attenzione ai paragoni…

Nel giorno della memoria, uno dei temi più gettonati era il paragone “ebrei durante la shoa, migranti oggi”. C’è da notare una cosa quando si fanno i paragoni; questi funzionano nei due versi; cioè se A è come B allora anche B è come A. Come avevo già osservato in questo articolo che abusare di accuse di fascismo alla fine annacqua il fenomeno storico e porta a pensare che anche Mussolini sia stato un dittatore come lo è stato Berlusconi. E quanti “oppositori politici” ha mandato al confino, o fatto assassinare, Berlusconi?

Stessa cosa nella vicenda dei migranti; equiparare la sea watch 3 e il divieto di sbarco alla detenzione nei lager alla fine porta, chi non conosce bene la storia, a pensare che nei lager il problema fosse la mancanza di connessione wifi, che la gente assaltasse i treni per andare volontariamente in germania… Tutte cose drammaticamente false; durante la seconda guerra mondiale venivi costretto, armi in pugno, a salire sui treni. Nei campi di concentramento venivi schiavizzato e potevi essere ucciso per un non nulla. Ivi veniva svolto un programma scientifico di sterminio.

Quanti migranti sono stati costretti, armi in pugno da truppe italiane, ad imbarcarsi? Quanti son stati portati, dai loro paesi d’origine, nei lager libici da truppe italiane? Quanti son stati fucilati sulle navi dalla nostra marina? Bastano queste domande per capire che la vicenda, pur essendo in certi casi drammatica, non è lo stesso dramma della II guerra mondiale.

Una cosa che molti sembrano non tenere conto è che i paragoni funzionano sempre nei due versi. A furia di scrivere che Burioni è Mengele, qualcuno finirà a sostenere che Mengele fosse solo un bravo medico solo un poco scorbutico con le persone meno competenti di lui, e che anche con Mengele si era esagerato come oggi si sta esagerando con Burioni.

Allo stesso modo sostenere che i migranti di oggi son trattati allo stesso modo degli ebrei durante la shoa aiuta tanto chi vuole sostenere che gli ebrei durante la shoa erano trattati male come i migranti di oggi e che la shoa è una immensa mistificazione.

Alla fine il vizio di volersi nobilitare chiamando fascismo o nazismo tutto quello che non va a genio, finisce solo per favorire chi vuole riportare in auge il nazismo stesso.

 

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le scie(me)nze dei tribunali 2

Altra sentenza che sicuramente farà discutere (grassetti miei):

A Firenze il Tribunale fa spegnere il Wifi a scuola. Un atto straordinariamente innovativo

Sorgente: A Firenze il Tribunale fa spegnere il Wifi a scuola. Un atto straordinariamente innovativo – Il Fatto Quotidiano

Prima i giudici del Tar del Lazio condannano i Ministeri dell’Ambiente e dell’Istruzione a promuovere entro sei mesi una campagna d’informazione (anche sui giovani) per denunciare i rischi dell’uso di telefoni cellulari. E adesso il Tribunale di Firenze dispone l’immediato spegnimento del WiFi per proteggere la salute di un minore: le aule dei tribunali sfornano pareri precauzionali in piena corsa al 5G, l’insidioso wireless di quinta generazione privo di studi preliminari sugli effetti su ecosistema e salute umana, per il quale l’avvocato Stefano Bertone al Corriere della Sera (edizione Torino) ha ventilato l’ipotesi di un ricorso d’urgenza ex art. 700 codice civile per “bloccare tutto in presenza di un periculum in mora”.

(…)

Il dispositivo d’urgenza, come sottolinea l’avvocato Agata Tandoi, difensore della famiglia di “Mario” (nome di fantasia del minore), non è una sentenza ma un atto preliminare frutto della presunzione dell’esistenza di sufficienti barriere ambientali per il piccolo alunno: il giudice, infatti, ha disposto lo smantellamento di router e hotspot ben prima del verdetto finale e senza aver ancora instaurato il contraddittorio tra le parti convinto che il trascorrere del tempo possa cagionare un grave danno al diritto costituzionale per la tutela della salute del bambino, immerso nel brodo elettromagnetico della scuola. Tradotto: a marzo è stata fissata l’udienza per discutere se lo spegnimento del Wi-Fi sarà temporaneo o definitivo.

Il ragionamento prudenziale del giudice Zanda, inedito ma straordinariamente innovativo in materia d’elettrosmog, muove dalla constatazione del fatto che la scuola vicina all’Arno sia attualmente irradiata dalle onde non ionizzanti, campi elettromagnetici emessi dal Wi-Fi, pericolosi per la salute umana “visti gli approdi della comunità scientifica sull’esposizione prodotte dai dispositivi senza fili”, tanto più rischiosi per Mario, affetto da una grave patologia per la quale i medici di strutture sanitarie – come documentazione prodotta in tribunale dai genitori – hanno già comprovato “la sensibilità a campi elettromagnetici”. Ma non è tutto.

