carmen 2.0

Stavo leggendo le polemiche sulla messa in scena dell’opera Carmen e sul finale cambiato.

Ok, come spesso capita l’idiozia amerrigana ha contaggiato l’italia; quello di cambiare il finale verniciandolo di politically correct ed annunciando a tutto il mondo il motivo, per farsi belli&buoni altro non è, imo, che becera pubblicità, pubblicità che serve a portare la gente a teatro.

Comico comunque che ciò avvenga in un mondo, quello della lirica, considerato “alto” e “colto” e dove tanti andavano a far vanto della propria cultura e, velatamente, disprezzavano i teledipendenti e chi si dava da dare per accontentarli.

Che dire? Alla fine l’unica cosa ottenuta è stata un effetto umoristico; i social si son riempiti di tante e tante perculate.

Per il resto non penso che simili pagliacciate servano contro il femminicidio, anzi temo contribuiscano a trasformarlo in macchietta e pretesto per fare i capricci; una bella zappa sui piedi…

Annunci

riguardo a trump ed “science-based”

Sui media c’è stato fermento a seguito della direttiva di Trump di vietare l’uso di alcune parole; faccio notare il gioco di “narrazione” che viene tirato fuori per infangare trump.

fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/12/16/trump-vieta-trans-feto-testi-sanita_8f3b4cec-b730-4e6b-99f8-a2ae68149ad0.html

Transessuale, feto, diversità, vulnerabile, diritto, basato sulle evidenze, basato sulla scienza: sono i sette termini che l’amministrazione Trump vuole proibire nei documenti della sanità, con un approccio ideologico senza precedenti che ha già scatenato forti polemiche nel mondo politico e scientifico. A rivelare la blacklist è stato il Washington Post, che ha dato conto di un episodio avvenuto ad Atlanta, in uno dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), un’autorità sanitaria internazionalmente conosciuta e stimata, con un bilancio di circa 7 miliardi di dollari ed oltre 12 mila dipendenti.

E’ qui che si è presentata Alison Kelly, dirigente dei servizi finanziari, comunicando che quelle parole e quelle espressioni non devono comparire nei documenti per il bilancio del prossimo anno. In alcuni casi, ad esempio “basato sulle evidenze”, “basato sulla scienza”, si suggerisce di usare “basato sulla scienza in considerazione degli standard e dei desideri della comunità”. In altri non è stata offerta alcuna alternativa. Kelly non ha spiegato il perché della blacklist e si è difesa dicendo che lei faceva solo da ambasciatrice dell’informazione. Del resto Donald Trump non ha mai nascosto di considerare la scienza come una questione di opinione e non una realtà oggettiva basata sull’evidenza, a partire dalle sue considerazioni sul climate change. I presenti sono rimasti increduli, riferisce la fonte del Wp. “Ma dice sul serio?”, “Ci sta prendendo in giro”, sono state alcune reazioni.

a leggere la notizia sembra che siano da vietare nei documenti per il bilancio. Penso si tratti di documenti contabili, non so se per “documenti per il bilancio” si intendano anche le relazioni giustificative per le spese. Se si intendono anche queste ultime la decisione appare alquanto bizzarra, altrimenti, se si parla solo di documenti strettamente contabili si tratta solo di una pagliacciata fatta per dare un pseudocontentino ai “creazionisti” sostenitori.

Immediate le polemiche, e le ironie sul web. “E’ più chiaro che mai: questa amministrazione ha disprezzato la salute delle donne, le persone Lgbt e la scienza sin dal primo giorno”, ha twittato Planned parenthood, la rete di organizzazioni no profit che si occupano della salute e della educazione sessuale e dell’accesso a servizi sanitari come l’aborto. “L’amministrazione di Donald Trump sta facendo l’America nuovamente stupida. Finiremo con l’usare Voodoo e sanguisuga per trattare le malattie?”, ha twittato il deputato democratico Ted Lieu, parafrasando lo slogan trumpiano “Make America great again”. Non è la prima volta, dopo l’insediamento di Trump, che nelle agenzie federali affiora il problema della terminologia da usare in questioni relative l’orientamento sessuale, l’identità di genere, il diritto all’aborto, il cambiamento climatico, che avevano ricevuto ampia visibilità con la presidenza Obama. Diversi dipartimenti, tra cui la sanità, la giustizia, l’educazione, lo sviluppo residenziale ed urbano, hanno cambiato alcune politiche federali e il modo di raccogliere informazioni sulla comunità Lgbt. In marzo, ad esempio, il ministero della salute ha evitato di fare domande sull’orientamento sessuale e l’identità di genere in due sondaggi sugli anziani. E ha già da tempo cancellato dal proprio sito le pagine che contenevano informazioni sulla comunità Lgbt, mentre il dipartimento che si occupa di Infanzia e Famiglia ha rimosso le pagine che fornivano informazioni sui servizi disponibili per le persone Lgbt e le loro famiglie, comprese quelle su come ricevere aiuto se vittime di trafficanti. Certo, ora non si capisce come il centro nazionale per l’Aids, la tubercolosi e le malattie sessualmente trasmissibili possa evitare di usare la parola transgender lavorando sulla prevenzione dell’Hiv tra queste persone. O come il Cdc possa lavorare sui difetti alla nascita causati da Zika senza utilizzare la parola feto nella sue ricerche.

