Sette votazioni per il motore a gatto imburrato

I parlamentari 5 stelle hanno illustrato il primo capitolo del piano di governo, frutto di sette votazioni in rete. A sorpresa, durante la conferenza stampa alla Camera, si è collegato anche Beppe Grillo che ha parlato dell’esigenza di tassare le energie fossili per investire sulle rinnovabili

Sorgente: M5s presenta programma energia: “Stop fossili entro il 2050”. Fico: “Trump anti-storico, ma in Italia truffatori” – Il Fatto Quotidiano

Articolo molto interessante che dimostra platealmente come la “democrazia diretta del bobolo” sia una cagata pazzesca.

Il piano, l’ho letto, presentato è solo un insieme di desideri e pie intenzioni di difficile attuazione e scelte che, all’atto pratico, si rivelano essere più onerose ed inquinanti. Prendiamo ad esempio i sistemi di accumulazione domestica; le batterie più son grosse più son da trattare con “attenzione”, poi non hanno cicli di carica e scarica eterni. Che fare con le batterie esauste?

Quella è la prima domanda che mi è venuta. Sorvoliamo poi sul fatto che non puoi avere una rete di trasporto “di potenza” appoggiandoti solo a fonti ad output discontinuo quali il solare e l’eolico.

Insomma, avessero proposto il motore a gatto imburrato (o qualche sua variante come il motore di schietti, le macchine magnetiche del moto perpetuo o l’antenna di tesla) forse sarebbero stati più credibili.

Comunque non voglio parlare delle tante cavolate scritte quanto di come venga trionfalmente presentato “dopo sette votazioni”. Beh di votazioni on line se ne possono fare anche settanta volte sette ogni giorno che tanto i principi della termodinamica rimangono e il motore a gatto imburrato resta solo una battuta. Se qualcuno è convinto che basti votare per l’esistenza di babbo natale per far sì che babbo natale cominci ad esistere, beh sarei più contento se potesse votare solo per l’esistenza di babbo natale (o nei reality sciò). La democrazia del bobolo: incompetenti che pretendono di mettere la bocca, a sproposito, su tutto ed avere anche ragione. Ma per fortuna “eppur si muove”.

[repost] – petizione per l’abolizione delle leggi sulla termodinamica

Ripropongo un vecchio post perché, come ha detto beppe è giusto che la scienza sia democratica e che sia il popolo a decidere. Ed è ora che il popolo dica la sua anche sulla fisica. Non lasciamo la fisica ai professoroni e ai troll del NWO. Scienza democratica subito. 


Io condivido pienamente questa petizione su change.org proposta da Ipotesi Con Brodo italia.

Perché non possiamo rimanere vincolati da leggi del 1800 formulate da tedeschi (Rudolf Clausius), inglesi (lord Kelvin) e francesi (Sadi Carnot) [coincidenza? io non credo]

Per la memoria di Tesla,  di Ighina, Schietti e tanti altri benefattori dell’umanità derisi e vilipesi dalla lobby del petrolio.

Per un mondo più pulito senza petrolio, plastica e qualsiasi tipo di sostanza chimica.

Per dire un NO! forte alla malvagia lobby degli scienziati prezzolati dalle multinazionali.

Per dire NO! a renzi, monti, berlusconi, craxi, andreotti, mussolini e vittorio emanuele II di savoia.

Per l’ambiente, la natura, le sirene e peppecrillo.

Perciò invito i miei centomila miliardi di lettori(1) a votare per questa petizione.

https://www.change.org/p/sadi-carnot-referendum-populista-per-eliminare-le-leggi-della-termodinamica?utm_source=share_petition&utm_medium=copylink

Diretta a Nicolas Léonard Sadi Carnot e a(d) 4 altri
Referendum populista per eliminare le leggi della termodinamica

ipotesi ConBrodo Italia

Queste tre leggi sono state introdotte per favorire le lobby dell’energia, in particolare vietano:

a) le macchine a moto perpetuo

b) il riscaldamento ed in condizionamento senza consumo di energia,

c) la produzione di energia dal nulla

Queste leggi sono state volute dai poteri forti per costringerci così a ricorrere a elettricità e combustibili per le nostre esigenze, quando avremmo potuto semplicemente ricavare energia dal nulla

Tutte queste formule complicate e non sono accessibili alla gente, nemmeno YouTube ne parla bene, i consumatori così sono distratti e disinformati.

