la segretaria di dimaio…

Stavo leggendo sui social le reazioni a questa notizia

Il leader M5S interviene sul caso di Assia Montanino, la 26enne che avrà un compenso annuo al ministero di 73mila euro come segretaria particolare: “È figlia di un commerciante che ha denunciato i suoi usurai, le ho offerto un’opportunità di tirocinio quando ero vicepresidente della Camera”. La ‘segretaria particolare’ su Facebook: “Guadagno tremila e trecento euro”

Quello che vedo nei social son tanti rosicamenti e tanti che protestano su come mai la tizia sia stata chiamata come segretaria particolare e pagata così tanto senza un concorso, senza una selezione etc. etc.

La notizia è stata costruita ad arte per sollevare polemiche; quello che il si è omesso è di dire è:

UNO: ogni ministro ha diritto ad un ufficio di gabinetto costituito da personale di sua strettissima fiducia. Terra terra il ministro può chiamare chi vuole a lavorare in quell’ufficio, il personale non è di ruolo e lavora fino a quando rimane il ministro, quando il ministro cambia il personale del vecchio ufficio di gabinetto decade1. Quindi non è una assunzione in ruolo ma una assunzione temporanea.

DUE: Il segretario particolare non è una figura apicale, un dirigente per intenderci come invece è il capo di gabinetto, e non è un esperto come i consulenti, è un segretario; per questo non è richiesto un curriculum “monstre”, anzi prendere una persona superesperta come segretario è uno spreco visto che sarebbe, nel caso, più utile come consulente.

TRE: La retribuzione del personale degli uffici di gabinetto non è decisa dal ministro ma dalla legge, quella retribuzione è la retribuzione stabilita dalla legge per il ruolo di segretario particolare. Quindi perché evidenziare quanto prende? (che poi è lo stesso che prendono gli altri segretari particolari e che prendevano anche quelli dei ministri e sottosegretari del governo precedente).

TRE BIS: Perché una segretaria prende così tanto? c’è da dire che gestire l’agenda, la corrispondenza e le comunicazioni di un ministro è un lavoro leggermente più delicato di gestire la segreteria di una scuola oppure quella di un comune. In ogni caso che sia alto o che sia basso, la retribuzione è quella stabilita dalla legge.

Senza queste tre informazioni2 la notizia viene interpretata come: “dimaio chiama l’amica a millemila euro al mese quando si lamentavano del clientelismo politico3.”

Vero che i posti negli uffici di diretta collaborazione vengono utilizzati per fare clientelismo politico; ogni tanto si parla di tizio, figlio di un politico chiamato nella segreteria di un ministro amico o di caio che nomina la compagna in tali uffici, ma questi imho son peccattucci; il vero scandalo è un altro: i tanti precari della pubblica amministrazione assunti per vie traverse e poi spostati in ruolo (leggasi regolarizzati ed assunti a tempo indeterminato) senza uno straccio di concorso…

Stranamente però di regolarizzazioni di precari, senza concorso, ho letto poche polemiche nei giornali.

 


  1. decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 art. 14 comma 2.
    Per l’esercizio delle funzioni di cui al comma 1 il Ministro si avvale di uffici di diretta collaborazione, aventi esclusive competenze di supporto e di raccordo con l’amministrazione, (omissis)
    A tali uffici sono assegnati, nei limiti stabiliti dallo stesso regolamento: (omissis)
    collaboratori assunti con contratti a tempo determinato disciplinati dalle norme di diritto privato;(omissis)
    All’atto del giuramento del Ministro, tutte le assegnazioni di personale, ivi compresi gli incarichi anche di livello dirigenziale e le consulenze e i contratti, anche a termine, conferiti nell’ambito degli uffici di cui al presente comma, decadono automaticamente ove non confermati entro trenta giorni dal giuramento del nuovo Ministro. (omissis) 
  2. E qui devo dare ragione a Mauro; una verità parziale è molto più pericolosa e fuorviante di una balla completa. 
  3.  Da notare comunque come ci siano molti rosiconi “bipartisan”, convinti che tutti debbano lavorare solo per la gloria e solo loro siano i meritevoli di essere nominati all’istante CEO di qualche multinazionale con il PIL del Rwanda come stipendio medio mensile (+bonus e benefit ovviamente). 
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fake news

Ricordate le infinite polemiche sulle fake news; la santa crociata lanciata dalla politica contro di loro, gli “sbufalatori” di professione, la boldrini e l’hashtag #bastabufale?

