Sciacalli e puttane

Sembra che l’ordine dei giornalisti si sia “risentito” per le accuse di essere sciacalli e puttane partite dal governo e che stia sollevando alte grida in difesa della libertà di stampa.

Che dire? invocando il principio dell’orologio rotto penso che giggino stavolta abbia azzeccato; in italia c’è pochissimo giornalismo “vero” e tantissimo gossip; prima di lamentarsi delle accuse forse un poco di autocritica sarebbe stata gradita. Basta vedere questo esempio: viene data una notizia la cui fonte è FaceBook, non viene fatta alcuna verifica e quando i fatti, per come son stati narrati, vengono messi in dubbio con dubbi decisamente ragionevoli e fondati, si cerca di abbozzare e cambiare le carte in tavola. Se vogliamo anche altri esempi si può considerare anche questo caso un articolo costruito più per “indignare” e far condividere che per spiegare con obiettività. Per non parlare poi di quanti son diventati ricchi diventando il “novella2000” delle procure con la macchina del fango sempre attiva. Come nel caso di Ilaria Capua ad esempio.

Questo non è giornalismo; è un costruire una “narrazione” finalizzata a supportare le simpatie politiche vagamente ispirata ai fatti.

I giornali italiani vendono molte “narrazioni” e poche analisi fondate; e questo marginalmente spiega anche la crisi che stanno vivendo; perché pagare per leggere le stesse cose, indignanti, che si diffondono gratis su faccialibro o sugli altri social? Vorrei leggere analisi fondate ed opinioni autorevoli, per le chiacchiere di paese prendo direttamente qualche giornaletto scandalistico (che almeno pubblica qualche tetta in più).

Che dire in conclusione? Chi è causa del suo mal pianga sé stesso.

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il razzismo spiega la crisi dei media

A quanto pare le notizie su quanto siano razzisti gli italiani vanno per mode; in estate, a seguito del grave comportamento di Traini, andavano di moda le aggressioni poi, dopo che quella al bancomat a Sassari e l’uovo in faccia, si son rivelate la prima una bufala e la seconda una “goliardata”, le polemiche si son sgonfiate e molti indignati hanno taciuto imbarazzati.

Stessa cosa per le cameriere rifiutate, prima a venezia poi a tempio pausania. Vicende accantonate per le incongruenze del racconto nel primo caso e l’alluvione in Sardegna nel secondo.

Adesso la nuova moda è il cambio di posto nel bus, prima un caso a trento, anche esso poi rivelatosi una bufala e ora questo racconto,. Per amor di cronaca ci sarebbe anche quanto capitato nel volo ryanair ma  non si tratta di cittadini italiani.

Da notare che negli ultimi casi le fonti dei racconti sono stati post su facebook; post che, almeno in due casi, venezia e trento, si son rivelati essere bufale, e anche sull’ultimo racconto ho qualche dubbio.

Da notare come i fatti gravi di razzismo si stiano via via annacquando; una aggressione è un fatto grave, che qualcuno non voglia sedersi vicino a te in treno invece lo vedo, rispetto ad una aggressione, come un fatto molto meno grave.

Quindi mi chiedo quale sia l’utilità di far da gran cassa a tante storielle su FB solo perché aiutano a sostenere la propria tesi: “italia 2018 = germania 1935”, far sì che a furia di gridare “al lupo”, nessuno creda più ai lupi?

Beh signori se state tirando in maniera forsennata la volata a Salvini poi non scandalizzatevi se arriva primo al traguardo…

PS

A margine, io mi pongo una domanda: perché devo pagare il giornale per leggere cose che posso, legittimamente, trovare gratis su FB? Qual’è il valore aggiunto che fornisce il giornale alla storiella che gira su FB? Non è che più di “italiani zoticoni” il motivo della crisi è “giornali inutili”?

