Centocelle, la Serracchiani e il razzismo

Premessa: quella capitata a centocelle è una tragedia indipendentemente dalla nazionalità delle vittime e dei carnefici. Quello che non mi è piaciuto della vicenda son stati gli sciacalli pronti a polemizzare ed accusare immediatamente la controparte di essere la mandante morale della tragedia prima ancora che ci fosse qualche ipotesi, attendibile, sull’autore e sul movente. E già questo dovrebbe insegnare a diffidare tanto della giustizia dei pistoleri da tastiera. Comunque per par condicio anche dall’altra parte c’è stata la fiera dell’idiozia con tanti subumani che esultavano per la tragedia. Comportamento estremamente riprovevole anche se non grave come quello di chi ha lanciato direttamente la molotov. Eppure, una volta che si è saputo che la pista principale era la vendetta interna alla comunità, su twitter sembrava che esultare per la tragedia fosse più grave dell’averla causata.

E veniamo alla Serracchiani, un’altra presa di mira dai social allo stesso modo degli imbecilli che esultavano. Cosa ha dichiarato di tanto scandaloso?

“La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza”.

Io non ci vedo nulla di razzistico e nulla di scandaloso; volendo fare il colto farei notare che Dante Aligheri nel fondo dell’inferno mise i traditori e nel fondo del fondo, la Giudecca, mise i traditori dei benefettori. Che che ne pensino tante animelle belle la Serracchiani ha ragione; tradire la fiducia di chi accoglie è un comportamento abietto, non mi sembra ci sia nulla di scandaloso in ciò. Peccato che ciò strida con la vulgata che vuole “i migranti” degli angeli torturati dalle brutture del mondo e che chi “accolga” sia un benefattore al di sopra delle leggi.

Le anime belle non si accorgono che reagire in maniera così scomposta: lanciando immediatamente la merda contro il ventilatore o scatenando shitstorm contro chiunque non sostenga l’autoevidente santità di chi viene accolto alla fine causa fastidio e ribrezzo nelle persone. Chi esulta per una tragedia è un verme, è pacifico, ma cosa dire di chi stigmatizza i vermi che esultano e contemporaneamente evita di parlare di chi ha realmente causato la tragedia? Lo stesso di chi accusa, a sproposito, la Serracchiani di razzismo; il messaggio che si percepisce è che lo status di migrante dia diritto ad una sorta di immunità diplomatica; ottimo spot per chi sostiene il “ributtateli a mare”.
Quante simpatie hanno portato queste due vicende ai partiti “simpatizzanti” verso le posizioni xenofobe? Purtroppo molte animelle candide non si renderanno conto dei loro errori ma continueranno a lagnarsi di italiani razzisti e chiedersi, scandalizzate, come sia possibile votare Salvini incapaci di capire che esiste qualcosa di peggio di Salvini: loro.

 

Ong, magistratura e migranti 2

Alcune riflessioni sparse sulla vicenda ONG, magistratura e migranti.

I colpevoli malintesi sulle indagini.

Il rapporto del frontex di cui parlava Zuccaro esiste ed ivi, a quanto riporta la stampa, vengono riportati alcuni comportamenti “ambigui” relativamente alle operazioni di salvataggio. Per il momento nulla che possa giustificare l’inappellabile condanna già emessa da alcuni verso le ONG ma abbastanza per giustificare l’apertura di una inchiesta per appurare se son stati commessi dei reati. Se l’apertura di una indagine, ovvero una procedura ove si cerca di capire se, come e quando son stati commessi dei reati, si potesse fare solo quando ci son granitiche certezze di colpevolezza a che pro allora far celebrare poi il processo? In realtà è naturale che possano esistere prove ed indizi sufficienti a giustificare l’apertura di una indagine che però non son sufficienti, da soli, per giustificare una condanna.
Questa vicenda ha comunque evidenziato due cose: la prima è che molti, dopo anni ed anni in cui le inchieste son state usate come un maglio e si è urlato che indagato significava sicuramente colpevole hanno spiacevolmente scoperto che l’essere indagati significa essere considerati ipso facto certamente colpevoli. E’, e rimane, una barbarie però non si può negare che sia la logica conseguenza dell’uso delle inchieste come arma impropria. Da notare come certe difese riportate dalla stampa, nel caso si parlasse della trattativa Stato – Mafia, farebbero urlare: “ci si difende nel processo e non dal processo”.  Piaccia o no il pattern è sempre il solito, l’unica cosa che è cambiata è chi stavolta si trova al centro del mirino.

Dura lex sed lex.

La Sardegna è stata una terra colpita dalla piaga dei sequestri di persona a scopo di estorsione. Per contrastare la piaga dei sequestri è stata approvata una legge per impedire il pagamento del riscatto. I beni della famiglia del rapito vengono bloccati. Perché è stata fatta una legge così dura? Anche per disincentivare i rapitori; un rapimento andato a buon fine con un riscatto è uno spot che attira altri a tentarsi lo stesso “lavoro” e quindi aumenta i rischi per tutti di diventare vittime di rapimento. La ratio della legge è quella. Poi si può discutere di quanto valore dare alla vita del rapito rispetto alla difesa della società; è una questione aperta cui si dibatte e si dibatterà in eterno. Questo per dire che talvolta ci possono essere dei motivi, che ognuno è libero di giudicare più o meno validi, per la durezza delle norme.

