Riguardo all’intercettazione di Renzi

Stavo leggendo le vicende sull’intercettazione di Renzi; devo dire che l’aver divulgato intercettazioni, contenenti fatti non penalmente rilevanti, e pertanto coperte da segreto istruttorio e non utilizzabili nel processo, insieme all’affare consip sia stato un tremendo autogol da parte di chi alimenta la macchina del fango e apprezza molto i processi mediatici che anticipano di anni, e, talvolta, contraddicono il risultato del processo giudiziario.

Primo fatto: oramai lo sputtanare intercettazioni di politici a tutto spiano ha fatto capire anche ai sassi che le comunicazioni telefoniche non son sicure, che l’intercettazione è sempre dietro la porta quindi le parole dette al telefono son più pesate di quelle utilizzate nei comizi politici.

Seconda cosa: l’annuncio in pompa magna di una inchiesta, le indiscrezioni passate ai giornalisti amici non spostano più un voto che uno. Già con Berlusconi questi giochetti avevano dimostrato la propria inefficacia, con renzi alla fine chi sta finendo sul banco degli imputati è la magistratura inquirente stessa; se fosse vero quanto emerso cioè che un PM ha richiesto di “aggiustare” intercettazioni, in pratica fabbricando prove false, sarebbe un atto gravissimo che giustificherebbe un “deciso” intervento legislativo. Intervento cui ci saranno molte convergenze bipartisan. Non servono scintille basterebbe: le intercettazioni “scappate” dai cassetti del PM diventano ipso facto inutilizzabili e il PM passa le carte ad un collega. Le procure, in tal caso, diventeranno molto più silenziose. Aggiungiamo che, a differenza dell’era berlusconi, non ci sono i pasdaran delle procure a piantare casino e fare girotondi sdegnati, oramai le procure hanno perso tutto il potere politico che avevano guadagnato con Mani Pulite. La vicenda Minzolini è stata emblematica.

Forse è la volta buona che si riuscirà ad avere una giustizia “europea” e non un comitato di salute pubblica stile rivoluzione francese.

 

Ong, magistratura e migranti 2

Alcune riflessioni sparse sulla vicenda ONG, magistratura e migranti.

I colpevoli malintesi sulle indagini.

Il rapporto del frontex di cui parlava Zuccaro esiste ed ivi, a quanto riporta la stampa, vengono riportati alcuni comportamenti “ambigui” relativamente alle operazioni di salvataggio. Per il momento nulla che possa giustificare l’inappellabile condanna già emessa da alcuni verso le ONG ma abbastanza per giustificare l’apertura di una inchiesta per appurare se son stati commessi dei reati. Se l’apertura di una indagine, ovvero una procedura ove si cerca di capire se, come e quando son stati commessi dei reati, si potesse fare solo quando ci son granitiche certezze di colpevolezza a che pro allora far celebrare poi il processo? In realtà è naturale che possano esistere prove ed indizi sufficienti a giustificare l’apertura di una indagine che però non son sufficienti, da soli, per giustificare una condanna.
Questa vicenda ha comunque evidenziato due cose: la prima è che molti, dopo anni ed anni in cui le inchieste son state usate come un maglio e si è urlato che indagato significava sicuramente colpevole hanno spiacevolmente scoperto che l’essere indagati significa essere considerati ipso facto certamente colpevoli. E’, e rimane, una barbarie però non si può negare che sia la logica conseguenza dell’uso delle inchieste come arma impropria. Da notare come certe difese riportate dalla stampa, nel caso si parlasse della trattativa Stato – Mafia, farebbero urlare: “ci si difende nel processo e non dal processo”.  Piaccia o no il pattern è sempre il solito, l’unica cosa che è cambiata è chi stavolta si trova al centro del mirino.

Dura lex sed lex.