Sarei curioso di leggere tale documentazione e come il ragazzo si accorga della presenza di campi elettromagnetici. Faccio anche notare che parla di campi elettromagnetici senza specificare le loro caratteristiche fisiche fondamentali ovvero lunghezza d’onda (o frequenza) e intensità. Secondariamente vorrei sapere come è stata dimostrata questa sensibilità. Perché se i medici son riusciti a dimostrarla in maniera “scientificamente inoppugnabile”, signori il nobel non glielo leva nessuno. Ma temo che sia il solito rapporto iperprudenziale pieno di “il paziente sostiene che”, “siccome non si è dimostrata l’assoluta sicurezza meglio che…”.

Temo che a marzo si potrà riaccendere tutto visto che della malattia denominata elettrosensibilità non ci sono prove “oggettive” che la dimostrino1.

Significativo è anche il passaggio in cui il magistrato afferma come nella scuola “il servizio Internet può ben essere garantito dall’istituto anche mediante impianti che non producono elettrosmog, senza il ricorso al Wi-Fi senza fili”, puntando evidentemente sulla lungimiranza del Decreto 11 Gennaio 2017 emanato dall’ex ministro all’Ambiente Gian Luca Galletti che, in tema di inquinamento indoor per gli uffici della pubblica amministrazione, dispose la sostituzione del Wi-Fi col più sicuro cablaggio, (…)

A me sembra che il magistrato abbia copiato “paro paro” la memoria presentata dal richiedente dando, come prassi, ragione finquando non si arriva a processo, anche perché un magistrato non è un fisico e non è detto capisca di elettromagnetismo.

(…) mentre il Comune di Brescia ha poi cablato quelle nella sua municipalità così come, tra le polemiche di quanti sviarono il cuore del problema, in via prudenziale il sindaco di Borgo Franco d’Ivrea ha reso elettrosmog free le sue aule).

Sarebbe interessante usare un misuratore di campo em in quella scuola e misurare i vari campi radio presenti. Ci sarebbe da ridere alquanto.

 


  1. Che io sappia nessun elettrosensibile in un esperimento a doppio cieco è riuscito a riconoscere se, in assenza di led o altro, un router wifi stesse trasmettendo o fosse solo una scatola vuota. 

Salvini vince con la Diciotti?

Un parere interessante di Carlo Nodio

Hic Rhodus

[…] Si tratta dunque di una scelta politica immune dal sindacato dell’autorità giudiziaria. “La si può ritenere deplorevole sul piano etico o religioso ma resta la decisione politica di un governo legittimo: il ministro Salvini ha agito in nome e per conto dell’esecutivo, con una decisione, si suppone, condivisa con il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e con il premier Giuseppe Conte” […]

la questione adesso è squisitamente politica. Il vicepremier fa bene a chiamare il Parlamento di fronte alle sue responsabilità: esiste o no una maggioranza che sostiene la politica del governo sull’immigrazione? Il numero uno del Viminale non agisce a titolo personale, e nel corso di questi mesi sono affiorate, a più riprese, certe scomode ambiguità tra gli esponenti del M5s. Secondo l’articolo 9 della Legge costituzionale, il comportamento di un ministro, ancorché costituente reato, può non essere perseguito se è stato commesso per proteggere un interesse pubblico…

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Salvini e gli esperti di giustizia di internet

Un mio contatto ha condiviso su FB questo testo, testo che spiega quali siano le terribili colpe di salvini. Testo che analizzato con un poco di attenzione mostra tutti gli uomini di paglia usati.

Prima considerazione: il soccorso significa soccorso non permettere alle persone di andare liberamente dove e come gli pare. Le persone non identificate possono, e devono, essere tenute in zone “controllate” in attesa dell’identificazione. Altrimenti come potresti sapere se chi dichiara di essere Yosef il poveraccio non sia in realtà Ahmed il macellaio, pluricondannato nel paese di origine?

Interessante comunque perché mostra la “narrazione” che vuole che i “migranti” siano tutti poveri perseguitati che scappano dalle guerre, cosa che in realtà non è.

“Rischio da 3 a 15 anni di carcere per aver bloccato gli sbarchi dei clandestini”. “Continuerò a difendere i confini della patria e la sicurezza degli italiani”.

PRIMO:
I naufraghi della Diciotti non erano clandestini, né indagati sottoposti dalla magistratura ad alcuna forma di custodia cautelare (non essendoci a loro carico notizie di reato), ma naufraghi legalmente liberi col diritto di avanzare all’Italia richiesta di asilo e protezione.

nessuno lo nega, ma il diritto di presentare richiesta non significa ipso facto il diritto che tale richiesta venga accolta. Che senso avrebbe altrimenti l’indagine? presentano domanda, un timbro e via.

Diritto previsto e tutelato dalla Costituzione italiana. Chiunque faccia richiesta di asilo o protezione, pur se privo dei documenti, è da quel momento un richiedente asilo e non un clandestino.
E resta libero e regolare fino a che le apposite commissioni non vagliano la sua richiesta.

Quindi se Ahmed il macellaio, pluricercato nel pese di origine sbarca in aeroporto, con il modulo di richiesta asilo già compilato a nome di yosef il . Lo consegna alla guardia di frontiera e se ne può andare libero come gli pare visto che è un richiedente asilo libero e regolare. I migranti son degli imbecilli; potrebbero arrivare in aereo e vanno ad ingrassare i terroristi libici. Ma fare qualche campagna di informazione in paese, e dare i prestampati no?

