una chiosa sul libro della murgia

Alla fine, approfittando della sala lettura della biblioteca, me lo son letto. Il succo del libro è che la murgia prende le idee che non le vanno a genio e cerca, imho in maniera sgangherata, di dimostrare che sono fasciste. Cadendo in tante e tali contraddizioni da far esclamare: “meglio allora il fascismo.

Prendiamo ad esempio il primo capitolo, quello dove parla del leader; la conclusione è:

La differenza tra lo smidollato democratico e il capo è tutta lí: il capo non è in discussione, perché se dovesse perdere tempo a discutere con chi la pensa diversamente in un paese dove tutti si credono allenatori della nazionale, quando mai prenderebbe le decisioni che servono?

E paradossalmente evidenzia un problema, grosso, della democrazia italiana: si può e si deve discutere, fino ad un certo punto, poi dopo che si è discussa e si è presa, democraticamente, una decisione la si dovrebbe rispettare. L’alternativa è una anarchia dove ognuno fa sempre il cazzo che gli pare chiamando tale azione dissenso democratico. A margine: sarei curioso di sapere se, secondo la murgia, gli antivax hanno il diritto di contestare e non rispettare la norma dell’obbligo vaccinale o se è fascista imporre i vaccini. In realtà in democrazia ci dovrebbe essere un momento in cui si discute, un momento in cui viene presa una decisione ed un momento nel quale la decisione deve essere rispettata. Poi si può continuare a discutere della decisione, e nel caso farla cambiare, ma va in ogni caso rispettata. La filosofia “rispetto solo quello che mi piace” è deleteria e fa più danni del fascismo stesso.

Fa riflettere anche la storia del “farsi un nemico esterno”; si applica benissimo alla legge fiano ed alla guerra contro il fascismo; molte caratteristiche che ha presentato del fascismo: con il nemico non si tratta, lo si spersonalizza, i nomignoli fanno anche parte del comportamento della sinistra: la demonizzazione ad oltranza1, “il popolo dei parcheggiatori in doppia fila”, “lo psiconano”…

Insomma si è tutti fascisti. E allora fra un partito fascista DOCG e la sua pallida copia venata di rosa perché scegliere la copia?

La verità è che la realtà è complessa e la semplificazione eccessiva di attaccare un paio di adesivi “fascista” a caso è, proprio come scrive anche la M., un comportamento tipicamente fascista.

Alla fine son testi simili che favoriscono il fascismo più delle stupidaggini di casa pound; ti convincono di essere un fascista fatto e finito, e non una persona con dubbi o con idee diverse. Come nel caso di Miss Helsinki, l’attribuire qualsiasi critica al “razzismo” alla fine porta a far pensare che il KKK sia solo un gruppo di mattacchioni che preferisce la bellezza nordica a quella mediterranea.

Ottima zappa sui piedi. Imho il giorno che i vari intellettuali di riferimento della unica vera sinistra antifascista DOCGP (diffidate dalle imitazioni)2 terranno il becco chiuso, quel giorno Salvini avrà un crollo di consenso.


  1. Che poi ricordano le demonizzazioni di Cossiga, Scelba, Craxi, Andreotti, Berlusconi ed anche Renzi durante il periodo caldo della campagna elettorale per il referendum si dovrebbe notare, prese per buone le tesi della Murgia, che anche a sinistra son tutti fascisti. E allora gli antifascisti dove sono? son solo una categoria metafisica dell’essere? 
  2. La Murgia si aggiunge al gruppo che comprende M. Lucano, Balotelli, Saviano, la Argento… basta che respiri che sia contro Salvini. 

2 pensieri su “una chiosa sul libro della murgia

  1. “il giorno che i vari intellettuali di riferimento della unica vera sinistra antifascista DOCGP (diffidate dalle imitazioni)2 terranno il becco chiuso, quel giorno Salvini avrà un crollo di consenso.”

    Il problema è che quel giorno staranno zitti solo per convenienza elettorale, non perché abbiano imparato qualcosa.

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    • Avrebbero imparato la “convenienza elettorale”; cosa che durante la campagna elettorale scorsa non hanno applicato. Tutti ad attaccare la sinistra leggermente più spostata a destra, Renzi, perché non era abbastanza di sinistra. 50 sinistre che si davano allegramente del fascista l’uno con l’altro perché ognuna credeva di essere era l’unica sola vera sinistra DOCGP (diffidate dalle imitazioni fasciste). Risultato: PaP Ko, Leu pesa quanto un due di coppe con briscola a bastoni. Il PD ha preso una batosta solenne.
      E l’analisi della batosta quale è stata: che erano stati troppo poco di sinistra (oltre alla solita storia sull’idiozia di chi non vota per loro…)

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