Fake news

È impossibile ottenere una condanna per sodomia da una giuria inglese.
Metà dei giudici non crede che possa essere fisicamente compiuta, e l’altra metà la sta facendo.
W. Churchill

 

Prima Regola del Mago: Le persone credono a tutto ciò a cui vogliono credere o a quello che temono di credere.

«Le persone sono stupide: date loro una motivazione appropriata e quasi tutti crederanno a quasi tutto ciò che direte loro. Proprio perché le persone sono stupide, esse crederanno ad una menzogna perché lo vogliono, o perché hanno paura che possa essere vera. La testa delle persone è piena di fatti, notizie e credenze che nella maggior parte dei casi sono false, tuttavia continuano a crederci. Le persone sono stupide: raramente riescono a distinguere tra il vero ed il falso, tuttavia hanno tanta fiducia in loro stessi che credono di poterlo fare sempre, ecco perché è così facile ingannarle.»
[Terry Goodkind]

Le due citazioni in apertura mostrano quello che penso delle fake news; in italia non si agirà mai contro le fake news perché metà dei giornalisti son talmente stupidi da non distinguere una verità da una falsità e l’altra metà è pronto ad inventarsi le peggiori cazzate “pro domo sua”.

Alle fake news poi abbocca solo chi ha già voglia di abboccare; sarebbe interessante vedere quanti, non politici, hanno preso per oro colato il servizio delle iene su SOX, quale sia la loro formazione e quali siano le loro idee sull’ambiente. Direi tendenzialmente: “verdi con scarse competenze in fisica e scienze”. Le fake news, atroce anglismo per dire balle colossali, attecchiscono dove c’è già un terreno fertile. Per eliminarle occorre rendere le persone capaci di pensare e valutare. Ma ciò ha una controindicazione: quando una persona valuta, valuta tutto, non rifiuta sdegnato le sirene di una parte e accetta incondizionatamente quelle dell’altra. Cosa più detestabile per tutti che l’avere qualcuno che segue adorante le sirene dell’altra fazione.

E quindi a cosa serve discutere di fake news? semplicemente ad avere qualche argomento “forte” che giustifichi il poter censurare quello che potrebbe essere scomodo, attaccando, con il solito ad personam, chi lo dice e non cercando di confutare quello che viene detto. Anche perché se si incarcerassero domani tutti i giornalisti che hanno scritto una qualche fake news, dopodomani i giornali pubblicherebbero solamente cruciverba e bollettini meteo.

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L’inversione dell’onere della prova.

Su twitter hanno segnalato questo articolo di next quotidiano; articolo che considero emblematico della nuova caccia alle streghe e di quella barbarie che è l’inversione dell’onere della prova.

Non bisogna dimenticare però che Brizzi, come tutti, ha diritto come tutti ad essere considerato innocente fino a prova contraria. Ma in questo caso non c’è nessuna indagine in corso e nessun processo quindi non ha molto senso invocare il garantismo. È quindi inutile lanciarsi, come stanno facendo molti, in processi improvvisati sui social network o sui giornali. Ma fatto salvo il diritto alla difesa di Brizzi – che potrebbe al momento limitarsi a spiegare come mai una decina di persone si sarebbe “inventata” accuse nei suoi confronti – in questa vicenda c’è qualcosa di peggio: i soliti attacchi contro quelle donne che hanno trovato la forza di denunciare quanto accaduto.

Tesi interessante: fino a quando non c’è una indagine in corso della magistratura non ha senso invocare il garantismo. E poi si usa l’inversione dell’onere della prova: “potrebbe al momento limitarsi a spiegare come mai una decina di persone si sarebbe “inventata” accuse nei suoi confronti”.

Non funziona così: è chi accusa che deve portare prove a favore delle sue accuse e dimostrare che l’accusato è colpevole. Non è l’accusato a dover dimostrare che è innocente. E questo è un principio di civiltà e di buon senso prima che un diritto scritto nella costituzione.  Brizzi non deve spiegare niente a nessuno, deve essere chi denuncia a dimostrare, in tribunale non alle iene, la verità delle sue accuse. In quel caso, e solo in quel caso, è giusto che venga chiamato a rispondere. Ma a rispondere al giudice non al primo telecronista.

