che, obtorto collo, preferisce lui alla teppaglia fascista-anti per la quale ogni pretesto è buono per lasciarsi andare ad atti di teppismo, sputtanando in primo luogo proprio la fazione che, a parole, si dice di voler sostenere.

Concludo con una frase di Minkia Mouse, frase che considero epica:

“Il coglione è quello che crede di cambiare il mondo cambiando il colore dei muri”