Ogni pretesto è buono per fare una sceneggiata…

Stavo leggendo la lettera delle donne del cinema italiano contro le molestie. Imho una gran paraculata per avere visibilità, frignare un pochettino e magari strappare qualche contentino o, per quelle oramai fuori dal giro, qualche comparsata nei salotti televisivi.
Per il resto i soliti vacui luoghi comuni e le solite bufale che vedono le donne sempre e solo come sante vittime.

Fonte: http://www.repubblica.it/spettacoli/people/2018/02/01/news/dissenso_comune_le_donne_del_cinema_italiano_contro_le_molestie_contestiamo_l_intero_sistema_-187823453/

Oltre 120 attrici, registe, produttrici, donne che lavorano nella comunicazione dello spettacolo, hanno sottoscritto una lettera che muove dal caso Weinstein. Un testo che non vuole puntare il dito contro un singolo ‘molestatore’ ma l’intero sistema di potere

Parliamo della prima paraculata: non vuole puntare il dito contro il singolo ma contro il sistema. Mentre il sistema si può accusare anche a vanvera di tutto e di più senza dover avere per forza l’onere della prova. Mentre accusare il signor Tizio Caio di essere un molestatore e non essere in grado di dimostrarlo in tribunale porta il rischio che poi il signor Tizio Caio denunci a sua volta per calunnia.
No, no, meglio prendersela con il sistema (o qualche altro nemico immaginario).

Piacere. Io sono il sistema.

Si chiama Dissenso comune ed è una lettera manifesto firmata da 124 attrici e lavoratrici dello spettacolo. Due mesi di incontri e confronti tra un gruppo sempre più largo di donne, per intervenire con la forza di un collettivo e non lasciare che le testimonianze dei mesi scorsi restassero solo voci isolate. Il primo passo verso una serie di iniziative per cambiare il sistema, non solo nel mondo dello spettacolo: “Unite per una riscrittura degli spazi di lavoro e per una società che rifletta un nuovo equilibrio tra donne e uomini”.

DISSENSO COMUNE
Dalle donne dello spettacolo a tutte le donne. Unite per una riscrittura degli spazi di lavoro e per una società che rifletta un nuovo equilibrio tra donne e uomini.

Da qualche mese a questa parte, a partire dal caso Weinstein, in molti paesi le attrici, le operatrici dello spettacolo hanno preso parola e hanno iniziato a rivelare una verità così ordinaria da essere agghiacciante. Questo documento non è solo un atto di solidarietà nei confronti di tutte le attrici che hanno avuto il coraggio di parlare in Italia e che per questo sono state attaccate, vessate, querelate, ma un atto dovuto di testimonianza. Noi vi ringraziamo perché sappiamo che quello che ognuna di voi dice è vero e lo sappiamo perché è successo a tutte noi con modi e forme diverse.

Bene, le prove prego. Prove a prova di tribunale, non la fallacia ad populum. Anche se tutta la gggente credesse che la terra sia ferma al centro dell’universo lei “eppur si muove”.

Noi vi sosteniamo e sosterremo in futuro voi e quante sceglieranno di raccontare la loro esperienza. Quando si parla di molestie quello che si tenta di fare è, in primo luogo, circoscrivere il problema a un singolo molestatore che viene patologizzato e funge da capro espiatorio. Si crea una momentanea ondata di sdegno che riguarda un singolo regista, produttore, magistrato, medico, un singolo uomo di potere insomma. Non appena l’ondata di sdegno si placa, il buonsenso comune inizia a interrogarsi sulla veridicità di quanto hanno detto le “molestate” e inizia a farsi delle domande su chi siano, come si comportino, che interesse le abbia portate a parlare. Il buon senso comune inizia a interrogarsi sul libero e sano gioco della seduzione e sui chiari meriti artistici, professionali o commerciali del molestatore che alla lunga verrà reinserito nel sistema. Così facendo questa macchina della rimozione vorrebbe zittirci e farci pensare due volte prima di aprire bocca, specialmente se certe cose sono accadute in passato e quindi non valgono più.

Il buon senso, e guardacaso anche la costituzione più bellissima del mondo, dice che la responsabilità penale è personale. Poi il buon senso dice anche che per condannare una persona servono delle prove, prove che devono reggere ad un dibattimento in tribunale. Dice anche che l’onere della prova è lasciato a chi accusa e non a chi deve diffendersi. Qual’è l’alternativa? Accuse basate sul “si dice che…”, “è noto che…” che da congetture diventano prove evidentissime, che siccome una donna ha commesso infanticidio tutte le donne son potenziali infanticide, che è sempre colpa della strega perché è la strega… In pratica il ritorno al medioevo ed ai processi in piazza con la folla che ti spediva sul rogo perché eri una strega senza tanti cavilli legali. Tutto bellissimo tranne quando finivi tu sulle fascine. Questo è il caso di una femminista che si è ricreduta del fatto che l’essere pisello-forniti sia valida prova di colpevolezza, si è ricreduta quando nel tritacarne c’è finito il figlio…

Insomma, che non si perda altro tempo a domandarci della veridicità delle parole delle molestate: mettiamole subito in galera, se non in galera al confino, se non al confino in convento, se non in convento almeno teniamole chiuse in casa. Questo e solo questo le farà smettere di parlare! Ma parlare è svelare come la molestia sessuale sia riprodotta da un’istituzione. Come questa diventi cultura, buonsenso, un insieme di pratiche che noi dovremmo accettare perché questo è il modo in cui le cose sono sempre state, e sempre saranno.

Vogliamo l’inversione dell’onere della prova? quindi se venisse accusato un marito, un figlio, un fratello o anche una “sorella di lotta” questa dovrebbe andare al gabbio senza passare dal via perché la presunta vittima ha sempre ragione e deve essere l’accusato a discolparsi?

