salone del libro e altafonte

Stavo leggendo le polemiche sul salone del libro e la casa editrice, di simpatie neofasciste altafonte.

Imho fornisce materiale utilissimo per una saga sull’autolesionismo e sul fatto che gli “antifascisti” spesso facciano più danno che altro trasformandosi nel miglior puntello per coloro che, a parole, dicono di voler contrastare.

Primo errore: il pretendere che venga sciolto un contratto già stipulato perché non si condividono le idee del boss della casa editrice è un classico comportamento fascista. Perché o le azioni della società sono illegali o violano il contratto, ed allora è giusto che venga cacciata, o non lo sono ed allora il cacciarla, adesso, diventa un abuso. Ottimo materiale per permettergli di spararsi pose da martire.

Secondo errore: il precedente. La morale della storia è che è giusto cacciare chi esprime pensieri che non si gradiscono, ed è un precedente, precedente che poi può essere invocato quando quello da allontanare è una qualche società LGBTQIαβγℵ friendly.

Terzo errore: si avvicinano le elezioni e, invece di parlare di cosa fare in europa, di programmi, di idee, si tira fuori il solito antifascismo di facciata. Votateci perché siamo antifascisti (anche se ci si comporta al loro stesso modo). Ottima strategia che permise al PD di stravincere le ultime elezioni politiche ed a LeU e PaP di superare di gran carriera il 10%…

Quarto errore: l’effetto Streisand; la casa editrice aveva partecipato, in silenzio e senza che nessuno la considerasse, ai saloni precedenti. Adesso ha avuto una enorme pubblicità gratuita, tutti ne parlano e si è fatta conoscere a tutti. Proprio l’effetto opposto a quello che si sarebbe voluto ottenere cacciandola dal salone. Cioè non paga per stare al salone, incassa il risarcimento per la rescissione unilaterale del contratto, e ha tantissima pubblicità.
Chi è sceso in lotta contro Altafonte deve aver utilizzato queste “tecniche segrete di lotta antifascista“.

E quest’ultimo errore dovrebbe far capire quanto sia deleterio appoggiarsi ad antifascisti da operetta, gente pronta ad accusare di fascismo qualsiasi cosa non condivida o non gli vada a genio, gente che adotta comportamenti fascisti per contrastare un fascismo che oramai esiste solo nella loro testa. Per un voto di fanatico che ti porta te ne fa perdere cinque di chi vorrebbe ascoltare programmi, idee e proposte e non vedere gente convinta di essere ancora al 26 aprile 1945.
Sinceramente, con nemici simili quello che dovrebbe essere strano è che il governo GialloVerde non abbia il sostegno della maggior parte delle persone, o meglio è puntellato da TINA perché viene giudicato il male minore.

Un pensiero su “salone del libro e altafonte

  1. tutta la ridicola scenetta senza badare al completamente trascurabile dettaglio che di case editrici come quella, al salone del libro ce ne sono sempre state (e, probabilmente, ce ne sono ancora).

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