Interessanti anche l’umorismo e le polemiche. Mi sarebbe piaciuto leggerle anche in altri casi; ad esempio quando si è proposta la matematica politically correct oppure quando la British Medical Association, nelle sue linee guida sul linguaggi da tenere nei rapporti con il pubblico scrisse alcune perle come questa:

fonte: https://archive.org/stream/2016BritishMedicalAssociationBMAGuideToEffectiveCommunication2016/2016_BritishMedicalAssociation_BMA-guide-to-effective-communication-2016_djvu.txt

Pregnancy and maternity

Gender inequality is reflected in traditional ideas about the roles of women and men.
Though they have shifted over time, the assumptions and stereotypes that underpin
those ideas are often deeply rooted.

It is common to assume a woman will have children, look after them and take a break
from paid work or work part-time to accommodate the family. If a woman is forgetful
during pregnancy, this is often referred to as her ‘baby brain’. However, such assumptions
and stereotypes can and often do have the effect of seriously disadvantaging women.

A large majority of people that have been pregnant or have given birth identify as women.
We can include intersex men and transmen who may get pregnant by saying ‘pregnant
people’ instead of ‘expectant mothers ’. 2

2 Intersex is a term used to describe a person who may have the biological attributes of both sexes or whose
biological attributes do notfit with societal assumptions about what constitutes male orfemale. Intersex people
can identify as male, female or non-binary.

traduzione (con google translate – grassetti miei)

Gravidanza e maternità

La disuguaglianza di genere si riflette nelle idee tradizionali sul ruolo delle donne e degli uomini.
Sebbene abbiano spostato nel tempo, le ipotesi e gli stereotipi su cui si fonda
quelle idee sono spesso profondamente radicate.

È normale presumere che una donna abbia figli, che si prendano cura di loro e si prendano una pausa
da lavoro retribuito o lavoro part-time per assistere la famiglia. Se una donna è dimentica
durante la gravidanza, questo è spesso definito come il suo “cervello del bambino”. Tuttavia, tali presupposti
e gli stereotipi possono e spesso hanno l’effetto di svantaggiare seriamente le donne.

Una grande maggioranza delle persone che sono state incinte o che hanno partorito si identificano come donne.
Possiamo includere uomini intersessuali e transmen che potrebbero rimanere incinta dicendo “incinta”
persone “invece di” mamme in attesa “. 2

2 Intersex è un termine usato per descrivere una persona che può avere gli attributi biologici di entrambi i sessi o di chi
gli attributi biologici non si adattano alle ipotesi della società su ciò che costituisce un maschio o una femmina. Persone intersessuali
può identificarsi come maschio, femmina o non binario.

Per me il casino che sta nascendo è perché “ha stato Trump!!!UNOUNOUNO” ad attaccare la scienza, avesse detto, le stesse ed identiche vaccate, un progressista verniciandole di buone intenzioni: “linguaggio inclusivo, la mutabilità del mondo contro l’arida rigidità della scienza…” gli stessi che adesso si stanno stracciando le vesti per la scienza, probabilmente sarebbero in piazza a lamentarsi degli scienziati che pretendono di chiamare “madre in attesa” un essere appartenente al genere “homo sapiens” dotato di utero contenente uno o più… ehm… cosi1 che ivi vi maturano.

Più o meno quello che succede in italia: quando Maristella Gelmini parlò del tunnel neutrinico l’italia si scoprì esperta di fisica del neutrino più meglio dei fisici del CERN, quando Valeria Fedeli sbaglia congiuntivi e scrive erroneamente il termine “più meglio” c’è un imbarazzato silenzio… Per non parlare dei tentativi della presidentdella camera dei deputatdi riscrivere la grammatica italiana.

 


  1. qui le direttive del potus si devono rispettare, non voglio problemi con il mossad. 

le scuse di luxuria

Stavo leggendo su twitter che Luxuria si è scusata con Asia per aver dubitato delle sue parole…

My 2 cent’s: la argento sta diventando una nuova “icona” della sinistra, troppe marchette ben riuscite come quella a carta bianca, troppa simpatia da parte di chi non aspetta altro per andare in piazza ad urlare al capitale, a berlusconi ed al mossad, unici veri responsabili di tutto lo schifo capitato in america1.

La lettera di luxuria è un capolavoro di politically correct:

Lettera aperta ad Asia Argento

Sono giorni che mi porto dentro un magone e adesso trovo la forza di chiedere scusa ad Asia e a tutte le donne che si sono sentite ferite dalle mie parole.
Il destino, il karma o la provvidenza (ognuno la chiami come vuole) mi ha fatto conoscere proprio il giorno dopo la trasmissione una donna che mi ha raccontato di una violenza subita 30 anni fa e che quando si era confidata per la prima volta nessuno le aveva creduto. Ha pianto davanti a me e io mi sono sentita di merda.

Può essere vero; però per accusare qualcuno ci servono prove, non basta la dichiarazione di una presunta vittima. Capisco quanto possa essere doloroso il non essere creduta ma il fatto che, chiamiamola Michela, non sia stata creduta rende ipso facto vere le accuse di Asia?

