Blue bufala…

Puntualmente spunta l’appello contro i nazipedoterrosatanisti che se la prendono con i pampini e i media ci cascano con tutti e due i piedi.
L’ultimo in ordine di tempo è il blue whale, un caso da manuale di bufala che dimostra molto bene quanto si badi più a “strillare” la notizia che dare notizie valide.

Da notare come molti, dopo il tam tam dei media, abbiano abboccato alla bufala e alcuni pistoleri da tastiera abbiano già iniziato a sparare le loro stronzate contro chi c’entrava poco come ristoranti o app che mostrano innocui documentari sulle balene.

Non so se disprezzare di più i boccaloni che si son bevuti tutto o i giornalisti gli imbrattacarta che per qualche copia in più spargono bufale a piene mani. Il diritto/dovere all’informazione non credo coincida con il diritto a spacciare per verità assoldata qualsiasi stronzata venga sparata su un social network.

PS

Comunque c’è una buona notizia; alcuni hanno capito la bufala ed hanno posto in giro “meme” divertenti su di essa. Alla fine sarà l’ironia a salvare il web.

far rispettare la legge è vendetta?

Talvolta leggere certi articoli è molto interessante perché si nota, fra le righe, come si cerchi di nascondere parte delle informazioni e, per gettare più facilmente fango, si fondi l’articolo su colossali contraddizioni. E poi ci si stupisce di come la gente voti Trump. Sinceramente la lettura di un articolo simile mi fa pensare ai classici radical chic comunisti col rolex che fra un cineforum sul cinema cecoslovacco e una tartina al caviale si scandalizzano che la gente non sopporti la microcriminalità o non voglia avere immigrati clandestini risorse vicino. Ma dove si credono di essere quei pezzenti, proletari, a Capalbio Pontida?

(grassetti miei) fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/11/trump-la-vendetta-e-sugli-immigrati-centinaia-di-arresti-in-sei-stati-usa/3385344/

Di sicuro c’è stata un’ondata di raid degli agenti federali dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement) che nell’ultima settimana ha portato a un boom di arresti: diverse centinaia di immigrati irregolari sono stati prelevati nelle loro abitazioni e strappati alle loro famiglie ad Atlanta, Chicago, New York, Los Angeles. Sono città in gran parte governate da sindaci democratici contro cui Trump ha più volte puntato il dito, accusandole di proteggere rifugiati e immigrati che sono potenziali terroristi o criminali. E minacciando il taglio dei fondi federali.

L’offensiva – che riguarda soprattutto ispanici – è il risultato del decreto firmato dal presidente americano il 26 gennaio scorso, con l’obiettivo di inasprire la stretta sui clandestini che violano la legge. Ma – riportano diversi media americani – a finire in manette e ad essere “deportati” in queste ore non sono solo immigrati irregolari con la fedina penale sporca, ma anche molte persone senza precedenti o condannate per reati minori. Un aspetto, quest’ultimo, che differenzia queste operazioni da quelle messe in campo da Barack Obama.

Dalla lettura dell’articolo si capisce:

Per il giornalista l’immigrazione irregolare non è un reato. Che i clandestini che violano le leggi bisogna comprenderli e chiudere gli occhi perché poverini… e che la violazione della legge non è una variabile binaria ma un coefficiente reale. Quello che sosteneva Uriel: cioe’, commettete dei reati molto comuni, molto diffusi e poco perseguiti, allora siete ancora “onesti”.

I clandestini non hanno commesso reati, perché la clandestinità non è reato, ergo sono ancora onesti e quindi le azioni di Trump sono una persecuzione di poveri onesti (clandestini senza altri precedenti) o quasi onesti (clandestini condannati per reati minori).

Come scrissi a suo tempo: la vecchietta in fila alle poste per ritirare la pensione ha più paura che venga Previti a farle un falso in bilancio o del balordo che staziona fuori dalle poste?  La percezione di insicurezza, il non sentirsi tutelato dallo stato, il vedere che, cinicamente, il quartiere viene lasciato andare in vacca in nome di azzardati esperimenti sociali basati su un buonismo dissennato e completamente avulso dalla realtà aliena molte più simpatie, soprattutto da chi in quei quartieri deve viverci e non può scappare, di una depenalizzazione del falso in bilancio. E se lo stato fallisce allora entrano in ballo altre organizzazioni che ad esso si sostituiscono, vedi ad esempio la nascita della criminalità organizzata o i “signori della guerra” che sorgono in certi paesi durante le guerre civili. Senza considerare il fatto che le radici che alimentano la grande criminalità organizzata sono proprio i piccoli spacciatori, i piccoli balordi. E purtroppo è vero che i clandestini, proprio perché difficilmente possono trovare lavori “in chiaro” o essere regolarizzati, spesso devono giocoforza diventare la manodopera, quella di livello più basso, della criminalità.

