Il treno del giustiziere della notte

Stavo leggendo le notizie del treno ventimiglia – torino e della baby gang che vi ha imperversato.  Ciò che mi è venuto in mente, e che temo, è che compaiano i giustizieri della notte. Quando lo stato palesemente non funziona, abdica, anche se con tante belle parole, al suo ruolo di “protettore” dei cittadini, i predetti o si fanno giustizia da soli oppure appoggiano chi fornisce loro protezione. In ogni caso lo Stato ne esce con le ossa rotte.

Chi si è trovato a vivere quella situazione, dopo aver visto che l’intervento delle FFOO è stato perfettamente inutile cosa farà? la tentazione di votare chi da risposte sbagliate a domande giuste diventa forte. E diventa sostegno fanatico quando invece di comprensione trovi benaltrismo: “ma i politici yabba yabba…”, accuse di razzismo, “anche gli italiani lo fanno…”  e buonismo a 3€/Kg “ma bisogna comprenderli, noi dobbiamo (che in realtà significa voi dovete) espiare le colpe del colonialismo, di questo e quello…”

Risultato: un ottimo brodo di coltura per mafiosi e nazistoidi. L’ascesa del nazismo è stata favorita anche dall’abdicazione dello stato, dalla sua ignavia nel proteggere i cittadini, nel garantire la sicurezza e nell’aiutare chi desiderava vivere nell’ordine a viverci. Non è stato generato solo da un anticristo piovuto, non si capisce bene come, dal cielo.

Bisogna intervenire in maniera decisa, sia per “insegnare” alle risorse sia per “dimostrare” agli altri che ci son paletti da non superare. L’alternativa è mandare tutto in vacca, trovarsi quartieri e zone della città che oramai diventano uno stato nello stato, dove la legge non è quella civile ma la legge che i balordi impongono loro.

Mi è capitato di insegnare in corsi di formazione professionale, corsi organizzati per recuperare studenti dispersi e far loro imparare un mestiere. Nello specifico era un corso per meccanici operatori con macchine a controllo numerico. Corso organizzato per levare dalla strada quelli che oggi chiamerebbero “neet” e tentare di far imparare loro un lavoro con il quale si sarebbero potuti mantenere. La classe, come quelle degli altri corsi attivati, aveva molti problemi di disciplina. La cattiva disciplina è stato un crescendo rossiniano di rotture di scatole. L’essere gruppo, da parte degli studenti ed il senso di impunità dovuto al fatto che il responsabile dei corsi non faceva altro che dire: “bisogna comprenderli, se li molliamo son persi, sorvolate, comprendete, chiudete un occhio” in realtà li spingevano ad alzare continuamente la posta. Prima il chiasso in classe, poi il giocare con le suonerie durante la lezione, poi l’iniziare a rispondere male al docente che li riprendeva. Alla fine c’è stata l’ultima spiritosata: un ragazzo ha staccato dal muro un estintore e l’ha usato per spruzzare i compagni come se fosse stata schiuma di carnevale. A quel punto anche il coordinatore si è svegliato e son, finalmente, partite le legnate. Il ragazzo dell’estintore è stato espulso, senza se e senza ma, gli altri “spiritosi” si son beccati un bel po’ di giorni di sospensione e son stati avvisati: ogni tre note un giorno di sospensione e se  i giorni di sospensione arrivavano a sette finivano espulsi.

L’ambiente migliorò notevolmente molti smisero di fare gli spiritosi. Poi quando andarono a fare il tirocinio ed alcuni tornarono con un contratto di pre assunzione in tasca, cioè se prendevano la qualifica sarebbero stati assunti dalla ditta meccanica cui avevano fatto lo stage, quasi tutti diventarono ansiosi di completare la preparazione.

Cosa ho imparato da quell’esperienza? Che in certi casi, da docente, vieni messo davanti alla scelta fra il perdere uno studente per cercare di salvare una classe o perdere la classe per tentare di salvare uno studente. Sarà cinico o crudele ma in tal caso, per me, la scelta migliore è cercare di salvare una classe anche al costo di perdere uno studente. La seconda è che le regole devono essere chiare e fatte rispettare, le vacue trombonate se non seguite da azioni servono solo a stuzzicare il senso di impunità e a spingere i baby teppisti ad alzare continuamente la posta fino al punto di rottura e se si raggiunge il punto di rottura poi son dolori per tutti.