Leggendo le firme a corredo mi è venuta in mente questa vecchia battuta: “tutte le donne sono troie tranne la mamma, la moglie, la sorella e la figlia.”; fra i nomi delle firmatarie ci son sorelle, figlie, mogli di registi e attori famosi. Anche babbo, il fratellino, il marito sono o eranio parte del sistema? o il fatto di essere “il padre, il fratello, il marito” è per loro cagione di salvezza qualora venissero accusati di far parte del sistema?

La scelta davanti alla quale ogni donna è posta sul luogo di lavoro è: “Abituati o esci dal sistema”.

Non è la gogna mediatica che ci interessa. Il nostro non è e non sarà mai un discorso moralista. La molestia sessuale non ha niente a che fare con il “gioco della seduzione”. Noi conosciamo il nostro piacere, il confine tra desiderio e abuso, libertà e violenza.

Bene quali sono i limiti? come distinguere il gioco della seduzione dalla molestia e il gioco della seduzione dall’esposizione e dalla vendita della mercanzia? Decidere dopo cinque e passa anni che non era seduzione ma era molestia come si pone?

Perché il cinema? Perché le attrici? Per due ragioni. La prima è che il corpo dell’attrice è un corpo che incarna il desiderio collettivo, e poiché in questo sistema il desiderio collettivo è il desiderio maschile, il buonsenso comune vede in loro creature narcisiste, volubili e vanesie, disposte a usare il loro corpo come merce di scambio pur di apparire. Le attrici in quanto corpi pubblicamente esposti smascherano un sistema che va oltre il nostro specifico mondo ma riguarda tutte le donne negli spazi di lavoro e non.

Femminismo uber alles…

La seconda ragione per cui questo atto di accusa parte dalle attrici è perché loro hanno la forza di poter parlare, la loro visibilità è la nostra cassa di risonanza. Le attrici hanno il merito e il dovere di farsi portavoce di questa battaglia per tutte quelle donne che vivono la medesima condizione sui posti di lavoro la cui parola non ha la stessa voce o forza.

Magari qualche aiuto concreto per la poveraccia veramente sotto ricatto sarebbe gradito più che grandi pipponi pseudomoralistici a scopo pubblicitario.

La molestia sessuale è fenomeno trasversale. È sistema appunto. È parte di un assetto sotto gli occhi di tutti, quello che contempla l’assoluta maggioranza maschile nei luoghi di potere, la differenza di compenso a parità di incarico, la sessualizzazione costante e permanente degli spazi lavorativi. La disuguaglianza di genere negli spazi di lavoro rende le donne, tutte le donne, a rischio di molestia poiché sottoposte sempre a un implicito ricatto. Succede alla segretaria, all’operaia, all’immigrata, alla studentessa, alla specializzanda, alla collaboratrice domestica. Succede a tutte.

Alè piagnisteo e bufale per pietire. Le donne guadagnano meno, lo dice la statistica. Ma la statistica dice anche che le donne fanno più assenze, fanno meno straordinario, fanno lavori meno rischiosi (il 90% delle morti bianche ha il pisello) e son più lente nel ragionare. Mi sembra che tali argomenti giustifichino ampiamente il gender gap. Comunque sarei curioso di vedere un contratto collettivo di lavoro italiano dove viene prevista, per i maschietti e solo per loro, l’indennità di pisello…

Nominare la molestia sessuale come un sistema, e non come la patologia di un singolo, significa minacciare la reputazione di questa cultura.

Noi non siamo le vittime di questo sistema ma siamo quelle che adesso hanno la forza per smascherarlo e ribaltarlo.

Noi non puntiamo il dito solo contro un singolo “molestatore”. Noi contestiamo l’intero sistema.

Questo è il tempo in cui noi abbiamo smesso di avere paura. (Seguono firme)

 

Sinceramente: mi sembra solo una campagna pubblicitaria che sfrutta il moda del momento per farsi tanta pubblicità a basso costo.  Perché se ne parla solo adesso “che è diventato una moda”?  Perché tanta gente che ieri era bene ammanigliata adesso denuncia il sistema? A pensar male direi che passare per povera vittima è meglio di passare per complice.

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Ius sola/2

Nell’articolo che avevo scritto sullo ius soli ho ricevuto questo commento; commento che contiene le stesse argomentazioni che avevo letto in tanti altri commenti pro ius soli. Commenti che talvolta fanno pensare che l’italia sia il lume delle gggenti e che sia un onore avere la cittadinanza di un cotale stato illuminato. Neanche fosse la cittadinanza romana ai tempi di Caio Giulio Cesare.

Come hai fatto notare non c’è alcun automatismo, quindi chi parla di invasione di donne incinte è in malafede. Anche perché almeno uno dei genitori deve avere il permesso di soggiorno di lungo periodo e altri requisiti.

Che stranamente vengono omessi quando si parla di ius soli.

Questa legge era stata proposta per superare il fatto che, adesso, un minorenne extracomunitario deve aspettare la maggiore età per chiedere la cittadinanza.

Anche se cambia la legge deve aspettare la maggiore età per chiederla lui. Anche con la nuova legge, un minore non può chiedere la cittadinanza. in ogni caso la cittadinanza deve essere chiesta da un tutore. Quindi se il tutore, chiamiamolo Tizione, non vuole o non ha interesse che Tizietto diventi italiano, Tizietto, anche con la nuova legge, non diventa italiano. Sorvoliamo poi sulla poca accortezza di avere un minore con la cittadinanza italiana ed i tutori (genitori o chi ne fa le veci) con un’altra. Già il capire a quale diritto di famiglia far riferimento è un bel bordello.

Poi ci sarebbe anche un altro rischio: Tizione potrebbe chiedere la cittadinanza per il figlio Tizietto ma non per Tizietta, la sorella gemella di Tizietto. Quindi Tizietto cittadino italiano, Tizietta, la sorella gemella, invece rimane cittadina sverveggese. E la colpa di questa “discriminazione” di chi sarebbe?