Purtroppo non funziona così, chi richiede asilo non può essere espulso nel frattempo che la domanda viene analizzata ma non è un cittadino, non è “libero”, lo stato è regolare ma non è di piena cittadinanza. Infatti i richiedenti asilo son tenuti a permanere in determinate strutture e non possono, o meglio non potrebbero, gironzolare liberamente per il territorio nazionale.

SECONDO:
I naufraghi della Diciotti non erano un esercito invasore. Non disponevano di armi, di esplosivi, non avevano dichiarato guerra all’Italia, non minacciavano la sicurezza degli italiani né più né meno di qualunque altro essere umano regolare o irregolare presente in Italia.
Né il ministro era al corrente del loro casellario giudiziario, né a disposizione di alcuna prova tangibile della loro presunta pericolosità.
E’ per questo motivo che la limitazione della libertà personale è prerogativa della magistratura e delle forze dell’ordine, ed è subordinata alla sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, sempre vagliati dalla magistratura.

Quindi chi arriva in aeroporto senza documenti deve andare libero fino a che non ha una condanna emessa da un magistrato? Sarei curioso di sapere se anche nelle altre nazioni funziona come narrano: arrivi senza documenti e finché non vieni condannato, perché magari sei un pluriomicida ricercato in patria, sei libero di andare dove ti pare.

TERZO:
il reato di “blocco degli sbarchi” non esiste nel codice penale italiano. Esiste solo nella fervida immaginazione leghista.
Quindi non rischi da 3 a 15 anni per aver “bloccato gli sbarchi”. Li rischi invece per aver privato delle persone (minori inclusi) della loro libertà.

E cioè per “sequestro di persona aggravato”.
E cioè per aver commesso il reato previsto nero su bianco dall’art. 605 del codice penale italiano.

Strano che alle guardie di frontiera che “bloccano” negli aeroporti non sia mai stato contestato tale reato. Ma forse chi sbarca dagli aerei è sempre un fesso che sbarca senza il prestampato per la domanda di asilo già compilato.

Che così recita: “Chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione da sei mesi a otto anni. La pena è della reclusione da uno a dieci anni, se il fatto è commesso: 1) in danno di un ascendente, di un discendente, o del coniuge; 2) da un pubblico ufficiale, con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni.

Se il fatto di cui al primo comma è commesso in danno di un minore, si applica la pena della reclusione da tre a dodici anni. Se il fatto è commesso in presenza di taluna delle circostanze di cui al secondo comma, ovvero in danno di minore di anni quattordici o se il minore sequestrato è condotto o trattenuto all’estero, si applica la pena della reclusione da tre a quindici anni.

Inoltre, secondo quanto contestano i giudici, “il Senatore Matteo Salvini, nella sua qualità di Ministro, violando le Convenzioni internazionali in materia di soccorso in mare e le correlate norme di attuazione nazionali (Convenzione SAR, RisoluzioneMSC167-78, Direttiva SOP009/15), non consentendo senza giustificato motivo al competente Dipartimento per le Libertà Civili per l’Immigrazione – costituente articolazione del Ministero dell’Interno- di esitare tempestivamente la richiesta di POS (place of safety) presentata formalmente da IMRCC (Italian Maritime Rescue Coordination Center), bloccava la procedura di sbarco dei migranti, così determinando consapevolmente l’illegittima privazione della libertà personale di questi ultimi, costretti a rimanere in condizioni psico-fisiche critiche a bordo della nave ‘U.Diciotti’.

Cioè gente sopravvisuta a lager libici, non hotel a 5 stelle lusso, che ha attraversato il deserto, che ha vissuto orrori inenarrabili ha subito gravi disagi a restare in una struttura ove avevano generi di conforto e assistenza medica. Capisco che per godere a pieno di una narrazione occorra “sospendere l’incredulità”, ma qui si sta tentando di prendere gli italiani per fessi. Vedi anche il caso della nave sbarcata

Fatto aggravato dall’essere stato commesso da un pubblico ufficiale e con abuso dei poteri inerenti alle funzioni esercitate, nonché per essere stato commesso anche in danno di soggetti minori di età“.

Questo lo dovrà decidere la magistratura. Temo finirà in una bolla di sapone come le altre indagini. E il consenso verso salvini cresce. Cresce perché si sta cercando di risolvere un problema con tonnelate di ipocrisia, e questo equivale a voler cercare di spegnere un incendio con la benzina.

Una piccola nota a margine: la magistratura quando indaga a salvini è santa e benedetta e la notizia dell’indagine è ipso facto prova della certezza della futura condanna. Perché per Lucano non funziona allo stesso modo, anzi si parla di magistratura asservita al ministero dell’interno?

il corazziere nero; chi sono i veri razzisti?

Ieri di servizio al quirinale c’era un corazziere di colore e alcuni giornali hanno titolato sul corazziere nero che ha accolto salvini. La notizia è stata poi ripresa dai criceti di satana per esaltare Mattarella che ha voluto perculare salvini.

Da quello che vedo si son creati un “uomo di paglia” ovvero che Salvini, e di conseguenza la lega, odino i negri e tutti gli extracomunitari e che siano una versione “burletta” dei nazisti dell’illinois del film “the blue brothers”.

