la sterile invettiva…

stavo leggendo questo pezzo di politica per jedi https://politicaperdilettanti.wordpress.com/2018/05/12/cazzi-vostri/
devo dire che l’ho trovato una caduta di stile di un sito che forniva buone analisi politiche.

Sto vedendo un ritorno al solito vizio, l’autoreferenzialismo e l’epica della lotta bene vs male che ha avvelenato la sx dal lontano 1992. Gira che rigira si torna sempre a commettere i soliti vecchi errori.

Qual’è il problema del PD? Imho il non aver dato un taglio completo al passato; l’ammettere che oramai il mondo è cambiato dal 1970 e che tempi nuovi non possono essere affrontati con idee vecchie.

Invece sono ancora schiavi del fantasma di Berlinguer e dell’honestà e si masturbano ancora su un mondo ideale dove ha vinto il comunismo e dove i buoni vincono contro i cattivi.

Schematicamente

1 – La sola honestà non basta. Uno scaltro farabutto è un farabutto ma un coglione onesto è, prima di tutto, un coglione. L’onestà da sola non basta serve anche altro compreso un poco di cinismo politico e di realismo. il credere che l’onestà sia sufficiente significa tirare la volata ad onesti “più onesti”. Oltre a farsi carico di personaggi imbarazzanti, come Di Pietro, solo perché hanno la spilla “honesto” appuntata nella giacca.
Se la meni con l’honestà, come in pratica è stato fatto dal 2001 in poi, quando compare un honesto più honesto finisci nel gruppo dei disonesti.

2 – Inglobare l’estrema sinistra. Capire che è stupido voler arrivare fino all’estrema sinistra. Si deve avere il coraggio di abbandonare la sinistra sinistra al suo destino invece di correrle dietro. Quanto hanno pesato nella campagna elettorale le varie accuse interne di tradimento dei valori di sinistra? quanto il tirar fuori porcate come la legge Fiano o lamentarsi del ritorno dei fascisti per carpire le simpatie delle mille mila unica vera sinistra DOCGP (diffidate dalle imitazioni)? I risultati di LeU e di Potere al Popolo lo dimostrano: correre dietro alla sinistra perché la gggente vuole ancora più sinistra è un suicidio politico bello e buono.

3 – Guerre intestine. Il PD paga anche l’essere un partito pollaio zeppo di galli che non fanno altro che beccarsi fra di loro. Quanto hanno pesato nel risultato le lunghe guerre intestine di logoramento contro renzi? Le minoranze che a furia di bla bla bla volevano farsi maggioranze? I personaggi alla emiliano che badavano più a contrastare che a convincere1? Il PD sembrava una di quelle squadre dove, pur di far fuori l’allenatore, i giocatori smettevano di giocare e inanellavano una batosta dietro l’altra.

4 – Le patenti morali e il calobrachismo. Uno degli errori che il PD si trascina dal 2001 è l’abuso di patenti morali ovvero che solo loro sono i moralmente degni di governare perché ufficialmente investiti da chi concede le patenti morali di leggittimità. L’ANPI per quanto riguarda il sentirsi “eredi dei partigiani”, la CGIL per quanto invece riguarda il sentirsi “protettori dei lavoratori” e tanti altri che lucrano nel ruolo di concessori di patenti morali. Logico che se tieni alle loro patenti non puoi rispondere con un vaffa ma devi tener conto delle loro paturnie, arrivando fino al calarti le brache per accontentarli. Vedi il caso voucher e CGIL. Sto votando un partito o sto vontando il portavoce della CGIL o dell’ANPI?

5 – La spocchiaLa cosa più grave: gli stessi che hanno preferito grillini e lega son gli stessi che avevano regalato un 40% alle europee al PD. Invece di lagnarsi come ha fatto Yoda, sarebbe opportuno fare una seria riflessione sul perché è stato perso quel capitale di credibilità e perché la proposta del PD non sia stata creduta. Cadere nel vittimismo, cercare la consolazione nelle patenti morali, come nello “scudetto del bel gioco” significa bruciare quel poco di credibilità, dovuta a quanto di buono si è riusciti a fare, rimasta. Il motivo per il quale quando il PD vinse, 2006, 2013, non convinse e non ebbe una vittoria chiara che lo rese capace di governare.