La Sardegna è stata una terra colpita dalla piaga dei sequestri di persona a scopo di estorsione. Per contrastare la piaga dei sequestri è stata approvata una legge per impedire il pagamento del riscatto. I beni della famiglia del rapito vengono bloccati. Perché è stata fatta una legge così dura? Anche per disincentivare i rapitori; un rapimento andato a buon fine con un riscatto è uno spot che attira altri a tentarsi lo stesso “lavoro” e quindi aumenta i rischi per tutti di diventare vittime di rapimento. La ratio della legge è quella. Poi si può discutere di quanto valore dare alla vita del rapito rispetto alla difesa della società; è una questione aperta cui si dibatte e si dibatterà in eterno. Questo per dire che talvolta ci possono essere dei motivi, che ognuno è libero di giudicare più o meno validi, per la durezza delle norme.

I fini umanitari.

Una delle linee di difesa delle ONG è “ma se gli scafisti stanno per buttare a mare un poveraccio; io cosa devo fare, rimanere a guardare o intervenire?” La domanda è interessante perché porta, come nel caso di sopra, l’attenzione su quanto possa essere moralmente accettabile il violare una legge ingiusta. La domanda che io mi pongo invece è un’altra: se è moralmente accettabile violare le acque territoriali libiche per salvare i migranti dai barconi quanto potrebbe essere moralmente accettabile invece mandare persone con un mitra (leggi soldati) a rendere sicura la libia per evitare che i migranti vengano aggrediti, rapinati e stuprati? Se la loro “sicurezza” giustifica il rendere sicuro l’ultimo trasbordo perché non dovrebbe giustificare il rendere sicuro anche i trasbordi precedenti? Mandare qualcuno a controllare le frontiere di terra della libia? O siccome non si è vista la foto di qualcheduno morto di sete nel deserto, la frontiera, di terra, libica è tutto OK?

Se si nota le motivazioni addotte a giustificazione della violazione di un paio di norme son le stesse con le quali, dietro scontata benedizione ONU, si interviene in missioni “di pace”.  Interessante come il rispetto dell’ONU, delle sue decisioni per molti dipendano da chi finisce nel bersaglio; se il bersagli è Tizio allora devi rispettare pedissequamente le decisioni ONU, faro delle genti, se è caio invece le decisioni sono arbitrii e l’ONU altro non è lo scagnozzo del GGG (il Grande Gombloddo Globale).

Ong e stazione centrale

Sembra che le polemiche sulle ONG si stiano sgonfiando; il rapporto in cui si parlava di contatti fra scafisti e ONG, stando a quanto dichiarato in commissione difesa e dal COPASIR non esiste, quindi, allo stato attuale, quelle su le ONG son state solo insinuazioni senza prove.

Devo però dire che la difesa delle ONG non mi è comunque piaciuta; invece di dire chiaramente che “i processi si fanno con le prove e non con i teoremi”, invitando a tirar fuori le prove, si è scaduti troppo nell’agiografico, nel “lei non sa chi sono io”. Capisco che parlare di prove invece di teoremi possa disturbare chi fino ad ieri sosteneva sperticatamente i teoremi giudiziari. La trattativa stato – mafia oppure le calunnie contro la Carfagna sono esempi di insinuazioni che hanno infangato senza che esistessero prove “reali” a prova di tribunale. Eppure molti scandalizzati per le insinuazioni verso le ONG erano anche quelli pronti a sostenere chi sparava tali insinuazioni. Sarebbe stata una prova di maturità e, perché no, anche educativa per chi pensava solo in termini di bianco o nero. Invece si è preferito battere sull’agiografia, troppo sul “solo noi siamo i buoni1 (e chi non è completamente con di noi è solo un nazileghista grillino in malafede)” e sul “lei non sa chi sono io”. Arrivando anche ad articoli che io ho trovato ridicoli; se il SMM di Unicef è eroico perché risponde a quattro leoni da tastiera su twitter e facebook che si divertono a vomitare odio, allora domani si dovrebbe dare una medaglia d’oro al valor militare a Caterina SimonsenSalvo di Grazia, oggetto di ripetuti lanci di cosa marrone da parte di antisperimentazione e antivax. E ovviamente chi va realmente per mare santo subito. Quindi cerchiamo di tenere bene il senso delle proporzioni.

