postverità e 1984

Riguardo alla vicenda di Codroipo c’è anche un’altra considerazione da fare; repbbulica aveva scritto la cavolata e, come ha notato puente, poi ha cercato di mettere una pezza cambiando l’articolo di giornale invece di pubblicare una smentita. Questo giochetto era stato fatto anche per la vicenda della aspirante cameriera di Venezia che avrebbe ricevuto insulti razzisti in un colloquio di lavoro, storiella poi rivelatasi essere una bufala (qui).

Che dire? credo che una bella fetta di responsabilità riguardo alla postverità l’abbiano i media che giocano a fare i piccoli Winston Smith1 correggendo continuamente il passato invece di ammettere di aver preso una cantonata. Di fatto si stanno sputtanando da soli mostrando di essere pasticcioni inaffidabili ed incapaci di ammettere gli errori e questo favorisce proprio chi ha interesse a dare “il colpo di grazia” alla credibilità dei giornali mostrando impietosamente come questi ultimi non parlino della “realtà” quanto la usino come pretesto per raccontare storie che prendono i lettori. Porgendo però il fianco a chi accusa loro non di scrivere notizie ma romanzi e favolette.

Spiace dirlo ma i “cani da guardia del potere” stanno facendo tanto la figura degli allocchi e degli sparaballe. E la condanna per gli sparaballe è di non essere creduti quando dicono il vero.


  1. il protagonista del romanzo “1984“; il suo compito è di “correggere” i libri e gli articoli di giornale già pubblicati, modificandoli in modo da rendere riscontrabili e veritiere le previsioni fatte dal Partito. 
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la macchina del fango…

Hanno nominato i nuovi presidenti ed è partita di nuovo la macchina del fango.

Stavo leggendo questa notizia di Repubblica

Premessa: ogni ufficio politico, sindaco, assessore regionale, parlamentare, ministro ha a disposizione uno staff di supporto i cui membri vengono scelti a discrezione del politico. La durata di tali membri è legata alla durata dell’ufficio di gabinetto del politico di riferimento. Quando il politico molla il suo ufficio di gabinetto cessa di funzionare e tutto il personale torna a casa. Questo perché per la delicatezza di tali ruoli è essenziale ci debbano essere persone di stretta fiducia del politico. Faccio notare come, nonostante sia vero quanto scrive repubblica, nessun magistrato ha aperto un fascicolo sulla vicenda, fascicolo che nel caso si fosse cercato di taroccare gli esiti di una selezione, sarebbe stato sacrosanto aprire. Ciò significa che quanto fatto per quanto poco opportuno non è illegale.

Vediamo la notizia

Era il 2005. Maria Elisabetta Alberti Casellati, fedelissima del Cavaliere, si trovò a ricoprire la carica di sottosegretario al Ministero della Salute, guidato all’epoca dal “tecnico” Girolamo Sirchia.

Appena insediata, non perse tempo e piazzò a capo della segreteria del dicastero la figlia Ludovica. Inevitabili, piovvero sulla sua testa le accuse di familismo e clientelismo. Proprio a lei, esponente di un governo a guida Berlusconi, il premier dell'”Italia Azienda” che aveva giurato di fare piazza pulita della vecchia politica e dei suoi metodi.

Casellati non restò in silenzio. O meglio, fu la figlia Ludovica a rispondere a chi la accusava di aver sorpassato a destra (sic) tutti gli altri possibili e meritevoli candidati grazie al cuore della mamma che aveva fatto in modo che il suo curriculum finisse in pole position. Raccontando a mezzo stampa di averci messo 10 anni a liberarsi dell’etichetta “figlia di” e di essersi guadagnata l’assunzione sul campo, grazie a una professionalità nota solo a chi la conosceva davvero. Davvero pochi, quanto meno nella sanità, dove il suo nome non perveniva nelle ricerche incrociate seguite alla polemica. Lo “skill” nella Salute di Ludovica, proprio un segreto custodito gelosamente, difficilmente intuibile dalla precedente carriera manageriale trascorsa in Publitalia, la concessionaria Mediaset per la pubblicità.