I fini umanitari.

Una delle linee di difesa delle ONG è “ma se gli scafisti stanno per buttare a mare un poveraccio; io cosa devo fare, rimanere a guardare o intervenire?” La domanda è interessante perché porta, come nel caso di sopra, l’attenzione su quanto possa essere moralmente accettabile il violare una legge ingiusta. La domanda che io mi pongo invece è un’altra: se è moralmente accettabile violare le acque territoriali libiche per salvare i migranti dai barconi quanto potrebbe essere moralmente accettabile invece mandare persone con un mitra (leggi soldati) a rendere sicura la libia per evitare che i migranti vengano aggrediti, rapinati e stuprati? Se la loro “sicurezza” giustifica il rendere sicuro l’ultimo trasbordo perché non dovrebbe giustificare il rendere sicuro anche i trasbordi precedenti? Mandare qualcuno a controllare le frontiere di terra della libia? O siccome non si è vista la foto di qualcheduno morto di sete nel deserto, la frontiera, di terra, libica è tutto OK?

Se si nota le motivazioni addotte a giustificazione della violazione di un paio di norme son le stesse con le quali, dietro scontata benedizione ONU, si interviene in missioni “di pace”.  Interessante come il rispetto dell’ONU, delle sue decisioni per molti dipendano da chi finisce nel bersaglio; se il bersagli è Tizio allora devi rispettare pedissequamente le decisioni ONU, faro delle genti, se è caio invece le decisioni sono arbitrii e l’ONU altro non è lo scagnozzo del GGG (il Grande Gombloddo Globale).

Ong e stazione centrale

Sembra che le polemiche sulle ONG si stiano sgonfiando; il rapporto in cui si parlava di contatti fra scafisti e ONG, stando a quanto dichiarato in commissione difesa e dal COPASIR non esiste, quindi, allo stato attuale, quelle su le ONG son state solo insinuazioni senza prove.

Devo però dire che la difesa delle ONG non mi è comunque piaciuta; invece di dire chiaramente che “i processi si fanno con le prove e non con i teoremi”, invitando a tirar fuori le prove, si è scaduti troppo nell’agiografico, nel “lei non sa chi sono io”. Capisco che parlare di prove invece di teoremi possa disturbare chi fino ad ieri sosteneva sperticatamente i teoremi giudiziari. La trattativa stato – mafia oppure le calunnie contro la Carfagna sono esempi di insinuazioni che hanno infangato senza che esistessero prove “reali” a prova di tribunale. Eppure molti scandalizzati per le insinuazioni verso le ONG erano anche quelli pronti a sostenere chi sparava tali insinuazioni. Sarebbe stata una prova di maturità e, perché no, anche educativa per chi pensava solo in termini di bianco o nero. Invece si è preferito battere sull’agiografia, troppo sul “solo noi siamo i buoni1 (e chi non è completamente con di noi è solo un nazileghista grillino in malafede)” e sul “lei non sa chi sono io”. Arrivando anche ad articoli che io ho trovato ridicoli; se il SMM di Unicef è eroico perché risponde a quattro leoni da tastiera su twitter e facebook che si divertono a vomitare odio, allora domani si dovrebbe dare una medaglia d’oro al valor militare a Caterina SimonsenSalvo di Grazia, oggetto di ripetuti lanci di cosa marrone da parte di antisperimentazione e antivax. E ovviamente chi va realmente per mare santo subito. Quindi cerchiamo di tenere bene il senso delle proporzioni.

Ho manifestato le mie perplessità su twitter e puntualmente mi son beccato del fascio-grillo-leghista. Purtroppo molti, troppi, pensano ancora in bianco e nero e considerano “contro di loro” chiunque non sia al 100% con loro. Il problema è che se cominci a considerare qualsiasi critica come un attacco, reagendo di conseguenza, l’unico effetto che si ottiene è di radicalizzare lo scontro e spingere chi non è d’accordo al 100% con te ma solo al 90% verso l’altra parte.

Errore che sto vedendo nella discussione riguardo alla retata alla stazione centrale di milano; su twitter è pieno di messaggi che evocano i rastrellamenti nazisti ed il ritorno del fascismo. Messaggi che portano tanti voti a Salvini, molti di più di quanti ne riesca a perdere lui con le sue inutili chiassate. Perché se ti dicono che non volere lo spacciatore per strada è fascista, il non voler tornare a casa con la paura di aggressione e senza dover attraversare zone di guerra, il non volere il degrado è fascista alla fine ti convinci che non è sbagliato essere fascista e del fascismo vedi solo le stazioni pulite e i treni in orario e non le immense porcate che ha fatto. Perché il problema del degrado di certi quartieri non colpisce di certo i soci del cineforum “la corazzata kotionkin” di Capalbio ma i poveracci che devono prendere il treno per tornare a lavoro. E magari soci del cineforum stanno ad urlare “bVutti Vazzisti, non capite il valoVe delle VisoVse? Fascisti.”, e il poveraccio cosa capisce? Vuoi poter tornare a casa tranquillo? vuoi un controllo del territorio che blocchi o riduca la microdelinquenza? Vota Fascista. (oppure come capitato in certe zone dove lo stato ha abdicato, si è ritirato, ha perso, sostieni don Vito2).