Criticare la legge sull’immigrazione e sognare un mondo senza confini non è vietato, però, e questo articolo lo dimostra, diventa difficile sostenere contemporaneamente l’idea che sia giusta la violazione delle leggi che non si ritengono corrette e che le leggi debbano essere rispettate e fatte rispettare. Il succo dell’articolo è: Trump sta facendo rispettare la legge e non sta chiudendo gli occhi come Obama. Si rischiano rivolte e sommosse da parte dei clandestini? forse, però il far finta di non vedere il problema, alla Obama, non è una soluzione a lungo termine del problema. Però scrivere: Trump, come promesso in campagna elettorale, sta facendo rispettare le leggi sull’immigrazione, avrebbe causato qualche cortocircuito e rischiato di far andare la tartina al caviale di traverso a qualcuno.

PS nei commenti all’articolo ci son alcune, spassose confutazioni come:

Da oggi se un vigile applica la legge e da la multa a qualcuno per divieto di sosta siamo autorizzati a considerarla una “VENDETTA”.

 

Pornografia del dolore

Una delle cose che odio dei giornali è la “pornografia del dolore” che talvolta viene fatta a seguito di fatti “dolorosi”. Per pornografia del dolore intendo il mostrare persone piangenti e sofferenti, le interviste cretine ai parenti con domande inappropriate “ma lo perdona l’autore…” che, imho, giustificherebbero il linciaggio dell’intervistatore…

Domenica mattina è capitato, nella provinciale per Villasimius, strada in questo periodo dell’anno molto trafficata, uno scontro frontale con due vittime. La particolarità è che la convivente di una delle vittime ha appreso via facebook (credo da un gruppo ove si parla della situazione traffico di cagliari e zone limitrofe) da un testimone oculare che una delle auto coinvolte era quella del convivente.

Fin qui la notizia, nulla da aggiungere. Un giornale locale non si è limitato a dare la notizia secca ma ha anche mostrato gli screenshoot dei messaggi con i quali la donna chiedeva informazioni sull’incidente ad un testimone e le immagini del profilo della donna su FB. Mi chiedo a cosa sia servito ciò se non a stuzzicare curiosità morbose. Cioè qual’è il valore informativo di quello che lei ha scritto su faccialibro? che informazioni utili può dare? Non sarebbe il caso di essere discreti e rispettare il dolore altrui senza sputtanare, via facebook, la vita delle persone?

Purtroppo c’è da dire che il “guardonismo” paga e il gossip attira lettori…

Maledetto media

Gli intellettuali italiani non capiscono un cazzo 
Uriel

Il professo Eco ha svolto una lectio magistralis in occasione della laurea honoris causa e, in tale lezione ha detto:

“Da un lato è anche un fenomeno positivo ma d’altro canto i social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo qualche bicchiere di vino“.Secondo Eco “era stata la Tv anni fa ad aver promosso lo scemo del villaggio, rispetto a cui lo spettatore sisentiva superiore. Oggi Internet promuove lo scemo del villaggio a detentore della verità“. “Di solito al bar l’imbecille veniva subito messo a tacere, ora hanno lo stesso diritto di parola di un premio Nobel“, ha dichiarato.Secondo lo studioso alessandrino, che proprio 61 anni fa si era laureato a Torino in Lettere e Filosofia, internet è un gran calderone di “bufale”, che ci impone sempre di più l’esercizio di capacità critica e “filtraggio”. Una capacità che deve essere insegnata a scuola per far apprendere ai giovani come filtrare le mille informazioni che vengono dai siti.

Partiamo dalla fine: è vero che in internet trovi un sacco di fesserie ed è sacrosanto insegnare a filtrare e validare l’informazione visto che in internet non ci sono i filtri “a priori” che invece ci possono essere in una biblioteca od in una rivista(1). Affrontare internet senza tale capacità critica è un suicidio, sacrosanto. Su ciò concordo a pieno con il professor Eco.