Se è capitato a Michela allora è capitato a tutte? Sinceramente la storia di Michela che si confida con Wlady mi sembra un “artifizio letterario” per giustificare l’inversione di marcia.

Di merda perché ero così presa da me e dal predicozzo che avevo preparato da non essere stata in grado di leggere negli occhi le tue lacrime. Perché per troppo tempo mi sono lasciata deviare dai demoni del sospetto e della diffidenza.
Ho esagerato e non ho dimostrato compassione e solidarietà. Mi sono rivista nella puntata e mi sono fatta schifo da sola nel riconoscermi.
Tanti miei amici e persone con cui ho condiviso tante battaglie mi hanno fatto ulteriormente capire con i loro giusti rimproveri e incazzature che ormai avevo perso senno e strada.

Traduzione: la storiella della verginella molestata dall’orco cattivo ha preso piede e quindi conviene stare con la maggioranza…

Lo so Asia che è troppo tardi e non pretendo che tu possa accettare le mie scuse ma ti giuro che sono sincere. In questi giorni sto molto male e non posso chiedere a nessuno un conforto perché io non sono stata in grado di farlo.

Ti ringrazio anche di non essere mai scesa a insulti transfobi per accusarmi: sei sempre stata con noi nelle battaglie Lgbt e credo anche io che saresti una testimonial contro tutte le violenze.

Cosa c’entrano gli insulti transfobi e le battaglie lgbt? Se sei dalla parte giusta allora ipso facto, qualunque sia la sparata che fai, hai ragione?  il non essere d’accordo con un trans, il dire: per me luxuria ha detto una stupidaggine è transfobia?  Cioè fatemi capire più sei, presunta, vittima e più hai ragione? Se domani una disabile lesbica islamica di colore dicesse che 2+2=5 dovremmo cambiare immediatamente tutti i libri di matematica in rispetto di lei povera obbressa dalla rigida matematica bianca occidentale eterosessuale e patriarcale?

Ho come l’impressione che molti pensino che le elezioni le vinca chi spara più stronzate nel minor tempo possibile.

Vorrei abbracciarti e ritrovare nei nostri occhi non più rancore ma la gioia di vivere che auguro a tutte coloro che hanno sofferto in passato e che vogliono combattere.
Ti voglio bene
Vladimir Luxuria

Chiusura da far sembrare gli harmony romanzi del genere splatter horror…

 


  1. trovo buffo comunque che vengano attribuiti a Berlusconi simili poteri sovrumani; vorrei capire come un uomo capace di pilotare Hollywood a piacimento non sia riuscito a vincere due elezioni politiche di seguito in Italia… 

L’inversione dell’onere della prova.

Su twitter hanno segnalato questo articolo di next quotidiano; articolo che considero emblematico della nuova caccia alle streghe e di quella barbarie che è l’inversione dell’onere della prova.

Non bisogna dimenticare però che Brizzi, come tutti, ha diritto come tutti ad essere considerato innocente fino a prova contraria. Ma in questo caso non c’è nessuna indagine in corso e nessun processo quindi non ha molto senso invocare il garantismo. È quindi inutile lanciarsi, come stanno facendo molti, in processi improvvisati sui social network o sui giornali. Ma fatto salvo il diritto alla difesa di Brizzi – che potrebbe al momento limitarsi a spiegare come mai una decina di persone si sarebbe “inventata” accuse nei suoi confronti – in questa vicenda c’è qualcosa di peggio: i soliti attacchi contro quelle donne che hanno trovato la forza di denunciare quanto accaduto.

Tesi interessante: fino a quando non c’è una indagine in corso della magistratura non ha senso invocare il garantismo. E poi si usa l’inversione dell’onere della prova: “potrebbe al momento limitarsi a spiegare come mai una decina di persone si sarebbe “inventata” accuse nei suoi confronti”.

Non funziona così: è chi accusa che deve portare prove a favore delle sue accuse e dimostrare che l’accusato è colpevole. Non è l’accusato a dover dimostrare che è innocente. E questo è un principio di civiltà e di buon senso prima che un diritto scritto nella costituzione.  Brizzi non deve spiegare niente a nessuno, deve essere chi denuncia a dimostrare, in tribunale non alle iene, la verità delle sue accuse. In quel caso, e solo in quel caso, è giusto che venga chiamato a rispondere. Ma a rispondere al giudice non al primo telecronista.

Faccio notare anche un’altra cosa: il rovescio ulteriore dell’onere della prova è quasi immediato; come possono, le iene, dimostrare che questa recita, le intervistate son tutte attrici d’altronde, non è stata organizzata per creare una macchina del fango verso il tizio? Ci vuole molto a predisporre un copione e trovare dieci comparse per farglielo leggere?
Visto come è facile passare dal banco dell’accusa a quello degli imputati?

Da notare anche un’altra cosa: “i soliti attacchi contro quelle donne”; farei notare anche i soliti attacchi contro la Lucarelli, Luxuria o Rossella Brescia colpevoli di aver messo in dubbio le affermazioni di Asia Argento1.

