Creare razzismo how to /17

Un articolo del corriere che denuncia l’ennesimo caso di razzismo in italia; devo dire che non mi ha convinto troppo e mi lascia qualche perplessità. La storia è verosimile ma non è detto che la crudeltà dimostrata sia causata dal razzismo di chi si crede superiore, potrebbe essere stata causata anche dall’esasperazione di dover sopportare qualche alcool party di troppo.

Interessante comunque notare gli elementi della “narrazione”, dettagli irrilevanti ai fini della notizia che però vengono inseriti per “guidare” il lettore ad una interpretazione dell’articolo

fonte: Corriere della Sera
RAZZISMO
Milano, «Io quasi linciata per aver soccorso uno straniero, mi gridavano: lascialo morire»
Un’avvocata milanese si è preoccupata per il ragazzo a terra in un parco, a faccia in giù: era un giovane ecuadoriano ubriaco. «Ho cercato di aiutarlo, mi hanno insultato, non volevano che chiamassi l’ambulanza»

Questa storia si conclude con una donna seduta su una panchina del parco Forlanini. Con un filo di forza tiene i suoi due cani al guinzaglio. Piange. E non è soltanto l’agitazione per quanto appena accaduto o l’umiliazione per gli insulti ricevuti. C’è il disagio, l’amarezza, l’indignazione. La colpa è solo quella di aver soccorso un uomo. «Un negro, l’hanno chiamato. Uno straniero. Uno che doveva affogare sul barcone», strillavano, invocando la presunta panacea a tutti i mali dell’oggi. Le lacrime scorrono, senza filtro. «Dov’è finita l’umanità delle persone? Come siamo arrivati a tanto?».

notate l’introduzione romanzata del white hat1, la soccorritrice piange sulla panchina per tutte le brutture del mondo. Questo attacco non mi ha convinto molto; un problema del giornalismo italiano è che spesso cerca di contrabbandare le opinioni per fatti e viceversa. Qui si fornisce una chiave di lettura forzata per i fatti esposti di seguito nell’articolo

È domenica mattina, sono da poco passate le 11, quando l’avvocato B. B. esce dalla sua abitazione in viale Corsica per portare i cani, due «incantevoli trovatelli», a fare una passeggiata nel verde. Il sole inizia a battere forte sul pratone della via Taverna, vicino al fiume Lambro, alle spalle della concessionaria Ford. (…)

altri dettagli inutili che però rinforzano la presentazione dl white hat come buono; c’entra qualcosa la razza del cane, fossero stati di razza o se la notizia sulla razza del cane fosse stata omessa sarebbe cambiato qualcosa nei fatti di seguito esposti? Per me nulla, quindi perché dare dettagli apparentemente inutili?  A me ha fatto pensare più all’attacco di un romanzo, ove si descrive il buono, che ad un pezzo di giornale che esprime sinteticamente i fatti. BB è uscita verso le 11 per portare a spasso i cani nel parco XYZ e lì ha visto un ragazzo a terra…

A dieci metri di distanza, c’è un gruppetto di persone. Le voci si levano al cielo, tra i ragazzi che giocano a calcio e gli anziani del quartiere a passeggio. Qualcuno inizia ad «avvertirla» con tono violento e minaccioso. «Brutta tr.., lascialo lì». L’avvocato non se ne cura, uno dei due cani inizia a leccare in volto l’uomo a terra, un giovane ecuadoriano di nemmeno 30 anni che inizia a muoversi lentamente e in modo disarticolato. «Era solo molto ubriaco, ma aveva evidente bisogno di soccorsi».

La donna cerca di spostare il ragazzo e di prendere il telefono per chiamare un’ambulanza. Nessuno interviene per aiutarla. Un’altra voce, dal gruppetto, le s’infila nell’orecchio come una lama. «Se osi chiamare l’ambulanza ti meniamo maledetta tr…, bisogna lasciarli morire questi immigrati di m… ricordati che i soccorsi li paghiamo noi contribuenti mica questi negri». Beatrice finge ancora di non sentire. Urlano: «Lavati le mani che ti prendi le malattie». Tra le persone, anche una signora di 70 anni. Invoca la giustizia divina. «Spero che Dio ascolti le mie preghiere e che affondi tutti i barconi!».

Domanda stupida, cosa ne sapevano che stava chiamando l’ambulanza? vedi un uomo a terra prendi i cellulare e il gruppo, ultra sagace capisce al volo che chiami il 118. Mah, non lo so, non mi convince.

Una volta trascinato il ragazzo all’ombra, B fa dietrofront e si dirige verso il gruppetto. Uomini e donne, dai 40 anni su, più due giovani addetti dell’Amsa. «Siete impazziti? — dice l’avvocato —. Guardate che esiste l’omissione di soccorso!». Apriti cielo. «Ho avuto paura che mi picchiassero». I due addetti dell’Amsa sono rabbiosi: «Nessuno vuole venire a lavorare qua, sporcano tutto e poi tocca a noi pulire», riferendosi alle feste sudamericane. «Me ne sono andata tremando. Poi ho fermato due vigili a cui ho spiegato i fatti. Risposta: “Ce ne sono tanti…”. Torno per portare dell’acqua al ragazzo, ma un amico lo stava accompagnando via. Al che mi sono seduta. E ho iniziato a piangere. Nessuno mi farà diventare una non-persona. Voglio denunciare questi comportamenti, non resto in silenzio».

