Il Comune Napoli vieta alle macellerie di esporre animali morti in vetrine e per strada – La Stampa

Sinceramente quando ho letto la notizia ho pensato alla solita trollata bufala dei media. Poi ho visto la fonte e temo sia vero.

Posso dire che, imho, è una ordinanza demenziale. Non sono un giurista ma sarei curioso di sapere, da qualcuno più ferrato di me, se il comune ha il potere di emanare simili ordinanze. Da notare il solito pretesto della tutela dei minori. Buffo che un comune in dissesto finanziario e con seri problemi di violenza e baby gang pensi a levare gli animali morti dalle macellerie invece di affrontare qualche altro problema più importante.

Sorgente: Il Comune Napoli vieta alle macellerie di esporre animali morti in vetrine e per strada – La Stampa

A Napoli sarà vietato esporre animali macellati parzialmente o interi nelle vetrine e per strada, pena la rimozione e una multa di 500,00 euro. Una decisione che punta a fare scuola perché, secondo il Servizio Promozione e Tutela della Salute e degli Animali del Comune partenopeo, non esistono precedenti in Italia di questo tipo. L’ordinanza, spiega l’assessore alle Politiche Sociali con delega alla Tutela della Salute degli Animali Roberta Gaeta, non vuole essere un semplice divieto, ma un atto di civiltà che punta soprattutto alla tutela dei bambini. «Vedere oggi capretti e agnelli scuoiati, con occhi vitrei, appesi a testa in giù nelle vetrine delle macellerie è uno spettacolo che a molti fa male, soprattutto ai più piccoli» commenta l’assessore, che aggiunge: «La Pasqua porta con sé questa tradizione alimentare che comporta la macabra usanza dell’esibizione dei corpi degli animali. Una modalità crudele. È nei piccoli gesti che si misura la sensibilità di una collettività».

 Prima cosa: il solito “i pampini, nessuno pensa ai pampini”. Seconda cosa quell’ordinanza non è per tutelare i pampini quanto per arruffianarsi i nazivegani, visto che il comune è in pessime acque e quindi occorre trovare, in fretta, un modo per recuperare consenso (e non far parlare del dissesto finanziario)ò.

L’ordinanza vieta anche solo l’esposizione di parti di animali, obbligando i commercianti a conservarli nelle celle frigorifere, secondo le prescrizioni normative di igiene alimentare vigenti. Una scelta che potrebbe risultare ipocrita o integralista ad alcuni ma, come commenta il garante degli animali del Comune di Napoli Stella Cervasio, potrebbe invece rappresentare un’opportunità anche per le altre città italiane.

“garante per gli animali del Comune di Napoli”; sarà un incarico rettribuito? e come viene scelto il garante? sarei curioso di saperlo-

«Ho accolto con grandissimo favore questa iniziativa e spero che presto qualcuno faccia altrettanto in Italia. Non si vuole nascondere questi animali, è solo un primo passo per una modifica della civiltà», racconta Cervasio, che questa mattina ha postato sui social la foto di una carcassa esposta nella vetrina di una macelleria suscitando lo sdegno di molti per l’immagine cruda. «Questi animali, continua, sono esposti per vendere e finiscono per ferire soprattutto i bambini».

Ma l’obiettivo non è la sola tutela dei passanti, piccoli o grandi che siano. Ma anche e soprattutto il rispetto nei confronti degli animali. “Nell’immaginario collettivo infantile, si legge nell’ordinanza, alcuni animali hanno i caratteri della familiarità, con importanti ricadute nell’ambito della sfera affettiva e quindi di un equilibrato sviluppo psichico”. Napoli anche in passato ha mostrato particolare attenzione alla tutela del mondo animale. Lo scorso Capodanno, fu proprio l’assessore Gaeta a lanciare la campagna social “No ai botti”, per proteggere soprattutto i migliori amici dell’uomo: i cani. La scelta napoletana di vietare da oggi l’esposizione di carcasse nelle macellerie potrebbe, però, suscitare delle proteste da parte dei commercianti, che hanno tuttavia 60 giorni di tempo per presentare regolare ricorso al TAR della Campania.