Ma perché lo fanno in televisione, alle Iene, e non sono andate dai Carabinieri o in Procura? Non sappiamo quando sono accaduti i fatti, possiamo ipotizzare che risalgano a diverso tempo fa, forse ad alcuni anni fa. In Italia il Codice Penale (Art. 609-bis) stabilisce che la violenza sessuale è uno di quei reati per cui si procede in seguito a querela. Non è un reato per cui – salvo in casi particolarmente gravi come la violenza sessuale di gruppo o se sono coinvolti minorenni – si proceda d’ufficio. Le vittime hanno 180 giorni di tempo (sei mesi) per sporgere querela. Trascorso quel lasso di tempo non è più possibile farlo. Ed è per questo che Brizzi non risulta al momento essere sotto inchiesta. Ma oltre a questo particolare tecnico sono subentrate nelle vittime la vergogna, la paura di doverlo raccontare ai propri familiari, la sofferenza psicologica e il senso di impotenza comune a tutte le vittime di violenza sessuale

C’è una ratio per quel limite di tempo: passato tanto tempo come puoi dimostrare che c’è stata violenza? Piaccia o no in questo caso, come nel caso Weistein e come in molti altri casi analoghi, vedi Takei ad esempio, abbiamo racconti ma non abbiamo prove. E che si fa? la testimonianza di una presunta vittima diventa ipso facto prova valida per condannare? si usa il tribunale del bobolo internettiano per giudicare condannare e giustiziare, come quei bellissimi linciaggi che fanno tanto streghe di Salem?

Io vedo il rischio che per fermare una barbarie poi alla fine si arrivi ad una barbarie enormemente più grande. Voglio solo far notare una cosa a chiunque adesso sta andando in piazza ad urlare lo sdegno e chiedere “leggi speciali”; che anche robespierre a furia di epurare finì a sua volta epurato. Che venga colpito un marito, un figlio o anche una donna, esistono le molestie da lei a lei, non è un pericolo remoto, come le storie di Allison Mack e di Judith Grossman.


  1. Affermazioni che dopo quanto riferito dal padre e dal terrore di lei del mossad, perdono leggermente di credibilità. 

Cortocircuiti…

Quando avevo letto questa notizia: Censimento inglese niente sesso maschio o femmina per non urtare trans – Corriere.it, avevo pensato ad una bufala; invece è vera.  Quello che mi diverte è che abbiamo sotto gli occhi un esempio di cortocircuito logico. Da una parte la galassia contro il cattivo maschio bianco oppressore, cioè femministe, casinisti con la scusa dei diritti capricci civili, associazioni LGBTQIXYZαβγ, anticontroboicottari assortiti, che lotta perché chi si crede un gatto transex dotato di corna e rumine non venga considerato un caso “bizzarro” ma venga assecondato nelle sue idee. Chi siamo noi per imporgli una cultura patriarcale che vieta agli uomini alle persone di considerarsi gatti con corna e rumine?

Di contro invece l’omettere l’informazione sul sesso biologico fa perdere informazioni e, come hanno detto giustamente le femministe:

Ma la proposta ha suscitato la protesta delle femministe, che vi hanno visto un tentativo di eliminare la presenza femminile. La scrittrice Germaine Greer ha argomentato: «Sono stanca e nauseata da tutto questo. Continuiamo a sostenere che le donne hanno conquistato tutto quello che c’era da conquistare. Ma non hanno conquistato neppure il diritto a esistere». E l’attivista Stephanie Davies-Arai ha aggiunto: «Il sesso biologico delle donne viene cancellato e questo mi spaventa. Una volta che smetti di raccogliere informazioni, tutto si distorce per le donne».

Se non hai le informazioni sul sesso come puoi sostenere che le donne guadagnano il 99.99999% in meno degli uomini? Non lo puoi più fare. E quindi, siccome non conviene, il distinguere il sesso fra maschile e femminile non è più una azione oppressiva e patriarcale. Strana anche l’assenza di chi aveva invece aveva piantato casini perché Trump aveva abolito la legge Obama che permetteva ai transgender di usare il bagno del sesso percepito invece di quello biologico (qui). E di chi sosteniene che il genere è solo un costrutto sociale scollegato dal sesso biologico.

Mi sa che da ora in poi, cortocircuiti simili ne capiteranno a bizzeffe. Io mi attrezzo con i patriarcali birro1 e pop-corn per godermi lo spettacolo.


  1. al maschile ovviamente per sostenere il mio culturo patriarcale e misogino. 

Se le tue idee non reggono ad un contraddittorio…

… allora sono idee che non valgono un cazzo.

Stavo leggendo questo articolo di Mattia: http://www.butta.org/?p=20517.

Oppure, prendete questo caso. Ben Shapiro (non proprio un tizio incendiario, eh) va a parlare all’università (?!?) di Berkely, e l’università cosa fa? Ti scrive sul proprio sito cose di questo tipo:

Support and counseling services for students, staff and faculty

We are deeply concerned about the impact some speakers may have on individuals’ sense of safety and belonging. No one should be made to feel threatened or harassed simply because of who they are or for what they believe. For that reason, the following support services are being offered and encouraged:

Student support services
Employee (faculty and staff) support services

Tradotto: siccome nell’università ci sono delle povere stelline che si mettono a frignare se sentono qualcuno dire cose tipo… la verità (quando la verità si scontra con le loro ideologiche masturbazioni mentali) allora l’università ti offre un servizio di assistenza con uno psicologo che ti aiuta a superare il trauma.