  1. è buona prassi non spostare la persona in caso di problemi ma aspettare l’arrivo dei soccorsi e lasciar fare a loro.
  2. già le persone stavano ad insultare, avvicinarsi per “discutere” non è la cosa più intelligente del mondo, non si sa mai come possano reagire; nel caso chiamare il 112 e lasciare che ci pensino loro.
  3. le parole degli addetti mostrano un poco di esasperazione, a nessuno piace dover lavorare extra per pulire una discarica creata dall’inciviltà delle persone.
  4. ma poi il 118 è arrivato o no, e se è arrivato come si è rivolta la questione, l’ubriaco è stato soccorso  o si è rivelata essere una chiamata a vuoto?
  5. gli “amici” non potevano intervenire prima per soccorrere il tizio

Conclusione, a me l’articolo ha fatto pensare alla persona che arriva di botto, non sa cosa è successo prima, magari il tizio infastidiva tutti prima di crollare a terra ubriaco, Anche perché fra le righe è scritto che alle 11 del mattino c’è un tizio ubriaco fradicio crollato a terra, non un tizio che ha avuto un malore, un tizio che si è ubriacato. Però sa che la colpa è del razzismo degli italiani e della crudeltà della gente. Mah, non so quanto “narrazioni” simili possano essere utili alla causa dell’antirazzismo.  Perché curare il razzismo con l’ipocrisia e con “narrazioni” romanzate di denuncia significa cercare di spegnere un fuoco di paglia con la benzina…


  1. nei film western il “buono” indossa il cappello bianco (white hat) e si oppone al cattivo con il cappello nero (black hat). 
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Telebuonismo…

Questo: Non toccateci Immigrant Song (di Rosalba Frangipane) (e soprattutto studiate l’inglese!!) | Scenarieconomici.it l’ho trovato decisamente interessate; ho l’ho trovato un articolo interessante. Ho visto anche io parte di quella puntata di the voice of italy e devo dire che ha pagato abbastanza tributi al politically correct e al culto dell’aMMMore…

Ricordo anche un’altra scenetta: una partecipante, prima di cantare, ha dedicato la sua canzone, inedita, a tutte le donne ed elettra lamborghini si è girata, il girarsi significa che il concorrente è stato scelto dal coach per proseguire, prima ancora di averla sentita cantare.

Mi è sembrato strano, quasi che invece della voce e della capacità canora si volessero premiare le buone intenzioni.

Ma alla fine è questo buonismo ipocrita imposto che, come naturale reazione, genera abbastanza cattiveria.

Sorgente: Non toccateci Immigrant Song (di Rosalba Frangipane) (e soprattutto studiate l’inglese!!) | Scenarieconomici.it

(…) Nella seconda puntata del programma The Voice of Italy, in onda su Rai 2 due sere fa, la conduttrice Simona Ventura, durante l’ esibizione di uno dei concorrenti che si presentava in gara con il brano “Immigrant Song” dei mitici Led Zeppelin, ha pronunciato una frase diretta al ministro Matteo Salvini ed evidentemente anche alle politiche messe in atto dal governo italiano per fronteggiare l’immigrazione.

La scena è la seguente: il concorrente sta cantando (un po’ a fatica) tutti ballano e ondeggiano sorridenti e inebriati al ritmo frenetico della musica ma ad un certo punto la Ventura, circondata dagli amici del concorrente, e presa dal ritmo incalzante se ne esce fuori con la frase: “E’ la canzone di Salvini questa..”. L’esibizione finisce e il concorrente viene ahimè bocciato senza appello dai giudici. A questo punto lei, che nel frattempo ci è rimasta malissimo, (i conduttori vorrebbero che tutti i concorrenti vincessero?) prosegue sul tema immigrazione molto convinta e insistente (per lei il riferimento esplicito: è nel titolo inglese “Immigrant Song…”) aggiungendo al male il peggio dice:

“….Io l’avrei fatta passare solo per il testo”

– o “per il pezzo” – ma il significato cambia poco a questo punto. Così poco dopo sui social giustamente scoppia la bufera, perché quel brano con il ministro Matteo Salvini e con la questione immigrazione dei giorni nostri “non c’entra una mazza”.

Alla fine gli antisalviniani sono ossessionati e piazzano matteo salvini in ogni dove, spesso per giocare ai paladini e spararsi pose da buoni buonissimi buonissimissimissimi. Peccato che ciò abbia due conseguenze alquanto nefaste: la prima è tanta pubblicità gratuita per Salvini, cosa d’altra parte già vista con berlusconi quando in qualunque trasmissione televisiva si parlava, bene o male, di lui. E la regola aurea della pubblicità è: che se ne parli, bene o male se ne deve parlare.

La seconda è che se presenti Salvini come la nemesi degli immigrati, quando ti trovi ad avere qualche problema con la risorsa parcheggiatrice abusiva o fastidio con chi ti chiede nei parcheggi del supermercato di aiutarlo ad aiutare l’inps ti viene naturale pensare a Salvini come alla soluzione. Come dire: gli tirano una volata colossale e poi si stupiscono che vinca di gran carriera.

