Femminicidio, dove son le fonti?

Su twitter ho avuto una discussione interessante sul femminicidio

Paola ***
Se è stato coniato il termine femminicidio c’è un motivo ben preciso, ma te lo cerchi su internet eh

Shevathas‏
Creare un babau a tavolino per scroccare fondi e benefit.

Paola ***
ma fondi de che, ma le leggete le cronache e quanti uomini ammazzano mogli, fidanzate ecc. solo perché non vogliono piu stare con loro?

Shevathas‏ @shevathas 57 min57 minuti fa
se si analizzano i freddi numeri invece dei titoloni ad effetto, la realtà appare sotto una luce differente.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/11/femminicidio-numeri-sono-tutti-sbagliati/

antonella *** 54 min54 minuti fa
Un pezzo di 4 anni fa…aggiorni e svegli il suo cervello con fonti migliori

Shevathas‏ @shevathas 50 min50 minuti fa
le citi pure; numeri però non titoloni ad effetto.

antonella *** 49 min49 minuti fa
I numeri se li cerca da solo. E vada a far polemica su BALLE altrove.

Shevathas‏ @shevathas 48 min48 minuti fa
Risposta interessante. Non viene smentita la mia affermazione e contemporaneamente mi si accusa di dire balle.

antonella *** 45 min45 minuti fa
Continua a perder tempo provocando: pratica stupida. Si cerchi i numeri. Lei ha tw pezzo 2014 = balle.

Shevathas‏ @shevathas 42 min42 minuti fa
1/2 i numeri del 2016, fonte mininterno, danno 46 omicidi per causa passionale. (1)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/20/omicidi-in-italia-se-ne-commettono-sempre-meno-ma-non-tutte-le-regioni-sono-virtuose/3591930/

2/2 invece leggendo l’espresso si vede che il tasso di “femminicidi” è costante nel tempo almeno negli ultimi 5 anni (2)
http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/06/19/news/femminicidi-1.304466

antonella *** 40 min40 minuti fa
Vedo che continua a ciurlare nel manico. Stia bene. E se ci riesce, tolga il prosciutto quotidiano dagli occhi, e si abbeveri ad altre fonti

Shevathas‏ @shevathas 38 min38 minuti fa
Che fonti; può essere cortese da indicarle?

antonella *** 48 min48 minuti fa
SE LE CERCHI DA SOLO

Che posso dire sulla discussione? a quanto pare fa rabbia che venga messo in discussione il dogma: “il femminicidio è un tremendo problema”, soprattutto se i messaggi che avanzano dubbi citano fonti abbastanza attendibili, il fatto e l’espresso non sono fonti che puoi stroncare facilmente bollandole come fasciorazziste come ad esempio libero o il giornale, e non i miei messaggi non mi sembrano essere messaggi scritti da trogloditi con evidenti difficoltà grammaticali e capaci solo di insultare; i messaggi migliori per spararsi pose da povera martire perseguitata.
Ho chiesto, non mi sembra in maniera volgare, che mi venissero indicate le fonti “corrette”. La risposta son stati insulti e “cercatele”, ma non risposte precise come: guarda la tabella riportata da questo articolo.

Il rasoio di occam farebbe pensare che queste “mirabolanti” fonti non esistano oppure siano numeri ancora più gonfiati rispetto a quelli dell’espresso. Il classico giochetto di estendere il femminicidio da “omicidi” a generici atti di violenza, in maniera da far crescere esponenzialmente il numero di casi di femminicidio.

In pratica, le reazioni scomposte alla richiesta dei dati alla fine non son diventate altre che una ulteriore prova che il femminicidio altro non sia che un babau costruito a tavolino.

(1) l’articolo originale citato dal fatto è questo: http://www.lavoce.info/archives/46798/linarrestabile-declino-degli-omicidi/, articolo di due docenti universitari di sociologia e basato sui dati del ministero dell’interno.  Il classico articolo che è difficile da confutare con “miocuggino mi ha detto che la signora pina le ha riferito…”

(2) Interessante comunque nell’articolo dell’espresso i tentativi di allungare il brodo; ad esempio prima vengono presentati i numeri degli omicidi cui le vittime son donne e poi dopo si scrive che il femminicidio è causa di circa l’82% di tali omicidi.

