L’inversione dell’onere della prova.

Su twitter hanno segnalato questo articolo di next quotidiano; articolo che considero emblematico della nuova caccia alle streghe e di quella barbarie che è l’inversione dell’onere della prova.

Non bisogna dimenticare però che Brizzi, come tutti, ha diritto come tutti ad essere considerato innocente fino a prova contraria. Ma in questo caso non c’è nessuna indagine in corso e nessun processo quindi non ha molto senso invocare il garantismo. È quindi inutile lanciarsi, come stanno facendo molti, in processi improvvisati sui social network o sui giornali. Ma fatto salvo il diritto alla difesa di Brizzi – che potrebbe al momento limitarsi a spiegare come mai una decina di persone si sarebbe “inventata” accuse nei suoi confronti – in questa vicenda c’è qualcosa di peggio: i soliti attacchi contro quelle donne che hanno trovato la forza di denunciare quanto accaduto.

Tesi interessante: fino a quando non c’è una indagine in corso della magistratura non ha senso invocare il garantismo. E poi si usa l’inversione dell’onere della prova: “potrebbe al momento limitarsi a spiegare come mai una decina di persone si sarebbe “inventata” accuse nei suoi confronti”.

Non funziona così: è chi accusa che deve portare prove a favore delle sue accuse e dimostrare che l’accusato è colpevole. Non è l’accusato a dover dimostrare che è innocente. E questo è un principio di civiltà e di buon senso prima che un diritto scritto nella costituzione.  Brizzi non deve spiegare niente a nessuno, deve essere chi denuncia a dimostrare, in tribunale non alle iene, la verità delle sue accuse. In quel caso, e solo in quel caso, è giusto che venga chiamato a rispondere. Ma a rispondere al giudice non al primo telecronista.

Faccio notare anche un’altra cosa: il rovescio ulteriore dell’onere della prova è quasi immediato; come possono, le iene, dimostrare che questa recita, le intervistate son tutte attrici d’altronde, non è stata organizzata per creare una macchina del fango verso il tizio? Ci vuole molto a predisporre un copione e trovare dieci comparse per farglielo leggere?
Visto come è facile passare dal banco dell’accusa a quello degli imputati?

Da notare anche un’altra cosa: “i soliti attacchi contro quelle donne”; farei notare anche i soliti attacchi contro la Lucarelli, Luxuria o Rossella Brescia colpevoli di aver messo in dubbio le affermazioni di Asia Argento1.

Ma perché lo fanno in televisione, alle Iene, e non sono andate dai Carabinieri o in Procura? Non sappiamo quando sono accaduti i fatti, possiamo ipotizzare che risalgano a diverso tempo fa, forse ad alcuni anni fa. In Italia il Codice Penale (Art. 609-bis) stabilisce che la violenza sessuale è uno di quei reati per cui si procede in seguito a querela. Non è un reato per cui – salvo in casi particolarmente gravi come la violenza sessuale di gruppo o se sono coinvolti minorenni – si proceda d’ufficio. Le vittime hanno 180 giorni di tempo (sei mesi) per sporgere querela. Trascorso quel lasso di tempo non è più possibile farlo. Ed è per questo che Brizzi non risulta al momento essere sotto inchiesta. Ma oltre a questo particolare tecnico sono subentrate nelle vittime la vergogna, la paura di doverlo raccontare ai propri familiari, la sofferenza psicologica e il senso di impotenza comune a tutte le vittime di violenza sessuale

C’è una ratio per quel limite di tempo: passato tanto tempo come puoi dimostrare che c’è stata violenza? Piaccia o no in questo caso, come nel caso Weistein e come in molti altri casi analoghi, vedi Takei ad esempio, abbiamo racconti ma non abbiamo prove. E che si fa? la testimonianza di una presunta vittima diventa ipso facto prova valida per condannare? si usa il tribunale del bobolo internettiano per giudicare condannare e giustiziare, come quei bellissimi linciaggi che fanno tanto streghe di Salem?

Io vedo il rischio che per fermare una barbarie poi alla fine si arrivi ad una barbarie enormemente più grande. Voglio solo far notare una cosa a chiunque adesso sta andando in piazza ad urlare lo sdegno e chiedere “leggi speciali”; che anche robespierre a furia di epurare finì a sua volta epurato. Che venga colpito un marito, un figlio o anche una donna, esistono le molestie da lei a lei, non è un pericolo remoto, come le storie di Allison Mack e di Judith Grossman.