Probabilmente se si fosse fatta la faccia cattiva da subito sospendendo immediatamente lo spiritoso della situazione, il ragazzo non avrebbe fatto la stronzata dell’estintore e forse sarebbe stato recuperato anche lui come la maggior parte dei suoi compagni. Chissà. Predicare, predicare e predicare non è servito a niente.

Tutto questo per dire che occorre che lo stato intervenga subito e bene, mostrando che ha anche interesse a tutelare i cittadini invece di pensare tanto, ma tanto, a Caino, da mandare a fare in culo Abele. L’alternativa son voti, e simpatie, per fascistoidi e “nazisti dell’illinois” assortititi che però almeno ammettono l’esistenza del problema invece di negarlo e cercare di indurre sensi di colpa (parli solo perché sei razzista) in chi prova a sollevarlo.

 

juventinofobia e legge mancino.

stavo leggendo questa notizia: Finisce sotto indagine la «dottoressa anti gay» Silvana De Mari è indagata a dalla Procura di Torino per istigazione all’odio razziale; beh devo segnalare un grave problema; visto che la legge mancino tutela gli omosessuali dall’odio razziale allora è giusto che tuteli anche i tifosi della juventus.  Cioè rendiamoci conto che se uno urla: gli zingari son tutti ladri viene perseguito ai sensi della legge mancini, perché allora può impunemente dare dei ladri agli juventini? la legge non è uguale per tutti?

Gli juventini sono un minoranza discriminata e calunniata quindi la magistratura si attivi e  cominci a perseguire chi lancia infondate accuse di furto o di complotto per istigazione all’odio razziale, grazie, basta con la juvefobia e basta con le discriminazioni.

 

Fake nius e pessime leggi.

Si può contrastare la circolazione online di notizie false e contenuti inneggianti all’odio? La risposta, praticamente unanime in tutto il mondo, è: si deve. La grande incognita rimane il come, mentre ci si muove sul sottile e delicato confine fra protezione degli utenti e tutela della libertà di espressione in Rete. L’Italia adesso ha una proposta di legge per (provare a) sanzionare con multe fino a 10 mila euro e reclusione fino a due anni chiunque pubblichi o diffonda in Internet (ma non su testate giornalistiche) «notizie false, esagerate o tendenziose» o si renda responsabile di «campagne d’odio». Il testo con prima firmataria Adele Gambaro del gruppo Ala-Scelta Civica, ed ex Movimento 5 Stelle, è stato presentato ieri in Senato con sottoscrizioni bipartisan.

fonte: corriere.

Sinceramente, fuffari e cazzari vari mi stanno cordialmente sulle balle, ma penso che quella proposta sia per una legge inutile, censoria e controproducente. Inutile per tre motivi: il primo è che già esistono leggi che puniscono la diffusione di notizie false e tendenziose (art 656 c.p.), la diffamazione, la calunnia, l’esercizio abusivo della professione medica. Volendo intervenire gli strumenti legali per perseguire antivax e fuffari vari ci sono.

Il secondo motivo è che rimane facilmente aggirabile: il cherry picking di notizie vere ricade in quella fattispecie di reato? Io nel mio sito parlo solo di femminicidi, solo casi scelti, facendo intendere in maniera implicita che siano solo la punta dell’iceberg, commetto reato? Parlo di incidenti nucleari non parlando magari di mille altri incidenti legati ad attività industriali o di produzione di energia. Parlo del caso, reale, di Pippo che ha ricevuto danni da vaccino. Danni riconosciuti e risarciti da una commissione medica del ministero della sanità. Son tutti casi in cui uso il sito come “lente distorcente”, però come dimostrare la malafede? Per far giungere la gente a conclusioni false spesso son più utili le mezze verità opportunamente scelte che le balle clamorose.

Faccio un esempio con i vaccini; io qui pubblico una lista di casi in cui il vaccino ha realmente causato danni, danni riconosciuti da una commissione medica del ministero della sanità e pertanto da esso risarciti. E’ una notizia falsa? No, carte alla mano posso dimostrarne la verità. Può maliziosamente indurre le persone a ritenere che il vaccino possa essere più pericoloso del reale? Certo, senza ombra di dubbio. Si può dimostrare tale uso malizioso? Difficile, potrebbe sembrare un processo alle intenzioni; poi se passa l’idea che Tizio sia perseguibile perché Caio trae conclusioni “sballate” si arriva all’assurdo di non poter dire nulla per terrore che qualche fesso fraintenda.

