idiozie pro omofobia

Se c’è una cosa che contribuisce a sostenere le idee idiote come l’omofobia è l’invocarla come scusante per coprire i propri capricci.

Stavo leggendo questa vicenda:

Ha partecipato al Gay pride in divisa e per questo il vigile del fuoco Costantino Saporito, dell’Usb, dovrà subire un procedimento disciplinare. Ne dà notizia lo stesso sindacato, spiegando che la contestazione è di aver sfilato con l’uniforme lo scorso 10 giugno, a Roma, «senza essere stato preventivamente autorizzato».

«Linguaggio borbonico»
«Così – commenta il coordinamento nazionale Usb vigili del fuoco – mentre l’Italia brucia c’è chi si diletta a perdere tempo prezioso per stilare rapporti e contestazioni in linguaggio borbonico. Ci sarebbe quasi da ridere, se non venisse da piangere». La contestazione, afferma il sindacato, «sottolinea che il “reato” addebitato a Saporito è l’aver esposto “l’uniforme d’istituto” al pubblico ludibrio. Perché tale viene evidentemente considerato l’esprimere pubblicamente le proprie idee facendosi riconoscere come vigile del fuoco. Si contesta cioè quel che in altri Paesi, sempre indicati come faro di democrazia e partecipazione, è lecito e consolidato. Vedi le partecipazioni ai Gay pride dei bobbies inglesi e dei soldati di sua maestà la regina o dei poliziotti e dei vigili del fuoco americani».

«Ricostruzione priva di fondamento»
Per il dipartimento dei vigili del fuoco quella dell’Usb è una ricostruzione «del tutto priva di fondamento, che tende ad accreditare una visione omofoba ben lungi dai valori di tolleranza e democrazia sempre testimoniati dal Corpo nazionale» dei pompieri. Alla base del procedimento disciplinare, si spiega in una nota, il fatto che «secondo le norme di servizio l’uniforme può essere utilizzata solo in operatività». Altrimenti occorre il «preventivo consenso». «Del resto – conclude il comunicato – Saporito trascura di dire che analoga contestazione gli è stata rivolta per la precedente partecipazione, anche in quel caso in uniforme e senza autorizzazione, a una nota trasmissione televisiva pomeridiana».

Alcune considerazioni a margine: un datore di lavoro ha tutto il diritto di vietare l’uso non autorizzato della divisa aziendale al di fuori dell’ambito lavorativo. E questo divieto non lede affatto alcun diritto del lavoratore in quanto può sempre andare a qualunque manifestazione voglia purché non in divisa da lavoro.

Per i corpi civili e militari dello stato vale la stessa cosa: senza preventiva autorizzazione è vietato utilizzare la divisa al di fuori dell’ambito lavorativo. I motivi sono semplici ed anche facili da comprendere:

  • il primo è il poter distinguere immediatamente nella manifestazione chi partecipa “per lavoro” occupandosi della sicurezza e del controllo da chi partecipa “in via personale”.
  • il secondo, parimenti importante, è il non voler associare il corpo o l’azienda alla manifestazione. Non è sbagliato che una azienda, ed ancor di più un corpo dello stato, tenga ad apparire neutrale e a non voler essere associato ad una fazione o ad un altra. Piaccia o no quando hai una divisa non rappresenti solo te stesso ma rappresenti, un poco, anche il corpo di cui fai parte. Quello che dici è l’opinione personale di mario rossi o l’opinione ufficiale del corpo dei vigili del fuoco?

Che sia successo al gay pride è puramente accidentale, poteva essere anche il raduno dei nostalgici, la marcia degli anarchici, la lettura delle sentinelle in piedi o la sagra della bistecca fiorentina vegan; se non sei autorizzato ad andare in divisa, partecipi in abiti borghesi. La contestazione disciplinare al tipo, per quanto sia in linguaggio borbonico, è giusta. Frignare “mi puniscono solo per omofobia” lo vedo come una zappa sui piedi per la causa omosessuale.

