Apologia di fascismo, facciamo un poco di chiarezza

L’italia è il paese dove molti confondono il codice penale con il fantadiritto basato sulle castronerie scritte dai giornali. Ad esempio il celebre reato commesso da Berlusconi con Ruby: “sesso con minorenne”. Peccato che tale reato non esista in italia, esiste il reato di violenza sessuale, violenza che viene sempre presunta se un partner ha meno dell’età del consenso, ed esiste il reato di prostituzione minorile. Con una sedicenne consenziente un novantenne invece può, in maniera del tutto lecita e legittima, farci tutto il kamasutra acrobatico1.

Idem per l’apologia di fascismo, nazicomunismo eccetera.

La costituzione (XII disposizione provvisoria e finale) è chiara

È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.

Vieta la riorganizzazione del partito fascista sotto qualsiasi forma.

Quella disposizione venne recepita dalla così detta legge Scelba che è molto chiara su cosa sia da intendersi come “riorganizzazione del partito fascista” (qui il testo vigente della legge); gli articoli interessanti sono l’articolo 1, 4 e 5 (grassetti miei).

Art. 1
((Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalita’ antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle liberta’ garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attivita’ alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista)).

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Art. 4.
(Apologia del fascismo) Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalita’ indicate nell’articolo 1 e’ punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire duecentomila a lire cinquecentomila.
((Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalita’ antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena e’ della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni)).
La pena e’ della reclusione da due a cinque anni e della multa da cinquecentomila a due milioni di lire se alcuno dei fatti previsti nei commi precedenti e’ commesso con il mezzo della stampa. La condanna comporta la privazione dei diritti previsti nell’articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale, per un periodo di cinque anni.

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Art. 5.
(Manifestazioni fasciste) ((Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste e’ punito con la pena della reclusione sino a tre anni e con la multa da duecentomila a cinquecentomila lire. Il giudice, nel pronunciare la condanna, puo’ disporre la privazione dei diritti previsti nell’articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale per un periodo di cinque anni)).

Da notare alcune cose: la legge, all’articolo 1, da attuazione alla costituzione vietando la creazione di un partito che persegue finalità antidemocratiche analoghe a quelle perseguite dal partito fascista usando i metodi descritti nell’articolo.

L’articolo 4 e 5 invece vietano l’esaltazione del fascismo e la sua apologia e le sue manifestazioni; per capire cosa si intenda per apologia è interessante leggere due sentenze della corte costituzionale (sentenza 1/1957 e  sentenza 74/1958)

(…) L’art. 4 va esaminato in rapporto al primo comma della XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione, che statuisce: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.

Come risulta dal contesto stesso della legge 1952 (le cui norme, ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 10, cesseranno di avere vigore appena saranno state rivedute le disposizioni relative alla stessa materia del Codice penale), l’apologia del fascismo, per assumere carattere di reato, deve consistere non in una difesa elogiativa, ma in una esaltazione tale da potere condurre alla riorganizzazione del partito fascista. Ciò significa che deve essere considerata non già in sé e per sé, ma in rapporto a quella riorganizzazione, che è vietata dalla XII disposizione.

Trattasi non di una istigazione diretta, perché questa è configurata nell’art. 2 della legge 1952, bensì di una istigazione indiretta a commettere un fatto rivolto alla detta riorganizzazione e a tal fine idoneo ed efficiente.

La riprova che l’apologia, in realtà, consista in una istigazione indiretta si desume dall’art. 414 del Codice penale (che non trovasi modificato nel progetto preliminare per la riforma del detto codice, redatto dall’ultima Commissione ministeriale), articolo il quale – sotto l’intestazione “Istigazione a delinquere” – nell’ultimo comma prevede precisamente l’apologia di uno o più delitti. Appunto per ciò la dottrina ha ritenuto che il reato di apologia costituisca una forma di istigazione indiretta.

Consegue che non può istituirsi il raffronto, che è stato dedotto, tra l’art. 4 della legge n. 645 del 1952 e l’art. 21 primo comma della Costituzione.

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(…) Chi esamini il testo dell’art. 5 della legge isolatamente dalle altre disposizioni, e si limiti a darne una interpretazione letterale, può essere indotto, come è accaduto alle autorità giudiziarie che hanno proposto la questione di legittimità costituzionale, a supporre che la norma denunziata preveda come fatto punibile qualunque parola o gesto, anche il più innocuo, che ricordi comunque il regime fascista e gli uomini che lo impersonarono ed esprima semplicemente il pensiero o il sentimento, eventualmente occasionale o transeunte, di un individuo, il quale indossi una camicia nera o intoni un canto o lanci un grido. Ma una simile interpretazione della norma non si può ritenere conforme alla intenzione del legislatore, il quale, dichiarando espressamente di voler impedire la riorganizzazione del disciolto partito fascista, ha inteso vietare e punire non già una qualunque manifestazione del pensiero, tutelata dall’art. 21 della Costituzione, bensì quelle manifestazioni usuali del disciolto partito che, come si è detto prima, possono determinare il pericolo che si è voluto evitare.

La denominazione di “manifestazioni fasciste” adottata dalla legge del 1952 e l’uso dell’avverbio “pubblicamente” fanno chiaramente intendere che, seppure il fatto può essere commesso da una sola persona, esso deve trovare nel momento e nell’ambiente in cui è compiuto circostanze tali, da renderlo idoneo a provocare adesioni e consensi ed a concorrere alla diffusione di concezioni favorevoli alla ricostituzione di organizzazioni fasciste.

La ratio della norma non è concepibile altrimenti, nel sistema di una legge dichiaratamente diretta ad attuare la disposizione XII della Costituzione. Il legislatore ha compreso che la riorganizzazione del partito fascista può anche essere stimolata da manifestazioni pubbliche capaci di impressionare le folle; ed ha voluto colpire le manifestazioni stesse, precisamente in quanto idonee a costituire il pericolo di tale ricostituzione.

Quindi:

1- l’apologia del fascismo finalizzata alla ricostituzione del partito fascista è già presente nella legge Scelba, attualmente in vigore.