In pratica l’effetto opposto a quello che si voleva ottenere. Forse prima di lamentarsi dei poteri sovrumani di Salvini e di come riesca ad avere seguito nonostante le sue “chiassate” forse sarebbe meglio fermarsi a riflettere sui propri, mostruosamente immensi, errori di comunicazione.


  1. La difesa “noi siamo i buoni, tutti i buoni” è rischiosa anche per un altro motivo; se domani, non si voglia, ma si scoprisse una mela marcia c’è il rischio che si “sputtani” tutto il frutteto. Basta vedere cosa è capitato alle prime indagini che hanno avuto come bersaglio il “partito degli onesti”. 
  2. Non è un caso che “il padrino”, romanzo di mario puzo si apra con la scena di don Vito visto, dai suoi sostenitori, come uno che raddrizza torti meglio dello Stato.

    Il boss mafioso italiano Vito Corleone, in occasione del matrimonio della figlia Connie, riceve nel proprio studio molti italiani emigrati negli Stati Uniti che invocano il suo aiuto.[2] Essi richiedono il suo intervento in situazioni drammatiche, domandando per esempio una vendetta contro gli stupratori delle figlie (che la giustizia ordinaria ha lasciato sostanzialmente impuniti), di richiedere ai politici della sua rete di concedere la cittadinanza americana a giovani italiani prigionieri di guerra altrimenti condannati al rimpatrio lasciando le figlie senza marito, o chiedendo prestiti per aprire negozi. Don Corleone, formalmente conosciuto come il più potente importatore di olio d’oliva italiano in America, accetta tutte queste richieste di aiuto, ricordando a tutti che essi sono da questo momento suoi debitori, e che lui potrà rivolgersi a loro in qualunque momento.
    [da wikipedia]

    Spiace dirlo ma se lo stato abdica chi prenderà il suo posto sarà visto come il Don Vito della situazione. 

Ong, magistratura e migranti

C’è qualcosa di kafkiano nella questione fra le ONG che si occupano dell’assistenza in mare ai migranti e la procura di catania.  La vicenda mi sembra tanto una di quelle commedie degli equivoci dove buoni e cattivi si scambiano i ruoli ed alla fine nessuno riesce più a capirci nulla.

La prima constatazione da fare è che il procuratore di catania ha parlato di indagini in corso, indagini per le quali non c’è ancora, che io sappia, alcun indagato cui è stato inviato un avviso di garanzia. Questo è un comportamento alquanto scorretto. Renzi quando dice che i magistrati dovrebbero parlare con gli atti e non con le interviste, nelle quali si stuzzica l’opinione pubblica per avere una condanna “morale” che supporti poi la richiesta di condanna “giuridica”, ha ragione da vendere. Ma questa regola deve comunque valere sempre, sia che il presunto indagato siano le ONG sia che il presunto indagato sia Silvio Berlusconi. Difendere a spada tratta i magistrati che parlano, e straparlano, della gente antipatica e contemporaneamente chiedere che vengano messi a tacere quelli che invece parlano di chi ci è simpatico, non è garantismo ma pura e semplice paraculagine. La legge è uguale e deve essere uguale per tutti, chiedere che per qualcuno sia più uguale significa renderla diseguale, che che ne pensino i tanti sacerdoti della legalità.

La seconda è che è sbagliato usare la legge come strumento di lotta politica e trasformare i magistrati nei paladini della propria fazione; è un comportamento pericoloso e scorretto. Inoltre se arruoli qualcuno nelle tue bandiere prima o poi ti tocca pagargli il dazio. Preferisco vivere in uno stato dove i tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario, si limitano a vicenda che vivere in uno stato dove uno dei tre cerca di dominare in ogni modo gli altri due.

Terza, ma non meno importante, se stuzzichi le persone a pensare che indagato equivalga a colpa accertata con certezza e che la condanna, in giudicato, sia solo una inutile pastoia burocratica, poi non stupirti che se diventi tu l’oggetto dell’indagine poi molti pensino che sei sicuramente colpevole. Adesso è troppo tardi per tentare di spiegare che mentre per Tizio valeva il: “se Tizio è indagato allora è sicuramente colpevole”, per Caio, adesso indagato o di cui si sussurra verrà indagato, invece debba valere l’articolo 27 della Costituzione Italiana.

Quarta constatazione: dalle reazioni scomposte che vedo, penso che comunque sia stato toccato un nervo scoperto e molto doloroso. Il facilitare l’arrivo in italia in ogni caso è un buono spot per convincere i disperati a tentarsela, il pattern sta in ogni caso diventando: “uscire dalle acque territoriali libiche e lanciare immediatamente l’SOS”. I salvataggi riusciti in ogni caso mostrano come il rapporto rischi/benefici del tentarsi la traversata secondo la rotta libica sia vantaggioso.

Ultima considerazione: moltissimi migranti non fuggono da zone di guerra come la siria o l’afghanistan ma son migranti per motivi economici. Il tentare di spacciarli per profughi provenienti da zone di guerra, persone giustamente tutelate dal diritto internazionale, serve solo ad aumentare la confusione e magari a far credere che anche i profughi di guerra siano migranti economici. E questo alla lunga causa proprio il razzismo che a parole si dice di voler combattere.

