Un palese caso di razzismo

Vi invito a leggere attentamente questa, squallida, notizia.

Sorgente: Parma, 21enne violentata per 5 ore: il presunto stupratore è un noto imprenditore. Sequestrati strumenti di tortura

Parma, 21enne violentata per 5 ore: il presunto stupratore è un noto imprenditore. Sequestrati strumenti di tortura

«Uno come me in galera?». Federico P***, assai conosciuto commerciante di abbigliamento di Parma, 46 anni, ha reagito così quando i poliziotti della squadra mobile lo hanno portato dai loro uffici al carcere, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare che ha raggiunto anche il nigeriano Wilson Ndu A***, accusato di essere pusher e suo presunto complice: i due sono accusati di aver violentato per ore e picchiato una giovane di 21 anni, nell’attico di Pesci, il 18 luglio.

La 21enne – secondo gli inquirenti e i medici – è stata segregata e violentata per cinque ore, anche usando utensili e fruste. Pesci è molto conosciuto in città: proprietario di una catena di negozi di abbigliamento sulla via Emilia Est, è anche un assiduo frequentatore dei locali della movida, nonché appassionato di motociclette e fidanzato. P*** ha agito con l’aiuto di un 53enne nigeriano, Wilson Ndu A***. Entrambi sono stati arrestati dalla Squadra Mobile di Parma.

La vicenda è squallida, è giusto che la polizia indaghi e che si faccia luce. Ma non voglio parlare di quello squallore quanto del fatto che, quando un caso di cronaca nera riguarda, non come vittima, uno straniero puntualmente qualcuno salta su e comincia ad urlare ai “titoli razzisti” che stuzzicano gli xenofobi.

In questa squallida notizia ci son due arrestati, un italiano ed un nigeriano. Perché nel titolo si parla solo dell’italiano? A colori invertiti credo che ci sarebbe stato un enorme codazzo di polemiche: “due tizi, uno bianco ed uno nero, fanno qualcosa di grave e il titolo strilla solo del negro.”? Apriti cielo.

Eppure riguardo a questo plateale caso di razzismo non sto sentendo proteste per il titolo. Occhio che al prossimo “titolo scandalo” che riguarda un diversamente pigmentato qualcuno potrebbe tirar fuori questo titolo e chiedere come mai non si è protestato per un “titolo scandalo” riservato solo al viso pallido.

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Ha stato solo Toninelli?

Adesso nei social ci son le “profonde discussioni” fra gli espertissimi di ingegneria civile, materia tornata ai fasti del periodo immediatamente dopo l’attentato delle twin towers. E ovviamente son partite le ovvie perculate di chi credendosi un guru spara stronzate a nastro.

C’è però un altro gruppo di esperti che, come i guru delle strutture, spara stronzate a nastro. Gli esperti di procedura amministrativa, che capiscono di come funziona la macchina dello stato tanto quanto di grandi strutture.

Prima considerazione: chi deve controllare non è il ministro in persona ma la struttura amministrativa, il ministero. Il ministro, secondo la legge Bassanini, ha il compito di dare le direttive politiche al ministero, ma chi deve, praticamente, fare è la struttura amministrativa del ministero non la parte politica. Ergo chi aveva il compito di vigilare è il dipartimento per le infrastrutture almeno secondo l’organigramma del ministero, non il ministro. Il che vuol dire, terra terra, che i primi a risponderne saranno i dirigenti preposti al controllo ed alla vigilanza sulle infrastrutture, non il ministro. Anzi il coinvolgerlo nella responsabilità sarebbe un abuso bello e buono. E’ giusto chiamare a rispondere il ministro degli atti, politici, di sua competenza non è giusto chiamarlo a rispondere degli atti amministrativi non di sua pertinenza. La verifica del ponte è un atto amministrativo e degli atti amministrativi ne risponde chi firma ovvero i dirigenti del ministero.