 

 

 

piccole differenze

Stavo leggendo questo articolo riguardo alla trasmissione sul rastrellamento del ghetto di Roma tenuta da Alberto Angela, articolo segnalatomi su FB da un mio contatto quando ho notato una cosa; il titolo che compare nell’articolo:

Alberto Angela convince con la sua puntata più politica. Sui social: “Stasera Ulisse è da guardare in silenzio”

è diverso dal titolo presentato su FB:

Anche l’Alberto Angela più ‘politico’ conquista i social: “Vi spiega cosa succede se continuate a odiare gli immigrati

screenshoot articolo su trasmissione di Alberto Angela

Devo dire che il titolo presentato su FB, e che compare se si preme il tasto condividi nel sito di Repubblica, mi aveva stupito: ad una prima distratta lettura la dichiarazione fra virgolette mi sembrava una dichiarazione di Alberto Angela e non avrei mai pensato che anche lui fosse un soldatino delle truppe che cercano di divulgare in ogni dove l’equazione lega=fascismo.

Il titolo della pagina web, forse cambiato successivamente, invece è molto più equilibrato ed onesto. Si capisce chiaramente che il virgolettato riguarda le reazioni dei social e non è una dichiarazione di Alberto Angela.

La dichiarazione di Alberto Angela, contenuta nell’articolo è molto equilibrata e neutrale, come d’altronde è giusto che sia, rispetto alla politica italiana:

“Dobbiamo parlare di queste cose – ha detto Angela – perché non vengano dimenticate. Dalla ex Yugoslavia al Ruanda i genocidi hanno continuato a esistere. Chi si occupa di Storia sa che con il passare delle generazioni i fatti si stemperano ma non deve succedere. Quel che è accaduto ai tempi dei nostri nonni, non lontanissimi, può accadere di nuovo. Ricordare è un vaccino, significa creare anticorpi affinché non accada mai più. Ed è importante che sia il servizio pubblico a fare questo passo”.

Non sta attualizzando e non ha parlato della situazione attuale come invece poteva apparire, ad una lettura distratta, il titolo dello snippet su facebook.

Ennesima prova che alcuni titoli possono essere fuorvianti e far fraintendere il contenuto dell’articolo. E il brutto è che molti invece criticano solo basandosi sul titolo; su twitter molti di una parte politica davano contro ad Angela pensando fosse un ennesimo giornalista “venduto” ed altri gioivano perché era stato arruolato, a sua insaputa, sotto le bandiere dei giusti. Quanto successo è un esempio plateale delle reazioni che può causare un’informazione poco curata.

 

Creare razzismo how to /14 – Judith ha lanciato una nuova moda?

Stavo cercando notizie sulla situazione meteo in sardegna, al sud si è in allerta rossa, quando ho visto questo articolo: “Non piaci ai clienti”: a Tempio rifiutata l’assunzione a un giovane africano.

Mi è venuto da pensare subito al “caso” di venezia. Noto che le cause di indignazione vanno “a moda”; adesso è di moda il datore di lavoro razzista e leghista che nega il lavoro al bovero immigrado per razzismo. Prima erano le persone di colore che erano tanto amate da sentirsi come attori in un porno interracial che di punto in bianco, dalla vittoria della lega, si son sentite come nell’alabama degli anni 50.

Devo dire che questo modo di agire lo trovo alquanto stupido: un datore di lavoro è libero di assumere chi vuole e non deve motivare in nessun caso il suo diniego. È liberissimo di dire che Tizio non l’ha convinto, che magari vuol fare altri colloqui, che ha trovato uno migliore. Far passare l’idea che il diniego sia sempre e solo dovuto al razzismo, classico modus operandi di molti SJW, significa fare continui spot pro salvini.

La notizia ha tutte le caratteristiche della fake news ed inoltre mostra molta della plateale idiozia di tanti antirazzisti che, convinti di agire a fin di bene finiscono a far disastri peggio di quelli che credono di voler evitare.

“Non piaci ai clienti”: a Tempio rifiutata l’assunzione a un giovane africano

Un gruppo di cittadini ha denunciato l’episodio sul web. I titolari della pizzeria si giustificano: dispiace ma qui il lavoro è a rischio

TEMPIO. La denuncia, sotto forma di lettera, sta facendo il giro del web. Gli autori si firmano come un gruppo di cittadini e l’intento che li ha spinti a scriverla è quello di rendere pubblico un fatto accaduto a Tempio che farà sicuramente discutere: a un giovane africano è stato rifiutato di lavorare in una pizzeria in modo da prevenire le possibili proteste dei clienti.

