Perché vince e convince

Se mi chiedessero perché nonostante tutto la destra pasticciona insieme al movimento dei girotondi duepuntozero ancora non è imploso segnalerei questo articolo:

Sorgente: È un popolo ‘povero e ignorante’ quello che fa il baciamano a Salvini – Il Fatto Quotidiano

“Salvini non mi ha dato niente. Ho detto solo ‘Salvini dammi il reddito di cittadinanza‘. Ho fatto un gesto d’amore perché non ho visto mai un presidente così, per me è bravo. Siamo migliaia di disoccupati e per me ha fatto una cosa buona. Ho votato pure Pina Castiello (Noi con Salvini, ndr) perché il padre sta qua e ha detto non preoccuparti ti danno da mangiare con il reddito di cittadinanza”.

Sono le parole di Francesco, l’uomo che ha fatto ad Afragola il baciamano a Salvini. Senza vergogna ma con fiera disperazione le ha pronunciate davanti alle telecamere di Fanpage.it. Parole che contano più di quel baciamano. Francesco è un ambulante. Fa questo mestiere da 30 anni. Ha fatto anche il carpentiere in nero. “Ora vendo solo due calzini – aggiunge Francesco a chi lo intervista – e basta. Salvini è un bravo governatore e che Dio lo benedica e che ci dia i soldi per il reddito di cittadinanza”.

Gente che ha fame e che non sa come sbarcare il lunario; a rigor di logica dovrebbe essere la gente di cui la sinistra si dovrebbe prendere cura, per elevarla e farla uscire dal fango. Proposte per farlo? Se uno sta morendo di fame benedice la mano che lo sfama. Stefano Disegni aveva descritto magistralmente la situazione in questa strip; ha capito cose che invece a sinistra non capiscono per niente: servono proposte e non solo mere proteste.

Le parole di quest’uomo riassumono alla perfezione il problema di questo Paese: a votare Salvini è un popolo di poveri e/o ignoranti. Lo scrivo con rispetto ma va detto. Francesco fa parte di quei 5 milioni e 58 mila individui che vivono in povertà assoluta. Sono i disperati del Sud e del Nord: quelli che non arrivano a fine mese; coloro che non hanno certo i soldi da spendere per comprarsi un quotidiano; quelli che sperano in un salvatore chiunque esso sia; quelli che se la prendono con i migranti, senza capire che sono poveri, non certo perché arrivano in Italia dei disperati come loro. Ho vissuto in un quartiere difficile della Sicilia e ho visto con i miei occhi politici che portavano pacchi di pasta nei quartieri più poveri. Salvini non porta pacchi ma insieme ai Cinque Stelle porta il “pacco” del reddito di cittadinanza. E a Francesco interessa solo quello. Di ciò che viene fatto per il nostro Paese a Francesco e agli altri come lui non interessa. Sono, purtroppo, “egoisti”.

Ecco l’identikit di chi vota il ministro dell’Interno che mostra al popolino la divisa: povero, senza cultura, semi- analfabeta, ignorante, cattolico. Lo dico senza puzza sotto il naso. Quel “Dio lo benedica” si sposa alla perfezione con il Salvini che mostra il rosario e il Vangelo. E poi tra la folla c’è chi urla “Togli la scorta a Saviano” senza mai aver letto il suo Gomorra, magari. Al Sud sono questi a inneggiare al “Matteo nazionale” e al Nord sono un popolo di piccoli e medi imprenditori ignoranti. Gente che sul comodino non ha un libro, gente che lavora otto-dieci ore al giorno; sono quelli che hanno la fabbrichetta e la domenica vanno a Messa con il vestito della festa; sono quelli che hanno la badante peruviana, la domestica filippina ma non vogliono i migranti.

Ecco la summa degli errori della sinistra: il classismo, “votano poveri e/o ignoranti”, accuse di egoismo invece che riconoscere che esiste un problema, mettere insieme il pranzo con la cena, tanto autocompiacimento di essere la parte migliore. Cioè se hai fame hai poco tempo per disquisire sui massimi sistemi, e l’accusarlo di non aver riflettuto abbastanza sulla monade hegeliana perché pensava a cosa mettere nel piatto è il modo migliore per far sì che non ti voti.

L’essere solo placcati cultura, ignoranti che si presentano come colti ma appena scavi un poco salta fuori l’ignoranza, tanta ignoranza. Invito a leggere questo articolo e questo insieme ai commenti. La domanda: con che faccia parla di cultura, come direbbe lubrano, sorge spontanea.

L’autocompiacersi troppo per tirar fuori qualche proposta concreta da opporre a quelle di Salvini. Se hai due proposte puoi decidere, se ne hai solo una perché dall’altra parte sono incapaci di tirarne fuori una che una, per forza o per piacere devi scegliere l’unica proposta presente.