  1. Affermazioni che dopo quanto riferito dal padre e dal terrore di lei del mossad, perdono leggermente di credibilità. 
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Cortocircuiti…

Quando avevo letto questa notizia: Censimento inglese niente sesso maschio o femmina per non urtare trans – Corriere.it, avevo pensato ad una bufala; invece è vera.  Quello che mi diverte è che abbiamo sotto gli occhi un esempio di cortocircuito logico. Da una parte la galassia contro il cattivo maschio bianco oppressore, cioè femministe, casinisti con la scusa dei diritti capricci civili, associazioni LGBTQIXYZαβγ, anticontroboicottari assortiti, che lotta perché chi si crede un gatto transex dotato di corna e rumine non venga considerato un caso “bizzarro” ma venga assecondato nelle sue idee. Chi siamo noi per imporgli una cultura patriarcale che vieta agli uomini alle persone di considerarsi gatti con corna e rumine?

Di contro invece l’omettere l’informazione sul sesso biologico fa perdere informazioni e, come hanno detto giustamente le femministe:

Ma la proposta ha suscitato la protesta delle femministe, che vi hanno visto un tentativo di eliminare la presenza femminile. La scrittrice Germaine Greer ha argomentato: «Sono stanca e nauseata da tutto questo. Continuiamo a sostenere che le donne hanno conquistato tutto quello che c’era da conquistare. Ma non hanno conquistato neppure il diritto a esistere». E l’attivista Stephanie Davies-Arai ha aggiunto: «Il sesso biologico delle donne viene cancellato e questo mi spaventa. Una volta che smetti di raccogliere informazioni, tutto si distorce per le donne».

Se non hai le informazioni sul sesso come puoi sostenere che le donne guadagnano il 99.99999% in meno degli uomini? Non lo puoi più fare. E quindi, siccome non conviene, il distinguere il sesso fra maschile e femminile non è più una azione oppressiva e patriarcale. Strana anche l’assenza di chi aveva invece aveva piantato casini perché Trump aveva abolito la legge Obama che permetteva ai transgender di usare il bagno del sesso percepito invece di quello biologico (qui). E di chi sosteniene che il genere è solo un costrutto sociale scollegato dal sesso biologico.

Mi sa che da ora in poi, cortocircuiti simili ne capiteranno a bizzeffe. Io mi attrezzo con i patriarcali birro1 e pop-corn per godermi lo spettacolo.


  1. al maschile ovviamente per sostenere il mio culturo patriarcale e misogino. 

Se le tue idee non reggono ad un contraddittorio…

… allora sono idee che non valgono un cazzo.

Stavo leggendo questo articolo di Mattia: http://www.butta.org/?p=20517.

Oppure, prendete questo caso. Ben Shapiro (non proprio un tizio incendiario, eh) va a parlare all’università (?!?) di Berkely, e l’università cosa fa? Ti scrive sul proprio sito cose di questo tipo:

Support and counseling services for students, staff and faculty

We are deeply concerned about the impact some speakers may have on individuals’ sense of safety and belonging. No one should be made to feel threatened or harassed simply because of who they are or for what they believe. For that reason, the following support services are being offered and encouraged:

Student support services
Employee (faculty and staff) support services

Tradotto: siccome nell’università ci sono delle povere stelline che si mettono a frignare se sentono qualcuno dire cose tipo… la verità (quando la verità si scontra con le loro ideologiche masturbazioni mentali) allora l’università ti offre un servizio di assistenza con uno psicologo che ti aiuta a superare il trauma.

Son rimasto sconvolto ed ho pensato alla mia prof. di Filosofia. Qualsiasi bestialità tu dicessi, anche per provocare e per contestarla, ti chiedeva con fare disarmante: “perché? puoi argomentare la tua affermazione?” e spesso non riuscivi a rispondere e la finivi a contorcerti nel patetico “è così perché è così”.
Quella è stata una lezione molto preziosa; alla conoscenza si arriva mediante il dibattito ed il confronto, anche con chi ha idee diametralmente opposte alle tue.