Faccio notare anche un’altra cosa: il rovescio ulteriore dell’onere della prova è quasi immediato; come possono, le iene, dimostrare che questa recita, le intervistate son tutte attrici d’altronde, non è stata organizzata per creare una macchina del fango verso il tizio? Ci vuole molto a predisporre un copione e trovare dieci comparse per farglielo leggere?
Visto come è facile passare dal banco dell’accusa a quello degli imputati?

Da notare anche un’altra cosa: “i soliti attacchi contro quelle donne”; farei notare anche i soliti attacchi contro la Lucarelli, Luxuria o Rossella Brescia colpevoli di aver messo in dubbio le affermazioni di Asia Argento1.

Ma perché lo fanno in televisione, alle Iene, e non sono andate dai Carabinieri o in Procura? Non sappiamo quando sono accaduti i fatti, possiamo ipotizzare che risalgano a diverso tempo fa, forse ad alcuni anni fa. In Italia il Codice Penale (Art. 609-bis) stabilisce che la violenza sessuale è uno di quei reati per cui si procede in seguito a querela. Non è un reato per cui – salvo in casi particolarmente gravi come la violenza sessuale di gruppo o se sono coinvolti minorenni – si proceda d’ufficio. Le vittime hanno 180 giorni di tempo (sei mesi) per sporgere querela. Trascorso quel lasso di tempo non è più possibile farlo. Ed è per questo che Brizzi non risulta al momento essere sotto inchiesta. Ma oltre a questo particolare tecnico sono subentrate nelle vittime la vergogna, la paura di doverlo raccontare ai propri familiari, la sofferenza psicologica e il senso di impotenza comune a tutte le vittime di violenza sessuale

C’è una ratio per quel limite di tempo: passato tanto tempo come puoi dimostrare che c’è stata violenza? Piaccia o no in questo caso, come nel caso Weistein e come in molti altri casi analoghi, vedi Takei ad esempio, abbiamo racconti ma non abbiamo prove. E che si fa? la testimonianza di una presunta vittima diventa ipso facto prova valida per condannare? si usa il tribunale del bobolo internettiano per giudicare condannare e giustiziare, come quei bellissimi linciaggi che fanno tanto streghe di Salem?

Io vedo il rischio che per fermare una barbarie poi alla fine si arrivi ad una barbarie enormemente più grande. Voglio solo far notare una cosa a chiunque adesso sta andando in piazza ad urlare lo sdegno e chiedere “leggi speciali”; che anche robespierre a furia di epurare finì a sua volta epurato. Che venga colpito un marito, un figlio o anche una donna, esistono le molestie da lei a lei, non è un pericolo remoto, come le storie di Allison Mack e di Judith Grossman.


  1. Affermazioni che dopo quanto riferito dal padre e dal terrore di lei del mossad, perdono leggermente di credibilità. 

In america ci considerano sessisti a causa di “libero”

Torno a parlare della vicenda Argento.
Sinceramente l’ultima sparata “in america ci considerano sessisti per l’articolo di libero” l’ho trovata un capolavoro di comicità assoluta.

Premessa: l’immagine sottostante mostra quanta rilevanza io dia a cosa pensino alcuni media americani dell’italia:

Ecco la vastità del cazzo che me ne frega

Buffo, il credere che l’italia viva ossessionata dal sapere cosa pensano gli americani dell’italia? mi sembra un idea ultraprovincialotta dove la persona viveva nel terrore di quello che ne pensavano i vicini. Anni ed anni di autodeterminazione, nessuno può giudicare un altro paese ed adesso lo scandalo è l’aver fatto pensare che gli italiani son sessisti. Se il problema principale dell’italia è questo, che gli americani ci credano sessisti, beh da domani io inizio a compatire i poveri svizzeri, gli sfortunatissimi svedesi e i miserrimi finlandesi per il miserevole stato dei paesi in cui vivono…
Insomma il solito darsi un tono recitando la parte della snob che prende in giro il provincialotto. Buono per un revival della commedia sexy degli anni ’70.