Faccio notare come la scelta delle parole porti a pensare alla solita accozzata, senza alcune competenza, fatta assumere nel posto pubblico, usato, come al solito come bene privato dai politici; e questo fa notare come i giudizi su una vicenda spesso dipendano da come tale vicenda viene presentata.

Tanto per mettere i puntini sulle i

  • Il capo della segreteria di un ministro si occupa di organizzare le attività del ministro, visite, discorsi, altre attività istituzionali. Non ha alcun compito amministrativo, per quello esiste la struttura amministrativa del ministero, e neppure di consulenza visto che il ministro può chiamare consulenti specifici su questo o quello. Ergo la competenza nelle attività del ministero per quanto gradita non è richiesta.
  • Il capo della segreteria viene scelto ad arbitrio dal ministro e risponde solo a lui del suo operato.
  • Per esperienza tali posti rientrano nei “manuali cencelli”, ovvero vengono usati come merce di scambio o per saldare alleanze: il fedelissimo del ministro Tizio dirige la segreteria del ministro Caio e viceversa. Solita banale politica.

Quel vizio è comune a tutti i partiti politici; tanto per fare qualche esempio qui un articolo che parla di Michele Emilano e della nomina, legittima, della sua compagna come portavoce, qui invece si parla dei grillini.

Mi verrebbe da dire: chi è senza peccato scagli la prima pietra. Notare comunque come dei fatti, veri e senza alcuna rilevanza penale ma, paradossalmente, anche comprensibili e giustificabili, vengano presentati in una maniera facilmente fraintendibile.

Buffo che spesso chi compie simili giochetti è lo stesso che si lamenta delle fake news e della macchina del fango…

Malagiustizia o malainformazione?

Ottimo articolo di Davide Giacalone che analizza l’ennesima sentenza “scandalo” della corte di cassazione; scandalo dovuto ad una lettura approssimata della sentenza e dall’esigenza, da parte della stampa di sparare il titolo scandalistico ad effetto.
Da notare anche che puntualmente per sentenze, come quelle su Riina o sui jeans e lo stupro, platealmente sbagliate e ovviamente “cassate” dalla corte di cassazione, si polemizzi contro quest’ultima e non contro le corti che invece hanno materialmente scritto gli strafalcioni individuati e corretti.
Da notare anche l’assenza dell’ANM e del CSM a difendere la Corte di Cassazione; a malignare direi che la Corte di Cassazione ha le spalle più robuste del giudice di primo o secondo grado e lo star zitti nel difenderla evita anche di dover evidenziare che l’errore da essa corretto è stato fatto da un magistrato dei gradi inferiori.

Sorgente: Davide Giacalone.it (grassetti miei)

Orrore adottivo

La Corte di cassazione ha dunque stabilito che se si ammazza il figlio si merita l’ergastolo, ma se il figlio è adottivo no, perché vale meno. Tale bestialità è stata detta e ripetuta, nell’informare l’opinione pubblica circa il caso di un moldavo, che aveva accoppato il figlio, “solo” adottivo, a coltellate. Condannato all’ergastolo in primo e secondo grado, salvo vedere cancellare tutto da una cassazione in preda al delirio. Inutile meravigliarsi se l’Italia è un Paese sempre più orfano di giustizia, dato che questo è il livello di chi riporta e commenta le notizie.

La questione è del tutto diversa e, per quanto possibile, ben più grave di quel che si vuol fare apparire. Per capire si deve partire dall’articolo 577 del codice penale, che riporto integralmente (depurato dal giuridichese), essendo chiaro a chiunque lo legga. Il presupposto è l’assassinio: “Si applica la pena dell’ergastolo se (…): 1. contro l’ascendete o il discendente; 2. col mezzo di sostanze venefiche, ovvero con altro mezzo insidioso; 3. con premeditazione; 4. con concorso di talune circostanze aggravanti (…)”. Ascendenti e discendenti sarebbero genitori e figli. Le aggravanti da ultimo richiamate si riferiscono all’avere agito per motivi “abietti o futili”, oppure all’avere inferto sevizie. Secondo comma, quello decisivo: “La pena è della reclusione da ventiquattro a trenta anni, se il fatto è commesso contro il coniuge, il fratello o la sorella, il padre o la madre adottivi, o il figlio adottivo, o contro affine in linea retta”. L’affine è il coniuge o un suo parente.