E ha tempo un anno, quindi dai 18 ai 19 anni per farlo.

Con il binario agevolato. Oppure può chiederlo dopo con la procedura standard. Che problemi ci sono?

Ora, un marocchino o filippino che nasce in Italia, e non torna mai al suo paese o al massimo solo per trovare i parenti durante le vacanze, è italiano o no?

La domanda non ha senso, non confondiamo “l’essere” con “l’avere la cittadinanza di”, se Tizio ha la cittadinanza della svervegia è cittadino sverveggese.

Perché farlo aspettare tutto questo tempo per avere la cittadinanza?Quando americani di origine italiana che non sanno nemmeno la lingua ottengono la cittadinanza perché nonno Giuseppe veniva dall’Abruzzo.

Siccome esiste lo ius sanguinis allora è giusto lo ius soli? mi sembra una motivazione alquanto debole.

Inoltre questi minorenni, che passano tutta la vita in Italia, devono chiedere il passaporto di un paese con cui hanno pochi contatti per girare all’interno della UE.

Se vanno a fare visita ai nonni in marocco o nelle filippine il passaporto lo devono avere. E poi nel caso invece non l’abbiano, che problema ci sarebbe a chiedere all’ambasciata del paese cui hanno la cittadinanza un passaporto? devono sottoporsi a tremende ordalie? i loro paesi son talmente incivili da non permettere di fare documenti mediante consolato o ambasciata? Cioè la legge serve per evitare qualche piccolo fastidio?
Un genitore che non vuol prendersi la “rottura” di chiedere un passaporto per Tizietto, si prenderà la rottura di fare tutta la trafila per chiedere la cittadinanza per lui? Mi sembra una ipotesi poco realistica.

Ius sola

a quanto pare la proposta di legge sullo “ius soli” è definitivamente tramontata per questa legislatura.

Ed ovviamente nei social è partita la narrazione che vuole i buoni buonissimi tutti da una parte contro i cattivissimi nazifascioleghisti che vanno a rapire i poveri migranti per mandarli nei lager libici e che costringe i bambini che nascono in italia da non italiani ad essere apolidi.

E già questa narrazione dovrebbe far capire il livello di stronzate inventate per sostenere la legge.

Vorrei riproporre un paio di considerazioni.

La prima è la legge non prevede alcun automatismo (nasci in italia -> sei italiano); ergo per far scattare “lo ius soli” occorre che venga presentata una domanda. E visto che un minore non ha il potere legale di presentarla chi dovrà presentarla per lui? I genitori od i tutori.  Quindi se babbo e mamma non vgliono che tizietto prenda la cittadinanza italiana, tizietto deve aspettare i 18 anni. Se Tizietto preferiva continuare a tenere la cittadinanza finlandese, tizietto dovrà aspettare a 18 anni per richiederla (sempreché la finlandia lo permetta), altrimenti sarà costretto a rimenere, controvoglia, italiano.

Poi nel caso un minore possa conseguire una cittadinanza diversa da quella dei genitori; a quale diritto di famiglia si dovrà far riferimento? Quello dei genitori o quello italiano? Possono diventare questioni abbastanza spinose. Ad esempio se Tizia, minorenne italiana, figlia di Caio che ha tenuto la cittadinanza sverveggese, viene spedita in svervegia per sposare, con rito sverveggese, Ulf il cuggino del nonno, e chiede assistenza all’ambasciata italiana? Che succede?

Per me sarebbe meglio che la scelta, per lui, la faccia tizietto quando ha i pieni poteri legali per farla e non che la debba subire da altri.

La seconda è che presentare lo ius soli come automatismo (nasci in italia -> diventi cittadino italiano1) serve solo a fare uno spottone per convincere tante donne a tentarsela di partorire in italia, ovvero rischiarsi una traversata con gli scafisti ed i trafficanti libici. Un comportamento accorto come promuovere il gioco d’azzardo in ogni dove ed ogni quando, salvo poi lamentarsi dell’aumento delle ludopatie.

La terza l’avevo già descritta bene qui: trovo che il dare del nazipedoterrosatanista a chiunque manifesti qualche perplessità verso la legge più buona che c’è manifesti in realtà una incapacità di argomentare che riesca ad andare oltre: è così perché noi siamo i buoni e loro i cattivi.

PS

Per un approfondimento rimando al testo che scrisse Mattia Butta. Testo che ovviamente condivido.

 

 

Mastella assolto dopo 9 anni dopo l’inchiesta che portò a caduta di Prodi – Il Fatto Quotidiano

Forse qualcuno che strilla “inquisito = colpevole” e, “un politico indagato ha il dovere di dimettersi” dovrebbe farsi qualche domanda su quanto possano essere pericolose tali idee1.

Come risarcire Mastella, Prodi etc? spediamo Renzi a casa e richiamiamo il professore con tutta la sua allegra coalizione per fargli completare la legislatura interrotta dall’avviso di garanzia a Mastella?

Forse sarebbe opportuno fare qualche riflessione sui PM d’assalto e su certe inchieste sgangherate, le cui prove più forti sono le urla della clacque che applaude nei giornali sostenitori?

Sono assoluzioni nel merito per l’ex ministro, la moglie Sandra Lonardo, l’ex consuocero Carlo Camilleri e gli ex assessori regionali Andrea Abbamonte e Luigi Nocera. “Non costituiscono reato” per il presidente della IV sezione del Tribunale di Napoli Loredana Acierno i fatti e le accuse che nel lontano gennaio 2008 provocarono un terremoto politico

Sorgente: Mastella assolto dopo 9 anni dopo l’inchiesta che portò a caduta di Prodi – Il Fatto Quotidiano


  1. idee guardacaso valide per gli altri, mentre invece per sé vale il garantismo “duro” alla ghedini per intenderci. 