Da notare anche che far “promuovere” solo per le buone intenzioni è abbastanza diseducativo; perché in una gara canora devi premiare chi canta bene e chi sa colpire il pubblico, non chi è stato più buono.

La prima domanda che ci siamo posti è se la scelta del celebre brano Immigrant Song sia stata una scelta personale del concorrente o dello staff di produzione. Ebbene non lo sapremo mai. (…)

Qualche riflessione l’abbiamo fatta se non fosse perché, a dirla tutta, presentarsi con una canzone simile che praticamente solo Robert Plant poteva cantare, perché naturalmente dotato di quella sua particolarissima tonalità di voce, in pratica vuol dire andare a sfracellarsi senza airbag.

Ma se la concorrente è stata eliminata è per colpa dei fasciorazzisti e degli hater su internette, non del fatto che ha tentato una canzone fuori dalla sua portata…

La seconda domanda che ci siamo posti è questa: se almeno due nozioni, due, di inglese (anche perché il testo del brano è semplice) (…)

Non ci è voluto molto e sul web si è scatenato di tutto. Infatti occorre maneggiare con cura certi argomenti come la musica rock e hard rock degli anni 70 perché chi la conosce da tempo e la ascolta appassionatamente è di solito molto preparato, molto preciso e non lo puoi mica fregare. E Immigrant song non c’entra assolutamente nulla con il significato che gli si è voluto attribuire forzandone un contenuto che non c’è.

Quel brano non ha nulla a che vedere con l’immigrazione che stiamo vivendo oggi, con le centinaia di migliaia di poveri, di disperati che dall’Africa, e non solo da lì, vogliono venire in occidente e in Europa. (….)

Insomma giudicata la canzone dal titolo e basta. Come direbbe, giustamente Sgarbi: capre, capre, CAPRE!!!

sulla mezza maratona di trieste

Fatto: gli organizzatori della manifestazione per evitare problemi avuti gli anni scorsi, atleti vincitori poi abbandonati dal procuratore senza un soldo, hanno deciso di non invitare atleti africani. Nota bene: di non invitare cioè chiamare atleti pagando l’organizzazione, le spese di iscrizione e di viaggio. Giusto o sbagliato che possa apparire è un diritto dell’organizzazione pagare chi vuole per partecipare e decidere se invitare tizio o caio.

La partecipazione alla manifestazione infatti è libera ed aperta a tutti, africani compresi, non c’è nessun divieto di razza o etnia, per verificarlo bastava vedere il regolamento disponibile sul web, cosa che i giornalisti non hanno fatto limitandosi a rilanciare acriticamente la notizia, senza verifiche ulteriori.

I media: hanno sparato il titolo, malizioso, manifestazione vietata agli africani, scatenando la solita shitstorm sui social, con richiami ad hitler, tonnellate di sdegno da parte dei vips antirazzisti, sputtanamenti pubblici delle organizzazioni, insulti e inviti al boicottaggio. Come al solito nel caso non convenga sono fake news e manipolazione, nel caso convenga invece son verità abbellite e fraintendimenti, cioè doppio standard.

I vip:  molti si son precipitati ad urlare “ha stato salveeny” senza approfondire, senza cercare di capire, bevendosi la verità abbellita come acqua di fonte. In pratica si è ripetuto quanto capitato con l’uovo di daisy: da subito era diventata una barbara aggressione fascista colpa di salveeny e del clima di odio. Poi, quando la verità è saltata fuori quello che è rimasto è che molti si erano bevuti tutto come acqua fresca perché conveniente politicamente, sperando che i cervelli da criceto dei loro adoratori dimenticassero la figuraccia.

I social: un oceano di guano, a fronte di pochi che hanno cercato di informarsi e sentire tutte le campane, la massa si è fatta trascinare nella direzione voluta in una gara a chi era il più antirazzista e il più giacobino nei confronti degli organizzatori, con richieste di inchieste, denunce alla magistratura, inviti al boicottaggio, sputtanamento in pubblico degli organizzatori e tonnellate di insulti gratuiti. In pratica son stati ripetuti paro paro gli stessi comportamenti che venivano rimproverati a Salvini&co. Però copiando lo stesso comportamento, come capita ad esempio con i pseudoantifascisti che si comportano allo stesso modo dei fascisti, il messaggi che dai è che non è sbagliato il comportamento in sè, quanto il fatto che si comporti così Tizio invece che Caio. Fornisci a Tizio, in un piatto d’oro due armi politicamente molto efficaci: lamentarsi del doppio standard e poter chiamare a giustificazione del suo comportamento il tuo, oltre che poter far dare, a ragione, dell’ipocrita a Caio.