Credo che l’errore sia nel modo cui si sta indagando e non per chi viene indagato; per questo io non sto con il magistrato; imho un magistrato deve parlare con gli atti e non rilasciare interviste ed insinuazioni ma neppure credo che esista una patente di “bontà” che ti ponga al di sopra delle leggi dello stato. Il sottoporre la legge dello stato a “superiori esigenze morali” è il primo passo verso la dittatura1. Se si riconosce una legge come non adatta è sempre meglio cambiarla che ignorarla.


  1. La legge stessa stabilisce eccezioni in caso di pericolo di vita o per altri validi motivi. Una ambulanza in emergenza può ignorare le regole del codice della strada, proprio perché è il codice della strada stesso a stabilirlo, una nave, secondo la legge italiana, può aiutare migranti in pericolo di vita senza passare per scafista proprio perché è un caso di eccezione previsto dalla legge

sciacallaggi…

Da faccialibro; il commento di una teleopinionista alla vicenda dell’immigrato suicida a venezia

Un ventiduenne del Gambia si è lanciato in acqua, a Venezia, perché gli era stato negato il permesso di soggiorno per ragioni umanitarie.
Non voleva più vivere. O forse non voleva morire dove lo avrebbero rispedito.
E’ annegato tra chi lo guardava immobile, chi gridava Africa e chi diceva “Fallo morire ‘sto coglione!”. Si sente perfino mezza risatina.
Gli era stato lanciato un salvagente, certo. Ma nessuno si è buttato.
E’ inutile girarci intorno. Per una donna, un bambino, un uomo bianco, qualcuno si sarebbe buttato. Ci sarebbe stata la folla in acqua.
Ma era solo un profugo. L’avete guadato andare a fondo. E l’avete fatto morire, ‘sto coglione.
Che pena. Per voi, ancora più che per lui.

E, l’ottima, risposta di un utente su FB; risposta alla quale la teleopinionista non ha ribadito.

Domenica ero a Venezia e ho assistito all’accaduto: posso assicurarvi che all’inizio nessuno aveva capito le reali intenzioni del ragazzo. Accade che persone facciano il bagno in canale, turisti sconsiderati o gente che ha alzato troppo il gomito: nessuno si sarebbe mai immaginato che il ragazzo volesse morire, anche perché sapeva nuotare benissimo. Con l’arrivo imminente del vaporetto, gli sono stati gettati 4 salvagenti e degli uomini a bordo hanno cercato di tirarlo in salvo afferrandolo per le braccia, ma lui ha opposto resistenza ed è sparito sotto l’imbarcazione. Poco dopo sono arrivati i soccorsi, ma neppure loro si sono tuffati, in quanto non è fattibile riuscire a vedere sotto quell’acqua. Purtroppo è sempre facile parlare a fatto compiuto e con tutta questa finta indignazione. Quindi, prima di giudicare e di chiederci perché nessuno si è lanciato in quelle acque putride, rischiando di prendersi la leptospirosi o di essere trascinato sott’acqua insieme a quel povero ragazzo, domandiamoci perchè nel nostro Paese ci sono ancora persone che vogliono morire a 22 anni.
Tutt’altra storia invece per gli insulti sollevati contro di lui: sono parole degne di persone che non si possono neppure definire tali.

Mio commento sulla vicenda: quel suicidio ha scatenato una indegna gazzarra che ha generato uno sciacallaggio del piagnisteo che non ha nulla da invidiare a quello cui è son stati accusati Salvini e la Meloni. Purtroppo son questi deliri a convincere gli italioti di essere espertissimi di tutto. Adesso anche esperti di salvataggio in acqua; d’altronde bastava vedere due o tre puntate di baywatch per diventarlo. Tanto di cappello alla utente che ha risposto per le rime alla farneticazione Selvaggia del primo messaggio.

Senza considerare che il “lancio della merda” contro il ventilatore, l’attribuire a tutti le colpe di qualche imbecille che ha avuto un comportamento inqualificabile, serva solo ad esacerbare gli animi così come le accuse di vigliaccheria e razzismo.

quando la pezza è peggio del buco

Licenziata prof delle frasi razziste su migranti. Su Facebook: “Bruciateli vivi”. Farà ricorso al Tar
Il ministero ha deciso che il comportamento di F. P. non era compatibile con l’insegnamento. In precedenza la stessa insegnante era stata sospesa due mesi per aver insultato un meridionale

Sorgente: Licenziata prof delle frasi razziste su migranti. Su Facebook: “Bruciateli vivi”. Farà ricorso al Tar – Repubblica.it

Penso che la “pezza” messa dal ministero sia peggiore del buco. Non condivido gli insulti razzisti e penso che il lancio della merda dalla propria pagina di facebook, firmandosi con nome e cognome, sia una delle attività più imbecilli.