Per sostenere le tue idee devi essere pronto ad affrontare un contraddittorio; se non ha il coraggio di sentire le idee diverse, se non hai il coraggio di argomentare le tue, di chiedere all’altro quali argomenti porta a supporto delle sue significa solo che le tue idee non valgono niente e che l’unico modo di sostenerle è dichiarare eretiche le idee diverse ed invocare la censura. La storia è piena di esempi. Trovo buffo che spesso chi si scandalizza per il rogo della biblioteca di Alessandria alla fine si comporti allo stesso modo di chi ha appiccato il fuoco. Fuoco appiccato perché si temeva quanto scritto in tali libri.

Invece il vivere in un giardino d’infanzia dove vieni abituato a sentire solo quello che vuoi sentire e giustificato se frigni che non vuoi sentire certe cose, significa essere destinato a finire a pezzi quando quelle cose sarai costretto a sentirle.  Da questo punto di vista il web con la sua possibilità di comunicare direttamente è stato devastante. Prima del web, se leggevi magari il giornale ti arrivava la realtà filtrata da tale giornale, le lettere dei lettori erano accuratamente scelte per supportare le tesi del giornale1 mostra la realtà vera e reale e non la versione filtrata dai giornali o dai media. Esistono gli imbecilli, esistono i bifolchi ignoranti convinti di essere grandi dottori. Tante cose che esistevano già ma delle quali vedevi solo pochi casi sporadici, troppo pochi per elevarli a regola generale.

Spingere il politically correct agli eccessi ovvero l’evitare di usare qualsiasi parola che possa evocare qualcosa di spiacevole per qualcun altro, come ad esempio il pronome “lui” per chi, dotato di pisello, si sente una donna oppure il festeggiare la festa della mamma in una classe dove un ragazzo ha la sfortuna di non aver, per un motivo o per un altro, la mamma, significa tentare di far vivere tutti in un immenso giardino d’infanzia dove senti solo quello che ti piace e vieni protetto dalla realtà brutta e cattiva. Peccato che così facendo non impari a confrontarti con la realtà e non impari a crescere, resti solo un bambino frignone che ha bisogno dello psicologo se ti dicono che babbo natale non esiste, perché tale rivelazione può mandare in crisi la tua fragile psiche.

E finisci “distrutto” semplicemente se vieni costretto a sentire qualcosa che non condividi.


  1. un poco come capita in certi forum dove fra i commenti di un articolo che sostiene una tesi T vengono fatti passare un 70% circa di messaggi pro T, un 20% contro e un 10% neutri. E fra i commenti contro passano solo quelli che sembrano scritti da trogloditi sgrammaticati mentre vengono censurati quelli scritti bene che in maniera corretta confutano T. Tanto per fare un esempio, in un articolo pro ius soli un commento come “no ai bingo bongo” verrà fatto passare mentre un commento come “son contrario perché considero poco accorto far sì che un minore abbia una cittadinanza diversa da quella dei suoi genitori/tutori” verrà cassato. 

Femmine ballerine e maschi calciatori, l’Inghilterra vieta stereotipi di genere – Wired

Articolo di Wired che ho trovato un poco demenziale ed un poco inquietante. Imho son queste le “zappe” sui piedi che contribuiscono a rendere diffidente la gente verso molti capricci rozzamente mascherati da richieste di non discriminazione. Grassetti miei.

Sorgente: Femmine ballerine e maschi calciatori, l’Inghilterra vieta stereotipi di genere – Wired

Femmine ballerine e maschi calciatori, l’Inghilterra vieta stereotipi di genere
L’ente che monitora le informazioni pubblicitarie, ha pubblicato un testo guida per evitare di cadere nei soliti cliché dannosi per la (libera) crescita dei nostri figli (…)

(…) E tra tutti questi “maestri” – buoni o cattivi che siano – uno dei più forti e persistenti è la pubblicità, che disegna quotidianamente un immaginario del mondo attraverso tutti i canali possibili, e lo fa con uno scopo ben preciso: quello di vendere dei prodotti.

Quindi la pubblicità non ha scopi educativi o di vendere. E visto che oggi il politically correct fa figo e moderno ci si precipita per vendere.
Basta vedere i manifesti pubblicati dopo la vicenda della pubblicità barilla; tutti identici e tutti che giocavano su: “MM, MF e FF sono una famiglia.”.
Brutta cosa che la pubblicità venga considerato come sistema di educazione, brutta cosa.
Far capire ai bambini che la pubblicità è una cosa finta e che la realtà è un’altra cosa è una cosa sanissima da fare quanto prima.