Mie considerazioni

I media hanno le loro gravi colpe nel sobillare, è preoccupante come una notizia falsa o verità abbellita che dir si voglia visto che basta poco per scatenare un incendio. La vicenda “trieste” è identica a questa vicenda riportata da butac “niente africani alla mezza maratona di lucca”. Molti SJW si son precipitati dietro alla massa cercando di dimostrare di essere i puri più puri e dimostrando di esser solo burattini facilmente manovrabili con due titoli ad hoc. Peccato che simili azioni alla fine ti facciano passare per fanatico invasato e non per persona sensata con la quale è possibile ragionare. Alla fine l’inverarsi casi di razzismo per andar contro salvini si traduce nel portare voti al medesimo. Per uno che rinforza la sua convinzione di votarti per fermare le forze del male, dieci ti mollano disgustati dal tuo fanatismo, perché vedono che ti comporti come quelli che dici di voler contrastare e contemporaneamente sostieni di essere migliore e diverso. Per questo penso che, nonostante le stronzate di questo governo, alle europee la lega abbia un ottimo risultato e che a urne chiuse non ci sarà una seria riflessione su quello che è stato sbagliato in campagna elettorale ma si urlerà il solito “italiani fasciorazzisti”, noi solo la minoranza pura, colta e informata.

Riguardo poi alle fake news, bufale enormi come queste devastano la credibilità dei media, cioè se i media dicono cazzate sul razzismo cosa mi garantisce che invece sui vaccini o su altri argomenti dicano la verità? Prima di lagnarsi dei terrapiattisti forse sarebbe opportuna una riflessione sulle troppe stronzate dette sperando che la gente se la beva come acqua fresca…

PS

Fra tanta merda dei media, devo dare un riconoscimento a Puente che, invece di seguire la massa, ha approfondito la notizia, ha verificato le fonti ed ha descritto i fatti in maniera onesta. In una parola ha fatto il Giornalista e non il fotocopiatore dei lanci di agenzia.

 

 

un nuovo “uovo di Daisy” ? – aggiornato

Penso che la vicenda di trieste, della maratona vietata agli africani, alla fine si risolverà in un nuovo “uovo di daisy”.

Perché ho tali sospetti?

Viene riportata la notizia ma non vengono citate le testuali parole dell’organizzatore, o meglio sembrano nascoste dietro al wallet.

Nel regolamento di iscrizione che ho trovato sul web https://www.triesterunningfestival.com/wp-content/uploads/2019/03/2019-Regolamento-Trieste-HM-21K_OK.pdf
non c’è traccia del divieto.

Strano che la federazione italiana accetti senza colpo ferire esclusioni “immotivate” su base razziale senza robuste tirate d’orecchio agli organizzatori.

Come avevo scritto altre volte, l’inventare troppe cazzate per sostenere la propria fazione, quella presunta antirazzista, alla fine porta simpatie e sostegno all’altra parte; che risultato hanno avuto i casi di razzismo inventati della scorsa estate? Che alla fine nessuno credeva al razzismo e che l’autorevolezza di certe fonti era finita dritta dritta nel cesso.

Poi hai voglia di lamentarti delle fake news e che i giornalisti vengano considerati sparaballe seriali…

–Aggiornamento–

Pare che la colpa degli organizzatori sia stato il non invitare atleti africani alla manifestazione e non il vietare la partecipazione agli africani.

Faccio notare alcune cose:

  1. che c’è una leggera differenza fra il non invitare atleti africani e, come hanno scritto, vietare l’iscrizione agli africani. Come al solito si sbraita contro le fake news e poi non si hanno remore a ricorrere a “verità abbellite”.
  2. Son stati invitati atleti asiatici? americani? dell’oceania? come mai il razzismo riguarda solo gli africani e non i mongoli o i polinesiani? perché nessuno pensa ai polinesiani?
  3. il regolamento era sul web bastava poco per verificare…
    mi raccontate quella storiella della professionalità dei giornalisti nel verificare le notizie, in cambio vi racconto della verginità di cicciolina…

Fantadiritto e supercazzole…

Ieri molti giornali sono usciti con la storia che Salvini aveva violato la legge con i tweet elettorali e oggi sul il fatto c’è una intervista interessante a Flick

Salvini rompe il silenzio elettorale per due volte, Di Maio: “Andate a votare” – Nel giorno delle votazioni ha fatto discutere l’intervento sui social network di Matteo Salvini che, replicando quanto avvenuto al momento del voto in Abruzzo, ha rotto il silenzio elettorale. “Se pensate anche voi”, ha scritto in mattinata su Facebook, “che sia una buona idea ripopolare la Sardegna con gli immigrati (!), come vorrebbe un assessore del Pd, oggi votate loro. Per tutti gli altri (urne aperte oggi fino alle 22) c’è solo il voto alla Lega! (…)

Resta il fatto che la violazione di Salvini non può essere sanzionata. “Il divieto di fare campagna elettorale a ridosso delle elezioni c’è e il principio che difende è sempre valido”, ha spiegato a Tgcom24 il presidente emerito della Corte costituzionale Giovanni Flick. “L’unica cosa è che nel caso di violazioni via social non si possono applicare le sanzioni perché, quando la legge è stata scritta i social non esistevano. Il principio sancito dalla legge continua a valere ed è quello che prevede il silenzio perché l’elettore abbia un momento di pausa e non sia sommerso fin sulla soglia della cabina elettorale da messaggi che possono diventare pressioni che possono levargli la libertà”. E ha concluso: “Un principio e una legge, continua, che devono essere quindi rispettate, a maggior ragione da chi istituzionalmente è preposto a garantire la regolarità delle operazioni di voto. Se il ministro dell’interno ha violato quella legge ha una doppia responsabilità. Tuttavia non si può estendere la legge per analogia e, quindi, non possono esserci sanzioni per chi non rispetta il silenzio elettorale sui social. In questo senso la legge andrebbe adeguata ai tempi”.