Noi scegliamo la Tesla free Energy!

Condividiamo ed usiamo questi Hashtags!

#LiberaEnergiaInLiberoStato ‪#‎notermodinamica‬ ‪#‎cambiaresipuò‬
Questa petizione sarà consegnata a:
Nicolas Léonard Sadi Carnot
Lord Kelvin
Joule
William Thomson
William Gibbs

Riporto, per completezza, anche la lettera associata:

LETTERA A
Nicolas Léonard Sadi Carnot
Lord Kelvin
Joule
William Thomson
William Gibbs

Cari signori, anche per me queste tre leggi sono state introdotte per favorire le lobby dell’energia, in particolare vietano:

a) le macchine a moto perpetuo

b) il riscaldamento ed in condizionamento senza consumo di energia,

c) la produzione di energia dal nulla

Queste leggi sono state volute dai poteri forti per costringerci così a ricorrere a elettricità e combustibili per le nostre esigenze, quando avremmo potuto semplicemente ricavare energia dal nulla, inoltre il terzo principio impedisce al Cavaliere del Cigno di concludere il suo scontro con il Cavaliere dell’Acquario e quindi acquisire il sesto senso, chiaro segno che la legge in questione è stata creata allo scopo di favorire Gemini ed eliminare la dea Athena.

Per questi motivi vi chiederemmo, di prendere carta e penna e modificare queste leggi, non più attuali, con leggi che si sposino con i mutati fabbisogni energetici contemporanei.

Noi siamo per la Tesla free energy e le spirali di Ighina!

Uniti, possiamo fare la differenza!

(1) Purtroppo il mio unico difetto è l’eccessiva umiltà.

Perché la scienza non si comunica a suon di schiaffi – Valigia Blu

Un articolo molto interessante riguardo alla divulgazione scientifica ed al rapporto fra lo scienziato che vuole divulgare ed il pubblico.

Sorgente: Perché la scienza non si comunica a suon di schiaffi – Valigia Blu

(…)
Ad essere messa in discussione è stata la stessa concezione della comunicazione della scienza come di un’attività di mera spiegazione di fatti ed evidenze. I fatti, da soli, possono non bastare a convincere il pubblico della validità di una teoria o di una ricerca. L’esposizione a una maggiore dose di informazione non solo può non bastare a mutare le opinioni del pubblico, ma talvolta può, al contrario, irrigidirle. Un fenomeno che è stato osservato proprio nel caso della comunicazione sui vaccini da parte delle istituzioni sanitarie.

Questo accade perché le persone non si comportano come recipienti vuoti da riempire con nozioni. Ma da soggetti che elaborano attivamente queste nozioni, sulla base anche delle proprie credenze ed esperienze personali. I fatti vengono collocati all’interno di quelli che vengono definiti frames, cioè quadri concettuali di riferimento che condizionano la propria opinione. Oltre i fatti, insomma, esistono i valori. E questi valori non sono elementi secondari nel modo con cui le conoscenze scientifiche passano dai centri di ricerca e dai dipartimenti universitari al grande pubblico. Per non parlare del ruolo che in questo percorso rivestono i media generalisti, dove non sempre i nuovi studi, e le loro implicazioni, vengono riportati e descritti correttamente. (…)

 

ma la scienza è democratica?

Sul webbe si sta discutendo della decisione del dott. Roberto Burioni di cancellare dalla sua pagina FB alcuni commenti. Nella pagina parlava della meningite e smentiva la voce che l’aumento dei casi di meningite fosse dovuto all’immigrazione. Per spiegare la sua decisione di censurare ha scritto, nella pagina in oggetto, il seguente testo (via huffington post, grassetti miei) :

“Preciso che questa pagina non è un luogo dove della gente che non sa nulla può avere un “civile dibattito” per discutere alla pari con me. E’ una pagina dove io, che studio questi argomenti da trentacinque anni, tento di spiegare in maniera accessibile come stanno le cose impiegando a questo scopo in maniera gratuita il mio tempo che in generale viene retribuito in quantità estremamente generosa”, ha scritto il medico milanese.