Ho manifestato le mie perplessità su twitter e puntualmente mi son beccato del fascio-grillo-leghista. Purtroppo molti, troppi, pensano ancora in bianco e nero e considerano “contro di loro” chiunque non sia al 100% con loro. Il problema è che se cominci a considerare qualsiasi critica come un attacco, reagendo di conseguenza, l’unico effetto che si ottiene è di radicalizzare lo scontro e spingere chi non è d’accordo al 100% con te ma solo al 90% verso l’altra parte.

Errore che sto vedendo nella discussione riguardo alla retata alla stazione centrale di milano; su twitter è pieno di messaggi che evocano i rastrellamenti nazisti ed il ritorno del fascismo. Messaggi che portano tanti voti a Salvini, molti di più di quanti ne riesca a perdere lui con le sue inutili chiassate. Perché se ti dicono che non volere lo spacciatore per strada è fascista, il non voler tornare a casa con la paura di aggressione e senza dover attraversare zone di guerra, il non volere il degrado è fascista alla fine ti convinci che non è sbagliato essere fascista e del fascismo vedi solo le stazioni pulite e i treni in orario e non le immense porcate che ha fatto. Perché il problema del degrado di certi quartieri non colpisce di certo i soci del cineforum “la corazzata kotionkin” di Capalbio ma i poveracci che devono prendere il treno per tornare a lavoro. E magari soci del cineforum stanno ad urlare “bVutti Vazzisti, non capite il valoVe delle VisoVse? Fascisti.”, e il poveraccio cosa capisce? Vuoi poter tornare a casa tranquillo? vuoi un controllo del territorio che blocchi o riduca la microdelinquenza? Vota Fascista. (oppure come capitato in certe zone dove lo stato ha abdicato, si è ritirato, ha perso, sostieni don Vito2).

In pratica l’effetto opposto a quello che si voleva ottenere. Forse prima di lamentarsi dei poteri sovrumani di Salvini e di come riesca ad avere seguito nonostante le sue “chiassate” forse sarebbe meglio fermarsi a riflettere sui propri, mostruosamente immensi, errori di comunicazione.


  1. La difesa “noi siamo i buoni, tutti i buoni” è rischiosa anche per un altro motivo; se domani, non si voglia, ma si scoprisse una mela marcia c’è il rischio che si “sputtani” tutto il frutteto. Basta vedere cosa è capitato alle prime indagini che hanno avuto come bersaglio il “partito degli onesti”. 
  2. Non è un caso che “il padrino”, romanzo di mario puzo si apra con la scena di don Vito visto, dai suoi sostenitori, come uno che raddrizza torti meglio dello Stato.

    Il boss mafioso italiano Vito Corleone, in occasione del matrimonio della figlia Connie, riceve nel proprio studio molti italiani emigrati negli Stati Uniti che invocano il suo aiuto.[2] Essi richiedono il suo intervento in situazioni drammatiche, domandando per esempio una vendetta contro gli stupratori delle figlie (che la giustizia ordinaria ha lasciato sostanzialmente impuniti), di richiedere ai politici della sua rete di concedere la cittadinanza americana a giovani italiani prigionieri di guerra altrimenti condannati al rimpatrio lasciando le figlie senza marito, o chiedendo prestiti per aprire negozi. Don Corleone, formalmente conosciuto come il più potente importatore di olio d’oliva italiano in America, accetta tutte queste richieste di aiuto, ricordando a tutti che essi sono da questo momento suoi debitori, e che lui potrà rivolgersi a loro in qualunque momento.
    [da wikipedia]

    Spiace dirlo ma se lo stato abdica chi prenderà il suo posto sarà visto come il Don Vito della situazione. 

Ong, magistratura e migranti

C’è qualcosa di kafkiano nella questione fra le ONG che si occupano dell’assistenza in mare ai migranti e la procura di catania.  La vicenda mi sembra tanto una di quelle commedie degli equivoci dove buoni e cattivi si scambiano i ruoli ed alla fine nessuno riesce più a capirci nulla.