Per questa ragione la Advertising Standards Authority – l’associazione britannica che si occupa di monitorare le informazioni pubblicitarie in stretto raccordo con il Governo – ha pubblicato una serie di linee guida indicando l’urgenza di costruire una serie di restrizioni per evitare che le pubblicità promulghino gli stereotipi di genere.

Per stereotipo di genere si intende tutta quella costruzione di immaginari all’interno dei quali maschi e femmine interpretano ruoli rigidi e predefiniti: nelle pubblicità basate su questa rappresentazione (falsa o parziale) del mondo, le femmine puliscono casa mentre i maschi passano correndo con le scarpe infangate. Gli uomini non si lamentano e non piangono mai. Le bambine giocano con le bambole e i maschi con le macchinine. Le femmine vogliono fare le ballerine e i maschi i calciatori. I ragazzini studiano la matematica e le ragazzine leggono i libri. E, soprattutto, le femmine sono docili, romantiche e un po’ svampite, mentre i maschi sono duri, coraggiosi e sicuri di sé.

la pubblicità mira a specifiche nicchie di mercato e tara la sua comunicazione per convincerle a comperare. Per accorgersene basta prendere una rivista destinata principalmente ad un pubblico femminile ed una destinata ad un pubblico maschile. Nella prima si troveranno tante pubblicità di prodotti di bellezza come rossetti e mascara e nella seconda di prodotti per il fai da te?

Le riviste vogliono imporre stereotipi (come poi?) oppure il 95% di potenziali acquirenti di un rossetto è di sesso femminile e il 95% di potenziali acquirenti di un trapano di sesso maschile?

Secondariamente perché colpire solo gli stereotipi di genere e non gli altri stereotipi usati dalla pubblicità? perché alla guida di auto sportive ci son sempre strafigh* danaros* e non disoccupat* cinquantenn* ?  Perché i costumi da bagno sono indossati da modelli e modelle con corpi statuari e non da persone con pancetta o tanta cellulite? Perché durante le cene, a meno che non sia la pubblicità del detersivo, le tovaglie rimangono immacolate? Perché le camicie escono dalla lavatrice lavate e stirate? Perché i solari son reclamizzati sempre in spiagge bellissime ed esotiche e non nella piscinetta condominiale? E se un* casaling* cade in depressione perché la lavatrice tira fuori le camicie bagnate e spiegazzate e si sente un* perfett* incapace?

I dati, infatti, dimostrano che le donne non sono più a larga maggioranza casalinghe, che scienziati e ricercatori sono spesso di sesso femminile, che i maschi desiderano potersi godere la paternità alla nascita di un figlio e che le donne amministratrici delegate di grandi aziende sono in vertiginoso aumento. Parallelamente, le cronache sportive italiane raccontano di maschi impegnati (e vincenti) in discipline una volta tipicamente femminili, come il nuoto sincronizzato, e il libro di un papà felice e romantico come Matteo Bussola vende oltre 50.000 copie in pochi mesi.

e infatti la pubblicità cambia come cambia la società. Ma che cambi perché cambia la società, guardare qualche vecchio carosello o qualche pubblicità anni ’80 per rendersene conto, è fisiologico. Trovo invece sia sbagliato usare la pubblicità per far cambiare “nella direzione voluta” la società.
Per il resto queste battaglie stranamente son per i posti migliori, difficilmente lottano per i “babbomat” o perché la percentuale di morti bianche sia circa uguale fra uomini e donne.
Questi sono i dati istat, dai quali risulta (tabella b6.4) che:

infortuni mortali 2011-2015 è ancora più interessante; sul totale degli infortuni risulta che la percentuale di maschi è del 91%

Inoltre per quanto riguarda le cause:
– femmine: 56% in itinere (211), 25% sul lavoro con mezzo di trasporto (93), 19% sul lavoro senza mezzo di trasporto (70)
– maschi: 24% in itinere (853), 26% sul lavoro con mezzo di trasporto (946), 50% sul lavoro senza mezzo di trasporto (1.773).
– rapporti assoluti maschi a femmine: in itinere 4 a 1,
sul lavoro con mezzo di trasporto 10 a 1,
sul lavoro senza mezzo di trasporto 25 a 1.