Riferendomi sempre a quel film, molti mi sembrano convinti di essere “in missione per conto di Dio” nella santa crociata contro salvini.

Peccato comunque che le notizie sul corazziere nero siano una colossale sequenza di zappe sui piedi niente male.

Prima zappa: sostenendo che Mattarella l’ha scelto per fare uno sfregio a salvini si sta sostenendo che è stato scelto solo per il colore della pelle; e scegliere una persona solo per il colore della pelle non è razzismo? Non importa che sia capace o meno, che per arrivare lì abbia vinto signori concorsi, che i turni di vigilanza dei corazzieri non li decida Mattarella, siccome secondo loro salvini odia i negri hanno scelto il corazziere negro.  Rispondere al razzismo di A->B con il razzismo B->A è sostituire ad un razzismo un altro, non è fare antirazzismo. E temo arriverà puntualmente il boomerang: “l’hanno scelto perché negro”; e allora le anime belle cosa risponderanno, visto che stanno dicendo la stessa cosa? Stessa cosa già capitata con le atlete dalla staffetta o con la nazionale di pallavolo; molti esaltavano le capacità della Egonu solo in sfregio a Salvini, cioè non ci fosse stato lui forse le avrebbero dedicato un trafiletto. Il dubbio sorge spontaneo: chi strumentalizza chi?

Sul corazziere di colore che al Quirinale ha accolto il Ministro degli Interni: “Non ho seguito bene la vicenda, non ne ho cognizione diretta, ma se un corazziere italiano è nero non importa niente a nessuno, dov’è il problema? I veri razzisti sono quelli che usano questo corazziere per fare ironia nei confronti di Salvini. C’è un razzismo ribaltato che diventa quasi paradossale”. [Vittorio Feltri]

Seconda zappa: se il presidente della repubblica da arbitro “super partes” viene trasformato in attore “in partes” perde tutta l’autorevolezza e il diritto ad essere arbitro; piaccia o no la moglie di cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto. Mostrarsi troppo “in partes” o il dire che è “in partes” permette di lamentarsi, dando anche l’impressione di avere ragione, che l’arbitro ha fischiato solo per favorire l’altra squadra. Se chiami Mattarella a fare la lotta nel fango poi non stupirti se anche lui ne esce inzaccherato. Giusto chiedere che arbitri applicando, a tutti, le regole, sbagliato chiedere che le interpreti per sfavorire o favorire questo o quel giocatore.

Terza zappa: Tony Iwobi è un senatore italiano di colore eletto nelle liste della lega. Cioè un partito fasciorazzistaxenofobo elegge un negro? E infatti Iwobi era stato attaccato, anche con veemenza, chiamandolo “zio tom”1 e considerandolo un negro venduto ai padroni bianchi. Cioè il negro è sacro ed intoccabile solo se appartiene alla propria fazione. Fulminante una battuta su twitter rivolta ai SJW: “lo considerate troppo leghista per essere negro”.

Quarta zappa: il tirar fuori il razzismo a sproposito: lotti contro gli sbarchi perché sei razzista, lotti contro la microcriminalità “importata” perché sei razzista, a lungo andare finirà per convincere chi si sente infastidito dal non poter andare al supermercato od al parcheggio senza essere assaltato da parcheggiatori o da venditori ambulanti, chi non tollera il degrado di certi quartieri, di essere un fasciorazzista irrecuperabile del KKK. E cosa vota un ” fasciorazzista irrecuperabile del KKK”, non di certo il partito comunista multiculturalista equosolidale no ogm. Questa è una lettera pubblicata nel 2007 da repubblica. Fa riflettere perché spiega benissimo come l’uso, e l’abuso, dell’ipocrisia per risolvere i problemi a lungo andare porti le persone a considerarsi di destra. La riporto integralmente (grassetti miei)

GENTILE Augias, ho 49 anni, vivo a Roma, lavoro al Quirinale, ho studiato, leggo buoni libri (credo e spero), mi interesso di politica, leggo ogni giorno 2 quotidiani, guardo in tv Ballarò e Matrix e voto a sinistra, sono stato candidato municipale per la Lista Roma per Veltroni. Cerco di insegnare alle mie figlie i valori della tolleranza e della nonviolenza, dell’importanza dell’istruzione, delle buone letture e dello studio, l’etica del lavoro e del sacrificio per ottenere qualcosa di duraturo e vero nella vita.
Lotto ogni giorno, al loro fianco, contro la cultura del nulla e dell’apparire, contro i Tronisti e le Veline e i Grandi Fratelli.

Ma questo è un altro discorso e quindi torno subito a me ed alla mia richiesta di aiuto.
A 49 anni sto diventando un grandissimo razzista e non riesco a sopportarlo.

Non c’è stata una molla scatenante, un atto di violenza compiuto verso di me o la mia famiglia o amici, ma un continuo stillicidio di fatti letti, di violenza vista, di sicumera da impunità, di moralità calpestata, di identità violata e violentata, di fatti raccontati da persone sconosciute su un tram o una metropolitana.
Ad una signora anziana che ha tossito (forte e ripetutamente) sul tram la giovane ragazza slava seduta davanti a lei ha detto: “Se sei malata devi scendere, vecchia!!”. Alle mie rimostranze sia la ragazza che il suo accompagnatore hanno semplicemente risposto: “Tu che c.. o vuoi, fatti i c.. i tua”, proprio così tua, alla romana.