Dunque: l’ergastolo può ben essere dato anche se il morto ammazzato è un perfetto sconosciuto all’assassino, ma se quella pena è motivata con il fatto che il morto è un ascendente o discendente, mentre quello non lo è, la cassazione ha il dovere di annullare la condanna.Sono le Corti di merito ad avere sbagliato nel motivare l’ergastolo, non la cassazione nell’averlo fatto rilevare. L’ergastolo è la pena che si assegna quando c’è un omicidio e ci sono le aggravanti, se si sbaglia a contestare le aggravanti resta l’omicidio, ma cade la condanna all’ergastolo. Non è finita.

L’assassino ha accoltellato il figlio perché quello stava difendendo la madre adottiva, tanto che il moldavo è anche accusato di tentato omicidio. In più la signora lo aveva più volte denunciato, per i suoi atti di violenza, rivolgendosi sia alle forze dell’ordine che al comune. Dopo il tragico epilogo la signora ha denunciato l’Italia alla Corte europea per i diritti dell’uomo, ottenendone la condanna, proprio perché tutte quelle sue denunce erano cadute nel vuoto. Quindi: abbiamo un uomo violento, più volte denunciato, che torna a casa e prova ad ammazzare la moglie, si mette in mezzo il figlio adottivo e lui lo ammazza. A fronte di tutto questo i tribunali di merito lo condannano all’ergastolo contestando l’aggravante sbagliata. Questa sì che è roba da far gridare al cielo. Questa e le denunce inutili.

Ma la grande e monocorde macchina dell’informazione non trova di meglio che dire: la cassazione cancella l’ergastolo perché ritiene l’adottivo meno importante del naturale. Per forza che in Italia la giustizia divorzia dal diritto. (…)

Ricordo le tante proteste per la sentenza dei jeans e stupro, le polemiche su riina. Uno dei problemi dell’italia è il dogma dell’infallibilità del giudice; dogma duramente messo alla prova quando due corti sullo stesso fatto sentenziano in maniera perfettamente opposta. Serve una seria riforma della giustizia e serve anche poter tirare le orecchie a chi, vuoi per malafede vuoi per banale dabbenaggine, sbaglia.

Sicuramente c’è stata malagiustizia, non nella corte di Cassazione ma in quella precedente, e sicuramente c’è malainformazione. Malainformazione che mira a creare scandali ad effetto per vendere. E pazienza se per vendere si crea tanta altra sfiducia sulla magistratura.

Femminicidio, dove son le fonti?

Su twitter ho avuto una discussione interessante sul femminicidio

Paola ***
Se è stato coniato il termine femminicidio c’è un motivo ben preciso, ma te lo cerchi su internet eh

Shevathas‏
Creare un babau a tavolino per scroccare fondi e benefit.

Paola ***
ma fondi de che, ma le leggete le cronache e quanti uomini ammazzano mogli, fidanzate ecc. solo perché non vogliono piu stare con loro?

Shevathas‏ @shevathas 57 min57 minuti fa
se si analizzano i freddi numeri invece dei titoloni ad effetto, la realtà appare sotto una luce differente.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/11/femminicidio-numeri-sono-tutti-sbagliati/

antonella *** 54 min54 minuti fa
Un pezzo di 4 anni fa…aggiorni e svegli il suo cervello con fonti migliori

Shevathas‏ @shevathas 50 min50 minuti fa
le citi pure; numeri però non titoloni ad effetto.

antonella *** 49 min49 minuti fa
I numeri se li cerca da solo. E vada a far polemica su BALLE altrove.

Shevathas‏ @shevathas 48 min48 minuti fa
Risposta interessante. Non viene smentita la mia affermazione e contemporaneamente mi si accusa di dire balle.

antonella *** 45 min45 minuti fa
Continua a perder tempo provocando: pratica stupida. Si cerchi i numeri. Lei ha tw pezzo 2014 = balle.