In primo luogo si pretende, come al solito in italia, che la nobiltà della causa giustifichi qualsiasi violazione di norme e contratti1. In seconda battuta l’impressione che molti avranno è che i gay son solo capricciosi che piangono di omofobia solo per avere ragione e usino l’omofobia come copertura dei loro capricci. E questo significa dare l’impressione di essere “checche isteriche” pronte a frignare a morte se vengono poco poco contraddette o riprese nei loro capricci. Non so quanto possa essere proficuo far intendere che i gay, in quanto gay, vogliano privilegi speciali.

Da notare anche il sindacato che, come spesso capita, sostiene acriticamente il lavoratore anche quando il medesimo è chiaramente dalla parte del torto.

Sarei comunque curioso di sapere quanti che si sbracciano in difesa del vigile al gay pride si sarebbero sbracciati allo stesso modo se il vigile invece avesse fatto, in divisa, la sentinella in piedi. Se è diritto della persona partecipare in divisa alle manifestazioni che gli stanno a cuore allora ha diritto sia che si tratti del gay pride sia che si tratti delle sentinelle in piedi, altrimenti (ad una sì perché la causa è giusta, l’altra no perché la causa è sbagliata) è solo faziosità.


  1. il divieto di utilizzo della divisa al di fuori dell’ambito lavorativo e delle occasioni autorizzate è scritto chiaramente nel regolamento. 

la bufala della moneta scritturale

Ovvero alcuni pazzi pretendono di battere loro la moneta e di usarla per pagare le obbligazioni.

Due note a margine:

-> Nessuno è obbligato ad accettare, in pagamento, valuta che non sia la valuta avente corso legale nello stato. Io posso rifiutare i pagamenti in dollari, in bitcoin od in patate. Sono obbligato ad accettare invece i pagamenti in euro.

La Banca d’Italia qui spiega bene cosa sia la moneta scritturale “vera” e cosa si rischi a giocare alla piccola “zecca di stato”. Terra terra: la moneta scritturale creata al di fuori del sistema bancario europeo è solo carta straccia e non vale la carta cui è stampata.  Tentarsi la carta della “moneta scritturale” significa peggiorare, e di molto, la propria situazione finanziaria.

e se le complicazioni della rosolia capitassero a tuo figlio?

Da una discussione sui forum del fatto

Aqualung • 16 ore fa
Non ho mai conosciuto in vita mia qualcuno che abbia avuto a sua volta amici o parenti che siano morti o abbiano subito le conseguenze del morbillo o della varicella . Eppure quando ero piccolo nessuno si vaccinava . Te lo prendevi , stavi a casa qualche giorno e non lo sentivi più nominare….

Shevathas -> Aqualung • un’ora fa
conosco direttamente una persona cui la rosolia lasciò una lesione permanente al nervo acustico costringendola all’uso dell’apparecchio acustico.

jacopor70 -> Shevathas • un’ora fa
Va bene. Vacciniamo tutti i neonati di una nazione intera per prevenire la sordità a qualcuno. Ma le sentite le scemenze che sostenete? ma chi vi paga? No, perché a questo punto mi pare evidente che qualcuno vi paga per dirle. Sennò non si spiega. Nessuna persona con un minimo di cultura scientifica può sostenere queste stupidaggini, credendoci.

Che dire? quando qualcuno mette in discussione il loro mantra “le malattie esantematiche sono innocue, io l’ho passata e non mi è successo niente, e neppure nessuno che conosco”, parte la sbroccata. Il caso che ho citato è vero; purtroppo una delle rare complicanze della rosolia son le lesioni al nervo acustico. Rare ma talvolta c’è qualcuno che, sfortunatamente, se le prende. E allora perché rischiare?  E se a prenderle fosse un parente vicino od un figlio1? Il messaggio di risposta, mettendo da parte le solite accuse di ignoranza e di essere pagato da Big Pharma2, è: facciamo rischiare cose più pericolose invece di correre rischi minori con il vaccino.

La decisione vaccino sì/vaccino no si riduce ad un semplice confronto di rischi. Riprendo un esempio che avevo fatto, brevemente: siete stati rapiti da un pazzo sadico e venite costretti a scegliere fra il giocare alla roulette russa con un rischio di morte di 1 su 6, o pescare una caramella da una boccia di 6.000 caramelle sapendo che una fra esse è avvelenata, il rischio di morte in questo caso è di 1 su 6.000; cosa scegliete?

