l’ignoranza e le favolette sulla natività.

Una delle prove dell’ignoranza è che al posto della storia vengono raccontate favolette e che molti bevono tali castronerie senza colpo ferire e senza accorgersene. Buffo che spesso chi ci crede sia convinto di essere più colto degli altri.

Puntualmente a natale saltano fuori le storielle che vogliono Giuseppe e Maria essere dei clandestini scacciati. Peccato sia un errore come questo articolo di raphael dimostra.

A questo giro, leggiamoci il Vangelo secondo Luca, 2,1-7:

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.

Te capì pistola?

Giuseppe, Maria e Gesù NON erano stranieri a Betlemme
Giuseppe, Maria e Gesù NON erano senza casa,
Giuseppe e Maria erano regolarmente sposati,
Giuseppe, Maria e Gesù NON erano abusivi, NON erano immigrati, tanto meno clandestini.
Maria e Giuseppe erano cittadini onesti – ebrei, per inciso! – ed andavano ad adempiere un obbligo burocratico imposto dal dominatore romano.

Erano Israeliti che andavano da un villaggio ad un altro villaggio dello stesso “stato”: andavano da Nazareth a Betlemme, che è come dire che lui era nativo di Monza ma viveva a Brescia e per il censimento doveva tornare a Monza a farsi registrare.

Erano un normalissimo sudditi Israelita/Israeliano regolare che andavano a farsi registrare per pagare le tasse a Roma. TANTE tasse.

Tra Nazareth e Betlemme ci sono – a piedi – 163 km, stando a Google mappa e facendo una bella deviazione. Occhiocroce la distanza tra Monza e Verona. A piedi son 5-6 giorni di cammino, tenendo conto che Maria che era al nono mese cavalcava un asinello.

Non attraversavano alcun confine, rimanevano dentro ai confini di Israele. Da Monza a Verona.

Giuseppe era benestante. Anzi, Giuseppe era di nobili origini. Era della stirpe di Davide. Era di stirpe reale. E faceva il costruttore edile. E a quel tempo fare il carpentiere, ovvero il costruttore era uno dei mestieri migliori, quello che ti faceva guadagnare di più.

Soldi alla mano sono andati in albergo.

E poi, ma quale abusivo d’Egitto!

Da notare comunque come spesso gli appelli più strappalacrime ed i richiami al cristianesimo vengano da gente che, quando il santo padre o qualcun’altro parla di cose sgradite, non si fa scrupolo di urlare cloro al clero e atteggiarsi a strozzapreti. Coerenti, non c’è che dire.

9 pensieri su “l’ignoranza e le favolette sulla natività.

  1. Generalmente quando fai notare che sbagliano, ti tirano fuori la fuga in Egitto.
    Che:
    1) è avvenuta dopo, quindi non c’entra nulla;
    2) oltretutto sulla Bibbia non c’è scritto come hanno passato il confine (potrebbero averlo fatto anche legalmente).

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  2. Poi c’è quella del muro intorno a Betlemme in cui ti dicono che oggi non li farebbero entrare, e quella invece è vera, perché a Betlemme così come in tutti i territori amministrati dall’autorità palestinese gli ebrei non possono entrare (sì, lo so, loro in realtà erano palestinesi e probabilmente anche musulmani e non possono entrare lo stesso perché… boh questa non l’ho ancora studiata, fatemi andare che devo andare a bruciare un paio di bandiere).

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  3. Beh, penso che nonostante quello che fai notare, l’attuale storia degli immigrati abbia qualche nesso con la natività: un viaggio di 160 km 2000 anni fa significava andare in un posto estremamente lontano da casa dove non si era familiari coi luoghi e dove non si avevano amici. Non c’erano i computer per identificare le persone e quindi non si poteva capire se il viandante che si presentava alla propria porta era un criminale o una persona onesta. La diffidenza che c’era allora come c’è oggi ha fatto sì che Maria e Giuseppe non trovassero altro alloggio che una stalla, nonostante fossero persone di buona famiglia come giustamente hai fatto notare.
    Quando Gesù nasce poi, i primi a fargli visita sono i pastori che erano, quelli si, criminali e poco di buono! E la storia della natività è sbalorditiva in questo: le persone buone ed oneste hanno lasciato dei cittadini altrettanto buoni ed onesti alla porta, mentre i criminali hanno gioito con loro della nascita del loro bambino.

    Questo ci fa capire chiaramente da che parte si schiera Gesù: lui cerca di incontrare i criminali ed i respinti dalla società.

    Quindi se è vero che c’è gente che prende le parole del papa e più in generale del cristianesimo soltanto quando fanno comodo, è ancora più vero che l’attuale maggioranza di governo è quanto di più lontano ci possa essere dal messaggio cristiano. E con gesti teatrali tipo rosari in mano e falsi dibattiti sul crocifisso nei luoghi pubblici dimostrano solo la loro natura meschina e doppiogiochista.

    Si può essere d’accordo con Salvini e Di Maio (non capisco come, ma si può) però non cercate di giustificare questa preferenza con un’inverosimile accostamento ai valori cristiani dell’accoglienza.

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    • Le mie tesi sono due: la prima è che far gran sfoggio di religione o urlare “cloro al clero” a seconda della convenienza è un comportamento, riguardo al rapporto con la religione, un pochino incoerente. Sia che ci sia il pagliaccio che giura sul vangelo per poi farne l’opposto, sia chi pretende si sia cristiani solo per le cose che piacciono del cristianesimo e atei per il resto.