La prima constatazione da fare è che il procuratore di catania ha parlato di indagini in corso, indagini per le quali non c’è ancora, che io sappia, alcun indagato cui è stato inviato un avviso di garanzia. Questo è un comportamento alquanto scorretto. Renzi quando dice che i magistrati dovrebbero parlare con gli atti e non con le interviste, nelle quali si stuzzica l’opinione pubblica per avere una condanna “morale” che supporti poi la richiesta di condanna “giuridica”, ha ragione da vendere. Ma questa regola deve comunque valere sempre, sia che il presunto indagato siano le ONG sia che il presunto indagato sia Silvio Berlusconi. Difendere a spada tratta i magistrati che parlano, e straparlano, della gente antipatica e contemporaneamente chiedere che vengano messi a tacere quelli che invece parlano di chi ci è simpatico, non è garantismo ma pura e semplice paraculagine. La legge è uguale e deve essere uguale per tutti, chiedere che per qualcuno sia più uguale significa renderla diseguale, che che ne pensino i tanti sacerdoti della legalità.

La seconda è che è sbagliato usare la legge come strumento di lotta politica e trasformare i magistrati nei paladini della propria fazione; è un comportamento pericoloso e scorretto. Inoltre se arruoli qualcuno nelle tue bandiere prima o poi ti tocca pagargli il dazio. Preferisco vivere in uno stato dove i tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario, si limitano a vicenda che vivere in uno stato dove uno dei tre cerca di dominare in ogni modo gli altri due.

Terza, ma non meno importante, se stuzzichi le persone a pensare che indagato equivalga a colpa accertata con certezza e che la condanna, in giudicato, sia solo una inutile pastoia burocratica, poi non stupirti che se diventi tu l’oggetto dell’indagine poi molti pensino che sei sicuramente colpevole. Adesso è troppo tardi per tentare di spiegare che mentre per Tizio valeva il: “se Tizio è indagato allora è sicuramente colpevole”, per Caio, adesso indagato o di cui si sussurra verrà indagato, invece debba valere l’articolo 27 della Costituzione Italiana.

Quarta constatazione: dalle reazioni scomposte che vedo, penso che comunque sia stato toccato un nervo scoperto e molto doloroso. Il facilitare l’arrivo in italia in ogni caso è un buono spot per convincere i disperati a tentarsela, il pattern sta in ogni caso diventando: “uscire dalle acque territoriali libiche e lanciare immediatamente l’SOS”. I salvataggi riusciti in ogni caso mostrano come il rapporto rischi/benefici del tentarsi la traversata secondo la rotta libica sia vantaggioso.

Ultima considerazione: moltissimi migranti non fuggono da zone di guerra come la siria o l’afghanistan ma son migranti per motivi economici. Il tentare di spacciarli per profughi provenienti da zone di guerra, persone giustamente tutelate dal diritto internazionale, serve solo ad aumentare la confusione e magari a far credere che anche i profughi di guerra siano migranti economici. E questo alla lunga causa proprio il razzismo che a parole si dice di voler combattere.

Credo che l’errore sia nel modo cui si sta indagando e non per chi viene indagato; per questo io non sto con il magistrato; imho un magistrato deve parlare con gli atti e non rilasciare interviste ed insinuazioni ma neppure credo che esista una patente di “bontà” che ti ponga al di sopra delle leggi dello stato. Il sottoporre la legge dello stato a “superiori esigenze morali” è il primo passo verso la dittatura1. Se si riconosce una legge come non adatta è sempre meglio cambiarla che ignorarla.


  1. La legge stessa stabilisce eccezioni in caso di pericolo di vita o per altri validi motivi. Una ambulanza in emergenza può ignorare le regole del codice della strada, proprio perché è il codice della strada stesso a stabilirlo, una nave, secondo la legge italiana, può aiutare migranti in pericolo di vita senza passare per scafista proprio perché è un caso di eccezione previsto dalla legge