Shevathas‏ @shevathas 42 min42 minuti fa
1/2 i numeri del 2016, fonte mininterno, danno 46 omicidi per causa passionale. (1)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/20/omicidi-in-italia-se-ne-commettono-sempre-meno-ma-non-tutte-le-regioni-sono-virtuose/3591930/

2/2 invece leggendo l’espresso si vede che il tasso di “femminicidi” è costante nel tempo almeno negli ultimi 5 anni (2)
http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/06/19/news/femminicidi-1.304466

antonella *** 40 min40 minuti fa
Vedo che continua a ciurlare nel manico. Stia bene. E se ci riesce, tolga il prosciutto quotidiano dagli occhi, e si abbeveri ad altre fonti

Shevathas‏ @shevathas 38 min38 minuti fa
Che fonti; può essere cortese da indicarle?

antonella *** 48 min48 minuti fa
SE LE CERCHI DA SOLO

Che posso dire sulla discussione? a quanto pare fa rabbia che venga messo in discussione il dogma: “il femminicidio è un tremendo problema”, soprattutto se i messaggi che avanzano dubbi citano fonti abbastanza attendibili, il fatto e l’espresso non sono fonti che puoi stroncare facilmente bollandole come fasciorazziste come ad esempio libero o il giornale, e non i miei messaggi non mi sembrano essere messaggi scritti da trogloditi con evidenti difficoltà grammaticali e capaci solo di insultare; i messaggi migliori per spararsi pose da povera martire perseguitata.
Ho chiesto, non mi sembra in maniera volgare, che mi venissero indicate le fonti “corrette”. La risposta son stati insulti e “cercatele”, ma non risposte precise come: guarda la tabella riportata da questo articolo.

Il rasoio di occam farebbe pensare che queste “mirabolanti” fonti non esistano oppure siano numeri ancora più gonfiati rispetto a quelli dell’espresso. Il classico giochetto di estendere il femminicidio da “omicidi” a generici atti di violenza, in maniera da far crescere esponenzialmente il numero di casi di femminicidio.

In pratica, le reazioni scomposte alla richiesta dei dati alla fine non son diventate altre che una ulteriore prova che il femminicidio altro non sia che un babau costruito a tavolino.

(1) l’articolo originale citato dal fatto è questo: http://www.lavoce.info/archives/46798/linarrestabile-declino-degli-omicidi/, articolo di due docenti universitari di sociologia e basato sui dati del ministero dell’interno.  Il classico articolo che è difficile da confutare con “miocuggino mi ha detto che la signora pina le ha riferito…”

(2) Interessante comunque nell’articolo dell’espresso i tentativi di allungare il brodo; ad esempio prima vengono presentati i numeri degli omicidi cui le vittime son donne e poi dopo si scrive che il femminicidio è causa di circa l’82% di tali omicidi.

 

Femminicidio, un babau costruito a tavolino.

Mentre alle femministe viene chiesto conto di quanto capitato a Colonia e dei loro tripli salti carpiati per evitare di dover ammettere che “ci son state difficoltà di convivenza” fra i diversi tipi di oppressi dalla società patriarcale dell’uomo bianco, ovvero loro e i “boveri” migranti, sul fatto compare questo articolo “demenziale” per tornare a parlare di femminicidio e magari evitare domande imbarazzanti su Colonia. Una sbrodolata di trentasette di atti violenti compiuti nei confronti delle donne, compresi, nella lista sette, omicidi. Nell’elenco compaiono anche casi come il sequestro del cellulare:

04.01.16. Verona. Schiaffi e sequestro del cellulare.

Bellissima la conclusione, molto diplomatica:

Un consiglio agli uomini: fatevi curare.
E un consiglio alle donne: meritate uomini migliori! Ci sono.
Buon anno.