Ci sarebbe anche da dire che chi ha fatto tutto il pasticcio non era italiano ma aveva la cittadinanza statunitense, così come i media che fino a ieri facevano la fila per baciare la santa pantofola. Direi che il detto evangelico su travi e pagliuzze (Luca 6,41-42in questo caso è molto, ma molto, appropriato.
Libero avrà anche la colpa di aver messo in dubbio il racconto della presunta vittima, ma due paroline due, su chi l’ha resa vittima e tutto il sistema intorno le vogliamo scrivere? Penso che molte accuse americane siano funzionali a schivare guano1; far indignare gli altri per il “sessismo” dell’italia può essere utile per schivare domande su quel pozzo di guano che invece è lo star system americano ed evitare che qualcuno cominci a chiedersi se il caso di Harvey era un “unicum” o no.2

Non ho molta simpatia per la Lucarelli e per Luxuria però c’è da dire che le loro obiezioni sulla vicenda, come tante altre come ad esempio quella della Aspesi, un minimo di fondamento lo possiedono3. Il confutarle con un “mi dovete credere perché se no gli ammerrigani pensano che siamo sessisti” lo interpreto come una zappa sui piedi, un voler sfuggire alle domande.


  1. il solito: io, nonostante abbia rubato cento euro, sono onesto perché confrontato con Berlusconi che ha rubato miliardi… la solita morale comparativa autoassolutoria. (corollario, confronto ad Hitler, Totò Riina è un Santo) 
  2. se stappano la fogna completamente alla prossima notte degli oscar i film esistenzialisti nordcoreani faranno incetta di statuette (per ovvia mancanza di concorrenza) 
  3. Stimo più loro che le tante altre vipis che si son buttate sulla vicenda non entrando nel merito prendendola come pretesto per tirar fuori il solito piangisteo pseudofemminista stereotipato. 

Blue bufala…

Puntualmente spunta l’appello contro i nazipedoterrosatanisti che se la prendono con i pampini e i media ci cascano con tutti e due i piedi.
L’ultimo in ordine di tempo è il blue whale, un caso da manuale di bufala che dimostra molto bene quanto si badi più a “strillare” la notizia che dare notizie valide.

Da notare come molti, dopo il tam tam dei media, abbiano abboccato alla bufala e alcuni pistoleri da tastiera abbiano già iniziato a sparare le loro stronzate contro chi c’entrava poco come ristoranti o app che mostrano innocui documentari sulle balene.

Non so se disprezzare di più i boccaloni che si son bevuti tutto o i giornalisti gli imbrattacarta che per qualche copia in più spargono bufale a piene mani. Il diritto/dovere all’informazione non credo coincida con il diritto a spacciare per verità assoldata qualsiasi stronzata venga sparata su un social network.

PS

Comunque c’è una buona notizia; alcuni hanno capito la bufala ed hanno posto in giro “meme” divertenti su di essa. Alla fine sarà l’ironia a salvare il web.

far rispettare la legge è vendetta?

Talvolta leggere certi articoli è molto interessante perché si nota, fra le righe, come si cerchi di nascondere parte delle informazioni e, per gettare più facilmente fango, si fondi l’articolo su colossali contraddizioni. E poi ci si stupisce di come la gente voti Trump. Sinceramente la lettura di un articolo simile mi fa pensare ai classici radical chic comunisti col rolex che fra un cineforum sul cinema cecoslovacco e una tartina al caviale si scandalizzano che la gente non sopporti la microcriminalità o non voglia avere immigrati clandestini risorse vicino. Ma dove si credono di essere quei pezzenti, proletari, a Capalbio Pontida?