Come qualche persona, di sinistra come Luca Ricolfi, ha notato che presentarsi come i colti buoni contro i buzzurri cattivi ed insultare non solo i politici avversari, ordinaria amministrazione, ma anche gli elettori degli altri partiti è il modo migliore per convincerli a non votarti mai. Al più astenersi schifati.

Padre Maurizio Patricello, parroco che vive vicino ad Afragola sull’Avvenire ha scritto: “Questa gente, dunque, ha accolto con entusiasmo Salvini. Tra loro c’era chi condivide la sua visione politica e chi – ed era la maggioranza – invece, ha visto in lui il ‘liberatore’. Avete letto bene, ho scritto proprio ‘liberatore‘, colui, cioè, che viene a liberarti dalla paura delle bombe, da questa maledetta camorra che non vuol morire, che s’impegna a riportare alla normalità la tua città. In un paese dove lo Stato è rimasto assente per tanti anni, dove il clan egemone controllava tutto, dove non si muoveva foglia che il clan non voleva, la visita del ministro dell’Interno è più importante di quanto si possa credere. E se tra la folla, un uomo qualsiasi sente l’impulso di baciargli la mano, pur non condividendo il gesto, lo capisco”. Peccato che non sarà Salvini a liberare questa gente dalla povertà, dalla camorra e dall’ignoranza.

E chi sarà e come? I migranti sui barconi? il professor guidobaldo maria ricciardelli con la corazzata kotionkin? papa Ciccio primo?

Alla lista di sopra aggiungerei anche: il demolire quanto fanno gli altri perché è sbagliato senza però proporre una cosa che una di giusta da fare in alternativa.

Certo parlare di popolo buono opposto ai Vozzi buzzuVVi pVoletaVi che non amano la coVazzata Kotionkin aiuta a sentirsi migliori, ma porta inappellabilmente alla batosta elettorale; cosa che mi spiace perché senza una buona opposizione non può esistere un buon governo.

Speriamo che a sinistra qualcuno si svegli e si accorga che si stanno ripetendo, paro paro, gli stessi errori che hanno cementato alla cadrega Berlusconi.

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Abbiamo un precedente…

Stavo leggendo le polemiche sulla “schedatura” degli scienziati e riguardo alle nomine fatte tenendo conto delle simpatie politiche. In italia non si comprende il senso di “regola generale” ma come al solito “il mio culo” è misura di tutte le cose; ovvero se mi conviene la tesi “A” trovo mille giustificazioni validissime per sostenerla, se invece conviene la tesi “NOT A” ne trovo altrettante.

Questo è un titolo di repubblica del  29 novembre 2018

Gian Carlo Blangiardo designato all’Istat, è polemica: “È di parte, non può fare il presidente”
Il nome designato dal Consiglio dei ministri – il demografo Gian Carlo Blangiardo – solleva perplessità e proteste. I sindacati interni chiedono al Parlamento di bloccare la nomina: “E’ leghista, mette a rischio indipendenza e imparzialità dell’istituto”. Ma lui intanto scrive editoriali e suggerisce politiche per la natalità

“è di parte e non può fare il presidente.”; questa è stata la crepa nel muro che ha aperto la porta alle schedature; se alla proposta l’opposizione avesse risposto forte: contano le competenze e non le tessere politiche oggi la ministra Grillo avrebbe pochi appigli per le sue schedature. Siccome invece si considerano le competenze and le tessere politiche allora si torna alle solite lottizzazioni stile prima repubblica, e quindi il ministro deve sapere per poter rispettare il “manuale cencelli”.

Se si fa saltare una regola, tale regola non funziona più, non la si può “attivare” o “disattivare” a comando; questo molti cervelli di criceto hanno estrema difficoltà a capirlo.

Prendiamo ad esempio anche le polemiche sul responsabile scuola della lega

Il responsabile scuola della Lega ha la terza media. Ed è capo della Commissione Istruzione
Il senatore Mario Pittoni ha scritto per il Carroccio la riforma che dovrebbe archiviare la Buona scuola. Ma nel curriculum, scritto a penna, non ha mai chiarito quale fosse il suo titolo di studio. E ora spiega: “Quello che c’è da sapere non si impara sui polverosi libri”

Apparentemente sarebbe da attaccare a testa bassa… eppure, anche su twitter, all’aprirsi della polemica, è bastato citare i “dottorati di ricerca” del ministro Valeria Fedeli per far cessare completamente qualsiasi tread.

Vale anche nel verso opposto: invitare i sindaci a non applicare la norma sulle unioni civili è grave tanto quanto invitare i sindaci a non applicare il “decreto sicurezza”.

Servirebbe una seria riflessione; capire che nessuno è senza peccato e decidere di “scrivere” e rispettare le regole, perché se usi la “regola” come un maglio poi il maglio potrebbe essere usato anche contro di te. Emblematico il caso Argento: prima si lottava perché una accusa di molestie fosse sufficiente per una inappellabile condanna dell’accusato, vedi Brizzi, poi quando questa regola, caldamente sostenuta dalla Argento è stata usata contro di lei è repentinamente arrivata la conversione sulla via di Damasco.

