creare razzismo how to /4

Stavo leggendo e commentando questo articolo del fatto quotidiano (grassetti miei).

Ibrahim, 24 anni, morto di appendicite e di razzismo

Marco si è sentito male domenica, mentre era con suo fratello e gli amici. Un ragazzo gentile di 24 anni che parlava cinque lingue, impegnato come volontario per tradurre le informazioni ai richiedenti asilo. Si lamentava per i forti dolori all’addome. I crampi che provoca l’appendicite quando si infiamma. È corso in ospedale, dove lo hanno subito dimesso. «Ma io sto malissimo, mi fa male la pancia!», ripeteva. Non gli hanno creduto.

Nelle ore successive i dolori aumentano. La sera, Marco non riesce più a stare in piedi. Suo fratello e i suoi amici lo portano alla farmacia di turno, quella di Piazza Garibaldi, a un passo dalla stazione centrale di Napoli. Il farmacista si rifiuta di aprire la porta. Vede il ragazzo contorcersi per il dolore. Lo pregano di chiamare un’ambulanza. Attendono per più di un’ora, mentre Marco è riverso a terra, ma l’ambulanza non arriva. I ragazzi corrono alla fermata dei taxi più vicina, quella di Piazza Mancini. Per accompagnare Marco in ospedale servono dieci euro per la corsa. «Eccoli!», dicono, ma il tassista si rifiuta di caricarli. «Per piacere, sta malissimo!». Niente da fare. I ragazzi sollevano Marco e lo scortano a un’altra farmacia. Il farmacista osserva il ragazzo e gli suggerisce di acquistare farmaci per quindici euro. Marco inghiotte i farmaci, torna a casa, vomita.

Suo fratello e i suoi amici tentano di nuovo di chiamare un’ambulanza, invano. Si rivolgono a Mauro, che è medico. Telefona anche lui: «Non possiamo mandare un’ambulanza per un ragazzo che vomita». «Ma sta male – li supplica Mauro – è urgente!». Ricostruisce i fatti parlando al telefono con i colleghi, spiega i sintomi. Marco rantola, ha quasi perso conoscenza. «Niente ambulanza, dovete portarlo a farsi visitare alla guardia medica. Nel caso, poi, l’ambulanza la chiamano loro». Suo fratello e gli amici lo prendono in spalla, corrono disperati verso Piazza Nazionale. Fermano una volante dei Carabinieri ma nemmeno quelli vogliono caricare Marco in macchina. Si rimettono a correre.

Quando arrivano a destinazione Marco non risponde più. I medici capiscono che bisogna chiamare un’ambulanza e operarlo al più presto, ma il più presto era prima.
Poco dopo l’arrivo in ospedale, Marco è morto.È morto perché non si chiamava Marco ma Ibrahim Manneh e veniva dalla Costa D’Avorio, come l’abbiamo ribattezzata noi europei nel 1500, quando abbiamo razziato tutti gli elefanti della zona portandoli all’estinzione. (… segue pistolotto antirazzista)

e due chicche dai commenti:

Marco (quello senza avatar) • 3 ore fa
Ridicolo. Non Perche queste cose non succedano, purtroppo capitano ed il colore NON c’entra nulla. Ridicolo perché hai voluto esagerare… ed ecco il “medico” Mauro che “implora” per avere l’ambulanza, perché il paziente “sta davvero male”… in realtà funziona così: “buongiorno, sono il dottor pinco palla, ho un paziente in **** (breve e precisa descrizione dello stato del paziente) occorre un’ambulanza, con estrema urgenza, in via xy. Presto io assistenza fino all’arrivo”. Questa è la prassi, l’ho usata più volte e l’ambulanza è SEMPRE intervenuta. E poi… i carabinieri… a parte che i cc non DEVONO e non POSSONO caricare in auto nessuno, possono però obbligare un taxista a farlo (già, pensa un po’… possono farlo… se SERVE) o possono e DEVONO attivarsi per avere un’ambulanza…
Insomma hai esagerato con il romanzo. Ma i problemi (veri) NON si risolvono esagerando ed inventando situazioni irreali, o buttandola in “politica” ed urlando “razzisti” ad ogni pie’ sospinto… purtroppo farmacisti e taxisti sono assuefatti, ogni notte sono assediati da ubriachi o tossici che “stanno malissimo”, vomitano ed hanno mal di pancia o peggio… e si ritrovano con DANNI che nessuno ripaga loro. E la tua descrizione si adatta perfettamente a questa tipologia (ed il colore non c’entra…). Non li giustifico, ma li comprendo, se si voltano dall’altra parte…
Affermi di essere una giornalista… beh, per ora resto in attesa di dimostrazione…


CaterinaLaGrande • 2 ore fa
Senta, lei è riuscita a trasformare una tragedia occorsa ad un ragazzo, in un manifesto politico, scritto anche male.
Il racconto così come da lei narrato appare tuttosommato inverosimile e, personalmente, non credo ad una parola di ciò che lei ha scritto.
Degli elefanti della Costa D’avorio morti cinque secoli or sono non ce ne frega nulla, e nulla assai, poichè non sono una paleontologa, ma le do una notizia (per lei in anteprima assoluta)
Gli elefanti in Costa D’Avorio non sono per niente estinti!
https://it.wikipedia.org/wi…
Questo articolo con contenuti, visibilmente, propagandistici è di uno squallore senza pari.
Complimenti. ;/

Che dire? una storia troppo romanzata e troppo calcata sul razzismo. Quanto capitato al ragazzo è triste ma più che razzismo vedo malasanità, vedo un ospedale che fa visite approssimative e non riconosce l’appendicite. Un medico, vedi anche il primo commento, che non riesce a far capire ad un operatore del 118 la gravità di un paziente non è razzismo, è incompetenza e malasanità. I soliti appelli a come siamo stati cattivi noi europei e di come dobbiamo espiare tutte le nostre colpe poi servono solo a rendere più assurdo il pezzo.