2 -Come precisato dalla corte costituzionale, a meno che non sia finalizzato alla ricostituzione del partito fascista o la creazione di un partito che persegue la presa del potere mediante lotta armata ed altri sistemi fascisti, l’esaltazione di mussolini, l’indossare una camicia nera o fare il saluto romano rientra nelle manifestazioni di libertà di pensiero.

3 – Alla luce delle sentenze della corte costituzionale la norma Fiano, che mira a vietare l’esposizione di simboli fascisti o qualunque parola o gesto che ricordi il regime fascista, rischia di essere considerata “incostituzionale” in quanto in contrasto con l’articolo 21. Terra terra: finché io non prendo le armi contro lo stato o miro a riorganizzare il partito fascista posso raccontare che mussolini sia stato lo statista più grandissimo del mondo, vestirmi da balilla e cantare a squarciagola faccetta nera2.

4 – Ripeto il legislatore ha inteso “punire” chi mira a ricostituire il partito fascista, non chi ha causato più di X morti. Le polemiche su chi abbia fatto più merda fra comunismo, nazismo, fascismo o turbocapitalismo liberista c’entrano con le disposizioni della costituzione come i cavoli a merenda.

5 – Paradossalmente se io fondassi il Partito Rivoluzionario del Popolo del grande Pdor (figlio di Kmer) che mira a prendere il possesso dello stato con le armi e trasformarlo nella teocrazia di Pdor ove governeranno solo gli eletti di Pdor e gli altri, gli uomini della terra dei fichi d’india, verranno condannati a lavorare con il sudore della fronte e partorire con dolore, sarei condannabile per la legge Scelba.


  1. un bel modo per morire. 
  2.  guardacaso canzone non gradita al regime fascista proprio perché parlava di integrazione “faccetta nera sarai Romana…” e di rapporti paritetici con gli abitanti delle colonie.
    Ma queste persone sanno che Benito Mussolini odiava Faccetta nera? Aveva addirittura tentato di farla bandire. Per lui era troppo meticcia: inneggiava all’unione tra “razze” e questo non era concepibile nella sua Italia imperiale, che presto avrebbe varato le leggi razziali che toglievano diritti e vita a ebrei e africani. Oggi però, ed è qui il paradosso, il regime fascista è ricordato proprio attraverso questa canzone che detestava.
    fonte: https://www.internazionale.it/opinione/igiaba-scego/2015/08/06/faccetta-nera-razzismo 

Nello scontro fra neofascisti e clandestini chi perde è lo stato

Il “giustiziere della notte” era un bel film con charles bronson. Racconta la storia di un ingegnere Paul Kersey al quale un gruppo di balordi uccide la moglie e violenta la figlia. Vedendo che la polizia è impotente contro la microcriminalità decide di farsi giustizia da solo. La fine del film è emblematica; finalmente la polizia lo scopre ma l’indagine viene insabbiata sia perché Kersey, soprannominato il giustiziere della notte, è un eroe per la popolazione, già iniziavano a spuntare degli emuli, sia perché il suo arresto avrebbe causato maggiore sfiducia nella polizia. Quindi Kersey invece di venire incriminato venne semplicemente convinto a smettere e trasferirsi a Chicago.

Ad Ostia sta capitando qualcosa di simile; molti sono infastiditi da venditori abusivi insistenti, parcheggiatori abusivi e microcriminalità; spesso la soluzione proposta al problema è il negare il problema: dici che sei infastidito solo perché sei un fasciorazzista e tonnellate di retorica su accoglienza, fratellanza e ammore. Che poi pensando ad esempio ai fatti di Capalbio, ci si rende conto che tali trombonate son solo tentativi di fare tanto i froci con il culo degli altri.

Questo è quanto capitato ad Ostia

fonte:http://www.corriere.it/video-articoli/2017/07/10/ronde-casapound-spiaggia-ostia-cacciati-venditori-ambulanti/082ad9d4-6553-11e7-a5ea-ffe2be8246f0.shtml?refresh_ce-cp

Un blitz anti ambulanti i sulla spiaggia di Ostia con tanto di pettorine con la scritta CasaPound. È accaduto ieri sul litorale romano, dove la scena è stata ripresa da un video. «I venditori abusivi – sostiene nel filmato Luca Marsella, responsabile locale di Cpi – oltre a cianfrusaglie di dubbia provenienza, vendono anche bibite facendo concorrenza sleale ai legittimi concessionari delle strutture che invece sono sovente tartassati da controlli di vigili». I militanti di CasaPound erano circa una quindicina.

(…)

A promettere che il blitz sarebbe stato segnalato alla polizia era stato Domenico Vulpiani, commissario di Ostia: «Sono atti di forza che non possono essere tollerati», aveva sottolineato il prefetto definendo l’iniziativa di CasaPound «strumentale». Anche perché sull’abusivismo commerciale c’è un «piano di controlli della polizia locale d’intesa con la capitaneria di porto» che riguarda i 18 chilometri circa del litorale. E infatti il Comando generale della municipale ricorda che i controlli vengono effettuati «dall’inizio di giugno ogni fine settimana» e che «finora sono centinaia i sequestri di migliaia di articoli illegali e merce alimentare non tracciabile».

Io vedo molti paralleli con il “giustiziere della notte”: la polizia non è percepita come funzionante ed efficace si aprono praterie per i “giustizieri” pronti a carpire simpatie ed a presentarsi come i buoni contro i cattivi ed uno stato connivente con i cattivi1. In pratica lo stato non viene percepito come utile od efficace ma solo un nemico da abbattere. Questo è quello che è realmente capitato in italia negli anni ’20. Un governo debole ed inconcludente incapace di accontentare la richiesta di sicurezza della piazza, azioni confuse e sconclusionate. Logico che all’anarchia ed al caos molti preferirono i pagliacci in camicia nera pensando, erroneamente, che era solo una cura passeggera per eliminare il pericolo “rosso” e calmare i “bianchi”. Tragico errore che si pagò con conto salatissimo.