I titolari del locale non smentiscono l’accaduto. Tengono, anzi, a spiegare ciò che li ha spinti ad agire così, precisando che in passato (e si tratta di un fatto accertato) avevano assunto personale di diverse nazionalità

Dagli autori della lettera viene fuori una proposta-sfida e che potrebbe piacere a quella parte di clienti e consumatori che badano più alla qualità del servizio e del prodotto che alla nazionalità del lavoratore. «…Potrebbe accadere di scoprire che scegliere di giustificare le discriminazioni non paghi, perché i cittadini che si indignano per le ingiustizie sono più numerosi di quelli che le praticano».
Il servizio completo sul giornale in edicola e nella versione digitale

Le cose che non mi convincono:

a un giovane africano è stato rifiutato di lavorare in una pizzeria in modo da prevenire le possibili proteste dei clienti.
La stessa cosa che è capitata a Judith; peccato che la notizia sia stata data con i piedi e che ci siano fortissimi dubbi che sia falsa. Sarei curioso di sapere come ha fatto il comitato dei cittadini a sapere l’esatto motivo per il quale il ragazzo non è stato scelto. Il candidato datore di lavoro l’ha ammesso candidamente? dubito sia così idiota. E se anche fosse, un datore di lavoro ha tutto il diritto di assumere o non assumere chi gli pare senza doversi giustificare con nessuno così come chiunque è libero di andare nei ristoranti di suo gusto.

I titolari del locale non smentiscono l’accaduto. Tengono, anzi, a spiegare ciò che li ha spinti ad agire così, precisando che in passato (e si tratta di un fatto accertato) avevano assunto personale di diverse nazionalità
E lo ammettono così candidamente dicendo che in passato avevano assunto personale di diverse nazionalità? mah mi sembra un comportamento da imbecilli. Sarebbe bastato un secco “no comment”.

Dagli autori della lettera viene fuori una proposta-sfida e che potrebbe piacere a quella parte di clienti e consumatori che badano più alla qualità del servizio e del prodotto che alla nazionalità del lavoratore. «…Potrebbe accadere di scoprire che scegliere di giustificare le discriminazioni non paghi, perché i cittadini che si indignano per le ingiustizie sono più numerosi di quelli che le praticano».
Campagna virale per un locale “concorrente” più politically correct? vabbè che il commercio è una jungla ma l’abusare di accuse di razzismo per carpire qualche cliente in più spesso si traduce in un boomerang. Come avevo scritto anche nell’altro articolo: cosa penserà un “bianco” che si vede scartato? che al negretto basta piangere un poco di discriminazione per trovare lavoro?

Scegliere un negro perché negro è razzismo così come scegliere un bianco perché bianco. A furia di inventarsi casi di razzismo immaginari B->A si rischia di rinforzare il razzismo “reale” A->B. Poi quando le simpatie verso certe parti politiche crescono enormemente, forse sarebbe il caso di fare un poco di autocritica invece di raccontarsi tante balle autoassolutorie per la propria idiozia.

Io non ho visto la lettera, non son riuscito a reperirla su FB e non sono abbonato a “la nuova” per vedere l’articolo completo; ma ho il sospetto che sia un caso simile al caso di judith, la storia mi sembra troppo artefatta e troppo simile a quella di venezia per essere genuina.

Storie come queste sono tanti, ma tanti, voti per gli xenofobi… sinceramente:

Ma brutte teste di cavolo non vi rendete conto che inventare simili balle significa fare un’ottima campagna elettorale a Salvini, che per un voto di anticontroboicottaro che guadagnate ne portate dieci a Salvini? Volete che salvini perda voti? Buttate il cellulare, eliminatevi dai social e ritiratevi in un eremo nella foresta amazzonica, grazie. E non provate a giustificare le tremende batoste con favolette tipo che gli italiani stanno diventando tutti razzofascisti xenofobi.