Apologia di fascismo, facciamo un poco di chiarezza

L’italia è il paese dove molti confondono il codice penale con il fantadiritto basato sulle castronerie scritte dai giornali. Ad esempio il celebre reato commesso da Berlusconi con Ruby: “sesso con minorenne”. Peccato che tale reato non esista in italia, esiste il reato di violenza sessuale, violenza che viene sempre presunta se un partner ha meno dell’età del consenso, ed esiste il reato di prostituzione minorile. Con una sedicenne consenziente un novantenne invece può, in maniera del tutto lecita e legittima, farci tutto il kamasutra acrobatico1.

Idem per l’apologia di fascismo, nazicomunismo eccetera.

La costituzione (XII disposizione provvisoria e finale) è chiara

È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.

Vieta la riorganizzazione del partito fascista sotto qualsiasi forma.

Quella disposizione venne recepita dalla così detta legge Scelba che è molto chiara su cosa sia da intendersi come “riorganizzazione del partito fascista” (qui il testo vigente della legge); gli articoli interessanti sono l’articolo 1, 4 e 5 (grassetti miei).

Art. 1
((Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalita’ antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle liberta’ garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attivita’ alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista)).

***

Art. 4.
(Apologia del fascismo) Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalita’ indicate nell’articolo 1 e’ punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire duecentomila a lire cinquecentomila.
((Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalita’ antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena e’ della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni)).
La pena e’ della reclusione da due a cinque anni e della multa da cinquecentomila a due milioni di lire se alcuno dei fatti previsti nei commi precedenti e’ commesso con il mezzo della stampa. La condanna comporta la privazione dei diritti previsti nell’articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale, per un periodo di cinque anni.

***

Art. 5.
(Manifestazioni fasciste) ((Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste e’ punito con la pena della reclusione sino a tre anni e con la multa da duecentomila a cinquecentomila lire. Il giudice, nel pronunciare la condanna, puo’ disporre la privazione dei diritti previsti nell’articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale per un periodo di cinque anni)).

Da notare alcune cose: la legge, all’articolo 1, da attuazione alla costituzione vietando la creazione di un partito che persegue finalità antidemocratiche analoghe a quelle perseguite dal partito fascista usando i metodi descritti nell’articolo.

L’articolo 4 e 5 invece vietano l’esaltazione del fascismo e la sua apologia e le sue manifestazioni; per capire cosa si intenda per apologia è interessante leggere due sentenze della corte costituzionale (sentenza 1/1957 e  sentenza 74/1958)

(…) L’art. 4 va esaminato in rapporto al primo comma della XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione, che statuisce: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.

Come risulta dal contesto stesso della legge 1952 (le cui norme, ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 10, cesseranno di avere vigore appena saranno state rivedute le disposizioni relative alla stessa materia del Codice penale), l’apologia del fascismo, per assumere carattere di reato, deve consistere non in una difesa elogiativa, ma in una esaltazione tale da potere condurre alla riorganizzazione del partito fascista. Ciò significa che deve essere considerata non già in sé e per sé, ma in rapporto a quella riorganizzazione, che è vietata dalla XII disposizione.

Trattasi non di una istigazione diretta, perché questa è configurata nell’art. 2 della legge 1952, bensì di una istigazione indiretta a commettere un fatto rivolto alla detta riorganizzazione e a tal fine idoneo ed efficiente.

La riprova che l’apologia, in realtà, consista in una istigazione indiretta si desume dall’art. 414 del Codice penale (che non trovasi modificato nel progetto preliminare per la riforma del detto codice, redatto dall’ultima Commissione ministeriale), articolo il quale – sotto l’intestazione “Istigazione a delinquere” – nell’ultimo comma prevede precisamente l’apologia di uno o più delitti. Appunto per ciò la dottrina ha ritenuto che il reato di apologia costituisca una forma di istigazione indiretta.

Consegue che non può istituirsi il raffronto, che è stato dedotto, tra l’art. 4 della legge n. 645 del 1952 e l’art. 21 primo comma della Costituzione.

***

(…) Chi esamini il testo dell’art. 5 della legge isolatamente dalle altre disposizioni, e si limiti a darne una interpretazione letterale, può essere indotto, come è accaduto alle autorità giudiziarie che hanno proposto la questione di legittimità costituzionale, a supporre che la norma denunziata preveda come fatto punibile qualunque parola o gesto, anche il più innocuo, che ricordi comunque il regime fascista e gli uomini che lo impersonarono ed esprima semplicemente il pensiero o il sentimento, eventualmente occasionale o transeunte, di un individuo, il quale indossi una camicia nera o intoni un canto o lanci un grido. Ma una simile interpretazione della norma non si può ritenere conforme alla intenzione del legislatore, il quale, dichiarando espressamente di voler impedire la riorganizzazione del disciolto partito fascista, ha inteso vietare e punire non già una qualunque manifestazione del pensiero, tutelata dall’art. 21 della Costituzione, bensì quelle manifestazioni usuali del disciolto partito che, come si è detto prima, possono determinare il pericolo che si è voluto evitare.

La denominazione di “manifestazioni fasciste” adottata dalla legge del 1952 e l’uso dell’avverbio “pubblicamente” fanno chiaramente intendere che, seppure il fatto può essere commesso da una sola persona, esso deve trovare nel momento e nell’ambiente in cui è compiuto circostanze tali, da renderlo idoneo a provocare adesioni e consensi ed a concorrere alla diffusione di concezioni favorevoli alla ricostituzione di organizzazioni fasciste.