La colpa di Ostia è dello stato assente; se non ti attivi per risolvere il problema o peggio, fai finta di non vederlo per motivi politici, evitare accuse di razzismo e fascismo gratuite2, poi qualcuno lo risolve, male, ma si prende il merito della risoluzione. La situazione è grave e merita un intervento un poco più coordinato di una semplice incriminazione di casa pound. Occorre sia far capire che il “monopolio della forza” lo ha solo lo stato ed occorre però anche far vedere che lo stato lo usa contro tutti quelli che evadono le leggi, siano essi wannabe punisher o venditori abusivi, è l’unico modo per disinnescare la situazione. L’alternativa è il trovarsi tanti emuli del Giustiziere in giro con uno stato che alza le braccia e si arrende. Ironico: per evitare accuse “pretestruose” di fascismo3 si lascia la piazza ai fascisti veri.


  1. piaccia o no New York è stata riportata in carreggiata grazie alla “cura Giuliani” non di certo grazie a tonnellate di ipocrisia fintobuonista sulla comprensione e l’accoglienza. 
  2. alla fine “fascista” nel linguaggio dei “compagni” ha perso qualsiasi riferimento al fatto storico ed è diventato sono un sinonimo di: “idea che non mi trova d’accordo”.
    “per me il cioccolato fondente è migliore di quello al latte”; “Fascistaaa!!!!”. 
  3. non ci si può dire “per la legalità” e poi pretendere che le leggi vengano applicate “con intelligenza”, ovvero chiudendo tutti e due gli occhi, a seconda della simpatia verso l’inquisito. Se il commercio abusivo è vietato dalla legge va represso, se il divieto di commercio abusivo è troppo gravoso allora si abbiano le palle di chiedere l’abolizione di tale legge. Avere una legge ed applicarla ad arbitrio a seconda di come girano è la cosa peggiore possibile. 

i miei due centesimi sulla legge contro l’apologia di fascismo.

Stavo leggendo le polemiche sulla legge Fiano, la legge che, come erroneamente riportato dai media, dovrebbe punire l’apologia di fascismo.

Personalmente lo ritengo un grave errore per un sacco di motivi:

Prima considerazione; esiste già una legge che vieta l’apologia di fascismo: la legge Scelba; per come è stata annunciata nei media la legge Fiano sembra essere un doppione della legge Scelba. Sarebbe stato interessante sapere come mai la legge Scelba venga considerata oramai inadatta e occorra correggerla. Annunciare una legge per vietare l’apologia del Fascismo senza spiegare è annunciare un doppione.

Seconda considerazione: “blindare” una legge accusando chi non la condivide di essere pro fascisti (o pro omofobi o pro femminicidio…) è il modo migliore di sputtanare tale legge. Dividere il mondo in buoni buonissimi contro cattivi cattivissimi, ragionare “chi non è con noi al 100% allora è contro di noi”, chi non condivide la legge è un “omofobo femminicida fascista pedofilo nazista satanista che parcheggia il SUV in tripla fila e crede alla nipote di Mubarak” è il modo migliore per convincere i moderati, dell’una e dell’altra parte, che tale legge è solo il sogno morboso di un gruppo di folli esaltati, comportamento che poi porta a far fallire l’approvazione della legge perché i moderati pian piano si ritirano.

Terzo: ho come l’impressione che il PD stia usando il babau del fascismo per far coagulare tutte le sinistre a far quadrato contro il fascismo, idea sciocca e demenziale. Tutte le volte che il collante della sinistra è stato il mero antiqualcosa o è finita in una disfatta come nel 2001 oppure, come nel 2006, si è vinto, non si è riusciti a convincere e si è implosi perché appena il pericolo nero si occultava poco poco cominciava la solita, demenziale, gara a chi era il più puro che doveva epurare tutti. Votare una coalizione solo perché antifascista oramai viene percepito come una stupidaggine. Trovare insieme gente che fino al giorno prima si dava vicendevolmente ed allegramente del fascista (Renzi Vs ANPI). Quanto tempo riusciranno a stare assieme1 ?

Quarto una legge non può impedire alle persone di essere idiote, una legge può solo impedire, e sanzionare, i comportamenti da idiota. Non sarà una legge ad impedire ad un testa di cavolo di segarsi davanti ad un busto di mussolini o a non fargli credere che i gay facciano schifo o che il “pater familias” ha diritto di vita e di morte su tutti. Però puoi, e devi, bacchettarlo quando tenta di attuare i suoi deliri.

Quinto: quella legge è scritta male e ha più controindicazioni che benefici; fonte: http://www.ilpost.it/2017/07/10/m5s-legge-apologia-fascismo/

La proposta di legge di Fiano si chiama “Introduzione dell’articolo 293-bis del codice penale, concernente il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista”. La proposta ha un unico articolo e dice:

«Nel capo II del titolo I del libro secondo del codice penale, dopo l’articolo 293 è aggiunto il seguente:

Art. 293-bis. – (Propaganda del regime fascista e nazifascista). – Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici».

La proposta vuole dunque introdurre nel codice penale una nuova fattispecie relativa al reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. Sono già in vigore delle leggi in materia, la numero 645 del 20 giugno 1952 (la cosiddetta legge Scelba) e la numero 205 del 25 giugno 1993 (la cosiddetta legge Mancino). L’obiettivo della proposta vuole però delineare una nuova fattispecie che consenta di colpire solo alcune condotte che considerate individualmente non rientrano nelle normative già esistenti.

è una legge facilmente aggirabile, non esalto mussolini esalto la “romanità” e l’impero romano. (mi vietano il busto di giulio cesare?). Compro in stati esteri “per motivi di collezionismo”, sparo stronzate su siti esteri o in darknet. Siamo seri chi si imbarcherebbe in una rogatoria internazionale per trovare l’idiota che ha scritto “W il duce” in un sito/forum estero?
Poi come distinguere la propaganda “per esaltazione” dalla divulgazione “per storia”? Si entra in un ginepraio dal quale è difficile uscire. Meglio punire, solennemente, chi viola la legge scelba e chiudere un occhio sulle trollatine di bassa tacca.

