E anche Robespierre lasciò la testa sulla ghigliottina…/2

Robespierre fece tagliare un sacco di teste e poi lasciò, sulla ghigliottina, anche la sua; una lezione che molti fan del terrore giacobino ignorano alla grande.

Stavo leggendo questa denuncia di M. Anzaldi

Michele Anzaldi, deputato Pd e membro della Commissione di Vigilanza Rai, ha denunciato su Facebook che “i telegiornali Rai registrano e mandano in onda le immagini dell’interrogatorio secretato di Tiziano Renzi di fronte ai magistrati, che si è svolto in una stanza del Tribunale di Firenze. Mai si era assistito ad un abuso come quello visto nelle edizioni di stasera, una violazione di legge che si intromette così pesantemente nella privacy di un semplice cittadino, che peraltro non ricopre alcuna carica o ruolo pubblico. Una violazione di un luogo che dovrebbe rappresentare il massimo della sicurezza, come un Tribunale. Una vera e propria barbarie, che porta la firma del servizio pubblico Tg1-Tg2-Tg3 ormai diventato servizio privato per la propaganda di M5s e Lega”.
“Come faranno l’Ordine dei giornalisti, la magistratura, le istituzioni di garanzia a non intervenire?”, conclude il deputato dem nel suo post su Facebook.

Da garantista non posso che dargli ragione e deplorare la giustizia gossip. Però non posso neppure fare a meno di far notare che lo stesso che è capitato a Tiziano Renzi è capitato anche ad altre persone, ricordo ad esempio la pubblicazione dell’audio degli interrogatori di Misseri nel caso di Sarah Scazzi o i tanti, innumerevoli, casi in cui è stata fatta giustizia gossip anche con gente non famosa.  In italia c’è il vizio di pubblicare di tutto e di più di quello che passa per le procure soprattutto se può stuzzicare istinti prurignosi; vedi ad esempio gli SMS della Falchi a Ricucci.  Quando ho letto la notizia mi è venuta in mente questa campagna stampa di “repubblica” contro la legge bavaglio, le tante manifestazioni a favore di un diritto inventato di sana pianta, il diritto del bobolo a sapere, contro un diritto scritto a chiare lettere nell’articolo 15 della costituzione italiana, i tanti “girotondisti” che manifestavano per le mutande sulla pubblica piazza. E manifestavano coprendo di alto idealismo i loro bassi interessi di bottega.

Hanno voluto la giustizia gossip fatta di mutande agitate in piazza per accontentare il popolo bovino e carpirne la simpatia; adesso, che le mutande sono le loro, possono anche lamentarsi della giustizia gossip ma un “mea culpa”, un “abbiamo sbagliato” sarebbe alquanto opportuno. Altrimenti il loro non è giusto garantismo ma semplicemente il solito, ipocrita, “applicare le leggi inappellabilmente ai nemici e interpretarle benevolmente per gli amici”.

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