La ratio della norma non è concepibile altrimenti, nel sistema di una legge dichiaratamente diretta ad attuare la disposizione XII della Costituzione. Il legislatore ha compreso che la riorganizzazione del partito fascista può anche essere stimolata da manifestazioni pubbliche capaci di impressionare le folle; ed ha voluto colpire le manifestazioni stesse, precisamente in quanto idonee a costituire il pericolo di tale ricostituzione.

Quindi:

1- l’apologia del fascismo finalizzata alla ricostituzione del partito fascista è già presente nella legge Scelba, attualmente in vigore.

2 -Come precisato dalla corte costituzionale, a meno che non sia finalizzato alla ricostituzione del partito fascista o la creazione di un partito che persegue la presa del potere mediante lotta armata ed altri sistemi fascisti, l’esaltazione di mussolini, l’indossare una camicia nera o fare il saluto romano rientra nelle manifestazioni di libertà di pensiero.

3 – Alla luce delle sentenze della corte costituzionale la norma Fiano, che mira a vietare l’esposizione di simboli fascisti o qualunque parola o gesto che ricordi il regime fascista, rischia di essere considerata “incostituzionale” in quanto in contrasto con l’articolo 21. Terra terra: finché io non prendo le armi contro lo stato o miro a riorganizzare il partito fascista posso raccontare che mussolini sia stato lo statista più grandissimo del mondo, vestirmi da balilla e cantare a squarciagola faccetta nera2.

4 – Ripeto il legislatore ha inteso “punire” chi mira a ricostituire il partito fascista, non chi ha causato più di X morti. Le polemiche su chi abbia fatto più merda fra comunismo, nazismo, fascismo o turbocapitalismo liberista c’entrano con le disposizioni della costituzione come i cavoli a merenda.

5 – Paradossalmente se io fondassi il Partito Rivoluzionario del Popolo del grande Pdor (figlio di Kmer) che mira a prendere il possesso dello stato con le armi e trasformarlo nella teocrazia di Pdor ove governeranno solo gli eletti di Pdor e gli altri, gli uomini della terra dei fichi d’india, verranno condannati a lavorare con il sudore della fronte e partorire con dolore, sarei condannabile per la legge Scelba.


  1. un bel modo per morire. 
  2.  guardacaso canzone non gradita al regime fascista proprio perché parlava di integrazione “faccetta nera sarai Romana…” e di rapporti paritetici con gli abitanti delle colonie.
    Ma queste persone sanno che Benito Mussolini odiava Faccetta nera? Aveva addirittura tentato di farla bandire. Per lui era troppo meticcia: inneggiava all’unione tra “razze” e questo non era concepibile nella sua Italia imperiale, che presto avrebbe varato le leggi razziali che toglievano diritti e vita a ebrei e africani. Oggi però, ed è qui il paradosso, il regime fascista è ricordato proprio attraverso questa canzone che detestava.
    fonte: https://www.internazionale.it/opinione/igiaba-scego/2015/08/06/faccetta-nera-razzismo 

Nello scontro fra neofascisti e clandestini chi perde è lo stato

Il “giustiziere della notte” era un bel film con charles bronson. Racconta la storia di un ingegnere Paul Kersey al quale un gruppo di balordi uccide la moglie e violenta la figlia. Vedendo che la polizia è impotente contro la microcriminalità decide di farsi giustizia da solo. La fine del film è emblematica; finalmente la polizia lo scopre ma l’indagine viene insabbiata sia perché Kersey, soprannominato il giustiziere della notte, è un eroe per la popolazione, già iniziavano a spuntare degli emuli, sia perché il suo arresto avrebbe causato maggiore sfiducia nella polizia. Quindi Kersey invece di venire incriminato venne semplicemente convinto a smettere e trasferirsi a Chicago.

Ad Ostia sta capitando qualcosa di simile; molti sono infastiditi da venditori abusivi insistenti, parcheggiatori abusivi e microcriminalità; spesso la soluzione proposta al problema è il negare il problema: dici che sei infastidito solo perché sei un fasciorazzista e tonnellate di retorica su accoglienza, fratellanza e ammore. Che poi pensando ad esempio ai fatti di Capalbio, ci si rende conto che tali trombonate son solo tentativi di fare tanto i froci con il culo degli altri.

Questo è quanto capitato ad Ostia

fonte:http://www.corriere.it/video-articoli/2017/07/10/ronde-casapound-spiaggia-ostia-cacciati-venditori-ambulanti/082ad9d4-6553-11e7-a5ea-ffe2be8246f0.shtml?refresh_ce-cp

Un blitz anti ambulanti i sulla spiaggia di Ostia con tanto di pettorine con la scritta CasaPound. È accaduto ieri sul litorale romano, dove la scena è stata ripresa da un video. «I venditori abusivi – sostiene nel filmato Luca Marsella, responsabile locale di Cpi – oltre a cianfrusaglie di dubbia provenienza, vendono anche bibite facendo concorrenza sleale ai legittimi concessionari delle strutture che invece sono sovente tartassati da controlli di vigili». I militanti di CasaPound erano circa una quindicina.

(…)

A promettere che il blitz sarebbe stato segnalato alla polizia era stato Domenico Vulpiani, commissario di Ostia: «Sono atti di forza che non possono essere tollerati», aveva sottolineato il prefetto definendo l’iniziativa di CasaPound «strumentale». Anche perché sull’abusivismo commerciale c’è un «piano di controlli della polizia locale d’intesa con la capitaneria di porto» che riguarda i 18 chilometri circa del litorale. E infatti il Comando generale della municipale ricorda che i controlli vengono effettuati «dall’inizio di giugno ogni fine settimana» e che «finora sono centinaia i sequestri di migliaia di articoli illegali e merce alimentare non tracciabile».