Son rimasto sconvolto ed ho pensato alla mia prof. di Filosofia. Qualsiasi bestialità tu dicessi, anche per provocare e per contestarla, ti chiedeva con fare disarmante: “perché? puoi argomentare la tua affermazione?” e spesso non riuscivi a rispondere e la finivi a contorcerti nel patetico “è così perché è così”.
Quella è stata una lezione molto preziosa; alla conoscenza si arriva mediante il dibattito ed il confronto, anche con chi ha idee diametralmente opposte alle tue.

Per sostenere le tue idee devi essere pronto ad affrontare un contraddittorio; se non ha il coraggio di sentire le idee diverse, se non hai il coraggio di argomentare le tue, di chiedere all’altro quali argomenti porta a supporto delle sue significa solo che le tue idee non valgono niente e che l’unico modo di sostenerle è dichiarare eretiche le idee diverse ed invocare la censura. La storia è piena di esempi. Trovo buffo che spesso chi si scandalizza per il rogo della biblioteca di Alessandria alla fine si comporti allo stesso modo di chi ha appiccato il fuoco. Fuoco appiccato perché si temeva quanto scritto in tali libri.

Invece il vivere in un giardino d’infanzia dove vieni abituato a sentire solo quello che vuoi sentire e giustificato se frigni che non vuoi sentire certe cose, significa essere destinato a finire a pezzi quando quelle cose sarai costretto a sentirle.  Da questo punto di vista il web con la sua possibilità di comunicare direttamente è stato devastante. Prima del web, se leggevi magari il giornale ti arrivava la realtà filtrata da tale giornale, le lettere dei lettori erano accuratamente scelte per supportare le tesi del giornale1 mostra la realtà vera e reale e non la versione filtrata dai giornali o dai media. Esistono gli imbecilli, esistono i bifolchi ignoranti convinti di essere grandi dottori. Tante cose che esistevano già ma delle quali vedevi solo pochi casi sporadici, troppo pochi per elevarli a regola generale.

Spingere il politically correct agli eccessi ovvero l’evitare di usare qualsiasi parola che possa evocare qualcosa di spiacevole per qualcun altro, come ad esempio il pronome “lui” per chi, dotato di pisello, si sente una donna oppure il festeggiare la festa della mamma in una classe dove un ragazzo ha la sfortuna di non aver, per un motivo o per un altro, la mamma, significa tentare di far vivere tutti in un immenso giardino d’infanzia dove senti solo quello che ti piace e vieni protetto dalla realtà brutta e cattiva. Peccato che così facendo non impari a confrontarti con la realtà e non impari a crescere, resti solo un bambino frignone che ha bisogno dello psicologo se ti dicono che babbo natale non esiste, perché tale rivelazione può mandare in crisi la tua fragile psiche.

E finisci “distrutto” semplicemente se vieni costretto a sentire qualcosa che non condividi.


  1. un poco come capita in certi forum dove fra i commenti di un articolo che sostiene una tesi T vengono fatti passare un 70% circa di messaggi pro T, un 20% contro e un 10% neutri. E fra i commenti contro passano solo quelli che sembrano scritti da trogloditi sgrammaticati mentre vengono censurati quelli scritti bene che in maniera corretta confutano T. Tanto per fare un esempio, in un articolo pro ius soli un commento come “no ai bingo bongo” verrà fatto passare mentre un commento come “son contrario perché considero poco accorto far sì che un minore abbia una cittadinanza diversa da quella dei suoi genitori/tutori” verrà cassato. 

Femmine ballerine e maschi calciatori, l’Inghilterra vieta stereotipi di genere – Wired

Articolo di Wired che ho trovato un poco demenziale ed un poco inquietante. Imho son queste le “zappe” sui piedi che contribuiscono a rendere diffidente la gente verso molti capricci rozzamente mascherati da richieste di non discriminazione. Grassetti miei.

Sorgente: Femmine ballerine e maschi calciatori, l’Inghilterra vieta stereotipi di genere – Wired

Femmine ballerine e maschi calciatori, l’Inghilterra vieta stereotipi di genere
L’ente che monitora le informazioni pubblicitarie, ha pubblicato un testo guida per evitare di cadere nei soliti cliché dannosi per la (libera) crescita dei nostri figli (…)

(…) E tra tutti questi “maestri” – buoni o cattivi che siano – uno dei più forti e persistenti è la pubblicità, che disegna quotidianamente un immaginario del mondo attraverso tutti i canali possibili, e lo fa con uno scopo ben preciso: quello di vendere dei prodotti.

Quindi la pubblicità non ha scopi educativi o di vendere. E visto che oggi il politically correct fa figo e moderno ci si precipita per vendere.
Basta vedere i manifesti pubblicati dopo la vicenda della pubblicità barilla; tutti identici e tutti che giocavano su: “MM, MF e FF sono una famiglia.”.
Brutta cosa che la pubblicità venga considerato come sistema di educazione, brutta cosa.
Far capire ai bambini che la pubblicità è una cosa finta e che la realtà è un’altra cosa è una cosa sanissima da fare quanto prima.