Ieri, dopo i primi lanci di agenzia e i primi articoli su questa sentenza della cassazione, è partita la gara a chi spargesse più indignazione e mostrasse solidarietà, imho molto, ma molto pelosa, verso le donne.

Era tutto un fiorire di messaggi indignati, messaggi o basati solo sul titolo dell’articolo e non sul suo contenuto, e di messaggi che prendevano quel titolo come pretesto per le solite lagne sulla “rape culture”.

Adesso che il classico webete analfabeta funzionale faccia polemiche su di un titolo che a malapena capisce me lo aspetto e lo trovo anche abbastanza scontato. Che lo faccia uno che si reputa progressista colto ed intelligente invece lo trovo abbastanza penoso, soprattutto quando, dopo la smentita e le precisazioni su cosa avesse realmente stabilito la cassazione, cerca di svicolare tirando fuori cose che non c’entrano poco o niente come la condizione femminile in italia e la cultura dello stupro.

Poi che lo faccia un politico invece lo trovo estremamente grave; anche perché trovo sia abbastanza ipocrita lamentarsi dell’ignoranza e del fatto che i politici della parte avversa preferiscano urlare  per stuzzicare la pancia della gggente arrivando anche ad ignorare la realtà, per poi comportarsi esattamente allo stesso modo ovvero urlando per soddisfare l’indignazione montante e farsi vedere bravi bravi a capo delle proteste.

La notizia sulla sentenza della cassazione era una buona bufala; un 90% di verità e un 10% di omissioni che hanno spinto molti a fraintendere ed a leggere non quello che era scritto, realmente, nell’articolo ma quello che si voleva  che si leggesse e capisse.

che conclusioni si possono trarre dalla vicenda:

  • che per manipolare non servono balle clamorose: “nei vaccini trovato uranio, plutonio, dilitio, feti di klingon e midi-chlorian del lato oscuro”, basta una verità leggermente alterata: “i vaccini contengono DHMO“.
  • Che se la balla è funzionale molti ci cascano perché ci vogliono cascare e “sospendono l’incredulità” accodandosi alla massa invece di esercitare il pensiero critico.
  • Che certi media da una parte fanno fuoco e fiamme contro le fake news a sfavore ma d’altra parte non hanno alcuna remora a fabbricarne loro se funzionali ai loro scopi, che potrebbe anche essere un pugno di click in più.

Pessima cronaca giudiziaria

Penso che per la situazione demenziale della giustizia in italia abbiano una buona parte di colpa anche i giornali che spesso “fraintendono” sentenze e norme allo scopo di “trollare” e vendere qualche copia i più creando indignazione ingiustificata.

Un esempio è questo articolo

Il titolo porta a pensare che i giudici non abbiano tutte le rotelle a posto:

Cassazione: stupro senza aggravante se la vittima si è ubriacata
La Suprema Corte rinvia con richiesta di modifica «al ribasso» la sentenza della corte d’Appello di Torino, che aveva condannato due 50enni a tre anni per stupro di gruppo Alessia Rotta (vicepresidente vicario dei deputati Pd): «Torniamo indietro di decenni»

In realtà la sentenza dice cose completamente diverse ed il resto son solo ricami fatti basandosi solo sul titolo dell’articolo.
Cosa ha detto la corte di cassazione? Terra terra che se la vittima si è ubriacata lei da sola allora non c’è l’aggravante di averla fatta ubriacare.

Una cosa che dovrebbe essere logica e scontata:

Costringo la vittima ad ubriacarsi -> c’è l’aggravante di averla ridotta in stato di inferiorità.
Non costringo la vittima ad ubriacarsi -> l’aggravante di averla ridotta in stato di inferiorità non c’è.

infatti nel corpo dell’articolo è scritto chiaramente:

La Cassazione (sentenza 32462 della terza sezione penale) ha invece sottolineato che la violenza c’è stata, «violenza sessuale di gruppo con abuso delle condizioni di inferiorità psichica o fisica» anche se la vittima ha assunto alcol volontariamente, visto che «in uno stato in infermità psichica», a prescindere da chi l’abbia determinato, mancano le condizioni per prestare un «valido consenso». Tuttavia, hanno poi aggiunto gli «ermellini», «l’assunzione volontaria di alcol esclude la sussistenza dell’aggravante», e il relativo aumento di pena, poiché «deve essere il soggetto attivo del reato» ad usare l’alcol per la violenza «somministrandola alla vittima». Di conseguenza, «l’uso volontario, incide sì sulla valutazione del valido consenso ma non anche sulla sussistenza aggravante».