Sono stupidaggini come questi le cose che in italia fomentano il razzismo non le stronzate di Salvini; strumentalizzare una morte di malasanità per tirar fuori solenni pistolotti antirazzisti significa far girare le palle a molti, ancora di più se quando la vittima della malasanità è bianca nessuno, tranne una vacua condanna di facciata, fa nulla. Tutta roba che porta tanta acqua al mulino dei veri razzisti.

Un ultimo commento che mi ha colpito molto:

Adriano2 • 3 ore fa
Tanti commenti che con orgoglio rivendicano che la morte di questo ragazzo è dovuta alla mala sanità. Io quasi quasi preferirei fosse morto di razzismo.

e la mia risposta:

Shevathas -> Adriano2 • 40 minuti fa
morto di razzismo per avere un martire da venerare e sentirsi “moralmente superiori”? cosa alquanto squallida.

Matematica razzista?

accusare di razzismo la realtà dei fatti è idiota e, alla lunga, controproducente.
Eugenio M.

Un articolo di pallequadre che, sinceramente, mi ha sconvolto.

Passi che gombloddisti e cazzari assortiti preferiscano urlare che vedere i freddi numeri (che spesso smentiscono le loro sparate come nel caso dei vaccini o nel caso del femminicidio)

Passi che spesso i gombloddisti e i social justice warrior non riescono ad andare oltre le tabelline.

Passi che spesso vedano discriminazioni dove non esistano

Ma che si voglia modificare la matematica per renderla uno strumento di giustizia sociale trasformandola in una patafilosofia, proprio no.

 

fonte: http://www.pallequadre.com/2017/05/matematica-razzista-meglio-social-justice.html

La matematica è razzista, meglio insegnare la social justice

I Social Justice Warrior sono dei coglioni conclamati, e fin qui pensavo fosse abbastanza palese per tutti. Evidentemente non lo è, visto che Teach for America stan preparando “corsi di aggiornamento per insegnare la matematica Social Justice”. Insomma, la matematica è razzista e va rivista!

Premessa: qualche tempo fa alcuni filmmaker indipendenti pubblicarono su youtube questo video intitolato “Modern Educayshun”:

Nel video, che consiglio caldamente di vedere, si vede un ragazzo normale finire in una classe di social justice warrior, che invece di fare matematica fanno puttanate. E’ da guardare assolutamente. Il video è di due anni fa, e a guardarlo ho pensato “si, sono veramente fuori di testa, speriamo non accada veramente/non arriveranno a tanto”.
E’ follia pura, è pazzia, è incredibile…

E INVECE NO! LO HANNO FATTO VERAMENTE!

Leggiamo che tipo di “lezioni” impartiscono:

Accesso e opportunità.
Accesso e opportunità si concentra nelle differenza nella qualità del programma matematico e nelle opportunità che esistono basandosi su genere, razza, classe, lingue ecc
“.

Con scappellamento a destra o a sinistra? No è importante per capire le due cose come vicesindaco…
No sul serio, non ha senso, specialmente se si parla di matematica.

Identità matematica.
L’identità matematica solleva il problema che mentre pensiamo a rinomati matematici, molti di noi si riferiscono a uomini studiosi bianchi occidentali. Questo risconosce la verità che, quando si chiede di pensare ad un grande matematico, immediatamente consideriamo solo quelli capaci di fare velocemente calcoli algoritmici completi. Individui che sono arrivati a comprendere la matematica in un modo molto diverso hanno meno possibilità di essere riconosciuti come eccezionali nel campo:

COSA CAZZO HO LETTO!?
Sapete perché se si pensa a grandi matematici si pensa a maschi bianchi occidentali etero patriarcali neoliberisti interiorizzati? PERCHE’ SONO LA MAGGIOR PARTE, PUNTO. Che vogliono fare adesso, riscrivere la storia? Dire che Fibonacci non era italiano ma era congolese?
Ah no, vogliono riconoscere “matematici diversi che ci arrivano diversamente”, che non significa un cazzo di niente. La matematica è una SCIENZA ESATTA, che non si è inventato nessuno ma segue le sue regole naturali, a partire da uno stelo d’erba e concludendo con l’universo intero. Non esiste una “matematica diversa”. Cioè sul serio, questi vogliono mandare i sunshine alle convention di matematici, proprio come nel video! Ma ci rendiamo conto? Idiocracy social justice warrior edition.
E questo è niente, puttana eva interiorizzata, questo è ancora nulla…

(…)
Uno strumento di oppressione… ormai questi coglioni invasati non sanno più che cazzo inventarsi per piangere “oppressione” e se lo inventano, trovando razzismo e oppressione perfino nella scienza.
E c’è gente che li ascolta! Invece di prenderli a sberle a due a due finché non diventano dispari gli danno ascolto, tanto che l’università dell’Iowa STA APRENDO UN CORSO DI LAUREA IN SOCIAL JUSTICE!Non bastavano i gender studies che sfornano “professionisti” che dicono che la medicina è maschilista misogina perché le “scariche vaginali” fanno pensare male e brutto. No, adesso abbiamo corsi di laurea che insegnano a trovare razzismo perfino nel latte, perché è bianco. E no, non sto esagerando.