  1. se è stato punito in puglia è perché fra l’originale e la copia si preferisce sempre l’originale. 
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il balletto della politica

Sto guardando divertito il balletto della politica; il bello è che con la situazione attuale il posto più comodo è all’opposizione. Chi governa, vista la situazione, dovrà prendere scelte dolorose e, se avevi promesso di tutto e di più, potresti deludere qualcuno. Gli stellini volevano fare i puri e adesso nel non partito è partita la gara a chi, domani, sarà il più puro che epurerà gli altri. A furia di chiamare inciuccio qualsiasi tentativo di trattativa e di scambio, ovvero l’anima reale della politica, ti trovi davanti al bivio se fallire per incapacità nel trattare con gli altri o finire “pugnalato” da chi mira ad essere re in un partito con il 10% rispetto ad essere servo in uno con il 30%.

PD: quello che il M5S fa di nascosto il PD lo fa in piazza. i soliti giochetti fra gli autonominatisi leader; il solito pollaio dove tutti dicono di tutto e contemporaneamente si lamentano che gli altri parlino. Con il problema che la pattuglia Renzi al senato può impallinare qualsiasi accordo il PD faccia con chiunque. Uscire dal PD, leu docet, significa finire con il piattino ad elemosinare qualche poltrona.

CDX: uniti si vince, berlusconi, purtroppo, è ancora determinante. Penso che anche loro vogliano stare fermi un giro lasciando il cerino in mano agli stellini. Le elezioni regionali hanno mostrato come il voto ai 5s sia soprattutto voto di protesta, voto per sua natura estremamente volatile.

Mi sa che gentiloni resterà in sella a lungo, soprattutto se per “responsabilità” gli votano il DPEF.

 

Assolto Bertolaso

Guido Bertolaso è stato assolto dalle accuse di corruzione, perché il fatto non sussiste.

Che conclusioni si possono trarre? La prima è che otto anni di tempo fra la messa in stato di accusa e l’esito del procedimento sono già di per se una pena. La seconda è che oramai l’assoluzione arriva fuori tempo massimo visto che il processo mediatico è già stato celebrato anni fa e la sua sentenza di condanna è oramai passata in giudicato.

Vediamo adesso se ci saranno scuse e chi avrà il coraggio di farle.

Ogni tanto una buona notizia

Vuoi vedere che il “chi rompe paga” contribuirà ad insegnare un poco di rispetto per la “res pubblica”?

Sorgente: Botellón a Cagliari, gli organizzatori chiamati a pagare i danni – Cronaca – L’Unione Sarda.it

Si erano presentati in centinaia, lo scorso 27 gennaio, nel bastione di Saint Remy, a Cagliari, per il rito del botellón

Giovani studenti radunatisi per una nottata di divertimento a base di birra e vino.

Poi, la mattina, lo spettacolo con centinaia di bottiglie in vetro sparse sulla terrazza ma anche episodi di vandalismo.

Ora, a seguito dei danni causati a una panchina in marmo del Bastione di San Remy, la polizia municipale ha attivato le indagini e gli accertamenti che hanno portato a individuare gli organizzatori dell’evento.

I quali, a fronte delle proprie responsabilità, hanno provveduto a rimborsare i costi per il ripristino dei danni causati al patrimonio comunale così come quantificati dal competente servizio.

 

Errori di comunicazione

Stavo leggendo della stupidaggine sparata da Gene Gnocchi a di martedì. La sua, squallida, battuta è stata: “E’ un maiale femmina. Si chiama Claretta Petacci”(fonte)

Pochi messaggi fa scrivevo di come spesso la sinistra tenda a trasformare i suoi nemici vincenti in creature con poteri mitologici perché l’essere sconfitti da un dio, dio che per di più gioca sporco, è molto più consolante ed autoassolutorio che dover ammettere di aver fatto qualche cazzata di troppo.

