Articolo di Nature sul rapporto fra scienza, politica e giustizia in Italia

Il fatto quotidiano ha pubblicato la traduzione di un interessante articolo apparso in nature che riguarda il combattuto rapporto fra scienza, politica e potere giudiziario. L’articolo merita una attenta lettura.

Questi i punti salienti che mi hanno colpito:

Quando il giusto batte il potere

(…)

Per sette anni, la “Stamina Foundation” ha venduto delle terapie non testate basate su cellule staminali agli italiani come panacea per una serie di malattie. Un rapporto sulla vicenda, pubblicato dal Senato italiano la scorsa settimana, analizza che cosa sia andato storto. Descrive nei dettagli la complicata storia di questa vicenda e identifica la lista pietosa dei personaggi, tra cui molti politici, che ne sono responsabili.

Il rapporto fa dieci proposte ragionevoli per rettificare il sistema. I politici adesso devono accettarle e promulgarle. Quella della Stamina Foundation non è la sola terapia non testata che lo stato italiano ha approvato negli ultimi anni, ma bisogna che questo sia l’ultimo caso. I ricercatori e gli enti regolatori in altri paesi farebbero bene a imparare da questa vicenda, perché questa lezione mostra che essere nel giusto non è abbastanza per impedire che vengano fatti dei danni.

qui c’è il rapporto conclusivo; le proposte espresse sono molto ragionevoli. Manca, ma è un peccato veniale, la constatazione che per contrastare i giochetti dei ciarlatani più che il metodo scientifico conviene usare il metodo Randi.

La vera sorpresa è stata che l’inchiesta del Senato non ha trovato alcuna responsabilità da parte delle agenzie techiche statali incaricate di proteggere il pubblico. Il messaggio degli esperti scientifici di queste agenzie era forte e chiaro: le affermazioni della Stamina non avevano alcun merito e la tecnica comportava dei rischi notevoli. Ma queste raccomandazioni sono state ignorate dagli altri pilastri dello stato: il potere legislativo e quello giudiziario.

Ovvero gli scienziati hanno fatto gli scienziati ed hanno risposto, onestamente, secondo lo stato dell’arte noto al momento. Giova ricordare che la I commissione su stamina fu cassata dal TAR del lazio poiché il tribunale riteneva che i membri fossero viziati da pregiudizi sulla vicenda.  La scienza non è democratica, nella scienza contano i fatti e le misure non le opinioni, e nessun movimento d’opinione può cambiare le misure. Come aveva giustamente scritto nel suo blog Dario Bressanini: “Nella scienza una opinione non supportata dai fatti, fosse pure di un premio Nobel, non ha alcun valore e merita solo di essere fatta a fettine e gettata nella spazzatura.”.

Nel 2012, l’Agenzia Italiana del Farmaco dichiarò che la terapia Stamina era pericolosa, e ordinò la chiusura del laboratorio dell’azienda situato nell’ospedale di Brescia. Tuttavia, istigate dalla inarrestabile campagna della Stamina, più di 450 persone fecero ricorso ai tribunali locali e richiesero di usufruire della terapia per motivi umanitari. Circa la metà di essi ottenne il permesso. I politici, temendo una sconfitta elettorale se avessero mostrato di ignorare i pazienti, chiusero un occhio, nonostante sapessero che c’era un’inchiesta dalla polizia in corso.
Ma essi andarono anche oltre. Nonostante le formali raccomandazioni da parte delle agenzie scientifiche governative, furono approvati vari decreti ministeriali per promuovere la cura della Stamina, tra cui uno che sanzionava l’inizio di test clinici sponsorizzati dal governo. I ricercatori di tutto il mondo assistettero increduli allo svolgersi della vicenda: le terapie continuarono fino all’Agosto 2014 quando un tribunale di Torino ordinò finalmente la confisca della strumentazione e delle cellule dal laboratorio della Stamina. (…)

Grave decisione quella presa dai tribunali così come quella presa dai politici. Ad un giudice ed un politico si chiede di essere il più possibile distaccato e obiettivo non di dover prendere decisioni “di pancia” sulla base della pressione generata da articoli di fuoco e storielle strappalacrime. Entrambe hanno mancato alla grande alla loro missione, sopratutto la magistratura, ordine che, molto più della politica, dovrebbe essere indipendente dai volubili umori della piazza. Invece la storia recente non è avara di sentenze “di pancia” pronunciate per accontentare i desideri della piazza.