Flick sta supercazzolando per cercare di dimostrare che Salvini ha violato una legge senza violare la legge. O meglio, si può dire che Salvini non ha rispettato lo spirito della legge ma, quello che si deve rispettare è la norma scritta non le idee o le intenzioni di chi ha scritto la norma. Se la legge non vieta la propaganda via social, come giustamente ha anche osservato Mattia, la propaganda via social è permessa. Se la legge non è più adeguata ai tempi allora la si aggiorni.

Da notare la supercazzola di Flick “se il ministro ha violato ha una doppia responsabilità. Tuttavia non si può estendere la legge e quindi non possono esserci sanzioni”. Maliziosamente fa intendere che il ministro ha violato la legge e che non può essere punito per cavilli. In realtà la legge è deficitaria, non copre il caso social, e quindi Salvini non ha violato alcuna legge e quindi per quel preciso motivo non può ricevere alcuna sanzione.

Ma scrivere che molti tornano a fare fantadiritto pur di dar contro all’avversario politico sembra sia poco simpatico.

Gli abusivi della sanità e le fake news

Il 24 i giornali sono usciti con titoloni relativi ad una sanatoria per gli abusivi della sanità; questi alcuni titoli:

Manovra, via libera anche a chi esercita professioni sanitarie senza titolo. Le associazioni: “Assurdità totale” (repubblica)

Fermare la sanatoria delle professioni sanitarie che trasforma i ciarlatani in quasi medici (Anelli di fumo – Blog – L’Espresso)

e tante altre battute su “io gioco al piccolo chirurgo e quindi per il governo sono un medico”.

La realtà come al solito è diversa da come viene raccontata dai media.

Sotto, per chi interessa, c’è una analisi, debunking per usare un anglismo, della notizia. Prima ci sarebbe da fare una riflessione su come i media rilanciano le notizie. Da un giornale mi aspetto precisione ed approfondimenti, non fraintendimenti dovuti, a voler esser buoni ad incapacità di leggere e capire la ratio di una norma, a voler essere cattivi a plateale malafede. Il gioco del lancio della merda contro il ventilatore serve solo a rendere tutto “marron” e poi vai a distinguere fra la merda realmente prodotta dal governo e quella inventata di sana pianta e raccontata dai media.

Poi hai voglia di lamentarti dell’analfabetismo di ritorno e delle fake news quando poi son gli stessi media a fomentarle e produrle. Quella sulle professioni sanitarie è una buona fake news: 90% di verità, l’articolo effettivamente deroga per l’iscrizione al registro, e 10% di omissioni e invenzioni “sanatoria degli abusivi”. Peccato che a farsi trovare troppo spesso con la mano nel barattolo della marmellata, a lamentarsi dei ladri di “nutella” si finisce solo a far da figura degli ipocriti.

Ultima riflessione: perché pagare per leggere la stessa spazzatura che trovo gratis su faccialibro? Se sono in crisi forse non è solo per i mefitici poteri di Salveeeny… Buffo poi che chi si lamenta delle fake news, chi si considera colto, antropologicamente superiore ai buzzurri analfabeti funzionali poi ci sia cascato benissimo con entrambi i piedi. Il bue che da del cornuto al bisonte…

 

Fonte: Il governo ha davvero salvato gli abusivi?

La notizia, corredata da post allarmistici ed allarmati, ha fatto subito il giro del web, in particolare, come era ovvio, sui social network e sui gruppi infermieristici.

Una buona dose di ignoranza, o perlomeno scarsa preparazione dei giornalisti che hanno pubblicato la notizia, ha fatto il resto.

(…)Come sempre l’AIILF ha atteso di avere tutti gli elementi necessari prima di esprimere una valutazione oggettiva, professionale e non politica del provvedimento.

Ripercorriamo quindi in breve la storia del “famigerato” comma 283bis del maxiemendamento del Governo alla Legge di Stabilità 2019 (la cosidetta “finanziaria”).

Iniziamo dal punto che più ci coinvolge: il suddetto comma NON RIGUARDA MINIMAMENTE GLI INFERMIERI.

Sana invece il vuoto legislativo per tutte le professioni sanitarie che fino all’anno scorso non erano dotate di albo ed hanno quindi vissuto in un limbo legislativo a differenza di quanto avvenuto per gli infermieri.

Educatori professionali, dietisti, pedagogisti, insieme alle altre professioni sanitarie non mediche, che avevano frequentato i corsi regionali a loro tempo abilitanti, non avevano mai ottenuto l’equiparazione del titolo a quello universitario necessario dopo la legge 42/99.

Agli infermieri questo “limbo” è stato risparmiato, prevedendo fin dall’inizio l’equipollenza del titolo e quindi consentendo anche ai vecchi diplomati dei corsi regionali di esercitare la professione ed prevedendo il diritto/dovere di iscrizione all’ordine.

Non essendo previsto all’epoca invece nessun albo per quasi tutte le altre professioni sanitarie, il problema è rimasto silente per molti anni.