Seconda considerazione: l’incidente non è colpa diretta di una singola disattenzione del ministro, come potrebbe essere ad esempio il dimenticarsi un fornello accesso e scatenare un incendio, ma credo abbia avuto tante cause protratte nel tempo, tante scelte sbagliate e non solo una singola scelta puntuale. E visto che Toninelli è in carica da quattro mesi, ciò significa che una buona parte di responsabilità l’ha anche il ministro precedente, Del Rio. Terra terra molte delle secchiate di guano che adesso tanti lanciano con entusiasmo contro il ventilatore, torneranno, con gli interessi, indietro. Poi hai voglia di sgolarti per far capire come mai Toninelli debba essere responsabile di qualsiasi cosa sia fatta al ministero, compreso un usciere che parcheggia in divieto di sosta, e Del Rio invece non debba rispondere di quello che fanno gli alti dirigenti del ministero dei trasporti.

Fare politica attaccando l’avversario su tutto è la cosa più facile del mondo, perché maschera benissimo tutte le magagne della tua parte politica, però alla lunga si rivela essere una scelta suicida soprattutto se attacchi su colpe che sono anche tue e che ti può facilmente rinfacciare. Rinforzare l’amica TINA del governo non è una azione accorta se prevedi di voler subentrare.

Brizzi: archiviato perché il fatto non sussiste.

Alcune riflessioni a margine:

  1. il silenzio di chi lo dava come colpevole certo con sentenza passata in giudicato.
  2. il silenzio, sui social, delle suffraggette del neofemminismo italiano e del #metoo: la presidenta, silver woman e claque associata.
  3. il solito invocare il gombloddo del patriarcato per “insabbiare” anche questo caso e i morti di figa che lo sposano pateticamente e  acriticamente.
  4. le supercazzole per dare la colpa alla prescrizione, alla legge che chiede di denunciare entro sei mesi, allo stato psichico delle vittime ed ai giudici cattivi che non credono sulla parola alle vittime.
  5. Il fatto quotidiano che scrive, come nel caso della sentenza della corte di cassazione sull’aggravante per ubriachezza, un articolo equilibrato O_O.
  6. L’aver condiviso il commento di Adinolfi sulla vicenda O_O.

fake news

Ricordate le infinite polemiche sulle fake news; la santa crociata lanciata dalla politica contro di loro, gli “sbufalatori” di professione, la boldrini e l’hashtag #bastabufale?

Ieri, dopo i primi lanci di agenzia e i primi articoli su questa sentenza della cassazione, è partita la gara a chi spargesse più indignazione e mostrasse solidarietà, imho molto, ma molto pelosa, verso le donne.

Era tutto un fiorire di messaggi indignati, messaggi o basati solo sul titolo dell’articolo e non sul suo contenuto, e di messaggi che prendevano quel titolo come pretesto per le solite lagne sulla “rape culture”.

Adesso che il classico webete analfabeta funzionale faccia polemiche su di un titolo che a malapena capisce me lo aspetto e lo trovo anche abbastanza scontato. Che lo faccia uno che si reputa progressista colto ed intelligente invece lo trovo abbastanza penoso, soprattutto quando, dopo la smentita e le precisazioni su cosa avesse realmente stabilito la cassazione, cerca di svicolare tirando fuori cose che non c’entrano poco o niente come la condizione femminile in italia e la cultura dello stupro.

Poi che lo faccia un politico invece lo trovo estremamente grave; anche perché trovo sia abbastanza ipocrita lamentarsi dell’ignoranza e del fatto che i politici della parte avversa preferiscano urlare  per stuzzicare la pancia della gggente arrivando anche ad ignorare la realtà, per poi comportarsi esattamente allo stesso modo ovvero urlando per soddisfare l’indignazione montante e farsi vedere bravi bravi a capo delle proteste.

La notizia sulla sentenza della cassazione era una buona bufala; un 90% di verità e un 10% di omissioni che hanno spinto molti a fraintendere ed a leggere non quello che era scritto, realmente, nell’articolo ma quello che si voleva  che si leggesse e capisse.

che conclusioni si possono trarre dalla vicenda:

  • che per manipolare non servono balle clamorose: “nei vaccini trovato uranio, plutonio, dilitio, feti di klingon e midi-chlorian del lato oscuro”, basta una verità leggermente alterata: “i vaccini contengono DHMO“.
  • Che se la balla è funzionale molti ci cascano perché ci vogliono cascare e “sospendono l’incredulità” accodandosi alla massa invece di esercitare il pensiero critico.
  • Che certi media da una parte fanno fuoco e fiamme contro le fake news a sfavore ma d’altra parte non hanno alcuna remora a fabbricarne loro se funzionali ai loro scopi, che potrebbe anche essere un pugno di click in più.