      E la seconda è che a furia di trasformare la storia in favolette si finisce a credere che sia tutta una favoletta e questo porta ad ignorare le drammatiche lezioni della storia. Ad esempio fascisticizzare tutto, vedi ad esempio la Murgia, significa anche dire che siccome tutto è fascista allora niente è fascista. Il modo migliore perché certi pericoli reali siano sottovalutati e diluiti in un mare di falsi allarmi.

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    • Come già ho avuto occasione di dire, a parlare di cose che non si conoscono non ci si fa una gran bella figura.
      1. Nell’ebraismo ci sono quattro importanti ricorrenze all’anno, in occasione delle quali all’epoca TUTTI gli abitanti della Giudea e della Galilea si recavano al Tempio di Gerusalemme. E Gerusalemme era attrezzata per accoglierli TUTTI. Tanto più era in grado di accogliere tutti quelli che si dovevano spostare per il censimento, che ovviamente non erano tutti gli abitanti di Giudea e Galilea. Quindi, anche se fosse vero che erano andati a Gerusalemme – e non lo è – quella che si sono dovuti spostare di otto chilometri per andare a Betlemme e partorire poi in una stalla è una leggenda smentita dalla Storia.
      2. Duemila anni fa c’era gente che dalla Giudea e dalla Galilea andava a Roma e andava in Spagna (documentato dalle norme giuridiche che stabilivano i tempi necessari per dichiarare decaduta la proprietà di un terreno abbandonato in modo da poterlo assegnare a qualcun altro: per quelli che erano andati in Spagna si dovevano calcolare tre anni in più, necessari perché qualcuno andasse lì a chiedergli se avevano intenzione di tornare o no, e tornasse poi a riferire la risposta). Ergo: un posto a 160 chilometri non era affatto “andare in un posto estremamente lontano da casa”. Magari aggiungiamo anche che per registrarsi per il censimento c’era un anno di tempo: è plausibile che un uomo parta per un viaggio di 160 chilometri a dorso d’asino su strade impervie proprio nel momento in cui sua moglie è incinta di otto mesi e mezzo? Confondere le leggende coi fatti non è mai una buona idea.
      E passo ai dettagli ameni:
      a) “Non c’erano i computer per identificare le persone e quindi non si poteva capire se il viandante che si presentava alla propria porta era un criminale o una persona onesta.” Io il computer ce l’ho: se tu ti presenti alla mia porta posso capire se sei un criminale o una persona onesta?
      b) “i primi a fargli visita sono i pastori che erano, quelli si, criminali e poco di buono!” PREGO?!?!?!
      E passo infine alla madre di tutte le mistificazioni: la peregrinazione di albergo in albergo perché non c’era posto da nessuna parte (e in nostro signor “scienziatimatti” va addirittura oltre, parlando di porte – private, evidentemente – a cui si sarebbero presentati). Matteo: «Prese con sé la sua sposa e senza che egli la conoscesse, diede alla luce un figlio e gli pose nome Gesù. Dopo che Gesù nacque in Bethlehem di Giudea…». Marco non parla della nascita e parte dall’attività di Gesù adulto. Luca: «Anche Giuseppe salì dalla Galilea dalla città di Nazareth, alla Giudea, nella città di David, la quale si chiamava Bethlehem, poiché era della casa e della stirpe di David, per farsi registrare, insieme con Maria sua sposa, che era incinta. E avvenne che, mentre si trovavano là, si compirono per lei i giorni del parto, e mise al mondo il figlio suo primogenito, e lo fasciò, e lo adagiava in una greppia, perché non c’era per loro un posto nell’albergo». Anche Giovanni infine inizia direttamente con le azioni di Gesù adulto. Quindi: niente spostamento da Gerusalemme a Betlemme, niente peregrinazioni dettagliatamente descritte per la povera coppia sempre più stremata e avvilita mentre il parto ormai incombeva, niente di niente nel testi da cui si vorrebbe desumere il paragone coi “migranti” da accogliere. Concludo:
      1. È ORA DI FINIRLA CON QUESTE FREGNACCE
      2. È ORA DI FINIRLA DI PARLARE DI COSE DI CUI SI SA MENO DI ZERO (e magari pretendere di criticare chi si rifiuta di dialogare con gli ignoranti supponenti)

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      • Barbara, parli come se a qualcuno fregasse qualcosa della verita’ storica. Quella e’ verita’ 1.0, di cui non frega niente a nessuno se non a qualche vecchio mummificato e pronto per la casa di riposo. Se parlassimo di verita’ storica dovremmo tenere conto di tante cose interessanti, ad esempio che:

        1) Non e’ mai esistita la tradizione del liberare un condannato a morte durante una ricorrenza speciale.
        2) Ponzio Pilato era un governatore militare incaricato di mettere ordine in una provincia ribelliosa. Se si fosse piegato in quel modo alla volonta’ popolare (dei locali), sarebbe stato portato a Roma e strangolato.

        E questi sono solo due delle tante incongruenze storiche che mi vengono in mente. Ma, ripeto, a chi frega qualcosa?

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  4. come sempre, secondo la tradizione italiana, della religione si prendono i pezzi che ti piacciono e si sventolano come bandiere. il resto, sticazzi. o, anche meglio, ci si inventa qualche minchiata “ad-hoc”. il termine corretto per questa cosa, però, sarebbe “eresia”.

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