Indottrinamento a scuola 2…

Il precedente articolo sull’indottrinamento scolastico mi ha portato ricordi scolastici. Ricordi di azioni delle quali non sono particolarmente fiero ma che mostrano come l’indottrinare a forza le persone a sposare determinate tesi in certi casi invece le porti a sposare tesi diametralmente opposte a quelle presentate.

Era il periodo della prima discesa in campo di berlusconi contro l’allegra macchina da guerra e, nella mia scuola, alcuni docenti facevano politica attiva mettendo in guardia gli alunni delle quarte e delle quinte contro il nazismo prossimo venturo che sarebbe arrivato se avesse vinto la coalizione fascioleghista berlusconiana. Un colossale trituramento di testicoli dove veniva esaltata la resistenza contro nazifascismo, magnificato il sole dell’avvenire. Alcuni dei più attivi erano, un docente di filosofia di area cattolica, molto bigotto e ipocrita, che si sprecava nel fare a scuola propaganda per l’allegra macchina da guerra e la mia docente di lettere che non faceva mistero delle sue simpatie verso la sinistra. Una caratteristica di entrambi era che non accettavano idee contrarie alle loro cioè se sostenevi opinioni diverse da quanto detto a lezione: “preferisco il filosofo Tizio a Caio” o “per me il Pascoli è meglio del Leopardi” erano votacci. Se solo ti azzardavi a dire che forse le idee di Berlusconi non erano del tutto sbagliate o che il nazifascismo era finito da circa 50 anni, e che non era stato l’unico totalitarismo ad aver fatto milioni di morti, a momenti ti minacciavano di denuncia per apologia di fascismo oltre ad essere preso ad urla. Molti sposavano la scuola di pensiero: “nazifascismo male assoluto, comunismo: idee buone ma attuate male (e i più sfegatati aggiungevano: a causa dei gombloddi del grande satana statunitense)”.

Quello era il clima a scuola. Veniamo portati a vedere, come scuola, il film Schindler List ovviamente con predicozzo preliminare riguardante le elezioni prossime venture e venne detto che Fini, Bossi e Berlusconi erano come Hitler e i suoi gerarchi etc. etc.

Risultato: durante la proiezione del film qualcuno iniziò ad applaudire quando i nazisti facevano fuori gli ebrei e da lì partì un tripudio di “Duce, duce, duce”, “Heil Hitler” fischi e applausi tutte le volte che venivano inquadrati i campi di sterminio. Se qualcuno fosse capitato al cinema forse sarebbe stato convinto di assistere ad una riunione di forza nuova o di qualche gruppo di neonazisti e non ad una proiezione per i liceali ove i predetti si divertivano a fare gli imbecilli.  Il giorno dopo ci beccammo una solenne cazziata dal preside per il comportamento tenuto durante la proiezione.

Comportamento, che adesso riconosco essere abbastanza infantile, fatto non perché nazisti convinti ma solo per provocare i docenti e come reazione ai predicozzi sulla politica e all’ipocrisia di chi si diceva aperto al dialogo però puniva con votacci chiunque non la pensasse come lui. Perché non si insegna con le parole ma anche con l’esempio, anzi se l’esempio è contrario alle parole, molti seguono l’esempio e imparano a non dar peso a ciò che si dice anzi penseranno che la tua fazione è zeppa di ipocriti e ipocrisia. Alcuni compagni andarono a destra solo perché quegli imbecilli di docenti erano di sinistra e la menavano con il fatto di esserlo. Ecco a cosa porta parlare, a sproposito, di politica a scuola.

6 pensieri su “Indottrinamento a scuola 2…

  1. Ora che ci penso è una cosa che ho vissuto pure io alle superiori. Periodo fra un regno prodiano e Silvio-bis.
    Siamo diventati adulti nonostante, e non grazie, ad insegnanti del genere.

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    • Eppure di quel periodo alcuni fra i migliori docenti che avevo erano di sinistra ed abbastanza sfegatati. Quello di matematica, originario di famiglia povera e che era riuscito a studiare a furia di borse di studio che parlava dello studio e delle competenze come un sistema per uscire dal fango, ed era molto critico sul ’68 e sui sessantottini, era sua la frase: “il ’68 dicevano servisse per i figli dei poveracci invece serviva a dare titoli a figli di babbo annoiati, quando le aziende cercavano lavoro negli annunci stessi erano escluse le università dove si davano gli esami di gruppo e i laureifici… Un poveraccio che sgobbava per prendere il titolo poi non si sarebbe trovato in mano nulla…”

      E quella di filosofia che qualsiasi vaccata sparassi nelle discussioni, amo hitler perchè è giusto sterminare la popolazione… ti chiedeva di argomentare a sostegno della tua tesi. Molti finivano a incartarsi su tautologie ‘è così perché è così’ e finivano smontati… però ti ascoltava e controbatteva magari mostrandoti le fallacie dei tuoi ragionamenti, non si limitava a urlare io sono in cattedra ergo io ho ragione..

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  2. […] La costituzione si dovrebbe studiare in “educazione civica” ed in “diritto”; materie già previste in molti ordinamenti. E poi cosa c’entra la costituzione con l’attualità; credo che sia indottrinamento dove una lettura “maliziosa” della costituzione venga utilizzata come giustificativo di tesi preimpostate. Roba che ho già vissuto a scuola, e il risultato non è stato quello che i docenti si aspettavano. […]

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  3. […] A margine: io penso che la politica e l’attualità debbano stare fuori dalle aule, nel caso gli studenti pongano domande è anche giusto che il docente risponda ma è sempre meglio che il docente non esprima le sue idee politiche in classe o, cosa molto più grave, usi le lezioni come pretesto per l’indottrinamento. Da considerare che talvolta più si cerca di spingere gli studenti in una direzione più loro vanno nell’altra. Parlo per esperienza diretta. […]

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