Una delle proposte del rapporto finale è che qualunque tribunale in futuro incaricato di raccomandare un trattamento non autorizzato sulla base di motivi umanitari, deve avere sia un rappresentante del Ministero della Sanità che un pubblico ministero, per essere sicuri che tutte le argomentazioni siano ascoltate. Un’altra proposta vuole introdurre nei tribunali italiani, gli “standard di Daubert” per regolamentare la qualità delle perizie scientifiche. Questi standard, che sono usati nei tribunali americani, richiedono che i giudici si assicurino che la testimonianza di un esperto scientifico sia basata su nozioni che sono il prodotto di un valido metodo scientifico.

Inserire gli standard di Daubert sarebbe da fare immediatamente; quante sentenze pronunciate, sul caso stamina e anche su altri casi, giudicate dal punto di vista della scienza possono venire classificate come colossale mucchio di supercazzole scritte per cercare di negare, a furia di sofismi, un fatto scientifico accertato? Troppe. Quante sentenze clamorose se il tribunale avesse dovuto seguire quegli standard non sarebbero mai state scritte?

Inoltre il rapporto propone di cambiare i decreti e i regolamenti relativi all’uso compassionevole di terapie non autorizzate, per evitare scappatoie che potrebbero portare ad usi illeciti. Vengono anche suggerite nuove regole per assicurarsi che i comitati etici siano veramente indipendenti e suggerisce linee guida per i media simili a quelle adottate dalla Bbc l’anno scorso.

Giova ricordare che la libertà di stampa non è la libertà di scrivere qualsiasi cazzata venga in mente e di spacciarla come fatto vero ed accertato.

I ricercatori italiani sono spesso delusi dalla mancanza di rispetto per la scienza nel loro Paese. Sono ancora scossi dal verdetto di omicidio colposo che un tribunale ha inflitto ai sismologi che avevano agito da consiglieri del governo prima del terremoto dell’Aquila nel 2009; la condanna è stata ribaltata in appello lo scorso anno. (…)

nota il termine “ribaltata”, non “riformata”, “ribaltata”.

Il caso Stamina è stato una vergogna per l’Italia, ma mostra l’influenza che dei singoli ricercatori possono avere nei conflitti contro forze anti-scientifiche, anche in presenza di disparità apparentemente enormi. E, come per sottolineare il fatto che la scienza può prevalere negli ambienti più ostili, il giorno dopo la pubblicazione del rapporto del Senato, la Commissione Europeaha formalmente autorizzato l’approvazione della prima terapia basata sulle cellule staminali: il trattamento per un tipo raro di cecità è stato sviluppato recentemente da ricercatori italiani che lavorano esclusivamente in Italia.

Come si vede, non è solo nel mondo politico che i ricercatori possono aiutare gli altri a vedere con più chiarezza.

L’articolo e soprattutto la conclusione sarebbe da leggere in tutte le scuole ed in tutti i tribunali del regno e delle colonie. Purtroppo è vero che l’Italia, oltre ad essere il paese dei Commissari Tecnici della Nazionale è anche il paese dei tuttologi laureati. Purtroppo, anche a causa di un egualitarismo malinteso, di un narcisismo patologico, ignoranza e conseguente effetto Dunning-Kruger in Italia è pieno di incompetenti convinti che le loro opinioni sulle vicende scientifiche valgano tanto quanto quelle di esperti della materia. E ciò viene usato, da politici o giornalisti spregiudicati per arruffianarseli. La realtà però dovrebbe essere diversa, come è stato scritto in un magistrale pezzo di Patrick Stokes: ma se “diritto ad un’opinione” significa “avere il diritto che i propri punti di vista siano trattati come seri candidati per la verità” allora la frase è chiaramente falsa. 

 

Articolo originale apparso su Nature il 24 Febbraio 2015

Traduzione di Loredana Spadola e Gaia Restivo perItaliaDallEstero.info

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La laurea degli esperti del bobolo e della gggente

 

Stamina, il nuovo comitato di esperti riboccia.

Il Comitato di esperti boccia il metodo Stamina: non ci sono i presupposti per la sperimentazione
Le conclusioni consegnate al ministero della Salute dopo sei mesi di lavoro. Vannoni: «Verdetto atteso, ricorreremo al Tar»

È stata una valutazione raggiunta all’unanimità quella con la quale il Comitato di esperti nominato dal ministro della Salute avrebbe bocciato, secondo quanto si apprende, il metodo Stamina ideato da Davide Vannoni. (…)

Questo pomeriggio, il Comitato – presieduto dall’ematologo Michele Baccarani – si è confrontato in videoconferenza, per rendere possibile anche la partecipazione degli specialisti stranieri (due statunitensi) nominati tra i membri. Il lavoro degli esperti, avviato circa sette mesi fa dopo la nomina da parte del ministro Beatrice Lorenzin, si è dunque concluso, raggiungendo una valutazione unanime. Si tratta della seconda bocciatura del protocollo Vannoni. La prima arrivò infatti dal primo Comitato di esperti di nomina ministeriale. Ma tale pronuncia del Comitato venne però `fermata´ dal Tar: a seguito della sentenza del tribunale – che mosse vari rilievi, a partire dalla contestazione di non imparzialità del Comitato – il ministero della Salute procedette alla nomina di un secondo Comitato, le cui conclusioni sono appunto giunte oggi.  (…)