E credo che tanti casi simili ne capiteranno a bizzeffe in futuro…

 

la morte del metoo

Già la vicenda di Bennet, che aveva coinvolto il primo alfiere del movimento ha dato un pessimo colpo alla credibilità, adesso penso che l’alfiere l’

Sul fatto quotidiano, sezione gossip, è apparsa questa notizia Asia Argento irrompe sul palco al concerto di Salmo con una valigetta piena di soldi: “Ho proposto a questo ragazzo 20k per fic***lo dentro” [VIDEO] – Il Fatto Quotidiano.

Colpo di scena durante il concerto di Salmo domenica sera a Roma: mentre il rapper stava cantando il brano “PXM“, a sorpresa è salita sul palco Asia Argento, con in mano una valigetta piena di soldi. “Io ho proposto a questo ragazzo 20k per ficcarmelo dentro. Voi accettereste?”, ha scherzato l’attrice. Il riferimento è alla proposta che, con ironia, l’attrice aveva lanciato qualche tempo fa a Salmo: “Ma se rilancio con 20k, me lo dai? Pensaci ti aspetto”, aveva scritto commentando una foto di @lebonwski su Instagram dopo aver sentito il “dissing“ che Salmo le fa proprio in PXM, dove canta “Se penso ad Asia Argento sono ricco dentro / perché manco se mi paga glielo ficco dentro“.

Che dire? Alla prossima manifestazione sarà divertente chiedere: “ma come mai, se lo fa lui di offrire 20K euro a lei per portarsela a letto è stupro mentre se lo fa lei di offrire a lui è ‘simpatia’?”  e vedere quante contorsioni fanno per tentare di rispondere.

C’è da dire che donne e uomini sono stronzi uguale, l’avere o il non avere il pisello, dal punto di vista della stronzaggine, non sono differenti. Che che se ne dica esistono stronzi ed esistono stronze.

Generalmente si associa un movimento, un partito ai suoi testimonial, e se il testimonial fa tante figure di merda la merda finisce anche addosso al partito/movimento di cui è testimonial, chiedere al dima ed al dibba per delucidazioni1. E adesso le “sostenitrici” del metoo verranno associate ad una tizia, tizia da loro esaltata come una via di mezzo fra Giovanna d’Arco e Santa Maria Goretti, che è implicata, come presunta colpevole, in una storia di molestie, s’è fatta una storia con quel grande campione del pensiero filosofico di Corona (mica una mezza calzetta come Alberto Angela o Diego Fusaro) e che offre soldi per portarsi a letto rapper.  Oramai la tragedia è virata decisamente alla farsa. Una risata le seppellirà del tutto.


  1. chi di babbo ferisce di babbo perisce. 

una altra intellettuala impegnata…

… assunta insieme ad Asia, Laura e Michela (Kelledda) nell’empireo delle intellettualesse impegnate antifasciste.

Sorgente: Pamela Anderson attacca Salvini

Pamela Anderson attacca Salvini
Una raffica di tweet, indirizzati contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini e corredati da una serie di riflessioni sulla politica e la società europea. A firmarli è Pamela Anderson che va all’attacco del vicepremier e leader della Lega, criticando duramente il clima che si respira in Italia, che l’ex bagnina di ‘Baywatch’ accosta agli anni Trenta e al fascismo.” L’Italia è un Paese meraviglioso, che amo tanto, dal cibo alla moda, dalla storia all’arte, ma sono molto preoccupata dalla tendenza attuale, che mi ricorda quella degli anni ’30”, scrive Anderson nel primo tweet intitolato “Pensieri dall’Italia”, sottolineando cosa la preoccupa di più: “La paura e l’insicurezza in tutti i segmenti della società, gli attacchi quotidiani contro i rifugiati e i migranti, la gravità della crisi economica…”.

A margine:

-> i colti e le colte che prima disprezzavano la “telespazzatura amerrigana” e che adesso si accodano dietro alla bagnina di baywatch assurgendola nell’empireo antifa, solo perché se la prende contro Salvini… E per carità di patria matria taccio su cosa dicono le femministe…

-> farsi le pippe su baywatch non sarà più un comportamento patriarcale sprezzante verso la donna oggetto ma un eroico atto di resistenza antifascista…

-> Fare da intellettuale impegnato è una strategia di marketing che, a breve, paga ma poi diventa “tossica” per la parte cui l’intellettuale impegnato fa parte. Citofonare N. Moretti e girotondisti per informazioni.