Vi ricordate il caso Guidi? – Il Post

La procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’indagine che ha coinvolto Gianluca Gemelli, ex compagno dell’ex ministra dello Sviluppo economico Federica Guidi, accusato nel marzo del 2016 di aver approfittato della carica di Guidi per interessi economici personali legati al progetto di un centro di estrazione petrolifera in Basilicata. L’inchiesta aveva occupato per giorni le prime pagine dei giornali: dopo la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche e l’indagine su Gemelli, aperta lo scorso marzo dalla procura di Potenza, Guidi si era dimessa. In quell’occasione l’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi fece un commento molto duro sulla procura di Potenza – quella famosa per Henry John Woodcock, il controverso magistrato che per anni ne è stato il simbolo – dicendo che «le indagini sul petrolio in Basilicata si fanno ogni quattro anni, e non vanno mai a sentenza». (…)

L’inchiesta su Gemelli, De Giorgi e Colicchi è stata stralciata da quella principale, che riguarda l’impianto di Tempa Rossa. Ai tempi dell’indagine, le accuse contro il ministro Guidi e Gemelli finirono su tutte le prime pagine: la notizia della sua archiviazione è invece stata perlopiù snobbata dai giornali italiani, come ha fatto notare il direttore del Foglio Claudio Cerasa. Il Corriere ha riportato la notizia a pagina 11, il Fatto Quotidiano a pagina 9.

Sorgente: Vi ricordate il caso Guidi? – Il Post

E(in)voluzione della specie 2

Come prevedibile il movimento che urlava, in tutti i luoghi ed in tutti i laghi (cit.) “onestà onestà”, adesso che è nella stanza dei bottoni ed ha la possibilità di “essere disonesto”, sta lentamente virando verso il garantismo.

Mi chiedo cosa pensino di tali giravolte lo “sponsor” Davigo e il prode Travaglio; il bene contro il male, gli onesti (onestissimissimi) contro i marci corrotti della kas$ta è un argomento semplice alla portata di qualsiasi grullino. I sottili distinguo, l’avviso di garanzia a tizio è una condanna definitiva passata in giudicato, quello a caio invece è solo un avviso di indagine, credo siano un poco di meno comprensibili. Fossi in beppe starei attento che non nasca un moVimento di onesti, più onesti, che epureranno gli onesti disonesti.

Sorgente: M5S e magistratura, il codice di Grillo: “Grave una condanna, non un avviso di garanzia” – Politica – L’Unione Sarda.it

Beppe Grillo pubblica sul suo blog il codice di comportamento per i parlamentari del Movimento 5 Stelle, in particolare riguardo ai “rapporti con eventuali procedimenti penali”. (…)

Quando un portavoce grillino è coinvolto in un processo penale, scrive il leader, “il Garante del MoVimento 5 Stelle , il Collegio dei Probiviri o il Comitato d’appello compiono le loro valutazioni in totale autonomia, in virtù e nell’ambito delle funzioni attribuite dal Regolamento del MoVimento 5 Stelle, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura”.
Se la magistratura condanna l’imputato anche solo in primo grado, la sentenza “è considerata grave e incompatibile con il mantenimento della carica elettiva”.
Ma, aggiunge Grillo, il solo avviso di garanzia non comporta “alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti potenzialmente tenuti dal portavoce stesso”.

Giova ricordare quanto disse, a suo tempo in una intervista a Libero, Di Maio e notare come la sua “sparata” sia stata smentita dal boss. Chissà se rivendicherà le sue parole, le rimangerà o cercherà a furia di supercazzole di far intendere di esser stato frainteso.

Luigi di Maio, intervista a libero in data 21/12/2015

Allora è vero che è un giustizialista…
«Non sono a favore della presunzione d’ innocenza per i politici. Se uno è indagato, deve lasciare, lo chiedono gli elettori».

Ma se poi uno viene assolto?
«Si ripresenta. La questione etica è un’ emergenza da risolvere in via prioritaria. Il problema sono i tempi della giustizia, ma basta eliminare la prescrizione per andare presto a giudizio».

Non si dà troppo potere ai pm così? Basta indagare il politico sgradito e lui è finito…
«Non credo ai giudici politicizzati, anche se è vero che alcuni fanno politica. Sono quelli come Ingroia che ledono l’ immagine della magistratura, perché dimostrano la verità del teorema Berlusconi. Se uno si candida, deve lasciare la toga».