(grassetti miei) fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/11/trump-la-vendetta-e-sugli-immigrati-centinaia-di-arresti-in-sei-stati-usa/3385344/

Di sicuro c’è stata un’ondata di raid degli agenti federali dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement) che nell’ultima settimana ha portato a un boom di arresti: diverse centinaia di immigrati irregolari sono stati prelevati nelle loro abitazioni e strappati alle loro famiglie ad Atlanta, Chicago, New York, Los Angeles. Sono città in gran parte governate da sindaci democratici contro cui Trump ha più volte puntato il dito, accusandole di proteggere rifugiati e immigrati che sono potenziali terroristi o criminali. E minacciando il taglio dei fondi federali.

L’offensiva – che riguarda soprattutto ispanici – è il risultato del decreto firmato dal presidente americano il 26 gennaio scorso, con l’obiettivo di inasprire la stretta sui clandestini che violano la legge. Ma – riportano diversi media americani – a finire in manette e ad essere “deportati” in queste ore non sono solo immigrati irregolari con la fedina penale sporca, ma anche molte persone senza precedenti o condannate per reati minori. Un aspetto, quest’ultimo, che differenzia queste operazioni da quelle messe in campo da Barack Obama.

Dalla lettura dell’articolo si capisce:

Per il giornalista l’immigrazione irregolare non è un reato. Che i clandestini che violano le leggi bisogna comprenderli e chiudere gli occhi perché poverini… e che la violazione della legge non è una variabile binaria ma un coefficiente reale. Quello che sosteneva Uriel: cioe’, commettete dei reati molto comuni, molto diffusi e poco perseguiti, allora siete ancora “onesti”.

I clandestini non hanno commesso reati, perché la clandestinità non è reato, ergo sono ancora onesti e quindi le azioni di Trump sono una persecuzione di poveri onesti (clandestini senza altri precedenti) o quasi onesti (clandestini condannati per reati minori).

Come scrissi a suo tempo: la vecchietta in fila alle poste per ritirare la pensione ha più paura che venga Previti a farle un falso in bilancio o del balordo che staziona fuori dalle poste?  La percezione di insicurezza, il non sentirsi tutelato dallo stato, il vedere che, cinicamente, il quartiere viene lasciato andare in vacca in nome di azzardati esperimenti sociali basati su un buonismo dissennato e completamente avulso dalla realtà aliena molte più simpatie, soprattutto da chi in quei quartieri deve viverci e non può scappare, di una depenalizzazione del falso in bilancio. E se lo stato fallisce allora entrano in ballo altre organizzazioni che ad esso si sostituiscono, vedi ad esempio la nascita della criminalità organizzata o i “signori della guerra” che sorgono in certi paesi durante le guerre civili. Senza considerare il fatto che le radici che alimentano la grande criminalità organizzata sono proprio i piccoli spacciatori, i piccoli balordi. E purtroppo è vero che i clandestini, proprio perché difficilmente possono trovare lavori “in chiaro” o essere regolarizzati, spesso devono giocoforza diventare la manodopera, quella di livello più basso, della criminalità.

Criticare la legge sull’immigrazione e sognare un mondo senza confini non è vietato, però, e questo articolo lo dimostra, diventa difficile sostenere contemporaneamente l’idea che sia giusta la violazione delle leggi che non si ritengono corrette e che le leggi debbano essere rispettate e fatte rispettare. Il succo dell’articolo è: Trump sta facendo rispettare la legge e non sta chiudendo gli occhi come Obama. Si rischiano rivolte e sommosse da parte dei clandestini? forse, però il far finta di non vedere il problema, alla Obama, non è una soluzione a lungo termine del problema. Però scrivere: Trump, come promesso in campagna elettorale, sta facendo rispettare le leggi sull’immigrazione, avrebbe causato qualche cortocircuito e rischiato di far andare la tartina al caviale di traverso a qualcuno.

PS nei commenti all’articolo ci son alcune, spassose confutazioni come:

Da oggi se un vigile applica la legge e da la multa a qualcuno per divieto di sosta siamo autorizzati a considerarla una “VENDETTA”.