Gene Gnocchi ha fatto un errore madornale di comunicazione; a che pro rinvangare il fascismo e lanciarsi in quello che il manzoni definì “codardo oltraggio?” Gli effetti della battuta saranno:

  • di far compattare l’estrema destra fornendogli in un piatto d’argento buoni motivi per fare un poco di vittimismo e puntare il dito contro chi fino a ieri faceva fuoco e fiamme contro gli haters e adesso tiene un imbarazzato silenzio.
  • disgustare un poco chi conosce la storia per quella che è e non il fumettone a base di buoni buonissimi contro cattivi cattivissimi vagamente ispirato alle vicende storiche che si sta cercando di narrare.
  • dare l’impressione di essere un vigliacco che fa pessimo umorismo sui morti.

E questo si traduce in voti che escono dalla fazione Gnocchi per prendere altre strade.

Purtroppo quello che unisce il csx è solo l’antifascismo di facciata ergo nessuno dirà a Gene: “guarda che hai detto una stronzata colossale” e quindi si prenderanno la nomea di coloro che son solo capaci di fare umorismo sui morti.

PS

La petacci era l’amante di mussolini. Sulle colpe di mussolini si è detto tanto e nessuno le nega. La petacci ha pagato il suo essere l’amante di mussolini; è morta e, imho, un sobrio silenzio sarebbe più opportuno di un pessimo umorismo. Il modo migliore per far tornare il fascismo è proprio il non volerlo consegnare alla storia ma trasformarlo in un satana contro il quale far coalizzare tutti i fedeli.

 

50 sfumature di marrone…

Stavo seguendo su twitter la vicenda di Asia Argento e di Weinstein (qui).

Sinceramente: vicenda abbastanza squallida sotto molti punti di vista. Però ci sono alcuni punti che mi impediscono di solidarizzare con la presunta1 vittima contro il presunto carnefice;

Prima cosa, donne pronte ad usare la F per fare o per velocizzare la carriera non son rare nella storia del cinema. Che poi una, figlia di un regista e che quindi ha avuto contatti con quel mondo da bambina, si ritrovi a 21 anni ad essere “ingenua e terrorizzata” mi sembra una ipotesi abbastanza inverosimile. Non stiamo parlando di una contadinotta quattordicenne del primo dopoguerra sempre vissuta in campagna da quando è nata e che il mondo l’ha conosciuto solo grazie alle riviste patinate. Il mondo è piccolo e le voci, anche se non diventano accuse formali, girano. Sarò cinico ma all’ingenuità non ci credo molto.

Seconda considerazione: adesso la denuncia della Argento, di essere stata violentata vent’anni fa, è una denuncia difficilissima da provare; a meno che non salti qualche filmato clamoroso o qualche prova inconfutabile che inchioda è semplicemente la parola di lui contro quella di lei. E il sogno bagnato di molte di dar credito alla presunta vittima, invertire l’onere della prova e condannare il presunto carnefice a meno che non riesca a provare inconfutabilmente la sua innocenza è il modo migliore per partorire mostruosità giuridiche da medioevo2.
Che poi da “porco! dimostra che non sei stato tu a stuprare” a “strega! dimostra che non sei stata tu ad ammaliare” il passo è breve, molto, molto breve.
Un altra cosa, legata, al ritardo. Potrebbe anche essere che le accuse tardive siano anche un mettere le mani avanti per evitare accuse di omertà e/o complicità; accuse capaci di trascinarti nello stesso pozzo cui sta finendo il tipo.

Terza considerazione: la solita lagna della merda nei social. Piaccia o no i social sono uno specchio che riflette e mostra la società; là fuori è pieno di gente che pensa che una stuprata sia una che l’ha cercata in ogni caso, frustrati che attendono simili occasioni per vomitare merda su tutto e tutti. Così come è pieno di zerbini che si vergognano di tutto e di più per elemosinare due like e un retweet in più. Che una fogna sia zeppa di stronzi mi sembra solo una “non notizia” buona solo per il click baiting.

Quarta considerazione: come al solito si oppone il “victim blaming” a chiunque non sposi incondizionatamente la tesi della presunta vittima. Gli insulti sono inaccettabili ma trovo sia vigliacco parlare di “victim blaming” anche nei confronti di chi, senza insultare, avanza qualche dubbio come: “ma perché poi ci sei stata per cinque anni”, “perché denunciate tutte adesso, solo ora che è scoppiato lo scandalo?”.  Capisco che in america si ha l’impressione che basti formulare una accusa di stupro, abbastanza verosimile, per essere inappellabilmente condannati, ma in italia per fortuna ancora non dovrebbe essere così; dovrebbe essere l’accusatore a dimostrare la validità delle sue accuse e non l’accusato a dover dimostrare di essere innocente2.