Io vedo molti paralleli con il “giustiziere della notte”: la polizia non è percepita come funzionante ed efficace si aprono praterie per i “giustizieri” pronti a carpire simpatie ed a presentarsi come i buoni contro i cattivi ed uno stato connivente con i cattivi1. In pratica lo stato non viene percepito come utile od efficace ma solo un nemico da abbattere. Questo è quello che è realmente capitato in italia negli anni ’20. Un governo debole ed inconcludente incapace di accontentare la richiesta di sicurezza della piazza, azioni confuse e sconclusionate. Logico che all’anarchia ed al caos molti preferirono i pagliacci in camicia nera pensando, erroneamente, che era solo una cura passeggera per eliminare il pericolo “rosso” e calmare i “bianchi”. Tragico errore che si pagò con conto salatissimo.

La colpa di Ostia è dello stato assente; se non ti attivi per risolvere il problema o peggio, fai finta di non vederlo per motivi politici, evitare accuse di razzismo e fascismo gratuite2, poi qualcuno lo risolve, male, ma si prende il merito della risoluzione. La situazione è grave e merita un intervento un poco più coordinato di una semplice incriminazione di casa pound. Occorre sia far capire che il “monopolio della forza” lo ha solo lo stato ed occorre però anche far vedere che lo stato lo usa contro tutti quelli che evadono le leggi, siano essi wannabe punisher o venditori abusivi, è l’unico modo per disinnescare la situazione. L’alternativa è il trovarsi tanti emuli del Giustiziere in giro con uno stato che alza le braccia e si arrende. Ironico: per evitare accuse “pretestruose” di fascismo3 si lascia la piazza ai fascisti veri.


  1. piaccia o no New York è stata riportata in carreggiata grazie alla “cura Giuliani” non di certo grazie a tonnellate di ipocrisia fintobuonista sulla comprensione e l’accoglienza. 
  2. alla fine “fascista” nel linguaggio dei “compagni” ha perso qualsiasi riferimento al fatto storico ed è diventato sono un sinonimo di: “idea che non mi trova d’accordo”.
    “per me il cioccolato fondente è migliore di quello al latte”; “Fascistaaa!!!!”. 
  3. non ci si può dire “per la legalità” e poi pretendere che le leggi vengano applicate “con intelligenza”, ovvero chiudendo tutti e due gli occhi, a seconda della simpatia verso l’inquisito. Se il commercio abusivo è vietato dalla legge va represso, se il divieto di commercio abusivo è troppo gravoso allora si abbiano le palle di chiedere l’abolizione di tale legge. Avere una legge ed applicarla ad arbitrio a seconda di come girano è la cosa peggiore possibile. 

i miei due centesimi sulla legge contro l’apologia di fascismo.

Stavo leggendo le polemiche sulla legge Fiano, la legge che, come erroneamente riportato dai media, dovrebbe punire l’apologia di fascismo.

Personalmente lo ritengo un grave errore per un sacco di motivi:

Prima considerazione; esiste già una legge che vieta l’apologia di fascismo: la legge Scelba; per come è stata annunciata nei media la legge Fiano sembra essere un doppione della legge Scelba. Sarebbe stato interessante sapere come mai la legge Scelba venga considerata oramai inadatta e occorra correggerla. Annunciare una legge per vietare l’apologia del Fascismo senza spiegare è annunciare un doppione.

Seconda considerazione: “blindare” una legge accusando chi non la condivide di essere pro fascisti (o pro omofobi o pro femminicidio…) è il modo migliore di sputtanare tale legge. Dividere il mondo in buoni buonissimi contro cattivi cattivissimi, ragionare “chi non è con noi al 100% allora è contro di noi”, chi non condivide la legge è un “omofobo femminicida fascista pedofilo nazista satanista che parcheggia il SUV in tripla fila e crede alla nipote di Mubarak” è il modo migliore per convincere i moderati, dell’una e dell’altra parte, che tale legge è solo il sogno morboso di un gruppo di folli esaltati, comportamento che poi porta a far fallire l’approvazione della legge perché i moderati pian piano si ritirano.

Terzo: ho come l’impressione che il PD stia usando il babau del fascismo per far coagulare tutte le sinistre a far quadrato contro il fascismo, idea sciocca e demenziale. Tutte le volte che il collante della sinistra è stato il mero antiqualcosa o è finita in una disfatta come nel 2001 oppure, come nel 2006, si è vinto, non si è riusciti a convincere e si è implosi perché appena il pericolo nero si occultava poco poco cominciava la solita, demenziale, gara a chi era il più puro che doveva epurare tutti. Votare una coalizione solo perché antifascista oramai viene percepito come una stupidaggine. Trovare insieme gente che fino al giorno prima si dava vicendevolmente ed allegramente del fascista (Renzi Vs ANPI). Quanto tempo riusciranno a stare assieme1 ?

Quarto una legge non può impedire alle persone di essere idiote, una legge può solo impedire, e sanzionare, i comportamenti da idiota. Non sarà una legge ad impedire ad un testa di cavolo di segarsi davanti ad un busto di mussolini o a non fargli credere che i gay facciano schifo o che il “pater familias” ha diritto di vita e di morte su tutti. Però puoi, e devi, bacchettarlo quando tenta di attuare i suoi deliri.

Quinto: quella legge è scritta male e ha più controindicazioni che benefici; fonte: http://www.ilpost.it/2017/07/10/m5s-legge-apologia-fascismo/

La proposta di legge di Fiano si chiama “Introduzione dell’articolo 293-bis del codice penale, concernente il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista”. La proposta ha un unico articolo e dice:

«Nel capo II del titolo I del libro secondo del codice penale, dopo l’articolo 293 è aggiunto il seguente:

Art. 293-bis. – (Propaganda del regime fascista e nazifascista). – Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici».