E il terzo è legato alla struttura di internet; siccome la rete è trans nazionale, se io pubblico le mie notizie su un sito Russo o Turco o di qualche altro paese? come scoprire chi scrive nel sito veritavaccini.inv? rogatorie internazionali? E se le notizie vengono pubblicate da prestanome? I testi, delle fake news, vengono scritti da Mario Rossi e mandati a Ivan Drago che li pubblica lui a suo nome sul suo, di Ivan, sul suo sito russo? Chi commette il reato? Mario che manda una comunicazione privata a Ivan o Ivan che pubblica al mondo?

Per non parlare dei link; commette reato anche chi pubblica link alle pagine incriminate? fino a che livello di link si può arrivare? Tizio pubblica: “reato”, Caio pubblica un riferimento al sito di Tizio, anche questo è reato? Sempronio pubblica un collegamento al sito di Caio, sito che indicizza anche i contenuti di Tizio; commette reato anche Sempronio? Finirà che la legge verrà applicata “mentula canis” causa numero eccessivo, e praticamente impossibile da gestire, di persone e siti da controllare. Sinceramente una legge “praticamente inapplicabile” che quindi si presti ad applicazioni “ad arbitrio” la ritengo molto più pericolosa dell’assenza di una qualsivoglia legge.

Da notare anche che la legge “esclude” la stampa; domanda: e se io rilancio un articolo “fuffa” pubblicato da un quotidiano?

Censoria perché pretende il solito codazzo di regole e regolette di identificazione con pec ed altro, burocrazia inutile. Servirà ad ingessare la rete italiana e basta, nulli benefici e molte più inutili rogne. Poi non ci si stupisca se i contenuti migrano all’estero ed in italia come contenuti si avranno solo gattini e bimbominkiate.

La cura è molto, ma molto, peggio della malattia. La cura ideale dovrebbe essere la cultura che ti permette di capire i contenuti e riconoscere a colpo sicuro la fuffa, l’ideale sarebbe rendere più colta, realmente più colta no titoli regalati e no divise da “placcato cultura”, la popolazione. Ma ciò è, ovviamente, molto più difficile e molto più rompiscatole che tirar fuori una ennesima sequenza di divieti.

 

reato di negazionismo, una grande stupidaggine

Chi nega la Shoah o i crimini di genocidio, di guerra o contro l’umanità rischia da 2 a 6 anni di carcere. E’ quanto previsto dal ddl approvato al Senato che introduce l’aggravante del negazionismo alla legge Mancino. 134 i voti a favore, 14 i contrari e 36 gli astenuti. Il provvedimento torna ora alla Camera. Forza Italia non ha partecipato al voto e il Carroccio si è astenuto.

fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/03/negazionismo-ok-senato-al-ddl-che-introduce-aggravante-a-legge-mancino-si-rischiano-fino-a-6-anni-di-carcere/2693158/

Sinceramente: mi sembra una colossale cavolata, analoga al reato di “omofobia” previsto dal ddl Scalfarotto, un modo subdolo per introdurre i reati d’opinione. Essere idioti non è reato, credere che hitler non sia mai esistito neppure, che la II guerra mondiale sia stato un complotto di Hollywood per vendere film anche.  I reati per me sono aggressioni, violenze, ingiurie, comportamenti da perseguire sia che l’autore creda alla shoa, sia che l’autore non ci creda.

Senza considerare l’uso strumentale che se ne farà, come già capitato con la legge Mancino, per “chiudere il becco” contro pareri, leciti e legittimi, ma scomodi. Senza andare tanto lontano qualsiasi critica, ben argomentata e ben motivata, non volgare e non infamante, contro la Boldrini era un attacco a tutte le donne, contro la Kyenge invece era  razzismo. Le critiche, lecite e legittime, all’uso, da parte di Vendola e del compagno, dell’utero in affitto son state bollate come omofobia.

Un’altro effetto di questo disegno di legge, se approvato, sarà il poter permettere a tanti imbecilli di frignare: “mi censurano perché temono la mia verità”, cosa già sentita tante volte nel caso di ciarlatani pronti a vendere la cura meravigliosa contro tutto che piangevano di essere derisi e osteggiati dalla scienza ufficiale; vedi ad esempio il caso di Stamina, la commissione ministeriale e il TAR.