Creare razzismo how to /13

Se benzina a piene mani spargi, lamentarsi dell’incendio stupido è. (maestro Yoda)

A quanto pare la notizia della ragazza respinta al colloquio di lavoro si è rivelato essere una bufala; qui Butac e qui Puente, che non son di certo diffamatori prezzolati al soldo di Salvini e Di Maio.

Ho notato che l’articolo che avevo citato nel post creare razzismo how to 12 è stato modificato; onor del vero va detto che è stato scritto in coda all’articolo che lo stesso è stato aggiornato due giorni dopo la pubblicazione.

Interessante un confronto fra la vecchia recuperata grazie a web archive e la nuova versione

la vecchia :

Venezia, respinta al colloquio di lavoro: «Non vogliono persone di colore». Brugnaro: «Un cretino»

La denuncia su Facebook di una ragazza di origini haitiane: «Quando il titolare del ristorante ha visto che ero nera se n’è andato lasciandomi basita. Io sono italiana». Brugnaro: «Le chiedo scusa a nome della città»

VENEZIA «Mi ha detto “Scusa, non è cattiveria, ma non voglio persone di colore nel mio ristorante perché potrebbe fare schifo ai miei clienti” e poi se n’è andato». Judith Romanello ha vent’anni e un inconfondibile accento veneto ma è nata ad Haiti. Qui i suoi genitori adottivi sono andati a prenderla quando era ancora una bambina. È appassionata di pallacanestro e vive a Spinea.
Qualche giorno fa si è recata a Venezia per un colloquio di lavoro come cameriera in un ristorante ma il titolare non le ha neanche chiesto il curriculum. Le ha spiegato che il colore della sua pelle era un problema per lui e poi se n’è andato senza nemmeno stringerle la mano. «Ho letto un annuncio su Subito.it e ho contattato questo ristoratore per chiedergli se potevamo vederci. Lui ha acconsentito e ci siamo dati appuntamento», racconta Judith in un video che ha postato su Facebook per denunciare l’episodio. «Quando sono arrivata mi ha guardata e mi ha detto “non voglio persone di colore perché ai miei clienti potrebbe far schifo che tu tocchi i loro piatti e non va tanto neanche a me”. Poi se n’è andato. Io sono rimasta basita».

e la nuova:

Judith a colloquio con La Mantia, ma il web non crede al suo racconto. Lei: «Non ho inventato nulla»

La denuncia su Facebook della ragazza di origini haitiane criticata dal web: «Denuncia generica, è in cerca di visibilità». E lei, intanto, incontra il famoso chef

VENEZIA Un racconto che per tanti inizia a «scricchiolare» e una seconda chance al lavoro. Sono giornate intense quelle che sta vivendo Judith Romanello che sul web, giusto tre giorni fa, aveva denunciato un grave episodio di razzismo. « Qualche giorno fa Judith racconta di essersi recata a Venezia per un colloquio di lavoro come cameriera in un ristorante «ma il titolare non le ha neanche chiesto il curriculum». Le ha spiegato che il colore della sua pelle era un problema per lui e poi se n’è andato senza nemmeno stringerle la mano. «Ho letto un annuncio su Subito.it e ho contattato questo ristoratore per chiedergli se potevamo vederci. Lui ha acconsentito e ci siamo dati appuntamento», racconta Judith in un video che ha postato su Facebook per denunciare l’episodio. «Quando sono arrivata mi ha guardata e mi ha detto “non voglio persone di colore perché ai miei clienti potrebbe far schifo che tu tocchi i loro piatti e non va tanto neanche a me”. Poi se n’è andato. Io sono rimasta basita».

Confrontando le due versioni cosa si nota?

  • Son spariti i suoi riferimenti all’essere di origini haitiane, di esser stata adottata e che le piaccia la pallacanestro.
  • Il nuovo titolo è in forma dubitativa ed apra con il colloquio della ragazza con il famoso chef, quasi che l’apertura del titolo sminuisca il seguito “il web non crede al suo racconto”.
  • Da notare nel titolo anche il gioco del “sandwitch”: Notizia positiva per lei: a colloquio con La Mantia, notizia negativa: “il web non crede”, notizia positiva: “io non ho inventato nulla”
  • Sono spariti, nel titolo, anche i riferimenti alle dichiarazioni del sindaco di Venezia, son riportate solo nel corpo dell’articolo, perché?