 

Femminicidio, un babau costruito a tavolino.

Mentre alle femministe viene chiesto conto di quanto capitato a Colonia e dei loro tripli salti carpiati per evitare di dover ammettere che “ci son state difficoltà di convivenza” fra i diversi tipi di oppressi dalla società patriarcale dell’uomo bianco, ovvero loro e i “boveri” migranti, sul fatto compare questo articolo “demenziale” per tornare a parlare di femminicidio e magari evitare domande imbarazzanti su Colonia. Una sbrodolata di trentasette di atti violenti compiuti nei confronti delle donne, compresi, nella lista sette, omicidi. Nell’elenco compaiono anche casi come il sequestro del cellulare:

04.01.16. Verona. Schiaffi e sequestro del cellulare.

Bellissima la conclusione, molto diplomatica:

Un consiglio agli uomini: fatevi curare.
E un consiglio alle donne: meritate uomini migliori! Ci sono.
Buon anno.

Già la conclusione: “un consiglio agli uomini: fatevi curare” illustra bene il senso dell’articolo: generalizzare dei casi particolari per dimostrare la teoria donne tutte sante e uomini tutti malati (e fra virgolette: soldi e vantaggi a noi per risolvere questa emergenza costruita a tavolino)

Ma c’è dell’altro; una commentatrice, che si firma “goccia”,  si è messa a fare un poco di fact checking sugli omicidi riportati in quella lista:

io, invece, ho controllato soltanto i 7 casi di donnicidio citati tra i quali:
– Roberta Pierini uccisa insieme al marito dal fidanzato della figlia con il concorso della stessa figlia per aver ostacolato la loro relazione
– – Maria Migliore è stata uccisa per “vendetta trasversale tra malavitosi legata a un commercio di droga” e gli accusati sono un uomo e sua figlia con il fidanzato
– Lia Cotronea, 88 anni, malata di demenza senile soffocata dal marito 90enne che non reggeva più la situazione e “non voleva cedere alla necessità che fosse portata in una struttura”
– Simona Simonini uccisa dal convivente (forse entrambi sotto sostanze psicotrope e alcol), coppia di un rapporto “malato” e reciprocamente violento tanto che in precedenza anche la donna era stata condannata per il tentato omicidio del compagno
– Annamaria Cenciarini uccisa dal figlio 21enne che sarà sottoposto a perizia psichiatrica in quanto, per esempio, “da due anni viveva chiuso dentro casa e usciva dalla finestra della sua stanza, mai dalla porta, raccontano perplessi i vicini, prigioniero dei suoi deliri d’onnipotenza”

E su alcuni femminicidi denunciati nel 2013

comunque, le cito altri casi conteggiati nel 2013 (ripeto, solo alcuni a scopo esemplificativo) :
Daniela Crispolti, e Margherita Peccati Uccise da un imprenditore per finanziamento negato ( http://www.vip.it/strage-di-pe… )
Daniela Saboting uccisa da un conoscente per ereditàhttp://www.unpost.it/2013/06/0…
Maria e Laura Isgrò disabili psichiche avvelenate dal fratello disperato che si uccide nello stesso modohttp://www.gazzettadelsud.it/n…
Agnese M. Coscia 62 uccisa dal figlio e amico sorpresi a rubare per la droga ( http://www.ilmattino.it/casert… )
Elena Monni madre e figlio hanno scritto l’ intenzione di uccidersi perché non sopportavano la loro «vita di stenti» (http://milano.corriere.it/mila… )
e scappo via causa ritardo personale… buona serata e a presto 🙂

Che dire? alla luce della conclusione dell’articolo, e dei commenti sugli omicidi ivi riportati, l’impressione che il femminicidio e tutto il codazzo di manifestazioni annesse come le scarpette rosse o le urla (con simultanee richieste di fondi e di benefit vari) non siano altro che fenomeni costruiti a tavolino e pompati dai media affinché alcune possano lucrarci alla grande.