Strumentalizzare le notizie sui migranti 4, l’italia è diventata più razzista?

Questa una infografica che gira su FB; infografica originariamente pubblicata qui

a leggerla sembra che l’italia sia percorsa da una ondata di razzismo che non ha nulla da invidiare a quella della germania nazista, peccato che:

la notizia 1 sia leggermente esagerata; esistono cani, di piccola taglia, imbecilli e padroni più imbecilli di loro (qui)

la notizia 2 sia stata smentita (qui)

le notizie 3 e 4 riguardano invece “normali” atti di bullismo e salgono agli onori delle cronache solo perché la vittima è diversamente pigmentata. Ciò è molto pericoloso perché quando qualche bambino sarà vittima di imbecilli e vedrà che invece, nel suo caso, si fanno spallucce, la lezione che imparerà è che ci son bullismi riprovevoli e bullismi accettabili. E un domani quando sentirà notizie simili penserà, erroneamente, che il torto di trattare peggio A sia giustificato dal fatto che prima A era stato trattato meglio (qui).

Buffo comunque che questo comportamento: prendere alcuni casi, gonfiarli ad arte e spacciarli per la regola era lo stesso comportamento che veniva rinfacciato alla lega quando prendeva qualche caso di cronaca nera che riguardava i migranti, lo gonfiava ad arte e lo spacciava per la regola.

Com’era quella storia di travi e di pagliuzze scritta nel Vangelo?

Strumentalizzare le notizie sui migranti 3

Qui due screenshoot riguardo alla stessa notizia: la relazione di Tito Boeri sullo stato dell’inps; vediamo se notate la piccola differenza fra i due titoli.

fonte: corriere della sera

Boeri: «Senza migranti welfare a rischio»

fonte: rai news

Inps, Boeri: “Servono immigrati regolari per i lavori che gli italiani non vogliono più fare”

soluzione: la parolina “regolari”

Strumentalizzare le notizie sui migranti 2

Un mio contatto mi ha segnalato questo articolo su l’espresso. Sinceramente a me è sembrato abbastanza inverosimile e lo classificherei in “storie inventate pro migranti”

Questo il titolo, in grassetto, e il sottotitolo, in corsivo.

“Hanno aizzato un cane contro un ambulante sulla spiaggia. E tutti applaudivano e ridevano”
Un caso di razzismo quotidiano sul litorale della Liguria. “Quando ho chiesto a una signora perché esultava, mi ha insultato dandomi della buonista e puttana”

Qui inizia l’articolo

Ho visto un cagnolino scendere le scale di un bar che dà sulla spiaggia e rincorrere abbaiando un ragazzo dalla pelle scura che vende libri. Naturalmente il cane era stato incitato dal suo proprietario. Nel mentre i bagnanti applaudivano compiaciuti“.

Un cagnolino. Penso sia un cane di piccola taglia, di quelli che hanno il vizio di correre dietro alle persone abbaiando. Vicino a casa ce ne erano un paio e spesso, quando giravo a piedi od in bicicletta, mi rincorrevano abbaiando. Ma siccome sono pallido non faccio notizia.

Mi chiedo come sia riuscita a capire che il cane era stato incitato dalla padrona, come  sia riuscita a vederla dentro al bar mentre lo incitava ad aggredire. Quel “naturalmente” mi sembra una forzatura tanto per far passare meglio il messaggio: “son tutti razzisti” dell’articolo. C’è anche la specificazione del “vende libri”. Questo tipo di specificazioni mi insospettisce sempre, soprattutto se non alterano il contenuto informativo dell’articolo. Se vendeva vestiti, od occhiali, o cellulari di ultima generazione sarebbe cambiato qualcosa? Penso di no. Quel “libri” invece fa pensare che chi lancia il cane è uno che odia i libri, che odia la cultura. Perché uno non può essere stronzo e basta, no, nell’epica deve essere un essere abietto, gretto e meschino, deve essere razzista, odiare i libri, parlare solo in dialetto. Insomma la caricatura del leghista fatta da molti, intellettuali e no, di sinistra.

Scene di razzismo balneare su una spiaggia ligure, sabato scorso. Ce le racconta Simona, che ci chiede però di non usare il suo vero nome. “Sono intervenuta e ho chiesto a una signora perché applaudiva e perché diceva che quel cane era il “Number One”. La signora mi ha risposto così: “Vaffanculo, puttana buonista del cazzo. Prenditeli tu i negri a casa tua, così ti scopano meglio di tuo marito”.