Già la conclusione: “un consiglio agli uomini: fatevi curare” illustra bene il senso dell’articolo: generalizzare dei casi particolari per dimostrare la teoria donne tutte sante e uomini tutti malati (e fra virgolette: soldi e vantaggi a noi per risolvere questa emergenza costruita a tavolino)

Ma c’è dell’altro; una commentatrice, che si firma “goccia”,  si è messa a fare un poco di fact checking sugli omicidi riportati in quella lista:

io, invece, ho controllato soltanto i 7 casi di donnicidio citati tra i quali:
– Roberta Pierini uccisa insieme al marito dal fidanzato della figlia con il concorso della stessa figlia per aver ostacolato la loro relazione
– – Maria Migliore è stata uccisa per “vendetta trasversale tra malavitosi legata a un commercio di droga” e gli accusati sono un uomo e sua figlia con il fidanzato
– Lia Cotronea, 88 anni, malata di demenza senile soffocata dal marito 90enne che non reggeva più la situazione e “non voleva cedere alla necessità che fosse portata in una struttura”
– Simona Simonini uccisa dal convivente (forse entrambi sotto sostanze psicotrope e alcol), coppia di un rapporto “malato” e reciprocamente violento tanto che in precedenza anche la donna era stata condannata per il tentato omicidio del compagno
– Annamaria Cenciarini uccisa dal figlio 21enne che sarà sottoposto a perizia psichiatrica in quanto, per esempio, “da due anni viveva chiuso dentro casa e usciva dalla finestra della sua stanza, mai dalla porta, raccontano perplessi i vicini, prigioniero dei suoi deliri d’onnipotenza”

E su alcuni femminicidi denunciati nel 2013

comunque, le cito altri casi conteggiati nel 2013 (ripeto, solo alcuni a scopo esemplificativo) :
Daniela Crispolti, e Margherita Peccati Uccise da un imprenditore per finanziamento negato ( http://www.vip.it/strage-di-pe… )
Daniela Saboting uccisa da un conoscente per ereditàhttp://www.unpost.it/2013/06/0…
Maria e Laura Isgrò disabili psichiche avvelenate dal fratello disperato che si uccide nello stesso modohttp://www.gazzettadelsud.it/n…
Agnese M. Coscia 62 uccisa dal figlio e amico sorpresi a rubare per la droga ( http://www.ilmattino.it/casert… )
Elena Monni madre e figlio hanno scritto l’ intenzione di uccidersi perché non sopportavano la loro «vita di stenti» (http://milano.corriere.it/mila… )
e scappo via causa ritardo personale… buona serata e a presto 🙂

Che dire? alla luce della conclusione dell’articolo, e dei commenti sugli omicidi ivi riportati, l’impressione che il femminicidio e tutto il codazzo di manifestazioni annesse come le scarpette rosse o le urla (con simultanee richieste di fondi e di benefit vari) non siano altro che fenomeni costruiti a tavolino e pompati dai media affinché alcune possano lucrarci alla grande.

E tutto questo starnazzare porterà sicuramente, come controindicazione, che i reali casi drammatici passeranno sotto silenzio perché mescolati con tanti casi gonfiati ad arte. Alla fine il più grande nemico delle donne son proprio le femministe.

la dabbenaggine del giornale e il selfie del terrorista

Con gli attentati di parigi è tutto un fiorire di bufale sulla vicenda, alcune verosimili altre completamente demenziali. E la cosa sconfortante non è tanto il numero di “youtube graduate” e “tuttologi di facebook” che acriticamente condividono quanto il numero di testate giornalistiche “serie” che ci son cascate con entrambi i piedi.

Come nel caso del selfie del terrorista, che in realtà è la foto di un giornalista canadese malamente ritoccata, da notare la chicca del dildo sullo sfondo.

Da un cretino su FB non posso pretendere niente, da un giornalista professionista invece pretendo che ci sia almeno un minimo di verifica delle fonti e non che ci si precipiti ad urlare il titolone ad effetto stile “novella 2000”. Forse un motivo della crisi dei giornali è proprio quella, manca il valore aggiunto, l’analisi della notizia, la verifica delle fonti e l’autorevolezza nell’esprimere i propri commenti. Se il giornale diventa come FB è logico che perda, e perda alla grande, tanti idioti che scrivono e rilanciano idiozie gratis uccidono, economicamente, qualsiasi businnes basato sul pagare persone per scrivere idiozie(1).