Dura la replica di Davide Vannoni: «è un parere che ci aspettavamo ed ora ritorneremo dunque al giudice del Tar. Il nuovo Comitato – ha affermato – non ci ha proposto alcun incontro, come era stato invece indicato dalla sentenza del Tar». Da qui l’annuncio di un nuovo coinvolgimento del Tar, «per vedere – ha proseguito Vannoni – se effettivamente questo Comitato abbia applicato le indicazioni del tribunale». La cosa «gravissima» – ha concluso il presidente di Stamina Foundation – è che ancora una volta è stata violata una legge dello Stato(2), ovvero la legge Balduzzi che prevedeva la sperimentazione del metodo Stamina”.
da: http://www.lastampa.it/2014/10/02/italia/cronache/il-comitato-di-esperti-boccia-il-metodo-stamina-non-ci-sono-i-presupposti-per-la-sperimentazione-fwJxMi9AT6GW8SmCTMHSAP/pagina.html

Solo due commenti: il primo è che era scontato che le decisioni del secondo fossero tali e quali a quelle del primo comitato; la vicenda è una vicenda scientifica e generalmente nelle vicende scientifiche, questioni di confine a parte, la differenza fra l’evidenza scientifica e la fuffa è netta e precisa. E stamina non è un caso di frontiera per la scienza come invece potrebbe essere la teoria delle stringhe.

Seconda cosa: la “scienza” mi sembra abbia parlato abbastanza chiaramente, adesso ci sarebbe da chiedersi come mai la “giustizia” abbia interpretato con eccessiva libertà sia le leggi sia le affermazioni scientifiche. Le leggi in quanto le norme sulle cure compassionevoli richiedevano, fra l’altro, che la cura fosse arrivata alla fase iniziale di sperimentazione sull’uomo e quindi avesse superato gli step della sperimentazione in vitro e animale. E le affermazioni scientifiche visto che la stragrande maggioranza di specialisti di staminali son stati concordi nel bocciare stamina.

Purtroppo adesso si tornerà allo scontro fra la fazione degli scienziati e quella che a colpi di supercazzole, telechiassate strappalacrime e libere interpretazioni, molto libere, delle norme pretende di elevare a cura ciò che invece non lo è.

la disastrata giustizia italiana…

Stamina è un’ottima prova di come non funzioni la giustizia italiana. Ha il vantaggio che, a parte per le iene, mr B. non c’entra niente e quindi è impossibile giocare il jolly: “così si delegittima la magistratura e si favorisce il cavaliere nero”.

Cosa è successo nell’ultima puntata?

I carabinieri del Nas di Torino hanno sequestrato tutti i materiali Stamina agli Spedali Civili di Brescia. A quanto si apprende ieri (sabato 23 agosto) i militari hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di cellule e attrezzature disposto dal gip di Torino, su richiesta del pm Raffaele Guariniello, per impedire la prosecuzione di “attività delittuose”. Il provvedimento, di 80 pagine, è del gip Francesca Christillin e affida al direttore della struttura sanitaria la custodia del materiale sequestrato.
[http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/24/stamina-nas-sequestrano-cellule-e-attrezzature-allospedale-di-brescia/1097672/]

Ed è partito il solito codazzo di polemiche, bambini condannati a non ricevere cure etc. etc.

Un film già visto, che però mostra platealmente che circa metà delle procure cui i parenti dei malati si son rivolte hanno autorizzato e circa la metà invece no.

E la domanda da porsi è: ma come è possibile che sia avvento tutto ciò? che in situazioni molto simili procure diverse prendano decisioni diametralmente opposte? Se si avesse un approccio razionale al problema (perché questa incertezza è un problema) ci si chiederebbe dove si sia sbagliato, se nello scrivere la legge, esistono leggi scritte male o in maniera ambigua, nella scelta dei periti, nella preparazione scientifica dei giudici, dove si è sbagliato? E una volta capito il dove, chi deve intervenire e come? Urge una seria riflessione e successivamente che vengano intraprese le opportune azioni del caso.

genitori, figli e stamina

Nella vicenda stamina uno dei topos abusati dai pro stamina è: ma i miglioramenti visti dai genitori, se la cura facesse male un genitore se ne accorgerebbe, un genitore non può volere il male del proprio figlio.