Purtroppo però la “plateale imbecillità” non è un giustificato motivo od una giusta causa per il licenziamento. Sarei curioso di sapere sulla base di cosa il ministero ha deciso per il licenziamento disciplinare. La normativa prevede

D Legs 16 aprile 1994, n. 297
Art. 498 – Destituzione

1. La destituzione, che consiste nella cessazione dal rapporto d’impiego, è inflitta:
a) per atti che siano in grave contrasto con i doveri inerenti alla funzione;
b) per attività dolosa che abbia portato grave pregiudizio alla scuola, alla pubblica amministrazione, agli alunni, alle famiglie;
c) per illecito uso o distrazione dei beni della scuola o di somme amministrate o tenute in deposito, o per concorso negli stessi fatti o per tolleranza di tali atti commessi da altri operatori della medesima scuola o ufficio, sui quali, in relazione alla funzione, si abbiano compiti di vigilanza;
d) per gravi atti di inottemperanza a disposizioni legittime commessi pubblicamente nell’esercizio delle funzioni, o per concorso negli stessi;
e) per richieste o accettazione di compensi o benefici in relazione ad affari trattati per ragioni di servizio;
f) per gravi abusi di autorità.

Tecnicamente l’appiglio ci sarebbe però mi chiedo quanto sia robusto tale appiglio. Se il licenziamento dovesse rivelarsi illegittimo la docente avrebbe diritto, oltre ad un risarcimento, anche al reintegro ed agli arretrati.

Le cose che mi danno da pensare sono due; la prima cosa riguarda invece il rapporto vita privata/vita pubblica e come rapportarsi nei social. Quanto le “idiozie”  politiche o sindacali espresse su FB possono riflettersi nella vita di tutti i giorni ed essere giusta causa per un licenziamento? Si rischia di toccare tasti molto delicati come la libertà di espressione o l’usare i social per controllo sociale “casereccio”.

La seconda, più grave è che la docente tecnicamente non ha commesso alcun reato, l'”hate speek1” non è, per fortuna, ancora reato in italia e quindi le stupidaggini pubblicate su FB per quanto atroci e demenziali possano essere state non son reato. Diverso il caso se la predetta fosse stata condannata, dalla magistratura e non dalla suprema corte dei like su FB, per violazione della legge Mancino o altro. Sinceramente preferisco leggere simili cojonate sui social che avere un ministero che decide “mentula canis” licenziamenti sulla base di quante coglionate uno pubblica su FB. Quindi per quanto possa apparire condivisibile l’atto commesso da ministero a me sembra essere stato un abuso. Giova ricordare che due torti non fanno mai una ragione e che lo “scavalco” delle leggi in nome di un non meglio precisato bene comune è la caratteristica delle dittature non degli stati di diritto moderni.  Il ministero che si muove in questo modo dopo la shitstom2 e proprio a causa di essa ha messo una pezza peggio del buco. I processi si fanno in tribunale e le condanne son decise dalla legge, non su facebook e le condanne non devono essere decise dal numero di “like”. I processi in piazza con annesso linciaggio, anche se svolto in versione digitale, son retaggi medioevali non roba post illiminista, e sinceramente al medioevo digitale preferisco l’illuminismo analogico.

Un ultima cosa: il giusto processo ed il ricorrere alla magistratura contro atti amministrativi è un diritto irrevocabile; trovo malizioso il metterlo nel titolo quasi che si voglia far apparire il TAR, che dovrebbe decidere solo sulla base delle norme e non a causa della pressione di una opinione pubblica aizzata, come complice e avallatore di tali idiozie.

PS

La mia opinione sulla libertà di parola era, e rimane, questa:

Io comunque rimango della mia vecchia opinione: si è per la libertà di parola solo se, in suo nome, si è disposti a sentire anche cose, non previste dalla legge come reato, che non vanno a genio, altrimenti non si è per la libertà di parola, si è solo per il proprio culo.


  1. letteralmente il parlare d’odio, l’ennesima legge americana “sciocca” fatta al solo scopo di soddisfare il dio del politicamente corretto. 
  2. letteralmente tempesta di merda; quando arrivano cascate di insulti e proteste contro una persona. 

creare razzismo how to /3

Sinceramente l’ipocrisia di chi dice “io non sono razzista ma…” non mi piace, quindi ammetto di essere un razzista becero e troglidita1. Precisato questo vorrei parlare del caso di miss finlandia “nera” e di come un’informazione demenziale alla fine porti a fare più danni che altro.

Sorgente: Corriere della Sera

«Vince solo perché è nera»
La rete contro Sephora Ikalaba,

Sephora Ikalaba, giovane migrante nigeriana di 19 anni, 165 centimetri di altezza, è la nuova Miss Helsinki. Ma in Finlandia, come in rete, la notizia è stata accolta dalle polemiche. Come fu nel 2014 anche per Chrisolythe Songo, una delle finaliste di Miss Mondo Italia, nata in Italia, che ricevette sulla pagina offese sulla sua origine. Nelle fotografie del concorso Sephora appare sorridente, tra gli abbracci delle altre partecipanti, come in qualsiasi altra competizione di bellezza. Ma nel web la giuria finlandese che l’ha scelta è accusata di aver fatto questa scelta solamente per «soddisfare la dittatura terzomondista del politically-correct». E c’è chi addirittura arriva a dire che la ragazza è «la Miss più brutta degli ultimi anni», sostenendo che fossero «meglio le altre concorrenti bianche».