Ovviamente tutti le caramelle e cosa ancora più scontata ci saranno solo morti “di caramelle” e non morti di revolver. Ecco perché qualcuno inizierà a pensare che la roulette russa sia più sicuro rispetto al pescare una caramella.

Le malattie esantematiche spesso non lasciano conseguenze, spesso ma non sempre, come mostra anche questa triste vicenda, vicenda che mostra come molti, quando arriva il conto della loro stupidità, se la prendano con tutto e tutti tranne che con loro stessi.

PS

Non auguro a nessuno di prendersi conseguenze di rosolia o malattie varie; però bisogna tener presente che il rischio di complicazioni non è solo un vago rischio teorico ma è un rischio reale.


  1. da notare che uno dei loro cavalli di battaglia è sempre stato: “e se a prendere i danni da vaccino fosse tuo figlio?”, logico che la domanda “e se a beccarsi quella conseguenza della rosolia fosse tuo figlio?” causa una forte sbroccata. 
  2. in realtà son al soldo del NWO

Sette votazioni per il motore a gatto imburrato

I parlamentari 5 stelle hanno illustrato il primo capitolo del piano di governo, frutto di sette votazioni in rete. A sorpresa, durante la conferenza stampa alla Camera, si è collegato anche Beppe Grillo che ha parlato dell’esigenza di tassare le energie fossili per investire sulle rinnovabili

Sorgente: M5s presenta programma energia: “Stop fossili entro il 2050”. Fico: “Trump anti-storico, ma in Italia truffatori” – Il Fatto Quotidiano

Articolo molto interessante che dimostra platealmente come la “democrazia diretta del bobolo” sia una cagata pazzesca.

Il piano, l’ho letto, presentato è solo un insieme di desideri e pie intenzioni di difficile attuazione e scelte che, all’atto pratico, si rivelano essere più onerose ed inquinanti. Prendiamo ad esempio i sistemi di accumulazione domestica; le batterie più son grosse più son da trattare con “attenzione”, poi non hanno cicli di carica e scarica eterni. Che fare con le batterie esauste?

Quella è la prima domanda che mi è venuta. Sorvoliamo poi sul fatto che non puoi avere una rete di trasporto “di potenza” appoggiandoti solo a fonti ad output discontinuo quali il solare e l’eolico.

Insomma, avessero proposto il motore a gatto imburrato (o qualche sua variante come il motore di schietti, le macchine magnetiche del moto perpetuo o l’antenna di tesla) forse sarebbero stati più credibili.

Comunque non voglio parlare delle tante cavolate scritte quanto di come venga trionfalmente presentato “dopo sette votazioni”. Beh di votazioni on line se ne possono fare anche settanta volte sette ogni giorno che tanto i principi della termodinamica rimangono e il motore a gatto imburrato resta solo una battuta. Se qualcuno è convinto che basti votare per l’esistenza di babbo natale per far sì che babbo natale cominci ad esistere, beh sarei più contento se potesse votare solo per l’esistenza di babbo natale (o nei reality sciò). La democrazia del bobolo: incompetenti che pretendono di mettere la bocca, a sproposito, su tutto ed avere anche ragione. Ma per fortuna “eppur si muove”.

il montare il caso pietoso per aggirare le norme

Stavo leggendo la vicenda della studentessa marocchina premiata come studentessa modello a roma alla quale è stato impedito, in quanto non cittadina comunitaria, di assistere ai lavori della camera. Caso che è stato preso a cuore dalla presidente boldrini per chiedere una modifica, senza specificare quale, alla legge per la concessione della cittadinanza.