Mi sembra abbastanza inverosimile. Un cagnolino, non un pitbull o un altro cane “di grossa taglia”, di quelli che fanno realmente male, insegue un venditore abbaiando. Non penso lo abbia aggredito o morso, i cagnolini spesso son solo dei grossi rompiscatole capaci di abbaiare a tutto e tutti e basta. Faccio notare che nel corpo dell’articolo non si parla ne di aizzare e neppure di mordere.

Poi che ci siano padroni “imbecilli” pronti ad applaudire in maniera scema quanto fanno i loro animali è pacifico, così come è vero che esiste gente imbecille che alla minima critica attacca a testa bassa scatenando insulti. Ma questo capita sia nel caso bianco che nel caso nero.

Faccio notare altre cose: la prima è che nel titolo si parla di “aizzare il cane” ma aizzare il cane significa che il padrone ordina al cane di andare ad aggredire una persona. Ciò avviene con cani di media o grossa taglia appartenenti a razze selezionate per l’aggressione o il combattimento. Se ti aizzano contro un pastore tedesco od un pitbull son dolori, se ti aizzano contro uno yorkshire è una parodia.

Cioè abbiamo un titolo “enfatizzato” rispetto al reale contenuto dell’articolo.

L’articolo può anche essere vero ma più che razzismo vedo solo la normale e banale idiozia. Poi cosa ci sia da applaudire un cagnolino che rincorre le persone e abbaia; mah, se proprio volessi fare il cattivo solleverei qualche dubbio riguardo alle cause dell’acidità della tizia. Più che razzismo vedo una da compatire.

Un breve racconto che Simona ha consegnato al suo profilo Facebook ed è finito su centinaia di bacheche. Una diffusione che però le ha attirato contro decine di messaggi terribili, con minacce esplicite alla sua persona. E che l’hanno costretta a rimuovere quel post dai social network, per paura della propria incolumità e di quella della sua famiglia.

“Quei messaggi che mi sono arrivati erano orribili. Minacce esplicite o velate, dicevano “non intrometterti che è meglio per te”, “la prossima volta tira dritto e non guardare”. Ma io non riesco a non guardare, non riesco a ignorare queste cose”, spiega Simona all’Espresso. Non cerca di fare l’eroina, anzi. “In quella spiaggia, quando mi sono sentita rispondere così, mi sono messa a piangere. A consolarmi è stato proprio quel ragazzo, che mi ha abbracciato e mi ha detto:”Sono abituato, stai tranquilla”. E ora, dopo aver letto quello che mi hanno scritto, sono spaventata”.

Uno screenshoot dei messaggi di minaccia, magari con i volti oscurati, o del racconto? Poi la conclusione, veramente romantica con lui che la consola e lei dopo il caldo abbraccio con quelle forti braccia che fa? va ad intervistare la padrona…

Simona ci racconta però di essere andata a cercare la proprietaria del cane per chiederle come le fosse venuto in mente di aizzare il suo animale domestico contro quel ragazzo che vende libri. La risposta lascia senza parole: “Il mio cane, come me, odia i negri”. Più che la banalità del male, siamo di fronte alla stupidità del male.

Se fosse vero abbiamo tre casi di idiozia patologica; quella che applaudiva, la padrona del cane e l’antirazzista.

Meglio chiudere questo articolo con le parole con cui si chiudeva il post su Facebook: “Io non ce la faccio ad accettare tutto questo. Non sono un’esperta di migrazioni, non sono una politica, non sono nulla di nulla. Sono solo una donna profondamente sconsolata e preoccupata da questo mondo in cui a volte mi sento come un pesce fuori d’acqua. Ma non ci sto. Io non lo accetto“.

Forse non è una fake news ma come episodio mi sembra abbastanza distorto quasi che un comportamento banale, l’idiozia di certi padroni di cani, debba diventare la prova che tutti gli italiani stanno diventando razzisti idrofobi pronti ad assaltare chiunque abbia la pelle un poco più scura. Alla fine son questi romanzi che paradossalmente permettono di dire: “ci son tanti casi di razzismo che siete stati costretti ad inventarvene di sana pianta?”.