Altro giro sul tram, affollato. Sale una vecchietta, si avvicina ad una ragazza di colore, la più vicina all’entrata e seduta tra altre 2 persone anziane e, gentilmente, le chiede il posto: prima non risponde e poi, all’insistenza dell’anziana biascica un “vaffanc.. vecchia puttana”. Il vecchietto seduto si alza per darle il posto: io intervengo per dire che non è giusto, lei è giovane e può benissimo alzarsi per una vecchietta. Quella si alza, mi guarda, dice qualcosa e poi mi sputa la gomma americana che ciancicava: l’ho presa per il colletto e l’ho sbattuta fuori dal tram, alla fermata. Tutti ad applaudire ma io mi sono vergognato come un ladro per la mia reazione ed alla fermata successiva sono sceso.

Lavorando al Quirinale ogni tanto vado a comprare un panino in piazza Fontana di Trevi: ho sventato 2 borseggi da parte delle zingarelle. Ad un turista di Palermo ho fatto recuperare tutto il bottino che gli era stato trafugato e, appena mi accorgo della loro presenza di branco in caccia, avverto la polizia che staziona alla fontana: nessuno si muove perché devono stare vicino alle moto o alle macchine.
Ed allora capisco che Fontana di Trevi è terra di nessuno, tra decine di venditori di pistolette che fanno le bolle di sapone e di quegli aggeggi rumorosissimi che si lanciano in aria e fanno il verso dei grilli mentre le bande imperversano.

Di fronte agli stupri che avvengono, troppo frequentemente, in varie città italiane, mi chiedo: e se io stuprassi una giovane araba alla Mecca o a Casablanca, se venissi preso dalla locale polizia a cosa andrei incontro? E se a Bucarest, in metropolitana, avessi accoltellato un giovane rumeno per una spinta ricevuta, che mi avrebbero fatto le locali autorità? Perché devo essere sempre buono ed accogliente con i nomadi, ahi tasto dolentissimo e pericolosissimo, quando questi rubano, si ubriacano, violano la mia casa e la mia intimità, quando rovistano nei cassonetti e buttano tutto fuori, quando mendicano con cattiveria e violenza, quando bastonano le immigrate che non vogliono prostituirsi, quando sbattono i bambini in strada o mandano i figli a scuola con i pidocchi?

Perché se chiedo l’espulsione immediata dei clandestini violenti e ladri e meretrici e protettori di meretrici vengo immediatamente accostato a Eichmann?
Perché lo schieramento politico che mi rappresenta, se io chiedo certezza delle pene e della detenzione, mi risponde con Mastella che nomina direttore generale del Ministero di Grazia e Giustizia quel Nuvoli Gianpaolo che, secoli fa ormai, ai tempi di Mani Pulite, ebbe a dire di Borrelli “se il procuratore fosse condotto alla forca sarei in prima fila per assistere all’esecuzione”?

Perché quando Fini, allora competitor di Rutelli a sindaco di Roma, propose di spostare i campi nomadi fuori dal Gra di Roma, tutti noi della sinistra (quindi me incluso ed in prima fila) gridammo “tutti i fascisti fuori dal raccordo” ed ora, a più di quindici anni di distanza, prevale l’idea del mio sindaco e del prefetto di compiere in tutta fretta questa operazione smentendo così, sostanzialmente, tutta la politica fin qui seguita dell’integrazione e dell’accoglienza solidale?

Perché devo sopportare lo strazio umano di vedere per le strade, di giorno e di notte, giovanissime prostitute schiave senza che a qualcuno, di destra prima e di sinistra ora, sia venuto in mente di vietare la prostituzione in strada cambiando semplicemente la legge in vigore? Però se i cittadini delle zone interessate scendono in strada e reclamano, con le ronde e con le fiaccole, un minimo di decenza ed anche di lotta alla schiavitù ecco subito le anime belle gridare al fascismo ed al ritorno delle camicie brune.

Sta crescendo ogni giorno di più l’intolleranza, sta montando l’odio per lo straniero e nessuno fa nulla per spegnere queste pericolosissime braci. Centinaia di persone come me, che hanno sempre litigato con tutti per difendere chi entra in questo Paese, che si sono battute come leoni contro l’intolleranza e la violenza xenofoba, sono stremate e ridotte, ormai, alla schizofrenia. Io voglio spegnere quelle braci prima che si trasformino in un incendio di rancori e violenza, non voglio lasciare più il monopolio della legalità alla destra e quindi non capisco, perché dare il voto locale agli immigrati, dopo 5 anni di permanenza nel nostro Paese, quando in nessun grande Paese dell’Europa Occidentale questo avviene.

So benissimo, come tutti gli italiani, che in Italia, ogni giorno, mille e più reati, anche odiosissimi, vengono compiuti da miei connazionali, nessuno crede veramente che la sicurezza venga messa a repentaglio solo dagli immigrati, non voglio e mi opporrò con tutte le mie forze al dagli allo straniero. Ma voglio legalità, voglio la cultura della legalità in questo benedetto Paese, voglio che chi sbaglia paghi.
Cxxxx Pxxxxx

Lettera che spiega benissimo il successo della lega e di Salvini, e che demolisce la narrazione che l’Italia sia una nazione razzista solo perché abitata da una maggioranza di trogloditi telelobotomizzati.