Più che il reato di “negazionismo” per me sarebbe meglio iniziare ad educare a “chiedere le prove” ad insegnare alla gente che è chi afferma a dover dimostrare(1), cosa, a mio avviso, molto più utile che il trasformare qualche imbecille in un martire del libero pensiero.

(1) Il classico trucco dialettico di tanti imbonitori è fare una sparata, ad esempio: “gli invisibili unicorni rosa esistono”, e successivamente chiedere chiunque non sia d’accordo la confuti, usando poi l’impossibilità di confutare come prova della verità dell’affermazione. In breve: siccome non si può dimostrare che gli unicorni rosa invisibili non esistono allora ciò prova che esistono.

 

Breivik e lo stato di diritto

Su G+ stavo discutendo della sentenza che aveva riconosciuto come “disumano” il trattamento in carcere di Breivik. Io penso che il tizio, stragista a sangue freddo, sia molto difficilmente recuperabile e che sia da tenere sotto strettissimo controllo per tutto il resto della sua vita(1). Posso anche capire che una sentenza che riconosce la violazione dei suoi diritti umani possa far pensare che in Norvegia si siano bevuti il cervello.

In ciò io invece vedo un segnale molto positivo: in Norvegia si decide secondo la legge e non secondo la pancia del popolo, la legge è uguale per tutti punto, non si cercano mille aggiramenti per piegarla e contorcerla a seconda dei volubili umori della piazza. Basta pensare alle intercettazioni telefoniche; quanti in italia blaterano di un “diritto a conoscere le intercettazioni” non previsto, anzi espressamente ed esplicitamente vietato dalla costituzione? Quante volte si è tentato, a furia di piazzate, di ribaltare le decisioni della magistratura, come in questo caso? O di accelerare la condanna del colpevole scelto dal bobolo, con la magistratura che talvolta si prostituisce a tali voleri.

L’articolo sotto riportato esprime il mio pensiero con una frase molto bella:

lo Stato di diritto che ha messo la legge al di sopra della forza e della vendetta

Quindi tanto di capello ai magistrati Norvegesi ed alla loro, coraggiosa, decisione di mettere la legge al di sopra della pancia del popolo e di giudicare secondo essa.

Una precisazione: comunque l’essere per la legalità, il credere che debbano esistere le leggi al di sopra di tutti e che un tizio, il magistrato, debba decidere solo in base ad esse, non significa dover prendere per oro colato, senza fiatare, qualsiasi decisione del magistrato. Le sentenze si applicano sì, però, siccome sono comunque opere umane, è giusto, ed anche sano, il dichiararsi non d’accordo, il contestare certe decisioni, ad esempio quelle sul caso stamina oppure il giù citato caso del processo di primo grado del terremoto dell’aquila, il chiedere che certi ragionamenti vengano validamente motivati.  L’errore non è il contestare la sentenza ma il pretendere che venga pronunciata per soddisfare la panza, o nel caso sia stata pronunciata e non condivisa, che venga ribaltata a seguito di chiassate.

Una nota a margine: se si è garantisti si deve essere garantisti sempre, anche se l’imputato è un mostro come breivik, altrimenti non si è garantisti ma solo paraculi che si sparano pose sperando di carpire il gradimento dell’opinione pubblica.  Perché il garantismo non serve, anche se sembra il contrario, a mostri come Breivik, serve più a innocenti accusati di esserlo, come ad esempio un padre accusato di essere stato un orco verso sua figlia, persona che, se si fosse attuata la giustizia del bobolo, sarebbe stata linciata l’indomani mattina sulla pubblica piazza.

Concludo segnalando un articolo del corriere che condivido a pieno, soprattutto nella sua conclusione.

http://www.corriere.it/esteri/16_aprile_20/perche-breivik-non-ha-vinto-utoya-processo-a7bedcc4-070e-11e6-8870-6aa8c10eafcf.shtml

Aveva accusato lo Stato norvegese di trattamento disumano. La sua accusa si basa sulla sacralità della vita che lui per primo ha calpestato uccidendo 77 persone nel 2011
di Maria Serena Natale