Riporto quanto scritto: “E c’è chi addirittura arriva a dire che la ragazza è «la Miss più brutta degli ultimi anni», sostenendo che fossero «meglio le altre concorrenti bianche».” Estiqaatsi!!! Io non posso essere libero di preferire la classica bellezza nordica a quella africana? I gusti son gusti alla fine, non vedo nulla di razzista a preferire una ragazza bianca ad una nera. Stiamo parlando di un concorso di bellezza alla fine dei conti; la bellezza è un qualcosa di soggettivo non un qualcosa che si può misurare con un metro o una bilancia. Quella sopra riportata è una opinione perfettamente lecita e legittima e il cercare di farla passare come razzista temo che alla fine avrà l’effetto di fomentare il razzismo dei decerebrati alla stormfront.

Il “chiunque critica Sephora è solo perché è razzista” a cosa porta: a convincere le persone che non son razziste per niente ad essere convinte di esserlo, e magari pensare che anche gli xenofobi neofascisti “veri”, vengono detti “razzisti” solo perché preferiscono la bianca, bionda statuaria, claudia schiffer per intenderci, a naomi campbel. Un ottimo lavoro di sdoganamento dei veri dementi razzisti. Come avevo già scritto nell’articolo: mussolini dittatore blando, alla fine il fascistizzare qualunque cosa annacqua la tragedia del fascismo e apre le porte al suo ritorno.  Idem scrivere che chiunque critica è solo perché razzista.  Giova ricordare che il paragone funziona sempre nei due versi. Se chi preferisce la bionda alla mora è razzista come il KKK allora non ci si scandalizzi poi se qualcuno pensa che il KKK sia un innocuo gruppo di mattacchioni che preferiscono le ragazze di tipo “nordico” quelle di tipo “mediterraneo” o “africano”.

Paragonando la ragazza «a una scimmia», soprattutto per i lineamenti del viso per il naso «fuori misura», e richiamando la somiglianza con l’ex presidente Usa Barack Obama. Le critiche maggiori sono riportate su Stormfront, forum di discussione online che dà spazio a posizioni di nazionalismo bianco e antisemitismo. A vincere,, si dice, è stato «un complesso di colpa». Ogni singolo giudice che ha votato per lei «merita la punizione tradizionale dei traditori …».

Stormfront è un forum di estrema destra neonazista; cosa ci si aspetta di trovarcisi dentro? Stupirsi che su stormfront compaiano stupidi insulti razzisti è stupirsi di trovare acqua in mare.  A cosa serve citarlo? A paragonare chi pensa che la vittoria della ragazza sia dovuta più al politically correct e al non voler apparire razzisti? Beh dare del neonazista a chiunque lo pensi alla fine temo sarà controproducente. Purtroppo idioti ed insulti gratuiti su internet, boldrini docet, esistono. Però perché scandalizzarsi degli insulti e delle shitstorm verso tizio e non verso caio? Occhio che far passare l’idea che il razzismo ci sia solo se un elemento del gruppo A opprime uno del gruppo B e non se capita il viceversa è il modo migliore per incentivare sia il razzismo di B verso A, perché si sentono giustificati, sia quello di A verso B, perché invece si sentono accusati ingiustamente. Avvelenare di più gli animi; proprio quello che si voleva evitare


  1. io sono razzista: ho preferito la schiffer alla campbell e quando vinse miss italia denny mendez io tifavo per ilaria murtas, e credo anche io che in questo caso la vittoria sia stata per politically correct più che per bellezza. 

multi idiozia

Puntualmente durante le feste saltano fuori gli intelligenti che, in nome di un malinteso ed idiota, multiculturalismo negano la storia e la cultura italiana. Come capitato a brescia

Sorgente: Brescia, via Gesù da Merry Christmas. Salvini: “Follia” e pubblica numero della scuola – Il Fatto Quotidiano

Il taglio dalla scaletta dei canti di Natale di Merry Christmas con la citazione diretta di Gesù, deciso dalla preside della scuola elementare di Pontevico (Brescia), ha innescato l’ennesima polemica da parte del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, che sui social ha invitato a “complimentarsi” con la preside Paola Bellini e a “farle gli auguri di Natale” pubblicando il numero di telefono dell’istituto. (…)

La scelta di sostituire nel brano tutti i versi “canta perché è nato Gesù” con “canta perché è festa per te” è stata motivata dalla dirigente scolastica con l’intenzione di promuovere una educazione interculturale. “L’uguaglianza è un obiettivo che deve essere difeso. Nelle nostre scuole sono appesi crocifissi, immagini della Vergine Maria e si mandano gli alunni cattolici a incontri di preghiera, in collaborazione con la parrocchia. Nella nostra scuola non si nega alcuna tradizione né religione, ma si garantisce il diritto di ognuno al rispetto della persona e delle sue peculiarità” si legge in una nota. E a ilfattoquotidiano.it chiarisce: “Non è la festa di Natale quella che abbiamo organizzato. Si tratta di uno spettacolo che fa parte di un progetto di propedeutica musicale”.

Sinceramente, penso che la dirigente abbia fatto una stupidaggine. Multiculturalismo non significa negare la propria tradizione in nome di un malinteso rispetto verso gli altri; significa una tolleranza reciproca. Nota bene: reciproca in quanto non ci può essere tolleranza verso gli intolleranti. L’azione della dirigente, pur con tutte le buone intenzioni del mondo è una grandissima stupidaggine e la “pezza” messa è peggiore del buco.