Da persona cresciuta in campagna, e che ha visto gli animali, posso dire che è sbagliatissimo “personificare” gli animali. Gli animali sono animali, gli esseri umani sono esseri umani. Per non sconvolgere i bambini vietiamo anche a “mamma gatta” di insegnare a cacciare ai gattini1? gli facciamo credere che i gattini nascano dalla pianta dei gattini come le mele dalla pianta delle mele e le arance dalla pianta della arance? E già che ci siamo vietiamo anche la derattizzazione visto che vedere un topo agonizzante per il veleno può sconvolgere i bambini.

Probabilmente il tar manderà in soffitta questa genialata, e poi chi paga?


  1. Mamma gatta cattura una preda e la porta viva ai cuccioli che si divertono a prenderla, lasciarla e ricatturarla continuamente. Poi l’ammazzano e nel caso se la mangiano ma dopo averci giocato molto a lungo. 
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Anche le lumache sono animali pucciosi…

fonte: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/10/10/nessuno_tocchi_quelle_lumache_la_sagra_di_marrubiu_un_massacro-68-439098.html

Nessuno tocchi quelle lumache: “La Sagra di Marrubiu è un massacro”

Nella peggiore delle ipotesi si sarebbero aspettati che la Sagra fosse un flop. Di certo non avrebbero immaginato di poter essere accusati di compiere un “massacro” in nome del piacere del palato.
Invece, prima ancora che il piatto forte della festa finisse in pentola, è arrivato l’anatema di Paola Re da Tortona che ha lanciato la sfida online all’evento promosso dal Comune di Marrubiu.
Vegana convinta, in prima linea nelle battaglie in difesa di cani, gatti, animali da macello e ogni altra creatura che quotidianamente viene servita in tavola, Paola Re ha diffuso un comunicato in cui condanna la prima Sagra della lumaca, “perché – dice – si tratta di un massacro di vittime innocenti”.
Il suo appello è stato subito raccolto dall’associazione “Gabbie vuote onlus” di Firenze.
Ora, il punto secondo Paola Re sarebbe questo: le lumache in allevamento vivono male e muoiono peggio.
“Durante la raccolta e il trasporto, esse sono trattate come oggetti e per loro non esiste un sistema per evitare il dolore”.

(…)

Chissà se a Marrubiu avevano messo in conto tutto questo. La Sagra andrà avanti anche domani, a meno che gli organizzatori non decidano di raccogliere l’invito alla riflessione e, a sorpresa, non rivedano il menù.

A quando un appello di fuoco contro i moscerini spiaccicati nel parabrezza?

Trovo comunque penoso che i giornalisti reggano il bordone a chi le spara colossali sperando di avere un poco di visibilità.

epic fail degli animalisti

Sul fatto quotidiano hanno pubblicato un articolo dal titolo: “Vivisezione sui macachi, il cortometraggio choc: gli esperimenti mostrati sugli umani” riguardo all’ennesimo documentario che dovrebbe mostrare in che modo vengono svolti sadici esperimenti sui macachi finalizzati allo studio degli innesti cerebrali.  Guarda caso è il documentario film horror cui è stata tratto il fotogramma che compare in cima all’immagine sottostante.

donna muove con il pensiero un braccio meccanico

Nel forum dei commenti, sia il sottoscritto che altro commentatori hanno risposto citando proprio il fatto cui fa riferimento l’immagine soprastante: una tetraplegica grazie ad un impianto cerebrale riesce a muovere un braccio robotico come se fosse il suo braccio. Questa è stata una risposta devastante perché, in un colpo solo, smonta i tre assiomi usati dagli animalisti e, come insegna la matematica, se casca un assioma casca giù tutta la teoria(1).

1) Mostra la falsità dell’inutilità della ricerca su animali. Una tetraplegica che grazie alla ricerca sugli animali, proprio le ricerche denunciate nell’articolo, e alla tecnologia riesce a muovere un braccio robotico come se fosse un braccio naturale. Roba che a me ricorda tanto cyberpunk 2020(2). Nessuno con un QI superiore o comparabile con quello di un ravanello, a questo punto, sosterrebbe che la ricerca sia stata completamente inutile.