  1. Espressione spregiativa usata da Malcom X per indicare le persone di colore che non sposavano acriticamente la sua causa. 

Kinder accusata di razzismo | Gente con le PalleQuadre

Sconvolgente; oramai fare l’indignato e cercare disperatamente qualsiasi motivo per andare in piazza (meglio virtuale) ed urlare il proprio sdegno per molti è diventata una patologia.

Alla fine, imho, si arriverà all’assurdo del: “se non si trovano prove di razzismo è perché i razzisti si vogliono nascondere…”. Sconfortante.

Sorgente: Kinder accusata di razzismo | Gente con le PalleQuadre

Kinder accusata di razzismo

E che avrà mai fatto una compagnia di dolciumi e cioccolati vari per essere accusata di razzismo?
Di concreto nulla, già sappiamo che il mondo è impestato da dei rincogliosi individui che rispondono al nome di SJW, a triggerarli è stata una sorpresa degli ovetti kinder.

Per celebrare la sorpresa o qualche cazzo di cosa la Kinder ha ben pensato di creare un ovetto kinder che tiene tre palloncini. Ma non hanno tenuto conto del ritardo mentale e la lesione cerebrale dei SJW che in questo:

Un maskio bianko biondo (etero?) che “ricorda Trump” e che tiene tre palloncini con la K quindi inneggia al ku klux klan, uno undici centoundici a perdere.

Ora mi devono spiegare una cosa: che problemi gli crea che sia bianco? Che forse i caucasici sono bianchi candidi? Se ci vedono così significa che probabilmente hanno seri problemi di cromia, o come cazzo si dice, con gli occhi. (…)

PS come al solito il detto “la malizia è nell’occhio di chi guarda” mostra impietosamente la sua validità.

Banfi ambasciatore e bufale nei media

A quanto pare su Banfi ambiasciatore si son divertiti a sparare bufale e a riportare “impropriamente” quanto detto da Lino Banfi per fare le solite polemiche gratuite.

Fonte Butac: https://www.butac.it/lino-banfi-basta-plurilaureati/

Tante testate nelle ultime ore hanno titolato in merito alla scelta del M5S di inserire Lino Banfi nella commissione italiana dell’UNESCO. Il titolo che viene diffuso di più è questo:

Unesco, Lino Banfi rappresentante dell’Italia: “Basta con i plurilaureati nelle commissioni”

Che riporta ben più di un errore. La frase messa così sembra una critica nei confronti delle commissioni composte da gente laureata.Ma davvero Lino si è espresso in quella maniera criticando chi ha una laurea? Indovinate un po’…

La frase precisa pronunciata da Lino:

…in questi casi l’UNESCO, credo che le commissioni fino adesso si siano fatte con persone che sono plurilaureate in questo, in quell’altro, conoscono bene la geografia, conoscono bene i posti, i siti, gli ????, tutte cose che io non so, io voglio solo portare un sorriso dovunque. Anche nei posti più seri.

Non si è schierato contro le lauree, o chi di lauree ne ha più d’una. Non comprendo perché tanti debbano usare la frase “Basta plurilaureati” per presentare Banfi all’UNESCO, ma ormai a questo comportamento ci siamo abituati. I virgolettati non hanno alcun senso, vengono usati alla boia d’un giuda tanto per fare.

i soliti titoli clickbait e le solite polemiche fomentate ad arte; a quanto pare l’idea di sentirsi colti accultuVati stuzzica moltissimo chi si sente “de sinistra”, poi magari con una spruzzata di buoni sentimenti ed un fare tanto gli omofili purché il culo sia quello degli altri, diventa un cocktail irresistibile1.

Riguardo comunque alla nomina, io non ci vedo nulla di particolarmente scandaloso, si tratta di nomine di “facciata”, visto che il lavoro vero lo fanno gli sherpa e gli esperti silenziosi. Banfi è solo un “logo” da mettere nella commissione niente di più.

Certi giornali prima sostengono di essere per la minoranza e poi si incazzano se la maggioranza preferisce altro. Direi che è una prova evidente che nelle redazioni la logica sia decisamente latitante.

 


  1. Da notare, da Vozzo pVoletaVio con la III elementare, che se miri a diventare un prodotto per la minoranza colta, accultuVata che apprezza l’occhio della madre nella corazzata komtionkin, poi ti compra solo la minoranza colta accultuVata che apprezza l’occhio della madre. E quindi o piazzi prezzi da minoranza colta accultuVata oppure fallisci. La ferrari vende infinitamente meno macchine rispetto a quelle a marchio FCA, eppure non sembra in dissesto finanziario. Perché? perché una ferrari costa qualcosina in più rispetto ad una utilitaria. Se la ferrari domani vendesse a  prezzi da utilitaria il giorno dopo dovrebbe portare i libri al tribunale; con i volumi di produzione e vendita ferrari fallirebbe in un istante. 

