Polemiche per il pagamento del riscatto delle ochette

Su faccialibro e nei media impazza la polemica se sia stato giusto pagare un riscatto per far liberare le due ochette, volontarie ONG fai da te. E come al solito qualcuno indica la luna e sorgono infinite polemiche sul dito. Il problema non è la cifra, che alcuni dicono 12 milioni, pagata, i problemi sono altri

Primo e più importante: le due hanno fatto una serie di cazzate colossali, se vuoi andare a fare assistenza alle popolazioni martoriate dalla guerra, azione giusta, condivisibile ed encomiabile, devi farlo bene; prendi contatto con qualche ONG seria che opera nella zona, informati e preparati prima di agire e di recarti in loco.

Facendo un parallelo è come l’intervenire nel caso di incidenti stradali; se hai conoscenze di pronto soccorso è giusto che intervenga, se tali conoscenze non le hai è meglio che svolga solo attività di supporto: allertare chi di dovere, segnalare l’incidente mettendo il triangolo ed avvisando le auto che arrivano di rallentare e lasciar intervenire i medici del 118. Improvvisarsi medico porta spessissimo più danni che benefici, anche se si hanno tutte le  buone intenzioni del mondo.

E questo sarebbe da chiarire bene per evitare imitazioni da parte di altre aspiranti ochette che vogliono salvare il mondo.

Seconda cosa: il pagamento del riscatto rende gli altri italiani presenti in quello scenario “pezzi pregiati” da rapire e aumenta, di molto, i rischi che vengano rapiti allo scopo di finanziamento. Con la loro incoscienza hanno messo in pericolo anche gli altri italiani che operano in quel settore, non solo quelli che si son dovuti operare per il loro rilascio.  Gli italiani presenti in zona verranno considerati dei bancomat. Piaccia o no una delle cose che ha fermato l’anonima sarda sequestri è il blocco dei beni dei rapiti.

Terza cosa: nessuno ammetterà mai che è stato pagato un riscatto, non lo stato italiano anche per il motivo numero due, non i rapitori per non sporcare la loro immagine di buoni e moderati, ma ritengo alquanto improbabile che siano state liberate solo per “buona volontà”.

Ultima cosa: le buone intenzioni sono un ottima pavimentazione per la strada dell’inferno e l’avere fatto una azione sulla spinta di ottime, eccelse, intenzioni non impedisce che la predetta azione

  • Sia stata una cazzata.
  • Abbia avuto risultati opposti a quanto desiderato.
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