2) Mostra anche la falsità di “esistono i metodi alternativi e i cattivi ricercatori non gli usano perché sono solo dei sadici prezzolati da big pharma”, a quei risultati come ci si sarebbe potuti arrivare con le simulazioni in silicio o le colture cellulari?

3) Ultimo ma non meno importate smonta la falsità che la ricerca animale sia svolta solo per gratuito sadismo da parte dei ricercatori; quella donna ha ricevuto lo stesso trattamento dei macachi cui parla il film, si notano nelle foto gli elettrodi nella testa della donna. Se gli esperimenti sui macachi fossero solo sadismo gratuito, come mai chi ha fatto le stesse cose su un essere umano non è stato arrestato e condannato? Come mai la donna sembra felice e contenta (e te credo…)? eppure quella donna ha ricevuto lo stesso trattamento sanitario dei macachi  e, invece di contorcersi dal dolore, è riuscita a superare il proprio handicap.

E se cascano gli assiomi di “la ricerca è inutile”, “esistono metodi alternativi”, “è solo sadismo gratuito” cosa rimane delle loro teorie farlocche?

In conclusione posto uno screenshoot del mio dialogo sul forum dell’articolo. Notare la profondità della risposta dell’utente dal nick “cicciobello”. Non può scrivere che la ricerca è inutile, che ci son metodi alternativi e che è solo sadismo. Purtroppo rimane solo la risposta classica: “attacco alla persona”(3).

screenshoot discussione

(1) Teoria ingenua degli insiemi di Cantor

(2)Un gioco di ruolo fantascientifico di ambientazione cyberpunk.

(3) Quando si arriva agli insulti personali significa che non si ha più alcun argomento.

[Segnalazione] Perché usiamo la sperimentazione animale?

Bufale un tanto al chilo (BUTAC), pubblica una interessante intervista ad una ricercatrice che studia metodi alternativi alla sperimentazione animale.
Intervista che spazza via molte bufale degli animalari riguardo alla SA, ovvero che sia più cara la simulazione rispetto a quella in vivo e che si possa fare a meno della sperimentazione.

cure 100% cruelity free non testate su animali.

Ennesimo articolo del fatto quotidiano sulla sperimentazione animale ed ennesima raffica di sbroccate ambientaliste su come la sperimentazione sia inutile.

Eppure nessuno ha mai tirato fuori cartelle cliniche di qualcuno che, con una appendicite acuta o una frattura scomposta, sia stato curato, e sia guarito, solo ed esclusivamente con cure 100% cruelity free non testaste su animali….

Chi ha paura del nitrogeno ?

articolo modificato dopo la pubblicazione

Stavo leggendo sul fatto quotidiano la sbroccata l’articolo della sBrocca
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/21/in-ripresa-tutti-i-test-animali-gli-sperimentatori-ringraziano/

questo passaggio in particolare mi ha colpito

Quindi, obbligandole a inalare nitrogeno, le hanno portate al quasi-soffocamento per osservare gli effetti dell’ipotossia sul cervello dei feti. Infine, dopo qualche giorno di misurazioni, sia le pecore sia i piccoli, ormai devastati, sono stati uccisi. Eseguito nel 2011 e pubblicato su The Journal of Physiology nel 2012, questo ripugnante esperimento, l’ennesimo di una decennale serie di test analoghi, è arrivato con scalpore al grande pubblico inglese pochi giorni fa, a metà gennaio.

Il nitrogeno è una brutale italianizzazione del termine inglese nitrogen, a sua volta derivato dal greco (gli acidi dell’azoto si chiamano acido nitrico e acido nitroso), che in italiano si traduce con Azoto.  L’altro termine è ipotossia che in italiano non esiste. La traduzione corretta del termine inglese hypoxia è ipossia; per rendersene conto basta cercare il termine inglese sulla wiki in inglese e confrontarlo con la pagina corrispondente in quella in italiano.

Due strafalcioni scientifici; il nitrogeno molto grave visto che sarebbe bastato quello per prendere un 2 inappellabile in chimica, mettono una luce alquanto fosca su quanto l’autrice abbia in realtà capito del testo in inglese che cita(1). Credo si sia limitata a riferire notizie di seconda mano senza capirle, cosa che rimane un brutto vizio dei giornalisti.