Riassumendo la sentenza della corte di cassazione:

C’è stata violenza sessuale di gruppo -> Sì

C’è stata l’aggravante per violenza su vittima in condizioni di inferiorità psichica -> Sì, la vittima era ubriaca.

C’è stata l’aggravante per aver indotto la vittima ad ubriacarsi per ridurla in condizioni di inferiorità psichica -> No, la vittima si era ubriacata di suo.

Un altra cosa che non viene detta, per spiegare l’esiguità della pena, è che con la riforma del codice penale è sparito il reato di atti di libidine; una palpatina al seno, un bacio rubato vengono considerato non più atto di libidine ma violenza sessuale, anche se di minore gravità1.

Il resto dell’articolo son commenti di fuoco contro il titolo fatti tanto per confondere le idee e far partire un poco di piagnisteo, delle utili idiote, ottimo come cassa di risonanza.


  1.  https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xii/capo-iii/sezione-ii/art609bis.html 

alla canna del gas

Sorgente: “Alla canna del gas”: l’editoriale del direttore – Cronaca – L’Unione Sarda.it

“Alla canna del gas”: l’editoriale del direttore

“Vedremo”. Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, ha gelato così il presidente della Regione sarda, che chiedeva sponda al Governo sugli aerei ma anche sul metano. Non che Francesco Pigliaru sia rimasto sorpreso.

Il Movimento Cinque Stelle – a Cagliari come a Roma – va da tempo ripetendo che la metanizzazione dell’Isola “è un progetto obsoleto”. Non ci siamo riusciti con Prodi, D’Alema e Berlusconi a far scorrere il gas naturale sotto un metro di terra sarda. Abbiamo solo perso tempo e denaro con la via algerina del Galsi.

e con i tanti antigalsi che a tale progetto hanno fatto la guerra, proponendo come alternative solo motori a gatto imburrato ed assimilati. Ora è stupido recriminare, i professionisti della protesta sarebbero stati da sfanculare tanto tempo fa.  (…)

(…) “Il metano? Vedremo”, dice ora Toninelli, ministro a 5 stelle. Il fatto è che non riesce a spiegarci l’alternativa, ovvero come taglieranno la nostra bolletta energetica. Michele Carrus della Cgil ha provato a chiederlo a gran voce. Nessuno, lassù, risponde.

E i no galsi di quaggiù? Cioè lamentarsi adesso dopo che per anni si è fatto questo balletto suona più come un voler scaricare il barile che il voler fare una seria protesta.

 

Fred Kuwornu risponde a un buonista – Movimento dei Caproni

Un articolo molto interessante che fa riflettere e che smonta molta della propaganda che viene utilizzata per giustificare il traffico di schiavi moderno. La frase che riporto sarebbe da ripete a tanti della accoglienza senza se senza ma.

Questo da africano (parla del comportamento di chi è per l’accoglienza senza se e senza ma NdR), ma anche essere umano, è l’atteggiamento più razzista che ci sia, oltre che colonialista, perché non aiuta nessuno se non le mafie e chi lavora in buona o malafede in tutto questo indotto legato alla prima assistenza. Con 5 mila dollari è più facile aprire una piccola attività in molti Paesi dell’Africa che venire qui a mendicare, e se solo fosse veramente chiaro e divulgato questo concetto il 90 per cento delle persone non partirebbe più probabilmente neanche in aereo per l’Italia.

Sorgente: Fred Kuwornu risponde a un buonista – Movimento dei Caproni

“Il traffico di esseri umani nel mondo frutta 150 miliardi di dollari alle mafie, di cui 100 miliardi vengono dalla tratta degli africani. Ogni donna trafficata frutta alla mafia nigeriana 60 mila euro. Trafficandone 100mila in Italia, la mafia muove un giro di 600 milioni di euro all’anno. Nessun africano verrebbe di sua volontà, se sapesse la verità su cosa lo attende in Europa.