  1. Se cancelli i riferimenti alla religione “cristiana” e “cattolica” dalle canzoncine per non offendere la sensibilità di chi non è “cattolico”, poi, domani, con che faccia rispondi a chi chiede di vietare il velo (nota bene il velo che copre solo i capelli e non il volto, non il burqa, già vietato da legge dello stato italiano la cui ratio è vietare che per strada girino, salvo casi particolari, persone non identificabili) “per non offendere la sensibilità di chi non è musulmano”?
  2. Usare la sensibilità “verso gli altri” per queste stupidaggini significa additarle come responsabili di genialate partorite da altri. Con risultati opposti rispetto alle buone intenzioni iniziali, e magari a loro del verso che riguarda Gesù poco importa.
  3. Se fai passare l’idea di dover rispettare tutte le seghe mentali di chiunque poi non scandalizzarti se il padre del piccolo Adolf Benito pretende rispetto per il “culto del Duce”, culto ove il Duce è il messia venuto a redimere il mondo ed è stato ingiustamente ucciso dalle forze del male. E, in nome del rispetto delle proprie credenze, pretende che non si celebri alcunché il 27 gennaio o il 25 aprile.
  4. Ripeto: la tolleranza deve essere reciproca; chi non sopporta che gli altri cantino “è nato Gesù” poi non rompa le palle se gli altri non sopportano alcuni aspetti delle sue credenze e pretendono che lui le autocensuri nel nome del rispetto verso gli altri.
  5. Non si vuole celebrale il natale o lo si vuole sostituire con la festa del “sol invictus” o la sagra del grande cetriolo? Benissimo, lo si faccia, però si abbia il coraggio di ammetterlo apertamente invece di cercare pretesti in un farlocco e malinteso multiculturalismo che in realtà è solo un a-culturalismo amorfo.

 

bVutti Vazzisti…

Stavo leggendo la vicenda di Goro; apparentemente la vicenda sembra essere semplicemente la solita vicenda squallida di gente che rifiuta di aiutare e accogliere donne(1) e bambini ed un ottima occasione per ricamare i soliti articoli attira paladini da tastiera e per qualche “finta” flagellazione autocelebrativa. Ovvero il spargersi di cenere il capo per mostrare urbi et orbi quanto si è bravi, colti, accoglienti e quanto ci si dispera per la malvagità altrui.

In realtà si tratta di un segnale inquietante di come si stia modificando la percezione delle “risorse” e di come la gente inizi ad essere stufa di tanto buonismo ipocrita che cerca di risolvere i problemi negandoli e coprendoli con tonnellate di politically correct. L’immigrazione è un problema sia perché è complicato gestire l’accoglienza di tante persone, sia perché i problemi di “convivenza” cominciano a manifestarsi. Non è un problema solo italiano. Però quello che si è visto è stato che i paesi che prima si sdegnavano per come l’italia si comportava quando è esplosa l’emergenza son stati anche i primi a lavarsene le mani rimangiandosi tutte le prediche che ci facevano fino al giorno prima.

E veniamo alla questione di goro; le risorse, senza specificare quali, vengono sparpagliate per tutto il territorio in emergenza senza però sensibilizzare la popolazione, senza fornire precisi impegni e rassicurazioni, senza evitare di dare l’impressione di risolvere il problema “scaricandolo” (2). Esiste la paura, esiste il nervosismo, Goro è un sintomo di una situazione che rischia di sfuggire di mano. E la cura manganello&antirazzismo ipocrita rischia di essere una pezza peggiore del buco.

Problemi fra piccole comunità e migranti capitano, ad esempio erano capitati anche in Sardegna dove certe risorse mandate in paesini piccoli e mal collegati, anche per i sardi, hanno fatto il diavolo a quattro perché non ci volevano stare e pretendevano accoglienza a cinque stelle.

I profughi ospiti dell’hotel Janas a Sadali – piccolo centro al confine tra le province di Cagliari e Nuoro – di nuovo protagonisti di accese proteste, stavolta non solo per i pasti, ma per chiedere un televisore in ogni camera e un pullman che li porti giornalmente a Cagliari. Due di loro sono stati denunciati dai carabinieri. Lo scorso anno un gruppo di migranti ospiti della stesso hotel aveva inscenato una rivolta, arrivando anche spostare i cassonetti dei rifiuti per bloccare l’ingresso all’albergo. (…)

Sentendo di fatti simili, chi vorrebbe che nell’albergo vicino a casa venissero ospitate le “risorse”? Chi non si chiederebbe: ma nel caso di “attriti” che capiterà?

Seconda cosa: quelli non sono comportamenti da profugo che scappa dalla guerra ed è contento di poter dormire senza che nessuno gli spari addosso ma più da liceale convinto di avere soli diritti e nessun dovere. Infatti anche a Goro lo si è cercato di nascondere ma le “risorse” non provenivano da paesi in guerra.

Oggi i social e le bacheche son piene di strabbordante indignazione, domani molti si stupiranno dei voti di Salvini e dei partiti simili.

