Creare razzismo how to 26/il razzismo e il virus

Ricordate gli articoli zeppi di atti di razzismo contro la comunità cinese, e se non c’erano abbastanza atti toccava inventarli: Sassaiola contro i cinesi? “Fake news”, prof denunciato per procurato allarme – L’Unione Sarda.it,

Era il periodo in cui tutti si stracciavano le vesti per il razzismo contro la comunità cinese e qualcuno ne approfittava per dare la colpa al centrodestra e al loro spargere razzismo a piene mani.

Qui due articoli che riguardano la Sardegna:

Coronavirus, insultato dopo il contagio: il figlio racconta il calvario di un algherese

«Mio padre non era in crociera, non si muove dalla Sardegna dall’anno scorso, non è mai andato a Milano e lì non abbiamo parenti. Il contagio è avvenuto qui ad Alghero perché il virus è già tra noi. Era solo una questione di tempo, fatevene una ragione. Ma per molti di voi è stato più semplice insultare e minacciare mio padre, cosa che avviene ancora oggi sui social. È stata pubblicata anche la foto e persino l’indirizzo». Andrea è il figlio del pensionato 75enne di Alghero risultato positivo al Covid-19 e attualmente ricoverato nel reparto Malattie infettive di Sassari dove sta lentamente cominciando a migliorare. Lui e la famiglia stanno vivendo «un calvario incredibile» per via di una inarrestabile gogna mediatica.

e soprattutto questo:

Sorgente: Ordina il caffè con l’accento milanese: rischia il “linciaggio” a Sassari – L’Unione Sarda.it

Una sassarese entra in un bar e ordina un caffè: ma ha un accento marcatamente meneghino, perché è a Milano che ha lavorato e vissuto per vent’anni. E per quell’accento stava per finire suo malgrado in un guaio.

La vicenda, va specificato, è avvenuta negli ultimi giorni in cui in Italia i bar erano ancora aperti dalle 6 alle 18, prima del decreto che ne determinasse la chiusura h24.

La protagonista è una professionista nel campo del marketing, che si è trasferita a Milano alla fine delle superiori, e che qualche anno fa è rientrata nella sua città, Sassari.

Portando con sé un accento difficilmente cancellabile e che l’ha marchiata come una lettera scarlatta, nei giorni in cui era aperta la “caccia all’untore”: quelle “e” molto chiuse (o molto aperte) la descrivevano come una persona appena arrivata nell’Isola dalle zone rosse. Mentre lei, nell’Isola, era già da anni.

Nonostante ciò l’accento, ha raccontato lei stessa all’Ansa, non è passato inosservato: “Quando ancora si poteva, sono andata al bar per un caffè. Ligia alle regole già vigenti, mi sono tenuta a distanza dal bancone e per ordinare ho dovuto parlare a voce alta”.

A quel punto si è sentita osservata da tutti gli avventori del bar: una donna in particolare “mi guardava in cagnesco e stava per agguantare il telefonino per fotografarmi e chiamare le forze dell’ordine”.

A quel punto ha dovuto spiegare: “Signora, sono sarda, di Sassari, vivo di nuovo qui da cinque anni, ne ho trascorso più di venti a Milano e non ci vado da un po’. Ho faticato per convincerla, mi ha detto che mi stava per denunciare, convinta che fossi venuta qui per l’emergenza sanitaria”.

Ai tempi della paura del coronavirus, succede anche questo.

Che dire? come al solito gli allarmi contro il razzismo, per i più sfacciati con attribuzione della colpa ai soliti… erano invece le solite normali prove di idiozia della gente spaventata da un sacco di notizie contraddittorie e catastrofiche.

Stranamente gli sdegnati stavolta son stati zitti, a quanto pare se non si può urlare a pieni polmoni “ha stato …” le vicende come quelle di sopra, da crimini contro l’umanità vengono derubricate a bagatelle?

Occhio che il doppio standard è il modo migliore per far pubblicità, tanta pubblicità ai veri razzisti.

2 pensieri su “Creare razzismo how to 26/il razzismo e il virus

  1. Di imbecilli ne esistono in tutti i paesi ed etnie del mondo, quindi la cosa non mi stupisce, tanto più nel clima da Peste Nera propalato dai mass-media…
    Personalmente risponderei a certi mentecatti ribadendo che arrivo direttamente dalla Cina e sottolineando la cosa con un fasullo attacco di tosse catarrosa da novantenne tubercolotico…
    Che poi, come sempre capita. i casi di ‘razzismo’ (o, meglio, di stupidità) vengano o meno esaltati a seconda della convenienza politica è una vecchia e vergognosa storia.

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  2. Ecco, questa situazione sta tirando fuori il peggio da alcune persone che si trasformano in delatori, sbirretti e soprattutto rompicoglioni. La cosa inquietante è il non poterci discutere civilmente perché non si può dialogare in nessun modo con gente che agisce in preda al terrore.

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