 

Pornografia del dolore

Una delle cose che odio dei giornali è la “pornografia del dolore” che talvolta viene fatta a seguito di fatti “dolorosi”. Per pornografia del dolore intendo il mostrare persone piangenti e sofferenti, le interviste cretine ai parenti con domande inappropriate “ma lo perdona l’autore…” che, imho, giustificherebbero il linciaggio dell’intervistatore…

Domenica mattina è capitato, nella provinciale per Villasimius, strada in questo periodo dell’anno molto trafficata, uno scontro frontale con due vittime. La particolarità è che la convivente di una delle vittime ha appreso via facebook (credo da un gruppo ove si parla della situazione traffico di cagliari e zone limitrofe) da un testimone oculare che una delle auto coinvolte era quella del convivente.

Fin qui la notizia, nulla da aggiungere. Un giornale locale non si è limitato a dare la notizia secca ma ha anche mostrato gli screenshoot dei messaggi con i quali la donna chiedeva informazioni sull’incidente ad un testimone e le immagini del profilo della donna su FB. Mi chiedo a cosa sia servito ciò se non a stuzzicare curiosità morbose. Cioè qual’è il valore informativo di quello che lei ha scritto su faccialibro? che informazioni utili può dare? Non sarebbe il caso di essere discreti e rispettare il dolore altrui senza sputtanare, via facebook, la vita delle persone?

Purtroppo c’è da dire che il “guardonismo” paga e il gossip attira lettori…

Maledetto media

Gli intellettuali italiani non capiscono un cazzo 
Uriel

Il professo Eco ha svolto una lectio magistralis in occasione della laurea honoris causa e, in tale lezione ha detto:

“Da un lato è anche un fenomeno positivo ma d’altro canto i social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo qualche bicchiere di vino“.Secondo Eco “era stata la Tv anni fa ad aver promosso lo scemo del villaggio, rispetto a cui lo spettatore sisentiva superiore. Oggi Internet promuove lo scemo del villaggio a detentore della verità“. “Di solito al bar l’imbecille veniva subito messo a tacere, ora hanno lo stesso diritto di parola di un premio Nobel“, ha dichiarato.Secondo lo studioso alessandrino, che proprio 61 anni fa si era laureato a Torino in Lettere e Filosofia, internet è un gran calderone di “bufale”, che ci impone sempre di più l’esercizio di capacità critica e “filtraggio”. Una capacità che deve essere insegnata a scuola per far apprendere ai giovani come filtrare le mille informazioni che vengono dai siti.

Partiamo dalla fine: è vero che in internet trovi un sacco di fesserie ed è sacrosanto insegnare a filtrare e validare l’informazione visto che in internet non ci sono i filtri “a priori” che invece ci possono essere in una biblioteca od in una rivista(1). Affrontare internet senza tale capacità critica è un suicidio, sacrosanto. Su ciò concordo a pieno con il professor Eco.

Quelle invece in cui dissento fortemente sono:

“Oggi Internet promuove lo scemo del villaggio a detentore della verità” e “Di solito al bar l’imbecille veniva subito messo a tacere, ora hanno lo stesso diritto di parola di un premio Nobel”

Per quanto possa apparire stolto o controproducente è giusto che l’insigne nobel e l’imbecille da bar abbiano lo stesso diritto di parola. Entrambi hanno il diritto di esprimere, sempre nei limiti previsti dalla legge, il loro pensiero.Anche perché l’essere un insigne premio nobel non ti mette al sicuro dallo sparare cazzate clamorose, ad esempio Fo con gli OGM o Montaignier con l’omeopatia. Se invece di “diritto di parola” avesse parlato di “visibilità” avrei concordato a pieno. Io ho lo stesso diritto di parola di chiunque altro, non ho il diritto che a me, invece, venga data la stessa visibilità del premio nobel, che per “par condicio” le mie opinioni debbano avere lo stesso spazio riservato invece alle opinioni di qualche illustre studioso. Ecco perché nonostante in italia ci siano 30 milioni di CT della nazionale, la formazione la decide quello scelto dalla federcalcio.

