Il tonfo di Kamala Harris

Articolo molto interessante; Il tonfo di Kamala Harris | Giuliano Guzzo.

I miei due centesimi: la Harris non è stata scelta per le competenze o le capacità ma solo come “figura quota” ovvero quella che devi prendere per forza per dire che sei stato bravo e hai rispettato tutte le quote.

E già quello dovrebbe dimostrare l’idiozia del voler piazzare quote sempre e a tutti i costi. I presidenti precedenti spesso sceglievano il vicepresidente competente nelle aree cui si sentivano più deboli, ad esempio Reagan scelse Bush per la sua esperienza in politica estera e nella CIA. Obama prese Biden come vicepresidente per la sua esperienza come politico di lungo corso. Quale è l'”in più” che avrebbe dovuto portare Kamala Harris? Temo sia fare la “bella statuina” per dimostrare quanto il presidente sia stato bello bravo e inclusivo.

Donna, di colore, vicinissima alle istanze Lgbt. Kamala Harris aveva – e apparentemente tutt’ora ha – tutte le carte in regola per scrivere pagine importanti della storia politica americana, e non solo. Invece si sta rivelando un clamoroso fallimento.

Nell’apertura c’è la spiegazione semplice che rende superfluo tutto il resto. Donna, nera, simpatizzante LGBT, ok ma nessuna di quelle tre cose è segno di capacità o abilità politica.

A sottolineare a chiare lettere questa scomoda verità è, oggi, Federico Rampini, giornalista progressista che, da ormai qualche tempo, ha smesso di credere ai miti della sua stessa area politica.Ma sentiamo Rampini, il quale, senza troppi giri di parole, fa presente come la Harris sia «stata la prima ad affondare nei sondaggi e non ha mai smesso: fa peggio dello stesso Biden. È la più impopolare degli ultimi quattro vicepresidenti. I media hanno ribaltato la narrazione su di lei, oggi ne parlano come di una incompetente (non studia i dossier), arrogante, a tratti isterica» (Corriere della Sera, 27.12.2021, p.19).

Mi viene in mente una senatrice italiana, con un cane famoso quasi quanto lei, anche lei molto vicina alla causa LGBT che ha inanellato un pasticcio dietro l’altro incapace di capire quando, per portare a casa un risultato, occorreva trattare e cedere su alcuni punti controversi per portare a casa gli altri. Ha giocato l’all in puntando sul tutto o niente e, come prevedibile quando tenti un bluff a carte scoperte, è uscito niente.

E anche nel caso italiano molti si son accorti che il patatrac non è stato solo colpa dei mefistofelici poteri di Pillon e dei maneggi di Renzi.

Secondo l’ex storica firma di Repubblica, il tonfo della vice di Biden ha varie ragioni, non ultimo quell’«aiutiamoli a casa loro» con cui, per affrontare la crisi migratoria al confine Sud, la politica si è giocata il sostegno pure della sinistra radicale. Ecco che allora, salvo imprevisti e svolte inattese, quella che doveva essere una predestinata del firmamento liberal rischia di rivelarsi null’altro che una meteora.Se così fosse, non perderemmo molto. Harris – che in questi giorni peraltro è furiosa («sono stata usata per vincere, non per governare», si sarebbe lamentata con i suoi) – è infatti colei che prese le parti dell’abortista Planned Parenthood quando emerse la notizia del vomitevole traffico di parti di feti abortiti, nonché una che detesta il cattolicesimo (eccetto quello asintomatico di Biden). Del suo declino, insomma, meglio farsene una ragione.

Quello che ha commesso la harris è un errore grave che si paga molto in politica, sentirsi superiore al giudizio degli altri, soprattutto degli elettori, rispondendo a colpi di razzista/fascista/omofobo a qualsiasi osservazione o critica, anche a quelle fondate e ben argomentate. Invece di riflettere e di rispondere nel merito attacca accusando gli altri.

Questo è pericoloso soprattutto per le persone che dice di voler rappresentare, perché molti penseranno che siano come lei, frignoni opportunisti pronti a lanciare accuse di discriminazione campate per aria al solo fine di avere vantaggi extra.

Darà un colpo mortale al modello delle quote: “le quote ci hanno portato la Harris una incompetente scelta perché donna e nera al posto magari di un competente ma uomo e bianco.”

2 pensieri su “Il tonfo di Kamala Harris

  1. “Darà un colpo mortale al modello delle quote: “le quote ci hanno portato la Harris una incompetente scelta perché donna e nera al posto magari di un competente ma uomo e bianco.””

    In un mondo razionale o semi-razionale andrebbe così, in questo quando sarà la seguiranno e acclameranno perché altrimenti vince un cattivo arancione, anzi questa gente sosterrebbe con tutto il cuore perfino Cthulhu se servisse a battere il “fascista arancione” di turno.

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