Cosa si può dedurre dai cambiamenti? che non è stata scelta la via dell’articolo “smentita”; un ci siamo sbagliati a pubblicare una storia non verificata ma si è cercato di mettere una pezza cambiando, in maniera sostanziale, l’articolo. Mi sembra un comportamento poco professionale. Alla fine le fake news tutti le fanno e tutti se le rinfacciano vicendevolmente,

Interessante anche il paragrafo aggiunto alla fine della nuova versione dell’articolo

Gli attacchi del web e la difesa
Ma ora la vicenda, per tanti, inizia a «puzzare»: dal popolo del web piovono le critiche e si diffonde il sospetto che la bella ragazza sia in cerca di popolarità. Fra i primi a prendere posizione la giornalista e blogger Selvaggia Lucarelli che punta il dito sul racconto nebuloso di Judith. «Dice di aver perso tutti i contatti telefonici, di non ricordare il nome di chi le ha fatto il colloquio – sbotta su Facebook – ma nessuno le ha chiesto nulla prima di farla diventare un caso nazionale?». Ma la stessa Judith rimanda al mittente ogni accusa: «Non mi sono inventata nulla, è tutto vero». Nel frattempo, per lei, proprio ieri, si è aperta una nuova occasione lavorativa: lo chef Filippo La Mantia, che ha aperto un nuovo ristorante, l’ha incontrata nel pomeriggio per un colloquio.

Vabbe’ che la Lucarelli è una garanzia di webtrollata mentre citare Butac (Michelangelo Coltelli) o qualche altro sbufalatore con un minimo di autorevolezza in più di Selvaggia non avrebbe deposto a favore della tesi “storia vera”.

Mi ha dato da pensare anche la notizia del colloquio: perché? Posso dire che l’impressione che ne ricava uno che ha dubitato della vicenda è che basti frignare via web di qualche discriminazione, possibilmente spendibile politicamente per attaccare la parte politica avversa, per avere da subito tante opportunità. Cosa andrebbe a pensare una ragazza che cerca anche lei lavoro come cameriera e vede questa vicenda? Penserà felice: “che bello, c’è ancora un Italia che non discrimina…” o penserà incazzata: “a quella sparaballe l’hanno assunta solo perché negra…”.

Temo che la risposta sarà la due, e, cosa peggiore che la rabbia che prova è anche, a mio avviso, giustificata. Un’altra persona che, magari era pro accoglienza e contro il razzismo ma che, diventando vittima del razzismo B->A non nasconderà simpatie verso il razzismo A->B.

Ecco spiegato con un esempio concreto il perché i partiti “xenofobi” e “razzisti” hanno successo, non son altro che la reazione a partiti che, a parole, si dicono antirazzisti e antixenofobi ma che in realtà sono altrettanto razzisti e xenofobi, ma B->A invece che A->B.

Una cosa che molti non capiscono, soprattutto nei media, è che i razzismi si sommano in valore assoluto, non algebricamente, tirar fuori razzismo B->A per curare quello A->B, non solo non funziona ma anzi innesca una spirale perversa che porta all’aumento di entrambi i razzismi.

Creare razzismo how to /12

Stavo leggendo la notizia della ragazza respinta al colloquio di lavoro perché nera. Devo dire che la vicenda mi è puzzata alquanto, ha tutte le caratteristiche della fake news e i giornali, visto che è funzionare alla storiella “italiani razzisti, migranti buoni” ci son cascati con entrambi i piedi. Non so se sia per malafede o semplice e banale dabbenaggine.

Quello che a me ha dato da pensare, sentendo il  titolo, è stata la plateale idiozia di chi ha fatto il colloquio di lavoro; ad un colloquio non è un obbligo far seguire una assunzione e non è un obbligo dover motivare perché la persona è stata scartata. Quella frase sarebbe solo idiozia gratuita, e dubito che il gestore di un ristorante sia così platealmente imbecille.