Fonte.

 

La scienza democratica: l’indiana Pi Bill

Una vicenda sulla quale riflettere a lungo quando si parla di “scienza democratica” ovvero il far credere che l’opinione di un numero N grande a piacere di boccaloni possa stabilire a piacere le leggi della natura.

Progetto di legge dell’Indiana sul pi greco (indiana Pi Bill) è il nome con cui è conosciuto il progetto di legge № 246 del 1897 dell’Assemblea generale dell’Indiana, proposto dal matematico dilettante Edwin J. Goodwin.

È stato uno dei più famosi tentativi di stabilire la verità scientifica per legge.[1]

Nonostante il nome, l’obiettivo principale del progetto era di stabilire un metodo per quadrare il cerchio piuttosto che di imporre un determinato valore per la costante matematica π (pi greco), il rapporto tra la circonferenza di un cerchio e il suo diametro. Tuttavia il progetto stabiliva indirettamente diversi valori errati di π, tra cui 3,2.

L’impossibilità di quadrare il cerchio usando solo riga e compasso, ipotizzata già nei tempi antichi, è stata dimostrata rigorosamente nel 1882 da Ferdinand von Lindemann. Inoltre delle approssimazioni di π migliori di quelle ricavabili dal progetto di legge erano note già dall’antichità.

La proposta non diventò mai legge grazie all’intervento di Clarence A. Waldo, un professore di matematica, casualmente presente durante il dibattito sulla legge.

L’iter parlamentare

Nel 1897 il deputato T.I. Record, della contea di Posey, presentò alla Camera dei deputati un disegno di legge redatto dal matematico e fisico dilettante Edward (o Edwin) J. Goodwin.

Al progetto di legge fu assegnato il numero 246 e venne assegnato all’esame della Commissione per le aree palustri, che si dichiarò incompetente e lo inviò alla Commissione per l’educazione. Questa, con parere favorevole, lo rinviò all’aula, dove fu approvato all’unanimità con un voto di 67 a 0. Uno dei motivi del voto fu che il “professor” Goodwin, pur avendo brevettato il proprio metodo, lo offriva in usufrutto gratuito alle scuole dell’Indiana.

Per il passaggio al Senato, il Bill 246 fu inviato alla Commissione per la Temperanza, che lo approvò in prima lettura. Stando al Penguin Dictionary of Curious and Interesting Numbers il disegno di legge fu poi affondato quando un membro della commissione lo mostrò a Clarence Abiathar Waldo, un professore di matematica alla Purdue University che si trovava nell’edificio del Senato per altre faccende, chiedendogli se gli sarebbe piaciuto conoscerne il geniale autore. Waldo rispose che conosceva già abbastanza matti e passò il resto della giornata e parte della notte a parlare con altri Senatori della Commissione. Il Bill 246 non andò mai in seconda lettura.
[fonte: wikipedia]

 

creare razzismo how to /3

Sinceramente l’ipocrisia di chi dice “io non sono razzista ma…” non mi piace, quindi ammetto di essere un razzista becero e troglidita1. Precisato questo vorrei parlare del caso di miss finlandia “nera” e di come un’informazione demenziale alla fine porti a fare più danni che altro.

Sorgente: Corriere della Sera

«Vince solo perché è nera»
La rete contro Sephora Ikalaba,

Sephora Ikalaba, giovane migrante nigeriana di 19 anni, 165 centimetri di altezza, è la nuova Miss Helsinki. Ma in Finlandia, come in rete, la notizia è stata accolta dalle polemiche. Come fu nel 2014 anche per Chrisolythe Songo, una delle finaliste di Miss Mondo Italia, nata in Italia, che ricevette sulla pagina offese sulla sua origine. Nelle fotografie del concorso Sephora appare sorridente, tra gli abbracci delle altre partecipanti, come in qualsiasi altra competizione di bellezza. Ma nel web la giuria finlandese che l’ha scelta è accusata di aver fatto questa scelta solamente per «soddisfare la dittatura terzomondista del politically-correct». E c’è chi addirittura arriva a dire che la ragazza è «la Miss più brutta degli ultimi anni», sostenendo che fossero «meglio le altre concorrenti bianche».

Riporto quanto scritto: “E c’è chi addirittura arriva a dire che la ragazza è «la Miss più brutta degli ultimi anni», sostenendo che fossero «meglio le altre concorrenti bianche».” Estiqaatsi!!! Io non posso essere libero di preferire la classica bellezza nordica a quella africana? I gusti son gusti alla fine, non vedo nulla di razzista a preferire una ragazza bianca ad una nera. Stiamo parlando di un concorso di bellezza alla fine dei conti; la bellezza è un qualcosa di soggettivo non un qualcosa che si può misurare con un metro o una bilancia. Quella sopra riportata è una opinione perfettamente lecita e legittima e il cercare di farla passare come razzista temo che alla fine avrà l’effetto di fomentare il razzismo dei decerebrati alla stormfront.