Alcune riflessioni sparse; la parte che accusa salvini di parlare alla pancia del paese poi si fa beccare con le mani nella marmellata quando invece alla pancia parla lei. La differenza è che salvini sfrutta le paure invece la boldri le carrambate che sorpresa; con l’aggravante che mentre salvini è il presidente della lega e quindi ha tutto il diritto di far campagna per il suo partito la Boldrini essendo presidente della camera ha un ruolo istituzionale di garanzia.  Può fare politica però non può essere contemporaneamente in partes e super partes. O l’uno o l’altro. Però se scegli “in partes” poi non opporre agli attacchi dell’altera partes il tuo ruolo di garanzia. La pulce del caso montato ad arte è avvenuta grazie ad un commento di un utente del FQ che ha notato come, nel filmato divulgato su twitter dalla boldrini, la ragazza sullo sfondo indossa una maglietta con sopra scritto “italiani senza cittadinanza”. Chissà come mai ha scelto tale maglietta per accompagnare la studentessa nella visita.

 

Emblematiche son state anche le dichiarazioni riportate dai giornali;  questa è la dichiarazione riportata da sardiniapost, dichiarazione che, per me, fa pendere la bilancia per “piagnisteo alla carramba che sorpresa”

Per quanto mi riguarda, è stata una delle tante ingiustizie e assurdità del nostro Paese, che non ci riconosce come cittadini, è la prova che la legge va approvata al più presto. Sono arrivata in Sardegna dal Marocco quando avevo due anni, mi sono laureata a Sassari, amo l’isola dove vivo con la mia famiglia. Credo in un’Italia migliore e sogno di rappresentarla. Non sopporto più che la mia vita e quella di tanti come me dipendano dalla decisione di una classe politica che inspiegabilmente vuole ignorarci”.

Sarei curioso di sapere quali son le altre ingiustizie e assurdità di un paese che non riconosce come cittadino chi non è cittadino. Se io andassi in marocco, ma anche in francia, svezia, inghilterra etc. etc. avrei subito e automaticamente i diritti (e i doveri) dei cittadini, o dovrei almeno far lo sforzo di presentare una domanda? E qui e mi ricollego a Mattia, sarei curioso di sapere perché non ha la cittadinanza italiana pur avendo i requisiti “temporali” per poterla richiedere; ha presentato domanda? Se ha presentato domanda, la domanda è stata rigettata? e per quale motivo? Se invece non ha presentato domanda cosa pretende?

Poi, quali son le altre discriminazioni e assurdità che hai subito? Ti hanno impedito di frequentare le scuole e l’università? Negato le cure sanitarie?  Domande che qualche giornalista serio magari avrebbe potuto porre invece di rilanciare acriticamente questo spot pubblicitario.

 

 

 

Citazioni che è utile tenere a mente, sempre

  • A volte anche gli esperti sbagliano.
  • Gli esperti sbagliano meno dei laureati all’università della strada.
  • L’opinione di un esperto vale più di quella del giardiniere di Codroipo con la terza elementare. Questo è un dato di fatto, non un’offesa al suddetto giardiniere.
  • In una discussione, devi avere almeno le basi dell’argomento di cui si parla, altrimenti il tuo commento sarà aria fritta.
  • Avere un’opinione o avere studiato all’università di Youtube NON valgono come base. Le basi sono studio o esperienza pratica.
  • Democrazia significa che il tuo voto vale quanto il mio, non che il tuo parere valga quanto il mio.
  • Se ti sembra che ciò non ti riguardi, ricorda che gli ignoranti a volte VOTANO, e che i politici in generale seguono la volontà dei votanti.

Sorgente: La democrazia di Youtube – Emigrante e Bestemmiante

usare la “patata” per vendere la mercanzia; anche le femministe lo fanno (NSFW)

Cinquanta donne che si alzano la gonna mostrando così le loro nudità per dire no alla violenza e liberarsi dagli stereotipi. È la singolare protesta che si è svolta durante la manifestazione Non una di meno, in stazione Centrale davanti alla sede della Regione Lombardia, a cui hanno aderito associazioni, collettivi e centri di violenza del Milanese. «Eravamo felici di farlo, basta con questo ruolo di vittima, il nostro è stato un atto di gioia» hanno commentato alcune ragazze dei collettivi Macao e Ambrosia. «Ogni anno in genere chiamano mille donne vittime di violenza a Milano che hanno bisogno di aiuto, il 30 per cento sono donne immigrate» spiega invece Marisa Guarneri della Casa delle donne maltrattate di Milano. Video di Alessandro Puglia