La proposta vuole dunque introdurre nel codice penale una nuova fattispecie relativa al reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. Sono già in vigore delle leggi in materia, la numero 645 del 20 giugno 1952 (la cosiddetta legge Scelba) e la numero 205 del 25 giugno 1993 (la cosiddetta legge Mancino). L’obiettivo della proposta vuole però delineare una nuova fattispecie che consenta di colpire solo alcune condotte che considerate individualmente non rientrano nelle normative già esistenti.

è una legge facilmente aggirabile, non esalto mussolini esalto la “romanità” e l’impero romano. (mi vietano il busto di giulio cesare?). Compro in stati esteri “per motivi di collezionismo”, sparo stronzate su siti esteri o in darknet. Siamo seri chi si imbarcherebbe in una rogatoria internazionale per trovare l’idiota che ha scritto “W il duce” in un sito/forum estero?
Poi come distinguere la propaganda “per esaltazione” dalla divulgazione “per storia”? Si entra in un ginepraio dal quale è difficile uscire. Meglio punire, solennemente, chi viola la legge scelba e chiudere un occhio sulle trollatine di bassa tacca.

Sesto: è stupido trasformare il fascismo in un tremendo babau; in primo luogo dimostri che ne hai ancora paura e quindi implicitamente riconosci il suo potere. E questo può spingere qualcuno a scegliere di sostenere Satana. E poi perché avere paura del fascismo e non del comunismo, della mafia o del terrorismo internazionale? Rendi il fascismo speciale e paradossalmente lo rendi accattivante per alcuni. Mentre dire: “idioti che credono a finte storie su una ideologia oramai morta, siamo in democrazia possono adorare chi gli pare, il duce, riina, lex luthor o il pinguino, finché rimangono nei binari della legge. Chi scrisse la legge Scelba fu furbo a voler sanzionare solo i tentativi di eversione ovvero la riscostituzione del partito fascista o di partiti che si richiamassero esplicitamente ai suoi sistemi per prendere il potere e a lasciar perdere le chiassate. Anzi poter dire “è grazie alla democrazia che voi potete dimostrare la vostra idiozia” rimane uno smacco per molti.

Settimo, e ultimo. questa legge così come le leggi sull’omofobia, il femminicidio ed altre simili sono realmente liberticide e possono essere usate maliziosamente per “chiudere la bocca a chi non è d’accordo”. Ricordo che vendola, a seguito delle polemiche riguardo al figlio che il suo compagno ha avuto grazie all’utero in affitto, rispondeva dando dell’omofobo a chiunque lo criticasse. Qualsiasi critica alla Kyenge, anche se corretta e validamente motivata, era a causa del razzismo, qualsiasi critica alla Boldrini, anche se corretta e validamente motivata, un attacco a tutte le donne.
Ci vuol poco a bollare come “fascista” e razzista chiunque non sia d’accordo all’accoglienza totale ed incondizionata di chiunque raggiunga in un modo o nell’altro il suolo italico o chiunque avanzi qualche dubbio sulla legge per lo ius soli.  Il solito sogno di vincere per squalifica dell’avversario. Si son visti i danni che tale tecnica ha creato quando è stata usata per eliminare politicamente mr. B.


  1. Semplice, il tempo di coesione è un tempo tale da essere contenuto all’interno del limite di indeterminazione di Heisenberg. 

leggi approvate per ricatto morale

Stavo leggendo le reazioni all’idea del moVimento di non votare lo ius soli e ho notato che, come al solito, quando non si trovano argomento “pro legge”, si ricorre agli argomenti “contro gli oppositori”.

Come già visto per l’omofobia, altra proposta di legge pessima ed inutile, chiunque si oppone alla legge sullo ius soli non è perché la legge non è scritta bene o crea molti più pasticci di quanti ne pretenda di risolvere1 ma solo perché è un becero razzista tale da far sembrare Hitler un agnellino. Così come chiunque è contrario alla legge sull’omofobia, magari perché come il sottoscritto pensa che sia meglio applicare le leggi già in vigore, leggi che puniscono le molestie, la diffamazione e le calunnie, le aggressioni e la violenza gratuita, che approvare l’ennesima, inutile, legge facciata.

“vostro onore non l’ho pestato a sangue perché omosessuale ma solo perché è un secchione di merda e per di più ciccione, terrone e appassionato di neomelodici”.
“ah non è omofobia: assolto allora”.

Non ci si rende conto che è proprio questo modo di agire a trasformare qualsiasi dibattito pubblico in uno scontro epocale ed a esasperare gli animi. E se si va alla guerra poi, che si vinca o si perda, rimangono rovine. Non sposo acriticamente Salvini e la lega (una terza linea promossa per mancanza di prime e seconde linee politiche di razza) ma sinceramente prendermi del razzista solo perché non sostengo una legge cretina mi fa girare un poco le scatole. E come me penso capiti a molti. Magari la prossima volta che ci si strappa le vesti per l’exploit della destra forse sarebbe meglio riflettere sulle strategie comunicative e rendersi conto che il vedere satana ovunque ci sia qualcuno che non è al 100% in accordo con noi non è una delle strategie politiche ottimali.


  1. uno su tutti: i genitori Caio e Caia hanno una cittadinanza non italiana ed il minore, Tizietto ha la cittadinanza italiana. Ciò porta ad un sacco di problemi legati al diritto internazionale; se Caio e Caia tornano al paese e divorziano, chi dovrebbe decidere per Tizietto? il tribunale del paese di Caio e Caia o il tribunale dei minori Italiano? Grossi casini per capire, in molti casi, quale debbano essere le leggi cui fare riferimento. oppure per l’obbligo scolastico: Caio e Caia tornano al paese d’orgine, Tizietto, che scuole deve frequentare? 