“Il rendere accessibili i concetti richiede semplificazione: ma tutto quello che scrivo è corretto e, inserendo io immancabilmente le fonti, chi vuole può controllare di persona la veridicità di quanto riportato. Però non può mettersi a discutere con me. Spero di avere chiarito la questione: qui ha diritto di parola solo chi ha studiato, e non il cittadino comune. La scienza non è democratica“, ha concluso.

Devo dire che la decisione mi lascia un sapore dolceamaro; da una parte sono perfettamente d’accordo con lui; il primo motivo è che “la selezione all’ingresso aumenta il tuo divertimento (cit.)” e che leggere un articolo e commenti interessanti senza dover faticare a filtrare la “montagna di merda” mi piace molto.  E il secondo motivo è che in casa d’altri si fa quello che vuole il padrone di casa. Per portare avanti la teoria che i vaccini causino autismo, ciclismo e pedonismo per colpa del signoraggio nelle scie chimiche, ci son tantissimi bei posti su internet, sia su FB che fuori da FB; non vedo l’esigenza di dover andare a scrivere le proprie teorie bislacche nelle bacheche o nei blog altrui. La libertà di esprimere il mio pensiero non implica che gli altri debbano obbligatoriamente, e gratuitamente, mettermi a disposizione gli strumenti per farlo o che debbano per forza ascoltare o condividere quanto io dica. Son liberissimi, ed è giusto che così sia, di giudicare stronzate quello che dico e di censurarlo, di non volerlo ascoltare, di cancellarlo dai loro siti e dalle loro bacheche.

Cos’è che mi ha dato fastidio di quel messaggio, se in fin dei conti lo condivido a pieno? forse la frase che ho evidenziato, che mi sembra un voler usare il titolo per chiudere la bocca alle persone, ed è una cosa che personalmente non mi piace. Mi sembra dia una impressione di spocchia e di snobbismo. Il rischio di far apparire gli scienziati una ka$ta che si parla addosso, guardacaso proprio una delle accuse preferite dai gombloddisti.

Interessante confrontarlo con il commiato di Dario Bressanini dal fatto quotidiano:

Se in altri campi dell’umano sapere è accettabile e anche auspicabile “far sentire tutte le campane”, in campo scientifico è del tutto inaccettabile accostare due opinioni contrastanti indipendentemente dalla loro dignità scientifica. Le opinioni nella scienza non valgono nulla se non sono supportate da dati solidi. Un biologo serio si rifiuta di parlare ad un convegno di creazionisti e un astronomo non legittima scientificamente con la sua presenta una riunione di astrologi. No grazie.

Mi sembra che, pur dicendo le stesse cose, sia molto più diplomatico ed esplicativo: nella scienza contano i fatti e i dati sperimentali e i dati possono venire confutati solo da altri dati.

Bisogna anche chiarire cosa si intenda per “la scienza è democratica”, “la scienza non è democratica”; la democrazia, semplificando al massimo, è un sistema per prendere le decisioni. Decisioni che vengono prese sulla base della maggioranza dei voti, e il voto dell’insigne premio nobel vale tanto quanto quello del guru da bar sport. In quel senso la scienza non è democratica. Si può decidere, anche con una maggioranza bulgara, di abrogare le leggi della termodinamica ma, purtroppo, l’entropia continuerà ad aumentare ed il motore a gatto imburrato a non funzionare. “Eppur si muove (cit.)”.

Nella scienza le opinioni hanno peso diverso e solo quelle supportate da fatti e dati sperimentali possono entrare, con diritto di attenzione, nel dibattito. Le altre hanno lo stesso valore delle barzellette.

