Creare razzismo how to /23, si continua a gridare “al lupo”

Ieri sui social si parlava di Sondrio; la notizia era ghiotta per chi voleva scatenare un bel po’ di santa indignazione contro la destra: una nigeriana che urlava per la morte della figlioletta di cinque anni era stata insultata dai pazienti dell’ospedale infastiditi dalle sue urla di dolore. Ovviamente indiNNNiazione a mille e accuse di razzismo a go go.

Però la notizia, per come era raccontata, era abbastanza dubbia: la fonte della notizia era un racconto scritto su FB da una consigliera comunale e raccontato poi ad un evento delle sardine poi ripreso dalla stampa locale. Inoltre è inverosimile che un intervento di rianimazione venga svolto in un ambulatorio direttamente accessibile dal pubblico, generalmente avviene in ambienti riservati, anche per rispetto per i parenti, e non in corridoio.

E già queste considerazioni avrebbero dovuto far sollevare qualche dubbio sulla genuinità della storia, invece si è, come al solito mi spiace dire, urlato la notizia e ricamato come al solito sopra.

Puntuale è arrivata la smentita fonte

I fatti: sabato scorso la mamma, una donna nigeriana residente a Sondrio, si era accorta che la piccola non stava bene e non respirava normalmente. È scesa in strada chiedendo aiuto e ha trovato un uomo che ha portato lei e sua figlia in ospedale in auto. Quando sono arrivati al Pronto soccorso dell’ospedale civile di Sondrio, però, la bimba era in condizioni disperate e non respirava già da tempo. I medici che l’hanno presa in cura non hanno potuto salvarle la vita. Poco dopo al nosocomio è arrivato anche il papà della neonata, avvisato dalla madre, e i genitori hanno purtroppo ricevuto la terribile notizia. Alla scena che è seguita ha assistito (l’autrice della denuncia),che era al pronto soccorso e ha scritto su Facebook: «Dalla sala d’attesa iniziano commenti di ogni tipo. Chi parla di riti tribali, chi di satanismo, chi di scimmie, chi di ’tradizioni lorò, chi di manicomi. Giudizi, parole poco appropriate, cattiveria, tanta».

Strano che una notizia di un decesso venga “urlata” nel corridoio del pronto soccorso. Ci possono essere stati commenti poco cortesi, l’idiozia è la cosa più equamente distribuita al mondo, ma di sicuro, come conferma l’ospedale, ma nessun insulto diretto verso la madre. La chiacchiera della fermata del bus elevata a giornalismo d’inchiesta.

La direzione sanitaria dell’ospedale di Sondrio sta valutando un esposto in Procura per tutelare l’immagine della struttura ospedaliera, in merito ai presunti insulti a sfondo razzista. «Noi non abbiamo avuto alcuna percezione di insulti razzisti», ha spiegato il direttore del Pronto soccorso, Raniero Spaterna. «La sala dove eravamo noi – spiega – era abbastanza isolata e ci siamo concentrati nel prestare la massima attenzione a una mamma che aveva perso sua figlia». Le urla certamente ci sono state «ma in questi ambienti le scene di disperazione non sono certo rare». «Se ci sono state delle frasi razziste – ha aggiunto Spaterna – io non le ho sentite e, come me, gli altri operatori in servizio al Pronto soccorso».

I genitori erano in una zona riservata, come è prassi ed è giusto che sia, e non a diretto contatto con il pubblico. Pubblico che vorrei sapere come ha fatto a sapere del decesso della bimba, non penso che l’abbiano annunciato con gli autoparlanti, quando ha iniziato a fare commenti idioti. La notizia alla fine è roba a livello: “mi ha detto mio cugggino che ha sentito una telefonta segreta di soros a carola chiedendole di portare dei bambini di bibbiano per darli in pasto ai necri dei barconi”.

Da notare come la stampa invece di ammettere di aver dato una notizia “troppo bella per esser vera (e permettere lo scarico del letame verso i razzifasciolegaioli)” stiano cercando di abbozzare e dimostrare che qualche commento “poco simpatico” c’è comunque stato e quindi è tutto vero.

Zappe tremende sui piedi; un domani cosa risponderanno a chi sosterrà che il cugggino ha sentito un elemento dell’insieme A esultare per un evento spiacevole capitato ad un elemento dell’insieme B?

Seconda cosa: perché devo buttare soldi nei giornali per leggere “la storia che indiNNNia il uebbè” quando posso leggerla gratis nei social? almeno su FB so che è una storia di FB e quindi “da prendere con le pinze”, i giornali dovrebbero, almeno teoricamente, essere più autorevoli e questa autorevolezza essere il loro valore aggiunto. E poi si chiedono della crisi dell’editoria.

Ultima, ma non meno importante, sta già circolando di nuovo la battuta fatta dopo la vicenda dell’uovo di Osakue: “in italia c’è un problema razzismo talmente serio da costringere ad inventare di sana pianta episodi razzisti”

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