Anche i giudici però sono una casta. Guadagnano quanto voi, talvolta di più…
«Chi li critica dovrebbe prima tagliarsi lo stipendio come facciamo noi. E comunque i giudici che piacciono a me, quelli di frontiera, guadagnano il giusto».

Come dissi: se non si hanno armadi è facilissimo non avere neanche scheletri negli armadi. Ma quando invece gli armadi si possiedono…

E(in)voluzione della specie

Luigi di Maio, intervista a libero in data 21/12/2015

Allora è vero che è un giustizialista…
«Non sono a favore della presunzione d’ innocenza per i politici. Se uno è indagato, deve lasciare, lo chiedono gli elettori».

Ma se poi uno viene assolto?
«Si ripresenta. La questione etica è un’ emergenza da risolvere in via prioritaria. Il problema sono i tempi della giustizia, ma basta eliminare la prescrizione per andare presto a giudizio».

Non si dà troppo potere ai pm così? Basta indagare il politico sgradito e lui è finito…
«Non credo ai giudici politicizzati, anche se è vero che alcuni fanno politica. Sono quelli come Ingroia che ledono l’ immagine della magistratura, perché dimostrano la verità del teorema Berlusconi. Se uno si candida, deve lasciare la toga».

Anche i giudici però sono una casta. Guadagnano quanto voi, talvolta di più…
«Chi li critica dovrebbe prima tagliarsi lo stipendio come facciamo noi. E comunque i giudici che piacciono a me, quelli di frontiera, guadagnano il giusto».


Giuseppe Grillo, noto Beppe,  via il fatto quotidiano 17/12/2016 .

(…)Tanto che pochi minuti dopo è lo stesso leader a pubblicare un post sul blog: “Barra dritta e avanti tutta”, il titolo. E poi la benedizione: “Sono stati fatti degli errori che Virginia ha riconosciuto: si è fidata delle persone più sbagliate del mondo. Da oggi si cambia marcia. Bisogna riparare agli errori fatti per fugare ogni dubbio”.

Grillo va anche oltre e parla di un nuovo regolamento interno che sarà varato al più presto per fare in modo che il Movimento non si trovi più in queste situazioni: “A breve definiremo un codice etico“, si legge, “che regola il comportamento degli eletti M5s in caso di procedimenti giudiziari. Ci stanno combattendo con tutte le armi, comprese le denunce facili che comunque comportano atti dovuti come l’iscrizione nel registro degli indagati o gli avvisi di garanzia. Nessuno pensi di poterci fermare così”. (…)

 

 

Il nome di Marco Travaglio nelle intercettazioni di Raffaele Marra – neXt Quotidiano

C’è anche il nome di Marco Travaglio nelle intercettazioni dell’inchiesta che ha portato in galera Raffaele Marra. Il direttore del Fatto Quotidiano, che spesso aveva scritto in difesa dell’ex vicecapo di gabinetto della sindaca Virginia Raggi, viene citato nelle discussioni dell’ex finanziere che in molte occasioni si riferisce a lui con toni lusinghieri.

Il nome di Marco Travaglio nelle indagini su Raffaele Marra
Una di queste intercettazioni è riportata oggi da Carlo Bonini su Repubblica: a parlare sono Salvatore Romeo, il dipendente grillino con stipendio triplicato dalla Giunta Raggi che diceva che avevano sbagliato le nomine perché “era agosto, faceva caldo” e lo stesso Marra; le intercettazioni sono trascritte in brogliacci pieni di omissis e il dialogo fa tra l’altro comprendere che secondo i due è stato Massimo Colomban, l’assessore alle partecipate suggerito dalla Casaleggio dopo la prima crisi di giunta, a riferire a Grillo dei problemi interni della giunta. Poi Romeo dice che “ha sentito Marco Travaglio” e i due dicono che “ha fatto un bel lavoro”.

Sorgente: Il nome di Marco Travaglio nelle intercettazioni di Raffaele Marra – neXt Quotidiano

Che dire? sarebbe divertente applicare adesso il “metodo travaglio in versione hard” e vedere di nascosto l’effetto che fa sul suo ideatore.

Imho qualcuno si sta per trasformare in qualcosa, al cui paragone, ghedini e il giudice carnevale, appariranno come dei sanguinari forcalioli giacobini.