-> Da notare anche le gli intellettuali e le intelletualesse spargono sdegno a piene mani ma si guardano bene dal dire cosa fare in alternativa…

 

Boldrini, Salvini e lo sputtanamento nei social…

Penso che il mostrare immagini di persone “ad usum sputtanandum” nei social sia un comportamento poco corretto da parte di politici e di vip; e che la pubblicazione della foto, a volto scoperto, di alcune studentesse con un cartello “delirante” ove si invocava per salvini la stessa fine di mussolini sia stato un comportamento decisamente sbagliato e che sia giusto far notare a salvini che un ministro dovrebbe avere un contegno maggiormente istituzionale. Però penso che sia stata la boldrini ad aver fatto da maestrina con la penna rossa sia stato un autogol ed un ottimo assist a salvini

Perché, per onestà intellettuale bisogna ammetterlo, salvini si è comportato allo stesso modo della boldrini, che aveva pubblicato nel suo profilo twitter i messaggi di odio rivolti verso di lei, messaggi pubblicati con nomi e immagini in chiaro scatenando una shitstorm verso i le persone che avevano insultato.

 

E questo “doppiopesismo” alla fine rinforza l’impressione che contro salvini ed il m5s ci sia una battaglia di principio, ovvero che quello che loro fanno è sbagliato perché  è sbagliato anche se ripetono paro paro gli stessi comportamenti degli altri.

Se la boldrini avesse detto: “non ripetere il mio errore…” sarebbe stata inattaccabile; invece temo che sulla vicenda si finirà a fare le solite stupide, quanto inutili, battaglie a colpi di “gne gne gne specchio riflesso…”

Così la scuola sta uccidendo le fiabe

Un articolo molto interessante e che fa riflettere alquanto; quanto può essere giusto e utile edulcorare all’eccesso la realtà e voler tenere a tutti i costi i bambini in una gabbia di vetro?

La paura, il male fanno parte della realtà e spesso la paura è funzionale anche a tenerti “vivo” e farti evitare di correre rischi inutili. Come tutte le cose umane può degenerare, come ad esempio nella xenofobia, ma evitare degenerazioni lottando contro la paura è semplicemente idiota.

Esiste il male ed esistono i cattivi, e la fiaba inizia a spiegare, nel linguaggio fantastico, questo ai bambini. L’alternativa qual’è? Tirar su una generazione di “candidi” di voltaire o Valentine Michael Smith di heinlein non so quanto possa essere utile, soprattutto per loro, qui sul terzo pianeta del sistema solare.

Sorgente: Così la scuola sta uccidendo le fiabe (grassetti miei)

Così la scuola sta uccidendo le fiabe
Via diavoli e orchi per non spaventare i bambini. E via anche i riferimenti religiosi. Una burattinaia narratrice racconta le incredibili richieste di genitori e insegnanti

di STEFANO BENFENATI 28 novembre 2018,07:47

Trasformare un ‘diavolo’ in un ‘mago’ o chiedere che Cappuccetto Rosso non vada più sola nel bosco per non impaurire i bambini, anche a costo di stravolgere il senso della storia. Una sorta di ‘censura’ alle fiabe, rappresentate in classe, sebbene i testi originali siano ormai entrati nella cultura popolare come la “Regina delle Nevi”, dello scrittore danese Hans Christian Andersen.
O come “La finta nonna” di Italo Calvino. A raccontare il caso è Margherita Cennamo, burattinaia-educatrice che da oltre 15 anni porta nelle scuole di Bologna e del territorio emiliano-romagnolo spettacoli per i bambini.

Scuole terrorizzate dai genitori
“Ormai le scuole sono terrorizzate dai genitori. Sono loro che dettano l’agenda”, ha lamentato l’artista parlando con l’AGI. “Togliere la paura nelle fiabe, eliminare l’Orco, la Strega – questo il pensiero della burattinaia – equivale a togliere il ‘sale’ alla mia attività. Questo non è utile al bambino perché le fiabe attraverso il contrasto tra l’eroe buono e l’antagonista cattivo, aiutano i più piccoli a gestire la paura”. Prima di conseguire la laurea in Scienze dell’educazione, Margherita Cennamo si è formata a 21 anni in una nota scuola per burattinai a Cervia. Ora lavora per l’associazione culturale “Burattinificio Mangiafoco” con sede a Bologna. “Non è la prima volta che mi capita che una scuola chieda di modificare una fiaba”, racconta.
L’ultimo episodio in una scuola d’infanzia della provincia di Bologna. La richiesta era di una storia sul Natale. Così la burattinaia ha proposto la fiaba della Regina della Neve, liberamente ispirata al testo di Andersen. “Non c’entra con Frozen vero?” si è preoccupata la maestra, poi rassicurata. Ma dopo aver visionato su Youtube lo spettacolo è arrivata, da parte della scuola, la richiesta di alcune modifiche: il diavolo doveva diventare un mago e la scheggia ‘malvagia’ che, nella fiaba di Andersen, si infila dentro l’occhio del bimbo Kay rendendolo una sorta di automa avrebbe dovuto colpire un dito.