Se invece si intende “la scienza non è democratica” nel senso che la scienza sia elitaria e sia riservata solo ad una stretta casta di adepti, ammissione alla quale è proibita al volgo con tante barriere come quelle che c’erano fra plebe e nobiltà, beh è una stronzata colossale. Chiunque, purché ne abbia le capacità e la volontà, può fare scienza, non ci son vincoli di sangue o altro per essere ammessi in qualche facoltà scientifica. Basta studiare, acquisire capacità logiche, riuscire a studiarsi matematica, fisica etc. etc. materie interessanti ma che richiedono studio e applicazione, non basta vedere un filmatino su youtube. E chiunque, dati alla mano, può buttar giù vecchie teorie affermate1 o zittire il premio nobel2.

Sulla questione “scienza democratica o non democratica” forse è meglio evitare ambiguità; il messaggio iniziale è corretto e condivisibile, ma forse sarebbe stato meglio renderlo in una forma più “diplomatica”.


  1. Plank con i quanti e Eintein con la relatività; hanno distrutto le fondamenta della fisica classica, fondamenta costruite da autentici mostri sacri come Newton, Laplace, Lagrange. E ci son riusciti perché “i dati sperimentali” davano ragione a loro e non a Newton. 
  2. sì anche i premi nobel possono dire cazzate; vedi ad esempio i casi della memoria dell’acqua o il nobel per la letteratura che si mette a discettare di biologia e OGM. 

Corso di gombloddologia teorica per giornalisti !!!!UNOUNOUNOUNDICIUNO

Stavo leggendo questo articolo del fatto quotidiano: Corsi de il Fatto Quotidiano, il giornalismo scientifico non deve dar voce solo agli addetti ai lavori e devo dire che mi ha divertito, divertito per non piangere perché l’autore dimostra platealmente di non aver capito cosa sia il giornalismo scientifico. Proprio vero che in italia chi sa fa, chi non sa fare insegna come farlo.

Corsi de il Fatto Quotidiano, il giornalismo scientifico non deve dar voce solo agli addetti ai lavori – Il Fatto Quotidiano

ArticoliIl giornalismo scientifico, soprattutto di marca italiana, sembra sposare un atteggiamento “militante-scientista” e cioè fa propria la missione di dar voce alla “Scienza”, invece di sintonizzarsi sull’interesse pubblico.

E già l’attacco è una cavolata; si deve parlare di scienza o si deve parlare dell’interesse pubblico? Son due cose distinte: da una parte il fatto, la scoperta, la teoria scientifica e dall’altra le conseguenze e l’impatto di quest’ultima sulla collettività. A cosa serve mescolarle? Imho solo il poter avere a disposizione tante “fallacie logiche” e “fallacie argomentative” da usare per confutare un fatto scientifico. Perché un fatto scientifico può essere confutato solo da un altro fatto scientifico, non dalle opinioni di sora Cesira o del tronista di turno di Uomini e Donne. Molto pessimo pseudogiornalismo scientifico in italia, si veda il caso stamina, nasce proprio dal voler mettere sullo stesso piano lo scienziato che parla dei risultati “sperimentali” nella sua materia e la vippetta svaporata che invece porta come argomenti quello che pensa la gggente. Come far confrontare durante la moviola calcistica un esperto di calcio e un esperto di cricket che giudica secondo le regole del cricket. Chi dovrebbe essere più attendibile riguardo al fuorigioco?

Spesso i giornalisti invece di fornire ai lettori gli strumenti per un giudizio critico, e di contribuire a porre in un contesto le notizie che provengono dal mondo della scienza, diventano portavoce degli scienziati.

Sarei curioso di sapere quali siano questi mirabolanti strumenti per un giudizio critico; dubito fortemente che si tratti della conoscenza di base del calcolo delle probabilità, di come si debba leggere correttamente una statistica. Il capire che anedotto non significa esperimento o il capire che un caso singolo non può, mai, confutare una media.

Ne parleremo sabato 3 dicembre al corso “Scienza, media e propaganda”, prendendo le mossa da racconto del caso del processo aquilano “Grandi Rischi”, per analizzare le criticità dell’informazione scientifica. Ancora più in dettaglio si mostrerà, in concreto, come certe distorsioni abbiano reso possibile raccontare sul piano mediatico un processo altro – il cosiddetto “Processo alla scienza” -, slegato da quello che effettivamente si stava svolgendo nelle aule di Tribunale.