Ciononostante molte pubblicità si ostinano a promuovere un immaginario del mondo falsato e stigmatizzante.
Per queste e molte altre ragioni, l’Inghilterra si doterà presto di una legislazione, basata sulle indicazioni fornite dall’ASA, a cui i pubblicitari dovranno attenersi.
In Italia, invece, per ora dovremo continuare a vedere pubblicità come queste.

La pubblicità riportata nel sito non ha niente di scandaloso, un bambino ed una bambina vestiti normalmente, la bambina rappresentata più tranquilla, il bambino più “agitato”, ovviamente lui è indicato dal pronome maschile, lei da quello femminile, ma se quello è sessismo e discriminazione allora vuol dire che abbiamo raggiunto la parità.

E chi pensa che le indicazioni inglesi siano un po’ bigotte e retrograde, che l’allarmismo sia ingiustificato, e che un conto sono le pubblicità e un altro è la vita, può provare a sperimentare le conseguenze degli stereotipi di genere in prima persona: aprite il gruppo WhatsApp della classe dei vostri figli e scrivete che una vostra amica sta pensando di iscrivere il bambino ad un corso di danza classica, o la bambina ad una scuola di rugby.
E poi godetevi le reazioni.

La mia reazione, con sincerità sarebbe: è la volontà del bambino oppure è la volontà della mamma che vuole fare la conformista “anticontroboicottara”?
Talvolta quando leggo articoli come questo ho come l’impressione che non si voglia mirare ad una parità ma poter usare la specialità come jolly quando mi conviene. Gli stereotipi, che non sono imposizioni altrimenti non si capirebbe come mai esistano ballerini maschi e rugbiste femmine, son semplicemente una rappresentazione della maggioranza. E la soluzione invece di imporre regole inutili e cretine sarebbe insegnare il rispetto per gli altri e le loro scelte, semplicemente.

idiozie pro omofobia

Se c’è una cosa che contribuisce a sostenere le idee idiote come l’omofobia è l’invocarla come scusante per coprire i propri capricci.

Stavo leggendo questa vicenda:

Ha partecipato al Gay pride in divisa e per questo il vigile del fuoco Costantino Saporito, dell’Usb, dovrà subire un procedimento disciplinare. Ne dà notizia lo stesso sindacato, spiegando che la contestazione è di aver sfilato con l’uniforme lo scorso 10 giugno, a Roma, «senza essere stato preventivamente autorizzato».

«Linguaggio borbonico»
«Così – commenta il coordinamento nazionale Usb vigili del fuoco – mentre l’Italia brucia c’è chi si diletta a perdere tempo prezioso per stilare rapporti e contestazioni in linguaggio borbonico. Ci sarebbe quasi da ridere, se non venisse da piangere». La contestazione, afferma il sindacato, «sottolinea che il “reato” addebitato a Saporito è l’aver esposto “l’uniforme d’istituto” al pubblico ludibrio. Perché tale viene evidentemente considerato l’esprimere pubblicamente le proprie idee facendosi riconoscere come vigile del fuoco. Si contesta cioè quel che in altri Paesi, sempre indicati come faro di democrazia e partecipazione, è lecito e consolidato. Vedi le partecipazioni ai Gay pride dei bobbies inglesi e dei soldati di sua maestà la regina o dei poliziotti e dei vigili del fuoco americani».

«Ricostruzione priva di fondamento»
Per il dipartimento dei vigili del fuoco quella dell’Usb è una ricostruzione «del tutto priva di fondamento, che tende ad accreditare una visione omofoba ben lungi dai valori di tolleranza e democrazia sempre testimoniati dal Corpo nazionale» dei pompieri. Alla base del procedimento disciplinare, si spiega in una nota, il fatto che «secondo le norme di servizio l’uniforme può essere utilizzata solo in operatività». Altrimenti occorre il «preventivo consenso». «Del resto – conclude il comunicato – Saporito trascura di dire che analoga contestazione gli è stata rivolta per la precedente partecipazione, anche in quel caso in uniforme e senza autorizzazione, a una nota trasmissione televisiva pomeridiana».

Alcune considerazioni a margine: un datore di lavoro ha tutto il diritto di vietare l’uso non autorizzato della divisa aziendale al di fuori dell’ambito lavorativo. E questo divieto non lede affatto alcun diritto del lavoratore in quanto può sempre andare a qualunque manifestazione voglia purché non in divisa da lavoro.

