mussolini dittatore blando (l’errore di gridare troppo al lupo al lupo)

Leggendo la questione della “censura” a Fedez mi è venuto in mente questo vecchio articolo di Michele Serra:

Qualcuno riesce a immaginare un liceo tedesco che, nel 2012, esponga nella sua aula magna un quadro encomiastico raffigurante Adolf Hitler? Ovviamente no. E allora: perché un liceo di Ascoli ha pensato di esporre nella sua aula magna un ritratto di Benito Mussolini a cavallo? (E perché un sindaco del Lazio ha intitolato addirittura un mausoleo al maresciallo Graziani, genocida, gasatore di africani, tra i simboli più spregevoli del razzismoe del colonialismo?E perché, nelle sue varie forme, l’ apologia del fascismo prospera nel nostro paese, unico in Europa?). Ispiratore di Hitler e del nazismo, suo complice diretto nella deportazionee nel genocidio degli ebrei (degli italiani ebrei: traditore, dunque, del suo popolo), Mussolini gode negli ultimi anni di una sorta di inspiegabile franchigia. Per colpa di una destra ignorante e frustrata, diversa da tutte le destre di governo europeo, è passata l’ idea che il sedicente Duce fosse, a differenza del suo allievo tedesco, un dittatore blando, e uno statista vittima degli inciampi della storia. Il risultato è che un preside di scuola, funzionario pubblico, si stupisce e si rammarica delle reazioni suscitate dal ritratto equestre di colui che ci portò alla guerra razzista, e alla rovina della Patria.

MICHELE SERRA

 
Il problema sollevato da michele serra esiste ma, e qui dissento da lui, ha sbagliato completamente la causa prima dello sdoganamento e dell’annacquamento della tragedia del fascismo. La causa reale di ciò è l’abuso di “antifascismo” e di accuse di fascismo.

Consideriamo l’ultimo caso in ordine di tempo: Fedez e la presunta “censura”, censura che non esiste e che non è mai esistita, però uno che non conosce bene la storia a cosa penserà quando sentirà parlare della censura fascista? che i fascisti vietavano di registrare come marchio le copertine dei dischi? che gli artisti erano discriminati perché non gli permettevano di produrre T-shirt con il loro marchio? L’abuso di termini come censura e fascismo usati, a sproposito, e per enfantizzare alla fine toglie tutta la drammaticità legata ai termini ed al vissuto storico.  Se leggiamo i giornali l’avversario politico, per chiunque non sia di destra-destra, è sempre fascista. Fascista Grillo, fascista Renzi, fascista Berlusconi, Napolitano, Fini, Casini, Bertinotti (per essere andato alla festa dei giovani missini), Di Liberto (per aver votato si alle bombe americane sulla ex jugoslavia)… insomma se tutti son fascisti allora nessuno lo è. E, più grave, si pensa che mussolini sia stato un dittatore “alla berlusconi”. Al berlusco si possono dire molte cose ma quanti giornalisti, politici di partiti avversi, oppositori ha ucciso o esiliato?
Il “dittatore blando” è figlio dell’abuso di accuse di fascismo purtroppo, la censura blanda figlia di tanti piagnistei e capricci “alla fedez”.

Quello che ha sdoganato mussolini è stato il gridare talmente tanto a vuoto “al lupo, al lupo” che oramai nessuno crede più all’esistenza dei lupi. E su questo i distributori di patenti di “fascista” e “democratico” dovrebbero fare qualche riflessione. Forse più che ad una destra pasticciona la colpa è di quanti, per darsi un tono e coprire altre manchevolezze, cercano di spacciare lucertole per draghi.

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5 pensieri su “mussolini dittatore blando (l’errore di gridare troppo al lupo al lupo)

  1. Il comportamento di questi idolatri dell’anpi è ancora più allarmante ai nostri giorni, fatti di bene o male settant’anni di democrazia: c’è chi ci scherza o chi vuol fare affermazioni reboanti, ma anche chi è serissimo nel dire, spinto dalla disperazione, che preferirebbe un regime dittatoriale che gli permettesse di sfuggire i debiti e di non avere ansie sul come arrivare almeno al 25 del mese, “piuttosto di questo”.

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  2. […] Indem l’ANPI, ennesimo ente che cerca di lucrare dando patenti di moralità e certificati di antifascisti doc. E questo è un comportamento stupido e controproducente; stupido perché se la lotta dei partigiani nella seconda guerra viene utilizzata come arma politica “attuale” legittima anche l’uso dei nemici dei partigiani nella lotta politica attuale, e invece di avere una memoria storica condivisa che riconosca quanto capitato in quegli anni drammatici con le loro luci e le loro ombre abbiamo due tifoserie opposte che si scontrano a colpi di insulti e di sfottò. Senza considerare anche il rischio di annacquamento della memoria. […]

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  3. […] Errori gravissimi. Prima cosa: il creare un mito religioso significa poi trovarsi a fare i conti le contraddizioni e le incongruenze della storia. Un nome che “rompe” per la storiella partigiani buoni buonissimi contro fascisti tutti cattivissimi e assassini: Giorgio Perlasca1 persona di destra che è anche stata fascista convinta. Oppure la storia della brigata Osoppo e l’eccidio di Porzus. E invece di ammettere luci ed ombre di un fenomeno complesso si reagisce con rabbia e con persecuzioni verso gli eretici. Altro errore dell’attualizzare tutto è che se tutto è fascista allora nulla è fascista. Se qualunque tragedia, vera o presunta, viene paragonata alla shoa allora si perde proprio il senso e l’enormità della tragedia. […]

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