E invece si cerca di edulcorare la realtà all’inverosimile; solo che se si fa così poi non ci si stupisca se i bambini non crescono e rimangono sempre ingenui ed idealisti come i bambini.

Serve conoscere e saper gestire la paura, serve saper conoscere e gestire lo stress, serve conoscere e saper gestire la sconfitta. E se non lo impari da piccolo, quando da grande affronti una gara vera, una gara dove si perde e non dove “vincono tutti”, e perdi che fai? Ti ammazzi? Ma in tal caso la colpa non è del professore che ti ha bocciato perché non conoscevi le tabelline senza considerare le tue capacità di assonanza karmica con lo spirito universale, la colpa è di chi ti ha impedito di crescere.

Censura religiosa
“Io – racconta Cennamo – ho risposto che non ero d’accordo. Poi è arrivata un’email in cui la scuola rinunciava allo spettacolo. Mi è dispiaciuto per la modalità arrogante e per questo ho poi raccontato tutto su Facebook. Non ho ancora capito se il timore della scuola sia nato dalle maestre o dai genitori”.
Secondo l’educatrice-burattinaia “ogni bambino vive in un mondo che non è esente dal male. Le fiabe rappresentano un ‘cuscinetto’ tra il bimbo e la realtà”. Un altro esempio di ‘censura’? “Stavo analizzando in classe la fiaba ‘La finta nonna” di Calvino. Ad un certo punto – ha raccontato Cennamo – la bimba si trova di fronte al fiume Giordano che spalanca le acque per farla passare. Mi è venuto naturale fare un richiamo a Mosè ma una maestra mi ha detto: ‘Non farlo perché una bimba ha genitori atei'”.

Anche questo mi ha dato da pensare; si vuole tenere il bimbo in una sfera di cristallo evitando che venga a contatto con cose che i genitori non condividono. Questo è grave; perché ti abitua a pensare che sia un tuo diritto non dover sentire cose che non ti vanno a genio e che tale diritto implichi che siano gli altri a non doverle dire e non tu ad essere obbligato ad ascoltarle. E’ un poco la questione del presepe: io posso essere ateo e giudicare “favolette” le storie della natività, ho il diritto di non far partecipare mio figlio alla recita natalizia. Non ho il diritto di pretendere che, siccome io sono ateo e non voglio che mio figlio partecipi ad attività religiose, a scuola non facciano il presepe e non mettano in scena la natività.

Altro esempio la festa della mamma; da molte parti si protesta perché “è discriminante verso i bambini che non hanno una mamma” quando in realtà riguarda i bambini che hanno due papà perché devo dire che tutta questa sensibilità non l’avevo vista quando il problema di non avere una mamma era un problema di chi era diventato orfano.

Quello che non mi piace è che si mettano in mezzo i bambini e che vengano usati come pretesto per le paturnie degli adulti. E’ una cosa che fa male, soprattutto ai bambini.

Bruciati i fantocci di salvini e di maio, cosa dichiareranno adesso?

Durante le tradizionali manifestazioni di inizio anno scolastico con le puntuali proteste studentesche contro il governo “pro tempore” a torino si son divertiti a bruciare due manichini con le fattezze di Salvini e Di Maio.

https://video.corriere.it/studenti-bruciano-fantocci-salvini-maio-prefettura-torino/cd6960de-ce17-11e8-b10d-ee18a19b48a0

Imho una azione di pessimo gusto, ma è noto che le tradizionali manifestazioni studentesche di inizio anno scolastico, raramente lo hanno avuto. Ricordo che durante il carnevale, dove è tradizione bruciare i fantocci, a Busto Arstizio venne bruciato fu un fantoccio con le fattezze della boldrini.

A seguito del rogo ci furono tante dichiarazioni sdegnate da parte di lei e di politici della sinistra come Fiano, Speranza, Grasso e altri.

Adesso son curioso di sapere se quanti avevano condannato il gesto con articoli e dichiarazioni piene di sdegno condanneranno anche il gesto degli studenti torinesi.

Se lo fanno, hanno la mia stima perché, pur non condividendo affatto le loro idee politiche, riconosco loro una correttezza nel non considerare la politica una “guerra totale”. Se invece, chiosano o cercano pretesti, mi spiace, ma hanno giustificato i giovani padani, in quanto il comportamento del bruciare un fantoccio con le fattezze di questo o quel politico non lo giudicano sbagliato in sé ma solo per la scelta del fantoccio da bruciare.

Il modo migliore per giustificare un comportamento è comportarti esattamente nello stesso modo che, a parole, dici di voler condannare. E cercare mille pretesti quando anche tu vieni preso con la mano nella stessa marmellata di quelli che accusavi di furto, è il modo migliore per apparire falsi e ipocriti.

Sinceramente, Salvini, politicamente, non è un gigante ma vince soprattutto per merito di avversari pasticcioni che non riescono ad azzeccarne una.

