La google university offre anche corsi di statistica…

Oltre che di virologia, economia, tattica calcistica, tuttologia teorica applicata… e hanno un casino di iscritti…

Su twitter un mio contatto ha segnalato questo messaggio:

Ieri ho fatto una sorta di test in fb. Ho 2 profili da 5000 persone, Ho chiesto cosa stessero leggendo in questo periodo. Al momento hanno risposto in 115.
Casomai ne avessi avuto bisogno, ho visto il livello di curiosità culturale che mi circonda.
Batto la testa nel muro.

Messaggio a cui è stata data anche questa risposta:

150 su mille è il 15%, tenendo conto che molti avranno sicuramente mentito, diciamo che restano circa il 10%. Questo spiega perché gli italiani votano in massa lega e 5s.

Posso dire che il messaggio originale ha un paio di errori metodologici nell’analisi statistica ovvero:

  1. Selezione del campione: il campione è realmente rappresentativo?
  2. Ampiezza del campione: quanti in realtà hanno partecipato?
  3. Errata valutazione della non “risposta”.

Primo errore: uno dei problemi della statistica campionatoria è la scelta del campione dal quale poi dedurre il comportamento della popolazione. Banalmente se faccio la stessa domanda “cosa ne pensa degli immigrati clandestini” durante una riunione di Potere al Popolo otterrò risposte completamente differenti da quelle che otterrei se la domanda la facessi durante una riunione di Forza Nuova. Se sbagli nello scegliere il campione ottieni risultati clamorosamente errati o meglio i risultati son corretti ma è sbagliato estenderli a tutta la popolazione.

Secondo errore: quanti hanno in realtà partecipato al sondaggio, quanti hanno realmente letto la pagina FB? ovviamente la mancanza di tale numero, 5000 iscritti significa poco, inficia tutte le analisi statistiche successive, hai 115 risposte su quante persone?

Terzo errore, in una indagine seria sai quante interviste son state poste e a quali domande la gente, che ha scelto di partecipare, ha risposto  “non so” o non ha voluto rispondere. In questo sondaggio come fai a sapere quanti hanno realmente letto il messaggio e hanno deciso di non rispondere.

Per intenderci una cosa è:

Buongiorno vuole rispondere a qualche domanda sulla politica?

Il politico Tizio sostiene la tesi X; da 1 a 10 quanto è d’accordo con Tizio?
Non saprei

E altra cosa è:
Buongiorno vuole rispondere a qualche domanda sulla politica?
Non ho tempo, scusi.

Il primo caso la risposta la puoi registrare come “non sa/non risponde”, la seconda invece no. Devi considerare la persona come non partecipante.

Chi non ha risposto perché non ha risposto? perché non ha letto alcun libro? perché non interessato al sondaggio?

Quello di usare “le non risposte” e la “non partecipazione” a supporto della propria tesi è un altro errore da evitare. Chiedo a 5000 persone cosa pensano di Tizio. di queste 4500 mi rispondono che non hanno tempo/voglia di parlare con me.  300 me ne dicono corna e peste di Tizio e 200 lo considerano un novello Giulio Cesare. Io poi vado a sostenere che Tizio non viene giudicato positivamente da 4800 persone su 5000, il 96%. E poi magari scopro che Tizio alle elezioni ha carpito il 55% dei consensi (vedi elezioni politiche americane e “sorprendente vittoria” di trump).

Interessante anche il messaggio di risposta; sballa completamente i dati; da dove salta fuori il rapporto 150/1000? fa affermazioni apodittiche “molti avranno sicuramente mentito” e conclude con un bellissimo non sequitur “Questo spiega perché gli italiani votano in massa lega e 5s” o forse sequitur, cioè se questa è l’opposizione…

Divertente comunque che molti che stigmatizzano l’ignoranza della gente “che vota lega e 5s” poi tiri fuori perle che non hanno nulla da invidiare ad un Di Maio o ad un Toninelli qualsiasi…

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l’ignoranza e le favolette sulla natività.

Una delle prove dell’ignoranza è che al posto della storia vengono raccontate favolette e che molti bevono tali castronerie senza colpo ferire e senza accorgersene. Buffo che spesso chi ci crede sia convinto di essere più colto degli altri.