Parliamo anche di internet: internet non ha colpe, o meglio è un mezzo che magari può agevolare o meno certi comportamenti ma non ne è causa diretta. Gli idioti esistevano anche prima di internet, solo che prima di internet era facile nascondere la polvere sotto il tappetto e lasciare che sul palco ci fosse solo chi veniva scelto dagli altri media, giornali, televisione etc. etc. Quello che riteneva di saperne di più di tutti, quello che “la chiesa ti uccide con l’onda“, quello che portava fotocopie di fotocopie dell’ennesima notizia bufala. C’erano, non si vedevano ma c’erano. E le notizie si diffondevano allo stesso modo. La colpa non è del media, non è mai del media. Una pistola non uccide, chi uccide è chi preme il grilletto.

Perché allora prendersela con la “pistola”? perché così si può sviare l’attenzione dal pistolero e dalle sue colpe. E le colpe, visto il livello di analfabetismo funzionale in italia o l’ignoranza galoppante, sono da cercare da altre parti invece che in internet. In primis scuole e università che hanno mancato ad un loro dovere fondamentale: insegnare il senso critico(2).

Parliamo di televisione; consideriamo i reality show e il grande fratello nello specifico. Perché il grande fratello e gli altri reality hanno avuto successo? perché adesso non vengono più trasmessi con la frequenza di prima? la risposta è semplice: ha avuto successo perché era alla moda e la gggente lo guardava e comprava i suoi prodotti diretti e/o derivati. Se le discoteche si contendevano gli ospiti della casa un motivo c’era visto che portavano clienti. Perché è stato chiuso? banalmente ha annoiato e non “vendeva” più come prima. Chi “vendeva” il grande fratello aveva interesse a vendere un prodotto, se il prodotto va allora si continua a vendere, se non piace più si cambia prodotto. La televisione, soprattutto quella commerciale, non crea esigenze nella massa ma cerca di soddisfarle proprio perché ha interesse a vendere(3).  Se la lettura delle opere di Eco facesse gli stessi ascolti che ha fatto benigni con la lettura della Divina Commedia le televisioni farebbero a gara a vendere le opere di Eco. Se l’interesse invece è allo stesso livello di quello dello chef tony al più finirà fra una televendita di coltelli e la pubblicità di qualche numero telefonico hard.

Il problema, che nessuno vuole ammettere, è che in italia abbiamo una massa di ignoranti convinti di essere grandi dottori, nessuno vuole ammetterlo perché il farlo significherebbe inchiodare alle proprie responsabilità scuole, università, famiglie. Significherebbe ammettere che non abbiamo la scuola più migliorissima del mondo che sforna i diplomati e i laureati più preparatissimi del mondo, significherebbe ammettere che a molti, e a molte famiglie, non interessa imparare, interessa solo avere pezzi di carta che aiutino a credersi competente. Significherebbe ammettere le proprie colpe. Meglio invece dare la colpa alla “strega” di turno, bruciarla affinché il popolo si senta mondo dei propri peccati.

(1) Difficilmente un bibliotecario serio classificherà, con la classificazione Dewey, testi sulla free energy o la medicina quantistica come fisica o medicina. Molto più probabile che vengano classificati come esoterismo e parapsicologia. E molto difficilmente le scienze pubblicherà articoli sull’ennesima incarnazione del motore a gatto imburrato spacciandolo come il futuro prossimo venturo. Cosa, il barattare fuffa come accreditate teorie scientifiche, che invece capita frequentemente su youtube.

(2) Il senso critico non è andare sempre in direzione “ostinata e contraria” giocando a fare i patarivoluzionari, ma è la capacità di analizzare un informazione e stimarne l’attendibilità, la coerenza e la completezza.

(3) Se la televisione avesse il potere di condizionare le masse allora la profezia di Eco del 2001 riguardo alle elezioni si sarebbe avverata.  Invece…