Sesto: è stupido trasformare il fascismo in un tremendo babau; in primo luogo dimostri che ne hai ancora paura e quindi implicitamente riconosci il suo potere. E questo può spingere qualcuno a scegliere di sostenere Satana. E poi perché avere paura del fascismo e non del comunismo, della mafia o del terrorismo internazionale? Rendi il fascismo speciale e paradossalmente lo rendi accattivante per alcuni. Mentre dire: “idioti che credono a finte storie su una ideologia oramai morta, siamo in democrazia possono adorare chi gli pare, il duce, riina, lex luthor o il pinguino, finché rimangono nei binari della legge. Chi scrisse la legge Scelba fu furbo a voler sanzionare solo i tentativi di eversione ovvero la riscostituzione del partito fascista o di partiti che si richiamassero esplicitamente ai suoi sistemi per prendere il potere e a lasciar perdere le chiassate. Anzi poter dire “è grazie alla democrazia che voi potete dimostrare la vostra idiozia” rimane uno smacco per molti.

Settimo, e ultimo. questa legge così come le leggi sull’omofobia, il femminicidio ed altre simili sono realmente liberticide e possono essere usate maliziosamente per “chiudere la bocca a chi non è d’accordo”. Ricordo che vendola, a seguito delle polemiche riguardo al figlio che il suo compagno ha avuto grazie all’utero in affitto, rispondeva dando dell’omofobo a chiunque lo criticasse. Qualsiasi critica alla Kyenge, anche se corretta e validamente motivata, era a causa del razzismo, qualsiasi critica alla Boldrini, anche se corretta e validamente motivata, un attacco a tutte le donne.
Ci vuol poco a bollare come “fascista” e razzista chiunque non sia d’accordo all’accoglienza totale ed incondizionata di chiunque raggiunga in un modo o nell’altro il suolo italico o chiunque avanzi qualche dubbio sulla legge per lo ius soli.  Il solito sogno di vincere per squalifica dell’avversario. Si son visti i danni che tale tecnica ha creato quando è stata usata per eliminare politicamente mr. B.


  1. Semplice, il tempo di coesione è un tempo tale da essere contenuto all’interno del limite di indeterminazione di Heisenberg. 

leggi approvate per ricatto morale

Stavo leggendo le reazioni all’idea del moVimento di non votare lo ius soli e ho notato che, come al solito, quando non si trovano argomento “pro legge”, si ricorre agli argomenti “contro gli oppositori”.

Come già visto per l’omofobia, altra proposta di legge pessima ed inutile, chiunque si oppone alla legge sullo ius soli non è perché la legge non è scritta bene o crea molti più pasticci di quanti ne pretenda di risolvere1 ma solo perché è un becero razzista tale da far sembrare Hitler un agnellino. Così come chiunque è contrario alla legge sull’omofobia, magari perché come il sottoscritto pensa che sia meglio applicare le leggi già in vigore, leggi che puniscono le molestie, la diffamazione e le calunnie, le aggressioni e la violenza gratuita, che approvare l’ennesima, inutile, legge facciata.

“vostro onore non l’ho pestato a sangue perché omosessuale ma solo perché è un secchione di merda e per di più ciccione, terrone e appassionato di neomelodici”.
“ah non è omofobia: assolto allora”.

Non ci si rende conto che è proprio questo modo di agire a trasformare qualsiasi dibattito pubblico in uno scontro epocale ed a esasperare gli animi. E se si va alla guerra poi, che si vinca o si perda, rimangono rovine. Non sposo acriticamente Salvini e la lega (una terza linea promossa per mancanza di prime e seconde linee politiche di razza) ma sinceramente prendermi del razzista solo perché non sostengo una legge cretina mi fa girare un poco le scatole. E come me penso capiti a molti. Magari la prossima volta che ci si strappa le vesti per l’exploit della destra forse sarebbe meglio riflettere sulle strategie comunicative e rendersi conto che il vedere satana ovunque ci sia qualcuno che non è al 100% in accordo con noi non è una delle strategie politiche ottimali.


  1. uno su tutti: i genitori Caio e Caia hanno una cittadinanza non italiana ed il minore, Tizietto ha la cittadinanza italiana. Ciò porta ad un sacco di problemi legati al diritto internazionale; se Caio e Caia tornano al paese e divorziano, chi dovrebbe decidere per Tizietto? il tribunale del paese di Caio e Caia o il tribunale dei minori Italiano? Grossi casini per capire, in molti casi, quale debbano essere le leggi cui fare riferimento. oppure per l’obbligo scolastico: Caio e Caia tornano al paese d’orgine, Tizietto, che scuole deve frequentare? 

Il treno del giustiziere della notte

Stavo leggendo le notizie del treno ventimiglia – torino e della baby gang che vi ha imperversato.  Ciò che mi è venuto in mente, e che temo, è che compaiano i giustizieri della notte. Quando lo stato palesemente non funziona, abdica, anche se con tante belle parole, al suo ruolo di “protettore” dei cittadini, i predetti o si fanno giustizia da soli oppure appoggiano chi fornisce loro protezione. In ogni caso lo Stato ne esce con le ossa rotte.

Chi si è trovato a vivere quella situazione, dopo aver visto che l’intervento delle FFOO è stato perfettamente inutile cosa farà? la tentazione di votare chi da risposte sbagliate a domande giuste diventa forte. E diventa sostegno fanatico quando invece di comprensione trovi benaltrismo: “ma i politici yabba yabba…”, accuse di razzismo, “anche gli italiani lo fanno…”  e buonismo a 3€/Kg “ma bisogna comprenderli, noi dobbiamo (che in realtà significa voi dovete) espiare le colpe del colonialismo, di questo e quello…”

Risultato: un ottimo brodo di coltura per mafiosi e nazistoidi. L’ascesa del nazismo è stata favorita anche dall’abdicazione dello stato, dalla sua ignavia nel proteggere i cittadini, nel garantire la sicurezza e nell’aiutare chi desiderava vivere nell’ordine a viverci. Non è stato generato solo da un anticristo piovuto, non si capisce bene come, dal cielo.