Per i corpi civili e militari dello stato vale la stessa cosa: senza preventiva autorizzazione è vietato utilizzare la divisa al di fuori dell’ambito lavorativo. I motivi sono semplici ed anche facili da comprendere:

  • il primo è il poter distinguere immediatamente nella manifestazione chi partecipa “per lavoro” occupandosi della sicurezza e del controllo da chi partecipa “in via personale”.
  • il secondo, parimenti importante, è il non voler associare il corpo o l’azienda alla manifestazione. Non è sbagliato che una azienda, ed ancor di più un corpo dello stato, tenga ad apparire neutrale e a non voler essere associato ad una fazione o ad un altra. Piaccia o no quando hai una divisa non rappresenti solo te stesso ma rappresenti, un poco, anche il corpo di cui fai parte. Quello che dici è l’opinione personale di mario rossi o l’opinione ufficiale del corpo dei vigili del fuoco?

Che sia successo al gay pride è puramente accidentale, poteva essere anche il raduno dei nostalgici, la marcia degli anarchici, la lettura delle sentinelle in piedi o la sagra della bistecca fiorentina vegan; se non sei autorizzato ad andare in divisa, partecipi in abiti borghesi. La contestazione disciplinare al tipo, per quanto sia in linguaggio borbonico, è giusta. Frignare “mi puniscono solo per omofobia” lo vedo come una zappa sui piedi per la causa omosessuale.

In primo luogo si pretende, come al solito in italia, che la nobiltà della causa giustifichi qualsiasi violazione di norme e contratti1. In seconda battuta l’impressione che molti avranno è che i gay son solo capricciosi che piangono di omofobia solo per avere ragione e usino l’omofobia come copertura dei loro capricci. E questo significa dare l’impressione di essere “checche isteriche” pronte a frignare a morte se vengono poco poco contraddette o riprese nei loro capricci. Non so quanto possa essere proficuo far intendere che i gay, in quanto gay, vogliano privilegi speciali.

Da notare anche il sindacato che, come spesso capita, sostiene acriticamente il lavoratore anche quando il medesimo è chiaramente dalla parte del torto.

Sarei comunque curioso di sapere quanti che si sbracciano in difesa del vigile al gay pride si sarebbero sbracciati allo stesso modo se il vigile invece avesse fatto, in divisa, la sentinella in piedi. Se è diritto della persona partecipare in divisa alle manifestazioni che gli stanno a cuore allora ha diritto sia che si tratti del gay pride sia che si tratti delle sentinelle in piedi, altrimenti (ad una sì perché la causa è giusta, l’altra no perché la causa è sbagliata) è solo faziosità.


  1. il divieto di utilizzo della divisa al di fuori dell’ambito lavorativo e delle occasioni autorizzate è scritto chiaramente nel regolamento. 

la bufala della moneta scritturale

Ovvero alcuni pazzi pretendono di battere loro la moneta e di usarla per pagare le obbligazioni.

Due note a margine:

-> Nessuno è obbligato ad accettare, in pagamento, valuta che non sia la valuta avente corso legale nello stato. Io posso rifiutare i pagamenti in dollari, in bitcoin od in patate. Sono obbligato ad accettare invece i pagamenti in euro.

La Banca d’Italia qui spiega bene cosa sia la moneta scritturale “vera” e cosa si rischi a giocare alla piccola “zecca di stato”. Terra terra: la moneta scritturale creata al di fuori del sistema bancario europeo è solo carta straccia e non vale la carta cui è stampata.  Tentarsi la carta della “moneta scritturale” significa peggiorare, e di molto, la propria situazione finanziaria.

e se le complicazioni della rosolia capitassero a tuo figlio?

Da una discussione sui forum del fatto

Aqualung • 16 ore fa
Non ho mai conosciuto in vita mia qualcuno che abbia avuto a sua volta amici o parenti che siano morti o abbiano subito le conseguenze del morbillo o della varicella . Eppure quando ero piccolo nessuno si vaccinava . Te lo prendevi , stavi a casa qualche giorno e non lo sentivi più nominare….

Shevathas -> Aqualung • un’ora fa
conosco direttamente una persona cui la rosolia lasciò una lesione permanente al nervo acustico costringendola all’uso dell’apparecchio acustico.

jacopor70 -> Shevathas • un’ora fa
Va bene. Vacciniamo tutti i neonati di una nazione intera per prevenire la sordità a qualcuno. Ma le sentite le scemenze che sostenete? ma chi vi paga? No, perché a questo punto mi pare evidente che qualcuno vi paga per dirle. Sennò non si spiega. Nessuna persona con un minimo di cultura scientifica può sostenere queste stupidaggini, credendoci.