(1) Che poi vorrei capire come mai le femministe radicali non si scandalizzano perché nell’ordine di assistenza e salvataggio le donne vengono prima degli uomini; cioè se le “risorse” fossero state con il pisello invece che con la patatina sarebbe cambiato qualcosa? e allora perché si batte tanto sul fatto che fossero portatrici di patatina? Dove son finite le femministe indignate in servizio permanente effettivo?

(2) Cioè quello che per la TAV era turpe ovvero il non coinvolgere le popolazioni, il non fare un sacco di riunioni prima, il non far decidere democraticamente con un referendum alla frazione di roccafritta se è d’accordo o no, nel caso di Goro diventa invece sacrosanto. Il solito comportamento “democratico popolare” degli accultuVati.

Shitstorm/2, Trump e il politcally correct

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Paige Shoemaker è una studentessa della Kansas State University, e ama i social. Così, una volta applicata sul viso una maschera scura, decide di postare una foto insieme ad un’amica con la didascalia:”Che bello finalmente essere nera” (“Feels good to finally be a nigga” in lingua originale NdA). Lo scatto, subito denunciato e stigmazzito da un utente di Twitter collega delle ragazze, Desmund Weathers, è diventato virale. L’accusa di Desmund è quella di razzismo: “Come posso sentirmi a mio agio nel Campus sapendo che c’è gente che si comporta così?”, scrive. La protesta è diventata pubblica, tanto da spingere l’Università a prendere una posizione netta: quella di espellere Paige. Lei, dal canto suo, si è scusata pubblicamente con un post su Facebook: “Vogliamo chiedere scusa, non si deve fare ironia su queste cose. Sappiamo di aver sbagliato”.

Sinceramente mi sembra una prova sia dell’estrema idiozia legata al politically correct senza se e senza ma, diventato una nuova religione civile negli States, sia della coda di paglia delle istituzioni che per evitare di essere toccate da shitstorm sui social prendono decisioni drastiche. La ragazza avrà anche sbagliato ma, anche se ha usato un termine “forte” come nigga che in molti casi è considerato un grave insulto, non mi sembra che il suo comportamento sia stato così grave da giustificare una espulsione ed un “atto da fe'” pubblico. Ha fatto una battuta cretina, magari lo evidenzi, accetti le sue scuse e morta lì.

Invece si preferisce scatenare, non so quanto coscientemente, una shitstorm. Capita di fare battute cretine magari senza nessuna intenzione “cattiva”, se ad ogni battuta cattiva arriva il cartellino rosso a breve i campus saranno affollati quanto l’antartide ad agosto. I problemi per me non li ha la ragazza quanto la persona che ha denunciato. Non puoi pretendere di vivere nel villaggio dei puffi; un minimo devi tollerare se vuoi essere tollerato. La tolleranza deve essere reciproca, altrimenti se ad ogni sbagli altrui fai scattare la ghigliottina poi non stupirti se la ghigliottina poi verrà usata anche contro di te.

C’è anche un’altra questione: capisco il dover rispettare il più possibile gli altri e le loro idee ma ciò deve essere fatto con un limite, non si può dar retta incondizionatamente a tutte le fissazioni di chiunque come il sacro politically correct (PC) pretende.  Statisticamente prima o poi troverai due fissazioni in conflitto, e allora cosa capita? Un assaggio si è visto a capodanno a Colonia dove la fissazione “donne tutte sante uomini tutti maiali” si è scontrata con la fissazione “immigrati tutti santi bianchi tutti colonialisti, razzisti e sfruttatori”. Ricordo una serie di articoli di denuncia dove a furia di capriole si cercava di dare la colpa agli uomini bianchi occidentali e assolvere sia le donne occidentali che gli immigrati extracomunitari(1).

Il politically correct porta a questi assurdi oltre ad essere draconiano ed inflessibile nei suoi giudizi, giudizi rapidi ma poco precisi. Logico che la gente desideri liberarsi da questo clima opprimente e che non voglia essere lapidata se racconta una barzelletta un poco “spinta”. Ciò si traduce nelle simpatie e nel voto verso chi sembra “rompere” quella cappa di ipocrisia del politically correct. Ecco spiegata una parte della simpatia e della popolarità di Trump in america o di Grillo in italia. Persone che “rompevano” la cappa di oppressione e conformismo, pagliacci arruffapopolo vero, ma da molti preferiti rispetto a chi frigna e usa il “dovete rispettare le mie idee” come un maglio per chiudere il becco a chi tali idee non le condivide.

La questione è molto semplice; la cultura del politically correct vuole imporre a tutti di vedere, amare ed adorare la corazzata kotionkin di turno e logicamente quando qualcuno dice quello che molti pensano ma che nessuno ha avuto prima il coraggio di dire avviene esattamente questo:

Ecco spiegato trump in poche parole, non servono profonde analisi sociologiche basta guardare la realtà, peccato che molti accultuVati non possano raccontarla liberamente per paura proprio delle shitstorm da loro tanto amate quando invece colpivano gli avversari.

(1) Sì vabbè poi ci sono le tesi più uguali delle altre; se ciò che è stato detto per le sentinelle in piedi o le perculate fatte ad adinolfi fossero state dette per il gay pride “manifestazione moralmente inaccettabile” si sarebbe scatenata una shitstorm colossale.