Manipolazione delle notizie: panini televisivi e virgolettati ad arte

Un articolo molto interessante che spiega alcune tecniche per “manipolare le notizie”

Sorgente: Manipolazione delle notizie: panini televisivi e virgolettati ad arte

(…)
Il “panino televisivo” viene quasi sempre servito nei telegiornali o nei servizi a corredo dei talk show, (…)
Il concetto è semplice: le due fette di pane spettano al Governo, la farcitura all’opposizione.
In occasione di una notizia “calda” per la politica, la prima fetta di pane (un’intervista ampia, solitamente) spetta a un rappresentante del Governo, la farcitura spetta all’opposizione (un’altra intervista del capo dell’opposizione oppure una carrellata di mini-interviste da 5 secondi a vari esponenti della stessa). Chiude il servizio l’altra fetta di pane, ossia un’ampio intervento di un altro esponente del Governo (o meglio ancora, del Presidente del Consiglio). L’effetto sul pubblico è assicurato: ci si ricorda solo delle prime e delle ultime parole pronunciate. La tesi dell’opposizione sparisce nel pastone della notizia. (…)

Ovviamente per equidistanza e obiettività il giornalista riporterà due virgolettati che esprimano opinioni diverse. Ed è qui che avviene la “magia”. La prima opinione sarà generica e, anche se articolata, priva di veri contenuti significativi. La seconda sarà invece molto circostanziata e densa di contenuti in modo che il lettore si identifichi proprio con questa, ma illudendosi di aver fatto una scelta consapevole e libera tra le due.

Strumentalizzare le notizie sui migranti 1

Questo articolo è decisamente polemico verso un certo modo di dare le notizie mescolando fatti ed opinioni in maniera che appaiano “pro domo sua”; più che della questione migranti, ma questi giochi i media li fanno spesso. Una fake news non è una notizia al 100% falsa, anzi le migliori fake news son notizie in cui l’80% è vero, il 10% inventato e il restante 10% omesso. E con l’omesso e l’inventato che spingono il vero a supportare l’interpretazione della notizia verso la direzione voluta.

Sotto è riportato un articolo che tratta del presunto naufragio di 120 migranti;

fonte: http://www.corriereromagna.it/news/cesena/27300/sono-120-vittime-le-vittime-su-un-gommone-alla-deriva.html

CESENA

«Sono 120 vittime le vittime su un gommone alla deriva»
L’esperienza da incubo vissuta da una giovane cesenate
27/06/2018 – 15:34
«Sono 120 vittime le vittime su un gommone alla deriva»
CESENA. Ha 25 anni ed ha appena vissuto un’esperienza che segnerebbe gli incubi di tutti. A vita.

Giulia Bertoni, cesenate, ha vissuto da volontaria a bordo della nave di una Ong per alcune settimane. Ed ha dovuto assistere impotente al diniego di un salvataggio. (…)

«Ho ancora gli incubi ed i sensi di colpa per quella notte – ha raccontato a Repubblica – Sono 120 le persone su un gommone probabilmente annegate pur avendo la salvezza vicina. Hanno attraversato deserto e violenze. Vicino a loro c’era un mercantile che non si è mosso. A noi il coordinamento della capitaneria italiana a Roma ci ha imposto di non andare a soccorso. Noi abbiamo ubbidito, sbagliando. La mattina solo una giacca galleggiate era l’unica cosa rimasta in mare». (…)

presentata così la notizia sembra che da roma sia arrivato un ordine secco: “non muovetevi”. In realtà la vicenda si è svolta in maniera leggermente diversa, come si scopre leggendo in seguito; roma non da un ordine secco: “non andate” quanto risponde: “noi non siamo competenti, contattate i libici”. La differenza sembra piccola ma è sostanziale.

«La notte del giorno 18 ero di vedetta. Turni di 4 ore sul ponte della barca, al radar a controllare un mare sempre più mosso. Il nostro segnale radar non funzionava e quindi non eravamo visibili a nessuno. Ma abbiamo potuto comunque sentire su un canale delle emergenze, la conversazione tra un aereo (che segnalava ad 11 miglia un gommone con 120 persone) e una nave mercantile vicina e disponibile ad aiutare. Dopo vari scambi in realtà nessuno si è mosso per quel gommone. Ma li c’erano dei disperati al buio, con le onde che crescevano. Allora abbiamo deciso di chiamare il coordinamento a Roma».