Un enorme giro di soldi, giro che per continuare a tenere in vita la mafia non avrebbe remore ad uccidere per mettere pressione sull’opinione pubblica. A costo di apparire un cinico ma, come mai dopo gli ultimi naufragi adesso le traversate son state fatte con navi più robuste? Chi ha caricato, nei naufragi, le persone in barche inadatte che sono affondate a 6 km (3,6 miglia marittime) dalla costa libica? Come se per le stragi di mafia la colpa fosse stata del governo brutto che si era intestardito con il 41bis.

(…)Io non so se lei ha mai vissuto o lavorato nell’Africa vera e che Africani conosce in Italia, o se da giornalista si informa su testate anche non italiane, ma il traffico di esseri umani con annessi accessori vari ( bambini, organi, prostituzione ) non è un fenomeno che riguarda solo l’Italietta dei porti si o porti no ma è un fenomeno globale che fattura alle mafie africane, asiatiche e messicane 150 e ripeto 150 Miliardi di dollari all’anno.
Questi soldi poi non vengono certo redistribuiti alla popolazione povera di questi paesi ma usati per soggiogarla ancora di più con angherie di ogni genere, destabilizzarne i già precari equilibri politici, reinvestirli in droga e armi.

Se dai un sacco di soldi alla mafia da investire per il controllo del territorio poi ti trovi il territorio controllato dalla mafia, pura logica.

Si è mai chiesto perché, a parità di condizioni di povertà e credenza che l’Europa sia una bengodi, quelli che arrivano da Mozambico, Angola, Kenya sono pochissimi, o quelli che arrivano dal Ghana (il Ghana che è il mio Paese d’origine ha un PIL del 7% e una situazione di assenza di guerre e persecuzioni) provano a venire? Perché esiste una cosa chiamata Mafia Nigeriana che pubblicizza nei villaggi che per 300 euro in 4 settimane è possibile venire in Italia e da lì se vogliono andare in altri Paesi Europei. Salvo poi fregarli appena salgono su un furgone aumentandogli all’improvviso la fee di altri 1000$, la quale aumenta di nuovo quando arrivano in Libia, dove gliene chiedono altri 1000$ per la traversata finale. Il tutto non in 4 settimane come promettono, ma con un tempo di attesa medio di un anno.

Io invece aggiungerei un altra domanda: se le condizioni in libia sono così infernali, se tali viaggi sono una truffa, perché non intervenire nei paesi di partenza e non nell’ultimo miglio? Perché far vivere un inferno per salvarli alla fine e non tentare di far qualcosa all’inizio?

In tutto questo ci aggiungo minori che vengono affidati a donne che non sono le loro veri madri e che poi spariranno una volta sistemate le cose in Europa e di centinaia di donne che saranno invece dirottare a fare le prostitute, ognuna delle quale vale 60mila euro d’incasso per la mafia stessa.  (…) anzi alimentano altre partenze facendosi selfies su facebook che tutto va bene per non dire la verità, per vergogna, e quindi altri giovani (diciottenni, non scolarizzati) cercano di venire qui perché pensano che sia facile arricchirsi.
Che senso ha sostenere che questo traffico di schiavi e questa truffa criminale della mafia nigeriana, come quelle asiatiche in Asia, deve continuare?
A chi fa bene? Non fa bene al continente africano, non fa bene al singolo africano arrivato qui perchè al 90 per cento entra in clandestinità e comunque non troverà mai un lavoro dignitoso, non fa bene all’Italia, che non ha le risorse economiche e culturali per gestire e sostanzialmente mantenere tante persone che non possano contribuire, specialmente in un Paese dove il 40% dei coetanei di questi giovani africani è già senza un lavoro, e non fa bene neanche all’immagine che l’europeo ha dell’africano perché lo vede sempre come una vittima, un povero, un soggetto debole.

Questo da africano, ma anche essere umano, è l’atteggiamento più razzista che ci sia, oltre che colonialista, perché non aiuta nessuno se non le mafie e chi lavora in buona o malafede in tutto questo indotto legato alla prima assistenza. Con 5 mila dollari è più facile aprire una piccola attività in molti Paesi dell’Africa che venire qui a mendicare, e se solo fosse veramente chiaro e divulgato questo concetto il 90 per cento delle persone non partirebbe più probabilmente neanche in aereo per l’Italia.

il buffo è che molti si lanciano nel razzismo più becero: i negri son teneri panda da coccolare, bisogna “accogliere” anche se poi subito dopo accolte le donne finiranno in strada… Il bovero negro non desidera altro che sentirsi italiano…
Perché non aiutare “in situ”, perché non invocare i controlli internazionali anche per capire come vengono spesi gli aiuti invece di guardare solo quello che avviene in mare?