Forse la prossima volta, prima di piangere “italiani zotici ignoranti” forse sarebbe opportuno un poco di autocritica sul genere di clientela cui si sta mirando.

(1) Lercio lo considero invece un valido esempio di satira intelligente. E i suoi redattori possono dare lezioni di autorevolezza a molti pseudo giornalisti iscritti all’ordine.

Attendibilità dei giornali

Repubblica parla dell’ISIS. Usando come fonte Lercio.it

Non faccio commenti: sarebbero inutili. Bastano i fatti per mostrare come si lavora male e come si pubblica qualunque cosa senza uno straccio di verifica nelle redazioni dei giornali, ossia in quei posti dove in teoria ci dovrebbero essere un direttore responsabile, un codice dentologico e un Ordine dei Giornalisti a vigilare: per parlare di un argomento serio e delicatissimo come il terrorismo dell’ISIS, Repubblica ha usato come fonte il sito satirico Lercio.it. […]

da: http://attivissimo.blogspot.it/2015/02/repubblica-parla-dellisis-usando-come.html

Che dire: alla fine è inutile lamentarsi della morte dei giornali se degli stupidi programmi informatici di indicizzazione riescono a far molto meglio di loro…

anche questa settimana c’è la partita del secolo…

Stavo leggendo che adesso c’è la ressa agli ospedali e la corsa alla vaccinazione stagionale. Quello che avevo previsto in questo articolo(1) si è avverato. E ovviamente i giornalisti invece di fare un poco di autocritica su titoloni sparati di vaccini killer scaricano tutte le colpe al ministro lorenzin, colpevole, a detta loro, di non essere intervenuta quando si urlava ai vaccini killer.

Questa vicenda spiega benissimo come mai la stampa perda credibilità e la parte più affidabile dei giornali sia l’oroscopo(2). Oramai la stampa per attrarre lettori deve sparare titoloni ad effetto, anche se sono poco attinenti al contenuto dell’articolo, deve spettacolarizzare all’eccesso qualsiasi cosa e deve urlare più forte dei concorrenti comportano come quei giornali sportivi che ogni settimana, per invogliare all’acquisto, parlano della partita del secolo, anche se è solo l’amichevole estiva fra l’Atletico Pabarile e il Montecrastu.

Cosa già vista con l’influenza suina: sei mesi prima titoloni come “arriva l’influenza killer”, “l’influenza, nibiru e i maya, finirà il mondo nel 2012?”, “influenza killer e i vaccini latitano, colpa del ministero della sanità“.

Sei mesi dopo, dopo che si è visto che l’influenza suina era solo una influenza fuori stagione, titolavano “spesi millemila euro in inutili vaccini, colpa del ministero della sanità“. Gli stessi giornalisti e gli stessi giornali. Prima fanno i danni e poi, se big pharma aprofitta delle loro dabbenaggine, si mondano da tutte le colpe accusando il ministero della sanità di aver fatto la solita marchetta per l’acquisto di vaccini… Ma nessuna autocritica, nessun: forse avevamo esagerato noi nei titoli.

Salvo incavolarsi quando il giornale non viene acquistato perché ritenuto un coacervo di cazzari.

(1) Previsione estremamente difficile, tanto quanto il prevedere che il giorno di ferragosto, in italia, sarà mediamente più caldo del giorno di natale.

(2) Previsioni talmente generiche e vaghe che possono tranquillamente essere ritenute vere. $vostro_segno_zodiacale: succederà qualcosa.

vaccini, stampa e vaccate

Stavo leggendo questo articolo http://www.wittgenstein.it/2014/12/04/vaccini-fluad/ ed è abbastanza sconfortante. La notizia di una possibile connessione fra le morti dei pensionati e i vaccini è stata urlata in ogni dove ed in ogni quando.

La notizia che invece i vaccini sono innocenti e le morti sono solamente una casualità quasi censurata.

Le gare a chi spara le maggiori previsioni catastrofiche forse faranno vendere qualche copia in più ma che conseguenze possono avere? Non son bastate le gravi epidemie di morbillo per far capire ai giornalisti che “scrivere cazzate” oltre a non essere informare può anche causare danni?