Quinta considerazione: ricordo il caso di Dominique Strauss Kahn; anche quando saltò fuori lo scandalo dell’accusa di stupro della cameriera, ci furono alcune che “ricordarono” molestie. Ricordi che poi non ebbero seguito e vennero rapidamente “dimenticati” quando la vicenda si sgonfiò a causa dell’inattendibilità della presunta vittima principale.


  1. uso il termine “presunta” in quanto, a parte le accuse di lei, sulla specifica vicenda non son ancora saltate fuori prove e/o riscontri. Il tizio può anche essere un grandissimo puttaniere, il più grande puttaniere della storia ma ciò non prova che abbia violentato anche in questo caso. 
  2. il caso di Judith Grossman è emblematico; avvocato femminista radicale si è ricreduta quando nel tritacarne è finito il figlio. E fu così che si accorse della barbarie di dar credito sempre e solo alla presunta vittima in spregio alla presunzione di innocenza. 

Catalogna o del genio di bossi.

Sto vedendo cosa sta capitando in catalogna; imho il governo regionale catalano è come uno di quei giocatori che ha tentato un bluff e si è trovato davanti un altro giocatore che non ci ha creduto e ha urlato vedo1.
Se scopre le carte si vede che in mano non ha in mano niente quindi deve tenere in ogni modo le carte in mano e cercare disperatamente di alzare ulteriormente la posta.

La dichiarazione di secessione è una stupidata, e le motivazioni sono banali: non hai un esercito capace di controllare il tuo territorio, ergo chiunque abbastanza “forte” può fare il BIP! che gli pare, e non hai una economia capace di sostenerti come stato sovrano. Dichiarare l’indipendenza significa trasformarsi in una repubblica baltica all’epoca del crollo dell’urss. Uno stato dove la valuta ufficiale era carta straccia, la valuta reale era il marco tedesco non il rublo, zeppo di mafiosi che giocavano ai signori della guerra. E le repubbliche si rialzarono grazie all’aiuto, interessato ovviamente2, di grossi stati stranieri.

Le domande da porsi sarebbero: chi, estero, riconoscerebbe la Catalogna indipendente e chi sosterrebbe la sua moneta permettendoli di comprare nel mercato internazionale le merci cui hanno bisogno. L’ultima carta rimasta alla catalogna è paventare il rischio di avere un kossovo, in vendita al miglior offerente3, fra Francia e Spagna. Mollare spagna ed europa per “doversi vendere” a cinesi o arabi (ah la reconquista) mi sembra una azione di cotale intelligenza da far sembrare Antonio Razzi un gigante della politica da collocare fra Cavour e Bismark.

Da una parte l’UE non vorrebbe avere un kossovo al suo interno, d’altra parte è consapevole che se si cala le brache davanti alla catalogna poi si trova alla porta gli indipendentisti greci, sardi, corsi, baschi etc. etc. e dall’europa dei 28 si passaserà all’europa dei 100.000 (fra cui il regno di Tavolara, la repubblica di Malu ‘Entu e il principato della scala B del condominio di corso Cagliari 42, Baradili (OR))

Non so come va a finire; imho comunque se si dovrà scegliere penso che l’europa si schiererà per il “colpirne uno per educarne cento”.

Sto rivalutando Bossi e le sue sparate; è stato folkloristico come il governo catalano ma ha avuto, o la cacarella o il buon senso, di fermarsi un attimo prima di far precipitare le cose in una situazione “irrecuperabile”, cercando di massimizzare i vantaggi evitando però di infilarsi in un “cul de sac”.