Puntualmente a natale saltano fuori le storielle che vogliono Giuseppe e Maria essere dei clandestini scacciati. Peccato sia un errore come questo articolo di raphael dimostra.

A questo giro, leggiamoci il Vangelo secondo Luca, 2,1-7:

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.

Te capì pistola?

Giuseppe, Maria e Gesù NON erano stranieri a Betlemme
Giuseppe, Maria e Gesù NON erano senza casa,
Giuseppe e Maria erano regolarmente sposati,
Giuseppe, Maria e Gesù NON erano abusivi, NON erano immigrati, tanto meno clandestini.
Maria e Giuseppe erano cittadini onesti – ebrei, per inciso! – ed andavano ad adempiere un obbligo burocratico imposto dal dominatore romano.

Erano Israeliti che andavano da un villaggio ad un altro villaggio dello stesso “stato”: andavano da Nazareth a Betlemme, che è come dire che lui era nativo di Monza ma viveva a Brescia e per il censimento doveva tornare a Monza a farsi registrare.

Erano un normalissimo sudditi Israelita/Israeliano regolare che andavano a farsi registrare per pagare le tasse a Roma. TANTE tasse.

Tra Nazareth e Betlemme ci sono – a piedi – 163 km, stando a Google mappa e facendo una bella deviazione. Occhiocroce la distanza tra Monza e Verona. A piedi son 5-6 giorni di cammino, tenendo conto che Maria che era al nono mese cavalcava un asinello.

Non attraversavano alcun confine, rimanevano dentro ai confini di Israele. Da Monza a Verona.

Giuseppe era benestante. Anzi, Giuseppe era di nobili origini. Era della stirpe di Davide. Era di stirpe reale. E faceva il costruttore edile. E a quel tempo fare il carpentiere, ovvero il costruttore era uno dei mestieri migliori, quello che ti faceva guadagnare di più.

Soldi alla mano sono andati in albergo.

E poi, ma quale abusivo d’Egitto!

Da notare comunque come spesso gli appelli più strappalacrime ed i richiami al cristianesimo vengano da gente che, quando il santo padre o qualcun’altro parla di cose sgradite, non si fa scrupolo di urlare cloro al clero e atteggiarsi a strozzapreti. Coerenti, non c’è che dire.

Fraintendere per strillare la notizia

Stavo leggendo la notizia della Cassazione e di Totò Riina; mi spiace dirlo ma penso che molta della barbarie italiana sia anche dovuta all’idiozia dei media pronti a fraintendere e rimestare nel torbido per un pugno di click in più. Cosa già vista tante e tante altre volte in precedenza.

Cosa ha detto, terra terra, di tanto scandaloso la corte di Cassazione? Non ha detto che Riina deve essere liberato o che le pene debbano essere cancellate; ha detto che il diniego dei benefici di legge per i malati terminali deve essere validamente motivato dal tribunale di sorveglianza. Solo questo, punto.

E invece sui giornali è un fiorire di “Riina merita una morte dignitosa”, “Cassazione: “Totò Riina troppo malato per il carcere”; titoli che ovviamente stuzzicano i tanti paladini da tastiera che non aspettano altro per vomitare tonnellate di odio sui social. Che l’italia fosse un paese di presidenti di corte costituzionale esperti nel leggere nella Costituzione quello che vogliono, lo sapevo già da tempo. Adesso scopro che ci son anche tanti esperti di antimafia (oramai religione civile) e presidenti onorari di Cassazione.

Io personalmente son d’accordo con la Cassazione; essenzialmente per due motivi: una delle conquiste della cività è stato il superamento della “giustizia vendetta” ed un caposaldo delle democrazie liberali è che “tutti sono uguali davanti alla legge”, non puoi pretendere il rispetto della legge per Tizio e chiedere una eccezione per Caio, solo perché lo chiede la gggente. E’ ipocrisia pura pretendere le “condanne ad personam” e contemporaneamente stracciarsi le vesti per le “assoluzioni ad personam”.