Bisogna intervenire in maniera decisa, sia per “insegnare” alle risorse sia per “dimostrare” agli altri che ci son paletti da non superare. L’alternativa è mandare tutto in vacca, trovarsi quartieri e zone della città che oramai diventano uno stato nello stato, dove la legge non è quella civile ma la legge che i balordi impongono loro.

Mi è capitato di insegnare in corsi di formazione professionale, corsi organizzati per recuperare studenti dispersi e far loro imparare un mestiere. Nello specifico era un corso per meccanici operatori con macchine a controllo numerico. Corso organizzato per levare dalla strada quelli che oggi chiamerebbero “neet” e tentare di far imparare loro un lavoro con il quale si sarebbero potuti mantenere. La classe, come quelle degli altri corsi attivati, aveva molti problemi di disciplina. La cattiva disciplina è stato un crescendo rossiniano di rotture di scatole. L’essere gruppo, da parte degli studenti ed il senso di impunità dovuto al fatto che il responsabile dei corsi non faceva altro che dire: “bisogna comprenderli, se li molliamo son persi, sorvolate, comprendete, chiudete un occhio” in realtà li spingevano ad alzare continuamente la posta. Prima il chiasso in classe, poi il giocare con le suonerie durante la lezione, poi l’iniziare a rispondere male al docente che li riprendeva. Alla fine c’è stata l’ultima spiritosata: un ragazzo ha staccato dal muro un estintore e l’ha usato per spruzzare i compagni come se fosse stata schiuma di carnevale. A quel punto anche il coordinatore si è svegliato e son, finalmente, partite le legnate. Il ragazzo dell’estintore è stato espulso, senza se e senza ma, gli altri “spiritosi” si son beccati un bel po’ di giorni di sospensione e son stati avvisati: ogni tre note un giorno di sospensione e se  i giorni di sospensione arrivavano a sette finivano espulsi.

L’ambiente migliorò notevolmente molti smisero di fare gli spiritosi. Poi quando andarono a fare il tirocinio ed alcuni tornarono con un contratto di pre assunzione in tasca, cioè se prendevano la qualifica sarebbero stati assunti dalla ditta meccanica cui avevano fatto lo stage, quasi tutti diventarono ansiosi di completare la preparazione.

Cosa ho imparato da quell’esperienza? Che in certi casi, da docente, vieni messo davanti alla scelta fra il perdere uno studente per cercare di salvare una classe o perdere la classe per tentare di salvare uno studente. Sarà cinico o crudele ma in tal caso, per me, la scelta migliore è cercare di salvare una classe anche al costo di perdere uno studente. La seconda è che le regole devono essere chiare e fatte rispettare, le vacue trombonate se non seguite da azioni servono solo a stuzzicare il senso di impunità e a spingere i baby teppisti ad alzare continuamente la posta fino al punto di rottura e se si raggiunge il punto di rottura poi son dolori per tutti.

Probabilmente se si fosse fatta la faccia cattiva da subito sospendendo immediatamente lo spiritoso della situazione, il ragazzo non avrebbe fatto la stronzata dell’estintore e forse sarebbe stato recuperato anche lui come la maggior parte dei suoi compagni. Chissà. Predicare, predicare e predicare non è servito a niente.

Tutto questo per dire che occorre che lo stato intervenga subito e bene, mostrando che ha anche interesse a tutelare i cittadini invece di pensare tanto, ma tanto, a Caino, da mandare a fare in culo Abele. L’alternativa son voti, e simpatie, per fascistoidi e “nazisti dell’illinois” assortititi che però almeno ammettono l’esistenza del problema invece di negarlo e cercare di indurre sensi di colpa (parli solo perché sei razzista) in chi prova a sollevarlo.

 

juventinofobia e legge mancino.

stavo leggendo questa notizia: Finisce sotto indagine la «dottoressa anti gay» Silvana De Mari è indagata a dalla Procura di Torino per istigazione all’odio razziale; beh devo segnalare un grave problema; visto che la legge mancino tutela gli omosessuali dall’odio razziale allora è giusto che tuteli anche i tifosi della juventus.  Cioè rendiamoci conto che se uno urla: gli zingari son tutti ladri viene perseguito ai sensi della legge mancini, perché allora può impunemente dare dei ladri agli juventini? la legge non è uguale per tutti?

Gli juventini sono un minoranza discriminata e calunniata quindi la magistratura si attivi e  cominci a perseguire chi lancia infondate accuse di furto o di complotto per istigazione all’odio razziale, grazie, basta con la juvefobia e basta con le discriminazioni.

 

Fake nius e pessime leggi.

Si può contrastare la circolazione online di notizie false e contenuti inneggianti all’odio? La risposta, praticamente unanime in tutto il mondo, è: si deve. La grande incognita rimane il come, mentre ci si muove sul sottile e delicato confine fra protezione degli utenti e tutela della libertà di espressione in Rete. L’Italia adesso ha una proposta di legge per (provare a) sanzionare con multe fino a 10 mila euro e reclusione fino a due anni chiunque pubblichi o diffonda in Internet (ma non su testate giornalistiche) «notizie false, esagerate o tendenziose» o si renda responsabile di «campagne d’odio». Il testo con prima firmataria Adele Gambaro del gruppo Ala-Scelta Civica, ed ex Movimento 5 Stelle, è stato presentato ieri in Senato con sottoscrizioni bipartisan.

fonte: corriere.

Sinceramente, fuffari e cazzari vari mi stanno cordialmente sulle balle, ma penso che quella proposta sia per una legge inutile, censoria e controproducente. Inutile per tre motivi: il primo è che già esistono leggi che puniscono la diffusione di notizie false e tendenziose (art 656 c.p.), la diffamazione, la calunnia, l’esercizio abusivo della professione medica. Volendo intervenire gli strumenti legali per perseguire antivax e fuffari vari ci sono.