Partiamo dall’ultima affermazione; purtroppo è falsa, le cronache talvolta riportano casi, come quello di clara palomba, di figli uccisi da genitori in buona fede. Il fatto di essere genitore non conferisce ipso facto una laurea in medicina e non ti trasforma in un medico. I genitori, come tutti, sono vulnerabili ai bias che inficiano le osservazioni scientifiche, anzi spesso non essendo scienziati non sono neppure in grado di rendersene conto.

I miglioramenti dichiarati, se non supportati da osservazioni scientifiche hanno poco o nullo valore, possono essere miglioramenti apparenti legati al decorso della malattia, possono essere dovuti ad altre cause, potrebbero anche essere dovuti a stamina. Però senza osservazioni svolte in modo scientifico non è possibile appurarlo con ragionevole certezza.

Per fare verifiche scientifiche occorre usare gli strumenti della scienza e non dello spettacolo…

[Segnalazione] a favore di stamina

Il post pubblica un elenco di personaggi famosi, dello spettacolo e non, che si sono espressi a favore del metodo Stamina e del suo ideatore. Sarei curioso di sapere se, una volta appurato che la cura in realtà non curava niente ed altro non era che l’ennesima versione dello snake oil, i testimonial famosi recitino almeno un minimo mea culpa o continuino a menarla che loro sono l’intellighenzia che lotta contro la stupidità del popolo bue (stupido ovviamente perché non gli apprezza e osa contestarli).

Altri invece sono agghiaccianti

[nomi di testimonial famosi omessi]

Movimento 5 Stelle – Nel maggio del 2013, il capogruppo Andrea Cecconi del M5S alla Commissione Affari Sociali della Camera su Stamina disse che “il Movimento ritiene che il metodo sia efficace”, chiedendo al Parlamento di autorizzare la sperimentazione stessa condotta da Vannoni.

Beppe Grillo – Sul blog del leader del M5S, tra le altre cose, si diede conto delle proteste dei fratelli Biviano, affetti da distrofia muscolare, davanti a Montecitorio, segnalando anche il sito di uno dei movimenti a sostegno di Stamina.

vabbe’ non spariamo sulla croce rossa, il m5s è il classico partito che sosterrebbe la nutella alternativa perché, sulla rete, milioni di mosche sostengono che è buona. (la pagina di FB ha un sacco di followers e di like).

Lega Nord – Il deputato Marco Rondini nell’ottobre del 2013 definì “vergognosa la decisione di interrompere la sperimentazione del metodo stamina, una speranza per moltissime famiglie. È l’ennesima vergogna di questo governo: buono con i cattivi e cattivo con i buoni”.

c’è da sperare che il tizio parli a suo nome e non al nome del partito.

Amministrazioni locali – Consiglieri di diverse Regioni, cui spetta la gestione della sanità, si espressero a favore della sperimentazione di Stamina e di iniziative per potere fare proseguire i trattamenti. Farne un elenco completo e dettagliato è praticamente impossibile: in molti casi si è trattato di singole dichiarazioni cui non è stato dato seguito nella pratica.

Grave invece che molti EELL operino e ragionino di pancia invece che di testa.

Tribunali – Nonostante i divieti da parte dell’Agenzia italiana del farmaco e le critiche di buona parte della comunità scientifica già a partire dal 2012, ci sono state decine di casi in cui i tribunali hanno autorizzato i pazienti a proseguire le infusioni di Stamina. In alcuni casi, come a Venezia, fu emessa una sentenza in cui si ordinava il proseguimento del trattamento “pur in assenza di evidenza scientifica”. Le ordinanze contribuirono a creare ulteriore confusione e a fare coltivare nuove speranza nelle famiglie che volevano accedere al trattamento.

Forse il caso più agghiacciante. Prova che una riforma di una magistratura che decide a caso sulla base delle emozioni del momento senza considerare affatto la scienza ma anzi cercando di sostituire al metodo scientifico supercazzole giuridiche è da riformare quanto prima.  La sentenza di Venezia riportata è un abominio dal punto di vista scientifico. Cosa significa “in assenza di evidenza scientifica” che lo stato debba passare qualsiasi placebo solo perché il paziente dichiara che grazie ad esso si sente bene? Beh se così fosse dichiaro di essere affetto da una grave forma asintomatica del vaiolo di drago e che l’unico placebo capace di curarmi è il contatto con banconote da 500€ nuove e fruscianti. E pretendo che l’SSN mi passi la cura.

Renato Balduzzi – Ministro della Salute nei primi mesi della vicenda Stamina, (…).

Parlamento italiano – Il 15 maggio 2013 fu approvato all’unanimità l’avvio della sperimentazione clinica del trattamento Stamina dalla Commissione affari sociali della Camera dei Deputati, (…).