Il far decidere le condanne alla pancia della gggente è solo barbarie. Prendiamo ad esempio il processo dell’Aquila, i sei, condannati in primo grado ed assolti poi in secondo ed in Cassazione, con sentenza di primo grado letteralmente demolita in secondo, sarebbero stati da appendere solo per soddisfare la gggente? Per fortuna il contentino alla gggente si è limitato alla sentenza di primo grado. O il caso di Ilaria Capua, o tantissimi altri casi simili.

Come avevo già detto, a me sinceramente l’idea, medievale, di giustizia con i bei linciaggi in piazza non piace, non piace per niente perché la giustizia del bobolo è sì rapida e veloce ma raramente precisa ed equa. No grazie, il medioevo non erano solo le superstizioni che dominavano i pensieri della gente ma anche i linciaggi e le cacce all’eretico o alla strega, e io al medioevo non tengo a tornarci a vivere, preferisco, pur con tutti i suoi difetti, il post illuminismo.

Diritto di parlare di antivaccinismo.

In parlamento è stata organizzata una conferenza stampa, a cura del parlamentare1  Adriano Zaccagnini, il cui argomento è:  ‘Libertà di scelta per vaccinarsi in sicurezza’; le solite questioni di lana caprina sollevate a suo tempo dagli “antivaccinisti” ovvero che i vaccini sono utili però bisogna fare analisi approfondite prima di somministrarli perché yabba yabba dibba dibba2. Affermazioni già smentite e confutate3.

La questione di cui vorrei parlare è: deve essere permesso ad un parlamentare di parlare di argomenti “antiscientifici” o fantasiosi quali gli invisibili unicorni rosa petomani o il fatto che la terra sia piatta? Per me sì, è meglio per la democrazia che un parlamentare sia libero di dire ciò che vuole, fossero anche stronzate clamorose senza che nessuno debba chiudergli la bocca. Ovviamente il fatto che eventualmente dica stronzate qualifica sia la persona che il partito cui afferisce. Partito che per inciso si è repentinamente dissociato bollando come “iniziativa personale” la conferenza stampa.

Ovviamente la libertà di dire ciò che si vuole implica anche la libertà di dire che le argomentazioni sono antiscientifiche, che le prove di nocività dei vaccini son farlocche e presentate in maniera maliziosa. Imho la polemica da fare, più che appellarsi alla boldrini perché chiuda la bocca al parlamentare, cosa che ritengo sbagliata, dovrebbe essere affinché la conferenza stampa non sia solo un autoincensamento ma ci sia un serio dibattito con domande, anche cattive (6 casi di possibile autismo in 10 anni su 14 milioni di somministrazioni, non son pochi per parlare di emergenza?), e risposte. La cosa migliore è la tecnica CICAP: #chiedileprove, non l’invocare la censura.


  1. scusate ma non riesco a chiamarlo onorevole. 
  2. affermazioni che mi ricordano un tentativo di salvataggio in angolo
  3. fate una ricerca su google (cit.). 

My two cents about fake news

Lo sforzo dell’anti-intellettualismo è stato una traccia costante che si è spinta nella nostra vita politica e culturale, alimentata dalla falsa nozione che la democrazia significhi che “la mia ignoranza è tanto giusta quanto la tua conoscenza”.
(Isaac Asimov)

Da liberale penso che il diritto alla libertà di espressione sia un diritto importante e che debba essere limitato solo dai, “giusti”, diritti delle altre persone; per questo ammetto che venga sanzionata la calunnia, la diffamazione  o il diffondere notizie false o tendenziose al solo scopo di allarmare la popolazione. Quelli non sono esercizio del diritto alla libera espressione quanto abusi. Per questo quando eco polemizzò con internet sostenendo che “Con i social parola a legioni di imbecilli” io non fui d’accordo con lui; per me anche l’esperto da bar ha lo stesso diritto di dire la sua come il prof. Eco. Ovviamente il valore dell’opinione dell’esperto da bar varrà molto, ma molto, meno di quella di Eco, soprattutto se l’opinione riguarda l’ambito cui Eco è specialista.

