La luna è una severa maestra (ovvero rivoluzione for dummies)

La luna è una severa maestra (The Moon Is a Harsh Mistress) è un bellissimo romanzo di fantascienza di Robert A. Heinlein che narra la ribellione degli abitanti della colonia lunare contro la terra per ottenere l’indipendenza e l’autodeterminazione. Il romanzo offre due spunti interessanti: innanzitutto descrive come si dovrebbe organizzare una ribellione, se si vuole che essa possa avere qualche possibilità di successo, ovvero:

  1. carpire il sostegno di una massa critica di cittadini.
  2. colpire l’oppressore e i suoi simboli.
  3. colpire soprattutto l’economia dell’oppressore.
  4. portare avanti anche degli obiettivi politici realistici.
  5. avere pronto un qualcosa da mettere al posto dell’oppressore.

Tutte cose che nel movimento dei forconi, o negli innumerevoli scioperi e manifestazioni italiane, raramente o quasi mai avvengono. Scioperi e blocchi dei trasporti più che colpire i simboli del potere colpiscono i cittadini. Per non parlare poi di negozi bruciati e di auto date alle fiamme… difficilmente la signora Pina è contenta di sacrificare la propria automobile per la lotta di classe contro l’obbressore del bobolo, anzi alla fine farà il tifo per il celerino(1) che legna l’incendiario.

Quindi le manifestazioni colpiscono il bersaglio sbagliato, colpiscono i potenziali sostenitori invece degli oppositori (che ringraziano).

Per non parlare poi dei punti 4 e 5. Vuoto pneumatico spinto; le loro idee sono idee infantili, un bambino che fa i capricci, butta a terra la pappa, batte i piedi e grida vojo, vojo, vojo.  E qui ci si ricollega al secondo spunto interessante del romanzo.

La bandiera della colonia lunare indipendentista (da wikimedia)

Ovvero TANSTAAFL “There ain’t no such thing as a free lunch” “Non esistono cose come i pasti gratis”. I movimenti di quel tipo invece credono che esistano i pasti gratis e, cosa alquanto più infantile, che sia un loro preciso diritto ricevere il pasto gratis. Eliminare equitalia significa “evasione fiscale libera per tutti”.  Politici a casa, ok e poi chi fa le leggi? ferro? grillo? la signora pina? Incentivi a questo e incentivi a quello, e i soldi da dove si pigliano? Tagliare i costi della politica? Anche se si abolissero completamente camera e senato ed il loro bilancio tornasse integralmente allo stato(2) ci sarebbe a malapena un 5% scarso dei fondi necessari ad accontentare tutte le richieste del movimento.

Viste le premesse il fiasco è quasi scontato. E questo è un film già visto ad esempio durante le rivolte di londra, oppure quelle di parigi, il G8 a genova, il movimento degli indignados o di zuccotti park.  Gente che protesta per protestare ma senza proporre, senza obiettivi politici realistici(3) da perseguire. E cosa hanno ottenuto alla fine?

Concludo con due citazioni

La rivoluzione non è un pranzo di gala; non è un’opera letteraria, un disegno, un ricamo; non la si può fare con altrettanta eleganza, tranquillità e delicatezza, o con altrettanta dolcezza, gentilezza, cortesia, riguardo e magnanimità. La rivoluzione è un’insurrezione, un atto di violenza con il quale una classe ne rovescia un’altra.
[Mao Tse Tung]

Hegel nota in un passo delle sue opere che tutti i grandi fatti e i grandi personaggi della storia universale si presentano, per cosí dire, due volte. Ha dimenticato di aggiungere: la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa.
[Karl Marx]


(1)Lo sciopero o la manifestazione in italia invece di colpire il potere mira soprattutto a scassare le balle ai poveri cittadini, più che presentarsi come il paladino contro l’oppressore un certo sindacalismo si presenta come il bullaccio che ricatta: o mi dai i soldi o ti fracco di botte. E come spesso avviene quando arriva un bullo più grosso che lo mena la gente invece di deplorare la violenza applaude.  Perché a furia di abusare di un diritto è molto probabile che per reprimere ulteriori abusi tale diritto venga revocato.

(2) Senza considerare che parte dei fondi stanziati per pensioni e stipendi tornano allo stato sotto forma di irpef.

(3)Si, la pace nel mondo, l’ecologia spinta, l’abolizione di tutte le banche e l’evergreen “pane e figa per tutti”, sono begli slogan ma la loro attuazione è ancora relativamente difficoltosa.

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Un pensiero su “La luna è una severa maestra (ovvero rivoluzione for dummies)

  1. […] Secondo: si tratta di un servizio “gratuito”. Si può pretendere solo ciò che si paga, ciò che invece non si paga non si può pretendere. Se voglio che FB tenga in piedi la mia pagina e non me la chiuda “ad minchiam” devo mettere la mano in tasca e stipulare un contratto oneroso con lui, contratto che prevede obblighi precisi e reciproci. Se si vuole il pasto gratis allora bisogna rassegnarsi a ciò che passa il convento. Come aveva scritto Heinlein nell’opera “la luna è una severa maestra”: […]

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