Da notare anche il solito bipensiero della politica italiana: le sparate secessioniste della lombardia sono esacrabili mentre, siccome il governo spagnolo è di destra, le stesse sparate Catalane sono da esaltare in quanto sacrosanta autodeterminazione dei popoli…

 


  1. Rajoy è stato un idiota. Più che mandare la polizia a menare sarebbe bastato chiudere all’istante tutti i rubinetti, difficile fare la rivoluzione se la prospettiva è fare la fame. 
  2. Casualmente sono entrati nella NATO ed hanno basi USA nel loro territorio. Ma solo per gratitudine eh… 
  3. il mondo è pieno di stati “francescani” il cui unico scopo è fare il bene del prossimo… 

Deve essere un nuovo tipo di marketing virale…

Fonte: Bufera sui social arabi contro Apple: “Il nuovo iPhone discrimina le donne” – Cultura – L’Unione Sarda.it

Bufera sui social arabi contro Apple: “Il nuovo iPhone discrimina le donne”

Deve essere marketing virale; non riesco a spiegarmelo altrimenti. O meglio, ci potrebbero essere altre spiegazioni ma…

Sono passati nemmeno due giorni dal lancio del nuovo iPhone X e già arrivano le prime polemiche.

Nel mirino il riconoscimento facciale Face ID, che ha scatenato la protesta sui social media arabi.

Il nuovo dispositivo di sblocco del telefono, infatti, è dotato di uno scanner per il riconoscimento del viso 3-D, che secondo i musulmani integralisti discriminerebbe le donne. Secondo alcuni utenti, infatti, le donne che indossano in pubblico il “niqab”, il velo islamico che lascia scoperti soltanto gli occhi, non possono con il nuovo dispositivo utilizzare il nuovo telefonino.
Mi sembra una barzelletta, soprattutto considerando tutto quello che, secondo l’islam, una donna non potrebbe fare.  Cioè dopo il nibaq anche l’uso del melafonino è una tradizione religiosa da rispettare?

Sul tema sono fioccati in poche ore centinaia di tweet, e l’hashtag lanciato dai promotori della campagna anti-iPhone X (tradotto in italiano #apple_bandisce_ilniqab) è rimasto a lungo trend topic in diversi paesi arabi.

“E’ una guerra contro le donne che applicano la legge islamica”, uno dei commenti apparsi su Twitter, mentre un’altra utente racconta: “Volevo l’iPhone X – spiega – ma come faccio a sbloccarlo quando indosso un niqab?”.

Sono anche molti quelli che hanno criticato questa dura presa di posizione contro Apple, ma la battaglia è appena iniziata.

Per me è pubblicità virale stuzzicata ad hoc con tanti boccaloni che ci cascano con entrambi i piedi. Oppure il tasso di bimbominkiaggine fra gli islamici “colti”, o almeno abbastanza ricchi da potersi permettere un iphone, non ha niente da invidiare a quello dei paesi del corrotto occidente ateo o cristiano.

diploma, laurea e ruoli politici…

Uno dei cavalli di battaglia di molti è il mantra: “la Lorenzin è una semplice diplomata e per questo non può fare da ministro della sanità”, “la Fedeli non ha il diploma e per questo non può fare da ministro della pubblica istruzione”.

Posizioni comprensibili anche se non le condivido; imho la Lorenzin, a parte qualche caduta di stile, non è stata un pessimo ministro della sanità. Sulla vicenda Stamina ed adesso sui vaccini non si sta comportando male, si vede che per le consulenze “tecniche” si appoggia ai tecnici di qualità del suo ministero. Sulla Fedeli non mi posso pronunciare anche se da quello che ho visto sarebbe da criticare non per i suoi titoli di studio ma per il tentativo di ricondurre la scuola a mero stipendificio.

quello che mi fa ridere comunque è la marchiana contraddizione di molti che recitano acriticamente quei mantra; se un semplice diplomato non può fare da ministro, della sanità, perché invece un semplice diplomato potrebbe fare da presidente del consiglio oppure da presidente di una regione? Stavo leggendo il CV del candidato del movimento alla presidenza della Sicilia; al di fuori di qualche esperienza di attivismo interno al movimento non c’è nulla riguardo all’amministrazione pubblica. Ed anche le attività lavorative non riguardano l’amministrazione e la gestione di situazioni complesse ed il raggiungimento di obiettivi come potrebbe essere, ad esempio, un lavoro informatico da coordinatore di progetto.