Il secondo motivo è che rimane facilmente aggirabile: il cherry picking di notizie vere ricade in quella fattispecie di reato? Io nel mio sito parlo solo di femminicidi, solo casi scelti, facendo intendere in maniera implicita che siano solo la punta dell’iceberg, commetto reato? Parlo di incidenti nucleari non parlando magari di mille altri incidenti legati ad attività industriali o di produzione di energia. Parlo del caso, reale, di Pippo che ha ricevuto danni da vaccino. Danni riconosciuti e risarciti da una commissione medica del ministero della sanità. Son tutti casi in cui uso il sito come “lente distorcente”, però come dimostrare la malafede? Per far giungere la gente a conclusioni false spesso son più utili le mezze verità opportunamente scelte che le balle clamorose.

Faccio un esempio con i vaccini; io qui pubblico una lista di casi in cui il vaccino ha realmente causato danni, danni riconosciuti da una commissione medica del ministero della sanità e pertanto da esso risarciti. E’ una notizia falsa? No, carte alla mano posso dimostrarne la verità. Può maliziosamente indurre le persone a ritenere che il vaccino possa essere più pericoloso del reale? Certo, senza ombra di dubbio. Si può dimostrare tale uso malizioso? Difficile, potrebbe sembrare un processo alle intenzioni; poi se passa l’idea che Tizio sia perseguibile perché Caio trae conclusioni “sballate” si arriva all’assurdo di non poter dire nulla per terrore che qualche fesso fraintenda.

E il terzo è legato alla struttura di internet; siccome la rete è trans nazionale, se io pubblico le mie notizie su un sito Russo o Turco o di qualche altro paese? come scoprire chi scrive nel sito veritavaccini.inv? rogatorie internazionali? E se le notizie vengono pubblicate da prestanome? I testi, delle fake news, vengono scritti da Mario Rossi e mandati a Ivan Drago che li pubblica lui a suo nome sul suo, di Ivan, sul suo sito russo? Chi commette il reato? Mario che manda una comunicazione privata a Ivan o Ivan che pubblica al mondo?

Per non parlare dei link; commette reato anche chi pubblica link alle pagine incriminate? fino a che livello di link si può arrivare? Tizio pubblica: “reato”, Caio pubblica un riferimento al sito di Tizio, anche questo è reato? Sempronio pubblica un collegamento al sito di Caio, sito che indicizza anche i contenuti di Tizio; commette reato anche Sempronio? Finirà che la legge verrà applicata “mentula canis” causa numero eccessivo, e praticamente impossibile da gestire, di persone e siti da controllare. Sinceramente una legge “praticamente inapplicabile” che quindi si presti ad applicazioni “ad arbitrio” la ritengo molto più pericolosa dell’assenza di una qualsivoglia legge.

Da notare anche che la legge “esclude” la stampa; domanda: e se io rilancio un articolo “fuffa” pubblicato da un quotidiano?

Censoria perché pretende il solito codazzo di regole e regolette di identificazione con pec ed altro, burocrazia inutile. Servirà ad ingessare la rete italiana e basta, nulli benefici e molte più inutili rogne. Poi non ci si stupisca se i contenuti migrano all’estero ed in italia come contenuti si avranno solo gattini e bimbominkiate.

La cura è molto, ma molto, peggio della malattia. La cura ideale dovrebbe essere la cultura che ti permette di capire i contenuti e riconoscere a colpo sicuro la fuffa, l’ideale sarebbe rendere più colta, realmente più colta no titoli regalati e no divise da “placcato cultura”, la popolazione. Ma ciò è, ovviamente, molto più difficile e molto più rompiscatole che tirar fuori una ennesima sequenza di divieti.

 

reato di negazionismo, una grande stupidaggine

Chi nega la Shoah o i crimini di genocidio, di guerra o contro l’umanità rischia da 2 a 6 anni di carcere. E’ quanto previsto dal ddl approvato al Senato che introduce l’aggravante del negazionismo alla legge Mancino. 134 i voti a favore, 14 i contrari e 36 gli astenuti. Il provvedimento torna ora alla Camera. Forza Italia non ha partecipato al voto e il Carroccio si è astenuto.

fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/03/negazionismo-ok-senato-al-ddl-che-introduce-aggravante-a-legge-mancino-si-rischiano-fino-a-6-anni-di-carcere/2693158/

Sinceramente: mi sembra una colossale cavolata, analoga al reato di “omofobia” previsto dal ddl Scalfarotto, un modo subdolo per introdurre i reati d’opinione. Essere idioti non è reato, credere che hitler non sia mai esistito neppure, che la II guerra mondiale sia stato un complotto di Hollywood per vendere film anche.  I reati per me sono aggressioni, violenze, ingiurie, comportamenti da perseguire sia che l’autore creda alla shoa, sia che l’autore non ci creda.

Senza considerare l’uso strumentale che se ne farà, come già capitato con la legge Mancino, per “chiudere il becco” contro pareri, leciti e legittimi, ma scomodi. Senza andare tanto lontano qualsiasi critica, ben argomentata e ben motivata, non volgare e non infamante, contro la Boldrini era un attacco a tutte le donne, contro la Kyenge invece era  razzismo. Le critiche, lecite e legittime, all’uso, da parte di Vendola e del compagno, dell’utero in affitto son state bollate come omofobia.

Un’altro effetto di questo disegno di legge, se approvato, sarà il poter permettere a tanti imbecilli di frignare: “mi censurano perché temono la mia verità”, cosa già sentita tante volte nel caso di ciarlatani pronti a vendere la cura meravigliosa contro tutto che piangevano di essere derisi e osteggiati dalla scienza ufficiale; vedi ad esempio il caso di Stamina, la commissione ministeriale e il TAR.

Più che il reato di “negazionismo” per me sarebbe meglio iniziare ad educare a “chiedere le prove” ad insegnare alla gente che è chi afferma a dover dimostrare(1), cosa, a mio avviso, molto più utile che il trasformare qualche imbecille in un martire del libero pensiero.

(1) Il classico trucco dialettico di tanti imbonitori è fare una sparata, ad esempio: “gli invisibili unicorni rosa esistono”, e successivamente chiedere chiunque non sia d’accordo la confuti, usando poi l’impossibilità di confutare come prova della verità dell’affermazione. In breve: siccome non si può dimostrare che gli unicorni rosa invisibili non esistono allora ciò prova che esistono.