Il “chiunque critica Sephora è solo perché è razzista” a cosa porta: a convincere le persone che non son razziste per niente ad essere convinte di esserlo, e magari pensare che anche gli xenofobi neofascisti “veri”, vengono detti “razzisti” solo perché preferiscono la bianca, bionda statuaria, claudia schiffer per intenderci, a naomi campbel. Un ottimo lavoro di sdoganamento dei veri dementi razzisti. Come avevo già scritto nell’articolo: mussolini dittatore blando, alla fine il fascistizzare qualunque cosa annacqua la tragedia del fascismo e apre le porte al suo ritorno.  Idem scrivere che chiunque critica è solo perché razzista.  Giova ricordare che il paragone funziona sempre nei due versi. Se chi preferisce la bionda alla mora è razzista come il KKK allora non ci si scandalizzi poi se qualcuno pensa che il KKK sia un innocuo gruppo di mattacchioni che preferiscono le ragazze di tipo “nordico” quelle di tipo “mediterraneo” o “africano”.

Paragonando la ragazza «a una scimmia», soprattutto per i lineamenti del viso per il naso «fuori misura», e richiamando la somiglianza con l’ex presidente Usa Barack Obama. Le critiche maggiori sono riportate su Stormfront, forum di discussione online che dà spazio a posizioni di nazionalismo bianco e antisemitismo. A vincere,, si dice, è stato «un complesso di colpa». Ogni singolo giudice che ha votato per lei «merita la punizione tradizionale dei traditori …».

Stormfront è un forum di estrema destra neonazista; cosa ci si aspetta di trovarcisi dentro? Stupirsi che su stormfront compaiano stupidi insulti razzisti è stupirsi di trovare acqua in mare.  A cosa serve citarlo? A paragonare chi pensa che la vittoria della ragazza sia dovuta più al politically correct e al non voler apparire razzisti? Beh dare del neonazista a chiunque lo pensi alla fine temo sarà controproducente. Purtroppo idioti ed insulti gratuiti su internet, boldrini docet, esistono. Però perché scandalizzarsi degli insulti e delle shitstorm verso tizio e non verso caio? Occhio che far passare l’idea che il razzismo ci sia solo se un elemento del gruppo A opprime uno del gruppo B e non se capita il viceversa è il modo migliore per incentivare sia il razzismo di B verso A, perché si sentono giustificati, sia quello di A verso B, perché invece si sentono accusati ingiustamente. Avvelenare di più gli animi; proprio quello che si voleva evitare


  1. io sono razzista: ho preferito la schiffer alla campbell e quando vinse miss italia denny mendez io tifavo per ilaria murtas, e credo anche io che in questo caso la vittoria sia stata per politically correct più che per bellezza. 

se ci fosse stata la giuria popolare antibufale…

Un mix di effetti delle decisioni della giuria popolare, con i giurati ovviamente scelti fra la gggente e non nella ka$ta dei professoroni…

  1. I terremoti si possono prevedere (Giampaolo G.  è in grado di anticipare di 6-24 ore il manifestarsi di un terremoto. La sua ricerca sui precursori sismici ha salvato la vita a quanti, nel 2009 in Abruzzo e in questi giorni in Emilia Romagna, hanno dato ascolto ai suoi allarmi.  Sacro Blog).
  2. La magnitudo del terremoto è stata abbassata dall’INGV (Terremoto, senatrice: “Magnitudo declassata per interessi economici di governo”.)
  3. La vivisezione (intesa come sperimentazione animale NdR) è inutile e crudele (Sacro Blog, via wired)
  4. La cura stamina funziona (Movimento 5 Stelle – Nel maggio del 2013, il capogruppo Andrea Cecconi del M5S alla Commissione Affari Sociali della Camera su Stamina disse che “il Movimento ritiene che il metodo sia efficace”, chiedendo al Parlamento di autorizzare la sperimentazione stessa condotta da Vannoni. fonte: il post)
  5. I vaccini non servono (fonte: wired)
  6. I jalisse meritavano la vittoria di sanremo
  7. Pupo e S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia meritavano il secondo posto a Sanremo (fonte wiki)
  8. Esiste la free energy
  9. Esistono le scie chimiche e il grande gombloddo globale del NWO e vari gombloddi assortiti (fonte l’espresso)
  10. Non siamo mai andati sulla luna, anzi la luna non esiste proprio, è solo un ologramma piazzato in cielo dagli alieni per nascondere Nibiru.

e ovviamente la grande verità che nessuno vi ha mai detto e che la malvagia lobby dei detersivi in combutta con quella delle lavatrici e con capitan findus non vi hanno mai detto ed hanno sempre tentato di occultare

la biowashball lava più bianco!!!!!!1111111UNOUNOUNO

 

giuria popolare antibufale…

Talvolta la sorte ha uno strano senso dell’ironia e, dopo che spendi tempo ed energie per sostenere una tesi, ti costringe a rimangiartela e fare pubblica sconfessione di quanto sostenevi fino al momento prima. Nello specifico mi riferisco alla “democraticità della scienza”. Faccio autocritica e ammetto che il dott. Burioni ha sbagliato, non per scarsa diplomazia nel suo messaggio ma per eccesso di diplomazia. Avrebbe dovuto andar giù di insulti.

laurea_youtube_italiana

Ho letto che, nella vicenda bufale sì/bufale no, il buon beppe ha fatto una sparata di quelle clamorose. Sparata che altro non è che il solito: ma anche pierfiliberto  lo fa. Sì, giornali e tv spesso dicono e scrivono solenni cazzate, si veda il caso Iene-stamina1 ad esempio, però, come ho detto in tanti altri casi, le colpe altrui non servono ad assolversi dalle proprie.