E tutto questo starnazzare porterà sicuramente, come controindicazione, che i reali casi drammatici passeranno sotto silenzio perché mescolati con tanti casi gonfiati ad arte. Alla fine il più grande nemico delle donne son proprio le femministe.

la dabbenaggine del giornale e il selfie del terrorista

Con gli attentati di parigi è tutto un fiorire di bufale sulla vicenda, alcune verosimili altre completamente demenziali. E la cosa sconfortante non è tanto il numero di “youtube graduate” e “tuttologi di facebook” che acriticamente condividono quanto il numero di testate giornalistiche “serie” che ci son cascate con entrambi i piedi.

Come nel caso del selfie del terrorista, che in realtà è la foto di un giornalista canadese malamente ritoccata, da notare la chicca del dildo sullo sfondo.

Da un cretino su FB non posso pretendere niente, da un giornalista professionista invece pretendo che ci sia almeno un minimo di verifica delle fonti e non che ci si precipiti ad urlare il titolone ad effetto stile “novella 2000”. Forse un motivo della crisi dei giornali è proprio quella, manca il valore aggiunto, l’analisi della notizia, la verifica delle fonti e l’autorevolezza nell’esprimere i propri commenti. Se il giornale diventa come FB è logico che perda, e perda alla grande, tanti idioti che scrivono e rilanciano idiozie gratis uccidono, economicamente, qualsiasi businnes basato sul pagare persone per scrivere idiozie(1).

Forse la prossima volta, prima di piangere “italiani zotici ignoranti” forse sarebbe opportuno un poco di autocritica sul genere di clientela cui si sta mirando.

(1) Lercio lo considero invece un valido esempio di satira intelligente. E i suoi redattori possono dare lezioni di autorevolezza a molti pseudo giornalisti iscritti all’ordine.

Attendibilità dei giornali

Repubblica parla dell’ISIS. Usando come fonte Lercio.it

Non faccio commenti: sarebbero inutili. Bastano i fatti per mostrare come si lavora male e come si pubblica qualunque cosa senza uno straccio di verifica nelle redazioni dei giornali, ossia in quei posti dove in teoria ci dovrebbero essere un direttore responsabile, un codice dentologico e un Ordine dei Giornalisti a vigilare: per parlare di un argomento serio e delicatissimo come il terrorismo dell’ISIS, Repubblica ha usato come fonte il sito satirico Lercio.it. […]

da: http://attivissimo.blogspot.it/2015/02/repubblica-parla-dellisis-usando-come.html

Che dire: alla fine è inutile lamentarsi della morte dei giornali se degli stupidi programmi informatici di indicizzazione riescono a far molto meglio di loro…

anche questa settimana c’è la partita del secolo…

Stavo leggendo che adesso c’è la ressa agli ospedali e la corsa alla vaccinazione stagionale. Quello che avevo previsto in questo articolo(1) si è avverato. E ovviamente i giornalisti invece di fare un poco di autocritica su titoloni sparati di vaccini killer scaricano tutte le colpe al ministro lorenzin, colpevole, a detta loro, di non essere intervenuta quando si urlava ai vaccini killer.

Questa vicenda spiega benissimo come mai la stampa perda credibilità e la parte più affidabile dei giornali sia l’oroscopo(2). Oramai la stampa per attrarre lettori deve sparare titoloni ad effetto, anche se sono poco attinenti al contenuto dell’articolo, deve spettacolarizzare all’eccesso qualsiasi cosa e deve urlare più forte dei concorrenti comportano come quei giornali sportivi che ogni settimana, per invogliare all’acquisto, parlano della partita del secolo, anche se è solo l’amichevole estiva fra l’Atletico Pabarile e il Montecrastu.

Cosa già vista con l’influenza suina: sei mesi prima titoloni come “arriva l’influenza killer”, “l’influenza, nibiru e i maya, finirà il mondo nel 2012?”, “influenza killer e i vaccini latitano, colpa del ministero della sanità“.