Sorgente: A Milano su le gonne in segno di protesta: “Un atto di gioia e libertà” A Milano su le gonne in segno di protesta: “Un atto di gioia e libertà” – La Stampa

Sinceramente non capisco cosa c’entri l’esibizione dei genitali con la protesta contro la violenza e il liberarsi dagli stereotipi. Da notare una cosa: spesso l’esibizione del sesso è, per gli animali, un richiamo per l’accoppiamento; non so quanto sia opportuno dire no alla violenza lanciando un forte messaggio di disponibilità ad accoppiarsi. Sotto la civiltà la scimmia “nuda” c’è ancora e i suoi istinti sono abbastanza forti. Personalmente ritengo sbagliato questo modo di “attrarre l’attenzione”. In primo luogo perché si lanciano messaggi ambigui “ciccio non toccarmi”/”ciccio ho voglia di essere toccata”, ambiguità che confonde ed in certi casi causa anche rabbia soprattutto se induce negli altri la sensazione di essere presi in giro. E spesso la sensazione di essere preso in giro è una causa scatenante di violenza. Non voglio giustificare i violenti e neppure gettare la croce sulle vittime ma sarebbe opportuno ricordare che il mandare messaggi ambigui in certe situazioni è un comportamento rischioso. Comportamento che non può e non deve mai giustificare l’aggressore ma purtroppo spiega bene perché la vittima è diventata tale.

Seconda cosa: tante chiacchiere contro la “donna oggetto” e poi ti vai a comportare da donna oggetto mettendo in mostra “la mercanzia”; ognuna è libera di comportarsi come vuole però, per me, deplorare e additare chi si comporta esattamente come te, ovvero i pubblicitari che piazzano la bonazza al solo scopo di vendere la vernice per il cancello (mi riferisco a questo spot), lo trovo un comportamento abbastanza ipocrita. Cioè il richiamo sessuale per far vedere che il detersivo lava più bianco è svilente e sessista mentre per far vedere che la protesta è più protesta è esaltante ed emancipatorio?

Un ultima cosa: vagina all’aria ma volto coperto, come mai? pudico esibizionismo?

Cioè se queste son le grandi proteste e le battaglie, sinceramente più che ad una protesta penserei ad una carnevalata con qualche giorno di ritardo e che la violenza, invece di essere un problema, non enorme come lo si vorrebbe far intendere ma comunque esistente, è solo il pretesto per qualche goliardata.

Ma forse è solo colpa del mio gretto materialismo maschilista (cit.).

 

zingari in gabbia e tanta idiozia…

Fatto: In un supermercato tre dipendenti hanno sorpreso due nomadi a rubare all’esterno del supermercato in un “gabbiotto” che conteneva i prodotti da mandare indietro al magazzino. Hanno chiuso il gabbiotto, le hanno filmate e hanno divulgato il filmato su youtube. E puntualmente son partite le polemiche sia da parte dei paladini dei diritti dei rom che chiedevano l’esecuzione in piazza dei tre imbecilli, sia di dementi alla “quando c’era LVI” pronti ad esaltare i catturatori.

Prima considerazione: il far west è la logica conseguenza di quando la legge viene percepita “non funzionante” e inefficace; spesso i furti e la micro delinquenza vengono perseguite poco sia per la lievità del reato sia perché spesso la priorità viene data alle vicende “mediatiche” che al piccolo balordo. Questo genera sia un senso di impunità da parte degli autori sia un senso di sfiducia nelle vittime. E ciò ha come logica conseguenza il “farsi giustizia da soli”.

Seconda considerazione: la solenne stronzata che hanno fatto i tre è stato il filmarle per sputtanarle. Il bloccare chi, in flagranza, compie un reato o un furto è lecito; se così non fosse io teoricamente potrei andare al supermercato, prendere un cellulare, uscire senza pagare senza che la security o i commessi mi possano bloccare o per farmi rendere il cellulare o per farmelo pagare. Il reato non è il sequestro di persona, come tanti giuristi di youtube sostengono, quanto lo sputtanamento e la pubblicazione del video.Le avessero bloccate e chiamato immediatamente le forze dell’ordine non ci sarebbe stato alcun reato da parte loro.