(…)
Non conosco la situazione delle ONG che si occupano dell’assistenza marittima, ma conosco benissismo quelle che operano in Africa e la maggioranza sono solo un sistema parassitario. Per i maggiori pensatori Africani e veri leader politici una delle prime cose da fare è proprio cacciare dall’Africa tutte le ONG perché seppure il personale che ci lavora è in buonafede, i giovani volontari, il sistema ONG serve a controllare e destabilizzare l’Africa da sempre, oltre che creare sudditanza all’assistenza, senza contare il giro finanziario di donazioni e sprechi fatti dalle ONG per mantenere dirigenti sfruttando l’immagine del povero bambino africano.
(…)
Se questo verrà tollerato ancora i rischi non saranno solo per l’Italia, ma anche per i Paesi Africani dove oltre al problema di dittatori si aggiungerà quello di Narcos del livello della Colombia di Escobar o del Messico di El Chapo con ancora più morti e sottosviluppo di quello che già c’è”

Fred Kuwornu (regista italiano)

Fred Kuwornu è nato a Bologna nel 1971 da padre ghanese e madre bolognese. Nel 2008 ha lavorato come “set assistant” di Spike Lee nel film “Miracolo a Sant’Anna”; ha prodotto e diretto “Inside Buffalo”, il primo documentario sulla storia dei Buffalo Soldiers e la loro lotta per i diritti civili. Il documentario, tutt’ora in distribuzione negli Stati Uniti, ha già avuto oltre 200 proiezioni e sta ottenendo un grande successo. Ha ricevuto gli apprezzamenti di Bill Clinton, del presidente Barack Obama (entrambi appaiono in due clip del documentario), del segretario alla Difesa Robert Gates, e del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Toscano Irriverente • Lo spasso: Travaglio sperimenta su di sé il metodo…

Lo spasso: Travaglio sperimenta su di sé il metodo Travaglio

Al direttore – Ho letto sul Fatto Quotidiano di mercoledì un editoriale di Marco Travaglio più spassoso di uno spettacolo di Beppe Grillo. Forse, caro direttore, lo avrà letto anche lei. Scrive Travaglio: “Siccome non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire né peggior cieco di chi non vuol vedere, Diego Bianchi in arte Zoro prende mezza frase dal mio articolo piuttosto lungo di ieri sui migranti per segnalarmi alla corte di rottweiler che popolano il suo profilo Twitter. I quali – senza aver letto una riga del mio pezzo – colgono l’occasione per riempirmi di insulti e dipingermi come servo di questo o quell’altro. Nessun problema: c’è chi pensa di fare informazione a colpi di show, magliette e tweet, e chi prova a farla documentandosi e studiando. Poi ciascuno sceglie quella che preferisce”. Caro Cerasa, mi viene un dubbio: Travaglio parlava del metodo Zoro o parlava del metodo Travaglio?

Marco Lippi

Caro Lippi, ricorderà anche lei la scena spassosa che sicuramente avrà avuto modo di vedere qualche tempo fa di fronte a Montecitorio, quando Alessandro Di Battista, uno zoro vero senza maiuscola, si ritrovò ad arringare una folla di indignati di fronte al Parlamento. Erano i tempi della riforma della legge elettorale, del Rosatellum, una legge elettorale che secondo i canoni del grillismo era incostituzionale, e che essendo incostituzionale immaginiamo verrà cambiata entro Ferragosto dal governo del cambiamento, e mentre arringava la folla Di Battista, dopo aver ringraziato chi aveva organizzato quella manifestazione, si accorge che quella piazza non era la sua piazza, e se ne accorge perché la folla lo insulta. Ladro, disonesto, e così via. A guidare il popolo dei forconi, c’era il generale Pappalardo, protagonista poi se non ricordiamo male di un simpatico scambio dialettico con il padre di Dibba (ci fu quasi una rissa), ma quel che conta è il principio. Che vale per Dibba, oggi collaboratore di Travaglio, e vale anche per Travaglio. Dibba ha scoperto che la regola del puro epurato dal più puro vale anche per i finti puri, ed è scappato da quella piazza. Travaglio, di fronte a Zoro, ha scoperto che il metodo Travaglio, ovvero un metodo fatto di frasi tagliate inserite senza contesto in un articolo costruito volontariamente per denigrare il prossimo e per eccitare contro qualcuno le cavallette della gogna digitale, è un metodo che fa orrore. Non sarà il metodo Travaglio applicato da Zoro a disinnescare il metodo Travaglio ma accorgersi cosa significa essere ricoperti di insulti per frasi decontestualizzate usate solo per eccitare i manganellatori digitali chissà che non faccia riflettere chi si accorge dell’effetto del manganello solo quando lo riceve, e non quando lo usa. I professionisti della forca sulla propria strada prima o poi incontrano sempre un generale Pappalardo.