Parliamone, parliamo di un processo fatto agli scienziati non per quello che avevano detto alla riunione, giudicato da tribunale d’appello come lo stato dell’arte delle conoscenze al momento, ma per quello che aveva capito, da notizie di seconda o terza mano, sora Cesira. Parliamo di tante supercazzole tirate fuori per coprire il fatto che si volevano processare ma non c’erano accuse sensate da fare. Una buona conoscenza della logica avrebbe fatto capire che l’affermazione “aver previsto il non svolgimento del terremoto” è perfettamente equivalente dal punto di vista logico all’affermazione “non aver previsto il terremoto”. Infatti i capi di imputazione erano talmente sgangherati e le motivazioni della condanna talmente inconsistenti che la sentenza di primo grado non è stata riformata ma completamente ribaltata in appello. La sentenza di appello poi è stata confermata in cassazione.

Nella seconda parte della lezione si indagheranno i rapporti tra medicina e mafie, con un focus sulla simulazione della follia per ottenere benefici di giustizia: chi sono i professionisti della salute che si prestano a “insegnare” ai boss di mafia le tecniche più evolute del disagio mentale e come funziona il sistema delle “carte dei pazzi”.

Mah, quello sarebbe da insegnare ai giudici ed ai periti del tribunale come scoprire i simulatori più che ad un Tizio che non ha accesso a tutta la documentazione clinica e che il “paziente” bene o male lo vede per cinque minuti alla televisione. Quindi cosa c’entra quella roba con il corso di giornalismo scientifico? Più che giornalismo scientifico mi fa venire in mente il caso di tanti esperti di “medicina di youtube” pronti a giurare sull’efficacia del caso stamina perché avevano visto, alla televisione, tanti miglioramenti. O il caso della parlamentare che si era messa a confutare le misure sulla potenza del sisma perché lei sentiva che non poteva essere solo del sesto grado.

Ecco perché penso che quello sia un corso di gombloddismo teorico per giornalisti; le stronzate in salsa pseudoscientifica fanno vendere anche se fanno danni.

Buoni motivi per scegliere l’europa…

Il fatto quotidiano ha pubblicato una buona notizia; finalmente l’europa sta iniziando a fare qualcosa di giusto, almeno dal punto di vista dell’energia

 

Energia rinnovabile, Ue verso stop alla priorità di immissione nella rete. Le aziende: “Così si uccide un intero settore”

La Commissione, nel pacchetto di riforma del mercato elettrico previsto per fine anno, intende fissare paletti rigidi alla possibilità di concedere una corsia preferenziale alle fonti green. Gli impianti che già ne usufruiscono la perderanno in caso di rifacimenti o potenziamenti. Per l’Associazione nazionale dell’energia eolica questo “renderebbe vani tutti gli sforzi per la lotta al cambiamento climatico”di Elena Veronelli

 

Una tegola sta per arrivare dall’Europa sul settore delle energie rinnovabili, proprio all’indomani dell’entrata in vigore dell’accordo Cop21 di Parigi per limitare il riscaldamento globale. La Commissione Ue starebbe per abolire, nel pacchetto di riforma del mercato elettrico previsto per fine anno, la priorità di dispacciamento per l’energia rinnovabile. Questo vuol dire che le fonti green non avranno più la possibilità di essere immesse per prime nella rete elettrica, come avviene ora.  (…)
La priorità di dispacciamento era infatti un volàno per le energie green: primo perché garantisce una certa redditività a chi investe in questo settore, poi perché, al contrario delle fonti fossili, quelle rinnovabili non sono programmabili e quindi hanno maggior bisogno di aiuti per renderle adattabili ai consumi.
“L’eliminazione della priorità del dispacciamento sarebbe un ulteriore colpo al settore delle rinnovabili e renderebbe vani tutti gli sforzi passati e presenti per la lotta al cambiamento climatico, mettendo in seria difficoltà il settore delle energie rinnovabili, che sulla base di questa norma ha modulato i propri investimenti”, commenta Anev, l’Associazione nazionale dell’energia eolica. Che fa anche notare come una mossa simile sarebbe in totale contraddizione con tutte le recenti politiche e dichiarazioni dell’Unione Europea contro i cambiamenti climatici: dalla Cop21 di Parigi alle dichiarazioni del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker che dice di volere l’Europa come leader mondiale nella lotta al riscaldamento terrestre.