Perché vince e convince

Se mi chiedessero perché nonostante tutto la destra pasticciona insieme al movimento dei girotondi duepuntozero ancora non è imploso segnalerei questo articolo:

Sorgente: È un popolo ‘povero e ignorante’ quello che fa il baciamano a Salvini – Il Fatto Quotidiano

“Salvini non mi ha dato niente. Ho detto solo ‘Salvini dammi il reddito di cittadinanza‘. Ho fatto un gesto d’amore perché non ho visto mai un presidente così, per me è bravo. Siamo migliaia di disoccupati e per me ha fatto una cosa buona. Ho votato pure Pina Castiello (Noi con Salvini, ndr) perché il padre sta qua e ha detto non preoccuparti ti danno da mangiare con il reddito di cittadinanza”.

Sono le parole di Francesco, l’uomo che ha fatto ad Afragola il baciamano a Salvini. Senza vergogna ma con fiera disperazione le ha pronunciate davanti alle telecamere di Fanpage.it. Parole che contano più di quel baciamano. Francesco è un ambulante. Fa questo mestiere da 30 anni. Ha fatto anche il carpentiere in nero. “Ora vendo solo due calzini – aggiunge Francesco a chi lo intervista – e basta. Salvini è un bravo governatore e che Dio lo benedica e che ci dia i soldi per il reddito di cittadinanza”.

Gente che ha fame e che non sa come sbarcare il lunario; a rigor di logica dovrebbe essere la gente di cui la sinistra si dovrebbe prendere cura, per elevarla e farla uscire dal fango. Proposte per farlo? Se uno sta morendo di fame benedice la mano che lo sfama. Stefano Disegni aveva descritto magistralmente la situazione in questa strip; ha capito cose che invece a sinistra non capiscono per niente: servono proposte e non solo mere proteste.

Le parole di quest’uomo riassumono alla perfezione il problema di questo Paese: a votare Salvini è un popolo di poveri e/o ignoranti. Lo scrivo con rispetto ma va detto. Francesco fa parte di quei 5 milioni e 58 mila individui che vivono in povertà assoluta. Sono i disperati del Sud e del Nord: quelli che non arrivano a fine mese; coloro che non hanno certo i soldi da spendere per comprarsi un quotidiano; quelli che sperano in un salvatore chiunque esso sia; quelli che se la prendono con i migranti, senza capire che sono poveri, non certo perché arrivano in Italia dei disperati come loro. Ho vissuto in un quartiere difficile della Sicilia e ho visto con i miei occhi politici che portavano pacchi di pasta nei quartieri più poveri. Salvini non porta pacchi ma insieme ai Cinque Stelle porta il “pacco” del reddito di cittadinanza. E a Francesco interessa solo quello. Di ciò che viene fatto per il nostro Paese a Francesco e agli altri come lui non interessa. Sono, purtroppo, “egoisti”.

Ecco l’identikit di chi vota il ministro dell’Interno che mostra al popolino la divisa: povero, senza cultura, semi- analfabeta, ignorante, cattolico. Lo dico senza puzza sotto il naso. Quel “Dio lo benedica” si sposa alla perfezione con il Salvini che mostra il rosario e il Vangelo. E poi tra la folla c’è chi urla “Togli la scorta a Saviano” senza mai aver letto il suo Gomorra, magari. Al Sud sono questi a inneggiare al “Matteo nazionale” e al Nord sono un popolo di piccoli e medi imprenditori ignoranti. Gente che sul comodino non ha un libro, gente che lavora otto-dieci ore al giorno; sono quelli che hanno la fabbrichetta e la domenica vanno a Messa con il vestito della festa; sono quelli che hanno la badante peruviana, la domestica filippina ma non vogliono i migranti.

Ecco la summa degli errori della sinistra: il classismo, “votano poveri e/o ignoranti”, accuse di egoismo invece che riconoscere che esiste un problema, mettere insieme il pranzo con la cena, tanto autocompiacimento di essere la parte migliore. Cioè se hai fame hai poco tempo per disquisire sui massimi sistemi, e l’accusarlo di non aver riflettuto abbastanza sulla monade hegeliana perché pensava a cosa mettere nel piatto è il modo migliore per far sì che non ti voti.

L’essere solo placcati cultura, ignoranti che si presentano come colti ma appena scavi un poco salta fuori l’ignoranza, tanta ignoranza. Invito a leggere questo articolo e questo insieme ai commenti. La domanda: con che faccia parla di cultura, come direbbe lubrano, sorge spontanea.

L’autocompiacersi troppo per tirar fuori qualche proposta concreta da opporre a quelle di Salvini. Se hai due proposte puoi decidere, se ne hai solo una perché dall’altra parte sono incapaci di tirarne fuori una che una, per forza o per piacere devi scegliere l’unica proposta presente.

Come qualche persona, di sinistra come Luca Ricolfi, ha notato che presentarsi come i colti buoni contro i buzzurri cattivi ed insultare non solo i politici avversari, ordinaria amministrazione, ma anche gli elettori degli altri partiti è il modo migliore per convincerli a non votarti mai. Al più astenersi schifati.

