Il caso booking vs federalberghi

Stavo leggendo della norma, approvata alla camera e in attesa di passare al senato, che rende nulle le clausole, previste da portali on line di prenotazione come booking.com, che impediscono alla struttura di fare nel proprio sito offerte a prezzi più bassi rispetto a quanto pubblicizzato sulle piattaforme OTA (online travel agency).

Come al solito viene presentata come una grande vittoria dei consumatori contro le malvagie multinazionali ammerrigane, quando in realtà diventerà l’ennesima vittoria di pirro.

Come funziona booking lato albergo? l’albergo può pubblicizzare le sue camere nella piattaforma e se tale camera viene prenotata (e pagata) grazie a booking, questo come intermediario ha diritto ad una percentuale (18%) sulla transazione.  Cosa aveva chiesto federalberghi? che la stessa stanza, messa in vendita nel sito dell’hotel, possa essere messa in vendita a prezzo minore rispetto al prezzo comunicato a booking.

All’atto pratico che effetti avrà tale norma? il primo che vedo è che molti useranno booking per scegliere la stanza e poi contatteranno direttamente la struttura per vedere se possono ricevere un prezzo migliore ordinando direttamente sul sito dell’hotel, di fatto facendo lavorare in perdita booking. E siccome nessuna impresa sceglie di lavorare in perdita ciò che capiterà possono essere due cose: la prima è che visto che il modello di usinnes non funziona più, il modello cambierà. Il sito potrebbe trasformarsi in mera vetrina pubblicitaria e chiedere alle strutture un fisso per comparire fra le strutture recensite e valutate o potrebbe fare da intermediario acquistando “pacchetti soggiorno” e rivendendoli a terzi. Siccome può fare acquisti “massivi” può strappare prezzi più bassi.  Oppure visto che quel modello di businnes non funziona più, mollare del tutto certi mercati con gli ovvi danni per il turismo. Chi, non conoscendo l’italiano, si azzarderebbe a prenotare hotel economici facendo giri di telefonate? e anche se fosse come reagirebbe ad un addetto: “o spikki italian o nein”?

Ricordo nel periodo del boom delle vendite immobiliari che su internet nei forum riguardo alla compravendita uno degli argomenti più gettonati era come gabbare le agenzie immobiliari sfruttando l’intermediazione senza pagarle.  Mi sembra che qui si chieda la stessa cosa: si voglia avere la visibilità grazie ad un sito che investe alquanto in pubblicità e raccolta utenti ma non si voglia pagare il sito per il servizio, la classica furbata all’italiana.

 

 

 

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2 pensieri su “Il caso booking vs federalberghi

  1. Prima non ce ne era la possibilità, oggi c’è, non è obbligatoria.
    Starà agli albergatori capire che fare concorrenza a Booking e simili è una cazzata, visto che per un po’ Booking continuerà a far loro da vetrina, poi cominceranno a finire in fondo alle liste di ricerca, ad avere prezzi maggiorati per questo motivo (e quindi non si produrrà traffico e camere vendute attraverso questi canali e torneranno mesti mesti da Booking, la cui commissione passerà dal 18 al 36 %).

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    • è quello che penso anche io. Se proprio volevano fare concorrenza a booking potevano organizzarsi un sito ufficiale di per il booking di federalberghi. Il problema è che sarebbero serviti investimenti e pubblicità per farsi conoscere e farsi indicizzare bene. Chi ci guadagna da tutto questo casino in ogni caso saranno le grosse catene che possono investire per essere presenti “bene” nel web. Per la piccola struttura a conduzione familiare la vedo nera invece.

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