Sorgente: Energia rinnovabile, Ue verso stop alla priorità di immissione nella rete. Le aziende: “Così si uccide un intero settore” – Il Fatto Quotidiano

Che il problema di eolico e solare fosse la non predicibilità puntuale della potenza disponibile era noto; per dare la priorità a tali fonti in ogni caso occorreva avere a disposizione un backup tradizionale: ergo le centrali “classiche” producevano e non immettevano in rete. Inquinamento uguale e costi superiori.

Anche l’accumulo è poco efficiente; in ufficio mi è capitato di vedere il gruppo di continuità per gli ascensori: occupavano uno stanzino e richiedevano un bel po’ di manutenzione annuale. Quello mi aveva fatto capire come l’idea di avere “grossi” sistemi di accumulazione domestici; per intenderci un “pacco batterie” per alimentare la lavatrice, fosse una stupidaggine. Sistemi di batterie così grossi richiedono ingressi il più possibile regolari oltre a richiedere una manutenzione accurata. I costi per una utenza domestica sarebbero difficilmente sostenibili. L’energia green si è sviluppata scaricando i costi alla società intera, e in tempi di magra occorre risparmiare.

Da notare infatti come i motivi contro tale decisione non siano motivi tecnici ma richiami all’ecologia, senza ovviamente i numeri reali dell’impatto ecologico delle due soluzioni (priorità rinnovabili non predicibili1 nel dispacciamento vs priorità fonti predicibili).

Un ultima cosa sull’immagine che il fatto ha scelto per accompagnare l’articolo: la “democrazia energetica”, che cacchio è la democrazia energetica? far decidere al laureato medio di youtube, che magari confonde ancora kilowatt e kilowattora, su politiche energetiche che per essere affrontate richiedono un sacco di competenze che spaziano dalla fisica all’ingegneria, dall’economia alla geopolitica? Che che ne sia convinto l’uomo della strada purtroppo, anche se si facesse un plebiscito con percentuali bulgare, non è possibile abrogare le leggi della termodinamica.

 

 


  1. l’idroelettrico e il geotermico sono rinnovabili e predicibili, per loro la norma non cambia nulla. 

Un ottimo articolo sul pseudogiornalismo e le misure di radioattività fai da te.

Te lo infilo su per il culo il contatore geiger, poi vediamo quanto misura

(…) Quello che invece posso dire per certo che è una sciocchezza è il servizio mandato in onda ieri sera sul pericolo radioattivo in Calabria, dove l’inviato delle iene va in giro con un contatore geiger a misurare quanti µSv/h c’erano, siccome sospettano che abbiano affondato una nave con rifiuti radioattivi nel mare.

Sorgente: Te lo infilo su per il culo il contatore geiger, poi vediamo quanto misura

Un ottimo articolo di Mattia che smonta un certo tipo di pseudogiornalismo in salsa pseudoscientifica che mira solo a fare inutile allarmismo. Purtroppo molti abboccano per crassa ignoranza;

a) Se X è un valor medio allora si misureranno valori Y>X e valori Y<X, quindi è normale trovare un valore superiore alla media. Inoltre una media da sola, senza informazioni sulla distribuzione di probabilità non significa assolutamente nulla. Un valore 10 volte il valor medio potrebbe essere abnorme o nella norma, tutto dipende da un altro indicato statistico: la varianza, che grosso modo ci dice quanto variano i valori che concorrono a formare la media.

b) Per il pericolo “contaminazione radioattiva”, più che un valore puntuale conta sia il valore massimo e che il tempo di esposizione, altrimenti alla prima radiografia o al primo viaggio aereo saremmo tutti morti.

c) Molti non colgono la solita paraculata di dire un mucchio di cavolate e poi salvarsi in calcio d’angolo dicendo che loro fanno informazione con informazioni approssimate e scientificamente infondate. Anche perché la gggente (con tre g) capisce “radioattività tumore” e non “misure senza senso”.