 

Breivik e lo stato di diritto

Su G+ stavo discutendo della sentenza che aveva riconosciuto come “disumano” il trattamento in carcere di Breivik. Io penso che il tizio, stragista a sangue freddo, sia molto difficilmente recuperabile e che sia da tenere sotto strettissimo controllo per tutto il resto della sua vita(1). Posso anche capire che una sentenza che riconosce la violazione dei suoi diritti umani possa far pensare che in Norvegia si siano bevuti il cervello.

In ciò io invece vedo un segnale molto positivo: in Norvegia si decide secondo la legge e non secondo la pancia del popolo, la legge è uguale per tutti punto, non si cercano mille aggiramenti per piegarla e contorcerla a seconda dei volubili umori della piazza. Basta pensare alle intercettazioni telefoniche; quanti in italia blaterano di un “diritto a conoscere le intercettazioni” non previsto, anzi espressamente ed esplicitamente vietato dalla costituzione? Quante volte si è tentato, a furia di piazzate, di ribaltare le decisioni della magistratura, come in questo caso? O di accelerare la condanna del colpevole scelto dal bobolo, con la magistratura che talvolta si prostituisce a tali voleri.

L’articolo sotto riportato esprime il mio pensiero con una frase molto bella:

lo Stato di diritto che ha messo la legge al di sopra della forza e della vendetta

Quindi tanto di capello ai magistrati Norvegesi ed alla loro, coraggiosa, decisione di mettere la legge al di sopra della pancia del popolo e di giudicare secondo essa.

Una precisazione: comunque l’essere per la legalità, il credere che debbano esistere le leggi al di sopra di tutti e che un tizio, il magistrato, debba decidere solo in base ad esse, non significa dover prendere per oro colato, senza fiatare, qualsiasi decisione del magistrato. Le sentenze si applicano sì, però, siccome sono comunque opere umane, è giusto, ed anche sano, il dichiararsi non d’accordo, il contestare certe decisioni, ad esempio quelle sul caso stamina oppure il giù citato caso del processo di primo grado del terremoto dell’aquila, il chiedere che certi ragionamenti vengano validamente motivati.  L’errore non è il contestare la sentenza ma il pretendere che venga pronunciata per soddisfare la panza, o nel caso sia stata pronunciata e non condivisa, che venga ribaltata a seguito di chiassate.

Una nota a margine: se si è garantisti si deve essere garantisti sempre, anche se l’imputato è un mostro come breivik, altrimenti non si è garantisti ma solo paraculi che si sparano pose sperando di carpire il gradimento dell’opinione pubblica.  Perché il garantismo non serve, anche se sembra il contrario, a mostri come Breivik, serve più a innocenti accusati di esserlo, come ad esempio un padre accusato di essere stato un orco verso sua figlia, persona che, se si fosse attuata la giustizia del bobolo, sarebbe stata linciata l’indomani mattina sulla pubblica piazza.

Concludo segnalando un articolo del corriere che condivido a pieno, soprattutto nella sua conclusione.

http://www.corriere.it/esteri/16_aprile_20/perche-breivik-non-ha-vinto-utoya-processo-a7bedcc4-070e-11e6-8870-6aa8c10eafcf.shtml

Aveva accusato lo Stato norvegese di trattamento disumano. La sua accusa si basa sulla sacralità della vita che lui per primo ha calpestato uccidendo 77 persone nel 2011
di Maria Serena Natale

Non ha vinto. I giudici hanno riconosciuto come «disumano» il trattamento in carcere di Anders Behring Breivik. Ma al killer di Utoya, che dopo cinque anni di isolamento accusa lo Stato norvegese di volerlo «uccidere» condannandolo alla solitudine e ai mal di testa in una cella fornita di PlayStation e tv, è sfuggito il dato essenziale. La sua stessa accusa si fonda sul principio dell’inviolabilità dei diritti umani e della dignità della vita.
(…)
Sopravvissuti e familiari delle vittime — dei ragazzi inseguiti nel bosco sul fiordo e freddati con un colpo alla testa — rispondono con incredulo dolore ma anche con la consapevolezza che lo Stato di diritto che ha messo la legge al di sopra della forza e della vendetta ha le sue vie, le sue regole, forza sufficiente ad ascoltare le parole di un massacratore per non esiliarlo ma tenerlo dentro la cornice della legalità, con fermezza massima.
Questo resterà di Breivik. Non i deliranti proclami contro il multiculturalismo dell’Occidente e la minaccia dell’islamizzazione forzata. Non il processo giudiziario trasformato in tribuna politica per esaltare il nazionalsocialismo con tanto di braccio destro alzato e testa rasata. Ma la debolezza, la paura vile, la resa.

(1) Tutti gli stati prevedono che, anche se è stata espiata la pena, persone di plateale e manifesta pericolosità sociale possano continuare a ricevere limitazioni alla propria libertà. Un pazzo assassino che annuncia urbi et orbi che una volta uscito dal carcere si vendicherà su tutto e su tutti può, legalmente e legittimamente, essere trattenuto al gabbio. La legge stessa lo prevede.

Zone crepuscolari della legge

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/22/roma-controlli-antidroga-arrestato-studente-del-virgilio-per-spaccio-di-hashish-assemblea-di-protesta/2571565/

Roma, controlli antidroga: arrestato studente del Virgilio per spaccio di hashish. Assemblea di protesta

L’intervento dei carabinieri durante la ricreazione. Alcuni alunni hanno organizzato anche un sit-in davanti all’ufficio della preside. Rappresentante dei genitori: “La situazione è stata gestita in stile far west. Chiediamo Consiglio d’istituto straordinario”

Le solite proteste di chi ha la coda di paglia: come sarebbe dovuta essere stata gestita invece la vicenda? lamentarsi è facile ma proporre un poco di meno.