Sorgente: Beppe Grillo: “Serve giuria popolare contro balle stampa e tv” – Politica – ANSA.it

L’attacco di Grillo alla stampa e alla tv – “Tutti contro Internet. Prima Renzi, Gentiloni, Napolitano e Pitruzzella, poi il ministro della Giustizia Orlando e infine il Presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno. Tutti puntano il dito sulle balle che girano sul web, sull’esigenza di ristabilire la verità tramite il nuovo tribunale dell’inquisizione proposto dal presidente dell’Antitrust. Così il governo decide cosa è vero e cosa è falso su internet”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo Blog.

“Propongo, non un tribunale governativo, ma una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media”. E’ quanto scrive Beppe Grillo chiedendo che a formare questa giuria siano “cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali. Se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo” con le norme relative ai casi di coinvolgimento in vicende giudiziarie. (…)

Sparata subito stigmatizzata dai giornalisti e dalla FNSI (federazione nazionale stampa italiana), e per una volta sono d’accordo anche io con loro. Quella di grillo è una pessima sparata buona solo a stuzzicare l’ego di tanti laureati di youtube che in nome di una malintesa “democrazia” son convinti che il parere della nonna arteriosclerotica sulla fisica dei quanti valga tanto quanto quello dell’insigne docente universitario di fisica delle particelle.

Il decidere se una cosa è una bufala o no dovrebbe essere lasciato ai fatti ed alle prove fattuali, non alle opinioni di una qualsiasi giuria popolare, giuria che non è detto abbia le capacità e le competenze per decidere, e senza neppure sapere sulla base di cosa dovrebbe decidere. Cosa garantisce che la giuria popolare abbia le competenze e le capacità per capire la questione e decidere se è fondata o meno? Una notizia come “la biowashball non funziona” come verrebbe valutata dalla giuria? Cosa sarebbe successo se, in certe situazioni critiche del passato riguardo alla scienza, fosse intervenuta la giuria popolare “di Grillo”?

  1. I terremoti si possono prevedere, ergastolo a vita a tutti i vulcanologi e i geologi della protezione civile.
  2. Il metodo stamina funziona, onta eterna invece ai prezzolati di big pharma che sostengono il contrario.
  3. I vaccini sono inutili e servono solo ad ingrassare big pharma.
  4. esiste la free energy che che ne dica la malvagia lobby dei seguaci di Clausius e Sadi Carnot.
  5. la biowashball lava più bianco a sfregio della lobby dei detersivi.

Tutte affermazioni difese fino alla morte da tanti seguaci e poi rivelatesi essere delle solenni stronzate. Però a vicenda in corso sicuramente le “stronzate” sarebbero state quelle degli scienziati. Sì il tempo è galantuomo ma non vedo tanto l’opportunità, per soddisfare l’ego ipertrofico di qualche caprone convinto di essere un nobel, di incasinare dei poveracci la cui unica colpa è di avere, riguardo ad un determinato argomento, qualche competenza in più rispetto al caprone (phd in youtube) di cui sopra.

Alla fine il moVimento si sta rivelando essere un moVimento di cazzari il cui unico scopo politico è il pretendere, irrealisticamente, di trasformare la cazzata in verità scientifica, l’opinione del phd in youtube nella “lectio magistralis” del premio nobel.  Un movimento il cui scopo è stuzzicare e monetizzare l’illusione di competenza di tanti ignoranti convinti di essere dei bravissimi dottori e offesi con il mondo, e soprattutto con la lobby degli scienziati, perché la loro bravura non viene riconosciuta. Mi basta quanto sopra per sostenere che il votare M5S dovrebbe essere ipso facto causa di nullità del voto per manifesta e plateale incapacità dell’elettore2.

Piaccia o no, la realtà non è democratica e se ne sbatte altamente delle opinioni; la realtà è reale, sic et simpliciter. E la realtà vince qualsiasi opinione.


  1. E indovina la maggior parte degli stellini da quale parte stava, penso per il semplice motivo che il ministro Lorenzin era, giustamente, dalla parte opposta. 
  2. ironico, ma anche no. 

Creare razzismo how to/2

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/04/bonus-500-euro-ai-18enni-il-governo-corregge-il-tiro-emendamento-per-estenderlo-anche-agli-stranieri/2695639/ (grassetti miei)

Bonus 500 euro ai 18enni, il governo corregge il tiro: emendamento per estenderlo anche agli stranieri

La proposta di modifica è stata formulata durante l’esame del decreto scuola, al vaglio della commissione Istruzione del Senato. L’esecutivo aveva disposto una carta elettronica per ingressi a teatro, cinema, musei, ma era riservata solo ai neomaggiorenni italiani. Le opposizioni avevano parlato di “leggina razziale”

Il governo corregge il tiro. Dopo avere escluso gli extracomunitari dal bonus cultura da 500 euro da destinare ai diciottenni, l’esecutivo è corso ai ripari e ha presentato un emendamento per estendere il beneficio anche ai ragazzi stranieri. La proposta di modifica è stata formulata durante l’esame del decreto scuola, ora al vaglio della commissione Istruzione del Senato. Per rendere operativa la norma serve l’approvazione del Parlamento.
(…)
Eppure, il testo prevede che questo beneficio fosse destinato a solo ai “cittadini italiani o di altri Paesi membri dell’Unione europea”. Andrea Maestri, deputato iscritto al gruppo Alternativa Libera-Possibile, aveva parlato subito di “una leggina razziale”, mentre monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, lo aveva definito “un segnale bruttissimo sul piano culturale”. La maggioranza aveva fatto mea culpa, ma finora non era arrivato alcun intervento concreto per correggere la norma.