Per questo il voler punire le “fake news” temo possa diventare un modo subdolo per far passare l’idea di censura. Come avevo già scritto, il poter sentire stupidaggini, è una controindicazione ineliminabile della libertà di parola. E preferisco correre tale rischio rispetto al dover rispondere “preliminarmente” delle mie opinioni davanti ad un comitato degli ulema dello scientifically correct. Perché magari oggi sono, giustamente, le stronzate sui vaccini che causano autismo domani magari saranno le critiche, nota bene le critiche non gli insulti gratuiti, ben argomentate rivolte al politico Tizio. Basta vedere come la Boldrini cerchi di trasformare qualsiasi critica in un attacco contro di lei o meglio contro tutte le donne.  Per questo più che un controllo “ex ante” preferirei eventualmente un intervento “ex post”; le leggi ci sono già, esiste la norma che punisce chi fornisce “notizie false o tendenziose 1. E bisogna andarci anche con i piedi di piombo; il processo agli scienziati dell’Aquila è infatti nato su un colossale fraintendimento. Escluso il De Bernardinis, nessuno di loro aveva comunicato direttamente con il pubblico; perché allora chiamarli a rispondere di quello che aveva capito, fraintendendo, sora Cesira?  E se qualcuno volesse vedere, maliziosamente, in questo articolo di lercio: “Porta il figlio a fare il vaccino: diventa un rettiliano” un attacco contro i vaccini e chiedesse sanzioni per la testata? Come disse qualcuno: “io son responsabile di ciò che scrivo, non di quello che tu capisci”.

In un mondo ideale “la cultura”, quella vera, sarebbe un valido argine alle bufale, perché ti permette di riconoscerle facilmente e di riderci sopra. E contro la tecnica dei mille perculamenti pochi riescono a resistere. Purtroppo siamo nel mondo reale dove invece c’è tanta grassa ignoranza e tanti, drogati da un malinteso senso di uguaglianza, pensano che la loro opinione abbia lo stesso valore e la stessa qualità di quella dell’illustre scienziato.Le polemiche verso le fake news che sto leggendo mi sembra che non riguardino tanto la libertà di parola e la tutela di tale diritto ma il pretendere che la stronzata galattica detta dell’insigne laureato PhD MBA, PHP, KKK, di youtube debba avere, ope legis, lo stesso peso e lo stesso valore dell’opinione basata sui fatti, detta dall’esperto o dallo scienziato.  E quella pretesa è, invece, una pretesa completamente infondata basata su una forzata e maliziosa interpretazione dell’articolo 3 e dell’articolo 21 della costituzione, la libertà di esprimere il proprio pensiero non è il diritto che qualsiasi cazzata venga detta debba assurgersi a verità scientifica o sacro dogma di fede per tutti. Si deve essere liberi2 di dire stronzate e parimenti si deve essere liberi di dire che quelle son stronzate colossali.

Concludo con una immagine che riassume il mio pensiero:

You get to say the world is flat because we live in a country that guarantees free speech, but it’s not a country that guarantees that anything you say is correct

Potete dire che il mondo è piatto perché viviamo in un paese che garantisce la libertà di parola, ma non è un paese che garantisce che qualsiasi cosa diciate sia corretta.
[Neil deGrasse Tyson]

Bisogna salvaguardare la libertà di parola, sia da arbitrarie censure in nome di un malinteso bene superiore3 sia dalla pretesa di tanti imbecilli di voler rendere, ope legis, la loro opinione basata sul nulla equivalente all’opinione, basata sui fatti, di un esperto della materia. E no; in quel senso non avete alcun diritto alla vostra opinione, e non avete alcun diritto di non sentire che state dicendo solo stronzate.

PS
Da notare comunque come molti che adesso urlano come “vergini dai candidi manti, rotte dietro e sane davanti4” spesso siano stati i primi ad invocare censure e linciaggi contro tutto quello che non li trovava d’accordo. La solita coerenza di chi strumentalizza la costituzione per dare una giustificazione “morale” ai suoi porci comodi.