Non ha vinto. I giudici hanno riconosciuto come «disumano» il trattamento in carcere di Anders Behring Breivik. Ma al killer di Utoya, che dopo cinque anni di isolamento accusa lo Stato norvegese di volerlo «uccidere» condannandolo alla solitudine e ai mal di testa in una cella fornita di PlayStation e tv, è sfuggito il dato essenziale. La sua stessa accusa si fonda sul principio dell’inviolabilità dei diritti umani e della dignità della vita.
(…)
Sopravvissuti e familiari delle vittime — dei ragazzi inseguiti nel bosco sul fiordo e freddati con un colpo alla testa — rispondono con incredulo dolore ma anche con la consapevolezza che lo Stato di diritto che ha messo la legge al di sopra della forza e della vendetta ha le sue vie, le sue regole, forza sufficiente ad ascoltare le parole di un massacratore per non esiliarlo ma tenerlo dentro la cornice della legalità, con fermezza massima.
Questo resterà di Breivik. Non i deliranti proclami contro il multiculturalismo dell’Occidente e la minaccia dell’islamizzazione forzata. Non il processo giudiziario trasformato in tribuna politica per esaltare il nazionalsocialismo con tanto di braccio destro alzato e testa rasata. Ma la debolezza, la paura vile, la resa.

(1) Tutti gli stati prevedono che, anche se è stata espiata la pena, persone di plateale e manifesta pericolosità sociale possano continuare a ricevere limitazioni alla propria libertà. Un pazzo assassino che annuncia urbi et orbi che una volta uscito dal carcere si vendicherà su tutto e su tutti può, legalmente e legittimamente, essere trattenuto al gabbio. La legge stessa lo prevede.

Zone crepuscolari della legge

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/22/roma-controlli-antidroga-arrestato-studente-del-virgilio-per-spaccio-di-hashish-assemblea-di-protesta/2571565/

Roma, controlli antidroga: arrestato studente del Virgilio per spaccio di hashish. Assemblea di protesta

L’intervento dei carabinieri durante la ricreazione. Alcuni alunni hanno organizzato anche un sit-in davanti all’ufficio della preside. Rappresentante dei genitori: “La situazione è stata gestita in stile far west. Chiediamo Consiglio d’istituto straordinario”

Le solite proteste di chi ha la coda di paglia: come sarebbe dovuta essere stata gestita invece la vicenda? lamentarsi è facile ma proporre un poco di meno.

Uno studente è stato arrestato dai carabinieri per spaccio di sostanze stupefacenti nel corso di un controllo antidroga avvenuto questa mattina al liceo Virgilio di Roma. Secondo le forze dell’ordine il ragazzo, maggiorenne, con precedenti specifici e da poco eletto anche rappresentante di istituto, è stato colto in flagranza di reato “mentre cedeva ad un minorenne una dose di hashish e un’altra la aveva in tasca”. L’arresto verrà confermato domani per direttissima. E’ stato invece segnalato alla prefettura uno studente minorenne e ci sarebbero altri sette ragazzi le cui posizioni sono al vaglio della Procura di Roma.

Il blitz dei militari della compagnia piazza Farnese all’istituto romano durante l’ora di ricreazione non è stato casuale ma è avvenuto anche “in seguito a diverse segnalazioni da parte di genitori che lamentavano un’attività di spaccio” all’interno della scuola. A spiegarlo è il comandante dei carabinieri Sandro Ottaviani. “Siamo andati lì per monitorare la situazione – prosegue – quando a un certo punto abbiamo visto un ragazzo maggiorenne cedere droga in cambio di soldi a un altro ragazzo minorenne. A quel punto – conclude Ottaviani – abbiamo accompagnato entrambi i ragazzi fuori e arrestato quello maggiorenne per spaccio”.

La reazione dei compagni di scuola – Dopo l’arresto del ragazzo, gli studenti del liceo romano hanno organizzato un’assemblea di protesta e un sit-in davanti all’ufficio del dirigente scolastico. “Volevamo parlare con la preside anche per capire che cosa sta succedendo perché sono due mesi che ci vediamo entrare nella scuola le forze dell’ordine e gli studenti sono spaventati”. È quanto spiega Sofia, rappresentante d’istituto del Virgilio. “La preside comunque ci ha spiegato che non poteva impedire l’ingresso dei carabinieri. La scuola non deve essere una zona franca dove si spaccia ma un luogo sicuro, ma vedere le forze dell’ordine entrare così non è stato bello”.