Per questa ragione la Advertising Standards Authority – l’associazione britannica che si occupa di monitorare le informazioni pubblicitarie in stretto raccordo con il Governo – ha pubblicato una serie di linee guida indicando l’urgenza di costruire una serie di restrizioni per evitare che le pubblicità promulghino gli stereotipi di genere.

Per stereotipo di genere si intende tutta quella costruzione di immaginari all’interno dei quali maschi e femmine interpretano ruoli rigidi e predefiniti: nelle pubblicità basate su questa rappresentazione (falsa o parziale) del mondo, le femmine puliscono casa mentre i maschi passano correndo con le scarpe infangate. Gli uomini non si lamentano e non piangono mai. Le bambine giocano con le bambole e i maschi con le macchinine. Le femmine vogliono fare le ballerine e i maschi i calciatori. I ragazzini studiano la matematica e le ragazzine leggono i libri. E, soprattutto, le femmine sono docili, romantiche e un po’ svampite, mentre i maschi sono duri, coraggiosi e sicuri di sé.

la pubblicità mira a specifiche nicchie di mercato e tara la sua comunicazione per convincerle a comperare. Per accorgersene basta prendere una rivista destinata principalmente ad un pubblico femminile ed una destinata ad un pubblico maschile. Nella prima si troveranno tante pubblicità di prodotti di bellezza come rossetti e mascara e nella seconda di prodotti per il fai da te?

Le riviste vogliono imporre stereotipi (come poi?) oppure il 95% di potenziali acquirenti di un rossetto è di sesso femminile e il 95% di potenziali acquirenti di un trapano di sesso maschile?

Secondariamente perché colpire solo gli stereotipi di genere e non gli altri stereotipi usati dalla pubblicità? perché alla guida di auto sportive ci son sempre strafigh* danaros* e non disoccupat* cinquantenn* ?  Perché i costumi da bagno sono indossati da modelli e modelle con corpi statuari e non da persone con pancetta o tanta cellulite? Perché durante le cene, a meno che non sia la pubblicità del detersivo, le tovaglie rimangono immacolate? Perché le camicie escono dalla lavatrice lavate e stirate? Perché i solari son reclamizzati sempre in spiagge bellissime ed esotiche e non nella piscinetta condominiale? E se un* casaling* cade in depressione perché la lavatrice tira fuori le camicie bagnate e spiegazzate e si sente un* perfett* incapace?

I dati, infatti, dimostrano che le donne non sono più a larga maggioranza casalinghe, che scienziati e ricercatori sono spesso di sesso femminile, che i maschi desiderano potersi godere la paternità alla nascita di un figlio e che le donne amministratrici delegate di grandi aziende sono in vertiginoso aumento. Parallelamente, le cronache sportive italiane raccontano di maschi impegnati (e vincenti) in discipline una volta tipicamente femminili, come il nuoto sincronizzato, e il libro di un papà felice e romantico come Matteo Bussola vende oltre 50.000 copie in pochi mesi.

e infatti la pubblicità cambia come cambia la società. Ma che cambi perché cambia la società, guardare qualche vecchio carosello o qualche pubblicità anni ’80 per rendersene conto, è fisiologico. Trovo invece sia sbagliato usare la pubblicità per far cambiare “nella direzione voluta” la società.
Per il resto queste battaglie stranamente son per i posti migliori, difficilmente lottano per i “babbomat” o perché la percentuale di morti bianche sia circa uguale fra uomini e donne.
Questi sono i dati istat, dai quali risulta (tabella b6.4) che:

infortuni mortali 2011-2015 è ancora più interessante; sul totale degli infortuni risulta che la percentuale di maschi è del 91%

Inoltre per quanto riguarda le cause:
– femmine: 56% in itinere (211), 25% sul lavoro con mezzo di trasporto (93), 19% sul lavoro senza mezzo di trasporto (70)
– maschi: 24% in itinere (853), 26% sul lavoro con mezzo di trasporto (946), 50% sul lavoro senza mezzo di trasporto (1.773).
– rapporti assoluti maschi a femmine: in itinere 4 a 1,
sul lavoro con mezzo di trasporto 10 a 1,
sul lavoro senza mezzo di trasporto 25 a 1.

Ciononostante molte pubblicità si ostinano a promuovere un immaginario del mondo falsato e stigmatizzante.
Per queste e molte altre ragioni, l’Inghilterra si doterà presto di una legislazione, basata sulle indicazioni fornite dall’ASA, a cui i pubblicitari dovranno attenersi.
In Italia, invece, per ora dovremo continuare a vedere pubblicità come queste.

La pubblicità riportata nel sito non ha niente di scandaloso, un bambino ed una bambina vestiti normalmente, la bambina rappresentata più tranquilla, il bambino più “agitato”, ovviamente lui è indicato dal pronome maschile, lei da quello femminile, ma se quello è sessismo e discriminazione allora vuol dire che abbiamo raggiunto la parità.