Che dire? quando qualcuno mette in discussione il loro mantra “le malattie esantematiche sono innocue, io l’ho passata e non mi è successo niente, e neppure nessuno che conosco”, parte la sbroccata. Il caso che ho citato è vero; purtroppo una delle rare complicanze della rosolia son le lesioni al nervo acustico. Rare ma talvolta c’è qualcuno che, sfortunatamente, se le prende. E allora perché rischiare?  E se a prenderle fosse un parente vicino od un figlio1? Il messaggio di risposta, mettendo da parte le solite accuse di ignoranza e di essere pagato da Big Pharma2, è: facciamo rischiare cose più pericolose invece di correre rischi minori con il vaccino.

La decisione vaccino sì/vaccino no si riduce ad un semplice confronto di rischi. Riprendo un esempio che avevo fatto, brevemente: siete stati rapiti da un pazzo sadico e venite costretti a scegliere fra il giocare alla roulette russa con un rischio di morte di 1 su 6, o pescare una caramella da una boccia di 6.000 caramelle sapendo che una fra esse è avvelenata, il rischio di morte in questo caso è di 1 su 6.000; cosa scegliete?

Ovviamente tutti le caramelle e cosa ancora più scontata ci saranno solo morti “di caramelle” e non morti di revolver. Ecco perché qualcuno inizierà a pensare che la roulette russa sia più sicuro rispetto al pescare una caramella.

Le malattie esantematiche spesso non lasciano conseguenze, spesso ma non sempre, come mostra anche questa triste vicenda, vicenda che mostra come molti, quando arriva il conto della loro stupidità, se la prendano con tutto e tutti tranne che con loro stessi.

PS

Non auguro a nessuno di prendersi conseguenze di rosolia o malattie varie; però bisogna tener presente che il rischio di complicazioni non è solo un vago rischio teorico ma è un rischio reale.


  1. da notare che uno dei loro cavalli di battaglia è sempre stato: “e se a prendere i danni da vaccino fosse tuo figlio?”, logico che la domanda “e se a beccarsi quella conseguenza della rosolia fosse tuo figlio?” causa una forte sbroccata. 
  2. in realtà son al soldo del NWO

Sette votazioni per il motore a gatto imburrato

I parlamentari 5 stelle hanno illustrato il primo capitolo del piano di governo, frutto di sette votazioni in rete. A sorpresa, durante la conferenza stampa alla Camera, si è collegato anche Beppe Grillo che ha parlato dell’esigenza di tassare le energie fossili per investire sulle rinnovabili

Sorgente: M5s presenta programma energia: “Stop fossili entro il 2050”. Fico: “Trump anti-storico, ma in Italia truffatori” – Il Fatto Quotidiano

Articolo molto interessante che dimostra platealmente come la “democrazia diretta del bobolo” sia una cagata pazzesca.

Il piano, l’ho letto, presentato è solo un insieme di desideri e pie intenzioni di difficile attuazione e scelte che, all’atto pratico, si rivelano essere più onerose ed inquinanti. Prendiamo ad esempio i sistemi di accumulazione domestica; le batterie più son grosse più son da trattare con “attenzione”, poi non hanno cicli di carica e scarica eterni. Che fare con le batterie esauste?

Quella è la prima domanda che mi è venuta. Sorvoliamo poi sul fatto che non puoi avere una rete di trasporto “di potenza” appoggiandoti solo a fonti ad output discontinuo quali il solare e l’eolico.

Insomma, avessero proposto il motore a gatto imburrato (o qualche sua variante come il motore di schietti, le macchine magnetiche del moto perpetuo o l’antenna di tesla) forse sarebbero stati più credibili.