Genitori sindacalisti dei figli a scuola

L’unione sarda ha pubblicato questa notizia riguardo ad una maestra denunciata, dalla famiglia di un suo alunno, per aver segnalato il potenziale fabbisogno di sostegno del ragazzo.

Non aveva esagerato. Credeva che il suo alunno avesse bisogno di un insegnante di sostegno e lo aveva fatto notare.
È stata pertanto assolta con formula piena una maestra delle scuole elementari di Uta finita a processo per abuso dei mezzi di correzione.
L’insegnante (…) era stata denunciata nel 2010 dai genitori di uno scolaro.
La accusavano di aver denigrato il figlio di fronte alla classe, di avere messo in dubbio le sue capacità di svolgere autonomamente i compiti, e di avergli provocato un disturbo dell’adattamento, insonnia e ansia.

Dopo sei anni di indagini e quattro di udienze, (…) ha assolto con formula piena la docente(…) stando al verdetto, “il fatto non sussiste”.

Nel corso del processo, alcuni esperti, e una commissione della Asl hanno accertato che il bambino aveva realmente un lieve ritardo. (…)

La notizia mi lascia l’amaro in bocca per due motivi.

Il primo è il rapporto conflittuale fra la famiglia dello studente e la maesta; capisco possa essere difficile accettare le difficoltà di un figlio, ma arrivare alla denuncia alla magistratura mi sembra eccessivo. E il secondo è il tempo impiegato per arrivare a sentenza; sei anni di indagine e quattro di udienze. Sinceramente mi sembrano troppi, troppi per tenere una maestra sotto giudizio, considerando anche la delicatezza del lavoro della maestra.

Da notare comunque che son vicende come questa che, a causa dei genitori, spingono la scuola verso il basso. Domani chi vorrà fare il coraggioso e segnalare situazioni di disagio che vede sapendo che rischia una denuncia, denuncia che per quanto infondata possa essere porta ad anni di udienze prima della sentenza? Il rischio è che per non “scontentare” i genitori si nascondano le difficoltà del ragazzo facendo sì che queste si aggravino invece di intervenire da subito.

 

E anche Robespierre lasciò la testa sulla ghigliottina…

Dopo un’iniziativa per il No a Cesa (Caserta), il vicepresidente della Camera è andato a cena al ristorante Zì Nicola, della famiglia del pentito già “ministro della monnezza” del clan Bidognetti. E la foto con il titolare, inquisito, innesca la polemica. La replica: “Mi ci hanno portato gli attivisti locali”. Che raggiunti da ilfattoquotidiano.it rifiutano di spiegare la scelta del locale
fonte il fatto quotidiano

Che dire? Ovviamente Di Maio non può chiedere la fedina penale a chiunque decida di fare una foto con lui o li chieda un autografo. E neppure può sapere vita, morte, miracoli e fedina penale del proprietario del locale ove va a mangiare, sacrosanto. Io, da garantista, sono per il beneficio del dubbio e per la buona fede del Dima. Se non si può dimostrare, oltre ogni ragionevole dubbio, che è colpevole allora non è colpevole.

Però, però c’è anche da dire che spesso lui e i suoi sodali son stati i primi a strumentalizzare, a negare il dubbio della buona fede e a saltar su con granitiche certezze di colpevolezza, fondate non si capisce bene su cosa. Se sei uno sponsor del metodo Travaglio (qui come venne usato su Travaglio stesso), se sei per levare la presunzione di innocenza ai politici, poi non incazzarti se ti negano la presunzione di innocenza o usano l’evergreen “non poteva non sapere”. Stanno comportandosi allo stesso modo cui ti sei comportato, quindi che motivo hai di risentirti? Anzi sii felice di poter testimoniare fino alla fine per le tue, sgangherate, idee evitando di rimangiartele. Ami la giustizia del bobolo, sii contento che il bobolo sta facendo giustizia.

Robespierre fece tagliare un sacco di teste e poi lasciò, sulla ghigliottina, anche la sua; una lezione che molti fan del terrore giacobino ignorano alla grande.