PS

Da notare comunque che, durante il carnevale, è tradizione bruciare fantocci con le fattezze di politici. Un poco di meno durante le manifestazioni studentesche.

Crisi al gruppo l’espresso

Trovo buffo che come ultima trovata pubblicitaria cerchino di farsi passare per martiri uccisi dal cattivissimo Di Maio.
Cosa che a me fa pensare a Godzilla (il gruppo l’espresso) che si scontra contro Giggino Rat Man (non me ne voglia l’ottimo Leo Ortolani) e le prende di brutto da Rat Man

Il problema de la repubblica è lo stesso del PD (d’altronde chi aveva la tessera n° 1?); non riesce a dire niente bloccato dalle proprie contraddizioni interne, è passato di moda.

Repubblica era il giornale dei duri e puri contro berlusconi, i buoni più buoni, quelli che urlavano nelle piazze legalità e onestà. quelli che “la magistratura non sbaglia mai”. E adesso, morto il berlusco, contro chi se la prendono? L’antiberlusconismo non attira più. Purtroppo son stati superati a sinistra dagli honesti più honesti e a destra da chi vorrebbe uscire dalla mentalità della guerra totale. Cosa dicono di interessante? poco, non vendono più, non interessano più.

L’ultimo rantolo è stata la campagna pro immigrazione, peccato sia costata dover rimangiare un sacco di sacri assiomi:

  • Inquisito = colpevole
  • La magistratura non sbaglia mai
  • Il popolo ha diritto di conoscere tutte le intercettazioni.

Aggiungiamo che si son alienati anche la parte del PD che si è sentita accusata da chi sparava la stronzata “Minniti = Salvini” e si capisce la tremenda emorragia di lettori.

reato di umanità

La vicenda di mimmo lucano sta arrivando a livelli grotteschi. La vulgata, sponsorizzata dai buoni, quelli che “non si deve delegittimare la magistratura”, stanno cercando di farlo passare per un santo colpevole del reato di umanità.

A leggere i titoli degli articoli in difesa verrebbe da avere forti dubbi sulla sanità mentale del GIP che, dopo aver scritto negli atti che mimmo è un santo disceso dal cielo, autorizza la misura restrittiva della libertà personale.

In realtà di nove ipotesi di reato ne son rimaste in piedi solo due: l’abuso in atti d’ufficio e la violazione delle leggi sugli appalti. A leggere attentamente gli articoli la vicenda diventa più chiara anche se molti giornalisti ci mettono del bello e del buono per “caotizzare volutamente il discorso”.

Questa vicenda mostra impietosamente come molta opinione pubblica, che si arrapava con gli avvisi di garanzia quando andavano verso una certa parte, in realtà non siano persone per la giustizia “giustizia” ovvero il più possibile equa ed oggettiva, ma vogliano una giustizia che dia una “giustificazione” alla loro morale. Ovvero: quello che io considero immorale deve essere anche ingiusto e reato, quello che io considero morale invece deve essere lecito, legale e benedetto.

Immaginiamo per un attimo che un sindaco leghista del profondo nord, venga indagato perché, secondo l’accusa avrebbe affidato un appalto, senza gara, ad una cooperativa di padani purosangue a discapito di una di migranti, e si giustifichi che voleva tenere “i fondi nel territorio”. Cosa sarebbe successo? Beh il sindaco di riace è indagato per lo stesso motivo: l’assegnazione di un appalto senza gara. Per la legge entrambi hanno commesso lo stesso reato e dovrebbero essere giudicati e puniti allo stesso modo. Per la morale l’uno l’ha fatto perché razzista e l’altro per tenere i soldi nel territorio. Uno è da condannare e uno è da assolvere.

Uriel aveva fatto una riflessione, che condivido, sulle differenze fra giustizia e morale

I motivi sono molteplici, e sono da ricercarsi nella differenza tra giustizia e morale. L’italiano, infatti, non vuole affatto “giustizia” come dice: vuole semplicemente “morale”, cioe’ una versione ipocrita e miserabile della giustizia stessa.
A differenza della giustizia, infatti, la morale ha alcune caratteristiche che si confanno molto all’italiano:
  • Essa ha come scopo quello di autoassolvere chi ne e’ portatore. La giustizia si limita ad associare alcuni comportamenti ad alcune sanzioni. Non ha lo scopo di assolvere, ne’ di autoassolvere. Al contrario, la morale ha come scopo (e come motivo di successo) quello di permettere a chi ne e’ portatore di autoassolversi. Cosi’, tra giustizia e morale l’italiano preferira’ sempre la morale, in quanto gli permette di autoassolversi dei reati “sotto il limite di impunita’ dei piccoli” e di ergersi a “la gente onesta”, “gli italiani perbene”, eccetera. Che , se il metro fosse la giustizia, non esisterebbero. Ma essendo il metro la morale, allora esistono.