E chi pensa che le indicazioni inglesi siano un po’ bigotte e retrograde, che l’allarmismo sia ingiustificato, e che un conto sono le pubblicità e un altro è la vita, può provare a sperimentare le conseguenze degli stereotipi di genere in prima persona: aprite il gruppo WhatsApp della classe dei vostri figli e scrivete che una vostra amica sta pensando di iscrivere il bambino ad un corso di danza classica, o la bambina ad una scuola di rugby.
E poi godetevi le reazioni.

La mia reazione, con sincerità sarebbe: è la volontà del bambino oppure è la volontà della mamma che vuole fare la conformista “anticontroboicottara”?
Talvolta quando leggo articoli come questo ho come l’impressione che non si voglia mirare ad una parità ma poter usare la specialità come jolly quando mi conviene. Gli stereotipi, che non sono imposizioni altrimenti non si capirebbe come mai esistano ballerini maschi e rugbiste femmine, son semplicemente una rappresentazione della maggioranza. E la soluzione invece di imporre regole inutili e cretine sarebbe insegnare il rispetto per gli altri e le loro scelte, semplicemente.

idiozie pro omofobia

Se c’è una cosa che contribuisce a sostenere le idee idiote come l’omofobia è l’invocarla come scusante per coprire i propri capricci.

Stavo leggendo questa vicenda:

Ha partecipato al Gay pride in divisa e per questo il vigile del fuoco Costantino Saporito, dell’Usb, dovrà subire un procedimento disciplinare. Ne dà notizia lo stesso sindacato, spiegando che la contestazione è di aver sfilato con l’uniforme lo scorso 10 giugno, a Roma, «senza essere stato preventivamente autorizzato».

«Linguaggio borbonico»
«Così – commenta il coordinamento nazionale Usb vigili del fuoco – mentre l’Italia brucia c’è chi si diletta a perdere tempo prezioso per stilare rapporti e contestazioni in linguaggio borbonico. Ci sarebbe quasi da ridere, se non venisse da piangere». La contestazione, afferma il sindacato, «sottolinea che il “reato” addebitato a Saporito è l’aver esposto “l’uniforme d’istituto” al pubblico ludibrio. Perché tale viene evidentemente considerato l’esprimere pubblicamente le proprie idee facendosi riconoscere come vigile del fuoco. Si contesta cioè quel che in altri Paesi, sempre indicati come faro di democrazia e partecipazione, è lecito e consolidato. Vedi le partecipazioni ai Gay pride dei bobbies inglesi e dei soldati di sua maestà la regina o dei poliziotti e dei vigili del fuoco americani».

«Ricostruzione priva di fondamento»
Per il dipartimento dei vigili del fuoco quella dell’Usb è una ricostruzione «del tutto priva di fondamento, che tende ad accreditare una visione omofoba ben lungi dai valori di tolleranza e democrazia sempre testimoniati dal Corpo nazionale» dei pompieri. Alla base del procedimento disciplinare, si spiega in una nota, il fatto che «secondo le norme di servizio l’uniforme può essere utilizzata solo in operatività». Altrimenti occorre il «preventivo consenso». «Del resto – conclude il comunicato – Saporito trascura di dire che analoga contestazione gli è stata rivolta per la precedente partecipazione, anche in quel caso in uniforme e senza autorizzazione, a una nota trasmissione televisiva pomeridiana».

Alcune considerazioni a margine: un datore di lavoro ha tutto il diritto di vietare l’uso non autorizzato della divisa aziendale al di fuori dell’ambito lavorativo. E questo divieto non lede affatto alcun diritto del lavoratore in quanto può sempre andare a qualunque manifestazione voglia purché non in divisa da lavoro.

Per i corpi civili e militari dello stato vale la stessa cosa: senza preventiva autorizzazione è vietato utilizzare la divisa al di fuori dell’ambito lavorativo. I motivi sono semplici ed anche facili da comprendere:

  • il primo è il poter distinguere immediatamente nella manifestazione chi partecipa “per lavoro” occupandosi della sicurezza e del controllo da chi partecipa “in via personale”.
  • il secondo, parimenti importante, è il non voler associare il corpo o l’azienda alla manifestazione. Non è sbagliato che una azienda, ed ancor di più un corpo dello stato, tenga ad apparire neutrale e a non voler essere associato ad una fazione o ad un altra. Piaccia o no quando hai una divisa non rappresenti solo te stesso ma rappresenti, un poco, anche il corpo di cui fai parte. Quello che dici è l’opinione personale di mario rossi o l’opinione ufficiale del corpo dei vigili del fuoco?

Che sia successo al gay pride è puramente accidentale, poteva essere anche il raduno dei nostalgici, la marcia degli anarchici, la lettura delle sentinelle in piedi o la sagra della bistecca fiorentina vegan; se non sei autorizzato ad andare in divisa, partecipi in abiti borghesi. La contestazione disciplinare al tipo, per quanto sia in linguaggio borbonico, è giusta. Frignare “mi puniscono solo per omofobia” lo vedo come una zappa sui piedi per la causa omosessuale.