Non è bello ma è necessario. Altrimenti rendi la scuola una zona franca dove la legge, che vieta lo spaccio, non vale. Il problema è che se rendi la scuola una zona crepuscolare per la legge lo diventa per tutte le leggi, quella che vieta lo spaccio come quella che vieta le aggressioni, quella che obbliga i docenti a svolgere con professionalità il loro lavoro come quella che impedisce di interrompere i pubblici servizi.

Il problema dell’italiano medio è che vorrebbe una legge da attivare o disattivare a seconda della convenienza del momento. Se deve lasciare la macchina per una commissione urgente allora i vigili dovrebbero “chiudere un occhio” sul suo parcheggio, diciamo artistico. Se invece è imbottigliato in un senso unico alternato dovuto a macchine parcheggiate in doppia e tripla fila si precipita ad invocare un esercito di carri attrezzi e vigili urbani. Non funziona così purtroppo, se chiedi che si chiuda un occhio per te poi non puoi pretendere che invece per gli altri sia apertissimo.

Rappresentante genitori: “Chiediamo Consiglio straordinario” – “Questa situazione è stata gestita in stile far west, non mi sembra educativo”. È quanto dice Roberto Caracciolo, presidente del comitato genitori. “Forse la preside poteva gestire questa situazione in un modo più discreto, magari convocare il ragazzo in presidenza. Ritengo – ha aggiunto – che sia grave che ci sia il consumo di droga a scuola ma forse prima di arrivare a questo intervento si poteva fare qualcosa”. “Chiederemo un Consiglio d’istituto straordinario per parlare di questo evento o venerdì o martedì prossimo. Quello che è successo oggi è grave, non ho ancora abbastanza dati per valutare tutto ma mi sembra molto grave: non mi sembra un atteggiamento giusto nei riguardi degli studenti”.

Io mi chiederei allora quale sia l’atteggiamento giusto? Dire che così non va e citare le frasi del celebre Yossuf Ben Altrism(1) è facile, difficile dire cosa si sarebbe dovuto fare in quel caso.  Quale dovrebbe essere l’atteggiamento giusto nei confronti degli studenti? come comportarsi con un piccolo spacciatore? E se poi capitano situazioni simili a queste: “Scoprono che lo spacciatore vende erba di prato anziché marijuana: maxi-rissa tra minorenni“. Perché caro genitore, se oggi chiedi che si chiuda un occhio su tuo figlio che compra un poco di erba a scuola, domani non offenderti se a scuola viene menato per questioni relative alla compravendita di droga.  Uno studente minorenne a scuola è responsabilità dei docenti; se il minorenne fuma e si sente male a scuola, i primi a risponderne sono i docenti stessi. Quindi un genitore che chiede “buon senso” nel gestire la questione del minore che acquista a scuola e del maggiorenne che vende, io mi aspetto lo stesso “buon senso” nel gestire vicende come questa: Fuma uno spinello a scuola Finisce in ospedale a 14 anni. Nel mio liceo era capitato qualche “problema” fra spacciatori “grossi”, galoppini e acquirenti. E l’ambiente non era piacevole, il fatto che si chiudesse un occhio significava che potevi fare più o meno il cazzo che ti pareva e sentivi addosso un senso di impunità. E la situazione degenerava.

La preside: “Scuola pezzo di Stato, giusto fare controlli” – “Da anni siamo impegnati per insegnare ai ragazzi l’educazione alla salute e alla legalità e quindi quello che mi preoccupa è l’uso di queste sostanze tra i ragazzi”. Queste le parole di Irene Baldriga, dirigente scolastico del Virgilio. “Interventi di controllo ce ne sono in tutte le scuole ma qui c’è stata una reazione quantomeno anomala di una minoranza di studenti che non accetta questo tipo di controlli”, ha spiegato. “La scuola è un pezzo di Stato – ha concluso – ed è giusto che si facciano questi controlli e si reprimano questi fenomeni”.

Quoto a pieno la preside. “dura lex sed lex“, l’alternativa è avere un ambiente dove le leggi sono applicate a cazzo a seconda dell’umore del capetto di turno o dei voleri della pancia del bobolo. E non so quanto possa essere piacevole viverci, soprattutto se diventi il capro espiatorio del bobolo.

(1) Fondatore della corrente filosofica del Benaltrismo.

Libertà di parola e idiozia.

La notizia è di quelle abbastanza “disturbanti”, un imbecille ha scritto un messaggio abbastanza squallido su faccialibro, messaggio ripreso e stigmatizzato dalla lucarelli, ed è partito tutto il can can mediatico e il dibattito fra chi, interessato o meno, sostiene la libertà di parola e chi vorrebbe che il tipo prenda una solenne tirata d’orecchie dalla magistratura.