Sei mesi dopo, dopo che si è visto che l’influenza suina era solo una influenza fuori stagione, titolavano “spesi millemila euro in inutili vaccini, colpa del ministero della sanità“. Gli stessi giornalisti e gli stessi giornali. Prima fanno i danni e poi, se big pharma aprofitta delle loro dabbenaggine, si mondano da tutte le colpe accusando il ministero della sanità di aver fatto la solita marchetta per l’acquisto di vaccini… Ma nessuna autocritica, nessun: forse avevamo esagerato noi nei titoli.

Salvo incavolarsi quando il giornale non viene acquistato perché ritenuto un coacervo di cazzari.

(1) Previsione estremamente difficile, tanto quanto il prevedere che il giorno di ferragosto, in italia, sarà mediamente più caldo del giorno di natale.

(2) Previsioni talmente generiche e vaghe che possono tranquillamente essere ritenute vere. $vostro_segno_zodiacale: succederà qualcosa.

vaccini, stampa e vaccate

Stavo leggendo questo articolo http://www.wittgenstein.it/2014/12/04/vaccini-fluad/ ed è abbastanza sconfortante. La notizia di una possibile connessione fra le morti dei pensionati e i vaccini è stata urlata in ogni dove ed in ogni quando.

La notizia che invece i vaccini sono innocenti e le morti sono solamente una casualità quasi censurata.

Le gare a chi spara le maggiori previsioni catastrofiche forse faranno vendere qualche copia in più ma che conseguenze possono avere? Non son bastate le gravi epidemie di morbillo per far capire ai giornalisti che “scrivere cazzate” oltre a non essere informare può anche causare danni?

 

Un esempio di pessima cronaca giudiziaria.

stavo leggendo questa notizia del fatto quotidiano  riguardo all’arresto ai domiciliari di un professore di Cagliari per violenza contro alcune sue studentesse. La vicenda è, come ovvio, abbastanza prurignosa. L’articolo comunque mi ha colpito non tanto per il contenuto ma per la forma visto che è un esempio abbastanza chiaro di come i media italiani non facciano informazione ma semplicemente gossip scandalistico, più che informare tendono a stuzzicare i lettori con particolari piccanti ma irrilevanti nella vicenda. Anzi spesso tendono ad anticipare il verdetto dipingendo la persona cui si indaga come il cattivo dei film e portando le persone a pensare che una persona così abietta non può non essere(1) il colpevole.

Una studentessa minorenne in lacrime stuprata in classe dal professore mentre una compagna controllava la porta perché non entrasse nessuno. E’ uno degli episodi che emergono dall’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di un docente di matematica dell’istituto magistrale di Cagliari, accusato di violenza sessuale, atti sessuali con minorenni e concussione. (…)

Già dall’attacco dell’articolo si nota che non viene data una notizia ma viene fatto gossip giudiziario, la scena descritta è evocativa anche se a leggerla sembra che ci sia stata una aggressione alla studentessa mentre un altra, complice del professore, faceva da palo. Poco verosimile a meno che il consenso non sia stato estorto con minacce e basta, difficilmente una aggressione a scuola ha successo. Da notare un altra cosa: in italia il reato di atti sessuali con minorenni non esiste, o l’atto avviene con minori di 14 anni (minori di 16 in certi casi) ed è violenza oppure se il minore è consenziente non vi è alcun reato(2). Il reato di atti sessuali con minorenni è stato istituito dai giornali italiani, soprattutto quelli che vendono sdegno un tanto al chilo, a seguito della vicenda del bunga-bunga.

 

Secondo le indagini l’uomo ha ricattato e minacciato alcune studentesse, fra i 15 ed i 18 anni, promettendo loro un bel voto se avessero fatto sesso con lui. (…)

Frase scritta in maniera pessima; se promette un bel voto per far sesso non è ricatto o minaccia, al più concussione.