Sinceramente trovo perfettamente corretto che un governo legiferi per i suoi cittadini e che spenda solo per loro distinguendo fra cittadini e stranieri residenti. Non vedo nulla di scandaloso o di sconvolgente. Anzi sarei curioso di sapere, soprattutto da parte di chi si straccia le vesti e parla di “leggine razziali” quali siano i paesi in cui i benefit, oltre che ai residenti, vengono anche assegnati agli stranieri con regolare permesso di soggiorno.

E anche il monsignore ha perso una buona occasione per tacere; perché lo stato italiano che non estende ai non cittadini un benefit da un segno brutissimo mentre i richiami contro il matrimonio omosessuale non lo sarebbero?

Piccola nota a margine: come al solito continua l’anticlericalismo a corrente alternata: i preti, se dicono cose che non piacciono, vedi matrimonio gay, non devono impicciarsi dei fatti dello stato. Se invece dicono cose gradite allora vengono usati come nobilitatori morali della propria causa. Mi spiace non son d’accordo. Se i preti devono stare zitti allora devono stare zitti sempre, se invece possono mettere il becco allora possono parlare di quello che a loro pare fosse anche procreazione medicalmente assistita o matrimonio gay.

Alla fine sono cavolate come queste, da una parte ad annacquare il ricordo di quella tragedia che furono le leggi razziali, come è già stato fatto per il fascismo, e dall’altra a portare voti a pagliacci che però hanno il coraggio di dire: “prima i cittadini, poi gli ospiti”.  I sovradosaggi di antirazzismo (sparso a casaccio e a piene mani) finiscono ad essere proprio causa di ciò che vorrebbero evitare.

PseudoAmbientalisti di Merda

Stavo leggendo sul fatto i commenti a questo articolo:

Liguria, diga di contenimento sul Polcevera cede per la pioggia: “Rischio che greggio arrivi in mare”

un sacco di gente esulta e vede nell’incidente capitato a genova una “vendetta divina” contro chi ha deciso di astenersi al referendum.  Molti commenti, fatti passare dalla moderazione, gli ho trovati oggettivamente squallidi e penosi. Non mi sembra giusto lucrare su una tragedia solo per vomitare tanto livore come certe orde di fanatici medievali che andavano in giro ad urlare penitenziagìte! e gioivano di qualsiasi disgrazia.

Uriel aveva fatto una riflessione sui partiti e sulle organizzazioni, riflessione che avevo citato pochi post fa:

Il piu’ grande e convincente manifesto elettorale possibile, per un partito,
e’ il vissuto  quotidiano delle persone che ne costituiscono la base.
Uriel

Adesso io, leggendo commenti come:

Benissimo!
Il karma è stato velocissimo in questo caso.
Io ho votato contro le trivelle e contro l’inquinamento delle risorse naturali ma la maggior parte degli italioti ha preferito nascondersi e non votare lasciando che i petrolieri possano distruggere quanto resta del paese.
E siccome agli italiani non gliene frega nulla del mare e della natura spero proprio il petrolio arrivi al mare e distrugga tutto.
Ve lo meritate, voi e i vostri figli!

Oppure

che avevano votato in Liguria al referendum? Ecco, quindi mi dispiace solo per gli animali. Gli abitanti liguri non m’interessano affatto.

e tanti altri commenti su tale falsa riga, che considerazioni potrei fare su tali organizzazioni?

Sinceramente, leggendo commenti, tanti, su quel tono uno cosa va a pensare? che abbiamo davanti dei pazzi accecati dall’odio, che odiano i propri simili molto più della natura che dicono di amare, anzi che animali e natura non son altro che un pretesto per dare una patina di nobiltà ad odio vomitato a piene mani. E se questa è la base delle organizzazioni animalecologiste tenderò a pensare che tali organizzazioni altro non siano che accozzaglie di persone simili. E  proverò disgusto verso di loro e verso gli ideali che usano per coprire la loro rabbia e il loro livore. E se un domani mi chiameranno a dare il mio voto sulle loro proposte, le loro proposte le valuterò anche alla luce dei comportamenti della base, per capire cosa realmente intendono chiedere. E molto, ma molto, probabilmente li manderò affanculo, loro e chi politicamente decide di usarli.

PS

Uso il termine pseudoambientalisti perché, ribadisco, quelli non amano la natura, odiano i propri simili.