Sulla sperimentazione ne ho parlato qui, alla fine contro i ciarlatani il metodo scientifico non serve, serve il metodo randi.

Riviste – Numerose riviste hanno dedicato articoli con interviste ai familiari che hanno sottoposto i loro figli malati al trattamento Stamina, omettendo spesso di riportare i dubbi e le dure critiche sollevate dalla comunità scientifica e dalla stampa specializzata. Oggi, per esempio, nell’aprile del 2013 pubblicò sulla sua copertina la foto della bambina Celeste che “non riusciva a piangere né a respirare” con il titolo enorme tra virgolette “Ora lei sta meglio”, accompagnato da questo sommario: “La scienza e la legge pongono limiti: ma se fosse vostra figlia?”

Pietismo a buon mercato fatto per vendere qualche copia in più a quelli che, pur ignoranti come capre  piace ritenersi aspiranti Nobel sabotati dal gombloddo di $nemico_a_caso.

Medici – Diversi medici hanno sostenuto, più o meno esplicitamente, la prosecuzione dei trattamenti con Stamina. Tra questi ci sono Marino Andolina, diventato strettissimo collaboratore di Vannoni, e il neurologo Marcello Villanova, che ha concesso numerose interviste e ha partecipato a molte trasmissioni televisive per spiegare i presunti benefici del trattamento. Tra gli indagati dalla procura di Torino ci sono molti altri medici e dirigenti di alcune strutture sanitarie, tra cui quelle degli Spedali Civili di Brescia dove è stata condotta una parte cospicua delle infusioni.

Imho l’ordine dovrebbe prendere provvedimenti, se tolleri i ciarlatani alla fine la gente penserà che tutti i medici lo sono.

Talk show – (…)

vedi riviste.

Le Iene – La trasmissione di Italia 1 ha dedicato numerosi servizi alla vicenda di Stamina, indugiando sulle storie dolorose dei pazienti, soprattutto di quelli più piccoli, e dando moltissimo spazio a Davide Vannoni e agli altri sostenitori del trattamento. I servizi sono stati quasi tutti firmati da Giulio Golia e da Marco Occhipinti, che sui social network hanno più volte dimostrato di essere a favore del trattamento di Vannoni. Sul sito delle Iene per lungo tempo è stato segnalato con un banner il sito della Stamina Foundation.

I veri responsabili che, lanciato il sasso hanno tentato di nascondere la mano: “noi facciamo solo informazione”. Spero che questo casino faccia venire qualche dubbio sull’attendibilità scientifica della loro informazione.

Comunque la vicenda ha un aspetto positivo: quando si dirà che in italia c’è un problema di ignoranza, scientifica e non, di larga parte della popolazione, di analfabetismo funzionale e di incapacità logiche, nessuno potrà poi levarsi scandalizzato a dire che non è vero e che gli italiani sono tutti bravissimissimi. E la colpa dei pessimi risultati sono solo i test fatti per favorire gli accozzati e penalizzare i Nobel del bobolo.

Ancora giudici e stamina

Segnalo un interessante articolo sul corsera, articolo a firma di Luigi Ripamonti.

uno stralcio

È accaduto di nuovo. Un giudice ha chiesto agli Spedali Civili di Brescia di riprendere immediatamente a curare un bambino con il metodo Stamina.(…)

E invece no, perché stavolta ci sono almeno due elementi di novità su cui riflettere. (…) Il secondo elemento di novità, a quanto risulta, è che il giudice di Marsala prima di prendere la sua decisione avrebbe ascoltato Marino Andolina, vicepresidente di Stamina, che gli avrebbe spiegato il metodo in questione.
Pare allora legittimo chiedersi se non sia stata presa in considerazione l’ipotesi che le opinioni del dottor Andolina potessero essere viziate da una visione pregiudizialmente favorevole sul metodo in questione. Pare anche difficile ipotizzare che il giudice non fosse al corrente delle polemiche su tale metodo.

Dando per scontate le risposte a queste domande retoriche si può procedere a chiedersi, questa volta senza retorica, com’è possibile che in questo Paese vengano ancora prese decisioni come questa, informate – non vogliamo dubitarne – da un senso di pietà e di responsabilità verso un malato, ma svincolate dal contesto sociale e dalle posizioni delle altre migliaia di altri «periti di controparte» rappresentati dai medici e dagli scienziati molto critici su questo metodo?

Volendo, possiamo anche astenerci dall’esprimere opinioni in merito all’operato del giudice di Marsala rovesciando i termini del problema. Basta capovolgere la prospettiva: visto che i giudici, comprensibilmente, non se la sentono di «far morire i bambini», per quale motivo vengono ancora lasciati soli davanti a questo drammatico rischio? Non è proprio possibile che lo Stato, con un intervento deciso, li sollevi da questo peso?