Come aveva già dimostrato la beffa del DHMO, molti ignoranti sentendo parole dal suono vagamente chimicheggiante partono lancia in resta contro il satana scientifico cattivo senza fermarsi 30” a ragionare contro cosa si stanno scagliando.  Talvolta con effetti umoristici come il chiedere cibo senza alcun tipo di sostanza chimica…

Purtroppo l’ignoranza più pericolosa è l’ignoranza di chi è convinto di sapere, e se tale ignoranza si sposa con il fanatismo di chi è convinto di avere la verità in tasca, il risultato è l’ennesimo remake della santa inquisizione…

***

Comunque per la cronaca

Il nitrogeno è:

  • un componente dell’acido nitrico,
  • causa dell’embolia nei subacquei,
  • è un componente del cianogeno e quindi dei suoi sali, i cianuri,
  • causa piogge acide
  • è un componente di molti esplosivi

e pertanto il sottoscritto è per la sua messa al bando tanto quanto il DHMO.

***

Addendum, fra i commenti all’articolo è apparso, a firma di maria collu, il seguente commento

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/21/in-ripresa-tutti-i-test-animali-gli-sperimentatori-ringraziano/852311/#comment-1211935170

“…Gli scienziati dell’Università di Cambridge hanno preso dodici pecore
gravide, le hanno anestetizzate e amputate chirurgicamente per inserire
cateteri e altri strumenti di rilevazione nelle zampe e nel circolo
sanguigno dei loro piccoli. Quindi, obbligandole a inalare nitrogeno, le
hanno portate al quasi-soffocamento per osservare gli effetti
dell’ipotossia sul cervello dei feti. Infine, dopo qualche giorno di
misurazioni, sia le pecore sia i piccoli, ormai devastati, sono stati
uccisi. Eseguito nel 2011 e pubblicato su The Journal of Physiology nel 2012…”.

Ma la Signora Rocca è andata a leggersi l’articolo di cui sopra? Oppure si è basata su quanto riportato dal sedicente gruppuscolo Anima Aid (dubito che ci siano medici, perchè come minimo avrebbero capito di cosa si parlava).

Non c’è alcuna amputazione, i cateteri sono gli stessi che vengono “infilati” nei vasi dei pazienti. Non hanno inalato alcun “nitrogeno” che non esiste caso mai si trattava del protossido d’azoto (quello che provoca la ridarella!) utilizzato in anestesia insieme all’ossigeno e all’isoflurano (anestestico). Quindi nessuno è socffocato e tantomento si è provocata ipotossia (che non esiste). L’ipossia è un ridotto afflusso di ossigeno ai tessuti e in questo caso è stato provocato comprimendo temporaneamente il cordone ombelicale (Gardner DS, Fletcher AJ, Fowden AL, Giussani DA. A novel method for controlled and reversible long term
compression of the umbilical cord in fetal sheep. J Physiol. 2001;535:217–229, citato nell’articolo). Vorrei sapere dove c’è scritto che ..”sia le pecore che i piccoli, ormai devastati (per avere dei cateteri nei vasi?, forse non ha mai visto pazienti in rianimazione) sono stati uccisi.”. Sono stati misurati i livelli di ossigeno, CO2 e NO (che viene prodotto dai tessuti ed è un vasodilatatore: la cui azione è alla base del meccanismo della nitroglicerina utilizzata per l’angina pectoris – la famosa pastiglietta sotto la lingua). Tutto questo per mimare l’eclampsia (vada a cercarsi cosa è in un dizionario medico) e/o la pre-eclampsia che se non trattata porta a morte madre e bambino.

Che demolisce del tutto l’articolo.

(1)E che fra l’altro riporta chiaramente che

All procedures were performed under the UK Animals (Scientific Procedures) Act 1986 and were approved by the Ethical Review Committee of the University of Cambridge.