Finchè uno dei decreti attuativi alla legge firmata dall’ex ministro della Salute Lorenzin, approvata dal Parlamento il 22 dicembre dello scorso anno, ha previsto la costituzione degli Albi delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione: (…)

La costituzione di un albo della professione porta con sé una serie di requisiti per l’iscrizione, come una “laurea abilitante all’esercizio della professione sanitaria, ovvero titolo equipollente o equivalente alla laurea abilitante”.

Nuovi corsi di laurea sono stati introdotti dal 1999 in poi e chi operava già in quei settori dopo aver conseguito un titolo con il vecchio ordinamento, ora con l’istituzione degli albi rischiava di venir escluso dallo specifico albo di competenza, perdendo così la possibilità di poter continuare ad esercitare la professione.

Chi aveva, ad esempio, conseguito un titolo regionale come educatore professionale (magari aggiungendoci anche, nel tempo, un Master Universitario come quello in coordinamento) e poteva quindi operare in strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie come Asl, ospedali o residenze protette, ai sensi della legge Lorenzin avrebbe dovuto acquisire la nuova laurea, attualmente necessaria, per l’iscrizione al nuovo albo e per poter quindi continuare ad esercitare la propria professione, malgrado l’esperienza acquisita negli anni.

Quindi il comma in questione si occupa di professionisti FORMATI ed ABILITATI e NON di ABUSIVI, come ha sbandierato ai 4 venti chi ha fatto solo una superficiale lettura dei titoloni, o peggio chi è dedito alla denigrazione tout court. (…)

Professionisti, ESATTAMENTE come gli infermieri formati con il vecchio ordinamento (diplomi regionali) cui questo “calvario legislativo” è stato risparmiato.

Il comma 283-bis va a modificare la legge vigente e concede una deroga (NON una sanatoria) per l’iscrizione agli Albi da parte dei professionisti senza i titoli attualmente necessari (laurea), a patto che abbiano esercitato quella professione per almeno 36 mesi negli ultimi 10 anni, anche in modo non continuativo. Peraltro si tratterà di “elenchi speciali ad esaurimento”, accessibili cioè ORA per coloro che sono in possesso di titoli “antichi”; albi quindi che andranno a scomparire quando gli iscritti verranno posti in pensionamento. (…)

NESSUNO quindi potrà esercitare una professione sanitaria SENZA TITOLI, come paventato anche da alcune associazioni professionali (comprese quelle che non rientrano nemmeno in questa modifica).

Viene solamente riconosciuta la formazione precedente alla legge 42/99 e permesso a questi professionisti “senza laurea” di potersi guadagnare da vivere continuando a fare quello che hanno fatto per decine di anni, esercitando la professione che amano.

Che è quello che sapevo anche io: tutte le volte che si norma una professione costituendo un nuovo albo contemporaneamente si “deroga” per chi già svolge il lavoro che ricade nelle competenze dell’albo anche se non ha tutti i nuovi requisiti richiesti per farvi parte. Questo è capitato con le vecchie diplomate magistrali quando si è stabilito che serviva la laurea per insegnare alle elementari, è capitato con gli ingegneri alla riorganizzazione dell’albo: prima un ingegnere gestionale poteva firmare il progetto di una trave, oggi no, i vecchi ingegneri gestionali iscritti all’albo indiviso però son stati iscritti d’ufficio in tutti e tre i settori del nuovo albo. Anche perché chi lavorava come tecnico di radiologia, per esempio, assunto regolarmente prima della costituzione dell’albo non è abusivo e non ha esercitato abusivamente, era in regola e son cambiate le leggi dopo, non prima. E che fare di loro? licenziarli perché non laureati? Imho se il governo avesse scelto l’opzione B, licenziamento, sarebbe partita la protesta perché “non possiamo privarci di esperti e bla bla bla”.

PS
Per questo debunking mi son preso del grillino… 😀

oh bella ciao, sarai romana e per bandiera tu avrai quella italiana…

Stavo leggendo la notizia sulle le polemiche per aver cantato bella ciao alla recita delle elementari (Fonte Repubblica)

Che dire? spiace ma oramai “bella ciao” dalla cantata idiota di Santoro contro il demonio di Arcore non è più un canto super partes che ricorda la resistenza e i partigiani che liberarono l’italia dal nazifascismo ma è diventato un canto “politico” ed un inno di una precisa parte politica e il cantarlo, spiace dirlo, ha un preciso significato politico.

Io penso che la politica debba stare fuori dalla scuola, soprattutto dalla scuola dell’infanzia ed elementare; non è il caso che i docenti portino a scuola le loro pippe mentali. I bambini devono crescere e poi si faranno loro le loro idee politiche senza bisogno di indottrinamento1.

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Il genitore su Facebook: “Canzone di vigliacchi, fuori la politica dalla scuola”. Rabbia e indignazione in rete: “I partigiani liberarono l’Italia”

La sua intenzione era “solo di proteggere i bambini” da quello che egli stesso ha definito “un indottrinamento politico”. Prova a spiegare la propria posizione Paolo Santanelli, il papà di una piccola alunna della scuola elementare De Amicis di Napoli che, da lui ‘sorpresa’ a canticchiare Bella Ciao, ha criticato sui social la scelta di introdurre la canzone partigiana all’interno di una recita scolastica di Natale con conseguenti polemiche.