«Cosa ci hanno risposto dal coordinamento? In sintesi non ci riguarda, chiamate la capitaneria libica – spiega la 25enne cesenate – Noi per rispettare il codice di condotta che ci obbliga a non superare le 24 miglia dalla Libia a meno che non ci sia un ordine, ci siamo allontanati. Non abbiamo soccorso il gommone in difficoltà».

Roma non ha detto di non andare in aiuto; ha detto che l’SOS era nella zona di competenza libica e che quindi erano da contattare le autorità libiche. E questo spiega molte cose; il centro di coordinamento di Roma non può autorizzare interventi al di fuori della propria zona SAR; nella zona libica, per le norme internazionali, son competenti le autorità libiche. Anche se Roma avesse autorizzato, l’autorizzazione era carta straccia e non sarebbe stata opponibile alle autorità libiche in caso di “problemi” e in più poteva causare qualche “imbarazzo” diplomatico con le autorità libiche.

Il 10% omesso: di cui parlavo sopra: roma non è competente, roma non può autorizzare e anche se avesse autorizzato tale autorizzazione sarebbe stata carta straccia.

Faccio notare come lo scrivere: “A noi il coordinamento della capitaneria italiana a Roma ci ha imposto di non andare a soccorso.” invece di scrivere: “Non siamo competenti; dovete contattare i libici” faccia interpretare la vicenda in maniera profondamente diversa.

Non sono stati nemmeno chiamati i Libici: «Il capitano non ha voluto, non so il perché. I migranti? Quella notte la Lifeline, più grande anche di noi che ci occupiamo di primo soccorso, era molto lontana.

Altra frase che ci fa porre delle domande anche gravi; perché il capitano non è intervenuto? Dare la colpa a roma è un pretesto infantile in quanto Roma non ha il potere di autorizzare l’intervento fuori dalla propria zona SAR. Quali sono i motivi reali per i quali non si son mossi? perché non hanno contattato le autorità libiche? Volendo fare il gombloddista fino alla fine, perché la nave navigava con il segnale radar non funzionante? avaria o spegnimento volontario?

Alla mattina è arrivata in zona e abbiamo pattugliato le acque dove avrebbe dovuto essere il gommone, restando comunque nei limiti. Di quelle persone nessun segno. Morte, probabilmente, annegate mentre noi tutti stavamo fermi. Della guardia costiera libica mai visto traccia». (…)

Io vedo un incendio, non chiamo il 115 e poi mi lagno che non sono arrivati i pompieri. Se li avessi avvisati poi potrei giustamente recriminare per il loro mancato arrivo, ma se non lancio l’allarme?

Un’Europa che si sta dimostrando razzista, secondo la 25enne cesenate: «Sono sicura che se ci fossero stati 100 tedeschi o italiani a bordo, nessuno avrebbe accettato questi ordini. E invece quel gommone con 120 persone è stato fatto affondare».

Ecco il 10% di impressioni e di opinioni che servono per piegare l’80%; velatamente si scrive che son stati fatti morire perché erano migranti e non perché erano cittadini europei. Che raccordato con la frase ad inizio articolo: “A noi il coordinamento della capitaneria italiana a Roma ci ha imposto di non andare a soccorso. ” porta il lettore, distratto, a concludere Italiani rassisti1

Peccato che all’interno dell’articolo emergano alcuni punti, diciamo controversi. Punti che una volta notati paradossalmente portano a pensare che si stia cercando un pretesto per attaccare il governo italiano. La nave sta ferma perché Roma non da un ordine che non poteva legittimamente dare, la nave non contatta i libici ma la colpa è del razzismo europeo. Alla fine molti finiranno a pensare: le solite finction strappalacrime fatte per indurre sensi di colpa.
Zappa sui piedi che si traduce in propaganda pro Salvini. E poi ci si stupisce che Salvini, nonostante le cazzate colossali, continui ad avere seguito, anzi dia l’impressione di essere più convincente.