E’ tutto scritto nel corano…

fonte: http://www.corriere.it/scuola/medie/15_dicembre_05/islam-studentessa-musulmana-milano-voi-non-capite-niente-tutto-scritto-corano-dd58a9e8-9b19-11e5-9019-111b508c2c40.shtml

Un inviato del «Corriere» racconta la sua esperienza (molto interesse, e contestazioni). Sunniti, sciiti, Isis e i dibattiti così difficili da affrontare in classe
di Lorenzo Cremonesi

MILANO- Scenario: aula magna dell’Istituto Tecnico Commerciale Schiapparelli nel centro di Milano. Contesto: circa trecento studenti delle ultime due classi, dunque quasi tutti in età compresa tra i 17 e 19 anni, sono riuniti per assistere a una lezione sulla nascita di Isis in Medio Oriente e le sue manifestazioni in Europa tenuta da due giornalisti del Corriere, Mara Gergolet e l’autore di questo articolo.(…)

«Non servono altri libri, il Corano spiega tutto»

Ed è proprio quest’ultimo soggetto che sembra attirare la massima attenzione degli studenti. Consigliamo, visto che dopo tutto siamo in una scuola, di leggere il libro dello studioso americano di origine iraniana Vali Nasr, La rivincita sciita , che ben riassume il conflitto inter-islamico sulla successione del Profeta alla guida della comunità musulmana dopo la sua morte. Ed è allora che interviene Amina dalle ultime file. Una ragazza minuta, con un visibile velo blu in testa. «Chi l’ha detto che sciiti e sunniti si scontrano sulla successione? Per l’Islam non ci può essere successore di Maometto. E comunque è tutto spiegato nel Corano. Non servono altri libri, il Corano spiega tutto, dice tutto». Il tono è perentorio, non ammette repliche: c’è un’unica verità rivelata, impossibile metterla in dubbio. «Se io voglio conoscere la fede dei cristiani vado a chiedere a un ministro della fede cristiana. Non certo a mio papà musulmano. Ma così deve avvenire anche per i musulmani. Ci si rivolge al gran muftì della moschea di Al Azhar al Cairo. La sua definizione di sciiti e sunniti è quella giusta», aggiunge. Proviamo comunque a rispondere. «La moschea di Al Azhar ospita un’autorità sunnita, importante quanto si vuole, ma non è affatto detto che piaccia agli sciiti», replichiamo. E ancora: «Lo scontro tra sciiti e sunniti esplode dopo la morte di Maometto. Il Corano, rivelato prima, evidentemente non ne può parlare».

Il coro di applausi per Amina

Ma un coro di applausi e urla di sostegno accompagna le parole della ragazza.
«Sono una quarantina di studenti musulmani che la appoggiano sempre quando parla. Per noi è davvero difficile replicare. In genere gli studenti italiani restano zitti, non sanno bene cosa dire, non hanno argomenti», spiega Andrea, uno dei due rappresentanti degli studenti che è seduto con noi al tavolo sul podio. Intervengono un paio di professori nel tentativo di rimettere ordine. Noi incalziamo: «Forse sarebbe il caso di studiare un poco di storia delle religioni. Ricordarci che la nostra cultura europea è anche figlia del Rinascimento e dell’Illuminismo. Occorre leggere i testi di Voltaire, ricordare Rousseau, andare a rivedere le radici del pensiero laico, l’ode al dubbio di fronte al dramma delle guerre di religione che tanto sangue ha versato in Europa nei secoli scorsi». Ma non serve a nulla. I toni degli argomenti ricordano un poco i dibattiti nelle aule delle nostre scuole investite dalle rivolte studentesche negli anni Settanta. Con la differenza però che ora c’è un Islam molto più agguerrito e tutto sommato importato dall’estero. Mentre la controparte pare molto debole, impreparata.
Cerchiamo di chiudere la conferenza. Arriva qualche altra domanda. Ma Amina con la maggior parte degli studenti che la sostiene lascia l’aula. Con lo scoccare del termine della seconda ora l’incontro si chiude. Gli organizzatori sono soddisfatti. Tre docenti si dicono colpite dai toni del dibattito. Dice una professoressa: «È la prima volta che questi argomenti esplodono con tanta passione. In genere restano come soppressi, covano nell’aria senza venire alla luce» .

Alcune mie riflessioni sparse sull’articolo:

-> Bisogna tornare a studiare la storia “storia” e non il fumettone che adesso viene propinato.  La maledizione della storia è riviverla e, nelle parole di Amina, leggo le stesse parole pronunciate da tanti altri quando lottavano, in nome del loro testo sacro, contro le altre culture. Emblematica la storia della biblioteca di Alessandria o gli innumerevoli casi della storia “europea” dove la religione divenne il pretesto per atroci massacri. Serve conoscere la storia, la storia vera, non limitarsi ad un “europei imperialisti vs popoli pacifici del mondo”

-> Per contrastare l’islam occorre studiare, conoscerlo e ribatterlo. Amina non ha fatto altro che pronunciare slogan e poi sparire dal dibattito. Una tecnica argomentativa abbastanza nota. E anche facilmente “bloccabile”; sarebbe bastato chiedere ad Amina come, contro quanto diceva il profeta, si permetteva di rivolgersi ad uomini non della sua famiglia, oppure: “cosa dice il corano del telefono cellulare; il suo uso è permesso o no?” Generalmente i fanatici o quelli che ripetono a pappagallo slogan alla prima domanda alla quale non possono rispondere a slogan crollano miseramente(1).