  • La morale, a differenza della giustizia, lavora per confronto.. (…) Per la morale, invece, e’ ancora possibile dire che “la povera gente” doveva fare quelle cose, per potersi “permettere” la prima casa, e che semmai dovremmo punire chi ha commesso reati ben peggiori. La morale, cioe’, lavora per confronto: se il tuo vicino di casa e’ un assassino e tu sei un ladro, hai diritto all’impunita’ sinche’ non andra’ in carcere il ben peggiore assassino.

Ho forti sospetti che nella vicenda si voglia sostituire alla “legge” una morale che esalti i comportamenti tenuti “pro migranti”, troppi articoli agiografici e troppe beatificazioni.

Prendiamo questo articolo dell’huffpost; già il titolo è tutto un programma. è una gara di rispetto della costituzione?

Mimmo Lucano: “Rispetto la Costituzione molto più io di Salvini”
Il sindaco di Riace ai domiciliari accusa anche Minniti per la stretta sui migranti. “Salvare anche solo una persona dalla strada è il valore di fare il sindaco”

Ma il resto non è messo molto meglio

Alla notizia del suo arresto, Matteo Salvini aveva esultato dicendo: “E adesso cosa diranno Saviano e i buonisti?”. Lucano oggi gli risponde come chi intanto non ha afferrato il senso di quella parola “buonisti” e dice: “Attenzione, forse la Costituzione italiana la rispetto più io di chi si nasconde dietro le regole. La prima regola che nasce dalla Resistenza è avere rispetto degli esseri umani. Siamo tutti esseri umani, al di là del colore della pelle. Non c’è nessuna differenza”.

Giusto, ma la costituzione dice tante cose; chi deve decidere che le leggi contrastano con la costituzione è la corte costituzionale, non il sindaco. Son state sollevate le questioni di costituzionalità davanti alla corte costituzionale? E quest’ultima cosa ha risposto?

La questione è semplice: se siamo in uno stato di diritto, esistono leggi e procedure che devono essere rispettate. Se siamo in guerra civile siamo in guerra civile. Ma allora non ci si stupisca se quello contro cui dichiari guerra scende a sua volta in guerra contro di te.

Dice di non avere nulla da rimproverarsi e che rifarebbe tutto ciò che ha fatto finora. Parla di “reato di umanità” e di leggi che sono sbagliate: “Quale regolamento ho forzato? Salvare anche solo una persona dalla strada e farle avere una vita normale per me è il valore di fare il sindaco. E chi paga per Becky Moses, la ragazza morta nel rogo perché nessuno l’ha protetta?”. I matrimoni finti per favorire l’immigrazione? “Se ne parla come se si trattasse di un’agenzia matrimoniale ma c’è stato un solo matrimonio ed era vero. I rifugiati sono protagonisti del territorio ed è stato un’opportunità anche per i locali”.

E’ una questione di equità; lo stato deve essere neutrale e non far preferenze. Questo è il motivo per il quale la PA è tenuta a rispettare un sacco di procedure, ad esempio non dare affidamenti diretti ma fare gare d’appalto. Torno a quanto detto prima: un sindaco leghista che fa affidamenti diretti a cooperative del luogo “per tenere i soldi nel comune” si sta comportando bene o male? e perché?

Ad attenderlo davanti al palazzo della procura c’è Bahrae, un curdo che da vent’anni vive a Riace arrivato in Italia a bordo di quel veliero giunto sulla costa nel ’98 e che costò al sindaco Lucano il soprannome di “Mimmo u curdu” perché da allora decise di dedicarsi all’accoglienza dei migranti.

Torna e rimbomba la parola “regole”. In Procura gli hanno detto che in uno stato di diritto le leggi ci sono e vanno rispettate. Ma Lucano si appella ancora alle sue di ragioni: “Non ho nulla da nascondere. Mi

Qui ci sta bene un’altra frase di uriel: “Non potete rompere la legge SOLO DAL LATO CHE VI FA COMODO, signori. Quando la rompete, non funziona piu’.” In uno stato democratico esistono gli strumenti per cambiare le leggi ingiuste. Se invece si sceglie l’anarchia di decidere, motu proprio, quali leggi siano giuste e quali ingiuste beh da domani io considero immorale la ZTL; perché non posso accompagnare fin sotto casa la mia amica Sharon con il mio SUV senza venire perseguitato da vigili urbani fascisti?

accusano di aver fatto cose illegali ma dico anche, che la legalità era anche quella dei campi di concentramento di Hitler. Noi dobbiamo ribellarci quando le leggi sono ingiuste e capisco che non è facile perché abbiamo degli obblighi ma abbiamo anche degli ambiti cui fare passare un messaggio di
umanità altrimenti tutto a cosa si riduce? A nulla”.

Legalità è anche il rispettare i limiti di velocità, la ZTL, il divieto di sosta. Legalità è anche l’obbligo di soccorso in mare. Lasciamo che sia la “legge” a decidere cosa sia legale od ognuno fa da sé?