Leggiamo comunque criticamente la notizia (grassetti miei).

VENEZIA «Mi ha detto “Scusa, non è cattiveria, ma non voglio persone di colore nel mio ristorante perché potrebbe fare schifo ai miei clienti” e poi se n’è andato». Judith Romanello ha vent’anni e un inconfondibile accento veneto ma è nata ad Haiti. Qui i suoi genitori adottivi sono andati a prenderla quando era ancora una bambina. È appassionata di pallacanestro e vive a Spinea.

E cosa c’entra? l’attacco sembra scritto per carpire la simpatia e portarla verso la ragazza.

Qualche giorno fa si è recata a Venezia per un colloquio di lavoro come cameriera in un ristorante ma il titolare non le ha neanche chiesto il curriculum. Le ha spiegato che il colore della sua pelle era un problema per lui e poi se n’è andato senza nemmeno stringerle la mano. «Ho letto un annuncio su Subito.it e ho contattato questo ristoratore per chiedergli se potevamo vederci. Lui ha acconsentito e ci siamo dati appuntamento», racconta Judith in un video che ha postato su Facebook per denunciare l’episodio. «Quando sono arrivata mi ha guardata e mi ha detto “non voglio persone di colore perché ai miei clienti potrebbe far schifo che tu tocchi i loro piatti e non va tanto neanche a me”. Poi se n’è andato. Io sono rimasta basita».

Discriminazioni
Nonostante non sia la prima volta che Judith, come molti altri, viene discriminata per il colore della sua pelle, l’amarezza è stata tanta. «Io sono italiana e so che non tutti gli italiani sono così. Mi chiedo: 2018 c’è ancora questa lotta tra neri e bianchi? È una cosa che fa schifo – dice -. Io non voglio fare la vittima con questo video ma solo far riflettere, stiamo tornando indietro». Judith non ha fatto nemmeno in tempo a conoscere il nome del ristorante perché l’incontro è avvenuto in un luogo pubblico, nella zona del ponte delle Guglie. «C’è poco da commentare, è un episodio spiacevole – dice Ernesto Pancin, segretario dell’Aepe di Venezia -. È una vicenda strana, non è questo il modo di assumere il personale. A questa ragazza mi sento di dire di stare tranquilla che un buon lavoro presso i ristoranti di Venezia lo troverà sicuramente perché l’importante è sorridere, essere professionali e cortesi. Per il resto, si cresce insieme al locale. Esperienze come questa non devono portare a una delusione ma a far capire ancora meglio come selezionare un buon locale in cui lavorare».

L’ira di Brugnaro
In serata è arrivata anche la presa di posizione del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro: «Ho appreso adesso questa sconcertante vicenda! — ha scritto su Twitter il primo cittadino —. Comportamento assurdo, discriminatorio e soprattutto STUPIDO! Cara Judith ti chiedo ufficialmente scusa a nome della Città per questo episodio vergognoso! Farò di tutto per tentare di rintracciare questo cretino patentato».

Ci sono un sacco di cose che non tornano:

Ho letto un annuncio su Subito.it e ho contattato questo ristoratore per chiedergli se potevamo vederci. Lui ha acconsentito e ci siamo dati appuntamento (…) non ha fatto nemmeno in tempo a conoscere il nome del ristorante perché l’incontro è avvenuto in un luogo pubblico, nella zona del ponte delle Guglie

la ragazza legge un annuncio in cui si cerca personale e non chiede il nome del locale, o se lo chiede non le viene detto. Molto strano. Non sarebbe la prima volta che si usa un “annuncio civetta” per attrarre ragazze. Qui una banale ricerchina su google. Un locale serio non si comporta in questo modo. Ho una amica che sta cercando personale nella ristorazione. La prassi che segue è: contatto telefonico, invio via email del CV, con foto del potenziale candidato e, nel caso, colloquio presso il ristorante o l’ufficio del commercialista. Non colloqui alla “cieca” in strada.
Il tizio non le chiede il CV via email, fissa subito un appuntamento, non nel locale ma in un luogo pubblico. Sarò malfidente ma la questione avrebbe dovuto far scattare qualche “allarme” sulla serietà della persona contattata nella testolina della tizia. Per fortuna il tizio si è limitato ad insultarla; poteva finire peggio.