Santanelli, come riportato da alcuni organi di stampa, ha chiesto alla bambina come mai conoscesse quella canzone, e la piccola ha risposto che faceva parte dei testi della recita di Natale che, quest’anno, avrebbe avuto come tema la storia della Costituzione.

Recita di natale che ha come tema la storia della costituzione? Alle elementari? No, non ci sono intenzioni politiche dietro. Chi pensa questo sbaglia allo stesso modo di chi pensa che si guardino i film porno per le cose zozze. In realtà è per apprezzare la profondità della fig trama e inoltre per, diciamo, l’intreccio fra i personaggi nel dipanarsi della storia.

La scuola imho l’ha fatta fuori, e di tanto, dal vasino.

Una spiegazione che non è andata giù al genitore: “Non vorrei che questa decisione altro non fosse che una scelta ad hoc fatta per non turbare la sensibilità delle famiglie di religione musulmana che hanno i loro figli in quella stessa scuola – ha scritto in un primo post di ‘denuncia’ -.

E come al solito i musulmani (e i bambini) vengono tirati dentro come pretesto per verniciare di alti ideali le basse pippe mentali degli adulti. Solo un appunto; se arruoli il saracino, anche se a sua insaputa, sotto le tue bandiere non stupirti se dall’altra parte trovi tanti devoti di Santiago Matamoros e del Cid Campeador.

I post del dirigente della Lega hanno fatto esplodere rabbia e indignazione in rete. “I bambini e la libera determinazione della loro coscienza sono le ultime roccoforti che gli uomini di “buona volontà” hanno l’obbligo di difendere a spada tratta” scrive un utente su Facebook.

arruolandoli a loro insaputa? meglio lasciare che i bambini facciano i bambini e che gli scazzi politici dei grandi se li risolvano da soli i grandi.

“L’imbecillità e l’ignoranza porta a far credere che Bella Ciao sia una canzone politica….

Solo un titolo di giornale, uno dei tanti… Salvini, sulla navetta in Aeroporto cantano «Bella ciao» – La Gazzetta del Mezzogiorno.

La ‘strumentalizzazione’ del suo sfogo, come lo stesso Santanelli e alcuni suoi contatti sul social network l’hanno definita, ha poi spinto lo stesso Santanelli a un ulteriore post, sempre su Facebook. “Io desidero che a Natale mia figlia canti la natività di Gesù bambino in tutto quel magico mondo che appartiene alla sua età e non intoni una canzone di guerra che richiama morte, odio e violenza – ha scritto -. I dirigenti e gli insegnanti, se proprio vogliono fare politica, si occupassero di migliorare mense, bagni e strutture, assumendosi la responsabilità di denunciarne le precarietà, soprattutto in un momento in cui circa l’80% degli edifici scolastici a Napoli risulta non essere a norma”.

spiace dirlo ma ha ragione, per quanto possa essere leghista e possa avere le sue idee sui partigiani. Fra noi penso che i veri partigiani, quelli che combatterono realmente il fascismo, se tornassero a vivere difficilmente apprezzerebbero simili pagliacciate come quella fatta dalla scuola.

Comunque se si volesse cantare una canzone che invita alla fratellanza fra i popoli ed è apprezzata anche a destra si potrebbe cantare “facetta nera”; parla in maniera positiva di ius soli: “faccetta nera, sarai romana e per bandiera tu c’avrai quella italiana”2; perché non farlo?


  1. senza considerare che, come capitato al sottoscritto, i tentativi di indottrinamento poi possono ottenere l’effetto opposto. Penso che molti miei compagni di scuola andarono a destra perché videro dall’altra parte pessimi esempi. 
  2.   guardacaso canzone non gradita al regime fascista proprio perché parlava di integrazione “faccetta nera sarai Romana…” e di rapporti paritetici con gli abitanti delle colonie.
    Ma queste persone sanno che Benito Mussolini odiava Faccetta nera? Aveva addirittura tentato di farla bandire. Per lui era troppo meticcia: inneggiava all’unione tra “razze” e questo non era concepibile nella sua Italia imperiale, che presto avrebbe varato le leggi razziali che toglievano diritti e vita a ebrei e africani. Oggi però, ed è qui il paradosso, il regime fascista è ricordato proprio attraverso questa canzone che detestava. fonte: https://www.internazionale.it/opinione/igiaba-scego/2015/08/06/faccetta-nera-razzismo Quindi perché non cantarla tutti assieme? 

I cavalieri dello zodiaco ed il politically correct

I cavalieri dello zodiaco sono una serie animata dei primi anni ’90 che ha avuto successo ed ha generato una marea di spin-off. I combattimenti erano abbastanza coreografici, le armature e la storia, pur non essendo nulla di eccezionale, ha preso e conquistato una generazione.