Padre Maurizio Patricello, parroco che vive vicino ad Afragola sull’Avvenire ha scritto: “Questa gente, dunque, ha accolto con entusiasmo Salvini. Tra loro c’era chi condivide la sua visione politica e chi – ed era la maggioranza – invece, ha visto in lui il ‘liberatore’. Avete letto bene, ho scritto proprio ‘liberatore‘, colui, cioè, che viene a liberarti dalla paura delle bombe, da questa maledetta camorra che non vuol morire, che s’impegna a riportare alla normalità la tua città. In un paese dove lo Stato è rimasto assente per tanti anni, dove il clan egemone controllava tutto, dove non si muoveva foglia che il clan non voleva, la visita del ministro dell’Interno è più importante di quanto si possa credere. E se tra la folla, un uomo qualsiasi sente l’impulso di baciargli la mano, pur non condividendo il gesto, lo capisco”. Peccato che non sarà Salvini a liberare questa gente dalla povertà, dalla camorra e dall’ignoranza.

E chi sarà e come? I migranti sui barconi? il professor guidobaldo maria ricciardelli con la corazzata kotionkin? papa Ciccio primo?

Alla lista di sopra aggiungerei anche: il demolire quanto fanno gli altri perché è sbagliato senza però proporre una cosa che una di giusta da fare in alternativa.

Certo parlare di popolo buono opposto ai Vozzi buzzuVVi pVoletaVi che non amano la coVazzata Kotionkin aiuta a sentirsi migliori, ma porta inappellabilmente alla batosta elettorale; cosa che mi spiace perché senza una buona opposizione non può esistere un buon governo.

Speriamo che a sinistra qualcuno si svegli e si accorga che si stanno ripetendo, paro paro, gli stessi errori che hanno cementato alla cadrega Berlusconi.

ma esser buono vuol dire esser fesso?

Uno dei motivi per il quale i paladini erano fra le classi odiate in D&D era che molti master pretendevano che fossero dei boccaloni ingenui sempre pronti a farsi gabbare. Classico esempio il nemico che fingeva di essere disarmato1 (e il paladino non poteva attaccare una persona inerme) o la “pulzella” da salvare che ti portava diritto diritto all’agguato.

Credo che molti che parlano di bontà siano come quei master; per loro l’esser buono implica l’esser fesso; ad esempio credendo a qualsiasi storia “strappalacrime” senza alcun controllo preliminare, storie che poi all’atto pratico si son rivelate essere solenni bufale come la cameriera insultata perché di colore o la ragazza aggredita al bancomat o “verità arricchite” come nel caso dell’uovo di daisy osakue.

E molti ragioneranno con: se l’esser buono significa esser fesso allora evviva la cattiveria. Poi hai voglia di scandalizzarti che la gente diventa cinica e cattiva. Roba vista in D&D, se per interpretare un personaggio “buono” dovevi fare il fesso della situazione si finiva ad avere party zeppi di caotici neutrali e malvagi con l’unico obiettivo di distruggere qualsiasi cosa a tiro.

Molta della cattiveria che adesso vedo credo sia dovuta al fatto che spesso la bontà è stata usata come pretesto per “imbrogliare” le persone.  E la colpa della cattiveria più che alle persone la darei a chi ha iniziato ad imbrogliare.

Una riflessione interessante di Eugenio che spiega benissimo cosa intendo.

(…) rimane il fatto che confondersi fra la popolazione, utilizzare strutture civili come depositi di armi, istruire i propri combattenti a non indossare un’uniforme e a nascondere le proprie armi, costituisce ai sensi della Convenzione di Ginevra un crimine di guerra – punibile, se la memoria non mi inganna, con la fucilazione senza processo.

I protocolli di Ginevra nascono dalla necessità di proteggere la popolazione civile dai peggiori orrori della guerra, e di conseguenza di imporre una distinzione netta fra combattenti e civili e nel trattamento ad essi riservato. Gli estensori delle convenzioni di Ginevra sapevano fin troppo bene che un soldato è, alla fine, un essere umano, e che se non gli si dà modo di distinguere fra un civile ed un soldato nemico, questi potrebbe cominciare a considerare come nemici, reali o potenziali, tutti coloro che non indossano la sua uniforme. In altre parole, se i soldati sanno che di quei civili almeno uno, probabilmente, nasconde un’arma con cui sta per sparare loro addosso, che di quelle dieci scuole o moschee o ospedali almeno una/uno contiene una postazione di artiglieria o un deposito di munizioni che stanno per essere usate contro di loro, prima o poi cominceranno a considerare tutt’e dieci come ostili: perchè l’impulso a salvarsi la pelle e a non farsi sparare addosso è difficile da soffocare in qualsiasi essere umano.

(…) Per questo motivo sparare ai civili senza provocazione è un crimine di guerra, ma sparare di mezzo ai civili è un crimine di guerra ben peggiore, perchè provoca e giustifica decine di crimini in risposta; sparare sulla croce rossa è un crimine, e sparare dalla croce rossa è peggio; e così via.


  1. “il tizio dice di essere disarmato e pentito del male compiuto”. “Non mi fido: individuazione del male”. “Ma come non ti fidi”, “Non mi fido”. “Non è una azione buona, perderesti lo status di paladino”. “Fottesega attacco.” “Affettalo, affettalo… perquisisci cadavere, trova pugnale +2 del veleno”, l’inizio di una brillante carriera di ladro truffatore (17 in carisma…).