Condivido in pieno le domande alla fine dell’articolo, quello che però mi chiedo è: come mai è possibile che dei periti, spero che il giudice abbia deciso appoggiandosi a periti, non siano perseguibili se sparano castronerie colossali? Potrei capirlo se si parlasse di questioni confuse dove le prove scientifiche sono molto sfumate ed è difficile avere certezze granitiche, ma nel caso di stamina o nel caso dei vaccini che causano l’autismo le parti sono abbastanza chiare, e si capisce quale sia la versione scientificamente corretta e quali siano le cavolate sparate da una minoranza con pochi o nulli titoli scientifici.

L’intervento che serve, a sostengno dei giudici, è mettere a loro disposizione, come capita in inghilterra e come aveva proposto il giudice Edoardo Mori, una struttura che si occupa delle consulenze scientifiche e che risponda secondo lo stato dell’arte attuale. E il giudice è obbligato a tener conto del loro parere.

L’alternativa sarebbe avere sentenze illogiche basate su perizie farlocche di qualche ciarlatano. Esempi, in italia, di sentenze siffatte, purtroppo non ne mancano.

stamina 2.0 o sulla dieta alcalina e l’ignoranza in scienze

ok dopo il pasticcio con la pseudocura stamina, la trasmissione “le iene” torna a contendere il premio per la migliore trasmissione pseudoscientifica a “mistero” e “voyager”, oltre ad aggiudicarsi quello per la migliore divulgazione della “patamedicina”.
Adesso, patapum patapum, abbiamo la “dieta alcalina antitumorale(1)”. qui l’ottimo debunking di mattiaqui quello di dario bressanini e qui una segnalazione da lavoceidealista.

Da aggiungere solamente una piccola riflessione: il PH e la questione acidi/basi dovrebbe essere nel programma di chimica/scienze delle medie e di gran parte delle superiori. E’ così difficile far giocare i bambini con una piffero di cartina al tornasole e far misurare loro l’acidità/basicità o alcalinità di alcune sostanze come il succo di pomodoro, di limone, il bicarbonato, il succo d’ananas o di altro frutto/bacca?

Trovo semplicemente agghiacciante che la gente possa bersi, come acqua fresca, tali panzane

Un errore di fondo, che spesso si commette, è categorizzare le sostanze acide in funzione del loro sapore. Infatti il succo di limone, anche essendo drammaticamente acido, con un valore di pH intorno al 2-3, quando è metabolizzato si comporta come un alimento alcalino, abbassando l’acidità(2).

che descrivendola in termini fisici più familiari sarebbe come dire:

il ghiaccio nonostante la temperatura fredda (<0°) è un potente riscaldante, se buttato nella pentola  d’acqua in realtà la fa bollire prima…

Magari con stamina si parlava di questioni mediche e si giocava sull’equivoco stamina/staminali ma qui stiamo parlando di scienze a livello di scuola media inferiore (SCUOLA MEDIA INFERIORE!!!) e di ignoranti che non sono neppure a quel livello. Visto questo, non trovo più sorprendenti i risultati nell’invalsi degli studenti italiani. Ma che BIP! di scienze insegnano a scuola?

PS

se si vuol bere una soluzione acquosa alcalina basta sciogliere la punta di un cucchiaio di bicarbonato in un bicchiere d’acqua, per rendersi conto dell’alcalinità basta misurare il ph con una cartina al tornasole. Semplice veloce ed economico(3).

(1) che a me ricorda anche questa triste vicenda.

(2) Soffri di gastrite? acidità di stomaco? a che ti servono gli antiacidi di big pharma, pigliati una limonata e sii felice… (attenzione: frase ironica, NON E’ UN CONSIGLIO MEDICO)

(3) Alla fine penso che le truffe non debbano più essere considerate un reato ma che siano una sacrosanta tassa sulla stupidità e l’ignoranza. Voglio wanna marchi all’istruzione…

sono stati fraintesi (le iene rinnegano stamina)

fonte: http://www.giornalettismo.com/archives/1276157/lo-strano-caso-delle-iene-che-rinnegano-stamina/

L’autore Davide Parenti si è difeso dalle accuse sulla Stampa: «Noi non eravamo schierati a favore. Abbiamo soltanto raccontato». Eppure più volte in rete giornalisti scientifici e ricercatori hanno evidenziato omissioni e silenzi della trasmissione

E adesso chi lo va a spiegare a tutti quelli che hanno lottato per essere curati con stami(nc)a che son stati presi per il culo? Minimo sarebbe opportuna una lettera di scuse verso i ministri balduzzi e lorenzin. e la commissione medica. Scommetto che a giugno, quando le bocce saranno ferme, il tar del lazio non troverà nulla di strano nella nomina della commissione da parte del ministero, rimangiandosi, di fatto, la sospensiva.