Comunque non voglio parlare delle tante cavolate scritte quanto di come venga trionfalmente presentato “dopo sette votazioni”. Beh di votazioni on line se ne possono fare anche settanta volte sette ogni giorno che tanto i principi della termodinamica rimangono e il motore a gatto imburrato resta solo una battuta. Se qualcuno è convinto che basti votare per l’esistenza di babbo natale per far sì che babbo natale cominci ad esistere, beh sarei più contento se potesse votare solo per l’esistenza di babbo natale (o nei reality sciò). La democrazia del bobolo: incompetenti che pretendono di mettere la bocca, a sproposito, su tutto ed avere anche ragione. Ma per fortuna “eppur si muove”.

il montare il caso pietoso per aggirare le norme

Stavo leggendo la vicenda della studentessa marocchina premiata come studentessa modello a roma alla quale è stato impedito, in quanto non cittadina comunitaria, di assistere ai lavori della camera. Caso che è stato preso a cuore dalla presidente boldrini per chiedere una modifica, senza specificare quale, alla legge per la concessione della cittadinanza.

Alcune riflessioni sparse; la parte che accusa salvini di parlare alla pancia del paese poi si fa beccare con le mani nella marmellata quando invece alla pancia parla lei. La differenza è che salvini sfrutta le paure invece la boldri le carrambate che sorpresa; con l’aggravante che mentre salvini è il presidente della lega e quindi ha tutto il diritto di far campagna per il suo partito la Boldrini essendo presidente della camera ha un ruolo istituzionale di garanzia.  Può fare politica però non può essere contemporaneamente in partes e super partes. O l’uno o l’altro. Però se scegli “in partes” poi non opporre agli attacchi dell’altera partes il tuo ruolo di garanzia. La pulce del caso montato ad arte è avvenuta grazie ad un commento di un utente del FQ che ha notato come, nel filmato divulgato su twitter dalla boldrini, la ragazza sullo sfondo indossa una maglietta con sopra scritto “italiani senza cittadinanza”. Chissà come mai ha scelto tale maglietta per accompagnare la studentessa nella visita.

 

Emblematiche son state anche le dichiarazioni riportate dai giornali;  questa è la dichiarazione riportata da sardiniapost, dichiarazione che, per me, fa pendere la bilancia per “piagnisteo alla carramba che sorpresa”

Per quanto mi riguarda, è stata una delle tante ingiustizie e assurdità del nostro Paese, che non ci riconosce come cittadini, è la prova che la legge va approvata al più presto. Sono arrivata in Sardegna dal Marocco quando avevo due anni, mi sono laureata a Sassari, amo l’isola dove vivo con la mia famiglia. Credo in un’Italia migliore e sogno di rappresentarla. Non sopporto più che la mia vita e quella di tanti come me dipendano dalla decisione di una classe politica che inspiegabilmente vuole ignorarci”.

Sarei curioso di sapere quali son le altre ingiustizie e assurdità di un paese che non riconosce come cittadino chi non è cittadino. Se io andassi in marocco, ma anche in francia, svezia, inghilterra etc. etc. avrei subito e automaticamente i diritti (e i doveri) dei cittadini, o dovrei almeno far lo sforzo di presentare una domanda? E qui e mi ricollego a Mattia, sarei curioso di sapere perché non ha la cittadinanza italiana pur avendo i requisiti “temporali” per poterla richiedere; ha presentato domanda? Se ha presentato domanda, la domanda è stata rigettata? e per quale motivo? Se invece non ha presentato domanda cosa pretende?

Poi, quali son le altre discriminazioni e assurdità che hai subito? Ti hanno impedito di frequentare le scuole e l’università? Negato le cure sanitarie?  Domande che qualche giornalista serio magari avrebbe potuto porre invece di rilanciare acriticamente questo spot pubblicitario.

 

 

 

Citazioni che è utile tenere a mente, sempre

  • A volte anche gli esperti sbagliano.
  • Gli esperti sbagliano meno dei laureati all’università della strada.
  • L’opinione di un esperto vale più di quella del giardiniere di Codroipo con la terza elementare. Questo è un dato di fatto, non un’offesa al suddetto giardiniere.
  • In una discussione, devi avere almeno le basi dell’argomento di cui si parla, altrimenti il tuo commento sarà aria fritta.
  • Avere un’opinione o avere studiato all’università di Youtube NON valgono come base. Le basi sono studio o esperienza pratica.
  • Democrazia significa che il tuo voto vale quanto il mio, non che il tuo parere valga quanto il mio.
  • Se ti sembra che ciò non ti riguardi, ricorda che gli ignoranti a volte VOTANO, e che i politici in generale seguono la volontà dei votanti.

Sorgente: La democrazia di Youtube – Emigrante e Bestemmiante