Anche se alla fine la trama era solo un canovaccio per mostrare la nuova collezione autunno-inverno di armature vagamente ispirate a figure mitologiche1. Di tanti e tanti spin-off anche netflix decide di crearne uno in CG basandosi sulla prima serie dei cavalieri, l’assalto alle 12 case. Modificando leggermente il gruppo e trasformando in donna il cavaliere della costellazione di andromeda. Ovviamente la scelta, giustamente avversata dai fans della serie, è stata giustificata da vagonate di politically correct. Come scrive lo sceneggiatore della serie:

“La responsabilità è mia. Quando abbiamo iniziato a sviluppare questa nuova versione, volevamo cambiare molto poco. I punti cardine di Saint Seiya fanno sì che sia così amato, e sono forti. La maggior parte regge bene anche dopo trent’anni. Però una cosa mi preoccupava: i Cavalieri di bronzo al fianco di Seiya Pegasus sono tutti maschi. La serie ha sempre avuto dei personaggi femminili fantastici, forti e dinamici, e ciò si riflette nell’enorme numero di donne appassionate al manga e all’anime di Saint Seiya. Ma trent’anni fa non era un grosso problema che in un gruppo di ragazzi intenti a salvare il mondo non ci fossero ragazze. Oggi il mondo è diverso. È normale che ragazzi e ragazze lavorino fianco a fianco. Giusto o sbagliato, il pubblico avrebbe visto un gruppo di soli uomini come una dichiarazione di intenti.”

E ancora:

“Non volevo creare un nuovo personaggio femminile che risaltasse perché innaturale, specie se la sua personalità fosse stata quella di ‘essere la ragazza’. Poi abbiamo discusso di Andromeda. Siamo tutti d’accordo – è un personaggio grandioso. Quindi, se l’originale era ‘Andromeda Shun’, perché non interpretarlo come ‘Andromeda Shaun’?”

Puro marketing; avere il bollino “prodotto politically correct” aiuta a vendere. Basta ammetterlo chiaramente invece di cercare pretesti. Concordo comunque con l’articolo di wired: rendere andromeda una donna snatura la storia. Castalia e Tisifone, cavalieri donna, sono obbligate ad indossare maschere perché, per il grande tempio, una donna che decide di diventare guerriero deve rinunciare alla propria femminilità2.

Oggi cinque ragazzi che salvano il mondo è un problema? Conta la storia o conta il bilancino politically correct dei personaggi? Qualunque opera se non c’è almeno un rappresentante di ogni razza/sesso/orientamento sessuale/stato fisico/pianeta della federazione/ viene inappellabilmente bocciata e perseguita dai SJW?

Facciamo il remake di rambo inserendo anche ramba?3.

Temo che la serie si ridurrà ad una parodia dei cavalieri, l’ennesima, in CG e una storia snaturata creata solo per vendere i nuovi modellini4. E poi ci si chiede come mai a molti il politically correct all’eccesso stia alquanto sulle balle.

[spoiler]


  1. Nzomma Athena più che la dea della giustizia doveva essere la dea dell’antipatia visto che qualsiasi divinità o aspirante tale si presenti la rapisce, e i cinque pirloni devono liberarla prima del tempo limite scambiando mazzate con i pirloni seguaci del dio che si contrappone ad  athena. Pegasus (Seiya) è quello che inizia a prendere mazzate salvo poi svegliarsi, indossare vestiti fighi e menare a sua volta. Sirio viene accecato e deve fare lo strip tease prima di menare il suo avversario. Cristal (Hyoga) invece deve frignare tanto che è un povero orfanello prima di surgelare il nemico di turno. Andromeda cerca di fare da pacificatore e ha due ruoli principali; il primo di farsi menare talmente forte al punto di far arrivare il fratellone (Ikki) che mena tutti e poi risparisce, e il secondo è di fare il personaggio del team con un QI a doppia cifra. 
  2.  Una parte della diatriba fra Tisifone e Pegasus è legata proprio a questo, pegasus l’aveva vista senza maschera e questo è stato preso da lei come una grossa offesa. 
  3. pornodiva italiana degli anni ’80 
  4. Almeno Soul of Gold era una serie “nuova” e anche abbastanza carina, non era il solito canovaccio fatto solo per vendere qualche pupazzetto in più. 

postverità e 1984

Riguardo alla vicenda di Codroipo c’è anche un’altra considerazione da fare; repubblica aveva scritto la cavolata e, come ha notato puente, poi ha cercato di mettere una pezza cambiando l’articolo di giornale invece di pubblicare una smentita. Questo giochetto era stato fatto anche per la vicenda della aspirante cameriera di Venezia che avrebbe ricevuto insulti razzisti in un colloquio di lavoro, storiella poi rivelatasi essere una bufala (qui).

Che dire? credo che una bella fetta di responsabilità riguardo alla postverità l’abbiano i media che giocano a fare i piccoli Winston Smith1 correggendo continuamente il passato invece di ammettere di aver preso una cantonata. Di fatto si stanno sputtanando da soli mostrando di essere pasticcioni inaffidabili ed incapaci di ammettere gli errori e questo favorisce proprio chi ha interesse a dare “il colpo di grazia” alla credibilità dei giornali mostrando impietosamente come questi ultimi non parlino della “realtà” quanto la usino come pretesto per raccontare storie che prendono i lettori. Porgendo però il fianco a chi accusa loro non di scrivere notizie ma romanzi e favolette.

Spiace dirlo ma i “cani da guardia del potere” stanno facendo tanto la figura degli allocchi e degli sparaballe. E la condanna per gli sparaballe è di non essere creduti quando dicono il vero.


  1. il protagonista del romanzo “1984“; il suo compito è di “correggere” i libri e gli articoli di giornale già pubblicati, modificandoli in modo da rendere riscontrabili e veritiere le previsioni fatte dal Partito.