Uno studente è stato arrestato dai carabinieri per spaccio di sostanze stupefacenti nel corso di un controllo antidroga avvenuto questa mattina al liceo Virgilio di Roma. Secondo le forze dell’ordine il ragazzo, maggiorenne, con precedenti specifici e da poco eletto anche rappresentante di istituto, è stato colto in flagranza di reato “mentre cedeva ad un minorenne una dose di hashish e un’altra la aveva in tasca”. L’arresto verrà confermato domani per direttissima. E’ stato invece segnalato alla prefettura uno studente minorenne e ci sarebbero altri sette ragazzi le cui posizioni sono al vaglio della Procura di Roma.

Il blitz dei militari della compagnia piazza Farnese all’istituto romano durante l’ora di ricreazione non è stato casuale ma è avvenuto anche “in seguito a diverse segnalazioni da parte di genitori che lamentavano un’attività di spaccio” all’interno della scuola. A spiegarlo è il comandante dei carabinieri Sandro Ottaviani. “Siamo andati lì per monitorare la situazione – prosegue – quando a un certo punto abbiamo visto un ragazzo maggiorenne cedere droga in cambio di soldi a un altro ragazzo minorenne. A quel punto – conclude Ottaviani – abbiamo accompagnato entrambi i ragazzi fuori e arrestato quello maggiorenne per spaccio”.

La reazione dei compagni di scuola – Dopo l’arresto del ragazzo, gli studenti del liceo romano hanno organizzato un’assemblea di protesta e un sit-in davanti all’ufficio del dirigente scolastico. “Volevamo parlare con la preside anche per capire che cosa sta succedendo perché sono due mesi che ci vediamo entrare nella scuola le forze dell’ordine e gli studenti sono spaventati”. È quanto spiega Sofia, rappresentante d’istituto del Virgilio. “La preside comunque ci ha spiegato che non poteva impedire l’ingresso dei carabinieri. La scuola non deve essere una zona franca dove si spaccia ma un luogo sicuro, ma vedere le forze dell’ordine entrare così non è stato bello”.

Non è bello ma è necessario. Altrimenti rendi la scuola una zona franca dove la legge, che vieta lo spaccio, non vale. Il problema è che se rendi la scuola una zona crepuscolare per la legge lo diventa per tutte le leggi, quella che vieta lo spaccio come quella che vieta le aggressioni, quella che obbliga i docenti a svolgere con professionalità il loro lavoro come quella che impedisce di interrompere i pubblici servizi.

Il problema dell’italiano medio è che vorrebbe una legge da attivare o disattivare a seconda della convenienza del momento. Se deve lasciare la macchina per una commissione urgente allora i vigili dovrebbero “chiudere un occhio” sul suo parcheggio, diciamo artistico. Se invece è imbottigliato in un senso unico alternato dovuto a macchine parcheggiate in doppia e tripla fila si precipita ad invocare un esercito di carri attrezzi e vigili urbani. Non funziona così purtroppo, se chiedi che si chiuda un occhio per te poi non puoi pretendere che invece per gli altri sia apertissimo.

Rappresentante genitori: “Chiediamo Consiglio straordinario” – “Questa situazione è stata gestita in stile far west, non mi sembra educativo”. È quanto dice Roberto Caracciolo, presidente del comitato genitori. “Forse la preside poteva gestire questa situazione in un modo più discreto, magari convocare il ragazzo in presidenza. Ritengo – ha aggiunto – che sia grave che ci sia il consumo di droga a scuola ma forse prima di arrivare a questo intervento si poteva fare qualcosa”. “Chiederemo un Consiglio d’istituto straordinario per parlare di questo evento o venerdì o martedì prossimo. Quello che è successo oggi è grave, non ho ancora abbastanza dati per valutare tutto ma mi sembra molto grave: non mi sembra un atteggiamento giusto nei riguardi degli studenti”.

Io mi chiederei allora quale sia l’atteggiamento giusto? Dire che così non va e citare le frasi del celebre Yossuf Ben Altrism(1) è facile, difficile dire cosa si sarebbe dovuto fare in quel caso.  Quale dovrebbe essere l’atteggiamento giusto nei confronti degli studenti? come comportarsi con un piccolo spacciatore? E se poi capitano situazioni simili a queste: “Scoprono che lo spacciatore vende erba di prato anziché marijuana: maxi-rissa tra minorenni“. Perché caro genitore, se oggi chiedi che si chiuda un occhio su tuo figlio che compra un poco di erba a scuola, domani non offenderti se a scuola viene menato per questioni relative alla compravendita di droga.  Uno studente minorenne a scuola è responsabilità dei docenti; se il minorenne fuma e si sente male a scuola, i primi a risponderne sono i docenti stessi. Quindi un genitore che chiede “buon senso” nel gestire la questione del minore che acquista a scuola e del maggiorenne che vende, io mi aspetto lo stesso “buon senso” nel gestire vicende come questa: Fuma uno spinello a scuola Finisce in ospedale a 14 anni. Nel mio liceo era capitato qualche “problema” fra spacciatori “grossi”, galoppini e acquirenti. E l’ambiente non era piacevole, il fatto che si chiudesse un occhio significava che potevi fare più o meno il cazzo che ti pareva e sentivi addosso un senso di impunità. E la situazione degenerava.

La preside: “Scuola pezzo di Stato, giusto fare controlli” – “Da anni siamo impegnati per insegnare ai ragazzi l’educazione alla salute e alla legalità e quindi quello che mi preoccupa è l’uso di queste sostanze tra i ragazzi”. Queste le parole di Irene Baldriga, dirigente scolastico del Virgilio. “Interventi di controllo ce ne sono in tutte le scuole ma qui c’è stata una reazione quantomeno anomala di una minoranza di studenti che non accetta questo tipo di controlli”, ha spiegato. “La scuola è un pezzo di Stato – ha concluso – ed è giusto che si facciano questi controlli e si reprimano questi fenomeni”.

Quoto a pieno la preside. “dura lex sed lex“, l’alternativa è avere un ambiente dove le leggi sono applicate a cazzo a seconda dell’umore del capetto di turno o dei voleri della pancia del bobolo. E non so quanto possa essere piacevole viverci, soprattutto se diventi il capro espiatorio del bobolo.

(1) Fondatore della corrente filosofica del Benaltrismo.