-> Il parallelo con gli anni ’70 può commuovere qualche rintronato ma dovrebbe far ricordare anche i fanatici che in nome dell’ideologia sono andati a far danni e disastri, le ideologie totalizzanti, per quanto possano apparire simpatiche, sono pericolose

-> Per molti l’islam è quello che la squadra di calcio è per gli ultrà, un modo per costruirsi una identità e per verniciare di “giustizia” azioni invece riprovevoli come i soliti vandalismi o la tradizionale guerriglia urbana oltre che per coprirsi vicendevolmente in gruppo. Il pattern è sempre quello, ci si identifica nel gruppo e ci si convince che la “verità di gruppo” sia la sola e unica verità.

-> Il “non bisogna fare X per non offendere gli islamici” dove X è una azione tradizionale e non vietata esplicitamente come potrebbe essere fare il presepe a scuola oppure servire carne di maiale e vino nella mensa aziendale, è una stronzata colossale. Fa credere a molti di avere diritti particolari e che il resto del mondo debba piegarsi alle pippe mentali di chiunque.  Per due motivi: il primo è che anche altre categorie di persone pretenderanno lo stesso rispetto per le loro pippe mentali, vedi ad esempio sentinelle in piedi e teorie gender, e il secondo è che la posta si alzerà sempre di più finché non viene detto un “BASTA!” e si agisce di conseguenza. Purtroppo più si va avanti e, più che un urlo servirà un bastone e molta, molta più fatica. Di esempi di idioti “tollerati” che poi hanno fatto finire tutto in merda è piena la storia. Lo stato di assedio proposto da Facta avrebbe funzionato, o si era già andati troppo oltre?

(1) Era la tecnica preferita dalla mia insegnante di Filosofia; qualsiasi vaccata tu sparassi ti chiedeva di esplicitare le argomentazioni a sostegno e ti poneva domande su esse. Puntualmente finiva con l’altro che abbandonava il tavolo per esaurimento degli argomenti. Un poco come capita su internet quando, non sapendo come ribattere, si cerca di far crollare i tread in flame.

 

Offendersi per i rituali altrui

Questa è una replica ad un mio messaggio nel forum del fatto:

Parlare o dare la benedizione?
Insomma, se il vescovo venisse a parlare di un tema importante, la cosa assumerebbe un altro significato. Ma sappiamo entrambi che lui sarebbe andato a fare una orazione e poi dare la benedizione.

Il tuo esempio, inoltre, è perfettamente calzante: tu saresti contento se a scuola di tua figlia venisse un imam o un rabbino a benedire la scuola e tua figlia secondo una religione che non è la tua?avresti detto che, per una questione di rispetto, va bene che tua figlia ricevesse tale benedizione? Con annessa, ovviamente, una orazione sull’importanza del… che so ramadan.

Io rovescerei la domanda; perché dovrei essere triste se nella scuola dei miei figli viene un rappresentante di un altra religione a parlare e, magari, compie qualche rito della sua religione? Perché dovrei scandalizzarmi se un imam, un rabbino o un bonzo vanno e danno la benedizione della loro Divinità? Cosa c’è di male? perché dovrei avere paura del confronto con i rappresentanti di altre fedi da pretendere che mio figlio cresca in una campana di vetro? gli altri esistono, hanno le loro idee e hanno le loro religioni. Questa è la realtà, e la scuola dovrebbe insegnare a conoscerla e viverci. Penso che molti dei casini riguardo al Natale nascano a seguito dell’idea che i riti di una religione possano offendere in qualche modo chiunque non si riconosca o non segua tale religione.

Questa, la trovo una idea sbagliata e pericolosa. Sbagliata perché tolleranza significa anche accettare che ognuno, sempre rimanendo nell’ambito delle regole del vivere civile, veneri chi gli pare e come gli pare. Pericolosa perché “il sentirsi offeso” poi viene preso come pretesto per giustificare azioni che invece giustificabili non sono, la “provocazione” molto raramente giustifica comportamenti oltre la legge.

Magari potrei essere offeso perché il vescovo, o la figura religiosa, va a fare proselitismo ma in tal caso forse sarebbe il caso di riflettere su quanto forte possa essere la fede e quanto possa cambiare se qualcuno dice qualcosa di diverso. Il fatto che a scuola non si debba fare propaganda religiosa, cosa giusta, non significa però che non si debba parlare di religione e religioni, che si debbano escludere in blocco gli esponenti religiosi. L’unica cosa che ritengo sbagliata e che mi potrebbe offendere e dare fastidio sarebbe che i docenti usino il loro ruolo per fare propaganda e invece di essere, come il loro ruolo dovrebbe prevedere, neutrali sull’argomento spingono in una direzione precisa. Cosa che ho vissuto sulla mia pelle non nel caso religioso ma nel caso politico, eppure nonostante questo credo che le mie idee politiche siano profondamente diverse da quelle della mia docente di lettere, classica rappresentante del sinistrume akkulturato che faceva gran sfoggio della propria appartenenza, che bollava come nazifascioleghista chiunque non la pensasse come loro, e si vantava della propria ignoranza scientifica. Ma non mi sembra il caso di un vescovo che passa a benedire una volta all’anno.

Da notare comunque che spesso quelli più offesi dalla vicenda son stati gli atei “illuminati” per i quali il crocefisso e l’acqua benedetta hanno lo stesso effetto che avrebbero sui vampiri. Più che neutralità vedo tanto, ma tanto, anti, e che per non dire di sentirsi offesi loro affermano che tutti gli altri si sentono offesi.