Il caso è divenuto noto lo scorso marzo, quando un gruppo di genitori ha accusato il professore di “fare lezioni di sesso e non di matematica” parlando alle allieve di “catene, frustini, manette e pillola del giorno dopo“,

posso capire catene e frustini ma la “pillola del giorno dopo”, per quanto sia un argomento delicato non mi sembra che sia una grave colpa che se ne parli a scuola… posso capire i discorsi sul sadomaso che sono abbastanza inappropriati ma mi sembra tirato per i cappelli mescolarci la pillola del giorno dopo(3). A meno che non ci si voglia arruffianare le cattointegraliste, quelle per cui giovanardi e la binetti son due pornodivi libertini…

senza sapere, però, che da tre anni il docente era sotto inchiesta e che continuava a minacciare alcune alunne per costringerle a non raccontare nulla di quanto accaduto. Le vittime sarebbero state almeno una decina di studentesse. Per la sua discutibile “didattica”, il docente era stato anche sospeso dall’insegnamento alla fine dello scorso anno scolastico, ma a breve avrebbe dovuto riprendere la cattedra. I casi accertati sono accaduti tra il 2005 e il 2007, ma ora gli investigatori stanno cercando di scoprire se ci sono stati episodi più recenti, tanto che ieri sono state perquisite alcune abitazioni dell’uomo, dove sono state trovate  attrezzature di un set fotografico, abbigliamento sexy, giocattoli erotici e tutto l’occorrente per scattare foto a luci rosse (mascherine, vibratori, manette, collant). Materiale che a quanto pare il professore, secondo quanto da lui dichiarato agli investigatori, avrebbe utilizzato per servizi fotografici e calendari. Il materiale informatico e le macchine fotografiche sequestrate saranno analizzate dalla polizia postale alla ricerca di eventuali immagini dei presunti rapporti sessuali con le studentesse.

il cuore dell’articolo e quello che mi lascia alquanto perplesso: “una decina di casi fra il 2005 e il 2007, e ci si muove adesso indagando per verificare se non siano successi altri episodi più recenti”. Ma siamo pazzi? se gli episodi del 2005 e del 2007 son veri credo bastino quelli a togliere qualsiasi tipo di cattedra all’inquisito, perché non ci si è attivati prima?
Seconda cosa: a cosa serve sapere cosa è stato trovato durante le perquisizioni? Non c’è niente di illecito nel possedere attrezzature di set fotografico, abbigliamento sexy, giocattoli erotici. Delle due una: o il tizio ha scattato foto porno di minorenni e quindi è giusto venga legnato per quello, oppure non le ha scattate; il reato è la pornografia minorile non il possesso di “vibratori” e “collant”…

A cosa serve quindi dare questi dettagli? A dipingere l’inquisito come il mostro e anticipare con il giudizio morale il giudizio “processuale”, altri classico vezzo di molti giornalisti giudiziari.

Una pessima vicenda descritta male da un pessimo articolo.

L’unico mio auspicio sulla vicenda è che si faccia chiarezza quanto prima, soprattutto a tutela degli studenti.

(1) Frase simbolo dei teoremi giudiziari…

(2) L’età del consenso in Italia: http://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_consenso

(3) Il sadomaso fra due adulti e consenzienti non è reato, come al solito si contrabbanda la morale per la legge.

 

I giornali: notizie o racconti ?

Le sentenze non si discutono, si applicano.
Anonimo Manettaro alla sentenza di I grado

Applicare quella sentenza è criminale.
Anonimo Manettaro alla sentenza di II grado

Stavo seguendo la vicenda dell’assoluzione di Berlusconi all’appello del processo Ruby. Le reazioni di alcuni giornali e alcuni giornalisti le trovo emblematiche; emblematiche del fatto che i giornali non raccontano fatti e su questi riportano le opinioni dei giornalisti ma raccontano romanzi dove il bene combatte il male.

E tutte le volte che i fatti, come l’assoluzione, contrastano con la trama del romanzo sbroccano e cercano, usando qualche deus ex machina, di riportare la trama nel suo alveo ottenendo effetti che vanno dal penoso al demenziale.

Prendiamo il caso Berlusconi: per tutta la durata del processo s’è parlato di prostituzione minorile e che il Berlu si sarebbe fatto Ruby. Adesso l’assoluzione di berlusconi sarebbe dovuta al cambio della legge sulla concussione. Berlusconi, per la sentenza di II grado, non ha commesso concussione.