«Quando sono arrivata mi ha guardata e mi ha detto “non voglio persone di colore perché ai miei clienti potrebbe far schifo che tu tocchi i loro piatti e non va tanto neanche a me”. Poi se n’è andato. Io sono rimasta basita».

Arriva, si presenta e il tizio la insulta e scappa. Il rasoio di Occam direbbe uno scherzo di pessimo gusto, spiacevole ma è una cosa che capita abbastanza spesso anche a ragazze bianche. Perché in questo caso, e solo in questo caso parte l’indignazione a mille e negli altri casi neppure se ne parla nella cronaca locale?

«C’è poco da commentare, è un episodio spiacevole – dice Ernesto Pancin, segretario dell’Aepe di Venezia -. È una vicenda strana, non è questo il modo di assumere il personale. (…) Esperienze come questa non devono portare a una delusione ma a far capire ancora meglio come selezionare un buon locale in cui lavorare».

Puro, purissimo buon senso. Ha dovuto fare il diplomatico però ha fornito un parere sensato e corretto.

L’ira di Brugnaro
In serata è arrivata anche la presa di posizione del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro: «Ho appreso adesso questa sconcertante vicenda! — ha scritto su Twitter il primo cittadino —. Comportamento assurdo, discriminatorio e soprattutto STUPIDO! Cara Judith ti chiedo ufficialmente scusa a nome della Città per questo episodio vergognoso! Farò di tutto per tentare di rintracciare questo cretino patentato».

Pezza molto, ma molto, peggio del buco. Dubito che il sindaco si sdegni così tanto per qualche altra inc*ata tirata dai suoi concittadini. Perché in questo caso paga politicamente lo spararsi pose antirazziste. Perché per judith dichiarazioni roboanti e per filomena no?

Per questi motivi penso che la notizia, se vera, sia stata data male o sia una fake news; non c’è modo di risalire al colpevole, se vero c’è solo un annuncio ed un numero di telefono privato su subito, se falso la ragazza rischia grosso se lancia accuse indimostrabili. i SJW su twitter chiedevano il nome del ristorante per invocare la vendetta divina sul proprietario; se malauguratamente parte una accusa “non dimostrabile” si rischia di trovarsi a pagare colossali risarcimenti per “calunnia”.

Strano che questi dubbi non siano venuti al giornalista. Quello che mi fa ridere è che da una parte i giornalisti si pongono come i paladini della verità contro le fake news che impestano il web e dall’altra parte rilanciano acriticamente qualsiasi storiella possa colpire i potenziali lettori senza fermarsi cinque minuti a rifletterci sopra o magari cercare qualche altro riscontro.

Fare i paladini della verità spacciando fake news non è che sia l’ideale per dimostrare credibilità e professionalità.

 

 

 

Crisi al gruppo l’espresso

Trovo buffo che come ultima trovata pubblicitaria cerchino di farsi passare per martiri uccisi dal cattivissimo Di Maio.
Cosa che a me fa pensare a Godzilla (il gruppo l’espresso) che si scontra contro Giggino Rat Man (non me ne voglia l’ottimo Leo Ortolani) e le prende di brutto da Rat Man

Il problema de la repubblica è lo stesso del PD (d’altronde chi aveva la tessera n° 1?); non riesce a dire niente bloccato dalle proprie contraddizioni interne, è passato di moda.

Repubblica era il giornale dei duri e puri contro berlusconi, i buoni più buoni, quelli che urlavano nelle piazze legalità e onestà. quelli che “la magistratura non sbaglia mai”. E adesso, morto il berlusco, contro chi se la prendono? L’antiberlusconismo non attira più. Purtroppo son stati superati a sinistra dagli honesti più honesti e a destra da chi vorrebbe uscire dalla mentalità della guerra totale. Cosa dicono di interessante? poco, non vendono più, non interessano più.