Mi  spiace dirlo ma, fermo restando che il messaggio lo consideri squallido e penoso, io rimango per la libertà di parola. Uno ha il diritto di essere idiota e, fino a quando non cade nell’apologia di reato, diffamazione o calunnia deve essere libero di dire, o scrivere, qualsiasi idiozia gli venga in testa.  Questo è una conseguenza, spiacevole ma ineliminabile, della libertà di parola.

Sono dell’opinione che morale e legge debbano andare su binari paralleli e che la magistratura debba perseguire chi viola la legge non chi tiene comportamenti moralmente discutibili, altrimenti si torna al medioevo ed alla santa inquisizione.  Nel dibattito sulla vicenda comunque sto vedendo che, classico vizio dell’italia, si invoca la magistratura come compagno nella lotta politica cercando di avere anche il supporto della legge. Salvo poi scandalizzarsi per una magistratura fascista quando la pseudolegge(1) “vietato esultare per la morte di X” viene applicata al caso nassiriya o alla morte di Filippo Raciti.

Io sinceramente preferisco un ambiente dove legge e morale son distinte, dove l’imbecille, a causa della sua imbecillità, nel caso viene emarginato dalla società e non perseguito dalla magistratura, e pazienza se per avere ciò debba vedere stupidaggini su faccialibro. Meglio quello che un ritorno allo stato etico base dei vari *ismi del XX secolo.

(1) Legge inesistente ma spacciata come esistente da media e opinione pubblica. Come la celebre legge ruby: “vietato far sesso con una minorenne”. La realtà è diversa.

Legge e discriminazioni…

Talvolta leggendo i forum su internet penso che ci siano molti punti di contatto fra la costituzione italiana e il Necronomicon, entrambi spesso vengono citati da persone che ne hanno solo sentito parlare e si basano su informazioni di terza mano, ed inoltre alcuni loro brani sono interpretati in maniera alquanto fantasiosa.

Stavo leggendo quanto capitato a Trento, Trento, non smentisce omosessualità, la scuola non le rinnova il contratto. La vicenda, per come è stata riferita, di per sé apparirebbe abbastanza squallida e riprovevole. Quello che non mi è piaciuto invece sono state le sbroccate al contorno condite di robustissimo anticlericalismo condite di un sacco di citazioni “a pera” di costituzione e leggi.

Prima cosa: il non rinnovo di un contratto non è un licenziamento, una volta scaduto un contratto io sono libero di non rinnovarlo e non son tenuto a fornire alcuna giustificazione della mia scelta, diverso è il caso in cui decido di licenziare un mio dipendente; in quel caso è la legge stessa ad imporre che l’atto debba essere validamente motivato.

Licenziare Tizio perché la posizione di Urano nel suo tema natale è sfavorevole alla prosecuzione del rapporto di lavoro verrà inappellabilmente cassata dal giudice del lavoro, il  non rinnovare, per lo stesso motivo, un contratto scaduto invece è perfettamente lecito.

“Se il mancato rinnovo, come sostenuto dall’insegnante, fosse basato su un orientamento che attiene ad una sfera personalissima la cosa sarebbe grave: l’ordinamento italiano vieta licenziamenti discriminatori, anche se si tratta di mancato rinnovo il principio è il medesimo” è quanto dichiarato da Sara Ferrari, assessore alle pari opportunità della provincia di Trento.

ecco perché quanto sopra è una boiata pazzesca.

La costituzione italiana contiene tanti principi contro le discriminazioni ma la legge può intervenire solo in due casi: o un comportamento attivo come Tizio che volantina contro il ristorante di Caio perché Caio è omosessuale; oppure un comportamento omissivo in presenza di un obbligo di legge, come ad esempio  Tizio che si rifiuta di servire al suo ristorante Caio perché omosessuale.

Non può intervenire invece in comportamenti omissivi di azioni non imposte da obblighi di legge: Tizio decide di non andare al ristorante di Caio perché omosessuale. Siccome Tizio non ha alcun obbligo sancito dalla legge di andare al ristorante e nessun obbligo di motivare le sue scelte è libero di andare al ristorante di Sempronio senza dover rendere di conto a nessuno.