Il treno del giustiziere della notte

Stavo leggendo le notizie del treno ventimiglia – torino e della baby gang che vi ha imperversato.  Ciò che mi è venuto in mente, e che temo, è che compaiano i giustizieri della notte. Quando lo stato palesemente non funziona, abdica, anche se con tante belle parole, al suo ruolo di “protettore” dei cittadini, i predetti o si fanno giustizia da soli oppure appoggiano chi fornisce loro protezione. In ogni caso lo Stato ne esce con le ossa rotte.

Chi si è trovato a vivere quella situazione, dopo aver visto che l’intervento delle FFOO è stato perfettamente inutile cosa farà? la tentazione di votare chi da risposte sbagliate a domande giuste diventa forte. E diventa sostegno fanatico quando invece di comprensione trovi benaltrismo: “ma i politici yabba yabba…”, accuse di razzismo, “anche gli italiani lo fanno…”  e buonismo a 3€/Kg “ma bisogna comprenderli, noi dobbiamo (che in realtà significa voi dovete) espiare le colpe del colonialismo, di questo e quello…”

Risultato: un ottimo brodo di coltura per mafiosi e nazistoidi. L’ascesa del nazismo è stata favorita anche dall’abdicazione dello stato, dalla sua ignavia nel proteggere i cittadini, nel garantire la sicurezza e nell’aiutare chi desiderava vivere nell’ordine a viverci. Non è stato generato solo da un anticristo piovuto, non si capisce bene come, dal cielo.

Bisogna intervenire in maniera decisa, sia per “insegnare” alle risorse sia per “dimostrare” agli altri che ci son paletti da non superare. L’alternativa è mandare tutto in vacca, trovarsi quartieri e zone della città che oramai diventano uno stato nello stato, dove la legge non è quella civile ma la legge che i balordi impongono loro.

Mi è capitato di insegnare in corsi di formazione professionale, corsi organizzati per recuperare studenti dispersi e far loro imparare un mestiere. Nello specifico era un corso per meccanici operatori con macchine a controllo numerico. Corso organizzato per levare dalla strada quelli che oggi chiamerebbero “neet” e tentare di far imparare loro un lavoro con il quale si sarebbero potuti mantenere. La classe, come quelle degli altri corsi attivati, aveva molti problemi di disciplina. La cattiva disciplina è stato un crescendo rossiniano di rotture di scatole. L’essere gruppo, da parte degli studenti ed il senso di impunità dovuto al fatto che il responsabile dei corsi non faceva altro che dire: “bisogna comprenderli, se li molliamo son persi, sorvolate, comprendete, chiudete un occhio” in realtà li spingevano ad alzare continuamente la posta. Prima il chiasso in classe, poi il giocare con le suonerie durante la lezione, poi l’iniziare a rispondere male al docente che li riprendeva. Alla fine c’è stata l’ultima spiritosata: un ragazzo ha staccato dal muro un estintore e l’ha usato per spruzzare i compagni come se fosse stata schiuma di carnevale. A quel punto anche il coordinatore si è svegliato e son, finalmente, partite le legnate. Il ragazzo dell’estintore è stato espulso, senza se e senza ma, gli altri “spiritosi” si son beccati un bel po’ di giorni di sospensione e son stati avvisati: ogni tre note un giorno di sospensione e se  i giorni di sospensione arrivavano a sette finivano espulsi.

L’ambiente migliorò notevolmente molti smisero di fare gli spiritosi. Poi quando andarono a fare il tirocinio ed alcuni tornarono con un contratto di pre assunzione in tasca, cioè se prendevano la qualifica sarebbero stati assunti dalla ditta meccanica cui avevano fatto lo stage, quasi tutti diventarono ansiosi di completare la preparazione.

Cosa ho imparato da quell’esperienza? Che in certi casi, da docente, vieni messo davanti alla scelta fra il perdere uno studente per cercare di salvare una classe o perdere la classe per tentare di salvare uno studente. Sarà cinico o crudele ma in tal caso, per me, la scelta migliore è cercare di salvare una classe anche al costo di perdere uno studente. La seconda è che le regole devono essere chiare e fatte rispettare, le vacue trombonate se non seguite da azioni servono solo a stuzzicare il senso di impunità e a spingere i baby teppisti ad alzare continuamente la posta fino al punto di rottura e se si raggiunge il punto di rottura poi son dolori per tutti.

Probabilmente se si fosse fatta la faccia cattiva da subito sospendendo immediatamente lo spiritoso della situazione, il ragazzo non avrebbe fatto la stronzata dell’estintore e forse sarebbe stato recuperato anche lui come la maggior parte dei suoi compagni. Chissà. Predicare, predicare e predicare non è servito a niente.

Tutto questo per dire che occorre che lo stato intervenga subito e bene, mostrando che ha anche interesse a tutelare i cittadini invece di pensare tanto, ma tanto, a Caino, da mandare a fare in culo Abele. L’alternativa son voti, e simpatie, per fascistoidi e “nazisti dell’illinois” assortititi che però almeno ammettono l’esistenza del problema invece di negarlo e cercare di indurre sensi di colpa (parli solo perché sei razzista) in chi prova a sollevarlo.

 

juventinofobia e legge mancino.

stavo leggendo questa notizia: Finisce sotto indagine la «dottoressa anti gay» Silvana De Mari è indagata a dalla Procura di Torino per istigazione all’odio razziale; beh devo segnalare un grave problema; visto che la legge mancino tutela gli omosessuali dall’odio razziale allora è giusto che tuteli anche i tifosi della juventus.  Cioè rendiamoci conto che se uno urla: gli zingari son tutti ladri viene perseguito ai sensi della legge mancini, perché allora può impunemente dare dei ladri agli juventini? la legge non è uguale per tutti?

Gli juventini sono un minoranza discriminata e calunniata quindi la magistratura si attivi e  cominci a perseguire chi lancia infondate accuse di furto o di complotto per istigazione all’odio razziale, grazie, basta con la juvefobia e basta con le discriminazioni.