[Segnalazione] Come nasce un farmaco? Il ruolo della sperimentazione animale, da leganerd

Ottimo articolo di lega nerd che spiega sia qual’è la procedura che partendo da N molecole porta al singolo farmaco e che confuta alcune delle bufale animalare più diffuse riguardo ai fantomatici metodi sostitutivi della sperimentazione animale.

http://leganerd.com/2014/01/07/farmaco-sperimentazione-animale/

Da segnalare soprattutto il passaggio:

(…)Se ne deduce che tutti i farmaci messi in commercio fino ad oggi sono e devono essere testati su animali. Tutte le procedure chirurgiche sono sviluppate su animali. Tutti i device biomedicali (pacemakers, sonde) sono testati su animali. Tutta la strumentazione medica e diagnostica (radiografie,TAC, PET, risonanza) sono state sviluppate e sono implementate grazie a modelli animali. Fatta questa premessa, possiamo passare ai farmaci.(…)

Ergo per coerenza gli animalari dovrebbero rinunciare in blocco a tutta la medicina. Permessa solo la medicina alternativa (aka fuffa): omeopatia, cristalloterapia, fiori di bach, urinoterapia, bicarbonato, sale di wanna marchi… e gli strumenti diagnostici alternativi cruelity free(1): percezione dei chakra, tema natale, osservazione del volo degli uccelli, i-ching…

E al resto penserà lo zio Charles…

Charles Darwin nel 1855 (fonte wikimedia)
Sono Charles, risolvo problemi.

 

(1) Niente divinazione con lo studio delle viscere degli animali sacrificati, come facevano gli aruspici.

Questi son pericolosi…

Passi il ritenere che una merdona(1) abbia gli stessi diritti di una persona umana e che bisogna chiamare l’ambulanza se si ha la sfortuna di spiaccicarla in macchina…

Passi il ritenere l’uomo perfettamente uguale agli altri animali ma diverso perché dotato di etica e senso morale…

Passi il credere che basti il limone e il peperoncino per curare qualsiasi cosa…

Passi l’incazzarsi quando viene chiesto se sia giusto uccidere una zecca per salvare il cane o lasciar morire il cane per salvare la zecca…

Passi lo scrivere solenni idiozie su faccialibro  contro Caterina Simonsen…

Ma stavolta si è passato decisamente il segno, molto più dell’assalto allo stabulario di milano. Qui si sta istigando alla violenza, i manifesti con i nomi e i riferimenti di Scienziati appesi a Milano altro non sono che la ricerca di qualche squilibrato con la sindrome del paladino da strapazzo per fare il lavoro sporco e contemporaneamente lavarsi la coscienza con i soliti triti e ritriti: noi siamo contro la violenza ma… forse… non bisogna generalizzare… poche schegge impazzite…

No c’è un limite alla dialettica e passarlo significa essere in torto marcio, qualunque siano le motivazioni che portano a superare tale linea.  Al punto attuale non sono ammessi gli ignavi, o si è contro o si è conniventi.

Spero che le associazioni animaliste serie capiscano con cosa si stanno mescolando e comincino loro a denunciarli con forza, altrimenti a mescolarsi con pezzi informi di materia organica anfibia comunemente detta “merda” [cit. Sergente Hartman] si esce di colore marron e non molto profumati. E spero che le autorità comincino a prendere seri provvedimenti…

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/07/sperimentazione-animale-manifesti-contro-ricercatori-pubblicati-indirizzi-e-numeri-di-telefono

(1) Ratto delle chiaviche in cagliaritano

Gli animalari e l’effetto ventilatore…

Una delle domande fatte nei corsi di fisica era: ma se l’atomo è fatto soprattutto di vuoto perché la materia è solida?
La risposta, spiritosa, che dava un fisico delle particelle era l’effetto ventilatore; anche il ventilatore è vuoto fra le pale, però, perché non è salutare infilarci la mano?

La risposta è che il veloce movimento delle pale fa sembrare la superficie del ventilatore un disco pieno, sembra ci sia più roba di quanta ce ne sia realmente. Allo stesso modo su internet spesso una minoranza chiassosa può sembrare un gruppo molto maggiore di una maggioranza silenziosa. Come ad esempio avvenuto nella manifestazione animalara di domenica scorsa a milano; 300 attivisti animalari contro 800 persone a favore della sperimentazione animale, fonte corriere della sera. Gli animalari(1) hanno tutte le caratteristiche di un movimento che, per fortuna, sembra destinato a sparire a breve, pur causando danni che speriamo si possano riparare.