Festa per il Gay pride nel centro estivo per bambini. 

Stavo leggendo questa notizia:

Sorgente: Festa per il Gay pride nel centro estivo per bambini. Genitori: “Un trauma”, cooperativa: “Iniziativa su diversità” – Il Fatto Quotidiano

“Oggi ci siamo dipinti la faccia con i colori dell’arcobaleno per festeggiare insieme il Gay Pride. Viva l’amore!”. A scrivere queste parole su un colorato cartellone con tanto di fotografie dei bambini è stata un’educatrice della cooperativa “Dolce” che gestisce a luglio e agosto il centro estivo di Casalecchio (Bologna) aperto ai bambini da zero […]

Sinceramente mi sembra che l’abbiano fatta fuori dal vasino e di molto. Prima cosa: cosa ne possono capire e sapere i bambini di tutte le questioni politiche aperte che ci sono dietro al gay pride? Ai bambini bisogna insegnare a rispettare tutti gli amichetti e stop senza voler fare indottrinamento politico pro questo o pro quello. La politica dovrebbe stare completamente al di fuori della scuola, soprattutto se tale scuola è dell’infanzia o elementare.

Seconda cosa: ti triturano i maroni all’eccesso con il dover rispettare la diversità e la minoranza, al punto che alcuni credono sia estremamente progressista non festeggiare il natale e sostituirlo con qualcosa apparentemente più neutrale ma in realtà più paganeggiante per rispetto dei musulmani1 e di chiunque non è cattolico e poi invece celebrano manifestazioni politiche che vengono usate anche in chiave anticattolica2

Sarebbe stato interessante se fra i bambini ve ne fosse stato uno islamico e i genitori non avessero preso bene questa carnevalata. Ci sarebbe stato un signor cortocircuito sbroctronico non da poco.

Sarebbe bello sentire, da quelli che si stracciavano le vesti per i bambini indottrinati dal family day, qualche protesta per questa vicenda. Ma temo terranno un imbarazzato silenzio.

 

 


  1. per l’islam gesù cristo è, insieme con mosè, il più grande profeta dopo maometto. Mentre la festa del sole è una festa pagana e il corano mette, come rispetto dovuto, i pagani dopo la gente del libro. Diciamo che alcuni vorrebbero sostituire una cosa che, secondo loro. sarebbe detestata con una ancora più detestabile per un musulmano. Tanti auguri… 
  2. si prendono per culo i cattolici e si fa la parodia ma si tiene un silenzio imbarazzato riguardo a credenze più cattive verso gli omosessuali… Non è una gara a chi fa più merda ma mi sembra lo scontro fa due religioni che si dicono entrambe basate sull’ammore. 

Imbecilli. | amlo

Bellissimo articolo, molto condivisibile. Ricordo che per i truffatori e gli imbonitori il pollo più pollo era quello convinto di essere il più furbo ed intelligente di tutti.

(…)Sapete chi non è fesso? Salvini, il vostro odiato Salvini. Quello ve se magna e ve se ricaca, a voi e ai vostri intellettuali da cortile.

Lui lo sa che l’immigrazione è un problema, che lo sono i campi Rom e i loro roghi tossici, i malati mentali violenti affidati a famiglie e condomìni terrorizzati. Sa che le sue sparate hanno un fondo problematico reale. Voi non solo non lo sapete, e se lo sapete ve ne fottete. Gli immigrati? Una risorsa E BASTA. I Rom? Cultura millenaria diversa dalla nostra E BASTA. I matti violenti? Eh ma i manicomi la legge Basaglia E BASTA. E bravi fessi. Sfotteteli pure, ma tra loro e grillini sono già al sessanta per cento. (…)

Sorgente: Imbecilli. | amlo

La meloni, la tortura e l’interpretazione delle leggi.