L’ultimo rantolo è stata la campagna pro immigrazione, peccato sia costata dover rimangiare un sacco di sacri assiomi:

  • Inquisito = colpevole
  • La magistratura non sbaglia mai
  • Il popolo ha diritto di conoscere tutte le intercettazioni.

Aggiungiamo che si son alienati anche la parte del PD che si è sentita accusata da chi sparava la stronzata “Minniti = Salvini” e si capisce la tremenda emorragia di lettori.

Iene e matematica 2

A quanto pare l’unione matematica italiana ha accolto la sfida di Rubens e vuole vederci chiaro.

I Matematici accettano la sfida di Rubens (che svela il suo gioco) | VIDEO – Le Iene

Son curioso di sapere quali saranno i risultati dell’incontro.

Una piccola nota sul dialogo:

l’intervistatrice: “Adesso organizzeremo l’incontro; ma se poi la formula fosse sbagliata”

Rubens: “io son convintissimo che sia corretta, mi devono dimostrare a loro volta che è sbagliata”.

Nelle scienze, ed anche in matematica, non funziona in questo modo: è chi chi afferma che deve dimostrare, non chi non crede a dover “smontare”.

Spero non vogliano fare disinformazione sulla matematica come è stata fatta per l’esperimento del gran sasso dipingendo gli scienziati come degli ottusi incapaci di riconoscere il vero talento.

Cosa per il resto abbastanza falsa: la storia della matematica è piena di “ragazzi prodigio” riconosciuti dalla comunità dei matematici.

PS

Ho visto la soluzione al suo problema; è corretta ma mi sembra alquanto complicata.  Da matematico direi poco elegante. Non c’è bisogno di scomodare la formula generale delle terne pitagoriche.

Un palese caso di razzismo

Vi invito a leggere attentamente questa, squallida, notizia.

Sorgente: Parma, 21enne violentata per 5 ore: il presunto stupratore è un noto imprenditore. Sequestrati strumenti di tortura

Parma, 21enne violentata per 5 ore: il presunto stupratore è un noto imprenditore. Sequestrati strumenti di tortura

«Uno come me in galera?». Federico P***, assai conosciuto commerciante di abbigliamento di Parma, 46 anni, ha reagito così quando i poliziotti della squadra mobile lo hanno portato dai loro uffici al carcere, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare che ha raggiunto anche il nigeriano Wilson Ndu A***, accusato di essere pusher e suo presunto complice: i due sono accusati di aver violentato per ore e picchiato una giovane di 21 anni, nell’attico di Pesci, il 18 luglio.

La 21enne – secondo gli inquirenti e i medici – è stata segregata e violentata per cinque ore, anche usando utensili e fruste. Pesci è molto conosciuto in città: proprietario di una catena di negozi di abbigliamento sulla via Emilia Est, è anche un assiduo frequentatore dei locali della movida, nonché appassionato di motociclette e fidanzato. P*** ha agito con l’aiuto di un 53enne nigeriano, Wilson Ndu A***. Entrambi sono stati arrestati dalla Squadra Mobile di Parma.

La vicenda è squallida, è giusto che la polizia indaghi e che si faccia luce. Ma non voglio parlare di quello squallore quanto del fatto che, quando un caso di cronaca nera riguarda, non come vittima, uno straniero puntualmente qualcuno salta su e comincia ad urlare ai “titoli razzisti” che stuzzicano gli xenofobi.

In questa squallida notizia ci son due arrestati, un italiano ed un nigeriano. Perché nel titolo si parla solo dell’italiano? A colori invertiti credo che ci sarebbe stato un enorme codazzo di polemiche: “due tizi, uno bianco ed uno nero, fanno qualcosa di grave e il titolo strilla solo del negro.”? Apriti cielo.

Eppure riguardo a questo plateale caso di razzismo non sto sentendo proteste per il titolo. Occhio che al prossimo “titolo scandalo” che riguarda un diversamente pigmentato qualcuno potrebbe tirar fuori questo titolo e chiedere come mai non si è protestato per un “titolo scandalo” riservato solo al viso pallido.