Sparire a breve perché?

  1. Uso del numero come motivazione autoreferenziale.  Quando un gruppo inizia a dire che hanno ragione perché sono tanti senza fornire ulteriori motivazioni, ovvero cade nella fallacia “ad populum”, significa che sta iniziando a scricchiolare e cerca di non perdere seguaci.
  2. Parlare solo per slogan. Un movimento che parla solo per slogan magari a breve attira ma nel medio periodo si dimostra per quello che è: un coacervo di urlatori che hanno il solo fine di urlare. Questo generalmente spinge ad allontanarsi chi non si vuole accontentare solo di urla ma gradisce qualcosa di concreto.
  3. Puntare solo alla “pars destruens” e non pensare alla “pars construens“, comportamento tipico dei vari “no questo, no quello”. Pensano solo in negativo ad eliminare il concetto, la cosa che odiano e non pensano in positivo al come si possa rimpiazzare o sostituire. Se si pensa alle grandi rivoluzioni, ad esempio in campo scientifico, una teoria accreditata e universalmente accettata viene abbandonata quando qualcuno propone una teoria migliore (più precisa, che consente di spiegare più fenomeni, più elegante…) e dimostra, dati alla mano, la sua superiorità rispetto al vecchio. Idem per la società, il lavoro minorile è stato ridotto ed eliminato grazie al progresso che ha ridotto il bisogno di forza lavoro per soddisfare i bisogni primari(2) e ha consentito di liberare forza lavoro per bisogni non primari e per investimenti(3). Se si tornasse all’agricoltura di sussistenza come era nella sardegna del 1850, altro che diritto allo studio e seghe mentali su università per tutti, moltissimi, tranne i più ricchi, finirebbero in campagna a zappare o a guardare le pecore.
    Togliere una cosa è difficile, molto più facile sostituirla con qualcosa che funziona meglio. Però per far ciò bisogna studiare, gli slogan non bastano.
  4. Alla fine nelle urne si contano i voti e non le urla in piazza, e se un movimento porta troppi pochi voti o viene coccolato solo da chi considera quei voti preziosi(4) oppure viene snobbato alla grande dalla politica(5).

C’è da sperare che il movimento non faccia ulteriori danni, anche se temo colpi di coda.

(1) Termine volutamente spregiativo per distinguerli da quelli che, ad esempio si occupano dei gatti e dei cani randagi oppure prestano attività realmente a favore della natura lavorando nelle oasi naturalistiche come la riserva di Monte Arcosu.

(2) Mangiare e vestirsi ad esempio.

(3) Si, far studiare le persone è un investimento che la società svolge per migliorarsi.

(4) I verdi italiani ad esempio, uno dei tanti ex partiti con così tanto seguito da poter svolgere i congressi in una cabina telefonica.

(5)Emblematica la parabola di dario fo, candidato a sindaco di milano. Prima delle elezioni, quando Fo faceva il fustigatore di berlusconi ed aveva molti ad applaudirlo nelle piazze sembrava che potesse spostare molti voti e la politica lo coccolava tanto tanto.  Quando la sua lista civica ha preso il 2,12% (fonte wikipedia) è finito, almeno riguardo alla politica nazionale, alquanto velocemente nel dimenticatoio.

Limone e peperoncino…

Ode in onore di

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.624522824255505.1073741841.199124936795298&type=1

limone e peperoncino
medicinale sopraffino
dolce al mattino
ma infiamma il sederino

al culo dà bruciore
ma cura il raffreddore
evito l’aspirina del dottore
che d’animali son difensore

son studiato ed informato
rifiuto quello su animali sperimentato
assassino da te non voglio esser curato
preferisco di ragadi l’ano martoriato.

neanche il gatto ho sverminato
ma ieri un verme bianco ho notato
dal sedere del micio s’è allontanato
dannati, coi morgellons l’avete contaminato.

Trovo positivo che si inizi ad usare l’ironia e a prendere per il culo quei pazzi convinti che i ricercatori siano solo pazzi sadici. Meglio che vengano divulgate il più possibile le loro enormi stupidaggini così da far render conto alla gggente con che razza di fanatici si ha a che fare.