 

 


  1. Art. 656 codice penale; chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a trecentonove euro. 
  2. Sempre nei limiti del non abuso della libertà di parola. 
  3. ovviamente nessuno ha mai ammesso apertamente di voler censurare perché quanto detto gli stava sul culo. Si censurava invece per il bene superiore, per i bambini, nessuno pensa ai bambini
  4. Ifigonia in Culide, atto primo, coro delle vergini: “Noi siam le vergini dai candidi manti, siam rotte di dietro, ma sane davanti;” 

Emigrante e bestemmiante: Siamo gli ultimi

Siamo gli ultimi

Cari amici diversamente alfabetizzati, proprio oggi mi hanno fatto vedere i risultati dei test OECD su alfabetismo e matematica di base. Indovinate in quale posizione si trovi l’Italia! Si, siamo ultimi Ultimi, gomito a gomito con la Spagna. http://www.ets.org/s/research/30079/introduction.html

Se avete tempo leggetevi l’articolo e vedrete che siamo alla fine di tutte le classifiche possibili, neanche lo avessimo fatto apposta. Quindi, da ora in poi, quando vedrete che il vostro interlocutore legge rana e capisce fava, cercate di essere più comprensivi. Quando aprirete l’inbox e lo troverete pieno di messaggi che sembrano scritti da uno che ha preso la tastiera a testate, non rispondetegli a bestemmie. Probabilmente si tratta di un analfabeta che in una qualunque altra nazione sarebbe classificato come subnormale e affiancato dall’insegnante di sostegno. Limitatevi a bannare a tappeto, e ad essere felici le poche volte in cui avete di fronte un interlocutore capace di coniugare i verbi “essere” e “avere”.

Sorgente: Emigrante e bestemmiante: Siamo gli ultimi

Notizia spiacevole ma non inaspettata. Quello che, comunque, a me diverte è che i primi pronti a far chiassate sostenendo che “un popolo ignorante è più manovrabile di un popolo istruito1, ovvero i docenti della scuola italiana, spesso sono anche i primi a lottare strenuamente contro tali prove che certificano lo sfascio dell’istruzione perché, secondo loro i test non tengono conto dell’autoconsapevolezza quantistica dello studente nel karma universale2.  Se gli aridi indicatori OCSE ne tenessero conto la nostra scuola sarebbe la più migliorissima del mondo. Salvo poi usarli per lamentarsi e mostrare le turpi colpe dei malvagi politici che vogliono un popolo di ignoranti che non sa leggere e scrivere, far di conto e sincronicizzare il proprio io quantistico nel flusso karmico di Gea. Perché nella scuola italiana lavorano i più migliorissimi maestri del mondo, e pazienza se non conoscono i fusi orari, barano sui test invalsi o leggono una leggenda ove si dice che il popolo Rom è il popolo perfetto e capiscono che la leggenda è razzista in quanto sostiene che l’uomo bianco sia il migliore3.

 


  1. Vero 
  2. Perché quello, l’autoconsapevolezza quantistica nel karma universale, è il fine ultimo dell’istruzione italiana, mica il saper leggere, scrivere e, bleargh, far di conto. 
  3. Però è un maestro di libertà, mica pizza&fichi. 

a noi che plank ci fa un baffo…

da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/05/malattie-ambientali-la-spagna-riconosce-la-sensibilita-chimica/1144226/#comment-1621832977

 

screenshoot

 

mi spiace ma ti sbagli, il corpo nero, oltre a non centrare niente, non irradia men che meno. infatti il corpo nero è un corpo IDEALE che assorbe tutte le radiazioni. ε=A=1.

ok stiamo parlando di una cosa che non esiste, che non c’entra nulla e la stai pure mettendo giù sbagliata. direi che discussione chiusa. buona sera.

Laurea in complottologia

 

 

probabilità condizionate e gombloddi…

Uno degli errori classici che vengono svolti in calcolo delle probabilità è il confondere le due probabilità condizionate ovvero confondere la probabilità che, capitato l’evento A, dopo di esso capiti l’evento B, in simboli P(B|A), con la probabilità che capitato l’evento B esso sia stato preceduto dall’evento A ovvero P(A|B)(1).
P(A|B) è una forma compatta per scrivere probabilità che capiti, o che sia capitato A sapendo che è capitato B.
Le due probabilità non è detto siano uguali, anzi in realtà sono completamente scollegate: potrebbe essere molto probabile che l’evento B sia causato da A e contemporaneamente essere alquanto improbabile che l’evento A causi l’evento B.