Ma cosa c’entrano la prostituzione minorile e la concussione? per stabilire se quella telefonata fosse stata concussione era così importante stabilire l’esatta età di Ruby? Mah mi sembra semplicemente assurdo.

E poi si chiedono della loro perdita di credibilità…

 

Femminicidio

Ottimo articolo sul fatto quotidiano del prof. Tonello, con i numeri del fenomeno che lo ridimensionano grandemente.
L’articolo conferma quello che avevo già sospettato, e cioè che il femminicidio è una parola feticcio usata per manipolare emotivamente l’opinione pubblica allo stesso modo, ad esempio, degli stupri commessi dagli extracomunitari, dall’allarme sars etc. etc.
I giornali ne parlano ossessivamente e, funzionando come una lente distorcente, tendono ad ingrandire enormemente il problema.(1)

Vediamo ad esempio la definizione, riportata da somma e de maglie di femminicidio

Femminicidio termine teorizzato da Marcela Lagarde, antropologa messicana e qualunque atto di violenza compresa l uccisione, nei confronti di una donna in quanto donna, perche’ non rispetta un codice di comportamento imposto dalla morale, la tradizione, la religione. Per femicidio si intende la sola uccisione e il termine e’ stato teorizzato da Diane Russel.

Imho già nella definizione di femminicidio si notano due scorrettezze: in primo luogo la desinenza “cidio” indica, nella lingua italiana, la morte a causa di azioni violente; (infanticidio, suicidio, genocidio), non la generica azione violenta. Quindi il parlare di femminicidio intendendo qualunque atto di violenza è fuorviante allo stesso modo in cui si tende a parlare di vivisezione nel caso di sperimentazione animale.  Secondariamente anche le motivazioni per distinguere i casi di femminicidio sono abbastanza fumose: se il movente fosse, ad esempio, intascare l’assicurazione sulla vita della moglie, avremmo un caso di femminicidio o di omicidio? Come classificare ad esempio i  casi di omicidio-suicidio? e i suicidi di coppia?

Terza cosa la definizione di violenza è abbastanza vaga che può comprendere tutto e il contrario di tutto; secondo la definizione sia un singolo schiaffo volato durante un litigio accesso, magari per una mancata precedenza, che una donna che, a causa del marito, finisce all’ospedale con gli occhi neri ed un paio di costole incrinate sono femminicidio. Beh provate a sostituire omicidio in un qualsiasi articolo che parla di violenza “fra maschietti” e rendetevi conto dell’effetto.

Omicidio: l’arbitro lo espelle e Tizio, giocatore del pincopallo footbal club da una sberla all’arbitro.

Tizi fa un occhio nero a Caio, colpevole di non aver rispettato uno stop. Tizio è inquisito per omicidio.

 

Vediamo adesso anche i numeri; de maglie e somma in questo articolo parlano di 129 donne uccise, causa femminicidio, nel 2011. Tanto per avere un riferimento secondo l’istat in quell’anno sono morte 855 donne a causa di incidenti stradali.  (http://www.istat.it/it/archivio/73732, Tavola 2.27). Quindi per una donna morta a causa di atti violenti compiuti da partner e/o persone della cerchia familiare, ci son 14 donne morte per incidenti stradali.  Eppure il problema è il femminicidio e non la sicurezza stradale.  Imho trasformare la violenza contro le donne, in un babau a cui alla fine, con l’esclusione di qualche nazifemminista, non ci crede più nessuno è il modo migliore per peggiorare la situazione di chi, non per colpa sua, si trova in situazioni di reale disagio.

(1) Uno dei trucchi usati dalla pubblicità di concorsi a premi, giochi d’azzardo e casinò è di parlare solo dei vincitori e non di chi ha giocato ed ha perso così da dare l’impressione che chiunque gioca automaticamente vince. Capisco che la notizia sia Tizio che ha vinto un premio, magari il primo, alla lotteria Italia e non il 99% degli acquirenti di biglietti che hanno comprato il tagliando e non hanno vinto.