Intanto la docente non ha ancora deciso se sporgere o meno denuncia. “Dalla preside non ho ricevuto neanche una telefonata, non so se sporgerò denuncia, al momento sono disoccupata, ma non voglio più avere a che fare con quella scuola”

Questa è l’alta cosa che mi ha fatto riflettere il vedere la giustizia non come uno strumento per stabilire ragioni e torti ma come un giustiziere che deve raddrizzare il mondo “legnando”  i cattivi. È un grave errore il confondere un giudice con un giustiziere. Abbiamo avuto per 20 anni una giustizia ingolfata proprio perché troppi pensavano ai giudici come a giustizieri che avrebbero dovuto legnare il berlusco… Confondere “giustizia” con “morale” è un errore alquanto grave.

Conclusione: la scuola forse ha sbagliato(1) nel voler indagare sul privato della persona, ed è sbagliato prendere a pretesto il caso per chiedere leggi più invasive della sfera delle libertà personali. Sì, essere un testa di cavolo è una libertà personale, la legge deve limitarsi a vietare e nel caso sanzionare i comportamenti da testa di cavolo ma non può, e neppure deve pretendere, di cambiare la testa alle persone come invece tentava di fare la santa inquisizione…

(1) Vorrei sentire tutte le campane e possibilmente dalle fonti originali. Con i taglia e incolla è facile far apparire papa Ciccio I come amante del bunga bunga allo stesso modo di Silvietto…

 

sommelier di merda, ovvero la legge sull’omofobia

Ieri il parlamento con l’approvazione della legge contro la così detta omofobia ha toccato uno dei punti più bassi della storia repubblicana. Grosso modo la legge contro l’omofobia è una legge che estende la legge mancino aggiungendo alle discriminazioni già sanzionate da tale legge anche le discriminazioni dovute all’orientamento sessuale. La legge Mancino è una legge nata nel primo dopoguerra quando ancora c’era il rischio di un ritorno del fascismo con lo specifico compito di rendere difficoltosa la propaganda fascista nello spirito della disposizione transitoria della costituzione. Oggi, a più di sessant’anni dalla fine del fascismo oramai sembra essere una legge obsoleta considerato che oramai è impossibile che risorga un partito fascista e che basta applicare il resto delle leggi e delle aggravanti previste nel codice penale per ottenere gli stessi risultati.

Invece si è voluto, come al solito, aggiungere una nuova fattispecie di reato alle altre millemila che ingolfano il codice penale.

Per il resto con l’approvazione da parte della camera della proposta di legge e il suo passaggio al senato è volata un bel po’ di merda ovunque.

1) sugli omosessuali considerati una categoria protetta come teneri panda, visto che serve una legge ad hoc contro le vessazioni nei loro confronti, non bastando o non essendo applicate quelle che già puniscono, o almeno dovrebbero, le vessazioni, il bullismo, le molestie. Dichiarandoli dei teneri panda bisognosi di tutele speciali, tutele superflue per i cittadini normali.

2) sullo stato di diritto e l’eguaglianza giuridica fra i cittadini facendo differenza fra le vessazioni subite da Tizio perché grasso e da Caio perché omosessuale facendo di fatto una graduatoria delle vittime dei bulli. Ci son vessazioni più accettabili e meno accettabili, ottima occasione per fare i sommelier di merda. L’obiezione che ciò sia giusto perché storicamente gli omosessuali sono stati perseguitati è una debole difesa; se così fosse perché non inserire anche un comma, nella legge, contro la satanistofobia, l’ereticofobia e la stregofobia, e ricordando quanto fatto da nerone la cristianofobia?

3) la libertà di espressione sempre più stretta nelle pastoie della religione civile del politically correct, che abusa (nota bene “abusa” e non “usa”) della legge per imporre la sua visione del mondo. Tanto per dirne un altra oramai qualsiasi critica alla Kyenge è razzismo(1), per quanto correttamente espressa, garbata e validamente motivata, altro effetto perverso del politically correct. Adesso il dichiararsi contro certe pratiche come la fecondazione eterologa o il gioco degli uteri in affitto sarà omofobia.

4) I grillini che con il bacio alla camera dimostrano di essere più un’assemblea di liceo occupato che un partito politico. E pensare che si scandalizzavano per la mortadella mangiata in aula o le chiassate della lega.

(1) Mi chiedo cosa sarebbe successo se alla sciura invece che banane avessero tirato un duomo o un treppiedi.