La giorgia, che deve far vedere che esiste, ne è uscita con una frase di sicuro effetto per attrarre l’attenzione:

Fratelli d’Italia, proposta per abolire il reato di tortura. Meloni: “Impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro”

Sinceramente avrei voluto scrivere che ha detto una stronzata però anche alla luce di questo articolo, di cui avevo parlato alcuni giorni fa

Trieste, gup vs pm: “Assurdo accusare di sequestro di persona chi trattiene per il rimpatrio. Chiacchiere da bar Sport”
Il pubblico ministero Massimo De Bortoli aveva chiesto condanne per complessivi 20 anni per sequestro di persona a carico di agenti e dirigenti della Polizia che avevano trattenuto dei migranti. Ma il gup Giorgio Nicoli li ha assolti. Le motivazioni

Mi chiederei seriamente quanto probabile possa essere che un poliziotto venga perseguito per tortura se osa ammanettare un arrestato oppure se in caserma gli lancia una occhiataccia.

Il problema vero è che le leggi spesso possono venire interpretate “a cazzo” senza che nessuno paghi dazio per tali fantasiose interpretazioni.

 

 

I tempi dell’ancella – manteblog

Un articolo interessante; peccato che di giornalisti che confondono fatti con opinioni sembra ci si accorga solo quando sostengono l’altera partes mentre quando sono a favore vengono celebrati come i novelli pulitzer.

Questo giochetto veniva puntualmente fatto contro il caimano; e ci si spellava le mani ad applaudire, è un comportamento che si è sempre avuto.

E la questione che mi pongo è: adesso tale comportamento si sta denunciando perché ci si è resi conto di quanto sia sbagliato oppure perché non piace che al centro del mirino ci sia quella parte o quella persona?

Sorgente: I tempi dell’ancella – manteblog

Marco Travaglio scrive sul Fatto Quotidiano un pezzo dei suoi. Nulla di particolarmente nuovo, la tecnica è la medesima da sempre. Il direttore del Fatto elenca le proprie opinioni come fossero fatti. O meglio: circonda le sue opinione di un certo numero di informazioni che hanno una qualche attinenza coi fatti. Per costruire un simile schema ignora un numero rilevante di altri fatti, quelli che forse porterebbero la discussione in direzione opposta, quelli che sarebbero di ostacolo alla sua tesi. Ai suoi lettori Travaglio offre una narrazioni semplice, lineare e senza punti di incertezza.

Non è un vizio recente; perché si denuncia solo adesso e non prima?

Il giornalismo a tesi esiste ovunque, moltissimi lo praticano da anni con discreto successo (cito per capirci alcuni esempi nostrani eclatanti come Report o Le Iene). Il gioco è semplice: intercettare pregiudizi che già il pubblico aveva e che ora ritrova, confortevolmente circondati da prove inoppugnabili. I bias di conferma, come si vede, non riguardano solo Internet e le sue bolle. (…)

Il problema è che nessuno ha puntato a far sviluppare il senso critico, anzi spesso si faceva a gara ad applaudire, salvo eclissarsi quando le stronzate diventavano troppo grosse da sostenere.

La vicenda stamina con le iene è emblematica; quanti si son precipitati ad essere pro stamina, quanti hanno firmato appelli, quanti hanno applaudito Balduzzi che, facendo colpevolmente fraintendere il suo decreto sulle cure sperimentali, l’ha fatto interpretare come un via libera. Quanti hanno tirato le orecchie a giudici che scrivevano bestialità come il giudice di Venezia che  ordina il trattamento «pur in assenza di evidenza scientifica» e prendendo atto dei «fondati» rilievi dell’Aifa riguardo alle condizioni completamente inadeguate del laboratorio che prepara la cura.

Oggi, a bocce ferme quanti hanno ammesso di aver preso una cantonata a firmare appelli pro stamina? Ho letto poche o nulle smentite.

(…)

E quando giornalismo e politica saranno infine piegati ad una simile nuova narrazione, come in questo Paese sta accadendo a grande velocità, allora davvero saremo nei guai grossi. Davvero saranno quelli i tempi dell’ancella.

I tempi dell’ancella ci son da anni, solo che oggi è cambiata la padrona…