Terza considerazione: Salvini ovviamente s’è buttato a pesce, magari anche per far dimenticare il falso stupro, ma il fatto che Salvini faccia lo sciacallo non significa che tutti i rom siano inequivocabilmente onesti e che i tre siano solo dei wannabe SS. Il “se Salvini dice X allora X è sbagliato”, è un ragionamento fallace e fallato; e chi adesso prende il pretesto per frignare alla discriminazione e far partire il piagnisteo per cui le colpe son di tutto il mondo tranne che dei rom sta comportandosi da sciacallo allo stesso modo di Salvini.

Ultima, e forse più importante, considerazione: le colpe altrui non assolvono dalle proprie; gli idioti hanno sbagliato a filmare e diffondere ma le zingare non erano capitate dentro il gabbiotto per caso oppure son state rapite per essere rinchiuse; erano lì per rubare. E quanti frignano “italiani razzisti” dovrebbero fare attenzione visto che le loro fregnacce rischiano di fare più danno che altro, infatti spingono a rispondere: “e zingari ladri”, oltre a far pensare che si attacchi sempre per partito preso. E si finisce al solito derby Guelfi contro Ghibellini, dove ogni parte si sente santa e l’altra invece è fonte di ogni nequizia.

 

 

 

La bufala del muslim ban.

Una delle accuse, da parte dei “progressisti” che spesso viene tirata fuori quando si discute di immigrazione è di voler fare di tutta l’erba un fascio e generalizzare maliziosamente attribuendo ad un intero gruppo le colpe di un singolo o di pochi elementi. In effetti la “generalizzazione a cazzo” è un comportamento scorretto, giusto. Però vorrei capire come mai gli stessi che si lagnano delle generalizzazioni a cazzo e di soffiare sul fuoco dello scontro di civiltà son gli stessi che poi portano avanti la bufala del “muslim ban”.

Per “muslim ban” si intende l’ordine di Trump che vieta per 90 giorni l’ingresso negli Stati Uniti alle persone provenienti da Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen, vieta l’ingresso di tutti i richiedenti asilo nel paese per 120 giorni e vieta l’ingresso a tempo indefinito dei richiedenti asilo siriani.  L’ordine include tutti i tipi di viaggiatori, studenti, lavoratori, turisti e nuovi immigrati, permettendo l’ingresso negli Stati Uniti solo a personale diplomatico e funzionari di governo e – con un processo di ammissione caso per caso – ai possessori della green card, il permesso di residenza permanente negli Stati Uniti.

La prima cosa che salta agli occhi è che non si parla di religione; un siriano shintoista, un libico ateo, un iraniano pastafariano cadono a pieno nel “ban”1, mentre non cadono nel ban gli islamici non residenti in quei sette paesi.

L’ipotesi naive2 mi porterebbe a pensare, come letto anche da altre parti, che il “ban” sia più dovuto a problemi diplomatici con paesi in cui ci son ruggini di vecchia data (iran) oppure l’abbronzato ha fatto un casino (libia, siria…) che a problemi con gli islamici.

Perché allora parlare di “muslim ban”? Perché trasformare l’ordine di Trump in un attacco contro l’Islam?

Una caratteristica degli anticontroboicottari, secondo uriel, era “L’illogicita’ del ragionamento come prova.”, e sinceramente l’accusare contemporaneamente Trump sia di voler “bannare”1 tutti i musulmani dall’america che di non aver messo l’Arabia e un sacco di altri stati a maggioranza islamica nella lista nera, mi sembra una prova abbastanza evidente di illogicità di ragionamento. Questo articolo del fatto è emblematico:

Da una parte, Donald vieta ai cittadini di paesi considerati “a rischio terrorismo” di entrare negli Usa per proteggere la sicurezza. Ammanta questa sua scelta islamofoba giustificandola come dovuta: una promessa da mantenere perché l’aveva stretta con i suoi elettori. Trump, però, è un islamofobo realista: non vieta l’ingresso a quei cittadini dei paesi con i quali commercia, come l’Arabia Saudita.