Non che sia contrario agli outsider; pizzarotti non era un politico però, bisogna dirlo, è stato un buon amministratore per il comune di Parma e la prova è il fatto che sia stato rieletto nonostante fosse in rotta con il suo partito di origine. Anche Cancellieri potrebbe essere una persona capace.

Sarei comunque curioso di sapere cosa e come risponderà il moVimento a chi cita le loro parole d’ordine “honestà” e “competenza” per porre, fondate, obiezioni sul curriculum del suo candidato di punta. Piaccia o no è il presidente della regione che “dirige” l’orchestra e coordina i suoi assessori; non deve essere un tuttologo ma deve essere capace di amministrare e coordinare.

Vediamo; penso che i 5s non sfonderanno in sicilia (ovviamente per colpa della mafia, braccio armato del NWO e dei poteri forti a loro volta controllati dai rettiliani massoni etc. etc.).

I poteri forti che si oppongono al moVimento
I poteri forti che si oppongono al moVimento

 

E(in)voluzione della specie 2

Come prevedibile il movimento che urlava, in tutti i luoghi ed in tutti i laghi (cit.) “onestà onestà”, adesso che è nella stanza dei bottoni ed ha la possibilità di “essere disonesto”, sta lentamente virando verso il garantismo.

Mi chiedo cosa pensino di tali giravolte lo “sponsor” Davigo e il prode Travaglio; il bene contro il male, gli onesti (onestissimissimi) contro i marci corrotti della kas$ta è un argomento semplice alla portata di qualsiasi grullino. I sottili distinguo, l’avviso di garanzia a tizio è una condanna definitiva passata in giudicato, quello a caio invece è solo un avviso di indagine, credo siano un poco di meno comprensibili. Fossi in beppe starei attento che non nasca un moVimento di onesti, più onesti, che epureranno gli onesti disonesti.

Sorgente: M5S e magistratura, il codice di Grillo: “Grave una condanna, non un avviso di garanzia” – Politica – L’Unione Sarda.it

Beppe Grillo pubblica sul suo blog il codice di comportamento per i parlamentari del Movimento 5 Stelle, in particolare riguardo ai “rapporti con eventuali procedimenti penali”. (…)

Quando un portavoce grillino è coinvolto in un processo penale, scrive il leader, “il Garante del MoVimento 5 Stelle , il Collegio dei Probiviri o il Comitato d’appello compiono le loro valutazioni in totale autonomia, in virtù e nell’ambito delle funzioni attribuite dal Regolamento del MoVimento 5 Stelle, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura”.
Se la magistratura condanna l’imputato anche solo in primo grado, la sentenza “è considerata grave e incompatibile con il mantenimento della carica elettiva”.
Ma, aggiunge Grillo, il solo avviso di garanzia non comporta “alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti potenzialmente tenuti dal portavoce stesso”.

Giova ricordare quanto disse, a suo tempo in una intervista a Libero, Di Maio e notare come la sua “sparata” sia stata smentita dal boss. Chissà se rivendicherà le sue parole, le rimangerà o cercherà a furia di supercazzole di far intendere di esser stato frainteso.

Luigi di Maio, intervista a libero in data 21/12/2015

Allora è vero che è un giustizialista…
«Non sono a favore della presunzione d’ innocenza per i politici. Se uno è indagato, deve lasciare, lo chiedono gli elettori».

Ma se poi uno viene assolto?
«Si ripresenta. La questione etica è un’ emergenza da risolvere in via prioritaria. Il problema sono i tempi della giustizia, ma basta eliminare la prescrizione per andare presto a giudizio».

Non si dà troppo potere ai pm così? Basta indagare il politico sgradito e lui è finito…
«Non credo ai giudici politicizzati, anche se è vero che alcuni fanno politica. Sono quelli come Ingroia che ledono l’ immagine della magistratura, perché dimostrano la verità del teorema Berlusconi. Se uno si candida, deve lasciare la toga».

Anche i giudici però sono una casta. Guadagnano quanto voi, talvolta di più…
«Chi li critica dovrebbe prima tagliarsi lo stipendio come facciamo noi. E comunque i giudici che piacciono a me, quelli di frontiera, guadagnano il giusto».

Come dissi: se non si hanno armadi è facilissimo non avere neanche scheletri negli armadi. Ma quando invece gli armadi si possiedono…