  1. tecnicamente mi sembra si chiami “il gioco del panino”; visto che si nota di più l’attacco e la conclusione, la tesi viene enfatizzata all’inizio ed alla fine della notizia mentre poi nel corpo vengono messi i fatti che indeboliscono l’interpretazione che si vuole dare alla notizia. Più o meno come avviene con le interviste; se voglio favorire la maggioranza basta intervistare per primo un esponente della maggioranza, poi due esponenti della minoranza e in conclusione un altro esponente della maggioranza. Anche se i tempi son identici il messaggio della maggioranza è quello che viene percepito con più forza. 

le scuse di luxuria

Stavo leggendo su twitter che Luxuria si è scusata con Asia per aver dubitato delle sue parole…

My 2 cent’s: la argento sta diventando una nuova “icona” della sinistra, troppe marchette ben riuscite come quella a carta bianca, troppa simpatia da parte di chi non aspetta altro per andare in piazza ad urlare al capitale, a berlusconi ed al mossad, unici veri responsabili di tutto lo schifo capitato in america1.

La lettera di luxuria è un capolavoro di politically correct:

Lettera aperta ad Asia Argento

Sono giorni che mi porto dentro un magone e adesso trovo la forza di chiedere scusa ad Asia e a tutte le donne che si sono sentite ferite dalle mie parole.
Il destino, il karma o la provvidenza (ognuno la chiami come vuole) mi ha fatto conoscere proprio il giorno dopo la trasmissione una donna che mi ha raccontato di una violenza subita 30 anni fa e che quando si era confidata per la prima volta nessuno le aveva creduto. Ha pianto davanti a me e io mi sono sentita di merda.

Può essere vero; però per accusare qualcuno ci servono prove, non basta la dichiarazione di una presunta vittima. Capisco quanto possa essere doloroso il non essere creduta ma il fatto che, chiamiamola Michela, non sia stata creduta rende ipso facto vere le accuse di Asia?

Se è capitato a Michela allora è capitato a tutte? Sinceramente la storia di Michela che si confida con Wlady mi sembra un “artifizio letterario” per giustificare l’inversione di marcia.

Di merda perché ero così presa da me e dal predicozzo che avevo preparato da non essere stata in grado di leggere negli occhi le tue lacrime. Perché per troppo tempo mi sono lasciata deviare dai demoni del sospetto e della diffidenza.
Ho esagerato e non ho dimostrato compassione e solidarietà. Mi sono rivista nella puntata e mi sono fatta schifo da sola nel riconoscermi.
Tanti miei amici e persone con cui ho condiviso tante battaglie mi hanno fatto ulteriormente capire con i loro giusti rimproveri e incazzature che ormai avevo perso senno e strada.

Traduzione: la storiella della verginella molestata dall’orco cattivo ha preso piede e quindi conviene stare con la maggioranza…

Lo so Asia che è troppo tardi e non pretendo che tu possa accettare le mie scuse ma ti giuro che sono sincere. In questi giorni sto molto male e non posso chiedere a nessuno un conforto perché io non sono stata in grado di farlo.

Ti ringrazio anche di non essere mai scesa a insulti transfobi per accusarmi: sei sempre stata con noi nelle battaglie Lgbt e credo anche io che saresti una testimonial contro tutte le violenze.

Cosa c’entrano gli insulti transfobi e le battaglie lgbt? Se sei dalla parte giusta allora ipso facto, qualunque sia la sparata che fai, hai ragione?  il non essere d’accordo con un trans, il dire: per me luxuria ha detto una stupidaggine è transfobia?  Cioè fatemi capire più sei, presunta, vittima e più hai ragione? Se domani una disabile lesbica islamica di colore dicesse che 2+2=5 dovremmo cambiare immediatamente tutti i libri di matematica in rispetto di lei povera obbressa dalla rigida matematica bianca occidentale eterosessuale e patriarcale?

Ho come l’impressione che molti pensino che le elezioni le vinca chi spara più stronzate nel minor tempo possibile.

Vorrei abbracciarti e ritrovare nei nostri occhi non più rancore ma la gioia di vivere che auguro a tutte coloro che hanno sofferto in passato e che vogliono combattere.
Ti voglio bene
Vladimir Luxuria

Chiusura da far sembrare gli harmony romanzi del genere splatter horror…

 


  1. trovo buffo comunque che vengano attribuiti a Berlusconi simili poteri sovrumani; vorrei capire come un uomo capace di pilotare Hollywood a piacimento non sia riuscito a vincere due elezioni politiche di seguito in Italia…