Io credo che la retorica dello scontro di civiltà, quella tirata fuori ogni tre per due dal buon Salvini, adesso sia conveniente anche per gli anticontroboicottari e gli afficionados delle frontiere aperte sempre e comunque.  Non mi spiegherei altrimenti come mai quelli che, quando qualche islamico faceva una qualche stronzata, si precipitavano ad urlare che era un “caso sporadico” e che gli sciacalli non dovevano permettersi di generalizzare al gruppo le azioni di un singolo facendo mille distinguo, adesso siano i primi a portare avanti il “muslim ban”.

Nome che evoca lo scontro di civiltà USA – islam, ma scontro che esiste solo nella loro testa. Solo che adesso è funzionale a passare per vittime invece che per carnefici quindi generalizzazioni a go go.

Peccato che questo vittimismo “l’attacco ad un solo musulmano, magari non per la religione ma per altri motivi, è comunque l’attacco a tutto l’islam” rafforzi anche le tesi Salviniane “la cazzata fatta da un musulmano è una colpa non del singolo ma di tutti gli islamici”.

PS

Attendo impazientemente che l’ONU deplori come “illegale” l’esclusione dell’immigrazione da parte di uno stato sovrano A verso i cittadini di uno stato sovrano B, in tutti i casi cui questo avviene. Avrò il tempo di andare a prendere un bicchier d’acqua nell’attesa?

 


  1. nel linguaggio delle chat e dei forum “ban”, letteralmente “bandire, esiliare” significa “cacciare in malo modo”, l’espressione idiomatica italiana che più si avvicina è “mettere alla porta” o “buttare fuori a calci…” 
  2. ipotesi naive: si intende la spiegazione più semplice ed ingenua. Generalmente viene presa come ipotesi iniziale e viene verificata. Ottima arma, insieme al rasoio di Occam, contro i gombloddi. 

viva la libertà (con i soldi altrui).

Fatto: google ha rescisso il contratto “AdSense” per la raccolta pubblicitaria con il blog byoblu di Claudio Messora.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/29/google-messora-disattivata-raccolta-pubblicitaria-su-mio-blog-caccia-alle-fake-news-per-spegnere-la-rete/3348762/

“Ieri, dopo essere tornato da Roma per dibattere insieme a centinaia di giornalisti (ironia della sorte) proprio di “fake news”, trovo una email di Google che mi informa di avere disattivato la monetizzazione del mio blog decennale (i banner pubblicitari), con la motivazione che inganno i miei lettori fingendomi una testata giornalistica (una “news organization”)”. Lo racconta Claudio Messora, ex responsabile della comunicazione del M5s al Parlamento Europeo, sul suo blog Byoblu e in un post sul blog di Beppe Grillo. (…)

“Questo provvedimento, che mina seriamente la capacità di produrre informazione libera fuori dal tempio del giornalismo “autorizzato” aggredendone il modello di sostentamento economico – è la denuncia del blogger -, mostra quali siano gli obiettivi reali della campagna scatenata contro le fake-news: spegnere qualunque voce indipendente che possa restituire al termine “democrazia” un significato autenticamente spendibile, nel tentativo disperato di invertire il corso della storia e mantenere saldamente il controllo nelle mani di chi, politicamente, ha una fottuta paura di perderlo”.

Questa ingenuità mi ha fatto ridere; come disse il presidente Mao: la rivoluzione non è un pranzo di gala, e sinceramente chi vuole giocare, con i soldi del sistema all’eroico partigiano in lotta contro il sistema, lo trovo decisamente patetico. Perché non prova altri canali di finanziamento? crowdufunding, contenuti a pagamento? Se i suoi lettori hanno il braccino corto corto o giudicano il suo sito e i suoi contenuti non abbastanza interessanti da metter mano al portafoglio per pagarli che colpa ne ha Google? La libertà è bella ma non è gratis se vuoi essere libero allora metti mano al tuo portafoglio.