Quelle invece in cui dissento fortemente sono:

“Oggi Internet promuove lo scemo del villaggio a detentore della verità” e “Di solito al bar l’imbecille veniva subito messo a tacere, ora hanno lo stesso diritto di parola di un premio Nobel”

Per quanto possa apparire stolto o controproducente è giusto che l’insigne nobel e l’imbecille da bar abbiano lo stesso diritto di parola. Entrambi hanno il diritto di esprimere, sempre nei limiti previsti dalla legge, il loro pensiero.Anche perché l’essere un insigne premio nobel non ti mette al sicuro dallo sparare cazzate clamorose, ad esempio Fo con gli OGM o Montaignier con l’omeopatia. Se invece di “diritto di parola” avesse parlato di “visibilità” avrei concordato a pieno. Io ho lo stesso diritto di parola di chiunque altro, non ho il diritto che a me, invece, venga data la stessa visibilità del premio nobel, che per “par condicio” le mie opinioni debbano avere lo stesso spazio riservato invece alle opinioni di qualche illustre studioso. Ecco perché nonostante in italia ci siano 30 milioni di CT della nazionale, la formazione la decide quello scelto dalla federcalcio.

Parliamo anche di internet: internet non ha colpe, o meglio è un mezzo che magari può agevolare o meno certi comportamenti ma non ne è causa diretta. Gli idioti esistevano anche prima di internet, solo che prima di internet era facile nascondere la polvere sotto il tappetto e lasciare che sul palco ci fosse solo chi veniva scelto dagli altri media, giornali, televisione etc. etc. Quello che riteneva di saperne di più di tutti, quello che “la chiesa ti uccide con l’onda“, quello che portava fotocopie di fotocopie dell’ennesima notizia bufala. C’erano, non si vedevano ma c’erano. E le notizie si diffondevano allo stesso modo. La colpa non è del media, non è mai del media. Una pistola non uccide, chi uccide è chi preme il grilletto.

Perché allora prendersela con la “pistola”? perché così si può sviare l’attenzione dal pistolero e dalle sue colpe. E le colpe, visto il livello di analfabetismo funzionale in italia o l’ignoranza galoppante, sono da cercare da altre parti invece che in internet. In primis scuole e università che hanno mancato ad un loro dovere fondamentale: insegnare il senso critico(2).

Parliamo di televisione; consideriamo i reality show e il grande fratello nello specifico. Perché il grande fratello e gli altri reality hanno avuto successo? perché adesso non vengono più trasmessi con la frequenza di prima? la risposta è semplice: ha avuto successo perché era alla moda e la gggente lo guardava e comprava i suoi prodotti diretti e/o derivati. Se le discoteche si contendevano gli ospiti della casa un motivo c’era visto che portavano clienti. Perché è stato chiuso? banalmente ha annoiato e non “vendeva” più come prima. Chi “vendeva” il grande fratello aveva interesse a vendere un prodotto, se il prodotto va allora si continua a vendere, se non piace più si cambia prodotto. La televisione, soprattutto quella commerciale, non crea esigenze nella massa ma cerca di soddisfarle proprio perché ha interesse a vendere(3).  Se la lettura delle opere di Eco facesse gli stessi ascolti che ha fatto benigni con la lettura della Divina Commedia le televisioni farebbero a gara a vendere le opere di Eco. Se l’interesse invece è allo stesso livello di quello dello chef tony al più finirà fra una televendita di coltelli e la pubblicità di qualche numero telefonico hard.

Il problema, che nessuno vuole ammettere, è che in italia abbiamo una massa di ignoranti convinti di essere grandi dottori, nessuno vuole ammetterlo perché il farlo significherebbe inchiodare alle proprie responsabilità scuole, università, famiglie. Significherebbe ammettere che non abbiamo la scuola più migliorissima del mondo che sforna i diplomati e i laureati più preparatissimi del mondo, significherebbe ammettere che a molti, e a molte famiglie, non interessa imparare, interessa solo avere pezzi di carta che aiutino a credersi competente. Significherebbe ammettere le proprie colpe. Meglio invece dare la colpa alla “strega” di turno, bruciarla affinché il popolo si senta mondo dei propri peccati.

(1) Difficilmente un bibliotecario serio classificherà, con la classificazione Dewey, testi sulla free energy o la medicina quantistica come fisica o medicina. Molto più probabile che vengano classificati come esoterismo e parapsicologia. E molto difficilmente le scienze pubblicherà articoli sull’ennesima incarnazione del motore a gatto imburrato spacciandolo come il futuro prossimo venturo. Cosa, il barattare fuffa come accreditate teorie scientifiche, che invece capita frequentemente su youtube.

(2) Il senso critico non è andare sempre in direzione “ostinata e contraria” giocando a fare i patarivoluzionari, ma è la capacità di analizzare un informazione e stimarne l’attendibilità, la coerenza e la completezza.

(3) Se la televisione avesse il potere di condizionare le masse allora la profezia di Eco del 2001 riguardo alle elezioni si sarebbe avverata.  Invece…