In primo luogo si pretende, come al solito in italia, che la nobiltà della causa giustifichi qualsiasi violazione di norme e contratti1. In seconda battuta l’impressione che molti avranno è che i gay son solo capricciosi che piangono di omofobia solo per avere ragione e usino l’omofobia come copertura dei loro capricci. E questo significa dare l’impressione di essere “checche isteriche” pronte a frignare a morte se vengono poco poco contraddette o riprese nei loro capricci. Non so quanto possa essere proficuo far intendere che i gay, in quanto gay, vogliano privilegi speciali.

Da notare anche il sindacato che, come spesso capita, sostiene acriticamente il lavoratore anche quando il medesimo è chiaramente dalla parte del torto.

Sarei comunque curioso di sapere quanti che si sbracciano in difesa del vigile al gay pride si sarebbero sbracciati allo stesso modo se il vigile invece avesse fatto, in divisa, la sentinella in piedi. Se è diritto della persona partecipare in divisa alle manifestazioni che gli stanno a cuore allora ha diritto sia che si tratti del gay pride sia che si tratti delle sentinelle in piedi, altrimenti (ad una sì perché la causa è giusta, l’altra no perché la causa è sbagliata) è solo faziosità.


  1. il divieto di utilizzo della divisa al di fuori dell’ambito lavorativo e delle occasioni autorizzate è scritto chiaramente nel regolamento. 

la bufala della moneta scritturale

Ovvero alcuni pazzi pretendono di battere loro la moneta e di usarla per pagare le obbligazioni.

Due note a margine:

-> Nessuno è obbligato ad accettare, in pagamento, valuta che non sia la valuta avente corso legale nello stato. Io posso rifiutare i pagamenti in dollari, in bitcoin od in patate. Sono obbligato ad accettare invece i pagamenti in euro.

La Banca d’Italia qui spiega bene cosa sia la moneta scritturale “vera” e cosa si rischi a giocare alla piccola “zecca di stato”. Terra terra: la moneta scritturale creata al di fuori del sistema bancario europeo è solo carta straccia e non vale la carta cui è stampata.  Tentarsi la carta della “moneta scritturale” significa peggiorare, e di molto, la propria situazione finanziaria.

e se le complicazioni della rosolia capitassero a tuo figlio?

Da una discussione sui forum del fatto

Aqualung • 16 ore fa
Non ho mai conosciuto in vita mia qualcuno che abbia avuto a sua volta amici o parenti che siano morti o abbiano subito le conseguenze del morbillo o della varicella . Eppure quando ero piccolo nessuno si vaccinava . Te lo prendevi , stavi a casa qualche giorno e non lo sentivi più nominare….

Shevathas -> Aqualung • un’ora fa
conosco direttamente una persona cui la rosolia lasciò una lesione permanente al nervo acustico costringendola all’uso dell’apparecchio acustico.

jacopor70 -> Shevathas • un’ora fa
Va bene. Vacciniamo tutti i neonati di una nazione intera per prevenire la sordità a qualcuno. Ma le sentite le scemenze che sostenete? ma chi vi paga? No, perché a questo punto mi pare evidente che qualcuno vi paga per dirle. Sennò non si spiega. Nessuna persona con un minimo di cultura scientifica può sostenere queste stupidaggini, credendoci.

Che dire? quando qualcuno mette in discussione il loro mantra “le malattie esantematiche sono innocue, io l’ho passata e non mi è successo niente, e neppure nessuno che conosco”, parte la sbroccata. Il caso che ho citato è vero; purtroppo una delle rare complicanze della rosolia son le lesioni al nervo acustico. Rare ma talvolta c’è qualcuno che, sfortunatamente, se le prende. E allora perché rischiare?  E se a prenderle fosse un parente vicino od un figlio1? Il messaggio di risposta, mettendo da parte le solite accuse di ignoranza e di essere pagato da Big Pharma2, è: facciamo rischiare cose più pericolose invece di correre rischi minori con il vaccino.

La decisione vaccino sì/vaccino no si riduce ad un semplice confronto di rischi. Riprendo un esempio che avevo fatto, brevemente: siete stati rapiti da un pazzo sadico e venite costretti a scegliere fra il giocare alla roulette russa con un rischio di morte di 1 su 6, o pescare una caramella da una boccia di 6.000 caramelle sapendo che una fra esse è avvelenata, il rischio di morte in questo caso è di 1 su 6.000; cosa scegliete?

Ovviamente tutti le caramelle e cosa ancora più scontata ci saranno solo morti “di caramelle” e non morti di revolver. Ecco perché qualcuno inizierà a pensare che la roulette russa sia più sicuro rispetto al pescare una caramella.

Le malattie esantematiche spesso non lasciano conseguenze, spesso ma non sempre, come mostra anche questa triste vicenda, vicenda che mostra come molti, quando arriva il conto della loro stupidità, se la prendano con tutto e tutti tranne che con loro stessi.

PS

Non auguro a nessuno di prendersi conseguenze di rosolia o malattie varie; però bisogna tener presente che il rischio di complicazioni non è solo un vago rischio teorico ma è un rischio reale.


  1. da notare che uno dei loro cavalli di battaglia è sempre stato: “e se a prendere i danni da vaccino fosse tuo figlio?”, logico che la domanda “e se a beccarsi quella conseguenza della rosolia fosse tuo figlio?” causa una forte sbroccata. 
  2. in realtà son al soldo del NWO