Ma chi pagherà per i tanti illusi dalla cura miracolosa?

Pattern delle notizie mediche o tecnologiche sconvolgenti fornite dai media…

Pattern è un termine inglese, di uso diffuso, che può essere tradotto, a seconda del contesto, con disegno, modello, schema, schema ricorrente, struttura ripetitiva e, in generale, può essere utilizzato per indicare una regolarità che si riscontra all’interno di un insieme di oggetti osservati (per esempio, le macchie di un ghepardo o la ripetizione di una determinata sequenza all’interno di un insieme di dati grezzi) oppure la regolarità che si osserva nello spazio e/o nel tempo in determinati fenomeni dinamici (per esempio, la danza delle api o la circolazione delle masse d’aria calda e fredda nell’atmosfera).

Nel caso delle notizie sanitarie riguardo a  cure miracolose oppure notizie su tecnologie miracolose lo schema è facilmente riconoscibile.

Cosa accomuna lato medico: stamina, escoazulsiero di bonifacio e metodo di bella, oppure lato tecnologico: e-cat, auto ad aria compressa, free enery? Questo:

1) Viene millantata una invenzione straordinaria o una cura miracolosa che risolverà gravi problemi del mondo o che curerà gravi malattie attualmente incurabili.

2) La voce si inizia a diffondere mediante i passaparola / viene organizzata una presentazione in pompa magna della tecnologia davanti ad un pubblico e dei giornalisti non esperti della materia oggetto della presentazione.

3) La stampa mainstream inizia a parlarne

4) La prima reazione, da parte della scienza vera(1) è, come è giusto che sia, scetticismo.

5) La gggente inizia a far pressione su politici et altri affinché, nonostante il parere negativo degli scienziati, il metodo venga adottato. Inizia un micidiale ciclo di feedback in cui: la  gggente appoggia il metodo, i media per arruffianarsi tali persone, si prestano a fare da cassa di risonanza, aumenta la pressione sui politici, la notizia si diffonde e più gggente chiede che il metodo…

6) Parte fra mille polemiche la sperimentazione e avviata seriamente(2) quest’ultima il bluff viene scoperto.

7) I media, e i sostenitori del metodo, si spaccano in due blocchi: il primo, di minoranza, continua a sposare ipotesi di gombloddo e sabotaggi, l’altro cerca invece di rifarsi la verginità il prima possibile magari criticando i politici per essersi piegati alle richieste di sperimentazione del metodo(3), richieste cui gli stessi giornali avevano fatto da cassa di risonanza(4).

Trovo stupefacente che molti, nonostante il pattern sia facilmente riconoscibile, ancora abbocchino a storie simili. Ma vabbe’ alla gggente piace credere e i giornali altro non fanno che vendere le storie che la gggente vuole comprare.

(1) Ho preferito non scrivere scienza ufficiale in quanto esiste solo una ed una sola scienza, quella che segue il metodo scientifico. Scienza alternativa è un controsenso.

(2) Cioè sperimentando in condizioni controllate e verificate secondo i santi crismi della sperimentazione scientifica.

(3) Immaginatevi un titolo del tipo “Il ministro lorenzin inquisito dalla corte di conti per lo spreco di x-mila euro per sperimentare…” e le polemiche che solleveranno i soliti…

(4) Roba successa anche nel caso dell’influenza suina: gli stessi giornali che sei mesi prima sparavano i titoloni sull’arrivo della terribile pandemia paventando scenari apocalittici e protestando perché il governo non aveva ancora comprato il vaccino ed avviato la campagna di vaccinazione, sei mesi dopo sparavano i titoloni perché il governo aveva comprato un sacco di inutili scorte di vaccino spendendo una barca di soldi.

Stamina e il siero di bonifacio

Un interessante articolo pubblicato su query il 13/04/2012 da parte di Salvo di Grazia (aka medbunker) riguardo al siero di bonifacio, un presunto siero miracoloso, messo a punto da un veterinario, che dovrebbe curare i tumori.

Sconvolgenti i parallelismi con l’attuale vicenda stamina.