(…) Rivendica di non aver mai intascato un soldo. Anzi. “I miei soldi, i soldi che ho ricevuto come premio non li ho tenuti per me, li ho dati a tutti. Noi pensiamo che tutto funziona con i soldi ma per me non funziona così”. Anche al gip dice la stessa cosa: “Non ho mai guadagnato, né preso soldi da alcuno. A chi me li voleva dare ho sempre detto di devolverli in beneficenza. A Riace sono stati usati soldi pubblici solo per progetti relativi ai migranti e per alleviare sofferenze, opportunità di lavoro e di integrazione o dare una vita migliore a perseguitati o richiedenti asilo”.

Gestiti con l’accortezza del buon padre di famiglia o spesi in allegria? alla magistratura, e solo a lei, l’ardua sentenza.

 

Il video di Weinstein, ma dove sono le molestie?

Ho visto il video e penso che tale video più che un punto a favore di chi accusa finisca per diventare una solenne zappa sui piedi e una prova “pro buona fede” di Weinstein.

Da come viene presentato dai titoli sembra che ci sia un orco bavoso che assalta la povera orfanella affidatale da dei parenti senza scrupoli, la realtà è uno che “ci prova” e una tizia che invece di sfancularlo di brutto sembra starci. non vedo un netto rifiuto delle avance.

Sorgente: Molestie, nuovo video contro Weinstein: ripreso di nascosto mentre flirta con un’accusatrice – Repubblica Tv – la Repubblica.it

Molestie, nuovo video contro Weinstein: ripreso di nascosto mentre flirta con un’accusatrice

Un video diffuso da Sky News mostra il produttore cinematografico Harvey Weinstein, accusato per aggressione sessuale e stupro, mentre flirta in modo evidente con una delle sue accusatrici durante una riunione di lavoro nel 2011. Nel filmato, realizzato di nascosto dalla donna con la webcam del computer, si vede il produttore ricevere l’allora 28enne Melissa Thompson nel suo ufficio. La giovane è lì per proporre al produttore strumenti di analisi dei dati e promozione video. Weinstein chiude la porta, abbraccia la giovane donna e dopo un breve scambio di battute le chiede se “può flirtare” con lei e la donna risponde: “vediamo, un po’”.

chiede se si può flirtare e lei non risponde esplicitamente no, o mavaff… ma una risposta ambigua. Faccio notare anche un’altra cosa; è abbastanza evidente che ci son pezzi tagliati, non so se nel filmato originale o in quello rilanciato da repubblica. Cosa si son detti nei pezzi omessi? Battute che possono “alleviare” la posizione di lui?

Ok che sì significa sì e no significa no, ma dirlo con chiarezza quel “no”?

Poco dopo, Weinstein le annuncia che intende utilizzare il servizio che lei offre, allungando – da quel che si capisce – la mano sotto il tavolo per accarezzarle la coscia. Alla fine del video, Weinstein le fissa un appuntamento in un hotel dove poi, secondo le accuse della Thompson, l’avrebbe violentata.

Ho visto il filmato. Lei non manifesta alcuna sensazione di disagio o di fastidio. Il discorso sembra amichevole e che lei “ci stia”. Poi lui fissa un incontro in hotel e lei ci va, ci va nonostante ci siano stati “toccamenti” e approcci già in ufficio. La domanda che mi pongo è: perché? Non si aspettava che i toccamenti e gli approcci sarebbero proseguiti?

Delle due una: o lei è una impedita totale incapace di capire le situazioni in cui si trova, per intenderci una per la quale bisogna nominare urgentemente un amministratore di sostegno oppure, come sospetto per molte altre “vittime” si sta facendo un tentativo di ricostruzione dell’imene; passare per vittime è meglio che passare per complici.

Melissa è una delle donne che a giugno hanno presentato una class action contro Weinstein e nell’intervista a Sky News ha raccontato di aver cercato di “salvare la riunione” gestendo la situazione senza però averlo mai incoraggiato. “Se cercavo di divincolarmi per allontanarmi, lui si spostava per bloccarmi. Mi sentivo costantemente in trappola”.

A vedere il video non sembra. Passi anche lo spiacevole durante la riunione, ma allora perché andare “in albergo” dal tizio? Non mi sembra sia stata presa di forza da due della security e portata di peso nella stanza. E’ questo che non riesco a capire.

Secondo l’avvocato del produttore, Ben Brafman, con questo video la donna cercherebbe di rafforzare la sua posizione nel processo. “Si tratta di un nuovo tentativo di infangare pubblicamente Weinstein per scopi finanziari, e noi non lo accettiamo. I fatti hanno la loro importanza”.

Non so come andrà a finire la vicenda ma penso che se ne vedranno delle belle e credo si scoprirà che nella vicenda il più pulito ha 32 tipi diversi di rogna.