Questo è un caso da manuale dove gli alti ideali vengono utilizzati per verniciare basse questioni di bottega: gli è stato impedito di comunicare? il suo sito è stato chiuso d’imperio? No, semplicemente viene costretto a trovare altre fonti di finanziamento diverse da AdSense.  Se non ci si riesce, allora si chiude e si fa altro. Se invece si vuol fare il partigiano rivoluzionario allora si ricordi sempre la richiamata regola di Mao: la rivoluzione non è un pranzo di gala, e si eviti di frignare che, nella rivoluzione di ieri notte, non ci son state le tartine al caviale fra gli antipasti, altrimenti la figura che si fa è quella, patetica, del rivoluzionario da salotto.

Devo anche ammettere, sinceramente, che son contento che si lotti contro il clikbaiting e lo sparare cazzate al solo fine di attrarre click da monetizzare. Preferivo la vecchia rete non commerciale. C’erano pochi contenuti amatoriali ma questi venivano scritti solo da chi aveva il piacere di farlo. Infatti la netiquette nei newsgroup considerava molto scorretto il sollecitare risposte o il pretendere che il proprio messaggio fosse considerato “interessante”. A molti che pretendevano risposte si rispondeva: chiedere è lecito, rispondere è cortesia, leggere prima le faq ed i messaggi precedenti molto gradito. Se non vuoi che commentino i tuoi messaggi, allora non scriverli. Se i messaggi non ti interessano allora non leggerli ma non rompere le OO che le discussioni qui non ti piacciono. Pazzi furiosi, mitomani, antivax etc. etc. c’erano già allora, ma almeno non ci piazzavano businnes con le bufale. Non era più pulita, ma forse un poco più genuina.

Messora inquadra l’episodio nell’ambito del recente annuncio di Scott Spencer, il dirigente Google a capo della piattaforma Adsense, quella che gestisce appunto il servizio di pubblicazione di banner pubblicitari sui siti web, di avere “già rivisto oltre 550 siti web e di avere preso provvedimenti contro 340 di loro, colpevoli di ‘dare una falsa rappresentazione di se stessi e di ingannare i propri lettori fingendosi testate giornalistiche’”. In pratica, sintetizza, “è la morte della rete per come Gianroberto Casaleggio ce l’aveva fatta amare”. Secondo il blogger, infatti “questa è la linea del Piave dell’informazione libera: va tenuta ad ogni costo. Google deve rispondere. Non bisogna arretrare di un centimentro. In gioco non c’è la mia modesta persona (come avrebbe detto Biagi), ma la rete come l’abbiamo conosciuta e amata e che, se lasciamo passare cose come queste, da oggi potrebbe diventare un cimelio da museo”.

La rete di gianroby era la rete ove qualunque caprone ignorante era convinto di poter discutere, da pari a pari, con l’insigne luminare di argomenti pertinenti la materia del luminare1. Geometri che disquisiscono di fisica dell’atmosfera e di normative sul trasporto aereo, laureati in lettere che spacciano mirabolanti cure con le staminali, inventori di motore a gatto imburrato, signoraggisti etc. etc. La rete di gianroby era la rete che legittimava simile feccia e faceva creder loro, per numero e democrazia, di poter mettere la bocca su qualunque argomento e che delle loro argomentazioni si dovesse tener conto allo stesso modo delle argomentazioni dell’insigne medico o del fisico delle particelle. Mi spiace, l’avere il, giusto, diritto di dire una stronzata non significa che la stronzata diventi una verità. Rimane una stronzata. Il sacro blog era una raccolta di bufale e stronzate, monetizzato poi nel partito politico della gggente contro i professoroni.  La rete delle biowashball e dei motori a gatto imburrato, la rete dove aveva più visibilità chi la sparava più grossa, la rete dove gli antisistema più bravi a spararsi pose da alternativi guadagnavano un sacco dalla pubblicità.

Vuoi lottare per la rete alla gianroby? fatti mantenere dai suoi eredi morali, con i quali condividi gli obiettivi. Ma, cinicamente, penso che molti siano pronti a condividere gli obiettivi, pochi a condividere invece gli euro…


  1. precisiamo meglio: se discuto con il luminare di Fisica della partita di calcio o se sia meglio la pizza ai funghi rispetto alla caprese la mia opinione vale la sua. Se mi metto a discutere della sua materia, la mia opinione, soprattutto se non supportata da fatti scientifici, vale un cazzo.