Vediamolo con un esempio: supponiamo di giocare una colonna (6 numeri) al superenalotto. Consideriamo come evento A la probabilità di indovinare il primo numero estratto e come evento B la probabilità di fare 6 al superenalotto.

Le probabilità dei quattro casi sono le seguenti:
1 P(A) probabilità di indovinare il primo estratto: 6/90 = 1/15 ~= 6,7%
2 P(A|B) probabilità di aver indovinato il primo estratto sapendo di aver fatto 6: evento certo 100%
3 P(B|A) probabilità di fare 6 giocando una sestina sapendo di aver indovinato il primo numero estratto: 1/4.1507.642 ~= 0,000 002 4%
4 P(B) probabilità di fare 6 giocando una sestina: 1/622.614.630 =~ 0,000 000 2%

Si vede subito che la probabilità #2 e la probabilità #3 non sono uguali, anzi son profondamente diverse.

Ed esempi di confusione fra la probabilità che ad A segua B con quella che B sia stato preceduto da A nelle varie teorie del gombloddo se ne trovano a bizzeffe.
Nel caso del terremoto dell’aquila l’errore che fanno molti, in buona o cattiva fede, è il confondere la probabilità che un forte terremoto sia stato conseguenza di uno sciame sismico con la probabilità che uno sciame sismico sia un precursore di un forte terremoto.
Nel caso dell’aereo al pentagono, se consideriamo la probabilità di riuscire a manovrare l’aereo per colpire il pentagono in quel modo troveremo che è bassa ma quella è una informazione inutile, visto che dovremmo considerare invece la probabilità che un aereo, che ha colpito il pentagono, abbia fatto quella traiettoria.
O nel caso dei vaccini: se un bambino è autistico (B) allora è molto probabile che sia stato vaccinato (A), cosa vera, viene, colpevolmente, trasformato in: se un bambino viene vaccinato (A) allora diverrà autistico (B).

Quindi quel fraintendimento viene usato spesso e sembra plausibile visto che in moltissimi casi la probabilità P(A|B) è valutata correttamente; l’errore logico è l’imporre P(A|B) = P(B|A).


(1) http://it.wikipedia.org/wiki/Probabilit%C3%A0_condizionata

Se è un elemento chimico…

allora è un qualcosa di brutto e cattivo…

Stavo commentando sul fatto l’ennesimo articolo sulla falsa riga del: la sostanza X (irrorata/iniettata/diffusa dal NWO) causa autismo. Ovvero come usare una malattia reale, della quale non si conoscono ancora con certezze le cause, per rendere credibile la solita fuffa complottara.

Una chicca dall’articolo:

Cerco con attenzione sui vari giornali la parola magica, invano: nessuna traccia del nemico, quello vero. Perché nessuno parla o scrive dei perturbatori endocrini? Ovvero della mancanza di una legislazione ferrea contro le sostanze chimiche che invadono da 70 anni il nostro quotidiano?

a quel punto la lancetta del bojatometro è schizzata contro il soffitto.  Cioè qualsiasi cosa: l’acqua, l’aria, la terra, il cibo o è una sostanza chimica o è un composto di varie sostanze chimiche.  E poi perché solo da 70 anni? problemi con l’inquinamento ci sono stati dalla rivoluzione industriale…

Insomma un concetrato di ignoranza scientifica niente male. Quello comunque che mi fa riflettere, e sinceramente mi inquieta non poco, è che per molta intellighenzia le seguenti relazioni sono sempre vere e verificate

chimica -> artificiale->nocivo e pericoloso

naturale->biologico->sano e sicuro

e molti adepti e wannabe’ intellettuali le bevono come acqua fresca. E purtroppo votano.

Se gli americani hanno avuto l’indiana PI Bill (una proposta di legge che fissa a 3.2 il valore di PI) l’italia presto, magari grazie a qualche partito sensibile alle stronzate alle teorie alternative che girano su internet, sarà la prima nazione a votare una legge per la messa al bando del DHMO.