(…)Liborio Bonifacio era un veterinario di origine siciliana che esercitava la sua professione ad Agropoli, in provincia di Salerno. La sua fu una carriera “ordinaria” che cambiò radicalmente attorno agli anni ’50, quando cominciarono a diffondersi voci su una presunta cura per il cancro da lui scoperta. Bonifacio racconta di aver avuto un’intuizione in seguito ad un esperimento eseguito nel suo allevamento. Espose per 20 giorni delle capre ad una sostanza cancerogena (il benzopirene) e queste non svilupparono mai il tumore che ci si aspettava. Da questo il veterinario concluse che le capre fossero immuni dal cancro e che somministrare un “estratto biologico di capra” potesse proteggere anche gli uomini dalla malattia (non sperimentò comunque in alcun modo la veridicità della sua ipotesi). Ideò quindi un composto a base di feci ed urine di capra mescolate ad acqua: secondo il tipo istologico di tumore le capre dal quale si “estraeva” il siero dovevano essere di sesso differente.
L’idea (sicuramente bizzarra) del veterinario campano inizialmente si diffuse solo a livello locale: in quegli anni non esisteva internet, le comunicazioni erano particolarmente difficoltose e le uniche fonti di “novità” erano i giornali. Furono proprio questi che svelarono quello che stava accadendo ad Agropoli. File di persone, incidenti, tafferugli, interventi delle forze dell’ordine e perfino l’interesse della malavita per ottenere le poche dosi di “siero” che il veterinario riusciva a produrre. Iniziò pure un mercato nero della pozione e si sparsero false copie del siero miracoloso. (…)

Furono inviate petizioni al Papa ed al governo, richieste di sperimentazione, di somministrazione controllata e anche alcuni medici si esprimevano a favore del veterinario. Il ministro della sanità dell’epoca diede l’autorizzazione (per “volontà popolare”) ad eseguire uno studio. L’analisi dei flaconi ricevuti mostrava un’assoluta superficialità nella preparazione delle fiale: dosi differenti da una all’altra, conservazione inadeguata (le fiale erano chiuse manualmente e molte risultavano contaminate) e nessun componente “sconosciuto” o segreto. Erano vitamine e proteine disciolte in glucosio.
Questo non impedì di proseguire nella sperimentazione, che avvenne da marzo 1970 al maggio successivo. Il risultato sugli esseri umani fu assolutamente inconsistente: nessuna guarigione, nessun miglioramento, qualche “miglioramento della qualità di vita” che non era necessariamente da imputare all’effetto della preparazione. (…)
Furono inoltre analizzate migliaia di cartelle cliniche in possesso di Bonifacio. Dopo tale verifica le cartelle furono definite prive di consistenza per mancanza di diagnosi e di documentazione specifica. Il ministero dichiarò: «In conclusione risulta chiaro che il prodotto in sperimentazione non presenta nessuna azione curativa sul cancro, non cambia la sintomatologia e non esercita effetti benefici sulle condizioni del paziente.(…)

Quando il clamore sembrava ormai un ricordo, nel 1981 si ricominciò a parlare del metodo: alcune riviste a larga diffusione pubblicarono delle interviste a presunti “guariti” e la polemica ricominciò come se niente fosse successo. Nuove polemiche, “testimoni” che spuntavano come funghi e persino attività commerciali che proponevano varianti “potenziate” del beverone. Alla fine il veterinario di Agropoli richiese una nuova sperimentazione dicendosi in possesso di altri dati e di cartelle che dimostravano l’efficacia del suo preparato. Un gruppo di medici americani si dichiararono disposti a sperimentare il siero direttamente su malati delle loro strutture: nuove polemiche, schieramenti da una parte e dall’altra, movimenti politici di solito interessati ai voti più che alla salute, costrinsero il ministero della sanità ad accettare un “tavolo di discussione” per decidere come dovesse avvenire la nuova sperimentazione fissata per l’inizio del 1982. Tutto si finì con un colpo di scena: in una conferenza stampa convocata d’urgenza Liborio Bonifacio annunciò il suo rifiuto di partecipare alla sperimentazione ed il suo ritiro definitivo dalla scena pubblica italiana. Morì poco dopo nel 1983. (…)

Per molti tutta la vicenda è “all’italiana” (tanto da ricordare molto da vicino un’altra simile, quella relativa al “metodo Di Bella”): un’idea indimostrata ed implausibile si trasforma per “volontà popolare” in un dato meritevole di interesse scientifico, l’ideatore diventa un paladino della povera gente (i malati) e la scienza si trasforma in “ottusa” agli occhi del popolo. Non ci è servito da lezione però, e poi la vicenda sarà pure “all’italiana”, ma anche in altre parti del mondo sono accaduti e continuano a ripetersi casi simili, come abbiamo mostrato anche in questa rubrica.

Anche qui c’è la cura miracolosa senza alcuna base scientifica, cura che viene portata avanti solamente per pressione dell’opinione pubblica e nonostante l’inconsistenza teorica e l’assenza di qualsiasi prova di efficacia.